Schettino condannato: 16 anni

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1 -MSGR - 14 PESARO /02/15-N: 1,20* ANNO 137- N 42 ITALIA Sped. Abb. Post. legge 662/85 art.2/19 Roma Pesaro Giovedì 12 Febbraio 2015 S. Eulalia IL GIORNALE DEL MATTINO Commenta le notizie su ILMESSAGGERO.IT L anniversario Da area disabitata a città famosa nel mondo: Miami compie un secolo Angelini a pag. 23 La storia Al via il processo del commilitone che ha ucciso l eroe di American sniper Pompetti a pag. 21 Il Festival Sanremo, subito boom di ascolti Charlize Theron incanta l Ariston Servizi alle pag. 28 e 29 TUTTO IL MEGLIO DI ROMA IN UN APP Schettino condannato: 16 anni `Abbandonò la Concordia, il pm aveva chiesto 26 anni per le 32 vittime: non andrà in carcere `«Infamia, non sono fuggito». Risarcimenti per 10 milioni: 30 mila alla moldava Domnica La sentenza Quell onta che il verdetto non cancella Paolo Graldi C ondannato. Gravi le colpe accertate per il disastro della Costa Concordia, confermato il rosario di accuse, omicidio e lesioni colpose, abbandono della nave, naufragio e false comunicazioni. L impianto accusatorio tiene in ogni sua parte, la pena inflitta no, taglia dieci anni rispetto alle richieste della Procura. Come se tutto fosse vero e verificato ma anche troppo gridato, quasi esagerato nelle pretese sanzionatorie; insomma, un processo che ha risentito di un inevitabile amplificazione mediatica e però che ha forse ritrovato una sua misura e un suo equilibrio meditato nel momentoalto edelicatissimo del giudizio. Dovevano essere 26 gli anni di carcere per i pubblici ministeri. E il carcere subito: pericolo di fuga. Di qui l amarezza dei colpevolisti ad oltranza per il mancato accoglimento di una richiesta tanto pesante. Di qui le immancabili polemiche, in attesa di leggere le motivazioni che meglio spiegheranno il percorso giuridico del collegio. Ilquale sembraessersi almeno in parte sottratto alle fortissimesuggestioni accusatorie, soprattutto, alla richiesta di una pena che di fatto rasenta l ergastolo. Continua a pag. 20 Minsk. Lunga trattativa fra Hollande, Merkel, Putin e Poroshenko Intesa al vertice: tregua in Ucraina Grecia, ultimatum dall Eurogruppo MOSCA Sulla crisi Ucraina, nel vertice di Minsk, si è trattatoa oltranza finoa tardanotte perraggiungere l intesa e ottenere una tregua. I presidenti russo Vladimir Putin, quello ucraino Petro Poroshenko, quello francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno concordato una dichiarazione finale in cui si impegnano per il successo dei cosiddetti accordi di Minsk, in una versione corretta e aggiornata rispetto a quella del settembre scorso. E sulla Grecia arriva l ultimatum dell Eurogruppo ad Atene. Carretta, D Amato e Ventura alle pag. 2, 3 e 5 Scenari in bilico Due crisi appese a un filo Giulio Sapelli L e notizie che provengono dall Ucraina sono inquietanti e a un tempo tragiche. Il massacro dei civili sembra essere la cifra di questa guerra non dichiarata ma combattuta. Continua a pag. 20 GROSSETO Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni dopo sette ore di Camera di consiglio, ma non andrà in carcere. L ex comandante della Concordia ha seguito la lettura della sentenza nella sua casa di Meta di Sorrento. E alla fine ha commentato: «È un infamia, non riesco ad accettarlo. Io non ho lasciato la nave prima degli altri». Lunga la lista dei risarcimenti a naufraghiedenti chesi sonocostituti parte civile: in tutto ammonta a circa dieci milioni. Cirillo e Mangani alle pag. 6 e 7 Il nuovo simbolo Il logo inglese che declassa Roma Capitale Mario Ajello al 2000 a oggi, l uso di termini inglesi nella lingua italiana è aumentato del D 773 per cento. E va bene il look, la governance, l austerity e l authority, il fashion e la deregulation, ma perchè chiamare Roma non Roma ma Rome? Questa non è soltanto la città del film di Woody Allen ( To Rome with love ). È anche molto altro e molto di più. Rome&You, come nuovo logo di questa città senza più la lupa e diventata orfana del buon vecchio SPQR considerato chissà perché desueto, sembra proprio una rinuncia. Continua a pag. 20 «Morti 330 migranti» Scontro sui soccorsi, la Ue: Triton è fallito `Letta: si deve tornare a Mare Nostrum `Renzi: non serve, il problema è la Libia PALERMO Sarebbero 330 i morti nell ultima strage di migranti nel Canale di Sicilia. Ed erano quattro i gommoni partiti dalla Libia, ognuno con un centinaio di persone a bordo. I dettagli dellatragedia sonoemersi dalle testimonianze dei superstiti. Letta: si torni a Mare Nostrum. Renzi: il nodo da sciogliereè lalibia. Per il Consiglio d Europa l operazione Triton ha fallito. Errante, Galluzzo e Massi alle pag. 6 e 7 Denuncia Consob «Popolari, 10 milioni di guadagni anomali» Roberta Amoruso S ulla riforma delle banche popolari c è poco da obiettare: è «complessivamente positiva». A pag. 16 Frigoriferi e occhiali inchiesta sulle spese alla Regione Marche Giovanni Sgardi P iù che spese pazze sono peccatucci. Ma le debolezze dei consiglieri regionali sarebbero costate un milione in cinque anni ai contribuenti marchigiani. Questo il conto presentato dalla Guardia di Finanza alla Procuradi Ancona, chehafirmato ieri 66 avvisi di fine indagine contestando il peculato e un episodio di truffa. Tra i presunti spendaccioni ci sono un po tutti: dal governatore uscente Gian Mario Spacca, al presidente dell Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi. A pag. 15 SCORPIONE PRONTO A SISTEMARE TUTTO Buongiorno, Scorpione! Possiamo anche essere d accordo che a carnevale ogni scherzo vale, ma ci sono persone che da troppo tempo pensano di poter giocare con voi, esattamente dal 24 gennaio Oggi però avete un altro ultimo quarto, non compromesso da Saturno: siete in grado di concludere e sistemare le questioni in modo da ripartire il 19, Sole in Pesci. L amore sotto la Luna calante è come un mistero, nel buio della notte gli amanti si ritrovano col fuoco negli occhi. Auguri. L oroscopo a pag. 37

