Simonetta Damele, Tiziano Franzi. Passi da giganti. Generi, temi, competenze testuali L'EPICA. ALLE ORIGINI DELLE LETTERATURE

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1 Simonetta Damele, Tiziano Franzi Passi da giganti Generi, temi, competenze testuali C L'EPICA. ALLE ORIGINI DELLE LETTERATURE

2 Simonetta Damele, Tiziano Franzi Passi da giganti Generi, temi, competenze testuali C L epica. Alle origini delle letterature A. La vita: unitarietà e diversità dei viventi LOESCHER EDITORE

3 Loescher Editore - Torino I diritti di elaborazione in qualsiasi forma o opera, di memorizzazione anche digitale su supporti di qualsiasi tipo (inclusi magnetici e ottici), di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche), i diritti di noleggio, di prestito e di traduzione sono riservati per tutti i paesi. L'acquisto della presente copia dell'opera non implica il trasferimento dei suddetti diritti né li esaurisce. Fotocopie per uso personale (cioè privato e individuale), nei limiti del 15% di ciascun volume, possono essere effettuate dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall'art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Tali fotocopie possono essere effettuate negli esercizi commerciali convenzionati SIAE o con altre modalità indicate da SIAE. 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4 Come è fatto Passi da giganti Unità 3 Iliade Unità 4 Odissea Unità 5 Eneide L INTRODUZIONE propone in apertura un breve panorama del genere epico. La parte antologica è suddivisa in tre sezioni: IL VICINO ORIENTE, EPICA CLASSICA, EPICA CAVALLERESCA. EPICA CLASSICA Proemio La lite fra Achille e Agamennone CONFRONTI Lo stile dell Iliade Tersite, l antieroe Il duello fra Paride e Menelao L incontro fra Ettore e Andromaca La morte di Patroclo L urlo di Achille Il duello fra Ettore e Achille CONFRONTI Il significato della vendetta in Omero La supplica di Priamo 8 Unità 3 Iliade I poemi omerici e la loro formazione I miti del ciclo troiano Il poema della guerra CONFRONTI La mitologia e il pantheon dell antica Grecia Un epico scontro fra grandi eroi Lecaratteristiche dell epica 1_ L epica: narrazione di storie e celebrazione di valori L epica è la narrazione celebrativa, delle gesta degli eroi, in cui sono intrecciati l elemento storico con quello mitico e fiabesco. Tutte le grandi civiltà del passato, in Oriente e Occidente, a Nord e a Sud del pianeta, hanno una propria epica, orale o scritta, perché essa è il patrimonio delle proprie tradizioni e la depositaria dei valori fondamentali di quella civiltà, in cui anche a distanza di millenni ciascuno riconosce l origine della propria identità. Con il termine epica intendiamo oggi il genere letterario che comprende poemi, cioè opere molto ampie in versi, dove si narrano imprese di eroi dotati di capacità straordinarie, ostacolati o aiutati nel loro cammino da divinità, esseri soprannaturali o creature magiche. L etimologia del termine ci fornisce alcune informazioni sulle sue origini: esso deriva dal greco épos, che significa parola ma anche canto e, successivamente, produzione poetica. Gli inizi di questo genere letterario risalgono a tempi molto remoti e furono certamente orali, come suggerisce il termine stesso. Solo dopo molti secoli di trasmissione a voce i poemi epici furono messi per iscritto, ma l uso di recitarli a memoria nelle piazze, nelle feste o nelle occasioni pubbliche si protrasse sicuramente a lungo, facendo convivere tradizione orale e manoscritti. Anche l utilizzo dei versi è da collegare alle antiche origini orali dell epica: il ritmo della poesia e la ripetizione di parole ed espressioni semplificavano la memorizzazione di ampie sequenze narrative, mentre la musicalità dei versi rendeva più gradevole il loro ascolto, spesso accompagnato dal suono di uno strumento. L esistenza di una tradizione epica orale e scritta è attestata in tutte le civiltà storiche. Per spiegare questa significativa coincidenza occorre considerare due fattori. Innanzitutto, la narrazione di storie, vere o inventate, rientra nei bisogni dell uomo in quanto animale sociale che realizza compiutamente se stesso attraverso le relazioni con gli altri: il racconto di fatti e avventure è infatti un modo immediato per entrare in contatto con i propri simili, per conoscere e farsi conoscere, per condividere esperienze e valori. Questo bisogno appartiene all uomo di tutti i tempi, ma si manifesta in modo di- 405 Andromaca a lui venne vicino, bagnando il viso di lacrime, QUESTIONARIO lo sfiorò con la mano, articolò la voce e disse: di conoscenza comprensione analisi L incontro fra Ettore e Andromaca «Sventurato, il tuo ardore sarà la tua rovina, e tu non hai pietà di tuo figlio che ancora non parla e di me disgraziata, libro VI, vv che vedova presto sarò di te: t uccideranno presto gli Achei Un tema in primo piano 410 tutti insieme saltandoti addosso; sarebbe meglio per me Il destino o Moira scendere sotto terra, se restassi senza di te; perché non avrò... Ettore, anche da solo, era salvezza di Troia. / alcun altro conforto, quando tu abbia seguito il destino, Il destino di Achille: Xanto e Balio ma solo dolori: io non ho né padre né madre. Sorrise, guardando il bambino in silenzio; / La morte di Sarpedonte Mio padre l uccise Achille divino, I vasi di Zeus Andromaca a lui venne vicino, bagnando 415 annientò la città ben popolata dei Cilici, PROPOSTE DI SCRITTURA Tebe dalle alte porte; dunque uccise Eetione, il viso di lacrime, / lo sfiorò con la mano... pur senza spogliarlo dell armi, se ne fece scrupolo in cuore, ma lo mise sul rogo insieme alle armi ben lavorate e sopra versò un tumulo di terra 9 ; intorno a questo piantarono gli olmi La furia di Diomede ha fatto indietreggiare Prima di ritornare sul campo, Ettore si reca 420 le ninfe dei monti, le figlie di Zeus portatore dell egida 10. l esercito troiano fino a ridosso delle mura, a salutare la moglie, ma non la trova in casa. Un ancella lo informa che Andromaca è Ed i sette fratelli che vissero nella mia casa dove Ettore ha organizzato una linea di resistenza. Su consiglio del fratello Eleno, corsa sulle mura in preda all angoscia per- tutti in un giorno solo sono scesi nell Ade: saggio indovino, l eroe troiano rientra in ché ha sentito dire che i Troiani stanno per tutti li uccise Achille divino dal piede veloce città per ordinare alla madre di offrire un essere sopraffatti. tra scalpiccio di buoi e biancheggiare di pecore 11. grande sacrificio ad Atena. 425 Mia madre, che era regina sotto la Placo selvosa, poi che qui la portò con le altre cose predate, in libertà la rimise dietro compenso ricchissimo 12, Disse così la donna dispensiera, ed Ettore balzò fuori di casa ma in casa del padre l uccise Artemide saettatrice di nuovo per la stessa via, lungo le strade ben costruite.. Quando, attraversata la grande città, giunse alle porte Scee 1, Tu, Ettore, dunque per me sei padre e madre adorata per dove sarebbe fra poco riuscito alla pianura, 430 ed anche fratello, e sei il mio splendido sposo: qui la sua sposa preziosa 2 gli venne incontro di corsa, ma allora, su, abbi pietà e resta qui sulla torre, 395 Andromaca figlia d Eetione 3 magnanimo, non rendere orfano il figlio, non fare della tua donna una vedova; Eetione che un giorno abitava sotto la Placo selvosa 4, schiera l esercito al fico selvatico, dove è più facile a Tebe Ipoplacia 5, signore di gente cilicia 6 : penetrare nella città e superare le mura. la figlia di lui era sposa di Ettore armato di bronzo. 435 Tre volte, accostatisi qui, hanno tentato i migliori Dunque gli venne incontro, e veniva con lei l ancella intorno ad entrambi gli Aiaci 14 e al glorioso Idomeneo 15 e intorno agli Atridi 16 e al valoroso figlio di Tideo Analisi 17 : e interpretazione 400 che teneva in braccio il bambino, piccolo piccolo, inconsapevole, l Ettoride tanto amato, uguale a una stella splendente, o gliel ha detto qualcuno che bene conosce La stirpe, i responsi il valore, divini, l ospitalità quello di tutti i Troiani. Nessuno può perdonarlo, che Ettore chiamava Scamandrio 7, mentre gli altri gli davano nome oppure li ha spinti e guidati il loro animo stesso 18». tanto meno un componente della stessa casata L episodio del duello fra Paride e Menelao ben Astianatte 8 : dato che Ettore, anche da solo, era salvezza di Troia. come Ettore, che infatti lo accusa apertamente di rappresenta il codice di comportamento eroico, essere un vacuo bellimbusto al cospetto dell eroe Sorrise, guardando il bambino in silenzio; che deriva dalla particolare organizzazione sociale del mondo omerico. Il nucleo fondamentale su 9. ma lo mise... terra: il passo è importante perché rappresenta la prima debe e un ricco bottino per gli Achei preleo, entrambi guerrieri di grande valore. veri e, con l offerta del duello, cerca di porre ritava un patrimonio per i prìncipi di Te- 14. Aiaci: Aiace Telamonio e Aiace Oi- Menelao. Paride sa di aver mancato ai propri do- cui si fonda la società è la stirpe, cioè un gruppo scrizione di un rito funebre nell Iliade, datori. 15. Idomeneo: capo dell esercito cretese. legato da vincoli di sangue. Il medio al disastro; tuttavia, egli avanza una giustificazione significativa per il suo operato, che 1. porte Scee: sono le grandi porte della 4. Placo selvosa: Placo è il nome di un l Asia Minore, a sud di Troia. cui seguiranno i più ampi resoconti dei 12. poi che... ricchissimo: Achille parentale portò la esteso, città. monte della Misia. L aggettivo selvosa 7. Scamandrio: dal nome del fiume che funerali di Patroclo e di Ettore. madre di Andromaca a Troia senso e la liberò dell appartenenza 16. Atridi: Agamennone alla propria e Menelao, stirpe è fi-forgli di individuo, Atreo. in particolare se essa tissimo com- per ogni mette in luce un altro aspetto importante del 2. sposa preziosa: letteralmente significa dai molti doni, con riferimento ai zione. che i Troiani ritenevano fosse la dimora pelle di capra che rappresenta uno degli penso. 