Green It. progetti concreti: l ecosostenibilità conveniente. tendenza. tecnologia verde. compliance. strategie e soluzioni per il green it

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1 Green It progetti concreti: l ecosostenibilità conveniente Dalla riduzione delle risorse energetiche, ai cambiamenti climatici, all emergenza idrica: il prezzo dello sviluppo economico può costare caro al nostro pianeta. L evidenza di questa situazione critica sta facendo crescere una diffusa sensibilità verso la ricerca di uno sviluppo ecosostenibile e le aziende It giocano, in questo contesto, un ruolo di primo piano tendenza Il sogno di una crescita sostenibile tecnologia verde Nessuna moda. Ormai è una necessità! compliance Anche per il legislatore sono anni green strategie e soluzioni per il green it I.P. I.P.

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3 t e n d e n z a Il sogno di una crescita sostenibile testi a cura di ZeroUno Next Editore srl Corso Vercelli, Milano progetto grafico Blu GraphicDesign stampa Tipolitografia Pagani srl Lumezzane (BS) Se lo sviluppo economico degli ultimi 200 anni ha significato il miglioramento delle condizioni di vita per una buona parte della popolazione mondiale, sta anche portando il nostro pianeta vicino al collasso. L evidenza di questa situazione critica sta facendo crescere, sia pur ancora lentamente, una diffusa sensibilità verso la ricerca di uno sviluppo eco-sostenibile e green di Patrizia Fabbri Partiamo da due dati che hanno in sé una valenza positiva perché indici di crescente benessere e di sviluppo: dal 1800 a oggi la popolazione mondiale è passata da 1 miliardo di persone a 6,3 miliardi e, nello stesso periodo, il prodotto mondiale lordo è cresciuto di 58 volte. Il primo dei due dati rileva con certezza che le condizioni di vita sono migliorate, effetto dovuto sia ai progressi della medicina sia all accesso di più ampi strati della popolazione mondiale alle risorse economiche; il secondo è un chiaro indicatore di sviluppo economico ma contiene elementi di forte ambiguità se lo si vuole considerare come indicatore di benessere. Ed è proprio questa ambiguità che ci induce a guardare l altra faccia della medaglia: quali sono gli effetti della crescita della popolazione e della crescita del prodotto mondiale lordo? Pianeta Terra: un malato grave L impatto diretto sull ambiente è l effetto più eclatante e, prima fra tutte, la conseguenza più evidente è il cambiamento climatico. L Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, ha appurato che, dalla fine del XIX secolo a oggi la temperatura media globale è aumentata di 0,7 C e questo ha significato: scioglimento dei ghiacciai; uragani sempre più frequenti e devastanti che colpiscono aree fino ad oggi estranee a questo fenomeno; desertificazione di zone sempre più ampie del pianeta ecc. Sempre l organismo delle Nazione Unite che si occupa di clima sostiene che, nel corso del XXI secolo, la temperatura potrebbe aumentare da 1,4 a 5,8 C con conseguenze che si possono facilmente immaginare. Posto che un trend di questo tipo non è sostenibile a lungo, si impone la definizione di politiche e strategie per contrastarlo perché, anche non volendone considerare gli aspetti eminentemente etici (l uomo è ospite del pianeta in cui vive e come tale è suo dovere trattarlo con rispetto), il cambiamento climatico comporta costi economici enormi: l aumento in numero e in potenza degli uragani in Usa, calcolato in una percentuale variabile tra il 5 e il 10%, raddoppierà i costi annuali dei danni provocati da questa calamità; le perdite di raccolti seguite all ondata di calore nel 2003 in Europa, evento destinato a ripetersi con sempre maggiore frequenza, hanno provocato danni per oltre 15 miliardi di dollari; il contenimento degli effetti del cambiamento climatico tramite la riduzione dei gas serra costerebbe lo 0,1% del prodotto mondiale lordo. Il cambiamento climatico non è la sola conseguenza. L inquinamento e lo sfruttamento delle risorse naturali comportano un degrado esponenziale degli ecosistemi: dal rapporto del Millenium Ecosystem Assessment (www.millenniumassess ment.org) apprendiamo che il tasso di estinzione delle specie è aumentato da 50 a 500 volte più di quello naturale e se anche in questo caso continuiamo a non prendere in considerazione gli aspetti etici ed ecologici della questione, non possiamo non valutarne l impatto economico: alcuni autorevoli studi ritengono che il tasso attuale di trasformazione dell ambiente costa alle economie mondiali circa 250 miliardi di dollari all anno. E ancora, il problema dell acqua. Le stime più recenti indicano che, entro il 2025, oltre i tre quarti della popolazione mondiale soffriranno di un qualche tipo di carenza idrica. Considerato che solo il 10% dell acqua viene utilizzata per dissetare e per i servizi igienici, il 20% per l industria e il 70% dall agricoltura, è evidente che è su quest ultima che si concentra l attenzione per una gestione più sostenibile dell uso dell acqua. È bene infatti ricordare che una persona beve in media dai 2 ai 5 litri di acqua al giorno ma si alimenta di cibi che, per essere prodotti, utilizzano circa litri di acqua. L aumento della popolazione e il cambiamento delle abitudini alimentari dei paesi più ricchi (l intero ciclo di produzione di un solo hambuger richiede litri di acqua) provocano quella che è orami riconosciuta come una vera e propria emergenza idrica. Infine, ultimo non certo per importanza, l impatto sulla disponibilità di risorse energetiche. Dal 1973 al 2006 siamo passati

4 t e n d e n z a Il 2007 è stato l anno del sorpasso, a livello globale dal punto di vista dei nuovi impianti, dell eolico sul nucleare: sono stati infatti installati 20mila megawatt di eolico contro 19mila megawatt di energia prodotta dall atomo Coordinato dal World Business Council for Sustainable Development (www.wbcsd.org) prende avvio il progetto di condivisione di brevetti di tecnologie verdi : Eco Patent Commons, al quale hanno già aderito numerose aziende, tra cui Ibm, Nokia, Pitney Bowes, Xerox, Bosch e Sony. Nel sito dell organizzazione i 69 brevetti oggi disponibili da un utilizzo di Mtoe (Million Tons of Oil Equivalent) a con una fortissima dipendenza dal petrolio (vedi grafico 1). Al di là delle speculazioni sul petrolio, il cui prezzo record di 150 dollari al barile non ha una stretta relazione con l effettiva disponibilità attuale della risorsa e i suoi costi di estrazione, è un dato di fatto che lo stesso World Energy Council (www. worldenergy.org), autore delle stime più ottimistiche, prevede entro 15 anni il raggiungimento del picco di produzione mondiale. Sugli altri fronti incominciano ad essere evidenziati problemi anche in campo idroelettrico: la ridotta disponibilità di acqua influenzerà infatti anche la produzione di energia elettrica e si calcola che nell Europa mediterranea il potenziale idroelettrico calerà del 20-50% entro il Come uscirne? Ovviamente non esistono ricette semplici. La priorità sarebbe quella di ripensare seriamente al nostro modello di sviluppo che, oltre ad essere il responsabile della situazione nella quale ci troviamo, non ha portato alcun beneficio al 40% della popolazione mondiale, che vive con 2 dollari al giorno o meno. Questa riflessione, i cui effetti sono necessariamente a lunga scadenza, si deve accompagnare ad alcune azioni da intraprendere al più presto. Da una parte, e questo è uno degli aspetti più critici, ridurre sempre più l utilizzo di risorse energetiche finite e altamente inquinanti come il petrolio, il gas o il carbone e incentivare l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come eolico, solare o geotermico (e su questo punto un dato positivo viene dal Parlamento europeo che, in settembre, ha votato a favore di obiettivi vincolanti per l utilizzo delle energie rinnovabili; accordo che dovrà ora essere ratificato dagli Stati Membri). Infine bisogna considerare con molta attenzione l opzione nucleare che, oltre ai rischi che comunque comporta e al problema dello smaltimento delle scorie, è sempre meno attrattiva dal punto di vista economico. Dall altra, sviluppare nuovi modi di produzione con il supporto di tecnologie innovative orientate alla sostenibilità; l innovazione tecnologica è sempre stata fautrice di miglioramenti economici e può rappresentare, con la cosiddetta sesta ondata innovativa (figura 2), una delle strade da percorrere per stabilire una nuova relazione tra l uomo e il pianeta in cui vive. 1 ondata siderurgia energia idroelettrica meccanizzazione tessile commercio 2 ondata vapore treni acciaio cotone 3 ondata elettricità chimica motori a combustione interna 4 ondata petrolchimico elettronica aviazione spazio 5 ondata digitale biotecnologia informazione software L'Italia e la riduzione dell'emissione dei gas serra 4,1 milioni di euro è il debito giornaliero che, a partire dal 1 gennaio 2008, l Italia sta accumulando per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto che imponevano la riduzione del 5% dell emissione dei gas serra nel periodo , rispetto a quelle registrate nel 1990 (in Italia il livello delle emissioni è del 9,9% superiore a quello del 1990). Intanto l Italia ha anche aderito all impegno europeo di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020, il cui mancato raggiungimento comporterà poi sanzioni da parte di Bruxelles. Qual è la strategia messa in atto dalle istituzioni italiane per recuperare il ritardo nei confronti di Kyoto e rispettare l impegno europeo? Nel Documento di Programmazione Economico-Finanziaria approvato la scorsa estate non viene delineata alcuna strategia per la riduzione delle emissioni, non si fa menzione al Protocollo di Kyoto e all impegno europeo, mentre viene data grande enfasi alla scelta del Governo di rilanciare il nucleare, dimenticando che questa ipotesi, nel caso dovesse realizzarsi, non avrà effetti significativi che dopo il Gas naturale 20,5% Petrolio 34,4% 6 ondata sostenibilità produttività delle risorse design biomimesi ecologia industriale energia rinnovabile nanotecnologia verde Nucleare 6,2% Idroelettrico 2,2% FIGURA 1 Suddivisione delle fonti energetiche utilizzate a livello mondiale nel 2006 fonte International Energy Agency, Statistics 2008 FIGURA 2 Le sei ondate innovative Legna da ardere e riciclaggio rifiuti 10,1% Geotermico, solare, eolico 0,6% Carbone 26% fonte: The Natural Edge Project,

