Vi porto tutti nel cuore

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1 Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi Una ricetta... economica Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d informazione Euro 1 Nel regno del freddo ANNO LVI- N. 17 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX DOMENICA 14 MAGGIO 2006 Il messaggio del nuovo Vescovo Sto vivendo questo tempo di grazia, appena ordinato Vescovo, con una profonda gioia spirituale, anche se con una certa trepidazione attendo l inizio del mio ministero nella Diocesi di Jesi. Più volte nei giorni scorsi ho desiderato ritornare là dove è maturato il mio sì, nella S. Casa di Loreto, a chiedere ancora sostegno per me e per la le nostre Chiese sorelle Provo una intensa gratitudine nei confronti del Signore per quanto ha voluto fare di me. Non riesco ancora a vedere il motivo della sua grande misericordia, ma del resto il suo amore è sempre totalmente gratuito. Mi soffermo spesso, inoltre, sul cap. 17 del vangelo di Giovanni: è la preghiera sacerdotale di Gesù, il quale prega per gli Apostoli: Padre custodiscili nel tuo amore; ma poi prega anche per i discepoli di tutti i tempi: Tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. Ho cercato di prepararmi bene alla S. Ordinazione. Oltre ad una preghiera intensa, spesso ho richiamato alla mia mente i colloqui di Gesù con i Dodici. Certo, la Settimana Santa, trascorsa appena da qualche settimana, e le domeniche dopo Pasqua in tante occasioni hanno messo in risalto chi deve essere il Vescovo in mezzo al suo popolo. L abbiamo sentito soprattutto la sera del Giovedì Santo: Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi (Gv 13,13-15) E indubbiamente questo lo spirito con cui mi accingo a venire a Jesi. Non cerco nè piedistalli, nè riconoscimenti: desidero solo essere quello che Gesù si aspetta da me. L unico mio desiderio è comprendere giorno dopo giorno quanto il Signore desidera e avere la forza di proporlo e realizzarlo. Nei momenti in cui la trepidazione sembra prendere un posto troppo importante, faccio mio il dialogo di Gesù con Pietro: Pietro, mi ami tu... Signore tu sai che io ti amo (Gv 21,17). E questo dialogo, ripetuto tante volte mi guarisce interiormente e mi dà pace. D altra parte, non c è altra via, che quella della fede, per capire cosa voglia dire essere Vescovo. Anche a voi che leggete, carissimi, chiedo di prepararvi spiritualmente al mio arrivo. Non tanto per accogliere la mia persona in quanto tale, ma per accogliere Colui che il Vescovo rappresenta, Cristo Gesù. Stiamo tutti vivendo un momento di grazia, è il Risorto che ancora agisce nella nostra storia e continua a rendersi presente oltre che nell Eucaristia e nella Parola, anche nei Pastori che ha scelto. Ogni volta che Gesù chiama dà un segno del suo amore e della sua predilezione per chi è chiamato, ma anche per coloro ai quali il Vescovo viene inviato. Vi porto tutti nel cuore e vi affido a Maria Santissima, Madre del Sacerdote, perchè Lei, come a Cana, abbia cura di questa famiglia che è la Chiesa di Jesi. Un grato pensiero va anche a P. Oscar. Già lo fate, ma ugualmente vi chiedo ancora di sostenerlo con la vostra preghiera. Sicuramente offre la sua sofferenza, accanto al Crocifisso Risorto, per la sua gente, affinchè nessuno sfugga all amore del Signore. Dobbiamo essergliene grati. In comunione di fede e di preghiera vi stringo tutti in un forte abbraccio. Don Gerardo Vi porto tutti nel cuore MONS. GERARDO ROCCONI VESCOVO DI JESI Speciali nuovo Vescovo alle pagg Il Vescovo: l autorità che fa camminare di don Mariano Piccotti Arriva un nuovo Vescovo. Arriva un autorità nella Chiesa. Ci viene donata dall alto; dal Papa (e suoi collaboratori) che interpreta il soffio dello Spirito, dopo aver ascoltato e visto. Ci arriva da lontano, da quella Tradizione apostolica che ci collega ai Dodici. Ai Dodici come Collegio, concreto e misterioso segno di quella Carità nella Verità che ha Cristo nel suo seno e dove tutti sono uniti. Ci arriva da vicino: arriva don Gerardo, parroco anche lui in una grande parrocchia e in due più piccole, a pochi chilometri da noi. Uno dei nostri, si diceva tra noi preti così siamo più sicuri che ci capisca nella nostra fatica. Tra noi preti e lui Vescovo, ci deve essere per forza un intesa; questa è la Chiesa. Ciò che sale, converge (Tagore). Quelli che cercano Dio, segue a pag. 7

2 2 14 Maggio 2006 Vita Ecclesiale testimonianza per Padre Oscar Il dott. Giovanni Caruso, ex sindaco di Castelbellino, al Vescovo Mons. Oscar Serfilippi: Intervista alla dott. Maria Anderlucci Una ricetta economica Carissimo Padre Oscar, come ex sindaco di Castelbellino, nel momento in cui è nominato il suo successore in Mons. Gerardo Rocconi, desidero esprimerle tutta la mia personale gratitudine e riconoscenza per i lunghi anni alla guida della diocesi di Jesi. Il suo affetto paterno per la nostra gente non si è fatto mai desiderare, la sua azione pastorale è stata sempre ricca e coinvolgente, la sua parola sempre puntuale ed incisiva. La sua persona con il suo sorriso mai si è trovata estranea in ogni casa, in ogni famiglia e in ogni paese della nostra diocesi; felice e rispettoso il suo rapporto con le autorità civili; di grande sensibilità alla ricerca di opportune soluzioni il suo interessamento per ogni piccolo e grande problema. Per tutto questo, avendolo constatato anche personalmente in questi decenni, Le rivolgo ancora un grazie sincero e profondo insieme ad un altrettanta sincera e profonda stima. di Maria Crisafulli Al Convegno del Meic di Jesi su Il bene comune (Palazzo Ripanti, 22 aprile), la dott. Maria Anderlucci, docente di Matematica, prossima a conseguire il Dottorato di Ricerca in Sistemi artificiali intelligenti nell ingegneria dell informazione e nell ingegneria industriale e socia fondatrice del gruppo jesino di Mondo Solidale, ha parlato sul tema Mercato globale e mercato equo e solidale. Al termine dei lavori le abbiamo rivolto alcune domande per Voce. - L aumento del Prodotto Interno Lordo (PIL) é realmente indice di benessere? Il PIL tiene conto di tutte e sole