17. figlio di Tideo: Diomede. mondo omerico: i preziosi doni degli dèi egli di- indica la ricchezza di boschi e di vegeta- scorreva presso Troia, lo Scamandro, 10. egida: magico scudo realizzato con dopo aver ottenuto un ricchissimo vanta origini nobili e illustri. Appartenere a una ricchi beni dotali offerti dal padre in occasione del matrimonio. che sta sotto il Placo. 8. Astianatte: significa protettore della dèi infondeva coraggio o, al contrario, morì improvvisamente nella reggia di trebbero avere scoperto il punto debole accettare. Le azioni degli uomini, quindi, non 5. Ipoplacia: letteralmente significa dell omonima divinità fluviale. attributi di Zeus. Agitandolo, il re degli 13. ma in casa... saettatrice: la donna 18. o gliel ha detto... stesso: gli Achei poce non si possono scegliere né rifiutare, ma solo stirpe comporta obblighi precisi: ogni singolo è 3. Eetione: re di Tebe, città della Misia 6. gente cilicia: si tratta degli abitanti città ; era il nome dato al bimbo in onore del padre Ettore, che secondo i Troia- 11. tra scalpiccio... pecore: Achille uccise ture e improvvise delle donne re, ma fossero anche co, di grazie quello a un collettivo. indovino L ambito capace di leg- privi- incuteva timore. Priamo. Si riteneva che le morti custode prema- e responsabile delle mura troiane, non solo vicino del al proprio fico selvati- ono- possono essere giudicate per se stesse, perché sono sempre condizionate dal volere imperscruta- in Asia Minore, sconfitto dall esercito della Misia, non dei Cilici abitanti nella acheo durante la guerra di Troia. Achille aveva ucciso il re e i suoi sette figli. sia e Cilicia erano entrambe regioni del- assediata. fendevano il bestiame, che rappresen- dea cacciatrice sorella di Apollo. gloria della stirpe guidati è dall istinto la guerra. o dalla La virtù scaltrezza. bile e capriccioso degli dèi. regione che da loro prende il nome. Mini rappresentava la salvezza per la città i fratelli di Andromaca mentre essi di- provocate da una freccia di Artemide, legiato dove la gere accrescere le risposte divine, o compromettere oppure da soli, la principale Afrodite, alla quale Paride ha donato la mela per gli eroi omerici è infatti l areté, cioè il valore d oro, lo protegge con le arti che le sono proprie, in battaglia: il guerriero virtuoso disprezza il pericolo e non teme la morte, purché avvenga con assicurandogli bellezza, eleganza e modi raffinati: doti irresistibili per le donne, ma poco utili in onore; fuggire il nemico, invece, è un comportamento esecrabile, che provoca lo scherno degli battaglia. Quando la dea si accorge che Paride è in pericolo di vita, lo trae in salvo e, senza curarsi avversari e copre di vergogna la casata. del suo onore o di quello dei Troiani, lo riporta Le relazioni tra stirpi geograficamente lontane tra nel mondo dell amore e della seduzione, costringendo anche Elena a seguirlo. A Paride, così, non loro sono regolate dall istituzione del l os pi talità, sacra presso i Greci; essa ha lo scopo di stabilire resta che accettare una volta di più ciò che la divinità ha disposto per lui. 88 vincoli di amicizia e di potere che anche le generazioni successive sono tenute a rispettare, pena la perdita dell onore. Similitudini e stati d animo L episodio presenta alcune elaborate similitudini Gli uomini e il volere degli dèi adatte a rappresentare lo stato d animo e le azioni dei personaggi. Le similitudini hanno un rile- Paride (Alessandro), principe troiano, ha infranto il codice di comportamento eroico più volte. vante valore letterario ed estetico, in quanto accentuano la solennità del discorso; esse, peral- Dapprima come ospite, perché ha rapito a Menelao la moglie Elena mentre si trovava nella sua tro, istituiscono spesso paragoni con il mondo reggia; poi come guerriero, in quanto la vista del della natura, degli animali e degli oggetti d uso rivale armato e furioso lo riempie di terrore, spingendolo a nascondersi nelle retrovie. La sua viltà noscere meglio l ambiente dell antica Grecia e le comune, il che ha consentito agli studiosi di co- macchia l onore della famiglia e, per estensione, abitudini di vita e di lavoro dei suoi abitanti. Epica classica Area WEB Ogni Unità è completata da ulteriori testi presenti solo online, ma inseriti nell indice del volume. Epica classica I temi e la struttura 1. Paride fa la propria apparizione sul campo di battaglia alla testa dell esercito troiano: indica quali sono l abbigliamento e il comportamento che lo caratterizzano in quel momento. 3 Iliade Un epico scontro fra grandi eroi Interrogare il testo Lourens Alma-Tadema, Un passo da Omero, 1885 (Filadelfia, Museum of Art). verso a seconda delle epoche storiche. Se ai giorni nostri prevalgono modalità individuali, ad esempio la lettura di un libro, oppure la visione di un film nel buio di una sala cinematografica o nel salotto di casa propria, in passato quando lettura e scrittura erano riservate a una ristretta élite culturale prevalevano modalità collettive, come ad esempio l ascolto di un cantastorie nelle piazze dei villaggi. In secondo luogo, la condivisione di esperienze e valori è un dato di fondamentale importanza per le civiltà in formazione, dove è particolarmente forte l esigenza di costruire un identità nella quale l intera comunità si possa riconoscere. Attraverso il racconto epico gli uomini individuano e celebrano un sistema di valori che riflette il proprio tempo e le proprie vicende: gli eroi e le grandi imprese costituiscono un ideale a cui ispirare le azioni, mentre le presenze soprannaturali rappresentano gli ostacoli da superare o le divinità cui rivolgersi con fiducia. Vengono così fissati modelli di comportamento, regole e rituali che conferiscono al testo epico una forte valenza educativa. 2 _ Dalla recitazione alla scrittura Le prime redazioni scritte dei poemi epici comparvero, a seconda delle diverse aree geografiche, tra il II e il I millennio a. C. Allo stato attuale degli studi, il testo più antico a noi pervenuto risulta essere il Poema di Gilgamesh, composto in area mesopotamica tra il 1500 e il 1200 a. C.; l Iliade e l Odissea, i celebri poemi dell antichità greca, risalgono invece all VIII secolo a. C.; il Mahabarata e il Ramayana, grandiosi poemi epici indiani (il primo, in particolare, è il più vasto della letteratura mondiale), sono datati infine tra il V e il I secolo a. C. L epica che ci è più vicina e familiare, in quanto ha influenzato profondamente la civiltà latina e di conseguenza la nostra cultura, è quella greca. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato l importanza del Poema di Gilgamesh come modello letterario conosciuto nell antichità in tutto il bacino del Mediterraneo. Ogni singolo brano è corredato da: Analisi e interpretazione del testo; Interrogare il testo, ovvero esercitazioni che riprendono gli elementi dell analisi in un percorso di comprensione e riflessione; Dalla lettura alla scrittura per misurare a fondo le competenze man mano acquisite di scrittura argomentativa o personale e creativa. 2. Che cosa induce Paride a cercare scampo nelle retrovie? 3. Ettore insulta pesantemente il fratello, disprezzandone le doti e rinfacciandogli i difetti. Facendo opportuni riferimenti al testo, spiega in che cosa consistono le doti e i difetti di Paride. 4. Nel mondo omerico le questioni d onore non sono mai disgiunte da interessi economici, come rivela la proposta di Paride: spiega in dettaglio i termini di tale proposta. 5. Prima di scagliare la lancia contro Paride, Menelao chiede a Zeus di concedergli una vittoria che serva da insegnamento ai posteri: quale valore simbolico avrebbe tale vittoria, secondo il capo acheo? I personaggi 6. Quali virtù di Menelao vengono apprezzate ed elogiate da Ettore? Secondo te, tali virtù trovano effettivo riscontro nell episodio? Motiva la tua risposta con riferimenti al testo. 7. Afrodite aiuta Paride in due modi diversi: quali? 8. Nel mondo omerico le azioni degli uomini sono sempre condizionate dal volere o dagli umori delle divinità. Evidenzia i versi in cui Paride esplicita questo concetto. 9. Il luogo in cui Afrodite trasporta Paride contrasta singolarmente con il campo di battaglia. Di quale luogo si tratta? Come viene descritto? Secondo te, questo luogo Scrivere di sé Dalla lettura alla scrittura simboleggia il ruolo di Paride nel poema? Motiva la tua risposta. La forma del discorso 10. Di seguito riportiamo le due similitudini presenti nel brano: spiegale con parole tue, seguendo il modello proposto a p. 79. Trovi in neretto i termini che tradizionalmente contraddistinguono la figura retorica della similitudine. a. «[...] come leone in grossa preda imbattutosi, / che abbia trovato un cervo cornuto o un capro selvatico, / quando è affamato; con furia lo divora, anche se a lui / danno la caccia cani veloci e giovani forti; / così gioì Menelao, dinanzi a sé vedendo / Alessandro simile a un dio». b. «Come uno che ha visto un serpente fa un balzo all indietro / nella gola d un monte, e il tremore gli prende le membra, / sui suoi passi ritorna, il pallore gli invade le guance, / così di nuovo nel gruppo dei Troiani animosi / s infilò Alessandro simile a un dio, temendo il figlio di Atreo». 11. Presso gli antichi Greci l ospitalità era un sacro dovere; ai giorni nostri essa non è più tale, tuttavia è ancora considerata una virtù. Tu ritieni di essere una persona ospitale? In quale occasione ti è capitato di dimostrarlo? Racconta la tua esperienza. Leggere l immagine 12. Quale situazione, narrata nel brano, è rappresentata nel quadro? Jacques-Louis David, Paride ed Elena, 1789 (Parigi, Musée du Louvre). Le caratteristiche dell epica 9 3 Iliade 89 Un epico scontro fra grandi eroi Le caratteristiche dell epica 3