5 Pubbliredazionale a cura della divisione pubblicità di Next Editore Virtualizzazione e server consolidation: la chiave dell eco-compatibilità Dovendo affrontare i problemi associati a spazi sempre più compressi e costi energetici crescenti, i responsabili dei data center guardano con forte interesse al concetto di data center eco-compatibile con lo scopo di abbattere i costi e accrescere l efficienza La ricerca del massimo risparmio e le costanti pressioni finalizzate al mantenimento delle performance operative e al soddisfacimento di Sla (Service Level Agreement) sempre più severi sono oggi i principali fattori alla base dell implementazione di molte strategie Green It. Le motivazioni di carattere ambientale sono spesso superate dall esigenza di ridurre i costi e centrare gli obiettivi di business. Dal recente studio globale Green Data Center di Symantec emerge che se è vero che l efficienza energetica costituisce una priorità, è altrettanto vero che essa deve essere mediata con le esigenze del business. La crescente enfasi posta sulla ricerca dell efficienza energetica ha complicato ulteriormente la gestione dei moderni data center. Lo studio ha posto in luce che nella definizione e nell implementazione delle iniziative per l eco-compatibilità volte a ottimizzare la gestione e a ridurre i costi, molti responsabili di data center ricorrono a soluzioni software, come quelle per la gestione del consolidamento server e degli ambienti virtualizzati. Il software come strumento verde I responsabili dei data center che hanno partecipato all indagine Symantec hanno indicano che le soluzioni software progettate per il consolidamento e la virtualizzazione dei server sono gli strumenti privilegiati per ottenere un efficiente risparmio energetico. La riduzione dei consumi di corrente ricopre ormai un ruolo chiave nelle decisioni legate ai progetti di virtualizzazione o di consolidamento dei server. Lo studio ha infatti rivelato che la maggior parte dei responsabili di data center ha in programma di implementare prodotti per la gestione dell alimentazione, con il 30% degli intervistati attualmente impegnato nell implementazione su apparecchiature specifiche, il 13% che intende di adottare questo tipo di soluzione in tutto il data center, e il 34% che ne sta pianificando o valutando l impiego. Al secondo posto dopo il consolidamento e la virtualizzazione dei server, le CPU ad alta efficienza energetica sono la strada più seguita per ridurre i consumi di corrente nei data center, con il 28% degli intervistati che ha indicato una di queste due tecnologie come la soluzione migliore in tal senso. La risposta di Symantec Symantec aiuta i responsabili dei data center a ridurre i consumi di corrente e ad ottimizzare l uso degli spazi attraverso soluzioni in grado di accrescere le efficienze a livello server e storage. Il software Veritas Data Center di Symantec offre alle organizzazioni It la possibilità di intraprendere iniziative per l utilizzo e il consolidamento di server e storage implementando contemporaneamente un infrastruttura software che permette ai responsabili dei data center di scegliere i server e l hardware che desiderano. Ottimizzando l utilizzo dello storage e permettendo ai clienti che dispongono di infrastrutture organizzate su più livelli di ridurre la necessità di hardware storage ad alto consumo di corrente, questo software aiuta a diminuire i consumi energetici e lo spazio occupato. La tecnologia di de-duplicazione dati contribuisce inoltre a ridurre le esigenze di backup su disco, mentre altri programmi permettono di gestire il consolidamento server e le risorse storage. Ulteriori applicazioni software fornite da Symantec permettono ai responsabili It di gestire più efficacemente i consumi dei desktop attraverso il controllo dell alimentazione. Symantec offre inoltre servizi che aiutano le aziende a utilizzare in maniera più efficiente i loro data center sia durante la pianificazione che nella fase di piena maturità. Symantec Italia Srl - Via Rivoltana, 2/D , Segrate (MI) - tel fax

6 t e c n o l o g i a v e r d e Una recente nota di Gartner parla però di disorientamento e confusione da parte delle aziende. Dopo aver esaminato strategie, intenzioni, necessità e obiettivi delle funzioni It in relanessuna moda. Ormai è una necessità! Si sta ormai passando dalla fase di dibattito a una diffusa azione di strategia green in tema di utilizzo di tecnologie It. Pur essendoci diversi percorsi di attuazione, risparmio energetico e una doverosa attenzione all ambiente stanno prepotentemente entrando nella cultura e nell azione di fornitori e utenti. Ecco una fotografia di tendenze, problemi, vantaggi e aree di intervento di Nicoletta Boldrini Secondo l ultimo rapporto Iea (International Energy Agency, a fine 2006 la potenza di solare termico installata nel mondo era arrivata a 127,8 GW termici, di cui 65,1 GW in Cina, 20,9 negli Usa e 14,2 in Europa Dalla collaborazione tra il Centro meteorologico britannico, il Ministero per l ambiente britannico e Google è nato Climate Change On Your World (http:// earth.google.com/ outreach/) che presenta sequenze che mostrano il potenziale futuro ambiente del pianeta per visualizzare gli effetti del riscaldamento globale Eco sostenibilità, rispetto dell ambiente, comportamenti socialmente responsabili, strategie It in chiave Green. I temi sono, attuali (e forse anche un po di moda) ma analisti, mondo politico e accademico, istituzioni ed aziende sono concordi nel ritenere che alle parole debbano ora seguire i fatti. Il rapporto sul riscaldamento del nostro pianeta presentato alle Nazioni Unite lo scorso inverno non lascia dubbi: la temperatura globale è aumentata e continua a crescere pericolosamente. È necessario intervenire subito e su più fronti per contrastare il fenomeno. L It non è esente da questo obbligo. Secondo le stime di Gartner (www.gartner.com), le emissioni di biossido di carbonio rilasciate annualmente da server e pc rappresentano lo 0,75% del totale (senza tenere conto delle emissioni dovute alle attività di raffreddamento). Non solo. L It contribuisce a circa il 2% delle emissioni globali di CO2 (responsabili dell effetto serra), pari a quelle prodotte dal traffico aereo. E nel settore informatico gli esempi riportati a testimonianza dell impatto negativo sull ambiente si susseguono a ruota: una Cpu scalda e consuma per centimetro quadrato più di quanto faccia un ferro da stiro; dei 6 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici prodotti in un anno, l 11% deriva dall It. Numeri ed esempi che dimostrano quanto sia importante intervenire perché, per quanto possa sembrare un paradosso, pur essendo una delle industrie più inquinanti, quello dell It è anche il comparto che può fare di più in termini di azioni mirate. Green It: confusione sulle azioni zione all approccio Green, la società di analisi è giunta alla conclusione che siamo di fronte ad una saturazione, più dei discorsi che delle iniziative, però. Se ne parla da tempo, se ne parla troppo e in modo spesso poco chiaro con il risultato che le aziende, i Cio in particolare, non sanno cosa fare. Secondo Gartner tale scenario proseguirà ancora a lungo (non è un tema di moda e basta, è una necessità che richiede uno sforzo da parte delle aziende) ma i risultati si possono ottenere. A tal proposito la società di ricerca propone una mappa che potrebbe aiutare le aziende a seguire un percorso, una griglia di azioni attuabili nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Nell immediato (inteso come lasso di tempo di circa 24 mesi), Gartner suggerisce alle aziende di attivarsi in progetti che prevedano la razionalizzazione degli spazi fisici e una migliore strategia per quanto riguarda alimentazione elettrica e sistemi di raffreddamento (in altre parole, bisogna partire da un ridisegno dei data center). Nel medio periodo (dai 2 ai 5 anni) Gartner inserisce nella sua griglia tutte quelle azioni che hanno a che fare con l adozione di nuove tecnologie, alcune abbastanza mature come i sistemi di videocomunicazione (che l analista suggerisce di adottare), altre meno ma in fase di maturazione (Green It procurement; Green asset life-cycle programmes), nonché le strategie di Corporate Social Responsibility e i programmi It in un ottica Green. A lungo termine, invece, le azioni da intraprendere sono massicce e implicano strategie e progetti di edilizia che, per esempio, comprendano l utilizzo di fonti rinnovabili ed energie alternative ma anche l efficienza del software e della sua progettazione. A conclusione della sua analisi Gartner sottolinea come un approccio Green all It diventi elemento discriminante per la maggiore efficienza di qualsiasi azienda.