le transazioni in denaro: consumi, investimenti, spesa pubblica a cui si somma la differenza tra l export e l import. Questo implica che anche il denaro speso per far fronte alla criminalità, alle catastrofi naturali e ai danni ambientali, nonché i costi dovuti agli incidenti stradali vengono conteggiati, mentre non si tiene alcun conto del lavoro domestico e del volontariato che pure contribuiscono al benessere del Paese. Viene usato spesso perché é facilmente calcolabile, non perché sia veramente significativo. Nel tempo sono stati studiati ed individuati dagli economisti altri indici che considerano anche altri fattori di tipo socio-culturale. - Fra gli indicatori economici hai citato l impronta ecologica, frutto di una ricerca d oltralpe. Di che si tratta? L impronta ecologica quantifica la terra fertile utilizzata da ciascuno per sostenere i propri consumi. E stato calcolato che la disponibilità di terra fertile sul nostro pianeta è attualmente di 1,8 ha per abitante, mentre l impronta media (mondiale) è 2,2 ha, quindi superiore alle reali possibilità. - Dalla scuola di Don Milani a Barbiana al Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Francesco (Francuccio) Gesualdi che cosa propone all attuale società dei consumi? Con un occhio critico alla realtà dei fatti Gesualdi afferma che uno sviluppo inteso come crescita dei consumi senza fine non é sostenibile; auspica una decrescita ed un ritorno alla sobrietà. La ricetta proposta dal CNMS é quella delle cinque R : Ridurre, Riutilizzare, Riparare, Riciclare, Rallentare. Per chi vuole approfondire consiglio i loro libri, tra i quali: Manuale per un consumo responsabile, Sobrietà (Ed. Feltrinelli) e Guida al consumo critico (Ed. EMI). - Il consumo é diventato una forma di compensazione delle nostre insicurezze e insoddisfazioni affettive. Padre Alex Zanotelli invita a prendere coscienza che ogni volta che facciamo la spesa in un supermercato esprimiamo delle preferenze, votiamo per una impresa piuttosto che per un altra Tu dici: o uno fa l eremita o é vittima del consumismo, a meno che non segua la logica del consumo critico. Quale logica? Il consumo critico é un atteggiamento di attenzione e consapevolezza verso i beni, é chiedersi se realmente ne abbiamo bisogno, se si possono riusare e riparare, dove sono stati prodotti e da chi, in quali condizioni si trovano i lavoratori, quanta energia é stata impiegata per la produzione e quanta ne occorrerà per l uso; quanto é l inquinamento causato nella fase di produzione, nell utilizzo e nello smaltimento; se l impresa produttrice attua o no comportamenti etici. - Commercio equo e solidale. Mondo Solidale anche a Jesi. Come e perché? Il commercio equo e solidale si propone di realizzare rapporti commerciali paritari e duraturi con cooperative di produttori del Sud del Mondo, nella convinzione che questo possa restituire loro una vita dignitosa e fiducia nell avvenire. Il CES é nato in Olanda negli anni 60, in Italia é arrivato intorno agli anni 80. A Jesi la Bottega é stata aperta nel 2001 da alcuni volontari soci di Mondo Solidale (la maggiore cooperativa che pratica il commercio equo nelle Marche) grazie all aiuto del Centro Italiano Femminile che ha sistemato e messo a disposizione i locali in piazza Nova. - E per finire, in poche battute, l esperienza di Maria Anderlucci come cristiana laica impegnata nel commercio equo. Uno dei lati positivi di questa esperienza é lo scambio di idee, il dialogo tra i volontari che, pur essendo di estrazione diversa, condividono gli scopi del CES e molti valori. Purtroppo pochi sono i cristiani impegnati in questo campo, forse perché preferiscono dedicarsi ad altre attività sociali o forse perché non si interrogano su queste tematiche. Convegno Ofs d Italia La ricchezza della povertà a scelta e la questio- della povertà, Lne propria e della Chiesa, unità all appassionato impegno per i poveri sono da sempre uno dei segni distintivi dell esperienza francescana. E proprio per approfondire questo motivo ispiratore di fondo, l Ordine Francescano Secolare d Italia promuove un convegno regionale nei giorni 20 e 21 a Loreto. I temi specifici più rilevanti sono I poveri e le povertà in Italia ; Il senso dell impegno per i poveri. Seguiranno varie testimonianze. Presenzieranno il vescovo di Loreto e di Ivrea. Relatori: Paolo Pezzana della Caritas italiana e fra Giacomo Bini. Per quanto riguarda le indicazioni organizzative la Segreteria del Convegno è presso il Centro Regionale OFS in via Asdrubali,64 a Loreto (a cento metri dalla Basilica) che resterà aperta per informazioni nei pomeriggi dei giorni precedenti il Convegno a partire da martedì 16 maggio dalle ore 16 alle ore 19,30. L accoglienza dei partecipanti è predisposta sempre presso il centro OFS Majolati Spontini Cresima, una festa per tutto il paese Il 26 aprile, festa della Madonna del Buon Consiglio, era, fino ad un recente passato, il giorno dedicato alla celebrazione della Cresima. La festa era solennizzata dall esposizione dell immagine della Madonna, dalle bancarelle, dai pranzi e dalle beneficenze che la famiglia Amatori era solita elargire. Nel ricordo di questa data cara a tutti e per la devozione alla Madonna del Buon Consiglio, i Majolatesi, domenica 30 aprile hanno partecipato alla celebrazione della Cresima nella chiesa di Santo Stefano addobbata con cura. I ragazzi sono stati salutati con calore, vestiti nuovi e macchine lucide manifestavano all esterno il clima dell evento (non sappiamo se si usa ancora regalare l orologio o se il telefonino abbia soppiantato questo dono tradizionale). Per l occasione hanno partecipato alla celebrazione sia i ragazzi del capoluogo, sia quelli di Scisciano e dei Vallati. La funzione è stata celebrata dal Vicario mons. Giuseppe Quagliani e dal parroco don Fabio Belelli. Hanno ricevuto il sacramento della Cresima: Carlo e Luca Amadio, Luca Badiali, Linda Bignozzi, Mattia Ciampichetti, Riccardo Fiorentini, Cristian e Ivan Franceschino, Niccolò Girini, Emilio Pastori, Serena Pierantonelli, Eleonora Pistelli, Gabriele Priori, Lorenzo Renzi, Marco Spuri e Marika Valentini. m.p.

