CARATTERISTICHE SPECIFICHE STRUTTURE AGRICOLE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CARATTERISTICHE SPECIFICHE STRUTTURE AGRICOLE"

Transcript

1 CARATTERISTICHE SPECIFICHE STRUTTURE AGRICOLE STALLA BOVINI DA LATTE PORCILAIA VASCHE LIQUAMI RICOVERO ATTREZZI AGRICOLI OFFICINA MECCANICA DEPOSITO FORAGGIO SILOS ORIZZONTALI SILOS VERTICALI MANGIMIFICI DEPOSITO FITOFARMACI E PRODOTTI CHIMICI

2 STALLA BOVINI DA LATTE RISCHI CONTATTO CON ANIMALI (trasferimenti, mungitura, trattamenti sanitari, ecc.)

3 MUNGITURA ALLA POSTA

4 SALA DI MUNGITURA A SPINA DI PESCE

5 SALA DI MUNGITURA A GIOSTRA

6 SOLUZIONI PREVENTIVE SALA DI MUNGITURA IN PARALLELO O A PETTINE

7 SOLUZIONI PREVENTIVE DISPOSITIVO SPINGIVACCHE ROBOT

8 STALLA BOVINI DA LATTE SOLUZIONI PREVENTIVE - VIE DI FUGA E importante che tutti i ricoveri degli animali dispongano di uscite di sicurezza. Le uscite di sicurezza sono varchi, ricavati nelle recinzioni di larghezza di m. Questa misura impedisce la fuga dei capi bovini. Il numero e l ubicazione dei varchi di fuga dovranno essere commisurati al rischio ed al tipo di ricovero. Sono da prevedere percorrenze massime per raggiungere un varco di non più di 20 m.

9 STALLA BOVINI DA LATTE Occorre poi dislocare i varchi di fuga in modo tale che l operatore possa eseguire gli interventi senza mai essere intrappolato tra gli animali o tra essi ed ostacoli fissi. Cioè deve essere sempre possibile posizionarsi nel recinto in corrispondenza di un varco di fuga.

10 STALLA BOVINI DA LATTE

11 STALLA BOVINI DA LATTE SOLUZIONI PREVENTIVE TRAPPOLE AUTOCATTURANTI E necessario disporre di trappole autocatturanti e da utilizzare ogni qualvolta si rende necessario isolare gli animali per eseguire pulizia dei ricoveri, interventi sui singoli animali, ecc. BLOCCAMUSO

12 STALLA BOVINI DA LATTE SOLUZIONI PREVENTIVE - ESEMPIO DI BOX DEL TORO Il toro deve essere tenuto normalmente in apposito recinto con cancelli mobili per poterlo confinare in occasione degli ingressi degli operatori. La recinzione deve essere robusta, alta almeno m 1.80, disporre di varchi di fuga su tutti i lati o essere conformata in modo tale da permettere in ogni punto la fuga dell operatore.

13 STALLA BOVINI DA LATTE SOLUZIONI PREVENTIVE E molto importante che gli addetti alla gestione del toro siano adeguatamente formati. Eventuali vizi dell animale devono essere conosciuti da tutti gli addetti. Il toro deve essere abituato, fin dalle prime fasi di vita, ad accettare il tipo di gestione aziendale (alimentazione, movimentazione, cure ecc.). E consigliata l applicazione dell anello al naso agli animali, all età di circa 12/13 mesi. Questo consente il governo mediante bastone con uncino di estremità.

14 STALLA BOVINI DA INGRASSO SOLUZIONI PREVENTIVE

15 STALLA BOVINI DA INGRASSO SOLUZIONI PREVENTIVE Cauterizzare gli abbozzi corneali entro le 3 settimane di vita

16 STALLA BOVINI SOLUZIONI PREVENTIVE

17 STALLA BOVINI SOLUZIONI PREVENTIVE

18 STALLA BOVINI DA LATTE RISCHI CONTATTO CON ORGANI PERICOLOSI

19 STALLA BOVINI DA LATTE: STABULAZIONE FISSA NASTRO TRASPORTATORE A PALETTE OSCILLANTI CON ASTA RIGIDA GRIGLIATO QUANDO NON E PREVISTO L USO DI PAGLIA

20 STALLA BOVINI DA LATTE: TRATTORE CON PALA O RUSPETTA MERLO CON PALA TRATTORE CON RUSPETTA

21 STALLA BOVINI DA LATTE: TRATTORE CON PALA O RUSPETTA Disturbo e disagio per gli animali Possibile presenza di impedimenti strutturali (altezza/telaio, ecc.) Trattrice dedicata Necessità di confinamento degli animali Aumento manodopera Eccessiva usura del pavimento = aumento dei rischi per i lavoratori

22 STALLA BOVINI DA LATTE: TRATTORE CON PALA O RUSPETTA In alcuni casi essa rappresenta una scelta deliberata di gestione (per non installare un impianto meccanizzato), in altri casi una necessità (laddove si prevede la lettiera con paglia). RISCHI - rischi dovuti all investimento di persone a terra; - rischi di caduta in vasca di stoccaggio, sia da parte di persone a terra, sia da parte delle macchine operatrici che eseguono la rimozione del letame.

23 STALLA BOVINI DA LATTE: TRATTORE CON PALA O RUSPETTA Allontanamento degli animali e bloccaggio in rastrelliera autocatturante. Le operazioni devono essere oggetto di apposita procedura al fine di evitare che nell area siano presenti persone a terra. Prevedere una barriera metallica ai bordi della vasca, in genere coincidente con la recinzione di contenimento del bestiame, dalla quale rimuovere solo la parte inferiore, per consentire il deflusso e la caduta del liquame e, contemporaneamente mantenere la protezione contro avanzamenti accidentali della macchina. E chiaro che in queste condizioni diminuisce la protezione anticaduta per le persone, ragione in più per escludere la presenza contemporanea degli operatori a terra.

24 STALLA BOVINI DA LATTE: RASCHIATORI MECCANICI A FARFALLA AVANZAMENTO: CON CATENA AD ANELLO O CON ASTA RIGIDA A RIBALTINA

25 STALLA BOVINI DA LATTE: RASCHIATORI MECCANICI ASPETTI QUALIFICANTI: scarso spazio per la ruspetta a riposo costo più contenuto immediata operatività rispetto del pavimento: appoggia in centro e alle estremità

26 STALLA BOVINI DA LATTE: SISTEMI DI AZIONAMENTO A CATENA AD ASTA RIGIDA 1^ soluzione adottata basse potenze richieste buona velocità di lavoro usura della catena interventi di manutenzione frequenti maggiore affidabilità

27 STALLA BOVINI DA LATTE: RISCHI - contatti accidentali generici (prevalentemente a carico degli arti inferiori); - schiacciamento/intrappolamento tra questi elementi mobili e strutture fisse murarie o metalliche, in corrispondenza dei punti di intersezione (murature di testa, recinzioni, sottopassaggi, ecc.), o dei punti di fine corsa; - dalla possibilità, in caso di perdita di coscienza della persona, che quest ultima sia trascinata dall elemento mobile e sospinta fino al punto di recapito del raschiatore a bordo vasca, con rischio di precipitazione nella vasca stessa.

28 STALLA BOVINI DA LATTE: SOLUZIONI PREVENTIVE - velocità di avanzamento contenuta entro il limite di 1,8 m/min. (velocità equivalente a 30 mm/sec., che qualifica e discrimina in allegato IV del DPR 459/96 le presse lente). - interdizione dell accesso delle persone quando è in movimento - esclusione di avviamenti automatici o a tempo - in corrispondenza dei punti di arresto e di inversione del moto, garantire una distanza di sicurezza longitudinale tra il punto morto (di arrivo) e la strutture fissa uguale o superiore a 300 mm - la zona dislocata fuori della stalla, deve essere recintata - il distanziamento verticale tra l elemento mobile e le strutture fisse deve essere uguale o superiore a 500 mm. Questa distanza consente il passaggio dell intero corpo umano.

29 STALLA BOVINI DA LATTE: SOLUZIONI PREVENTIVE Nei punti in cui le ruspette recapitano in vasca o in cunicolo deve essere posto, immediatamente a valle dell elemento di limitazione o di contrasto, un elemento orizzontale sganciabile, sotto un carico superiore a 30 dan, fuori dalla portata degli animali, che se azionato, comanda un interruttore in grado di arrestare il moto. Questo elemento orizzontale deve essere posto ad un altezza tale che la luce libera al passaggio della ruspetta risulti non superiore a 250 mm. Tra questo dispositivo di sicurezza ed il bordo di caduta in vasca deve essere garantita la presenza di una zona di franco, di lunghezza uguale o superiore a 2000 mm. In caso di arresto, il riavviamento deve avvenire a seguito di un azione volontaria dell operatore, da postazione in cui sia chiaramente visibile la zona critica.

