SONDRIO ANCORA VIVA LA POLEMICA SUL CEDRO A PAGINA 33 RIFLESSIONI A MARGINE DI UN FATTO SENZA UN «PERCHÈ» A PAGINA 31

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1 D E L L A D I O C E S I D I C O M O ANNO XXXV 27 FEBBRAIO 2010 E 1,20 8 PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO DOWN E... IPOCRISIA Tutti hanno condannato l ignobile gruppo comparso domenica scorsa su Facebook con un titolo da brividi: «Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down», ennesima dimostrazione di come il social network più diffuso nel mondo si presti con troppa facilità a progetti deliranti. Il sito è già stato oscurato, ma il problema resta, e lo sdegno non basta. Occorre sicuramente una maggiore regolamentazione del web, ma serve anche un progetto educativo di più ampio respiro che sappia offrire valori e regole ma soprattutto dare risposte adeguate alla domanda di senso della vita. Purtroppo, su questo terreno, l unanimità dell indignazione si squaglia come neve al sole. Anzi, la vicenda del gruppo, che su Facebook oltraggia i bimbi Down, è una vera e propria cartina di tornasole che ci riporta alla consueta schizofrenia con cui questi argomenti vengono affrontati nella nostra società libertaria. Mi risulta che soltanto il quotidiano Avvenire abbia osato segnalare la sottile ipocrisia che si nasconde dietro il facile sdegno per un azione mediatica così vigliacca. «Il signore della notte» e «il vendicatore mascherato» che hanno fondato il sito (si tratta dei nomi fasulli di coloro che non hanno il coraggio di farsi vedere in faccia... sul «libro delle facce»), a fianco della foto di un neonato Down con la parola scemo, scrivono: «Perché dovremmo convivere con queste ignobili creature, con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini Down sono solo un peso per la nostra società. Come liberarci di queste creature in maniera civile? Usando questi esseri come bersagli nei poligoni di tiro». Ovvio che su tutte le bocche fiorisca, immediata, l indignazione. Eppure l affermazione fatta dai tanto vituperati responsabili del sito, si rischia di trovarla, tale e quale, anche tra i proclami del progressista di turno, che invita a prevenire con l ausilio della scienza la nascita di questi infelici, evitando che diventino un «peso» per le loro famiglie e per la società, salvandoli da una «qualità di vita» scadente. Già: «come liberarci di queste creature in maniera civile?». Con l aborto, che è la scelta del 90% delle donne che hanno scoperto grazie alla diagnosi prenatale di portare in grembo un bambino affetto da sindrome di Down. In questa «maniera civile» le nascite di bambini Down in Italia dal 1960 ad oggi sono passate dal 2% allo 0,5% sui bimbi nati. Eppure, eliminare un embrione affetto da sindrome di Down (che non è una malattia) equivale a compiere una discriminazione genetica. Mi sono chiesto come si sarebbe comportato Gesù. Avrebbe certamente messo nel mezzo i bimbi Down, accarezzandoli con immensa dolcezza, e ripetendo le parole che ben conosciamo. Senza dubbio, poi, avrebbe tentato di dialogare con quei peccatori di Facebook, per cercare di affascinarli alla vita, che ancora non conoscono. Ma avrebbe investito la massa degli indignati con le parole che usava abitualmente con i farisei: «Razza di vipere... ipocriti... sepolcri imbiancati...». don AGOSTINO CLERICI Cristo è venuto nel mondo per liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la nostra vita a prescindere da Dio... Il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, ciò che non va nella propria vita. La Quaresima è... un tempo, possiamo dire, di agonismo spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l ascolto della Parola di Dio e la penitenza. (Benedetto XVI, 21 febbraio 2010) VISITA PASTORALE IL VESCOVO NELLA ZONA PREALPI: LA PRESENTAZIONE DI SOLBIATE, CONCAGNO E CAGNO ALLE PAGINE 8 E 9 QUARESIMA MISSIONARIA PROSEGUE IL CAMMINO VERSO LA PASQUA A PAGINA 13 SONDRIO ANCORA VIVA LA POLEMICA SUL CEDRO A PAGINA 33 RIFLESSIONI A MARGINE DI UN FATTO SENZA UN «PERCHÈ» A PAGINA 31 SONDRIO LA MOSTRA SU GIOTTO A PAGINA 29 COMO UN POPOLO DI 43ENNI La popolazione comasca invecchia. A mantenerci giovani sono gli stranieri. Una interessante fotografia del nostro territorio fornita dall ultimo documento di programmazione dell Asl di Como. A PAGINA 15 COMO LA CRISI COLPISCE IL VOLONTARIATO Una riduzione di risorse importanti obbligherà il Csv di Como (e tutti i Csv lombardi) ad un importante ridimensionamento delle attività. A PAGINA 16 COMO DUE CENTRI PER UNA CITTÀ A PAGINA 17 COMO UNA CASA DI LAMIERA IN CONGO Una lettera di fratel Mauro Cecchinato ci riconduce allo spirito missionario guanelliano. A PAGINA 19 SCUOLE CATTOLICHE L ISTITUTO MATILDE DI CANOSSA A PAGINA 20 LIBRETTO PER LA BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE Ha come fulcro la Sacra Famiglia di Nazareth il libretto per la benedizione delle famiglie edizione È possibile effettuare le prenotazioni presso Il Settimanale (da lunedì a venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 18.30, telefono ) COMO LA FIACCOLATA LOURDIANA CON IL GTR A PAGINA 23 Benedizione delle famiglie 2010 Costruisci, o Dio, la nostra casa! 1

2 P A 2G I N A RIFLESSIONI MEDITAZIONI DI DON AGOSTINO CLERICI INCONTRARE IL RISORTO Diversi possono essere i modi di accostare il centro del messaggio cristiano:la morte-risurrezione di Gesù di Nazaret. L Autore non segue il percorso storico e neppure quello strettamente esegetico. Potremmo definire la sua una prospettiva strettamente pastorale: Ho pensato di raccogliere in queste pagine il frutto dei Tridui pasquali che ho vissuto con la mia comunità. Dunque, pagine di un presbitero che - con la sua comunità - vive il mistero pasquale. Alla luce di una prospettiva: Ho voluto riassumere i tre momenti del Triduo in altrettante forme. Che cosa intendo per forma? E la modalità con cui ci raggiunge l amore di Quattro domande al direttore de Il Settimanale della diocesi di Como, parroco di Ponzate e autore del volume edito da Paoline in questi giorni Parola noi FRA GEN 15, SAL 26 FIL 3,17-4,1 LC 9,28-36 Nella Trasfigurazione c è tutto il cammino fino a Gerusalemme di ANGELO SCEPPACERCA SECONDA SETTIMANA del Salterio Dio fatto carne in Gesù. L amore ha sempre bisogno di una forma per essere umanamente percepito e vissuto. E l Autore precisa: Gesù ha voluto assumere tre forme nella sua Pasqua. A dire il vero, la forma è una sola, è quella del pane, che è la forma perenne che ne perpetua la memoria. Ma essa ha dovuto inverarsi storicamente nella forma della croce. E la risurrezione ha reso necessaria la forma del riconoscimento. Seguendo questa prospettiva, le riflessioni propongono un percorso che parte ogni volta da un incrocio tra due persone, si sedimenta in un luogo, trova il suo significato in un gesto. Il volume ripropone poi tre omelie e tre preghiere che hanno scandi- Don Agostino, il titolo del tuo libro è, in fondo, l itinerario del cristiano... «Proprio così. Il cristianesimo scaturisce solo dall incontro con la persona di Gesù Cristo. Ogni altra mediazione, compresa la Parola, è al servizio di questo incontro. Paradossalmente, uno potrebbe conoscere alla perfezione l esegesi di ogni brano della Bibbia e non essere entrato per nulla nell avventura