SPUTNIK. Michele MADULI. La campagna elettorale del Psiup nel Un giornale murale per vincere le elezioni comunali a Taurianova.

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1 SPUTNIK La campagna elettorale del Psiup nel Un giornale murale per vincere le elezioni comunali a Taurianova a cura di Michele MADULI

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4 Novembre A Taurianova si svolgono le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Nelle casse del PSIUP (Partito socialista di unità proletaria, nato nel 1964 da una scissione del PSI di Nenni) non c è una lira. Ma c è da combattere una dura battaglia contro la DC dei Macrì e contro la Destra ringalluzzita dopo la rivolta di Reggio Calabria. Sputnik è l unica risposta possibile per i giovani della Sezione e poi per tutto il Partito. Vengono ricuperati e rivoltati una trentina di manifesti elettorali di grandi dimensioni; viene inventato il titolo (il richiamo è allo Sputnik, il primo satellite messo in orbita dai Sovietici), vengono reclutati i grafici e i vignettisti. I giornalisti, gli inviati speciali sono i giovani del Partito. Dopo i primi due giorni crescono i lettori (qualche migliaio) e l interesse per l esperimento. I voti, invece, non giungono e la Sinistra rimane ancora una volta al palo. Ma ci sarà bisogno del consigliere del MSI per dare vita ad una amministrazione guidata, ancora una volta, dagli uomini della DC. L ultimo manifesto è amaro e drammatico: Mazzetta nera! Dedico questo lavoro ai vecchi compagni del Psiup che ci hanno ormai lasciato. Tra i tanti, ricordo Natale Scullari, Ciccio Gerace, Pasquale Plateroti, Michele Misiani, Nino Condello, Rocco Antonio Misiani, Gianni Taverna, Pippo Mazzù, Raffaele Leonelli senior, Peppino Polifroni, Salvatore Saraceno, Ciccio Fazzalari. Ovviamente un ringraziamento va anche ai tanti giovani (d allora) che hanno contribuito al successo del giornale, in primo luogo a Pino Mazzù e a Salvatore Spinoso (dei quali parliamo nell introduzione).

5 SPUTNIK La campagna elettorale del Psiup nel Un giornale murale per vincere le elezioni comunali a Taurianova a cura di Michele MADULI

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7 INTRODUZIONE Ho srotolato con emozione e curiosità gli enormi manifesti di partito sul retro dei quali alcuni giovani di sinistra tentarono, nel novembre del 1970, alla vigilia delle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Taurianova, di scrollarsi di dosso, con rabbia mista a fantasia, il morso del clientelismo che uccide le speranze e impedisce la crescita civile e culturale. Il primo istinto è stato quello di riavvolgerli e di riconsegnarli al silenzio e all oblio in cui erano rimasti (a parte una breve apparizione in un festival dell Unità) per tutti questi lunghissimi anni. Poi è prevalso non solo l affetto per quei ricordi di gioventù ma anche la preoccupazione di consegnare alla riflessione degli storici un documento di vita politica e sociale (al di là del suo valore intrinseco). La prima considerazione da fare è che si tratta di un documento di 37 anni addietro. Nel 1970 era finita l epoca dell innocenza per quanti svolgevano attività politica. Nel pieno dell estate erano, infatti, esplosi i moti di Reggio; la città era rimasta isolata, sconvolta dalle barricate e dalle prepotenze della destra. Era intervenuto anche l esercito nel tentativo di riportare alla normalità una città gonfia di rabbia. Ci fu il tentativo di esportare la rivolta nella provincia ma gli esiti non furono quelli sperati (1) (2) Gli anni 60 erano stati anni di grandi mutamenti: il paese s era svuotato; l emigrazione aveva, dapprima seguito la via delle Americhe lontane e dell Australia, poi si era rivolta verso la Svizzera e la Germania. Questo mutamento di rotta dell emigrazione ebbe notevolissime conseguenze sull economia e sulla società delle regioni meridionali. Anche a Taurianova rifluirono le rimesse degli emigrati e poi ritornarono progressivamente anche i padri, i fratelli, i mariti che erano 7

8 partiti per fare fortuna. I vecchi rioni popolari si svuotarono progressivamente e attorno al nucleo storico crebbe una ragnatela di case, dieci volte tanto l antico territorio. Fu quella l occasione storica clamorosamente mancata dalle vecchie classi dirigenti democristiane che non seppero guidare, NOTE (1) Nell ottobre del 70 il comitato d azione reggino tenta di esportare la rivolta in provincia. A Taurianova, però, l iniziativa viene assunta da un sedicente comitato d azione controllato da qualunquisti e da democristiani. L azione di aggancio al movimento non viene operata dalla sezione del MSI ma da un circolo studentesco rivoluzionario, controllato dagli estremisti di destra, ma del quale facevano parte anche alcuni elementi di sinistra in buona fede. A ottobre il MSI cambia gestione e gli uomini nuovi aderiscono alle richieste degli arrabbiati che vogliono passare all azione e che sono decisamente contrari all accordo con la DC. Dopo le elezioni i giovani - anzi i giovanissimi - mettono in atto i primi progetti. Negli stessi giorni in cui viene bruciata per ben due volte il portone d ingresso della sezione del PCI, compaiono in paese le prime scritte inneggianti al fascismo; sui muri della sede del MSI viene stampigliato in modo ossessivo il testone del Duce con l elmetto. Nell ottobre del 70 a Taurianova, come pure a Cittanova e negli altri comuni della Piana, vengono rizzate delle barricate, in segno di solidarietà con i reggini in lotta per il capoluogo. Fino a settembre la provincia era rimasta indifferente di fronte alla rivolta di Reggio. Tra la provincia e la città non era mai corso buon sangue. Differente la composizione sociale delle due zone, diversi le ambizioni e gli interessi. Nella città, a differenza della Piana e della Jonica, predominavano i ceti piccolo-borghesi, i disoccupati dell edilizia, la pletora dei sottoproletari che nell istituzione del capoluogo intravedevano un ancora di salvez- za oltre che la soddisfazione di legittime aspirazioni. Infine, sulle masse cittadine influivano le pressioni insistentemente esercitate dalle categorie di speculatori e dalle cricche politiche in via di emarginazione che, con la questione del capoluogo, speravano gli uni di poter realizzare facili guadagni e gli altri di operare una rentrée politica. Solo nell ultima fase, cioè in ottobre, si tentò di esportare la rivolta nei paesi della provincia. Il gioco riuscì solo a metà e i blocchi stradali attecchirono solo a Scilla e a Bagnara. Nei centri della Piana, invece, si verificò una pronta ed energica risposta da parte delle organizzazioni di sinistra che qui disponevano di una solida base e che decisero di intervenire prima che i focolai si trasformassero in incendi. Partiti e sindacati non si limitarono a condannare la rivolta ma decisero di incanalare accortamente la protesta verso rivendicazioni di carattere sociale ed economico. 8

