OBIET TIVO GENOVA CENTR O EST

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1 I N S E R T O S P E C I A L E A L L E G A T O A L N U M E R O O D I E R N O LALIGURIADELSECOLO OBIET TIVO GENOVA CENTR O EST LE OPINIONI DEI CITTADINI LA STORIA EILFUTUR O LE ECCELLENZE DEL TERRIT ORIO

2 2 La casa non è un gioco Affidati a Formento. Genova, Via XX Settembre, 84/86 r Informazioni:

3 GENO VA - CENTRO EST inumeri LA POPOL AZIONE RESIDENTE nelle unità urbanis tiche (31 dicembre 2006) Lagaccio S. Nicola S. Vincenzo Pré SUPERFICIE TERRIT ORIALE zona urbanizza ta 495,64 ettari Maddalena Castelletto Carignano GRAFICI IL SECOLO XIX zona totale 707,74 ettari Molo Manin Oregina popolazione censimen to 2006 variazione % rispetto al 2001 densità abitanti/ettaro ,87 130,56 LE VARIAZIONI ANAGRAFICHE movimen to naturale movimen to migratorio cambi di abitazione +155 unità nati morti -467 unità immigrati emigrati entrati u sciti -328 unità DIFFERENZA DIFFERENZA DIFFERENZA

4 4 la storia I SIMBOLI DEL PASSATO Commenda, porto dipace Centro di accoglienza di uomini e culture LA STORIA di una città, un tempo gloriosa repubblica aristocratica, è iniziata qui secoli prima della fondazione di Roma, sulla collina di Castello, l antico Castrum. Eccola, la Genova del passato che avrebbe dominato i commercidelmediterraneo, per diventare interlocutore privilegiato con i suoi banchieri della Spagna di Carlo V. La Repubblica marinara perennemente in lotta con Venezia, Pisa e Amalfi per il dominio dei mari. La patria di Cristoforo Colombo. La città dei dogi e delle cento torri. Quella Genova dai tanti volti, oggi è un piccolo quartiere della Grande Genova (nella terminologia della toponomastica del fascismo, che nel 1926 accorpò al capoluogo 19 comuni del genovesato fino ad allora autonomi), cuore del municipio Centro Est dopo essere stata quartiere Prè Molo Maddalena. Il municipio si spinge verso nord a Castelletto, quartiere di blasone più recente che fa corona alle glorie del passato lontano e guarda dall alto il mondo dei vicoli. Si appoggia ai borghi orgogliosamente popolari di Oregina e del Lagaccio, risale la collina di Portoria per rivivere in quella che oggi è lacity la memoria di Giobatta Perasso, il giovane che lanciò il sasso della rivolta contro gli austriaci È un mondo a sé, coacervo di esperienze tanto diverse, dove i >> LE ORIGINI I POPOLI LIGURI DI 2500 ANNI FA LAPRIMApresenzadi Liguri nel luogo dove sorgeràgenovarisalealvi secolo avanti Cristo e si protrarrà per trecento anni. Da quella prima civiltà, esaurita con la crescita delle popolazioni costiere, avrà origine l Oppidum Genuate sotto l influenza di Roma, indicato inizialmente come foedus equum e poi municipium. ricordi della storia sono spettri palpabili. Non esiste un personaggio storico che, da solo, possa rappresentare questo puzzle di realtà ed essere portato come simbolo per il mondo di oggi. Non Colombo, volto di Genova nel mondo che non può essere ristretto in un quartiere. Non il Balilla. Nemmeno Caterina Fieschi Adorno che diventò santa curando gli incurabili. Più che un volto, a rappresentare la storia di ieri e le contraddizioni di oggi in quest angolo di Genova può essere un luogo. È la Commenda di Prè, voluta e gestita dai cavalieri Gerosolimitani, spazio di accoglienza dove non si guardava alla razza o alla lingua. Avanguardia di solidarietà nel cuore delle piazze e dei vicoli dei mercanti, affacciata sui mare che univa le sponde più lontane quando il Mediterraneo era ilmarenostrum e non il cimitero delle navi dei veleni, la via di fuga dalla disperazione dei popoli del nordafrica. A due passi dai moli da dove partì l avventura della terza crociata e furono porto d attracco per mercanti e avventurieri la Commenda fu edificata a partire dal 1180 sull area dove anticamente sorgeva la chiesa del Santo Sepolcro. Edificio religioso e annesso ospizio per i pellegrini, convento e ospedale: era un mix sorprendente di esigenze sacre e profane, voluto da un personaggio ricordato come frate Guglielmo, appartenente all ordine dei Cavalieri Gerosolimitani dai quali nel secolo XV sarebbero nati i Cavalieri di Malta. E avrebbe svolto anche il ruolo di stazione marittima sulle rotte della Terrasanta per i crociati e i pellegrini. Oggi il piazzale esterno alla Commenda è un crocevia di uomini e donne di ogni nazione, cultura e fede. Ma è forse da sempre il destino delle città di mare: luoghi faticosamente alla ricerca di un equilibrio di pace. BRUNO VIANI LaCommendadiPrèeilcampaniledellachiesadiSanGiovanni UGO CANEFRI IL CROCIATO DI PRÈ CHE DIVENNE SANTO SIMBOLI, luoghi e persone. E dal passato riemerge il nome dimenticato di un cavaliere che la Chiesa cattolica ha elevato agli altari e ha lasciato un segno tangibile nella città vecchia: Ugo Canefri, un cavaliere gerosolimitano (l ordine di Malta) che fu curatore dell ospedale della Commenda dove operò fino alla morte, nel Di sant Ugo Canefri sono arrivate memorie frammentarie: nato nell alessandrino da una donna dei Fieschi, crociato lui stesso prima di dedicarsi all assistenza dei malati, è ricordato per pochi episodi e per la fama di santità: pagine ingiallite narrano come il santo avesse fatto sgorgare un torrente dove oggi sorge piazza Acquaverde, per venire incontro alle esigenze della gente. Parlano di miracoli avvenuti per sua intercessione. Santo dimenticato, Ugo Canefri è rimasto un nome sulle targhe della toponomastica stradale alle spalle di Principe. Ma è un simbolo da riscoprire: uomo d armi e poi di pace, costruttore di un ponte ideale tra l Islam e l Occidente. Due mondi che oggi faticosamente convivono alle spalle dei moli dove nacque Genova.

