ASINI SI NASCE, TRUFFATORI SI DIVENTA

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1 Pagina Due la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO TORNA LA GELMINI ASINI SI NASCE, TRUFFATORI SI DIVENTA NORDICI E SUDICI Per quelli che aspettano... di GIOACCHINO CRIACO Per quelli che mi hanno preso in parola, e hanno iniziato a prepararsi per la rivoluzione che arriverà ad agosto. Quelli che hanno iniziato ad ammassare gallette e cereali, per nutrire chi scenderà in piazza. A quei sudici che ci credono, vorrei dare qualche chiarimento. Guardate che questa estate le barricate non le solleveremo per migliorare le nostre condizioni economiche, non indosseremo le bandane del Che per avere più soldi in tasca, possedere un maggior numero di telefonini o ottenere gratis l'abbonamento a Sky o a Mediaset Premium. Se qualcuno si fosse convertito alla sommossa con la segreta speranza di alzare il compenso del proletariato, se lo levasse dalla testa. Noi in piazza scenderemo per essere più liberi, non più ricchi. Non accetteremo adepti in rotta di collisione con un capitalismo che non garantisce più le pensioni. Anzi noi col capitale saremmo pronti a scendere a patti, rinunceremmo persino a non contestarlo se ci lasciasse liberi di zappare la nostra terra. Noi dal globalismo economico non vogliamo altro che indifferenza e siamo stanchi di offrire il nostro sudore alle terre straniere. Ecco, secondo noi il mondo dovrebbe restare vasto e i paesi dispersi. E questo non è antimodernismo, è semplicemente il rifiuto di un globalismo cannibale, che massifica tutto rendendo commerciabile anche l'anima. Chi si illude che il capitalismo sia fallito, e la crisi economica ne sia la dimostrazione, ha preso un abbaglio. Il capitale è un mazziere che distribuisce le carte, carta moneta, e alla fine di ogni giro le rimette nel mazzo; questo è il capitalismo, spolvera il benessere e poi ripulisce. Il totalitarismo economico è in piena forma, e solo gli ingenui non sanno che le crisi sono il sintomo della sua salute. La ricchezza corrompe i popoli, e a giro il capitale ubriaca gli indiani con l'acqua di fuoco. Questo sta accadendo: per l'europa il mazziere ha chiamato giro e per un po' andrà in Oriente a distribuire le sue carte, ma niente paura tra un decennio tornerà a dare perline anche agli Occidentali. I nordici, che non sono ingenui, conoscono il trucco e per questo chiuderanno i rubinetti ai sudici, per superare i freddi inverni a venire in attesa di una primavera che prima o poi tornerà. Noi sudici, notoriamente creduloni, speriamo che il sistema sia alla fine e così anche per noi si potranno aprire nuove prospettive. Chiedendo scusa per un po' di inevitabile retorica, noi sudici sudiamo nei tempi di vacche grasse per i nordici che ammassano mentre noi sperperiamo. E non dovremmo scendere in piazza perché il nostro supplizio vada avanti. Ad agosto, pochi o tanti, sul treno della rivoluzione ci saliranno solo gli amanti del poco, del semplice, del nostro. I fan delle Hogan saranno pregati di salire sul Freccia Rossa, che partirà da un altro binario. D PASQUINO CRUPI all altra sera di Ballarò anche l impossibile diventa possibile. Mara Carfagna, come pretese il Cavaliere, non sarà mai Maria Goretti, ma è certo che Maria Stella Gelmini è già santa, e capace di fare miracoli. Di trasformare il bianco in nero, il falso in vero, il Cavaliere ardente in Domenico Savio, puro giovinetto. Venendo al dunque e tornando a bomba. Su domanda di Floris, il prof. Rodotà, mastro di virtù civili, stava semplicemente e puramente dando lettura d una sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, ed ecco la ministra, avvampata dal sacro fuoco della Verità, insorgere e inveire contro l onesto giurista Dea della Verità, poiché dicente delle falsità. Per la miseria! Di falsi la ministra si intende e vorrà riconoscere che le falsità del prof. Rodotà non sono false come, viceversa, falso nella sostanza è il certificato di residenza storico, rilasciatole dall ufficio anagrafe di Reggio Calabria, e da cui risulta che l allora giovane laureata in giurisprudenza quivi risiedette dal 26 febbraio 2001 al 9 gennaio Senza tale certificato la giovane donna non avrebbe potuto avere accesso all esame di procuratore legale. Detto, fatto, impacchettato il conseguito titolo, la neoavvocata aveva chiesto la cancellazione dalla lista dei residenti in Reggio Calabria e se ne era tornata al Nord. I GUARDIA SPALLE Ricordare Giuseppe Fava (nella foto), giornalista dalla schiena diritta, spezzata, ma non piegata, dalla mafia siciliana, è sempre fatto altamente positivo. I giornalisti, che, come Giuseppe Fava, hanno trasformato il loro mestiere in missione per una Sicilia e un Mezzogiorno senza condizionamenti mafiosi, e in questa battaglia hanno perso la vita devono sempre fiammeggiare come la fiaccola d' Atene. E soprattutto non devono essere diminuiti, a loro affiancando cronisti di periferia, modesti altoparlanti delle inchieste della magistratura, più o meno correttamente sunteggiate. Ciò diciamo soprattutto agli ideatori e realizzatori della <<Fondazione Fava>>, promotrice del Premio nazionale <<Giuseppe Fava>>, giunto ora alla quinta edizione. E, senza alcun costrutto, Peccato avremmo avuto una principessa del foro. Guarda il topo (o la topolina), che animale sagace! Mai affida la sua vita in un solo buco. O, per dirla in un linguaggio più elementare, la signora ministra lancia il sasso e nasconde la mano. Insomma, pur con la refurtiva nel suo bagaglio mentale, sale in cattedra e detta leggi di moralità della parola, lei che ha truffato le leggi dello Stato. Dovrebbe LA SETTIMANA di Anna Laura Tringali assegnato per il 2011 a sei cronisti calabresi: Lucio Musolino, Giuseppe Baldessarro, Ferdinando Piccolo, Michele Albanese, Giuseppe Baglivo e Antonio Nastasi: quest'ultimi due, sfuggenti alla nostra conoscenza. Ma è da addebitare alla nostra ignoranza. Scrive la Giurìa del Premio che i detti giornalisti si sono distinti 1 Il ponte per un crimine più organizzato. 3 Arrestati mercoledì per assenteismo due Questo sarebbe, secondo le ultime rivelazioni di Wikileaks, il titolo tragicamente ironico le di Catanzaro. I due uomini, di cui non è stata dipendenti dell' amministrazione provincia- che il diplomatico americano Truhn avrebbe resa nota l'identità, secondo le ricostruzioni dato ad un dossier sul ponte sullo stretto inviato agli alti vertici statunitensi. Una grande lavoro con le apposite card elettroniche per poi registravano regolarmente l'arrivo sul posto di opera, quindi, i cui primi beneficiari sarebbero i mafiosi. l'accusa è di truffa e alterazione del sistema di abbandonare gli uffici subito dopo. Per loro rilevamento della presenza. 2 Furto di denti all'obitorio. Sembra il titolo 4 Il valore delle arance contenute in un litro di di una barzelletta di cattivo gusto ma è in aranciata è di 3 centesimi. Gli agrumi calabresi sono pagati 7 cent/kg. Risultato: sono spacciate realtà ciò che è successo nella sala mortuaria di Vibo Valentia. Un impiegato dell'ospedale e tre come Made in Italy bevande ottenute da prodotti dipendenti di una impresa di pompe funebri importati da Paesi lontani senza indicazione in etichetta, mentre le arance calabresi sono sottopagate avrebbero strappato via con una tenaglia la dentiera della defunta per rivenderla poi a e rimangono sugli alberi. La Coldiretti ne ha discusso a Varapodio con l'iniziativa Non lasciamo sola qualche studio dentistico. I Quattro sono indagati per deturpamento di cadavere. Rosarno...Coltiviamo gli stessi interessi. Per ampliamento organico a Siderno e Reggio Calabria,azienda umbra inserisce operatrici telefoniche,età 25/50 anni. Si offre contratto a norma,adeguata formazione,lavoro part-time. Per colloquio: www.novelife.it mettersi una maschera in faccia, se sul suo collo, in realtà, non poggiasse un agglomerato carnale, che le serve solo per non perdere l equilibrio. Se non la maschera, un po di fondo tinta dovrebbero metterselo i giornalisti nazionali, che, denunciando il trasferimento della Gelmini a Reggio Calabria per l esame di procuratore legale, hanno taciuto il particolare dell illegittimo certificato di residenza. Come a voler sottolineare, con soddisfatta sufficienza culturale, che la ora ministra era una asinella mentis iniquae, di mente malevola. Che è, però, qualcosa di meno, di meno assai d una truffatrice. Asini si nasce, truffatori si diventa. nell'esercizio della professione in un territorio controllato dalla 'ndrngheta. Non vediamo, a ragion di lettura, in che cosa consista l'eroismo dei distintisi giornalisti dai quali non è venuta mai un'inchiesta sull'onorata Società, tale da mettere gli organi dello Stato in grado di prevenire crimini, turbative, collusioni tra ndrangheta e politica o che abbia messo in serio pericolo la continuità del potere mafioso. Più prosaicamente, i distintisi cronisti nulla avrebbero scritto della ndrangheta se i magistrati inquirenti non avessero indagato e non avessero riversato in rituali conferenze-stampa il risultato delle loro indagini. I cronisti- detto senza offesa- sono i parassiti di quel che accade. O, se si vuole, gli scrivani dell'arma dei carabinieri e dei magistrati. Una speciale corte di guardiaspalle, armati non di mitra, ma di computer. Per essere eroi o, almeno, distinti ci vuole ben altro. Anche per ricevere un premio, un Premo, come quello intestato a Giuseppe Fava

2 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO FACECALIGURI Ndranghetologia in cattedra! Il popolo di Fb interviene sulla proposta dell assessore alla Cultura IL MALE IN CATTEDRA FRANCESCO LADDARINA Finalmente qualcosa di nostro da esportare. L emulazione impazza e gli omologhi del faro di Soveria hanno annunciato la fondazione di una cattedra di mafiologia in Sicilia, di sacracoronologia in Puglia, di camorrologia in Campania. I sardi pretendono un corso universitario sulle faide barbaricine. A Roma, a ragione, vorrebbero l insegnamento della malapolitica. L Aquila si candida per la terremotologia. Il Veneto chiede a gran voce l università dell evasione fiscale. All estero i giapponesi, orgogliosi della yakuza ne vorrebbero spiegare l originalità e il primato. I russi, i cinesi, ostentano la grandezza delle loro mafie e vorrebbero che gli studenti universitari ne apprendessero gli elementi. Gli americani sostengono che il Padrino è una loro creatura. In Belgio si vorrebbe scolarizzare la pedofilia, in Spagna l ETA, in Irlanda l Ira, in Svezia il suicidio. Tutti i mali del mondo, finalmente saliranno in cattedra per spiegare se stessi e questo grazie all idea originale del nostro assessore regionale alla cultura. Ogni anno, scopriamo a gennaio se Mario Caligiuri ha mangiato bene durante le feste. L anno scorso aveva mangiato benissimo, così da maestro della comunicazione era riuscito a far sapere al mondo intero che Obama aveva inserito nel cenone natalizio le olive carolee di Soveria Mannelli, anche se non sono prerogativa esclusiva del borgo montano della pre Sila. L avevamo visto spiegare le qualità delle olive catanzaresi sui tg nazionali e su tutta la carta stampata. Aveva fatto, e bene, il suo mestiere: comunicare. La sua iniziativa post-natalizia, quest anno non ci è piaciuta. Nessun dubbio sul fatto che di ndrangheta si debba parlare, ma fare del fenomeno criminale del momento una materia universitaria ci sembra dannoso. Paradossalmente, e al di là delle intenzioni di Caligiuri, le darebbe dignità. La mafia vive soprattutto, o anche, di mito e quel che serve è dimostrarne la volgarità, oltre alla pericolosità. Sarebbe più corretto, per chi dirige politicamente la cultura, spiegare i mali enormi dello nostre scuole di ogni ordine e grado. Sarebbe meglio che la politica culturale ideasse un progetto di sviluppo civico e lo spiegasse in ogni sede, anche quella universitaria. La Calabria necessita di idee che la portino al futuro, non serve a esempio finanziare film come quello di Antonio Albanese che riducono i calabresi a macchietta, non porta nulla alla Calabria la calata di Wim Wenders per la realizzazione di un film che nessuno vedrà. Un buon segno è la promozione dell arte di Frammartino. Non avvertiamo perciò il bisogno di portare sulle cattedre dei vecchi tromboni che imbottiscano i nostri studenti di riti di affiliazione e canti di malavita. E non vorremmo che i nostri ragazzi immortalassero nelle loro tesi certi malacarne di nostra conoscenza, e si creassero nei libri le liste degli eroi e degli infami. Abbiamo bisogno di cultura vera e non di boutade, e per il rispetto che portiamo a Mario Caligiuri vorremmo da lui altro. Meglio le olive carolee che le coppole, sono più saporite e digeribili. Buon anno Mario, e arrivederci a gennaio MARA RECHICHI Le notizie che avevo io erano di un master di primo livello, non di un corso di laurea, in ogni caso di un corso di studi. Ma se abbiamo già un museo della 'ndrangheta, ci vogliamo stupire di un corso di studi? ANNA EVOLI il "fenomeno" 'ndrangheta è divenuto businness...per molti...anzi direi...per troppi. RUGGERO BRIZZI magari il corso lo tengono i giornalisti minacciati??? no no, forse, i suoi colleghi di giunta che ne sanno molto di st'argomento... MARIA G. COGLIANDRO siamo arrivati al punto che quasi quasi dovremmo ringraziare la 'ndrangheta di esistere! è diventato uno dei mezzi principali per combattere la disoccupazione latente! SABRINA DI MASI A dir poco assurdo.così invece di combatterla ed evitare di darle vetrina la rendiamo un caso accademico più delle ragioni del mancato sviluppo,della sanità,ecc...poi che a proporla sia un calabrese e assessore alla cultura (tecnico perchè non eletto)è ancora più singolare per non definirlo diversamente PISANA ROMEO Escludendo il prof. Caligiuri che non conosco, i relatori sarebbero direttamente "persone informate sui fatti"???? No, grazie...me pare na strunzata... ALESSANDRA FRAGOMENI Perche' dovrebbe essere una stupidaggina un corso di laurea del genere? L'approfondimento di un fenomeno così radicato nella nostra terra e subdolo non puo' certo essere una stupidaggine, anzi è un modo per sradicarlo Alcuni degli intreventi sulla proposta di istituire una cattedra di ndranghetologia all Università della Calabria DOMENICO TREDICI In quale punto del cervello ha trovato na cretinata del genere????????? GIUSEPPE PINO ROMEO. Mi aggiungo alla Di Masi, extra-vagante...il solito caligiuri... l'importante è avere visibilità su tutto, su tutti...non avendo altri argomenti si da all'illecito una valenza accademica, così ai master sull'intelligence ( di cui la Calabri...a ha molto bisogno per curare la sua sanità, i suoi trasporti ecc...) aggiungiamo anche questo. Come aveva ragione Totò Delfino, il pane dell'antimafia e collateral nutre molte persone e molte menti...così invece di distruggere il fenomeno gli si da visibilità con effetti a dir poco aberranti se non grotteschi. ANNAMARIA MOLLICA. Fare meglio un utile corso di cucina? no,eh? ANTONINO MURATORI a me pare una delle solite stronzate per acquisire visibilità e comunque spendere soldi. Non dimentichiamo che fanno a gara per le trovate che fanno spendere i soldi. Bisogna spendere a prescindere...!!! il clientelismo ne ha bisogno quotidianamente di trovate del genere.

