gennaio 2006 Insieme al dolore di questi affetti che la morte sembra sottrarci, dobbiamo quotidianamente misurarci con la tristezza

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1 gennaio 2006 arissimi, anzitutto vorrei cercare di esprimere l intrecciarsi dei sentimenti e dei pensieri che hanno segnato questo tempo di Natale: nella nostra chiesa risuonava ancora l eco del canto del Gloria a Dio nell alto dei cieli per la celebrazione del Natale di Gesù, quando, nel giro di pochi giorni, ci siamo ritrovati a piangere la morte di due cari amici e a pregare nella speranza della risurrezione. È proprio vero: la vita ha un suo ritmo che non ci è dato di conoscere e che non rispetta i nostri calendari, vita e morte si intrecciano, si sovrappongono nei fatti, ma anche nei cuori e nella mente di ciascuno di noi. Il dolore della comunità per la morte di Roberto Cortesi e Giulio Cannarella, che vengono ricordati in due articoli all interno, ha segnato la conclusione e l inizio di questo nuovo anno. Mai come in questi giorni il mistero della vita e della morte ha caratterizzato le feste di Natale, che vedono l intensificarsi degli affetti famigliari, e proprio come una grande famiglia la nostra comunità ha condiviso nella preghiera il dolore e ha celebrato la speranza che essi partecipino del Mistero del Cristo, come dice la liturgia di Pasqua: Morivo con te sulla croce, oggi con te rivivo. Con te dividevo la tomba, oggi con te risorgo. Insieme al dolore di questi affetti che la morte sembra sottrarci, dobbiamo quotidianamente misurarci con la tristezza

2 per una morte morale e civile che sembra attraversare il nostro tessuto sociale. L ennesimo scandalo, che questa volta ha preso il nome desolante di bancopoli, mette in evidenza quelle metastasi di una coscienza ormai malata da tempo. Dove tutto si misura col denaro non è possibile che la vita dello Stato si svolga giusta e prospera : questa frase di Tommaso Moro, il Lord Cancelliere d Inghilterra morto sul patibolo per non aver voluto cedere ai compromessi morali, alle sopraffazioni e alle lusinghe del sovrano, è di una bruciante attualità in uno scenario culturale, sociale e politico dove non sono pochi quelli che in nome del pluralismo e della democrazia proclamano la separazione dell agire economico dalla sfera etica. Se veramente etica, economia e politica potessero essere separate, il martirio di Tommaso Moro e di altri come lui non avrebbe alcun senso (si pensi solo a quello dei giovani della Rosa Bianca, che pagarono con la vita la loro opposizione al regime di Hitler, ispirata al Vangelo) e la barbarie del potere totalitario o la subdola invadenza del grande fratello della propaganda finalizzata al guadagno del più forte, non incontrerebbero alcuna resistenza morale. Una passeggiata potrebbe essere di aiuto anche solo per distendere la pesantezza che ormai grava sul cuore: ma non sai se sia meglio accumulare le preoccupazioni stando in casa o facendo quattro passi per la città rischiando di prenderti un tumore al polmone! La presa in giro delle domeniche senz auto si ripete anche in questo inizio d anno. Al pari di un antico rito pagano, che si celebra senza ricordarsi più il perché, o di una moderna invocazione alla pioggia per pulire l aria. La camera a gas chiamata Milano si ferma nei giorni di festa, mentre i nostri amministratori dopo aver distrutto il Bosco di Gioia, 180 alberi, un piccolo polmone di verde, uno dei pochi a Milano, si apprestano a costruire il nuovo palazzo della Regione, tre grandi grattacieli nell area della Fiera... Ma questi sono amministratori del bene comune o immobiliaristi? Con onestà di cittadino mi sento letteralmente preso in giro e non mi interessa che siano di qua o di là, di destra o di sinistra perché la nostra salute è di destra o di sinistra? Forse anche noi come chiesa ci siamo accodati all indifferenza diffusa e ci accontentiamo di qualche nuvola d incenso che, se basta a pulire l aria delle nostre aule liturgiche, non è sufficiente a sollevare le coscienze dalla responsabilità per la cura dell ambiente che il Signore ha affidato alla nostra custodia. Nessuno interviene, nessuno dice nulla: eccoci immersi in quella che fin dai tempi di Costantino era considerata la grande tentazione del cristianesimo. Lascio la parola a un cristiano del IV sec., il quale, nel passaggio storico dalle persecuzioni sanguinose all impero cristiano, riconosceva come: Dobbiamo combattere contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena, ma ci accarezza la pancia; non ci confisca i beni dandoci così la vita ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del nostro cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l anima con il denaro e il potere (Ilario di Poitiers, Contro Costanzo, 5). Concludo questi pensieri sparsi riandando alla benedizione riportata dal libro dei Numeri (6, 24-26), chiamata anche la benedizione di Aronne, con la fogl o nformativo - n gennaio

3 quale abbiamo iniziato il nuovo anno. Sono parole che ci fanno comprendere l urgenza di stare sotto lo sguardo di Dio per costruire un futuro di speranza e di pace: Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. Stare davanti a Dio, perseverare sotto il Suo sguardo che ci scruta e ci conosce, significa liberarci da ogni tentazione di barare con la verità, avvertendo anzi l insopprimibile esigenza di obbedire soltanto ad essa, per piacere sempre e solo a Dio. p. Giuseppe Giornata dell ebraismo 2006 Ascolta, Israele! La prima delle Dieci Parole: Io sono il Signore, tuo Dio È questo il tema della Giornata dell ebraismo che la Chiesa italiana celebrerà il prossimo 17 gennaio Alla vigilia, è in programma un importante convegno di studio ebraico-cristiano sul tema L uno e l altro Testamento. Sono previsti interventi di G. Borgonovo - D. Garrone - R. Penna Y. Redalié - P. Rota Scalabrini - R. Vignolo. L incontro si terrà lunedì 16 gennaio dalle ore alle 19 presso il Seminario di corso Venezia 11. I cristiani pregano per la loro unità nella settimana dal 18 al 25 gennaio 2006 La data tradizionale per la celebrazione della settimana di preghiera per l unità dei cristiani va dal 18 gennaio, festa della cattedra di san Pietro in Roma, al 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo; tale celebrazione si fa risalire al Da allora, ogni anno, una Commissione interconfessionale propone un tema biblico e lo articola in un percorso di 8 giorni. La proposta di preghiera per quest anno è incentrata su un versetto dal cap. 18 di Matteo: SE DUE O TRE SI RIUNISCO- NO PER INVOCARE IL MIO NOME, IO SONO IN MEZZO A LORO (Mt 18, 18). Quest anno i testi per le celebrazioni sono stati elaborati da un gruppo ecumenico di Dublino, in quel paese - l Irlanda - dove la preghiera per l unità delle Chiese cristiane è l unica strada per poter invocare insieme la pace e la riconciliazione di tutto il popolo irlandese. Il movimento ecumenico sa bene infatti che c è un rapporto molto stretto tra l unità dei cristiani e l unità, nella pace, di tutta l umanità. Siamo invitati in questa settimana a pregare, non solo nelle grandi assemblee, ma anche solo in due o tre, purché nel suo nome. Così le nostre preghiere, se sincere, saranno accolte e il Figlio di Dio sarà con noi. Ma siamo anche invitati ad estendere il significato di questi due o tre, che già di per sé rappresentano una diversità e una pluralità: due o tre persone non sono simili una all altra, ognuna ha sensibilità e doni differenti e ciò vale anche per le diverse tradizioni delle chiese cristiane. Allora questo è il messaggio che dobbiamo fare nostro: che ognuno preghi nella propria lingua e secondo le proprie usanze, ma non preghiamo da soli; idealmente uniamoci nella preghiera con tutte le altre comunità cristiane che in questa settimana invocano la piena comunione della Chiesa di Cristo, per la quale Egli ha pregato e sofferto. La nostra comunità seguirà i testi delle letture, delle preghiere e delle intercessioni proposte per l ottavario, durante le celebrazioni della Messa feriale. Giovanna Benuzzi 3 Parrocchia S. Angela Merici