5 Un Questionario di conoscenza comprensione analisi consente di fare il punto in itinere sulle conoscenze e le competenze acquisite fino a quel momento. 4 Le schede Confronti offrono approfondimenti su diversi aspetti delle opere e del loro contesto storico. Il Vicino Oriente 50 Un tema in primo piano L esilio Le cetre appese gli Ebrei furono messi a dura prova, rischiando di Il periodo in cui gli Ebrei furono deportati in terra babilonese ( a. C.) è ricordato come il più dolozionalità, ma anche la fede nella propria religione. perdere non solo il senso di appartenenza a una naroso della lunga storia del popolo d Israele. Furono Su questo tema così profondamente sentito dal popolo ebraico così si esprime Giuseppe Ciavorella. decenni di schiavitù e di umiliazioni, durante i quali A salvare Israele dall annientamento, furono alcuni uomini di grande prestigio religioso e morale: i profeti, tra i quali negli anni della distruzione di Gerusalemme e dell esilio in Babilonia si distinsero Geremia ed Ezechiele: il primo noto soprattutto per le lamentazioni per la caduta di Gerusalemme e il secondo per le sue visioni e la sua predicazione fra gli esuli ebrei in Babilonia, per rafforzarli nella fede e nella speranza del ritorno in patria. Il valore letterario dei libri e dei salmi dell Antico Testamento ispirati alla distruzione della Città santa e al conseguente esilio in terra babilonese è eccezionale; a quei libri e a quei salmi spesso si sono ispirati poeti e narratori di ogni paese che hanno fatto dell esilio l argomento del loro canto o delle loro narrazioni. G. Ciavorella, Mito, poesia e storia, Torino, Il Capitello, 1993 Francisco Collantes, La visione di Ezechiele, 1630 (Madrid, Museo del Prado). Canto dell esule Libro dei Salmi, 136 Il testo che ti proponiamo è un salmo, ossia una breve composizione poetica di ispirazione religiosa, ed è uno dei più famosi e dei più belli del Libro dei Salmi, contenuto nella Bibbia. Sui fiumi di Babilonia 1, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion 2. Ai salici di quella terra 5 appendemmo le nostre cetre 3. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: «Cantateci i canti di Sion! 4» 10 Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemme 5, si paralizzi la mia destra; 1. Babilonia: lo scrittore allude a tutta la terra babilonese, dove sono stati deportati gli Ebrei. 2. Sion: Gerusalemme. 3. Ai salici... cetre: il salice, dai rami penduli, è simbolo del dolore (è detto anche piangente); la cetra, strumento destinato ad accompagnare il canto, è simbolo Analisi e confronti 1. Da chi gli Ebrei erano stati fatti schiavi? In quale occasione? 2. Il salmo è divisibile in due parti, in ciascuna delle quali prevalgono sentimenti diversi: quali? Dimostralo anche con esempi tratti dal testo. 3. Salvatore Quasimodo ha composto una famosa lirica che ha per titolo Alle fronde dei salici, ispirata dalla dura occupazione nazista dell Italia durante la seconda guerra mondiale. Confrontala con il salmo biblico e cogline le somiglianze di situazione e di immagini. di gioia. In tempi come quelli descritti non c è più spazio per sentimenti di felicità: bisogna dimenticare il canto. 4. Cantateci Sion!: i Babilonesi chiedevano agli schiavi ebrei di cantare per loro. La poesia degli Ebrei doveva essere famosa presso i popoli del Vicino Oriente. In esso un esule ebreo deportato in terra di Babilonia si dispera e piange la propria patria distrutta. Egli, mostrando tutta la rabbia, invoca dal Signore una vendetta atroce che ripaghi l umiliazione. mi si attacchi la lingua al palato, 15 se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia. Ricordati, Signore, dei figli di Edom 6, che nel giorno di Gerusalemme 7, 20 dicevano: «Distruggete, distruggete anche le sue fondamenta». Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto. Beato chi afferrerà i tuoi piccoli 25 e li sbatterà contro la pietra. 5. Se ti dimentico, Gerusalemme: da qui la lirica acquista una violenza impressionante: gli Ebrei devono fare vendetta. 6. Edom: gli Edomiti erano una popolazione nemica degli Ebrei. 7. nel giorno di Gerusalemme: nel giorno in cui Gerusalemme fu distrutta dai Babilonesi. E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull erba dura di ghiaccio, al lamento d agnello dei fanciulli, all urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento. S. Quasimodo, Tutte le poesie, Milano, Mondadori, Eroi fuori dal mito 51 Un tema in primo piano Il L esilio diluvio La seconda parte di ogni Unità è occupata da Un tema in primo piano, una sorta di percorso parallelo per esplorare le grandi tematiche universali tipiche dell epica antica o, nel caso dell epica cavalleresca, gli sviluppi del genere nel romanzo contemporaneo. Ogni Unità si conclude con le Proposte di scrittura, un apertura alla libera riflessione dello studente e alla sua capacità di coinvolgimento personale.

