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1 228 Anno 7 - n 11 - Distribuzione Gratuita ATTUALITA ULTURA INFORMAZIONE SPORT & TURMO A I S I L G I O R N A L E D E L T E R R I T O R I O D E L L E A C I 4 Giugno 2011 Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE Fabio Vitale primo mezzobusto acese sulla ribalta nazionale E Fabio Vitale il primo giornalista acese conduttore del telegiornale di un emittente nazionale. Figlio d arte, il padre Nino, fine reporter telecineoperatore, è il punto di riferimento in Sicilia per testate giornalistiche di tutto il mondo, Fabio Vitale lavora a Sky da quattro anni a questa parte, dopo avere mosso i primi passi Cari A...mici, a seguito del comunicato dell Amministrazione LA RUBRICA DEL MICIO Comunale che parla di trasparenza e legalità, di quanto lo stesso sindaco Garozzo comunica urbi et orbi, e del comunicato pervenutoci al momento di andare in stampa da parte della ditta Italia Outdoor di Laporta Ruggiero ci piace fare alcune nostre considerazioni, fermo restando che tutti hanno ragione e tutti, nello stesso tempo, hanno qualcosa (qualcosa?) da farsi perdonare:: Che l eventuale piano che regolamenterà il settore sia in itinere ci fa enormemente piacere, così come ci fa piacere, ancora di più, rivedere alcuni siti liberi da orripilanti manifesti ed impalcature che li sorreggono. I gestori degli impianti, moltissimi mostruosi e che offendono oltre ogni dire il decoro del paesaggio, si difendono (difendono?) producendo lamentele sul diritto al lavoro e sui probabili licenziamenti della forza umana che ruota attorno agli impianti. Balle! Da anni, da sempre, hanno fatto quello che hanno voluto, in barba a regolamenti e buon senso. E assolutamente vergognoso che non si possa sanzionare un manifesto (evidentemente una ditta) che riporta anche il numero di telefono al quale potersi riferire il muro nei pressi dell Angolo di Paradiso docet. E tempo, quindi, che l amministrazione regoli, una volta per tutte, la questione, così come è utile, necessario ed obbligatorio che tutti si adeguino a rispettare le regole cominciando da coloro che gestiscono il cosiddetto traffico delle Pompe Funebri. Muri del pianto che in città prolificano oltre ogni ragionevole decoro e buon gusto.al di fuori del sentimento di pietà. Miao La Dea di Morgantina è nella sua Sicilia Emigrante, suo malgrado, riappare tra di noi. nella carta stampata tra Acireale, Giarre e Catania. L Associazione della stampa jonico-etnea, presieduta da Gaetano Rizzo, in collaborazione con la Consulta giovanile, guidata da Giovanni Vasta, ha consegnato a Fabio Vitale un riconoscimento nell aula magna del Liceo Classico di Acireale, la scuola che lo stesso giornalista, oggi ventiquattrenne, ha frequentato. Alla cerimonia è intervenuta, fra gli altri, anche la prof.ssa Barbara Condorelli, v.-preside del Gulli e Pennisi, oltre al Dott. Giuseppe Contarino e il giornalista Peppino Vecchio. Angiolucci Occhiali ad Acireale E' sicuramente il più bel negozio di tutto il nostro gruppo" commentano i fratelli Aldo e Fabio Angiolucci all' apertura del nuovo punto vendita di Acireale in Corso Italia 5. Un grande negozio che i due fratelli hanno fortemente voluto in questi ultimi anni per essere presenti in una città come Acireale, punto di partenza negli anni 50 di questa famiglia, leader indiscussa nella Sicilia Orientale con 14 punti vendita di proprietà e oltre 100 collaboratori, la maggior parte diplomati in ottica. La gestione del negozio è affidata a Martina Angiolucci, figlia di Aldo, ottico e laureata in ortottica. E un punto vendita innovativo e di grande eleganza, curato nei minimi dettagli dall architetto Carla Maugeri, con atmosfere soft-chic e rappresenta molto bene il concetto di alta qualità in ottica del gruppo Angiolucci Occhiali. La qualità ci contraddistingue da sempre, dicono i fratelli Angiolucci, i nostri Clienti sono abituati a trovare da noi una risposta di qualità per ogni esigenza: dalle consulenze in sala di misurazione a quelle dei venditori esperti, dalle migliori collezioni di occhiali di moda a quelle più esclusive come Sama, senza dimenticare che siamo centro di eccellenza Zeiss da oltre trent'anni e concessionari Chanel e Cartier. Esempio storico di sana imprenditoria siciliana. L importante reperto archeologico nasce nel sito di Morgantina dalle abili mani di uno scultore, discepolo di Fidia, operante nella Magna Grecia tra il 425 ed il 400 a.c. La preziosa statua, alta mt.2,36, è stata trafugata nella seconda metà del Novecento, rivenduta nel 1988 a Paul Getty Museum (Lousiana) e dopo anni di lontananza ritorna nella sua terra. Rivendicata dal Tribunale di Enna, dopo una perizia petrografica, che ne ha determinato la restituzione, si trova attualmente al Museo Archeologico di Aidone. Nostro compito è di renderla accessibile e nota a tutti coloro che non sanno ancora del suo ritorno per cercare di rilanciare il territorio siciliano i suoi beni culturali il turismo l economia per far si che la sua straordinaria bellezza possa essere ammirata e tramandata ai posteri. Mariella Gennarino pag. 2 OH DEA, ROLLEVACI TU.. RILASTIL 8 Giugno Farmacia Cipriani Acireale C.so Umberto 130 UNIONE NAZIONALE CHINESIOLOGI Facoltà di Scienze Motorie e del Benessere Università ORE ENNA Centro Sportivo Altair Sport Village Seminario teorico pratico su EUTONIA e CONSAPEVOLEZZA CORPOREA L introduzione al seminario sarà tenuta dai prof.ri A.Cosentino e P.Milazzo mentre la relazione sarà a cura del prof. Josè Alberto Freda. Moderatore il dott. Salvo Licciardello. Altair Sport Village via Lazzaretto Acireale 18 giugno 2011 ore 9,00 Informazioni ph Claudio Carpinato 7 Giugno Farmacia Cipriani Acireale C.so Umberto 130

2 2 Sabato 4 Giugno 2011 A La libreria di Akis Nella Terra di Aci il terribile terremoto del 1693 segna per il casale di Jaci Aquilia l inizio di un accorta progettazione di generale sviluppo, quasi a voler continuare ed ampliare il processo di riscatto dal potere feudale dei baroni di Mastrantonio, iniziato nel Con il susseguente passaggio della città al Demanio Regio di Jaci Aquilia raggiunge un ruolo di preminenza sugli altri casali più grandi ed importanti. La presente ricerca permette di rilevare un particolare interesse di privati cittadini e degli amministratori pubblici, fin dal principio del 700, attorno all area dell Indirizzo non solo in termini urbanistici, ma anche economici e religiosi, per cui l Indirizzo, da terra aliena, diventa progressivamente un vaghissimo sito e un punto di riferimento per l intera città. Nondimeno, è possibile riconoscere come gli interventi dei Giurati di Aci-Reale in quell area, nel corso del 700 e dell 800, non siano stati casuali, ma rispondenti ad una pianificazione di sviluppo urbanistico ed architettonico, o per meglio dire di ornato, talché Aci-Reale manifesti un volto all'altezza della sua funzione di città guida, epicentro da cui si irradiano importanti attività economiche e culturali. L impianto della Villa nella zona Indirizzo rappresenta un traguardo significativo e si aggiunge agli altri fattori di sviluppo che caratterizzano quel felice momento. Nella storia del Belvedere si possono individuare tre importanti periodi. Il primo coincide con l acquisizione del terreno, nel 1848, a conclusione di una rincorsa durata un cinquantennio e a coronamento di un sogno. Il secondo si riferisce all impianto vero e proprio della Villa negli anni 70 dell 800, quando la pianificazione dell ing. Paolo Pantellaro, attraverso la sintesi dei progetti di Giuseppe Demonal e Luigi Heydrich, rende quel terreno acquisito non solo esteticamente fruibile, ma anche un bene ambientale e paesaggistico. Nel terzo periodo, agli inizi dell 900, il Belvedere si arricchisce del Caffè-Concerto e del Teatro Eden di Nello Modò Mauro e, mediante spettacoli di compagnie teatrali, operette, visioni cinematografiche e numerosi concerti, diventa il salotto buono della città, dove si celebrano eventi culturali. Probabilmente è il periodo più felice per la Villa e per i suoi cittadini. In seguito, gli impellenti problemi politici e socio-economici della città affievoliscono l interesse per questo luogo e indeboliscono le sensazioni che qualche acese (TRO- VATO G., Poesie, Acireale 2010, p. 49), legato alla propria città, ha espresso anche poeticamente. Il Belvedere, comunque, resta per la città un importante patrimonio e una risorsa insostituibile a cui non dobbiamo far perdere il suo valore culturale e paesaggistico. Cinema e Risorgimento in Sicilia Sulla strada dei Mille Cinema e Risorgimento in Sicilia (Brancato Editore 2011) a cura di Sebastiano Gesù, docente universitario di Storia e Critica del Cinema, pubblicato in occasione dei 150 anni dell Unità d Italia e promosso dal Centro Studi Cinematografici di Roma e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell Università di Catania, è un libro particolarmente interessante che, con l apporto di vari autori (docenti universitari ed esperti di cinema) fornisce una visione articolata e nello stesso tempo organica della produzione cinematografica nazionale con soggetto l impresa dei Mille e la figura di Giuseppe Garibaldi, con sfondo la Sicilia. Vengono passati in rassegna in modo agile e nello stesso tempo rigoroso, tutti i film prodotti, a cominciare dagli albori del cinema come La presa di Roma di Filoteo Alberini del 1905, che si sono proposti di rappresentare sullo schermo, direttamente o indirettamente, gli avvenimenti dal 1860 al primi decenni del periodo post-unitario. Gli autori dei saggi si soffermano sui film di maggior pregio artistico e più fedeli, pur nella sacrosanta facoltà di invenzione registica, alle vicende storiche succedutesi. Pregio del volume è costituito anche dal raccordo con i periodi della storia del XX secolo nei quali tali produzioni sono state realizzate e messe in circolazione perché in esse c è una chiara eco dei modelli ideologici, sociologici o teorici prevalenti. Altro aspetto molto frequente nel testo è costituito dai riferimenti alle opere letterarie, dalla memorialistica di Abba e Bandi alle opere di Verga, di Pirandello e Tomasi di Lampedusa. Non meno significativo è lo studio sulla scelta, la disposizione e l arrangiamento delle colonne sonore e sulla timbrica del recitato, che concorrono a determinare il risultato complessivo di ciascuna creazione cinematografica. Un opera che concorre con merito a integrare il quadro della storia del nostro Paese, regalandoci, anche con l apporto di immagini di locandine e di stampe d epoca, una prospettiva inusuale e quanto mai aperta alle riflessioni non solo estetiche su questo secolo e mezzo di complessa storia unitaria. Giovanni Vecchio La flora mediterranea della costa di Santa Tecla Duecentosessantotto pagine, ottantotto schede corredate da quasi trecento fotografie a colori scattate dall Autore; bastano solo queste cifre a presentare il volume La flora mediterranea della costa di Santa Tecla, di Gaetano Musmeci, edito da Sapientia. L Autore fa una descrizione minuziosa delle specie vegetali, classificate per famiglie di appartenenza, presenti nel tratto di costa di Santa Tecla che va dalla via Costiglio Casino attraverso lo Scalo Pennisi fino alla zona caratterizzata dalla Garitta, luogo di avvistamento del XVII secolo. In quest area particolare in cui la costa presenta falesie basaltiche insiste la Macchia, dal francese maquis cioè luogo impenetrabile. Ed in effetti questa vasta zona viene chiamata dagli abitanti del luogo il bosco. Il libro, aperto con un interessante presentazione del dott. Francesco Russo, Direttore in pensione del Miglioramento Genetico dell Istituto Sperimentale per l Agrumicoltura di Acireale, presenta anche una rapida ma efficace descrizione della fotografia naturalistica e delle sue tecniche. Musmeci