3 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO 2011 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Lenote di Mara Rechichi OGGI SPONSOR Campeggia su tutti i giornali la notizia che una coppia di giovani milanesi (un uomo e una donna, è bene precisare), hanno deciso di sposarsi, ma non avendo le risorse economiche necessarie, hanno creato un blog su internet con l'obiettivo di cercare aziende nei settori interessati e convincerle a fargli da sponsor. L'esperimento è riuscito e la coppia convolerà a giuste nozze a costo quasi zero, per essi stessi e per le rispettive famiglie. La buonanima di Padoa Schioppa ne sarebbe felice: due bamboccioni in meno! Diversi, forse, saranno gli sponsor che vedremo prossimamente nelle Università italiane, dopo gli ultimi sviluppi legislativi. Ogni Facoltà avrà il suo sponsor di settore. Immagino già enti e aziende a contendersi le Facoltà. A Medicina e Chirurgia e a Farmacia si vedranno grandi manifesti che ricorderanno a tutti che chi riesce ad evadere il pagamento delle tasse universitarie non fa altro che elargire Tachipirine ai colleghi. Le aule di Ingegneria potranno essere trasferite negli ampi reparti Ikea dove si potrà vedere tutto il procedimento di produzione dei vari Klippan, Faktum, Rationell, e la famosa libreria Billy, nelle sue diverse interpretazioni, andrà a custodire i volumi delle Biblioteche. Alle Facoltà di Lettere e Filosofia e a Scienze Politiche saranno interessate le grandi case editrici, le grandi testate giornalistiche, i grandi partiti politici? Può darsi. Lì si potrebbe procedere per correnti di pensiero e ne verrebbe fuori un corso interfacoltà con ingegneria biomedica: cervelli precotti, fastbrain da scaldare al microonde. Ad Economia arriveranno le Banche, non v'è dubbio! Introdurranno la moneta unica universitaria che a ogni cambio di semestre sarà oggetto di rivalutazione, in concomitanza con le sessioni d'esame. Ai docenti sarà offerto un conto corrente che, per ogni bocciatura, verrà incrementato, quale ringraziamento per aver determinato il permanere dello studentecontribuente nell'ateneo. Per le facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali ci vedrei bene la Nintendo insieme ai Parchi: ne verrebbero fuori nuovi intriganti giochi in cui "distruggere" e "preservare" vanno di pari passo e nessuno vince. Anche i CUS saranno oggetto del contendere: le Federazioni sportive e le società di sport vari entreranno in competizione (è la loro specialità) per poter affiggere i loro loghi su strutture e abbigliamento. Spero che ci risparmieranno dal CUS Mercato, non sopporterei notizia su notizia sui movimenti tellurici di Mou. Ora però mi viene in mente un problema: chi potrebbe essere interessato a sponsorizzare il neoconcepito corso di studi in 'Ndranghetologia all'unical? Oh, oh, qui si rischia di restare a piedi! Ma no, il primo sponsor c'è già: è la regione Calabria a far da battistrada. Si faccia pure avanti il prossimo, chi offre di più? Favole da mille e una... balla PLACANICA Di nuovo il sindaco di Placanica aggredisce il problema. Spera ancora di poter costruire una discarica a Placanica. Proprio non ci sta a perdere la gallina dalle uova d oro. Ma la gente non è con lui in questa avventura,e lo ha dimostrato fin dal primo momento con una petizione popolare, con manifestazioni e con fiaccolate. A Placanica,lo sviluppo vogliamo che passi per la valorizzazione delle nostre peculiarità:il turismo in genere e quello religioso in particolare con un santuario,madonna dello Scoglio,visitato ogni anno da migliaia di pellegrini. Per il sindaco, invece, e solo per lui, una discarica alle porte del paese è quello che ci vuole. I cittadini, però, non sono mai riusciti a capire, e del resto nessuno è mai riuscito a farglielo capire, perché Placanica, perché alle porte del paese a nord e sulla testa degli abitanti di Colavono a sud, perché a 300 metri, in linea d aria, dal Santuario e soprattutto perché per unica e sola volontà di un sindaco-podestà,quando anche il sub-commissario ai rifiuti per la Calabria,l assessore Pugliano va dicendo in lungo e in largo che queste opere vanno discusse con le popolazioni e con esse individuate le linee guida per la salvaguardia del turismo,della salute pubblica e dell ambiente. Ora con un botto di fine anno, il sindaco torna all attacco con l ultimo mezzo e forse il più becero che ha a disposizione: il dio denaro. Con un proclama ufficiale, da mille e una balla, apparso sugli organi di stampa alla fine dell anno, ha cercato di spiegare come i soldi che il comune riceverebbe dalla discarica, a compensazione di tutti i disagi e di tutte le malattie che da essa deriverebbero, potrebbero cambiare la qualità della vita (come se con i soldi si potesse comprare la morte). Soldi per tutti! Dice il sindaco di Placanica. Cchiù pilu pè tutti, vorremmo dire noi, scomodando il bravissimo Albanese. Soldi per i giovani studenti universitari e anche delle scuole medie superiori, soldi per i disoccupati, per i commercianti, per gli artigiani, per gli ammalati e perfino per i nascituri. Insomma, è arrivata la befana per i placanichesi! Peccato che ormai siamo tutti grandi e vaccinati e alla befana abbiamo smesso di credere da un bel po. La gente di Placanica ribadisce, che la salute è in cima a tutti i suoi desideri come priorità assoluta e lo rimarca oggi più che mai, alla luce di tutto ciò che sta avvenendo nel sud e in Calabria particolarmente, e non è disposta a barattarla con un pugno di soldi. Comitato per il no alla discarica L ANGOLO DI PARRELLO CARA MILANA Tratto da * É POSSIBILE CHE LE RIVOLTE DEGLI STUDENTI DIVENTINO LABASE PER UN EUROPAPIÙ GIUSTAE PIÙ MODERNA? Anche in Croazia ci sono state proteste studentesche che hanno attirato l attenzione degli intellettuali più che dei politici. Questo perché i partiti sono piuttosto ottusi di fronte a qualsiasi tipo di protesta: credono che sia normale governare seguendo il tornaconto personale. È una cosa difficile da cambiare, ma credo che il futuro del continente stia nell eterno procedere verso qualcosa che oggi ci sembra Sono figlia di una notte di sesso Sono figlia di una notte di sesso. Mia madre non me l'ha mai detto in questi termini ma è quello che siamo tutti noi figli di ragazze madri. Una notte di sesso take-away. Ed eccoti lì una nuova creatura che forse un giorno imparerai ad amare. Ma che non è stata generata con amore. Ho 35 anni adesso e mia madre non mi ha mai fatto mancare nulla. Però alcuni interrogativi sono rimasti irrisolti: mi ha partorito per amore o per mettere a tacere il senso di colpa? Mi ha cresciuta per amore o per spiccato senso del dovere? Il grande Pasolini, definì il sesso come una consolazione della miseria e Nietzsche scrisse che nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo. Mi sento figlia di una vana consolazione e l'anima di mio padre e di mia madre non si sono mai incontrate. Da un incontro di soli corpi può nascere un'anima? Un saluto a tutta la redazione, Silvia Cara Silvia, perdoni la battuta: non è che per caso è figlia di Gigi Marzullo?! Scherzi a parte, la voglio tranquillizzare che tutti abbiamo un'anima. Corpo e anima sono inscindibili anche se a volte il corpo fa i capricci e dà retta all'istinto. Sarà stato solo sesso per quella sera e magari l'anima era in standby ma questo non vuol dire che i suoi genitori non l'abbiano mai avuta. In ogni caso l'anima non si trasmette, l'anima è figlia della vita! La mancanza di un padre sicuramente l'avrà fatta soffrire ma le vorrei ricordare una frase di Nietzsche (che a quanto pare è caro anche a lei) che può confermarle ulteriormente che lei un'anima ce l'ha eccome: Solo sulle salde fondamenta di un'inflessibile disperazione si può costruire l'edificio dell'anima. Donna Rosa DIRITTO DI REPLICA I tentativi di equilibrio della vostra Maria Cogliandro Cara redazione, il commento sulla redazione aperta dal titolo Quando l arte si autopubblicizza di Maria Cogliandro mi chiama in causa. La vostra giornalista secondo me non è contenta della sua vita. È una di quelle che non ha mai provato a vivere intensamente, rifugiandosi nei soliti tentativi di equilibrio. Tra snobbismo e provincialismo ha praticato sempre le vie di mezzo. Ama le zone temperate, senza burrasche e temporali. E ogni tanto quando si affaccia dalla finestra con l'ombrello mena su quello che potrebbe apparire le spalle più piccole. Come una borghese di provincia, appunto, alza la penna quando mi accusa di alzare la cresta, e mi pubblicizza accusandomi di autopubblicità. Parla di prostituzione dell'arte e fa da magnaccia ( prendendosela solo con me) ad artisti senza arte e ne parte che grazie agli ossi delle pubbliche amministrazioni si sentono Hendrix senza aver mai raggiunto nemmeno Otello Profazio (con tutto il rispetto per quest'ultimo). Una prestazione di qualsiasi forma, dimostra il suo valore alla cassa, lo sappia la Cogliandro e quegli pesudoartisti che agiscono nei nostri territori come i presidenti delle Pro Loco e che dai quali finora non ci è pervenuto nessun segnale di inversione di tendenza. Anzi Dispiace puntare il dito contro una giornalista brava, che leggo prima di molti altri sulla Riviera, un settimanale che dimostra, settimana dopo settimana che la Calabria ce la può fare e che però in occasione della manifestazione redazione aperta non si è accorta che dietro a chi si spaccia per miglioratore del mondo, ci sono solo note di individualismo e ostentazione. Grazie per l'ospitalità. Fabio Tomba CAPO... È ARRIVATA LA MIA BICI? E' bello, ogni tanto, ricordare gli anni '50, quando i nostri emigranti andavano al Nord in cerca di lavoro. Giuseppe era a Torino da più di un anno e un giorno decise di ritornare, per qualche tempo, al paese natio. Una mattina, si recò alla stazione ferroviaria, ma giunse un po' tardi e il treno era già partito. Vide il Capostazione e gli chiese: E' scesa la mia Bici? - Norispose il ferroviere- nessuna donna è scesa dal treno. Ma aspettavi tua moglie? - Ma che cosa hai capito? E' mai possibile che voi meridionali non capite ancora l'italiano? Volevo dire la mia bicicletta!. Ah, vieni al deposito bagagli che te la prendi. Ritiratala, Giuseppe disse al Capo: Ci vediamo domani. E l'altro : Perché? Perché arriva la Bici di mio figlio. Franco Parrello irraggiungibile, e magari un giorno riusciremo tutti a chiamarlo il nostro continente. Faccio molta fatica a capire i rapporti tra i paesi dell Unione, e non sono in grado di dire se questa Unione si stia veramente sgretolando. Quando leggo le notizie sugli altri paesi europei mi viene da pensare che tutti i politici del continente sono persone false che fanno fatica a nascondere le loro ambizioni SCUSI VORREI PARLARE CON IL COMMISSARIO... dietro slogan astratti. Questo si può cambiare? Credo che le manifestazioni studentesche potrebbero accelerare il cambiamento, come è già successo nel secolo scorso. Ma di sicuro, per rendere l Europa più sana e sincera, bisognerà azzerarla completamente. Proprio partendo da energie fresche. In questo senso credo che si possa sognare un Europa più interessante e divertente, dove potremo sentirci liberi. 4 Siamo un gruppo di cittadini sidernesi profondamente indignati e delusi. Proprio per questo abbiamo deciso di scrivere alla vostra testata giornalistica, per rendere pubblica l assenza di considerazione del Commissario Prefettizio incaricato a reggere le sorti del nostro comune, Rosalba Scialla. Da tempo cerchiamo un contatto diretto, tramite la segretaria, da tempo abbiamo chiesto, senza risposta alcuna, di essere ricevuti per porre l'attenzione del Commissario sul problema, per noi gravoso, che molte strade del centro cittadino nelle ore notturne, risultano non illuminate. Consideriamo questo un disagio, visto che l'oscurità rende meno sicure le nostre strade. Ad oggi il problema continua a persistere, ad oggi, ancora siamo ignorati da chi dovrebbe fare il bene del nostro paese, ma non riesce a trovare il tempo per ascoltare la voce di chi il paese lo vive, di chi ogni giorno ci lavora, la voce di noi cittadini, che ci reputiamo una parte essenziale per il buon funzionamento della vita pubblica. Speriamo che il risalto dato dalle vostre pagine possa, in qualche modo sortire un effetto positivo, speriamo che questa lettera possa essere la nostra voce. Speriamo che la signora Scialla ritagli un piccolo spazio per riceverci, sentire le nostre ragioni, e così, porre fine a un problema gravoso per tutta Siderno. Lettera Firmata

4 La Copertina La crisi del Porto di Gioia la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO 2011 Il più importante porto del Mediterraneo soffocato dalla mediocrità della politica calabrese e dagli assalti degli africani e degli spagnoli 6 MALATO TERMINAL CARMELO CARABETTA Il Porto della Piana è ammalato. La chiusura per ben 30 ore e la messa in cassa integrazione dei lavoratori portuali decisi in maniera unilaterale da parte della Società MCT nella sua qualità di terminalista mettono in serio pericolo il futuro dello scalo e dei lavoratori. Per tanti anni ci hanno fatto credere che per la Calabria Gioia Tauro era l equivalente della FIAT per Melfi. Ma già pochi mesi fa Ballarò, la trasmissione di Rai 2 condotta da Giovanni Floris, ci aveva allarmati e oggi primi piani e copertine ci danno l ennesima conferma di una situazione che pare irreversibile. Infatti: 1 - La bretella autostradale tra porto e A3, cui mancano circa 200 metri, non è stata mai completata e perciò i TIR,per percorrere 7 chilometri,impiegano mezz ora in più a causa dell allungamento del percorso; 2 - Il raccordo ferroviario è stato solo recentemente terminato, ma è a un solo binario e praticamente non serve per le necessità portuali; 3 - Nel frattempo gli Egiziani a Porto Said si sono così bene organizzati da essere sommamente competitivi e superlativi con noi - umiliandoci con un secco 4 a 0. Poiché il loro costo della mano d opera (a) è dieci volte meno alto del nostro (2 l ora contro 22), (b) quello del pilotaggio più basso del 25%, (c) quello del gasolio incomparabilmente più a buon mercato e infine (d) perché lì le tasse per cinque anni non si pagano mentre da noi sono al 43%. Ma in oltre vent anni cosa ha fatto la politica calabrese per un porto che a detta di tutti rappresentava la principale porta d ingresso per le nuove economie orientali? Nulla, tranne il rincorrere un rigassificatore e quella costosissima piastra del ghiaccio Intanto sale Valencia sul gradino più alto del podio. Con 4 milioni di teu il suo hub comanda il trashipment nel Mediterraneo. Le sue gru caricano e scaricano più di ogni altro quelle scatole di metallo che hanno rivoluzionato il flusso planetario delle merci nel mondo. Dopo quello della Coppa America che ha portato turisti e infrastrutture in quella piazza, un altro vento di poppa sospinge il terminal tra Barcellona e le Colonne di Ercole. Bene. Ma in vent anni cosa ha fatto la politica calabrese per un porto che a detta di tutti rappresentava la principale porta d ingresso per le nuove economie orientali? Nulla, tranne il rincorrere un rigassificatore e quella costosissima piastra del ghiaccio, che nel conservare innumerevoli mediocrità è finita col congelare la più grande prospettiva del meridione. Il Molo Calabria, definito dai più sapienti, per la sua posizione geografica, il porto di Dio è in rianimazione. Un malato terminale che va verso l occaso, che, diversamente da quello cantato dal Carducci, non è pieno di voli, ma di cadute in acque amare. Un occasione persa,che pesa sulla spalle della politica calabrese. La quale, invece di assumersi pienamente le responsabilità, toglie dal cilindro la spiegazione che, spiegando tutto, non spiega nulla: Qui gli armatori pagano un euro a container alla 'ndrangheta tirrenica. Un film già visto. Il cinismo che s'associa alla pigrizia. Quelli, che non hanno mai una sia pur minima responsabilità, al potere.

5 L intervista la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO A COLLOQUIO CON L ASSESSORE REGIONALE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE ANTONIO CARIDI «E di nuovo turismo sostenibile che valorizzi le risorse della nostra regione» A ISABELLA GALIMI ppare come un uomo semplice e si propone come un pragmatico Antonio Caridi, al vertice del Dipartimento delle attività produttive della Regione Calabria. L assessore è ottimista sul futuro e soddisfatto dei piani in attuazione :sono circa 100 milioni di euro i fondi stanziati per l attuazione di una serie di importanti riforme che prevedono semplificazione normativa, nuove forme di accesso al credito ed agevolazioni imprenditoriali, misure anti crisi e distretti produttivi. Per l individuazione dei bisogni e delle necessità reali del territorio, ci si è rivolti- dice Caridi- allo strumento delle tavole rotonde di associazioni di categoria, riportando il focus sulla presenza e la forte azione delle istituzioni. È già stato approvato l intervento comunica, uno strumento di snellimento burocratico- amministrativo che permette l avviamento reale di attività imprenditoriali in un solo giorno e presso un solo ufficio, anche solo in modalità on-line. Caridi ci rivela come tutti gli interventi realizzati non costituiscono azioni isolate, ma sono programmati per produrre risultati concreti, ora ci adoperiamo per il piano triennale delle attività produttive, al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese. In tale contesto - prosegue l assessore- si inserisce il Pia (Pacchetti La Regione Calabria mira alla realizzazione di numerose azioni ed interventi che possano risollevare l economia di una terra dalle caratteristiche della disoccupazione storica per tradizione e cultura integrati di agevolazioni, rivolti a imprese artigiane, industriali e dei servizi). Tale mezzo permette non solo investimenti nell ambito dei materiali e dei servizi reali, ma anche la possibilità di aumentare le possibilità di spesa nel campo dell innovazione, ricerca e formazione, utilizzando 35 milioni di euro. La piccola impresa, elemento basilare dell economia locale, ha quindi potuto accedere ad un importante aiuto. Non meno di rilievo è la creazione di reti di impresa, la realizzazione di progetti di innovazione e trasferimento tecnologico, la promozione di interventi mirati alla diffusione di reti tecnologiche. Ma non basta, dice Caridi: «In una regione caratterizzata maggiormente da una secolare economia retta dal settore terziario, l assessore Caridi sottolinea l importanza agroalimentare del made in Calabria : Vogliamo che la Calabria possa stare in Italia e in Europa a testa alta, puntando su quello che noi valutiamo come il suo petrolio : un immenso giacimento agroalimentare, enogastronomico e di artigianato tradizionale che, figlio di culture antichissime, sin può apprezzare come qualcosa di unico, di irrepetibile, di non imitabile». Nell era della globalizzazione e del consumismo di massa, dove si perdono gli usi ed i costumi tradizionali dei luoghi e si omologano i comportamenti, Caridi fa emergere il ruolo dei saperi locali e dei sapori tipici come armi per contrastare la guerra della disoccupazione: Le nostre specialità agroalimentari e artigianali possono essere lette come un libro di storia, quasi come un reperto archeologico, e quindi offrono sensazioni uniche in un ambiente mediterraneo, le cui coste dell antica Calabria hanno rappresentato la culla della civiltà occidentale. A tal fine è stata considerata di grande successo l iniziativa Consuma e spendi Calabrese, per la cui campagna pubblicitaria l Assessore ha posato in prima persona insieme ad esponenti di spicco del mondo dell imprenditoria, dell industria e dell associazionismo. Tramite questi strumenti, il fine delle azioni del Dipartimento delle attività produttive, è proprio quello di riuscire ad utilizzare le peculiarità per sfuggire alle crisi, nel rispetto dei valori e delle tradizioni, senza sottovalutare il settore turistico. Per Caridi, insomma, l obiettivo è quello della creazione di un turismo sostenibile che possa valorizzare tanto le risorse materiali che quelle umane della Calabria,, anche osservando le ultime direttive europee, riportando la Regione al centro di una nuova attenzione dinamica e competitiva. M

