Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download ""

Transcript

1 dp Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento per le Politiche di Sviluppo AZIONI NAZIONALI DI SISTEMA PER L'ANIMAZIONE E LA DIFFUSIONE DI BUONE PRASSI PERCORSO, ELEMENTI E FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLE AZIONI LOCALI E INTEGRATE DI SVILUPPO Città del fare SCpA UNA STRATEGIA UNITARIA ED EUROPEA PER LE AZIONI LOCALI DI SVILUPPO Ricerca partecipata promossa dai PTO e dal DPS (Delibera CIPE 83/2002)

2 Referenti Città del fare S.C.p.A. - Fabrizio Manduca Patto dell'agro S.p.A. - Giovanni De Angelis Il gruppo di ricerca Osvaldo Cammarota, Luciano Brancaccio, Francesca Barbato, Maria Laura Esposito Il gruppo di accompagnamento scientifico Liliana Bàculo, Paola De Vivo, Achille Flora, Ugo Marani, Pasquale Persico, Rosario Sommella Il gruppo di supporto tecnico Antonella Leone, Marco Molino, Luigi Petricciolla, Raffaela Quaglietta Si ringraziano i numerosi partecipanti alla ricerca elencati in appendice

3 PERCORSO, ELEMENTI E FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLE AZIONI LOCALI E INTEGRATE DI SVILUPPO* Il percorso strategico animazione programmazione progettazione attuazione Gli elementi territorio come risorsa tempo come risorsa partenariato soggetto responsabile I fattori concertazione di qualità cooperazione istituzionale integrazione comunicazione 3 *Documento validato nel corso del Seminario del 14 settembre 2005

4 LA RICERCA PARTECIPATA Il progetto, gli attori, l'obiettivo Il documento Gli scopi L'iniziativa è stata proposta dai due PTO della Campania (Città del fare SCpA - Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni a Nord Est di Napoli e Patto dell'agro SpA - Agenzia Locale di Sviluppo della Valle del Sarno), nell'ambito delle Azioni di sistema promosse dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dell'economia e delle Finanze (Del. CIPE 83/2002). L'attuazione è stata affidata alla Rete SLST. L'obiettivo generale è portare a valore, nella programmazione , le metodologie consolidate in oltre 10 anni di sperimentazioni nel fare Azione Locale di Sviluppo. "Percorsi, elementi e fattori critici di successo nelle Azioni Locali e Integrate di Sviluppo"è il Documento di Base scaturito dalla ricerca partecipata e dal seminario del 14 settembre. Per la stesura del documento sono state sintetizzate 70 "schede di reazione", 120 partecipanti al seminario hanno contribuito alla "validazione" dei contenuti (v. elenco in appendice). Attraverso le reazioni e la partecipazione di quanti hanno aderito alla ricerca, è stato verificato il grado di condivisione su alcuni principi che costituiscono "fattor comune" nelle buone prassi sinora riconosciute dallo Stato e dalla Commissione Europea. Il documento è condiviso dalla Rete dei Patti Territoriali per l'occupazione - Italia. Conferire maggior efficacia alle politiche per lo sviluppo locale attraverso l'integrazione della pluralità di programmi, strumenti, procedure e soggetti attuatori di interventi a vario titolo riconducibili alla Strategia Europea per l'occupazione (agire a livello locale), nell'orizzonte del terzo rapporto sulla coesione europea e degli indirizzi per la programmazione

5 INTRODUZIONE - ISTRUZIONI PER L'USO Strategie sistemico-evolutive per lo sviluppo territoriale Le Azioni Locali e Integrate di Sviluppo, comunque denominate a seconda dei diversi programmi, si configurano come un processo caratterizzato da un percorso strategico alimentato da alcuni elementi e fattori critici di successo. L'azione locale per lo sviluppo non può essere in alcun modo standardizzata o codificata, essa si svolge a seconda delle condizioni di contesto che si riescono a creare tramite il coinvolgimento e la partecipazione attiva e responsabile di attori locali in grado di utilizzare risorse e opportunità interne ed esterne al proprio territorio. In tal senso, l'azione locale di sviluppo si configura come una strategia di tipo sistemico-evolutivo, una intuizione che orientò le prime deboli esperienze: "Riuscire a considerare i punti di crisi come opportunità per creare risorse, operare le scelte più adatte, producenti ed efficaci in relazione al contesto e al tempo in cui si svolge l'azione, introdurre elementi di interdisciplinarietà e di innovazione nel pensiero e nell'azione, orientare il tutto su obiettivi possibili e perseguibili in tempi rapidi, in stretta coerenza con le vocazioni del territorio e far leva sui bisogni delle popolazioni residenti trasformandole in soggetti attivi e non assistiti. Tutto questo ed altro ancora è fare strategia evolutiva, è assicurare il principio della coerenza con elementi specifici, concreti, è più di una metodologia; è l'applicazione di interdisciplinarietà, connessionalità, interazione, è uno stimolo alla pura intelligenza, una delle poche risorse disponibili su cui oggi può contare il Mezzogiorno." Dicembre '96. Adottare strategie di sviluppo ispirate da visioni sistemico-evolutive si conferma una scelta vincente, accreditata da oltre un decennio di sperimentazione sul campo. Con la testimonianza diretta di operatori, studiosi, ricercatori, attori locali è stato possibile focalizzare i principali elementi e fattori che possono alimentare un possibile percorso operativo. Il successo della strategia è affidato alla qualità e alla coerenza dei comportamenti politici e amministrativi, pubblici e privati. Nessun elemento o fattore è di per sé "autoportante", essi sono strettamente interconnessi e interdipendenti tra loro, la loro armonica combinazione ha consentito lo svolgersi delle buone prassi sperimentate. Uno stimolo forte può essere dato dalla concezione del "tempo come risorsa". Il tempo va utilizzato nella sua duplice valenza di elemento e fattore, del resto, se nel tempo che passa non si creano nuovi eventi, anche il tempo che viene è tempo perso. Osvaldo Cammarota 5

6

7 IL PERCORSO STRATEGICO Conoscere-organizzare-progettare-realizzare Fase A - Animazione Ascolto del territorio. "Lettura" del contesto attraverso analisi e ricerca su bisogni, risorse e potenzialità locali. Identificazione dei valori materiali e immateriali tipici e distintivi del territorio di intervento. Analisi di elementi, fattori e opportunità di sviluppo provenienti dall'ambiente esterno. Individuazione degli attori locali e loro coinvolgimento. Stimolo alle intelligenze locali. Ideazione delle possibili integrazioni tra problemi, risorse, opportunità e vocazioni di sviluppo localmente rilevate. Definizione dello "scenario di sviluppo possibile" inteso come "domanda" di sviluppo espressa dalle comunità locali in forma organizzata. Individuazione dei fattori critici di successo e degli elementi in grado di dare sostenibilità al processo, dei punti di debolezza da aggredire, dei rischi e delle opportunità di origine esogena in grado di indebolire/rafforzare le dinamiche locali di sviluppo. Costituzione del Partenariato istituzionale e sociale alla dimensione territoriale dell'intervento. Fase B - Programmazione Selezione degli obiettivi largamente condivisi, in grado di "fare gerarchia" negli interessi locali e di esercitare "forza ordinatoria" sui comportamenti dei molteplici attori pubblici e privati. Selezione delle linee di intervento considerate più idonee e funzionali al raggiungimento degli obiettivi identificati e condivisi. Definizione delle più opportune strategie di integrazione tra le principali policy e le programmazioni sovralocali che impattano sul territorio (pianificazione urbanistico-ambientale; sviluppo endogeno; inclusione sociale; innovazione e decentramento amministrativo), allo scopo di aggredire con più efficacia le "variabili di rottura" del sistema territoriale. Prima quantificazione dei risultati attesi. Prima verifica di congruità tra lo scenario di sviluppo ipotizzato, le programmazioni sovralocali e le risorse finanziarie, pubbliche e private, realisticamente attivabili. Prima verifica di sostenibilità (ambientale, sociale, finanziaria, procedurale) e di adeguatezza del programma rispetto ai principali problemi rilevati nella prima fase. La programmazione di un'azione locale di sviluppo deve essere non solo "possibile" dal punto di vista endogeno, ma anche sostenibile rispetto ai fattori economici, istituzionali ed ambientali esogeni. 7