2 -MSGR - 20 CITTA /02/15-N: 2 Primo Piano Russia e Europa lungo negoziato ma c è l intesa sul cessate il fuoco `Ucraina, a Minsk la trattativa tra Putin e il duo Merkel-Hollande contrasti sull invio di osservatori e sui poteri alle regioni dell Est Giovedì 12 Febbraio L INCONTRO MOSCA Verso una faticosa intesa. A Minsk si è trattato ad oltranza finoa tarda notte. Comerisultato i presidenti russo Vladimir Putin, quello ucraino Petro Poroshenko, il francese Francois Hollandee la cancelliera tedesca Angela Merkel (riuniti nel Gruppo dinormandia ) hanno concordato una dichiarazione finale in cui gli uni e gli altri si impegnano per il successo dei cosiddetti accordi di Minsk in una versione corretta ed aggiornata rispetto a quella fallita del settembre scorso. L'ultima chance per evitare ostilità fuori controllo e di larga scala, comele avevadefinite il capo dell'eliseo, potrebbe essere statacolta. Leprossime 72 oresaranno decisive. ACCORDO SUL RITIRO DELLE ARTIGLIERIE PESANTI. NEL VERTICE SPUNTA IL BIELORUSSO LUKASHENKO, PER LA UE PERSONA NON GRATA I PUNTI Da anticipazioni fornite alla stampa, il nuovo accordo di pace per il Donbass e la regione di Lugansk contiene vari punti con l'obbligatoria tempistica da seguire. Ecco i più importanti al momento. Primo:cessate il fuoco dalle 10 ora locale (le 9 del mattino in Italia) di oggi. Secondo: immediatoritiro delle artiglieriepesanti (per gli ucraini dalle posizioni odierne; per i separatisti da quelle del 19 settembre). I lancia missili devono essere portati da questalinea a 70chilometri didistanza, i sistemi missilistici a 140, il resto dell'artiglieria a 50. Terzo: entro il 20 febbraio approvazionedella leggedaparte del Parlamento ucraino con l'elenco dei distrettia cui si assegna uno status speciale. Quarto: entro il 23 febbraio fine per decreto dell' Operazione anti-terroristica governativa all'est. Quinto: entro il 20marzoapprovazione leggesulleelezioni municipali nei distretti speciali. Nei vari documenti allegati sono presenti punti - non si comprende ancora se anch'essi elaborati e concordati del tutto dai contendenti - sulla decentralizzazione dell'ucraina, sullo status degli osservatori internazionali, sullo scambio dei prigionieri, sulla ricostruzione socio-economica delle regioni vittime della guerra. La fitta rete di consultazioni a porte chiuse era incominciata a prima mattina a Minsk dopo una precedente nottata di lavoro. Qui il Gruppo di contatto (Russia, Ucraina, separatisti e Osce) si era Durnwalder «Pronto a spiegare a Kiev l autonomia altoatesina» «Sono pronto a partire per l'ucraina per illustrare l'autonomia altoatesina, se questo dovesse servire». Lo ha detto l'ex governatore Luis Durnwalder (nella foto) che ha confermato di essere stato recentemente contattato da Roma e di aver dato la sua disponibilità. riunito per definire le parti mancanti della bozza d'accordo da presentare ai leader. Nelle stesse ore Mosca, Parigi e Berlino avevano ipotizzato che il vertice bielorusso potesse saltare all'ultimo momento. Il tira e molla è andato avanti per lunghe tesissime ore fino a che è stato dato da tutte le cancellerieil tantoattesovialibera quasi in contemporanea. I CONFRONTI A Minsk è giunto nel tardissimo pomeriggio prima l'ucraino Poroshenko, poi il francese Hollande, che ha atteso all'aeroporto la tedesca Merkel. Il duo europeo ha raggiunto il centro della capitale bielorussa su un'unica automobile, forse per la necessità di definire gli ultimi accorgimenti. L'ultimo ad arrivare al palazzo dell'indipendenza è stato il russo Putin, che ha subito stretto la mano a Poroshenko prima di immergersi con lui in «una conversazione piena di emozioni», stando a quanto raccontato da fonti anonime. Sono quindi iniziati i lavori dei leader a quattr'occhi in una sala, dove i due presidenti ex sovietici eranosedutidi fronteconin mezzo gli europei. Parallelamente il Gruppo di contatto teneva un'ulteriore riunione in un palazzo attiguo per smussare altre divergenze. Nella seconda lunghissimasessione dilavori icapi distato sono stati affiancati dai rispettivi ministri degli Esteri e da un ristretto numero di membri delle delegazioni. Un raggiante Aleksandr Lukashenko, persona non grata in Ue e considerato dagli americanicome «l'ultimodittatore» del Vecchio Continente, ha fatto gli onori di casa. È certamente lui l'indiscusso vincitore di questa giornata che ha fatto tremare i polsi al mondo intero. Giuseppe D'Amato FOTO DI GRUPPO A MINSK Putin, Merkel, Hollande e Poroshenko I punti principali POSSIBILE PIANO DI PACE RUSSO-UCRAINO Immediato cessate il fuoco Definizione della linea del fronte, probabilmente sulle posizioni attuali, con i separatisti filorussi che hanno conquistato un migliaio di kmq in più rispetto agli accordi del 5 settembre Creazione di una zona demilitarizzata più ampia di quella di 30 km (15 per parte) prevista dagli accordi precedenti, con il ritiro di tutte le armi pesanti Meccanismi di controllo per il rispetto dell'intesa (osservatori Osce o forze di pace) e definizione dei tempi per la sua attuazione Scambi di massa di prigionieri Amnistia per i miliziani Status speciale per le regioni separatiste Controllo dei confini russo-ucraini A marzo Battaglioni ucraini addestrati dagli Usa Gli stati Uniti intendono addestrare a partire da marzo tre battaglioni del ministero dell'interno dell'ucraina. Lo ha annunciato ieri il leader delle forze statunitensi in Europa, il generale Frederick Hodges. Gli addestramenti, ha detto il generale, citato dall'agenzia Pap, durante una visita al Multinational Corps Northeast di Stettino, avranno luogo nella località di Leopoli, nell'ovest dell'ucraina. La formazione si concentrerà sulla difesa di ponti e di altri punti strategici, ma verranno anche fornite istruzioni in materia di sanità e non mancheranno operazioni di protezione dagli attacchi di artiglieria. Verranno messi in evidenzia, ha precisato Hodges, aspetti di «difesa di fronte ai tentativi russi di interrompere la comunicazione ucraina». Strage tra i bus di Donetsk, 5mila soldati circondati dai ribelli ANSA LA GUERRA MOSCA Sullo sfondo delle trattative per trovare un compromesso che metta fine al conflitto, nel sud-est ucraino si continua a combattere e a morire. In totale sono più di 40 le persone uccise nel Donbass nelle 36 ore che hanno preceduto l'atteso vertice di ieri sera a Minsk tra i leader di Francia, Russia, Germania e Ucraina. LA STAZIONE Ieri mattina proiettili di mortaio hannocolpito unastazionediautobus a Donetsk e la zona antistante l'ingresso di una fabbrica metallurgica. I morti - stando ai ribelli che controllano la città - sono almeno sei, e i feriti otto. Il bombardamento, attribuito alla forze governative, ha mandato in fiamme due minibus e sembra che tra le vittime ci sia l'autista di uno dei mezzi finiti carbonizzati. Ma nella principale roccaforte dei separatisti altri tre civili sono stati uccisi in un bombardamento notturno. Mentre nella sola giornata di martedì 19 soldati ucraini sono caduti e 78 sono rimasti feriti nella sacca di Debaltseve: un importante snodo ferroviario a metà strada tra i baluardi ribelli di Donetsk e Lugansk