cristiana, perché gli manca l incontro con Gesù Cristo risorto. Non basta sapere che la felicità consiste nell incontro con Dio, bisogna lasciarsi abbracciare da Lui. E si è fatto carne proprio per incontrare la mia carne. Ed è risorto nel suo vero corpo proprio per dare ad ogni uomo la possibilità reale di incontrarlo ancora. Sant Agostino ripete spesso questa verità nei suoi scritti: Dio ha scelto di diventare uomo perché potesse incontrarlo anche chi non sa vedere Dio. L umiltà dell incarnazione è la nave per attraversare il mare del mondo». Il tuo è un libro che nasce sul terreno della predicazione del Triduo pasquale. Una raccolta di omelie, dunque? «Solo in un certo senso. C è il rischio di pensare che ciò che è pastorale sia poco profondo. Invece, in quel ribaltamento religioso che è il cristianesimo, avviene esattamente il contrario: la carne - la concretezza di una comunità cristiana - è il veicolo della salvezza, e una sana teologia si fa meglio dal pulpito che dalla cattedra. Questo libro sedimenta in un percorso alcune omelie, ma quelle stesse omelie sono in verità il frutto SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA - C LUCE DA CONTEMPLARE C to la predicazione dell Autore nei giorni del Triduo pasquale. Sono pagine di un presbitero che riflette a voce alta con la propria comunità: si avverte l afflato pastorale e la tensione che invita a condividere; pagine che accostano il mistero pasquale dal di dentro e che sollecitano ad una consapevole partecipazione liturgico-esistenziale. Pagine da leggere per comprendere, seguendo il percorso delineato, aspetti e sottolineature dell evento pasquale che non sempre sono percepiti. Il volume è testimonianza di una esperienza e invito a riscoprire la Pasqua come evento che interpella i credenti. ARCANGELO BAGNI è sempre luce nella Parola. Oggi è particolarmente forte, al punto che la Chiesa d Oriente sceglie questa come l immagine perfetta della liturgia, l icona splendida della gloria di Dio. Il significato è semplice, ma profondissimo: il Messia-Salvatore è Gesù. Attorno a questo centro ci sono gli elementi che lo compongono: gli otto giorni, i tre discepoli testimoni, il monte, la preghiera, la veste raggiante, Mosè ed Elia. Pietro, Giacomo e Giovanni sono importanti perché riconobbero in Gesù la realizzazione di tutte le attese dell Antico Testamento. Il monte è il posto della manifestazione di Dio, come lo fu per Mosè ed Elia. Gesù, in preghiera, viene investito da una luce sfolgorante, segno evidente della gloria di Dio su colui che gli è unito in modo unico. Mosè ed Elia sono i grandi uomini di Dio. I discepoli, anche stavolta, sembrano non essere all altezza della situazione, non comprendono il maestro (sarà così fino alla risurrezione e a pentecoste). La proposta di Pietro, di fare tre tende, è talmente fuori luogo che Luca quasi lo scusa dicendo che non sapeva quello che diceva. Noi sappiamo che, nella sua, c è tutta la nostra tentazione di fermarci. Colpisce la solitudine di Gesù. Viene subito in mente quella nell orto degli ulivi. Essere prediletti non scampa dal sacrificio. Gesù inizia il cammino verso Gerusalemme. Chi è con lui lo deve seguire e non fermarsi alla contemplazione della gloria. È la stessa voce del Padre, nella nube, a dire chi è Gesù e cosa attende i discepoli. Da questo momento ciò che conta è ascoltare la Parola di Gesù. Torniamo a quelle vesti di Gesù diventate così chiare da abbagliare. La luce del corpo passa anche alle vesti che divengono gloriose come il corpo di AGOSTINO CLERICI, Incontrare il Risorto. Riflessioni per il Triduo pasquale, Paoline, pagine 80, euro 8,50 Il Triduo, una «bellezza» da vivere... dell incontro con il Risorto, ancora vivo dentro i volti di persone precise. Il Triduo pasquale è l emozione cristiana più grande che ci possa essere. La liturgia cristiana non è ritualità ma celebrazione della vita. Ecco perché nel libro parlo della forma dell Eucaristia come della forma perenne del Cristo risorto». La «forma» del pane che passa dalla «forma» della croce e ha bisogno della «forma» del riconoscimento... «Il gesto dell Ultima Cena ha bisogno dell inveramento della Croce per diventare Eucaristia. Ma poi - come accade ai discepoli ad Emmaus - c è bisogno di un riconoscimento, che fa di quel gesto ripetuto in memoria un sacramento. L itinerario del cristiano deve assumere queste forme, un po come l amore dell uomo e della donna deve prendere la forma del matrimonio per non perdere il suo vigore e la sua trasparenza». Che cosa ti proponi con queste pagine? «Aiutare a riscoprire la bellezza del mistero pasquale. Purtroppo nei giorni del Triduo troppi cristiani sono distratti, irretiti dalla televisione o prigionieri della ferialità civile che in quei giorni non celebra alcuna festa e non ha ormai alcuna attenzione al ritmo celebrativo cristiano. Troppi pensano che fare Pasqua significhi andare a Messa la domenica di Pasqua a sentire, sbadigliando, una buona notizia al cui dramma sono rimasti estranei perché la bellezza del solenne Triduo non li ha toccati. Questo libro vuole essere uno stimolo a vivere questa bellezza». Gesù. Anche la Chiesa, nella sua liturgia, vuole essere come la veste del corpo di Gesù, partecipe della sua gloria. Quadri celebri raffigurano la trasfigurazione. Raffaello, Piero Della Francesca, Beato Angelico... Ci sono tutte le componenti e i motivi che attirano il genio e il talento: c è bagliore e tenebra, voce e silenzio, chiarore e angoscia, affanno e sollievo. Nella Trasfigurazione c è tutto il cammino fino a Gerusalemme, tutta l avventura della vita seguendo Gesù, come suoi discepoli convinti perché, prima, testimoni di quella luce. NOVITÀ IN LIBRERIA RIFLESSIONI SUI VANGELI In questo volume l autore, grazie alla competenza biblica e al metodo della lectio divina, accompagna il lettore nei labirinti della Parola di Dio, valorizzando l abbondanza delle immagini e della lettura delle situazioni di vita come emergono dalle parabole. I racconti si snodano così in modo trasparente, coinvolgendo e affascinando, rendendo facile e luminosa ogni parola di Gesù. CESARE BISSOLI, Come il lievito nella pasta. 20 incontri catechistici sulle più belle parabole con il metodo della Lectio divina per gli adulti e i ragazzi, Elledici, pagine 160, euro 9,50. Giovani e Vangelo, un binomio che esprime immediatezza, sincerità, gioia di vivere e futuro. Tonalità tutte che mons. Domenico Sigalini sa coniugare perfettamente nel trasmettere la novità evangelica ai giovani di oggi. In questo libro sono raccolti i suoi interventi comparsi sulla rivista Dimensioni Nuove, dove mensilmente incontra i suoi affezionati lettori ed espone loro una pagina di Vangelo davanti alla quale passa in radiografia le contraddizioni e le attese, a volte frustrate dal mondo degli adulti, di tutti coloro che vivono la condizione giovanile. Il suo linguaggio nasce dall esperienza quotidiana dell ascolto e della partecipazione ai sogni di chi ha davanti a sé un esistenza incerta. DOMENICO SIGA- LINI, Un Vangelo da urlo. Riflessioni sui Vangeli della gioia, Elledici, pagine 200, euro 9,50. Segnaliamo anche, sempre edito da Elledici, un agile Messale delle domeniche e delle feste per il 2010, con meditazioni e la Compieta quotidiana (pagine 656, euro 6,50).

