SEDUTA DI MERCOLEDI 3 SETTEMBRE (Applausi)

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1 3-001 SEDUTA DI MERCOLEDI 3 SETTEMBRE PRESIDENZA DELL ON. PODESTÀ Vicepresidente (La seduta inizia alle 9.00) Relazioni UE/Cuba Presidente. L ordine del giorno reca le interrogazioni orali (B5-0271/2003), al Consiglio, e (B5-0272/2003), alla Commissione, dell onorevole Elmar Brok a nome della commissione per gli affari esteri, i diritti dell uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, sui rapporti Cuba-UE Brok (PPE-DE), relatore. (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, credo che questa discussione sia al contempo importante e delicata, poiché ci occupiamo di violazioni dei diritti umani, delle pessime condizioni sociali ed economiche in cui versa un paese e di come programmare una strategia volta ad ottenere un miglioramento della situazione. Vorrei anche esprimere il mio profondo rammarico per la mancanza di disponibilità a collaborare dimostrata dalle autorità cubane e perché ad Oswaldo Payá Sardiñas, vincitore del Premio Sacharov, purtroppo, non è stato concesso di allontanarsi da Cuba e di partecipare a questo dibattito. Colgo l occasione per esprimere a lui e ai suoi cari la nostra solidarietà, in modo che sia chiaro che l opposizione democratica di Cuba gode del nostro sostegno e della nostra solidarietà. Vorrei quindi che Consiglio e Commissione ci dicessero come dobbiamo comportarci adesso per impedire che i diritti umani vengano violati, in che modo possiamo aiutare i settanta attivisti per i diritti umani che sono in carcere dal 18 marzo 2003 e quali mezzi abbiamo a disposizione per ottenere il rilascio dei dissidenti politici in generale. Cuba è uno degli ultimi regimi comunisti ed anche il suo sistema economico non funziona. La combinazione di questi due fattori spiega i motivi della catastrofica situazione in cui versa il paese. Ora potremmo chiederci se un boicottaggio come quello imposto a Cuba dagli Stati Uniti sia l atteggiamento strategico giusto da adottare, ma non è il boicottaggio in sé a causare questi problemi. Penso che su questo punto non debbano esservi dubbi. Il fatto è che, all epoca in cui in Europa vigevano ancora regimi comunisti, i considerevoli aiuti forniti all ex Repubblica democratica tedesca, tra cui rientravano anche prestiti miliardari, che avevano permesso all RDT di intrattenere scambi commerciali come uno Stato membro de facto dell Unione europea, non avevano però portato allo sviluppo di un sistema 1 Dichiarazioni scritte: cfr. Processo verbale. democratico in grado di soddisfare le esigenze sociali ed economiche della popolazione in maniera consona e civilizzata. Credo che sia in quest ambito, e con la dovuta chiarezza, che dobbiamo valutare i nostri rapporti con Cuba e giudicare se sia proprio questo il giusto approccio da adottare in vista dell adesione di Cuba all accordo di Cotonou. Se l apertura di Cuba fosse subordinata a questo, ad una maggiore libertà di viaggiare, alla libera circolazione delle persone compresi i membri dell opposizione, allora, anche a Cuba, potrebbe iniziare un adeguato processo di transizione. Perché questo succeda, tuttavia, si devono registrare progressi in determinati settori. Sarei pertanto interessato a sapere, sia dal Consiglio che dalla Commissione, come possa essere avviata una strategia di trasformazione che permetta di deporre uno degli ultimi dittatori comunisti, il che sarebbe auspicabile per i cittadini che ne sono vittima in questo sfortunato paese. Sono quindi ansioso di sentire cos avranno da dirci il Commissario Nielson e il Presidente in carica del Consiglio sulla questione. (Applausi) Frattini, Consiglio. Signor Presidente, ringrazio il presidente Brok per la sua interrogazione. La Presidenza del Consiglio, in più occasioni nei mesi scorsi, ha rilasciato dichiarazioni pubbliche e ha intrapreso energiche iniziative presso il governo cubano sin da quando, nel mese di marzo del 2003, si è aggravata possiamo dirlo con chiarezza la già precaria situazione relativa all esercizio delle libertà e dei diritti della persona a L Avana. Recentemente, il 21 luglio scorso, il Consiglio europeo ha ribadito che gli obiettivi della politica dell Unione europea nei confronti di Cuba restano il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l incoraggiamento di un processo di transizione a una democrazia pluralistica, un risanamento economico duraturo per il miglioramento della qualità della vita della popolazione cubana. La Presidenza rileva che dalle precedenti valutazioni non solo non vi è stata, da parte del governo cubano, alcuna iniziativa positiva orientata a soddisfare gli obiettivi di questa azione europea, ma si è ulteriormente deteriorata la situazione dei diritti umani. L Unione europea si aspetta che le autorità cubane riadottino la moratoria de facto sulla pena di morte; invitiamo ancora una volta le autorità cubane a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri politici e rivolgiamo un appello affinché i detenuti, nel frattempo, non siano sottoposti a sofferenze né a trattamenti disumani. Negli ultimi mesi, i mezzi di informazione gli stessi mezzi di informazione cubani hanno riferito che l accesso a Internet viene ulteriormente e continuamente limitato, che sono state poste sotto sequestro le emittenti

2 6 03/09/2003 televisive via satellite, sono stati confiscati giornali stranieri e apparecchiature di trasmissione radio. La libertà di movimento è fortemente ristretta, sia all interno sia a livello internazionale. La Presidenza si rammarica della mancanza di questa almeno intenzione di procedere verso una ripresa delle libertà economiche e civili. Tutto questo rende certamente difficile la vita quotidiana dei cittadini cubani. Noi ribadiamo il forte incoraggiamento, il forte stimolo perché vi sia un segnale di riapertura economica e di presenza di un settore economico privato a Cuba. Alla luce di quanto sopra, la Presidenza auspica, ancora una volta, un cambiamento di atteggiamento. La posizione comune, già espressa negli scorsi mesi, resta valida: un impegno costruttivo continuo a costituire la base della politica dell Unione nei confronti di Cuba. Per promuovere una più efficace attuazione degli obiettivi di questa posizione comune europea, il Consiglio ritiene che occorra proseguire un dialogo politico, anche un dialogo critico intenso, per contribuire ad ottenere risultati tangibili, soprattutto per la politica, e quindi per le libertà politiche, per l economia, per i diritti civili. Il Consiglio sarebbe quindi disposto e uso il condizionale ad incoraggiare il rafforzamento della cooperazione allo