dove i separatisti sostengono di aver circondato tra cinque e ottomila militari di Kiev. A tutte queste vittime e caduti si aggiungono le 17 persone uccise martedì dalla pioggia di missili Smerch che si è abbattuta su Kramatorsk sventrando il quartier generale delle forze armate governative e colpendo poi - con una seconda raffica - un'area residenziale. LA VISITA DI POROSHENKO I feriti sono più di 60, di cui 11 in gravi condizioni. E il presidente ucraino Petro Poroshenko martedì notte si è recato a sorpresa proprionella cittadinamartoriata per incontrare alcuni dei feriti ricoverati in ospedale prima di volare a Minsk (dopo essere tornato a Kiev). «Chiederemo - ha anticipato il presidente ucraino - di fermare la guerra, il ritiro delle truppe e l'inizio di un dialogo politico senza alcune interferenza esterna». Intanto solo poche ore prima le forze armate ucraineavevano lanciato una controffensiva a est di Mariupol e i volontari nazionalistidel battaglione Azov sostengono di aver strappato ai ribelli tre cittadine: Shirokine, Pavlovo e Kominternovo. «Abbiamo spostato la linea del fronte a 20 chilometri dalla città di Mariupol - ha detto COLPI DI MORTAIO NELLA CITTÀ CONTROLLATA DAI FILORUSSI: UCCISI SEI CIVILI, ACCUSE AL GOVERNO UCRAINO DONETSK Una delle vittime, trasportata su una barella ilsegretariodel Consiglio disicurezza ucraino, Oleksandr Turcinov - proteggendoladai bombardamenti e rafforzando le difese di questa regione». Uno spostamento della linea del fronte annun ciato alla vigilia del vertice, con la probabile intenzione che questospazio conquistato rafforzi Kiev al tavolo delle trattative. A pagare il prezzo più alto in questoconflitto continuano a essere in ogni caso i civili: in 263 hannoperso lavita inpochigiorni, dal 31 gennaio al 5 febbraio. Mentre, secondo le Nazioni Unite, inquesti diecimesidicombattimenti sono cadute sotto il fuoco di entrambi gli schieramenti almeno persone e quasi 13mila sono rimaste ferite.e ieri il leader delle forze statunitensi in Europa, il generale Frederick Hodges, ha annunciato che gli Stati Uniti intendono addestrare a marzo tre battaglioni del ministero dell'interno dell'ucraina. R. Es.

3 -MSGR - 20 CITTA /02/15-N: Primo Piano Giovedì 12 Febbraio Le sanzioni fanno male alla Ue finora persi 22 miliardi di Pil `Con un intesa si può evitare la fase 3 delle ritorsioni economiche europee `A carico dei russi i danni più pesanti: previsti 70 miliardi di perdite nel I numeri Sono i mortiaccertati dellaguerra in Ucraina, in circa dieci mesi 170 Sonoimilionidieurodi exportversolarussia persidall Italiain4mesi IL COSTO ROMA Si chiama superamento della fase 3 lo spettro di nuove sanzioni agitato dalla diplomazia europea contro la Russia, in caso di fallimento di Minsk. Malvolentieri, faticosamente, dolorosamente, i 28 hanno definito nei giorni scorsi l allargamento della platea di oligarchi e bersagli delle sanzioni Ue che hanno colpito figure del regime, transazioni su banche russe e vendita di armi e tecnologia. L allargamento riguarda 19 individui e 9 entità, ed è stato messo a punto un lavoro preparatorio sui possibili nuovi settori sanzionatori nei confronti di Mosca. Una guerraeconomica che sta facendo molto male alla Russia, con stime di perdita da 70 miliardi nel 2015 (20 del 2014), ma tutt altro che indolori per l Europa, in particolare perl Italia. GLI INTERSCAMBI La fase 3 concerneva fra l altro l impossibilità di acquistare o vendere obbligazioni e azioni emesse da grandi banche statali russe, l embargo sullo scambio di armamenti, tecnologie e consulenze militari, e interventi mirati a singoli esponenti del cerchio magico di Putin. Il problema riguarda per lo più l Europa, non gli Stati Uniti, il che aiuta a spiegare l intransigenza americana e la titubanza europea. Nel 2013 l interscambio Usa con Mosca è stato di 26 miliardi di dollari, quello Ue di 440. La fotografia della svolta negativa per l Italia nei primi mesi del 2014: rispetto a una crescita costante che dal 2012 al 2013 aveva prodotto esportazioni per quasi un miliardo di euro in più, da gennaio a aprile 2014 c è stata l inversione di rotta con un calo di 170 milioni rispetto allo stesso periodo del Da 3 miliardi 288 milioni a 3 miliardi 118 milioni. Forte il grido d allarme di settori come la moda, l alimentare e in generale il made in Italy. Nei primi 8 mesi del 2014, l export di arredo verso la Russia hapersoquasi l 8 per cento. QUEST ANNO Aparte l amarezza peri dannidel 2014, il timore più grande riguarda il 2015, quando per Claudio Marenzi (Sistema Moda Italia) il calo del sell-in, la vendita all ingrosso verso la Russia, tra il 7 e il 10 per cento nel 2014, potrebbe toccare il 50 per cento. Il crollo del rublo ha determinato la cancellazione di molti ordini e una diminuzione delle presenze di russi in Italia del 70 per cento. A rischio il 20 per cento della occupazione nelle imprese di settore. E se nel 2013 la BRUXELLES HA PRONTA UNA NUOVA LISTA DI 19 PERSONE E 9 SOCIETÀ O ENTI VICINI A PUTIN DA COLPIRE HANNO DETTO Siamo contrari alle sanzioni alla Russia dobbiamo cercare altri strumenti NIKOS KOTZIAS (GRECIA) I negoziati proseguono nella notte molto meglio che in modo super SERGHIEI LAVROV (RUSSIA) Russiaera il quinto mercato perle aziende calzaturiere, nei primi nove mesi del 2014 il calo è stato di oltre il 22 per cento in valore. Uno studio della Coldiretti stima invece in 200 milioni le perdite nel settore agroalimentare. A Madrid unostudio calcola che l Europa ha persoper le sanzioni 22 miliardi di dollari. Il Paese più colpito, la piccola Lettonia che ha visto ridursi dello0,25 percentoilpil. Andrebbe poi computato il calo dell interscambio con l altro protagonista della guerra, l Ucraina di Kiev (un calo di 138 milioni di euro nei primi tre mesi del 2014 dell export italiano, rispetto a una crescita costante dal 2010). Infine, per far respirare l economia ucraina la Ue ha già impegnato alcune decine di miliardi lo scorso anno. IL DANNO PER MOSCA Le sanzioni pesano ancor di più sulla Russia. Nel 2013 la fuga di capitali ha superato i 150 miliardi di dollari e nel 2015 si prevede un calo del Pil del 4,5 per cento e un inflazione al 15. Limitate sarebbero invece le conseguenze nell approvvigionamento energetico per l Italia di un più duro braccio di ferro con Mosca, grazie alla diversificazione delle fonti perseguita dall Eni. Drammatica la situazione per paesi come la Bulgaria, la Slovacchia e l Ungheria, che dipendono interamente dalle forniture di gas che attraversano l Ucraina. Marco Ventura PURA LUCE, PURA ENERGIA.