6 Reggio e dintorni La riforma sul ticket la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale sulla compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria, in vigore dal primo gennaio, prevede la fine delle esenzioni in rapporto al reddito e reintroduce i vecchi codici che non risparmiano poveri e pensionati di basso rango Un tributo sulla fame L ANTONIO CORMACI a crisi, si sa, ha colpito fortemente i paesi occidentali, Italia compresa, e a risentire dei catastrofici effetti dell onda d urto sono state le fasce più deboli della società, le più povere. In un contesto sociale dove si è quasi arrivati all annullamento delle classi intermedie e alla formazione di una società di stampo quasi medievale dove non esistono più ceti né ricchi ma neanche poveri, e solamente ceti o troppo ricchi o troppo poveri, ecco che l amministrazione regionale calabrese riserva alla già esaspera- certificazione ta popolazione calabrese un duro colpo: il Decreto del Presidente della Giunta regionale sulla compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Il linguaggio, come vedete, è sofisticato, ma non riesce ugualmente a nascondere la realtà d un tributo sulla fame. La disposizione prevede la fine delle esenzioni in rapporto al reddito e la reintroduzione dei vecchi codici in base alla codifica nazionale, abbandonando così la certificazione ISEE. Il sistema entrato in vigore dall 1 gennaio 2011 abbassa ulteriormente quei limiti di reddito ed esclude dal beneficio lavoratori, inoccupati e numerosi pensionati con meno di 65 anni. Sempre dal primo gennaio 2011, non sono più validi gli attestati che certificavano l esenzione per chi aveva una condizione economica configurata dall indicatore Isee con il codice E00 (che, fino a dicembre 2010, era la Inps di Locri: Sportello pensioni Minuti di attesa: 533 ( 8 ore e 53 minuti) Ecco come risolvere il problema direttamente alla radice, eliminare il pensionato Chi ha rinnovato il tesserino di recente, chi ha la condizione economica configurata dal ticket col codice E00 e ha un reddito basso sarà comunque costretto a pagare le spese mediche, in quanto non più esente dal pagare prestazioni specialistiche più fedele). In altri termini, chi ha rinnovato il tesserino di recente, chi ha la condizione economica configurata dal ticket col suddetto codice E00 e ha un reddito basso sarà comunque costretto a pagare le spese mediche, in quanto non più esente dal pagare prestazioni specialistiche. Solitamente non si è ancora in possesso del reddito certificato 2010 e sono tanti i cittadini che hanno il tesserino di esenzione valido sino a giugno In poche parole, a pagare comunque moneta e vedere cammello. I medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta utilizzeranno uno specifico elenco fornito dal sistema Tessera Sanitaria per riportare la condizione di esenzione da reddito dei propri assistiti. Gli assistiti che godono di tali esenzioni dovranno verificare la presenza del proprio nominativo nell elenco in possesso dei medici presso il proprio medico curante o presso il Distretto Sanitario di appartenenza. Ma sono proprio i medici a denunciare il mancato aggiornamento di queste nuove tabelle. E, perciò, non sono tardate. Qualche giorno fa, in una delle sedi sanitarie della zona sud della città vi sono state proteste accese d una cittadinanza frustrata che, pur avendo fatto ore di fila, negli spazi angusti delle fatiscenti sedi sanitarie della Città, è stata costretta a pagare visite di routine o esami vari. Lo schifo aumenta quando questo nuovo sistema esclude, ripeto, categorie a rischio della popolazione con meno di 65 anni, ovvero inoccupati e pensionati. Proteste sono arrivate dai consiglieri regionali dell IDV, ma non dal rifondatore Nino De Gaetano. Forte è stata, fuori dal Consiglio regionale, la reazione del segretario regionale dei comunisti italiani, Michelangelo Tripodi il quale con un linguaggio deciso, senza peli sulla lingua dichiara: Scopelliti mette le mani nelle tasche, già drammaticamente vuote, dei calabresi. E, oltremodo, scandalosa la giustificazione diffusa dagli uffici della giunta regionale, secondo la quale la scelta di fare pagare il ticket, anche alle fasce più deboli, è legata all applicazione di una (pseudo) normativa nazionale che, guarda caso, vale solo in Calabria. E ovvio che si tratta di un altra odiosa bugia. Infatti, ribattiamo e immediatamente chiediamo: se la scelta di togliere l esenzione dal ticket è frutto di una norma nazionale perché questa decisione non è stata assunta in maniera generalizzata in tutta Italia?. LO SCRITTORE CRIACO INCONTRA GLI STUDENTI DI REGGIO CALABRIA Giovedì 20 gennaio, alle ore 10,30, nell'aula Magna del Liceo Scientifico A. Volta di Reggio Calabria, si terrà un incontro con lo scrittore Gioacchino Criaco. Interverranno: Leo Stilo, Dirigente Scolastico, Pasquino Crupi docente presso l'università D. Alighieri di Reggio Calabria, Luigi Franco, Direttore Editoriale Rubbettino, Ercole Macrì, coordinatore de La Riviera. Modererà C. Lucisano docente di lettere del Liceo. L'incontro sarà occasione di approfondimento del lavoro editoriale di Gioacchino Criaco, nonché stimolo per affrontare temi e problemi della Calabria.

7 Reggio e dintorni la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Elezioni comunali Tutti gli uomini senza re T ALBERTO CAFARELLI empo scaduto. Entro quindici giorni il centrosinistra a Reggio Calabria deve presentare un candidato autorevole alla carica di sindaco altrimenti Italia dei Valori andrà alle elezioni da sola e proponendo il proprio presidente nazionale, l'onorevole Antonio Di Pietro. Questo l'ultimatum annunciato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Campanella dal responsabile regionale degli enti locali, Enzo Tromba e dal consigliere regionale di IdV, Giuseppe Giordano. Il tempo scaduto punta l'indice, guarda caso, al Partito Democratico: dica chiaramente se ha ancora un progetto comune futuro per una città la cui condizione deve rimanere sotto i riflettori accesi dell'attenzione nazionale. Noi non avevamo alcuna preclusione sulla proposta di candidare a sindaco l'avvocato Massimo Canale, ma gli effetti sperati, cioè l'allargamento della coalizione di centrosinistra, non si sono concretizzati. Ma non finisce qui. Anche per il candidato a presidente della Provincia, Italia dei Valori è dell'idea, senza farsi illudere dai sondaggi, che l'attuale presidente in carica, Giuseppe Morabito, dovrebbe riunire attorno ad un tavolo nel breve tempo possibile tutta la coalizione di centrosinistra, chiarendo quali siano le liste che lo sosterranno e i candidati, in un quadro di rinnovamento e di rispetto della legalità. Insomma, mentre Massimo Canale, che sembra ormai un ex e qualificato esponente reggino dei Comunisti Italiani di vecchia e giovane memoria (riferendoci agli incarichi che il partito gli ha permesso di esercitare e alla sua giovane età), la provocazione dei 'dipietristi' agita ancor più le acque in riva allo Stretto, sponda calabrese, con il Pd sempre più in alta marea, completamente diviso tra 'bersaniani' e, permetteteci l'espressione, liberi pensatori che inseguono le primarie. Primarie che come ha sentenziato Fernanda Gigliotti, consigliere nazionale del Pd, con lo stesso elenco dei 'proscritti' e dei 'clientes' sono state responsabili della sconfitta del centrosinistra alle regionali del E che la Calabria non sia la Puglia e che proprio le primarie non sono servite nello stivale d'italia ad innovare e ad allargare la coalizione, ma solo a conservare una casta perdente, chiusa in un partito blindato fatto di tessere fantasma e di organismi serventi è indiscutibile, almeno per chi riesce ancora a seguire o ad inseguire in qualche modo le vicende politiche. Di Massimo Canale, avevamo parlato già nel numero scorso del nostro giornale. L'avvocato continua imperterrito a credere alla poltrona di primo cittadino, con lui Rifondazione Comunista. Così come del ritorno in campo di Fuda a presidente della Provincia, ora divenuto ufficiale, anche se non si sa ancora con quale schieramento. Il terzo polo attende. L'unica novità di questi ultimi giorni, se così possiamo definirla (la Riviera l'aveva annunciata per prima già nella precedente edizione n.d.r.), riguarda la giocata a carte scoperte di un altro reggino dei tempi che furono ma che rimane sempre vigile sul presente e sul futuro, l'onorevole Francesco Nucara, nonché segretario nazionale del Pri. Nucara alza la voce e chiede la presidenza della Provincia. Nei giorni scorsi, infatti, il segretario dell'edera aveva incontrato personalmente il premier Silvio Berlusconi avanzando tra le altre cose, proprio la richiesta del seggio più alto a Palazzo Foti. Cronaca politica più aggiornata, l'assemblea provinciale dei Repubblicani Italiani in vista anche del congresso nazionale che si terrà a Roma dal 28 al 30 gennaio prossimi, ha ufficializzato nelle ultime ore le candidature per il rinnovo di Comune e Provincia. Compatto lo schieramento reggino che si ritrova nelle richieste di Nucara al Silvio nazionale. Quest'ultimo a quanto sembra ha accolto le richieste di Nucara, riservandosi comunque di discuterne con gli organismi locali del suo partito. Nulla di ancora certo, dunque, perchè il toto-nomine è ancora ai nastri di partenza. Qualcuno ipotizza, infatti, anche la scesa in campo dell'assessore regionale Antonio Caridi, uomo in quota Pdl, ma che lo stesso Nucara aveva indicato come possibile candidato sindaco di Reggio Calabria solo qualche mese fa. In lista tra i papabili anche il consigliere regionale Rappoccio e l'assessore comunale Lascala. Aspettando Di Pietro, Nucara, il Pd, Canale e via discorrendo. Appuntamento alla prossima settimana. ARGHILLÀ La vera faccia di Reggio Arghillà, periferia nord di Reggio Calabria. A guardarla, sembra un obitorio infrequentabile. All imbrunire non c è già più anima viva, e solo qualche auto sulla strada di ritorno fornisce un buon motivo per ritenere che non si tratti di una area abbandonata. È emergenza. Degrado, occupazione abusiva degli alloggi, anarchia. Qualcuno arriva a dire che nemmeno le forze dell ordine passano ormai di lì. Emblema del disagio, simbolo della Reggio che non va. Cumuli di immondizia, erba alta, muri imbrattati e molta paura. Qualcosa sarebbe dovuto cambiare con il nuovo centro polifunzionale. Era stato promosso dal Comune e costruito per rilanciare la zona, per renderla normale. Numerosi esercizi commerciali avrebbero dovuto soddisfare le esigenze dei residenti senza costringerli a recarsi in centro, e gli spazi verdi favorire l aggregazione dei giovani e i giochi dei bambini. Oggi, all interno della struttura, alzano le saracinesche solo quattro negozianti. Gli altri ci hanno rinunciato da tempo. Ttroppo difficile, dicono, fare affari in quelle condizioni. Chi andrebbe mai ad acquistare ad Arghillà? E quale commerciante terrebbe in piedi la propria attività se fosse costretto a condurla in un ambiente privo dei requisiti minimi di igiene? E di chi è la colpa? Forse dei cittadini, spesso irrispettosi degli strumenti pubblici offerti loro con grandi sacrifici erariali? O forse di chi ha concepito l idea, ambiziosa ma fallimentare in partenza se non preceduta da un restyling di base? Scegliete. Per ora, l unica novità è, ad inizio 2011, una assemblea popolare allargata cui hanno partecipato il sindaco Raffa, l assessore alla Manutenzione e opere pubbliche Gallo, il presidente dell ottava circoscrizione Passalacqua, i rappresentanti delle associazioni e molti residentii. Giovanna Cento

8 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Reggio e dintorni BARILLÀ INTERROGA IL COMUNE SUL 2% ALLE OPERE PUBBLICHE D GIULIA POLITO i questi tempi Reggio Calabria sembra il tabellone da gioco di una grande partita di Cluedo, senza che ancora a distanza di mesi dal momento in cui l ex sindaco Scopelliti ha ceduto il testimone al facente funzione Raffa il giallo sia stato risolto. Né vinti né vincitori a Palazzo San Giorgio, solo misteri che saltano fuori come mine antiuomo sparse nel deserto e pronte ad esplodere al minimo tocco di piede del malcapitato. Stavolta a sollevare un interrogazione scritta è il consigliere comunale Nuccio Barillà. Ai sensi del Decreto Legislativo del 12 aprile 2006, numero 163, titolato Codice di contratti pubblici relativi a lavori pubblici, servizi, forniture esistono dei criteri cui attenersi per il pagamento dei compensi inerenti lo svolgimento della progettazione e delle attività tecnico-amministrative relative alle Opere Pubbliche. Tali criteri vengono sanciti al punto 5 dell articolo 92 nel quale si legge che una somma non superiore al due per cento dell importo posto a base di gara di un opera o di un lavoro, comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell amministrazione ( ) è ripartita, per ogni singola opera o MINE VAGANTI lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dall amministrazione, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori. Di fatto, quindi, non è possibile, stando al Decreto Legislativo, che le Amministrazioni estendano i suddetti finanziamenti a terzi che non siano contemplati nell articolo 92; questi sono infatti destinati a personale esterno all amministrazione medesima. Non vi è tuttora certezza, a parere di Barillà, che questo criterio sia stato adottato dall Amministrazione Comunale rispetto alla progettazione e alle attività tecno-amministrative riguardanti alcune importanti opere pubbliche, quali quelle sulla Rete di Metanizzazione e il Palazzo di Giustizia. Esiste piuttosto la possibilità che per la ripartizione del due per cento sia stata adottata una gestione che Barillà stesso definisce elastica ed estensiva. Chiede quindi il consigliere di opposizione che venga fatta chiarezza ed una verifica più generale su come nelle precedente fase amministrativa sia stata gestita e ripartita la quota del due per cento riferita agli altri Lavori Pubblici. La firma di Barillà posta alla fine dell interrogazione risale al 1 dicembre e ad oggi il consigliere non ha ricevuto alcuna risposta. In tema di politica e di democrazia risulta fondamentale poter fare affidamento sulla chiarezza amministrativa e sulla disponibilità dei maggiori organi istituzionali a rispondere agli interrogativi oggi legittimi più che mai dell opposizione e della fetta cittadina ed elettrice che rappresenta. Laddove manca chiarezza manca anche la speranza di venire a capo di una situazione che da mesi si protrae inesorabile, costringendo i membri consiliari a mettere in gioco ogni risorsa che altrimenti potrebbe essere investita sulla crescita cittadina. In attesa che il giallo si risolva e che la partita si concluda ci auguriamo che ad uscire vittoriose non siano delle parti di maggioranza o di opposizione bensì la città con i suoi cittadini. UNA BATTAGLIA VINTA DA LA RIVIERA Antonio Manti torna alla vecchia madre L articolo su Antonio Manti pubblicato a pag.9 de La Riviera del 9 gennaio 2011 Le aquile garantiste non frequentano le reti giudiziarie dove incappano gli sventurati, senza arte né parte. E neppure i giornali hanno questa sana abitudine. Le une e gli altri esercitano un frenetico interventismo quando dietro le sbarre finiscono i personaggi alti. Per Adriano Sofri, che noi riteniamo innocente, si sbracciò per anni la Sinistra-radicalchic, pur dopo la condanna in Cassazione. Per Santi Zappalà è stato ricordato, sia pure in forma dimessa, che nessuno è colpevole fino a condanna definitiva. Per Antonio Manti alcuni giornalisti hanno addirittura offerto, a suo carico, un supplemento d inchiesta alloggiativa. Ora, Antonio Manti è stato scarcerato. Noi siamo stati gli unici a invocare pietà per un derelitto, a sostenere che l attraversamento d una porta non è reato: automaticamente. Non intendiamo metterci addosso le penne del pavone. La magistratura decide in piena autonomia. Ma lasciate che un po di merito nella sua scarcerazione ce lo prendiamo, noi, che, pur nel rispetto dei pilastri dello Sato, non pendiamo né dalle labbra del questore, dell arma dei carabinieri, della polizia, dei magistrati inquirenti.