3 SOCIETÀ PRIMOPIANO P A 3G I N A IN CORSO IN QUESTI GIORNI L ASSEMBLEA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL INDIA QUEL RITRATTO BLASFEMO E... L EDUCAZIONE DEI GIOVANI Si allarga la protesta per la diffusione di un ritratto blasfemo di Cristo, pubblicato su un testo scolastico edito a New Delhi e adottato nelle scuole indiane. Il testo, dell editrice Skyline Publications, riporta il ritratto di Cristo che ha in una mano una sigaretta e nell altra una bottiglia di birra, qualificandolo come idolo. Fonti locali di Fides riferiscono che la diffusione del ritratto blasfemo, pubblicato anche da alcuni mass-media, ha generato la protesta delle comunità cristiane in diversi stati dell India. Nello stato del Punjab (India Nordovest) il ritratto blasfemo è stato esposto per le vie della città di Jalandhar. I cristiani locali hanno protestato in modo pacifico con le autorità civili, chiedendo la rimozione delle immagini. Nella città di Batala (distretto di Gurdaspur) la situazione è degenerata: alcuni giovani cristiani hanno cercato di rimuovere i manifesti presenti in un mercato di commercianti a prevalenza indù, ma altri giovani, estremisti indù, hanno tentato di fermarli. Ne è seguita una rissa e la violenza si è estesa all intera città, in quanto esponenti dei movimenti estremisti come Bajrang Dal e Shiv Sena sono scesi in strada armati e hanno incitato gli animi alla violenza contro i cristiani. Due chiese protestanti (appartenenti alla Chiesa dell India del Nord e all Esercito della Salvezza ) sono state attaccate, incendiate e rase al suolo. Anche i Pastori che ne erano responsabili sono stati aggrediti e percossi, e le loro case saccheggiate. Alcuni cristiani accusati di essere coinvolti nella violenza sono stati fermati dalla polizia, Un sussidiario adottato dalle scuole indiane riporta il ritratto di Cristo che ha in una mano una sigaretta e nell altra una bottiglia di birra, qualificandolo come idolo. La reazione ferma e pacata dell episcopato indiano mentre nessun estremista indù è stato arrestato. Le autorità locali hanno decretato un coprifuoco ma la situazione resta molto tesa, notano fonti di Fides. Il caso del ritratto blasfemo è giunto alla ribalta quando nello stato di Meghalaya (India Nordest) le suore cattoliche della Congregazione di Nostra Signora delle Missioni, che gestiscono la scuola di San Giuseppe nella città di Shillong, hanno notato l immagine su un testo scolastico per bambini. Le religiose hanno chiesto ai ragazzi di riconsegnare i testi e hanno inviato una lettera alle autorità esprimendo sdegno e amarezza per la totale mancanza di rispetto verso simboli religiosi cristiani. Il governo dello stato ha ordinato il ritiro del libro dalla circolazione. Le Chiese cristiane in India stanno prendendo provvedimenti: Abbiamo chiesto a tutte le scuole cattoliche in India di ritirare il testo e di boicottare tutti i libri della Skyline Publications. Quell immagine è inaccettabile e va contro ogni principio di rispetto e di dialogo ha detto all Agenzia Fides p. Babu Joseph, portavoce della Conferenza Episcopale dell India. Sulla casa editrice che ha pubblicato il testo, p. Babu Joseph nota: Non si può dire che sia espressione diretta di movimenti integralisti indù, ma certo è vicina ed è sostenuta da certi ambienti piuttosto estremisti. I Vescovi indiani lanciano un appello per la pace e scriveran- no una lettera ufficiale di protesta al Ministro Federale per l Istruzione, chiedendo di vigilare sulle case editrici e sui materiali didattici che vengono messi in circolazione nelle scuole indiane. I Vescovi indiani rinnovano un appello per l armonia interreligiosa. P. Joseph dice a Fides: I Vescovi hanno condannato quest atto blasfemo e rinnovano l appello per la pace nel Punjab e in tutta l India. Alla violenza segue altra violenza e i gruppi estremisti indù cercano solo pretesti per scatenare una vendetta conto i cristiani. I Vescovi chiedono al governo del Punjab di rilasciare i 25 cristiani arrestati in seguito agli scontri (fra i quali alcuni cattolici) per la pubblicazione dei manifesti con l immagine blasfema. Trasferire l immagine su poster sparsi nelle città è stata un operazione condotta da gruppi integralisti indù per creare tensione. Il governo dello stato ha garantito che perseguirà i responsabili. Intanto a Guwahati, l arcivescovo Thomas Menamparampil, salesiano, è raggiante in questi giorni. La sua diocesi di Guwahati in un territorio periferico (stato di Assam, nell India del Nordest), travagliato da difficoltà interne e da conflitti per la prima volta nella storia ospita l Assemblea della Conferenza Episcopale dell India (CBCI) che si è aperta il 24 febbraio con una Solenne Eucarestia, e si concluderà il 3 marzo. L episodio della pubblicazione del ritratto blasfemo di Cristo e la violenza esplosa in Punjab hanno turbato la sua serenità, ma l Arcivescovo confida in una soluzione pacifica, come afferma in un colloquio con l Agenzia Fides: I cristiani hanno protestato pacificamente a livello politico e pensano alla via giudiziaria. Inoltre bisogna pregare e dialogare. Queste sono le nostre modalità di vivere questa situazione. Mons. Menamparampil aggiunge: Occorre sempre estrema sensibilità quando si toccano i simboli religiosi. E accaduto con le vignette del profeta Maometto in Europa, e questo è un altro caso simile. Credo che la maggioranza dei fedeli indù non condivida tale atto. La civiltà indù è molto rispettosa dei simboli religiosi propri e altrui. A fianco dei cristiani, molti leader religiosi indù hanno condannato l immagine blasfema e a loro si sono uniti i leader musulmani in India. Non credo che questa vicenda avrà conseguenze più gravi. I Vescovi, nell assembla di Guwahati, non si soffermeranno più di tanto su questo incidente, che sembra già rientrato, spiega a Fides l Arcivescovo. L Assemblea continua toccherà indirettamente il tema, in quanto sarà incentrata sui giovani, che spesso sono L arcivescovo Thomas Menamparampil preda degli estremismi e del materialismo: il tema dell Assemblea è infatti I giovani nel contesto dell India emergente. Discuteremo su come aiutarli a vivere i valori cristiani in questa cultura, in questa società, nelle sfide che presentano le nuove tecnologie. Rifletteremo su come possono essere strumenti di pace e agenti di evangelizzazione. Non a caso, nota il presule, i recenti scontri in Punjab sono iniziati per tafferugli fra giovani cristiani e indù: I giovani hanno forti motivazioni, entusiasmo, passione, anche per i contenuti della fede. Spesso vengono manipolati e strumentalizzati da gruppi integralisti, nota. Ma, nel complesso, siamo davvero ottimisti per il futuro dell India, che è una nazione molto giovane. Il messaggio con cui l Arcivescovo conclude l intervista con l Agenzia Fides è questo: Voglio ribadire ai giovani e a tutti i cristiani in India il messaggio che Gesù porta nel Vangelo: amate i vostri nemici. Anche quando vi sentite perseguitati, umiliati, oppressi. Non è facile farlo, ma è possibile: l amore riesce a disarmare il nemico. La nostra vocazione è costruire ponti e aprire porte di dialogo e di speranza per la nostra nazione. (Fonte: Aumentano i cattolici nel mondo così come i sacerdoti e i seminaristi, in particolare in Asia e Africa: è quanto emerge dall