3 Vita ecclesiale 14 Maggio Un testo privo di valore teologico Il vangelo contestato di Augusta Franco Cardinali n documento destinato a Uscuotere dalle fondamenta i principi della religione cattolica. Così è stato definito da alcuni studiosi il Vangelo apocrifo di Giuda la cui traduzione dal copto in inglese, francese e tedesco è stata resa nota in prossimità delle feste pasquali e (guarda caso!) del lancio del Codice da Vinci, film tratto dall omonimo libro di Dan Brown che già tanto scalpore ha suscitato. E lunga la storia di questo documento. Trovato in una caverna a Minya in Egitto, dopo essere passato nelle mani di antiquari e collezionisti con pochi scrupoli, è giunto in Svizzera, poi a Long Island per essere infine acquistato, tramite la National Geographic, da una società culturale, la Maecenas Foundation di Basilea che si è interessata della sua diffusione. Se ne possono riassumere i contenuti. Nel papiro, di cui è rimasta solo la metà costituita di 26 pagine, Giuda verrebbe clamorosamente riabilitato. Apparirebbe anzi come un eroe, avendo avuto da Dio-padre l ordine di tradire Gesù, del quale, per altro, era il discepolo prediletto. Pur maledetto dalle generazioni future, avrebbe su queste successivamente governato. La Chiesa da tempo ha preso le distanze da questo già noto documento, avvertendo che si tratta di un testo privo di valore teologico. Evitando tuttavia indagini filosofiche e complesse dissertazioni si può cercare qualche spiegazione facilmente intelligibile. Il papiro, è stato appurato, risale al III o IV secolo dopo Cristo. Non venne quindi sicuramente scritto da Giuda. Che venga attribuito alla setta gnostica dei Cainiti o ad altri poco importa. Sono invece oppugnabili i suoi contenuti. Infatti, se Giuda avesse effettivamente avuto da Dio l ordine di tradire Gesù e se quindi proprio per questo egli si fosse ritenuto un eroe investito di una suprema missione, non sarebbe stato spinto dalla disperazione a suicidarsi subito dopo la morte di Cristo, perché proprio da una volontà divina si sarebbe sentito giustificato e scagionato dalla sua colpa. Né è credibile che egli, ovviamente prima del tradimento e non dopo, essendo subito sopravvenuto il suicidio, abbia confidato a qualche apostolo il suo proposito, perché sarebbe stato fermato prima della sua attuazione. La verità è del resto già evidente nei Vangeli. Gesù aveva previsto la sua morte, non ne aveva imposto la sua attuazione. Troppo tardi Giuda si rese conto di aver male usato il suo libero arbitrio. 14 maggio 2006 Vangelo Quinta Domenica di Pasqua Dal vangelo secondo Giovanni In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. S.Francesco d Assisi accoglie la Madonna delle Grazie Ave, piena di grazia La malattia di Padre Oscar di Maria Crisafulli ve Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria, che A sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata insieme col santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa. E il saluto di San Francesco alla Vergine. Il Santo aveva compreso che la vera missione del cristiano é portare Gesù Cristo nel proprio cuore e nel proprio corpo e partorirlo con le opere sante. Con questo spirito la parrocchia di San Francesco d Assisi e la Fraternità dei Frati Minori si preparano ad accogliere nella chiesa di san Francesco l immagine della Madonna delle Grazie, segno di speranza e di pace per Jesi e per il mondo intero. La Settimana Mariana, progettata con gioia dal parroco, Padre Bruno Fioretti, e dai suoi collaboratori, si svolgerà dal 20 al 31 In margine al pellegrinaggio della Fisc Raccontare con onestà mparare a conoscere la Chiesa Imadre. È questa l eredità - suggerita dal coadiutore del Patriarcato latino di Gerusalemme mons. Fuad Twal - del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dalla Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) per celebrare il quarantesimo anniversario della fondazione, che si è concluso il 4 maggio. I 120 partecipanti hanno potuto ascoltare dalla viva voce dell arcivescovo bisogni e necessità delle comunità cristiane locali, non solo spirituali, ma anche materiali. Non vogliamo essere soli - ha sottolineato mons. Twal - abbiamo bisogno di sentirci un unica Chiesa, e per questo chiediamo preghiere e comunione ecclesiale. Ma l arcivescovo ha ribadito anche la necessità di un aiuto materiale da parte dei cristiani di tutto il mondo. Il suggerimento avanzato è quello di adottare i progetti di solidarietà e di formazione che le comunità locali maggio con il seguente programma: Sabato 20 maggio, ore 21 processione dalle Grazie a San Francesco con l immagine della Madonna. Domenica 21, ore 10 S. Messa e Prima Comunione. Lunedì 22, ore 16,30 S. Messa e Unzione degli infermi; ore 21 rosario con riflessione mariana. Martedì 23 e giovedì 24, ore 21 rosario e catechési mariana. Giovedì 25, ore 18 Adorazione Eucaristica; ore 21 rosario con riflessione mariana. Venerdì 26, ore 21 incontro per giovani (al bocciodromo); rosario e riflessione (in chiesa) Domenica 28, San Pasquale - Festa della Comunità. Lunedì 29 e martedì 30, ore 21 rosario e catechési biblica. Mercoledì 31, ore 21 chiusura del Mese Mariano: processione. Giovani, adulti, anziani sono invitati a partecipare con fede, in comunione fraterna e con amore filiale verso la Madre, icona della Chiesa. dalla Curia Vescovile: a Chiesa di Jesi, mentre si Laccinge alla festosa accoglienza del suo nuovo Vescovo Mons. Gerardo Rocconi, vive con ansia e preoccupata attenzione per la malattia di Padre Oscar Serfilippi, che in questi giorni si è aggravata. Padre Oscar sta vivendo la sua stagione di sofferenza con lucidità e serenità, certamente attenuata dalla vicinanza delle persone care e dei collaboratori, dal conforto dell intera comunità e dall opera qualificata e premurosa di una equipe di medici, ai quali va il riconoscimento di tutti. A noi cristiani non resta che invocare il Signore perchè sappiamo accogliere la Sua Volontà e perchè Padre Oscar trovi nella fede la forza per affrontare la grande prova che lo affligge. Jesi, 9 maggio 2006 portano avanti nei Luoghi Santi. Le visite al Calvario e al Sepolcro hanno chiuso il pellegrinaggio, la cui organizzazione è stata curata dalla Brevivet di Brescia. Al termine del viaggio, abbiamo raccolto alcune impressioni di quanti lavorano nelle testate diocesane. E importante tessere contatti diretti con chi vive in Terra Santa e andare alle notizie di prima mano - ha sottolineato don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc e direttore di Il Nuovo Torrazzo (Crema) - Questo permette di dare un informazione sistematica, mantenendo una finestra sempre aperta, senza inseguire la cronaca. Sentire la voce della base che vive nel territorio è un urgenza secondo il redattore di Telediocesi Salerno, Paolo Romano. A volte - ha precisato - non basta ascoltare le istituzioni, ma bisogna incontrare la gente, i suoi problemi e le sue potenzialità. Ragionando su quanto visto in questi giorni - ha osservato il vicedirettore de Il Piccolo (Faenza) Giulio Donati - mi è sembrato che le principali vittime di questo conflitto siano le minoranze, in particolare quella cristiana. Ed è proprio in questo campo che l informazione deve far sentire la sua voce. Rimanere in Gesù di Adriana Borgognoni La vite, i tralci e un vignaiolo che taglia i rami secchi e pota i nuovi germogli perché portino più frutto. Immagine familiare in un mondo agricolo come era quello di Israele, scena comune anche oggi, durante la primavera, nelle nostre campagne. Ma Gesù parla di un altro vignaiolo, un altra vigna, altre potature. E lui la vite, la vera vite, e i suoi discepoli sono i tralci che il Padre pota (kathairei, letteralmente purifica) perché