6 INDICE Le caratteristiche dell epica 1 L epica: narrazione di storie e celebrazione di valori 8 2 Dalla recitazione alla scrittura 9 3 Lo stile dell epica 10 4 Dal passato al presente 11 Il Vicino Oriente Unità 1 Le imprese di Gilgamesh L epopea di Gilgamesh 14 Un eroe dell antico Oriente L eroe Gilgamesh 17 La Foresta dei Cedri 22 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 26 UN TEMA IN PRIMO PIANO IL DILUVIO 27 Il diluvio nel Poema di Gilgamesh 28 Il diluvio nel Corano 30 Il diluvio nel Vecchio Testamento 32 PROPOSTE DI SCRITTURA 34 Area WEB Gilgamesh ed Enkidu Il sogno di Gilgamesh Unità 2 Eroi fuori dal mito La Bibbia e la sua composizione 36 CONFRONTI L antica storia degli Ebrei: dalle origini alla cattività babilonese 37 Il racconto della Bibbia Mosè e il passaggio del Mar Rosso 38 Davide e Golia 44 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 49 UN TEMA IN PRIMO PIANO L ESILIO 50 Canto dell esule 51 Va pensiero 52 PROPOSTE DI SCRITTURA 53 Area WEB Il sacrificio di Sansone Giuditta e Oloferne Epica classica Unità 3 Iliade I poemi omerici e la loro formazione 56 I miti del ciclo troiano 58 Il poema della guerra 62 CONFRONTI La mitologia e il pantheon dell antica Grecia 66 Un epico scontro fra grandi eroi Proemio 68 La lite fra Achille e Agamennone 72 CONFRONTI Lo stile dell Iliade 79 Tersite, l antieroe 80 Il duello fra Paride e Menelao 84 L incontro fra Ettore e Andromaca 90 La morte di Patroclo 96 L urlo di Achille 101 Il duello fra Ettore e Achille 104 5Indice