Annuario Pontificio 2010, presentato sabato 20 febbraio a Benedetto XVI dal Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e da mons. Fernando Filoni, sostituto alla Segreteria di Stato per gli Affari Generali. La redazione del nuovo Annuario che sarà prossimamente in vendita nelle librerie è stata curata da mons. Vittorio Formenti, incaricato dell Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, dal prof. Enrico Nenna e dai loro collaboratori. Il lavoro di stampa informa un comunicato della Sala Stampa vaticana è stato invece PRESENTATO A BENEDETTO XVI L ANNUARIO PONTIFICIO 2010 AUMENTANO I CATTOLICI NEL MONDO curato dal rev. don Pietro Migliasso S.D.B., da Antonio Maggiotto e da Giuseppe Canesso, rispettivamente direttore generale, direttore commerciale e direttore tecnico della Tipografia Vaticana. Nel 2008 sono stati registrati un miliardo e 166 milioni di fedeli battezzati, con un incremento di 19 milioni (+1,7%) rispetto all anno precedente. Anche considerando la crescita della popolazione mondiale a 6 miliardi e 700 milioni di persone si osserva un lieve aumento percentuale dell incidenza dei cattolici a livello planetario (dal 17,33 al 17,40 per cento). In aumento anche i Vescovi passati da a tra il 2007 e il 2008 (+1,13%). L incremento è stato significativo in Africa (+ 1,83%) e nelle Americhe (+ 1,57%), mentre in Asia (+1,09%) e in Europa (+ 0,70%) i valori si collocano sotto la media complessiva. L Oceania registra nello stesso periodo un tasso di variazione di 3%. Leggero incremento (attorno all 1% nel periodo ) anche per i sacerdoti, sia diocesani che religiosi, aumentati da nel 2000 a nel La distribuzione del clero tra i continenti, nel 2008, è caratterizzata da una forte prevalenza di sacerdoti europei (47,1%), quelli americani sono il 30%; il clero asiatico incide per il 13,2%, quello africano per l 8,7% e quello nell Oceania per l 1,2%. Tra il 2000 e il 2008 non è variata l incidenza relativa dei sacerdoti in Oceania. E invece cresciuto il peso sia del clero africano, sia di quello asiatico e dei sacerdoti americani, mentre il clero europeo è vistosamente sceso dal 51,5 al 47,1%. Tra le figure di operatori religiosi che affiancano l attività pastorale dei vescovi e dei sacerdoti, le religiose professe costituiscono il gruppo di maggior peso numerico. Tali religiose, che nel Mondo erano nell anno 2000, diminuiscono progressivamente, tanto che al 2008 se ne contavano (con una diminuzione relativa nel periodo del 7,8%). Va rilevato che i gruppi più numerosi di religiose professe si trovano in Europa (40,9%) e in America (27,5%) e che le contrazioni di maggior rilievo si sono manifestate ugualmente in Europa (- 17,6%) e in America (- 12,9%), oltre che in Oceania (- 14,9%), mentre in Africa e in Asia si hanno dei notevoli aumenti (+ 21,2% per l Africa e + 16,4 per l Asia). Dati questi che controbilanciano ma senza annullare la diminuzione riscontrata. A livello globale, il numero dei candidati al sacerdozio è aumentato, passando da nel 2007 a nel Complessivamente nel biennio si è avuto un tasso di aumento di circa l 1%. Tale variazione relativa è stata positiva in Africa (3,6%), in Asia (4,4%) e in Oceania (6,5%), mentre l Europa ha fatto registrare un calo del 4,3%. L America presenta invece una situazione di quasi stazionarietà. (Fonte:

4 P A 4G I N A SOCIETÀ INTERNIESTERI DOCUMENTO DEI VESCOVI A 20 ANNI DA SVILUPPO NELLA SOLIDARIETÀ Chiesa e Mezzogiorno: per un Paese solidale «I l Paese non crescerà se non insieme. A ribadirlo, a 20 anni dalla pubblicazione del documento Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno, sono i vescovi italiani, nel documento dal titolo: Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno, diffuso il 24 febbraio (testo integrale su Anche oggi si legge nell introduzione riteniamo indispensabile che l intera nazione conservi e accresca ciò che ha costruito nel tempo, a partire dalla consapevolezza che il bene comune è molto più della somma del bene delle singole parti. Affrontare la questione meridionale diventa un modo per dire una parola incisiva sull Italia di oggi e sul cammino delle nostre Chiese, spiegano i vescovi, precisando che il punto di partenza del testo è la constatazione del perdurare del problema meridionale, unita alla consapevolezza della travagliata fase economica che anche il nostro Paese sta attraversando. Tutti fattori, questi, che per la Cei si coniugano con una trasformazione politico-istituzionale, che ha nel federalismo un punto nevralgico, e con un evoluzione socio-culturale, in cui si combinano il crescente pluralismo delle opzioni ideali ed etiche e l inserimento di nuove presenze etnico-religiose per effetto dei fenomeni migratori. In una prospettiva di impegno per il cambiamento, soprattutto i giovani sono chiamati a parlare e testimoniare la libertà nel e del Mezzogiorno, si legge nella parte finale del testo, in cui si auspica un grande progetto educativo per promuovere la cultura del bene comune, della cittadinanza, del diritto, della buona amministrazione e della sana impresa nel rifiuto dell illegalità. Bisogna osare il coraggio della speranza!, è l invito finale del documento, caratterizzato nonostante tutto da uno sguardo fiducioso, che sappia ricercare il bene comune senza cedere a paure ed egoismi che lamentano miopi interessi di parte e mortificano la nostra tradizione solidaristica. Rilanciare le politiche di intervento. Il complesso panorama politico ed economico nazionale e internazionale, aggravato dalla crisi, ha fatto COLPO D OCCHIO Gatti «cucinati» in tv Accadeva quando c era fame brutta Si mangiano i gatti? Certamente no, non sta bene. A parte che la legge lo vieta. La sortita di Beppe Bigazzi alla Prova del cuoco ha suscitato dibattiti. Più, a dir la verità, se fosse stato giusto o meno sospendere l incauto gastronomo dalle prossime puntate, che sul fatto di cucinare i felini, operazione per la quale, salvo eccezioni, tutti animalisti o meno hanno espresso esecrazione. La colpa di Bigazzi è quella di aver toccato l argomento innanzitutto nella trasmissione sbagliata e poi di aver accennato, sia pure di sfuggita, a possibili ricette e modalità di preparazione, facendo così passare un messaggio perverso. Si fosse limitato all affermazione che i gatti sì, è vero, si possono (nel senso della possibilità, dell eventualità, non certo della liceità) anche mangiare, tutto sarebbe finito lì. È avvenuto in passato, sicuramente per necessità: avviene, non ne dubitiamo, ancora oggi, forse per sfizio, di cucinare gatti. I gusti delle persone, anche in fatto di cibi, possono sconfinare nella perversione e andare oltre. Detto questo e assegnata, come d obbligo in simili casi, la giusta parte di colpa alla tv (ogni volta che qualcuno, davanti alle telecamere, apre bocca e le dà fiato diventa un caso nazionale), va detto che i gatti, storicamente, si possono mangiare, e si sono mangiati, in particolare nei periodi di carestia. Il termine mangiagatti è registrato dai vocabolari della lingua italiana, anche dai monovolume (Devoto-Oli, Sabatini- Coletti, De Felice-Duro), sia, alla lettera, come mangiatore di gatti, sia come nomignolo tradizionalmente attribuito ai vicentini. Devoto-Oli riporta il proverbio: Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini mangiagatti, veronesi tutti matti. Perché i vicentini siano chiamati mangiagatti non è dato sapere con certezza storica, ma se è così, qualche aggancio lontano con la realtà dovrà pur esserci. Per andare a tempi più vicini, personalmente ricordiamo racconti di reduci dai fronti di guerra in Grecia, Albania, Iugoslavia, che avevano mangiato gatti e altro: cavalli, muli Prima di dare giudizi, in questi casi, si dovrebbe aver patito la fame, quella brutta. C è infine, per concludere, il garbato epigramma di Luciano Folgore, che tratta l argomento con un tocco lieve di ironia: Se potesse una lepre cucinata / lamentar la sua fine disgraziata, / quest oggi, in trattoria, dal piatto mio / salirebbe un leggero miagolio. Insomma anche ai poeti Luciano Folgore, pseudonimo di Omero Vecchi, è scomparso nel 1966 può capitare di mangiare, loro malgrado, i gatti. PIERO ISOLA crescere l egoismo, individuale e corporativo, un po in tutta l Italia, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo. È il grido d allarme dei vescovi, secondo cui il cambiamento istituzionale provocato dall elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione del territorio avrebbe auspicato. Di qui la necessità di ripensare e rilanciare le politiche di intervento a favore del Sud, per generare iniziative autopropulsive di sviluppo. Il fenomeno delle ecomafie e la questione ecologica, la fragilità del territorio e la massiccia immigrazione che ne ha fatto il primo approdo della speranza per migliaia di immigrati : queste le vecchie e nuove emergenze del Mezzogiorno, che per i vescovi può diventare un laboratorio ecclesiale in materia di accoglienza, soccorso e ospitalità, ma anche di dialogo interreligioso con immigrati e profughi. Federalismo e ruolo dello Stato. Un sano federalismo, per la Cei, rappresenterebbe una sfida per il Mezzogiorno e potrebbe risolversi a suo vantaggio, se riuscisse a stimolare una spinta virtuosa nel bonificare il sistema dei rapporti sociali, soprattutto attraverso l azione dei governi regionali e municipali. Tuttavia ammoniscono i vescovi la corretta applicazione del federalismo fiscale non sarà sufficiente a porre rimedio al divario nel livello dei redditi, nell occupazione, nelle dotazioni produttive, infrastrutturali e civili. Sul piano nazionale, per la Cei, sarà necessario un sistema integrato di investimenti pubblici e privati, con un attenzione verso le infrastrutture, la lotta alla criminalità e l integrazione sociale. Le mafie, strutture di peccato. Una delle piaghe più profonde e durature del Sud. Un vero e proprio cancro. Così i vescovi definiscono la mafia, anzi le mafie, che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l economia, deformano il volto autentico del Sud. La criminalità organizzata il monito dei vescovi non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso del territorio porta di fatto a una forte limitazione, se non addirittura all esautoramento, dell autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l intero territorio nazionale. Al Sud, le mafie sono strutture di peccato, denunciano i vescovi: Solo la decisione di convertirsi e di rifiutare una mentalità mafiosa permette di uscirne veramente e, se necessario, subire violenza e immolarsi. Come hanno fatto INTERNET Scherzi da hacker Cyberguerre e iperbufale i numerosi testimoni immolatisi a causa della giustizia, tra cui don Pino Puglisi, don Giuseppe Diana e il giudice Rosario Livatino. Ma l economia illegale non s identifica totalmente con il fenomeno mafioso, avverte la Cei, stigmatizzando diffuse attività illecite ugualmente deleterie, come usura, estorsione, evasione fiscale, lavoro nero. Povertà, disoccupazione e emigrazione interna. Sono queste le principali emergenze del Sud. I giovani del Meridione non devono sentirsi condannati a una perenne precarietà, esclamano i vescovi, che al Sud auspicano migliori politiche del lavoro. Un esempio virtuoso è rappresentato dal Progetto Policoro della Cei. No, invece, al lavoro sommerso, che non è certo un sano ammortizzatore sociale. Infine, il flusso migratorio dei giovani, soprattutto fra i 20 e i 35 anni, verso il Centro Nord e l estero, che dà luogo ad una categoria di nuovi emigranti composta da figure professionali di livello medio-alto, cambia i connotati della società meridionale e provoca un generale depauperamento. (Fonte: C olpiti più di tra computer e server di oltre aziende, un attacco che ha interessato società in oltre 196 Paesi: è l effetto del più grande attacco hacker mai registrato. Questa la notizia che da tre tra i principali quotidiani statunitensi ( Wall Street Journal, New York Times e Washington Post ) è rimbalzata su tutti i media. Secondo quanto riportato, l attacco, iniziato alla fine del 2008, è stato scoperto da una società della Virginia, la NetWitness. Il merito della scoperta, che risale al 26 gennaio scorso, è di Alex Cox, un ingegnere della NetWitness, appunto, società specializzata in servizi di sicurezza informatica per gli enti governativi Usa (Governo ed Fbi in testa). Nel mirino degli hacker sarebbero finiti dati e informazioni di ogni genere: , dati aziendali anche riservati, carte di credito, credenziali di accesso dei dipendenti delle aziende coinvolte. Un vero e proprio attacco in grande stile, che sarebbe partito dall est Europa ed avrebbe colpito grandi società internazionali del calibro della Merck & Co., della Cardinal Health o della Paramount. Il gruppo di hacker avrebbe utilizzato una strategia molto strutturata, gestita da un centro di controllo in Germania; tra i principali Paesi colpiti, oltre gli Stati Uniti, figurerebbero anche il Messico, l Arabia Saudita, l Egitto e la Turchia. Ma è andata proprio così? In realtà non si è trattato di una cyber-offensiva senza precedenti. L ingegnere Cox ha semplicemente individuato una rete di computer infetti a causa del trojan Zeus. Questo è una specie di prototipo di virus informatico che viene venduto su internet proprio perché gli hacker possano crearsi i loro virus personalizzati, ma è noto ormai da tempo e le forze dell ordine sono sulle tracce dei loro autori e utilizzatori già da mesi. Inoltre, il presunto numero di computer e server infetti (75.000) non è certamente da record. Esistono, da anni, intere reti di pc infetti e controllati da virus: lo Storm Worm dovrebbe aver infettato tra 1 e 50 milioni di pc, Conficker 10 milioni e lo stesso Zeus dovrebbe aver colpito almeno 3,6 milioni di pc. Nonostante la bufala mediatica, però, la cyberguerra è ormai un fatto reale; basti pensare al recente scontro Usa-Cina a causa dell attacco subito da Google, partito (si è scoperto in questi giorni) da due università cinesi. La minaccia è così concreta che pochi giorni fa ne ha parlato il direttore della National intelligence degli Stati Uniti, Dennis Blair, davanti al Senato americano: secondo Blair, i gruppi terroristici legati al fondamentalismo islamico hanno già da tempo creato dei team di hacker con l obiettivo di colpire il cuore informatico Usa. ANTONIO RITA