ha elaborato un opera scientifica che consente una migliore conoscenza dal punto di vista naturalistico del territorio acese, e segnatamente di un tratto di costa ancora pressoché incontaminato. Gaetano Musmeci, laureato in Scienze Naturali, è docente di Matematica presso l Istituto comprensivo Enrico Fermi di San Giovanni la Punta. Con questa pubblicazione ha voluto omaggiare Santa Tecla, suo paese natale nel quale ha vissuto per lunghi anni formandosi come uomo e professionista. Ha anche dedicato quest opera a suo padre, un pescatore che lo ha avviato all osservazione ed al rispetto dell ambiente naturale. E ancora vivo il ricordo di don Peppino Musmeci, provetto pescatore, che sistemava poco prima del tramonto la sua barca, posizionandovi anche la lampara ad acetilene, e partiva generalmente verso la secca di Riposto per tornare l indomani poco prima dell alba con un abbondante pesca di sauri (Trachurus trachurus). Don Peppino è stato uno degli ultimi epigoni (forse veramente l ultimo) di quella grande tradizione marinara che il paese di Santa Tecla ha avuto nel suo passato e che adesso sembra irrimediabilmente scomparsa. Rodolfo Puglisi Le scienze, la politica, la città Dalla ricerca attenta e appassionata di Francesca M. Lo Faro nasce il saggio Le scienze, la politica, la città. La botanica a Catania in età risorgimentale, edito da Maimone. Come indicato dal sottotitolo, la città in questione è Catania con le sue peculiarità, derivanti dalla presenza dell Etna e di antiche vestigia, che sembra affondino le radici anche nella civiltà egizia, creando un unicum dal quale scaturisce l orgogliosa convinzione che esista un genius loci che predomina nella gente e nelle piante del luogo, esaltandone le doti. Ne consegue la superiorità delle piante autoctone, ritenute dai botanici catanesi di primo Ottocento più efficaci per le terapie farmacologiche. Nella ricostruzione storica condotta dall autrice, rivive una galleria di naturalisti, botanici soprattutto, che lentamente affrancano la loro disciplina dalla filosofia e dall esoterismo, anche attraverso l osservazione al microscopio dell anatomia vegetale, così come avevano appreso da Guglielmo Gasparrini, esponente della più aggiornata scuola botanica napoletana. Proprio lo scambio intellettuale con gli scienziati del resto della Penisola, oppure stranieri, permise in loco la divulgazione delle scoperte scientifiche e, nel contempo, la libera circolazione delle idee politiche che dal tempo della rivoluzione francese connaturarono il nostro risorgimento. Nei sodalizi e nelle accademie quali la Gioenia e la Zelantea gli intellettuali dell epoca potevano esprimere idee, opinioni, tendenze politiche, ansie del nuovo, talvolta dettate da spirito sedizioso, ma più spesso da un riformismo filantropico tipico dell ambiente massone. Il complesso legame tra scienze e politica diventa il denominatore comune dei circoli culturali cittadini, in cui il luogo fisico di adunanza è spesso il proprio privato orto botanico, qual fu il piccolo giardino del Tempio frequentato dal poeti e letterati Domenico Tempio e Paolo Strano, dal chimico Giuseppe Mirone, dall imprenditore tessile Benedetto Barbagallo, dal patologo Rosario Scuderi, dai medici Carmelo Recupero e Carmelo Platania. Tutti costoro come attesta una testimonianza dell epoca - usavano riunirsi nel piccolo giardino del Tempio con la stessa audacia con cui gli spiriti più eletti si adunavano negli antichi Orti romani del Tuscolo (frequentati da Cassio e Bruto quando progettavano di attentare alla vita di Cesare) o nei fiorentini Orti Ruccellai (luogo di incontro di quanti erano intolleranti al giogo dei Medici). Nella Catania di primo Ottocento numerosi sono i giardini e gli orti privati e non esiste ancora, per ragioni che la Lo Faro spiega nel suo saggio, un orto accademico da supporto alla cattedra di Botanica, istituita nel L orto botanico dell Università nascerà soltanto il 31 luglio Prima di allora esistevano giardini botanici ad uso di farmacisti, ospedali, chimici, alberisti, monasteri o semplici appassionati, che coltivando rare essenze botaniche accrescevano il proprio prestigio sociale. Il Laberinto dei Paternò Castello, futuro nucleo della villa Bellini, si trovava in zona amena e solitaria, come il feudo dei Carcaci e la selva nel contiguo monastero nell attuale piazza Santa Maria di Gesù. Nel quartiere Borgo sorgevano le residenze con giardini dei patrioti Gagliani e Cordaro Clarenza. Assieme al giardino officinale del duca di Furnari e a quello di delizie del barone Pisani Ciancio, nel saggio vengono ricordati i giardini, pressoché sconosciuti, del botanico-librettista Giacomo Sacchero nella zona del Fortino e quello stupefacente dei chimici Mirone, che forse sorgeva a Viagrande, mentre al centro di Catania vi era il loro laboratorio all avanguardia, in cui preparavano miscele di gas e farmaci. L ampia e meritevole opera della Lo Faro, pur nel rigore della ricerca, presenta un appassionate trama ricca di annotazioni, scoperte e curiosità a volte singolari che conferiscono umanità e vigore a personaggi piccoli e grandi della storia patria, per lo più sinora ignorati, ma che hanno segnato le tappe di un percorso iniziatico pregno di tensione democratica nella insidiosa ricerca della libertà che caratterizza l uomo in ogni tempo e in ogni latitudine. Per l irrisolta questione meridionale, di notevole attualità è la rivendicazione espressa da Carlo Gemmellaro in un opuscolo del 1861, con cui rivendica la centralità geo-politica della Sicilia all interno dello Stato unitario, ricordando il primato della società multietnica e di grande tolleranza della dominazione araba e del regno di Federico II, dove gli estranei non erano considerati nemici : esempio di civile integrazione che anticipa l odierna ma non facile globalizzazione del pianeta. Erika Abramo Giacomo Platania, venticinque anni dopo Presso la sala delle conferenze del Credito Siciliano - una sala affollatissima ed attenta- è stato vissuto un momento cittadino di grande emozione culturale. Non credo che fosse capitato prima, a me ed a quanti si trovavano in quella sala. La cultura, ed era questa l emozione, e la poesia in particolare, diventavano strumento capace di perpetuare il ricordo di chi non è più tra noi. Non il fasto di una tomba, né l eredità dei beni possono fare tanto quanto, invece, riesce a fare la poesia. Il poeta ha fissato il suo pensiero traducendolo in parola poetica. In parola scritta. A distanza di tempo, 25 anni nella fattispecie, quella parola scritta si ripresenta a noi, nella forma di un libro prezioso, che la custodisce e la preserva a guisa di sacrario, e giunge come le folaghe, da luoghi e tempi lontani, non già per staccarci dal nostro tempo o dal nostro luogo, quanto per farci meglio comprendere il mistero della nostra umanità lacerata e sconfitta. E la parola scritta ridiventa, così, parola parlata, ed ha un suono, una sua voce, in absentia. Giacomo Platania ( ) è stato un uomo di quelli che a ragione possono essere considerati nobilmente riservati e schivi: amava la famiglia, il lavoro (era funzionario del Ministero delle Finanze), frequentava solo pochi amici, evitava il clamore assordante tanto caro alla folla, e dopo le varie incombenze quotidiane era solito chiudersi nell impalpabile rifugio del suo studiolo (una piccola officina poetica) per affidare con cura appassionata al verso ed alle parole le sue considerazioni sulla vita, sul mistero esistenziale che noi uomini sperimentiamo giorno dopo giorno. Le figlie, Giuseppina e Maria Teresa, venticinque anni dopo la sua morte, superando quel riserbo, quasi geloso, che il padre in vita volle mantenere attorno alla sua produzione, hanno deciso di pubblicarle, queste poesie, non tutte, ma una buona e significativa scelta antologica, corredate da un commento per ogni singola poesia, preceduto da una premessa vergata dal nipote prof. Giacomo Sciacca, che partendo dai ricordi d infanzia procede via via e con sobrietà ad analizzare i temi di fondo di questa raccolta. Come ci ha magistralmente illustrato il prof. Salvo Valastro nel corso della cerimonia di presentazione (ed il prof. Valastro, occorre dirlo, fa parte di quella ideale accademia della cultura acese che realmente e visibilmente nobilita la nostra città) Giacomo Platania è una voce poetica del Novecento, le cui inquietudini egli ha vissuto con autentica trepidazione umana, nell angoscia del dramma delle due guerre, nel tormento di una fede ricercata, nella dubbiosa amarezza di una verità che ama nascondersi nella scorza delle cose e degli eventi, nei liquidi silenzi che avvolgono la natura e la attraversano, nella dolcezza mai del tutto assaporata degli affetti e soprattutto nella contemplazione del mistero della morte. La morte del padre che il poeta rivive nei versi di una toccante trilogia. Una voce del Novecento che richiama i grandi poeti di questo secolo, dai primi crepuscolari, e poi attraverso Rebora (con il quale condivide la sacralità misteriosa della vita), Sbarbaro e Moretti fino a Quasimodo. Ne è venuto fuori un libro gradevole nella forma curata in ogni particolare, perfino nel pregio della carta e della sovraccoperta che riproduce una delle tele composte dallo stesso Giacomo Platania, che si dilettava anche di pittura. Un libro che rimarrà nel tempo, aere perennius, a ricordare questo poeta che cesellava, scolpendola, la parola, dalla quale sapeva trarre conforto e sostegno. Ritorna, così, con forza l idea vincente di una poesia consolatoria, che per troppo tempo è stata disconosciuta da certa critica, incline a privilegiare invece la poesia rivoluzionaria, dell intellettuale organico. A considerarla nella sua interezza la poesia novecentesca è quasi tutta consolatoria: e come avrebbe potuto fare il secolo breve ma inteso, il Novecento, se la poesia, la sua poesia, non fosse venuta in soccorso di chi vi ha vissuto con la voce confortevole dei suoi poeti? Tra i quali c è anche Giacomo Platania, acese, e la sua parola ci è ora di conforto nelle tristi occasioni della vita. Alfonso Sciacca Un angolo di paradiso che di paradiso ha ben poco, anzi niente! Fortuna che l amministrazione comunale, quasi al termine del mandato, (ri)lancia il progetto di ristrutturazione del sito che negli anni 50 era il ritrovo per eccellenza degli acesi. Vi confluivano la gioventù bene dell epoca, i classici vitelloni delle feste da ballo, la fisarmonica di Ciccio Daidone, le promesse di amore eterno Il sogno di tanti, molti acesi, sogno che si accompagna, sempre, a quello del Teatro Bellini potrebbe ridiventare realtà. Qualcuno ci sta tentando, alcuni credono che sia soltanto smoke negli occhi noi ci speriamo. E voi? T.C. OH DEA, ROLLEVACI TU.. C è un settore da rilanciare, un economia da alimentare, un patrimonio culturale da condividere. C è persino una Dea da ritrovare e sponsorizzare. Sebbene la nostra Città da qualche tempo sembra, dati alla mano, volersi riappropriare del flusso dei visitatori che aveva conosciuto qualche tempo addietro ( Terme, Mare, Etna un trinomio da ricordare), la crisi del settore turistico continua a ostacolare il rilancio dell intera economia dell Isola, fondata sulla ricchezza del suo caleidoscopico patrimonio culturale, sulla variegata copiosità delle risorse naturalistico-paesaggistiche e sulla dovizia di una terra calda, accogliente e, nonostante tutto sempre ospitale. Se poi ci si mette pure Gheddafi di mezzo, la ripresa appare sempre più un miraggio. La recente situazione sociopolitica maturatasi in gran parte dei paesi Nordafricani ha lasciato pesantissimi strascichi nella programmazione turistica mondiale (molte compagnie di navigazione hanno ridisegnato gli itinerari da crociera per evitare gli scali ritenuti a rischio) e lo sconvolgimento degli