5 iprogetti 5 LE INIZIATIVE E LE PROPOSTE PER LO SVILUPPO RinascitaPrè emaddalena Apre la biblioteca. Moschea al Lagaccio TUTTA GENOVA in un solo Municipio. Specificità, pelle, colori e futuro. È una città dalle molte forme e dai molti luoghi, quella del Centro Est, riunione un po forzata di quartieri dal tessuto sociale eterogeneo come da nessun altra parte. E vetrina di tanti possibili sviluppi. O meglio di rilanci, dal momento che qui si gioca la partita della città che tenta di diventare turistica, quella dell emersione dal degrado, perfino quella dell apertura ad altri culti. E così il Centro Storico di via Prè attende il recupero della storica enclave della povertà, affidatoalvolanodella mega biblioteca universitaria ne nascerà nell ex albergo Columbia di Principe, il Lagaccio si confronta invece con lo sbarco della prima moschea della città. Minareto, polemiche e tutto il resto. Su altri punti della città vecchia si aspetta la manna dei contributi europei, mentre piazza delle Erbe si prepara a celebrare la rimozione delle macerie risalenti alla seconda Guerra Mondiale. Il dolore e il passato faranno spazio a una scuola. La speranza di Prè e dintorni doveva inaugurare il prossimo anno, in piazza Acquaverde. Il complesso che si propone come uno dei centri culturali più all avanguardia della Liguria. Purtroppo mancano all appello quattro milioni di euro per completare la realizzazione dell opera, che già aveva a disposizione un budget complessivo di 18 milioni. Quei quattro milioni necessari per acquistare ex novo tutti gli arredi sono già stati utilizzati per ampliare gli spazi dell edificio, con varianti di progetto che hanno infierito sui costi. Il rilancio della parte più buia del Centrostorico, chesitrovaaun passo dall ex Columbia, dovrà ancora aspettare. A Principe si attende anche che il restyling della stazione ferroviaria entri nel vivo e cambi davvero il progetto è di Grandi Stazioni e prevede molti cambiamenti cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Poco più in là stanno tornando a splendere le facciate del Ghetto, anche se il recupero sociale sarà partita complicata. Stesso discorso alla Maddalena, dove pure sono previsti milioni a go go, visto che il Comune ha presentato un progetto per aderire ai fondi europei per il recupero dei quartieri degradati. Se andasse in porto questo tentativo ci si troverebbe di fronte a un operazione di recupero senza precedenti. E mentre la zona del Carmine attende di entrare a far parte meritatamente del circuito del turismo cittadino (magari attraverso l effetto del recupero, con finalità differenti da quelle storiche, del mercato coperto), più in collina il Lagaccio si cimenta con lo sbarco del primo vero luogo di culto islamico della città. Sorgerà in via Bartolomeo Bianco, ma vede la strenua opposizione del Municipio e di un acceso comitato di cittadini. La convenzione tra la Comunità Islamica genovese e il Comune verrà sottoposta all approvazione del Consiglio comunale prima di Natale, il progetto vero e proprio della moschea (che avrà una cupola e un minareto) verrà presentato soltanto l anno prossimo. DANIELE GRILLO Un elaborazione grafica del progetto di Ponte Parodi >> PONTE PARODI SERVIZI PER LE CROCIERE E POLO COMMERCIALE APERTURA prevista un po ottimistica nel 2014, progetto all esame della conferenza dei servizi e in via di evoluzione, il maxiprogettodiponteparodièil più atteso del territorio compreso tra Foce e Sampierdarena. Qui un gruppo francese specializzato nella creazione di grandi centri commerciali realizzerà un polo di commercio, divertimenti e servizi per le crociere. Qui è infatti previstounaccostoperlenavi, qui sorgeranno negozi dedicatiallanauticamanonsolo, qui troveranno posto anche parcheggi, centri per il fitness e altro. Dimensioni della riqualificazione di questa linguadicittàsulmare(qual cheannofalacittàcelebrò l abbattimento di un grande silos granario): 38 mila metri quadrati. Sessanta i negozi previsti, 14 i ristoranti. Sarà l altro braccio rispetto a quello dei Magazzini del CotoneedelPortoAntico.Duecento milioni il costo dell intervento. Attualmente sono incorsoilavoriperlariprofilatura del ponte, ancora sconosciuto il nome dell armatore che farà attraccare qui lesuenavi.

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7 piazza nunziata 7 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIXNEIQUARTIERI Traffico,incubo senzafine Gli universitari:«non ci sono case in affitto» IL TRAFFICO che impedisce di programmare qualsiasi attività, i bus e i treni che non danno la certezza degli orari, i parcheggi che non ci sono o costanotroppocari. Lostudiomobile di Radio 19 e il Secolo XIX hanno incontrato i passanti in piazza della Nunziata e dintorni, luogo di incontro e crocevia di persone, cuore del polo universitario umanistico di via Balbi. Il centro del centro. «Io abito a Molassana racconta Ilaria Valentino. 20 anni e arrivare all Università è un disastro; servono cinquanta minuti quando va bene, altri studenti che abitano ad Acqui o Alessandria ci mettono meno, neanche tre quarti d ora e sono arrivati. E quando sono a De Ferrari alle sei e mezza di sera, non c è più un bus che mi porti a casa». Stabilirsi in zona non è facile, gli affitti sono diventati troppo alti per gli studenti anche nel mondo dei vicoli. Laura Cruz, 21 anni, spagnola che studia a Genova nell ambito de progetto Erasmus, dice di pagare 380 euro per una stanza doppia, ma è ancora fortunata. È fortunata, perché almeno ha trovato un alloggio. Un altra ragazza, Denise Oxe, che ha vinto una borsa di studio in Economia e commercio, siede fuori dalla residenza universitaria di piazza Truogoli di Santa Brigida. «Ho fatto domanda, posto non ce n è racconta così continuo a vivere con i miei a Sestri Levante e andare avanti e indietro, viaggio coni regionali VIABILITÀ CAOTICA Vivo a Molassana e per arrivare all università impiego 50 minuti, da Acqui ci mettono meno ILARIA VALENTINO studentessa perché l intercity costa troppo. Ed è un viaggio da un ora e mezza» Gran parte della popolazione che studia o lavora in centro abita altrove, vive gli spostamenti come un problema quotidiano. Marisa Giaconone, 53 anni: «Abito a Molassana, fino a Staglieno mi accompagna in auto mio marito, poi prendo il bus. Via Montaldo e via Assarotti, nelle ore di punta, sono unafollia. Cisonogiorniincuici si mette mezz ora, altri 35 minuti,altri ancora in cui un ora e mezza non basta. Come si fa? Non c è un senso logico, non si può programmare la giornata e si è costretti sempre e a partire in anticipo, per poi aspettare sprecando un sacco di tempo». Claudio Romano, 34 anni, viene dal levante cittadino e si è trovato più volte a vivere i problemi dei bus 17 in corso Europa. «Siamo sempre a piedi, si rompono sempre», lamenta esagerando forse un po. Ma è l ennesma conferma: il centro di Genova, per molti, è troppo distante dalle periferie. BRUNOVIANI Martino Serra, alla Nunziata, intervista per Radio 19 Marco Virdis LA CRITICA «IN CENTRO STO BENE MA MANCANO I BOX» «VIVERE in centro è bellissimo sintetizza Marco Virdis, 45 anni e non cambierei per nessun motivo. Il vero problema è il parcheggio che, per chi non può permettersi di comprare o affittare un box, è impossibile. Io e mia moglie Marina abbiamo resistito tre anni, tentando l impossibile. Poi, ci siamo arresi: e abbiamo trovato un posto al parcheggio della Marina, scoperto ma chiuso con una catena. Paghiamo 150 euro al mese, più il tagliando per la sosta dei residenti perché comunque non se ne può fare a meno,anche se i posti sono pochissimi e sempre occupati». Il cane Melissa, un cucciolone di pastore tedesco, si mette in posa davanti all obiettivo del fotografo. Lei forse preferirebbe gli spazi aperti della campagna, ma in fondo le basta essere accanto ai padroni. Un cane da difesa? «Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno risponde ma certo una volta che mia nipote è stata avvicinata da qualche ragazzo che la voleva abbordare, Melissa si è fatta sentire: è comunque un lupo e, se ringhia, fa paura».