7 Indice 6 CONFRONTI Il significato della vendetta in Omero 112 La supplica di Priamo 113 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 118 UN TEMA IN PRIMO PIANO IL DESTINO O MOIRA 119 Il destino di Achille: Xanto e Balio 120 La morte di Sarpedonte 122 I vasi di Zeus 124 PROPOSTE DI SCRITTURA 126 Area WEB Glauco e Diomede Era seduce Zeus Achille e il fiume Scamandro Penelope e Odisseo 181 CONFRONTI I temi dell Odissea: il viaggio e la vendetta 185 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 186 UN TEMA IN PRIMO PIANO L UOMO SOSPINTO AL LARGO 187 La tempesta 188 Le Sirene 191 Scilla e Cariddi 193 PROPOSTE DI SCRITTURA 194 Area WEB Atena e Telemaco Il cane Argo Iro, il pezzente Unità 4 Odissea Il poema del ritorno 128 CONFRONTI I nóstoi: i poemi epici sui ritorni 130 Odisseo: i limiti e le virtù dell umano eroe Proemio 136 CONFRONTI Il viaggio di Odisseo 141 La tela di Penelope 142 La ninfa Calipso 145 L incontro con Nausicaa 148 Il Ciclope Polifemo 154 CONFRONTI Le virtù di Odisseo 160 La maga Circe 161 Il viaggio nell Ade 166 Euriclea 171 La strage dei proci 174 CONFRONTI La società dell Odissea 180 Unità 5 Eneide Il progetto del mito di Roma 196 Il poema della latinità 198 CONFRONTI La mitologia e il pantheon dell antica Roma 204 La pietas di Enea Proemio 205 CONFRONTI Il viaggio di Enea 209 Giunone scatena la tempesta 211 Enea e Didone 215 L inganno del cavallo 220 Fuga da Troia in fiamme 226 Disperazione e morte di Didone 231 CONFRONTI La morte di Didone 237 La discesa nell Averno 239 CONFRONTI Le virtù di Enea 244 Eurialo e Niso 245

8 Enea e Turno 250 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 255 UN TEMA IN PRIMO PIANO LA MISSIONE 256 Creusa: l amore che si fa sacrificio 257 «Cercate l antica madre» 259 La profezia di Eleno 261 Il futuro di Enea e di Roma nelle parole di Anchise 263 CONFRONTI La concezione religiosa e filosofica di Virgilio 266 PROPOSTE DI SCRITTURA 267 Area WEB Le origini di Cartagine Palinuro Camilla Epica cavalleresca Unità 6 I cavalieri, i nuovi eroi I poemi medievali e rinascimentali 270 I cicli medievali La Chanson de Roland 273 La morte di Rolando 274 Il ciclo bretone o arturiano 278 L apparizione del Graal 280 La Canzone dei Nibelunghi 284 La guerriera Brunilde 285 Il Cantare del Cid 291 Il doloroso addio del Cid 292 I poemi rinascimentali Orlando furioso di Ludovico Ariosto 296 «Le donne, i cavallier, l arme, gli amori» 298 La pazzia di Orlando 302 Gerusalemme liberata di Torquato Tasso 308 Tancredi e Clorinda 310 Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes 316 Don Chisciotte contro i mulini a vento 318 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi 322 UN TEMA IN PRIMO PIANO MODERNI ROMANZI CAVALLERESCHI 324 Il Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien 325 Il potere dell Anello 326 Dune di Frank Patrick Herbert 330 Il giovane cavaliere e il suo maestro 331 I tre cavalieri del Graal di Laura Mancinelli 335 L indovinello 336 PROPOSTE DI SCRITTURA 339 Area WEB Ludovico Ariosto, Il palazzo di Atlante Torquato Tasso, La selva incantata Torquato Tasso, Il giardino di Armida Indice 7

9 Lecaratteristiche dell epica 8 1 _ L epica: narrazione di storie e celebrazione di valori L epica è la narrazione celebrativa, delle gesta degli eroi, in cui sono intrecciati l elemento storico con quello mitico e fiabesco. Tutte le grandi civiltà del passato, in Oriente e Occidente, a Nord e a Sud del pianeta, hanno una propria epica, orale o scritta, perché essa è il patrimonio delle proprie tradizioni e la depositaria dei valori fondamentali di quella civiltà, in cui anche a distanza di millenni ciascuno riconosce l origine della propria identità. Con il termine epica intendiamo oggi il genere letterario che comprende poemi, cioè opere molto ampie in versi, dove si narrano imprese di eroi dotati di capacità straordinarie, ostacolati o aiutati nel loro cammino da divinità, esseri soprannaturali o creature magiche. L etimologia del termine ci fornisce alcune informazioni sulle sue origini: esso deriva dal greco épos, che significa parola ma anche canto e, successivamente, produzione poetica. Gli inizi di questo genere letterario risalgono a tempi molto remoti e furono certamente orali, come suggerisce il termine stesso. Solo dopo molti secoli di trasmissione a voce i poemi epici furono messi per iscritto, ma l uso di recitarli a memoria nelle piazze, nelle feste o nelle occasioni pubbliche si protrasse sicuramente a lungo, facendo convivere tradizione orale e manoscritti. Anche l utilizzo dei versi è da collegare alle antiche origini orali dell epica: il ritmo della poesia e la ripetizione di parole ed espressioni semplificavano la memorizzazione di ampie sequenze narrative, mentre la musicalità dei versi rendeva più gradevole il loro ascolto, spesso accompagnato dal suono di uno strumento. L esistenza di una tradizione epica orale e scritta è attestata in tutte le civiltà storiche. Per spiegare questa significativa coincidenza occorre considerare due fattori. Innanzitutto, la narrazione di storie, vere o inventate, rientra nei bisogni dell uomo in quanto animale sociale che realizza compiutamente se stesso attraverso le relazioni con gli altri: il racconto di fatti e avventure è infatti un modo immediato per entrare in contatto con i propri simili, per conoscere e farsi conoscere, per condividere esperienze e valori. Questo bisogno appartiene all uomo di tutti i tempi, ma si manifesta in modo di-

10 Lourens Alma-Tadema, Un passo da Omero, 1885 (Filadelfia, Museum of Art). verso a seconda delle epoche storiche. Se ai giorni nostri prevalgono modalità individuali, ad esempio la lettura di un libro, oppure la visione di un film nel buio di una sala cinematografica o nel salotto di casa propria, in passato quando lettura e scrittura erano riservate a una ristretta élite culturale prevalevano modalità collettive, come ad esempio l ascolto di un cantastorie nelle piazze dei villaggi. In secondo luogo, la condivisione di esperienze e valori è un dato di fondamentale importanza per le civiltà in formazione, dove è particolarmente forte l esigenza di costruire un identità nella quale l intera comunità si possa riconoscere. Attraverso il racconto epico gli uomini individuano e celebrano un sistema di valori che riflette il proprio tempo e le proprie vicende: gli eroi e le grandi imprese costituiscono un ideale a cui ispirare le azioni, mentre le presenze soprannaturali rappresentano gli ostacoli da superare o le divinità cui rivolgersi con fiducia. Vengono così fissati modelli di comportamento, regole e rituali che conferiscono al testo epico una forte valenza educativa. Le caratteristiche dell epica 9 2 _ Dalla recitazione alla scrittura Le prime redazioni scritte dei poemi epici comparvero, a seconda delle diverse aree geografiche, tra il II e il I millennio a. C. Allo stato attuale degli studi, il testo più antico a noi pervenuto risulta essere il Poema di Gilgamesh, composto in area mesopotamica tra il 1500 e il 1200 a. C.; l Iliade e l Odissea, i celebri poemi dell antichità greca, risalgono invece all VIII secolo a. C.; il Mahabarata e il Ramayana, grandiosi poemi epici indiani (il primo, in particolare, è il più vasto della letteratura mondiale), sono datati infine tra il V e il I secolo a. C. L epica che ci è più vicina e familiare, in quanto ha influenzato profondamente la civiltà latina e di conseguenza la nostra cultura, è quella greca. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato l importanza del Poema di Gilgamesh come modello letterario conosciuto nell antichità in tutto il bacino del Mediterraneo.