4 Il programma per la città a cura del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano Mercoledì 18 gennaio ore Basilica di S. Ambrogio Celebrazione di apertura Predicazione di MARIA BONAFEDE Moderatora della Tavola valdese Copresidenza di E. DE SCALZI Vescovo Abate S. Ambrogio T. VALDMAN Sacerdote ortodosso romeno Giovedì 19 gennaio ore 18 Chiesa di via Solferino, 17 VESPRI ANGLICANI Venerdì 20 gennaio ore via Porro Lambertenghi, 28 VEGLIA DEI GIOVANI Sabato 21 gennaio ore via Leone XIII, 12 Confronto ecumenico su LA PREGHIERA Intervengono SILUAN Vescovo ortodosso romeno I. ANGELINI Abbadessa di Viboldone A. MAFFEI Pastora Presidente UCEBI Modera G. PISTONE Presidente CCCM Domenica 22 gennaio piazza San Marco, 2 ore 15 COPPIE INTERCONFESSIONALI Chiesa di San Marco ore LITURGIA DELLA PAROLA Lunedì 23 gennaio ore 18 Chiesa di via Jommelli, 32 VESPRI ARMENI Mercoledì 25 gennaio ore Basilica di San Carlo al Corso PREGHIERA E CANTO CON LE CORALI fogl o nformativo - n gennaio

5 Religioni in dialogo LA FESTA DI AID EL KEBIR Tutte le festività musulmane cominciano di notte, perché il giorno inizia al calar del sole. In corrispondenza del nostro 10 Gennaio, loro ultimo mese dell anno, si celebra la grande festa o aid el kebir. In essa si ricorda un momento decisivo della vita di Abramo: Dio ne prova la fedeltà chiedendogli di sacrificare il figlio Ismaele, che Lui stesso gli aveva donato e che costituiva il bene più prezioso che aveva. La fedeltà del patriarca viene premiata con la salvezza del figlio e con la promessa di un di più smisurato; questa sottomissione è frutto dell obbedienza del padre e del figlio, entrambi accettano di abbandonarsi al volere divino e la prova viene superata grazie alla loro fede. La volontà divina è pervenuta loro in modi diversi: Abramo la conosce attraverso un sogno, Ismaele attraverso le parole del padre. Celebrare la festa del sacrificio è celebrare la vittoria della fede e dell abbandono a Dio sulla morte stessa. Abramo sostituì il figlio con un montone: per questo i musulmani di lingua francese chiamano comunemente questa festa la festa del montone. Il 31 Gennaio si festeggia il primo giorno dell anno. per i più piccoli Come si diventa ebrei Ebrei si diventa essenzialmente per nascita, un bambino è considerato ebreo se sua madre è ebrea; può sembrare un affare di sangue ma è piuttosto un affare di latte. Infatti, molte persone considerano madre la terra sulla quale il bambino mette le sue radici; dalla nascita, il bambino, beve, assieme al latte materno, il piccolo mondo che gira attorno a lui e se ne impregna: questo piccolo mondo è la lingua, le gioie e le difficoltà della vita, le tradizioni e la religione. È per questo che i primi tre anni di vita sono molto importanti. Più tardi il bambino va a scuola e si allontana dalla madre, il ruolo del padre assume, allora, tutto il suo valore; è lui che apre il bambino al mondo e alle sue leggi. Per gli ebrei è dunque la madre che trasmette la religione, ma si può diventare ebrei anche per conversione, si tratta di credere in Dio e di applicare i comandamenti della Torà e di sentirsi uniti al popolo di Israele. 5 Il convertito è immerso in un bagno rituale mikvè e gli uomini sono circoncisi. La circoncisione è una piccola operazione chirurgica fatta sul sesso del maschio, questo gesto antichissimo è comunemente praticato in oriente. Per gli ebrei è un segno dell alleanza tra Dio e il suo popolo e vuole significare: Io appartengo alla famiglia di Abramo, al popolo di Israele. La cerimonia ha luogo otto giorni dopo la nascita, in casa o in sinagoga, il bambino è tenuto in braccio dal nonno o da una persona importante, preghiere e benedizioni lo accompagnano e in quel giorno riceve il nome. Questa pratica ricorda anche all uomo che non è perfetto e che deve colmare questa piccola imperfezione con le azioni e la preghiera, la Bibbia precisa che la vera circoncisione è quella del cuore. Le bambine, un mese dopo la nascita, ricevono una benedizione e il nome. Come si diventa cristiani Si diventa cristiani ricevendo il Battesimo, questo gesto fa entrare nella fami- Parrocchia S. Angela Merici