equilibri internazionali rischia di pesare oltre il previsto sulle strategie e sulle decisioni da adottare per la ripresa del compartimento turismo. Che ben venga allora la scelta dell Uftaa, la Federazione Mondiale degli Agenti di Viaggio, presieduta dal nostro Mario Bevacqua, che ha deciso di ritrovarsi proprio ad Acireale per la seconda riunione annuale dell International Board, per esaminare gli argomenti più delicati, alla luce dei nuovi scenari delineatisi nell area del Mediterraneo. Gli 11 presidenti dell organismo mondiale presenti nella nostra Città hanno così esaminato le diverse problematiche del settore tra cui la richiesta di nuove e più stabili condizioni di sicurezza ed il rapporto con i tour operator e vettori aerei, nell auspicio forte di rendere ancor più di prima la Sicilia vera perla d Europa. E non è finita. Perché Sicilia è arte, Sicilia è storia e tradizioni, Sicilia è odori, colori e sapori, è il nuovo che avanza e il vecchio che torna in pompa magna. E il caso della splendida Venere di Morgantina definitivamente denominata DEA ), tornata ai fasti di un tempo nella sua terra d origine, la cui riproposizione ha acceso la sagacia e l inventiva della stilista Mariella Gennarino, che per salutare l evento si è prodigata nell allestimento del Gran Galà Bentornata Dea di Morgantina, pensato per ben coniugare cultura, turismo ed economia. Nell incantevole scenario della vicina Taormina, l assegnazione del Premio Dea di Morgantina, uno dei quali è stato assegnato proprio al Presidente dell Uftaa Mario Bevacqua, ha inteso suggellare l atmosfera magica della Sicilia custode di storia e magia. Innescare un circolo virtuoso, mettendo insieme le forze sane della società, per una sinergia che attragga risorse e investa nel territorio, è l obiettivo cardine che da slancio ad appuntamenti culturali che non si vogliono esaurire in se stessi ha raccontato la stilista catanese, appassionata di arte greca -, ma vogliono dare continuità alle idee e alle operazioni: la Dea è un occasione, un tassello della nostra storia, e da Lei vogliamo ripartire immaginando una Sicilia viva, ammirata, amata, non solo dai Siciliani. Ad Maiora! Riccardo Anastasi Aci S. Antonio via Spirito Santo, 82 Inaugurazione: Sabato 18 Giugno Richiedi l amicizia su facebook

3 A Sabato 4 Giugno 2011 GIOVANNI PAOLO II, IL PAPA DEL CORAGGIO Fu la sentinella del nuovo millennio, la speranza dei giovani di tutto il mondo, incarnò con la sua sofferenza il grido di dolore di un umanità smarrita. Esempio di laboriosità pastorale, di mitezza e di comprensione, il beato papa Giovanni Paolo II fu esempio di dedizione e pers e v e r a n z a, abbandonandosi al mistero di fede che lo condusse al soglio di Pietro. E proprio a partire dal tema Giovanni Paolo II Il Papa del coraggio è incentrata la conferenza svoltasi nei locali della Biblioteca Zelantea, tenuta da don Roberto Strano, direttore dell Ufficio Liturgico della Diocesi e socio effettivo Riproduciamo una sintesi, curata da Riccardo Anastasi, dell intervento di don Roberto Strano [ ]La poliedrica figura di Giovanni Paolo II non può essere racchiusa in una conferenza, troppo grande è la responsabilità di chi vorrebbe tratteggiare i punti salienti della sua vita e del suo pontificato, della sua spiritualità e umanità, della sua cultura e santità. [ ]2 Aprile 2005 Se ripensiamo per un attimo al 2 Aprile del 2005, ci ritroviamo tutti con lo sguardo puntato sul televisore per seguire l incedere inesorabile della malattia che spegneva la forte fibra del Papa venuto da lontano. La preghiera e la commozione sono stati i compagni di quelle ore, fino a giungere alle 21,37 quando il Papa lasciava questo mondo per contemplare Dio in eterno.[ ][ ]Ricordo che alle 23, quella sera, aprii la Cattedrale, e fu tale la sorpresa (insieme al Vescovo) nel vedere come le persone venivano a pregare, recitammo il Rosario e l Ufficio dei defunti. Ci trovavamo a 800 m di distanza da Roma, ma l evento non poteva essere circoscritto a Piazza San Pietro, quell uomo di Dio aveva insegnato al mondo intero la legge fondamentale antica e sempre attuale del comandamento dell amore, ecco perché quasi improvvisamente tutti ci siamo sentiti orfani, bisognosi di ritrovare nella preghiera quel padre che ci aveva invitato, con le parole di Gesù a Pietro (Lc 5,1-11) a prendere il largo (duc in altum) per conseguire la misura alta della vita cristiana ordinaria (cfr. Tertio Millennio ineunte).[ ] Il Conclave [ ]Il pomeriggio del 16 Ottobre il Cardinale protodiacono Pericle Felici,, annunziava al popolo radunato in Piazza San Pietro l atteso Habemus papam il cinquattottenne Arcivescovo di Cracovia, divenuto in quel momento Servo dei servi di Dio e Pastore della Chiesa Universale assumeva il nome del Suo predecessore, Giovanni Paolo II e conquistava il mondo con il suo primo discorso, non previsto dal rituale, in cui lamentando il fatto di non conoscere bene la lingua italiana disse al popolo se sbaglio mi corrigerete!. La domenica successiva con una solenne concelebrazione egli dava inizio al suo ministero pastorale indicando alla Chiesa e al mondo il suo programma,sintetizzando - in quella splendida omelia - su quali linee si sarebbe mosso il Suo Pontificato: Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l uomo e l umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa «cosa è dentro l uomo». Solo lui lo sa! Oggi così spesso l uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia permettete a Cristo di parlare all uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. Questo non abbiate paura, ripetuto 3 volte, e l incitamento al coraggio è stato il motivo dominante del Pontificato di Giovanni Paolo II. Nel susseguirsi dei lunghi anni non ha smesso mai di ricordarlo a se stesso e agli altri, di viverlo in prima persona e di testimoniarlo.[ ] Il Pontificato [ ]I numeri che indicano le sue attività segnano una eloquente testimonianza apostolica sintetizzata dalle parole dell Apostolo Paolo: guai a me se non predicassi il vangelo. Ma soprattutto indicano il coraggio o meglio ancora l audacia profetica del Papa.[ ] [ ]Ha compiuto 104 viaggi apostolici nel mondo; 146 visite pastorali in Italia; ha tenuto 1166 udienze generali del mercoledì. L attenzione al mondo e alle sue problematiche lo ha spinto al dialogo costruttivo con i Capi di Stato e i Governi delle Nazioni: ha ricevuto 38 visite ufficiali, ha concesso per 738 volte udienze o incontri con Capi di Stato e 246 udienze con Primi Ministri. L amore per i giovani lo ha spinto a farsi promotore delle Giornate mondiali della gioventù a cui ha sempre partecipato nelle 19 edizioni suscitando così viva partecipazione di giovani chiamati nel tempo con l appellattivo di Papa boys. Attento al cammino ecumenico della Chiesa ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e i rappresentanti delle altre religioni, convocando diversi incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi,di cui quest anno ricorderemo il XXV anniversario dello storico evento e il Santo Padre, Benedetto XVI, ha già convocato, nella stessa Città, una assemblea di preghiera e di dialogo con quanti, seppur appartenenti a diverse religioni amano il dialogo. La capacità di dialogo del Papa ha suscitato, in ambienti tradizionalisti, forti reazioni, evidenziati in scritti recenti. In una di esse si legge: Il pontificato di Giovanni Paolo II e le innumerevoli innovazioni che l hanno contrassegnato dalla riunione interreligiosa di Assisi alle molteplici richieste di perdono, passando per la prima visita di un papa ad una sinagoga pongono dei gravi interrogativi alla coscienza cattolica, interrogativi che si accentuano quando, con la beatificazione, tali pratiche finiranno con dell Accademia degli Zelanti, che ha tracciato il ricordo del defunto pontefice, esaltandone le qualità umane e l esempio di obbedienza e fermezza vissuta negli anni del suo papato. Un lungo periodo durato ben 27 anni, impregnato del costante insegnamento, trasmesso a cattolici e laici, di alcuni stili e comportamenti lontani dagli eccessi sociali, e pur sempre rivolto all invito a non avere paura ad affrontare le sfide della storia. Gli anni della formazione, vissuta tra l orrore della guerra e le forti restrizioni del sopraggiunto regime comunista in Polonia, l invito rivolto agli uomini a non temere l esortazione del Salvatore a spalancare le porte, servendo l umanità intera, e la richiesta forte e coraggiosa di perdono per i crimini compiuti nel corso della storia dai cristiani in ogni parte del mondo a rappresentare l immagine di un uomo coraggioso, che visse pienamente gli insegnamenti evangelici, proiettando involontariamente il suo esempio come fulcro del messaggio cristiano. Un pontefice che non divise mai la dimensione spirituale e razionale dell uomo,esaltandone anzi la sua grandissima dignità. Un papa disegnato secondo coscienza dalla presentazione del Presidente dell Accademia, dott. Pippo Contarino, e dalle sue stesse liriche, lette nell occasione dal poeta-scrittore Biagio Fichera. Riccardo Anastasi l essere proposte come un esempio al popolo cristiano (cfr.b. Fellay, prefazone al libro di don Patrick De La Rocque,Giovanni Paolo II, dubbi su una beatificazione). Viene additato come scandalo il coraggio di un Papa che sa leggere la storia e riconoscere le inevitabili colpe di quanti pur dichiarandosi cristiani, nel tempo non hanno manifestato nelle opere la loro fede! Attento e sensibile al rinnovamento spirituale della Chiesa ha celebrato due Giubilei: quello straordinario della Redenzione nel 1983 e il grande Giubileo dell anno Ha indetto un anno mariano e un anno dedicato interamente all Eucarestia.[ ] [ ]Consapevole che la storia dell uomo è cammino di santità e perfezione ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione, durante le quali ha proclamato 1338 Beati; e 51 celebrazioni di canonizzazione durante le quali ha proclamato 482 Santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa S. Teresa di Gesù Bambino.[ ] [[ ]Forte della funzione magisteriale che il servizio petrino possiede nella Chiesa, ha prodotto: 14 Lettere encicliche, 15 esortazioni apostoliche, 11 costituzioni apostoliche e 45 lettere apostoliche. Alla luce del rinnovamento del Concilio Ecumenico Vaticano II, ha promulgato inoltre il Catechismo della Chiesa Cattolica; ha riformato i Codici di diritto canonico occidentale e orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia romana. Come privato Dottore ha pubblicato 5 libri: Varcare la soglia della speranza (1994); Dono e mistero: nel cinquantesimo del mio sacerdozio (1996); Trittico romano. Meditazioni in forma di poesia (2003); Alzatevi, andiamo (2004); Memoria e identità (2005). Ha realmente completato nella sua carne quello che manca ai patimenti di Cristo Signore affrontando con senso di fede la croce della sofferenza e portandola, con caparbietà e fierezza, fino alla fine. Ha accettato con forza la malattia dimostrando il coraggio del cristiano che sa di essere confitto e non sconfitto con Cristo nella Croce, vi ha anche scherzato sopra, al Prefetto del Palazzo Apostolico che un mattino gli chiese Santità, come si sente quest oggi?, Egli rispose: Non lo so Eccellenza, non ho ancora letto i giornali! La devozione filiale e profonda alla Vergine Maria, ha dato impulso e vigore allo studio della mariologia e all approfondimento dottrinale, liturgico, spirituale del culto mariano.