i frutti siano più abbondanti. Strumento per potare è la Parola, che purifica i cuori da tutto ciò che non è secondo Dio e comunica la vita, quando è accolta e diventa guida delle nostre azioni. Ma la condizione prima per portare frutto è rimanere in Gesù. A significare la necessità di un unione profonda, personale, con lui, il verbo rimanere (menein) ricorre ben dieci volte in questi pochi versetti. Si intende un immanenza reciproca, un rimanere l uno nell altro: la stessa pianta, la stessa linfa, le stesse radici. La bellezza della vite sono i tralci carichi di grappoli, ma i tralci traggono a loro volta bellezza e vigore dalla vite. Se non sono vitalmente uniti ad essa, vengono tagliati via per essere gettati nel fuoco. Senza di me non potete far nulla, afferma in modo categorico Gesù, ed è vero. Chi si stacca da lui diventa sterile. Con le nostre sole forze, così precarie, otterremo successi passeggeri, gioie momentanee, e non certo pienezza di vita. Solo lui è la sorgente vera della vita ( la vera vite ), non c è salvezza da nessun altra parte. Innestati in Gesù, il nostro alimento è divino, e dunque inesauribile; la sua potenza assimilerà la nostra debolezza e i frutti che porteremo saranno abbondanti. Capaci di sfamare e dissetare. Non nostri, ma suoi. Non temporanei, ma eterni. Da parte nostra, l impegno a rimanere in lui, a dimorare nel suo amore, ad accogliere e imitare la stessa comunione che esiste tra il Padre e il Figlio. A vivere le potature come momento di grazia, condizione di fecondità. Pellegrinaggio Macerata-Loreto L Associazione che controlla la Chiesa ufficiale della Cina ha nominato nuovi vescovi senza l autorizzazione del Papa. Il Comitato Pellegrinaggio Macerata-Loreto, unendosi alle preoccupazioni del Santo Padre, ha deciso di inserire tra le preghiere del Pellegrinaggio (10 giugno) un intenzione particolare per il popolo cinese e per la libertà religiosa nel mondo

4 4 14 Maggio 2006 Cultura, spettacoli e dintorni Per inserzioni e pubblicità su Voce della Vallesina rivolgersi all amministrazione del settimanale Jesi - piazza Federico II, 6 (giorni feriali dalle ore 9 alle 12) telefono e fax A Fabriano con una mostra spettacolare Gentile è tornato a casa di Cristiana Simoncini Il sontuoso quattrocentesco palazzo dello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù di Fabriano, fondato da san Giacomo della Marca, ospita una delle mostre più importanti delle Marche e forse anche dell intera nazione insieme a quella delle Scuderie a Roma di Antonello da Messina. E che questa mostra sia di grande valore lo dimostra il fatto che ad inaugurarla sia stato il presidente della Repubblica Ciampi il 21 aprile scorso; ma lo testimonia anche il gran flusso di gente che, in appena una sola settimana, hanno visitato le sale espositive. La mostra si snoda in sette sale al piano superiore del chiostro di questo palazzo. Le prime quattro sale, collegate internamente tra loro, sono totalmente al buio, la luce fuoriesce solamente dall oro dei quadri illuminati da fari puntati su di essi. Nella prima sala troviamo le opere che il nostro ha creato durante il soggiorno alla corte di Gian Galeazzo Visconti insieme ad altre opere fatte da Michelino da Besozzo, Lorenzo Salimbeni, un taccuino di disegni di Giovannino Grassi e dei pezzi di oreficeria lombarda, tutto ciò per dare il senso estetico del tardo gotico che si respirava a corte. La seconda sala gira intorno all opera di Gentile Madonna di Perugia, dove il pittore raffina lo studio dell oreficeria, creando degli sfondi oro meravigliosi. La terza sala, immensa, pone come opera centrale il monumentale polittico di Valleromita, conservato a Boston, insieme a tante altre opere del maestro provenienti da altri musei internazionali, come Los Angeles e New York; inoltre è possibile vedere due piccole tavolette di santi ritrovate nella pinacoteca di Bologna. La quarta sala è dedicata al ritorno del maestro a Fabriano, con la visione di opere di pittori locali che subiscono il fascino del Gentile e legati a fenomeni devozionali come gli stendardi, tra questi troviamo i Salimbeni e il maestro di Staffolo. Dopo queste sale si riesce sul chiostro e si prosegue alla visita delle ultime tre sale, anche queste collegate tra loro, dove si cambia totalmente allestimento: le sale sono immerse in una luce giallognola e tutte le opere esposte in pannelli grigio-azzurri. La quinta sala, riprendendo le fila della quarta, è dedicata all eredità che il Gentile ha lasciato in patria, con in mostra i quadri dei pittori locali che hanno ereditato la sua arte pittorica. La sesta sala, molto grande e fitta di manufatti, ruota intorno alle opere fiorentine del Gentile, in particolare l enorme Polittico Quaratesi, proveniente da Firenze e in mostra con la sua predella originale proveniente dal Louvre e la Pala Strozzi ; insieme al Gentile sono allineate le opere dei Toscani come il Masaccio, Masolino e il Beato Angelico, il tutto completato da opere in oreficeria quattrocentesca e manoscritti. L ultima sala, un po scarna, narra la tappa conclusiva del grande pittore, quella di Siena e di Roma dove era al servizio di papa Martino V. Il visitatore esce dalla mostra avendo il senso di aver toccato il Gentile nella sua interezza, di averne percepito a pieno la sua arte, in quanto attraverso le opere conservate in musei di tutto il mondo e con il corredo di pezzi di oreficeria, di manoscritti, di opere di pittori del suo tempo, si riesce ad avere una visione globale non solo di questo grande pittore marchigiano, ma anche del suo secolo e dell arte gotica che ha aperto le porte alla stagione del Rinascimento. Nella foto: particolare dell Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (Firenze Uffizi) Villa Salvati galleria d arte contemporanea Punto, a capo di Giorgia Barboni Resteranno in esposizione a Villa Salvati fino al 21 maggio le opere di sei giovani artisti, operanti per lo più nel nostro territorio, nella rassegna dal titolo Punto, a capo a cura di Attilio Coltorti. Appuntamento con l arte contemporanea dunque per il Comune di Monte Roberto, che per il secondo anno si fa promotore di cultura e di nostri artisti: Daniele Cardinali, Carlo Ceresano, Luciano Lucci, Antonietta Mingo, Debora Palazzo e Ilaria Sebastianelli. Titolo provocatorio, quello scelto, di una rassegna che si fa testimone delle contraddizioni della nostra realtà. Il vero significato del titolo sta nel suo contrario, spiega Coltorti nel presentare le opere: l artista contemporaneo infatti, nel tentativo di inventare qualcosa di unico e irripetibile, si trova paradossalmente imprigionato negli schemi di artisti e correnti artistiche presenti e passate. Ironia del postmoderno, crisi dell uomo del ventunesimo secolo, che tenta di evadere dal labirinto costruito da altri. L artista in ogni caso, prosegue Coltorti, non potrà mai esimersi dall utilizzare mezzi e forme espressive nuove, attuali, che denotino una spiccata personalità e un forte senso di appartenenza alla contemporaneità. Silvestrini: dopo i canti della sera Gioie e dolori di M.Cristina Coloso uscita a marzo la è nuova raccolta di poesie di Aroldo Silvestrini dal titolo Gioie e dolori che fa seguito a quella dello scorso anno I canti della sera. Aroldo Silvestrini vive da sempre a Pianello Vallesina ed ha dedicato la sua vita al lavoro, fin da ragazzo ha amato scrivere. Il poeta prende spunto per i versi dalla vita di tutti i giorni, offrendoci considerazioni sempre ancorate ai valori che hanno fatto parte della sua esistenza. Per Aroldo, altra fonte d ispirazione è la famiglia, luogo di vita, d incontro, di gratuità, di pienezza, egli cerca di indicare ai giovani che l amore è il solo dono con cui poter affrontare i momenti belli e brutti della vita. Quando i suoi occhi si posano sulla natura, Aroldo ne avverte e ne coglie il profondo rapporto con le ore del vivere quotidiano. Tutto è alimentato da una fede trasparente, un valore in più che dà senso al ripetersi dei giorni. Questi frammenti di vita sono dunque preziosi per vedere la realtà con altri occhi, gli occhi della saggezza, quella semplice, che forse non tutti vedono o non vogliono vedere. Settimanale di ispirazione cattolica Associato alla FISC Direttore responsabile Giuseppe Luconi Direzione, redazione amministrazione e pubblicità Piazza Federico II, Jesi telefono e fax: Sito: Abbonamento annuo normale: 35 euro di amicizia: 50 euro sostenitore: 100 euro direttamente in redazione (tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11) o a mezzo posta (su c/c ) Registrazione Tribunale Ancona n. 143 del Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola

5 Cultura, spettacoli e dintorni 14 Maggio 2006 n tra unti Prove di democrazia e di dignità di Riccardo Ceccarelli L e soluzioni che si sono dovute affrontare in questi ultimi giorni per risolvere l ingorgo istituzionale hanno fatto dimenticare quanto avvenuto nei primi giorni di maggio. Il primo di maggio, innanzitutto, festa del lavoro e dei lavoratori. Personalmente non ho mai partecipato ad alcun corteo tranne a quello del IV Novembre. Quest anno, per rimanere a Monte Roberto, il Comune dove vivo, la festa del lavoro si celebrava Monte Roberto e Castelbellino insieme presso Villa Salvati a Pianello Vallesina. Non vi ho partecipato. Non per alcuna prevenzione, anzi. Ho volutamente preferito, alla stessa ora, andare in chiesa e partecipare alla Messa. Eravamo in pochi, appena una venti-venticinque persone. Don Adelio, il parroco, ci ha aiutato a comprendere il senso del lavoro umano quale collaborazione all azione creatrice di Dio e a pregare perché giustizia, equità e solidarietà siano le guide maestre nel mondo del lavoro. Solo un piccolo neo. Si faceva festa a Monte Roberto, 4 passi e 2 Castelli. Piazza San Silvestro, tutta occupata dai fiori. La porta della chiesa quasi ostruita dal camion della relativa ditta. Per entrare in chiesa hanno dovuto togliere alcuni espositori di fiori e creare un piccolo passaggio. Sui manifesti si pubblicizzava: chiese aperte. In quella parrocchiale di Monte Roberto, oltre che chiusa, una volta aperta la porta, era pure non facile entrarvi. Cronache paesane. Più rimarchevole la cronaca nazionale. Letizia Brichetto Moratti, candidata a sindaco di Milano per il centro-destra e Bruno Ferrante candidato per il centro-sinistra, erano stati invitati dai sindacati al corteo. Ferrante aveva provato a dissuadere la Moratti a parteciparvi perché padrona e non operaia. Il ministro Moratti è stata fischiata e costretta ad abbondare il corteo. Accanto a Ferrante invece, Milly Bossi Moratti, moglie del petroliere e patron dell Inter Massimo Moratti, non certo operaia, però ulivista e padrona, è stata festeggiata ed applaudita. Prove piccole e grandi di democrazia popolare e proletaria. I giornali del 3 maggio hanno riportato la cronaca dell addio ai tre militari uccisi a Nassirya il 27 aprile, la commozione di migliaia di italiani, la partecipazione della massime autorità dello Stato, ma anche una foto dove appare, tra le prime fila delle autorità, il verde on. Alfonso Pecoraro Scanio che scherza e ride accanto e insieme a Vasco Errani, diessino, presidente della Regione Emilia Romagna. A pochi metri dai feretri, durante la cerimonia funebre, non lontani dai dimessi singhiozzi dei parenti e dalla loro nobile dignità. I due invece se la ridono. Guardate la foto. Pecoraro fa pure la linguetta, una linguetta rossa. Chissà cosa avranno da ridere, proprio durante i funerali di Stato, lì, quasi in prima fila? Erano tanto gasati dalla vittoria politica da non poter rimandare la risata o lo scherzo? Perché arrivare a questo punto della finzione, dell ipocrisia e delle condoglianze quando si pensa, si dice e si fa vedere ben altro? Veramente uno sconcio. Un ghigno irriverente e senza vergogna. Non ci sono parole. Solo pena. Quando Berlusconi mise in atto una goliardica gaffe esibendo le corna in una foto di gruppo, furono non pochi a chiedere le sue dimissioni. Per lo sconcio di Pecoraro Scanio non ci saranno richieste di dimissioni, ci saranno anzi promozioni, un ministero e tanti, come sempre, passaggi televisivi. Dignità di politici. Una pagina di giornale ed una fotografia da non buttare. Ulteriori prove tecniche di dignità. Con queste prove, meglio forse non iniziare il programma. Mostra itinerante di Franco Biagioni Fatti e personaggi nel santuario del novecento Fotoservizio Paola Cocola Ha concepito e realizzato in maniera insolita e originale la sua mostra Franco Biagioni, allestendola nell atmosfera di sacralità del santuario - laico e mobile in questo caso - riprodotto tramite una struttura collocata su ruote - il Santuariomobile, appunto - e nelle diverse scenografie distribuite sulle pareti di Palazzo dei Convegni, e che compongono l Archivio Dipinto della Memoria. Fatti ed eventi del novecento, ma anche volti che hanno popolato il nostro immaginario - ormai quasi ingoiati dall oblio - vengono riproposti dalle piccole tavole di legno, circa novanta, - dipinte ad olio dall artista jesino secondo i canoni formali e linguistici delle pitture votive - in una dimensione di inviolabilità ed intima soggettività che trasforma le stesse in una sorta di reliquie del passato che diventano, agli occhi del visitatore, ricordi personali, tanto i di Augusta Franco Cardinali Un premio, da assegnare ogni anno ad un marchigiano che si è distino nel campo della musica lirica a livello nazionale e internazionale, è stato istituito dall associazione Amici della Lirica Franco Corelli nel nome di Carlo Perucci, per venti anni direttore artistico del Pergolesi. Alla sua prima edizione il premio, consistente in una simbolica opera in bronzo dello scultore A. Bastianelli, è stato consegnato il 6 maggio all ing. Franco Malgrande, direttore tecnico del Palcoscenico alla Scala di Milano in occasione di un concerto lirico presentato nel teatro Sperimentale di Ancona. Vi hanno preso parte Adriana Morelli e Susy Ham (soprani), Valter Borin (tenore), Marco di Felice (baritono), Angelo Sampaolesi (pianoforte). Erano presenti il sindaco di Ancona, autorità, soci, la moglie e la figlia di Carlo Perucci e un numeroso pubblico. contenuti si intrecciano con la quotidianità individuale e collettiva che si muove appunto dietro al fatto storico. L immediatezza pittorica dell artista e la cura dei particolari più significativi, assegna alle opere un grande forza descrittiva e narrativa che rende eloquenti personaggi ed azioni. Riaffiorano così, in tutta la loro attualità, disastri, stragi, tragedie familiari, eventi politici, sportivi e culturali che, sia pure frettolosamente, hanno segnato, in positivo o in negativo, il cuore e la memoria del secolo breve. Come, ad esempio, la tragedia del piccolo Alfredino Rampi caduto in un pozzo artesiano incustodito: la sua agonia, attraversata dagli innumerevoli tentativi di liberarlo, durò tre giorni e tre notti. L esplosione del reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Russia. Il disastro del Vajont che produsse quasi duemila vittime. Ustica, la strage di Bologna e poi quella di Capaci. L invio della cagnetta Laika nello spazio, e la nascita del primo animale clonato. Il primo trapianto bilaterale delle mani e la successiva richiesta di amputazione. L abbattimento del Muro di Berlino. Il terribile genocidio nel Ruanda. L incredibile assalto di un branco di scimmie assetate, e armate di sassi e bastoni, ad un convoglio di autobotti che rifornivano l acqua ad un villaggio in Kenia. E tanti altri fatti epocali, parimenti importanti, che risulta debito ogni Premio Carlo Perucci Teatro, con passione e competenza Si legge nella motivazione: Franco Malgrande.