6 glia dei discepoli di Gesù cioè nella Chiesa. Questo non significa che basta il Battesimo per diventare dei buoni cristiani, non è importante avere un certificato ma la fede. Battezzare viene dal greco baptizo, immergere; il futuro cristiano è immerso nella morte e attraverso la vita di Cristo è resuscitato. Si può essere battezzati a tutte le età, quando si è bambini sono i genitori che si preparano alla celebrazione e proclamano la loro fede, si impegnano a fare scoprire, attraverso insegnamenti, la catechesi, la Bibbia e la fede dei cristiani. Anche numerosi adulti, dopo aver conosciuto Cristo, domandano il Battesimo, essi si preparano per diversi anni e sono chiamati, come i bambini, catecumeni. Durante la celebrazione del Battesimo il sacerdote cattolico immerge il capo del candidato oppure infonde un po d acqua sulla testa del nuovo cristiano dicendo: Io ti battezzo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Gli ortodossi invece usano la formula: Il servo di Dio... (N.N.) è battezzato. All origine il Battesimo si faceva per immersione, la persona era interamente immersa nell acqua, gli ortodossi hanno conservato questo rito fino ai giorni nostri. Essere cristiani è credere che Gesù è veramente figlio di Dio che si è fatto uomo, che è morto per noi, perché noi abbiamo la vita al di là della morte. Questo vuol dire anche che, per un cristiano, Gesù non è solo un illustre personalità del passato, ma che Egli è vivente oggi e che si può avere con Lui la stessa relazione che si può avere con un maestro o con un amico, si può parlare con Lui, sentire la sua presenza misteriosa, ascoltare la sua Parola attraverso i testi della Bibbia o nel silenzio del proprio cuore. Il Battesimo per i cattolici, i protestanti, gli ortodossi ha lo stesso significato; essi hanno in comune la medesima fede in Dio e in Gesù Cristo e ciò che li unisce conta molto di più di ciò che li divide nel loro modo di praticare la religione. È per questo che quando un cristiano passa da una Chiesa ad un altra (un protestante che diventa cattolico o un anglicano che diventa ortodosso o viceversa) non si battezza mai una seconda volta nella nuova comunità alla quale egli chiede di appartenere. Infatti, come dice san Paolo, per tutti i cristiani c è un solo Battesimo perché essi condividono la stessa fede nello stesso Signore Gesù e nello stesso Dio Padre. Il rabbino Il rabbino, dall ebraico rabbi cioè maestro, non è esattamente un prete ma un dottore della legge, un maestro della Torà e delle tradizioni, il suo sapere gli permette di comprendere e di rispondere alle mille e una questione della vita, di giudicare ciò che è conforme o meno alle regole; per questo studia cinque anni alla scuola rabbinica. Egli è alla guida di una comunità che sorge attorno ad una sinagoga e può essere sposato, può insegnare in una scuola, visitare gli ammalati o essere cappellano di un carcere. Nella sinagoga organizza la vita religiosa ma non è il capo, un altro membro della comunità assume questa funzione, per le celebrazioni la sua presenza non è indispensabile, perché tutti gli ebrei possono condurre un ufficio religioso se, almeno dieci uomini, si trovano riuniti. Tra i rabbini non c è gerarchia ed il titolo di Gran Rabbino significa solo che è un uomo al quale è stata riconosciuta una grande saggezza. fogl o nformativo - n gennaio

7 Il prete e il monaco Per i cattolici esistono molti modi di donare la propria vita a Dio e alla Chiesa, ma il più comune è diventare prete o entrare nella vita religiosa aperta agli uomini e alle donne. La vita religiosa o consacrata si divide in due rami: la vita apostolica cioè dei religiosi o delle religiose che vivono al centro della società e lavorano per il bene degli altri, e la vita contemplativa se essi vivono in un monastero di clausura; decidono cioè di passare la loro vita a pregare e lavorare all interno di un monastero e si chiamano monaci o monache. La maggior parte dei preti sono diocesani, chiamati anche secolari che servono la Chiesa in una regione precisa, la diocesi. Esistono anche dei preti che si chiamano regolari perché come religiosi osservano una regola di vita. Un prete può essere monaco, ma non tutti i monaci sono preti, in questo caso sono chiamati fratelli. Essere preti significa consacrare la propria vita al servizio dei cristiani e annunciare il Vangelo a chi non lo conosce; questo non presuppone di essere un super cristiano ma di accordare una grande importanza, nella propria vita, a Dio e agli altri. Presso i cattolici, come presso gli ortodossi, essere prete è un vincolo a vita riservato agli uomini e per i cattolici con impegno di celibato. Al contrario per i protestanti, uomini e donne, sposati o no, possono essere pastori e il loro vincolo non dura obbligatoriamente per tutta la vita. Uno degli incarichi più importanti dei pastori è la spiegazione della Parola di Dio durante il culto, questo presuppone degli studi lunghi per conoscere bene la Bibbia e i fondamenti della fede. Per i cattolici Gesù stesso ha domandato a Pietro di essere il responsabile dei discepoli dicendo: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Dato che Pietro è morto a Roma, il vescovo di questa città ha ricevuto il titolo di papa dal latino: Pater Patrum (= padre dei padri) il ruolo del papa corrisponde a ciò che Gesù ha voluto perché la Chiesa fosse organizzata per diffondersi nel mondo intero. L imam In arabo imam significa davanti, è colui che, per i musulmani del mondo, guida la preghiera; è una personalità importante per la comunità ma non è un prete. Deve essere riconosciuto per la sua pietà e le sue conoscenze liturgiche, per assicurare la correttezza del rito e la regolarità della preghiera. La comunità può decidere di scegliere un altro imam e cambiarlo; egli si occupa della moschea ma il momento più importante è la preghiera del venerdì, pronuncia la khotba, la predica, che può essere religiosa, politica o sociale. Si rivolge ai credenti dall alto della cattedra del predicatore, che fa parte dell arredo rituale della moschea, egli è dunque un maestro di cerimonia e come indica il suo nome sta davanti per condurre la preghiera. Si diventa imam quando si è riconosciuti dalla comunità come degni di essere imitati, si dispone di autorità morale e si è in grado di applicare il Corano. a cura di Ester Tuffi (liberamente tratto da K. Mrowiec, M. Kubler, A. Sfeir, DIO,YAHWEH, ALLAH) 7 Parrocchia S. Angela Merici

8 Ricordando Roberto Cortesi Era un uomo solo all apparenza un po burbero, il suo spiccato accento toscano aiutava, però, a superare la prima impressione: di poche parole, i suoi occhi invece si muovevano attenti e non era raro vederli inumidirsi, sopraffatti dall emozione. Bastava anche semplicemente una canzone (magari un solo accenno di quelle note a lui così care della canzone di Renato Zero I migliori anni della nostra vita, scelta solo a prima vista sorprendente) o un riferimento ai suoi nipotini, Andrea e Gaia, o il ricordo dei tempi andati, quando i suoi figli erano dei ragazzi, quando si andava tutti all oratorio, a vedere le partite dell Orpas o in vacanza a Vilminore. Altro genere di commozione lo coglieva quando ripensava all esperienza vissuta con Archè e a quel bimbo che lui e tutta la sua famiglia hanno tanto amato. Per chi lo conosceva sarà naturale ricordarlo al fianco di Graziella, compagna di una vita, o in sella della sua bicicletta, in giro per il quartiere, sornione e curioso al tempo stesso, oppure nel suo ristorante, gestore all antica, ad osservare guardingo che tutto filasse liscio: dava un impressione di fierezza ed insieme di tenerezza, uno strano miscuglio, che tanto più si riusciva a comprendere tanto più lo si conosceva. Nella comunità di S. Angela Merici ha vissuto, discreto e disponibile, tanti anni della sua esistenza: ha conosciuto periodi felici ed altri più faticosi ma non ha fatto mai mancare il suo sostegno, che esso fosse volto alla buona riuscita della Festa dello Sport (chi non ricorda la sua gustosissima pasta e fagioli, di cui andava, legittimamente, fiero?) o a partecipare ai viaggi ecumenici in Romania, in nome di una conciliazione cristiana, a cui guardava con speranza. Tanti lo ricorderanno poi durante le gite o i pellegrinaggi, soprattutto nell ultimo, forse quello che lo aveva colpito di più, in Terra Santa: il suo stile inconfondibile tradiva un emozione forte, una partecipazione che andava aldilà dell interesse del semplice turista. Oggi Roberto non è più tra noi, la sua scomparsa ha scavato un solco che solo la Fede può superare: ci siamo trovati in tanti, nella sua particolare camera ardente, ognuno con i suoi personali ricordi, tutti a domandarsi cosa nasconda questo grande mistero della Morte. Abbiamo pregato, con la speranza nel cuore, uniti a Graziella, Fabrizio ed Elena. Cristina Traverso Vogliamo ringraziare e abbracciare uno ad uno tutti gli amici della nostra comunità parrocchiale che hanno condiviso e pregato con noi. Grazie a tutti, Graziella, Fabrizio, Elena e famiglia fogl o nformativo - n gennaio