8 IL PERCORSO STRATEGICO Conoscere-organizzare-progettare-realizzare 8 Fase C - Progettazione Traduzione del programma (ovvero degli interessi e dei bisogni localmente rilevati) in specifiche azioni progettuali che siano: misurabili; sostenibili (ovvero compatibili dal punto di vista socio-economicoambientale); valutabili ex ante; compatibili con gli strumenti di sostegno finanziario e le procedure di spesa; raccordabili con la programmazione sovralocale. "Ingegneria finanziaria" tra risorse pubbliche programmate nelle policy locali e sovralocali e afferenti il medesimo ambito territoriale; tra risorse pubbliche e private (ad es. project financing). Fase D - Attuazione Attività di realizzazione degli interventi e delle iniziative progettati nelle precedenti fasi: presidio dei tempi, uso integrato delle risorse progettuali, attuazione dei singoli progetti; supporto relazionale e professionale; snellimento delle procedure amministrative; implementazione di sistemi gestionali di progetto. La funzione permanente di Monitoraggio e Valutazione 1 Attività continua e costante, trasversale, propedeutica e successiva a tutte le fasi dell'intervento e finalizzata a: - Verificare la coerenza tra risorse, potenzialità, obiettivi, risultati e modalità operative adottate per perseguirli; - Verificare la convergenza tra la programmazione locale e la programmazione dei livelli istituzionali sovralocali; - Fornire elementi e dati di accompagnamento, utili cioè alla migliore contestualizzazione degli interventi nel corso del loro svolgimento; - Ri-orientamento programmi, strategie di intervento e progetti (laddove nuovi eventi e/o una migliore conoscenza dei fenomeni lo richiedano); - Verificare l'avanzamento fisico, finanziario e procedurale del programma; - Vigilare sul raggiungimento dei risultati diretti e indiretti in termini di efficacia ed efficienza; - Favorire il sincretismo e il sincronismo delle azioni. Questa funzione, esercitata ciclicamente per ogni periodo di programmazione con modalità partecipative e concertative, assume la rilevanza di misuratore di efficacia, sia per i soggetti responsabili della Programmazione (governance), sia per i soggetti responsabili dell'attuazione (government). 1 il tema sarà oggetto di specifico approfondimento e di un'appendice alla ricerca

9 GLI ELEMENTI Risorse materiali o razionalmente organizzabili Il territorio come risorsa Il territorio costituisce sempre più la risorsa fondamentale da cui partire. Esso va assunto come "risorsa complessa", formata da beni materiali e immateriali (naturali, culturali, umani, infrastrutturali, produttivi, relazionali etc.). L'armonica combinazione di tali risorse offre la possibilità di "fare sistema territoriale" e, dunque, di determinare una maggiore capacità competitiva del territorio stesso. Per fare Sistema Territoriale è ineludibile l'individuazione fisica dell'area di intervento. La dimensione adeguata dell'area di intervento risulta essere mediana: tanto piccola da poter esplorare a fondo la complessità delle risorse endogene, tanto grande da poter rappresentare una massa critica di risorse configurabile come "unità minima di programmazione". Gli elementi che possono concorrere alla formazione di un Sistema Territoriale di Sviluppo scaturiscono dall'analisi e dalla ricerca-azione nella stessa area di intervento: caratteristiche geomorfologiche; collegamenti infrastrutturali; omogeneità produttive; relazioni sociali; tradizioni culturali; problematiche comuni; elementi e fattori di ostacolo allo sviluppo; popolazione; estensione; volontà coalizionale e coesiva delle istituzioni di governo locale e degli attori sociali; opportunità sovralocali, globali più adeguate al contesto; disponibilità alla cooperazione tra i territori. I Sistemi Territoriali - così intesi - non possono essere definiti con "criteri da manuale" ma seguono una "idea di sviluppo possibile" concertata e condivisa tra istituzioni e attori locali, che si pone come elemento determinante per la stessa evoluzione dell'area di intervento in un Sistema Territoriale di Sviluppo. Infatti, se il territorio è inteso come risorsa in quanto tale, non tutti i territori offrono la medesima; è necessario, quindi, che si tenga conto contestualmente, nel programmare un'azione Locale di Sviluppo, di ciò che ha impedito (impedisce, può impedire) alle risorse del territorio di esprimersi, poiché, talvolta si tratta o si può trattare di ostacoli che inficiano e condizionano tutte le ipotetiche strategie di successo. Ai fini dello sviluppo integrato risulta utile e producente la connessione tra le quattro policy principali che impattano sul medesimo ambito territoriale: pianificazione urbanistico-ambientale; sviluppo endogeno; inclusione sociale; innovazione e decentramento amministrativo. Non risulta producente la formazione di c.d. "ambiti ottimali" distinti e separati per ciascuna politica 9

10 GLI ELEMENTI Risorse materiali o razionalmente organizzabili 10 settoriale, perché ciò crea sovrapposizioni di apparati, sprechi di risorse e inefficacia degli interventi. Contraddice, peraltro il principio di integrazione. Il tempo come risorsa Sebbene il tempo sia misurato con uno strumento universale (l'orologio) il valore del tempo è diversamente percepito nei diversi ambienti che devono interagire per lo sviluppo. I tempi degli apparati politico-amministrativi sono considerati "biblici" rispetto ai ritmi imposti dalla economia, ancora diversi sono i tempi di reazione della società. Nei programmi di sviluppo fondati sulla concertazione tra soggetti istituzionali, economici e sociali, il sincronismo è fondamentale per integrare le azioni e apportare "valore aggiunto" al processo. Nella sua "neutralità" il tempo può essere un fattore gerarchico-ordinatorio dei comportamenti dei molteplici attori coinvolti. Il tempo assume "forza ordinatoria" quando tutti gli attori della concertazione acquisiscono la consapevolezza di dover conciliare i tempi (lunghi) dei processi decisionali e amministrativi con i tempi rapidi imposti dalle dinamiche di sviluppo. Il dilatamento dei tempi nelle fasi del percorso strategico può indebolire la fiducia e incidere negativamente sulla strategia di sviluppo. L'imposizione del rispetto di improrogabili scadenze, tuttavia, non sempre produce gli effetti auspicati. È opportuno modulare le scadenze temporali rispetto all'effettiva capacità del contesto di metabolizzare le innovazioni e di svolgere compiutamente tutte le fasi del percorso (Animazione, Programmazione, Progettazione e Attuazione). Il rispetto dei tempi può generare efficacia a condizione che venga assunto dalle classi dirigenti come strumento di verifica sul raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine, da esse stesse fissati. Se il tempo viene responsabilmente, consapevolmente e unitariamente adottato "come risorsa", può divenire esso stesso un fattore di sviluppo, può essere un efficace metodo di valutazione. Il Partenariato Istituzionale e Sociale (come soggetto di governance) Il Partenariato territoriale è il "luogo di incontro" dei molteplici soggetti (istituzionali e sociali) di rappresentanza degli interessi che vivono il territorio di riferimento. Il confronto tra le diverse parti portatrici