9 o almeno regolare, lo sviluppo urbano. Essi si limitarono a fornire aree a buon prezzo ma senza strumenti urbanistici e opere di urbanizzazione a migliaia di persone che rivendicavano un abitazione più decorosa dei vecchi catoi nei quali era stata inchiodata la generazione dei padri e dei nonni. In quegli anni c era un grande fermento politico e sociale; nel vecchio PSI prima e nel movimento giovanile del Psiup, poi, si ritrovavano centinaia di giovani che erano disposti a lottare. Gli iscritti alla giovanile del Psiup -solo per fare un esempio- erano più di 120. Nel biennio si era giocata una partita decisiva per le sorti della politica locale: tre elezioni amministrative con una sostanziale parità delle forze in campo. Nelle prime due elezioni prevalsero le sinistre che diedero vita per un breve periodo ad una amministrazione con un dissidente democristiano. Poi, nel 1965, vinse la DC di Ciccio Macrì che riuscì progressivamente a scalzare dalle poltrone il vecchio patriarca Peppe Macrì. Nel 1970, all epoca dei fatti, Macrì non era ancora diventato quel campione di clientelismo che le cronache successive ci hanno dipinto. Le latitanze e le disavventure giudiziarie erano ancora lontane Già prima che i sindacati proclamassero lo sciopero generale, nei vari centri della Piana la base dei sindacati e dei partiti democratici aveva reagito alle provocazioni della destra. A Palmi tra fascisti e democratici si era giunti allo scontro di piazza, prima ancora che si registrasse un attentato ai danni del segretario della Camera del lavoro e che si procedesse alla costituzione di un comitato unitario di sinistra. A Taurianova, allo sciopero pro-reggio conclusosi con un comizio del vicesindaco democristiano si era contrapposto lo sciopero generale organizzato autonomamente dai sindacati e dai partiti di sinistra. Il tentativo di esportare i moti fu particolarmente insidioso, in quanto anche nella provincia era forte il malessere sociale. Nella Piana e nella Jonica le masse bracciantili ed operaie, organizzate dal sindacalismo di sinistra, non erano disposte a battersi a fianco della destra. Non gli andava proprio giù che la loro protesta dovesse alla fine sostenere le rivendicazioni di un campanile da sempre ritenuto estraneo e lontano. Comunque, la voce della provincia si 9

10 e il Nostro s era limitato, da vicesindaco a assessore alle finanze, a mettere in piedi una clamorosa manovra truffaldina nei confronti di migliaia di famiglie prima gravate e poi sgravate della tassa, appunto, di famiglia. Tutto sommato, però, Macrì appariva come l ex-rampollo mantenuto a Roma che, dopo averne combinate di tutti colori nella capitale ai tempi della pacchia democristiana, era ritornato al suo paesello. Già nel 1965 e, più ancora nel 1970, si procede al passaggio di consegne tra i vecchi esponenti della DC e i nuovi rampanti tra i quali spicca, appunto, Ciccio Macrì che, con malcelata modestia si colloca al n. 17 della lista, lasciando solo formalmente la guida al vecchio sindaco Ursida. La sinistra, dopo la sconfitta della Concentrazione popolare del 1965 (quando i tre partiti PSI, PCI e PSIUP si erano presentati in una sola lista) non si era ancora ripresa e stentava a trovare il passo. Il Psiup, dopo i buoni risultati delle politiche del 1968, attraversava un fece sentire in decine e decine di manifestazioni che si svolsero negli stessi mesi in cui la città reggina era in preda alle convulsioni campanilistiche. Nonostante le apparenze, i due momenti di protesta esprimevano, sia pure in forme e in modi diversi (di gran lunga piú rilevante e piú acceso quello reggino, piú composto e misurato quello della provincia) un grande disagio sociale. (2) Anche a Taurianova si tentò di bloccare l accesso erigendo delle barricate con dei copertoni d auto bruciati. I rivoltosi, però, non rimasero a difendere le posizioni. Irritati per quanto era avvenuto, alcuni di noi si recarono, in rappresentanza dei partiti e delle organizzazioni democratiche, presso la stazione dei Carabinieri e chiesero che le barricate venissero rimosse. Il comandante della stazione rispose che con i pochi uomini di cui disponeva non era in grado di controllare la piazza e, quindi, nemmeno di fare sgombrare le strade. Si decise di intervenire con una squadra di compagni organizzati alla meglio. In pochi minuti le strade vennero sgombrate dai detriti e il paese restituito alla normalità. Vi fu solo qualche tentativo di resistenza da parte di alcuni fascisti isolati che però vennero costretti a darsela a gambe. In un momento successivo alcuni di noi osarono spingersi sin nella tana del lupo per partecipare ad un dibattito organizzato dal locale comitato dei boiachimolla. I moderati del Comitato riuscirono a far parlare la delegazione della sinistra. Questo cedimento, però, provocò la reazione rabbiosa degli ultras. Da quel momento il comitato d azione ebbe vita grama; i moderati, a poco a poco, se ne staccarono e vi rimasero solo i duri della destra e della DC. 10

11 momento di crisi, diviso tra quanti auspicavano un allineamento alla politica del maggior partito della sinistra e quanti, invece, ne sostenevano strenuamente l autonomia ed anzi ambivano a rappresentare politicamente i nuovi movimenti che erano nati in quegli anni. All appuntamento delle amministrative del 1970 il Psiup si presentò con le casse vuote e con una lista di soli 16 candidati. Si decise di variare il gioco ricorrendo ad uno strumento di comunicazione inusuale per quei tempi. La campagna elettorale ci costò poche lire, quelle necessarie per l acquisto dei pennarelli per scrivere sui manifesti rivoltati. A distanza di tanti anni, alcune vignette dello Sputnik fanno sorridere per la loro ingenuità, altre possono ancora scandalizzare per il loro linguaggio non proprio forbito. Quello che, però, va notata è l originalità dell impianto del giornale. Oggi, su qualsiasi quotidiano o periodico la vignetta è diventata una sorta di articolo di fondo. Spesso gustiamo le invenzioni dei vignettisti prima ancora di sorbirci i tradizionali articoli. Nello Sputnik che è, non bisogna dimenticarlo, un giornale murale scritto da alcuni giovani nel lontanissimo 1970, in una sperduta cittadina del profondo Sud- si possono rinvenire tutta una serie di novità, di invenzioni che, solo qualche anno più tardi, diventeranno la norma sulla stampa satirica italiana. Intanto diciamo che nel 1970 non erano ancora apparsi i giornali satirici di sinistra, quali Tango, Cuore, Frigidaire, Cannibale e il Male. Ancora non c erano Altan, ElleKappa, Giannelli, Angese, Staino, Pericoli, Andrea Pazienza, Vincino. Forattini incomincia a lavorare nel 1970 come Art Director e pubblica le prime vignette nel 1973 su Panorama e poi su Paese Sera. Altan inizia nel 1974, il Bobo di Staino appare su Linus solo nel La satira, la caricatura nel secondo dopoguerra erano state in- (1) Il Dibattito, anno VIII n.12 del 27 settembre