7 35% 30% L importanza del Green It A conferma dell importanza dell approccio Green da parte dell It arrivano anche i dati di una recente survey Idc (www.idc. com) presentati durante l ultima Green It Conference 2008 organizzata da Idc Energy Insights e 4ITGroup (www.4itgroup. it). L indagine rivela che il 50% degli It manager intervistati (su una base di quasi 300 interviste, ndr) ritiene che sia molto importante ridurre l impatto ambientale della propria azienda (vedi figura 1). Solo il 30% lo ritiene meno importante. Dello stesso parere un altra società di ricerca, Forrester Research (www.forrester.com), secondo cui le aziende, soprattutto quelle di grandi dimensioni, stanno prendendo un vero orientamento Green, partendo proprio dall It (il 38% di 130 aziende nordamericane ed europee coinvolte in una recente indagine ha dichiarato di selezionare nuovi sistemi It e di valutare i nuovi investimenti ricorrendo a criteri che tengono conto dell impatto ambientale). L indagine di Forrester ( Green Progress In Enterprise It ) rivela poi un altro dato interessante: il 15% delle aziende dice di avere già un piano generale di green It, il 25% è in fase di definizione di un simile piano e il 39% lo sta prendendo in considerazione per i prossimi investimenti. Nello studio risulta, infine, che, seppur rimanendo al primo posto il risparmio economico come motivazione che guida gli acquisti It, al secondo posto c è il rispetto dell ambiente. Risparmio e Green It rappresentano un binomio che, almeno per ora, sembra guidare le scelte di investimento dell It dove il contenimento dei costi è sicuramente un fattore di accelerazione importante delle strategie ambientali aziendali. Il Green IT è economicamente necessario commenta Roberta Bigliani, research director Emea Idc Energy Insight. In 10 anni la spesa per il Power & Cooling dei data center si è più che raddoppiata e il tasso di crescita per i prossimi anni è pari a 4 volte il tasso di crescita della spesa per nuovi server. Per 1 dollaro speso in hardware, quasi 50 centesimi sono spesi in energia (vedi figura 2). Quindi, il fattore numero uno che spinge le aziende verso il Green It è proprio di natura economica: un approccio Green è fondamentale per ridurre i costi operativi. Il peso dei data center I maggiori costi derivano principalmente dai data center. Allo stato attuale, l età media dei data center è di 12 anni, dice Nathaniel Martinez, program director Idc European Systems and Infrastructure Solutions, e la maggior parte delle strutture hardware non ha le caratteristiche di risparmio energetico imposte alle nuove unità vendute. Il consolidamento dei data center, gli investimenti in tecnologie nuove e più potenti, la virtualizzazione e la riprogettazione dei sistemi di raffreddamento sono un esempio di Green Strategies vincenti per ridurre 25% 20% 15% 10% % 0% high medium low FIGURA 1 Grado di importanza della riduzione dell impatto ambientale da parte delle aziende su una scala da 1 a 5 fonte: Idc Survey, settembre 2007 new server spend ($B) power and cooling ($B) installed base (M) Don t know FIGURA 2 Previsioni di crescita della spesa It per l acquisto di nuovi server e l aumento dei costi di energia e raffreddamento dal 1995 al 2010 fonte: Idc, 2007 l impatto sull ambiente e per ridurre i costi. Dai risultati del televoto al primo forum italiano Energy Insights è emerso che l Ict può contribuire a raggiungere l obiettivo di ridurre l impatto ambientale attraverso soluzioni architetturali di rete e applicativi che implichino minori risorse energetiche (94% dei rispondenti vedi figura 3), soprattutto in ragione del fatto che le maggiori spese, all interno di un data center, derivano da mantenimento e amministrazione (67%), di cui fanno parte le spese di raffreddamento, ed energia (13%) (vedi figura 4). E a dimostrazione che è proprio dalla razionalizzazione dei data center che può partire una strategia It green oriented (anche se va ricordato che non è l unica azione possibile) giungono anche i dati dell indagine Power and Cooling Survey (Idc, 2007) che rivelano come gli ambiti nei quali sta crescendo l attenzione da parte delle funzioni It e delle aziende siano l integrazione e la razionalizzazione dei sistemi e dei data center Il 12% delle specie di uccelli, il 23% di mammiferi e il 25% di conifere sono a rischio estinzione. Lo stesso vale per il 32% degli anfibi, ma potrebbe essere una sottovalutazione poiché i dati disponibili sono limitati Una vera e propria calcolatrice per il risparmio energetico è quella messa a punto dal sito dell Unione Europea per la scelta di personal computer, stampanti e altre attrezzature informatiche sulla base del consumo di energia

8 tecnologia verde no, nessun ruolo 0% sì, attraverso maggiore efficienza prodotti 6% FIGURA 3 Risultati televoto del I Forum Italiano Energy Insights alla domanda L ICT può contribuire a raggiungere l obiettivo dei ridurre l impatto ambientale? Come? fonte: Idc, settembre 2007 maintenance and administration electricity security other rent Entro 3 anni in Australia sarà in funzione la centrale a energia solare più grande del mondo. L impianto produrrà 250 megawatt di elettricità nei periodi di punta, sufficienti per alimentare circa 100 mila abitazioni. sì, attraverso soluzioni architetturali, di rete e applicativi che consentano la riduzione dei consumi energetici 94% 13% 10% 6% 4% FIGURA 4 Ripartizione delle spese di un data center fonte: Idc, % (22%) e l ottimizzazione e la razionalizzazione della capacità delle apparecchiature (28%), con crescente attenzione verso power provisioning e spazi fisici (vedi figure 5 e 6). Anche Gartner suggerisce nella sua griglia di iniziare dal risparmio energetico attraverso la ristrutturazione dei data center individuando alcune aree di intervento e tecnologie primarie: soluzioni storage più performanti, server con processori multi-core, virtualizzazione e software che permettano l analisi e il controllo dell operatività delle apparecchiature, del carico di lavoro e del dispendio energetico (in un logica di gestione intelligente del data center). Rakesh Kumar, vice president Gartner, durante lo scorso It ChannelVision Europe 2008, ha posto all attenzione dei Cio e dei business manager presenti alcune riflessioni importanti sull utilizzo delle attrezzature informatiche in azienda: Nel 2007 la produzione di Pc è stata pari a circa 160 milioni di unità. Di tutti questi Pc, una volta conclusosi il loro ciclo di vita, soltanto il 27% viene correttamente riciclato (il 33% diventa pura spazzatura e ben il 40% finisce a giacere nei magazzini). Tralasciando comunque il non sufficiente impegno verso smaltimento e riciclaggio (che dovrà comunque trovare il giusto peso nelle politiche ambientali a breve), le aziende, in questo momento, dovrebbero porre maggiore attenzione all uso dei device, ossia all utilizzo reale che se ne fa. Le imprese dovrebbero attuare una strategia Green in un ottica di power management. Considerando che la maggior parte delle decisioni in chiave ambientalistica nascono da una primaria esigenza di contenimento dei costi e dei consumi energetici dice l analista, - le imprese dovrebbero investire in macchine che consumano meno ma soprattutto che possano essere utilizzate al massimo delle loro potenzialità. I costi relativi al funzionamento dei data center (energia e raffreddamento) - spiega Kumar incidono per ben il 10% sul budget Ict complessivo e secondo Gartner nei prossimi tre anni si prevede che tale percentuale possa crescere fino al 30%. I dispositivi, ad oggi, sono utilizzati solo per un terzo del tempo in cui restano accesi e non sempre sono utilizzati al pieno delle loro capacità. In quest ottica, tornano quindi prepotentemente in auge le tematiche ormai note di server consolidation e virtualization che, se attuate all interno di una strategia Green, possono dare risultati positivi anche sull abbattimento dei costi. I cambiamenti si possono avere quindi anche con azioni secondarie e mosse da motivazioni non necessariamente ambientalistiche. Se è ormai assodato che la virtualizzazione e la server consolidation hanno il loro lato Green, è innegabile che lo stesso si possa dire per lo storage. In quest ambito, l approccio dell Information Lifecycle Management, in base al quale le informazioni vengono archiviate in relazione al proprio valore utilizzando, quindi, gli apparati di archiviazione più appropriati senza caricare il data center di sistemi storage, e relativi apparati di raffreddamento, sovradimensionati. Software: maggiore efficienza nella progettazione In tema Green It anche il software gioca un ruolo fondamentale, fin dalla sua progettazione, soprattutto in relazione all analisi, al controllo e al reporting del funzionamento delle apparecchiature, del loro consumo energetico e del loro effettivo impiego. Funzioni che in chiave Green possono aiutare ad utilizzare meglio le infrastrutture e a governarle in modo che, a seconda di quali siano i business driver (risparmio energetico o Compliance alle normative in tema ambientale), si possa intervenire in una direzione piuttosto che un altra. Ciò che serve è un cambiamento organizzativo, dice Euge-