4 -MSGR - 20 CITTA /02/15-N: 8 Primo Piano Giovedì 12 Febbraio Strage di migranti nel canale di Sicilia «Oltre 300 morti» Renzi: la Ue agisca `A picco 4 barconi. I superstiti: «Mare grosso, non volevamo partire, costretti con le armi». Il premier: il nodo è la Libia IL CASO PALERMO Mare forza 8, bastava guardarlo per avere terrore. Erano dunque consapevoli di andare incontro alla morte, ma non hanno avuto scelta. Sotto la minaccia di armi automatiche e di bastoni sono stati costretti a salire su 4 gommoni, salpati da una spiaggia alla periferia di Tripoli, destinazione Lampedusa. I trafficanti, primadi spingerein acqua i gommoni, hanno rapinato le vittime di tutto ciò che avesse un valore. LE VITTIME Secondo alcune fonti erano in 430 e secondo altre in 460 i migranti centrafricani in attesa di imbarco. Tutti maschi, inclusi almeno 6 ragazzini di anni. Soltanto 83 sono sopravvissuti. Cosìla stimadi 330 annegatiè solo una nuova riga puramente orientativa nella statistica dell ecatombe mediterranea senza fine. In loro soccorso la Guardia costiera ha coordinato gli interventi di 4 mercantili dirottati, di due motovedette salpate da Lampedusa, di un Atr 42 dello stesso Corpo e un aereo Atlantic della Marina Militare che hanno perlustrato dall alto la zona dei naufragi, al confineconle acquelibiche. Idettagli dell ultima tragedia vanno emergendo dalle testimonianze degli85superstiti. Novediessi sono sbarcati ieri a Porto Empedocle dal mercantile che li aveva soccorsinellanottedi lunedì. Iloro racconti si intrecciano e si riscontrano con quelli dei 76 superstiti. Gli uni e gli altri danno corpo all indagine della Procura. Atto dovuto, senza prospettiva. Gli sbarchi sulle coste italiane * Fonte: Viminale *dato Frontex ANSA LE TESTIMONIANZE Isuperstitihannoin media 25anni, provengono da Mali, Costa d Avorio, Senegal, Niger. «Per il viaggio abbiamo pagato 650 euro a testa», racconta un profugo del Mali. Dunque la tragedia ha fruttato più di un quarto di milione di euro. Un quadrocomplessivo dell affare emerge ricordando che secondo fonti Onu nel 2014 sono stati 218 mila i migranti sul Mediterraneo e questa tendenza proseguirà nel Dunque il bottino annuale è attestato prudenzialmente attorno ai 141 milioni e700 mila euro. «Da settimane- prosegue un secondo sopravvissuto del Mali- eravamo prigionieri in un campo alla periferia di Tripoli. Sabato scorso ci hanno trasferito ad una spiaggia alla periferia della capitale. Il mare era in tempesta, ma hanno detto che passava presto. Siamo stati suddivisi su 4 gommoni, con motori da 40 cavalli, hanno caricato una decina di taniche di benzina, ma niente cibo ed acqua. Molti volevano tirarsi indietro, ma non c è stato nulla da fare, siamo stati costretti sotto la minaccia delle armi». A poche miglia dalla costa i gommoni sono stati flagellati da onde alte 9 metri e sono partite le richieste di soccorso dai telefoni satellitari. Un primo gommone si è aperto come un frutto maturo, i migranti sono finiti in acqua: «Io ed un mio connazionale- prosegue il giovane del Mali- ci siamo aggrappati ad una cima, resistendo sino all arrivo dei soccorsi. In tutto, sono stati coinvolti quattro gommoni. L ennesima tragedia del mare, che ancora una volta riapre la polemica politica. IL GOVERNO «Quando ci sono morti - dice Matteo Renzi intervistato da SkyTg24 - anche soltanto per rispetto l idea di usarli come strumentalizzazione fa male al cuore». La stoccata è rivolta a coloro che, nel dibattito politico, «non guardano la realtà ma solo le proprie posizioni ideologiche». Il premier, che oggi sarà a Bruxelles, aggiunge: «Il problema non è Mare Nostrum o Triton, si può chiedere all Europa di fare di più e domani (oggi, ndr) lo farò. Mailpunto politico - conclude - è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo». Lucio Galluzzo LAMPEDUSA Fermo immagine tratto dal video relativo allo sbarco dei migranti soccorsi «Immane tragedia» L elogio di Mattarella per i soccorritori Le massime cariche istituzionali hanno seguito con partecipazione le drammatiche notizie provenienti dal canale di Sicilia. «Sono colpito dalla nuova immane tragedia umanitaria avvenuta in acque internazionali ed esprimo apprezzamento per l'opera dei soccorritori che ha permesso di salvare molte vite», ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Siamo chiamati, come cittadini europei, a rispondere alla nostra coscienza per ciascuna delle vittime del Mediterraneo. Agire ora è già troppo tardi», ha scritto il presidente del Senato Pietro Grasso. Mentre per Laura Boldrini, presidente della Camera: «Di fronte alla strage di Lampedusa non si può non prendere atto che l'operazione Triton è inadeguata. L'Europa deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell'ipocrisia». Un gruppo di immigrati La sfida della Svizzera a Bruxelles: il governo introduce le quote `Nessuna concessione. La Svizzera sfida l'ue limitando l'immigrazione e accogliendo così in toto i risultati del referendum dell'anno scorso. È una denuncia di fatto degli accordi con l'unione europea, determinata a non cedere. Berna prospetta tetti massimi e ingressi contingentati annualmente per tutti gli stranieri in Svizzera, con priorità ai lavoratori già presenti nel Paese. Questa è in sintesi la posizione del governo federale, contenuta in un progetto di legge che risponde al referendum sull'immigrazione del 9 febbraio Con una stretta maggioranza -il 50,3% - gli svizzeri avevano deciso di limitare il diritto alla libera circolazione degli europei, denunciando un precedente referendum del 2000, quando il 67,2% degli elettori aveva dato via libera all'immigrazione dai paesi europei e abolito i controlli alle frontiere. Anche se con toni diplomatici, l'ue ha confermato ieri la linea dura, rifiutando qualsiasi deroga al principio della libera circolazione, una delle pietre angolari della costruzione europea. Sanità, per gli immigrati è allarme prevenzione tumori LA CAMPAGNA ROMA Fumo, alimentazione, alcol, analisi ed esami fatti in ritardo. Il cancro si nutre dell abuso. Gli italiani cominciano, pur lentamente, a cambiare gli stili di vita. Mentre la stragrande maggioranza degli