[ ] Il messaggio di Giovanni Paolo II Per quanto le situazioni siano complesse e problematiche, non perdete la fiducia. Nel cuore dell uomo non deve mai morire il germe della speranza. Anzi, siate sempre attenti a scorgere e ad incoraggiare ogni segno positivo di rinnovamento personale e sociale. Siate pronti a favorire con ogni mezzo la coraggiosa costruzione della giustizia e della pace. Così, il grande Papa, si esprimeva durante il Giubileo dei Militari e delle Forze di Polizia, il 19 Novembre del In queste parole ho letto il messaggio fondamentale di Giovanni Paolo II. Attento osservatore della storia, con i piedi saldamento poggiati a terra, ma con lo sguardo rivolto verso Cristo. Egli sa, secondo la tradizione agostiniana, che il cristiano che vive la città degli uomini anticipa la città di Dio! Riconosce le forze oscure del male che si rivelano nella storia attraverso tutte quelle aberranti manifestazioni che conducono alla violenza e alla morte, ma nello stesso tempo fiducioso in Colui che ha vinto la morte invita a non far morire il germe della speranza. Giovanni Paolo II è stato un uomo di speranza! Al medico che insistentemente lo cura, nel pomeriggio di quel 2 Aprile dice: lasciatemi andare alla casa del Padre, abbandonandosi così al mistero insondabile dell amore di Dio e a quel fine ultimo per cui Dio ci ha creati e cioè la felice contemplazione del suo volto. Il coraggio di dire Cristo con la sua vita, di aiutare ad abbattere i confini e sentirsi cittadini del mondo, il coraggio di saper dialogare con tutti, fanno di lui un gigante del nostro tempo, al di là di ogni sterile critica.[ ] [ ]Morire giovane è stato il segreto di Giovanni Paolo II! Quella rinnovata giovinezza dello spirito che chiediamo ogni giorno a Dio come dono il grande Papa stasera voglia impetrarci dal cielo a tutti noi che siamo qui per dirgli ancora una volta la nostra gratitudine, il nostro affetto e la nostra stima.[ ] ph Nuccia Leotta E SANTA VENERA LA PATRONA DELLA DIOCESI DI ACIREALE. Per la seconda volta, sia nell edizione del 2007 che in quella recente del 2011, dell Annuario Diocesano, viene riportato un dato errato, sebbene lo scrivente in fase di compilazione avesse fatto notare, con documenti alla mano, la verità della cosa. Mi riferisco al Patronato della Diocesi. A pagina 25 del testo viene indicata come Titolare della Cattedrale e Patrona della Diocesi, Maria SS.ma Annunziata, ma ciò non corrisponde al vero in quanto, in data 7 Giugno 1956 il Cardinale Cicognani, allora Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, accoglieva la richiesta di modifica del calendario liturgico diocesano, presentata dal Vescovo, Mons. Salvatore Russo, in data Nella richiesta, il Vescovo, alla data del 26 Luglio, scriveva: S. Venerandae, Virg. et Mart., Patrona Princ. Civitatis et Diocesis. Con tale richiesta il Vescovo indicava per la Diocesi il nuovo Patronato in sostituzione di Maria SS.ma Annunziata, Titolare della Cattedrale e fino ad allora Patrona della Diocesi. Tale richiesta non è motivata dal Vescovo, né si può supporre che altri al suo posto lo abbiano indicato, perché la lettera inviata alla Congregazione è firmata e timbrata dal Vescovo, per cui a norma del Diritto è un atto suo! S. E. Mons. Michele De Ruberto, Segretario della Congregazione per le cause dei Santi, da me personalmente consultato nel Gennaio dell anno 2000, con una lettera datata , mi comunicava la verità della cosa, e cioè che in forza del documento datato , S. Venera è Patrona della Città e della Diocesi di Acireale. Nel contempo il Prelato mi inviava fotocopia dei Documenti che custodisco in Archivio e che in fotocopia avevo consegnato ai compilatori dell Annuario perché potessero rendersi conto della verità. Anche il compianto Mons. Michelangelo Simonato, della Diocesi di Palermo, per lunghi anni scrupoloso compilatore del Calendario Liturgico Regionale, alla vista dei documenti si sentì sollevato dalle chiacchere a lui pervenute circa il fatto che l ufficio liturgico diocesano aveva rimesso le cose al posto giusto restituendo il Patronato all Annunziata, da sempre cioè dalla fondazione della Diocesi Patrona della Diocesi. L Ufficio liturgico diocesano non ha competenza specifica nella questione, perché a norma del Documento I Santi Patroni della Congregazione per il Culto Divino del , un Patronato viene richiesto dal Vescovo diocesano e approvato dalla Santa Sede. Per cui, fino a promulgazione di un nuovo Decreto Pontificio ( se il Vescovo ne farà richiesta), il Patronato della Diocesi di Acireale appartiene a S. Venera, vergine e martire, la cui Solennità (grado liturgico dei Santi Patroni) viene celebrata il 26 Luglio! Mi auguro di avere offerto un modesto contributo nella comprensione della questione in oggetto, con la speranza che non passi inosservata per evitare, nella futura compilazione dell Annuario, di persistere nello stesso, grossolano, errore! Don Roberto Strano - Direttore ULD Nella foto in basso Maria SS. Annunziata di Tuglie La cattedrale di Acireale E ubicata nell'articolata piazza del Duomo, su cui prospetta anche la basilica dei Santi Pietro e Paolo. Dedicata a Maria Santissima Annunziata, è il luogo del culto, introdotto nel 1651, di Santa Venera, patrona di Acireale, di cui conserva le reliquie in una fastosa cappella. Fu elevata a cattedrale nel 1872, anno in cui venne istituita la diocesi di Acireale.Nel XV secolo il primo edificio era costituito da una sola cappella a tre mura, contigua all'edificio attuale sul lato nord, dove si venerava un'immagine dell'annunziata. Nel 1532 si procedette all'abbattimento della cappella e alla sua ricostruzione in forme più ampie, con navate laterali e torre campanaria. La costruzione del Duomo attuale fu deliberata dal municipio l'8 ottobre 1597, iniziando poi l'anno successivo. Tutto il complesso ha subito dal 1598 continui ampliamenti e modifiche, fino a raggiungere l'aspetto attuale con le ultime modifiche. La chiesa è a croce latina, a tre navate e, dopo l'erezione della diocesi, è stata congiunta nel da un cavalcavia al Palazzo vescovile a nord, progettato dall'architetto Carlo Cocuccio. Il prospetto venne realizzato a partire dal XVII secolo. Il gruppo scultorio del portale marmoreo, rappresentante l'annunciazione, fu realizzato nella bottega messinese di Placido Blandamonte nel , portato per mare fino a Santa Maria La Scala e da qui trainato ad Aci per le impervie salite. I due campanili svettanti ai lati della facciata, pur identici, non sono coevi. Il campanile a destra del prospetto, che richiama stilemi gotico-normanni, di cui si hanno notizie dal 1544, ha seguito tutte le vicende costruttive della chiesa ed ebbe anche funzione di torre d'avvistamento. Il campanile del lato nord, a sinistra, il rosone e le restanti decorazioni del prospetto sono invece in stile neogotico, realizzati nel su progetti di Sebastiano Ittar e Giovan Battista Filippo Basile (padre del maestro del liberty siciliano Ernesto Basile).La cupola, iniziata nel 1655, fu completata solo nel 1732, su progetto dell'architetto Paolo Amico. L'interno è stato modificato nello stile predominante nel XVIII secolo, anche in seguito al terremoto del 1693 e a quello del Nella cappella di Santa Venera (risalente al 1658 e decorata poi con ricche cornici e modanature dal romano Girolamo Baragioli intorno al 1697) si conservano le reliquie e la statua della santa, opera di Mario D'Angelo ( ). In altra cappella è esposto il fercolo di argento cesellato, in stile barocco, realizzato tra il 1659 e il Gli affreschi della cappella di Santa Venera sono stati realizzati nel 1712 da Antonio Filocamo. Gli affreschi del transetto e dei pennacchi della cupola vennero realizzati da Pietro Paolo Vasta, fra il 1736 ed il 1737 (Gloria di Santa Venera, Nozze di Cana, Caino e Abele, Abramo e Isacco).Permangono nel transetto piccole zone con gli affreschi di Venerando Costanzo Varbazza. I quadri ad olio presenti nella chiesa sono: Madonna del Rosario del messinese Antonio Catalano; Natività di Nostro Signore, Sant'Anna e San Nicolò da Bari di Pietro Paolo Vasta; Angelo Custode, Sant'Antonio di Padova e San Tommaso Apostolo di Giacinto Platania ma riformati da Pietro Paolo Vasta; Immacolata Concezione di Antonino Bonaccorsi. La volta della navata centrale fu invece affrescata da Giuseppe Sciuti (entro il 1907).Nel pavimento del transetto si trova una meridiana realizzata da Christian Heinrich Friedrich Peters (1843) ed ornata con i simboli dello zodiaco da Giovan Francesco Boccaccini.La cattedrale accoglie inoltre monumenti funebri di alcuni personaggi legati alla storia della città, tra cui quelli dei vescovi Ottavio Branciforte (vescovo di Catania rifugiatosi in Acireale, morto nel 1646) e Salvatore Russo (vescovo di Acireale, morto nel 1964). L'eclettismo storicistico di metà Ottocento Prospetto principale del Duomo Dall' archivio storico dell' ing. Mariano Panebianco è stato tratto questo disegno originale, opera dell' architetto catanese Sebastiano Ittar. Sottoposto al parere critico dell' architetto prof. Giovan Battista Filippo Basile fu realizzato sotto la direzione dell' ing. Mariano Panebianco ad opera dei costruttori Francesco e Rosario Scaccianoce Scandura fù Niccolò, per quanto attiene la parte di mezzo e del campanile Nord, con contratto del 3 Giugno 1889 n 50 di rep. Il Basile, in considerazione del l'esistenza dell' originale campanile Sud nella relazione al Sindaco addì 1 Febbraio 1887, pur elogiando l'0pera dell'ittar fa alcune critiche estetiche alla composizione nelle paraste laterali del centro, della galleria orizzontale e delle statue sulla stessa. Il prospetto rivela la cultura dell' eclettismo Storicistico imperante commisto, come si vede, ad influenze stilistiche oscillanti dal "Lombardo" (sic) al barocchetto con una inframezzatura di proposizioni stilistiche incongruenti fra loro.l'opera realizzata, semplificandone il progetto, ha dato un riscontro più sereno alla composizione tra "neogotico-romanico" e barocco, con un risultato più congruente alla difficile situazione delle preesistenze del portale centrale dal Blandamone. Tratto da IMAGO URB di Maria Concetta Gravagno e Aldo Scaccianoce per gentile concessione degli autori

4 4 Sabato 4 Giugno 2011 A Nell Aula Magna G. Bianca del Liceo Scientifico Linguistico Statale Archimede di Acireale, si è svolta la celebrazione del 50 anniversario della statalizzazione del Liceo Archimede ( ). Hanno partecipato all evento tra gl altri: l assessore Regionale alla P.I. dott. M. Centorrino, l on.le Nicola D Agostino, l Assessore alla P.I. prof.ssa Nives Leonardi, i Dirigenti Scolastici delle scuole acesi, nonché alcuni sindaci ed assessori del territorio circostante. Nel corso della cerimonia il Preside Lorenzo Marotta ha consegnato una targa agli ex Presidi Giovanni Vecchio e Casimiro Nicolosi, nonché ai familiari dei Presidi Giuseppe Bianca, Francesco Pavone e Alfio Barbagallo. E stato, altresì, presentato il volume celebrativo predisposto per l occasione. Nell aula Magna è stata collocata un effige in terracotta del Preside Alfio Barbagallo, per onorarne la memoria. Inoltre, è stata inaugurata una mostra di foto e documenti riguardanti le persone e l attività di questi cinquant anni. Menzione speciale per il Liceo Archimede Si è svolta lunedì 23 maggio, presso l Aula Magna del Liceo Classico Mario Cutelli di Catania, la cerimonia di premiazione del concorso 150 anni dopo. Il valore dell unità, promosso dall Associazione etnea studi storico filosofici in collaborazione con l Istituto italiano per gli studi storico-filosofici, la casa editrice La tecnica della scuola, il Liceo Classico Mario Cutelli e il Liceo Scientifico Lioy di Vicenza. L iniziativa ha coinvolto studenti di tutte le scuole superiori del territorio nazionale, chiamati ad elaborare, in occasione del 150 anniversario dell unità d Italia, riflessioni sul tema del valore dell unificazione, scegliendo tra tre forme espressive: saggio scritto, power-point, elaborazione artistico-teatrale. I relatori hanno sottolineato, con una menzione speciale, l impegno del Liceo Scientifico Archimede di Acireale, diretto dal Preside Prof. Lorenzo