9 Pubbliredazionale a cura della divisione pubblicità di Next Editore Gestione intelligente per un It pulito L It consuma un enorme quantità di energia: le emissioni di anidride carbonica da parte della tecnologia sono pari a quelle dei trasporti aerei ma i margini di miglioramento in termini di efficienza energetica in quest area ci sono e sono già attuabili. Parola di Easynet! Le soluzioni di hosting gestito efficienti dal punto di vista ambientale sono sempre più importanti per i clienti, sia per soddisfare obiettivi ecologici che per ottimizzare i costi. Easynet ha attivato da tempo una serie di misure che consentono all azienda di risparmiare denaro, far funzionare i data center in modo più efficiente per un minore impatto ambientale e trasmettere questi benefici ai clienti. Per raggiungere questo obiettivo la società ha investito in nuove tecnologie HP che includono virtualizzazione, sistemi intelligenti e utility computing in grado di personalizzare la larghezza di banda a seconda delle singole applicazioni. Complessivamente, questo può far crescere l utilizzo delle risorse It fino all 85%, aumentando l efficienza energetica del 30% e riducendo il carico sui server, tra il 30 e il 60%. La videoconferenza come scelta responsabile Nell ambito della strategia green dell azienda, Easynet ha recentemente annunciato una nuova soluzione gestita di Telepresence denominata Managed Virtual Meeting che gioca un ruolo molto significativo nella riduzione della carbon footprint. Si tratta di un servizio gestito di telepresence in grado di eliminare i viaggi non necessari per clienti corporate e partner internazionali di Easynet. Questo servizio gestito di videoconferenza sta riscontrando un notevole interesse e la casa madre BSkyB, che ha adottato per prima la nuova soluzione, ha già ridotto in modo significativo le proprie emissioni di CO2. La soluzione consente agli utenti di collaborare in tempo reale e di vivere in prima persona i vantaggi di un ambiente di meeting virtuale ad alta fedeltà, supportato da un servizio di concierge 24/7 presso il nuovo Video Network Operations Centre di Easynet. La soluzione è, infatti, completamente gestita da Easynet e consente quindi ai clienti di implementare un prodotto molto sofisticato, beneficiando appieno della competenza della società nell ambito delle soluzioni e dei servizi gestiti. Energy Center: il primo data center totalmente green Il fiore all occhiello della strategia green di Easynet è l Energy Center, ultimato recentemente in Olanda e progettato in modo da risultare eco compatibile e sostenibile, rispondendo alle più elevate specifiche ambientali. È il primo Energy Centre, che oggi dispone del doppio dell energia precedentemente utilizzabile dal data center e un impatto sull ambiente pari a zero. L Energy Centre è stato attentamente progettato in modo da garantire la massima efficienza di utilizzo dell alimentazione e da massimizzare lo spazio per i clienti. Nel data center viene utilizzato hardware accuratamente selezionato, che richiede il minor raffreddamento possibile. Il data center inoltre adotterà tecnologie free cooling utilizzando l aria fredda dall ambiente esterno per raffreddare le apparecchiature collocate all interno, migliorando ulteriormente il tasso di efficienza nell utilizzo energetico durante i mesi invernali. I riconoscimenti alla strategia e all impegno Tramite la casa madre Easynet ha collaborato con The CarbonNeutral Company per arrivare a comprendere quale fosse la propria carbon footprint ovvero il totale di CO2 prodotto dall azienda, che è stato calcolato per un totale di tonnellate ogni anno. Grazie a due importanti progetti, uno di energia eolica in Nuova Zelanda e un sistema microidroelettrico in Bulgaria, e la misurazione, la riduzione e la compensazione, ovvero la neutralizzazione, delle proprie emissioni Easynet ha potuto conseguire lo status di azienda CarbonNeutral. In Italia, Easynet ha rinnovato la fornitura di energia optando per la soluzione EnergiaPulita di Sorgenia, prodotta esclusivamente in impianti da fonti rinnovabili, senza l impiego di nessun combustibile fossile e nessuna emissione di gas serra in atmosfera. Easynet Italia SpA - Viale Fulvio Testi, Milano - tel fax

10 tecnologia verde power provisioning floor space power consumption integration of new systems in the datacenter staff skill set capacity system management cooling 3.49 reliability 3.22 staff skill set 13% power consumption 9% cooling 7% FIGURE 5 e 6 Ambiti nei quali sta crescendo l attenzione da parte dell It per un efficiente intervento sulla razionalizzazione dei data center fonte: Power and Cooling Survey Come scegliere il proprio elettrodomestico in base al suo consumo energetico? Consultando il sito indipendente da produttori e distributori, si possono mettere a confronto centinaia di marche e modelli di prodotti per capire quale consuma meno Well-Tech Award (www.well-tech.it) seleziona ogni anno quei prodotti che coniugano innovazione tecnologica ai valori della sostenibilità, accessibilità e qualità della vita: 60, tra auto ecologiche e tegole che fanno luce, i prodotti selezionati quest anno reliability 15% integration of new systems in the data center 22% capacity 28% nio Capra del Dipartimento elettronica e Informazione del Politecnico di Milano (www.polimi.it). Bisogna capire quali siano le componenti dei sistemi It che consumano più energia, e migliorarne sempre più l efficienza energetica. È necessario riuscire ad arrivare alla radice del problema: il software, sopra al quale è costruito tutto il data center. A mio avviso, scrivere software di qualità ne riduce il consumo energetico a parità di prestazioni, così come avviene per i costi di manutenzione. E l analisi di Capra va ancora più a fondo: Un Pc oggi consuma circa 200 watt; un rack di server blade ne consuma 40 e i medi data center arrivano a 250 kilowatt, come un quartiere. Spesso i grandi data center (10 megawatt di consumo, quanto una cittadina) si trovano di fronte all impossibilità di crescita dovuta al fatto che l ente che eroga energia non può concentrare in una singola zona tanta energia quanta ne servirebbe. Di questa energia il 40% viene usato per il raffreddamento, il 42% per il funzionamento degli accessori (memorie, ventole) e solo il 18% è impiegata per il reale funzionamento della macchina: il calcolo. L efficienza in sostanza è sotto il 50%. Inoltre per 1 watt di potenza di calcolo ne servono 28 per gestire l intero power provisioning 4% floor space 2% processo. Se si tiene conto dell effetto moltiplicativo, quindi, si può capire che agire proprio sulla dissipazione di calcolo porterebbe a risparmi più che significativi. le aree di intervento Per arrivare ad avere un risparmio energetico reale e, quindi, applicare una strategia Green It partendo proprio dalla primaria esigenza di business (l abbassamento dei costi), si possono, in conclusione, identificare le seguenti aree di intervento: A livello di server è possibile intervenire concentrando i processi di conversione dell energia da alternata a continua (evitando l utilizzo di singoli trasformatori) - dice Capra. - A livello di sistema, vanno favoriti la virtualizzazione e il bilanciamento dei carichi, nonché le procedure di consolidamento. Dal punto di vista della struttura si possono ottimizzare i sistemi di raffreddamento (a partire dall abbassamento dei soffitti). Dal punto di vista del software, va perfezionato lo sviluppo delle applicazioni ma questo deve essere accompagnato da uno sforzo strategico aziendale nella direzione di una migliore ottimizzazione dei dati da elaborare, archiviare e rendere disponibili. Per quanto riguarda i Pc, l intervento è, come si diceva, nella direzione della migliorare l efficienza di calcolo degli elaboratori. Da non dimenticare, infine, i piccoli gesti quotidiani che eviterebbero inutili sprechi: computer lasciati accesi, stampe di documenti inutili e quant altro possa impattare, anche con la nostra singola azione, sulle risorse preziose del pianeta che vanno esaurendosi. 10

11 Pubbliredazionale a cura della divisione pubblicità di Next Editore Brocade: lo storage networking eco-compatibilel impegno di Brocade per la riduzione dei consumi energetici in ambiente ICT si traduce in soluzioni che, oltre alle prestazioni, offrono elevati valori di efficienza energetica Oggi il rispetto dell ambiente e il risparmio energetico hanno sempre più un ruolo fondamentale nei budget informatici delle aziende. Brocade è da tempo impegnata nello sviluppare soluzioni di storage networking efficienti dal punto di vista energetico ed eco-compatibili. Per esempio Brocade DCX è 10 volte più efficiente di qualsiasi altro prodotto attualmente disponibile mentre Brocade Director genera un terzo del calore e consuma meno energia dei prodotti concorrenti, garantendo comunque elevate prestazioni. Ma si può andare oltre impegnandosi sul fronte dell organizzazione logica dei dati. Un esempio in questo senso è StorageX di Brocade, che integra una serie di applicazioni che permettono di aggregare in maniera logica i dati distribuiti in ambienti di storage eterogenei e di ottimizzare i processi di classificazione e migrazione dei dati ottimizzando l utilizzo delle risorse di storage esistenti. Sempre in tema di file management, Brocade ha realizzato FME (File Management Engine), un appliance di file virtualization ad alte prestazioni progettata per automatizzare lo spostamento e la collocazione dei file dati in ambienti Windows. Inoltre, l impegno di Brocade per la riduzione dei consumi energetici in ambiente ICT si traduce in soluzioni che, oltre alle prestazioni, offrono elevati valori di efficienza energetica. Per quanto riguarda l hardware, Brocade ha testato in laboratorio l efficienza energetica e l impatto ambientale del Director 48000, paragonandolo con altri apparati Brocade e di altri vendor. Ovviamente gli apparati sono stati configurati in maniera simile, al fine di ottenere dati facilmente comparabili. Il test, validato anche da enti indipendenti, ha dimostrato la leadership del Director Brocade per quanto riguarda numerosi parametri, dal consumo energetico alla dissipazione del calore, fino alle emissioni nocive. Oltre all hardware, anche il software può giocare un ruolo importante per aumentare l efficienza energetica del data center. Applicazioni come StorageX di Brocade permettono di ottimizzare l utilizzo delle risorse di storage esistenti, riducendo la necessità di acquistarne di nuove all aumentare dei dati da memorizzare. In base alle esperienze che Brocade ha maturato sul campo, emerge chiara l esigenza di affrontare le tematiche del Green IT in maniera omogenea. In sostanza, per ottenere un consistente risparmio energetico è necessario che le aziende aumentino l efficienza di ogni elemento dell infrastruttura e dei processi che la governano. Per far questo, oltre a implementare hardware parsimoniosi e software che massimizzano l utilizzo delle risorse, è utile sviluppare best practice e approcci virtuosi che possano permettere alle aziende di coniugare risparmio, coscienza ecologica e produttività. In questo scenario, un ruolo importante lo giocano due gruppi di lavoro: Green Grid e SNIA Green. Il primo è un consorzio non-profit che ha come scopo il miglioramento dell efficienza energetica di data center ed ecosistemi di business computing. Il secondo è un gruppo di lavoro che in seno a SNIA (Storage Networking Industry Association) si occupa di sviluppare iniziative sui temi ecologici e del risparmio energetico. Brocade partecipa attivamente ad ambedue le iniziative, a dimostrazione di un impegno concreto sul Green IT che va oltre il mero sviluppo tecnologico. Brocade Communications Italy Srl - Via Melchiorre Gioia Milan Italy - tel: +39 (02) fax: +39 (02)