è riuscito ad imporsi ai più alti livelli mettendo a frutto gli insegnamenti del maestro Carlo Perucci e dimostrando sempre nei suoi confronti un sincero affetto. Anche Jesi ricorda con riconoscenza Carlo Perucci, un direttore artistico che molto realizzò per il Pergolesi, promosso da lui a teatro di tradizione. Vi fece accedere non pochi tra i più grandi artisti lirici del tempo, ma lo aprì anche a giovani promesse del belcanto (reclutate spesso in territorio regionale!) che avviò ad una luminosa carriera. A ripensare la sua vita non furono però solo questi i suoi meriti. Carlo Perucci nasce a San Benedetto del Tronto nel 1921 e inizia con molto successo la carriera di cantante nel 52 vincendo il Concorso Lirico di Spoleto, trampolino di lancio per grandi artisti. Per dieci anni è titolare di cattedra di canto presso il Conservatorio di Pesaro, poi diventa, fino al 1986, direttore artistico dello Sferisterio. Ricopre lo stesso incarico, oltre che al Pergolesi, anche al Petruzzelli di Bari e successivamente all Arena di Verona fino Fotoservizio Anna V.Vincenzoni Conferenza stampa venerdì 5 maggio, presso la residenza municipale, del presidente della Provincia Enzo Giancarli e del sindaco Fabiano Belcecchi per la presentazione del monumento rievocativo che sarà eretto per ricordare lo stabilimento industriale di Jesi della Savoia Marchetti che nella prima metà degli anni Quaranta arrivò ad occupare fino a 1400 persone nella costruzione di aeroplani. Il bozzetto del monumento è stato realizzato dallo jesino Sauro Ciuffolotti, grafico pubblicitario ed esecutore di vetrate artistiche. Il monumento poggerà su un basamento di cemento e pietra di travertino, sarà alto sette metri, largo sei e lungo quattro metri e mezzo, eseguito in acciaio inox 316 resistente alle variazioni climatiche. Sarà collocato in via Lenti, nel quartiere Smia (quartiere ubicato proprio dove sorgevano i capannoni e gli uffici della Savoia Marchetti): l inaugurazione dovrebbe avere luogo il 24 giugno. Il presidente della Circoscrizione Ovest Giuseppe Di Lucchio si è det- sforzo speso in queste settimane di maggio - fino al 20, precisamente - alla loro rievocazione. Presente anche una serie di tavolette dedicate alla guerra e alla resistenza partigiana a Jesi. Anzi, la mostra apre proprio con il racconto della vicenda singolare di uno jesino, Roberto Vecci, detto Rubè de Zoccò, accaduta nel lontano 16 luglio del 1944, quando, durante uno dei bombardamenti fu abbattuta la sua misera casetta in via Zara. Roberto, trovato vivo sotto le macerie dai vicini che scavarono con le mani, aveva uno scolapasta in testa che probabilmente gli aveva salvato la vita e dal quale non volle più separarsi. al 1990, quando viene colpito da una grave malattia. Si spegne a Verona nel Di Carlo Perucci sono state ricordate le sue qualità professionali, inscindibili da quelle umane: la sua competenza e la passione per il suo lavoro; il suo formidabile intuito che gli permetteva di comprendere subito quali fossero le reali o anche potenziali doti di un interprete; la lungimiranza con la quale avviava nuove, coraggiose iniziative; l equilibrio e la saggezza con cui affidava alla tutela di interpreti famosi giovani artisti in occasione di importanti debutti; la mancanza assoluta di arroganza, di conseguenza la stima acquistata nel difficilissimo ambiente del teatro d opera. Aggiungo un ricordo personale. Carlo Perucci, con il quale avevo allacciato un rapporto di serena amicizia, un giorno mi confidò: Non ci crederai, ma io voglio più bene al Pergolesi che allo Sferisterio. Una sincera dichiarazione d amore per il nostro teatro. Per ricordare lo stabilimento jesino Un monumento alla Savoia Marchetti to soddisfatto dell iniziativa che consentirà alle nuove generazioni di Jesi di conoscere la storia delle industrie locali. Il sindaco Fabiano Belcecchi ha ringraziato il presidente della Provincia Enzo Giancarli per la sensibilità dimostrata, rilevando come iniziative culturali di questo tipo siano un segnale per le nuove generazioni, favoriscano la coesione sociale e tengano insieme economia, ambiente, cultura. Nelle tre foto: il modellino del monumento; l autore Sauro Ciuffolotti; il sindaco Fabiano Belcecchi, il presidente della Provincia Enzo Giancarli e il presidente della Circoscrizione Ovest Giuseppe Di Lucchio.

6 6 14 Maggio 2006 Jesi e Vallesina Per chiudere l anno accademico all Università dell Unione Lezione concerto su Mozart Una lezione concerto su Mozart e al termine un incontro conviviale con docenti e iscritti. E così che l Università per Adulti dell Unione dei Comuni della Media Vallesina chiuderà sabato 27 maggio il suo primo anno accademico, inaugurato lo scorso novembre. Una festa che avrà come cornice Villa Salvati di Pianello Vallesina, una delle due sedi, insieme al centro comunale 6001 di Moie, dove si sono svolte le lezioni. Un esperienza molto positiva, quella che si avvia alla conclusione, tanto che già si pensa alla ripresa delle attività nel prossimo autunno. La prima Università per Adulti gestita dall Unione, l organismo che riunisce i Comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Castelbellino, Monteroberto, San Paolo di Jesi e Poggio San Marcello, ha già messo salde radici, come testimoniano il grande interesse e l alto numero degli iscritti. Tanti i corsi avviati, da letteratura italiana a inglese, da medicina e salute a grafologia, da informatica a storia dell arte per citarne solo alcuni. Le manifestazioni di chiusura dell anno accademico inizieranno, sabato 27 maggio, alle ore 18 con la lezione-concerto Incontro con Mozart seguita dal concerto di Davide Taglioni al violino, Paolo Zannini al pianoforte e Luca Delpriori al corno. Nell intermezzo ci saranno i saluti dei docenti, del presidente Giancarlo Carbini e dei rappresentanti dell Unione. Larga adesione al concorso promosso da El Passì Giovani poeti nel nome di Valeria Massiccia adesione da parte delle scuole di Jesi e di tutta la provincia di Ancona al primo concorso di poesia Valeria Moriconi, promosso dalla compagnia teatro amatoriale El Passì in collaborazione con il centro di solidarietà Onlus L Opera della compagnia di Jesi. Agli organizzatori sono pervenute circa 130 poesie, tutte rigorosamente in lingua italiana ed a tema libero come specificato dall apposito bando. Una selezionata giuria procederà ora alla lettura dei testi per stilare la relativa graduatoria. Le premiazioni avverranno nella prima decade di giugno, nel corso di una cerimonia che si terrà naturalmente al teatro studio Valeria Moriconi di piazza Federico II, a cui saranno invitati tutti i giovani che hanno scritto le liriche. In premio materiale coppe, targhe e materiale didattico per le scuole. L iniziativa è stata promossa nel duplice intento di avvicinare le più giovani generazioni alla poesia e per ricordare la grande artista jesina ad ormai un anno dalla sua scomparsa. E visto il successo di questa prima edizione, c è da star certi che tale progetto sarà destinato ad avere un seguito negli anni a venire. Ai Giochi della Gioventù Con ottimi risultati la Amedeo Savoia La scuola Duca Amedeo di Savoia, che sabato 8 aprile in Ancona ha disputato la fase provinciale, è passata con le squadre maschile e femminile alla fase regionale dei Giochi della Gioventù di atletica leggera. Negli 80 ostacoli femminili riferisce Alessadro Bacci ((classe 3^ scuola Amedeo di Savoia ) - Sofia Scortichini ha conquistato il secondo posto e Nicole Neri il quinto; negli 80 Federico Pieroni il secondo, Mattia Frulla il sesto. Nel salto in lungo, femminile, al secondo posto (per soli due centimetri) Giulia Rocchetti, al decimo Maddalena Gambadori; in quello maschile al terzo Simone Merli. Buona, la prova dei velocisti, Luca Tannini (sesta) e Margherita Rosini (nona), Nel salto in alto, i due giovanissimi del gruppo, Peter Onouroh e Cinzia Cuicchi, hanno ottenuto il secondo e il quarto posto nelle rispettive gare. Ottimi i risultati dei 1000 metri: conferma di Irene Barchiesi, vincitrice di una gara dominata dall inizio alla fine, molto buono il secondo posto di Alessandro Bacci. Non ha deluso nemmeno la staffetta maschile (Federico Pieronì, Peter Onouroh, Luca Zannini e Simone Merli), che ha conquistato il secondo posto assoluto, perdendo per pochi decimi. Onorevole la prestazione della staffetta femminile, arrivata sesta. Totale medaglie: oro 1, argento 6, bronzo 1. Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri Santina Buoncompagni Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo, inoltre il nostro servizio cortesia riservato al clero, che consiste nel recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito. ANCONA Via Matteotti 9 tel e fax SENIGALLIA Via A. Costa 27 tel e fax Giostra della Quintana e passeggiate a cavallo Grande raduno equestre della Vallesina E in svolgimento in due domeniche - il primo Grande Raduno Equestre della Vallesina, la manifestazione organizzata dal Cis (Consorzio I n t e r c o m u - nale Servizi), il Comune di Maiolati e l Associazione Equestre Vallesina. Si partiti domenica scorsa con l esposizione di prodotti tipici locali al Centro Informativo Cis in zona Rotone, la passeggiata a cavallo lungo la Vallesina, l inseguimento e presa dei vitelloni con il lazo nella gara di Cutting Ranchsorting, Per domenica 14 il programma prevede: esposizione dei prodotti tipici locali al Centro Informativo Cis, alle 9 la passeggiata a cavallo lungo la Vallesina, alle 15,30 la Giostra della Quintana con i cavalieri di varie regioni d Italia. A pranzo e a cena stands gastronomici aperti e durante la giornata disponibili pony e calessini per i bambini. Visto il successo della Via dei Tesori, percorso ciclo-pedonale che da Pantiere porta a Moie costeggiando il fiume, il Cis ha deciso che tutti i sabati e le domeniche, fino all autunno, sarà possibile affittare biciclette e risciò presso il Centro Informativo Cis in zona Rotone. Pesca sportiva alla trota Primo trofeo Regione Marche di Giovanni Coltorti Promuovere le attività della pesca sportiva, in collaborazione con le associazioni locali. E` l obiettivo del 1 Trofeo Regione Marche di pesca alla trota in laghetto, organizzato dall assessorato allo Sport della Regione, da Enalpesca, dalla Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva), dall Arci pesca sportiva. L iniziativa ha spiegato il consigliere allo Sport, Lidio Rocchi - intende sensibilizzare la categorie interessate e l opinione pubblica nei confronti della pesca sportiva nelle acque interne. La partecipazione al trofeo è gratuita. In ogni provincia si disputa una gara riservata ai pescatori residenti. I migliori classificati disputeranno la finale per l attribuzione del trofeo regionale. Hanno iniziato i pescatori della provincia Macerata (7 maggio), oggi è la volta di quelli di Pesaro Urbino e di Ascoli Piceno, domenica prossima toccherà a quelli di Ancona (al Lago di Ripe). I campi di gara vengono ripopolati con due chili e mezzo di trote per ciascun concorrente iscritto. I primi classificati di ciascuna categoria, premiati con medaglia d oro, disputeranno la finale per l attribuzione del 1 Trofeo Regione Marche.

7 7 Speciale nuovo Vescovo 14 Maggio 2006 Il Vescovo: l autorità che fa camminare l Unico, devono, per attrazione d amore, convergere. E questo sarà certamente da costruire con la pazienza dell ascolto e la narrazione del nostro percorso fin qui. Il suo e il nostro. Tra noi preti e lui, Vescovo, l intesa è chiesta dallo Spirito. E lo stesso sacramento che ci avvolge. Il suo è ministero di pastore e guida; lo esercita con due mani; quella che si apre al servizio (i diaconi) e quella che chiama a fare comunità (i presbiteri). Ma siamo tutti (laici, presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, e Vescovo) sotto la Sua Signoria. La foto che ci ritrae tutti insieme sotto il grande Cristo della Cattedrale è una icona della Chiesa, la Chiesa che è in Jesi. Il Biagetti ha posto la corona d oro ai piedi. Non è questa la sua e nostra autorità. Ha la corona di spine, della partecipazione al dramma dell uomo. Non c è altro da fare che percorrere la strada che Lui ha percorso per servire la vita. fino alla sua piena liberazione. La parola autorità viene dal latino augere cioè crescere, far crescere dal proprio campo i semi che sono stati sparsi, i semina Verbi. E c è dentro anche il senso di auctor, autore. Infatti ogni parola pronunciata con autorità, dal giardiniere del campo (il padrone è solo Uno) provoca un cambiamento, una ricchezza per tutti. Il segreto dell autorità è quello di generare autori (Fava F. Formare alla leadership). Ci ha abituati a questo il nostro Padre Oscar, che non ha certo mortificato i carismi. Viene in mente per questo significato di autorità (che vale anche per noi preti ) l episodio degli Atti, che proprio in questi giorni abbiamo ascoltato. Pietro e Giovanni (la Chiesa - due Vescovi) vanno al tempio e vi trovano lo storpio che chiede l elemosina. E storpio fin dalla nascita. Non possiedo né oro né argento, - dice ma quello che ho te lo do; nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina! Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Stessi gesti di Gesù. Stesso gesto di Pietro. Non più l elemosina, ma il rimettere in piedi. Far camminare le persone sulle proprie gambe, promuovere ogni persona nella propria umanità e nello sviluppo dei doni dello Spirito. Far crescere Figli e Fratelli in tutte le loro potenzialità. Don Gerardo diventa Vescovo nell anno del Convegno di Verona, il convegno della Chiesa sulla testimonianza della speranza, il convegno Mons. Gerardo Rocconi Cittadino onorario di Corinaldo Il consiglio comunale di Corinaldo, al gran completo e alla presenza di tanta folla, venerdì 5 maggio ha voluto onorare il nuovo vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi offrendogli la cittadinanza onoraria. Don Gerardo infatti non solo è nato nella bella cittadina marchigiana, ma non se l è mai dimenticata e, negli anni, ha sempre trovato il modo di una sua presenza per incontri, celebrazioni religiose, manifestazioni. Una presenza che, in certe circostanze, è stata anche vera collabo-r a z i o n e religiosa e civile. A don Gerardo i complimenti più vivi del nostro padre Oscar, degli jesini e di tutta la redazione di Voce della Vallesina che chiede alla Chiesa di ridare la parola ai laici nei loro contesti di vita. E lì, nella gestione dell affettività, della debolezza della vita, della cittadinanza partecipata, della festa e del lavoro, della fatica della trasmissione e della comunicazione, nei luoghi gente da ignoranti così noi possiamo esercitare il nostro ruolo; oppure abilitare ogni persona a rispondere alla sua personale chiamata di Dio, a cominciare dai doni di natura-cultura, eppoi anche di Grazia. Di fronte alla fatica di una maturità AVVISO SACRO segue da pag. 1 Sulle orme de L Ora Presente Accanto al popolo I Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi E partito il Palio Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi ANNO LVI- N. 16 Settimanale d informazione di fede, possiamo, di fatto, favorire la presa della parola, accogliere l esperienza della responsabilità, fare spazio alla creatività del pensiero