30 STALLA BOVINI DA LATTE: RASCHIATORI MECCANICI RASCHIATORE SEMOVENTE blocco in caso di ostacoli facilità e rapidità d installazione ingombro ridotto gestione e controllo computerizzato assenza di collegamenti elettrici maggior costo

31 STALLA BOVINI DA LATTE: SOLUZIONI PREVENTIVE Ci sono anche impianti che conducono il letame su concimaia, nei sistemi di stabulazione con uso di paglia. Questi sistemi sono esterni e gli organi lavoratori sono raggiungibili e pericolosi. In questo caso deve essere installata una apposita segregazione dell area in cui operano questi organi lavoratori, con ripari interbloccati, in modo da impedire tassativamente il contatto dell operatore con gli elementi mobili.

32 STALLA BOVINI DA LATTE: SOLUZIONI PREVENTIVE Macchine motrici: che azionano i sistemi a ruspetta, generalmente costituite da unità oleodinamiche, non presentano rischi specifici, se non quelli classici legati all equipaggiamento elettrico ed all accessibilità di eventuali organi in movimento accessibili a causa di rimozioni indebite di protezioni in dotazione. I rischi sono rappresentati dalla loro dislocazione che talvolta le rende difficilmente accessibili per le operazioni di manutenzione. Nel caso di strutture nuove occorre dislocare queste unità in luogo recintato ma raggiungibile in condizione di sicurezza. In caso di impianti esistenti, in cui queste macchine si trovino dislocate all interno del recinto delle vasche, occorre allestire una struttura costituita da andatoie e piattaforma di lavoro, di adeguate dimensioni e protette adeguatamente dal pericolo di caduta.

33 Organi di trasmissione STALLA BOVINI DA LATTE: SOLUZIONI PREVENTIVE Essi possono essere semplici cilindri oleodinamici, oppure biellismi, oppure trasmissioni a catena. I rischi connessi con questi organi sono in genere legati alla possibilità di schiacciamento, od intrappolamento tra le parti in movimento. In genere i pistoni/cilindri oleodinamici non presentano rischi specifici, ad esclusione di quello di scoppio degli elementi di tenuta. Per i restanti sistemi si dovrà provvedere alla loro segregazione, in particolare dovranno essere protetti i perni di rinvio delle trasmissioni a catena; per quanto riguarda i biellismi dovranno essere alloggiati in posizioni non raggiungibili o comunque completamente protetti.

34 STALLA BOVINI DA LATTE: IL FLUSHING VANTAGGI facilità di gestione e manutenzione assenza di raschiatori/ minore scivolosità utilizzo anche per corsie non regolari SVANTAGGI maggiori costi iniziali necessità di trattamento di separazione liquido/solido potenziali problemi sanitari agli arti degli animali difficoltà di funzionamento nei periodi freddi peggioramento condizioni ambientali

35 STALLA BOVINI DA LATTE: FESSURATO VANTAGGI minori tempi di lavoro per abbandono della paglia SVANTAGGI maggiore consumo dello zoccolo può favorire l insorgenza di patologie podali peggioramento condizioni ambientali

36 LE FOSSE SOTTOSTANTI STALLA BOVINI DA LATTE: FESSURATO DI STOCCAGGIO A TRACIMAZIONE CONTINUA CON SVUOTAMENTO DISCONTINUO A GRAVITA VACUUM SYSTEM CON VEICOLAZIONE A MEZZO DI: - RASCHIATORE - RICIRCOLO

37 STALLA BOVINI DA LATTE RISCHI UTILIZZO DI MACCHINARI

38 TRASPORTATORI A COCLEA STALLA BOVINI DA LATTE

39 VENTOLE STALLA BOVINI DA LATTE

40 STALLA BOVINI DA LATTE RISCHI SCIVOLAMENTI

41 PAVIMENTI Gli elementi che entrano in gioco nel bilancio di sicurezza di un pavimento nell utilizzazione zootecnica sono molteplici: tipo di materiale posa del pavimento livello di inquinamento della superficie criteri di manutenzione e di conservazione tipo di calzature e buono stato delle stesse presenza di pendenze drenaggi, scoli per evitare ristagni resistenza all usura ed alle aggressioni chimiche e fisiche diverso coefficiente di scivolosità tra una zona e l altra.

42 SOLUZIONI PREVENTIVE La pavimentazione deve garantire requisiti minimi di aderenza (di attrito), al fine di limitare la scivolosità, che rappresenta un fattore di rischio lavorativo estremamente elevato. E necessario ridurre al minimo la scivolosità dei pavimenti mediante trattamenti (rigatura) o l uso di materiali ad elevato coefficiente di attrito, mantenendoli in buone condizioni di pulizia.

43 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE ALLEVAMENTI DA RIPRODUZIONE ALLEVAMENTI DA INGRASSO GABBIA PARTO A CICLO CHIUSO A CICLO APERTO

44 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Pavimento pieno Pavimento fessurato: è la soluzione che si è maggiormente diffusa in questi ultimi vent anni grazie all eliminazione delle acque di lavaggio e alla conseguente riduzione del volume di liquami prodotti. Con questa soluzione si supera ogni problema di sporcamento della superficie e non richiede mai alcuna operazione di pulizia.

45 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Porcilaia con pavimentazione totalmente fessurata

46 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Lo sviluppo di maggiore sensibilità nei confronti dell igiene dell allevamento, della qualità dell aria e, soprattutto della sostenibilità ambientale degli allevamenti intensivi (emanazione di nuove norme), ha portato alla ricerca di soluzioni. MTD (Migliore Tecnica Disponibile) raccomandata a tutti gli allevamenti tenuti a richiedere AIA - VIA

47 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Optare per soluzioni che consentono sia di ridurre il più possibile il tempo di permanenza dei liquami, sia di assicurare il completo e frequente svuotamento delle fosse.

48 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Porcilaia con pavimentazione parzialmente fessurata

49 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Porcilaia con corsie esterne di defecazione fessurate

50 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Fosse di veicolazione con canalette multiple

51 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Svuotamento per ruscellamento e/o flushing; E' una soluzione che sfrutta, per la veicolazione delle deiezioni, la corrente generata da un flusso di liquami ricircolati sul fondo della fossa. In pratica si mantiene sul fondo della fossa, che deve essere realizzato in piano, grazie ad una soglia di tracimazione, uno strato di liquame (ca cm) che riceve le deiezioni prodotte dagli animali ed è periodicamente sostituito, con cadenza programmata (12-24 h), da liquame prelevato dallo stoccaggio e ricircolato in testa alle fosse.

52 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Svuotamento per ruscellamento e/o flushing; Il ricircolo può essere previsto prelevando i liquami dallo stoccaggio secondo tre diverse modalità: - ricircolo con utilizzo di liquami freschi; - ricircolo con utilizzo di liquami aerati nello stoccaggio; - ricircolo con utilizzo di liquami stabilizzati in specifica vasca di trattamento. Il ricircolo con utilizzo di liquami freschi, è il più semplice da realizzare: prevede il prelievo diretto dei liquami dalla pre-vasca ed il loro successivo rilancio, a mezzo di pompe, sul fondo delle fosse da pulire. Non è però sempre in grado di assicurare sufficienti garanzie sanitarie in quanto eventuali potenziali patogeni presenti nel liquame, e non ancora inattivati, possono essere veicolati all'interno del ricovero. Inoltre viene ad essere compromessa la qualità dell'aria ambientale, con sviluppo di odori e liberazione di gas nocivi dai liquami.

53 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Svuotamento per ruscellamento e/o flushing; Migliori risultati si ottengono quando si prevede l'impiego di liquami aerati. Tale trattamento consiste nel sottoporre la massa dei liquami stoccati, ad una più o meno intensa ossigenazione, grazie all'immissione di aria in quantità sufficiente a promuovere lo sviluppo di fermentazioni aerobiche, con decomposizione della sostanza organica più velocemente biodegradabile eliminando la produzione di composti maleodoranti. E' evidente che l'impiego di liquami stabilizzati consente di ridurre sino ad evitare totalmente i suddetti inconvenienti, superando anche le controindicazioni "sanitarie". E buona norma prevedere l utilizzo di liquami sottoposti preventivamente a trattamento di separazione solido/liquido.