Marotta, per la quantità e la qualità dei lavori realizzati. La partecipazione al concorso per l Archimede rientrava nelle finalità di un progetto inserito nel Piano dell offerta formativa dell anno scolastico e dal titolo L eredità del Risorgimento. Il progetto, le cui referenti, per conto del Dipartimento di storia e filosofia, sono state le prof.sse Marinella V. Sciuto e Teresa Vespucci, è stato rivolto a tutte le IV e le V classi ed è stato realizzato attraverso il coinvolgimento di cinque docenti di storia del Liceo, le quali, attraverso la presentazione di alcuni saggi di recente pubblicazione da parte di storici specialisti di storia contemporanea, hanno fornito agli studenti gli stimoli opportuni per una disamina delle principali tesi storiografiche attorno ad alcuni nodi fondamentali. In particolare sono state realizzate le seguenti lezioniapprofondimento: I protagonisti del dibattito risorgimentale, a cura della prof.ssa Teresa Vespucci; Italia, Bella e perduta a cura della prof.ssa Piera Cariola; Garibaldi e la rivoluzione del 1860, a cura della prof.ssa Elena Faraci; La questione meridionale: le masse meridionali dal sanfedismo al brigantaggio, a cura della prof.ssa Paola Lizzio, I cattolici nel processo risorgimentale, a cura della prof.ssa Marinella V. Sciuto. Ai ragazzi è stata fornita preventivamente una bibliografia essenziale che includeva, tra gli altri, testi quali Astuto A., Garibaldi e la rivoluzione del L impresa militare, le istituzioni e la lotta politica, (Bonanno), Banti A. M. (a cura di), Nel nome dell Italia. Il Risorgimento nelle testimonianze, nei documenti e nelle immagini (Laterza,2010), De Rosa L., La provincia subordinata. Saggio sulla questione meridionale (Bari, Laterza, 2004), Formigoni G., L Italia dei cattolici. Dal Risorgimento ad oggi (Bologna, Il Mulino, 2010), Gentile E., Né Stato, né Nazione. Italiani senza meta (Bari, Laterza, 2010), Villari L., Bella e perduta. L Italia del Risorgimento (Bari, Laterza, 2009), i cui riferimenti sono esplicitati nei lavori prodotti dagli studenti per la partecipazione al concorso. Tra i lavori esaminati dalla commissione giudicatrice, sono stati ritenuti meritevoli di premiazione il saggio dal titolo 150 anni dopo. La questione meridionale elaborato da Fabio Scavo (classe IV E), vincitore del primo premio della sezione saggio, e il power-point Il valore dell unità elaborato da Alessia Bosco e Giulia Passaniti (classe IV E), classificatosi al terzo posto per la sezione power-point. Gli elaborati sono stati curati dalla prof.ssa Paola Lizzio. Le motivazioni addotte dalla commissione giudicatrice sono state le seguenti. Per il saggio breve: Si tratta di un testo che con coerenza e puntualità ricostruisce il processo unitario, individuando non solo le tappe fondamentali che lo hanno preceduto e i problemi emersi ad unificazione avvenuta, ma, anche, affrontando, con lucidità, i problemi del nostro presente. Decisamente interessante, ad esempio, l analisi delle tematiche connesse alle recenti modifiche del titolo V parte II della nostra Costituzione. Di notevole spessore i riferimenti storiografici. Per il power-point: Il power point, anche grazie ad un accurata selezione delle immagini, ricostruisce in modo esauriente il processo storico-politico, europeo e italiano, che, a partire dalla seconda metà del settecento, ha posto le basi per lo sviluppo del processo unitario. Tale puntuale ricostruzione non fa, però, rinunciare le autrici ad interrogarsi sul presente. L ultima diapositiva, infatti, ricorda, lucidamente e senza alcuna retorica, i problemi non risolti di questa Italia bella e perduta.

5 A Sabato 4 Giugno Un volume speciale per la ricorrenza del 50 Anniversario della Statalizzazione Il Volume, che abbiamo voluto dedicare alla felice ricorrenza del 50 anniversario della statalizzazione del liceo Archimede, ripercorre, se pure a grandi linee, il cammino di crescita dell'istituto, da quando, il 30 settembre 1961, fu riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione Statale. Uno sguardo all'indietro, alla ricerca di luoghi, di volti, di ricordi, dalle iniziali prime classi statali, ospitate nell'edificio di via Ruggero Settimo fino alla nuova e confortevole sede, inaugurata nel 1981 di via Ludovico Ariosto. La richiesta di sempre maggiori iscrizioni di alunni da parte delle famiglie del territorio etneo, il moltiplicarsi di nuovi percorsi sperimentali di indirizzi di studi ( dal Piano Nazionale Informatico, alla Sezione Linguistica, a quella Bilinguistica ed Astrofisica ), unitamente alla ricchezza e alla varietà delle diverse iniziative parascolastiche ( dal cinema, al teatro, alla musica, allo sport, agli scambi culturali, agli stage nelle scuole estere, agli incontri con Autori e Personalità del mondo scientifico) hanno portato il Liceo Archimede alle attuali dimensioni di qualità culturale e di numero di iscritti ( 1700/1800 alunni). Una popolazione scolastica notevole, che ha richiesto sempre nuovi locali, che l'ente Provincia non ha mancato di assicurare attraverso la messa in opera di n. 3 prefabbricati e, da ultimo, l'adeguamento dell'ex casa del custode in edificio scolastico. Dal 1 settembre 2008 il Liceo Scientifico Archimede si arricchisce anche di una Sede Associata nel Comune di Aci Bonaccorsi con il funzionamento di due prime classi. Con la Riforma dei Nuovi Licei, prevista dal DPR 15 marzo 2010, n. 89, il Liceo Archimede assume l'attuale denominazione giuridica di Liceo Scientifico e di Liceo Linguistico Statale, essendo state eliminate tutte le precedenti sperimentazioni autorizzate. Ma, se questo è stato l'iter giuridico e di crescita di questa istituzione scolastica, una parte La ceramista Carmen Cutuli consegna al Preside Lorenzo Marotta il bassorilievo del Preside Alfio Barbagallo di rilievo va riconosciuta ai diversi presidi che si sono succeduti, che, assieme al corpo docente ed al personale Ata, hanno saputo rispondere con intelligenza e spirito di servizio alle nuove sfide culturali e di formazione civile dei giovani alunni. Per questo ho voluto che al Volume celebrativo del cinquantenario della statalizzazione dell'archimede collaborassero attivamente i colleghi presidi Casimiro Nicolosi e Giovanni Vecchio, nonché i vice-presidi, i collaboratori, i docenti, gli alunni e gli ex alunni ed ex docenti, che ringrazio di cuore. Un Volume, che assieme alla Mostra di documenti, di foto e di testimonianze raccolte, esprime significativamente il senso di appartenenza di tutti coloro che, a vario titolo e nei diversi anni, hanno lavorato e contribuito alla storia del liceo Archimede, da sempre una Istituzione scolastica di prestigio per un territorio e una Città degli Studi, qual è stata e vuole essere Acireale. Un recupero di memoria, ma anche un patrimonio di valori umani e intellettivi da affidare alle generazioni future. Per questo nella targa ricordo da scoprire all'ingresso dell'aula Magna "Giuseppe Bianca", primo preside del Liceo scientifico Statale, ho voluto che si scrivesse" per una scuola colta nel segno della continuità e dell'innovazione ", a significare il debito di riconoscenza che il presente del liceo Archimede ha nei confronti di quanti in passato hanno operato. L'omaggio al preside Alfio Barbagallo, con la predisposizione della sua effigie in terra cotta da aggiungere a quelle già esistenti dei presidi Manzoni, Bianca, Pavone nell'aula Magna, ne è una ulteriore significativa testimonianza. Il Volume presenta anche una sezione dedicata ai Saggi, come espressione di quella ricerca metodo logica e culturale sulla quale si basa l'innovazione, intesa questa non solo come utilizzo delle moderne tecnologie informatiche e multimediali, ma anche e soprattutto come amore di sapere. Non si può dare, infatti, una scuola colta se non si tiene vivo, all'interno della vita scolastica, il gusto della lettura e del confronto culturale come momento di ascolto e di arricchimento interiore. Solo con docenti motivati, ricchi culturalmente e disponibili a " crescere" con i loro alunni, è possibile assicurare all'insegnamento una vera qualità tanto necessaria per la formazione integrale dei nostri giovani. Lorenzo Marotta Preside Liceo Scientifico e Linguistico Statale "Archimede" - Acireale

6 6 Sabato 4 Giugno 2011 A Ritorno al futuro: il convegno di maggio per gli ex-allievi del San Michele L annuale, festoso incontro degli ex-allievi, si è svolto il 22 maggio. Giove Pluvio, questa volta, non era favorevole: ma il popolo non se n è dato per inteso ed è accorso numeroso: citazione dantesca d obbligo, come colombe dal disìo chiamate. C erano diversi studenti in servizio dell ultima generazione. E c erano soprattutto molti dei vecchi, che volevano incontrare nuovamente i compagni di classe mai dimenticati, rivangare storie, far rivivere ricordi. Moltissimi erano coloro che festeggiavano i cinquant anni dalla conseguita maturità. Prima della cronaca, però, mi sembrano opportune alcune considerazioni. Questi incontri di ex allievi non riguardano soltanto un rivangare dei ricordi, rapporto di sentimento con il buon tempo antico. C è, prepotente, la volontà di esprimere la propria identità, di confrontarsi sul cammino percorso, di riscoprire origine e significato del proprio essere così in un mondo che sembra voler esaltare una sorta di grande fuga dai vincoli che sono fondamento della società: disponibilità al sacrificio, altruismo, lealtà. Se questi schemi si allentano, cede la famiglia, si affievolisce l interesse per l altro, l etica cede al puro schema di guadagno ad ogni costo. Beh, l incontro degli ex vuol dire: noi siamo qui, cercate di fare come noi. In questa prospettiva si comprende il ruolo insostituibile della scuola d ispirazione cattolica, che non è semplice scuola confessionale. Mai sopiti rancori riaffiorano in questi giorni, contro la scuola dei preti. Allora bisogna risvegliare nella società la cultura della parità scolastica, che non è un privilegio per pochi, ma un sistema che valorizza tutte le risorse in un autentico servizio pubblico. Non c è conflittualità, ma competizione fra scuola pubblica e privata. Se si superano i pregiudizi e si guarda con serenità all impegno delle scuole cattoliche nella società, si superano facilmente anche le ragioni delle contrapposizioni fra scuola pubblica e istituzione privata, tra scuola laica e cattolica, tra modernità e tradizionalismo: armamentario ideologico sterile, che appare in tutta evidenza inadeguato ad interpretare il presente. Intanto, però, le istituzioni scolastiche legate agli ordini religiosi vanno cedendo: ad Acireale, per la scuola secondaria superiore, è rimasto solo il liceo scientifico San Michele. Primi incontri nel grande atrio dell Istituto: fuori piove! Tra le altre cose, al tavolo della segreteria si può ritirare il n. 20 della rivista IN AEVUM fresco di stampa: destano ammirazione, tra l altro, le pagine a colori dedicate al liberty dell istituto, documentatissimo articolo scritto da due ex-allieve, ora studentesse universitarie, Laura Bonaccorsi e Cristina Di Guardo. Si apre con la Messa, nella bella cappella dell istituto affrescata ad inizio secolo: c è chi si ferma a guardare (come ha fatto, magari, tante volte da ragazzino) un angelo biondo che il pittore ha raffigurato in modo tale che sembra seguirti con gli occhi in qualunque posto tu ti metta. Parla, al momento dell omelia, il p. Cantarella, direttore dell istituto: un pensiero viene rivolto anche a mons. Giovanni Battista Arista, l indimenticabile vescovo di Acireale, recentemente proclamato venerabile, che dell Istituto fu allievo e poi direttore per lunghi anni. Finisce la Messa, e mentre si formano i gruppi di amici (consorti e figli al seguito, per molti), c è l inviato di un emittente Tv che intervista il prof. Musmeci, presidente dell