11 Le caratteristiche dell epica Le remote origini di tali testimonianze scritte pongono molteplici problemi agli studiosi in ordine alla datazione dei manoscritti stessi, all identità dell autore e alla rilevazione di interpolazioni e contaminazioni lessicali successive. Tali problemi sono oggetto specifico di studio della filologia, la scienza che studia l origine e l evoluzione delle lingue allo scopo di ricostruire testi e documenti nella loro purezza originale. La moderna filologia classifica i poemi epici in due grandi gruppi: il primo è formato da opere spesso di autore ignoto, o la cui identità è materia di dibattito che conservano e trasmettono l antico patrimonio di miti, tradizioni e leggende di un determinato popolo; il secondo comprende poemi frutto della creazione originale e individuale di un poeta. Rientrano nel primo gruppo, tra le altre, l epica sumera, greca, indiana e, più tardi, l epica medievale; nel secondo gruppo si trovano, invece, opere come l Eneide di Virgilio, l Orlando furioso di Ludovico Ariosto, la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. 3 _ Lo stile dell epica Ogni genere letterario si definisce per alcune caratteristiche formali che si ripresentano in modi simili nel corso del tempo. Lo stile dell epica, e in particolare delle opere appartenenti al primo tra i gruppi individuati sopra, deve alcune sue peculiarità alle origini orali del genere, mentre altre sono state fissate dalla tradizione. Vediamone di seguito le principali: 10 la struttura del discorso è semplice, con un ampio ricorso alla coordinazione (o paratassi); sono frequenti i motivi tipici, o tópoi, che si ripetono secondo modalità costanti, come ad esempio la cerimonia funebre di un eroe morto, il viaggio in luoghi pericolosi e lontani, i duelli tra due acerrimi nemici; Odisseo legato all albero della sua nave, mosaico (Tunisi, Museo Nazionale del Bardo).

12 sono frequenti anche descrizioni e formule fisse elaborate nei secoli dai cantori allo scopo di agevolare la memorizzazione e, allo stesso tempo, di definire personaggi e situazioni in modo da renderli immediatamente riconoscibili per il pubblico; esempi dello stile formulare sono espressioni come «Gilgamesh di fiero splendore»; «Ettore domator di cavalli»; «Era dalle bianche braccia»; «Aurora dalle dita rosate» e così via; lo stile è sostenuto grazie all ampio utilizzo di figure retoriche (in particolare la similitudine) e di un lessico ricercato, adatto alla nobiltà dei personaggi e alla solennità delle situazioni; Una scena tratta dalla versione cinematografica del Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. all inizio del poema si trova l invocazione alla divinità, cui l autore si rivolge affinché sostenga il suo canto. 4 _ Dal passato al presente Il genere letterario dell epica, nelle forme e con i contenuti che abbiamo sinteticamente delineato, è di fatto scomparso tra il XVI e il xvii secolo, sostituito da altre modalità narrative come ad esempio il romanzo e il racconto che sembravano e sembrano meglio riflettere le esigenze, le aspirazioni e i conflitti dell uomo moderno e contemporaneo. Tuttavia, non è scomparsa l esigenza di celebrare, non più in poesia ma attraverso moduli narrativi in prosa, i valori e le esperienze di un popolo, in particolare quando tale popolo affronta un momento di cruciale trasformazione della sua vita collettiva: a questo tipo di narrazioni si dà oggi il nome di epopea. In Italia, ad esempio, si parla di epopea risorgimentale riferendosi al complesso di opere che esaltano le imprese di personaggi eroici capaci di sacrificare se stessi per il raggiungimento dell unità nazionale; oppure di epopea della Resistenza a proposito dei romanzi e dei racconti che inneggiano al valore della lotta per la libertà dalla dittatura nazifascista. Come i poemi epici, le epopee non hanno un fine conoscitivo ma celebrativo: pertanto, gli avvenimenti e i personaggi sono descritti in modo acritico, al fine di sollecitare nel pubblico una totale adesione ai valori proposti. Un moderno genere romanzesco che presenta alcune affinità di contenuto con l epica è il fantasy, in particolare riguardo alla scelta di alcune tipologie di personaggi, come l eroe dotato di poteri eccezionali e le creature magiche che lo aiutano o lo ostacolano; oppure di situazione, come ad esempio il viaggio pericoloso in terre lontane o la ricerca di oggetti misteriosi. Le caratteristiche dell epica 11

13 IL VICINO ORIENTE Unità 1 Le imprese di Gilgamesh Unità 2 Eroi fuori dal mito 12

14 Unità1 Le imprese di Gilgamesh L epopea di Gilgamesh Un eroe dell antico Oriente L eroe Gilgamesh La Foresta dei Cedri 13 QUESTIONARIO di conoscenza comprensione analisi Un tema in primo piano Il diluvio Il diluvio nel Poema di Gilgamesh Il diluvio nel Corano Il diluvio nel Vecchio Testamento PROPOSTE DI SCRITTURA