9 Locride fotonotizie Presa diretta di nuovo a Siderno Riccardo Iacona nel preparare la prossima serie di "presa diretta" è ritornato a Siderno. Noi lo abbiamo fotografato mentre intervista l imprenditore Francesco Commisso, parente di alcune persone coinvolte nell operazione "Crimine". Solidarietà dei sindaci a Salvatore Galluzzo In questa foto scattata il 14 gennaio Galluzzo in compagnia del sindaco di Martone imperatore Imperitura e del presidente della comunità montana La Rosa. Vediamo un Salvatore Galluzzo piu tranquillo nonostante i recenti, noti e tristi fatti. Siderno, sequestrati 7 kg di Novellame Gli uomini della Guardia costiera di Roccella Jonica, hanno provveduto al sequestro penale di 7 Kg di novellame di sarda in agro del comune di Siderno. Il responsabile, ambulante sprovvisto di autorizzazione, è stato deferito all Autorità giudiziaria di Locri. Oggi autostrada chiusa tra Sant Elia e Scilla Domenica 16 gennaio, per lavori di ammodernamento dell autostrada A3, sara attuata una temporanea chiusura al transito veicolare, dalle 5 alle 18, tra gli svincoli di Sant Elia e Scilla nel reggino. Il filo rosso che collega Torino alla Locride Perché ho firmato, unitamente ad altri amministratori della Locride un comunicato di solidarietà a favore della lotta di Mirafiori? Siamo tutti operai torinesi! e lo siamo davvero più di quanto non si creda. Che c'entra la Locride con Mirafiori? C'entra e molto! E' passato quasi un anno dalla elezioni del presidente Scopelliti, ci vuole poco per capire che aldilà di qualche operazione di mera immagine, tutto è bloccato. Ci mortifica, forse ancora di più, quanto sta avvenendo nell'opposizione politica di centrosinistra in consiglio regionale, chiusa in una logica di casta e tutta intenta a lotte interne Destra e sinistra sembrano proprio uniti nel nulla! Non è una questione di persone, non intendiamo criminalizzare nessuno, è questione d'una politica in affanno che parla solo a sé stessa e di sé stessa, si contende il potere senza metterne in discussione le funzioni. Sarebbe letale per noi chiuderci nei nostri piccoli paesi, intenti anche noi a contenderci frange irrilevanti di potere mentre la nostra terra va incontro ad una sconfitta di dimensioni storiche. La mano che ricatta gli operai torinesi è la stessa che ha chiuso Pomigliano, la stessa che firmerà il federalismo, la stessa che ha messo in crisi l'economia e l'identità del popolo meridionale. Il potere si va concentrando sempre in meno persone ad ha una sua logica impersonale, lucida, a volte spietata. Non è una questione di Marchionne o di Berlusconi, il potere afferra e divora tanto colui che lo gestisce quanto coloro che lo subiscono. Personalizzare lo scontro serve solo a coloro che vorrebbero prenderne il posto. Noi dobbiamo ribaltare la logica, comprendere che si va delineando una nuova e spietata logica di sfruttamento dei territori marginali e delle classi subalterne. Un filo rosso collega gli operai Mirafiori (non importa come abbiano votato) alla Locride ed è l'interesse di essere antagonisti e ad una logica di potere che ci condanna alla subalternità ed alla emarginazione del nostro territorio. la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Oggi a Torino, domani nella Locride e poi, tutti insieme a costruire un Paese diverso. Solo in questa logica la politica riconquisterà la sua bellezza, il suo ruolo e ci esimerà da ogni stupida contrapposizione personale. Ilario Ammendolia SIAMO TUTTI OPERAI TORINESI Dalla Locride Vi giunga forte e chiara la nostra solidarietà. La logica che vorrebbe imporre a Voi di trattare sotto ricatto è la stessa che condanna la nostra terra al sottosviluppo; è la stessa che vorrebbe dividere il Nord dal Sud per costruire un moderno sistema di oppressione dell'intero popolo italiano. Torino in questo momento rappresenta l'italia migliore che a testa alta conduce una battaglia di civiltà e di democrazia. Siamo tutti operai torinesi. Qualunque sarà il risultato del referendum imposto, resteremo in piedi perché la nostra lotta è per una umanità più giusta che tuteli e difenda la dignità di tutti gli uomini. Costruiamo da Nord a Sud un movimento democratico che in nome dei principi fondamentali della nostra Costituzione sappia costruire un Italia più giusta e più unita. Peppe Certomà, sindaco di Roccella Mimmo Lucano, sindaco di Riace Maria Lanzetta, sindaco di Monesterace Rosario Rocca, sindaco di Benestare Ninì Scordino, sindaco Bianco Ciccio Ientile, vicesindaco di Martone Geppo Femia, vice sidaco Marina di Gioiosa Ilario Ammendolia, sindaco di Caulonia Rocco Agostino, assessore di Marina di Gioiosa Jonica rompe gli indugi Ecco i motivi della mia candidatura Alla fine, anche se non c'è l'ufficialità, il suo nome è già Marina di Gioiosa, con l'ingresso al Palazzo Municipale nell'aprile del 2005 come Consigliere di minoran- tra i futuri candidati per le prossime consultazioni elettorali, concorrerà per un posto da Consigliere alla za, per poi diventare Assessore nel Nelle ultime Provincia di Reggio Calabria in primavera nel collegio elezioni Regionali ha sostenuto l'attuale Assessore di Gioiosa dove saranno interessati anche i comuni di regionale alle Attività produttive Antonio Caridi. Gioiosa appunto, Marina di Gioiosa, Roccella Jonica, Il nome di Agostino pare abbia convinto tutti, dalla Grotteria, Martone e San Giovanni di Gerace. Parliamo dell'assessore di Marina di Gioiosa Jonica, Rocco no, che hanno creato su facebook un gruppo di sup- propria maggioranza ai tanti giovani che lo sostengo- Agostino, amministratore nell'attuale Giunta Comunale della Città del Sorriso governata da Rocco derà in campo dovrebbe essere il Pdl, anche se non si porto. Il partito politico con il quale Agostino scen- Femia. Cresciuto nelle file dell' Udc, ha sin da subito può escludere l'affiancamento ad una sottolista del rivestito un ruolo importante nella vita politica di Presidente o del Centrodestra.

10 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Locride Mario Procopio, imprenditore di Locri scomparso in Brasile più di un anno fa Help to Mario Procopio DCRISTINA BRIGUGLIO a oltre un anno non si hanno notizie di Mario Procopio, un imprenditore originario di Locri che aveva scelto di investire le proprie competenze ed i propri capitali in Brasile, dove aveva fondato una società immobiliare. Dopo essersi laureato, a soli 21 anni, in informatica presso l'università di Pisa, era ritornato a lavorare nella sua Calabria. Dopo tanti anni dedicati alla sua terra, durante un viaggio, si era innamorato di un Paese molto affascinante ma pieno di contraddizioni: il Brasile. Vi si era trasferito stabilmente nel 2006 creandosi una famiglia. Il 29 ottobre del 2009, Mario usciva di casa per non farvi più ritorno e di lui si perdeva qualsiasi traccia. All'epoca Mario aveva 36 anni ed un figlio di solo un anno e mezzo. Abbiamo incontrato la sorella Daniela. D. Il dramma che la famiglia di Mario Procopio sta vivendo è anche costellato di responsabilità e rapporti istituzionali non sempre efficienti, quando sono iniziate e a che punto sono le indagini? Le indagini sono iniziate con gravissimo ritardo e ciò ha inevitabilmente causato la compromissione delle stesse. Come è noto, infatti, i primi giorni sono importantissimi per il reperimento di indizi. Ad oggi la magistratura brasiliana non ha ufficialmente disposto la chiusura delle indagini, ma di fatto le stesse sono in una fase di completo stallo e non ci risulta che siano in corso attività di sia pur minimo rilievo. Addirittura, più volte, mi è stato risposto che è già una gran cosa che un'indagine sia stata aperta, visto che, per le autorità brasiliane, senza il ritrovamento di un corpo non c'è reato! Un decisivo contributo all'avvio effettivo dell'attività investigativa si è avuto grazie all'invio di due funzionari della Polizia italiana che si sono avvicendati nell'ambito di una missione promossa e finanziata dal nostro Ministero degli Esteri. Purtroppo, proprio quando sarebbe stato indispensabile analizzare e soprattutto raffrontare e collegare i pochi dati raccolti anche grazie al prezioso apporto professionale dei nostri funzionari, la missione, arrivata alla sua scadenza prestabilita, si interrompeva, vanificando buona parte del lavoro svolto. E, per ora, pare che non ci sia la volontà né le condizioni per un rinnovo, anche a causa dei noti tagli al bilancio subìti dai vari Ministeri, ed in particolare dal Ministero degli Esteri. Per dovere di completezza voglio precisare che a seguito di presentazione anche in Italia, da parte mia, di denuncia di scomparsa di cittadino italiano, veniva disposta l'apertura di un fascicolo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri che, tuttavia, rimaneva inspiegabilmente inoperosa. Questo è A causa dei tagli al bilancio il Ministero degli Esteri non ha le condizioni per inviare una nuova missione investigativa in Brasile. quanto ho potuto personalmente constatare, con mio grande sdegno e sgomento, a seguito di un brevissimo colloquio, di soli pochi minuti, avuto con il Sostituto Procuratore titolare dell'indagine (il fascicolo conteneva solo due fogli ed uno dei due era la mia denuncia!). D. Quali sono le ipotesi investigative più attendibili, rapimento, allontanamento volontario? Allo stato, alle nostre domande non è stata data nessuna risposta e tutte le ipotesi restano aperte, poiché le indagini non hanno portato neanche a poter escludere con certezza un'ipotesi piuttosto che un'altra. Tra le varie possibilità, purtroppo, dobbiamo considerare anche l'omicidio. Ci sentiamo, invece, di escludere in maniera decisa l'allontanamento volontario (anche se a questo punto sarebbe l'unica ipotesi che potrebbe farci sperare), in considerazione del legame profondo che c'è tra mio fratello e noi familiari. Con Mario ci sentivamo anche tre volte al giorno, tutti i giorni, e l'ultima volta che ha parlato con me, il giorno prima della sua scomparsa, con grande insistenza mi ha chiesto di andarlo a trovare nel mese di novembre per trascorrere qualche LOCRI, RIUNIONE PROGRAMMATICA DEL CLUB DELLE LIBERTÀ giorno di vacanza insieme. Per non parlare del legame straordinario che aveva con il suo adorato bambino, dal quale non riusciva a separarsi neanche per pochi giorni. Certamente, l'ipotesi dell'allontanamento volontario è più comoda da sostenere soprattutto da parte di chi dovrebbe svolgere o far svolgere delle indagini e non far cadere nel silenzio un caso che potrebbe destare allarme e preoccupazione nei turisti e negli investitori stranieri. Non dimentichiamo che proprio il turismo internazionale e gli investimenti esteri sono tra le maggiori fonti di reddito per il Brasile. D. In che modo è possibile fare pressione sul Governo Italiano perché si occupi del caso in maniera più attiva? In tutti questi mesi sono sempre stati mantenuti contatti diretti con la Farnesina, dove abbiamo trovato interlocutori disponibili e dotati di grande umanità (doti, queste, purtroppo non molto diffuse!) Ma, nonostante questo, non siamo riusciti ad ottenere il rinnovo della missione, che in questo momento è l'unica cosa che ci può far sperare di ottenere le dovute risposte. Mi auguro che il caso di mio fratello possa diventare l'occasione per confermare le rassicuranti parole di recente pronunciate dal nostro premier circa il mantenimento di ottimi rapporti con il Brasile, nonostante il caso Battisti, attraverso una concreta e fattiva collaborazione tra Italia e Brasile. Di certo, finché avremo vita, io, le mie sorelle e mia madre pretenderemo di avere delle risposte e di sapere cosa è successo veramente a Mario. L amore per la città al primo posto Si è svolto a Locri, nei giorni scorsi, presso la sede del Club delle Libertà di Locri, una riunione programmatica organizzativa degli associati, alla presenza del presidente del Club l'imprenditore Alfonso Passafaro. Argomento principale dell'incontro, le prospettive del Club e la futura collocazione alle prossime elezioni comunali, oltre alla proposizione di idee valide per un futuro rilancio della Città di Locri. Il presidente Alfonso Passafaro ha illustrato ed informato tutti della situazione organizzativa della realizzanda coalizione elettorale che andrà ad affrontare la sfida delle elezioni comunali di primavera, lo stesso ha poi invitato tutti i presenti a farsi avanti per fornire le loro considerazioni ed ide nuove e su ciò che è necessario per dare un forte rilancio alla Città di Locri. Interessanti si sono dimostrati tutti gli interventi degli iscritti, che hanno dimostrato il grande amore verso la Città di Locri che li accomuna. Alla fine della riunione, sono stati tratti argomenti molto a cuore agli iscritti al club, tra i quali, in estrema sintesi, organizzazione di una commissione permanente; il rifacimento del look del Lungomare; organizzazione di una commissione permanente unitaria, che raccolga tutte quelle associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nel sociale a Locri; un impegno in merito all'igiene pubblica. DISCARICA IN SPIAGGIA: Spettacolo indecoroso: Questa è la spiaggia di Siderno in inverno. L assoluta mancanza di senso civico riduce a discarica uno dei nostri pochi punti di forza. L uscita del tunnel della mediocrità è ancora molto, molto lontana