54 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Fosse di veicolazione con soglia di tracimazione Sconsigliate: permane all interno uno strato necessario per ottenere il galleggiamento della frazione grossolana e la sua tracimazione periodo eccessivo (15-30 gg) di permanenza dei liquami nella fossa difficoltà di ottenere il perfetto svuotamento

55 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Raschiatore meccanico installato al di sotto del pavimento fessurato In questo modo si allontanano deiezioni sicuramente fresche, contribuendo al miglioramento delle condizioni ambientali interne del ricovero. La profondità delle fosse per l'impiego del raschiatore è decisamente contenuta (0,30-0,40 m) con possibilità quindi di realizzazione anche in caso di ristrutturazione di ricoveri esistenti. Tale soluzione non è del tutto priva di inconvenienti - il sensibile aumento dei costi di costruzione e degli interventi di manutenzione che risultano piuttosto frequenti a causa dell'ambiente di lavoro particolarmente aggressivo; - notevoli difficoltà per ogni eventuale intervento di riparazione non programmato.

56 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Fosse in grado di ridurre la superficie del pelo libero dei liquami

57 PORCILAIA Fosse in grado di ridurre la superficie del pelo libero dei liquami: pareti fortemente inclinate profili particolari finalizzati a ridurre sensibilmente la superficie del pelo libero dei liquami riduzione del volume massimo dei liquami riduzione fino a 5 volte TIPOLOGIE COSTRUTTIVE

58 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Svuotamento discontinuo a gravità (vacuum system)

59 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Svuotamento discontinuo a gravità (vacuum system) Consiste nella predisposizione di una vera e propria fognatura realizzata con tubazioni in plastica e collocata al di sotto del pavimento della fossa. La rete fognaria è collegata alla fossa mediante vari fori di fondo (che vanno previsti adeguatamente distribuiti pari ad uno ogni 10 m 2 ca.). Il sistema drenante è chiuso mediante una apposita serranda (in acciaio inox o PVC). In questo modo il liquame si accumula nella fossa fino al momento di apertura della valvola che, determina, il rapido allontanamento delle deiezioni, ed anche dei materiali più grossolani, senza rischi di intasamento. Ciò grazie all effetto di aspirazione che si crea nei vari fori in seguito al veloce scorrimento dei liquami nella fognatura.

60 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Suini su lettiera di paglia o trucioli

61 PORCILAIA TIPOLOGIE COSTRUTTIVE Suini su lettiera di paglia o trucioli Negli ultimi anni, a fianco di queste tipologie stabulative, sono state sviluppate soluzioni che grazie all impiego di materiale da lettiera, cercano di limitare la produzione di liquami a favore del letame: prodotto più sicuro dal punto di vista ambientale e dall apprezzato valore agronomico. L impiego della lettiera (paglia o trucioli di segatura) è visto favorevolmente anche per il miglioramento del benessere dei suini, e quindi parrebbe, secondo alcuni, la soluzione ideale per lo sviluppo della nuova suinicoltura.

62 PORCILAIA RISCHI Raramente è possibile effettuare la omogeneizzazione dei liquami, a meno che non siano previsti sistemi particolari come ad esempio il sistema slalom che prevedendo di collegare le fosse ad anello consente, grazie all azione di un mixer, di movimentare tutta la massa presente nelle fosse. Se da un lato riuscissimo anche ad assicurare una buona omogeneizzazione, dall altro la miscelazione comporta uno strippaggio di tutti i gas sospesi nella massa e la loro diffusione in ambiente, raggiungendo anche livelli molto tossici. Altamente sfavorevole per la sicurezza degli addetti e degli animali. Allontanamento degli animali e massima ventilazione dei ricoveri.

63 PORCILAIA RISCHI I rischi costituiti dai gas di fermentazione, che si sviluppano dagli stoccaggi, ed in modo particolare in fase di movimentazione dei liquami, la loro presenza e rilevanza è molto diversificata. Non si dispone di studi specifici e di dati rappresentativi. Ciò che è noto è che i reflui zootecnici, durante le fasi di stazionamento e maturazione, producono una varietà di gas pericolosi (monossido di carbonio, anidride carbonica, idrogeno solforato, metano, ecc.), in natura e quantità variabili e dipendenti da moltissimi fattori. Questi fattori possono essere così riassunti: - specie di animale; - tipologia di alimentazione: - tipo di stabulazione; - tipologia delle strutture di raccolta e dei sistemi di trattamento dei reflui.

64 PORCILAIA RISCHI La rilevanza dei rischi per le persone dipende, oltre che dalle condizioni citate, anche dalle modalità di esposizione, che, a loro volta dipendono dalle caratteristiche delle strutture entro cui operano gli addetti e dalle pratiche gestionali. In linea di massima le indicazioni che in questa sede possono essere fornite, partono dal presupposto generale riferito alle strutture, ossia nel garantire sempre una buona ventilazione generale. Tali condizioni, in assenza di elementi di valutazione specifici, possono evitare o ridurre la probabilità che tali gas assumano concentrazioni pericolose per gli addetti. Si tenga presente che i gas di fermentazione hanno una densità elevata rispetto all aria (ad esclusione del metano) e tendono a disporsi verso il basso; questo comporta che i lavoratori destinati ad operare accucciati sono maggiormente esposti ai relativi rischi.

65 PORCILAIA RISCHI Un altro elemento gestionale in grado di aumentare i rischi è costituito dalle operazioni (mescolamento, ossigenzazione) che producono una movimentazione dei reflui stoccati. In questa fase le quantità di gas che si sviluppano possono essere veramente importanti, anche in grado di produrre danneggiamenti agli animali. Se pure esiste una correlazione tra la presenza di gas ed il benessere degli animali, sarebbe un errore sottovalutare il problema solo perché non si registrano morti nella mandria, o non si rilevano particolari fastidi tra gli animali. Occorre infatti tenere presente che l efficacia (patologica) della dose di gas eventualmente inalato è commisurata al peso del soggetto e quindi concentrazioni di gas inefficaci per un capo bovino di 500 kg, o per un suino di 180 kg, possono essere inaccettabili per una persona di 80 kg.

66 PORCILAIA RISCHI Le misure preventive che si indicano riguardano quindi la costruzione delle strutture che devono garantire una buona ventilazione naturale dei ricoveri. Le zone sotto grigliato devono avere funzioni unicamente di scorrimento dei reflui. Nel caso siano presenti vasche sotto pavimento o sotto grigliato prevedere impianti di estrazione e di ricambio dell aria, in grado di movimentare e di diluire il cuscino d aria sopra il battente dei liquami. Durante l esecuzione delle operazioni che prevedono l agitazione dei liquami occorre impedire la presenza di operatori all interno dei ricoveri in cui possono svilupparsi e stazionare i gas. Nei ricoveri posti sopra grigliato evitare lo svolgimento di attività che comportano la stazione accucciata degli operatori.

67 RISCHI La stabilizzazione/omogeneizzazione mediante l impiego di ossigenatori applicati alla trattrice o sommergibili. Nel primo caso può essere necessario aprire o rimuovere una porzione di recinzione della vasca e si evidenzia il rischio di caduta o urto con macchine in movimento. Miscelatore in fase di immersione Miscelatore in fase di lavoro nella prevasca

68 RISCHI Nel secondo caso il rischio di caduta è da associare ai rischi derivanti dalla manutenzione dell areatore, che deve essere periodicamente sollevato, mediante apposita struttura di sollevamento, manutentato e ricollocato nella sua posizione di lavoro.

69 PORCILAIA RISCHI CONTATTO CON GLI ANIMALI (spostamenti, carico, trattamenti sanitari, ecc.)

70 PORCILAIA RISCHI PREPARAZIONE DELL ALIMENTAZIONE DISTRIBUZIONE DELL ALIMENTAZIONE

71 MANGIMIFICI ALIMENTAZIONE A UMIDO

72 MANGIMIFICI ALIMENTAZIONE A SECCO

73 RISCHI MANGIMIFICI Rischi di traumatismi derivanti dall uso delle macchine; Rischi di caduta da dislivelli; Rischi di caduta all interno di contenitori, vasche, macchine ed attrezzature varie; Rischio elettrico e Rischio di esplosione ed incendio; Rischio da polveri (chimico); Rischio chimico da gas di fermentazione; Rischio da rumore; Rischio da movimentazione di carichi;

74 MANGIMIFICI SOLUZIONI PREVENTIVE

75 PULIZIA DELLE STRUTTURE

76 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI laguna in c.a. in opera elementi prefabbricati interrata

77 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI TIPOLOGIE COSTRUTTIVE IMPIANTO DI SEPARAZIONE

78 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI CADUTA ALL INTERNO RISCHI

79 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI RISCHI CADUTA DA POSTAZIONI SOPRAELEVATE

80 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI RISCHI RISCHIO CHIMICO (monossido di carbonio, idrogeno solforato, anidride carbonica. RISCHIO BIOLOGICO RISCHIO DERIVANTE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE (metano)

81 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI SOLUZIONI PREVENTIVE DISLOCAZIONE ADEGUATA DEI MACCHINARI ADEGUATEZZA DELLE SCALE PROTEZIONE DELLE POSTAZIONI SOPRAELEVATE VENTILAZIONE DEI RICOVERI ATMOSFERE ESPLOSIVE (D.LGS. 233/03)

82 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI Nelle aziende agricole, che oltre ad essere un ambiente di lavoro sono anche un ambiente di vita, è possibile la presenza di bambini, per i quali un normale parapetto può rappresentare addirittura un occasione per un arrampicata estemporanea.