15 L epopea di Gilgamesh Il Vicino Oriente 14 Le civiltà mesopotamiche Per Vicino Oriente, o Medio Oriente, si intende la regione geografica posta nel punto di passaggio tra Africa e Asia: essa si estende dalle coste orientali del mar Mediterraneo all Afghanistan e comprende l antica terra della Mesopotamia, posta tra i due fiumi Tigri ed Eufrate. In questa terra si svilupparono le civiltà dei Sumeri (IV-III millennio a. C.), dei Babilonesi (II millennio a. C.) e degli Assiri ( a. C. circa). Fino al XIX secolo la conoscenza di queste civiltà era limitata alle informazioni tratte dalle vicende narrate dalla Bibbia, ma intorno alla metà dell Ottocento lo studioso inglese Henry Layard riportò alla luce i resti di una città identificata come Ninive, uno dei centri della potenza assira: il racconto biblico trovava in questo modo, per la prima volta, una conferma oggettiva. La sensazionale scoperta destò enorme interesse nella comunità scientifica e da quel momento numerose spedizioni inglesi e francesi perlustrarono la Mesopotamia alla ricerca di nuove testimonianze. Ulteriori scavi nel sito di Ninive portarono alla luce oltre ventimila tavolette d argilla incise con caratteri cuneiformi: erano i resti della grandiosa biblioteca del re assiro Assurbanipal, noto come Sardanapalo presso i Greci, vissuto nel VII secolo a. C. Dopo molti anni di paziente analisi e traduzione, vennero individuati alcuni frammenti in cui si parlava di un diluvio simile a quello descritto nella Bibbia; questi frammenti si inserivano nel contesto più ampio di dodici tavolette in cui si narravano le gesta di Gilgamesh, re di Uruk. Gli scavi condotti nei primi decenni del XX secolo hanno consolidato le conoscenze sulle antiche civiltà del Vicino Oriente e sui loro legami culturali. Frammenti e tavolette delle imprese di Gilgamesh, redatti in lingue diverse, sono stati ritrovati in numerosi siti sparsi per l intera regione: da Hattusha, nell attuale Turchia, a Emar in Siria. Le tavolette più antiche sono state trovate a Nippur e a Uruk, antichissime città sumere, e risalgono alla seconda metà del III millennio a. C. L insieme dei ritrovamenti ha dimostrato che la storia di Gilgamesh ebbe una larghissima diffusione nel Vicino Oriente: le prime redazioni scritte sumere, che probabilmente si rifacevano a una tradizione orale precedente, vennero acquisite dalle civiltà successive, dove non solo vennero tradotte, ma rielaborate poeticamente formando un ciclo epico, cioè un gruppo di opere parzialmente omogenee per contenuto e personaggi. Tra le varie redazioni, Rilievo di Sargon II, a. C., da Khorsabad (Iraq), Palazzo Reale (Parigi, Musée du Louvre). quella considerata dagli studiosi più completa e artisticamente valida è la cosiddetta epopea classica, scritta intorno al XII secolo a. C. e pervenuta a noi attraverso le dodici tavolette trovate a Ninive. Sull autore della versione classica il dibattito è ancora aperto: secondo quanto riportato da una delle tavolette si tratterebbe del sacerdote-esorcista Sinleqiunnini, ma molti studiosi ne mettono in dubbio l esistenza storica, ammettendo tuttavia che i caratteri unitari dell epopea classica, le soluzioni stilistiche adottate e le invenzioni narrative presenti indicano che l opera è frutto dell elaborazione di un solo geniale poeta. I contenuti del Poema di Gilgamesh Gli studiosi sono concordi nell affermare che il poema si può dividere in due parti: nella prima (tavolette I-VIII) vengono presentati il protagonista Gilgamesh, il suo amico Enkidu e si narrano le loro avventure; nella seconda (tavolette IX-XI) Gilgamesh parte da solo, dopo la morte dell amico, per trovare il segreto della vita eterna. La tavoletta XII rappresenta un appendice dove lo spirito di Enkidu spiega a Gilgamesh la sorte che tocca agli uomini nel regno degli Inferi. La struttura unitaria del poema è dimostrata dall esistenza di un prologo e di un epilogo collegati

16 fra loro dal medesimo riferimento alle possenti mura di Uruk, orgoglio e vanto di Gilgamesh che ne ha voluto la costruzione. Prima parte Gilgamesh, potente re di Uruk, è per due terzi divino e per un terzo mortale, in quanto figlio della dea Ramat-Ninsun, dalla quale ha ereditato forza e bellezza, e del re mortale Lugalbanda. Con la sua potenza sovrumana Gilgamesh opprime i sudditi, costringendoli a ingaggiare sempre nuove guerre e a impegnarsi in imprese sovrumane, come la costruzione delle gigantesche mura che circondano la città. Il lamento delle donne di Uruk, lasciate sole da figli e mariti, viene ascoltato dagli dèi, che decidono di inviare sulla Terra un essere così forte da impegnare tutte le energie di Gilgamesh, distogliendolo finalmente dalle imprese belliche. La dea Aruru prende un grumo di creta e lo pianta nella steppa: da lì nasce il selvaggio guerriero Enkidu, incontrollabile e potente come le forze che agitano la Natura. Dallo scontro tra Enkidu e Gilgamesh, che fa tremare le mura di Uruk per la violenza dei colpi, nasce un amicizia indissolubile sigillata dalla richiesta del re alla divina madre di adottare Enkidu come figlio. Il rifiuto di Ninsun getta Enkidu nello sconforto, ma Gilgamesh lo conforta prospettandogli mirabolanti avventure da compiere insieme. La prima consiste in un lungo viaggio verso la Foresta dei Cedri, dimora del mostro Khubaba. Il viaggio viene preparato da una serie di riti propiziatori per ingraziarsi le divinità e per ottenere il favore dei saggi di Uruk, inizialmente contrari a un impresa tanto pericolosa per il loro re. Ottenuto il favore degli dèi, che Gilgamesh apprende attraverso cinque sogni che gli mostrano l esito positivo dell avventura, i due amici partono. Giunti al limitare della Foresta, da dove ne osservano meravigliati l imponenza, vengono apostrofati malamente dal mostro, incredulo di un ardimento che confina con la stoltezza. Lungi dall intimorirsi, Gilgamesh ed Enkidu preparano le armi, abbattono il mostro e tornano vittoriosi a Uruk portando come trofeo la testa di Khubaba e tronchi di cedro con cui abbellire i templi. La seconda avventura si svolge nella stessa Uruk. La dea Ishtar si invaghisce del re e gli si offre come sposa, promettendogli ricchezze e potere. Gilgamesh, però, sa che tutti gli amanti della dea sono morti e teme che dietro la proposta di matrimonio si celi un inganno funesto: pertanto, rifiuta sdegnato. Ishtar si rivolge allora al padre Anu, capo di tutti gli dèi, perché punisca la tracotanza di Gilgamesh. Il dio acconsente alla richiesta e invia a Uruk un terribile Toro celeste, che con la sua furia devastatrice abbatte i giovani a centinaia; ma anche il Toro viene ucciso da Gilgamesh ed Enkidu, che lo offrono in sacrificio a Shamash, il dio Sole, sbeffeggiando Ishtar. Tanta arroganza non può restare impunita, così l assemblea degli dèi condanna a morte Enkidu. Questi viene assalito da violente febbri che lo conducono alla morte in pochi giorni. Gilgamesh, che ha assistito all agonia dell amico, fa costruire una statua d oro ad altezza naturale e stabilisce che Enkidu avrà cerimonie funebri di grande magnificenza. Ma la disperazione del re non trova sollievo e lo spinge a intraprendere da solo la terza avventura. Seconda parte Gilgamesh vuole conoscere il segreto dell immortalità. L unico in grado di svelarlo è Utanapishtim, il sopravvissuto al diluvio che ha ottenuto dagli dèi il dono della vita eterna. L eroe si mette dunque in viaggio, affrontando ogni sorta di avventure: gli uomini-scorpione gli impongono di attraversare le viscere della montagna Mashu, dove regna il buio più fitto; tornato finalmente alla luce, Gilgamesh si trova in un giardino delizioso dove è accolto dalla taverniera Siduri, che si impietosisce al suo racconto ma tenta di dissuaderlo dal tentativo; successivamente, Gilgamesh si presenta a Urshanabi, il traghettatore delle acque morte, strappandogli con le preghiere il trasporto sino alla dimora del sopravvissuto. L eroe di Uruk è finalmente di fronte all eroe del diluvio, che gli descrive l immane alluvione e gli rammenta come gli dèi, riuniti in assemblea, decisero di concedere a lui solo, e alla moglie, l immortalità, decretando al contempo la morte come destino finale di tutti gli uomini. Ma Gilgamesh non si rassegna e Utanapishtim gli concede una prova: conoscerà il segreto dell immortalità se saprà restare sveglio per sei giorni e sette notti di seguito. Le forze, però, abbandonano il re, che sprofonda in un sonno lungo sette giorni. Al suo risveglio, Utanapishtim lo congeda, ricordandogli che gli dèi sono stati generosi con lui e che ora il suo compito è tornare a Uruk e regnare. A quel punto interviene la moglie del sopravvissuto, impietosita da Gilgamesh, che prega Utanapishtim di svelargli il segreto della pianta dell irrequietezza, che si trova in fondo al mare e ha il potere di restituire la giovane età. Finalmente rincuorato, Gilgamesh si tuffa, strappa la pianta e la conserva per farla mangiare ai vecchi di Uruk; giunge però un serpente che durante un momento di distrazione dell eroe la divora, perdendo immediatamente la vecchia pelle. A Gilgamesh non resta che levare un desolante lamento: «Per che cosa si sono affaticate le mie braccia? Per quale scopo è scarso il sangue nelle mie vene? Non sono stato capace di ottenere alcunché di buono per me stesso». 1 Le imprese di Gilgamesh L epopea di Gilgamesh 15