9 Giulio non ce l ha fatta Martedì 3 gennaio ore 9: la nostra Chiesa strapiena come la notte di Natale. Tutti sono lì riuniti per rendere omaggio al nostro caro amico Giulio Cannarella, mancato la notte dell ultimo dell anno, vorremmo dire improvvisamente, tanta era la nostra fiducia e speranza che riuscisse a superare ancora una volta la sua battaglia per la vita che amava tanto. C era un atmosfera di grande e profonda commozione, quella vera autentica, una partecipazione affettuosa al dolore di Maurizia, Michi, Paolo, Anto e tutta la sua bella famiglia. Ognuno si sentiva smarrito, incredulo, anche arrabbiato, ma tanto pianto ha accomunato tutti: familiari, parenti, amici e la comunità intera della nostra Chiesa e del nostro quartiere, dando consolazione e conforto in questa comunione di affetti e di amicizia. Caro Giulio, se fossimo in grado di guardare con gli occhi del Cielo, poteva essere una grande festa avere riunito in Parrocchia (la tua seconda casa) tanti amici venuti da ogni dove, ritornati da mete di vacanze lontane, amici del mondo dello sport, del mondo del lavoro, amici della comunità, tanti giovani riuniti intorno ad una grande mensa, come a te piaceva tanto. Quanti ricordi di allegria, di gioia sono vivi nella mente. Casa tua e di Maurizia sempre aperta per accogliere, per far festa: ogni occasione era buona per brindare assieme e condividere momenti di spensierata amicizia con gli altri. Ci mancherai tanto, Giulio, tu che sembravi aver superato la malattia e vinto la tua corsa per la vita con tanta forza, speranza e dignità e sei stato di esempio per tutti noi. Il tuo amore per la natura, la tua passione per il deserto e per il mondo intero erano trascinanti e contagiosi. La tua preparazione alle maratone è stata anche un educazione a correre le tappe della vita, a misurarsi con le difficoltà e il raggiungimento di vari obiettivi. È stato significativo averti lì in Oratorio nei giorni di veglia, dove tante persone hanno testimoniato con la partecipazione il bene da te compiuto alla comunità intera. Sin dall 87 avevi seguito con entusiasmo i primi calci quando i tuoi figli, prima Michi e poi Paolo, iniziavano a giocare. Non mancavi mai, eri sempre presente come allenatore, come Consigliere dell Orpas, organizzatore e animatore delle Feste dello Sport. Anche quando una squadra di calcio poteva rischiare di retrocedere, tu eri lì pronto a incoraggiare, preparavi i ragazzi e li facevi correre fino alla rimonta. La tua partecipazione sempre allegra e trascinante alle grigliate, alle castagnate, alle feste dell Oratorio era vitale per un buon coinvolgimento di tutti e per un servizio reso alla comunità. Eri anche un buon e saggio moderatore al Consiglio Pastorale Parrocchiale, già al secondo mandato, ed eri insostituibile insieme alla tua sposa nell accompagnamento dei fidanzati al matrimonio. Hai dato una mano anche all Associazione Archè: chi può dimenticare il suo primo manifesto Abbracciami Forte, il più bello, che hai creato con l amore di chi crede nella vita. Hai anche fatto parte per due anni del Consiglio Direttivo come responsabile del Fund Raising. Non si può dimenticare la tua collaborazione all Agesc, come Presidente dell Istituto Madri Pie, dove sei stato un trascinatore per iniziative di collaborazione 9 Parrocchia S. Angela Merici

10 con la Parrocchia. Padre Giuseppe ti aveva già coinvolto nella preparazione alla festa per l ordinazione di Fabio, perché sapeva che avresti inventato con gli altri qualcosa di speciale. Tanto ci sarebbe da dire, ma ognuno che ti ha conosciuto serberà nel proprio cuore una ricchezza diversa e particolare. È vero, hai donato tanto nella tua vita che è stata piena, ma purtroppo breve. Non dobbiamo ora farci prendere dallo sconforto, ma anzi il patrimonio che ci hai lasciato sia di incentivo, di forza, di esempio e di coraggio per affrontare nuove sfide, nuove corse per il Bene dell uomo. Ma sì, nostro grande amico Giulio, che ora ci leggi nel profondo del cuore e che percepisci i sentimenti del nostro animo sofferente, non possiamo comunque negare che sia tremendamente difficile potere esprimere queste poche parole di serenità, con ancora tanti perché che ci assalgono e che ci fanno vivere increduli. Viviamo momenti dove le lacrime non sembrano mai finire. Quello che certamente è scolpito dentro di noi è il ricordo della telefonata di Maurizia a mezzanotte e 35 dell ultimo dell anno che con poche parole Giulio non ce l ha fatta ci ha lasciato straziati in un momento dove i suoni e l allegria che ci circondavano non potevano essere più inopportuni. Ma è questo ricordo che però alimenterà il nostro desiderio, tanto desiderio di essere vicino a Maurizia e così continuare a vivere la luminosità dei tuoi occhi e del tuo sorriso (abbiamo ancora due delle tue bottiglie di vino, di quello buono, che berremo presto assieme, come abbiamo promesso a tuo fratello Paolo!!!). Ciao. Maria e Gianni Franco Caro Giulio, ti desideriamo ricordare accanto a noi sugli spalti del nostro campetto a commentare con ironia e sportività le imprese calcistiche dei nostri ragazzi, entusiasta collaboratore con grembiule e guantoni dietro la griglia impegnato per la buon riuscita delle feste dello sport e dell oratorio, capace di allegria e scherzi ma, quel che più conta, con lo sguardo silenzioso dell amicizia. Noi tutti della Polisportiva Orpas abbiamo ed avremo sempre presente i tuoi consigli, i tuoi giudizi e i tuoi commenti sempre sereni e competenti da vero uomo di sport praticato. Ti promettiamo che ci impegneremo affinché i tuoi valori di atleta leale e generoso possano perpetuarsi nei nostri giovani, certi di averti sempre al nostro fianco. Per tutto questo desideriamo dedicare al tuo nome i prossimi Torneo Giovani che si disputano in maggio sul nostro campo. Non ti dimenticheremo mai, ciao Gli amici dell Orpas Grazie a tutta la comunità che in questi giorni ci è stata vicina con tanto affetto e calore sincero: la vostra partecipazione è stata per noi di grande consolazione. Maurizia, Michi, Paolo, Anto e famiglia fogl o nformativo - n gennaio

