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1 Arrivando sulle piazze trovavamo un clima ben diverso, ma s intuiva che presso alcuni presidenti delle Case del popolo questa nuova direttiva era stata accettata come un imposizione, ma non ancora del tutto digerita.arrivata QUI A questo punto bisogna ricordare che fin dai primi giorni della nostra tournè avevamo registrato su audiocassetta ogni momento importante della nostra esperienza, a partire dai dibattiti. Eravamo riusciti a raccogliere così ore ed ore d interventi e dialoghi che poi avrebbero occupato la bellezza di due volumi con foto e illustrazioni varie. Ogni giorno, nelle pause fra il montaggio e lo spettacolo, ascoltavamo il registrato e prendevamo appunti.

2 Fra le varie testimonianze, la più sorprendente e spassosa era da considerarsi senz altro la storia di un azienda metalmeccanica, occupata da mesi da operai e operaie. Ormai erano stremati e consci che la loro resistenza era ridotta agli sgoccioli, la cittadinanza non sosteneva più con efficacia la loro lotta, stavano per cedere, quando a un gruppo di loro esplode nella testa un idea a dir poco geniale. Di che si tratta? Visto che i cittadini non s accorgono di loro, prigionieri della propria fabbrica, loro andranno dai cittadini a lamentare non di se stessi e della perdita del lavoro, ma di qualcosa di più stravolgente: la perdita del padrone: il padrone è morto!! E quindi bisogna fargli il funerale!.

3 In verità il padrone è ancora vivo e vegeto ma, da qualche mese nessuno lo vede più, è all estero, pare in Sud America, intento a mettere in piedi una nuova azienda dove traslocare tutti i macchinari della fabbrica occupata; l intera popolazione ne è al corrente. Subito si decide di affiggere dei manifesti di cordoglio su tutti i muri della cittadina, lo stampatore è un compagno che sostiene la lotta in corso. Il testo del proclama mortuario è straziante: Cittadini, il nostro dirigente, emerito industriale, ci ha lasciati. E deceduto; fulminato in un paese lontano ed ostile. La sua salma è appena giunta con aereo speciale della compagnia Morto che vola ; le esequie saranno celebrate oggi in gran pompa nelle

4 vie della città, a partire dalla fabbrica che egli tanto amava e che egli di certo avrebbe voluto portarsi tutta intiera nella tomba.. Sulle affiche appare il volto del caro estinto: il cranio pelato, due baffetti neri e un paio di occhiali da sole. Viene scelto per la rappresentazione un operaio a sua volta calvo. Gli si applicano i baffi e gli s infilano gli occhiali scuri da gangster quindi lo si cala nella cassa, con il capo appoggiato su un ricco cuscino con pizzi e sberleffi, perdon merletti. Poche ore prima che inizi il corteo funebre, un camioncino, addobbato a sua volta a lutto con paramenti viola e d oro, va intorno munito di potente altoparlante a dare notizia dell imminente cerimonia, ripetendo Cittadini, non mancate all ultimo

5 saluto verso chi ha speso la propria vita solo per sé. E il momento solenne: preceduto da una banda di ottoni che spernacchia con trombe d ogni forma e calibro e tamburi ricavati da bidoni di metallo esce dai cancelli della fabbrica il corteo delle suore, interpretato da operaie e ragazze del quartiere che con andamento mesto recitano e cantano litanie funebri. I bambini, figli degli operai, maschi e femmine, travestiti da piccoli angeli e chierichetti, seguono spargendo manciate di petali e fogliame vario; appresso esce il feretro, sistemato su un camion aperto addobbato con panneggi funebri e teschi argentati qua e là. Sorretta da due sacerdoti, falsi naturalmente, nei paramenti, avanza la

6 vedova che ogni tanto emette grida di dolore e sviene. Seguono le figlie e i figli, i parenti e amici vari, a loro volta piangenti. E piangono anche i due carabinieri in grande uniforme che precedono le autorità: il sindaco, un ministro venuto dalla capitale e soprattutto uno stuolo di operai; tutti si battono il petto ed esclamano in coro: Perché è morto? Ci sfruttava sì, ma solo per il proprio vantaggio! Chiude il mesto corteo una delegazione di operai ed operaie provenienti dal Brasile, dove il padrone aveva in animo d impiantare la nuova fabbrica. I brasiliani si presentano nel costume del classico Carnevale di Rio con musiche e canti appropriati e soprattutto natiche al vento, cosce e tette danzanti, ma