11 GLI ELEMENTI Risorse materiali o razionalmente organizzabili di interessi eterogenei rappresenta un elemento chiave a garanzia dell'efficacia delle Azioni di Sviluppo. Con la parola "territoriale" si intende l'appartenenza all'ambito di intervento, o quantomeno l'interesse a partecipare al processo concertativo locale e/o a contribuire allo sviluppo del "sistema territoriale" di riferimento. L'efficacia del partenariato è proporzionata alla sua ampiezza e rappresentatività: quanto maggiore è la partecipazione dei soggetti di rappresentanza delle comunità locali, tanto più adeguata sarà la quantità e qualità di informazioni che potranno essere trattate per ideare lo scenario di sviluppo possibile per il territorio di intervento e per le comunità residenti. Quanto maggiore è la pluralità di apporti e la qualità della concertazione, tanto maggiore sarà il grado di sostenibilità-compatibilità socio-economicoambientale, tanto più ampia sarà la legittimazione sociale del programma ideato. Questo risultato si raggiunge certamente laddove gli attori presenti al tavolo di concertazione, abbiano pienamente acquisito la concertazione come strategia decisionale evitando così di cadere in un particolarismo degli interessi. Se tale modalità decisionale risulta realmente acquisita, soggetti forti e soggetti deboli avranno pari diritti e dignità. Tale strategia decisionale dovrà, inoltre, mantenersi attiva in tutte le fasi del percorso strategico, evitando di eclissarsi nelle fasi successive a quella dell'animazione. È importante introdurre, per aiutare il suddetto processo, forme di istituzionalizzazione (la cultura del partenariato come luogo delle decisioni deve far parte dell'ordinario agire degli enti) evitando la burocratizzazione del partenariato. Le componenti fondamentali sono: le istituzioni locali (i Comuni); le rappresentanze del tessuto/sistema produttivo locale; il sistema di rappresentanze sociali; il sistema culturale e associativo; qualunque attore sociale - nessuno escluso - in grado di rappresentare interessi, bisogni e tipicità del luogo. È opportuno che i portatori di interessi profit siano ascoltati e considerati attentamente in fase di Animazione e siano successivamente coinvolti mediante procedure di evidenza pubblica, con adeguata attività di informazione e comunicazione. Risulta, però fondamentale, per il ruolo centrale che gli attori privati coprono nella vita economica di un territorio, la loro costante partecipazione al tavolo concertativo, attraverso le proprie rappresentanze di interessi. 11

12 GLI ELEMENTI Risorse materiali o razionalmente organizzabili 12 Il Soggetto Responsabile dell'attuazione (come soggetto di government) Il Soggetto Responsabile è inteso come soggetto di government allorquando esercita responsabilità amministrative a dimensione del sistema territoriale di riferimento. La responsabilità dell'attuazione degli interventi, se affidata alle istituzioni più prossime alle comunità amministrate, è fattore di sussidiarietà, di decentramento e di successo nella creazione di valore aggiunto sulle risorse finanziarie programmate. Per garantire tali esiti, il Soggetto Responsabile dell'attuazione deve essere in grado di integrare/contemperare: la domanda locale di sviluppo con la programmazione sovralocale; le normative locali, nazionali e comunitarie; le procedure di attuazione dei diversi strumenti finanziari; gli effetti dei diversi interventi settoriali in fase di attuazione; risorse locali e sovralocali, pubbliche e private; lo scenario di sviluppo possibile con le iniziative realmente attuabili nel contesto locale. Deve cioè operare come Agency, nell'accezione assunta dal termine inglese, ovvero come "Agenzia di Servizi Evoluti", che favorisce l'interazione tra soggetti nel territorio di intervento. Deve, inoltre, assumere carattere istituzionale e un mandato politico-amministrativo tanto forte da poter accompagnare lo sviluppo di un territorio amministrato da più Comuni, secondo logiche multidisciplinari e multisettoriali, con sufficienti caratteri di stabilità e continuità della mission. L' "Agenzia" deve fungere da soggetto intermediario tra i livelli sovralocali e quelli comunali, in modo da rispondere ai bisogni delle amministrazioni più piccole sui diversi aspetti economici e sociali (ad esempio: monitoraggio e selezione delle opportunità di finanziamento per progetti di sviluppo). Per altri versi il "Soggetto responsabile" deve operare per rimuovere tutti gli ostacoli che sono emblematicamente indicati come freno pubblico allo sviluppo, coordinando, promuovendo, valutando e controllando i processi di sviluppo del territorio, garantendo nel contempo semplificazione e flessibilità nelle procedure, facilitando così il rispetto dei tempi di realizzazione di un'azione. A titolo esemplificativo e non esaustivo, il S.R. deve operare per assicurare le seguenti funzioni: rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti sottoscrittori del partenariato locale; attivare risorse finanziarie per consentire l'anticipazione e/o il cofinanziamento di eventuali contributi statali, regionali e comunitari, ivi compresa la promozione del ricorso alle sovvenzioni globali; attivare le risorse tecniche ed organizzative necessarie alla realizzazione

13 GLI ELEMENTI Risorse materiali o razionalmente organizzabili di processi di sviluppo; assicurare il monitoraggio e la verifica dei risultati; verificare il rispetto degli impegni e degli obblighi dei soggetti sottoscrittori; verificare e garantire la coerenza di nuove iniziative con l'obiettivo di sviluppo locale; promuovere la convocazione di conferenze di servizi e di convegni; assumere ogni altra iniziativa utile alla realizzazione dello sviluppo. Dunque, deve saper operare per implementare nel sistema pubblico tutti i fattori che possono contribuire all'aumento della produttività (burocrazia più snella, riduzione dei tempi per pratiche burocratiche, interlocuzione costante tra progettazione e attuazione, migliore formazione dei soggetti, innovazioni di processo e di prodotto, costruzioni di reti lunghe per la globalizzazione, ideazione di nuovi servizi per il sistema produttivo, ecc.). NOTA L'esigenza di governance e di government ad una dimensione più prossima al territorio si manifesta in molti altri Paesi. Si richiamano analoghe tendenze che si registrano in Paesi europei: in Spagna le Comarche, in Francia i Pais, in Serbia i Distretti; e in tutti i Paesi del mondo in cui, anche grazie alle iniziative delle Nazioni Unite, sono state promosse le ADEL (Agenzie Locali di Sviluppo) Nel sistema pubblico in Italia il Soggetto responsabile, dal punto di vista giuridico, può essere una forma associata tra i Comuni che amministrano il Sistema territoriale, in attuazione del dlgs 267/2000. Le prescrizioni attuative previste dalla legge offrono la possibilità di creare strutture flessibili e adattabili alle esigenze del contesto, individuando i servizi in forma associata che si ritengono più utili. 13