immigrati che ormai vivono qui stabilmente ignorano le regole base per prevenire la malattia. L effetto: si rivolgono al medico quando la situazione è già compromessa e le cure, anche ad alto costo, rischiano di non essere efficaci. IL MEDICO Il 50% degli stranieri non si sottopone a screening e conduce uno stile di vita (dall alimentazione al fumo all eccesso di alcol) collegato all insorgenza di tumori. Anche in giovane età. La lingua, la difficoltà a farsi capire, ostacola la richiesta di cure e di esami: il 13,8% degli immigrati oltre i 14 anni non riesce, infatti, a spiegarsi in italiano e il 14,9% non capisce quello che il medico dice. Una percentuale importante che, unita ad una diffusa disaffezione alla tutela della salute, porta gli immigrati ad avere la diagnosi anche un anno dopo rispetto agli italiani. Proprio per iniziare ad affrontare in modo concreto questa situazione, tenendo anche conto deicontinuiflussi migratori, l Associazione italiana di oncologia medica e la Fondazione Insieme contro il cancro hanno presentato, alla Camera, la campagna La lotta al cancro non ha colore (www.lalottaalcancrononhacolore.org): quattro opuscoli sulla prevenzionein settelingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, filippino, cinese e arabo). Saranno distribuiti attraverso gli ospedali, le organizzazioni di volontariato, le ambasciate e i medici di famiglia. DAGLI ONCOLOGI OPUSCOLI IN 7 LINGUE NELLE CORSIE E NEGLI STUDI MEDICI PER INSEGNARE COME INTERVENIRE La brochure rivolta agli stranieri LA COMUNICAZIONE «Nel nostro Paese risiedono circa 4 milioni e 900mila stranieri, circa l 8,2% del totale della popolazione - spiega Francesco Cognetti presidente della Fondazione Insieme contro il cancro - E la fascia particolarmente a rischio per alcuni tipi di neoplasie come quelle del tratto digestivo superiore, dello stomaco, del polmone, del fegato, el retto, della vescica e del sistema nervoso centrale fra gli uomini e dello stomaco, del fegato e della cervice uterina fra le donne. Inoltre, la permanenza in Italia degli stranieri non migliora in maniera importante la capacità di comunicazione. A distanzadiun decenniodall ingresso il 10,7% dei cittadini stranieri ancora non è in grado di parlare in modo corretto con il medico». I fumatori sono più frequenti tra i romeni, tunisini e ucraini. Quasi un terzo degli stranieri è in sovrappeso (in particolaretra imoldavi, marocchini ealbanesi)mentre per quanto riguarda gli obesi i valori di allarme sono tra gli uomini ucraini e romeni e le donne tunisine e marocchine. VIDEO E SPOT Questa è la prima campagna nazionale per la prevenzione delle neoplasie indirizzata agli immigrati. Si svilupperà, oltre che con gli opuscoli, anche con video e spot sostenuti dalla Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Camera e del Senato come ha ricordato la vicepresidente di Montecitorio Marina Sereni. «Abbiamo il dovere di accogliere le persone malate - aggiunge Aldo Morrone, presidente della Fondazione Istituto Mediterraneo di ematologia - l articolo 32 della Costituzione non parla di cittadini ma di individui a cui va garantito il diritto alle cure». Carla Massi

5 -MSGR - 20 CITTA /02/15-N:CITTA 10 Primo Piano FI, Berlusconi dà i 7 giorni a Fitto: o dentro o fuori E lui: «Ci cacci?» `Assemblea con i parlamentari: niente diktat dalla Lega, pari dignità L ex governatore: siamo passati da viva il premier a viva Salvini Giovedì 12 Febbraio IL CASO ROMA Copione già visto. Smesso l abito del padre della patria «pronto a fare le riforme per il bene del Paese», Silvio Berlusconi indossa di nuovo la maschera del combattente e annuncia ai parlamentari di Forza Italia il cambio di strategia, «un opposizione a Renzi a 360 gradi». Non solo. In coda al suo intervento, questa volta scritto accuratamente, come per voler dare più ufficialità al proclama, va in scena un altra cacciata dal partito. Questa volta il reprobo è Raffaele Fitto, colpevole di aver organizzato «azioni di disturbo che danneggiano la nostra immagine». E, per giunta, «di aver disertato i nostri appuntamenti, anche questa assemblea». I fittiani infatti non si presentano all incontro di ieri con l ex Cavaliere. Che, offeso, dà all ennesimo ex pupillo, gli otto giorni.«una settimana, due al massimo, e poifitto ei suoidevono decidere. O dentro o fuori», avverte. IL DOCUMENTO I forzisti recepiscono, anche se della cacciata non c è traccia nel documentofinale, e si preparano all ennesima scissione. Ma con la memoria tornano allo storico «che fai mi cacci» di Fini, nel 2010, che sancì la fine del Pdl. Da allora in poi, la frana continuò con l uscita di Angelino Alfano e deisuoi.ora cirisiamo. Berlusconi intima: «Raffaele deve rassegnarsi, la minoranza può esprimere il suo dissenso, ma poi è la maggioranza che decide. E poi, mi domando dove può andare IL RETROSCENA Fitto, che, come gli altri, potràracimolare un risicato 1,3 per cento». Il ribelle ex governatore della Puglia, che pure si aspettava l intemerata, dopo aver aspettato invano una smentita da parte del leader, alla fine parla con toni che fanno capire che la scissione forse stavolta è inevitabile.«la domanda nasce spontanea, dopo l'ipotesi di una nostra cacciata. Perché? Perché facciamoopposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto? Perché troviamo surreale il passaggio in due giorni da un forza Renzi a un forza Al Senato Area popolare Schifani capogruppo L ex presidente del Senato Renato Schifani è stato eletto all unanimità capogruppo del Nuovo centrodestra a Palazzo Madama. Alla presenza del segretario Angelino Alfano, i senatori di Area popolare Ncd-Udc si sono riuniti ieri per eleggere il nuovo presidente del gruppo ed è stato scelto Schifani, che prende il posto del dimissionario Maurizio Sacconi. L ex capogruppo al Senato si è dimesso dopo le polemiche che hanno diviso il partito nella vicenda dell elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Vicepresidente vicario del gruppo è stato eletto Luigi Marino. ROMA L espulsione diraffaelefitto ancora non c è. Ma c è. E la scissione dei fittiani ancora non è formalizzata. Ma sta nei fatti. E c è già una prospettiva