12 fluenzate dagli umoristi e dai disegnatori di destra (basti pensare a Guareschi o, meglio ancora, a Jacovitti). Sostanzialmente v erano scarsi riferimenti per chi si accingeva a sperimentare satira e caricature: solo qualche vecchio giornale umoristico, l immancabile Jacovitti, i fumetti per ragazzi. Non dimentichiamo che a sinistra non si rideva tanto in quegli anni e che lo stesso Togliatti aveva trattato malamente il povero Guareschi. C è da considerare, però, che a rendere fresca e genuina l ispirazione dello Sputnik contribuirono due giovani aggregatisi sin dai primi giorni che diedero corpo alle fantasie e alle sollecitazioni che venivano da parte degli autori dei testi. Mi riferisco a Peppe Mazzù, disegnatore di gran parte delle vignette e a Salvatore Spinoso, grafico, calligrafo e titolista. Che cosa viene pubblicato oggi in questo libretto? Dopo una breve testimonianza del curatore che risale al 1996 (anzi a metà degli anni 80), inizia la pubblicazione, in ordine cronologico, dei testi e delle vignette dello Sputnik. Si va dagli editoriali agli articoli di costume, ai corsivi alla maniera di Fortebraccio, alle tantissime vignette a colori che costellano l intera collezione dello Sputnik. La qualità delle riproduzioni non è eccelsa: a parte gli articoli interamente ribattuti, ci si deve accontentare delle fotografie che siamo riusciti a tirar fuori e a elaborare. Nella seconda parte, invece, ho inserito in ordine cronologico le pagine intere a colori dei numeri dello Sputnik: dal primo numero (meno 21) del 1 novembre 1970 alll ultimo (meno 3) del 20 novembre dello stesso anno. E andato smarrito il numero meno 12, mentre del meno 19 c è solo la copia in bianco e nero (una vecchia fotografia degli anni 70). Come si può notare, i manifesti sono in cattive condizioni, parzialmente illeggibili. Una curiosità: i murales meglio conservati sono 12

13 quelli realizzati avendo a base i maxi manifesti che ci vennero forniti dalla sezione del PSI; la carta dei manifesti del Psiup era, invece, di scarsa qualità, per questo alcuni fogli sono ridotti a brandelli. Abbiamo fotografato e poi elaborato con un programma di fotoritocco le singole vignette, i titoli, le parti più meritevoli di essere evidenziate. Nonostante questo la leggibilità di molte foto è scarsa: abbiamo deciso di pubblicare, comunque, le immagini intere dei vari numeri nonché alcuni particolari, per dare un idea del lavoro compiuto nell arco di una ventina di giorni da un gruppetto di militanti che dovevano raccogliere i materiali, selezionarli, rielaborarli e poi trasferirli con grande pazienza sul maxi manifesto. Tutte le mattine, poi, il giornale veniva esposto in uno degli spazi pubblicitari di Piazza Italia e poi, a sera, ritirato e portato nella vicina sezione. Oggetto delle attenzioni dello Sputnik non potevano che essere gli uomini della galassia democristiana; gli stessi che poi sarebbero rimasti (tranne l intervallo del ) alla ribalta fino alle soglie degli anni 90. Dopo la strage del 1991 e lo scioglimento per ragioni di mafia del Consiglio comunale, gran parte del personale politico democristiano sarebbe scomparso e solo qualche sopravvissuto sarebbe rimasto a rappresentare la vecchia DC. Chi oggi abbia la pazienza di sfogliare il libretto, può riscoprire volti e fatti di una città che non è, poi, mutata gran che rispetto ad allora. Oggi vengono alla luce i guasti che erano già preannunciati nelle azioni di un gruppo clientelare che non sapeva andare al di là dell ordinarissima amministrazione. Che questa sia la dura e brutale verità si può evincere dalla lettura istruttiva di un documento, apparso sulla rivista reggina Il Dibattito, meglio noto come Rapporto alla città (1) Tutto quello che alcuni di noi avevano intuito, ma solo parzialmente, veniva disvelato nella cruda e risentita disamina che del compor- 13

14 tamento dei suoi uomini faceva lo stesso Macrì. Il quale, poi, ebbe modo di compiacersi della propria impresa, definendo il discorso dal balcone come la terza migliore orazione politica di tutti i tempi, dopo il famoso discorso funebre di Marcantonio ai Romani e dopo il toccante richiamo lagrime e sangue di Churchill agli inglesi, ai tempi del bombardamento di Londra da parte dei nazisti di Hitler. Il discorso di Macrì (che potrebbe rientrare a buon diritto e parliamo seriamente- in qualche trattato di politica amministrativa) è il disvelamento delle critiche mosse sedici anni prima dallo Sputnik, il compimento di una figura di dantesca memoria, come avrebbe detto Auerbach. Nel racconto di Macrì molti democristiani sono solo dei questuanti che svolgono attività politica unicamente per ottenere posti e favori. Chiede il vecchio Macrì ad un dirigente dc: chi vvoi a lista o u postu? (che cosa preferisci, l inserimento in lista o l assunzione?) e quello risponde senza esitazioni: a lista, perché sa che in questo modo disporrà della forza contrattuale sufficiente per richiedere, non solo la propria assunzione, ma anche quella dei propri familiari. E, infatti, di lì a poco Ciccio Macrì assume l accorto questuante in modo fraudolento, inserendo la delibera di assunzione nel brogliaccio della Giunta provinciale, presieduta dal papà, senza che né questi né altri assessori si accorgano dell operazione. E dopo il capostipite, Ciccio assume, in un modo o nell altro, altri 11 familiari, salvo, poi, accorgersi che alcuni di loro non sono nemmeno in possesso dei titoli o che vanno all USL solo per riscuotere lo stipendio. Ma c è un altro capofamiglia che detiene il privilegio di poter dare in dote alle figlie non solo la biancheria ma anche u postu per i futuri mariti. Tanto è vero che quando il fidanzamento di qualcuna delle donzelle vacilla, egli interviene affinché l assunzione del bellimbusto venga ritardata...a dopo il matrimonio. 14