11 NOTE E SCHERMAGLIE la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO IL PRIMO ANNO VA BENE A TUTTI BRUNO GEMELLI A ogni inizio d anno Il Sole 24 Ore declina il gradimento degli intervistati nei confronti di governatori, sindaci e presidenti di provincia. Giuseppe Scopelliti s è classificato al terzo posto del cosiddetto Governance Poll, con il 59 %, nell indagine effettuata da Ipr Marketing per il giornale di Confindustria. Con questa gratificazione il presidente Scopelliti prosegue la striscia positiva che l ha visto sempre al vertice del gradimento popolare da quando è stato sindaco di Reggio Calabria per ben otto anni. Anche il suo predecessore Agazio Loiero si piazzò bene il primo anno. Poi scese gradatamente. E va subito ricordato che Loiero nel 2005 incappò, senza alcuna colpa, nella dolorosa vicenda Fortugno la q quale nell immediatezza poteva avere ed ebbe diverse chiavi di lettura. I processi si sono poi incaricati di chiarire le cose. Il declino di Loiero ebbe tante ragioni che qui, per motivi di spazio, non si possono riassumere. Certo è che ci sono gradimenti che durano negli anni e altri che si bruciano nel giro di poco tempo. Il dopo Scopelliti lo vedremo, per adesso non si possono tracciare bilanci perché la nuova amministrazione del centrodestra è all inizio del cammino, e territori difficili come la Calabria vanno valutati nel medio-lungo periodo. Scopelliti e la sua giunta si stanno godendo la cosiddetta luna di miele, anche se il linguaggio da campagna elettorale potrebbe e dovrebbe essere sostituito da quello più pragmatico della realtà, dei bisogni, delle proposte, dei progetti, delle soluzioni. Fra l altro la maggioranza di centrodestra non ha bisogno di forzare la mano sul terreno semantico della propaganda perché il centrosinistra è male in arnese. Va bene che ci sono le amministrative di primavera, ma ogni forzatura è controproducente. Almeno l esperienza questo ha insegnato. Dunque, per Scopelliti, è verosimile che l effetto trascinamento della fiducia e della simpatia della maggioranza dei calabresi prosegua nel tempo. Intanto bisogna non dimenticare che negli ultimi sei mesi Scopelliti ha attraversato alcune bufere mediatiche. S è iniziato col Caso Raffa, s è proseguito col Caso Fallara, e s è concluso, nell anno trascorso, col Caso Zappalà. Giuseppe Scopelliti assomma la carica di coordinatore regionale del Pdl e quella di governatore. Dal suo crocevia politico e temperamentale passa tutto: gioie, dolori, candidature. Sicché a lui si può applicare la formula non poteva non sapere. I calabresi hanno dato una grande chance a Scopelliti come, d altronde, era stata data a Loiero. Entrambi hanno capito subito che per fare le riforme in Calabria una consiliatura non basta, ne occorrono due. Ma le cose difficili, quale il problema sanitario, e per essere più chiari, la chiusura degli ospedali inutili e dannosi, va fatta subito, altrimenti non si fa più. Oppure la fa Roma con la ghigliottina. Loiero pensava di cavalcare quel puledro ma non c è riuscito. E ne ha pagato le conseguenze, insieme a tanti altri errori gravissimi. Scopelliti, un po perché costretto dal ruolo di commissario della sanità, dovrà usare il bisturi. Vedremo anche questo. IL PORTO DELLE NEBBIE L MICHELANGELO TRIPODI a chiusura del porto di Gioia Tauro, avvenuta per la prima volta dopo 15 anni, rappresenta il chiaro segnale di una grave crisi che potrebbe avere riflessi e conseguenze assai più pesanti, mettendo in discussione il futuro produttivo dell'infrastruttura e il destino occupazionale di migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici.se situazioni di questo genere si dovessero ripetere saremmo di fronte ad un vero disastro per la Calabria e per l'italia. Per questo si tratta di una questione che non può essere affattosottovalutata. Il porto di Gioia Tauro è una delle pochissime eccellenze dellaregione e non può essere abbandonato al suo destino senza che ci sia una forte ed adeguata iniziativa politica, sociale e d istituzionale per difendere un patrimonio comune ed una grande conquista collettiva. E' evidente che la crisi del porto è anche il frutto delle politiche leghiste del governo nazionale che punta, contro ogni logica e convenienza, a favorire Trieste a discapito di Gioia Tauro. E' giunto, quindi, il momento di chiedere conto a Berlusconi che si riempie la bocca parlando di Sud, ma di fatto agisce ed opera contro il Mezzogiorno e la Calabria. Che C ANTONIO ORLANDO alabrese è di solito associato a testardo. A questo aggettivo non si accompagnano (o, almeno, non si accompagnavano prima dell attuale ondata razzista e discriminatoria inscenata dai leghisti) connotazioni particolarmente negative né si dà il significato di scarsa elasticità mentale, al massimo si parla di un carattere ostinato, duro, chiuso, crudo, deciso. Altri descrivono i Calabresi come bugiardi, ciarlatani, millantatori, dotati di una carica di aggressività che qualche volta sfocia in un furore mistico. Gramsci in Letteratura e vita nazionale (uno dei Quaderni del carcere) scrive, che i calabresi sono gente dal carattere temprato come l acciaio. Corrado Alvaro invece scava più in profondità e coglie bene le contraddizioni. Il calabrese riesce ad essere primitivo e raffinato, patriarcale ed avventuroso, taciturno e riflessivo, egoista e generoso, capace perfino di slanci verso l inconoscibile e il cielo; in preda a feroci passioni ed insieme in grado di discettare di questioni filosofiche o di argomentare con cavilli sottili ed affinati. A volte umile e sottomesso, altre fiero, altero, audace ed arrogante. Qualcuno ritiene che per capire i calabresi bisogna guardare al paesaggio, alla vegetazione, al clima, agli odori, ai sapori del territorio poiché la nostra vera essenza, quella più autentica, è intensa e passionale. Saremmo, secondo costoro, un popolo in grado di mettersi in competizione perfino con se stesso, troppo orgoglioso per farsi dominare, risoluto nel riaffermare la propria indipendenza fino al punto di abbandonare la propria terra pur di non umiliarsi ed inchinarsi. Nostalgico e tradizionalista, il Calabrese ha forte in se il senso della famiglia, dell onore, della rettitudine e questi valori trasmette ai propri figli e discendenti. Non so se tutto questo corrisponda al vero o sia il frutto di una idealizzazione di maniera, in ogni caso presenta il fascino degli opposti. Da parecchi anni, però, l immagine che diamo di noi stessi è quella di piagnoni del tipo di quelli che intonano continue, noiose e rituali lamentazioni e piagnistei, che imbastiscono delle sceneggiate da perfetti commedianti, anzi da tragediatori, termine che non ha equivalenti nella lingua italiana, ma che esprime meglio e più di commedianti lo stato d animo di tali soggetti. Certe volte, in alcuni servizi giornalistici TG3 Regione, in testa appaiono delle persone di condizioni modeste se non al limite dell indigenza, che si lamentano della loro situazione di disoccupati o di emarginati però se son donne hanno le unghie perfettamente laccate e se son uomini fumano ostentatamente. Circolano sulle strade della regione più povera d Europa (abbiamo superato anche l Allentejo) migliaia di macchine di lusso e di SUV e fuoristrada di ultimissima generazione. Se si fa un giro per i nostri paesi e per le nostre contrade si può notare che le strade sono perennemente dissestate, piene di buche, ai bordi sono ammonticchiati sacchetti di spazzatura, le cunette sono invase dalle erbacce; nei paesi le case si affastellano l una sull altra, le facciate hanno i muri scrostati, molti fabbricati sono dei rustici mai completati, le coperture di eternit la fanno da padrone, i rari monumenti sono ricoperti da erbe infestanti o cadono a pezzi, il verde pubblico è inesistente, gli arredi urbani sono stati distrutti, di sera l illuminazione semplicemente non esiste. Dappertutto incuria, abbandono, sciatteria, disinteresse, un degrado veramente incivile, che certo non ci fa onore e che fa a pugni con quanto detto sopra. Se provi a sollevare il problema e ti azzardi a dire che magari è colpa del sindaco, dell amministrazione comunale o della provincia o della regione, quegli stessi cittadini, ti guardano o come un alieno o come un nemico. Poi scopri che sono stati a lavorare all estero o in qualche città del Nord e allora, spontaneamente iniziano a far paragoni e confronti, cominciano a magnificare la splendida condizione di quelle località, pontificano sulla civiltà di cosa, peraltro, possiamo aspettarci dal Governo Nazionale se la Regione Calabria, guidata da Scopelliti e dal centrodestra, si è totalmente dimenticata del porto di Gioia Tauro e delle sue problematiche? Non possiamo certo dimenticare che il Presidente della Regione Scopelliti nella sua relazione programmatica resa il 19 maggio 2010 al Consiglio Regionale non ha mai nominato, neppure per sbaglio, il porto di Gioia Tauro, dimostrando fin da allora il suo totale distacco e la sua completa incapacità di comprendere l'importanza strategica vitale che il porto di Gioia Tauro assume per l'intera Regione. La politica leghista del governo Berlusconi, la latitanza e l'immobilismo della Giunta Scopelliti insieme alla grave crisi internazionale costituiscono una miscela esplosiva su cui rischia di deflagrare il porto di Gioia Tauro e con esso le speranze di tutta la Calabria. C' è bisogno, quindi, che venga aperto un tavolo di confronto a Roma con il governo, con le parti sociali e con le istituzioni per discutere sul futuro di Gioia Tauro. Per sostenere questa richiesta e per spingere verso una soluzione positiva è necessaria ed opportuna una grande mobilitazione popolare della Piana e della Calabria per difendere con il porto, la prospettiva di crescita e di sviluppo dell'intera Regione. IL CARATTERE DEI CALABRESI quelle popolazioni e concludono maledicendo il giorno in cui sono dovuti rientrare al paesello natio dalla Svizzera o dalla Germania o dalla Francia o dal Belgio o da Milano. Se osi chiedere come mai non possiamo essere come questi popoli civili ed avanzati, la risposta è o un assordante silenzio o l interlocutore allarga le braccia e si limita a fare spallucce. Non c è mai qualcuno, sindaci per primi, che si sia sognato di dire, rimbocchiamoci le maniche e rendiamo più vivibile l ambiente entro cui quotidianamente trascorriamo le nostre giornate. Siamo poveri, ma perché dobbiamo essere anche sporchi?fuor di metafora: noi calabresi non ci attribuiamo nessuna responsabilità in ordine alla nostra condizione e al nostro status. La colpa, quando non è del fato, del destino cinico e baro, è sempre degli altri ed il meccanismo funziona come uno scaricabarile inverso cioè dal basso verso l alto. Se accusi il sindaco questi dirà che è colpa della provincia, la provincia dirà che è colpa della regione, la regione dirà che è colpa del governo, il governo dirà che tutti i nostri guai sono causati dall aver aderito prima alla Comunità Europea, poi all Unione Europea e poi all euro. C è anche qualche variante come quella di prendersela con il prefetto o con qualche singolo ministro oppure con soggetti evanescenti, con entità del tipo le multinazionali, la massoneria, Osama bin Laden, non ben identificate lobbies e a questo punto manca solo la Spectre dalla quale ci salverà, come al solito, James Bond. Naturalmente aspettiamo sempre che siano gli altri a proporre, ad agire, ad intervenire, in una parola a toglierci le castagne dal fuoco, noi ci guardiamo bene dal mettere il classico dito nella ancor più classica acqua fredda e se, per caso, per strada mi viene tra i piedi una cartaccia mi guardo bene dal raccoglierla e buttarla nel primo cestino ammesso che esista che mi capiti a tiro. Tutto questo lo si può pure chiamare mancanza di senso civico, ma, per quel che mi riguarda, dico che si tratta semplicemente di totale irresponsabilità. Ancor più deleterio è il giustificazionismo presunto-di-sinistra, quello che sostiene che il Calabrese è anarchico, è ribelle, è allergico ad ogni regola e disciplina perché è troppo libero, perché ha uno smisurato senso della libertà. L Anarchia è una cosa troppo seria per poterla lasciare nelle mani dei demagoghi ed il rispetto degli altri e per gli altri non mi rende certo meno libero di quanto mi possa rendere il sentirmi e l essere uguale agli altri. Siamo ancora un popolo bambino, incapace di assumersi, concretamente e fino in fondo, le proprie responsabilità, perennemente in attesa che un biglietto della lotteria o una sequenza di numeri (o un padreterno di turno) ci risolvano tutti i problemi da quelli economici a quelli esistenziali. Si è mai visto qualcuno che sia andato a chiedere il conto? Si è mai visto un calabrese che si sia presentato dal sindaco del proprio paese a domandare notizie sulla gestione del bilancio comunale? Non si può costruire un idea di cittadinanza, che presuppone un senso dell appartenenza, quando mancano le basi minime ed essenziali della convivenza civile. Si dice che abbiamo smarrito la nostra identità, che essa ci è stata sottratta prima dai piemontesi con l unificazione e poi dalle ideologie del 900, nazionalismo, fascismo, socialismo, comunismo. Dunque dovremmo incamminarci lungo le strade di un identità soppressa alla ricerca di un Eden perduto o verso la riconquista di un terra promessa. Se l identità collettiva è la coscienza della propria individualità e personalità noi calabresi, ammettiamolo, in realtà non l abbiamo mai avuta un identità, né abbiamo mai combattuto per veder riconosciuta la nostra identità. E del resto che coscienza collettiva dovrebbe avere un popolo che annovera tra i suoi proverbi più antichi e più significativi uno che recita: rroba i guvernu, cu non futti vaci o mpernu? Gli Inglesi, sull onda di quanto scriveva nel 1851 sir W. E. Gladstone, continuano a pensare che la Calabria sia una specie di paradiso terrestre abitato da demoni e noi ci annoiamo perfino a tentare di far loro cambiare idea.

12 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO ANCH IO SONO SACCENTE FUEGO di FRANCO CRINÒ MASTRO TITTA PAROLE SPEZZATE E SOGNI INFRANTI A Garraffa Mastro Titta è un personaggio. Tira le parole con la fune, con quelle assalta e inghiotte, specie quando pensa di avere ragione. Cioè, sempre. Batte ferro e lamiera, fabbrica figli. Ne ha fatti arrivare al mondo undici, quanto i punti che servono per vincere una partita a scopa. Con le carte napoletane ha appuntamento ogni sera e la sera dopo. I convocati sono sempre cinque, uno in più, per sicurezza. L asso sceglie chi resta fuori, ma non vada da Mastro Titta, per lui non vale, che faccio il pupo a casa mia? Tifa in maniera sfegatata per Claudio Villa e per la Juventus. E uno dei primi in paese a possedere un televisore. Per mantenersi queste passioni sa cosa inventarsi: basta chiedere al Professor Rodi che gli ha affittato la casa o al messo dell esattoria, quando da lui escono come entrano, senza combinare nulla, accompagnati alla porta da Mastro Titta. Solo con i landoni che i paesani gli commissionano per la campagna olearia, Mastro Titta potrebbe fare un bel po di soldi, ma non ha tutto questo tempo e così pensa bene di immobilizzarsi un braccio, accusa una specie di paresi, che fa scomparire quando deve puntarlo in faccia al compagno di carte, per insolentirlo per un errore o calarlo in faccia a qualcuno della tribù familiare che lo innervosisce. Alla richiesta di spiegazioni sul malanno ad intermittenza, risponde col solenne Ca miei. Mastro Nando, che ha una sorta di spaccio in paese, decide di tentare un recupero debito con il fabbro, per i quasi due anni di conti da onorare. Pensa ai balconi per la nuova costruzione e a scalare la somma. Sbaglia momento: andare a trovare Mastro Titta durante la partita serale a carte significa raccogliere urla. Però, il giorno dopo, all appuntamento concordato, si mette bene: viene accolto con un gustoso caffè, con una serie di album con gli schizzi che l ingegnoso fabbro ha lui stesso disegnato e via a sfogliare. Quando l uno si convince per un certo disegno del balcone, l altro passa avanti perché dice che può fare di meglio. A lungo così. Trovata finalmente la soluzione, Mastro Nando chiede Quando cominciate il lavoro? Questo il seguito: Prima mi date l anticipo N RUGGERO CALVANO on è facile riuscire sempre simpatici, e mascherare discorsi estremamente seri dietro ad ameni racconti. Anch'io ogni tanto cedo alla saccenteria e sfoggio le mie cognizioni filosofiche. Il verbo che cerco di divulgare si chiama anarchia, sapendo bene quanto esso sia utopia in questi tempi di libertà apparente. E' un proposito, anche se buono, dello spirito, un pio desiderio. Nella realtà l'assenza di regole farebbe a pugni con l'animo umano, ancora troppo acerbo per sopravvivere fuori dalla coercizione. Non esistono società completamente libere, ma se uno potesse scegliere andrebbe a vivere nelle democrazie meno costrittive. Il senso del ragionamento è che mi serve per giustificare l'egoismo che mi spinge a parlarvi di me. Semplicemente, vorrei raccontarvi una parte della mia storia, e per farlo devo convincermi che la mia vita abbia degli elementi di valenza generale. Il capostipite della mia famiglia era un attore di strada qualche secolo fa, la pochezza degli incassi dei suoi spettacoli l'aveva convertito all'anarchia prima e alla rapina dopo. Per farla breve il mio antenato era un brigante, ed era molto più bravo nelle rapine che nelle rappresentazioni teatrali. Era così bravo che la sua temerarietà l'aveva portato a rubare nel castello dell'uomo che rappresentava la legge, nelle contrade dove esercitava. Purtroppo per lui, le regole funzionarono e si ritrovò a gridare viva la libertà dall'alto di un albero al quale era stato appeso dal derubato. L'ultima sua marachella la portava in grembo la figlia minore del potente che l'aveva issato sulla forca, da quel ventre nacquero i Calvano, da quell'unione incestuosa fra legge e fuorilegge nasco io. E ovviamente la mia famiglia è sempre stata in bilico fra ordine e disordine. In quella origine c'è tutta la contraddizione della mia vita, passata a scegliere il sistema filosofico meno costrittivo e finita nel culto della dottrina della libertà assoluta, l'anarchia. Non sono nato anarchico, per parecchio tempo sono stato liberale, poi libertario, radicale e quindi anarchico convinto. E so che il mio credo non attecchirà mai nel mondo, ma spero che l'uomo anche se non riuscisse a emanciparsi dalle norme, almeno affermi il principio che: Gli uomini non possano essere governati dai re o dalle leggi, ma da loro stessi, con le leggi e i giudici a garanzia di tutti e ognuno. E tutto questo fumoso discorso, ammetto, l'ho fatto per vanagloria. Per dimostrare che anch'io sono afflitto dai vizi, e non parlo del vino e dell'erba, come tutti. E se qualche ingenuo mi avesse eletto a suo maestro di vita, rinsavisca. Anch'io rutto e puzzo come chiunque altro. per il ferro e prima comincio Quale anticipo? Vi faccio credito da due anni Ma se avessi avuto i soldi per il ferro, non sarei già passato da voi per pagarvi? E semplice concludere che i balconi troveranno un altro fabbro. Inventa, spiega, strepita, Mastro Titta, riesce a scamparla spesso. Il castigo è un riposo per le anime gentili, qualcuno ce lo vuole spiegare così. Mastro Titta concede poco della sua arte, fa vittime con le sue parole che sono onde spezzate. Da lui, questa volta, tra sabato e domenica, il castigo si presenta senza dimenticare nulla. Intanto bisogna sospendere la partita a carte: la serata del Festival di Sanremo impone una pausa. C è tensione nel pubblico di casa. Mastro Titta ha appena cacciato fuori uno dei suoi figli al quale non ha accordato mille lire per la gita scolastica e che incautamente, a dispetto, minaccia di fare il tifo per Domenico Modugno. Tifo per il Mimmo nazionale, lo dice anche, durante il collegamento nel telegiornale che anticipa l incontro, il campione mondiale di pugilato Nino Benvenuti, che difenderà il titolo dall assalto dell argentino Rodriguez, nonostante la scomunica di Mastro Titta che lo vuole perdente. Perde Claudio Villa e vince Modugno e, dopo una notte disturbata, Mastro Titta spera nel calcio per afferrare almeno un sogno. Ma domenica pomeriggio la Juve perde il derby: risolve l ala sinistra del Toro Facchin che infila la porta superando in elevazione Gori e le mani protese del portiere Anzolin. Una pena dietro l altra. Con le parole si ingrandiscono e si impiccoliscono le cose. Questa volta a Mastro Titta non gli escono proprio. CONTROMANO di FILIPPO TODARO È RICOMINCIATO IL BALLETTO Neanche il tempo di fare i conti con la sentenza della Consulta di giovedì scorso sul cosiddetto legittimo impedimento e trovare le giuste espressioni per cercare di ribaltare e rilanciare a suo favore l intera vicenda, che un altra tegola di natura giudiziaria si è abbattuta sul nostro premier. La procura di Milano lo sta indagando (lo sta facendo dal 21 dicembre) per le ipotesi di reato di concussione e di prostituzione minorile. Di che si tratta? Secondo la contestazione d accusa, allo scopo di occultare di essere stato cliente di una prostituta minorenne in alcuni weekend ad Arcore, assicurarsi l impunità da questo reato e scongiurare che venissero a galla i retroscena delle feste nella sua residenza brianzola, il Presidente del Consiglio nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 avrebbe abusato della propria qualità di primo ministro per indurre i funzionari della Questura di Milano ad affidare indebitamente l allora 17enne marocchina Karima Ruby El Mahroug, scappata da una comunità per minori, alla consigliere regionale lombarda del Pdl Nicole Minetti. La polizia ha perquisito gli uffici della stessa consigliere regionale, indagata per favoreggiamento della prostituzione sia adulta che minorile. Stessa ipotesi di reato per Lele Mora ed Emilio Fede. C è da restare perplessi, e increduli. E puntuale è ricominciato il balletto. La procura indaga, ipotizza reati abbastanza corposi (anche un po vergognosi, per la verità) che, se dimostrati, portano in galera per qualche anno e l accusato, nella fattispecie il nostro Presidente del Consiglio, fa le dichiarazioni: che tutti conosciamo: indagini ridicole, giudici di sinistra che ce l hanno con me, i fatti contestati non esistono, gravi ingerenze nella mia vita privata, quella procura non è legittimata ad indagare su di me, se mai è competente quella di Monza. Anche se, di volta in volta, cambiano i particolari e mutano le circostanze, il succo è sempre lo stesso. E il popolo continua a non capire. Non avendo alcuna possibilità, il popolo, di accedere alla realtà dei fatti, né potrebbe essere altrimenti, non potendo in alcun modo avere la certezza matematica che l una parte o l altra abbia ragione, si affida alla simpatia, all istinto e, di sicuro, anche al convincimento politico di ciascuno. E parteggia per gli uni (i giudici indagatori) o per l altro (l indagato, il Presidente del Consiglio). Ed è sbagliato! In fatti di cronaca, nei giudizi per avvenimenti da codice penale, là dove esistono, o sono ipotizzai reati ben precisi e di una certa gravità, chiunque sia il triste protagonista, la simpatia, l istinto e il convincimento politico non devono entrare. In nessun modo. Non vedo l ora di difendermi in tribunale questa l ultima dichiarazione del nostro Presidente del Consiglio. E questa mi pare un ottima dichiarazione. Degna di una persona equilibrata, che non ha nulla da temere ed è desiderosa che si faccia piena luce sulle vicende che la riguardano. E credo sia gradita a tutto il popolo che, veramente, non vede l ora che un tribunale stabilisca la verità, eventuali responsabilità, se ce ne sono, e assolva o condanni. Alla luce del sole. Sarà così?