sviluppo, da parte dell Unione europea verso Cuba, in quei settori che possono favorire la transizione, il cammino verso una democrazia pluralistica e verso il rispetto dei diritti umani, nonché in quei settori che possono migliorare la qualità della vita della popolazione cubana e quindi anche una crescita economica sostenibile. Questi finanziamenti dovrebbero, ad avviso della Presidenza, essere erogati soltanto qualora sia assicurato un vantaggio reale e immediato per la popolazione cubana o un contributo importante per un processo di apertura di Cuba a un sistema di riforme economiche. E evidente quindi e rispondo, in conclusione, ad alcuni dei quesiti posti dal presidente Brok che le misure adottate da Cuba, che l Europa ha considerato come violazioni dei diritti civili e politici fondamentali hanno influenzato le relazioni dell Unione con questo paese. Come già indicato dalla Commissione europea, quest ultima ha deciso di rinviare la sua valutazione, necessaria a qualsiasi esame della richiesta di Cuba di aderire all accordo di Cotonou. Peraltro, il ritiro della richiesta di Cuba, per la seconda volta il 17 maggio scorso, non ha destato meraviglia; il Consiglio tuttavia non è tenuto a commentare quella decisione: mi limito a dire che non ci siamo meravigliati. Le misure rese pubbliche mediante l iniziativa del 5 giugno scorso e le conclusioni del Consiglio del giugno e del luglio scorsi intendono esprimere con chiarezza il sostegno dell Unione europea all opposizione cubana pacifica e democratica e dimostrare alle autorità cubane che le relazioni commerciali non possono proseguire normalmente se non in presenza di segni concreti da parte di quel governo. Noi siamo preoccupati per quanto concerne, appunto, le libertà politiche, e anche per la chiusura pur in presenza di timide, limitate aperture verso una maggiore iniziativa privata nel settore economico. I capimissione dell Unione continueranno a seguire, a L Avana, la situazione dei prigionieri politici e le loro condizioni di detenzione. Il dialogo politico con Cuba, ripreso nel 2001, dovrebbe essere certamente proseguito, pur con le condizioni e i limiti che ho indicato. Il dialogo politico comprende, ovviamente, anche la situazione dei diritti umani. Noi ci siamo rammaricati per il rifiuto del dialogo politico, espresso dalle autorità cubane in dichiarazioni pubbliche anche recenti, e per la decisione, resa pubblica, di rinunciare ai finanziamenti dei paesi europei e della Commissione. In questo semestre la Presidenza si impegnerà, ascoltando le opinioni di questo Parlamento, sul come rafforzare l efficacia concreta del dialogo politico, che sia sincero, costruttivo e quando occorre ovviamente anche critico. (Applausi) Nielson, Commissione. (EN) Signor Presidente, a Cuba la situazione ha subito un netto peggioramento da quando, nel mese di marzo del 2003, sono stati effettuati arresti di dissidenti su vasta scala e, all inizio di aprile del 2003, è stata eseguita la condanna a morte di tre persone accusate di aver sequestrato un traghetto. Cercherò di rispondere quanto più precisamente possibile ai sette punti sollevati dall onorevole Brok. La Commissione sta seguendo la crescita dell opposizione interna. Ho incontrato un gruppo dei dissidenti cubani più noti quando mi sono recato all Avana lo scorso mese di marzo. La recente decisione dell Unione europea di invitare dissidenti alla celebrazione delle feste nazionali, come ha fatto la Commissione il 9 maggio 2003, riconosce il ruolo dell opposizione interna. Devo inoltre aggiungere che, su iniziativa degli Stati membri, all Avana si sono tenuti incontri regolari con gruppi dell opposizione di Cuba. Gli Stati membri e la Commissione hanno istituito un gruppo di lavoro per i diritti umani all Avana al fine di seguire le questioni relative ai diritti umani a Cuba, tra cui quella riguardante i prigionieri politici. La Commissione viene regolarmente informata delle condizioni di detenzione tramite questo gruppo di lavoro e i contatti bilaterali con i familiari dei detenuti, nonché con i gruppi per i diritti umani locali. L Unione europea ha ripetutamente sollecitato il rilascio di tutti i detenuti politici e ha esortato le autorità cubane affinché, nel frattempo, i detenuti non siano sottoposti a inutili sofferenze e a trattamenti inumani. L Unione ha reagito in maniera immediata, ferma e determinata alla repressione attuata a Cuba. Lo scorso

3 03/09/ mese di luglio essa ha rivisto la posizione comune su Cuba, sei mesi prima del previsto. Questo nuovo esame ha ribadito che un impegno costruttivo continua a costituire la base della politica dell Unione europea nei confronti di Cuba. L UE intende proseguire il dialogo con l Avana per promuovere le riforme sui diritti politici, economici e civili e, qualora sia possibile, fornire aiuto tramite organizzazioni non governative al fine di promuovere la democratizzazione e migliorare il tenore di vita dei cubani. Credo che la posizione comune sia il miglior strumento politico che abbiamo ora a disposizione per Cuba. Si tratta di un documento politico coerente e, pertanto, andrebbe mantenuto nella sua forma attuale. In base ad esso, occorre rafforzare il dialogo politico con il governo e l opposizione, nonché promuovere i diritti umani, la democrazia pluralistica e un sistema economico aperto. La Commissione deplora la decisione del governo cubano di ritirare la propria richiesta di adesione all accordo di Cotonou. Cuba è l unico paese caraibico, e praticamente l unico paese in via di sviluppo al mondo, con cui la Commissione non è riuscita a sottoscrivere un accordo di cooperazione. L adesione all accordo di Cotonou avrebbe fornito il giusto quadro entro cui sviluppare un dialogo strutturato con le autorità cubane e promuovere l invio di aiuti al paese. La Commissione è ottimista sull attività della nostra nuova delegazione all Avana. La nostra presenza a Cuba è oggi più importante che mai. I compiti principali della delegazione non consistono semplicemente nel contribuire all attuazione dei programmi e dei progetti finalizzati agli aiuti, ma anche nel promuovere un dialogo politico con le autorità cubane e la società civile, nel monitorare le questioni relative ai diritti umani e nel proteggere gli interessi degli Stati membri in termini di commercio e di investimenti. Alla luce degli ultimi eventi, in futuro la delegazione della Commissione all Avana dovrà dedicarsi maggiormente a controllare la situazione dei diritti umani a Cuba, a cercare di promuovere un dialogo politico e a curare gli interessi commerciali degli Stati membri dell Unione. Si tratta di un agenda molto impegnativa