15 Quando, poi, Ciccio Macrì ha bisogno del voto dei grandi elettori, questi sempre più avidi, pretendono ancora di più e lasciano risposte evasive me figghiu iu a fungi, mio figlio è andato a raccogliere funghi, oppure papà iu a pisca, papà è andato a pesca e via dicendo. Confessa Cicio Macrì pensando alcune cose, a quello che ho fatto per questa città, a quello che ho fatto nel contesto della provincia, vi assicuro che, essendomi affacciato alla vita pubblica con passione ed entusiasmo per realizzare, per fare politica così come va fatta la politica, quasi mi sento pago...specialmente se penso e credo che sono l uomo politico della Provincia di Reggio Calabria che ha sistemato più gente. Di qui la rabbia contro i sei consiglieri traditori e irriconoscenti che fanno la fronda per due anni, fino a quando Macrì, spalleggiato da qualcuno che conta, non deciderà di riaccoglierli tutti o quasi nelle liste comunali e nel misericordioso partito della DC. Quale sia stato l esito di questa sciaugurata vicenda amministrativa, ormai è sotto gli occhi di tutti. Come l apprendista stregone della favola, anche Macrì, dopo avere maneggiato materiali così esplosivi, è saltato con tutta la baracca: dopo l inutile vittoria alle amministrative dell 89, lui è stato arrestato, mentre la Giunta ha vivacchiato fino a quando il Parlamento non ha votato una legge con la quale si è potuto procedere speditamente allo scioglimento dei Consigli comunali infiltrati dalla mafia. All inizio del 1991 i consiglieri comunali di opposizione del PCI e del PSI s erano dimessi chiedendo lo scioglimento dell intero consesso, mentre nel mese di aprile si era verificata la strage di Taurianova (cinque morti ammazzati, tra cui un consigliere dc, senza contare i quattro poliziotti della scorta ministeriale, schiantatisi con la loro auto nei pressi di Cannavà). 15

16 Certo, nel 1970 era difficile districarsi nella caligine amministrativa locale: lo Sputnik tentò, in qualche modo, di diradare le nebbie, di lanciare degli allarmi, degli avvertimenti alla stessa classe politica democristiana che era convinta di potersi concedere tutto. Gli allarmi non furono uditi, Taurianova procedette impavidamente come il Titanic contro gli ostacoli, di cui chiunque, dotato di sensibilità e di intelligenza politica avrebbe dovuto accorgersi in tempo. E rovinò paurosamente, come tutti ormai sanno. Quel che dispiace, a quanti hanno ancora a cuore la sorte della comunità nella quale sono nati e cresciuti, è che la lezione, terribile, di quegli anni non è stata appresa, se non in misura parziale e temporanea. Debbo confessare che sono rimasto colpito per l impudenza con la quale l Amministrazione comunale ha tentato di far passare una normale cittadina del profondo sud come città d arte. A rendere ancora più grande la mia sofferenza il fatto che gli amministratori non si sono limitati a parlarne su un giornale o in un programma televisivo, ma hanno scolpito a chiare lettere su un cartellone stradale la pietosa bugia. A meno non ci si intendesse riferire ai numerosissimi esempi di opere incompiute, disseminate sul territorio taurianovese nel corso dei decenni, non ultima quello del mercato nuovo che avrebbe dovuto sostituire la struttura liberty del vecchio mercato. Struttura che, a suo tempo venne smantellata per far luogo all unica vera e propria opera d arte in sintonia con lo spirito democristiano: la statua bronzea dedicata al capostipite dei Macrì, che si erge solitaria e beffarda in una realtà ormai desertificata dalla corruzione e dai delitti di mafia. Febbraio

17 Ma si continua a ridere: Lo Sputnik La sorte volle che la prima verifica elettorale dopo i moti di Reggio si compisse proprio a Taurianova. Nel novembre del 1970, infatti, giungeva a scadenza naturale il consiglio comunale, appena sei mesi dopo lo svolgimento delle prime elezioni regionali. In primavera le cose non erano andate tanto bene; le sinistre erano riuscite soltanto a mantenere le posizioni del 68, mentre la Democrazia cristiana aveva aumentato, sia pur di poco, la percentuale. La battaglia di novembre si preannunciava incerta, non solo perché questa volta i tre partiti della sinistra ripresentavano liste separate, dopo la negativa esperienza del 1965, ma anche perché esisteva l incognita della lista repubblicana sostenuta dal dissidente democristiano di Amato, Ninì Crea. Scottati dall esperienza di maggio, quando avevamo speso tutti i risparmi per manifesti e volantini in tipografia, questa volta decidemmo di andare al risparmio e di non spendere nemmeno una lira per la propaganda. L idea del giornale murale deriva, in fondo da questa necessità economica. Lo Sputnik fu un esperienza unica, per certi versi irripetibile; fu un misto di giornale e di manifesto, poiché in esso dovevano convivere l informazione e la propaganda. Per oltre venti giorni riuscimmo a tenere desta l attenzione della gente con questo murale interamente scritto a mano sul retro di enormi manifesti. Il numero uno, cioè l ultimo della serie, (poiché il conto veniva effettuato alla rovescia) uscì l ultimo venerdì di campagna elettorale. Il missile decollò ma, a dire il vero, non ebbe molta fortuna; almeno per quanto riguarda il risultato elettorale fallì il bersaglio. Risultati migliori vennero conseguiti nel campo del giornalismo militante e della satira politica. Dopo i primissimi giorni, in cui il giornale venne concepito e scritto da pochissime persone, si andò formando una vera e propria redazione con tanto di 17