5 SOCIETÀ FATTIePROBLEMI 5 ISCRIZIONI ALLA NUOVA SCUOLA SUPERIORE Prendere le misure Parlare bene di Dio NEFASTA CULTURA DEL «FUORIPISTA» Verrebbe da invocare la stupidità, ma ne ricaveremmo quasi un attenuante, e non è proprio il caso. Coloro che in questi giorni s avventurano sulla neve con abbondante imprudenza e incoscienza meritano un giudizio più forte. Le informazioni non mancano. Gli appelli si sprecano su carta stampata, in radio e in televisione, fino alla nausea. Eppure c è sempre qualcuno che disobbedisce, sapendo di farlo. Più d uno. Alla maggioranza di loro va bene. Ma poi a qualcuno va male, e allora ci scappa il morto. E, sia chiaro, il delitto è di due specie soltanto: omicidio e/o... suicidio. La slavina uccide chi l ha provocata e, allora, è suicidio: smettiamola di titolare in quel modo ipocrita, scrivendo che «la montagna ha ucciso ancora», perché la montagna non uccide mai, in quanto all origine c è sempre, poca o tanta, la responsabilità umana. Ma può accadere che la slavina sia provocata da un omicida - Con il 26 febbraio scattano le iscrizioni al primo anno della scuola secondaria di secondo grado. Quest anno la procedura, abituale nel mese di gennaio, è stata posticipata perché con settembre prossimo entrerà in vigore la riforma della secondaria superiore, decisa di corsa solo poche settimane fa. Era necessario posticipare le iscrizioni per poter offrire ai genitori e agli allievi delle future prime il quadro della nuova scuola e tutte le informazioni necessarie per poter operare una scelta importante in modo consapevole. Dunque si parte questa settimana e la scadenza ultima sarà il 26 marzo (va ricordato, tra l altro, che all atto dell iscrizione va operata anche la scelta per avvalersi o meno dell insegnamento della religione cattolica). Informazione: qui sta il nodo da sciogliere. Certo è importante che si conosca qual è la nuova scuola superiore cui devono iscriversi i ragazzi di prima. E per far conoscere la struttura generale della nuova secondaria di secondo grado il ministero ha già messo in campo notevoli sforzi. Oltre alle informazioni diffuse subito dopo il via libera ai regolamenti, entro il 25 febbraio il ministero dovrebbe rendere disponibile, sul proprio sito internet (www.pubbli ca.istruzione.it), una funzione che permetterà la ricerca delle scuole superiori secondo i nuovi ordinamenti. Gli studenti interessati, assieme alle loro famiglie e ai docenti che si occupano di orientamento, potranno quindi individuare tutte le scuole e la loro collocazione sul territorio. Un altra iniziativa è quella di fornire agli studenti e alle famiglie due strumenti utili per cominciare a muoversi nella nuova scuola riformata. Il primo è un fascicolo dettagliato e completo così recita la circolare ministeriale dei quadri orari dei diversi indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni previste, dei profili professionali e di tutte le informazioni utili a conoscere le caratteristiche della nuova scuola secondaria superiore. Il secondo strumento, invece, è una brochure più riassuntiva che contiene informazioni generali sulla riforma, oltre che una più dettagliata presentazione dei nuovi licei, istituti tecnici e professionali. L impegno è a distribuire sia il fascicolo sia la brochure nelle scuole secondarie di I e II gra- CORSIVO di AGOSTINO CLERICI chiamiamolo con il nome giusto! - che toglie la vita ad altri con la sua folle imprudenza. Tertium non datur! Leggo che a Bormio l ultima tragedia sulla neve è stata provocata da una coppia di soggetti già noti per le loro malefatte. Uno ha 28 anni ed è di Inverigo, l altro ha 71 anni ed è di Meda. Nonostante i cartelli segnalassero il pericolo di valanghe e il divieto di sciare, i due si sono dati al «fuoripista»: la slavina ha sepolto l anziano, ora in gravi condizioni all ospedale di Bergamo, mentre per il giovane amico si sono aperte le porte del carcere di Sondrio. Le cronache ci dicono che il ventottenne fu multato nel 2008 dagli agenti addetti alla vigilanza proprio perché sciava in zona vietata e pericolosa. Il settantunenne - a cui evidentemente i capelli bianchi non hanno regalato saggezza - era stato multato il giorno precedente perché sorpreso a destreggiarsi nel «fuoripista» e sei anni fa era stato condannato a 8 mesi per aver provocato una valanga. Perbacco, siamo di fronte ad una ostinazione nel vietato che ha del- do e di renderli disponibili e scaricabili dal sito del ministero da giovedì 25 febbraio. Insomma, la macchina si mette in moto. A famiglie e allievi tocca comunque un compito non facile. Il riordino Gelmini, che semplifica nelle intenzioni ministeriali l offerta formativa della secondaria superiore non è solo nella struttura generale. Oltre lo scheletro, infatti, dovrebbe cambiare anche molta sostanza della scuola attuale e di questo ancora poco si sa. E servirà più tempo per conoscere e capire contenuti, obiettivi e quant altro. La riforma è destinata a compiersi in itinere, a chiarirsi nei passi successivi. Insomma, l appuntamento, al di là delle iscrizioni, è per i prossimi mesi, durante i quali si potrà meglio prendere le misure con i nuovi percorsi scolastici. ALBERTO CAMPOLEONI l incredibile! Sarebbe troppo comodo invocare la stupidità. Purtroppo, c è di mezzo una vera e propria «cultura» del rischio, della libertà disancorata da ogni verità, di una «vita spericolata» (come insegna una famosa canzone di Vasco Rossi), di una individualità che non tiene più conto dell altro ma che pensa solo all esaudimento delle proprie pulsioni. Si rifiutano i paletti di ogni tipo, a maggior ragione quelli di una pista di sci! È poi rivoltante sentire i tromboni dell amoralità quotidiana fare, davanti alle telecamere, i sermoni moralistici contro gli imprudenti del «fuoripista»: perché dovrebbe fermarsi di fronte ad un cartello colui a cui proprio tu hai insegnato a non avere nessuna regola che non sia quella dettata dal proprio «ego»? La parola «prudenza» ha senso solo accanto alla parola «verità», altrimenti è un puro esercizio di fiato... Siamo davanti ad una sfida educativa. Bisogna trovare il coraggio di contrapporre a questa strana e nefasta cultura del «fuoripista» una più umana e salutare cultura del «segnavia». Per i cristiani è tempo di quaresima, tempo nel quale sono chiamati ad un cammino di conversione. Ritornano, spesso, parole come mortificazione, sofferenza, digiuno, dolore, prova. Parole che mettono in gioco tanto il volto del Dio di Gesù quanto il volto dell uomo concreto. Un ricordo personale, per iniziare. Anni fa, un carissimo amico venne falciato ai bordi della strada mentre aiutava un automobilista in difficoltà. La moglie aveva partecipato al rito funebre cercando di fare proprie le parole della liturgia. Ma le sue erano solo parole di lamento: «Dio, perché? Perché proprio lui? Che cosa abbiamo fatto di male? Perché?... Perché?...». L enigma del muto dolore sembrava vanificare ogni parola e rendere improvvisamente tutti incapaci di dire quello che nel profondo si sentiva. * * * Confuso tra la folla che gremiva la chiesa, ascoltavo con estrema attenzione quanto il sacerdote andava dicendo. Dio - ha iniziato- ama tutti gli uomini. Dobbiamo avere radicata in noi questa profonda certezza, altrimenti non possiamo più comprendere nulla. Ora, anche quello che la moglie, i suoi parenti e amici vivono rientra nel misterioso disegno dell amore di Dio. Un amore che non è esente da prove. Sappiamo - infatti - che Dio mette alla prova le persone che Egli ama! E citava un testo dal libro dei Proverbi: «Figlio mio, non disprezzare l istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto». Dunque, se capivo bene, la sofferenza di quei giorni in un qualche modo era un segno di attenzione particolare dell amore di Dio! Allora, l interrogativo si faceva serio: più uno soffre e più è amato da Dio? Forse capivo male; tuttavia era un pensiero che avevo sentito molte volte, in simili circostanze, sulla bocca di tanti cristiani. Dio - ed era, questo, il secondo spunto di riflessione - chiede agli uomini di partecipare al suo progetto di redenzione. Allora, il cristiano che soffre partecipa al mistero della Croce, porta il suo contributo alla redenzione del mondo. E citava san Paolo: «Io completo nella mia carne quello che manca alle sofferenze di Cristo per il suo corpo, che è la Chiesa». In me sorgevano ancora domande: allora, la sofferenza e il dolore, in quanto tali, servirebbero a qualcosa? Verrebbero ad assumere, in quanto tali, FUORI qualcosa di positivo? Come può dal essere che realtà negative -come la sofferenza e il dolore - abbiano, in pro- CORO spettiva cristiana, una valenza positiva? E se uno non accetta di partecipare a questa opera di redenzione, che senso ha la sua sofferenza? E il Dio buono, che ha creato il mondo per l uomo, che vuole la vita dell uomo?. La sofferenza - concludeva il celebrante - è un offerta gradita a Dio. E per illustrare il suo pensiero citava Paolo: «Fatevi dunque imitatori di Dio.. e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore». * * * Ero entrato in Chiesa con la speranza di sentire una parola che gettasse un po di luce sulla vicenda che ci coinvolgeva; in realtà uscivo di chiesa con tanti interrogativi e mi chiedevo, con una certa rabbia e inquietudine, se davvero di Dio e della sofferenza, si potesse dire tutto quello che avevo sentito. Il Dio di Gesù mette alla prova coloro che egli ama? La sofferenza salva il mondo? La sofferenza è un offerta gradita a Dio? Come conciliare il Dio buono e misericordioso con il volto quasi non più umano della moglie e delle figlie improvvisamente diventate vedova e orfane? Quale Dio? Non potevo rinunciare al Dio di Gesù ma - allo stesso tempo - non riuscivo ad accettare il tentativo di rendere ragionevole quanto ragionevole non poteva essere, quasi a voler togliere ciò che di scandaloso c era in quegli avvenimenti. Lasciamo le domande aperte. Il rischio di affrettate risposte è quello di parlare male di Dio: non più lieto annuncio né invito alla conversione, ma proposta di un buon senso umano. Che non va oltre le domande! Anzi, deforma tanto le domande quanto le risposte. A gloria di Dio, si intende! ARCANGELO BAGNI BENEDETTO XVI: TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER LE VITTIME DELL ALLUVIONE DI MADEIRA 43 morti, 250 dispersi, un centinaio di feriti e moltissimi sfollati: questo il tragico bilancio - ancora provvisorio - delle piogge torrenziali che hanno colpito l isola di Madeira. In un comunicato stampa, il vescovo di Funchal, mons. Antonio Carrilho, manifesta la sua profonda comunione e solidarietà nei confronti della popolazione e delle vittime. Il presule riferisce di uno scenario di distruzione e sofferenza, nel quale è importante ascoltare con attenzione i messaggi di allerta e i consigli delle entità competenti, e riconosce il generoso servizio di missione e di volontariato, incurante dei rischi e dei sacrifici necessari, svolto dalle Forze dell ordine, dalla Protezione civile, dai Vigili del Fuoco. Dolore e costernazione per le vittime sono stati espressi da Benedetto XVI in un telegramma di cordoglio inviato al vescovo della città, mons. Antonio José Carrilho, tramite il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Costernato per le gravi conseguenze delle recenti alluvioni nell isola di Madeira che hanno provocato decine di morti ed enormi danni materiali ai suoi abitanti - si legge nel testo - il Sommo Pontefice assicura a tutta la comunità locale la sua vicinanza raccomandando le vittime alla misericordia di Dio e supplicando conforto e sostegno per i familiari, i feriti, e per coloro che hanno perso i loro beni.

6 6 CHIESA LOCALE AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 25 A Como, al mattino, consiglio episcopale. DA VENERDÌ 26 A DOMENICA 28 Visita pastorale alla zona Prealpi: Cagno, Concagno, Solbiate. LUNEDÌ 1 MARZO A Como, nel pomeriggio, incontro con i Seminaristi. MARTEDÌ 2 A Como, in serata, in Vescovado, Commissione per il diaconato permanente. MERCOLEDÌ 3 A Roma, Consiglio nazionale della scuola cattolica. GIOVEDÌ 4 A Como, in mattinata, Consiglio episcopale; nel pomeriggio, a Como, incontro con la comunità della Propedeutica DA VENERDÌ 5 A DOMENICA 7 Visita pastorale alla zona Prealpi: Uggiate Trevano. APOSTOLATO DELLA PREGHIERA Incontri di marzo Mercoledì 3 marzo, alle ore 15.00, incontro di formazione per animatori parrocchiali presso l Istituto Canossiano. Giovedì 11 marzo, alle ore 15.30, adorazione eucaristica nella chiesa di santa Cecilia con il Mite. Intenzione del Vescovo per il 2010: Il sacramento della riconciliazione, celebrato con diligenza dai sacerdoti e ricevuto con fedeltà periodica da tutti, aumenti il desiderio della santità e aiuti i giovani a prendere in maggiore considerazione la chiamata del Signore alla vita sacerdotale e religiosa. Tra i vari doni dell Anno Sacerdotale, si ricorda l indulgenza plenaria concessa a coloro che partecipano alla Santa Messa del primo giovedì di ogni mese, pregando per i sacerdoti. MOVIMENTO EUCARISTICO La prossima ora di adorazione è in programma per sabato 6 marzo, alle ore 16.20, presso la chiesa di Santa Cecilia (chiesa dell Adorazione). Letture e meditazioni con don Andrea Meloni, cui seguiranno silenzio e adorazione. Durante l incontro sarà distribuito l avviso per la Settimana Santa. GLI SCORSI 15 E 16 FEBBRAIO A Capiago l assemblea dei Vicari Foranei Si è svolto a Capiago lo scorso febbraio, presso la Casa Incontri Cristiani dei padri Dehoniani, l Assemblea dei Vicari Foranei. Tre i temi affrontati. 1. Una prima verifica della Visita Pastorale I Vicari Foranei della zona Intelvi (don Paolo Barocco) e Valtellina Superiore (don Giuseppe Negri) hanno relazionato sulla Visita Pastorale compiuta dal Vescovo nelle rispettive zone. 2. Il Tema pastorale per l anno L anno pastorale , che terminerà con la solennità di Cristo Re del 2011, non avrà un tema specifico, ma sarà dedicato alla verifica e al consolidamento delle scelte pastorali compiute nel biennio sull educare: (1) costituire i Consigli Pastorali Parrocchiali, (2) ripensare l iniziazione cristiana dei fanciulli, (3) avviare i nuovi percorsi di preparazione al sacramento del matrimonio, (4) dare nuovo slancio e nuovo vigore alle scuole di formazione teologica e pastorale. Le Zone e la parrocchie sono pertanto invitate a fare una verifica del cammino svolto. Si tratta di un segno di serietà nel modo di lavorare: darsi degli obiettivi e poi vedere se e come sono stati raggiunti piuttosto che no. Questo lavoro di verifica dovrà essere svolto, secondo uno schema predisposto, entro l inizio dell estate, così che, sulla base delle indicazioni raccolte, il prossimo 25 settembre possa aver luogo un Assemblea Diocesana, con il compito di fare il punto e rilanciare il cammino compiuto. A tale Assemblea parteciperanno i Vicari Foranei, i membri del Consiglio Pastorale Diocesano, i rappresentanti degli Uffici Pastorali, le tre segreterie degli Istituti Religiosi e Secolari. Le indicazioni emerse dall Assemblea Diocesana saranno poi consegnate ai presbiteri nell Assemblea di inizio anno a Nuova Olonio (martedì 5 ottobre), e agli operatori pastorali, nella forma del Mandato, nel corso di una celebrazione che avrà luogo venerdì 8 ottobre in tre differenti punti della diocesi (Como, Sondrio, Valli Varesine). Successivamente si metteranno a fuoco le tematiche dei due anni pastorali seguenti: Educazione e Parola di Dio (con riferimento alla ormai prossima Esortazione Apostolica Post- Sinodale); Educazione ed Eucaristia (con riferimento al prossimo Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona). 