11 Non lo fareste anche voi? Alla sera di Capodanno il gruppo di giovani rumeni ospitati da alcune famiglie della comunità per partecipare qui a Milano all incontro di Taizé sono ripartiti alla volta di Bucarest. Ringraziamo chi ha dato la sua disponibilità all accoglienza e ascoltiamo da una delle famiglie il racconto di questa esperienza di condivisione e fraternità ecumenica. Durante le vacanze natalizie, abbiamo avuto la fortuna di ospitare Alina e Sabina 20 e 17 anni, due ragazze rumene, provenienti da Bucarest, della comunità ortodossa di padre Mircea.È stato tutto veramente spontaneo, durante la S. Messa domenicale padre Giuseppe aveva sollecitato i parrocchiani ad ospitare alcuni dei giovani che giungevano a Milano per l incontro annuale di Taizé: io e mia moglie Marinella ci siamo guardati negli occhi e senza neanche parlarne avevamo già in mano il foglietto di adesione. Lo spirito francescano di accoglienza che è stato sempre presente nelle nostre famiglie (siamo originari dell Umbria) insieme ad una predisposizione naturale ci hanno aiutato ad esprimere il nostro consenso per ospitare tre giovani o anche per quattro se fosse stato necessario. Chiara e Mariapaola, le nostre figlie, sono state felici di avere due nuove amiche in casa e con ansia hanno aspettato sotto la neve l arrivo del pullman che tardava. Alina e Sabina si sono subito ambientate: due ragazze spigliate, educate e gentili, hanno ben presto legato con le nostre figlie che se le sono, se così si può dire, spartite da buone sorelle. Durante il giorno erano impegnate nel fitto programma del pellegrinaggio ecumenico e quindi l unico momento per poter parlare con loro era la sera. Rientravano un po intirizzite dal freddo ma sempre con il sorriso sulle labbra. Alina Dumitrescu, rumena da generazioni, più grande, più aperta, con un carattere materno, studia all università giornalismo e già conosce cinque lingue che parla con disinvoltura. Nel tempo libero scrive favole per bambini ed era la 11 gioia della nostra figlia più piccola. Sabina David di origine armena ebraica, apparentemente più timida e seria, con carattere forte e determinato, non parla italiano, è più giovane ed era alla sua prima esperienza all estero. Studia al liceo e frequenta anche lei la parrocchia di padre Mircea. Chiara, la nostra figlia più grande, legava con lei e parlava in inglese di musica moderna. I nostri discorsi spaziavano fra svariati argomenti: di ecumenismo, delle poche differenze che ci dividono ma della grande apertura reciproca, ma anche di cucina italiana (argomento che le interessava parecchio), di quanto avevano vissuto durante la giornata, e ancora di cavalli, di delfini e di balene. Il giorno della celebrazione eucaristica in parrocchia è stato particolarmente significativo. Alina ci ha trasmesso la sua emozione, ci ha detto che non aveva mai assistito ad una cerimonia simile (e così breve rispetto alle liturgie ortodosse!). Quando, al termine della celebrazione, ha fatto da portavoce del gruppo, ci ha spiegato che non le uscivano le parole di bocca e non è riuscita ad esprimere come avrebbe voluto la sua gratitudine per questa esperienza. La delicatezza di queste due ragazze non si è esaurita con la loro partenza, Sabina ci ha inviato un messaggio al loro arrivo a Bucarest per informarci che il viaggio era andato bene ed Alina ci ha mandato un per salutare noi e le nostre bambine. È proprio vero, il Signore ci ha dato ancora una manifestazione di pace e bontà permettendoci di ampliare i nostri orizzonti e conoscere queste due nuove amiche! Non lo fareste anche voi? Stefano e Marinella Marianeschi Parrocchia S. Angela Merici

12 Trattato internazionale sul commercio di armi: inizia l anno decisivo Amnesty international, Oxfam international e Iansa presentano tre rapporti sul costo umano dei trasferimenti di armi ad Haiti, nella Repubblica Democratica del Congo e in Sierra Leone. I governi devono dare il calcio d inizio ai negoziati per arrivare entro l anno a un trattato internazionale sul commercio delle armi: è questa la richiesta avanzata dalla campagna Control Arms, in occasione dell avvio della prima grande revisione sul controllo delle piccole armi degli ultimi cinque anni da parte dell Onu. Secondo tre rapporti diffusi oggi dalla campagna Control Arms su Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone, i controlli esistenti non riescono minimamente a proteggere le vite dei civili innocenti. La riunione che si apre a New York preparerà il terreno per una grande conferenza dell Onu sulle piccole armi, in programma nel corso del Nel 2006 il mondo si trova di fronte a una scelta. Può continuare a ignorare l enorme costo umano della proliferazione delle armi o agire finalmente per controllarne il commercio - ha dichiarato Barbara Stocking, direttrice di Oxfam. Nessuno se non un criminale venderebbe coscientemente un arma a un assassino, eppure i governi possono vendere armi a regimi che notoriamente violano i diritti umani o a paesi in cui esse finiranno nelle mani di criminali di guerra. Non esiste un accordo internazionale completo sul commercio di armi, mentre paradossalmente esistono trattati globali vincolanti sui trasferimenti tra paesi di oggetti come ossa di dinosauro o francobolli fuori corso. La campagna Control Arms chiede a tutti gli Stati membri dell Onu di lavorare, questa settimana, per l adozione di una serie di principi globali al fine di regolamentare le vendite di armi, come primo importante passo verso un trattato. Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone producono pochissime armi, eppure sono inondate da armi usate per uccidere, mutilare, impoverire e rendere profughe centinaia di migliaia di persone. Ancora una volta, i tentativi di instaurare la pace vengono compromessi dalla mancata adozione di efficaci controlli sulle armi da parte dei governi. Per la salvezza di milioni di uomini, donne e bambini che continuano a vivere nel terrore della violenza delle armi, i leader mondiali devono cogliere quest opportunità storica e avviare i negoziati su un trattato internazionale sulle armi - ha aggiunto Denise Searle, direttrice delle campagne di Amnesty International. Ad Haiti, la violenza armata esplosa nella capitale Port-au-Prince fa aumentare i dubbi che nei prossimi mesi possano svolgersi elezioni credibili e pacifiche. Questo mese, le prime elezioni presidenziali da quando, nel febbraio 2004, il presidente Aristide lasciò il paese, sono state rinviate per la quarta volta. Yvonne, una donna di 29 anni di Port-au-Prince ha descritto cosa è fogl o nformativo - n gennaio