18 collaboratori, di inviati speciali, di grafici e di vignettisti. Salvatore Spinoso era abilissimo nel comporre a mano i titoli e nell impostare graficamente il giornale; Peppe Mazzù, invece, era specializzato nel disegnare vignette su commissione dei vari redattori. Nello spazio di pochi giorni riuscimmo a divenire un punto di riferimento per tutti coloro i quali erano impegnati nella campagna elettorale; ricevevamo lettere, informazioni, poesie che pubblicavamo insieme con gli editoriali, con gli articoli di informazione e con i pezzi di satira. Sulle prime scandalizzammo i benpensanti con il nostro umorismo, a volte fine, spesso pesante. Poi, con il passare dei giorni, ci meritammo il consenso di buona parte dell elettorato che si divertiva a leggere il nostro murale, sul quale venivano messi alla berlina gli uomini del potere. Almeno un migliaio di lettori sfilavano giornalmente davanti al nostro giornale che rimaneva affisso da mattina a sera. Quando ritardavamo nell esporre il murale, erano gli stessi lettori che ci sollecitavano a far presto e che ci aiutavano a metterlo a posto. Spesso erano gli stessi candidati che con i loro pezzi di propaganda stimolavano il nostro senso satirico; come quel consigliere che si qualificava in un volantino attivo, diligente, disponibile, pronto, impegnativo. Rimangono ancora vivi alcuni ritratti di personaggi, come quello dedicato all ex sindaco Ursida, al preside Loschiavo o a un candidato molto noto a Taurianova. Anche la cronaca giudiziaria offriva il pretesto per mettere alla berlina i personaggi di potere, come quel tale che aveva profittato dei poveri pensionati postali. Ma, a parte gli scherzi e le satire di questa sorta di Cuore ante-litteram, trovavano spazio sul giornale articoli di informazione e di politica scritti in modo piano e comprensibile. La gente leggeva avidamente tutto quel che gli proponevamo, anche se poi preferiva votare per i partiti tradizionali e non per quello dello Sputnik. I risultati 18

19 elettorali furono, infatti, deludenti per le sinistre. Il PSIUP riuscì a mantenere solo il 5%; il PCI toccò il suo minimo storico prendendo appena il 12% dei voti; meglio andò il PSI con il 24%. Complessivamente la sinistra raggiunse il 41,7%, meno ancora di quanto aveva preso nel 1965 con la Concentrazione popolare. La DC ebbe il 44,6%, mentre il dissidente di Amato il 5,6%. Il MSI, invece, restò fermo al 5% del Tutto ciò non deve stupire, in quanto alle elezioni amministrative la DC è sempre riuscita a catturare buona parte dell elettorato di destra che alle politiche vota MSI: anche nel 1970, l anno dei fatti di Reggio. L ultimo numero del glorioso Sputnik, uscito dopo le elezioni, quando già si profilava l accordo al comune tra democristiani e missini, aveva un grosso titolo, lapidario e significativo: Mazzetta nera! Furono quelli giorni amari per Taurianova che, fino a tutto il 1971, divenne teatro di violenze suscitate dalla destra fascista, ormai ringalluzzita dai moti reggini. Anche in consiglio comunale stazionavano alcuni scalmanati di destra con il compito di provocare. In qualche caso si limitarono a lanciare in aula dei volantini inneggianti a Reggio capoluogo. Era il segnale che di lí a poco si sarebbe costituita a Taurianova una giunta di centrodestra; e questo senza che da parte della DC provinciale vi fosse alcun tipo di reazione. Senza dubbio, l alleanza tra DC e MSI, sanzionava a livello politico l intesa che già in autunno s era realizzata tra fascisti, agrari e vasti settori dell elettorato democristiano sul tema di Reggio capoluogo. Ma essa fu anche dettata dalla necessità che la DC di Macrì aveva di mantenere il controllo del comune, grazie al voto determinante del consigliere missino. M.Maduli, Un Cuore a sinistra,

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23 LA MAGISTRATURA E IL POPOLO In questi ultimi 5 anni avremmo potuto, in diverse occasioni, rivolgerci alla Magistratura per denunciare certe irregolarità verificatesi al Comune di Taurianova. Non lo abbiamo fatto (e forse non lo faremo nemmeno in avvenire) per due motivi: 1) non disponiamo di mezzi finanziari per portare a termine l azione penale; 2) siamo un partito politico, il nostro interlocutor non è il giudice ma il popolo. Ci siamo sempre premurati, invece, di mettere a nudo tutte le irregolarità e gli abusi di cui siamo venuti a conoscenza, mediante la presentazione di interrogazioni, l affissione di manifesti, la pubblicazione di inchieste giornalistiche. C è un limite a questa azione di denuncia: la cittadinanza conosce soltanto il 10% dei fatti. Siamo disposti, pertanto, ad aprire il nostro archivio a quanti vorranno informarsi e documentarsi. 23 La prima vignetta-collage Nei prossimi numeri, poco per volta, riveleremo alcuni fatti che nessun comizio di chiusura potrà smentire: verba volant scripta manent (traduzione per i democristiani e per gli ignoranti: le parole volano, gli scritti restano). IL VOTO E LA SENTENZA DEL CITTADINO!

24 Perché il PSIUP sono in pochi a chiedersi perché Non votare per un partito piccolo, quando vi sono dei partiti in grado di eleggere 10 o 15 consiglieri. Noi a questi lettori diciamo che un partito si qualifica, non tanto per il numero degli iscritti, quanto per il tipo di linea politica che adotta. Pochi ma buoni, quindi, in attesa di diventare molti e buoni. Un esempio per tutti. Giorni fa sono stati i venticinque deputati del Psiup e gli otto del Manifesto (pochissimi in confronto alle centinaia presenti in parlamento) a procurare la caduta del decretone.. Tutti sanno che questo benedetto decretone, oltre a determinare l aumento della benzina, della carta bollata e di altre imposte sui consumi popolari...*...italiana godeva ottima salute, come hanno * testo mancante perché illegibile sull originale Chi è che scrive sui muri? Abbiamo notato che a fianco dei nomi stampati su un manifesto contenente la lista della DC (per i curiosi precisiamo che è anei pressi della villa comunale) qualche ignoto scrivano ha apposto delle qualifiche iripetibili e un tantino maliziose. Dobbiamo fare le nostre rimostranze all anonimo censore che ha usato un trattamento preferenziale nei confronti di alcuni candidati DC, omettendo di indicare per gli altri sfortunati la qualifica che, a suo giudizio, era opportuna. dimostrato in parlamento gli oratori del Psiup senza essere smentiti da alcuno) si proponeva di pagare i debiti delle mutue (perché non li paga chi li ha fatti?) e di dare, a spese dei lavoratori, alla economia italiana un determinato indirizzo (a favore di Agnelli e soci). In questa azione (non di ostruzionismo puro e semplice, ma politica) il Psiup, come partito, è statosolo in parlamento, anche se siamo convinti che nel Paese ha riscosso la solidarietà di tutti i lavoratori, dai socialisti ai cattolici, ai comunisti... Anche al Comune siamo in pochi e non pretendiamo di diventare molti all improvviso: però è indispensabile che ci siamo. Riflettano su questo punto coloro i quali approvano la nostra azione di pochi e poi votano per un partito di molti. Noi li invitiamo ad agire con noi invece che restarsene affacciati alla finestra di altri partiti. Questa volta dalle parole bisogna passare ai fatti! Lo sapevate che......per ottenere un impiego a Taurianova bisogna essere parenti o amici dei consiglieri dc?...c è qualcuno che in cambio di un voto offre 10 (dieci) mattonelle?...il Comune di Taurianova ha un deficit di oltre un miliardo e mezzo? come è stato speso questo danaro? nelle tasche di chi sono finiti questi soldi? 24