da costruire, ma poi bisognerà vedere con quali forze, nelle mani del leader frondista: un partito conservatore modello Cameron. Così lo definiscono i seguacidifitto eintantocome intutte le scissioni ognuno accusa l altro di volersi scindere. «Questa Forza Italia - è il contrattacco dell ex governatore pugliese processato in contumacia da un Berlusconi infuriato per «l ultima provocazione»: l assenza dei suoi parlamentari nell assemblea di tutti - si è scissa dai nostri elettori, delusi e astenuti. Più di nove milioni. Espelliamo anche loro? Li deferiamo ai probiviri?». Il clima questo è. Due partiti in un partito. Anzi, due partiti e basta. Quello targato Fitto - il quale continua a dire: «Noi non andiamo via e Berlusconi non può cacciarci» - il leader di Arcore già lo ha fatto pesare dalla sua sondaggistadi fiducia, AlessandraGhisleri: «Vale l 1,3 dei voti. Meno della Ncd di Alfano. Ma dove credere di andare Raffaele? Ho avuto con lui tanta pazienza, ma adesso basta». E questa ennesima separazione annunciata finisce per terremotare ancora di più un centrodestra già in preda ad ogni tipo di stress. L ADUNATA Il 21 febbraio Fitto metterà in mostra tutta la sua potenza, se c è, e i suoi Ricostruttori, questa sorta di Forza Italia 2.0 post-berlusconiana, si riuniranno non più al teatro Ghione, ma in un altro teatro molto più spazioso in zona Vaticano. «Sul territorio non ha più nessuno Raffaele, e tutto il potere che aveva Salvini? Per questo, meritiamo un processo popolare?». Tutto si deciderànella convention dei ricostruttori del 21 febbraio, che si annuncia già affollatissima, tanto che, rivela Fitto, «abbiamo dovuto affittare una sala molto più grande». E dopo la messa all angolo dei dissidenti, Berlusconipare archiviare anche il patto del Nazareno, del qualesi addossacongenerosità tutta la responsabilità. «E stata colpa mia, solo mia, ma, comunque, nonsono statoioarompere i patti. Renzi con il suo fare autoritario e il Pd hanno cambiato le carte in tavola», afferma. Insomma, Verdini e Gianni Letta non hanno responsabilità del naufragio dell intesa per le riforme.tuttavia, il leader forzista non chiude del tutto la porta alla mediazione. Non a caso, ripete di voler approvare «solo quello che ci convince». E, alludendo alla riforma istituzionale e alla legge elettorale comunica che «decideremo in aula all ultimo momento». Quindi, non tutto sembra perduto. Per ora, però «Renzi è il nemico numero uno e di lui non c è da fidarsi», ripete ai suoi. Ma sarà giusto invece fidarsi dell altro Matteo, il Salvini della Lega Nord, che detta gli aut-aut, «o con noi, o con Alfano?». L ex Cavaliere, cheincontraanche lameloni di Fratelli d Italia, prova a rassicurare le truppe. «Siamo amici di Salvini spiega- ma nessuno può lanciare diktat sui candidati e sui nostri alleati». Perciò, «sìall alleanzain Veneto, masenza rinunciare alla Campania». Claudia Terracina da ministro glielo ho fatto avere io cheneppure lovolevoalgoverno»: il Berlusconi furioso dice così. Anche se l ex governatore pugliese qualcosa sui territori meridionali ce l ha, in Campania per esempio oltre che in Puglia e in altre parti del Sud da cui partiranno i pullman dell esercito raffaellita per la kermesse romana, e in Parlamento può contare su 40 seguaci. Destinati ad aumentare nel caso Berlusconi e Renzi, l uno contro l altro, volessero precipitare la legislatura verso elezioni anticipate. Ma soprattutto, labomba Fitto puòcambiareequilibri eschemi nel cantiere dei moderati. La sola ipotesi di Gaetano Quagliariello candidato dincdpiùcentrosinistra piùfittiani come governatore della Campania - anche se spiritosamente smentita dall interessato: «Già sono stato ingaggiato come successoredi Benitezalla guidadelnapoli» - fa capire quanto il partito dei Ricostruttori possa sparigliare tutto. E come la scissione (o cacciata) di Fitto, che sembrava potesse avvenire sul versante di destra, ossia in polemica con il renzusconismo, Silvio Berlusconi con Raffaele Fitto Pronta la scissione fittiana: stile Cameron un partito conservatore e intese con Ncd PREPARA I RICORSI CONTRO L ESPULSIONE MA È GIÀ TUTTO PRONTO PER LA KERMESSE DEI «RICOSTRUTTORI» DEL 21 FEBBRAIO Fini: «Facile prevedere accadesse ancora ormai sono ridotti al si salvi-ni chi può» L INTERVISTA ROMA Presidente Fini, la sua cacciata dal Pdl ha fatto scuola? A Fitto toccherà la sua stessa sorte? «Era facile prevedere che sarebbe finita così. In Forza Italia chiunque esprime una posizione politica diversa da quella di Berlusconiallafineviene spintofuori dal partito. Secondo lui, visto che lo criticavo, io avrei dovuto lasciare la carica di presidente della Camera. Da Fitto pretende che smetta di fare politica con la sua testa». Cosa prova di fronte al replay del suo che fai mi cacci? «Da una parte, una certa soddisfazione perchè, alla fine, i fatti mi danno ragione, pur tardivamenteeal nettodegli erroricommessi. Ma dall altra provo moltissima amarezza». Per l atteggiamento di Berlusconi? «No. Berlusconi ormai lo conosciamo. E fatto così. Ha sempre avutoun ideaaziendale delpartito. Per questo tratta i suoi come farebbe unpresidente e amministratore delegato con i manager potrebbe rivelarsi invece come riavvicinamento del leader pugliese alle proprie radici democristiane e inserirsi nel cantiere del nuovo centrodestra a cui lavorano Alfano e gli altri. della sua ditta. Il messaggio è semplice. O si fa come dice lui, o si è fuori. Allora, perchè tanta amarezza? «Perchè il centrodestra, mi consenta la battuta, è ormai ridotto al si salvini chi può. Oscilla tra la deriva lepenista anti europea Gianfranco Fini, 22 aprile 2010 IL PRECEDENTE DELLA CELEBRE FRASE DELL ALLORA PRESIDENTE DELLA CAMERA: «CHE FAI, MI CACCI?» NO LEGA E del resto, l irriducibilità di Fitto a un alleanza con la Lega di Salvini è pari a quella di Alfano e la svolta filo-leghista di Berlusconi trova sia Angelino sia Raffaele sullo stesso fronte del mai e poi mai e del no e poi no. Il grande rimescolamento dei moderati sta dunque cominciando e la rottura tra Fitto e Berlusconi può avere un effetto rimbalzo difficilmente calcolabile al momento ma sicuro. Nell entourage fittiano