83 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI SOLUZIONI PREVENTIVE Recinzione perimetrale di altezza complessiva di m 1.80, composta da elementi non scalabili, come rete metallica a maglia fitta, o elementi verticali distanziati non più di 100 mm fra loro. Adeguata robustezza pari almeno a quella richiesta per i parapetti fino all altezza di 1 m. Cordolo perimetrale in cemento di altezza minima 300 mm.

84 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI SOLUZIONI PREVENTIVE

85 VASCHE STOCCAGGIO LIQUAMI SOLUZIONI PREVENTIVE Nel caso di vasche parzialmente interrate con protezione fuori terra in cemento pieno e continuo, si ritiene sufficiente un altezza minima della protezione pari a 1500 mm. Nelle vasche fuori terra deve essere installata una scala fissa e postazione di controllo protetta.

86 PORCILAIA RISCHI MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI

87 RISCHI MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI

88 PORCILAIA RISCHI BIOLOGICO

89 STALLA BOVINI DA LATTE RISCHI PRODOTTI CHIMICI

90 PORCILAIA RISCHI RUMORE

6.3 GESTIONE DELL ALIMENTAZIONE I principali aspetti di interesse dal punto di vista della sicurezza relativi all alimentazione dell animale sono da

6.3 GESTIONE DELL ALIMENTAZIONE I principali aspetti di interesse dal punto di vista della sicurezza relativi all alimentazione dell animale sono da 6.3 GESTIONE DELL ALIMENTAZIONE I principali aspetti di interesse dal punto di vista della sicurezza relativi all alimentazione dell animale sono da riferirsi essenzialmente alle fasi di: stoccaggio e

Dettagli

ALBERI CARDANICI E PRESE DI POTENZA

ALBERI CARDANICI E PRESE DI POTENZA ALBERI CARDANICI E PRESE DI POTENZA L'albero cardanico deve essere dotato di Gli alberi devono essere sottoposti a 1 protezione, che superi di 5cm le crociere regolare manutenzione La parte che rimane

Dettagli

2.4.15 Centro di lavoro D. Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN 12417:2003

2.4.15 Centro di lavoro D. Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN 12417:2003 2.4.15 Centro di lavoro D. Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN 12417:2003 Macchina utensile in cui il mandrino, orizzontale o verticale, è in grado di eseguire due o più processi di lavorazione

Dettagli

Deiezioni Il Crpa: così vasche liquami e raschiatori

Deiezioni Il Crpa: così vasche liquami e raschiatori Le caratteristiche costruttive, icostidimessa in opera, le attrezzature di stalla Deiezioni Il Crpa: così vasche liquami e raschiatori Una vasca per liquami circolare in elementi prefabbricati di calcestruzzo

Dettagli

Pavimentazioni delle stalle

Pavimentazioni delle stalle STALLE A CUCCETTA PER VACCHE DA LATTE Istituto Tecnico Agrario Zanelli Reggio Emilia, 30 maggio 2007 Pavimentazioni delle stalle Dott. Agr. Paolo Ferrari Ufficio Edilizia I pavimenti devono fornire un

Dettagli

Fabbricati rurali. 18.1 Ricoveri per bovini. Ricoveri per bovini Ricoveri per suini Altri fabbricati. 18.1.1 Bovini da latte. Stabulazione fissa

Fabbricati rurali. 18.1 Ricoveri per bovini. Ricoveri per bovini Ricoveri per suini Altri fabbricati. 18.1.1 Bovini da latte. Stabulazione fissa 18 Fabbricati rurali Ricoveri per bovini Ricoveri per suini Altri fabbricati 18.1 Ricoveri per bovini 18.1.1 Bovini da latte Stabulazione fissa Nella stabulazione fissa gli animali sono legati alla mangiatoia.

Dettagli

SCHEDE DI PROGETTAZIONE

SCHEDE DI PROGETTAZIONE SCHEDE DI PROGETTAZIONE 1 STALLA PER BOVINE DA LATTE E LOCALI ACCESSORI Si riassumono nella presente scheda i requisiti strutturali richiesti per la progettazione e costruzione delle stalle. Tali requisiti

Dettagli

PROGETTO NITRANT 2014 VISITA TECNICA ALL AZIENDA AGRICOLA BENNATI SAN CANZIAN D ISONZO (GO) 19 NOVEMBRE 2015

PROGETTO NITRANT 2014 VISITA TECNICA ALL AZIENDA AGRICOLA BENNATI SAN CANZIAN D ISONZO (GO) 19 NOVEMBRE 2015 PROGETTO NITRANT 2014 VISITA TECNICA ALL AZIENDA AGRICOLA BENNATI SAN CANZIAN D ISONZO (GO) 19 NOVEMBRE 2015 FOCUS: LA DIGESTIONE ANAEROBICA A SECCO Pubblicazione realizzata da Veneto Agricoltura, Settore

Dettagli

Nelle stalle di vacche da latte cresce l interesse per gli impianti di ricircolo e i separatori

Nelle stalle di vacche da latte cresce l interesse per gli impianti di ricircolo e i separatori INDAGINE DEL CRPA Nelle stalle di vacche da latte cresce l interesse per gli impianti di ricircolo e i separatori Nelle stalle a stabulazione libera i raschiatori ad asta rigida sono ancora la soluzione

Dettagli

COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO?

COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO? COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO? Al di là degli obblighi di legge, queste buone tecniche, consentono di limitare i principali problemi (cattivi odori,

Dettagli

Esemplificazione sulle caratteristiche tecniche di un impianto di recupero e trattamento

Esemplificazione sulle caratteristiche tecniche di un impianto di recupero e trattamento Allegato 1 Esemplificazione sulle caratteristiche tecniche di un impianto di recupero e trattamento Si riporta di seguito, in via del tutto esemplificativo, la strutturazione di un impianto di trattamento

Dettagli

Per la gestione dei reflui nelle stalle

Per la gestione dei reflui nelle stalle PECIALE VALUTAZIONE U DIVERE TIPOLOGIE DI TALLA Quanto costa ogni anno la gestione delle deiezioni Il costo totale annuo di esercizio per la gestione dei reflui oscilla tra. euro della stalla a cuccette

Dettagli

ELABORATO 1 Relazione tecnica descrittiva

ELABORATO 1 Relazione tecnica descrittiva Impianto di depurazione S. Giustina (RN) Verifica di assoggettabilità L.R. 9/99 come integrata ai sensi del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. DESCRIZIONE DELL IMPIANTO Sezione di recupero fanghi di depurazione ELABORATO

Dettagli

COSTRUZIONI E IMPIANTI PER L AGRICOLTURA

COSTRUZIONI E IMPIANTI PER L AGRICOLTURA Facoltà di Agraria, Università Mediterranea di Reggio Calabria, CdLs in Scienze e Tecnologie agrarie e alimentari Dati caratteristici del ciclo riproduttivo delle pecore durata ciclo estrale: 17 gg durata

Dettagli

R I P R O D U Z I O N E I N G R A S S O ALLEVAMENTO SUINI GESTIONE ANIMALI GESTIONE ANIMALI. Premessa

R I P R O D U Z I O N E I N G R A S S O ALLEVAMENTO SUINI GESTIONE ANIMALI GESTIONE ANIMALI. Premessa ALLEVAMENTO SUINI Premessa L allevamento suinicolo può essere distinto in due tipologie fondamentali: allevamento da riproduzione allevamento da ingrasso. Tale classificazione può anche in alcuni casi

Dettagli

Uno stimolo al lavoro

Uno stimolo al lavoro Un investimento edilizio si basa principalmente su considerazioni di ordine economico, tra cui i costi d esercizio e di manutenzione delle varie infrastrutture. Vanno considerati senz altro i consumi energetici,

Dettagli

PROGETTO DI ADEGUAMENTO E RIORGANIZZAZIONE DI ALLEVAMENTO SUINICOLO

PROGETTO DI ADEGUAMENTO E RIORGANIZZAZIONE DI ALLEVAMENTO SUINICOLO PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI LESEGNO PROGETTO DI ADEGUAMENTO E RIORGANIZZAZIONE DI ALLEVAMENTO SUINICOLO TRE GIGLI Società Agricola di Gilioli Cristina, Luca e Simone s.s. Allevamento di Lesegno (CN) -

Dettagli

Descrizione delle modalità di gestione ambientale

Descrizione delle modalità di gestione ambientale E 3 Descrizione delle modalità di gestione ambientale La seguente relazione ha lo scopo di descrivere le modalità di gestione degli aspetti ambientali relativi all impianto della ditta Puddu Luca sita

Dettagli

Città di Fiumicino (Provincia di Roma

Città di Fiumicino (Provincia di Roma COMUNICAZIONE SEMPLIFICATA 1 per aziende con produzione/utilizzazione al campo di azoto da effluenti di allevamento compresa tra 3.001 e 6.000 Kg/anno e per le aziende di cui al D. Lgs. n. 152/2006, art.