25 QUELLO CHE NON SAREMO MAI Il partito politico, la lista dei candidati alle elezioni, non sono dei concetti astratti ma la somma di dati concreti, di uomini e di idee, di speranze e di intenzioni. Se date uno sguardo alla lista del Psiup, non vi ritroverete dei politici di professione, dei burocrati o dei politicanti che campano la giornata prendendo a prestito le idee degli altri. E questo perché, nel formare la lista, abbiamo fatto ricorso ai compagni di partito ed agli indipendenti di sinistra che danno ampie garanzie di serietà civica e di capacità personali. Non lo facciamo per autoincensarci, ma per chiarire agli elettori i criteri di scelta che valgono per un partito come il nostro che, oltre a costituire una realtà presente, intende prefigurare la società futura, socialista. Ecco perché il confronto tra la nostra e le altre liste è anche un confronto di uomini, se è vero che ciascuno ha dietro di sè un passato più o meno chiaro, più o meno onesto, più o meno laborioso e che, intanto può dichiararsi appartenente ad un determinato partito politico, in quanto ha realizzato certe cose, in linea con la politica del partito. Un uomo che, per esempio, dopo aver rubacchiato dappertutto venga ricercato dall Interpol nel proprio paesello, non è certo tipo che possa entrare nella nostra lista. Un uomo che voglia farsi eleggere per poi poter vendere i posti ai disoccupati, non entrerà mai nella nostra lista. Un uomo che abbia tradito i propri compagni per ambizione o per danaro, non entrerà mai nella nostra lista. Un uomo che mendichi un posto di insegnante, non entrerà mai nella nostra lista. Un uomo che cerchi di riscattare i propri delitti e le proprie malefatte con la milizia politica, non entrerà mai nella nostra lista. Chi sarà mai questo personaggio? (La ragazza non c entra per niente). Aiutino: esisteva a quei tempi il cinturato Pirelli 25

26 Il Comune deve essere una Casa di cristallo! La lista dei candidati del PSIUP per le elezioni amministrative del 22 novembre 1970 in rigoroso ordine alfabetico 1) Domenico ALAMPI 2) Giuseppe BONGIOVANNI indipendente 3) Antonio CONDELLO 4) Francesco FAZZALARI 5) Santo FAZZARI 6) Michele FOTI indipendente 7) Filippo GERACE 8) Francesco GERACE 9) Raffaele LEONELLI 10) Michele MADULI 11) Michele MIGLIORESI indipendente 12) Rocco Antonio MISIANI indipendente 13) Pasquale PLATEROTI 14) Aldo ROMEO indipendente 15) Natale SCULLARI 16) Giovanni TAVERNA Lo sapevate che......il sindaco, preoccupato per le prossime elezioni, ha richiamato, a tutela dei voti il milite ignoto che era misteriosamente scomparso? Sapete qual è il colmo per un Lupo della PIANA? rifugiarsi sulla Montagna ***... in certi quartieri alti l acqua non manca mai? 26

27 Sputnik n. 3 (-19) del Non per questo smobiliteremmo SIAMO PRONTI ANCHE A PERDERE LE ELEZIONI L importante è impostare bene la lotta politica. Anche su posizioni di minoranza Le elezioni sono solo un momento della lotta politica che un partito conduce, giorno per giorno, nel paese. Anche noi riusciremmo a vincere le elezioni se disponessimo di mezza dozzina di medici, di collocatori comunali, di decine di insegnanti di istituti professionali, oltre che di un esercito di impiegati pubblici, di postulanti, di gente in attesa di sistemazione. Non sappiamo proprio renderci conto di come la DC, pur disponendo di questo enorme serbatoio elettorale, non riesca a prendere il doppio dei voti che ha sempre preso. Quello che sappiamo è che un altissima percentuale dei voti che vanno al nostro partito è costituita da voti politici di cui spesso noi non conosciamo la provenienza. A questi cittadini rivolgiamo un grazie sentito ed un invito, non solo a continuare a votare per noi, sinché riterranno valida la nostra linea politica, ma anche a fare azione di proselitismo. E questa la maniera più efficace per far pesare di più il voto dato al Psiup. Inoltre, chiediamo a loro di contribuire (anche collaborando a questo giornale) alla definizione di una linea politica del Psiup in campo comunale. 27 Per noi i veri problemi sono quelli che si porranno all indomani della costituzione di un eventuale giunta di sinistra. Bisogna arrivarci preparati. Voi conterete di più in quella giunta se maggiore sarà la rappresentanza del Psiup!

28 IL TRANSFUGA Esiste sotto tutte le latitudini (a Napoli e a Polistena viene catturato dagli avversari) ma a Taurianova assume una coloritura inconfondibile. Alcuni lo chiamano traditore (ma adoperano un termine grave e inappropriato perché questa gente non ha mai avuto ideali e finalità sociali e perciò non ha niente da tradire), altri banderuolo per la sua facilità nel passare da una parte all altra. Il transfuga è immediatamente individuabile per la fulmineità del suo passaggio e per il premio che gli viene sempre pagato. C è chi si accontenta della carica di sindaco, chi, invece, esige il pagamento di un impiego, chi contratta future speculazioni, chi, invece, lo fa per riconoscenza. Ci sono transfughi vecchi e transfughi nuovi, transfughi sicuri di sé e transfughi indecisi e pronti a fare marcia indietro. Ma il tipo più pericoloso di transfuga è quello che abbandona la propria classe nel tentativo di inserirsi in un ambiente sociale diverso. Questo sì che è traditore: ha rinnegato pure se stesso! In ogni caso il transfuga è un essere spregevole che non merita tanti rguardi nemmeno da chi se ne serve per fini personali o di partito. Chi vota per un transfuga è un individuo altrettanto abietto, con un aggravante in più: è pure sciocco. Bisogna odiare i transfughi, disprezzarli. Chi li ama e li vota favorisce i tradimenti futuri. Taurianova è una terra di transfughi e questi esisteranno fin tanto che esisterà qualcuno disposto a pagare per il loro tradimento. Statistiche: Dagli anni 50 fino ai nostri giorni si sono registrate le seguenti fughe (parliamo solo di numeri) -- Dal PSI alla DC N Dalla DC alla sinistra N Dal MSI alla DC N Dal centrosinistra al centrodestra N. 1 Promesse per braccianti e palazzi per... Tentativi di accalappiamento Da parte della DC: numerosi 28