e difficile da rispettare, ma è indispensabile se vogliamo promuovere cambiamenti politici ed economici a Cuba. L ultimo esame della posizione comune incoraggia il rafforzamento della cooperazione comunitaria allo sviluppo a Cuba in settori che promuovano la transizione ad una democrazia pluralistica e il rispetto dei diritti umani, che migliorino il tenore di vita della popolazione cubana e promuovano una crescita economica sostenibile. La posizione comune stabilisce che i finanziamenti saranno erogati attraverso istituzioni governative soltanto qualora sia assicurato un vantaggio immediato per la popolazione cubana o un contributo significativo all apertura e alla riforma economiche a Cuba. I progetti della Commissione sono stati avviati in tale contesto. Secondo una recente dichiarazione dell Avana, pare che in futuro il governo cubano accetterà aiuti dalla Commissione e dagli Stati membri dell Unione solo se erogati tramite agenzie ONU, ONG, fondazioni, movimenti di solidarietà, regioni autonome e amministrazioni locali. Sembra inoltre che il governo cubano si rifiuterà di negoziare direttamente con gli Stati membri e con la Commissione su argomenti, programmi e progetti relativi alla cooperazione allo sviluppo e sarà disposto ad affrontare tali questioni solo con le ONG. Tuttavia, poiché in passato la Commissione ha comunque lavorato soprattutto con le ONG e con i gruppi di assistenza tecnica indipendenti e con buoni risultati non c è motivo di credere che non si possa continuare nello stesso modo anche in futuro. L unica cosa che dobbiamo garantire è che la visibilità delle operazioni comunitarie venga mantenuta ed anche che gli organi dell Unione europea possano continuare a controllare tali operazioni. Infine, mi è stato comunicato che l Iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani attualmente non sta finanziando progetti a Cuba Galeote Quecedo (PPE-DE). (ES) Signor Presidente, anch io, come il Commissario Nielson, penso che, da quando lo scorso mese di marzo il regime cubano ha dato avvio alla repressione a seguito della quale sono stati arrestati giornalisti indipendenti e attivisti dei diritti umani, lo stato delle nostre relazioni non abbia fatto altro che peggiorare. Le sentenze pronunciate a seguito di processi che, secondo tutte le analisi, signor Presidente, non hanno rispettato le minime garanzie giuridiche necessarie, corroborano i presagi più pessimistici. Anzi, stando a tutte le notizie, Commissario Nielson, le condizioni di detenzione violano chiaramente i diritti umani. Credo che attualmente sia essenziale e prioritario impiegare tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere i condannati e le loro famiglie. Vorrei chiedere al Commissario Nielson di spiegarci che cosa sta facendo al riguardo la delegazione della Commissione istituita di recente all Avana. Alle autorità cubane dev essere chiaro che il rilascio dei detenuti è una condizione sine qua non se intendono intraprendere una strada per la normalizzazione delle nostre relazioni. Le autorità cubane devono inoltre proteggere esplicitamente altri dissidenti non detenuti, come l attuale Premio Sacharov, il signor Oswaldo Payá. Il fatto che le autorità gli abbiano negato il permesso di essere con noi oggi come annunciato dal presidente della commissione per gli affari esteri, i diritti dell uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa mi sembra un dato molto preoccupante e vorrei chiedere alla Presidenza del Parlamento europeo di sostenere la commissione per gli affari esteri a questo proposito. Data la situazione come ha detto il Ministro Frattini è evidente che non è possibile modificare la posizione comune stabilita nel 1996 ed è necessario e mi rivolgo

4 8 03/09/2003 direttamente al Presidente in carica del Consiglio evitare qualunque gesto possa essere interpretato come una discrepanza interna all Unione europea. Occorre invece mantenere la linea di omogeneità che stiamo seguendo e sono lieto che la Presidenza italiana si stia adoperando in tal senso. Occorre inoltre respingere i tentativi di dividerci attuati dalle autorità cubane e, di conseguenza, misure quali la manifestazione del 14 giugno o la chiusura del Centro culturale spagnolo non costituiscono un aggressione contro uno Stato membro, bensì contro l intera Unione europea. Signor Presidente, dobbiamo mirare esclusivamente a migliorare le condizioni di vita e gli spazi di libertà dei cittadini cubani Obiols i Germà (PSE). (ES) Signor Presidente, la posizione dell Unione europea nei confronti dell attuale situazione cubana dovrebbe essere chiara, se si considera il fatto che oggi a Cuba la popolazione è sottoposta ad un doppio embargo: un embargo economico esterno che dura da oltre 40 anni e che ha colpito indiscriminatamente tutto il popolo cubano, e un embargo politico di un regime sul suo popolo, di un regime che nega ai cittadini i fondamentali diritti di espressione e di associazione e il diritto ad una partecipazione politica aperta e democratica. La posizione europea dovrebbe esprimere un netto rifiuto a questo doppio embargo, a questi due embargo, che si alimentano a vicenda e che favoriscono le posizioni più intransigenti rispetto al futuro del popolo cubano. In questa situazione di totale chiusura di posizioni, sorgono dubbi sull evoluzione della politica cubana. L unica certezza che abbiamo è che chi detiene praticamente tutto il potere decisionale ha 77 anni e, di conseguenza, le cose in questo paese sono destinate a cambiare. Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole proliferare di richieste affinché si registri un cambiamento democratico dentro e fuori Cuba e, in questo senso, l ondata repressiva scatenatasi alcuni mesi orsono, brutale e assolutamente degna di condanna, può essere letta in chiave politica: occorre cercare, se non di spezzare, come minimo almeno di rimandare questo processo assolutamente inevitabile. In tale contesto, non dovremmo illuderci sulle possibilità di modificare le decisioni politiche attuali esercitando pressioni. Se 40 anni di embargo sono stati inutili allo scopo, credo che dovremmo abbandonare qualunque approccio tattico di questo tipo. La nostra posizione dev essere qualitativamente diversa: dinanzi alla prospettiva di un cambiamento inevitabile, dobbiamo aiutare il popolo cubano, alleviarne le sofferenze, rispondere alle sue necessità e tenere un dialogo costruttivo, affinché il cambiamento non si traduca in un confronto civile o violento quanto piuttosto in una transizione pacifica basata sul dialogo, sul consenso e sull indipendenza nazionale di Cuba. Dev essere questo, a mio parere, il principio