12 C O M P L I A N C E anche per il legislatore sono anni green È degli ultimi anni un attenzione e una sensibilità da parte del legislatore per i temi della tutela ambientale e del risparmio energetico. Senza dimenticare la sicurezza nell uso delle tecnologie e lo smaltimento corretto dei rifiuti. Ma accanto alle sanzioni sarebbe utile considerare, nella normativa, anche gli incentivi, per premiare i comportamenti virtuosi in tema green Il 92% degli italiani ritiene che il costo dell energia sia troppo elevato e l 89% è cosciente che servono fonti energetiche diverse dalle tradizionali. Secondo l istituto Ispo (www.ispo.it) guidato da Renato Mannheimer solo il 36% degli intervistati ritiene che la liberalizzazione del mercato energetico possa migliorare l offerta, contro un 41% di sfiduciati e un 23% che non si esprime Le Aziende ospedaliere toscane hanno messo a punto un progetto pilota che prevede di contenere i consumi energetici e produrre energia elettrica pulita per oltre 4 milioni di chilowattora, tramite interventi di isolamento termico e a oltre metri quadrati di pannelli solari installati sui tetti degli ospedali, nei parcheggi di servizio e nelle sedi di sei aziende ospedaliere di Marco Maglio* Se dovessi sintetizzare lo stato dell arte in materia di Green IT e diritto, si potrebbe dire che da alcuni anni l attenzione del legislatore per i temi ambientali è alta: ormai ogni norma che abbia un possibile impatto con l ambiente e con la tutela della salute contiene spunti e previsioni legate all ecologia. Il verde si potrebbe dire - è un colore di tendenza nell attuale stagione normativa ed anche le leggi tendono ad abbellirsi con tocchi da raffinati ecologisti, spesso più esteriori che sostanziali. È indubbiamente vero che da diversi decenni il tema della tutela dell ambientale e della responsabilità d impresa occupa una posizione centrale nei dibattiti dell opinione pubblica. Ma è solo negli ultimi anni che la preoccupazione generale per i temi della tutela ambientale e del risparmio energetico ha trovato spazio nei codici e nelle raccolte di leggi. Nel corso del tempo sono state emanate norme di settore che tutelano la sicurezza e la salute individuale e collettiva rispetto a determinate attività umane. Nell aprile 2006 è stato emanato un Codice dell Ambiente (d.lgs 152/2006) che nei suoi 318 articoli, semplifica, razionalizza, coordina e rende più chiara la legislazione ambientale in materia di difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall inquinamento e gestione delle risorse idriche; gestione dei rifiuti e bonifiche; tutela dell aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; danno ambientale. Va aggiunto che non esistono leggi specifiche dedicate alla tutela ambientale in relazione al settore dell IT. Ma le regole generali fissate dal legislatore per la protezione dell ambiente e per la riduzione dei consumi energetici trovano un loro naturale ambito di applicazione nella progettazione e nella gestione delle risorse informatiche. Oltre alle norme di tutela ambientale c è poi un altro importante settore normativo che è rilevante per il green IT: le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che oggi sono contenute nel Testo Unico emanato nell aprile 2008 (D.Lgs 81/2008). Così, quando si progetta una struttura informatica, non importa se di piccole o grandi dimensioni, occorre prestare attenzione al rispetto delle norme sulla sicurezza ambientale da una parte e di tutela della salute dei lavoratori dall altro. Per fare le cose rispettando le regole, quindi, chi progetta un sistema informatico e chi lo utilizza dovrà quindi rispettare non solo i criteri normativi in tema di sicurezza delle persone che frequentano luoghi di lavoro ma anche le norme che incentivano il risparmio energetico e lo smaltimento corretto dei rifiuti. Sotto questo profilo, volendo dare alcuni riferimenti pratici essenziali, occorre ricordare che particolare attenzione è dedicata dal legislatore al tema dello smaltimento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche che solitamente vengono identificate dall acronimo RAEE. In particolare le direttive europee 2002/96/CE e 2003/108/CE, prevedono che i produttori, gli importatori e i rivenditori con proprio marchio di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono responsabili della gestione dei prodotti che distribuiscono e vendono anche nella fase di smaltimento. Se ci fate caso gli imballaggi degli apparecchi elettronici, contengono un simbolo (il cassonetto barrato) proprio per informare che il prodotto dopo l uso non deve essere gettato via, ma affidato al chi può garantirne il corretto smaltimento che secondo la normativa è il soggetto che ha venduto il prodotto. Il venditore infatti è obbligato a ritirare l apparecchio vecchio, aggiungendo al 12

13 prezzo un contributo che va sotto il nome di EcoContributi per il RAEE, e deve conferirlo a un consorzio RAEE. A sua volta quest ultimo provvederà a smontare l apparecchio, ne suddividerà le componenti, riciclerà sostanzialmente tutte le componenti plastiche e metalliche, rispettando ogni cautela di sicurezza così da evitare dispersione di sostanze pericolose nell ambiente e, soprattutto, facendo in modo di recuperare i metalli preziosi che gli apparecchi elettronici contengono. Con la normativa RAEE applicando i principi fissati dall Unione Europea, secondo la quale chi inquina paga, i produttori devono provvedere e sopportare i costi per il riciclaggio. Gli utilizzatori di prodotti informatici quindi sono tenuti a collaborare per garantire il corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici e per lo smaltimento dei materiali obsoleti. Per quanto riguarda invece la tutela della salute dei lavoratori che utilizzano sistemi informatici, il green IT richiede che il datore di lavoro gestisca in modo adeguato il cosiddetto rischio elettrico. Deriva dagli effetti e dai danni che la corrente elettrica può produrre sul corpo umano sia per azione diretta che per azione indiretta (conseguenza dell arco elettrico che si genera, sia a causa di un corto circuito, sia a causa dell interruzione con mezzi impropri di circuiti con forti correnti). Esistono norme specifiche che regolamentano l uso di strumenti informatici garantendo la corretta gestione di questi rischi. In particolare l uso corretto del computer seguendo semplici regole non è solo un accorgimento individuale da parte del singolo lavoratore, ma è diventato obbligatorio per chi passa la sua giornata davanti al videoterminale. Una specifica normativa detta le istruzioni per l uso del videoterminale in tutti gli uffici pubblici che privati e adeguarsi a tale regole è obbligatorio per ogni datore di lavoro. Molta strada ancora è da percorrere per giungere ad un vero e proprio codice sistematico del Green IT ma esistono già oggi i principi generali che permettono di sanzionare chi, gestendo un sistema informatico, non si preoccupa di tutelare adeguatamente la salute degli utilizzatori e la tutela dell ambiente circostante. L auspicio è che il legislatore, accanto alle sanzioni per punire i comportamenti dannosi, scopra l utilità dei premi (magari sotto forma di sgravi fiscali) da riconosce alle imprese che responsabilmente si fanno carico di adottare ogni cautela per prevenire conseguenze dannose, per le persone e per l ambiente, legate all uso degli strumenti informatici. *Marco Maglio è avvocato e presidente del Giurì per l Autodisciplina nella comunicazione commerciale interattiva Molte piccole cooperative, che producono energia idroelettrica fra il Friuli e la Valle d Aosta, hanno deciso di unirsi in un consorzio, denominato Rev, per creare un gruppo specializzato nelle energie rinnovabili che porti il modello del socio-produttore nel settore energetico. Negli Usa l energia mutualistica serve 37 milioni di persone che vivono in aree rurali dove le grandi compagnie non trovano conveniente investire L Università Tor Vergata di Roma ha sviluppato un progetto per il fotovoltaico organico dove, per produrre le celle, si utilizzano materiali di origine biologica che per produrre energia utilizzeranno un procedimento simile a quello della fotosintesi clorofilliana con un sostanziale abbattimento dei costi (http://web. uniroma2.it/) Il 30% di tutta la potenza elettrica installata nel 2007 negli Usa è eolica e il dipartimento federale dell energia prevede che entro il 2030 l eolico coprirà il 20% della produzione statunitense di energia elettrica Da una ricerca condotta da Idc negli USA, nel 2007, si evidenzia che un terzo dei consumatori già considerano da importante a molto importante che gli IT Suppliers abbiano un offerta Green. Quasi l 80% degli Executives dicono che il Green IT sta crescendo di importanza rispetto alle loro organizzazioni I consumatori sono sempre più verdi : tra 2002 e 2005, l acquisto di prodotti biologici era aumentato del 43% per un totale di 43 miliardi di dollari Secondo i dati del Gse (Gestore Servizi Elettrici, it) lo scorso anno in Italia la potenza efficiente lorda degli impianti da fonte rinnovabile è aumentata del 4,6% rispetto al Boom del fotovoltaico (+92,8%) a seguire l eolico (+42,2%) Secondo una ricerca condotta dall Istituto di ricerca Ifak (Institut für Automation und Kommunikation, di Magdeburgo, gli impiegati italiani, comparati con i colleghi dei principali paesi europei, sarebbero un esempio da imitare in tema di comportamenti ecocompatibili nell ambiente di lavoro Lifegate (www. lifegate.it) inaugura il parco fotovoltaico di Anzano del Parco. Composto di 270 pannelli fotovoltaici disposti su 9 grandi girasoli, il parco ha una potenza installata di 50 kwp con una capacità produttiva annuale di oltre kwh Attualmente soltanto l 1% dell energia globale è prodotta tramite la geotermia, ma secondo gli analisti di Frost & Sullivan (www.frost. com) l energia geotermica ha nuove prospettive di sviluppo, in oltre 20 Paesi ci sono infatti progetti di produzione in cantiere grazie alla riduzione dei costi di trivellazione Secondo il Presidente dell autorità per l energia elettrica ed il gas, il meccanismo dei certificati bianchi (che certificano interventi di risparmio energetico presso il consumatore finale) ha permesso di risparmiare due milioni di tonnellate di petrolio equivalente. I risparmi energetici realizzati equivalgono al consumo domestico annuo di una città di oltre 2 milioni e mezzo di abitanti 13