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9 piazza cavour 9 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX Vicoli,ladroga nonèsparita Emerge con forza il tema della sicurezza LA CONVIVENZA difficile con il mondo dell immigrazione, la paura del diverso che fa paura. E la minaccia concreta della droga sotto casa. Sono realtà diverse, fantasmi da esorcizzare o problemi da risolvere. Ma è ancora una volta il tema della sicurezza al centro degli interventi di tanti genovesi che hanno voluto dire la loro ai microfoni di Radio 19 nella tappa ai margini della città vecchia, in piazza della Nunziata, nelcorsodelsuogiro della Liguria. Studenti universitari, commercianti, passanti. Persone che vivono quotidianamente la realtà dei vicoli o si confrontano come visitatori con un mondo pieno di contraddizioni. «Qui dietro, ai margini di piazza Santa Sabina e piazza Chiaffarino, è diventato uno spiazzo di consumo della droga dicelauraferro, 50 anni, titolare del solarium Mondo Solare l altra sera una signora ha chiamato i carabinieri:c era una coppia che si bucava e con loro c era il figlio piccolissimo, avrà avuto due anni. Il problema è che polizia e carabinieri si vedono troppo poco. Io sono costretta a parcheggiare lì lo scooter, tra le siringhe. Mio figlio è ancora un ragazzino e non vuole venire con me, ha paura: ti aspetto qui, mamma, mi dice quando vado al posteggio...». Francesco Ziellu ha ottant anni ed è un volontario di protezione civile. Ha l energia di un ragazzo. «Il problema è che possono drogarsi liberamente, noi possiamo intervenire solo se commettono dei reati dice si appartano in vico della Scimmia, in vico Sant Agnese. Cosa gli puoi dire? Ti rispondono che sono fatti loro se si drogano. E dal punto di vista della legge hanno ragione». Roberto Lavetti, dipendente del ristorante I (2) truogoli di piazza Santa Brigida (un angolo recuperato e suggestivo della città vecchia ai piedi di via Balbi) lamenta sconsolato: «Al mattino spesso nelle vasche dei truogoli si trovano siringhe usate, siamo noi a toglierle per tenere pulita la zona». Perché il degrado chiama il degrado e questa piazza, dove sorge anche una residenza universitaria, è uno dei simboli della ripresa dei vicoli. «Sì, gli studenti si accontentano di un panino al bar riprende e i posti dove andare a fare uno spuntino in via Balbi sono tanti. Ma il lavoro non ci manca: vengono soprattutto docenti e personale dell Università, a cena anche fino a tardi». B. V. Gabriele Resmini ai microfono di Radio 19 LAPAURAdiciòchenon si conosce, l immigrazione cheèrealtàquotidiana.èfenomenoallalucedelsole,con tanti studenti da Paesi anche molto lontani che arrivano a Genova all interno del progetto universitario Erasmus e uomini e donne che cercano unlavoroonesto.edèmovimento sommerso di immigrati che diventano manovalanza e talvolta protagonisti diprimopiano dellacriminalità. Così il dibattito sulla >> STRANIERI IMMIGRATI, TRA PAURE E VOGLIA DI INTEGRAZIONE moschea che nascerà al Lagaccio mentre già nella città vecchia il mondo dell Islam si riunisce in piccole sale di preghiera èalcentroditantiinterventi. Maria Carla Belgrano, 55 anni,in attesa del suoturnoalcoiffeurdivico della Fortuna, parte dal principiochelalibertàdicultoè undiritto,ma temecheil centro islamico diventi un polo per attività diverse. Ed è il refrain ricorrente in tanti interventi. Ancora Francesco Ziellu,80anni:«Èvero,in tanti Paesi islamici probabilmenteunachiesanoncelafarebbero fare. Ma l Italia per fortunaèunpaeselibero.e allora anche la libertà di realizzare una moschea deve essere riconosciuta».