13 accaduto il 18 agosto 2005: Un gruppo di banditi ha fatto irruzione in casa. Avevano fucili automatici. Mi hanno picchiato e stuprato. Prima di allora non c era una violenza del genere. I banditi stanno uccidendo la gente, la polizia sta uccidendo la gente e le donne sono stuprate in continuazione. In Sierra Leone, l embargo sulle armi imposto dall Onu nel corso della guerra civile è stato facilmente aggirato, come denuncia il rapporto della campagna Control Arms. L attuale miscuglio di controlli inefficaci sulle armi permette a venditori privi di scrupoli di trovare agevolmente il modo di superare l embargo. La popolazione civile della Sierra Leone, della Repubblica Democratica del Congo, di Haiti e di molti altri paesi sta subendo un ondata di uccisioni, stupri e sequestri e il commercio privo di regole delle armi alimenta queste atrocità. Le vittime non possono sollecitare personalmente i politici che devono decidere se spezzare questi commerci irresponsabili ma le loro voci, e quelle di centinaia di migliaia di persone le cui vite vengono devastate ogni anno dalla violenza delle armi, devono essere ascoltate - ha concluso Rebecca Paters, direttrice di Iansa, Rete internazionale d azione sulle piccole armi. IL MERCATO DELLE ARMI LEGGERE E LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE Ogni anno, in tutto il mondo, circa mezzo milione di esseri umani sono uccisi dalla violenza armata: una persona al minuto. Ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi e 8 milioni vengono prodotte ogni anno. Le armi purtroppo circolano liberamente in molte zone del mondo attraversate da conflitti. La loro diffusione incontrollata e il loro uso arbitrario da parte di eserciti regolari e di gruppi armati hanno un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l acquisto di armi: una somma che avrebbe permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, eliminare l analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l anno) e ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l anno). Per far fronte a questo drammatico problema, è nata la mobilitazione internazionale Control Arms, lanciata congiuntamente da Amnesty International, Oxfam e Iansa, che si prefigge l obiettivo dell adozione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi entro il luglio Nel nostro paese la campagna è rilanciata dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo. Oltre a contribuire alla grande mobilitazione mondiale, i promotori intendono agire per migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia sul commercio di armi. Il nostro paese è infatti il quarto produttore e il secondo esportatore mondiali di armi leggere eppure la nostra legislazione è vecchia di 30 anni e ad oggi non esiste alcuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi. (tratto da sito della Rete italiana per il disarmo) 13 Parrocchia S. Angela Merici

14 Gli obiettivi di sviluppo del Millennio Prosegue l approfondimento sugli otto obiettivi di sviluppo che le Nazioni Unite, con la Dichiarazione del Millennio, si sono proposte di raggiungere nel Il quarto obiettivo è quello di ridurre la mortalità infantile. DIMINUIRE LA MORTALITÀ INFANTILE I dati (dal Rapporto UNDP - Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). Ogni anno oltre 10 milioni di bambini muoiono di malattie che si possono prevenire e curare, per disidratazione, per fame: bambini al giorno. In un Paese in stato di emergenza come la Sierra Leone il 18% dei bambini non arriveranno al loro primo compleanno. Nei tre decenni che vanno dal 1960 al 1990, è stato possibile quasi dimezzare la mortalità infantile. Negli anni Novanta i progressi sono continuati. Nei paesi in via di sviluppo si è ridotto dell 11% il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni. In America Latina e nei Caraibi e negli Stati arabi questa riduzione è stata circa del 30%. In Asia meridionale di circa il 25%. Tuttavia, negli stessi anni, la situazione è migliorata molto poco in Africa sub-sahariana dove il tasso di mortalità infantile è il più alto al mondo. Per riuscire a raggiungere l obiettivo stabilito per il 2015, l Africa sub-sahariana dovrebbe passare dal tasso di mortalità attuale di 171 bambini ogni mille, a quello di 59 ogni mille. IL TRAGUARDO Ridurre di due terzi, tra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni d età. LE NECESSITÀ Gli interventi devono concentrarsi nelle aree della nutrizione, delle malattie infettive e parassitarie e delle vaccinazioni, e devono essere realizzati attraverso un sistema di assistenza sanitaria di base rafforzato: Espansione dell accesso all assistenza sanitaria e preventiva e garanzia di un alimentazione adeguata per migliorare la salute delle madri e dei loro bambini. Attività d intervento contro il diffondersi delle malattie infettive e parassitarie che causano la mortalità infantile: HIV/AIDS, malaria e le infezioni respiratorie attraverso un sistema sanitario più capillare. a cura di Tata Mapelli f ogl o nformativo - n gennaio