7 nella loro folcloristica esibizione ecco che ogni tanto s arrestano urlando di dolore e spargendo disperate lacrime tutt intorno. Quindi riprendono a sculettare vivaci. Giunti nella piazza, ad attenderli c è un enorme folla, la gran parte della città ha davvero abboccato alla chiamata di requiem. Subito ognuno di loro si rende conto della beffa. In tanti esplodono in una gran risata e non possono fare a meno di applaudire; altri, la gente per bene, s indigna fortemente, urla: E indegno, uno scherzo di cattivo gusto. E di rimando gli operai rispondono: Ahhh, perché è di buon gusto invece sbattere in mezzo alla strada una miriade di uomini e donne come stracci! Il falso sindaco invita alla calma: Per favore siamo a un rito di cordoglio! Un po di bon ton! D altra parte gli

8 operai qui devono capire che viviamo in una società dove il libero mercato è legge, quindi bisogna sottostare alle regole. Chi nell industria risulta in esubero deve accettare d essere eliminato, e farsi da parte. D altronde è risaputo: la vita è come un gioco alla roulette. Una roulette russa, s intende. Fate conto che ad ogni operaio piazzino una pistola bloccata alla fronte: ogni giorno il tamburo dell arma gira ti può andar bene e ti può andar male PAM! Pataplam! Ti può succedere anche una disgrazia: cadi da 10 metri senza imbracatura: splaf! Polpetta! Esplode un condotto della benzina: Sciac! Arrosto, con patatine o senza, secondo il gusto. E la vita, miei cari! Una vita piena di sorprese, fortune e naturalmente anche di

9 sfiga nera. Si sa, il progresso vuole anche le sue vittime. E siete voi, forzatamente, quelle vittime. A un medico, un ingegnere, un professionista d alto livello non può succedere, altrimenti che progresso è? Musica Maestro! E tutti ricominciano a ballare, piangere, battersi il petto, con tal fracasso che a un certo punto esce il morto dalla bara e urla Per la miseria qui non si chiude occhio, un po di rispetto per uno che sta dormendo il sonno eterno! E ricade di schianto. Fatto sta che quella carnevalata macabra ha sortito tale scandalo e successo insieme da far discutere del fatto in tutta la provincia per giorni e giorni. Ed ecco, miracolo, la lotta riprende, questa volta con una grande partecipazione della gente che entra nella

10 fabbrica ogni giorno sempre in gran quantità, portando non una generica solidarietà, ma una partecipazione attiva e concreta al punto che alla fine è il padrone a dover cedere; se no, può finire che gli organizzano un altro funerale, a dir poco gigantesco e a quel punto rischia di schiattare davvero attento a te! (Lavoro a domicilio, telai e montaggio, fabbriche di giocattoli - Mine antiuomo e altre trappole mortali - il racconto della sartina comunista episodi grotteschi in salsa scurrile della Resistenza nuovo paternalismo l industriale che appoggia e sovvenziona il partito dei lavoratori l operaio conosce 300 parole il padrone 1000 per questo lui è il padrone la biblioteca smontata in quel di Voghera <se vuoi far elemosina a un povero regalagli 5 soldi, 2 per

11 mangiare, 3 per comprarsi un libro> per farci una balera - ) Il nostro viaggio per le periferie delle grandi città e nelle campagne ci stava procurando un arricchimento inaspettato su cosa volesse dire classe soggetta e quante geniali forme di sfruttamento della manodopera fossero riusciti a mettere in atto gli imprenditori. Nelle Marche e in Emilia, nel dibattito intervennero operai e le loro mogli che non lavoravano più in fabbrica ma si portavano a casa il lavoro, per esempio pezzi da assemblaggio che rimontavano per proprio conto facendosi aiutare anche dalle figlie e dai ragazzini. Così, guadagnavano qualche soldo in più ma il loro impegno era diventato

12 a tempo pieno e contemporaneamente l utile dell imprenditore aumentava a dismisura. Allo stesso modo, in Piemonte, dalle parti di Ivrea ascoltammo il racconto di una famiglia che in casa assemblava giocattoli, un altra pezzi di congegni elettronici e nelle valli di Brescia prese la parola una donna rimasta vedova, che lavorava su commissione di una fabbrica con capitale al 50% della Fiat: in casa, coinvolgendo i suoi ragazzini, montava timer tecnologici ed altri aggeggi a forma di giocattolo. Dopo qualche mese la donna scoprì che quegli strani aggeggi erano componenti di mine antiuomo, e quella specie di giocattoli gettati a pioggia dagli aerei infioravano i territori nemici, per poi esplodere appena un bambino li raccogliesse per giocarci. Caduta in gran crisi, la giovane