14 Il Green It targato Dell: ottimizzazione dal notebook al data center A sinistra: Dell OptiPlex 755 si caratterizza per il basso consumo energetico A destra: la famiglia di notebook Latitude E La responsabilità del settore It nell emissione di anidride carbonica è nota e l It eco-compatibile è riconosciuto come la tecnologia strategica numero 1 che le aziende dovrebbero prendere in considerazione nei propri processi di pianificazione dell It. Per aiutare le aziende ad affrontare questa sfida, Dell si è impegnata ad aumentare l efficienza energetica dei propri desktop e notebook del 25% entro il 2010: soltanto nel segmento desktop, i pc Energy Smart OptiPlex garantiscono già un efficienza energetica maggiore del 78% rispetto alla generazione precedente. La strategia di Dell nell ambito della sostenibilità ambientale dei prodotti It si muove in due direzioni: da un lato il rilascio di prodotti con caratteristiche sempre più performanti dal punto di vista ambientale; dall altro il supporto ai propri clienti per la realizzazione di data center dove il consumo energetico sia sempre più ottimizzato. Dell OptiPlex 755 premiato da Greenpeace Il risparmio energetico è l elemento che ha fatto guadagnare a Dell OptiPlex 755 il massimo punteggio nella classifica Greenpeace dei desktop più ecologici. L approccio di Dell nei confronti del consumo energetico non si limita agli alimentatori ma riguarda la gestione complessiva dell alimentazione all interno dell azienda. Per questo OptiPlex 755 prevede non solo configurazioni Energy Smart predefinite, ma anche strumenti quali quello per il calcolo del consumo energetico che aiuta nella scelta delle configurazioni più adatte, consentendo di risparmiare fino al 76% di elettricità.

15 Pubbliredazionale a cura della divisione pubblicità di Next Editore del consumo energetico a 360, La strategia di Dell nell ambito della sostenibilità ambientale dei prodotti It si muove in due direzioni: da un lato il rilascio di prodotti con caratteristiche sempre più performanti dal punto di vista ambientale; dall altro il supporto ai propri clienti per la realizzazione di data center dove il consumo energetico sia sempre più ottimizzato Le impostazioni di gestione dell alimentazione Energy Smart, attivate già in fabbrica da Dell, consentono di ridurre il consumo energetico anche del 54% rispetto alla modalità di sospensione del sistema. Su alcune configurazioni è inoltre disponibile la certificazione Energy Star 4.0, il pacchetto di nuove regole, molto restrittive, relative all efficienza e al consumo energetici, emanato dall omonimo ente governativo americano. Gli alimentatori di Dell presentano un consumo energetico inferiore anche del 10-12% rispetto agli alimentatori di generazione precedente. I processori a risparmio energetico Intel Core 2 Duo, inoltre, possono offrire prestazioni elevate pur riducendo il consumo energetico. Tutto ciò senza alcun impatto negativo sulle prestazioni che sono invece garantite ai massimi livelli. Tra le caratteristiche del prodotto, l implementazione della tecnologia Intel vpro grazie alla quale è possibile accendere e spegnere i desktop da remoto, eseguire un numero maggiore di operazioni di risoluzione problemi e proteggere il sistema mediante un sistema di sicurezza virtuale sempre attivo. Dell offre vpro su tutti gli OptiPlex 755 indipendentemente dal fattore di forma, in modo che sia possibile utilizzarlo dove è più necessario all interno dell azienda. Dell OptiPlex 755 offre inoltre funzioni avanzate di sicurezza opzionali per garantire la protezione dei dati in tempo reale. Latitude E: il notebook per i professionisti Completamente rinnovata la gamma di notebook Latitude E dedicata agli utenti professionali che si caratterizza per un design estremamente appealing con tastiera e touchpad completamente rivisti, ma soprattutto per la resistenza e la robustezza. Latitute E6400 Atg, per esempio, appartiene alla categoria dei semi-rugged laptop e, rispondendo a rigidi standard militari, è in grado di sopportare i peggiori stress. Per il Latitude E6400, che insieme al Latitude E6500 rappresenta il top della gamma, Dell ha previsto per il sottosistema video soluzioni basate su gpu Nvidia Quadro Nvs 160M Ddr3 da 256 MB, ma su alcuni modelli è possibile optare anche per soluzioni integrate. Anche per lo storage l utente ha ampie possibilità che vanno da una tradizionale soluzione da 250GB a 7200rpm o una robusta unità Ssd da 64GB. La gamma di notebook, oltre ai due modelli top, propone l ultraportatile E4200 e il modello E4300, tutti disponibili in differenti configurazioni. La proposta hardware si affianca a nuove soluzioni software integrate nei prodotti Dell. L azienda ha infatti annunciato, contestualmente al lancio della serie Latitute E, il prossimo rilascio di Dell Latitude ON, una nuova soluzione software basata su Linux che permette un rapido accesso da PC spento a mail, agenda e contatti. Ottimizzare il data center Secondo recenti valutazioni i data center risultano essere responsabili di circa il 4% del consumo totale di energia elettrica negli Stati Uniti. L utilizzo di tecnologie server più efficienti dal punto di vista energetico, come i server blade in combinazione con i software di virtualizzazione, possono notevolmente contribuire alla riduzione di questa percentuale. I server blade, infatti, a parità di prestazioni, offrono risparmi energetici significativi rispetto ai server tradizionali e riducono le apparecchiature di raffreddamento consentendo un installazione più densa, meno dispendiosa dal punto di vista energetico e più efficiente in termini di capacità di elaborazione. La virtualizzazione, d altro canto, consente di consolidare carichi di lavoro in un numero ridotto di server ad alte prestazioni che eseguono le elaborazioni su macchine virtuali multiple. Ciò permette di utilizzare la capacità del server in modo molto più efficiente, riducendo il numero di server fisici e, di conseguenza, anche il consumo di energia, i costi di raffreddamento e lo spazio occupato. L attività di Dell in questo ambito è duplice, oltre a realizzare prodotti e soluzioni che rispondono a queste caratteristiche, offre servizi per supportare i propri clienti nella costruzione di data center più efficienti aiutandoli anche nella definizione del layout degli stessi. Dell Spa - Strada 1 - Palazzo Congressi Assago (MI) -tel

16 strategie e soluzioni per il Green IT v e n d o r i c t brocade per avere risultati serve un approccio globale A guidare le scelte green in ambito storage e backup sono i consumi energetici ma il problema va affrontato a 360 gradi. Come sostiene Tino Prato, country manager di Brocade Italia, per ottenere un risparmio sui costi dell energia è necessario che le aziende aumentino l efficienza di tutta l infrastruttura e dei processi che la governano Tino Prato, country manager di Brocade Italia 16 Nonostante i costi sempre più alti della bolletta energetica derivanti anche dalla preoccupante oscillazione dei mercati petroliferi, un sondaggio sponsorizzato da Brocade (www.brocade.com), azienda specializzata in soluzioni di networked storage, e condotto in Europa intervistando 8 mila responsabili It e decisori aziendali, mostra che sui temi ecologici i fatti non sono al passo con le buone intenzioni. In Italia solo 1 intervistato su 4 (il 26%, contro il 38% della media europea) si dichiara preoccupato per l uso dell energia; per di più, 3 intervistati italiani su 4 (il 74% contro il 50% della media europea) non guardano alla compatibilità ambientale quando acquistano prodotti It. È commentando questi dati che Tino Prato, country manager di Brocade Italia, pone l accento sulla tematica del Green It focalizzata principalmente dice Prato sul dispendio energetico attuale e sugli eccessivi costi, almeno per ora. E i dati emersi dall indagine commissionata dal fornitore di soluzioni per data center lo confermano. Almeno i due terzi degli intervistati ha detto che sta cercando modi per ridurre il dispendio energetico, ma questo non toglie che oltre un terzo delle aziende europee non lo fa, spiega Prato commentando alcuni risultati. Spetta quindi a noi aziende dell offerta proporre soluzioni innovative che rispondano a queste esigenze. Secondo la nostra esperienza prosegue il country manager - la tematica va affrontata globalmente e in maniera omogenea in azienda. Mi spiego; per ottenere dei risultati concreti in termini di risparmio energetico è prima di tutto necessario che le aziende aumentino l efficienza di tutta la struttura It, a partire dal data center, certo, ma coinvolgendo ogni singolo componente, compreso il software. In quest ottica, temi quali razionalizzazione, consolidamento e virtualizzazione, sempre attuali, trovano il loro posto anche nel concetto di Green It perché è proprio passando attraverso una riorganizzazione dell infrastruttura che si raggiungono risultati concreti sull abbassamento dei livelli di alimentazione delle macchine e del raffreddamento degli apparati. Come fornitori di tecnologie, siamo particolarmente attenti a... per ottenere dei risultati concreti in termini di risparmio energetico è prima di tutto necessario che le aziende aumentino l efficienza di tutta la struttura It... questi argomenti; da un lato, perché è il mercato a chiederlo (nonostante la coscienza Green, in ambito It, non decolli come dovrebbe, l attenzione per i costi energetici è alta e coinvolge tutti i reparti aziendali); dall altro, perché le normative europee ed internazionali stanno già imponendo ai costruttori determinate regole da rispettare in relazione alla sostenibilità ambientale (la direttiva RoHS, per esempio, impone restrizioni sull uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di dispositivi; la direttiva sulla rottamazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) regola l accumulazione, il riciclaggio e il recupero per le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse), commenta il numero uno della società italiana. E Brocade si è da tempo adeguata ponendo particolare accento sulla ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni che consumino meno, prima di tutto, e impieghino materiali innovativi meno inquinanti e meno soggetti a surriscaldamento (riducendo quindi anche gli effetti del cooling dei data center e delle infrastrutture It aziendali). Da alcuni recenti test e benchmark è emersa la leadership del nostro prodotto Director Brocade per quanto riguarda il consumo energetico e la dissipazione del calore dice Prato. È un segnale positivo che ci induce a proseguire verso la strada della ricerca e dell innovazione. Strada che vede anche un impegno sociale dell azienda all interno di due community: Green Grid, consorzio non-profit che ha come scopo il miglioramento dell efficienza energetica di data center ed ecosistemi di business computing, e Snia Green, un gruppo di lavoro che fa capo alla Storage Networking Industry Association e si occupa di sviluppare iniziative sui temi ecologici e del risparmio energetico. (N.B.).

