Le prime esperienze di Life Cycle Analysis nel mondo della detergenza

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1 Le prime esperienze di Life Cycle Analysis nel mondo della detergenza 7 Conferenza Annuale Responsible Care Giuseppe Abello ASSOCASA

2 Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità per l Industria e per la Casa Rappresentanza delle imprese del settore nell ambito di Federchimica Confindustria 2

3 Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità per l Industria e per la Casa Detergenti (superf. dure, tessuti, stoviglie, wc, ecc), saponi da bucato e coadiuvanti di lavaggio (ammorbidenti, sbiancanti, appretti, ecc) 3

4 Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità per l Industria e per la Casa Prodotti di manutenzione (calzature e pelli, deodoranti ambientali smacchiatori, coloranti domestici, ecc), disinfettanti, disinfestanti (insetticidi, antitarme, ratticidi, ecc) 4

5 Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità per l Industria e per la Casa Settore I&I Industriale (impianti alimentari, ecc) e Istituzionale (Scuole, Ospedali, HORECA, ecc) 5

6 Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità per l Industria e per la Casa Settore dei beni di largo consumo 6

7 Assocasa - alcuni dati Numero di aziende associate ad oggi: circa 100 Multinazionali Nazionali Oltre l 80% di PMI Numero di addetti: circa Fatturato del settore: > 3 Miliardi di Euro ~ 80% uso domestico ~ 20% I&I 7

8 L approccio del settore Ambiente Sicurezza & Salute 8

9 Confronto dei benefici ambientali della distribuzione di detersivi sfusi ed in flaconi: bilancio di una Life Cycle Assessment(LCA) 9

10 Obiettivi dello studio Acquisire informazioni oggettive sugli impatti ambientali delle filiere complessive di distribuzione del detersivo (sfuso ed in flaconi)in modo da confrontarne i principali indicatori di impatto ambientale Supportare eventuali iniziative di comunicazione dell Associazione Realizzare un modello semplificato che supporti le aziende nell elaborazione di una valutazione di impatto ambientale base. Fornire spunti di miglioramento dei sistemi in modo da ridurre gli impatti ambientali (ecodesign) 10

11 L importanza di alcune caratteristiche nei prodotti per la pulizia della casa L assenza di sostanze nocive Che sia realizzato garantendo la sicurezza dei lavoratori Moltissimo + Molto Moltissimo L ecologicità della confezione L assenza di sostanze ad elevato impatto ambientale Che sia realizzato con un processo a ridotto impatto ambientale La presenza di un bollino che certifichi l eco-sostenibilità Che il trasporto non comporti lunghi spostamenti, inquinando Che sia un prodotto concentrato

12 Life Cycle Engineering is working on Life cycle Assessment and sustainability since the early Maggiori informazioni sono disponibili su September

13 Il metodo utilizzato LIFE CYCLE ASSESSMENT La LCA èuna tecnica per valutare gli aspetti ambientali e i potenziali impatti ambientali associati ad un processo/prodotto, mediante la compilazione di un inventariodi ciò che di rilevante entra ed esce da un sistema di prodotto, la valutazione dei potenziali impatti ambientali associati a ciò che entra e a ciò che esce, l interpretazionedei risultati riguardanti le fasi di analisi dell inventario e di stima degli impatti in relazione agli obiettivi dello studio CRADLE TO GRAVE OR CRADLE TO CRADLE Seconda lavorazione Produzione prodotto ( es. laminazione) ( es. palo di acciaio per trasporto e.e. o per illuminazione Prima lavorazione (es. produzione acciaio primario Estrazione m.p.m. (es. min. di ferro, m.p. energetiche utility zincatura Fase d uso e m anutenzione Messa in opera Eventuali ricicli 13

14 Il metodo utilizzato CONFINI DEL SISTEMA Essendo uno studio di confronto ènecessario che i sistemi siano perfettamente equifunzionali. Non si considera la produzione del detersivo. Scenario Fasi incluse Fasi escluse A Flaconi Produzione dei flaconi e trasporto ai produttori Confezionamento dei flaconi presso i produttori (imballo secondario) Trasporto dei flaconi alle piattaforme di vendita Smaltimento dei flaconi a fine vita (secondo gli scenari di gestione dei rifiuti delle principali aree Nielsen) Produzione del detersivo Produzione dei macchinari necessari al confezionamento dei flaconi B Refill Produzione e distribuzione dei flaconi vuoti Fabbricazione delle cisternette e trasporto ai produttori Distribuzione delle cisternettepiene e ritiro delle cisternette vuote lavaggio delle cisternette vuote Funzionamento del distributore dello sfuso Smaltimento delle cisternettee dei flaconi vuoti dopo i cicli di utilizzo previsti Produzione del detersivo Produzione dei macchinari necessari al confezionamento dei flaconi 14

15 Il metodo utilizzato IPOTESI PRINCIPALI Il progetto ha mostrato la presenza di molteplici scenariche dipendono dalla tipologia del flacone (massa, materiale, % di riciclo) e dalle pratiche gestionali (imballaggio secondario, fine vita, ecc ). Per questa ragione sono stati definiti alcuni scenari medi lasciando al modello semplificato la possibilità di elaborare gli indicatori per tutti gli altri Per quanto riguarda i trasporti ènecessario ipotizzare che i mezzi utilizzati siano sempre dedicati al trasporto della merce in oggetto. Il calcolo degli impatti associati alla gestione a fine vita èstato affrontato sulla base di scenari geografici 15