associazione: gli chiede un idea sul perché e il come dell incontro. E lui lo riassume con due parole: amicizia e orgoglio. Facile il riferimento alla prima, ritrovare i compagni di scuola e l atmosfera di un tempo; per l orgoglio, ritorna il pensiero che la scuola cattolica è stata fucina di formazione, di proposta di ideali, di indicazioni precise sulle motivazioni dell essere: poter dire, io sono stato parte di un mondo che tende alla perfezione. E, ripete, i valori assimilati allora assumono un significato più importante oggi, che la società e la scuola sembrano non essere capaci di risolvere la crisi dei giovani. Ma come allora, anche oggi una scuola cattolica come il San Michele ha molto da offrire per la formazione delle nuove generazioni. E il momento dell assemblea, che si riunisce sulle note dell inno musicato da Chines cent anni fa, In Aevum, per sempre. Subito un applauso e parole commosse per il p. Alfio Cantarella, che compie quattro volte vent anni. Poi, il saluto all assemblea da parte del presidente, prof. Rosario Musmeci, si sviluppa in considerazioni sulla celebrazione del secolo e mezzo dell Italia unita. Il discorso ritorna sull idea di un unificazione condotta senza e contro i cattolici, che non tiene più alla luce di un attenta critica storica. E il momento di riscoprire l apporto concreto dei cattolici all unità d Italia, com è stato recentemente testimoniato da Benedetto XVI e dal Presidente Napolitano. L Unità d Italia non può essere ridotta solo alle battaglie per l unificazione territoriale. Significativo il concetto di Unità d Italia che Alessandro Manzoni proclama nell ode Marzo 1821 che introduce un nuovo e più alto concetto di nazione : «Una gente che libera tutta / o fia serva tra l Alpe e il mare;/ una d arme, di lingua, d altare,/ di memorie, di sangue e di cor». Ci sia allora questa nostra Italia unita, ma considerata per tutte le doti che sottolinea il cattolico Manzoni, come organismo vivo e vitale.. Alla base, può ben esserci l idea di Stato enunciata da Sturzo, che è ancora oggi attuale: Per noi lo Stato è la società organizzata politicamente per raggiungere i fini specifici; esso non sopprime non annulla non crea i diritti naturali dell uomo, solo li tutela, li riconosce, li coordina nei limiti della propria funzione politica. [...] Lo Stato non crea l etica, la traduce in leggi e vi dà forza sociale. Questo è il pensiero cattolico che intende tracciare una via. Benedetto XVI lo ha precisato, nella lettera al presidente Napolitano: si deve riconoscere che, se fu il processo di unificazione politico-istituzionale a produrre quel conflitto tra Stato e Chiesa che è passato alla storia col nome di "Questione Romana", suscitando di conseguenza l aspettativa di una formale "Conciliazione", nessun conflitto si verificò nel corpo sociale, segnato da una profonda amicizia tra comunità civile e comunità ecclesiale. L identità nazionale degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquistata unità politica. In definitiva, la Conciliazione doveva avvenire fra le Istituzioni, non nel corpo sociale, dove fede e cittadinanza non erano in conflitto. Lo Stato in sé ha bisogno di un popolo, ha affermato recentemente il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, ma il popolo non è tale in forza dello Stato, lo precede in quanto non è una somma di individui ma una comunità di persone, e una comunità vera e affidabile è sempre di ordine spirituale ed etica, ha un anima. Ed è questa la sua spina dorsale. Ma se l anima si corrompe, allora diventa fragile l unità del popolo, e lo Stato si indebolisce e si sfigura. Ciò accade quando si oscura la coscienza dei valori comuni, della propria identità culturale. Parlare di identità culturale non significa invito a ripiegarsi o chiudersi in un mondo ristretto; si tratta di non sfigurare il proprio volto: senza volto infatti non ci si incontra, non si riesce a conoscersi, a stimarsi, a correggersi, a camminare insieme, a lavorare per gli stessi obiettivi, ad essere popolo. Lo Stato non può creare questa unità, che è pre-istituzionale e pre-politica, ma nello stesso tempo deve essere attento e preservarla e a non danneggiarla. Sarebbe miope e irresponsabile attentare a ciò che unisce in nome di qualsivoglia prospettiva. Una considerazione ha concluso il breve discorso di Musmeci. Non si può pensare ad una società in cammino senza riferirci alla scuola. Anche qui, ampi dibattiti sono condotti da gente non sempre informata delle realtà che si vivono in trincea, dov egli ha vissuto per decenni le proprie esperienze prima in istituti legalmente riconosciuti e poi nella scuola statale (professore, poi preside, infine ispettore tecnico del MIUR). Ci si fermi un attimo a considerare il ruolo della nostra scuola, di principi e stile cattolici. Si guardi con orgoglio a questo mondo che tiene botta, come si dice, con un azione cui contribuisce senza dubbio un progetto educativo inteso a offrire una formazione culturale e una formazione professionale di base, e a promuovere negli alunni la consapevolezza che ogni onesta attività lavorativa e professionale è degna dell'uomo e utile alla società. La scuola cattolica è infatti impegnata a guidare gli alunni nella conoscenza di se stessi, delle proprie attitudini e delle proprie interiori risorse, per educarli a spendere la vita con senso di responsabilità, come risposta quotidiana all'appello di Dio. In un simile contesto, la scuola cattolica aprirà gli alunni a consapevoli scelte di vita: alla vocazione per una famiglia, alla vocazione al sacerdozio o alla speciale consacrazione, all'apostolato laicale, all'impegno professionale e sociale, in un fondamentale spirito di gratuità e di servizio. A questo punto è diventato protagonista dell assemblea l avv. Salvatore Trovato, ex-allievo di ottantacinque anni, attraverso le cui mani sono stati consegnati diplomi e medaglie agli exallievi che ricordavano il cinquantenario, il venticinquennio, i quindici anni dalla conseguita maturità. E sono state consegnate le tessere dell associazione agli studenti maturandi: augurio per loro ( di diventare fra pochi mesi ex-alunni.. ) e speranza di energie nuove a rinvigorire l associazione. Una nota aggiunta: i cinquantenni hanno ricevuto, oltre al diploma e alla medaglia (orgogliosamente attaccata al bavero della giacca!), una copia del quadro, la grande fotografia che immortalava gli allievi del 1961, centenario dell unità d Italia: idea del dinamico dott. Rino Barletta. Finita l assemblea, è rimasto il tempo per gli animati capannelli: in genere, gruppetti di compagni di classe che discutevano animatamente di quel ch era stato e del tempo presente; altre foto immortalavano gli incontri e riprendevano quel paesaggio (le mura, i cortili, il campo sportivo, il giardino, la voliera..) che era stato teatro delle emozioni giovanili. Il pranzo sociale nel grande refettorio, allietato dal bun vino dell Etna offerto dall ex-allievo Rodolfo Cosentini, ha concluso la giornata: non pochi erano commossi nel ricordo delle tavolate allegre di molti, molti anni fa; mentre i più giovani (tra loro anche alcuni maturandi) ascoltavano interessati il fluire dei racconti. Rosario Musmeci Foto Michele Pennisi

7 A Sabato 4 Giugno Acireale dice "no" alla tassa di soggiorno. Salvo Zappalà, presidente di Acirealehotels, il consorzio al quale aderiscono gli alberghi che operano sul territorio, esprime la soddisfazione degli associati a seguito della decisione adottata dalla Giunta comunale acese di non istituire il "famigerato" ulteriore balzello di cui si è molto discusso in Italia nelle scorse settimane. "Non possiamo che ringraziare il sindaco, gli assessori, soprattutto il Vice Sindaco Pippo Basile che ha la delega al bilancio, per avere bene interpretato le grandi difficoltà in cui siamo costretti a lavorare - commenta Zappalà - in un contesto di grave crisi quale quello attuale, infatti, il peso dell'ulteriore tassa sarebbe stato sopportato esclusivamente dagli albergatori e non certo dai turisti che visitano la nostra città". I dati di recente sfornati hanno evidenziato timidi segnali di ripresa nel corso del primo trimestre del 2011, ma gli albergatori, seppur incoraggiati da tali possibili spiragli di inversione del trend negativo, non parlano certo di vera e propria ripresa. "Le condizioni di criticità, più volte evidenziate, continuano a persistere - conclude Zappalà - in particolare, le nostre aziende registrano ancora una riduzione del prezzo medio di vendita. Per cercare di trovare opportune soluzioni e per tentare di fornire una boccata d'ossigeno agli asfittici bilanci degli alberghi acesi, in sinergia con i dirigenti del Comune sono stati programmati diversi incontri finalizzati ad approntare, soprattutto, efficaci azioni di marketing territorile per "risvegliare" l'interesse dei flussi turistici sulla destinazione Acireale che, con i suoi borghi, con il sistema idrotermale e con la splendida Timpa, si pone come nodo centrale del distretto "Etna Coast" che a breve sarà ufficialmente riconosciuto dalle competenti istituzioni regionali". Alla presenza di numerose autorità autorità civili e religiose, con la partecipazione di S.Ecc. Mons.Giuseppe Malandrino e di un folto pubblico attento ed interessato, in Aci Catena, in omaggio al Grande Papa Giovanni Paolo II, la cittadinanza catenota ha voluto realizzare una manifestazione di grande pregio e di alto significato culturale, artistico e religioso con la presentazione del libro "arol-pietra del terzo millennio- Poesie in ricordo di Papa Giovanni Paolo II " di Rosa Anna Asero. In questa raccolta poetica che si apre con alcuni versi giovanili di arol Wojtyla, dedicati alla madre, la poetessa parla di Papa Wojtyla tessendo con Lui un emozionante dialogo spirituale, dove la presenza del caro Pontefice si fa palpabile e le parole dell'autrice si fanno canto e melodia. Seguono parecchi messaggi rivolti al mondo dal Grande Papa nel corso del suo lungo Pontificato, che ispirano la poetessa Asero per un intenso ricordo dell'amato Pontefice, da pochi giorni annoverato tra i Beati della Chiesa Cattolica Universale. E' stato un grande evento cittadino, con momenti di riflessione spirituale, all'insegna della poesia e della musica. L'esecuzione dei canti è stata curata dal Gruppo Corale "Claudio Monteverdi" di San Cataldo, diretto dal Maestro A.Fiore (autore dei brani musicali su testo della stessa Poetessa). Significative proiezioni di immagini della vita del Santo Padre hanno sottolineato con più forza la serata commemorativa. DORA PENNI PILLOLE DEL CASALOTTO Un importante e partecipato convegno su L energia e le sue fonti rinnovabili si è tenuto nella Sala Cantarella del comune del Casalotto. Presieduto dal vice sindaco, Stefano Finocchiaro, ( foto - ha portato anche i saluti dell amministrazione) questi ha detto che L utilizzo delle fonti rinnovabili diventa sempre più una risorsa che il cittadino deve sfruttare perché oltre alla salvaguardia dell ambiente può mirare con oculatezza al contenimento del bilancio familiare. Bollette più leggere attraverso l utilizzo dell energia solare e riciclo delle materie prime per un abbattimento dei costi in generale dei prodotti di largo consumo. Si sono poi svolte le relazioni dell ing. Gianluca Proto (responsabile dell Ufficio ARSE) che ha parlato dello scenario politico energetico ; è stata poi la volta dell ing. Carlo Leucata che ha relazionato sugli esempi pratici di impianti efficienti mentre ha chiuso i lavori l ing. Carmelo Ivan Cavalli che ha illustrato il solare termico.il secondo appuntamento con l ARSE è per sabato 11 giugno: Risparmio energetico e Detrazioni Fiscali. Nell ambito delle attività educativo - didattiche promosse dagli OO.CC. del Circolo Didattico di Aci Sant'Antonio diretto dal