10 10 Pensiamo ai manager che pensano Mana geritalia Servizi Srl alla Liguria! MANAGERIT ALIA GENOVA Associazione Ligure dei mana ger del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. Aggrega circa alte professionalità, tra dirigenti, quadri e professional. Fa capo a Mana geritalia, la Federazione nazionale che rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario priva to. Insieme alle altre 14 Associazioni territoriali offre un completo sistema di servizi e consulenze per la persona e la famiglia e opera costantemente con le istituzioni per la promozione e la valorizzazione del ruolo mana geriale e del contributo del mana gement allo sviluppo economico e sociale. Oggi Mana geritalia associa mana ger: dirigenti in attività che lavorano in aziende, oltre a dirigenti pensiona ti, quadri e professional. I SERVIZI Manageritalia Genova offre a tutti i suoi associa ti una vasta gamma di servizi validi ed evoluti, per coprire l intero percorso professionale e soddisfare le molteplici esigenze personali e familiari. I servizi riguardano la formazione, la professione, la previdenza integrativa, l ambito assicura tivo e sanitario. Numerose anche le inziative per la cultura e il tempo libero. PER IL TERRITORIO L Associazione ha come obiettivo primario la rappresentanza, la valorizzazione e la tutela verso politica, istituzioni, business community e società, del ruolo e dell apporto del management allo sviluppo economico e sociale. Dialoga con i principali stakeholder per dare voce e sostanza al contributo che i manager e le loro organizzazioni portano in termini di idee, proposte e inizia tive. I prossimi appuntamenti LUNEDI, ORE Assemblea associa tiva Palazzo Andrea Pitto Piazza Fossatello 3 - Genova GIOVEDI 5 evenerdì 6 NOVEMBRE, ORE 9.00/13.00 e14.00/18.00 P ort&shippingt ech Forum internazionale dell innovazione tecnologica per lo sviluppo competitivo e sostenibile del sistema portuale dello shipping Palazzo Ducale e Palazzo San Giorgio - Genova MARTEDI 10 NOVEMBRE, ORE Tavola rotonda L importanza di essere professional: la nuova mana gerialità Salone del Consiglio della Camera di Commercio di Genova - Via Garibaldi 4 il partner ideale per i manager di oggi - Via Ceccardi 1/5, Genova - Tel

11 porto antico 11 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX Expò,illuogodelcuore Il Porto Antico piace ma c è richiesta di più servizi e organizzazione SECONDO una recente ricerca, è il luogo del cuore dei genovesi. La riqualificazione del porto antico, iniziata con l Expo del 1992, è oggi una realtà: qui vengono pensionati, lavoratori in pausa pranzo, famiglie e con i bambini e studenti, che vengono a passare le giornate alla biblioteca De Amicis. «Devo essere sincero, quando avevano lanciato questa operazione non ci credevo», spiega MarcoCavaliere,33anni,mentre passeggia con la moglie e la figlia di appena 3 mesi: «Oggi devo ammettere che è vero: è il posto più bello dove andare quando rimani in città. Se devo portare degli amici che vengono da fuori veniamo qui». «Si sta bene e soprattutto è vicino dice Vittorio Fabiani, 83 anni É l unico posto dove prendere una boccata d aria. E pensare che una volta qui eraverboten». Oggi la sicurezza viene promossa: «Non c è paragone con il resto della città afferma un esercente Anche se ci sono dei distinguo: la parte che va dal Bigo alla Darsena ha più problemi». Per Massimo Quintano, proprietario di un bar, l area potrebbe essere gestita meglio: «Clienti ne abbiamo, ma sono gli eventi a essere organizzati male. Alcuni funzionano, ma spesso vengono allestite manifestazioni che non hanno molto senso. Dovrebbero pensare di più alle famiglie». Un piccolo angolo di paradiso per molti, che però ha i suoi problemi. «Trovo assurdo l uso delle Il Porto Antico, autentica risorsa per Genova LA RIQUALIFICAZIONE VINCENTE È l unico posto dove prendere una boccata d aria. Si sta bene. E pensare che era verboten VITTORIO FABIANI pensionato, 83 anni palme dice Antonio Carletti, attore di teatro, mentre passeggia con un amico Costa tantissimo mantenerle e non c entrano nulla con il paesaggio ligure e non fanno ombra. Sarebbe meglio una bella pineta. Mi pare che si punti tutto sul turismo mordi e fuggi». Per Francesca Morando, mamma di 35 anni, «non ci sono abbastanza servizi per i bambini». Carmelo Capizzi, pensionato, si gode l ombra però fa una critica: «Non dovevano togliere tutte quelle panchine solo per colpa di quattro balordi». Gli amici ridono e la replica arriva dal suo vicino di posto Francesco: «Accontentati, meno male che c è». In fondo il posto del cuore può anche servire per mugugnare. MARCO GRASSO

12 12 caricamento IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX DegradoaSottoripa «Vigili anti abusivi? Vengono, ma poi torna tutto come prima» NESSUNOquihadimenticato la passeggiata di Marta Vincenzi che, con giornalisti al seguito, aveva promesso una lotta senza quartiere al degrado e all abusivismo commerciale della zona di Caricamento. Era il 25 luglio scorso. Sono passati quattro mesi da allora, sono state installate delle telecamere in via Turati e una squadra della polizia municipale è stata dedicata alla repressione degli abusivi. Tutti sforzi inutili, secondo Michele Onorio, titolare della bulloneria di via Turati e portavoce dei commercianti di zona: «Non è cambiato assolutamente niente. Non abbiamo più parole». I commercianti avevano salutato con speranza l istituzione di un nucleo antiabusivismo dei vigili, ma poco è cambiato nel mercato abusivo: «Sono solo cambiati gli orari dice Onorio Quando c è un intervento gli ambulanti portano via la roba e dopo un ora tornano dov erano. Cominciamo a pensare che ci sia un progetto dietro a tutto questo. Due anni fa questa gente è arrivata tutta insieme, come se qualcuno gli avesse detto di venire qui. È impensabile che non si riesca a risolvere questo problema. E adesso l amministrazione ci chiede di accettare le bancarelle nella via, che è privata». Pietro Granara ha una pescheria a Sottoripa: «Genova è un caso unico in Italia lamenta il negoziante Solo qui il centro storico è un ghetto. C è troppa sporciziaedegrado,nonostantei dipendenti Amiu facciano un LostudiomobilediRadio19 PULIZIA INUTILE Genovaèuncaso unico: solo qui il centro storico è sporco, anche sel Amiufa il possibile PIETRO GRENARA negoziante di Sottoripa grande lavoro. I militari hanno un po migliorato la situazione, ma è comunque un palliativo. Noi facciamo di tutto per rendere la zona più vivibile, ma oltre questi portici c è un muro». Il muro sarebbe piazza Caricamento, un nodo irrisolto da anni. «Dovrebbe essere un biglietto da visita per la città sospira Cinzia, abitante della zona E invece guardi come è ridotta. Quello che potrebbe essere il luogo più bello della città, davanti all Acquario, è sporco e occupato da persone che bevono e sporcano». In tanti hanno provato a risolvere il problema, ma fino ad ora nulla è stato concretizzato. Marta Vincenzi aveva addirittura proposto di organizzare una sorta di spiaggia cittadina, con sdraio e tavolini. Ma l unico intervento effettuato, alla prova dei fatti, è stato quello di togliere le panchine. Un grido d allarme arriva anche dai ristoratori storici della piazza: «Rischiamo di chiudere. I nostri clienti non vengono più per via delle brutte frequentazioni. Il negozio di kebab della piazza vende solo birra ed è il ritrovo degli ubriachi del centro storico». MARCO GRASSO