Dettagli

FILTRI PERCOLATORI PER PICCOLE UTENZE

FILTRI PERCOLATORI PER PICCOLE UTENZE FILTRI PERCOLATORI PER PICCOLE UTENZE Questa sezione descrive una serie di impianti prefabbricati progettati e realizzati per il trattamento delle acque reflue domestiche e assimilate provenienti da piccole

Dettagli

rischi di natura infortunistica e correlati all igiene del lavoro per il personale di cucina

rischi di natura infortunistica e correlati all igiene del lavoro per il personale di cucina rischi di natura infortunistica e correlati all igiene del lavoro per il personale di cucina Corso CUOCO Centro Studi La Base Via dei Pucci, 11 -Firenze Relatore: Geom. Enrico Clarelli www.geoclarelli.it

Dettagli

Liquami Quali vasche e quanto grandi

Liquami Quali vasche e quanto grandi Gli aspetti tecnici ed economici da considerare prima di dotare l allevamento diunavasca per lo stoccaggio dei liquami zootecnici. Le indicazioni di Pierluigi Navarotto Liquami Quali vasche e quanto grandi

Dettagli

Impatto ambientale delle attività zootecniche

Impatto ambientale delle attività zootecniche Impatto ambientale delle attività zootecniche Impatto ambientale delle attività zootecniche: effetto potenzialmente inquinante per l aria, l acqua e il terreno dovuto alle emissioni nell ambiente di varie

Dettagli

7.2 Controlli e prove

7.2 Controlli e prove 7.2 Controlli e prove Lo scopo dei controlli e delle verifiche è quello di: assicurare che l ascensore sia stato installato in modo corretto e che il suo utilizzo avvenga in modo sicuro; tenere sotto controllo

Dettagli

CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie)

CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie) CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie) A. REPARTO RICOVERO CANI B. REPARTO ISOLAMENTO (PER CANI AMMALATI O SOSPETTI O DI NUOVA INTRODUZIONE) C. AREA

Dettagli

KESSEL- Filtro per acqua piovana Sistema 400

KESSEL- Filtro per acqua piovana Sistema 400 ISTRUZIONI DI MONTAGGIO, ESERCIZIO E MANUTENZIONE KESSEL- Filtro per acqua piovana Sistema 400 Filtro per acqua piovana Sistema 400 da installare in condotte di scolo all aperto Filtro per acqua piovana

Dettagli

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI a cura di Marialuisa Diodato SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V IA A LBERTONI, 15-40138 BOLOGNA! 051.63.61.371-FAX 051.63.61.358 E-mail: spp@aosp.bo.it

Dettagli

SCHEDA TECNICA N. 1. Porcilaia di gestazione

SCHEDA TECNICA N. 1. Porcilaia di gestazione SCHEDA TECNICA N. 1 relativa al progetto di Porcilaia di gestazione Descrizione generale Stabulazione Principali caratteristiche costruttive Pavimento del box Capienza massima Porcilaia per la fase di

Dettagli

2.4.16 Isola robotizzata D.Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN ISO 10218:2006

2.4.16 Isola robotizzata D.Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN ISO 10218:2006 2.4.16 Isola robotizzata D.Lgs. 81/08 All. V e VI, DPR 459/96 All. I, UNI EN ISO 10218:2006 Macchina o insieme di macchine asservite nella manipolazione del materiale o nell esecuzione delle lavorazioni

Dettagli

INDICE. 1. Scheda Impianto... 3. 2. Caratteristiche Costruttive... 4. 3. Processo di depurazione... 5

INDICE. 1. Scheda Impianto... 3. 2. Caratteristiche Costruttive... 4. 3. Processo di depurazione... 5 INDICE 1. Scheda Impianto... 3 2. Caratteristiche Costruttive... 4 3. Processo di depurazione... 5 4. Scelta degli Additivi Chimici e Dosaggio... 5 5. Processo di Chiariflocculazione e Specifiche Vasca

Dettagli

Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi

Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi Martedì 22 luglio2014, dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso la sede CPT, Viale Milano 56/60 Lodi Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi ing. Massimiliano Colletta I LAVORI

Dettagli

I rischi infortunistici alla luce del D. Lgs.. 81/08 e del metodo standardizzato per la valutazione dei rischi. Dott.

I rischi infortunistici alla luce del D. Lgs.. 81/08 e del metodo standardizzato per la valutazione dei rischi. Dott. I rischi infortunistici alla luce del D. Lgs.. 81/08 e del metodo standardizzato per la valutazione dei rischi. Dott. Ermanno Sarti Infortunio L'infortunio è l'evento occorso al lavoratore per causa violenta

Dettagli

Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali

Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali Definizione di norma tecnica Le norme sono documenti prodotti mediante

Dettagli

SOMMARIO. Allegati: - vedere elenco documenti. Impianto a Biogas di Cigliano 08.06.11 R3 - Relazione Tecnica emissioni in atmosfera

SOMMARIO. Allegati: - vedere elenco documenti. Impianto a Biogas di Cigliano 08.06.11 R3 - Relazione Tecnica emissioni in atmosfera Pag.1/7 Allegati: SOMMARIO 1 PREMESSA... 2 2 CARATTERISTICHE DELL ATTIVITA E DELLE RELATIVE EMISSIONI... 2 2.1 INDIVIDUAZIONE DELLE FASI LAVORATIVE /MATERIE PRIME/PRODOTTI FINITI E REFLUI GENERATI... 2

Dettagli

Lo standard accettato per le macchine non marcate CE L allegato V del D. Lgs.. 81/08

Lo standard accettato per le macchine non marcate CE L allegato V del D. Lgs.. 81/08 Lo standard accettato per le macchine non marcate CE L allegato V del D. Lgs.. 81/08 Bologna - 4 maggio 2011 Ing. Mario Alvino Coordinatore Operativo CTS L Allegato V del Testo Unico tratta i requisiti

Dettagli

GUIDA RAPIDA ALL USO Depuratore-Disoleatore MIXI D

GUIDA RAPIDA ALL USO Depuratore-Disoleatore MIXI D GUIDA RAPIDA ALL USO Depuratore-Disoleatore MIXI D INFORMAZIONI GENERALI Questo manuale e parte integrante del depuratore-disoleatore per lubrorefrigeranti e liquidi di macchine lavaggio sgrassaggio pezzi

Dettagli

INDICAZIONI TECNICHE RELATIVE ALLE MISURE DI PROTEZIONE DA ADOTTARE PER LA RIDUZIONE DEI RISCHI

INDICAZIONI TECNICHE RELATIVE ALLE MISURE DI PROTEZIONE DA ADOTTARE PER LA RIDUZIONE DEI RISCHI 5 INDICAZIONI TECNICHE RELATIVE ALLE MISURE DI PROTEZIONE DA ADOTTARE PER LA RIDUZIONE DEI RISCHI PREMESSA Il presente paragrafo è stato elaborato a partire dalle situazioni di pericolo individuate dall

Dettagli

I fabbricati industriali

I fabbricati industriali I fabbricati industriali Fabbricati industriali 1 Generalità La scelta di un tipo di fabbricato è determinata dal plant layout, ossia dalla sistemazione dei macchinari, dei reparti dei servizi e quant

Dettagli

01 Az. Agr. Le Albare di Maggiolo Matteo 02 Az. Agr. Sulky s.r.l. 03 Marin Felice e Luigino 04 Az. Agr. Bucera s.s. 05a Bovino Carlo 05b Bovino

01 Az. Agr. Le Albare di Maggiolo Matteo 02 Az. Agr. Sulky s.r.l. 03 Marin Felice e Luigino 04 Az. Agr. Bucera s.s. 05a Bovino Carlo 05b Bovino ELENCO ALLEVAMENTI ZOOTECNICI SCHEDATI 01 Az. Agr. Le Albare di Maggiolo Matteo 02 Az. Agr. Sulky s.r.l. 03 Marin Felice e Luigino 04 Az. Agr. Bucera s.s. 05a Bovino Carlo 05b Bovino Giorgio 06 Brolese

Dettagli

2.2.5 Dispositivi di sicurezza

2.2.5 Dispositivi di sicurezza 2. Sicurezza 2. Sicurezza generale delle macchine 2.2.5 Dispositivi di sicurezza I dispositivi di sicurezza hanno la funzione di eliminare o ridurre un rischio autonomamente o in associazione a ripari.