13 Tendenze la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO 2011 E bastato poco affinché Locri divenisse, coerente con la sua indole estiva, il divertimentificio dell intero territorio.la sana evasione per tutte l età. I privati hanno messo le mani in tasca e la Corleone di Calabria ritornando nella piazza che fu, è tornata Locri. Oggi attrae centinaia di visitatori dei paesi vicini, favorita anche dalla peggiore Siderno di sempre. 16 Con Siderno in depressione nella Locride avanza una nuova capitale È piena estate nell inverno di Locri Locri non è più solo estate. No, questa volta si è svegliata senza aspettare l anticiclone dell Azzorre. È resuscitata in quell inverno che fino a poco tempo prima, con la tradizione dei presepi, presentava lungo i quartieri cittadini più pastori che persone. Ma oramai i refrain stonati del dopo Fortugno sono solo un brutto ricordo. Oggi invece si respira un aria nuova e non più quella fritta dei Ragazzi di Locri e dell etereo Forever, sfumati in quei cortei dopati da Giovanotti e Ligabue e da quella carovana itinerante che piazza tende e prediche senza alcun risultato. Le allucinazioni di quel franchising dell antimafia che guardava a Palazzo Nieddu come a un confessionale, allo Scannapieco come a una cuccia della legalità e a Locri come a Scampia e Castel Volturno, sono state esorcizzate dalla voglia di realtà. Mandati via gli uomini delle stelle, si sono aperti cantieri normali che chiedono idee e piccoli investimenti: c è una prateria da progettare lungo percorsi di normalità.ed è bastato poco affinché Locri divenisse, coerente con la sua indole estiva, il divertimentificio dell intero territorio. La sana evasione per tutte l età. I privati hanno messo le mani in tasca e la Corleone di Calabria ritornando nella piazza che fu, è tornata Locri. Oggi attrae centinaia di visitatori dei paesi vicini, favorita anche dalla peggiore Siderno di sempre. Del suo dinamismo economico di quest ultima, della sua voglia di essere capitale di tutto il comprensorio non è rimasto niente. Solo i commercianti della marina accennano a qualche segnale di ripresa. Per il resto nient altro. Alla luce di questa decadenza occorre più che mai progettare la Siderno del futuro: la città non può più passivamente attendere per ritrovare il suo ruolo di capofila. Ma per adesso il primo tentativo portato avanti dalla Commissaria straordinaria Rosalba Scialla, la Consulta Cittadina delle Associazioni ci fa registrare ai vertici i soliti attori protagonisti. Brava gente, professionisti seri che però chiudono da subito i pochi spazi di un dopoguerra che richiede cambi generazionali: a volte è necessario fermarsi un giro e passare la palla. Con spirito missionario. Jim Bruzzese

14 L EVENTO la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO IMPORTANTE ACCORDO STIPULATO CON L ISTITUTO EUROPEO PER L ONCOLOGIA Il centro radiologico sposa Veronesi Un importante passo in avanti nell' offerta diagnostica e terapeutica per i cittadini calabresi e della Locride è rappresentato dall' importante accordo sottoscritto tra lo Studio Radiologico di Siderno ed il prestigioso Istituto Europeo di Oncologia di Milano presieduto dal Prof. Umberto Veronesi. Un' accordo in esclusiva per la Calabria dai tanti significati e dai molteplici risvolti positivi. Inannazitutto la possibilità per i pazienti, che loro malgrado si ritrovano ad imboccare l'oscuro tunnel della malattia, di godere direttamente sul territorio delle prestazioni di alta diagnostica medica già offerte dallo Studio Radiologico s.a.s., integrate con una valutazione clinica di livello universalmente riconosciuto, grazie alla consulenza degli specialisti dell' Istituto Europeo di Oncologia (I.E.O.). Come ci spiega il dr. Pietro Armando Crinò, Direttore Sanitario dello Studio Radiologico, non è stato facile giungere alla definizione di questo accordo, perché lo I.E.O., in quanto istituto di ricerca scientifica, ha dovuto valutare se lo Studio Radiologico s.a.s. possedesse i requisiti rispondenti ai parametri necessari ai propri programmi di ricerca ; ciò ha comportato un intenso scambio documentale seguito da un sopralluogo degli specialisti dello I.E.O. che hanno verificato la susstistenza dei requisiti qualitativi richiesti. Solo dopo un'attenta analisi si è proceduto alla firma dell'accordo che, per lo Studio Radiologico s.a.s., suona come una mera certificazione di qualità e conferma i risultati del buon agire che lo ha sempre contraddistinto nei suoi oltre trent'anni di attività. La presenza degli PROTOCOLLO Già dall 11 Febbraio le prime visite degli esperti dello I.E.O. Presenti la dottoressa Enrica Viviana Galimberti senologa e Direttore dell unità di Senologia molecolare e il dottor Paolo Pietro Bianchi direttore dell Unità di chirurgia mini invasiva specialisti dello I.E.O. rappresenta dunque una buona opportunità per i pazienti, ma anche per gli ottimi professionisti medici che operano nel comprensorio. L' istituzionale vocazione formativa e divulgativa dello I.E.O. pone, infatti i propri specialisti, in un atteggiamento di proficuo scambio e confronto con tutti gli operatori che intendono integrare la propria formazione medica, con ricadute a pioggia positive sull' intero comprensorio. Aggiunge Crinò: non vogliamo che questa appaia come l'ennesima operazione di importazione che favorisce la colonizzazione dei medici del Nord nei confronti dei disagiati territori del Sud. Siamo consapevoli delle ottime professionalità che la sanità calabrese riesce ad esprimere, ma ci sentiamo anche in dovere di offrire all' utenza quanto di meglio è nostra capacità offrire, dando risposte quanto più esaustive possibile per diminuire il dislivello nella fruizione dei servizi che connota mediamente il cittadino del Sud da quello del Nord. Auspichiamo però, e favoriremo in tutti modi, la più proficua interazione tra lo I.E.O. e le realtà del territorio perché e dalla sviluppo del territorio che passa necessariamente il benessere comune. LA STRUTTURA, GUIDATA DA PIETRO CRINÒ, S AVVARRA DELLA COLLABORAZIONE DEI MEDICI DELL ISTITUTO EUROPERO PER L ONCOLOGIA, PRESIEDUTO DA UMBERTO VERONESI I primi specialisti che si renderanno disponibili già dall' 11 febbraio prossimo sono la dr.ssa Enrica Viviana Galimberti, senologa e Direttore dell' Unità di Senologia Molecolare dello I.E.O. e il dr. Paolo Pietro Bianchi Chirurgo dell' Apparato Digerente e Direttore dell' Unità di Chirurgia Mini- Invasiva dello I.E.O. Due pezzi da novanta, direttori di dipartimento che fanno La dott.ssa Enrica Viviana Galimberti e il dott. Paolo Pietro Bianchi IL PARADOSSO capire l'attenzione che l' Istituto Europeo di Oncologia ripone su questo accordo. Tra gli obiettivi dell' Istituto di Ricerca c'è infatti il monitoraggio diretto di quest'area del paese per una serie di patologie tumorali oggetto di studio. Le viste si effettueranno presso lo Studio Radiologico s.a.s. su prenotazione una volta al mese e sono prenotabili presso il call center delo Studio Radiologico al n IL PARADOSSO Lo Studio Radiologico s.a.s. ha recentemente aggiornato le sue tecnologie in materia di diagnostica senologica per immagini, acquisendo un nuovo mammografo digitale di ultimissima generazione munito di Computer Aided Diagnostic, preparandosi ad integrare questa apparecchiatura con un altra, un sistema specializzato per la biopsia stereotassica della mammella. Un sistema unico nel suo genere in Calabria, che permette di affinare ancor più la capacità di diagnosi precoce del tumore della mammella che già da anni il reparto di senologia dello Studio Radiologico, guidato dal dr. Francesco Bosurgi, effettua con risultati eccellenti testimoniati dall' importante campione statistico fornito annualmente all' Osservatorio Epidemiologico dell' AS locale. Alcune tecniche diagnostiche in tema di prevenzioni di tumori alla mammella, in convenzione fino a qualche mese fa, sono fruibili solo a pagamento. Ci auspichiamo che l Asp di Reggio Calabria possa al più presto stipulare un protocollo con il centro Radiologico per il bene delle donne Ora, nuove interpretazioni sulla erogabilità convenzionata degli esami di senologia, renderebbero parzialmente indisponibili alle donne del comprensorio locrideo tali tecnologie diagnostiche, che risulterebbero così fruibili, purtroppo, solo a pagamento. In linea con le leggi nazionali sulla prevenzione ci auguriamo che una giusta lettura dei bisogni reali del cittadino permetta di fruire della scelta di quanto di meglio disponibile per la nostra salute. Una nota negativa considerando sia la normativa nazionale, sia i servizi che lo Stato dovrebbe offrire, sempre, ai cittadini. Speriamo che presto l Asp di Reggio Calabria e il Centro Radiologico possano trovare un protocollo d intesa, che metta tutti nella condizione essenziale di poter prevenire. Gli esami di diagnostica rimangono di vitale importanza, anche forse più delle terapie. Non dimenticando il fatto che prevenire consentirebbe un importante risparmio sulla spesa medica, rispetto all esborso necessario per la terapia. Un accordo che farebbe, in questo caso, il bene dei cittadini, il bene delle donne.

15 SOCIETÀ E TRADIZIONI la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO D DOMENICO LOGOZZO alla Majella all Aspromonte. La transumanza delle tradizioni popolari,rivive grazie ad una appassionata studiosa delle culture,dei canti e delle danze del passato. In viaggio dalla provincia di Chieti fino all estrema punta dello stivale. Protagonista Anna Anconitano, che lavora dal 1998 nel centro di ricerche biomediche e farmacologiche Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti) ed è attualmente responsabile dell Ufficio Comunicazione.Precisa ed attenta nel delicato impegno professionale.il tempo libero lo dedica da circa dieci anni alla passione per le tradizioni popolari delle regioni del Centro e del Sud. Archeologa entusiasta e felice,va alla scoperta delle diverse forme di danza (saltarelle abruzzesi, tarantelle garganiche, pizziche salentine, tammurriate campane, tarantelle calabresi). Avvalendosi della collaborazione di suonatori tradizionali, etnomusicologi ed etnocoreologi abruzzesi e non, organizza concerti, stage e seminari pubblici per contribuire alla rivitalizzazione della cultura musicale e coreutica tradizionale del centro e del sud dell Italia. E da poco rientrata dall ultima campagna di scavi nelle tradizioni. Il viaggio dell amicizia nella Calabria delle grandi passioni. Una terra che si fa amare.e tanto aspra,è tanto bella,è ospitalissima. L amicizia con i calabresi e in particolare con un gruppo di giovani suonatori della Valle del Sant Agata (Reggio Calabria) ci dice Anna Anconitano - è nata negli ultimi due anni grazie alla passione e all amore per la conservazione e la condivisione delle tradizioni popolari delle nostre regioni. Dalla Majella all Aspromonte Greco infatti è stata un iniziativa dedicata al Sonu a Ballu e dunque alla tarantella calabrese in stile aspromontano, che ho organizzato a Lanciano e a Roccamontepiano (Chieti) l anno scorso, invitando gli amici calabresi di Cataforio in Abruzzo. Dopo questo primo approccio la voglia di andare in Calabria è stata irrefrenabile. Agli inizi di gennaio ho raggiunto le pendici dell Aspromonte greco, per partecipare a U Stegg, un interessante iniziativa che va avanti ormai da venti anni. Si tratta di uno stage itinerante di danza e di strumenti dell Aspromonte che viene organizzato due volte all anno, in agosto e a gennaio appunto, dall Associazione culturale Conservatorio Grecanico, con il coordinamento di Giuseppe Crucitti e Agata Scopelliti e con la partecipazione di giovani e meno giovani suonatori e danzatori cataforioti e di paesi limitrofi come Mosorrofa e Cardeto.Occasione unica di contatto diretto con il mondo coreutico e musicale di origine pastorale e contadino del territorio. Niente palchi, niente amplificazioni, direttamente feste a ballu nei vicoli e nelle case, secondo l usu anticu. La didattica è affidata ai consueti canali orali del guardare e ripetere assieme a maestri suonatori e danzatori del luogo. Non vi è nessuna intenzione di natura archeologica o nostalgica, bensì l obiettivo di mantenere una dimensione umana e diretta della festa, come la gente del territorio l ha vissuta da sempre. I giorni trascorsi a Cataforio, l accoglienza, i momenti di apprendimento durante i laboratori di danza, di tamburello, di organetto e di lira calabrese, e infine le gioiose feste a ballu organizzate ogni sera, sono state per me e per tutti i presenti un esperienza straordinaria anche per quanto riguarda l aspetto umano.la comprensione di uno stile di vita che al suono e alla danza, associa il rispetto di valori antichi che io considero fondamentali anche oggi: la convivialità, l importanza della continuità del lavoro Dalla Majella all Aspromonte ANNA ANCONITANO lavora dal 1998 nel centro di ricerche biomediche e farmacologiche Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti) ed è attualmente responsabile dell Ufficio Comunicazione. La transumanza delle tradizioni popolari, rivive grazie ad una appassionata studiosa delle culture, dei canti e delle danze del passato.

16 la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO della terra, il mantenimento della consuetudine a produrre il cibo in famiglia, secondo il ritmo delle stagioni e una tradizione che ancora oggi si tramanda di padre in figlio. Mons. Bregantini, attuale arcivescovo di Campobasso, ma per lunghi anni vescovo di Locri, intervistato da Enzo Biagi, disse: La virtù dei calabresi è l accoglienza. Sono assolutamente d accordo con le parole di Mons. Bregantini. Nei cinque giorni di permanenza a Cataforio, ho praticamente assaporato e toccato con mano insieme alla dolcezza e al profumo di arance e mandarini, l ospitalità, la voglia di festa e di condivisione della gente del luogo, manifestata immancabilmente attraverso il cibo, il buon bere e l elargizione di doni alimentari. Io ero l unica abruzzese ma con me hanno soggiornato a Cataforio molte persone provenienti da altre regioni italiane: Lazio, Toscana, Piemonte, Umbria, Veneto, Lombardia. Abbiamo formato una piccola comunità translocale che ha suonato, ballato e cantato e mangiato praticamente dal mattino alla sera per cinque giorni! Non sono mancati i momenti di riflessione e di incontro, all insegna della generosità e dello scambio, con le figure indimenticabili di due suonatori e costruttori di zampogne della Locride, Pietro Romeo di Brancaleone e Peppino Romano di Antonimina, accompagnati dal giovane Nicola Pelle di Antonimina. Zì Petru, che vive da decenni a Brancaleone ma è cresciuto nelle campagne dell entroterra, gravitando per scuola, serenate e baratti a Staiti senza mai emigrare, e zì Peppinu, sono due anime antiche, le ultime depositarie in Calabria e al mondo possiamo dire, dell amore incondizionato e ancora vivo per u sonu, e del sapere e dei segreti su cui da secoli si fonda la costruzione di uno strumento complesso e meraviglioso come la zampogna. Incontrarli è stato uno dei momenti più significativi ed emozionanti dell esperienza in Calabria. Nei giorni in cui è stata a Cataforio, Cardeto, Mosorrofa e Reggio, ha visto la Calabria che pensava di incontrare? Sono arrivata in Calabria in realtà senza nessuna aspettiva, ma confesso che all inizio l impatto con Cataforio è stato duro. In genere partecipare a un festival o stage di musica popolare, è anche occasione per visitare borghi e centri storici di paesi caratteristici. Di conseguenza la location è scelta anche in considerazione di questo aspetto turistico e le iniziative spesso si svolgono nei centri storici, nei borghi, cioè in posti che ancora conservano il fascino della loro architettura originaria. Cataforio, Mosorrofa, Cardeto non si presentano certo come paesi ameni, non dispongono di bellezze artistiche, né vi si trovano monumenti, piazzette o viuzze pittoresche da visitare. L edilizia selvaggia li ha cancellati, trasformati, stravolti, le case sono palazzotti spesso non ultimati che cozzano con gli aranci, i limoni, i bergamotti, le agavi, il color ocra delle formazioni di arenaria alle pendici dell Aspromonte.Eppure dopo qualche ora, le colate di cemento e il disordine urbanistico passano in secondo piano, lasciando spazio e respiro alle piante, ai colori, al paesaggio intorno, al godimento del clima mite, e al calore umano che si manifesta subito entrando nel piccolo bar del paese dove l ospite appena arrivato trova il caffè già pagato. Non pensavo di incontrare questa Calabria, e di vedere affiorare sin dalle prime ore l espressione più bella di una regione e del suo popolo, con la sua capacità di un abbraccio corale e immediato. Mettendo a confronto la realtà abruzzese con quella calabrese,quali differenze ha potuto riscontrare? Ritengo che anche l Abruzzo, al di là della sua posizione geografica di cerniera tra nord e sud, sia una regione meridionale, economicamente e culturalmente. Nonostante sia uscita ormai da anni dall obiettivo uno della Comunità Europea in quanto non più annoverabile tra le regioni del sud in ritardo di sviluppo, in Abruzzo permangono gli annosi problemi di un economia che, sostanzialmente basata sull agricoltura e sulla piccola impresa, fatica a innovarsi e a decollare realmente. Inadempienze e corruzione negli ultimi anni hanno interessato anche la classe politica abruzzese: lo testimoniano tra gli altri, i fatti emersi dopo il disastroso terremoto che nel 2009 ha colpito la città de L Aquila e gran parte del territorio cir- DALL ALTO IN BASSO sonu a ballu: i bambini di Mosorrofa e Cataforio; festa a ballu, Anna Anconitano e Stefano Ubaldini; u' sonu: da sinstra Pietro Romeo, Valentino Santagati e Piero Crucitti; particolare zampogna e sullo sfondo Pietro Romeo;u' sonu: Nicola Pelle tamburello e Giuseppe Pizzimenti zampogna costante. A parte le responsabilità non ancora chiarite dei crolli di molti edifici rivelatisi non a norma, guardando in avanti la constatazione è che il patrimonio di storia, arte e cultura andato distrutto con il sisma è probabilmente irrecuperabile, la ricostruzione non si vede, la mancanza di lavoro e gli enormi disagi per la gente colpita continuano ad essere una spina nel fianco.noi abruzzesi per decenni siamo stati seduti e immobili nella convinzione di vivere in un posto sano, intatto, al riparo da corruzione e da infiltrazioni di tipo mafioso nella gestione della cosa pubblica, della sanità, dell ambiente e del territorio. Purtroppo oggi constatiamo che non è così: pertanto direi che i problemi sicuramente più stridenti che affliggono da secoli la comunità calabrese, per certi versi intaccano anche in Abruzzo la qualità della vita della gente, le prospettive di un reale sviluppo economico, culturale e sociale, il futuro dei giovani. Ma vorrei sottolineare anche un elemento positivo comune: la volontà di reagire che ho riscontrato in molti dei giovani incontrati, studenti, lavoratori, o anche disoccupati che non si arrendono nonostante gli ostacoli e le difficoltà nella realizzazione di un loro personale progetto professionale e di vita. Sia nei miei corregionali sia nei giovani calabresi ho riscontrato non una rassegnazione fatalistica, bensì la voglia di fare, di trovare nuovi sbocchi, di affrontare con consapevolezza la realtà. A Cataforio per esempio ho conosciuto anche Chiara, laureanda in Ingegneria all Università di Reggio Calabria, che mi ha confidato il suo obiettivo preciso una volta terminati gli studi: mettere le proprie competenze al servizio della sua gente e del suo paese, tentando un ritorno alla terra, creando un azienda agricola, proteggendo la natura e valorizzando le risorse esistenti, partendo dalla tradizione con la consapevolezza di poter portare anche nuove idee e progettualità. Ovviamente molti giovani calabresi e abruzzesi continueranno a emigrare in altre regioni italiane e all estero, per studiare e per lavorare, ma sono convinta che la volontà di Chiara, cioè di restare per dare un contributo al cambiamento e al miglioramento della propria terra, sia un progetto comune a molti e per questo possibile. Guardando la Calabria da vicino e conoscendo meglio i calabresi, grazie ai suoni, ai canti e alle danze, quale consiglio si sente di dare a chi vive nel profondo Sud per uscire dalla difficile situazione economica e sociale? Più che dare consigli posso citare le parole ascoltate da uno degli anziani suonatori incontrati in una delle giornate a Cataforio. Raccontando la sua storia di vita e la volontà ostinata grazie alla quale ha continuato pur tra innumerevoli impedimenti, come il silenzio imposto a tutti i suonatori durante il fascismo per esempio, a coltivare la propria passione di suonatore e di costruttore di zampogne, Zì Petru Romeu ha voluto sottolineare che ogni persona ha un fine, qualcosa per cui si nasce e che si porta con sé per sempre. Il senso della vita è tutto nel seguire questa vocazione dandole ascolto, spazio, realizzazione. Nel suo caso è stata quella di suonare e costruirsi gli strumenti, attraverso una ricerca continua, stabilendo un metodo e una conoscenza per la scelta dei materiali e delle essenze, affinando pazientemente negli anni le tecniche di costruzione e diventando il depositario di un saper fare unico e forse irripetibile, che ancora oggi va dalla costruzione dei suoi magnifici strumenti fino alla cura dell orto. Dunque il mio consiglio è di seguire l esortazione di zì Petru, che vale per tutti, sia per chi vive nel profondo sud sia per chi si confronta con una realtà economica e sociale forse solo apparentemente migliore. Dare cioè un senso alla propria esistenza, recuperando l ascolto di se stessi e degli altri, l incontro con la Natura, il ciclo delle stagioni, la vita semplice. Corrado Alvaro, il grande scrittore calabrese autore di Gente in Aspromonte, diceva: Per capire i calabresi, bisogna conoscerli. E proprio così? Io direi che bisogna conoscere i calabresi, cioè trascorrere una giornata o poche ore a tavola con loro, magari durante una frittolata, per osservarli e capirli. E una volta conosci uta questa gente, è impossibile non amarla. Nonostante le contraddizioni di una società che spesso purtroppo ricorre ciecamente alla brutalità sanguinaria, anche per la risoluzione di conflitti quotidiani. La vendetta per la difesa dell onore, l integrità della persona e dei suoi beni, è un istituto giuridico delle società arcaiche, che quanto a violenza nulla hanno da invidiare a quelle moderne e civili, che anche quando si dotano di norme accettabili non riescono a rispettarle, perché i ceti privilegiati al potere, fanno il bello e il cattivo tempo: inquinano, affamano, depredano. Anche l ospitalità e l elargizione di doni alimentari sono costumi di molte società arcaiche e delle loro evoluzioni contemporanee (come in Calabria), strettamente connesse al culto dei morti e alla comunicazione con loro. E sotto questi aspetti Nord e Sud erano sostanzialmente uguali prima dell industrializzazione e della deruralizzazione. Cosa le ha dato la Calabria? La Calabria e le persone che ho incontrato in questi giorni mi hanno regalato non solo un esperienza molto bella attraverso u sonu a ballu, ma sensazioni a tratti anche forti e contraddittorie, che nella mia esperienza del tutto personale rispecchiano comunque un umanità vera e viva. Cosa ha dato alla Calabria? Ho ricambiato l ospitalità ricevuta con il sorriso e con la gioia di partecipare alla festa. E ora mantengo vivo il proposito di ritornare al più presto. Sicuramente in estate ci rivedremo a Cataforio.