16 Il metodo utilizzato DUE LIVELLI DI IPOTESI Le ipotesi adottate per la conduzione dello studio LCA possono essere organizzate in quelle legate agli imballaggi ed in quelle di sistema. Questa suddivisione permette di focalizzare meglio l attenzione sugli aspetti piùrilevanti e maggiormente dipendenti dalle scelte aziendali sulle modalità di gestione dei flaconi IMBALLAGGI Massa dei flaconi, materiali utilizzati, volume Imballaggi secondari Le bottiglie usate per il REFILL sono normalmente piùpesanti e mai fabbricate in materiale riciclato SISTEMA Energie di produzione dei flaconi, Trasporti Fine vita 16

17 Il metodo utilizzato FINE VITA AREA I AREA II 23,7% 38,1% 12,5% 63,8% 15,1% 46,8% AREA III AREA IV 5,6% 74,0% 1,2% La fase di smaltimento èstata analizzata per scenari suddividendo il territorio in aree Nielsen e utilizzando informazioni note sulla destinazione dei rifiuti solidi urbani. 20,4% 13,2% 85,6% =% riciclo = % termovalorizzazione =% discarica 17

18 Risultati INDICATORI DI IMPATTO I risultati vengono restituiti prendendo in considerazione alcuni degli indicatori di impatto utilizzati tradizionalmente negli studi LCA e ritenuti significativi per i sistemi in oggetto: GWP: emissioni di gas serra espresse in g di CO 2 equivalente (uso di energia); GER: consumo di risorse energetiche espressi in MJ (produzione dei flaconi); POCP: smog fotochimico espresso in g di C 2 H 4 equivalente (trasporti) AP: acidificazione espressa in g SO 2 equivalenti (uso di energia e trasporti) Il confronto tra le due filiere viene effettuato utilizzando il calcolo del break evenin termini di riutilizzo del flacone per il refill. 18

19 Risultati LIVELLI DI RISULTATI I risultati sono stati organizzati in 3 livelli di approfondimento successivi: 1 livello: informazioni specifiche sugli impatti dei diversi scenari con approfondimenti sull importanza dei diversi aspetti 2 livello: analisi di break evenper il confronto tra il sistema tradizionale ed il sistema refill 3 livello: analisi dell incidenza delle distanze sul punto di pareggio ambientale tra i due sistemi 19

20 Risultati IL BREAK-EVEN ENERGETICO Nel caso dei consumi energetici, il break even è indicativamente a 3 utilizzi. Nel caso in cui il flacone sia in materiale riciclato, il break evensi sposta a circa 6 utilizzi. MJ/l 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 Consumo di energia HDPE 1 HDPE 2 HDPE 3 HDPE 4 PET 1 RPET1 R1 R2 R3 Utilizzi Caso con distanza pari a 500 km 20

21 Risultati IL BREAK-EVEN AD EFFETTO SERRA Nel caso delle emissioni di CO 2, il break evenvaria tra i 4 e i 6 utilizzi a seconda delle dimensioni del flacone GWP HDPE 1 HDPE 2 Per il flacone monouso completamente riciclato, il break evenèoltre i 10 utilizzi. g CO 2 /l HDPE 3 HDPE 4 PET 1 RPET 1 R1 R2 R3 Utilizzi Caso con distanza pari a 500 km 21

22 Risultati 3 RISULTATI IL BREAK EVEN IN FUNZIONE DEI KM Man mano che il sito di produzione si allontana dal punto di vendita, il break even diventa sempre più alto. A km, sono necessari mediamente 10 utilizzi per rendere vantaggioso il sistema REFILL Zona incerta Zona monouso 22

23 Risultati IL BREAK EVEN IN FUNZIONE DEI KM Per quanto riguarda le emissioni ad effetto serra, oltre i 500 km diventa problematico per il sistema REFILL essere competitivo nei confronti del sistema tradizionale. Zona incerta Zona monouso * T3 e T4 sempre migliori 23

24 Risultati 3 RISULTATI IL BREAK-EVEN DELLA CO 2 CONSIDERANDO LO SMALTIMENTO Il break evenè sostanzialmente invariante. Con 6 utilizzi, il refill consente di risparmiare 10 g di CO 2 nell area A1 e circa 50 nell area A4. Caso con distanza pari a 500 km 24

25 Risultati 3 RISULTATI CONSIDERAZIONI FINALI: TRADIZIONALE O REFILL? Non esiste una risposta univoca perché le combinazioni sono molte e gli scenari possono essere diversi. In ogni caso il metodo di confronto migliore èquello del punto di pareggio. Gli indicatori ambientali sono abbastanza allineati tra loro In media il sistema refill necessitàdi almeno 5-10 riutilizziper essere vantaggioso sulla maggior parte degli indicatori Il flacone monouso in materiale 100% riciclato rende più distante il punto di break even Il break evendiventa piùalto oltre i 500 km. Il fatto di considerare anche gli impatti associati alla gestione a fine vita dei flaconi rende piùmarcate le differenze mantenendo circa invariata la posizione dei punti di pareggio. Tale considerazione è più importante nelle zone con più alto ricorso alla discarica (A3 e A4). Esistono ampi spazi di miglioramento che potrebbero essere valutati con approfondimenti di ecodesign 25

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