Dettagli

Strutture e impianti per la difesa dal caldo negli allevamenti di bovini da latte

Strutture e impianti per la difesa dal caldo negli allevamenti di bovini da latte In collaborazione con: Strutture e impianti per la difesa dal caldo negli allevamenti di bovini da latte Gabriele Mattachini, Giorgio Provolo Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DISAA) Università

Dettagli

Norma nazionale per la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del coniglio biologico (art. 42 del Reg. (CE) n. 834/07).

Norma nazionale per la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del coniglio biologico (art. 42 del Reg. (CE) n. 834/07). Norma nazionale per la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del coniglio biologico (art. 42 del Reg. (CE) n. 834/07). 1. Generalità 1.1 Premessa L operatore che intende allevare

Dettagli

Ferrara Fiere Congressi Fascicolo Sicurezza - Allegato scheda 1 Informazioni sui rischi. Fascicolo Sicurezza. Allegato scheda 1

Ferrara Fiere Congressi Fascicolo Sicurezza - Allegato scheda 1 Informazioni sui rischi. Fascicolo Sicurezza. Allegato scheda 1 Ferrara Fiere Congressi Fascicolo Sicurezza - Allegato scheda 1 Informazioni sui rischi Fascicolo Sicurezza Allegato scheda 1 INFORMAZIONI SUI RISCHI Informazione sui rischi presenti durante le fasi di

Dettagli

4 BIOGAS SRL www.4biogas.it NOI LO RENDIAMO FACILE. Impianti NOVA da 50 a 300 kwp

4 BIOGAS SRL www.4biogas.it NOI LO RENDIAMO FACILE. Impianti NOVA da 50 a 300 kwp NOI LO RENDIAMO FACILE Impianti NOVA da 50 a 300 kwp Nozioni processo biologico Formazione biogas Materiale organico batteri Calore, assenza di ossigeno Composizione: CH 4 : 46 68 Vol-% CO 2 : 30 50 Vol-%

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DELLA COMUNICAZIONE PER L UTILIZZO DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI IN AGRICOLTURA A chi deve essere inviata la comunicazione 1. La comunicazione deve essere inviata: a) al Comune

Dettagli

SAFETY SERVICE. Valutazione dei rischi

SAFETY SERVICE. Valutazione dei rischi SAFETY SERVICE Valutazione dei rischi AZIENDA: DATA: MACCHINA: REFERENTE (Cliente): IL TECNICO VERBALIZZANTE (Safety Service): IL RESPONSABILE TECNICO (Safety Service): IL RESPONSABILE DEL SERVICE: TRASMESSO

Dettagli

Sistemi di bonifica dell ambiente

Sistemi di bonifica dell ambiente Sistemi di bonifica dell ambiente Per definire il tipo di zona pericolosa generata dalla sorgente di emissione (per effetto della fuoriuscita della polvere dal sistema di contenimento) AtexPOLVERI chiede

Dettagli

Profilo. HydroPower & Industry. Water & Irrigation. Special Services

Profilo. HydroPower & Industry. Water & Irrigation. Special Services http://www.apiwaterscreens.com Profilo Profilo Dal 1945, API S.p.A. progetta, costruisce e installa in tutto il mondo apparecchiature speciali per la grigliatura, la filtrazione e la regolazione delle

Dettagli

Lista di controllo Lavori di manutenzione su veicoli ferroviari

Lista di controllo Lavori di manutenzione su veicoli ferroviari Sicurezza realizzabile Lista di controllo Lavori di manutenzione su veicoli ferroviari Gli interventi di manutenzione sui veicoli ferroviari vengono svolti in condizioni di sicurezza? La manutenzione dei

Dettagli

Protezione dal Fuoco. Linee Guida per l Installazione e la Movimentazione dei Vetri Resistenti al Fuoco. Pilkington Pyrostop Pilkington Pyrodur

Protezione dal Fuoco. Linee Guida per l Installazione e la Movimentazione dei Vetri Resistenti al Fuoco. Pilkington Pyrostop Pilkington Pyrodur Protezione dal Fuoco Linee Guida per l Installazione e la Movimentazione dei Vetri Resistenti al Fuoco Pilkington Pyrostop Pilkington Pyrodur Indice 1.0 Informazioni Generali sul Prodotto pag. 3 2.0 Sistemi

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA PER INSEDIAMENTI ZOOTECNICI

SCHEDA INFORMATIVA PER INSEDIAMENTI ZOOTECNICI DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE P.zza Europa 10 45100 ROVIGO SCHEDA INFORMATIVA PER INSEDIAMENTI ZOOTECNICI NOTIFICA INIZIO ATTIVITA (ART.48 D.P.R. 303/56) NUOVA COSTRUZIONE CONCESSIONE EDILIZIA PER: AMPLIAMENTO

Dettagli

ISTRUZIONE PER L ESECUZIONE IN SICUREZZA DI SPOSTAMENTI PARTICOLARI CON CARROPONTE (GROSSE LAMIERE)

ISTRUZIONE PER L ESECUZIONE IN SICUREZZA DI SPOSTAMENTI PARTICOLARI CON CARROPONTE (GROSSE LAMIERE) RISCHI SPECIFICI DELLA LAVORAZIONE Talvolta è necessario spostare GROSSE LAMIERE con il carroponte. I principali rischi durante queste operazioni sono: Possibile caduta dei carichi pesanti (lamiere) durante

Dettagli

RIMEC S G.A A.S. A L C A M O

RIMEC S G.A A.S. A L C A M O AGRIMEC S.A.S. A L C A M O Cisterne carrellate per il trasporto e scarico di mangimi cereali sfusi Cisterna e telaio costruiti interamente in lamiera di acciaio stampata. Funzionamento del trasportatore

Dettagli

STAZIONI DI SOLLEVAMENTO COMPATTE

STAZIONI DI SOLLEVAMENTO COMPATTE STAZIONI DI SOLLEVAMENTO COMPATTE MODELLI ST100 / ST200 / ST500 / ST500 DUO Le stazioni di sollevamento prefabbricate costituiscono un'efficace ed economica soluzione per la raccolta e il rilancio delle

Dettagli

È assolutamente vietato utilizzare apparecchiature elettriche non a norma. Evitare l uso di prese multiple. Non utilizzare apparecchiature

È assolutamente vietato utilizzare apparecchiature elettriche non a norma. Evitare l uso di prese multiple. Non utilizzare apparecchiature LAVORO ELETTRICO In Italia la norma CEI 11-48 del 1998 stabilisce le prescrizioni generali per l esercizio sicuro degli impianti elettrici e per l esecuzione dei lavori su od in prossimità di tali impianti.