13 carignano 13 ILVIAGGIODIRADIO19EDELSECOLOXIX «Marciapiedi pericolosi» Le buche nella strada, il timore degli anziani CRITICHE EACCUSE Ormai siamo invasi dai supermercati e l asfaltoè adir poco allucinante MATTEO SCHENONE tabacchino PROMOSSO APIENIVOTI Il quartiere èvivibile eamisuradi bambino e siamo vicini al centro PATRIZIA FERRUGIA ristoratrice CAIGNÀN non è più quella cantata da Fabrizio De Andrè in A Dumenega: «Qui la maggior parte dei marciapiedi è rotto, a giorni alterne le luci dell illuminazione pubblica restano accese fino alle 13 o alle 14 accusa Mauro Leverato Dire che i giardinetti fanno pietà è un eufemismo». Mariano Mariani a Carignano non abita ma lavora: «I parcheggi sono un problema, e anche il servizio pubblico è carente; c è solo il 35 e mi sono accorto che a volte ne arrivano anche quattro insieme e poi bisogna aspettare venti minuti. È limitata anche la presenza dei dettaglianti: molti negozi hanno chiuso». Conferma Matteo Schenone, professione tabacchino: «Ormai ci sono cinque o sei supermercati, e l asfato è allucinante». Già, è questo uno dei problemi più sentiti dai residenti: «I marciapiedi sono sconnessi, e le persone anziane cadono spesso», accusa Anna Ferrari. C è anche il rovescio della medaglia: «Sui marciapiedi non si può camminare perché sono invasi dai motorini sottolinea Guido Martini, titolare di un chiosco bar Ho dovuto spostare io una Vespa per far passare una carrozzina». Un momento, è sempre Carignano, un quartiere di benestanti, anche se il nucleo originario è formato da sfrattati dalla zona di via Madre di Dio, quindi gente umile e dei vicoli: «È un bel quartiere, vivibile assicura Patrizia Ferrugia È anche a misura di bambino: c è una bella villa. Poi è vicino al centro. E quando c è qualcosa da fare, si fa, sarà perché qui vivono anche alcuni assessori. In via Aspromonte sono sempre a pulire». Concorda Umberto Guerreschi: «È una zona di anziani, quindi abbastanza tranquilla. Abito in via Galeazzo Alessi; ogni volta che qualcuno nel palazzo viene a mancare si spera possa venire a viverequalchegiovane: nonèmai così, l età media è altissima. E poi c è il problema dei cani; anche io l ho avuto, ma quando sporcano bisogna pulire, mentre qui non tutti lo fanno». GIULIANO GNECCO Il vialetto pedonale di via Corsica a Carignano L APPELLO DIVISI SUL GALLIERA «MA SI VADA OLTRE» IL GALLIERA è uno dei simboli di Carignano, ma sul progetto di ristrutturazione nel quartiere non mancano i timori. Elda Negri ha invece un altra paura: l immobilismo. «Il problema che abbiamo a Genova osserva è che ci sono decisioni da prendere, bisogna andare avanti e non dire sempre no. Occorre risolvere le cose insieme». Negri, una vita nel quartiere, va oltre: «Non so se il progetto sia buono o no, certo però non ci devono essere supermercati: prima non ce n erano, ora sono parecchi. Si tratta di un lascito con uno scopo che deve essere mantenuto». Ciò detto, «può esserci uno spaccio a servizio dei pazienti e dei loro parenti, non di più. Sono qui da 70 anni, i miei figli sono nati qui, però non si può sempre e solo dire no, come per la Gronda. Bisogna guardare oltre. Io sono anziana, ma penso al futuro dei miei figli». Comunque, «il quartiere è tranquillo, anche se i marciapidi sono da mettere in sicurezza, e non ci sono più i fiori nelle aiuole». G.GN.

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15 castelletto 15 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX «Senzaposteggi masivivebene» Un quartiere con poche criticità. Un miraggio i posti auto FUGA dal paradiso: «Qui ci sto poco; appena posso me ne vado nella Svizzera ligure: Torriglia», assicura il barista Carlo Mauro. Che però precisa: «Mi sono trasferito per i cani e i gatti». Appunto, perché questa è Spianata Castelletto, zona nobile che domina la città, della quale si ha una vista mozzafiato. «Io però preferisco il Carmine sottolinea Alida Garbarino Qui è triste, alla sera i locali chiudono e non c è vita. Nel centro storico c è maggiore solidarietà, e anche la criminalità non esiste se ci vivi». Nei vicoli, dalla Torre degli Embriaci, abita Elio Cartasegna, «ma sono venuto in Spianata a godermi la vista». Però, «il lato positivo è che c è un terrazzo che è una meraviglia nota Pietro Bozzo È un bel quartiere». Franco Neri passeggia sulla Spianata con il figlio: «Qui si sta bene, è anche a misura di bambino. Ci sono ville e parchi, c è verde». Però poisitornaalpunto:«mancano i parcheggi», ribadisce Gianfranco Pantaleone. Al quale fa ecoluigirusso: «Quando ci sono i parcheggi, per un giorno Il marciapiede dissestato in spianata Castelletto ci vogliono euro. E comunque, se uno deve lavorare, sono troppo lontani dagli appartamenti». Patrizia Del Papa abita proprio in Spianata, «ma la vivo poco, lavoro nel Centro Storico che è un piccolo paese nella città. Certo qui il posteggio è problematico, ma io prendo l ascensore». Tommaso Carpi è il macellaio della Spianata: «Il problema sono i posteggi, è vero. Ma bisogna cercare il pelo nell uovo, perché qui si vive bene. Anzi, a esseresinceriperarrivareinspianata i mezzi pubblici vanno troppo veloci, in una stradina che richiederebbe un massimo di 20 chilometri all ora: se un bambino attraversa, rischia di esserci una disgrazia». Gaetano Rivato ammette: «Lavoro qui da tanti anni, mi ci sono trasferito da poco. E dopo dieci giorni sotto casa mia c è stato uno scippo». Maria Scotto denuncia che «gli spazi sono pochi per i bambini; serve pulizia. E mancano i parcheggi». Luciano Gaggero, tabacchino, a Castelletto è una istituzione: «Qui si vive bene, è una zona tranquilla», assicura. Ma il direttore di una filiale bancarialocontraddice:«veramente sono qui da pochi mesi, e dopo pochi giorni ho avuto una rapina». Sono le contraddizioni di Catelletto. Come la battaglia per le moto di sera in Spianata: i residenti hanno raccolto firme per vietarne l accesso, i commercianti le stanno raccogliendo per favorirne il passaggio. O la Croce Blu di Castelletto, sfrattata dalla storica sede praticamente fra il silenzio generale nonostante tutto ciò che ha fatto in questi anni per il quartiere. GIULIANO GNECCO >> IL COMITATO «TROPPA SPORCIZIA E RUMORI» «CASTELLETTOsarebbe un quartiere stupendo». Alessandra Capozzi usa il condizionale. E aggiunge,«se non ci fosseroibuchiperterra». Non solo:«vengono i turistiesiamoilbigliettoda visitadellacittà,eiomi vergogno. Perché c è sporcizia ovunque, cassonettiinbellavista.edi nottec èunrumoreche non si può dormire». Capozzi fa parte del Comitato per Castelletto. Come Raffaella Sanguineti:«C è una carenza di parcheggi allucinante accusa Ioho lasciato la macchina a tre fermate di bus. Pagheremmoanchepiùdei25 euro l anno per l Isola Azzurra,secidesseroiposti. E mancano le strisce bianche che dovrebbero esserci per legge». Insiste Cristina Persi, sempre del Comitato:«Il Comune ha venduto ticketperlebluarea.solo checisonosolo3.500 parcheggi: qualcosa non torna».letresociedel Comitato mostrano anche gli alberi che portano al terrazzo panoramico: non solo sono talmente bassi da essere pericolosi, ma le radici dei pini hanno reso scosceso il marciapiede. G.GN.