14

15 I FATTORI Componenti immateriali che "aiutano a fare" La concertazione di qualità (come metodo per trattare i conflitti) La forza propulsiva di un programma di sviluppo territoriale e l'efficienza del partenariato dipendono dalla qualità della concertazione. Quanto più alto è il grado di partecipazione degli attori alla formazione delle scelte, tanto più rapida ed efficace sarà la fase di attuazione del programma. La concertazione di qualità va oltre la mediazione degli interessi, essa tende a fare sintesi e condensazione delle energie locali. Ricercando soluzioni largamente condivise è uno strumento innovativo per la formazione delle decisioni pubbliche. La concertazione è un metodo moderno per trattare i conflitti, anche in sede di tavolo tecnico, per armonizzare gli interessi dei soggetti forti e dei soggetti deboli che convivono sullo stesso territorio di intervento. Una concertazione di qualità riesce a ricondurre i conflitti in un orizzonte di condivisione. Essa porta alla definizione di decisioni capaci di guardare al lungo periodo, al di là dei singoli interessi. Può essere interpretata, inoltre, come un confronto tra soggetti pubblici e soggetti privati che realizzi la possibilità di questi ultimi di condividere e rappresentare interessi collettivi. Una corretta opera di concertazione consente la formulazione di un piano strategico largamente condiviso, il che contribuisce a ridurre gli effetti negativi che talvolta derivano dalla instabilità politicoamministrativa locale. Nel processo concertativo, a prescindere dallo status e dal ruolo sociale, è proficuo far prevalere l'intelligenza e la creatività di apporto dei singoli soggetti rispetto alle questioni che si manifestano come problemi/impedimento alla evoluzione della società e dell'economia locale. Questa risulta la prima condizione essenziale per fare sviluppo inclusivo. La concertazione di qualità produce capitale sociale territoriale, un bene immateriale indispensabile alle economie dei luoghi per competere negli scenari della globalizzazione. Il capitale sociale territoriale è a sua volta fondamentale per garantire la qualità della concertazione, poiché consolida le relazioni di fiducia tra i membri del partenariato e riduce i rischi di "particolarismo" e "settorialismo". La mancata produzione di beni relazionali è solitamente indicativa di una concertazione "vuota" e inadeguata. La qualità della concertazione favorisce la sostenibilità degli interventi dal punto di vista ambientale, amministrativo e socio-economico. 15

16 I FATTORI Componenti immateriali che "aiutano a fare" 16 L'integrazione - la coesione locale, le opportunità globali Affinché produca il massimo valore aggiunto, il concetto di integrazione va praticato nei suoi diversi significati: - tra le risorse locali per fare coesione, massa critica per migliorare la capacità di offerta del territorio; - tra le risorse locali e quelle sovralocali; - tra i programmi afferenti le quattro policy fondamentali (urbanistica, attività produttive, inclusione sociale, innovazione amministrativa) che interessano il medesimo territorio; - tra fonti finanziarie (pubbliche e private), strumenti attuativi, procedure di attuazione e soggetti responsabili dell'attuazione delle politiche pubbliche. Per fare compiutamente integrazione in fase di programmazione e in fase di attuazione, occorrono soggettualità collettive di governance (il Partenariato) e di government (il Soggetto Responsabile) capaci di praticare una concertazione di qualità, nel Sistema Locale e con le Istituzioni e i soggetti sovralocali. Una modalità efficace per produrre integrazione è quella di assumere la domanda di sviluppo integrato - concertata localmente - come elemento gerarchicoordinatorio delle scelte nella fase di programmazione e della tempistica (priorità) nella fase di attuazione degli interventi. Integrazione e globalizzazione Integrarsi senza omologarsi risulta essere una esigenza di numerosi territori del mondo. I rischi dell'omologazione devono essere evitati attraverso una promozione continua dell'identità e delle peculiarità locali, che rappresentano risorse importanti per competere nei mercati mondiali. I due concetti "globale" e "locale" producono due utili insegnamenti: - Interdipendenza tra benessere e sviluppo tra i diversi continenti e paesi - Integrazione come condizione e volano dello sviluppo territoriale: l'azione collettiva locale produce sviluppo solo interagendo con attori esterni e quindi attraverso un insieme di legami più o meno stabili ed estesi. Anche nei paesi più industrializzati, lo sviluppo fondato sul massimo profitto monetario e sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali produce squilibri sociali e conflitti insostenibili. È conveniente utilizzare le reti lunghe della globalizzazione per promuovere nel mondo le identità e i valori tipici ed esclusivi che caratterizzano ciascun Sistema Territoriale. La sfida è di apportare il contributo dell'economia dei luoghi nell'economia dei flussi e di cogliere le opportunità inverse, mitigando i rischi di omologazione del sistema produttivo.

17 I FATTORI Componenti immateriali che "aiutano a fare" La globalizzazione, in altri termini, va vista anche come un'opportunità di scambio di conoscenze e di disponibilità di mercati più ampi e di materie prime/prodotti. Inoltre, la competizione, unita a forme di collaborazione a livello locale e sovralocale (reti corte e medie), può essere un'occasione per migliorare la produzione e assicurare così una maggiore stabilità economica e sociale ad ogni territorio. La cooperazione nella filiera istituzionale La cooperazione tra i diversi livelli istituzionali è un fattore decisivo quando produce certezza di risorse, tempi e procedure di attuazione. In tal senso deve tendere al miglioramento delle azioni di sviluppo, attraverso l'instaurazione di relazioni di fiducia fondate sulla leale interlocuzione e collaborazione tra i molteplici soggetti pubblici. Per ottenere una buona cooperazione tra le istituzioni è necessario che le amministrazioni locali siano capaci di regolare i processi di sviluppo, di riconoscere e legittimare attori chiave nelle scelte decisionali. Una buona cooperazione si ottiene quando la programmazione sovralocale contempera la domanda integrata di sviluppo concertata e condivisa localmente, cioè nei territori di intervento. Diversamente, la programmazione sovralocale si alimenta di "suggestioni di sviluppo" e di "sforzi di innovazione" che risultano non sostenibili in fase di attuazione, perché fondati su dati e analisi non rispondenti alle realtà. Una programmazione sovralocale non adeguatamente ispirata alla "domanda locale" può generare conflitti, sprechi di risorse e forme di concertazioni "vuote", cioè più orientate a spendere gli stanziamenti pubblici che a utilizzare le opportunità finanziarie per valorizzare le risorse endogene. La cooperazione tra i diversi livelli istituzionale è dunque il frutto di una corretta attività di programmazione, può essere raggiunta anche con modalità di concertazione istituzionale, ma è più utile e producente se si costruisce nell'orizzonte di una strategia pubblica unitaria e condivisa nell'intera filiera istituzionale. 17