sotteso alla posizione che l Unione europea deve tenere nei confronti dell attuale crisi di transizione a Cuba. Dobbiamo quindi esprimere in maniera categorica ed energica le nostre rivendicazioni a favore dei diritti umani del popolo cubano e chiedere che i vari membri dell opposizione, gli intellettuali e i giornalisti detenuti vengano scarcerati, che vengano liberati tutti coloro che sono in carcere per motivi politici o di opinione. Dev essere questo l elemento indispensabile di cui l Unione europea deve avvalersi per poter perseguire una politica costruttiva di dialogo e solidarietà nei confronti del popolo cubano Gasòliba i Böhm (ELDR). (ES) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, dalla valutazione dello scorso dicembre, la situazione a Cuba non ha fatto altro che peggiorare. Tutte le proposte di collaborazione, volte a favorire l apertura, la transizione democratica e l appoggio economico si sono infrante contro il muro dell intolleranza, del rifiuto e, quel che è peggio, contro una reazione che, come si è detto, riguarda diversi membri dell opposizione cubana, giornalisti indipendenti e attivisti dei diritti umani. Questa situazione esige dalle Istituzioni europee una risposta categorica e, com è stato chiesto in Aula, unanime e ben chiara, per favorire il processo democratico e, fondamentalmente, per tutelare i diritti umani alcuni dei quali sono assolutamente importanti e fondamentali per una società, come l esercizio della libertà d espressione. Credo che non dobbiamo stancarci di compiere tutti gli sforzi possibili innanzi tutto per far presente la posizione delle Istituzioni europee come si afferma a chiare lettere nella risoluzione comune, che spero venga approvata oggi dal Parlamento europeo e, in secondo luogo, per mostrare la nostra collaborazione e solidarietà nei confronti dei membri dell opposizione che vogliono una Cuba libera e democratica, nonché degli attivisti e dei difensori dei diritti umani, tramite le rispettive organizzazioni non governative. Dobbiamo inoltre occuparci in particolar modo della personalità cui abbiamo assegnato il Premio Sacharov, Oswaldo Payá, e contribuire ad evitare, per quanto possibile, la sofferenza cui è sottoposta la popolazione cubana, che è la principale vittima della situazione attuale Marset Campos (GUE/NGL). (ES) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario Nielson, il gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/sinistra verde nordica condanna senza riserve la pena di morte: lo ha fatto nel caso di Cuba come nel resto del mondo. Il nostro gruppo critica anche la mancanza di libertà e diritti a Cuba come in qualunque altra parte del mondo; vorrei però ricordare l esperienza vissuta quando, lo scorso mese di

5 03/09/ dicembre, ho compiuto un viaggio tra l Argentina e la Colombia e poi mi sono recato a Cuba. In Argentina, nell ospedale di Tucumán, ho visto bambini che pativano la fame; in Colombia ho visto persone uccise ce ne sono a migliaia tutti gli anni dai paramilitari ed anche dalle FARC, con la complicità dei paramilitari, del sistema giudiziario e dell esercito. Invece, quando sono arrivato a Cuba ho constatato che lì i bambini non patiscono la fame anzi, la mortalità infantile è tra le più basse al mondo, ci sono cultura e scolarizzazione, non si contano migliaia di morti l anno come accade in Colombia e pertanto il contrasto è evidente. Penso che l Unione europea possa e debba svolgere un ruolo del tutto diverso nei confronti di Cuba, un ruolo positivo, totalmente opposto anche a quello degli Stati Uniti. L elemento più importante per capire ciò che succede a Cuba si evince proprio dal comportamento degli Stati Uniti: l embargo permanente che dura da oltre 40 anni, le leggi Helms-Burton condannate dall ONU e denunciate dall Unione europea rappresentano un grave abuso. Bisogna ricordare l assedio e le azioni contro Cuba fomentate anche dagli USA che hanno provocato più di vittime tra i cubani, nonché immense perdite economiche. Tutto ciò significa che le mafie anticubane della Florida, oltre ad esercitare pressioni ed influenze forti, alle quali, guarda caso, si deve certamente la vittoria di Bush per un ristretto margine di voti in circostanze per di più piuttosto dubbie, hanno anche dato notevole appoggio al Primo Ministro spagnolo Aznar, sia nel 1996 che nel 2000, come ha evidenziato una rivista di Miami secondo cui la vittoria di José María Aznar rappresentava una vittoria per la dissidenza cubana. Tutto ciò significa che il quadro generale è quello di un assedio continuo da parte degli Stati Uniti. Lo stesso Colin Powell ammette di stanziare oltre 22 milioni di dollari ai dissidenti, per fomentare disordini e favorire addirittura un attacco, come nel caso dell azione in Iraq. Credo dunque che si debba riconoscere che la posizione comune è stata un fallimento, che si è trattato di un imposizione di José María Aznar all Unione europea e che essa non porta da alcuna parte. Per questo la nostra posizione dovrebbe proporre un dialogo incondizionato, promuovere accordi culturali ed economici con Cuba, perché è proprio questo il messaggio che il resto dell America latina, il resto del mondo si aspettano. Infatti, come giustamente disse Fidel Castro nel gennaio del 1999 data di introduzione della moneta unica europea, l euro rappresenta una speranza enorme per il terzo mondo, per tutti i paesi, per liberarsi dalla tirannia del dollaro. Credo che l Unione europea debba assumere questo ruolo positivo e non quello negativo degli Stati Uniti Isler Béguin (Verts/ALE). (FR) Signor Presidente, signor Commissario, per noi che amiamo Cuba e il suo popolo sincero e autentico è una stretta al cuore assistere alla violazione persistente dei diritti dell uomo e in particolare del diritto alla libertà d espressione da parte del regime di Castro. L Unione europea, fra i cui obiettivi vi è la promozione dell universalità e dell indivisibilità dei diritti dell uomo civili, politici, economici, sociali e culturali, non può che condannare vigorosamente il comportamento autoritario del regime castrista verso il popolo cubano che aspira legittimamente a dei valori fondamentali. L Unione europea, tuttavia, non è del tutto chiara. Le relazioni con Cuba possono essere davvero definite particolari. Cuba è infatti il solo paese dell America latina a non avere un accordo di cooperazione bilaterale con l Unione europea, anche se alcuni Stati membri dell Unione sono la principale fonte di affari e di investimenti in quel paese. Dopo il crollo del blocco sovietico l Unione è diventata il principale partner commerciale dell isola e a questo titolo riteniamo