Dettagli

Gruppo Tecnico Movimentazione Manuale Carichi nei Caseifici del Parmigiano-Reggiano / giugno 2004

Gruppo Tecnico Movimentazione Manuale Carichi nei Caseifici del Parmigiano-Reggiano / giugno 2004 Scheda 4 - D) MATURAZIONE SALATOIO CAMERA CALDA PROBLEMA 1) TRAINO/SPINTA DEGLI SPERSOLI SU RUOTE O DEL CARRELLO DELLE FORME COMMENTO: la modalità, ormai, maggiormente in uso è quella degli spersoli su

Dettagli

Metodologie di bonifica di elementi con presenza di amianto

Metodologie di bonifica di elementi con presenza di amianto Metodologie di bonifica di elementi con presenza di amianto Se l amianto è COMPATTO non esistono particolari rischi per la salute. Se l amianto è FRIABILE c è il pericolo di inalarne fibre. COMPATTO, materiale

Dettagli

RELAZIONE NON TECNICA M.A.S.A MIGLIORAMENTO AGRICOLO S.R.L. TAPOGLIANO VIA DEI CAMPI n1 Udine

RELAZIONE NON TECNICA M.A.S.A MIGLIORAMENTO AGRICOLO S.R.L. TAPOGLIANO VIA DEI CAMPI n1 Udine RELAZIONE NON TECNICA M.A.S.A MIGLIORAMENTO AGRICOLO S.R.L. TAPOGLIANO VIA DEI CAMPI n1 Udine Descrizione Generale del Sito L allevamento è situato in zona a destinazione agricola (vedere classificazione

Dettagli

PIANO DI MANUTENZIONE

PIANO DI MANUTENZIONE 1 PIANO DI MANUTENZIONE rete fognaria Il presente Piano di Manutenzione della rete fognaria è stato redatto ai sensi dell art. 16, comma 5 (Attività di Progettazione) della Legge 109/94 e successive modifiche

Dettagli

RISCHIO CADUTA DALL ALTO. Ing. Caterina Lapietra

RISCHIO CADUTA DALL ALTO. Ing. Caterina Lapietra RISCHIO CADUTA DALL ALTO Ing. Caterina Lapietra il rischio insito nel ponteggio, la sua percezione e gli accessori che producono sicurezza passiva La percezione del rischio è un fattore soggettivo, legato

Dettagli

ALLEGATO n. 1 K PROGETTO DEFINITIVO. Sistema di stoccaggio ed alimentazione. rifiuti speciali Fax : 055 8323024. Page : 1/10. Numéro du document

ALLEGATO n. 1 K PROGETTO DEFINITIVO. Sistema di stoccaggio ed alimentazione. rifiuti speciali Fax : 055 8323024. Page : 1/10. Numéro du document Page : 1/10 50069 Sieci Pontassieve (F) IMPIANTO I CIPRESSI DDC 5226 S 0022 A Sistema di stoccaggio ed alimentazione rifiuti speciali ALLEGATO n. 1 K Page : 2/10 50069 Sieci Pontassieve (F) IMPIANTO I

Dettagli

Protocollo dell Ufficio. Al Sindaco del Comune di ... Al Sindaco del/dei Comuni di ... Quadro A Soggetto dichiarante. (dove è ubicato l allevamento)

Protocollo dell Ufficio. Al Sindaco del Comune di ... Al Sindaco del/dei Comuni di ... Quadro A Soggetto dichiarante. (dove è ubicato l allevamento) Protocollo dell Ufficio Al Sindaco del Comune di (dove è ubicato l allevamento).... N del.... Al Sindaco del/dei Comuni di (dove sono ubicati i terreni oggetto di spandimento)......... Comunicazione per

Dettagli

PRESIDI IDRAULICI PER LE ACQUE DI DILAVAMENTO DELLE SEDI STRADALI

PRESIDI IDRAULICI PER LE ACQUE DI DILAVAMENTO DELLE SEDI STRADALI PRESIDI IDRAULICI PER LE ACQUE DI DILAVAMENTO DELLE SEDI STRADALI Presentiamo in questa sezione le caratteristiche costruttive e le modalità di funzionamento degli impianti che proponiamo per il trattamento

Dettagli

LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI IN AGRICOLTURA. LA BIOMASSA: I PROCESSI DI CONVERSIONE ENERGETICA I processi biochimici

LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI IN AGRICOLTURA. LA BIOMASSA: I PROCESSI DI CONVERSIONE ENERGETICA I processi biochimici Sei in: agricoltura biologica>produzione di energia da fonti rinnovabili>biomasse LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI IN AGRICOLTURA LA BIOMASSA: I PROCESSI DI CONVERSIONE ENERGETICA I processi

Dettagli

Università degli Studi di Trieste a.a. 2009-2010. Convogliatori. continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi:

Università degli Studi di Trieste a.a. 2009-2010. Convogliatori. continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi: Convogliatori I trasportatori di tipo fisso con moto spesso continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi: trasportatori a rulli (motorizzati o non motorizzati); trasportatori a nastro;

Dettagli

SISTEMA BREVETTATO NUOVA TECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE DI CALCESTRUZZO DI QUALITA

SISTEMA BREVETTATO NUOVA TECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE DI CALCESTRUZZO DI QUALITA SISTEMA BREVETTATO NUOVA TECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE DI CALCESTRUZZO DI QUALITA COSA È IL SISTEMA CHTT? Il CHTT (Concrete High-Tech Turbomixer) è un SISTEMA per la produzione della Pasta di Cemento. La

Dettagli

Indagine in allevamento e impostazione prove sperimentali

Indagine in allevamento e impostazione prove sperimentali Seminario Pavimentazioni innovative nelle stalle per vacche da latte Aspetti tecnici, sanitari ed economici e confronto con soluzioni tradizionali e impostazione prove Alessandro Gastaldo, CRPA - Reggio

Dettagli

Ente Scuola Edile Taranto MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI

Ente Scuola Edile Taranto MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI Ente Scuola Edile Taranto MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI Introduzione Nelle varie fasi lavorative, si è visto come ricorra spesso l utilizzo di ausili per la movimentazione meccanica dei carichi,

Dettagli

Più sicuri. www.allegraimpianti.it. Decreto 23 luglio 2009. In ascensore. con la nuova normativa nazionale per la sicurezza

Più sicuri. www.allegraimpianti.it. Decreto 23 luglio 2009. In ascensore. con la nuova normativa nazionale per la sicurezza Più sicuri Via C. Perazzi, 54-28100 Novara Tel. 0321 467313 Fax 0321 491434 Mail: info@allegraimpianti.it www.allegraimpianti.it In ascensore con la nuova normativa nazionale per la sicurezza Decreto 23

Dettagli

CARPENTIERI / FERRAIOLI

CARPENTIERI / FERRAIOLI POSA DEL FERRO: MOVIMENTAZIONE E STOCCAGGIO Per quanto possibile, si dovrà ridurre la movimentazione manuale dei carichi ricorrendo all utilizzo di apparecchi di sollevamento. Le norme vigenti danno specifiche

Dettagli

Parapetti. come protezione di accessi fissi ad impianti e macchinari

Parapetti. come protezione di accessi fissi ad impianti e macchinari Parapetti come protezione di accessi fissi ad impianti e macchinari Questo opuscolo descrive le regole tecniche da osservare nella costruzione di parapetti posti a protezione di macchinari e impianti.

Dettagli

Mungitura, tipol di impianto a conf

Mungitura, tipol di impianto a conf DOSSIER MECCANIZZAZIONE Mungitura, tipol di impianto a conf La meccanizzazione della stalla non può più fare a meno di un adeguato sistema per mungere le vacche. L importante è saper scegliere la soluzione

Dettagli

All interno dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) Settore Zootecnico: Carni Bovine

All interno dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) Settore Zootecnico: Carni Bovine Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 Reg. (CE) 1698/2005 Regione Toscana Bando Misura 121 Ammodernamento aziende agricole All interno dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) Settore Zootecnico: Carni

Dettagli

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 Relazioni con il D.M. 18/09/2002 - La Guida AIIGM Elio PATETTA Dottore in Ingegneria Biomedica Vice Presidente AIIGM CORSO DI FORMAZIONE CARATTERISTICHE E PROGETTAZIONE DEGLI

Dettagli

Progettazione Costruzioni ed Impianti IMPIANTI TECNOLOGICI CAP. II IMPIANTO IDRICO : IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE INTERNA E FOGNATURA

Progettazione Costruzioni ed Impianti IMPIANTI TECNOLOGICI CAP. II IMPIANTO IDRICO : IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE INTERNA E FOGNATURA Progettazione Costruzioni ed Impianti IMPIANTI TECNOLOGICI CAP. II IMPIANTO IDRICO : IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE INTERNA E FOGNATURA Rete di distribuzione interna - Schemi Colonne verticali di grossa sezione

Dettagli

Check-list per attività di trasporto movimentazione merci e magazzinaggio A. Documentazione

Check-list per attività di trasporto movimentazione merci e magazzinaggio A. Documentazione Check-list per attività di trasporto movimentazione merci e magazzinaggio A. Documentazione A.1. Valutazione dei rischi 1 Documento di valutazione dei rischi ( DLgs. 81/08 art. 28 c.2 ) 2 Autocertificazione

Dettagli

Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed efficienti grazie al a fresa Bobcat disponibile come accessorio. 14 (36 cm) portata

Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed efficienti grazie al a fresa Bobcat disponibile come accessorio. 14 (36 cm) portata Frese Accessori Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed Fresa Bobcat 14 (36 cm) con portata idraulica standard Modello economico, progettato specificamente per l utilizzo su alcuni

Dettagli

1. PREMESSE. 1.53.11.1_Piano_gestione_fase_avviamento_E.doc 1

1. PREMESSE. 1.53.11.1_Piano_gestione_fase_avviamento_E.doc 1 1. PREMESSE Il presente documento costituisce il piano con le modalità operative da seguire per la gestione della fase di avvio e collaudo delle nuove opere di progetto per evitare disservizi nel funzionamento

Dettagli

Il sottoscritto. Titolare della Ditta. Legale Rappresentante della Ditta con sede legale nel Comune di località Via...n... CAP.Prov...