si ragiona così: «Berlusconi vuole un piccolo partitello dell 8 o 9 per cento, una cinquantina di parlamentari-pretoriani che rispondono personalmente a lui e ai suoi interessi». E Fitto è all opposto di questa tendenza. Spiega a chi ci parla: «Non serve a niente una corte dei miracoli che dà sempre ragione a Berlusconi quando dice una cosa e gli dà ragione anche quando dice la cosa opposta». Quanto al rimescolamento nel centrodestra, ecco come lo spiega Vincenzo D Anna, vulcanico berlusconiano deluso in forza nel gruppo del Gal e molto fittiano: «Noi non solo non abbiamo paura di allearci con il centrosinistra, e per esempio voteremmo un candidato del Pd come Luigi Nicolais se lo mettonoin pistacomegovernatorecampano. Ma soprattutto, abbiamo ottimi rapporti con Ncd. Lo scopo del nostro gruppo è quello di creare un nuovo contenitore di centrodestra nel quale starebbero fuori i pretorianidiberlusconi e dentroil che esprime il segretario della Lega e l ormai scarsissima fiducia dei moderati in Berlusconi, che li stressa cambiando continuamente linea e strategia. Il che, va detto, continua a favorire Renzi, che, al momento, sembra avere la fortuna tutta dalla sua parte». Lei ha creduto nelpatto del Nazareno? «Pochissimo. Sono abituato ai voltafaccia di Berlusconi. Tuttavia non è detta l ultima parola. Ricordo che il leader di FI ha sempre detto di sapersi fare concavoe convesso... mi aspettosorprese». Ha un consiglio per Fitto? «Credo che Fitto già sappia cosa fare. Da tempo ha ben chiaro il suo percorso perchè conosce bene Berlusconi e sa perfettamente che non è mosso da una logica politicaeche, per questo, non accetta il dissenso. La vera domanda non è il destino di Raffaele, ma se e quando qualcuno sarà capace di parlare ancora a quanti si sentono di centrodestra e non si rassegnano al pensiero unico renziano». Cla.Ter. Nella foto twittata da Brunetta l aula semivuota dell assembela FI partito di Alfano. Anche se adesso loro stanno con Renzi e noi contro Renzi, le prospettive di lunga durata, quelle di un nuovo moderatismo non padronale, sono le stesse». E intanto, però, c è da vedere come andrà a finire la vicenda della cacciata di Fitto dal suo partito d origine. Il leader pugliese farà ricorsi su ricorsi, vorrà dimostrare che Berlusconi è un presidente abusivo diun partitosenza statuto ma lui è già pronto a ballare da solo o con nuovi compagni di strada. Mario Ajello

6 -MSGR - 20 CITTA /02/15-N:CITTA Primo Piano Matteo Renzi Giovedì 12 Febbraio Riforme, linea dura di Renzi: seduta-fiume alla Camera `M5S non arretra, FI e Lega però ritirano i loro emendamenti: in cambio il voto finale a marzo IL RETROSCENA ROMA «Non possiamo farci bloccare da una minoranza». La strigliata di Matteo Renzi arriva di mattina presto e il premier, prima con il ministro Boschi e poi con il capogruppo Speranza, la mette giù pesante: «Senon si fanno le riforme costituzionali e la legge elettorale per me la legislaturaè finita». Le conclusioni tratte dal Rottamatore non suonano nuove ma mantengono inalterata la carica di efficacia. La stessa - sostengono a largo del Nazareno - che asuo tempocontribuìaconvincere Silvio Berlusconi ad accettarei tempi stretti perl approvazione dell Italicum. La prospettiva di una seduta fiume si materializza nel primo pomeriggio di ieri al punto che la presidente della Camera, Laura Boldrini, chiedeaigruppidi mettersiintorno ad un tavolo. Il ministro Boschi tratta con FI, il capogruppo Speranza con la Lega e il sottosegretario Lotti con il M5S. A notte l accordo si trova con FI e Lega che ritirano tutti i sub emendamenti ma non con i grillini malgrado Ettore Rosato offra ai pentastellati anche lo slittamento a marzo del voto finale. La seduta si interrmpe più volte per ripulire il testo dai sub-emendamenti, ma la seduta diventa fiume e costringe i deputati a restare sui banchi per tutta la notte e oltre. CAOS Renzi non molla e l irritazione del presidente del Consiglio per le tattiche ostruzioniste silenzia la minoranza Dem e spinge i gruppi di opposizione a trattare, ma le posizioni risultano subito molto distanti. I più turbati e indecisi sono i deputati di FI i quali nel pomeriggio sono usciti dall incontro con Berlusconi con le idee più confuse di prima. «Su riforme e Italicum decideremo alla fine - sostiene il Cavaliere - nel frattempo votiamo ciò che ci piace». In sostanza un tana libera tutti che rende vuote le minacce del capogruppo di FI a Montecitorio mentre il gruppo azzurro vota in ordine sparso per tutta la giornata. Renzi ha fretta. Il meccanismo che permette a Montecitorio di presentare sub-emendamenti ad ogni inizio seduta sulle leggi costituzionali, rischia di paralizzare per sempre la riforma e di mandare in stallo tutta l attività del governo. OPA Le riforme rappresentano per Renzi il biglietto da visita in Europa e oggi intende presentarsi a Bruxelles non certo meno forte perché il Patto del Nazareno è L INTRANSIGENZA DI PALAZZO CHIGI INDUCE LE MINORANZE A CERCARE UN COMPROMESSO `L avvertimento del premier: se non si fanno nuovo Senato e Italicum, legislatura finita saltato. «Le riforme le portiamo a casa, questa è la volta buona», ripetain serata il premieraimicrofoni di Sky. Lo sfoggio di ottimismo deve però fare i conti con i regolamenti della Camera che nonprevede canguri e accorpamenti di emendamenti. ISTINTO Con Berlusconi Renzi continua ad andarci cauto e alterna il bastone della riforma del settore radiotelevisivo o dei 50 milioni in più da pagare per le concessioni, alla carota rappresentata dal rinvio a maggio della norma del 3%. Renzi è convinto che l abito del padre della Patria che dà i suoi voti per rinnovare le istituzioni sia l unico che possa indossare il Cavaliere stretto tra la morsa di Salvini che ha lanciato un pesantissima opa sul centrodestra, e la minoranza guidata da Raffaele Fitto che rappresenterà pure l 1,3%, ma che da sola è in grado 11 di appannare la leadership dell ex presidente del Consiglio. Il Cavaliere, in vista anche delle elezioni regionali, non sembra voler far passi indietro ma ha messo da parte la «deriva autoritaria» e ai gruppi fa votare un documentomolto morbidonei