che il ruolo di punta dell Unione le offra possibilità eccezionali di esercitare un influenza morale e politica per far progredire la democrazia e il rispetto dei diritti dell uomo a Cuba. L altra particolarità si trova nello statuto dell isola in seno all Assemblea paritetica ACP-PE. Cuba è membro dell Assemblea dei paesi ACP, ma resta un osservatore nella commissione paritetica. E l unico paese per il quale l Unione europea esige condizioni preliminari per l adesione all accordo di Cotonou. Non siamo forse responsabili, in quanto Unione, di applicare parità di trattamento? Per Cuba deve essere né più né meno che per gli altri paesi. In tal senso l Unione deve svolgere un ruolo chiave nei confronti di Cuba. Nel rispetto della sua sovranità e della sua dignità, l Unione può lavorare per una transizione democratica endogena, che sia pacifica e perseguire una politica che possa condurre Cuba ad adottare misure positive, come la firma e l applicazione delle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici. Il popolo cubano soffre a causa della politica di scontro con gli Stati Uniti dopo 44 anni di embargo e a causa della legge Helms-Burton. I cubani soffrono a causa di un regime autoritario la cui economia è annientata e ripongono la loro speranza nei valori dell Unione. L Unione dunque deve capirlo e il regime di Castro deve accettarlo Ribeiro e Castro (UEN). (PT) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, vorrei congratularmi con il Parlamento per aver iscritto la questione all ordine del giorno perché, di fatto, rappresenta l occasione per rispondere al continuo deteriorarsi della situazione umanitaria e dei diritti umani a Cuba. Ormai non si tratta più solo degli arresti arbitrari effettuati alcuni mesi fa e delle condanne a pene severissime che sono state inflitte. Il regime di Fidel Castro continua a rispondere in maniera negativa alla comunità internazionale e purtroppo in quel paese, che

6 10 03/09/2003 siamo in tanti ad amare, le persecuzioni sono ancora in atto. Vorrei inoltre chiarire la confusione che c è sulla politica statunitense, di cui si parla a volte. L Europa, l Unione europea, nessuno degli Stati membri ha mai tenuto nei confronti di Cuba una politica che potesse confondersi con quella degli Stati Uniti. Proprio per questo siamo ancora più delusi e indignati, perché la dittatura cubana ha tradito e offeso la nostra buona fede, ha distrutto le nostre speranze di assistere ad un evoluzione positiva del regime di Cuba, che sono state espresse in particolar modo dal tentativo di apertura compiuto da una delegazione all inizio dell anno e dalla visita che il Commissario Nielson ha effettuato nel paese sempre all inizio del Proprio per questo la nostra risposta dev essere ingegnosa, coerente e precisa. Come tutti sapete, ho attribuito grande importanza simbolica e politica alla cosiddetta Iniziativa Sacharov e sono lieto di constatare che, dopo l ampio consenso ricevuto in Parlamento, essa sia ora presente nel testo della risoluzione di compromesso. L iniziativa esorta la Presidenza italiana, la Commissione e il Parlamento ad invitare Oswaldo Payá a fare ritorno in Europa, a venire qui in Aula e ad essere ricevuto nelle capitali europee al più alto livello. Inoltre ci invita a sostenere la lotta dei cubani per i diritti umani e a rendere note le sofferenze di questo popolo. Questo è il modo giusto di procedere e anche di dimostrare il valore che attribuiamo ad un premio assegnato dall Europa, un premio che è stato conferito solo un anno fa e che dobbiamo salvaguardare, dimostrando attivamente il nostro impegno e la nostra solidarietà Coûteaux (EDD). (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, come è stato detto, oggi Cuba è il solo paese dell America latina con cui la Comunità europea non ha concluso un accordo di cooperazione. Credo che sia un errore per tre motivi. Innanzitutto in via generale dovremmo cessare di scegliere gli Stati con cui intratteniamo rapporti di cooperazione in funzione di criteri meramente soggettivi legati a valutazioni politiche, umanitarie e spesso, troppo spesso, agli interessi e alle imposizioni, va detto, della politica americana. A Cuba, come altrove, dovremmo attenerci a criteri obiettivi, ovvero riconoscere degli Stati, degli Stati nazione e non dei governi, come diceva molto semplicemente il Generale de Gaulle secondo un criterio che continua a ispirare la politica francese. Dovremmo poi tenere conto del fatto che Cuba è tra i paesi dell America latina più vicini all Europa. L Unione europea è per Cuba il primo partner commerciale e il primo investitore; la cultura, la letteratura e la musica cubane sono tra le più apprezzate dalla gioventù europea. Infine il Presidente Castro resta, dopo molte vicissitudini, di cui abbiamo numerose testimonianze e che, certo, non disconosciamo, l incarnazione del ribelle del XX secolo, del difensore dei popoli, aspetto che vale a quest isola numerose simpatie. Dovremmo infine essere cauti nel campo dei diritti dell uomo, tanto più che gli Stati Uniti arbitrariamente descritti dal Ministro tedesco Fischer, in occasione di una visita a Washington nel luglio scorso, come il primo alleato degli Stati europei utilizzano un enclave a Cuba, a Guantánamo, per violare da un anno e mezzo circa tutti i principi del diritto internazionale e per regolare i conti con metodi retrogradi, in modo a dir poco barbaro. Per tutti questi motivi penso che dovremmo rivedere il nostro comportamento verso Cuba e mostrarci più solidali Bonino (NI). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Commissario, il dibattito di oggi sulla situazione di Cuba ci dice una cosa semplice: ci dice quanto sia difficile promuovere e sostenere diritti umani e democrazia di fronte ad un regime totalitario rispetto al quale le abbiamo provate tutte, da anni: dialoghi costruttivi, cooperazione economica, assistenza umanitaria. Di tutto abbiamo provato e mi pare che la risposta sia invece, semplicemente, un indurimento, tant è vero che il collega socialista arrivava a dire: Speriamo che Castro, che ha 77 anni, muoia, e così..., il che è francamente un elemento di frustrazione non da poco. Forse potremmo riflettere su un altra cosa; potremmo riflettere sul fatto che, quando le democrazie si dividono rispetto ad un dittatore, non andiamo lontano. Forse è arrivato il momento di discutere di organizzazione mondiale delle democrazie, signor Presidente, signor Commissario, per cercare di avere un atteggiamento e un approccio un po più coerenti. Pensiamoci, le abbiamo provate tutte. A che serve, signor Commissario, colleghi, tenere aperta una delegazione, con un