17 Società la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO VIVA L ITALIA La società dei Mitomani N MARIO LABATE on c è dubbio che la Lega rappresenti la rinascita del sentimento fascista. Un sentimento epurato dal suo carattere storico e romantico, basato invece unicamente sull immagine, mai sopita, de l uomo forte, dell eroe violento ma giusto, allevato nel subconscio popolare dei finti nostalgici e, mi permettiate, degli ignoranti che l hanno visto o intravisto nei cinema sotto le sembianze di Rambo o dell Al Pacino di Scarface, intenti a esaltare le sue gesta che sperano, un giorno, di far proprie. I piccoli Scarface si intravedono già dalle scuole medie, intenti a menare e deridere il loro compagno più debole, pacifico, sfigato e solo (ogni lettore saprà attribuire l aggettivo, secondo lui, più appropriato), per emulare il proprio mito. Dunque semplicemente per apparire. Così alla ricerca della felicità, si è sostituita la ricerca dei celebri quindici minuti warholiani, dell apparire e dell apparenza, e dunque ecco venire alla luce i migliaia di video di bullismo su Youtube, un fenomeno nuovo e quasi inspiegabile a parere di Alla ricerca della felicità, si è sostituita la ricerca dei celebri quindici minuti warholiani, dell apparire e dell apparenza e dunque ecco venire alla luce i migliaia di video di bullismo su Youtube sociologo, ma che invece porta con se una grande verità. La verità è che i bulletti sono sempre esistiti, e sono da sempre diventati uomini con lo stesso imperante bisogno di apparenza e di mitizzare il mitizzabile (che si chiami Fabrizio Corona, Tony Montana o Totò Riina) e che questa loro spregiudicata pochezza sia facilmente controllabile e incanalabile dietro una finta ideologia è ancor più vero. Basta veramente poco. Basta una voce rauca; uno sproloquiare volutamente eccessivo e una serie di slogan dalla forte carica virile,come noi ce l abbiamo duro e tiriamo fuori i fucili ; poi non resta che trovare un nemico comune (o più nemici) a cui indirizzare la propria eroica indignazione (extracomunitari, gay, meridionali, tossicodipendenti) e il gioco è fatto. Rivedremo così i nuovi Rambo in cravatta verde aggirarsi con sicurezza per il mondo, elargendo sorrisi e pacche sulle spalle dei buoni, minacciando e insultando i cattivi. Finiremo,che ci piaccia o no, con l assomigliarli, col non distinguerci più. Scuoteremo la testa in sincronia col pubblico di Buona Domenica quando si parla di razzismo; elogeremo l ospitalità dei calabresi durante le nostre cene con i colleghi; tratterremo le lacrime e tireremo col naso di fronte alle struggenti storie dei tossicodipendenti nei servizi delle Iene; balleremo, ci ubriacheremo e magari ci fumeremo una cannetta a ritmo di musica commerciale per evadere da questa terribile realtà che ci opprime.. Fingendo che ci interessi, fingendo che tutto quello che accade abbia per noi valore. Poi, il lunedì torneremo a dare del tu ai negri come se fossero tutti dei vu cumprà, torneremo a mettere il portafoglio nella tasca interna della giacca quando passeremo da Napoli (o dintorni), torneremo a chiamare froci i gay e criminali i tossici, solo per adattarci, solo per stabilire nuovamente chi siano i buoni e chi i cattivi. Un calendario ricorda il sacrificio dei 5 martiri VINCENZO CATALDO Gerace nel Risorgimento. I Martiri del 2 ottobre 1847 è il calendario realizzato dal Comune di Gerace per ricordare il sacrificio di cinque giovani residenti nell'allora Distretto di Gerace, condannati a morte da un Tribunale borbonico e fucilati dall'esercito nella Piana di Gerace. «Un momento di riflessione - ha detto il sindaco Salvatore Galluzzo che ha assecondato il progetto - sul ruolo giocato da questi intellettuali sull'unità d'italia che non ci stancheremo mai di evidenziare con le dovute manifestazioni». Ultimo, in ordine di tempo, il 2 ottobre scorso è stata ripresa la consuetudine di ricordare, assieme alla scuola e alle istituzioni del territorio, questo importante evento che ancora oggi suscita grande commozione e ammirazione per il coraggio manifestato dai giovani rivoluzionari nell'affermare le proprie idee di libertà e giustizia sociale (in un successivo Consiglio comunale su proposta del gruppo di minoranza, la ricorrenza del 2 ottobre è stata poi istituzionalizzata). In verità il Comune di Gerace ormai da diversi anni ha calendarizzato diverse tematiche che riguardano la storia di Gerace, tanto che dal resto della Regione ed anche da varie parti d'italia richiedono il calendario, che poi rimane negli archivi personali come ricordo. Le foto sono state realizzate da Chiara Farcomeni, l'impaginazione curata da Emanuela Ientile. Il calendario contiene i momenti più salienti della storia che ricordano i luoghi dove è avvenuto l'episodio, iniziando con le immagini delle carceri distrettuali dove sono stati rinchiusi Michele Il monumento ai Cinque Martiri nella Piana di Gerace. Uno dei luoghi riportati nel calendario. Bello da Siderno, Rocco Verduci da Caraffa del Bianco, Pietro Mazzoni da Roccella, Gaetano Ruffo da Bovalino, Domenico Salvadori da Bianco; il tribunale borbonico (ex palazzo Malarbì) in cui sono stati condannati i giovani per aver issato la bandiera italiana; il coro della chiesa di S. Francesco d'assisi dove furono confessati accanto al sepolcro di Nicolò Ruffo. La sequenza fotografica, supportata da opportune didascalie, continua con lo spiazzo della Piana dove i Martiri di buona causa, come furono definiti in seguito dal generale Ferdinando Nunziante che concorse alla cattura e alla condanna, furono fucilati da 40 soldati borbonici al grido di Viva Pio IX, viva l'italia..., spegnendo, così, tragicamente, il movimento iniziato un mese prima a Bianco. Infine, il convento dei Riformati di S. Francesco dove furono gettati nella fossa comune detta lupa e successivamente, dopo un tentativo dei liberali del Distretto di dare una degna sepoltura, confusi insieme ad altri corpi. Nella parte finale del calendario è inserita una sintesi dell'evento storico, che purtroppo è rimasto per lungo tempo ignorato dalla storiografia italiana, mentre ampio spazio per fortuna è stato dedicato dagli studiosi calabresi e tuttora editori come Age di Ardore Marina (con monografie e romanzi storici) e Pancallo di Locri (che ha curato delle opportune ristampe di libri altrimenti introvabili) continuano a ricordarne la memoria. Recentemente Roberto Saviano nella trasmissione Vieni via con me ha ricordato finalmente ad un pubblico vastissimo, l'episodio che vide protagonisti cinque giovani (studenti e laureati, prosatori e poeti) che si immolarono in nome della libertà e dell'italia; un insegnamento che dovrebbe far riflettere sull'insofferenza che certi ambienti politici del Nord mostrano nei confronti del Meridione. Intanto ha suscitato consenso l'idea del presidente regionale Scopelliti e dell'assessore alla cultura Caligiuri, di monitorare nella regione i Luoghi della memoria legati al Risorgimento. I massimi rappresentanti regionali vogliono infatti procedere ad identificare le piazze, i monumenti, le statue che ricordano il processo risorgimentale per creare una mappa regionale. È forse giunta l'ora che i luoghi della memoria e i personaggi che hanno versato il sangue per l'italia potranno avere il posto che meritano? Meno male che Wikileaks c'è! C MARIA GIOVANNA COGLIANDRO alabria. Sì, proprio quaggiù in casa nostra. Il sito di controinformazione internazionale fondato da Julian Assange, pensa di aver notizie anche per noi. Lui, la primula rossa del web che con pochi click ha fatto ammalare di dissenteria i grandi della Terra, vorrebbe farcela fare sotto anche a noi calabresi. E così dopo aver rivelato che gli americani considerano il nanefrottolo-maiale-inetto un nanefrottolo-maiale-inetto, Gheddafi un pazzoide probabilmente affetto da schizofrenia paranoide e megalomania, Ahmadinejad un folle guerrafondaio, Putin un dittatore colluso, Sarkozy una corona senza re, ci La 'ndrangheta controlla vaste porzioni del suo territorio e della sua economia scrive in un dispaccio del 2 dicembre 2008 il console generale degli Usa J. Patrick Truhn, probabilmente dopo aver consultato la sfera magica di Mago Zurlì! avverte che in Calabria c'è la 'ndrangheta! La 'ndrangheta controlla vaste porzioni del suo territorio e della sua economia scrive in un dispaccio del 2 dicembre 2008 il console generale degli Usa J. Patrick Truhn, probabilmente dopo aver consultato la sfera magica di Mago Zurlì! Una Calabria quella descritta dal console che costituisce un salasso per l'economia italiana, con una popolazione che manca di ottimismo e vede i politici locali come inefficaci e corrotti. Un territorio in mano agli estorsori e ai trafficanti di droga. Forse ha esagerato un tantino mister Truhn. Non sarà mica parente di Brunetta, l'energumeno tascabile che lo scorso settembre ebbe a dire che senza la Calabria, Napoli e Caserta l'italia sarebbe prima in Europa?

18 CERIMONIA DEGLI ADDII Nico Noce la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Lietta Tornabuoni signora d altri tempi Il cordoglio del segretario del PDCI, Oliverio Diliberto la cultura, il disincanto L Francesco D. Caridi Intellettuale lavora con le Parole del Dubbio, dell Ironia e della Curiosità. Il Dubbio aiuta a scegliere secondo Coscienza, l Ironia a vedere oltre le apparenze, la Curiosità a cercare nei dettagli la Vita. Non è retorica questo trionfo di maiuscole. È la stele ideale che erigo a chi, come Nico Noce, riversò nel suo eloquio brioso e raffinato di avvocato divenuto scrittore, poeta, docente e giornalista, la passione per la vita di pensiero, senza abbandonarsi alle mode effimere e soprattutto tenendo ferma la distinzione tra il bene e il male, concetti atemporali, e difendendo l integrità della lingua italiana messa a repentaglio dai molti analfabeti funzionali sopraggiunti nella politica, nella stampa, nella televisione e nella scuola. La banalità della morte non può annullare lo spirito didattico originale di Nico Noce, che in una realtà sociale piena di mediocrità e di asperità offrì un rimarchevole servizio di cultura e di divulgazione, insieme con pochi altri forti caratteri che a Siderno, suo paese di adozione (era nato a Spezzano della Sila), lo precedettero, e che, seppur con diversità di ispirazione, appartengono alla memoria collettiva consapevole (penso al preside democristiano Alfredo Gasparro, al professore missino Errigo Caminiti, al commediografo anarchico Titta Foti, all economista socialista Nicola Zitara, accomunati al democristiano Noce nelle scelte di insegnamento e nella vocazione letteraria). Noce, al quale ricordavo scherzosamente la nostra omonimia, posto che il suo nomen era la traduzione italica del mio di origine greca (Charybdis), forgiò un proprio gustoso disincanto, divenuto proverbiale nella lepidezza delle sue battute, con la frequentazione giovanile della redazione del Travaso delle idee (a lungo diretto da Guglielmo Guastaveglia, in arte Guasta), che fu uno dei più resistenti periodici romani di satira ( ) in cui crebbero geni dell arte umoristica specialmente di matrice cattolica e conservatrice come Fremura, Isidori, Giuliano Nistri (insieme col fratello Lorenzo tra i più prestigiosi artisti del cartellonismo cinematografico internazionale del 900) e Jacovitti. Si deve proprio a questa influenza di formazione uno degli aspetti caratteriali di Nico Noce, ovvero la piacevolezza del motto fulminante in rima baciata, che scaturiva con una sorprendente improvvisazione stupendo gli amici o annichilendo l incauto interlocutore di turno. Due giorni prima dell incidente mortale, lo avevo rivisto dopo molto tempo a passeggio con la brillante moglie, avevamo parlato delle tipiche ansie di genitori. Ora, se egli potesse dettare la propria epigrafe nella stele ideale che gli dedico secondandolo nello scacciare la commozione per far prevalere il mestiere, sono certo che ci direbbe con un sussulto di impertinenza e un sussurro birichino per non smentire se stesso e per consolarci tutti: Ragazzi, mi sono attaccato al tram. Caro Nico. La libraia degli intellettuali e degli studiosi La signorina Imma Ambrosiano apparteneva alla categoria dei librai colti, che leggono molti libri e sanno consigliare i clienti, una razza in via di estinzione. Lietta Tornabuoni è morta improvvisamente al Policlinico Gemelli di Roma dove era stata ricoverata poco prima di Natale per un improvviso malore. ra nata a Pisa il 24 marzo Nacque con la vocazione del giornalismo nella cui giungla s'avventurò, all'età di 18 anni sulle colone di <<Noi Donne>>, l' ormai dimenticato dell'unione donne italiane. Passò poi a un settimanale, per dir così leggero, <<Novella>>. Quindi, il salto di qualità: le organiche collaborazioni a <<L'Europeo>> e poi, sino alla sua morte, a <<L'Espresso>> dove era curatrice d'una rubrica cinematografica. E collaboratrice, altresì, de <<La Stampa>>, dopo essere stata al <<Corriere della Sera>>. Tra i suoi libri : Sorelle d'italia, Album di famiglia della tv, Era Cinecittà. Non solo il mondo della cultura, ma anche quello della politica ha espresso il suo cordoglio per questa grande giornalista-scrittrice dalla prosa calma e ponderata. E il segretario nazionale del Partito comunista d'italia, Di liberto, la ha ricordata con queste sapienti e puntuali parole: Con Lietta Tornabuoni va via un punto critico e di stimolo ineguagliabile per il cinema e la cultura italiana. Il suo stile, la sua preparazione e il suo modo di concepire, vivere e intendere il cinema resteranno segni indelebili di un modo di scrivere che oramai non c'e' più. IL Il 24 dicembre scorso si è spenta la signorina Imma Ambrosiano, titolare della storica libreria di Reggio Calabria in Piazza Genoese Zerbi. La signorina Ambrosiano apparteneva alla categoria dei librai colti, che leggono molti libri e sanno consigliare i clienti, una razza in via di estinzione. Gran parte dei testi della libreria riguarda la Calabria. Non sono pochi i libri rari e fuori edizione che costituiscono una miniera per i ricercatori e gli appassionati. Era un piacere conversare con la signorina, che oltre ad essere una persona preparata, era una donna gentile e sensibile. Raccontava che ogni tanto si recava in libreria Fortunato Seminara, che era sempre un po rammaricato per la non eccessiva diffusione dei suoi lavori. Rocco La Cava, figlio dello scrittore Mario, ricorda la signorilità e le doti umane della libraia e spiega che il padre, quando veniva a Reggio, non mancava di fare tappa all Ambrosiano. Bruno Ambusto, collaboratore del Quotidiano della Calabria, ne ricorda la competenza e i modi gentili con cui si relazionava con i clienti e con gli amici. E impossibile annoverare in poche righe gli studiosi che hanno attinto alla preziosa biblioteca e che avevano stima della signorina. Spesso discutevamo con lei della crisi culturale che si rifletteva sulle vendite. Ci diceva che continuava a lavorare esclusivamente per la passione verso il proprio lavoro. La sua scomparsa costituisce una grave perdita. Lascia una testimonianza di rara dedizione e amore verso la cultura e nei confronti del territorio Ġiuseppe Gangemi