15 Il giallo delle stelle scomparse Da un po di giorni, sul cielo sopra Milano, sono sparite delle stelle. La scomparsa non è stata segnalata da alcun astronomo, e quindi non è stata causata da un qualche evento cosmico. Le stelle però non hanno l abitudine di sparire, né esiste qualcuno che possa avere il potere di staccarle dal cielo e portarsele a casa. Così, dopo alcuni giorni di riflessione, ho scoperto la causa del mistero: i grandi fari di luce puntati verso l alto per illuminare due cartelloni pubblicitari posti sul tetto della banca Ing Direct quella di Conto Arancio che si trova in Viale Arbe. I due manifesti sono illuminati a giorno quasi tutte le notti, e con la loro potente luce nascondono il debole bagliore delle stelle. Il fenomeno, peraltro, è molto comune a Milano e nella maggior parte delle città, ed è chiamato col nome di inquinamento luminoso. Questa forma particolare di inquinamento da anni ha tolto ai bambini e agli adulti di Milano la possibilità di gustare lo spettacolo di un cielo stellato analogo a quelli che si possono vedere in alta montagna. I fanali di Conto Arancio suscitano però altre domande, perché quelle luci richiamano le luminarie che erano istallate per le vie commerciali della nostra città per le feste di Natale: luci che danno sì allegria, ma che a volte sembrano fatte apposta per indurre il nostro sguardo a non sollevarsi troppo da terra, distogliendolo dal contemplare le luci del cielo, proprio quelle luci scelte dal Signore per guidare magi e pastori all incontro con Lui. Le luci di Ing Direct sono un inno alla potenza di questa banca che, non contenta di avere dipinto un intera ala del palazzo con l immagine della zucca, vuole farsi veder da lontano anche da chi passa in macchina attraverso il nostro quartiere. Ma la potenza di questa banca si traduce anche nell incessante rumore degli impianti di climatizzazione: un rumore che non fa dormire chi abita ai piani alti nelle case vicine e che, nonostante proteste e reclami, continua senza sosta. La banca, infatti, lavora giorno e notte, e la sua illuminazione notturna trasmette anche questo messaggio: Non abbiate paura. I vostri soldi sono al sicuro perché qui li vegliamo anche di notte, lavorando perché fruttifichino. È la globalizzazione: il gioco dei soldi che viaggiano incessantemente da una parte all altra del pianeta per crescere sempre più sfruttando ogni occasione, e che richiede la costante attenzione di persone in tutto il mondo. Ma quella luce a me ricorda anche un altro messaggio, ed è la sorte di chi lavora in quella banca nelle ore notturne, di padri e madri di famiglia che la notte custodiscono soldi invece di vegliare sul sonno e sui sogni dei loro bambini. Quei fari potenti indirizzati verso il cielo ricordano la forza di una banca che è arrivata nel nostro quartiere, e che magari invita con un cartello posto al suo ingresso ad entrare per vedere come è fatta, ma che poi si scorda del sonno dei suoi vicini di casa. Questa storia non ha una fine precisa. Un finale potrebbe essere quello di qualche dirigente che decide di tenere spenti tutte le notti i grandi fanali, lasciando che sia solo la luce del giorno a illuminare i cartelloni, ridando così magari luce a qualche piccola stella sul cielo milanese, e aiutando a ri- 15 Parrocchia S. Angela Merici

16 sparmiare un po di energia. Questo finale potrebbe anche essere arricchito dallo sforzo di abbassare il volume degli impianti di climatizzazione, costruendo buone relazioni con gli abitanti dei caseggiati vicini. L altra conclusione, invece, potrebbe essere quella dei cartelloni che continuano a illuminare le notti, e di un rumore che persiste, a testimonianza di una banca potente, che ritiene la sua luce più importante delle stelle del cielo. Andrea Carobene I rifugiati in Italia «L asilo è un diritto antico come il mondo e rappresenta il livello di civiltà di una nazione: i rifugiati non devono pagare per dispute politiche». Con queste parole la portavoce per l Italia dell Unhcr (Alto Commissariato dell Onu per i rifugiati politici), Laura Boldrini, ha commentato l incontro avuto nei giorni scorsi con i rappresentanti delle tre comunità africane di rifugiati (sudanesi, eritrei e somali) sgomberate il 27 dicembre scorso dallo stabile di via Lecco. Le righe che seguono vogliono portare la nostra attenzione sui rifugiati e sui loro diritti. Secondo la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951 il rifugiato è una persona in pericolo, costretta a fuggire dal proprio Paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua razza, religione, nazionalità, per il gruppo sociale al quale appartiene, per le sue opinioni politiche, secondo la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del Il rifugiato non sceglie di spostarsi alla ricerca di migliori opportunità di vita, ma è costretto ad abbandonare la sua casa e a trovare protezione fuori dal proprio Paese. Attualmente sono oltre 15mila i rifugiati in Italia e quasi 10mila le domande d asilo presentate nel Negli anni 90, l aumento di richieste d asilo che si è registrato in tutta Europa come conseguenza di conflitti, sconvolgimenti politici e violazioni dei diritti umani in diverse parti del mondo, si è registrato anche in Italia in misura proporzionalmente elevata, ma in termini assoluti molto inferiore a quella degli altri partner europei: dalle circa 2mila richieste d asilo presentate nel 1997, si è passati infatti alle 11mila del 1998 fino alle oltre 33 mila del Negli ultimi anni la cifra si è complessivamente stabilizzata e dal 2000 il numero di domande presentate ogni anno in Italia oscilla tra le 9mila e le 16mila. Sia per quanto riguarda il numero di rifugiati che di domande d asilo, l Italia presenta cifre molto basse rispetto ad altri paesi dell Unione Europea, in termini sia assoluti che relativi. A titolo di comparazione, la Germania ospita oltre 876mila rifugiati, il Regno Unito 289mila, Paesi Bassi e Francia ne ospitano tra i 100mila e i 150mila. In paesi come Danimarca, Germania, Svezia e Paesi Bassi, i rifugiati sono tra gli 8 e 12 ogni abitanti, nel Regno Unito quasi 5, mentre in Italia appena 0,27, ovvero 1 ogni abitanti. Nel 2004, inoltre, paesi come Francia, Regno Unito e Germania hanno ricevuto tra le 35mila e le 60mila domande d asilo ognuno. I rifugiati attualmente presenti in Italia appartengono a 40 nazionalità diverse e provengono per la maggior parte dai Balcani (albanesi, kosovari), dal Medio fogl o nformativo - n gennaio

17 Domande d asilo in Italia dal 1990 al 2004 Anno Richieste Richieste Decisioni Decisioni inoltrate esaminate positive negative (1) TOTALE (1) di cui con raccomandazione di protezione umanitaria. Nel periodo a persone provenienti dalla ex Jugoslavia e a dalla Somalia è stato garantito uno status di protezione temporanea. Fonte: Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato (Commissione nazionale per il diritto d asilo) Oriente (curdi provenienti da Iraq e Turchia) e dal Corno d Africa. Rispetto ai rifugiati nel mondo (fonte UNHCR, anno 2003), di cui in Europa, l Italia ospita rifugiati. In Italia il diritto di asilo è garantito dall art.10 comma 3 della Costituzione: Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. I DIRITTI DEL RIFUGIATO Il rifugiato presente sul territorio italiano gode, sin dal suo arrivo alla frontiera, ossia quando si trova ancora nella condizione di richiedente asilo, di alcuni 17 diritti fondamentali, sanciti dagli articoli 31 e 33 della Convenzione di Ginevra. Secondo tali disposizioni, infatti, il rifugiato legalmente residente sul territorio di uno Stato Parte della Convenzione di Ginevra gode dei diritti attribuitigli da quest ultima in vari settori della vita civile, politica, economica e sociale, in particolare: accesso ai tribunali (art.16) lavoro (art.17,18,19) studio (art.22) assistenza sociale e sanitaria (art.23) assistenza amministrativa (art.25) libertà di circolazione (art.26) documento di viaggio (art.28) Rispetto a tali aree la Convenzione stabilisce quale sia lo standard minimo di trat- Parrocchia S. Angela Merici