17 strategie e soluzioni per il Green IT dell carbon neutral: obiettivo raggiunto Come azienda, Dell può fregiarsi del titolo di carbon neutral, azzerando l impatto delle emissioni di anidride carbonica dalle proprie strutture. Come produttore IT realizza prodotti che, oltre a contenere sempre meno sostanze nocive, garantiscono ottime performance per watt di Patrizia Fabbri Vincenzo Esposito, country manager di Dell italia Un anno fa avevamo annunciato di voler diventare un azienda carbon neutral entro la fine del 2008 [riduzione massima di anidride carbonica generata dalle proprie strutture, uffici, viaggi di lavoro, automobili ecc. e, laddove questo non sia possibile, controbilanciamento delle emissioni con interventi verdi, dalla riforestazione di aree a contributi per energie rinnovabili ecc. ndr]; oggi possiamo dichiarare con orgoglio di avere raggiunto questo importante obiettivo con cinque mesi di anticipo. Parte dal raggiungimento di questo traguardo l intervista a Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Dell Italia, (www.dell.it) per comprendere la strategia dell azienda americana sui temi ambientali. Le responsabilità di un azienda come Dell prosegue Esposito - sono duplici: da un lato, come fornitore It abbiamo l obbligo di sviluppare e produrre soluzioni con il minor impatto ambientale possibile; dall altra, come azienda, indipendentemente dal settore in cui operiamo, dobbiamo ridurre il consumo energetico relativo alle nostre attività. Un primo insieme di azioni che contribuisce a fare di Dell un azienda verde riguarda dunque questo secondo ambito. Già da alcuni mesi, infatti, il quartier generale di Austin è completamente alimentato da energia rinnovabile; l investimento globale dell azienda in energia verde (vento, sole e biogas) è passato da 12 milioni di kwh nel 2004 a 116 milioni nel 2008, con un aumento di oltre l 870%. Il nostro impegno in questo ambito è a 360 e coinvolge tutti i dipendenti e le decisioni di Dell: le macchine aziendali, per esempio, vengono scelte sulla base di criteri ecologici, non è possibile optare per un auto con alte emissioni di anidride carbonica, dice Esposito, che prosegue: E questo impegno non è limitato alla nostra azienda. Avendo organizzato la nostra produzione su criteri green, abbiamo iniziato a chiedere che anche i nostri fornitori si attenessero a questi principi. Nel giugno dello scorso anno, infatti, abbiamo comunicato ai nostri fornitori di primo livello che avremmo iniziato a chiedere loro dati sulle emissioni di CO2 in occasione delle business review trimestrali. Ed è proprio questa logica che ha portato Dell a essere la prima azienda IT a far parte della Supply Chain Leadership Coalition, creata dal Carbon Disclosure Project per aiutare tutti gli attori di un ciclo pro- duttivo a effettuare il reporting delle emissioni. Dell, infine, aiuta i propri clienti a controbilanciare le emissioni di anidride carbonica dell elettricità necessaria ad alimentare i propri prodotti tramite il programma di riforestazione Pianta un albero per me. Il secondo gruppo di attività riguarda Dell in quanto produttore IT e qui Esposito parte da una considerazione di Micheal Dell fatta ormai più di 10 anni fa, in tempi non sospetti, quando di Green It non si parlava affatto: Prima o poi qualcuno ci chiederà il conto di tutti questi pc e notebook che stiamo producendo; prima o poi qualcuno si porrà il problema del loro smaltimento. La prima questione da affrontare era dunque quella di realizzare prodotti che ponessero il minor problema possibile nel loro smaltimento: Abbiamo ridotto drasticamente l uso di collanti e viti; questo rende i computer molto più facilmente riciclabili. A questo abbiamo affiancato servizi di asset recovery, ritiro e riciclaggio garantendo il ritiro e lo smaltimento gratuito di prodotti It per i nostri clienti. Dell ha inoltre lavorato intensamente per l eliminazione dei ritardanti di fiamma e di Pvc dai propri prodotti e raggiungerà questo obiettivo nel Si tratta di un insieme di attività molto importanti, ma quello che ci contraddistingue maggiormente è l impegno nella realizzazione di prodotti che garantiscano un sempre minore consumo energetico. Il nostro obiettivo è, da un lato, quello di costruire computer e server che abbiamo sempre una performance per watt migliore di quella dei nostri competitor; dall altro, è però aiutare, tramite i nostri servizi, i nostri clienti a costruire datacenter che consentano di ottimizzare il consumo energetico, conclude Esposito. Una policy green, quindi, a tutto campo. Nei prodotti, nei servizi agli utenti e, naturalmente, in prima persona. 17

18 strategie e soluzioni per il Green IT v e n d o r i c t easynet il Green che parte dall interno Ci consideriamo direttamente responsabili dell impatto sia immediato che a lungo termine delle nostre attività sull ambiente. Con questa considerazione Sergio Barbonetti, amministratore delegato della società, presenta un modello di business sostenibile e responsabile che parte dall interno (dal comportamento dei dipendenti e dalla scelta dei partner tecnologici) e si estende fino alla proposta di soluzioni ecocompatibili di Nicoletta Boldrini Sergio Barbonetti, amministratore delegato e direttore generale di Easynet Italia Easynet (www.easynet.com) è una società che offre soluzioni gestite di rete, hosting e videoconferenza per le aziende di tutta Europa. La società, che fa parte del gruppo British Sky Broadcasting (Sky), proprietà di NewsCorp della famiglia Murdoch, ha da tempo adottato una politica di Corporate Social Responsability che la vede impegnata su più fronti tra i quali quello del Green It. Sergio Barbonetti, amministratore delegato e direttore generale di Easynet Italia, intervistato da ZeroUno, ci illustra la strategia dell azienda e gli impegni presi concretamente in questa direzione. Abbiamo iniziato ad interessarci a queste tematiche più di un anno e mezzo fa esordisce Barbonetti, - grazie alla sensibilità e all interesse che il nostro azionista ha dimostrato nei confronti di questo tema su scala globale. Ma al di là degli impegni personali (il rispetto dell ambiente e la necessità di adottare scelte e comportamenti eco sostenibili sono tematiche che all amministratore delegato stanno particolarmente a cuore) ciò che mi preme sottolineare è la serie di misure che come Easynet abbiamo adottato in campo tecnologico. Per trasferire al meglio alle aziende clienti le motivazioni ed i vantaggi del Green It, infatti, Easynet è partita da alcune scelte interne che le hanno consentito razionalizzare i data center, migliorandone il livello di efficienza, riducendo l impatto ambientale e al contempo ottimizzando gli investimenti. La chiave della questione gira intorno all efficienza dei sistemi e all adozione di best practices. Abbiamo cominciato investendo molte risorse nel consolidamento delle infrastrutture, facendo scelte di virtualizzazione, utility computing e sistemi intelligenti di gestione delle tecnologie e delle applicazioni, spiega l amministratore delegato. L obiettivo è aumentare l utilizzo reale delle singole risorse It con il minor numero di sistemi e tecnologie possibili. In questo modo si aumenta l efficienza energetica con una conseguente ricaduta positiva nei confronti dell ambiente. Se chiudo gli occhi e penso al futuro prossimo, vedo ed immagino una rete che assume sempre più un ruolo determinante nella vita delle persone e del business prosegue Barbonet- ti; essa stessa sorgente di servizi applicativi, dove sistemi e piattaforme It di elaborazione saranno condivise, concentrate in data center progettati con i migliori standard di efficienza energetica, alimentati totalmente o in parte da fonti rinnovabili, con benefici ambientali rilevanti ed un conseguente beneficio economico diretto ed indiretto. Secondo l opinione dell ad, il cammino è certamente lungo e siamo solo all inizio, ma il percorso è tracciato, anche da un punto di vista tecnologico. Troveranno sempre più consenso scelte di architetture Soa e modelli software as a service spiega, oggi ancora in forma embrionale, ma in un futuro non molto lontano, inseriti in un contesto di cambiamento e innovazione.altro importante passo compiuto dall azienda è stato ridurre gli spostamenti dei dipendenti e le trasferte di viaggio adottando il servizio di videocomunicazione che oggi offre alle imprese sotto forma di soluzione gestita (Managed Virtual Meeting). La scelta dei partner tecnologici rappresenta un aspetto fondamentale per la nostra realtà, sottolinea Barbonetti. per alimentare il circolo virtuoso, scegliamo fornitori anche in base alla loro strategia Green. La scelta di adottare, ad esempio, server HP ProLiant con regolazione dell alimentazione, software di virtualizzazione, condivisione della capacità di storage high density e dei server attraverso un modello di calcolo utility-based. L It, al contrario di quanto si possa immaginare, è energivoro continua l ad ed i costi energetici non possono e non devono essere trascurati. Aumentando l efficienza si ottengono due risultati: riduzione dei costi e minori emissioni inquinanti. Le aziende che affidano a noi la gestione delle loro infrastrutture sanno di poter avere a disposizione le migliori tecnologie. Non importa se a spingere le scelte verdi siano fattori come la riduzione dei costi di energia dice Barbonetti l importante è andare verso una direzione responsabile di minor impatto ambientale, indipendentemente dal percorso e dalla scelta strategica iniziale. In altre parole, ciò che conta è il risultato! 18