confronti delle riforme. Il sospetto che Berlusconi voglia rimettersi al tavolo con Renzi per siglare un nuovo patto tiene in allarme Fitto, ma in realtà è solo un modo cheil Cavalierehapertenere unitoilpartito. Sull istintodi sopravvivenza del Parlamento Renzi conta molta e non ne fa mistero. A temere il voto anticipato sono soprattutto coloro che contestano le rispettive leadership e stavolta, a differenza di quando spuntarono iresponsabili, il partito di maggioranza non deve andarsi a cercare nuovi Stabilizzatori: si offrono da soli. Marco Conti Sfiorata in aula la rissa tra Ncd e Lega L intervento dei commessi alla Camera ha impedito la rissa Mail di Matteo a 30 esperti tv «Datemi idee per la nuova Rai» IL CASO ROMA La cartella con scritto Rai è sul suo tavolo. Chiederà consigli, sentirà i «suoi» e anche «gli altri» ma poi farà di testa sua come ha sempre fatto. Da Palazzo Chigi ieri è partita intanto una mail indirizzata a un trentina di esperti di mediae operatori. Firmatario appunto, lui, Matteo Renzi. Tra i destinatari i membri dem della Vigilanza, il capogruppo in Senato Luigi Zanda, alcuni ex direttori e Antonio Campo dell Orto che in futuro potrebbe avere un ruolo importante. A tutti il premier chiede idee e contributi su come rilanciare e rifondare il servizio pubblico. Che non vuole ridimensionare. Anzi. Il contrario, dice. L AGORA La tv pubblica nel disegno renziano è un pilastro fondamentale per ampliare la partecipazione dei cittadini purché garantisca «l equidistanza dell informazione». Un agorà mediatica che accompagni «la svolta e sia in grado di sintonizzarsi con il Paese». Come? Il percorso legislativo va individuato. Di sicuro nei prossimi mesi il Parlamento sarà chiamato a esaminare alcune proposte di legge per modificare la normativa sulle nomine del cda Rai e sul vertice. Nel documento che oggi la commissione di Vigilanza voterà a San Macuto i democrat hanno richiesto che si facesse espresso riferimento a un disegno di legge perriformarela disciplinadelcanone e garantire risorse sicure negli anni futuri. IL CAPO DELL ESECUTIVO NON DELEGA A NESSUNO IL DOSSIER SULLA GOVERNANCE DI VIALE MAZZINI MODELLO BBC FORMATO BBC Definire modalità e criteri della nuova governance è considerato dal Rottamatore il vero passaggiocruciale. Al Parlamentocompete il ruolo di garante dell imparzialità dell informazione. La Rai ha rappresentato finora plasticamente l esatto contrario. Da qui la necessità di «rovesciare l azienda come un calzino». Il modello a cui ci si ispira è la Bbc, e non solo dal punto di vista organizzativo. Una persona giuridica amministrata da un cda ristretto e fondata su una sorta di RoyalCharter che ne fissi i caratteri e le funzioni riconoscendone l indipendenza editoriale. Ma questo della governance è un capitolo ancora tutto da scrivere, anche se il presidente del Consiglio accelera. La Bbc, a tutela dei cittadini che pagano il canone, ha posto un Trust e un Executive Board. La nuova Rai potrebbedipendere da una Fondazione riducendo i poteri che ha l attuale commissione bilaterale di Vigilanza, un ad con ampi poteri, un dg organizzativo. La sede Rai di viale Mazzini Le risorse della Rai INTROITI 2013 Incidenza PUBBLICITÀ 24,8% 682-8,5% Fonte: bilancio Rai ATTIVITÀ COMMERCIALI 10,5% ,4% STOP ESTERNI Oggi intanto la Vigilanza dovrà esprimere un parere sul piano Gubitosi. E tutto lascia pensare che la relazione di Pino Pisicchio, (capogruppo del Misto), frutto di una lunga mediazione, possa passare sia pure con i voti contrari del centrodestra. Il piano proposto dal dg di viale Mazzini, presentato ormai una vita fa, prevede l accorpamento dei tg in due grandi newsroom. A favore dovrebbero votare, se non ci saranno colpi di scena, anche i grillini. Nell ultima formulazione i toni si sono fatti meno sfumati. Si IN COMMISSIONE DI VIGILANZA OGGI IL PARERE SULL ACCORPAMENTO DEI TG: PIANO DA MODIFICARE Milioni di euro milioni di euro Variazione sul 2012 CANONE 63,9% ,4% ALTRE ENTRATE 0,7% 19 ANSA ritiene «non più rinviabile il processodiriforma». Si chiededi razionalizzarele risorse umane; ridimensionare drasticamente «il ricorso a risorse esterne»; nonchédifavorire «la differenziazione delle offerte» e attingere «quanto più possibile» alle risorse interne. Alcuni punti sono in evidente contraddizione fra loro. Una formulazione pilatesca per mettere tutti d accordo? I MARCHI TG RESTANO Le prescrizioni richieste alla commissione di San Macuto sono ben 17. Il punto più contestato, il 3, riguardava il futuro delle testate giornalistiche che nel progetto dovrebbero agire in modo sinergico ed integrarsi. Ebbene, nella risoluzione finale, Tg1, Tg2, Tg3, Tgr, Rainewse RaiParlamentorestano con illoroprofilo editoriale» e con i loro «rispettivi marchi». Ma non è chiaro se per garantire questa «varietà di offerta» resteranno anche gli 8 direttori e i 32 vice che Gubitosi vorrebbe tagliare. Nel punto 6 si chiede poi di trasmettere alla Commissione un «documento dettagliato recante le informazioni necessarie a monitorare che i risparmi prospettati nel progetto siano conseguiti». Domanda: il vertice Rai potrà dare il via libera al Piano o invece dovrà riformularlo? All Usigrai questo piano non è maipiaciuto. Le pressioniper cestinarlo non sono mancate. Ma Renzi e i renziani non vogliono fermare un progetto di ottimizzazione delle risorse. Ecco allora lo stallo durato finora ben 7 mesi. «Questo parere non può essere disatteso, rappresentiamo la sovranità popolare», ribadisce Pisicchio, che per trovare una quadra ha sudato le proverbiali sette camicie. Prima di mettere ai voti il documento il relatore chiederà ai gruppi di ritirare i dieciemendamentipresentati ieri entro le ore 14. Si parla di una proroga del cda, ma intanto alla fine del prossimo mese di aprile il cda terminerà il suo mandato. Gubitosi ha fatto sapere ai suoi che lavorerà fino all ultimo giorno. Potrà anche fare le nomine? Avviare la riforma? E la richiesta del ministro dell Economia Padoan di sostituire la dimissionaria Luisa Todini? Aspettando Renzi, viale Mazzini sfoglia la margherita. Claudio Marincola

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