18 I FATTORI Componenti immateriali che "aiutano a fare" La comunicazione Nelle Azioni Locali di Sviluppo, se svolta nella densità del suo significato più profondo di interazione, la comunicazione assume la valenza di un potente fattore di coesione, competitività, cooperazione territoriale: è strumento di analisi e di animazione. L'ascolto del territorio, la ricerca-azione, sono forme di comunicazione che ampliano le fonti di informazione, permettono di conoscere le risorse nascoste nel territorio, le loro valenze materiali e immateriali, ben oltre i dati formali disponibili; è strumento di costruzione del capitale sociale territoriale. La comunicazione tra soggetti, interessi, bisogni che operano in un medesimo contesto territoriale conferisce qualità e densità alle attività di concertazione, esplicita e rende possibile la trattazione dei conflitti, favorisce la ricerca di soluzioni condivise a problemi comuni, permette la costruzione delle reti corte della coesione tra gli attori locali; beneficiari delle politiche pubbliche risultano di fatto esclusi dalle opportunità offerte dai programmi nazionali e comunitari. è strumento per la cooperazione nella filiera istituzionale. Quando riesce a superare le asimmetrie informative che rendono farraginosi e difficili i rapporti nella filiera istituzionale. è strumento di cooperazione territoriale. "Ciò che non si comunica non esiste", ma non sempre ciò che si comunica esiste davvero. Per sviluppare validi rapporti di cooperazione tra sistemi territoriali a diversa scala è necessario che la comunicazione avvenga attraverso reti relazionali complesse - tra istituzioni, economie, culture e società - costruite su autentici interessi di scambio e nel rispetto dell'altro da sè. 18 è informazione territorializzata. Nell'era del massimo sviluppo delle tecniche di comunicazione accade spesso che l'informazione non arrivi ai destinatari. Numerosi soggetti potenzialmente

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza

Dettagli

Il presente Piano di Sviluppo, pertanto, si compone di tre parti:

Il presente Piano di Sviluppo, pertanto, si compone di tre parti: PREMESSA L esigenza di disporre di uno strumento avanzato di conoscenza, finalizzato alla promozione dello sviluppo del territorio della Comunità Montana della Presila Catanzarese, ha fatto sì che venisse

Dettagli

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 1. Governance e politiche di coesione Nelle politiche di coesione 2007 2013 hanno un forte rilievo le azioni

Dettagli

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo 1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980,

Dettagli

Programmazione 2007 2013

Programmazione 2007 2013 Società Consortile METROPOLI EST S.r.l. Programmazione 2007 2013 DOCUMENTI PRELIMINARI GENNAIO 2007 PREMESSA Metropoli est ritiene che il prossimo ciclo di programmazione 2007-2013 costituisca una grande

Dettagli

Master in GESTIONE dei SERVIZI SOCIALI

Master in GESTIONE dei SERVIZI SOCIALI ASMEFORM MgSs Master in GESTIONE dei SERVIZI SOCIALI Pianificazione, programmazione, progettazione, gestione e valutazione sociale: la governance locale DICEMBRE 2005- MARZO 2006 3^ EDIZIONE Obiettivi

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

La Pianificazione Strategica come strumento di governance territoriale

La Pianificazione Strategica come strumento di governance territoriale Contributo al Gruppo ASTRID su L istituzione della Città Metropolitana Gruppo di Lavoro Pianificazione Strategica urbana coordinato da Raffaella Florio, ReCS Rete delle Città Strategiche La città metropolitana

Dettagli

Martedì 10/11/2015 ore 15.00/19.00 Sede dell Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli - Piazza dei Martiri 30, Napoli

Martedì 10/11/2015 ore 15.00/19.00 Sede dell Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli - Piazza dei Martiri 30, Napoli CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO E GLI STRUMENTI DI INGEGNERIA FINANZIARIA PER L ATTUAZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA DEI FONDI STRUTTURALI Presentazione Il partenariato

Dettagli

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare.

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare. CARTADEIVALORI INTRODUZIONE Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i dipendenti

Dettagli

Pubblicato dalla rivista FORUM n.4/2002 1

Pubblicato dalla rivista FORUM n.4/2002 1 Pubblicato dalla rivista FORUM n.4/2002 1 POLITICHE DI COMUNITA LE RETI DI RESPONSABILITA ATTIVAZIONE E GOVERNO. Responsabilità e compiti dei servizi sociali. Mauro Perino. E da tempo evidente che i servizi

Dettagli

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: requisiti del Comitato di gestione Comune di Collagna Responsabile dell azione

Dettagli

CARTA DEI VALORI E DEGLI INTENTI

CARTA DEI VALORI E DEGLI INTENTI CARTA DEI VALORI E DEGLI INTENTI SEGRETERIA NAZIONALE Stazione di Roma Termini Via Marsala 65 00185 Roma Italia Po Box 2376 Roma 158 Tel. +39 0647826360 / 4 Fax +39 0648907864 redazione@onds.it direzione@onds.it

Dettagli

SUPPORTO ALLE UNIVERSITÀ CAMPANE

SUPPORTO ALLE UNIVERSITÀ CAMPANE COMMISSIONE PER LA DIFFUSIONE E LA GESTIONE DEL SISTEMA QUALITÀ DELLA RICERCA SCIENTIFICA DELLA REGIONE CAMPANIA PROGETTO PER IL SUPPORTO ALLE UNIVERSITÀ CAMPANE NEL PROCESSO DI CERTIFICAZIONE QUALITÀ

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

Quadro sociale, istituzionale e normativo Il programma Leader I gal Gli ecomusei

Quadro sociale, istituzionale e normativo Il programma Leader I gal Gli ecomusei La promozione del territorio- lezione 14/ 02/ 08 Docente d. ssa Silvia Sarzanini Quadro sociale, istituzionale e normativo Il programma Leader I gal Gli ecomusei LE STRATEGIE DI SVILUPPO E PROMOZIONE DEL

Dettagli

Gemellaggi con finanziamenti Europei

Gemellaggi con finanziamenti Europei D10 Gemellaggi con finanziamenti Europei Come Stimolare il Trasferimento di competenze tra Enti locali italiani ed europei con Enti locali italiani delle 4 Regioni della Convergenza Scheda di sintesi Aprile

Dettagli

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 16-11-2001 REGIONE PUGLIA "Riforma dell'ordinamento regionale in materia di programmazione, bilancio, contabilità regionale e controlli" (Pubblicata nel Bollettino Ufficiale n.

Dettagli

Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare

Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare Franca Maino Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università di Milano Laboratorio Percorsi di secondo welfare, Centro

Dettagli

DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI *** *** *** PREMESSE

DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI *** *** *** PREMESSE DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI dei Sindaci delle aree urbane calabresi, identificate dalla Regione quali beneficiarie degli interventi dell Asse VII, obiettivo specifico 7.1. del POR FERS Calabria 2007-2013

Dettagli

Cento idee per lo sviluppo

Cento idee per lo sviluppo MEZZOGIORNO IN IDEA Cento idee per lo sviluppo di Leandra D Antone «Meridiana», n. 32, 1998 Cento idee per lo sviluppo è il titolo del documento preparato dal Dipartimento per le politiche di sviluppo

Dettagli

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro Materiale propedeutico al seminario territoriale Il contesto OBIETTIVO REGIONE LOMBARDIA Costruire un Welfare in grado di porre al centro

Dettagli

Rete per il Lavoro. Piano esecutivo. Modello Sperimentale di Collaborazione Pubblico-Privato per la Gestione delle Politiche del Lavoro

Rete per il Lavoro. Piano esecutivo. Modello Sperimentale di Collaborazione Pubblico-Privato per la Gestione delle Politiche del Lavoro Convenzione Italia Lavoro S.p.A. Agenzia per l Inclusione Sociale per la sperimentazione di modelli di collaborazione pubblico-privato nelle politiche attive del lavoro e la costituzione della Rete Locale

Dettagli

Presentazione della Società. Maggio 2014

Presentazione della Società. Maggio 2014 Presentazione della Società Maggio 2014 La Società La Struttura Produttiva Il Sistema di Competenze Il Posizionamento I Dati Economico - Finanziari 2 La Società La Storia 2004 Costituzione della StraDe