19 strategie e soluzioni per il Green IT Se il DNA avesse un colore, quello di Fujitsu Siemens Computers sarebbe verde L efficienza energetica rappresenta una pietra miliare nel quadro della strategia ambientale e delle politiche di eco-sostenibilità di Fujitsu Siemens Computers. Non solo l azienda ne ha fatto uno standard di eccellenza all interno ma ha anche influenzato l intera offerta che oggi comprende prodotti green per ogni esigenza It Pierfilippo Roggero, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Siemens Computers in Italia Risale al 1993 la certificazione Blue Angel che Fujitsu Siemens Computers (www.fujitsu-siemens.it) ha ottenuto per i propri Pc, merito delle rigorose linee guida sul risparmio energetico oggetto della strategia aziendale. Più di recente, nel 2007, l azienda ha confermato il proprio impegno con il PC della gamma consumer Scaleo Green Edition dotato di una serie innovativa di funzioni per il risparmio energetico. Oggi la strategia Green di Fujitsu Siemens Computers si concretizza in tutto ciò che la società realizza, dalla progettazione, ai processi di produzione, dalla raccolta e allo smaltimento dei prodotti. Fujitsu Siemens Computers ha infatti fissato i requisiti energetici e i parametri per ridurre il consumo di energia in ogni fase del processo di sviluppo e del trasporto, includendo elettricità, gas, acqua, aria, rifiuti e trasporto. Questa strategia viene imposta anche da una rigorosa direttiva interna, l Environmental Guideline FSC03230, sulla progettazione e lo sviluppo ecocompatibile dei prodotti dedicati ai contesti più diversi, dal data center all ufficio, alla casa, fino alla mobilità. La strategia Green di Fujitsu Siemens Computers parte prima di tutto dal nostro interno, dice Pierfilippo Roggero, Presidente e Amministratore Delegato della società italiana. In azienda abbiamo implementato un progetto internazionale durato oltre due anni che ha permesso una riduzione dei costi pari al 20%, e in alcune aree anche maggiore, e un risparmio dei costi di condizionamento climatico del 15-20%. Abbiamo potuto ottenere questi risultati significativi grazie alla scelta di postazioni di lavoro green, quali client standard e monitor a basso consumo, e sistemi di collaborazione green come Microsoft Office Communications Server e Office Live Meeting. Inoltre, nei centri di calcolo, prima ad Augsburg in Germania e poi in tutte le filiali, sono stati introdotti prodotti e soluzioni efficienti e rispettose dell ambiente, ad esempio, sistemi climatici ibridi, blade server, virtualizzazione dei server e alimentazione elettrica centralizzata. Ma quello su cui il numero uno di Fujitsu Siemens Computers Italia intende davvero porre l accento è lo studio e l analisi che ha portato in questa direzione: Per adottare questa strategia, abbiamo esaminato in maniera sistematica ogni singolo componente, al fine di identificare le possibili aree di risparmio. Un analisi che ha consentito di realizzare un vero e proprio centro di calcolo Green, grazie al consolidamento e alla virtualizzazione server, sistemi climatici ibridi, e alimentazione elettrica centralizzata. Grazie, insomma, all ottimizzazione dell It. Grazie all esperienza diretta, oggi Fujitsu Siemens Computers può supportare i clienti per integrare delle strategie Green che siano realmente efficaci attraverso un approfondita analisi dei processi aziendali. Il ripensamento dell infrastruttura It deve infatti tenere conto degli sviluppi e delle esigenze aziendali, guardando sempre a eventuali processi di cambiamento successivi con un alta dose di progettualità, precisa Roggero. Per ovviare ai problemi di power and cooling, per esempio, oltre a scegliere macchine affidabili e con alti livelli prestazionali, si deve giungere ad una riduzione della complessità tecnologica. In particolar modo il data center, va ripensato in maniera dinamica, in modo da far fronte alle continue e diverse necessità dell azienda. Per Fujitsu Siemens Computers, Green non significa solo tutela ambientale e risparmio energetico, ma è anche sinonimo di riduzione della complessità. Implementare una strategia Green significa fare una precisa scelta in termini di soluzioni efficienti, in grado di ottimizzare l infrastruttura IT. Un esempio concreto è il consolidamento server, che consente di ridurre il numero dei server dedicati a una singola applicazione in poche macchine dalle elevate prestazioni, più potenti e più economici da gestire. La virtualizzazione consente poi di allocare dinamicamente le risorse per bilanciare i carichi di lavoro. Importante, infine, l area dedicata ai servizi gestiti di Client Lifecycle Management e Print Lifecycle Management che supportano il cliente nella gestione e ottimizzazione degli ambienti It aziendali e possono quindi fornire un supporto specifico in termini di Green It, conclude Roggero. (N.B.) 19

20 strategie e soluzioni per il Green IT v e n d o r i c t hp il Green It fa parte della nostra storia L industria informatica produce soluzioni inquinanti. I primi ad adottare una politica di sostenibilità e rispetto dell ambiente devono essere quindi proprio i grandi player. Ecco la visione di Hp che in fatto di eco-compatibilità può vantare una strategia world wide di lunga data di Nicoletta Boldrini Silvio Remonato, environmental manager per HP Italia Il fatto di poter intervistare un environmental manager la dice lunga sull attenzione che, in termini pratici, Hp (www. hp.com) sta dando alla tematica green. La società ha infatti portato la gestione eco compatibile delle proprie sedi e delle attività aziendali, del risparmio energetico e della riduzione di sostanze nocive al centro di policy e direttive interne mirate. Silvio Remonato, environmental manager per HP Italia, racconta la lunga storia dell azienda in relazione alle scelte verdi : La politica ambientale di Hp si concretizza oggi nell offerta di prodotti e servizi concepiti nel massimo rispetto dell ambiente, ma i tasselli che hanno portato a questa capacità risalgono ormai a molti anni addietro. Nel 1987, per esempio, siamo stati i primi ad attivarci nel campo del riciclaggio dell hardware, anticipando le normative internazionali che oggi impongono alle aziende produttrici di avere un ruolo diretto per il recupero e il riciclaggio delle apparecchiature e dei materiali di cui sono composte. I nostri servizi di ritiro delle cartucce delle stampanti La politica ambientale di Hp si concretizza oggi nell offerta di prodotti e servizi concepiti nel massimo rispetto dell ambiente, ma i tasselli che hanno portato a questa capacità risalgono ormai a molti anni addietro porta come data il 1991 ed è dell anno successivo l Hp Design for Environment, il nostro programma di efficienza energetica, innovazione nei materiali e riciclaggio che coinvolge il portafoglio prodotti e le soluzioni Hp. Un programma che ha portato ad una vera e propria revisione organizzativa con l inserimento, in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti e delle soluzioni Hp, di persone preposte alla ricerca, allo sviluppo, al controllo, ecc. in un ottica Green, secondo le direttive dell organizzazione (per ogni singolo progetto è previsto un responsabile ambientale che lavora a stretto contatto con la divisione R&d e con gli sviluppatori in qualità di consulente ma anche e soprattutto di garante). Uno degli interventi primari, per esempio, è stato nell impiego di materiali innovativi o riciclati spiega Remonato. I nostri laboratori di ricerca dedicano molta attenzione all impiego di sostanze non pericolose e non inquinanti; ma l innovazione nel rispetto dell ambiente avviene anche su altri fronti come quello dell impiego del minor numero possibile di materie per l assemblaggio delle apparecchiature. Non da meno la ricerca nel campo degli imballaggi. Non va dimenticato che non è solo la costruzione di un prodotto informatico ad inquinare ma anche la sua distribuzione sul mercato, dice Remonato. Prodotti meno ingombranti, più leggeri e con imballaggi più idonei possono contribuire ad una migliore gestione della catena distributiva e a gestire il trasporto in modo più efficiente. Anche il consolidamento da parte di HP dei propri data center attraverso l impiego di tecnologie volte ad un miglior controllo e gestione del bisogno energetico, alla riduzione degli spazi fisici necessari a contenere le attrezzature e al miglioramento dei sistemi di raffreddamento può essere letta nel segno delle politiche green dell azienda, e ha portato vantaggi ambientali ed economici allo stesso tempo. Le scelte green di HP si traducono anche in una riduzione delle emissioni di gas serra. Abbiamo aderito ad un programma internazionale con il Wwf (www.wwf.it) e ci siamo impegnati a ridurre, entro il 2010, le emissioni di CO2 dei nostri impianti del 15% rispetto ai livelli del 2006, spiega Remonato. Quanto al risparmio energetico relativo alle macchine, Remonato sottolinea che migliaia di prodotti Hp sono qualificati come Energy Star e i server Hp Blade System dispongono della tecnologia HP Thermal Logic che consente di monitorare l uso effettivo, limitando il consumo fino al 50% rispetto ai server tradizionali. 20

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