Il sottoscritto. Titolare della Ditta. Legale Rappresentante della Ditta con sede legale nel Comune di località Via...n... CAP.Prov... A.O.O. Provincia di Roma Servizi di Tutela Ambientale Anno Classificazione Fascicolo.. N.. DATA. Modello I-5bis (Provincia Modello_E-bis Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Civitavecchia

Dettagli

LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SCARICO

LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SCARICO Impianto di scarico - Pressioni Impianto di scarico Per impianto di scarico si intende quell insieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate

Dettagli

Agroenergie Bergamasche s.c.a.

Agroenergie Bergamasche s.c.a. Agroenergie Bergamasche s.c.a. Come adeguarsi alla Normativa Nitrati producendo reddito. Dott. Agronomo Emanuele Cattaneo Decreto Interministeriale del 07 aprile 2006. Delibera della Giunta Regionale del

Dettagli

PROGETTO NITRANT 2014. Visita tecnica Cooperativa Agroenergie Bergamasche (Martinengo, BG) 3 dicembre 2015 FOCUS: IL CENTRO CONSORTILE DI TRATTAMENTO

PROGETTO NITRANT 2014. Visita tecnica Cooperativa Agroenergie Bergamasche (Martinengo, BG) 3 dicembre 2015 FOCUS: IL CENTRO CONSORTILE DI TRATTAMENTO PROGETTO NITRANT 2014 Visita tecnica Cooperativa Agroenergie Bergamasche (Martinengo, BG) 3 dicembre 2015 FOCUS: IL CENTRO CONSORTILE DI TRATTAMENTO Pubblicazione realizzata da Veneto Agricoltura, Settore

Dettagli

IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI Negli ultimi anni in Italia sono stati costruiti diversi impianti funzionanti a biomasse (biogas). BIOMASSE: in base all art. 2 del D.Lgs 387/2003

Dettagli

DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO SENZA VASCHE IMHOFF SEMINTERRATO

DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO SENZA VASCHE IMHOFF SEMINTERRATO Azienda Certificata Azienda Certificata ISO 14001:2000 ISO 9001:2000 EA 18, 28b, 35 EA 18, 28b, 35 DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO SENZA VASCHE IMHOFF SEMINTERRATO La funzione dell impianto in oggetto

Dettagli

Questionario informativo per uno studio di fattibilità

Questionario informativo per uno studio di fattibilità Questionario informativo per uno studio di fattibilità 1 Anagrafica Ragione sociale Azienda: Indirizzo: Riferimento: Funzione aziendale: Telefono: Mobile: E-mail: Tipologia di azienda: agricola non agricola

Dettagli

TRASPORTATORI A COCLEA

TRASPORTATORI A COCLEA TRASPORTATORI E DOSATORI Il nastro trasportatore è un dispositivo adibito al trasporto di oggetti o materiali disponibili in massa (laterizi, sabbia, alimentari, prodotti industriali, pacchi, esseri viventi)

Dettagli

SICUREZZA E IGIENE NELLA SCUOLA E NEL LAVORO

SICUREZZA E IGIENE NELLA SCUOLA E NEL LAVORO SICUREZZA E IGIENE NELLA SCUOLA E NEL LAVORO RISCHIO MECCANICO 1 MACCHINE E ATTREZZATURE GESTIONE ADEGUATEZZA AL AL LAVORO DA DA SVOLGERE IDONEITA AI AI FINI FINI DELLA SICUREZZA E SALUTE CORRETTO UTILIZZO

Dettagli

Macchina: OVERFLOW A PRESSIONE

Macchina: OVERFLOW A PRESSIONE Scheda 28 Lavorazione: TINTURA IN PEZZA Macchina: OVERFLOW A PRESSIONE Scopo della lavorazione La tintura in overflow sotto pressione è utilizzata per tingere in corda tessuti delicati o tessuti a maglia

Dettagli

CEI 64-8/7 Piscine e fontane. CEI 64-8/7 Piscine e fontane

CEI 64-8/7 Piscine e fontane. CEI 64-8/7 Piscine e fontane www.impiantitalia.it R-08 23 23 La Norma 64-8, sezione 7, trattando degli impianti elettrici particolari definisce anche i requisiti degli impianti elettrici delle piscine e delle fontane. Il campo di

Dettagli

Le misure di sicurezza da adottare negli scavi

Le misure di sicurezza da adottare negli scavi L'armatura deve comunque possedere le seguenti caratteristiche: essere realizzata in modo da evitare il rischio di seppellimento: in un terreno incoerente, la procedura deve consentire di disporre armature

Dettagli

PRESSE MECCANICHE PRESSE IDRAULICHE E PNEUMATICHE

PRESSE MECCANICHE PRESSE IDRAULICHE E PNEUMATICHE PRESSE MECCANICHE PRESSE IDRAULICHE E PNEUMATICHE Tipologia: Presse meccaniche con innesto a chiavetta Presse meccaniche con innesto a frizione Presse a funzionamento idraulico Presse a funzionamento pneumatico

Dettagli

ALLEGATO V. Parte I. 1. Disposizioni generali

ALLEGATO V. Parte I. 1. Disposizioni generali ALLEGATO V Parte I Emissioni di polveri provenienti da attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali polverulenti. 1. Disposizioni generali 1.1. Nei casi in

Dettagli

Stazioni di sollevamento, vasche di segregazione, pozzetti speciali

Stazioni di sollevamento, vasche di segregazione, pozzetti speciali 2015 Stazioni di sollevamento, vasche di segregazione, pozzetti speciali Primel AG - Via Principale - 7608 Castasegna, Bregaglia (GR) Tel: +41 76 8198688 fedele.pozzoli@bluewin.ch Stazioni di sollevamento

Dettagli

IMPIANTO PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

IMPIANTO PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA IMPIANTO PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA PREMESSA Gli impianti di trattamento acque di prima pioggia hanno la funzione di controllare il convogliamento delle acque meteoriche nelle reti

Dettagli

LE INFESTAZIONI DI MOSCHE

LE INFESTAZIONI DI MOSCHE ISTITUTO DI ENTOMOLOGIA AGRARIA UNIVERSITÀ DEGLI STU DI DI MILAN O I - 20133 MILANO Via G. Celoria, 2 Tel. 02/50316754 Fax 02/50316748 E-mail: luciano.suss@unimi.it http://users.unimi.it/~agra/entol.html

Dettagli

L innovazione tecnologica in suinicoltura. Area Forum Italpig Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. Paolo Rossi. Workshop

L innovazione tecnologica in suinicoltura. Area Forum Italpig Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. Paolo Rossi. Workshop L innovazione tecnologica in Workshop Area Forum Italpig Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona Venerdì 30 ottobre 2015 Ore 15:45 Paolo Rossi C.R.P.A. S.p.A. di Reggio Emilia Centro Ricerche Produzioni

Dettagli

4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione

4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione 4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione D.Lgs 81/08 - TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Articolo 63- Requisiti di salute e sicurezza Allegato IV Luoghi di di

Dettagli

Corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro Corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro - Sicurezza nelle aziende zootecniche- - Dott. Giovanni Di Feliciantonio - Dott. Alfredo Di Domenicantonio Teramo, marzo 2015 Obiettivi formativi

Dettagli

DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO CON VASCA IMHOFF

DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO CON VASCA IMHOFF 1 Azienda Certificata Azienda Certificata ISO 14001:2000 ISO 9001:2000 EA 18, 28b, 35 EA 18, 28b, 35 DEPURATORE BIOLOGICO AUTOMATICO CON VASCA IMHOFF La funzione dell impianto in oggetto è quella di purificare

Dettagli

Allegato A al Decreto n. 104 del 31 marzo 2008 pag. 1/9 PREMESSE

Allegato A al Decreto n. 104 del 31 marzo 2008 pag. 1/9 PREMESSE Allegato A al Decreto n. 104 del 31 marzo 2008 pag. 1/9 TRATTAMENTO DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO: PERDITE DI AZOTO VOLATILE E CONTENUTO RESIDUO NELLE FRAZIONI PALABILE E NON PALABILE DEI MATERIALI TRATTATI

Dettagli