Dettagli

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana Introduzione L attività finanziaria trova fondamento nella funzione di veicolo dei capitali a sostegno dell economia reale e

Dettagli

ASSESSORATO LAVORO E FORMAZIONE

ASSESSORATO LAVORO E FORMAZIONE ASSESSORATO LAVORO E FORMAZIONE Redatto con il contributo di Italia Lavoro SpA attraverso il Programma "Qualificazione dei servizi per il lavoro e supporto alla governance regionale", finanziato dal PON

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. RAFFAELLA FLORIO Coordinatrice ReCS e Firenze 2010 12 maggio 2006 Buongiorno a tutti. Io sono chiamata

Dettagli

fare formazione 10-10-2003 13:25 Pagina 1

fare formazione 10-10-2003 13:25 Pagina 1 fare formazione 10-10-2003 13:25 Pagina 1 fare formazione 10-10-2003 13:25 Pagina 2 fare formazione 10-10-2003 13:25 Pagina 3 osvaldo cammarota FARE FORMAZIONE CONTESTUALIZZATA Rendere ordinaria e permanente

Dettagli

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di

Dettagli

7. CRITERI DI SELEZIONE DEI GAL, PROCEDURE E CALENDARIO

7. CRITERI DI SELEZIONE DEI GAL, PROCEDURE E CALENDARIO 7. CRITERI DI SELEZIONE DEI GAL, PROCEDURE E CALENDARIO La Regione opererà la selezione dei piani di sviluppo locale, presentati nell ambito del bando LEADER+, attraverso l assegnazione di un punteggio

Dettagli

Il ruolo della valutazione e del sistema di governance delle pari opportunità nella programmazione 2007-2013

Il ruolo della valutazione e del sistema di governance delle pari opportunità nella programmazione 2007-2013 MELTING BOX - FIERA DEI DIRITTI E DELLE PARI OPPORTUNITA PER TUTTI TORINO Centro Congressi Lingotto, 22-24 ottobre 2007 Diritti e Pari Opportunità nella nuova programmazione comunitaria 2007-2013 Il ruolo

Dettagli

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE Nell'ambito dei lavori del 3 Forum "Territori in rete per lo sviluppo umano", che si è svolto a Sassari

Dettagli

Struttura del corso e profilo dei docenti

Struttura del corso e profilo dei docenti Novara 15, 16, 22, 23, 29 maggio 2015 Struttura del corso e profilo dei docenti 1 Gli obiettivi del corso Il si pone l obiettivo di aumentare la capacità professionale a livello territoriale di generare

Dettagli

>> Prima Sessione. ORE 09.00 Apertura OpenSpace: accreditamento dei partecipanti

>> Prima Sessione. ORE 09.00 Apertura OpenSpace: accreditamento dei partecipanti >> Prima Sessione ORE 09.00 Apertura OpenSpace:accreditamento dei partecipanti ORE 10.30 Convegno: Qual e il futuro della comunicazione pubblica? SALUTI ISTITUZIONALI: Nichi Vendola, Presidente Regione

Dettagli

Tecnica e Pianificazione Urbanistica

Tecnica e Pianificazione Urbanistica Università di Palermo - Scuola Politecnica Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile Anno accademico 2014-2015 Tecnica e Pianificazione Urbanistica Prof. Ignazio Vinci Lezioni frontali La dimensione

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi

Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi Premessa In sede di programmazione degli obiettivi specifici dei sistemi produttivi occorre focalizzarsi sulla creazione di un sistema locale

Dettagli

master mi Scenari e posizionamento strategico nel territorio Sistemi gestionali avanzati per territori complessi Sergio Zucchetti

master mi Scenari e posizionamento strategico nel territorio Sistemi gestionali avanzati per territori complessi Sergio Zucchetti Sistemi gestionali avanzati per territori complessi Scenari e posizionamento strategico nel territorio Sergio Zucchetti Milano 25 febbraio 2011 Finalità e ingredienti del nuovo modello di programmazione

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. Tra. la Regione Campania. il Comune di PORTICI. per

PROTOCOLLO D INTESA. Tra. la Regione Campania. il Comune di PORTICI. per PROTOCOLLO D INTESA Tra la Regione Campania e il Comune di PORTICI per L elaborazione e l attuazione del Programma Integrato Urbano della città di Portici L anno 2008, il giorno., del mese di luglio, nella

Dettagli

DIRETTIVA SULLA FORMAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA SULLA FORMAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA SULLA FORMAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto - Uffici del personale, dell'organizzazione e della formazione Alle

Dettagli

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 1 - CODICE PROGETTO 4.1.1- IL POLO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO SPECIALIZZAT O NEI SETTORI DELLE PRODUZIONI VITICOLE, ENOLOGICHE, DELLE GRAPPE E DELLE ACQUAVITI DI CONEGLIANO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA

Dettagli

RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO

RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO ACCORDO PER LA VALORIZZAZIONE DELLE POLITICHE TERRITORIALI DI CONCILIAZIONE FAMIGLIA LAVORO E DELLE RETI DI IMPRESE Premesso che: La Comunicazione della Commissione

Dettagli

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province Le tecniche operative solitamente applicate in questa fase sono l intervista diretta a testimoni privilegiati (telefonica e/o verbale), e la ricerca con l ausilio di internet. I testimoni privilegiati

Dettagli

Il territorio e la promozione dei servizi relazionali pubblici e privati. Verso il primo piano regionale per i bambini e gli adolescenti nel Veneto Padova il 18 dicembre Francesco Gallo 1 Premessa Con

Dettagli

E sperienze di cittadinanza democratica con bambini, ragazzi e giovani

E sperienze di cittadinanza democratica con bambini, ragazzi e giovani E sperienze di cittadinanza democratica con bambini, ragazzi e giovani NOVEMBRE 2010 S ommario Premessa pag. 4 Un impegno che ha una storia pag. 6 La proposta 2010/2011 pag. 8 Concittadini pag. 10 Fasi

Dettagli

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO:

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO: ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- RITORIALE DEL SISTEMA AMBIENTALE E CULTURALE DI [INSERIRE DENOMINAZIONE SAC] PREMESSO: che il Programma Operativo (PO)

Dettagli

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1 Milano Sharing City Le sfide globali contemporanee possono, se ben gestite, determinare lo sviluppo di importanti processi di innovazione in grado di portare benessere e crescita economica diffusa. In

Dettagli

La governance. dei sistemi di welfare regionali

La governance. dei sistemi di welfare regionali Università Ca Foscari Venezia Università Cattolica Milano La governance I punti focali dell analisi sulla governance delle regioni aderenti al: dei sistemi di welfare regionali Progetto sperimentale di

Dettagli

Presentazione della Società. Novembre 2015

Presentazione della Società. Novembre 2015 Presentazione della Società La Storia La Società La Struttura Produttiva Il Sistema di Competenze Il Posizionamento 2 2004 Costituzione della StraDe s.r.l. ad opera di Massimo Dell Erba e Veronica Montanaro

Dettagli

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana 6 Giugno 2012, Scuderie di Palazzo Altieri - Roma Siglata in occasione della Settimana Italiana dell Investimento Sostenibile

Dettagli

Pianificazione e organizzazione del processo di autovalutazione. Piano di massima aprile 2011

Pianificazione e organizzazione del processo di autovalutazione. Piano di massima aprile 2011 Pianificazione e organizzazione del processo di autovalutazione Piano di massima aprile Premessa Il presente piano è stato redatto dalla risorsa facente capo alla Funzione Qualità dr.ssa Antonina Pennacchio