funzionario che mi sembra più che altro ostaggio del regime, certo non promotore, non difensore solo simbolico, certamente, non reale dei diritti civili e umani? La frustrazione è vera: il dialogo costruttivo con un dittatore dimostra di avere dei limiti e il punto reale è: che fare? Io penso che l organizzazione mondiale delle democrazie sia uno degli strumenti da perseguire con molta, anzi moltissima determinazione Salafranca Sánchez-Neyra (PPE-DE). (ES) Signor Presidente, non è facile, soprattutto per uno spagnolo, dare una valutazione obiettiva e spassionata del problema cubano, perché tutti noi spagnoli abbiamo Cuba nel cuore. Purtroppo, Cuba rappresenta un caso anomalo negli annali delle relazioni estere dell Unione europea, com è stato ricordato in Aula. Già nel 1995 non era stato possibile rispettare il mandato che il Vertice aveva affidato alla Commissione, ossia presentare direttive finalizzate a concludere un accordo bilaterale in quel momento. Ed ora, per la seconda volta, Cuba ha rifiutato di aderire all accordo di Cotonou, in un momento in cui l attenzione internazionale, signor Presidente, è rivolta alla crisi irachena. Così, grazie a questa situazione, si è verificata un ondata di repressione

7 03/09/ senza precedenti negli ultimi anni, che ha avuto come conseguenza tre pene capitali e una fiumana di arresti di cui sono stati vittime giornalisti indipendenti, militanti dei diritti umani e pacifici dissidenti, molti dei quali appartenenti al Movimento cristiano di liberazione. Il Parlamento adotterà una risoluzione molto dura, con cui esprimerà il proprio ineluttabile impegno nei confronti della causa dei diritti umani e di tutti coloro che, dentro e fuori Cuba, lottano per la libertà e la dignità di questo paese. Mi chiedo dunque, signor Commissario, se, date le circostanze, con un paese che non vuole vincoli con l Unione europea perché ha rifiutato per la seconda volta di aderire all accordo di Cotonou, con un paese in cui i governanti non solo rifiutano l aiuto comunitario, ma insultano e screditano taluni capi di governo dell Unione europea, con un paese che continua a frapporre ostacoli alla presentazione di lettere credenziali da parte del rappresentante diplomatico della Commissione, valga o meno la pena, signor Presidente, di tenere aperto l ufficio all Avana. Il progetto di risoluzione di compromesso, che verrà votato domani, condanna la chiusura del Centro culturale spagnolo all Avana, cosa che non mi sorprende, signor Presidente, perché cultura è sinonimo di libertà e, di conseguenza, chi è dotato di maggiore conoscenza è più libero. Mi chiedo invece se le autorità cubane sanno che è molto più difficile preservare e mantenere l equilibrio della libertà che sopportare il peso della tirannia. Ad esserne perfettamente a conoscenza, signor Presidente, sono persone esemplari come Oswaldo Payá, Premio Sacharov del Parlamento europeo, candidato al premio Príncipe de Asturias de la Concordia e al premio Nobel per la pace che lottano valorosamente per i propri diritti come persone e come cittadini e, in ultima analisi, per la propria libertà, perché sanno benissimo che, in fin dei conti, signor Presidente, la libertà come ha detto un mio compatriota ormai alcuni anni orsono non rende gli uomini più felici, ma li rende semplicemente uomini. (Applausi) Swoboda (PSE). (DE) Signor Presidente, credo che, data la continua, sleale e disastrosa politica di sanzioni attuata dagli Stati Uniti, per la popolazione cubana sarebbe importante assistere ad un intensificarsi delle relazioni con l Unione europea. E a questo punto che devo controbattere le affermazioni dell onorevole Brok e chiarire che sono state le sanzioni americane a guidare Castro in campo comunista. Non è stato per ordine di Mosca che Castro ha guidato una rivoluzione; è stato indotto a farlo dal malcontento diffuso tra il popolo cubano. E questo che rende così dannosa la politica di sanzioni americana, sia in termini politici che economici. Ecco perché adesso per Cuba sarebbe ancor più importante sviluppare buoni rapporti con l Unione europea, ma purtroppo Fidel Castro non è riuscito a riconoscere il segno dei tempi. Egli stesso è impegnato a distruggere tutto ciò che la rivoluzione aveva rappresentato e a calpestare i suoi indubbi successi. Ritengo che questo sia un comportamento particolarmente deplorevole, poiché la conseguenza ultima sarà che Cuba, come una mela matura, cadrà nelle mani degli Stati Uniti e delle grandi imprese americane. Noi socialdemocratici siamo intervenuti a favore della libertà in tutto il mondo e Cuba non fa eccezione. Come socialdemocratici, siamo contrari alla pena di morte, sempre e dovunque, e Cuba non fa eccezione. Noi socialdemocratici, quindi, siamo contrari alla repressione e spero che, come europei, lo siano tutti i presenti in Aula, e Cuba non fa eccezione. Cionondimeno, vogliamo che la democrazia ed un sistema economico liberamente scelto vengano introdotti in modo pacifico e non con la forza, a causa delle cosiddette relazioni di potere interno di Castro o delle grandi imprese internazionali. La popolazione cubana dev essere libera di scegliere i propri leader, la propria democrazia, i propri rappresentanti parlamentari e il proprio sistema economico. Castro ha provocato l Unione europea. Sono stati in molti a dirlo peraltro a ragione, ma non credo che ora dovremmo reagire troncando i nostri rapporti con Cuba oppure congelandoli. L onorevole Bonino si sbaglia: qui non si tratta di dialogare con i dittatori. Castro è un dittatore e sarebbe felice se l Unione europea facesse marcia indietro, ma i dissidenti sarebbero contenti di sapere che non otterrebbero più sostegno da fonti quali il gruppo di lavoro per i diritti umani di cui ha parlato il Commissario Nielson? Il popolo cubano sarebbe felice se l Unione europea dovesse smettere di interessarsi a Cuba? Penso che sarebbe proprio l opposto e per questo sottoscrivo senza riserve quanto detto dal Commissario Nielson: dobbiamo avere una delegazione a Cuba. Sono d accordo con l onorevole Bonino, quando afferma che l Unione europea dev essere rappresentata da più di una persona. L Unione europea deve anche avere una presenza visibile a Cuba, e penso che sia assolutamente ragionevole che ne abbia una. La presenza dell Unione europea a Cuba è importante, perché permetterà al paese di introdurre un sistema democratico. Ciò di cui Cuba ha bisogno sono democrazia e libertà Maaten (ELDR). (NL) Signor Presidente, all arresto di più di 75 dissidenti effettuato a Cuba alla fine di marzo è seguita la loro condanna, senza processo, a oltre vent anni di carcere. Tra di essi vi sono diversi liberali che ho conosciuto di persona a Cuba, come Osvaldo Alfonso Valdés, leader del Partito liberale democratico cubano, e Adolfo Fernández Sainz, segretario internazionale del Partito solidarietà democratica. Questo è accaduto a meno di un mese dall apertura dell ufficio della Commissione europea a Cuba. Non si tratta solo di una violazione dei diritti umani, ma di un affronto verso l Unione europea. Apprezzo le attività successivamente intraprese dal nostro ufficio all Avana. Dobbiamo far capire chiaramente al regime cubano che non possiamo più sopportare questa situazione. La