29 Che cosa significa l emigrazione per il nostro Paese SE I LAVORATORI EMIGRANO E ANCHE COLPA DI MACRI Nel 1951 a Taurianova eravamo in ; oggi siamo meno di : il prossimo censimento lo accerterà. Se consideriamo l incremento naturale (differenza nati-morti) che c è stato, possiamo dire che nel nostro paese, negli ultimi venti anni, è emigrato quasi un quarto dei cittadini. Se, poi, teniamo conto degli emigrati stagionali e dei figli dei nostri fratelli residenti all estero, le cifre aumentano vertiginosamente: è un enorme forza-lavoro, un potenziale umano poderoso che viene a mancare alla nostra terra. Come stiano i nostri emigrati all estero e quali drammi crei il distacco forzato tra marito e moglie, tra padri e figli, lo lasciamo immaginare ai lettori che sicuramente annoverano degli emigrati, tra i propri amici o i propri familiari. Vogliamo soltanto ricordare che l emigrazione è una emorragia continua della nostra terra, è sangue, è ricchezza che se ne va: 4000 cittadini in meno, 4000 panini in meno, 4000 paia di scarpe in meno, 4000 vestiti in meno, 4000 persone, cioè, che non lavorano, che non consumano, che sono morte. Al capitalista, al padrone non può, certo, interessare tutto ciò: quello che gli preme è di avere al Nord manodopera a buon mercato; e questa la può avere solo se il Mezzogiorno è povero, fino a quando esso sarà un comodo serbatoio di braccia. La colpa della DC e dei governi di centro-sinistra è di avere consentito ai capitalisti di sviluppare l economia secondo i loro interessi (ai padroni importa soltanto guadagnare di più) e non secondo quello dei lavoratori e della collettività. Ecco per quale motivo noi siamo contro la locale democrazia cristiana (ed anche contro il Psi tutte le volte che quest ultimo collabora con essa). perché rappresenta l ultimo anello di una catena che vorrebbe legare e rendere impotenti i lavoratori. Da Macrì a Pucci a Colombo il passo è breve: chi poi manovra tutto è il grande capitale. Per questo anche le elezioni comunali sono importanti: bisogna rompere il primo anello per poter poi rompere gli altri. E i lavoratori, lo diceva Marx, quando protestano da perdere non hanno che le catene. 29

30 Ora, dobbiamo ricordare a questa gente che la satira politica non è stata inventata da noi, ma che essa esiste ed è fatta per i popoli civili. Se proprio volevano rimanere indenni non avevano che da rigare dritti. Noi, d altronde, abbiamo sollecitato centinaia di volte il dibattito politico. Ci è stato risposto: parlate, parlate, tanto da un orecchio ci entra e da un altro ci esce. E questo il motivo per cui all amaro degli articoli politici mescoliamo l agrodolce della satira nel tentativo di scuoterli dal loro torpore (ed anche per trattarli come si meritano). Niente paura, lettori, questa gente è tanto sorda che nemmeno risponderà ai nostri articoli. Da che mondo è mondo chi fa professione di servilismo è abituato a prendere le legnate e tacere. Anche i padroni, i vari Mazzetta, rimarranno muti: la carta stampata gli ha fatto sempre paura. Perciò, arrivederci ai prossimi numeri: fustigheremo, come è opportuno, le mignatte, gli orsi, i pinguini, le coccinelle, i copertoni, le gattine, i super-porci e tutta la fauna indescrivibile e rivoltante del regno di Dracula-Mazzetta. 30

31 Lo sapevate che......il nostro Comune spende l anno per i sacchetti a perdere della nettezza urbana?...taurianova ha un organico di 20 vigili urbani? Quanti ne vedete in giro?...il traffico a Taurianova è così disciplinato che i vigili urbani non riescono a fare una contravvenzione? Lite in famiglia anche in occasione della cerimonia del 4 Novembre 31

32 32

33 I democristiani hanno già dilapidato tutto IL COMUNE NON HA 1 LIRA Che cos è un bilancio comunale? Potremmo dire, semplicemente, l elenco delle entrate e delle spese previste per un anno. Per il 1970 le entrate del nostro Comune sono di soli 177 milioni. Le spese preventivate ammontano, invece, a (un miliardo e settecentosettantacinque milioni) Per restituirle il Comune deve ricorrere a un prestito di lire. Chi fa debiti paga gli interessi. nel caso nostro sono altissimi: sui mutui paghiamo ben 79 milioni e mezzo. Non solo; per fare debiti bisogna applicare le supercontribuzioni sulle imposte già salate che i cittadini pagano (in più lire). Questa volta la G.P.A. ha tagliato sensibilmente il bilancio. Ed il Comune ha dovuto ricorrere alle anticipazioni della Società Trezza e della Cassa di Risparmio: con quest ultima siamo alla bella cifra di 600 milioni, sui quali paghiamo 37 milioni all anno di interessi. Un portiere primario Le casse del Comune sono, pertanto, asciutte. I democristiani hanno speso pure gli spiccioli. E il guaio è che i cittadini non possono nemmeno controllare l impiego dei soldi. Se i debiti venissero fatti per motivi giusti, potremmo giustificarli anche noi. Quando, però, si fanno per motivi che non conosciamo o, magari, per pagare in tempo lo stipendio del sindaco o i premi in deroga a certi impiegati, è chiaro che non possiamo accettarli. Il pubblico amministratore deve evitare gli sperperi e calibrare le spese al millesimo. Questi miseri poppanti a spinton si fanno avanti Ma di lor succhia più in fretta solo Dracula-Mazzetta CHI NON SA AMMINISTRARE BENE I SOLDI DEGLI ALTRI, FACCIA DEBITI SOLO A CASA SUA! Se volete che la verità venga alla luce, aiutateci a diventare maggioranza 33