Prof. Salvatore Musumeci, particolare rilevanza ha avuto il progetto UNICEF di Istituto la cui Referente Ins. Grazia Quattrocchi collaborata dagli insegnanti della Commissione Trovato Adele, Riggio Maria Igea, Fisichella Giuseppa e Grasso Maria ha consentito la mobilitazione, il consenso e l impegno di tutti al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino svantaggiato. La cerimonia d investitura ha avuto luogo il 19 maggio. Il Circolo Didattico di Aci Sant'Antonio è stato insignito Scuola Ambasciatrice di Buona Volontà. La manifestazione tenutasi presso l Oratorio Monsignor Pulvirenti ed allietata dai bambini del Coro di Istituto, magistralmente diretto dall Ins. Mauro Maria Grazia, alla presenza del Sindaco Dott. Giuseppe Cutuli, difensore dei diritti dei bambini, dell Assessore alla Pubblica Istruzione Dott. Giampiero Marchese, dei Consiglieri Comunali Micalizzi e Tonzuso e di un folto pubblico costituito prevalentemente da genitori e bambini ha visto la Scuola al centro di un importante riconoscimento. Infatti l UNICEF, l Organizzazione mondiale dei diritti e delle condizioni di vita dell Infanzia e dell adolescenza ha consegnato, per tramite il suo Presidente Provinciale Prof. Enzo Lorefice, presente alla cerimonia, la pergamena e la bandiera dell UNICEF per l impegno dimostrato a favore dei bambini e dei Paesi in via di sviluppo e per aver saputo diffondere il messaggio UNICEF di solidarietà e di pace. Visibilmente soddisfatti il Dirigente Scolastico i bambini, i docenti e il pubblico intervenuto. ph Nuccia Leotta Mariella Battiato NATI PER UN SOGNO - VIVERE INSIEME L Associazione NATI PER UN SOGNO Onlus e l Associazione ONLUS Vivere Insieme hanno inaugurato la loro nuova sede di via Fabio 1 ad Acireale. Hanno accolti i numerosi intervenuti il P r e s i d e n t e dell Associazione Nati per un Sogno dott. Francesco Pulvirenti, le dott.sse Graziana Russo, Tania Bisconti e Lidia Pulvirenti in qualità di soci fondatori, insieme a Adele D Anna e Lucia Leonardi. Mentre per l Associazione Vivere Insieme erano presenti Il Presidente la sig.ra Sara Primavera e il v.presidente Giuseppina Menza. All inaugurazione sono intervenuti l on.le Nicola D Agostino e il Direttore del Distretto la dott.ssa Agata Lanteri (nella foto mentre tagliano il nastro inaugurale). Associazione Nati per un Sogno L Associazione nasce dall idea e dall impegno di un gruppo di esperti professionisti che hanno deciso di intervenire nelle realtà disagiate, in favore di quanti vivono in stato di difficoltà sociale, psicologica e fisica. L Associazione intende promuovere varie attività, in particolare laboratori artistici e ricreativi,servizi e consulenze sociali,di counseling e psicologiche, sportello ascolto,sostegno a coppie,a famiglie ed individuali, gruppi d incontro e di auto-aiuto,educazione socio-sanitaria,consulenze psico-motorie,mediazione familiare, progetti e conferenze nel campo del disagio. Le attività promosse dall Associazione, saranno espletate da competenti professionisti presso la sede Associazione Vivere Insieme L'associazione è nata da un grande desiderio di condivisione di genitori, parenti e amici di persone speciali ma anche dall'esigenza di trovare risposte concrete ai problemi dei nostri ragazzi e delle nostre famiglie. Riteniamo indispensabile valorizzare l'importanza dei genitori, come cittadini attivi, nel percorso di crescita sociale e civile dei nostri ragazzi. Ci proponiamo di abbattere ogni tipo di barriera, fisica o mentale, nei confronti dell'handicap, integrazione ed autonomia, infatti, sono le nostre parole d'ordine! I destinatari diretti di tutte le nostre attività sono sempre i ragazzi e le famiglie. I COLORI DELL ESTATE NELL ARTE Nuovo appuntamento presso la sala Mnemosyne ad Acireale, per la collettiva di pittura, scultura, fotografia e poesia, prevista dal 24 al 30 giugno, dal tema I colori dell estate nell arte. Da quando la sala Mnemosyne ha aperto i battenti, la dea madre delle muse, è riuscita sotto la guida degli organizzatori il principe Don Salvatore Coco, presidente dell Associazione Federico II - Federiciani, il Critico d arte federiciano la Dott.ssa Rita Nicotra, il Cerimoniere Barone Nunzio Spitaleri ed il Marchese Rosario Viola, ad aggregare a sé numerosi artisti che, attraverso vari forme espressive, hanno permesso di far rivivere ai visitatori un atmosfera d altri tempi. La mostra L Etna nell arte appena conclusasi ha permesso a quanti ne hanno preso parte di divenire protagonisti del paesaggio etneo. L Etna non rappresentava più solo un vulcano alle pendici della Sicilia orientale ma è divenuto espressione propria di chi lo osservava. Si è guardato ed ascoltato il vulcano, attraverso una prospettiva diversa, scoprendo un Etna sempre nuovo. Varcando l arco di pietra lavica che impera della sala Mnemosyne e grazie agli artisti: Amato Loredana, Corpaci Rosalia, Costanzo Maria Stella, Famà Carmelo Alessandro, Fichera Angela, Frezza Giuseppe, Grasso Giò, La Piana Valeria, Leocata Giovanna, Libra Rosa, Mirabella Maria, Papotto Silvia, Privitera Gabriella, Rapaglià Salvo, Viola Alessandra (pittori); Bella Anna e La Rocca Licio (fotografi); Auteri Francesco,Bella Anna, Baglieri Giusi, Libra Rosa, Raciti Nicola, Gullotto Luciano, Tuccari Carmela, Spitalieri Nunzio, Turco Francesco (poeti) e gli approfondimenti culturali tenuti dai relatori: prof. D Ambra Salvatore, dott. Giusa Salvo, Avv. Trovato Salvatore, Canonico prof. Don Pappalardo Salvatore, dott. Spitaleri Nunzio (relatori), la nera sabbia dell Etna ha assunto le sfaccettature più varie. Ogni artista che intende partecipare alla futura collettiva I colori dell estate nell arte, permettendo ai visitatori ed alla città di tuffarsi nei colori estivi, è invitato a proporsi iscrivendosi alla collettiva presso la sala Mnemosyne in via Marzulli-39, dalle ore alle (tel , Marinella Coco A scuola d impresa Informazione e Formazione. Queste le parole chiave del seminario dedicato ai giovani sulle possibili prospettive occupazionali che si è tenuto nell istituto tecnico economico A. Majorana. A scuola d impresa è stato il tema del convegno promosso dall assessorato alle Politiche della scuola della provincia di Catania e dalla cooperativa Lemon tour con lo scopo di creare un integrazione tra apprendimento e lavoro e diffondere la conoscenza delle nuove politiche nazionali e comunitarie a favore dei giovani per l inserimento nel mondo del lavoro. Il seminario, organizzato in collaborazione con l Unicoop, ha voluto essere un importante momento d incontro, di dibattito e confronto tra autorità, top- manager e associazioni per verificare, nei diversi settori economici e sociali, le prospettive occupazionali grazie alla presenza di nuove leggi che supportano i giovani per la costituzione di un impresa mediante l accesso a fondi europei. Dopo i saluti dell assessore provinciale alle Politiche della Scuola, Giovanni Ciampi, del capogruppo Pdl alla Provincia, Gianluca Cannavò, e del presidente regionale Unicoop Sicilia, Felice Coppolino, avrà inizio il dibattito. I lavori saranno coordinati dal dott. Marco Romano, dirigente generale del dipartimento generale delle Attività produttive, dalla dott.ssa Eleonora Contarino, dirigente Unicoop della Provincia di Catania, e dalla dott.ssa Anna Maria Di Vanni, dirigente Unicoop Sicilia. L incontro è rivolto a tutti gli alunni che frequentano l ultima classe degli istituti scolastici superiori e si preparano all ingresso nel mondo del lavoro. «Il nostro auspicio ha spiegato Lucia Calderone, presidente di Lemon tour (nella foto) - è che questo seminario sia solo l inizio di un percorso comune pubblico - privato per l introduzione dei giovani nel mondo del lavoro attraverso il maggior numero di iniziative possibili e che, a partire da quelle singole, si arrivi al coordinamento più ampio di progetti trasversali - tra classi di istituti diversi, tra scuole differenti - per infondere un informazione e una formazione al lavoro che riescano a fare leva sulle coscienze dei ragazzi, consapevoli della loro condizione di cittadini in erba, la cui coscienza civica e lo spirito critico iniziano a delinearsi e a maturare proprio fra i banchi di scuola. CompuTecnica Riparazione computer a domicilio A A: Anno VII, numero 11 del 4 Giugno Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania IL GIORNALE Sede: via M. di Casalotto Aci S.Antonio Redazione: via Alliotta, Acireale - Tel.- Fax Site: DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: TM di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel Distribuzione e arretrati: DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel

8 8 Sabato 4 Giugno 2011 A Nel suono dell Anima Un autentica ovazione ha accompagnato il finale del concerto che Antonello Tonna ed i suoi splendidi musicisti (Laura Lo Re, Dario Miano e Marco Antonio Favorito) hanno offerto alla numerosissima platea che ha affollato la sala Visconti dell Hotel Excelsior Palace Terme. La manifestazione, per beneficienza a favore delle Piccole Sorelle dei Poveri di Casa Mia, organizzata dal Cine Foto Club Galatea e dal giornale A, si è avvalsa della partecipazione di tutti i Club Service della Città, di tantissime associazioni culturali, di operatori commerciali e bancari, oltre all importante patrocinio della Città di Acireale e della Provincia di Catania. Anna Pavone, con la consueta bravura che la contraddistingue, ha condotto l elegante pomeriggio presentando la finalità dell evento, la Madre Superiora delle Piccole Sorelle dei Poveri di Casa Mia, Suor Anna, la scaletta dei brani eseguiti da Antonello Tonna & C., chiacchierando con Turi Consoli e con la prof. Giuseppina Grassi Nicolosi.e l ass.re Nives Leonardi ed in ultimo con quella che è stata proclamata sul campo Dea di Acireale, Mariella Gennarino, reduce di un tour de force a Taormina ed anima vera della manifestazione organizzata ad Acireale. Tutti soddisfatti? Pensiamo proprio di si considerando che il finale, travolgente di ritmo e di sensazioni, ha dato l occasione di tastare con particolare interesse quanto le buone azioni sono importanti in questo mondo che non è fatto, meno male!, solo di TV imbecille o di ragli di cantanti super pagati. Una citazione d obbligo: tutti coloro che hanno partecipato hanno offerto i loro servizi e prestazioni quasi gratis (dall utilizzo della sala, al service, al pianoforte, alla grafica ) se non è beneficienza questa! ph Nuccia Leotta Immagini del passato proiettate nel futuro Queste le ultime parole pronunciate dal radiocronista Nino Garozzo al termine dell indirizzo di saluto (e di grande stima ed affettuosità) rivolte alla numerosissima assemblea che ha partecipato all incontro sportivo che Gaetano Rizzo (pardon, il dott. Gaetano Rizzo), ha organizzato per presentare Beppe Papadopulo. Un incontro che facilmente poteva pronosticarsi come un successo, ma che nemmeno il più ottimista degli sportivi poteva considerare un autentica invasione di sportivi granata. Gocce di sentimenti, lacrimucce che spuntavano facilmente sotto corazze di visi che nemmeno te lo aspetti, un amarcord che, probabilmente, lo stesso condottiero granata dell epoca, non era convinto di trovare. Acireale sportiva, l Acireale del pallone, quello di una volta, però, non dimentica la voglia di essere grandi, di essere stati grandi, di potere aspirare a traguardi, oggi impensati!, che riporterebbero la nostra Città in un posto che probabilmente ci hanno scippato. E lo testimoniano alcune considerazioni (ricordi) di Antonio Rapisarda, di Pietro Infantino, di Orazio Sorbello, e le puntuali e sempre precise considerazioni di Pippo Contarino e di Alessandro Patanè. Gaetano Rizzo ha condotto con la solita e simpatica presentazione il favoloso pomeriggio sportivo mentre qualcuno, fuori, suonava la mitica tromba d