13 madre restituì i pezzi d assemblaggio alla fabbrica, E ora - ci confidava - non so come cavarmela, ma pur di non tornare a fare quel mestiere da criminali, preferisco piuttosto andare a far la puttana. A Omegna, nell alto Piemonte, dove recitammo in una chiesa in parte diroccata, che dei compagni di una cooperativa edile avevano acquistato e restaurato, durante il dibattito fu introdotto il tema della conoscenza, soprattutto per quanto riguardava la memoria storica delle lotte per la democrazia e l emancipazione sociale. Intervenne una maestra elementare la quale disse: Questa osservazione vale soprattutto per i programmi scolastici e ancora per i responsabili culturali della sinistra, che su

14 questo tema dimostrano una totale mancanza di interesse ed impegno. Si levarono uno dietro l altro degli operai e artigiani del Sesia, i quali narrarono vere e proprie epopee che ancora oggi vivono nella memoria degli abitanti della Val Vigezzo e Val Mastallone. Lì i tedeschi furono battuti e costretti alla resa. Le testimonianze si susseguivano; così registrammo una specie di giullarata in cui un gruppo partigiano si trovò costretto a rimanere immerso dentro una cloaca ricolma di sterco fetente, per sfuggire alla caccia delle SS che li braccava. Di qui un esplosione, e ecco la loro sortita improvvisa in mezzo a quei criminali nazisti che stavano per fucilare una decina di ostaggi, femmine comprese, allo scopo di indurre la popolazione a svelare

15 dove si fossero rintanati i banditi rossi. Quelle figure sbroffanti sterco e fetore avevano sorpreso e sconvolto i nazisti che abbracciati da quegli scatenati smerdanti gettarono le armi e a loro volta furono gettati nella cloaca come anime dannate all inferno. Un altro episodio che registrammo inframmezzato da grandi risate e applausi fu il racconto di un emigrato veneto a proposito di una razzia di vacche e vitelli avvenuta nelle valli del trevigiano e organizzata da partigiani della zona, appoggiati da prigionieri indiani appena liberati da un campo di concentramento del Friuli. Quegli armenti, caricati su camion tedeschi, erano stati sequestrati ai contadini delle valli e stavano per essere trasportati in Germania. L assalto al convoglio, nel racconto aveva tutto

16 l andamento in grottesco di una carica di apache intorno ai carri dei pionieri. Il momento più esilarante dell assalto era senz altro quello in cui gli indiani col loro turbante e barbe fluenti, dopo aver liberato i bovini dai camion apparvero dal fondo a cavallo di vacche e tori inferociti buttandosi contro i tedeschi che se la davano a gambe terrorizzati. Ma non erano tutte storie spassose quelle che ci capitò di ascoltare, in quelle serate. Alcune erano struggenti pezzi di vita ancora fradici di dolore. Fra queste, ad ognuno di noi è rimasta bene in capo la vicenda della Sartina di Torino. Quello era il suo soprannome nell ambiente dei socialisti del 22. I protagonisti principali erano un giovane militante di gran fascino che esibiva una

17 splendida voce baritonale: vellutata e profonda come quella di un saxofono. La seconda protagonista era appunto la sartina, che nella sartoria dove lavorava non si limitava a realizzare gli abiti per le signore, ma progettava e confezionava modelli da defilèe. Il cosiddetto saxofono bazzicava nella moda e la nostra stilista, pur affascinata, gli stava alla larga, convinta fosse un impenitente cacciatore di femmine. Ma un giorno il saxofono, ormai tutti lo chiamavano così, viene arrestato dalla polizia politica, e giacchè frequentava gli ambienti delle confezioni di lusso, anche la sartina si ritrova sotto inchiesta e interrogata. Eleonora Ruzzi questo era il vero nome della donna si ritrova messa sotto torchio un commissario e dal suo sergente, che le pongono una miriade

18 di domande: Da quando conosce il Galeazzi? Lei sapeva che la sua vera professione è quella di dirigente politico e che di fatto è un capo sovversivo? Eleonora cade dalle nuvole. Lei oltretutto non s è mai interessata di politica, ma gli altri non le credono, e la tormentano con accuse pesanti: Lei è una specie di Mata Hari, cara signora abbiamo le prove il suo atelier è solo una copertura, lei ha

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