19 Sport Serie A Fiorentina e Genoa, che maxi scambio Non c'è solo il Milan sulle tracce di Criscito. Il Genoa, infatti, ha un sogno proibito di nome Adrian Mutu e per arrivare al rumeno sono disposti a fare un grosso sacrificio. la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO Addirittura un maxi scambio, secondo le voci provenienti da Firenze, che porterebbe Mutu, Felipe e D'Agostino sotto la Lanterna, mentre Criscito e Sculli passerebbero in Viola. A frenare la clamorosa trattativa, però ancora in piedi, lo stop dei Della Valle alla cessione di Mutu in Italia e le ambizioni di Criscito, che alla Fiorentina preferirebbe il Milan. E caccia al Milan GIORNATA 20 NAPOLI - FIORENTINA INTER - BOLOGNA CAGLIARI - PALERMO BRESCIA - PARMA CATANIA - CHIEVO CESENA - ROMA GENOA - UDINESE JUVENTUS - BARI LAZIO - SAMPDORIA LECCE - MILAN 0-0 MARCATORI 13 RETI DI NATALE (UDINESE), CAVANI (NAPOLI) 11 RETI DI VAIO (BOLOGNA) 10 RETI IBRAHIMOVIC (MILAN) 9 RETI ETO O (INTER), QUAGLIARELLA (JUVENTUS), BORRIELLO (ROMA) 8 RETI MATRI (CAGLIARI), PATO (MILAN) Oggi inizia il girone di ritorno. L obiettivo di tutte? Acciuffare il Milan Calciomercato Con un Milan laureatosi campione d'inverno con quattro lunghezze di vantaggio sul Napoli, inizia oggi il girone di ritorno, dove proprio la squadra allenata da Massimiliano Allegri chiuderà col posticipo che la vedrà impegnata in Via del Mare contro il Lecce. In Puglia dovrebbe rivedersi dal primo minuto Alessandro Nesta al centro della difesa, mentre Abbiati ancora una volta fuori a favore di Amelia. Con Cassano ancora in panchina, ma pronto a subentrare per regalare assist d'oro così come ha fatto domenica scorsa contro l'udinese, la linea di fuoco sarà composta da Pato, Robinho e Ibrahimovic. De Canio, che sul groppone ha i quattro gol dell'andata, spera di fermare la capolista almeno sul pareggio. Per farlo non potrà contare sull'apporto di David Di Michele, ma sul tandem d'attacco Jeda - Corvia. L'altra pugliese, il Bari, fa visita alla Juventus, ancora in convalescenza dopo le sberle rimediate contro Parma e Napoli. La vittoria di giovedì in Coppa Italia contro il Catania ha ridato un po' di serenità ad un ambiente col morale sotto i tacchi, anche se la miglior notizia ha riguardato il rientro tra i pali di Gigi Buffon dopo ben sette mesi di assenza. Entrambi cercano punti d'oro: i bianconeri per restare agganciati al treno delle prime posizioni e per non perdere ulteriore terreno, il Bari per non lasciarsi sfuggire la possibilità di restare ancorato alla massima serie. Del Neri dovrà inventarsi gli attaccanti titolari, con Iaquinta, Quagliarella e Toni fuori per infortunio. Ma anche Ventura non sta meglio considerate le assenze di Almiron, Ghezzal, Barreto e Castillo. La giornata di campionato è aperta dal derby delle isole tra Cagliari e Palermo. I Sardi con ventitre punti, stanno facendo bene grazie alla cura Donadoni e si affidano al tandem Acquafresca - Nené, il Palermo in piena rincorsa Champions a pari punti con la Vecchia Signora, fa debuttare dall'inizio Andelkovic al posto dello squalificato Bovo. Cerca punti salvezza il Brescia di Beretta che al Rigamonti ospita il Parma scottato dal due a uno casalingo rimediato dal Cagliari sette giorni fa. Obbligate a vincere le rondinelle sono alle prese con assenze pesanti come quelle di Caracciolo, Sereni e Hatemaj. Marino consegna le chiavi dell'attacco a Crespo, Giovinco - tre gol nelle ultime due partite - e Valiani. Scontro diretto fra Catania e Chievo distanziate di un solo punto. Al Massimino Gianpaolo ripropone lo schema con una sola punta, l'argentino Maxi Lopez, mentre nei veneti ballottaggio in difesa tra Andreolli e Mandelli. Seconda trasferta consecutiva per i giallorossi di Ranieri dopo la sconfitta di Genova contro la Samp. Solito ballottaggio in attacco, questa volta ad accomodarsi in panca dovrebbe essere Borriello con Totti quindi con una maglia da titolare. Nei romagnoli Ficcadenti è alle prese con pochi problemi di formazione, l'unico dubbio riguarda chi dal primo minuto tra Budan e Bogdani. Un Udinese su di giri per i quattro gol fatti a San Siro contro il Milan, ma deluso per la vittoria sfumata all'ultimo, scende in campo a Marassi contro il Genoa. Stessa formazione per i friulani che ha pareggiato contro il Milan, nel Genoa Palacio e Destro in attacco, Chico e Moretti recuperati vanno in panchina. Aria da amarcord all'olimpico dove il neo blucerchiato Macheda ha di fronte il proprio passato che si chiama Lazio. Dopo aver battuto la Roma, Di Carlo vorrà bissare il successo contro un'altra romana, ma lo farà senza la coppia difensiva titolare Lucchini - Gastaldello. I biancocelesti pronti a ripartire dopo lo scivolone casalingo contro il Lecce hanno anche loro problemi in difesa con Lichsteiner fuori, al suo posto gioca Cavanda. Per il resto formazione titolare. Inizia il giro di boa, inizia la rincorsa al Milan. Campionato aperto, come è nelle corde delle serie A. Massimo Petrungaro Inter e Milan, quanti derby C è fervore sotto la Madonnina: Galliani e Moratti sono alla ricerca di giovani talenti per assicurarsi un futuro ancora pieno di successi. E entrato nei desideri delle due milanesi il brasiliano Ganso, un talento che sta facendo sognare mezza Europa. Il duello tra i cugini non si esaurisce al brasiliano. L'Inter sarebbe infatti sulle tracce di un obiettivo dei rossoneri. Secondo il sito olandese 'Voetbal International', i nerazzurri starebbero pensando all'asperto centrocampista Mark Van Bommel per rafforzare la linea mediana: l'arrivo del capitano del Bayern Monaco sembra tuttavia in contrasto con la politica dei campioni del mondo di puntare su giovani di prospettiva. I rossoneri, sempre in emergenza difesa, stanno cercando dei giocatori che gli permettano di rafforzare il reparto più debole della squadra di Allegri. Un obiettivo sarebbe Fabio Coentrao. Il 22enne terzino portoghese piace tanto anche a Real Madrid e Manchester United: infatti secondo il 'Daily Mail' Sir Alex Ferguson avrebbe pronta un'offerta di 20 milioni di sterline per il difensore che sarebbe il prescelto per sostituire sulla corsia sinistra il 30enne Patrice Evra. Poi rimangono aperte le piste che portano a tre calciatori che militano nel campionato italiano, Ogbonna, Criscito e Mexes. Il primo, in forza al Torino piace anche al Napoli che avrebbe offerto 5 milioni di euro per la comproprietà. Sugli altri due c è da vincere la resistenza dei rispettivi club di appartenenza, Genoa e Roma. Gr CLASSIFICA MILAN NAPOLI* LAZIO ROMA PALERMO JUVENTUS INTER UDINESE SAMPDORIA BOLOGNA Gli anticipi Napoli Fiorentina Il Napoli pareggia 0-0 con la Fiorentina nel primo anticipo della ventesima giornata di Serie A. Gli azzurri guadagnano un punto che li porta, per ora, a -3 dal Milan. Meno bello e meno convincente rispetto alle ultime uscite, il Napoli (senza Hamsik) ha vissuto di fiammate e ha sofferto contro una buona Fiorentina, senza trovare gli spunti di Lavezzi e i gol di Cavani. I viola si sono resi protagonisti di un bel primo tempo, resistendo poi al ritorno degli azzurri nella ripresa.in avvio la partita è tutta del Napoli. FIORENTINA* CAGLIARI GENOA CHIEVO VERONA PARMA CATANIA CESENA LECCE BRESCIA BARI Lo 0-0 della noia L ascensore della settimana I partenopei soffrono troppo la mancanza di Hamsik. Lavezzi non inventa e Cavani non segna. Finisce con uno 0-0 noiosissimo Cavani e Lavezzi provano a scardinare la difesa viola. La Fiorentina sembra in difficoltà, ma quella del Napoli è solo una fiammata. Dopo un'occasione con Cavani gli uomini di Mazzarri rallentano. La Fiorentinamanca di lucidità negli ultimi metri, e non concretizza la propria supremazia territoriale.in avvio di ripresa il Napoli prova a "svegliarsi", ma l'assenza delle geometrie di Hamsik si fa sentire. Il Napoli insiste senza però trovare lo spunto giusto. Finisce così a reti bianche. Gig Buffon: E tornato dopo sette mesi di stop. La prestazione di giovedì scorso contro il Catania ha esaltato lo stadio e reppresenta un inizione di fiducia per una juve incerottata. Rinato? Francesco Totti: E un campione sul viale del tramonto? I quattro minuti concessigli a Genova dal suo allenatore un pò umiliano la figura del capitano giallorosso. Finito? Il Rompipallone Milan, chiarito perchè Cassano è stato presentato ufficialmente solo il 14 Gennaio: non era ancora riuscito a fare la sua firma

20 28 Sport la Riviera DOMENICA 16 GENNAIO CND Play Off, tre calabresi per un posto La vittoria del campionato resta un affare a quattro. Tre calabresi si giocano l ultimo posto utile per l accesso ai play off Il campionato ha ormai un orientamento molto chiaro. Saranno 4 le squadre a lottare, da qui fino a maggio per la vittoria del torneo. Ebolitana, Casertana, Forza & Coraggio e Nissa, hanno ormai preso il largo, lasciando 7 punti alle immediate inseguitrici. Troppi considerando l evidente levatura del tasso tecnico delle squadre in fuga. Dietro questo quartetto un solo posto disponibile per i play off. A contenderselo almeno 7 squadre, tre di queste calabresi; Valle Grecanica, Sambiase e il ritrovato Hinterreggio. Delle tre chi sta messo meglio è sicuramente la formazione melitese che dopo il suo periodo buio ha ripreso la riconrsa al vertice. Troppo però il terreno perso per puntare a vincere. Raggiungere gli spareggi salvezza sarebbe comunque un risultato storico, per il club nato dalla fusione di Omega Bagaladi e Melitese. Dopo il turno di riposo gli jonici sono oggi di scena sul teribile campo della Forza e Coraggio Benevento, squadra che nonostante il -5 dalla testa della classifica punterà, nello sprint finale, a dare tutto per vincere il campionato. Uscire indenni da questa trasferta segnerebbe un crocevia che farebbe guardare con ottimismo il futuro. Le altre due pretendenti calabresi hanno forse meno chance ma comunque non rinuceranno a giocarsela. Il Sambiase oggi riceverà in casa il Marsala, mentre i reggini si giocheranno il derby calabrese contro la Rossanese penultima. Pr GIORNATA 22 ATL. NOLA - SAPRI F.&CORAGGIO - VALLE G. HINTERREGGIO - ROSSANESE INTERPIANA - MODICA MARSALA - CASERTANA NOTO - MESSINA REAL NOCERA - ACIREALE SAMBIASE - MAZARA TURRIS - EBOLITANA RIPOSA: NISSA EBOLITANA CASERTANA FORZA E CORAGGIO NISSA VALLE GRECANICA SAPRI SAMBIASE TURRIS NOTO HINTERREGGIO CLASSIFICA REAL NOCERA INTERPIANA MESSINA ACIREALE MARSALA MODICA MAZARA ROSSANESE ATLETICO NOLA Eccellenza Bovalinese, casualità o complotto? La squadra di mister Panarello da inizio anno incappa in arbitraggi sfortunati. Casualità o complotto? Sarà solo un caso, ma da inizio anno non ne va bene una. Era già stata accesa la miccia che vedeva la Bovalinese ribellarsi a una serie di arbitraggi non all altezza. Qualche mese fa i dirigenti amaranto scelsero anche la strada del silenzio stampa per protestare contro questo stato delle cose che forse, guardando i fatti, ha danneggiato il cammino della compagine bovalinese Ḋomenica scorsa l ennesimo arbitraggio contestatissimo. La gara contro lo Scalea ha premiato la compagine cosentina che si è imposta per una rete a zero, ma sul campo abbiamo visto una buonissima bovalinese fermata dalla bandierina degli assistenti del signor Zinzi di Catanzaro, almeno una ventina di volte. Statisticamente troppe anche per l attaccante più in fuorigioco del mondo. Ora bisogna buttarsi alle spalle la sconfitta e le polemiche e ritornare a mettere il cuore in campo per raggiungere una salvezza ampiamente alla portata di Iervasi e compagni. Intanto la società nella giornata di ieri ha comunicato un nuovo arrivo. Giocherà con la maglia amaranto, infatti, Domenico Cambareri, classe 87, centrocampista proveniente dal Voghera, compagine di Serie D. Lo scontro di Castrovillari, contro una diretta concorrente alla salvezza ha una valenza particolare proprio per l importanza della posta in palio. Il Castrovillari deve far fronte a numerosi problemi e di sicuro non sta vivendo una stagione troppo rosea, reduce anche dal pesante 3-0 di Soverato di domenica scorsa. Oggi gli uomini del presidente Ferrigno dovranno mettercela tutta per dimostrare che nonostante gli episodi valgono una salvezza, comunque a portata di mano. Peppe Rit Eccellenza AAA cercasi Roccella Fiorino salva la trasferta di Bocale. La vetta è troppo distante per fare pensieri di vertice. Rimangono però i play off... Lo si sapeva. Fare punti contro una pericolante che ha dalla sua, tanta, troppa voglia di salvarsi sarebbe stata un impresa per chiunque, e così, domenica è stato anche per il roccella, che si è trovato di fronte un Bocale battagliero e determinato, che ha rischiato anche di portare a casa l intera posta in palio. Per fortuna c è un certo Fiorino che nei minuti finali ha raddrizzato con un calcio piazzato, una situazione che sarebbe stata l ennesima delusione per il presidente Giannitti e per mister Figliomeni. Undici punti di ritardo dalla capolista sono un risultato impetoso conoscendo la bontà del lavoro di Figliomeni, e gli sforzi societari compiuti a inizio campionato. Da due anni a questa parte il Roccella è un giocattolo difettoso, bello, costoso, ma che per un motivo o per un altro non gira come dovrebbe. Certo, il Roccella sa che il campionato è ancora lungo, e che ci sono ben 39 punti ancora da assegnare; nulla è perduto. Di sicuro da oggi si dovrà scendere in campo con la consapevolezza di dover centrare a tutti i costi almeno l ultimo posto play off disponibile, visto che Acri, Montalto, Soverato e Scalea, con ogni probabilità si divideranno gli altri tre (esclusa quella che vincerà il campionato). La qualificazione agli spareggi salvezza resta dunque l obiettivo minimo che dovrà essere difeso dall assalto di compagini come Guardavalle, Sersale o Isola Capo Rizzuto che vorrebbero soffiare questa importante chance agli amaranto roccellesi. Si deve tornare a vincere, e lo si deve fare possibilmete da oggi stesso, da quando al rinnovato Comunale arriverà la Nuova Gioiese. I pianiani sono in crisi d identità e dopo aver perso il derby contro la Palmese devono stare attenti a non pregiudicare il loro campionato e rischiare una salvezza che rimane alla loro portata. Speriamo di vedere in campo il miglior Roccella, ci sono ancora 13 giornate per venirne fuori, per realizzare un sogno chiamato CND. GIORNATA 18 CLASSIFICA CASTROVILLARI - BOVALINESE MONTALTO - SERSALE GUARDAVALLE - ACRI ISOLA C.R. - BOCALE PALMESE - CUTRO ROCCELLA - N. GIOIESE RENDE - SCALEA SERSALE - SOVERATO ACRI MONTALTO SOVERATO SCALEA ROCCELLA GUARDAVALLE SERSALE ISOLA C.R PALMESE RENDE N. GIOIESE BOVALINESE CUTRO CASTROVILLARI BOCALE REAL SERSALE

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