e della carità; oppure aver paura della novità che lo Spirito suscita, restare incastrati dentro tradizioni o schemi clericali, preferire la delega alla partecipazione di tutti. A 40 anni dal Concilio, Vescovo e presbiteri, diaconi e catechisti, sposati e consacrati, tutti siamo impegnati in quella cultura di comunione che fa della Chiesa il popolo di Dio pellegrinante in questo tempo. E proprio nella Novo Millennio, richiamata dal Papa ai noi sacerdoti in questo ultimo Giovedi Santo, c è l appuntamento sul monte della preghiera, rifuggendo da quell attivismo nevrotico, che rischia di creare solo protagonisti, non pellegrini e stranieri (1 Pietro) collaboratori e corresponsabili. Il vescovo ha la pienezza del Sacerdozio ministeriale proprio per abilitare ogni cristiano ad esercitare il suo sacerdozio battesimale. Ma, c è anche da chiedersi: i cristiani laici a volte non stanno più comodi nella massa grigia e uniforme, o nella tana del loro gruppo? Famiglie solidali DOMENICA 7 MAGGIO 2006 Umiltà fedeltà coraggio n alto, sotto la te... e Jesi lo attende il 13 maggio stata di questo giornale, si legge il Vescovo e i serventini anno 54 : tanti sono gli anni di Voce, all anagrafe. Questo giornale infatti ha iniziato le pubblicazioni nel 1952, voluto dal Vescovo Mons. Carlo Falcinelli nel momento di lasciare la diocesi. In realtà Voce di anni ne ha molti di più, perché come ha puntualizzato in più occasioni don Costantino Urieli, direttore storico di Voce - questo giornale ha raccolto il testimone de L Ora Presente, il battagliero settimanale jesino che agli inizi del secolo scorso assurse a più che dignitosa testimonianza di lotte, successi e anche sconfitte che il Movimento Cattolico jesino subì, segno costante di essere accanto al popolo per difendere progresso e libertà. E in quella stessa direzione che Voce ha camminato e sta camminando da oltre mezzo secolo: chiaramente e fedelmente di ispirazione cattolica, ma proiettato all esterno, per raccontare gli avvenimenti, per dibattere i problemi della città e della diocesi. Per risultare un giornale che fosse accettato anche dal mondo fuori delle sagrestie, aveva scritto don Costantino; un giornale aggiungo io sceso dal pulpito per essere tra la gente, con la gente, sempre più nelle vicende e nella vita della nostra Comunità. Abbiamo cercato di fare questo giornale e abbiamo potuto farlo grazie a Padre Oscar, alla fiducia, all appoggio, all incoraggiamento che non ci ha fatto mai mancare e che, siamo certi, il giornale e i suoi redattori riceveranno anche da parte del nuovo Vescovo. A Padre Oscar il cordiale affettuoso ringraziamento da tutta l equipe di Voce, e dalla stessa equipe il benvenuto e gli auguri più sentiti a don Gerardo. Giuseppe Luconi di Vittorio Massaccesi Se mi guardo dattorno, circondato da tanti, vorrei scomparire, vorrei sprofondare. Ma poiché ciò che accade è frutto dell amore del Signore, sono in pace. In questo esordio del nostro vescovo don Gerardo espresso, alla fine della cerimonia di consacrazione, ad una folla straordinaria di fedeli e di autorità presenti nella cattedrale di Senigallia e nella piazza antistante, è impresso tutto il senso di umiltà e di forza di un anima che all improvviso deve aprirsi ad un compito gravoso, inaspettato e dai mille risvolti. Certo, continua il nuovo vescovo, ha ragione padre Oscar quando assicura che, con la scelta della mia persona a loro Pastore, gli jesini sono stati fortunati. Ma non perché questa fortuna è legata alla mia persona, ma ad uno strumento povero, modesto per cui è il Signore stesso che è costretto a darsi da fare, ad agire. E questo il vero stupore, la meraviglia che la bontà di Dio può dimostrare agli uomini. E una pochezza, quella del nostro vescovo, che si fa forte di un incrollabile fedeltà a Dio e alla sua parola incarnata nel Cristo. Una fedeltà che, perché regga pienamente anche nei momenti duri, ha bisogno della preghiera di tutti, comprese quelle dieci comunità monastiche già unite spiritualmente che lo accompagneranno nella nuova avventura di amore e di generosità. E con queste premesse non può mancare il coraggio, la forza di camminare comunque. Un coraggio che è e si esprime nella testimonianza della verità, nella mitezza, nella misericordia. All interno: Cronaca e testimonianze dell ordinazione a Senigallia Il programma dell ingresso a Jesi di Mons. Gerardo Rocconi ERa festa grande anche in parrocchia di Giuseppe Luconi Sabato 13 l ingresso solenne a Jesi di mons. Gerardo Rocconi.. L arrivo di un nuovo Vescovo è sempre un avvenimento. Ed è festa grande, per tutta la comunità. Una volta - come ci racconta questa vecchia foto - era festa grande anche quando il vescovo arrivava in visita ad una parrocchia di periferia Nel nostro caso, nel caso di questa foto, il vescovo era mons. Carlo Falcinelli, la parrocchia quella di Santa Maria del Piano. La fotografia può essere datata attorno alla metà degli anni Trenta. Forse il vescovo era in visita pastorale. Una vertirsi, ma era anche una scuola per afdozzina di serventini (così venivano frontare la vita nel modo giusto. chiamati i chierichetti) e alle loro spalle, Allora la formazione che ci veniva data in secondo piano, ancora altri monelli e in parrocchia non aveva bisogno di comqualche genitore. Era solo una parte dei plicate sovrastrutture e di sofisticati aptanti monelli di Santa Maria riuniti per profondimenti: per essere buoni cittadini festeggiare il loro vescovo. Guardan- e buoni cristiani ci dicevano - è suffido quella foto, è un fiorire di ricordi, di ciente applicare la regola del bene: comimmagini, ma anche di riflessioni. Fre- portarsi bene, voler bene, fare del bene. quentare la parrocchia, crescere come Comportarsi bene col prossimo, voler si diceva a quel tempo - all ombra del bene al prossimo, fare del bene al proscampanile : per i ragazzi era un occasione simo. La chiave di tutto in una parola, il per stare insieme, giocare, scherzare, di- bene. Ed era la chiave giusta. Perché nes- direttore Voce della Vallesina della vita feriale che il seme del Vangelo potrà sviluppare e produrre uomini e donne di speranza. E questi uomini e donne attendono da noi preti e vescovi (almeno io penso) che li aiutiamo a camminare con le proprie gambe. All inizio del terzo millennio, tutta la Chiesa è posta di fronte ad una scelta: promuovere una chiesa di corresponsabili, o un gregge di sottomessi. Di fronte alle difficoltà della crescita umana e culturale, e anche morale e spirituale, si può scegliere due strade: o trattare la Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX Mons. Rocconi 73 Vescovo di Jesi suno dei chierichetti di quella foto ha poi sfasciato vetrine, rovesciato macchine, bruciato bandiere, aggredito la polizia: e neppure scippato le vecchiette, malmenato i genitori, insultato gli insegnanti Si dirà: erano altri tempi, oggi i ragazzi sono attratti e distratti da una quantità di cose che allora non c erano. Vero. Ma i guai non sono venuti con le cose nuove, semmai dalle cose nuove: dal cattivo uso che se ne fa. Oggi si va costruendo una società all interno della quale non ci si accontenta più di essere dei bravi cittadini. Anche se non glielo si dice chiaramente, oggi ai ragazzi si fa credere che, se nella vita non si vuol essere dei falliti, bisogna arrivare ad essere qualcuno ed arrivarci in fretta e per arrivarci in fretta si prende la scorciatoia, che spesso è la via sbagliata perché passa sopra tutto ciò che è d impiccio, sconvolge e travolge regole, principi, valori. Con tutte le conseguenze che sappiamo. Ecco, rivedendo questa vecchia foto, penso proprio che dovremmo convincerci tutti a rispolverare la regola del bene.

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