8 12 03/09/2003 riduzione delle visite di governo bilaterali ad alto livello, annunciata dalla dichiarazione del Consiglio del 5 giugno, però, è una misura troppo debole. Le nostre affermazioni devono essere inequivocabili e, per quel che mi riguarda, il Consiglio deve valutare l opportunità di adottare le stesse misure che abbiamo approvato nel caso dello Zimbabwe, negando soprattutto a Fidel Castro l accesso all Unione europea, come, di fatto, ha stabilito la Grecia nel contesto dei Giochi Olimpici. Apprezzo molto questa decisione e inoltre vorrei sapere se la stessa è stata oggetto di discussione da parte del Consiglio e se il Consiglio approva la misura adottata dal governo greco Claeys, Philip (NI). (NL) Signor Presidente, Cuba è una dittatura comunista dotata di tutte le caratteristiche che contraddistinguono un regime totalitario. Non solo la situazione dei diritti umani è disastrosa, ma anche l economia è allo sfascio. Ciascuno di noi ha la propria opinione sulla politica estera degli Stati Uniti, ma l embargo americano è stato introdotto a seguito di sistematiche violazioni dei diritti umanitari a Cuba, e non viceversa. Per il regime castrista gli Stati Uniti sono il capro espiatorio da accusare ogniqualvolta qualcosa non funziona. Diversi deputati al Parlamento europeo sono responsabili di questo alquanto semplicistico modo di pensare. Per alcuni, una dittatura è giustificabile finché rimane politicamente corretta. L Unione europea deve reagire in maniera energica alla situazione attuale. Questo significa che dobbiamo essere uniti. Castro non vuole più alcun sostegno dall Unione europea, ma solo dalle ONG e da altre organizzazioni private. Nei Paesi Bassi, organizzazioni come Novib, Oxfam e Hivos sono attualmente oggetto di critiche perché aiutano una delle ultime dittature comuniste al mondo sostenendo organi quali l Associazione degli agricoltori (Anap), la Casa de las Américas e il Centro Martin Luther King. Secondo Carlos Payá, portavoce del progetto Faella e fratello di Oswaldo Payá, finanziare queste organizzazioni significa finanziare Castro. Allora facciamo il gioco di Castro; revochiamo qualunque tipo di sostegno al regime e, se si dovesse scoprire che le ONG utilizzano i fondi europei in maniera impropria per sostenere la dittatura cubana, tagliamo anche i loro finanziamenti Tannock (PPE-DE). (EN) Signor Presidente, le relazioni tra Cuba e l Unione europea, che negli ultimi anni avevano registrato un costante miglioramento, recentemente sono state invece messe in crisi dalle arbitrarie e provocatorie decisioni del Presidente Castro, che ha ordinato l arresto di 70 dissidenti e attivisti dei diritti umani e l esecuzione di condanne a morte. Per molti anni il governo cubano è riuscito ad attribuire tutte le disgrazie del paese all embargo americano. Non appena si discute seriamente di un eventuale revoca dell embargo, le autorità cubane organizzano una provocazione per mandare in fumo tali sviluppi. Le ultime mosse sembrano rientrare in questo schema, anche se in questo caso sono rivolte all Europa. Ciononostante, Cuba non può restare impunita ed è nostro dovere lanciare un chiaro segnale alle autorità del paese affinché sappiano che le violazioni dei diritti fondamentali, tra cui insufficienti cure mediche per i prigionieri, non possono essere tollerate. Cuba non dovrebbe inoltre partecipare a pieno titolo agli incontri parlamentari tra rappresentanti dell Unione europea e dell America latina, quali il Parlatino, come se se fosse una democrazia vera e propria. D altra parte, il suggerimento di Castro secondo cui l aiuto umanitario dell Unione europea può essere erogato solo se viene distribuito in maniera obsoleta, tramite altre agenzie, è del tutto inaccettabile. L aiuto dev essere trasparente. Il gioco del gatto con il topo deve lasciare spazio ad un dialogo più ponderato che permetta di trovare il modo di portare il paese al cambiamento, mantenendo al contempo alcune conquiste positive della rivoluzione. In linea generale non sono favorevole alla chiusura delle missioni della Comunità europea all estero, per cui penso che sia utile mantenere una presenza minima all Avana. Tuttavia, è strano che ci sia un ufficio dell Unione europea a Cuba ma non in alcuni dei nostri paesi confinanti: per esempio, non abbiamo un ufficio a Chisinau, in Moldavia, né a Minsk, in Bielorussia, altro paese in cui il contatto con gli attivisti dei diritti umani è altrettanto fondamentale Ferrer (PPE-DE). (ES) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, sei mesi dopo l operazione realizzata dal governo di Castro contro la dissidenza interna la più importante dal trionfo della rivoluzione castrista, gli oltre 70 dissidenti interni tra cui promotori del progetto Varela, sindacalisti e giornalisti indipendenti, incarcerati per aver commesso l unico reato di dissentire dalla politica ufficiale e di manifestare liberamente la propria opinione, rimangono in carcere in condizioni che costituiscono, tra l altro, una flagrante violazione dei più elementari principi del diritto umanitario, nonché un vero e proprio attentato alla vita di alcuni di loro. Mi riferisco in particolar modo ad Oscar Espinosa Chepe, attualmente ricoverato presso il reparto dei detenuti dell ospedale militare Finlay dell Avana, gravemente malato a causa di una cirrosi epatica cronica di cui soffriva già al momento dell arresto e che ha subito un peggioramento a causa della sua debolezza e delle cattive condizioni carcerarie e igieniche cui è stato sottoposto. Dinanzi a questa situazione, di fronte a fatti del genere, è fondamentale ribadire la nostra unanime condanna nei confronti del regime castrista ed esigere l immediata scarcerazione di tutti i detenuti politici, così com è fondamentale esprimere la nostra solidarietà al popolo cubano, che subisce più direttamente le conseguenze della mancanza di libertà, e dimostrargli con i fatti e non con le parole che intendiamo aiutarlo a percorrere la strada della transizione pacifica verso la democrazia sulla quale si è incamminato.