Dettagli

XIV edizione 29, 30 e 31 ottobre 2013 Stazione Marittima Napoli PROGRAMMA

XIV edizione 29, 30 e 31 ottobre 2013 Stazione Marittima Napoli PROGRAMMA XIV edizione 29, 30 e 31 ottobre 2013 Stazione Marittima Napoli PROGRAMMA MARTEDI 29 OTTOBRE H 9.00 10.45 SALA DIONE Cerimonia inaugurale Il futuro dei giovani nell agenda politica Disoccupati, precari,

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. Il Comune di Barletta, con sede in corso Vittorio Emanuele, rappresentato dal Sindaco ing. Nicola MAFFEI;

PROTOCOLLO D INTESA. Il Comune di Barletta, con sede in corso Vittorio Emanuele, rappresentato dal Sindaco ing. Nicola MAFFEI; PROTOCOLLO D INTESA Il Comune di Barletta, con sede in corso Vittorio Emanuele, rappresentato dal Sindaco ing. Nicola MAFFEI; l Associazione Industriali della Provincia di Bari Confindustria Bari - Sezione

Dettagli

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO Progetto Qualità INTESA-CCA 2014-2016 Pagina 1 PROGETTO QUALITA 2014-2016 PREMESSA: Il progetto dopo il periodo di avvio e consolidamento, in base alle osservazioni poste

Dettagli

>> Prima Sessione. ORE 09.00 Apertura OpenSpace: accreditamento dei partecipanti

>> Prima Sessione. ORE 09.00 Apertura OpenSpace: accreditamento dei partecipanti >> Prima Sessione ORE 09.00 Apertura OpenSpace:accreditamento dei partecipanti ORE 10.30 Convegno: Qual e il futuro della comunicazione pubblica? SALUTI ISTITUZIONALI: Nichi Vendola, Presidente Regione

Dettagli

Beni ed Attività Culturali. (Delibera CIPE 92/2012)

Beni ed Attività Culturali. (Delibera CIPE 92/2012) Teatro Pubblico Pugliese Programma Operativo Regione Puglia Unione Europea Fondo per lo sviluppo e coesione 2007/2013. Accordo di programma quadro rafforzato Beni ed Attività Culturali. (Delibera CIPE

Dettagli

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune I Promotori del Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione

Dettagli

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 4.1.2 - ASSISTENZA TECNICA AL TERRITORIO PER L I N D I V I D UAZIONE DI STRUMENTI DI POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO NELL AMBITO DELLE

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Università degli Studi di Napoli Federico II Dipartimento di Scienze Politiche

Università degli Studi di Napoli Federico II Dipartimento di Scienze Politiche Università degli Studi di Napoli Federico II Dipartimento di Scienze Politiche CALENDARIO ESAMI SESSIONE STRAORDINARIA A.A. 2013/2014 CALENDARIO ESAMI SESSIONE PRIMO SEMESTRE A.A. 2014/2015 CORSI DI LAUREA

Dettagli

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Antonella Buja Coordinatrice Progetto Europa - Europe Direct - Comune di Modena Le diverse tipologie

Dettagli

Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo

Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00574 AUDIZIONE 6 maggio 2015 CONTRATTI DI RETE COME STRUMENTO DI POLITICA ECONOMICA Le organizzazioni

Dettagli

BOZZA. di Pier Paolo Inserra

BOZZA. di Pier Paolo Inserra BOZZA PRIMI CENNI AL PARADIGMA DI ECONOMIA SOCIALE SPERIMENTATO CON IL DISTRETTO INTEGRATO DI ECONOMIA SOCIALE AREA MARCHE NORD di Pier Paolo Inserra Da un modello collettivo ad un modello connettivo Il

Dettagli

Corso Federalismo e fiscalità locale

Corso Federalismo e fiscalità locale Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso Profili didattico-scientifici

Dettagli

Ha presenziato ai lavori l Ing. Mancurti Capo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica.

Ha presenziato ai lavori l Ing. Mancurti Capo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica. PROGRAMMA DI ASSISTENZA TECNICA TRA ISTITUTZIONI (PATTI) Italia-Albania Dipartimento per le Politiche Regionali della Presidenza del Consiglio Roma, 12 aprile 2011 Seconda riunione Si è svolta a Roma lo

Dettagli

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE DELEGA RECANTE NORME RELATIVE AL CONTRASTO ALLA POVERTÀ, AL RIORDINO DELLE PRESTAZIONI E AL SISTEMA DEGLI

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

CORSO IN ESPERTO DI METODI E TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI PROGETTI FINANZIATI DALL UNIONE EUROPEA

CORSO IN ESPERTO DI METODI E TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI PROGETTI FINANZIATI DALL UNIONE EUROPEA CORSO IN ESPERTO DI METODI E TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI PROGETTI FINANZIATI DALL UNIONE EUROPEA SEDE del Corso: EuropeAurum, Largo Gardone Riviera Pescara QUOTA D ISCRIZIONE CON BORSA

Dettagli

I soggetti del marketing territoriale

I soggetti del marketing territoriale I soggetti del marketing territoriale Anyway Soggetti Pubblici => legami col governo Privati => fine di lucro Misti Conflitti => Agenzie di marketing territoriale Livelli di ampiezza della responsabilità

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

CSR nelle istituzioni finanziarie:

CSR nelle istituzioni finanziarie: ATTIVITA DI RICERCA 2014 CSR nelle istituzioni finanziarie: strategia, sostenibilità e politiche aziendali PROPOSTA DI ADESIONE in collaborazione con 1 TEMI E MOTIVAZIONI La Responsabilità Sociale di Impresa

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO INFORMAZIONE E PUBBLICITA. Presidente Dott.ssa Emanuela POLI. Dott.ssa Gianfranca IORIO. Dott.ssa Paola LIONETTI

GRUPPO DI LAVORO INFORMAZIONE E PUBBLICITA. Presidente Dott.ssa Emanuela POLI. Dott.ssa Gianfranca IORIO. Dott.ssa Paola LIONETTI GRUPPO DI LAVORO INFORMAZIONE E PUBBLICITA AMMINISTRAZIONE Ministero dell Economia e delle Finanze Dipartimento per le Politiche di Sviluppo Componente fissa PON Assistenza Tecnica ed Azioni di Sistema

Dettagli

Navigare verso il cambiamento. La St r a d a. p i ù semplice verso il ca m b i a m e n t o

Navigare verso il cambiamento. La St r a d a. p i ù semplice verso il ca m b i a m e n t o Navigare verso il cambiamento La St r a d a p i ù semplice verso il ca m b i a m e n t o Il contesto attuale Il sistema universitario italiano si trova oggi ad affrontare una serie di sfide di enorme portata.

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Programmazione e qualità della produzione statistica

Programmazione e qualità della produzione statistica Martedì 9 Novembre 2004, ore 16,45 Sala nord-ovest Sessione parallela Programmazione e qualità della produzione statistica coordinatore Giorgio Alleva Paola Baldi Il ruolo delle Regioni e degli Enti locali

Dettagli

ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità

ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità 9. ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità Un altra tipologia di strumentazioni di supporto alla concretizzazione di una pratica di sostenibilità, intesa prettamente

Dettagli

La newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo.

La newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo. La newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo. Editoriale a cura dell Ing. Aldo Mancurti, Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione

Dettagli

Sogni, bisogni, aspettative di persone normalmente differenti. 25 anni di lavoro della cooperativa Dedalus, Gesco edizioni, Napoli, 2006

Sogni, bisogni, aspettative di persone normalmente differenti. 25 anni di lavoro della cooperativa Dedalus, Gesco edizioni, Napoli, 2006 Sogni, bisogni, aspettative di persone normalmente differenti. 25 anni di lavoro della cooperativa Dedalus, Gesco edizioni, Napoli, 2006 La Rete di Andrea Morniroli Premessa In questi ultimi anni è cresciuta

Dettagli

La nostra filosofia. L impresa crea più valore se lo fa per tutti

La nostra filosofia. L impresa crea più valore se lo fa per tutti La nostra filosofia L impresa crea più valore se lo fa per tutti Nata nel 2008, VerA offre consulenza specializzata nelle Relazioni Istituzionali e fornisce supporto e assistenza a tutte quelle realtà

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO Distretto Culturale Evoluto CreATTIVITA

PROVINCIA DI PESARO E URBINO Distretto Culturale Evoluto CreATTIVITA PROVINCIA DI PESARO E URBINO Distretto Culturale Evoluto CreATTIVITA 1 Introduzione L Amministrazione Provinciale di Pesaro Urbino intende raccogliere la sfida lanciata dalla Regione Marche per lo sviluppo

Dettagli

Le parole chiave: Per non svuotare la sussidiarietà

Le parole chiave: Per non svuotare la sussidiarietà LINEE GUIDA PER UN PATTO PER IL RICONOSCIMENTO E LA VALORIZZAZIONE DELL APPORTO DEL TERZO SETTORE ALLA RETE DI SOSTEGNO AL WELFARE DI BOLOGNA E PROVINCIA Le parole chiave: 1. SUSSIDIARIETA 2. STABILE REGIA

Dettagli

Finanziamenti comunitari Castelfranco città d Europa

Finanziamenti comunitari Castelfranco città d Europa Finanziamenti comunitari Castelfranco città d Europa Lo scenario: Il punto di partenza L isolamento che Castelfranco Veneto soffre da anni è testimoniato anche dalla mancanza di strategia e di progettualità

Dettagli

PON Governance e assistenza tecnica 2007-2013 Obiettivo Operativo II.4

PON Governance e assistenza tecnica 2007-2013 Obiettivo Operativo II.4 PROGETTO OPERATIVO DI ASSISTENZA TECNICA ALLE REGIONI DELL OBIETTIVO CONVERGENZA INDICE Parte 1: Analisi di contesto e definizione della strategia di intervento... 3 1.1 Le priorità del QSN e descrizione

Dettagli

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA Conoscere per governare 13 novembre 2013 Sala Polifunzionale Via Santa Maria in Via, 37 R o m a I servizi per la prima infanzia: il punto sulle Intese e il Piano di Azione

Dettagli

QUADERNI DI RICERCA ECONOMICO AZIENDALE: TEORIA E CASI / 7

QUADERNI DI RICERCA ECONOMICO AZIENDALE: TEORIA E CASI / 7 QUADERNI DI RICERCA ECONOMICO AZIENDALE: TEORIA E CASI / 7 Collana del Centro Universitario Studi Aziendali (CUSA) "Quaderni di Ricerca Economico-Aziendale: Teoria e Casi" coordinata da Marcantonio Ruisi

Dettagli

COMITATO PARITETICO DEL VOLONTARIATO DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA STATUTO - REGOLAMENTO

COMITATO PARITETICO DEL VOLONTARIATO DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA STATUTO - REGOLAMENTO COMITATO PARITETICO DEL VOLONTARIATO DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA ART. 1 Istituzione STATUTO - REGOLAMENTO E istituito ai sensi dell art. 23 della L.R. 21 Febbraio 2005, n.12 il Comitato Paritetico

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI STRANIERI IMMIGRATI TRIENNIO 2011-2013

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI STRANIERI IMMIGRATI TRIENNIO 2011-2013 ALLEGATO 1 PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI STRANIERI IMMIGRATI TRIENNIO 2011-2013 SOMMARIO 1 - CONTESTO DI RIFERIMENTO...2 DATI DEMOGRAFICI...2 2 - OBIETTIVI GENERALI...6 3 - I COMPITI

Dettagli

WEB DINAMICO E PARTECIPAZIONE INTERATTIVA. STRATEGIE E PERCORSI DI INTERAZIONE CON LA CITTADINAZA.

WEB DINAMICO E PARTECIPAZIONE INTERATTIVA. STRATEGIE E PERCORSI DI INTERAZIONE CON LA CITTADINAZA. WEB DINAMICO E PARTECIPAZIONE INTERATTIVA. STRATEGIE E PERCORSI DI INTERAZIONE CON LA CITTADINAZA. "Da Internet passa la partecipazione tra la Pubblica amministrazione e il cittadino, la riforma della

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

Network management e coprogettazione dei servizi

Network management e coprogettazione dei servizi Network management e coprogettazione dei servizi Master Universitario di II Livello Dipartimento di Psicologia Studio APS - Analisi PsicoSociologica Anno Accademico 2014/2015 Le trasformazioni dei sistemi

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano,

Dettagli

BANDO PER PROGETTI EMBLEMATICI MINORI

BANDO PER PROGETTI EMBLEMATICI MINORI BANDO PER PROGETTI EMBLEMATICI MINORI BANDO ANNO 2015 FINALITÀ Gli interventi emblematici provinciali si riferiscono a progetti diretti a perseguire obiettivi coerenti con quelli dei piani di azione di

Dettagli

LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO.

LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO. Allegato A LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO. 1. Premessa Indice 2. Funzioni e competenze

Dettagli

SETTIMA CONFERENZA PROGRAMMATICA DELL ECONOMIA ECONOMIA PROVINCIALE Camera di Commercio di Macerata Tolentino, 26 ottobre 2007

SETTIMA CONFERENZA PROGRAMMATICA DELL ECONOMIA ECONOMIA PROVINCIALE Camera di Commercio di Macerata Tolentino, 26 ottobre 2007 SETTIMA CONFERENZA PROGRAMMATICA DELL ECONOMIA ECONOMIA PROVINCIALE Camera di Commercio di Macerata Tolentino, 26 ottobre 2007 Pianificazione strategica territoriale in una prospettiva europea Roberto

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

Milano, 9 novembre 2013. Vincenzo Saturni

Milano, 9 novembre 2013. Vincenzo Saturni Milano, 9 novembre 2013 Vincenzo Saturni 1 La carta etica: perché e per chi? Avis opera da 86 anni per diffondere una cultura solidale tra i cittadini su tutto il territorio nazionale. E sin dal momento

Dettagli

IL CONTRIBUTO DEL PORE ALLA PARTECIPAZIONE ITALIANA AI PROGRAMMI COMUNITARI A GESTIONE DIRETTA

IL CONTRIBUTO DEL PORE ALLA PARTECIPAZIONE ITALIANA AI PROGRAMMI COMUNITARI A GESTIONE DIRETTA IL CONTRIBUTO DEL PORE ALLA PARTECIPAZIONE ITALIANA AI PROGRAMMI COMUNITARI A GESTIONE DIRETTA Ernesto Somma Coordinatore Struttura di missione P.O.R.E., Presidenza del Consiglio dei Ministri Venezia,

Dettagli