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17 san vincenzo 17 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX Un isolafelice conmugugno I commercianti:«mancano i collegamenti» PER TUTTI, abitanti, commercianti e visitatori è da sempre un isola felice. Un enclave sottratta alla modernità, dove basta una passeggiata per fuggire al paesaggio urbano e ritrovarsi in un piccolo borgo, fatto di edifici bassi, traffico pedonale e piccole botteghe. Ma il problema principale (uno dei pochi, a onor del vero) di via San Vincenzo, è lo stesso delle isole: la mancanza di collegamenti. Almeno questo è quanto sostengono i suoi esercenti. «C è un grosso problema che ci tiriamo dietro da anni e riguarda salita della Tosse e salita della Misericordia», spiega il presidente del Civ Ermanno Resina». Per questo qualche anno fa il Civ di zona aveva presentato un progetto per fare connettere la via alla zona di piazza Corvetto e via Assarotti. «Si tratta di un project financing per la costruzione di un silo dice Resina In quella zona dovrebbero sorgere dei parcheggi, una palestra, uno spazio a disposizione di Amiu, un aula per insegnare ai ragazzi i mestieri e un area sul tetto destinata al carico scarico merci», La proposta fino ad ora non ha ricevuto una vera risposta. «Dire che è tutto fermo è un eufemismo conclude Resina Il fatto è che in questa città si decide e si fa poco». Mal di pancia condivisi da molti commercianti, come ad esempio Damian Ranasinghe, proprietario di Soho. «La cosa che è più avvilente spiega Ranasinghe, è che uno si sforza per tirare su delle attività che funzionano e deve sempre lottare contro tutto. Sembra che il Comune percepisca i locali come dei problemi mentre invece sono spesso delle soluzioni. Ho altri locali, siamo stati tra i primi ad aprire nel centro storico e ora siamo diventati i responsabili del degrado». Nonostante questo, bisogna dirlo, via San Vincenzo rimane unodeiluoghidelcentropiùvivibili, e questo viene ripetuto spesso sia dagli abitanti che dai commercianti. Nonostante questo, qualcuno fa notare che i problemi esistono anche in questo angolo di città. «Di notte succede di tutto denuncia Francesca Conte, proprietaria del negozio di abbigliamento Girls Sotto i portici di giorno abbiamo i ragazzi, che sporcano e fanno rumore, di notte succede di continuo che senza tetto si fermino a dormire e a fare i propri bisogni. In una parte di città così bella ci sarebbe bisogno di più ordine e pulizia». MARCO GRASSO E PER cercare qualcosa chenonva,inunazonatrale più belle e apparentemente senza problemi di tutta la città,perunavoltanonbisogna alzare la testa e guardarsi intorno, ma restare con lo sguardo per terra. «Lestradesonopienedi buchi denuncia Pietro Toninelli, avventore del Caffé Rolando,notobardiviaGalata, fronte al Mercato Orientale Conosco gente che è caduta qua davanti. Possibile che il Shopping di domenica nell autunno di via San Vincenzo >> LA CRITICA MA LE STRADE VICINE SONO PIENE DI BUCHE Comune non riesca ad aggiustarle?». Se infatti il lastricato diviasanvincenzorasentala perfezione, è chi vive e lavora nelle vie circostanti a lamentare carenze nell arredo urbano.«vede quel cantiere? Non è esattamente il modo migliore per combattere la crisi dice Fernanda Bianchi, davantialsuonegoziodiabbigliamento in via Colombo Adessoc èilcantieremai marciapiedi in questa via sono davvero indecenti. le mie clienti più anziane rischiano sempre di farsi male. SiamoattaccatiaViaSanVincenzo e non possono arrivare le macchine: dovrebbero pavimentare anche questo tratto di strada». M. GRA.