assalto. Forza Granata, Forza Acireale Fateci sognare, ancora una volta.t.c. HO INCONTRATO MIO MAGTRO al teatro Maugeri di Acireale è stata rappresentata L ALTALENA. Gli interpreti erano attori nostrani e non, visto che sempre più spesso li ritroviamo anche nei canali nazionali, Tuccio Musumeci, Guia Jelo e Miko Magistro. Alla fine della serata, solo per mera fortuna, ho avuto la possibilità di parlare con Miko Magistro. Fa sempre un certo effetto sentire un attore comico dialettale: spesso sembra l antitesi di ciò che noi pubblico, ricordandoci dei loro personaggi, ci immaginiamo loro siano: quasi un appendice di coloro che spesso interpretano. Attorniato da noi, lui parlava, con tono pacato, tra il melanconico e il nostalgico nella vita bisogna dare un senso a ciò che si fa, solo così si può essere sereni, lasciando, soprattutto, spazio a tutto ciò che ci preme da dentro e che vuole uscire per esplicarsi. Ha accennato alla passione per la pittura, gioia per i suoi amici, all amore per la casa, come nido, e per la cucina, specialmente quando può dilettare i suoi ospiti Mentre parlava, mi dicevo: guarda un po, vieni a teatro per assistere ad un opera comica e invece porti a casa un pensiero, una riflessione sulla vita che ti servirà, domattina, ad affrontare la giornata con un suggerimento in più. Mariella Di Mauro LETTERA AL DIRETTORE Egregio Direttore, Ho letto con piacere sul suo giornale quanto non si è visto da nessun altra parte: la constatazione che il giro d Italia di ciclismo è riuscito a rendere quelle poche fortunate strade sicure e percorribili. Alcuni amici, che hanno condiviso con me alcune battaglie relative alla sicurezza stradale, mi hanno contattato per dirmi: hai visto Paolo, tutte le tue denunce ed inviti ad interventi per rendere alcuni tratti sicuri non sono stati ascoltati da nessuno. E passato il giro d Italia e sono stati trovati i soldi... L associazione AciGaia, che io presiedo, ha per esempio spesso denunciato lo stato di degrado della via Carico, nella popolosa frazione di S.M.Ammalati, denunce che avevano trovato risposta: Non ci sono soldi per la bitumazione delle strade, strada bitumata due giorni prima della famosa corsa. Un mio caro amico, che utilizza quotidianamente la via Cisterna a due Bocche, sempre nella frazione di S.M.Ammalati, pochi giorni fa ha danneggiato la sua vettura assistendo alla rottura di una parte della sospensione: gli ho detto che è stato sfortunato perché utilizza una strada che non è stata percorsa dal giro d Italia e, appartenendo ai comuni mortali, è destinato a soffrire in silenzio o utilizzare solo le strade del circuito ciclistico. Riporto questi due esempi perché sono specchio reale di quanto pubblicato sulla prima pagina del precedente numero di Akis e non per farne demagogia. A questo punto proporrei da semplice cittadino (che quindi non conosce a fondo le logiche di spesa e di bilancio di un ente pubblico) di utilizzare lo stesso meccanismo utilizzato per il giro d Italia per effettuare con urgenza alcuni interventi necessari alla sicurezza di tutti i cittadini. Non si potrebbe creare una commissione speciale con rappresentanti di tutto il territorio acese per pianificare ogni anno alcuni interventi organici e basati su una scala di urgenza? Caro Direttore, spero questa non debba essere una delle tante allergie della nostra città che non riescono a trovare cura ma soggetta solo a qualche pillola che, raramente, riesce a far passare il prurito o l inconveniente come da Lei suggerito in risposta ad una mia precedente segnalazione pubblicata su Akis del 20 maggio In caso contrario, come pubblicato nel precedente numero di akis, aspetteremo il prossimo evento per evitare al fenomeno di turno di provare una sola volta il pericolo o disagio che invece i cittadini patiscono quotidianamente. Cordiali Saluti Paolo Monaco LO ZUCCHERO RAFFINATO: DOLCE VELENO! Lo zucchero bianco raffinato, che consumiamo quotidianamente attraverso dolci, caramelle, bevande, etc è il risultato di una lunga trasformazione industriale che distrugge le sostanze utili e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero dai quali, per l appunto, viene estratto lo zucchero. La motivazione di rendere esteticamente più gradevole il prodotto la dice lunga su come ci alimentiamo male come se dovessimo mangiare con gli occhi!. Certamente lo zucchero, il comune saccarosio, trasformandosi in una molecola di glucosio ed una di fruttosio costituisce un importante fonte primaria di energia per l intero organismo e soprattutto per il cervello. Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio. Successivamente per eliminare la calce in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica. Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro che lo rende commercialmente poco estetico, successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu indantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una sostanza cristallina di colore bianco che non ha più nulla a che fare con il salubre succo zuccherino di partenza. Risultato: l uomo è riuscito a trasformare una sostanza altamente nutritiva in una sostanza tossica. Infatti, tra i vari danni che apporta all organismo lo zucchero raffinato induce nell intestino processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale, e inoltre altera la flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, ecc.) con conseguente senso di gonfiore e meteorismo. Gli effetti deleteri dello zucchero raffinato potrebbero essere evitati sostituendo lo zucchero bianco con quello vergine integrale di canna, miele, fruttosio o melassa. Occorre tuttavia stare attenti perché talora si spaccia per zucchero grezzo lo zucchero bianco tostato al fine di conferirgli quella leggera doratura che lo fa sembrare zucchero grezzo come sempre i furbastri non mancano mai. Giovanni Tringali, esperto in nutrizione clinica Nella foto: le complesse fasi dello sbiancamento dello zucchero tutto questo marchingegno per distruggere un alimento altamente nutritivo e benefico; definirlo diabolico è un eufemismo. QUQUILIE, PINZELLACCHERE IN ALTRE PAROLE PILA!!! Ma è mai possibile che ad Acireale certuni abbiano scambiato il tempo di Carnevale, dove ogni scherzo ed ogni sberleffo vale, con quello che vale per 365 benedettissimi giorni l anno? E umano secondo voi che certi personaggi, che dovrebbero sbracciarsi giorno e notte per il bene ed il prestigio di un intera comunità, debbano cercare sempre la vana gloria personale, rifocillando senza sosta l ars pilorum (o l arte di nesciri i pila ), in barba alle vere necessità da affrontare ed esplicare? Si a quanto pare. Il tempo di Carnevale non finisce mai per chi si atteggia, chi giunge a compromessi, chi si arrampica e chi scala, chi vive di riflesso e chi cerca notorietà. Il tempo degli scherzi, quelli veri, dura una o forse due settimane, e si colora di nuovo e mai andato; il tempo dei cavilli no, quello dura quanto l umana (o diabolica) perseveranza di pochi (o tanti) vuole farla durare, e si tinge di sbiadito, di vecchio, di compassato, del colore che la Anche per questo punto m'è parso bene imitare i retori del nostro tempo, che si credono addirittura divinità, allorché mostrano di possedere due lingue come le sanguisughe e credono impresa gloriosa incastonare nei loro discorsi in latino alquante parolette greche, a mo' di mosaico, magari a sproposito. Chè se poi non li soccorre qualche esotismo, tirano fuori da fradici scartafacci quattro o cinque arcaismi, con cui gettar polvere negli occhi dei lettori...chi capisce, va sempre in brodo di giuggiole: chi non capisce, sgrana gli occhi, appunto perché non capisce. E' infatti anche questo uno dei maggiori piacere dei nostri uomini, un segno di buon gusto...: quanto più le cose sono straniere, tanto più le ammirano. Ché se hanno troppo forte la vanità di volerla fare da sapienti, sorridano pure, applaudiscano, muovano le orecchie a mo' di asini, per mostrare agli altri di aver capito bene. Erasmo da Rotterdam gente è stufa di ammirare, come le voci che si ripetono, le polemiche che si intrecciano e le diatribe senza senso che si rincorrono. Chiamateli giochi di potere, chiamatela arte oratoria o arte del nulla ci siamo proprio stufati di sentire sempre le stesse cose!!! Taluni che inveiscono per circondarsi di attenzioni e altri che mettono a tacere prontamente, certuni che se cade un capello per terra dicono che la città somiglia a Napoli inondata da spazzatura e certi altri che fregiandosi delle loro imprese non perdono occasione per dire pubblicamente di aver dato lustro alla stessa città. Ad un angolo della strada si solleva una basola e allora è colpa di Tizio, si grida allo scandalo, pronti tutti a dare dell incompetente a Tizio. E Tizio deve difendersi da Caio inevitabilmente, e giù a dire che c è troppo allarmismo in giro, che si vuole solo dare adito alle polemiche, che tutto procede secondo norma. E se lungo le strade compaiono erbacce??? Mancalicani!!!!! Stuoli di personaggi più o meno famosi che si prendono il merito di operazioni di prodigiosa scerbatura effettuate grazie al fattivo interessamento di Tizio, Caio e Sempronio, convocando sul posto radio, tv e giornali!!!! Ma stiamo sognando o siam desti??!?!?!... Purtroppo no, è la quotidianità che viviamo, scomoda, compassata, fatta di illusioni e provocazioni, svuotata di ogni traccia che attesti l impegno virtuoso in favore di un centro che cerca di risollevarsi da una crisi che l attanaglia da anni. Una quotidianità che è lontana dal constatare che ci si voglia dedicare anima e corpo alla risoluzione dei problemi più probanti, delle questioni rimaste irrisolte da tempo, dalle spine che ostacolano il rilancio di Acireale e della sua economia. Il grande maestro Totò diceva che sono solo quisquilie, pinzellacchere. e diceva anche che ogni tanto è meglio buttarsi a Sinistra Anzi no. E meglio di no prima che poi la Destra ci dia dell estremista. Il Grillo Parlante ACIREALE E L UNITA D ITALIA Per iniziativa dell Associazione Culturale Filippo Brunelleschi di Acireale, si è tenuta nell aula di chimica dell omonimo istituto, una conferenza su Acireale e dintorni e l Unità d Italia a cura di Giovanni Vecchio, ex dirigente scolastico, nonché storico e studioso già noto per le sue diverse pubblicazioni e attività socio-culturali. Diverse le autorità presenti,militari e civili, tra le quali il preside dello stesso istituto S. Comparato e l assessore alla cultura di Acireale Nives Leonardi. La manifestazione, introdotta dal presidente geom. Michele Messina, è stata incentrata sulle vicende del periodo risorgimentale in Sicilia in collegamento con gli eventi nazionali e internazionali. L attenta ricostruzione dei fatti storici da parte del relatore è partita dal 1837 e dal riconoscimento di Acireale come capo distretto nel 1838, ha attraversato il biennio 1848/49 e si è infine soffermata sul periodo , dall impresa garibaldina fino alla Breccia di Porta Pia. Una particolare attenzione è stata riservata alla questione della divisione delle terre promiscue e alle rivolte in tutta l area etnea, a seguito della censuazione delle terre dei demani comunali stabilita dal decreto dittatoriale di Garibaldi del 2 giugno Il riferimento costante ai fatti dell epoca accaduti ad Acireale, la descrizione delle difficoltà del periodo post-unitario (leva militare prolungata e obbligatoria, brigantaggio, tassazione ripresa, mancata divisione delle terre, avvento della carta moneta, ecc ), accompagnata da immagini e canti popolari, ha interessato particolarmente il pubblico intervenuto. Nhora Caggegi Nel prossimo numero di Akis L opinione di Gioacchino Lunetto Corso Savoia, 111 c ACIREALE (CT) Tel Tel./fax: Corso Savoia, 111 c ACIREALE (CT) Tel Tel./fax:

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