18 tamento che gli Stati dovranno garantire ai rifugiati che ospitano, ben potendo gli Stati stessi, accordare ai rifugiati un trattamento più favorevole di quello previsto dalla Convenzione (art.5). Rispetto al diritto al lavoro, allo studio, alla sicurezza sociale, il rifugiato è parificato al cittadino dello Stato ospitante. Fonti: sito internet dell Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR); sito del CIR, Consiglio Italiano per i Rifugiati. a cura di Massimo Gianotti Le risorse sul territorio Segnaliamo alcune realtà che a Milano si occupano in maniera specifica dei rifugiati e dei richiedenti asilo: Il Centro Naga-Har per richiedenti asilo, rifugiati politici e vittime della tortura ha sede a Milano - Via Grigna 24 - tel./fax L Associazione Amici Casa di Marta Larcher onlus - Via Plinio 5 - tel Inoltre diversi centri di accoglienza e comunità per i rifugiati operanti sul territorio della nostra diocesi - tra gli altri due a Varese, uno a Monticello Brianza e uno a Monluè - sono gestiti da cooperative collegate a Caritas Ambrosiana. La Chiesa Milanese nella testimonianza dei suoi santi Il terzo momento della riflessione proposta dal nostro arcivescovo nel suo piano pastorale triennale propone il tema dell impegno e della testimonianza del cristiano del mondo. Chi meglio dei santi è riuscito a testimoniare Cristo con una passione ed una intensità di vita e di esperienza? Ecco che allora il cammino che proponiamo quest anno è un approfondimento di alcune figure dei santi attraverso alcune opere d arte della nostra città. LA VITA DI SANT AMBROGIO NELLA CAPPELLA GRIFI NELLA CHIESA DI SAN PIETRO IN GESSATE Nel braccio destro del transetto della chiesa di San Pietro in Gessate si colloca la cappella funeraria di Ambrogio Grifo (o Grifi), personaggio eminente della Milano sforzesca. Medico dei duchi, consigliere, cavaliere aurato, studioso di letteratura, matematica e teologia, il Grifi dedicó al suo santo protettore gli affreschi che decoravano la sua cappella funebre. Autori degli affreschi, ora in gran parte consumati dall umidità, furono Bernardo Butinone e Bernardino Zenale, noti pittori che avevano lavorato in Santa Maria delle Grazie. La cappella-transetto è costituita da tre fogl o nformativo - n gennaio

19 pareti interamente affrescate con le storie di sant Ambrogio. Nella parete di fondo, in alto, si scorge il santo a cavallo con lo staffile in mano, secondo l apparizione miracolosa nella battaglia di Parabiago. Nella parete di destra, invece, si nota in primo piano il santo vescovo mentre amministra la giustizia a un reo inginocchiato davanti a lui. Un soldato lo tiene per le spalle, mentre un altro tira una lunga corda che, scorrendo attorno ad una carrucola, regge (nella lunetta superiore) un altro malcapitato rattrappito dal dolore con ai piedi una scimmia. La scimmia, secondo la tradizionale iconografia, rappresenta la concupiscenza, l avarizia, l astuzia malevola cioè l uomo degradato dal vizio. Altri episodi riconoscibili sono: Ambrogio mentre benedice i fedeli e mentre predica, il santo in preghiera, mentre battezza e mentre riceve la dignità episcopale. L affresco di sinistra è il meno leggibile dell insieme; a fatica distinguiamo tre zone : in basso Ambrogio battezza Agostino, al centro il santo mentre predica e in alto il vescovo che allontana Teodosio dalla chiesa. La lunetta sovrastante presenta due pavoni e le fronde di una palma, chiari richiami alla resurrezione e perció in stretto rapporto con il tema funerario. La volta, su fondo nero, presenta tre zone circolari: la prima, concentrica alla serraglia, racchiude la testa del Cristo fra testine di angeli: le altre due sono adorne di angeli in atto di suonare e cantare. In mezzo alla cappella stava il sepolcro del Grifi, ora addossato ad una parete, opera del Briosco. Il sepolcro porta sul coperchio il defunto a grandezza naturale, con abito rosso e mani e volto realistici tanto da sembrare ancora lividi. Anna Roda Agenda della comunità Lunedì 16 gennaio Alle ore 21 si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Giovedì 19 gennaio Alle ore 21 si riunisce la Commissione Giustizia e Pace. Prosegue il Corso Biblico 2006 Vocazione e Sequela all ascolto della Parola di Dio guidati da don MATTEO CRIMELLA, biblista Mercoledì 18 gennaio 2006 Mosè e il Dio dei padri (Es 3,1-22) Mercoledì 25 gennaio 2006 Samuele e il discernimento (1 Sam 3,1-21) Mercoledì 1 febbraio 2006 I primi discepoli (Mc 1,16-20 e Gv 1,35-51) Mercoledì 8 febbraio 2006 I sette (At 6,1-7) Mercoledì 15 febbraio 2006 Seguire Gesù (Lc 9,57-62) Mercoledì 22 febbraio 2006 L autorità del Risorto (Mt 28,16-20) presso il Teatro Blu alle ore Parrocchia S. Angela Merici

20 Domenica 22 gennaio 2006 Festa della Santa Famiglia di Nazaret nella Celebrazione dell Eucaristia delle ore ricorderemo gli Anniversari di Matrimonio che ricorreranno nel corso del nuovo anno, in particolare i 25 e i 50! Invitiamo anche le coppie che festeggiano un anniversario significativo ( ) Tutte le famiglie che desiderano festeggiare insieme sono invitate al pranzo comunitario alle ore Le iscrizioni si ricevono in Segreteria parrocchiale entro giovedì 19 gennaio * * * UNA TORTA ORIGINALE PER LA FESTA DELLA FAMIGLIA Lo scorso anno si è inaugurata la tradizione di preparare la Mericiocca una torta originale e gustosa divenuta simbolo della festa delle nostre famiglie. E siccome alcuni dei principali ingredienti per una serena vita familiare sono la bontà e la dolcezza con la stessa ricetta un gruppo di mamme* si darà da fare in questi giorni per preparare tante Mericiocche che sarà possibile assaggiare e acquistare domenica mattina 22 gennaio fuori dalla chiesa! * ma anche papà, figli chiunque avesse voglia di aiutare nella preparazione del dolce può lasciare il proprio nominativo e numero telefonico in segreteria parrocchiale. Domenica 12 febbraio Festa dei diciottenni. INCONTRI POMERIDIANI PER LA TERZA ETÀ Questo il calendario degli incontri promossi dal Movimento Terza Età (ore 15.30): martedì 17 gennaio giovedì 19 gennaio martedì 24 gennaio giovedì 26 gennaio incontro biblico guidato da Roselia Mazza. Viviamo la musica: i Cori verdiani, a cura di Adriana Schifano. Atelier del colore: disegno libero, con la guida di Adele Rebosio. incontro di catechesi sul testo I tre doni, guidato da p. Cirillo. Si festeggiano i compleanni. fogl o nformativo - n gennaio

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