34 34 L uomo dalla barbetta bianca che fu a capo del suo popolo in lotta per la libertà e per il socialismo, l uomo all apparenza fragile, ma duro come il diamante, il marxista, il poeta, il partigiano, non fu mai un singolo ma il simbolo di un popolo ribelle che rimarrà nella storia dell umanità come l esempio più clamoroso di come possa un piccolo Paese, quando combatte per una causa giusta, sconfiggere un gigante. A te, compagno Ho Chi Minh, che stai con i Giap con i Nguien-Van-Troy, contro i fantocci Cao-Ky, i Nixon, dedichiamo questo numero, modesto contributo di compagni lontani che combattono la loro piccola battaglia contro i piccoli fantocci di paese. Grazie Ho Chi Minh dalla barbetta bianca, grazie Vietnam: la tua vita, la lotta del tuo paese hanno contribuito a farci diventare più uomini, più socialisti.

35 Come nasce un paese, come vengono fuori le strade, le costruzioni, le piazze; come si forma il tessuto connettivo entro il quale dovranno vivere per anni, per secoli, migliaia di persone? Due sono i modi per dar vita ad un centro urbano: o affidarsi all iniziativa personale, all inventiva del singolo; oppure delegare alla comunità, all ente pubblico, l incarico di fissare le linee fondamentali dello sviluppo della città. Si possono citare esempi dell una A Taurianova nulla di tutto ciò. Soprattutto nel dopoguerra, l espansione edilizia è avvenuta in maniera incontrollata e Le mani sulla città disordinata. Il piano regolatore verrà a sanzionare gli obbrobri di cui la classe dirigente locale s è resa complice consentendo la creazione di quartieri come Mazzitelli o S. Giovanni. L amministrazione comunale o è stata assente (come ai tempi di Loschiavo, padre putativo di o dell altra via, tratti dalla storia lontana o da quella vicina a noi. Risulta, però, ben chiaro un fatto: che il disegno della città moderna non può ignorare certe esigenze elementari di razionalizzazione. Mazzitelli) o ha fatto di tutto per incanalare lo sviluppo edilizio in una certa direzione (come la Giunta Ursida che, portando le fogne, l acqua, la luce, ha valorizzato la zona Nucarella a sud dell ospedale, dove parenti e amici degli assessori possedevano dei suoli edificabili). Al centro di tutto stanno la speculazione sulle aree, la noncuranza degli interessi pubblici e la strafottenza delle locali classi dirigenti che sono state incapaci persino di salvare la faccia. 35

36 SPUTQUIZ Di chi si tratta? L ISTI...NTO PROFESSIONALE Ricordate i lavori per la fogna sotto l ospedale? Le affermazioni dell assessore: Posso assicurare che i lavori sono stati eseguiti alla perfezione. CHICAZ! 36

37 Io sono il prode paladino Orlando (1) passo il mio tempo errando per le corti (2) siccome il mio mestiere (3) vo scordando difendo i vecchi, i pensionati, i morti.(4) 1) Non è il protagonista dell Orlando Furioso 2) Corti di giustizia 3) il mestiere di medico 4) trattasi di libretti di pensione 37 La posta di Sputnik Abbiamo ricevuto da un nostro lettore una lettera in cui si denunciano le assunzioni di favore che l amministrazione dc avrebbe fatto in questi ultimi tempi. Dovete parlarne - ci dice- se volete sottrarre circa trecento voti alla dc La facciamo, ma non certo perché crediamo ai 300 voti. Se così fosse, per le denunce che ha fatto, il nostro partito, di voti in più dovrebbe prenderne almeno Caro Sputnik -ci dice un altro lettore- non ne posso più, vicino a casa mia c è un terribile fetore di stocco... Caro lettore, giriamo la tua protesta all ufficiale sanitario e al sindaco. Ti avvertiamo, però, che ancora quest ultimo deve rispondere a una nostra interrogazione nella quale rilevavamo l esistenza segue

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39 segue la posta di Sputnik in paese di capre, galline, vacche ed altri animali (questa volta veri! Un altro lettore ci prega di pubblicare un annuncio economico in cui si reclamizzano gomme e copertoni. Ci dispiace, non possiamo perché si tratta di copertoni usati. 39

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41 Un nostro lettore, che qui ringraziamo, ha apprezzato la nostra definizione del comune come palazzo dalle pareti di cristallo, attraverso le quali tutti i cittadini, e non solo gli esperti e gli addetti ai lavori, possano vedere come si amministra la cosa pubblica. Diremo di più, per noi la democrazia stessa, in tutti gli istituti in cui si realizza la volontà popolare, deve essere un palazzo di cristallo! Questo è il solo modo per dare alle istituzioni contenuti di autentica, effettiva partecipazione popolare, per renderle strumenti di promozione civile, per legarle alle esigenze e agli interessi dei cittadini; in una parola, per rafforzarle e dar loro credibilità. Per noi socialproletari, questa è un esigenza primaria e irrinunciabile che coincide, fortunatamente, col desiderio di chiarezza e di pulizia di larghi strati di nostri concittadini, ai quali chiediamo maggiore forza per potere, assieme alle altre forze democratiche e progressiste, spalancare finalmente le porte e le finestre del palazzo comunale e farvi entrare aria nuova. Perché la nostra non rimanga solo una enunciazione di principi, diciamo che i problemi della nostra comunità saranno discussi in assemblee popolari, come ai tempi dei gloriosi comuni: dalla sintesi delle proposte dei cittadini scaturiranno le decisioni più vicine agli interessi dei cittadini stessi, e non già da misteriosi conciliaboli in cui bisogna dosare interessi personali o familiari o di gruppo di potere e utilità elettorali. I consigli di quartiere, strumenti moderni di una democrazia iù vicina alle sue origini, mentre rafforzeranno i legami tra il popolo e le istituzioni, presenteranno alla Giunta, in maniera più efficace e più diretta, le esigenze, i desideri, i problemi del rione. Queste sono le ipotesi di lavoro che offriamo, già da ora, all attenzione della nuova amministrazione. Se, come come vivamente desideriamo, sarà di sinistra faremo di tutto perché questa linea amministrativa venga discussa e realizzata. Nell altro caso ne faremo momenti di azione e di lotta a livello popolare per coinvolgere tutti, partiti e maggioranza, in un nuovo modo di discutere e di risolvere i problemi, nell interesse esclusivo dei cittadini. 41

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