3. L articolazione territoriale della diocesi: parrocchie, comunità pastorali, vicariati, Zone I Vicari Foranei hanno lungamente discusso sul tema dell articolazione territoriale della Diocesi a partire da una scheda preparata da don Battista Galli, don Italo Mazzoni e don Giuliano Zanotta. Il tema era stato già affrontato nella Commissione del Sinodo poi rimasto incompiuto. L ottica che vi presiede è triplice, e non si limita al solo dato (pure indiscutibile) della diminuizione numerica del clero: - considerare il territorio non solo come entità geografica, ma anche sociale, culturale, storica, economica (come l attenzione ai plessi scolastici o sanitari); - riferirsi alla persona concreta nelle sue dimensioni trasversali di affetti, lavoro e riposo, fragilità, appartenenza, cittadinanza quale interlocutrice dell azione pastorale; - muoversi nell orizzonte del principio di sussidiarietà, onde evitare ripetizioni e sovrapposizioni che appesantiscono e ingolfano la struttura ecclesiale. IL SEMINARIO SI RACCONTA inizio del percorso teologico, dopo l anno propedeutico, prevede un biennio di discernimento vocazionale che si conclude con la domanda di ammissione tra i candidati al ministero presbiterale e diaconale: il giovane seminarista chiede al Vescovo, ufficialmente e pubblicamente, di iniziare il tempo della formazione al ministero per fare una scelta consapevole e orientarsi ad assumere il ministero che gli sarà conferito a suo tempo. Il percorso del biennio teologico mira pertanto a porre solide basi di maturazione umana e spirituale e ad approfondire la conoscenza di Gesù Cristo e della sua Chiesa per spendere la propria vita come Cristo pastore e servo dei fratelli. La diversificata provenienza degli studenti che si distinguono per storie di vita e motivazioni vocazionali richiede di sviluppare itinerari personalizzati, così da aiutare ogni giovane a comprendere e focalizzare gli elementi oggettivi, personali ed ecclesiali, che sono propri di una chiamata ministeriale. Il percorso comune prevede l introduzione alla teologia e la conseguente assunzione di un metodo di studio e di ricerca. Gli studenti possono usufruire delle strutture del Centro Studi Nicolò Rusca aperto anche al pubblico esterno al seminario - che offre una ricca biblioteca per la ricerca e l approfondimento personale. La maturazione spirituale comprende successivi passi di approfondimento e un graduale percorso di iniziazione alla preghiera. L istruzione settimanale e i regolari interventi È emerso che la riorganizzazione territoriale della diocesi risponde non solo ad una esigenza di maggiore funzionalità pastorale, ma anzitutto è in relazione a una ben precisa immagine di Chiesa. Si tratta della cosiddetta pastorale integrata: ossia l esigenza di mantenere le parrocchie, per quanto piccole, per non disperderne l identità, ma mettendole in rete fra di loro e abituandole a progettare e lavorare insieme, a cominciare dalle piccole e sporadiche collaborazioni fino alle forme organiche di collaborazione nelle Comunità pastorali. Parrocchie e Comunità pastorali dovrebbero poi trovare nel Vicariato il naturale luogo di incontro e di progettazione, sia per ciò che riguarda la vita pastorale, sia per ciò che riguarda la fraternità presbiterale. Alla Zona, infine, dovrebbero spettare quei compiti prevalentemente formativi che non possono essere assolti dalla Il biennio filosofico: due anni, una scelta L dimensione troppo esigua del Vicariato. Il confronto fra i Vicari Foranei ha fatto così emergere la necessità di definire Vicariati più piccoli e Zone più ampie. Non si tratta però tanto di fare opera di ingegneria ecclesiatica sui confini territoriali, quanto di differenziare compiti e funzioni. E proprio perché si tratta di una ridefinizione di identità e di compiti fra Zona e Vicariato appare opportuno ai fini di una maggiore chiarezza un cambiamento anche della terminologia. Ovviamente la costruzione del nuovo organigramma territoriale dovrà avvenire secondo un criterio di prudenza e gradualità, coinvolgendo il più possibile preti e laici, e dando abbondante e puntuale informazione attraverso i canali di informazione della diocesi. Anche il Seminario diocesano e la formazione dei nuovi presbiteri dovranno essere attivamente coinvolti in questo progetto di ridefinizione territoriale della Diocesi. Il tema esaminato sarà nuovamente sottoposto il 20 marzo al vaglio del Consiglio Pastorale Diocesano. don ANGELO RIVA di monsignor ANDREA CAELLI Rettore del Seminario diocesano di meditazione offrono al giovane le conoscenze e gli strumenti per far propria la preghiera della Chiesa. Progressivamente vengono avvicinati alla Liturgia delle Ore e alla meditazione della Parola di Dio. Vi sono tempi in cui il padre spirituale riserva una presenza costante e un aiuto concreto. Così i giovani del biennio alternano momenti di preghiera personale e di gruppo a quelli condivisi con l intera comunità. L inserimento attivo nella vita della Chiesa diocesana avverrà dopo la Domanda di ammissione agli Ordini, ma la progressiva conoscenza di alcune parrocchie inizia già in prima teologia: durante il fine settimana, a piccoli gruppi, i seminaristi vengono affidati ad alcuni parroci della diocesi che li accolgono mostrando loro l esperienza del ministero. Non assumono incarichi di responsabilità, in questo primo anno, bensì si inseriscono nella vita della comunità. Gli alunni di seconda teologia vengono invece destinati al Centro diocesano vocazioni per l animazione vocazionale attuata dal seminario. È questa un occasione per conoscere i preti, percorrere la diocesi in tutta la sua ampiezza geografica, collaborare con i laici, le consacrate e i consacrati, incontrare i giovani e, soprattutto, assumere uno stile di lavoro comune. L attività è svolta dall intera classe sotto la guida del delegato diocesano per la pastorale vocazionale. È certo che l incontro con la situazione ecclesiale porta i giovani a misurarsi anche con i limiti propri e quelli della stessa Chiesa: ciò aiuta a non idealizzare la vita cristiana e ad offrire il proprio servizio con umiltà e realismo. A fianco di queste proposte permane naturalmente il lavoro quotidiano e nascosto dei colloqui personali con il direttore spirituale e l accompagnamento concreto da parte del rettore e degli altri educatori. Condizione fondamentale per la crescita umana e spirituale, infatti, rimane sempre la fiducia reciproca fra il giovane e il suo educatore.

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