18 18 Genova Via Roma 52R patriziapepe.com

19 mercato orientale 19 IL VIAGGIO DIRADIO19EDELSECOLOXIX «Conlabluarea mercatoarischio» I commercianti: i clienti spendono troppo e non vengono PIAZZA COLOMBO, ore di un giorno feriale. Due macchine tentano con fatica di uscire dall ingorgo di auto posteggiate in seconda o terza fila. C è chi ha lasciato le quattrofrecceechihaabbandonato il mezzo per andare a fare qualche acquisto. Un ausiliaria della sosta fa qualche multa, senza troppa convinzione. Anche perché, spiega, «la situazione è tutti i giorni così e i camion merci devono pur scaricare le merci». Il problema parcheggi è un problema sentito in tutto il centro. Ma per questa zona, in particolare per gli operatori del mercato orientale, la questione è percepita come una vera e propria emergenza: «Già fatichiamo per la crisi economica dicemauriziomoro, titolare di una pescheria all interno della struttura comunale La Blu Area ci taglia le gambe. È vero, le spese non sono alte, ma i nostri clienti non vengono perché sono costretti a spendere un capitale in parcheggio. E le persone anziane, molti clienti abituali del mercato, rinunciano a prendere Il mercato orientale SERVONO AGEVOLAZIONI PERCHIVIENEAFARELASPESA «Questo sistema di sosta ci penalizza, il Comune dovrebbe pensare a tariffe ridotte» CONSUELO ROVATTI titolare banco di prodotti biologici al mercato l autobus. A questo vanno aggiunti anche gli scioperi: ogni volta che viene bloccata la viabilità per noi è un dramma, passiamo intere mattinate senza lavorare. E se si porta a termine la proposta di far pagare un ticket in centro per noi sarà la morte». Tra i banchi della frutta e della verdura, i mugugni dei commercianti finiscono sempre per toccare lo stesso argomento: «Siamo penalizzati da questo sistema di sosta sospira Consuelo Rovatti, che gestisce un banco di prodotti biologici L amministrazione dovrebbe introdurre delle tariffespecialiperchivieneafare la spesa. Hanno tolto persino i posti per le moto. In queste condizioni raggiungere questo mercato, soprattutto il sabato, diventa proibitivo». Non si ferma solo alla dimensione economica il disagio degli operatori. In alcuni casi, c è anche un legame affettivo, per chi come Alfonso Rela porta avanti l attività di famiglia da quattro generazioni: «C èancoratroppoabusivismo dice il commerciante I vigili ogni tanto fanno le multe, ma questa gente non le paga: sarebbe più efficace sequestrare la merce. È un danno immenso per chi come noi ha dei dipendenti in regola, paga regolarmente il canone e le tasse. Un altro problema riguarda il taccheggio: la vigilanza non è sufficiente. Senza contare che ora che il nuovo mercato è stato spostato a Bolzaneto le spese sono aumentate». MARCO GRASSO >>IPREGI «QUI SI COMPRA FRUTTA FRESCA A BUON PREZZO» NONèsolomerce quellachesivendeinquestapiccolaisoladicittà.il mercato orientale, con i suoiodori,isuoicoloriela sua atmosfera da piccolo borgoèunpuntodiriferimento per molti genovesi, pertuttiquellichevannoa farelaspesaincentroma preferiscono la familiarità di queste piccole attività piuttosto che gli spazi più grandi ma più freddi della grande distribuzione. «Iovengoquidasempredice Giannina Rocca, pensionatadialbaro Su molte cose si risparmia, permeèsicuramenteil miglior posto del centro di Genova, l unico dove si può comprare alimenti freschi e di buona qualità». Martino Buono, pensionato, frequenta la strutturadaanni:«trovituttoe puoi ancora preparare una cena con verdura fresca di stagione. Certo però che conlacrisièdiventato caro». I servizi di collegamento possono però non essere all altezza:«vengo a rifornirmi qui perché conosco i negozianti lamenta Adriana Rancan Però che fatica venire da San Fruttuoso con i mezzi pubblici: lalinea46èunostrazio». M. GRA.

20 20 Con i fondi europei della Regione al via il progetto integrato per il risanamen to della Maddalena Nel piano definito dal Comune di Genova una Scuola degli antichi mestieri, servizi e centri sociali, asilo, rifacimento dei percorsi e delle fognature, nuovo arredo urbano. Quasi 10 milioni di euro dai contributi regionali del FESR. Previsto l avvio dei lavori nei primi mesi del Nell ambito del Piano Operativo Regionale (P.O.R.) dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) Liguria ( ) trovano attuazione 10 Progetti Integrati di rigenerazione urbana in contesti che presentano particolari criticità sotto il profilo della vivibilità, della qualità e quantità dei servizi in ragione della forte concentrazione insediativa, localizzati in grandi centri urbani, con popolazione residente superiore a abitanti. Ciascun Progetto Integrato è cofinanziato dai fondi del P.O.R. per un massimo di 9 milioni di euro a fronte di un investimento minimo di 10 milioni. Ciascun soggetto attuatore concorre in ragione di almeno il 20% dell importo complessivo dell investimento. Hanno proposto Progetti Integrati, che sono stati ammessi ai finanziamenti, i comuni di Genova, Imperia, Sanremo, La Spezia, Savona e Vado Ligure in associazione con Savona. A Genova si tratta di quattro interventi (Prà Marina, Madda lena, Sampierdarena, Molassana). N el Municipio Centro Est si colloca il progetto per il sestiere della Maddalena, nel centro storico, dove marginalità sociale e impoverimento del tessuto econom ico rappresentano i maggiori deterrenti per il rilancio del quartiere. L azione proposta si concentra nel recupero e riconversione di alcuni immobili, il principale dei quali, in adiacenza alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, ospiterà la Città dei mestieri che ora si trova a Cornigliano, con lo sviluppo di una Scuola degli antichi mestieri in collaborazione con la Scuola Edile e l Università, e dotato di spazi espositivi che saranno utilizzati anche dalla Galleria Spinola. Un altro spazio oggi degradato tra Via della Madda lena e Vico della Rosa ospiterà servizi sociali e educativi, un asilo nido e attività sociali. Un terzo intervento di riqualificazione riguarda poi la realizzazione di un Centro sociale in Vico del Papa, dietro il Coro delle Vigne, per lo sviluppo di attività già avviate nel quartiere. Infine opere di miglioramento della vivibilità sono previste per la ripavimentazione e il rifacimento di fognature, servizi e arredi urbani nelle aree di piazza Cernaia e piazza Posta Vecchia, così come per l ascensore che in galleria collega l area a Castelletto, e per la realizzazione di locali chiusi per ospitare i cassonetti dell AMIU. Sarà riorganizzato con una gestione informatizzata il sistema di accesso per il rifornimento delle merci. La fase di progettazione è in stato avanzato e l avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del L investimento comple ssivo è di oltre 11 milioni e 131 mila euro. I fondi assegnati dalla Regione Liguria sono euro più un premio alla progettazione di un altro milione di euro. Procede l attività per il recupero del Ghetto. Un finanziamento di quasi 8 milioni (35% regionali). I Contratti di Quartiere sono programmi di recupero urbano che hanno la finalità di migliorare le condizioni ambientali dei quartieri degradati, mediante un insieme di interventi di edilizia sovvenzionata, agevolata e connesse urbanizzazioni nonché azioni socio economiche finalizzate a migliorare l integrazione sociale e culturale dell area. Nell elaborazione del progetto per il Ghetto, area particolarmente degradata nel centro storico (tra Via Lomellini, Via del Campo, Via delle Fontane e Piazza della Nunziata) sono stati coinvolti numerosi soggetti pubblici e privati, con attenzione alla partecipazione dei residenti e al coinvolgimento di risorse private con la comune finalità di rendere più ampia e incisiva l azione di recupero. I contratti di quartiere sono finanziati per il 65% dal Ministero e per il 35% dalla Regione Liguria. Le procedure di approvazione sono state definite dal Ministero nel 2005 mentre l Accordo di Programma Quadro è stato sottoscritto nel marzo 2007, con il quale sono stati precisati gli impegni finanziari e le modalità di attuazione degli interventi, per un finanziamento pubblico complessivo di euro. Il progetto esecutivo è stato regolarmente presentato nei tempi previsti, e nel dicembre del 2007 è stata comunicata dal Ministero l approvazione del progetto e dato il via al programma. In particolare il programma prevede la realizzazione di una residenza sociale specialistica nella Casa della Giovane, la riqualificazione dell isolato in condizioni più critiche mediante opere di consolidamento strutturale, la concessione di contributi ai condom inii privati (30% del costo di intervento) per il recupero delle parti comuni, la riqualificazione della viabilità con il rifacimento delle sottoutenze, l inserimento di una scuola materna e di alloggi sociali nel complesso di San Filippo, oltre ad una serie di azioni sociali (la Casa di Quartiere, un ambulatorio sanitario, una residenza per giovani artisti). Il Comune di Genova ha rispettato tutte le scadenze previste e configurato un programma di recupero articolato tentando di coinvolgere anche i privati nel recupero dell area. Il programma è in fase di attuazione e gli interventi porteranno ad una concreta riqualificazione del quartiere: si è riusciti a convogliare sull area un finanziamento statale e regionale di quasi di Euro, attivando contestualmente un volume di investimenti privati (recupero dei condominii, intervento della Curia sulla Casa della giovane) di più di di Euro. R r a Le Po ve A p pa in l a di pu ha op Il P So di un ne e r gu L a fin 33 8 l a e a ute le co ne al as Via ca Ne pro Pro int de de pro di Informazione a cura della Regione Liguria