9 03/09/ Come diceva il poeta uruguayano Eduardo Galeano, Cuba fa male. Effettivamente, fa male constatare come le libertà politiche, economiche e sociali continuino ad essere violate. E, proprio perché fa male, il Parlamento che oggi accoglie i rappresentanti di quei paesi che erano stati privati della libertà sotto il regime totalitario sovietico vuole dire loro di non perdere la speranza. Vogliamo dire loro che non c è dittatore che possa soffocare il diritto alle aspirazioni di libertà e democrazia Nielson, Commissione. (EN) Signor Presidente, vorrei esprimere solo qualche rapida osservazione. Innanzi tutto, vorrei dire all onorevole Brok la cui retorica sembrava quasi voler invocare un cambiamento di regime che oggigiorno dobbiamo prestare molta attenzione a come ci esprimiamo quando utilizziamo questo tipo di linguaggio, soprattutto quando discutiamo la metodologia di una simile azione. Sono pienamente d accordo sulla necessità di insistere sul processo di democratizzazione e di apertura della vita politica a Cuba. Questo è proprio ciò che stiamo cercando di fare. In secondo luogo, si è accennato alla partecipazione di Cuba all Assemblea parlamentare paritetica UE-ACP: finché Cuba non sottoscriverà l accordo di Cotonou, la risposta continuerà a consistere in questa partecipazione, che è chiaramente definita e per noi non presenta alcun problema né a livello tecnico né politico. In terzo luogo, sono stati espressi due pareri diversi sulla presenza della delegazione all Avana. E abbastanza evidente che tale delegazione non è solo utile in questa situazione, ma è anche indispensabile affinché la Commissione possa fare ciò che il Parlamento si aspetta e pretende dalla nostra Istituzione. Dobbiamo avere una presenza in loco. Vorrei infine invitarvi a far sì che il nostro modo di gestire la situazione non inneschi alcuna provocazione a Cuba. Ai drammatici eventi verificatisi quest anno è sotteso uno stato di grande confusione. Dobbiamo attenerci ad una prospettiva a lungo termine: ci sarà ancora una Cuba dopo Castro e inoltre le nazioni sono più importanti dei regimi. Anche se ci sentiamo frustrati dalla situazione attuale, dobbiamo capire che esistono ottimi motivi di base e a lungo termine per una stretta, amichevole e armoniosa relazione tra l Europa e Cuba. Dobbiamo tenerlo a mente e adottare un atteggiamento più impassibile e a lungo termine, ed è questo ciò che faremo sulla scorta della posizione comune adottata Pannella (NI). Signor Presidente, desidero semplicemente auspicare che, dopo questo dibattito, sia data la possibilità alla Presidenza del Consiglio, ma anche a noi, di ascoltare come abbiamo fatto per la Commissione anche una replica, una presa d atto del dibattito stesso. Esprimo pertanto l auspicio com è noto, il Regolamento non solo lo consente, ma la tradizione lo suggerisce che, se è possibile, sia previsto l intervento del Presidente del Consiglio Presidente. Esiste questa possibilità, onorevole Pannella, ma non è un obbligo. Comunico di aver ricevuto sei proposte di risoluzione ai sensi dell articolo 42, paragrafo 5, del Regolamento 2. La discussione è chiusa. La votazione si svolgerà domani, giovedì, alle PRESIDENZA DELL ON. COX Presidente Discussione sulla Convenzione europea Presidente. L ordine del giorno reca la discussione sulla Convenzione europea, ovvero la presentazione del progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l Europa. Onorevoli colleghi, vi porgo il benvenuto a questa discussione straordinaria sulla Convenzione europea. Vorrei dare il benvenuto al Presidente Giscard d Estaing, al Presidente Romano Prodi, al vice Primo Ministro Fini e al Ministro degli Esteri Frattini, che prenderanno parte alla riflessione odierna sui lavori della Convenzione. Questa è la prima volta che, in quanto Parlamento europeo, abbiamo avuto l opportunità di ascoltare in seduta plenaria il diretto intervento del Presidente della Convenzione sull esito della Convenzione e sulle possibili trasformazioni che scaturiranno dalla Conferenza intergovernativa. Vorrei innanzi tutto che figurasse negli atti la profonda ammirazione e il rispetto che il Parlamento nutre per il lavoro della Convenzione e per il ruolo guida svolto in particolare, ma non esclusivamente dal suo Presidente, Valéry Giscard d Estaing, che ha fornito un indispensabile contributo al successo e all esito esaustivo del lavoro della Convenzione europea Giscard d Estaing, Presidente della Convenzione. (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, è davvero un momento di forte emozione trovarmi qui dinanzi a voi, deputati al Parlamento europeo, per presentare la Costituzione per l Europa elaborata dalla Convenzione che ho avuto l eccezionale onore di presiedere. Come lei ha detto, signor Presidente, la presentazione della Costituzione avviene ora perché questa è la prima seduta plenaria del Parlamento europeo che segue la conclusione dei nostri lavori. Mi avevate invitato a venire all inizio del mese di luglio, ma non avevo ancora trasmesso alla Presidenza del Consiglio il risultato del nostro lavoro. Ebbene, dal momento che è la Presidenza 2 Cfr. Processo verbale.

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