21 21 li, i Regione e Comune nel centro storico recuperano alloggi di edilizia pubblica assegnati anche a canoni m oderati Le opere di ristrutturazione e restauro eseguite da ARTE e ultimate in grande misura nel Tra Porta Soprana, S.Donato e Via dei Giustiniani assegnati, affittati o messi in vendita 85 alloggi e una ventina di locali comme rciali L attività della Casa Paganini e le residenze per studenti. e ì à r la to A partire dall anno 1989 il recupero del patrimonio edilizio esistente ha costituito, in linea con gli indirizzi della politica regionale, l attività di maggior rilievo dell ARTE di Genova, società operativa per l edilizia pubblica che, soprattutto negli ultimi anni, ha attuato l impulso alla definizione delle opere dato dalla Regione Liguria. Il Programma Organico d Intervento di Porta Soprana - San Donato, nel centro storico di Genova, rappresenta a livello regionale un attività di carattere innovativo con la quale nel corso degli anni vengono recuperati e restituiti alla città interi isolati che dal dopo guerra versavano in grave stato di abbandono. L attività di ARTE ha comportato, quale esito finale, il recupero di 12 edifici, per complessivi 33 alloggi di edilizia residenziale pubblica, 8 locali commerciali ed un locale destinato a Laboratorio Migrazioni, oltre al rifacimento e alla razionalizzazione delle relative sotto utenze e alla sistemazione di tutte le pavimentazioni. Il programma si è concluso con la consegna da parte dell Azienda nel corso dell anno 2008 di tutti gli alloggi al Comune affinché provvedesse alla loro assegnazione. Via Dei Giustiniani: case popolari e affitti a canone moderato Nella seconda metà degli anni 90 viene promosso dalla Regione Liguria un nuovo Programma Organico d Intervento che interessa l area che fa riferimento a Via dei Giustiniani, sempre nel centro storico del capoluogo. L obiettivo principale del programma, per quanto riguarda l attività di ARTE, è quello di acquisire al patrimonio pubblico interi edifici non utilizzati a causa del loro elevato stato di degrado. Per poi procedere al loro recupero. Il programma approvato prevede inoltre la compartecipazione di 18 condomini privati ed la sistemazione delle pavimentazioni dell intero ambito urbano. ARTE ha operato in un primo tempo acquisendo complessivamente 21 alloggi e 5 locali commerciali. A livello nazionale lo Stato promuove, agli inizi degli anni 90, nuovi strumenti di programmazione integrata. Fra questi rientrano i cosiddetti Contratti di Quartiere. Ancora una volta, a carattere sperimentale ed innovativo, la Liguria presenta una proposta che riguarda il recupero del centro storico di Genova. L ambito prescelto è proprio quello di Via dei Giustiniani dove sono presenti, non a caso, i diversi edifici già di proprietà pubblica. ARTE di Genova prosegue l intrapresa attività di acquisto di immobili e procede al loro integrale recupero. L attività dell Azienda consente di mettere a disposizione delle fasce più deboli della popolazione, diversificando per altro l offerta, 22 alloggi di edilizia residenziale pubblica, 17 alloggi in locazione permanente, 13 alloggi da porre in vendita/locazione a libero mercato. Le scelte della Regione Liguria e del Comune di Genova danno così risposte diverse agli strati più disagiati e anche alle famiglie a basso reddito che però possono permettersi di pagare un affitto moderato. Sono stati inoltre recuperati gli spazi che consentono di poter disporre di 10 nuovi locali commerciali. Tutti gli alloggi sono stati ultimati nel corso dell anno 2008 e consegnati fino ai mesi più recenti. La Casa Paganini e gli alloggi per studenti La presenza di ARTE nel centro storico di Genova ha fatto si che una parte significativa del patrimonio esistente sia stata acquisita al pubblico consentendo che molti di questi edifici fossero restituiti alla città restaurati nel loro aspetto materiale e con attribuite nuove e ritrovate funzioni. ARTE ha, per esempio, restituito alla comunità genovese alcuni spazi di grande pregio architettonico situati nella collina di Castello destinandoli a nuova sede del Teatro N. Paganini. Qui la fondazione Casa Paganini prosegue anche con il sostengo della Regione Liguria e il rapporto con l Università una attività di musica sperimentale legata alle sofisticate tecnologie della comunicazione che attira interesse in tutto il mondo, oltre alla programmazione di concerti di musica classica e contemporanea. ARTE ha partecipato anche al programma di alloggi per studenti mettendo a disposizione dell Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari (ARSU), dopo averli recuperati, un totale di 163 posti letto e 11 locali destinati a spazi di uso comune, sale di lettura e postazioni informatiche. Dalla Regione Ligur ia per Geno va Municipio Centr o Est

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