17 Il Vicino Oriente 16 Il poema si conclude con il ritorno di Gilgamesh a Uruk, dove il re ha un rinnovato moto d orgoglio osservando le grandiose mura costruite per suo volere. I personaggi Gli uomini Gilgamesh è il protagonista assoluto del poema. L eroe epico è forse la trasfigurazione di un re storico, citato da alcune fonti antiche come il quinto re della prima dinastia di Uruk, dove avrebbe regnato per 126 anni. Altre fonti gli attribuiscono la costruzione delle grandiose mura di Uruk, citata anche nell epopea classica, e gli riconoscono la natura semidivina. Nell impossibilità di stabilire la verità storica del personaggio, è comunque certo che Gilgamesh rappresenta l eroe nazionale per i Sumeri e gli Assiro-Babilonesi, il re leggendario cui gli antichi testi attribuiscono forza, potere, saggezza e virtù conquistate a costo di immani sacrifici: un modello di vera regalità per tutti i sovrani mesopotamici. L attualità della figura di Gilgamesh ai giorni nostri risiede nella sua instancabile sete di vita e nella disperata ricerca di una risposta all eterno quesito umano: «Che cos è la vita? Perché si muore?» Enkidu nasce per volontà degli dèi come uomo selvaggio, primitivo e incontrollabile. Egli vive in una condizione primordiale in mezzo agli animali di cui imita in tutto il comportamento. Il suo primo avvicinamento alla civiltà avviene per opera di una prostituta sacra, Shamkat, che gli trasmette la consapevolezza della dignità umana. Da quel momento, Enkidu non può più vivere con gli animali né cibarsi Rilievo di eroe con piccolo leone da Khorsabad (Iraq), periodo di Sargon II, a. C. (Parigi, Musée du Louvre). con loro, anche se resta ancora dotato di una forza straordinaria da contrapporre a quella di Gilgamesh. Il primo incontro fra i due si risolve in una lotta feroce che sfocia poi nella fraterna amicizia che li vedrà uniti fino alla morte. Utanapishtim, secondo la tradizione mesopotamica, è il sopravvissuto del diluvio, l unico uomo a cui gli dèi hanno donato la vita eterna come premio per la sua saggezza. Egli rivolge a Gilgamesh parole piene di compassione, ma al contempo lo avverte della vanità dei suoi sforzi: nessun uomo, dopo di lui, potrà mai più ottenere l immortalità. Shamkat è l unico personaggio femminile che abbia un ruolo di qualche rilievo. A lei, prostituta sacra agli dèi, è affidato il compito di avvicinare il selvaggio Enkidu per farlo uscire dal suo primitivo stato bestiale, dapprima attraverso l atto sessuale e poi con l offerta di pane e vino, gli alimenti che lo sottrarranno definitivamente alla sua condizione ferina. I mostri Khubaba, il mostro posto dagli dèi a guardia della Foresta dei Cedri, viene descritto come un essere «il cui grido è diluvio, il cui soffio è fuoco, il cui respiro è morte». In alcune antiche fonti sumeriche Khubaba doveva vegliare sulla Foresta dei Cedri perché lì dimoravano gli dèi, mentre nell epopea classica l essere rappresenta il Male che il re di Uruk vuole allontanare dalla Terra. Il Toro celeste viene inviato a Uruk dal dio Anu per punire Gilgamesh, che ha rifiutato le nozze con la dea Ishtar. Dopo aver fatto strage di giovani, anche il Toro celeste deve soccombere sotto i colpi di Gilgamesh ed Enkidu. Gli dèi Anu è il nome sumerico del dio del cielo, capo degli dèi e padrone dei fenomeni meteorologici. La sua città è Uruk. Enlil, figlio di Anu, è il dio della terra e il responsabile del diluvio, secondo il racconto di Utanapishtim. Era particolarmente venerato nella città di Nippur. Ea è il nome sumerico del dio della saggezza, della magia e delle acque sotterranee. È lui a rivelare in sogno a Utanapishtim l imminente diluvio, consigliandogli di costruire l arca per mettere in salvo sé, la sua famiglia e una coppia di esemplari per ogni essere vivente. Ishtar (o Inanna, secondo i Sumeri) è la dea babilonese dell amore e della guerra, spietata verso i suoi amanti, che condanna a misera fine. Shamash, il dio Sole, presiede il diritto e la giustizia, interpreta i sogni e dà gli oracoli. Si prende cura di ogni creatura vivente, in particolare dei viandanti e dei poveri.

18 Un eroe dell antico Oriente L eroe Gilgamesh Epopea classica, tavola I, vv Egli è Gilgamesh di fiero splendore... 1 Le imprese di Gilgamesh Il narratore presenta la figura dell eroe Gilgamesh esaltandone le qualità di forza, conoscenza e saggezza, le opere, come la costruzione delle mura di Uruk, e le imprese, di cui viene già anticipata la conclusione: «finché, stanco e abbattuto, non si fermò». La contraddizione tra questa sfortunata conclusione e l elenco delle gesta di Gilgamesh è solo apparente: tante fatiche e delusioni sono state necessarie perché il re di Uruk conseguisse la saggezza che lo ha reso il più nobile sovrano della Mesopotamia e un modello per tutti coloro che lo seguiranno nell alta carica. 17 Tavola I Di Gilgamesh che vide ogni cosa voglio io 1 narrare al mondo; di colui che apprese ogni cosa, rendendosi esperto di tutto. Egli andò alla ricerca dei Paesi più lontani e in ogni cosa raggiunse la completa saggezza. 5 Egli vide cose segrete, scoprì cose nascoste, egli riferì le leggende dei tempi prima del diluvio. Egli percorse vie lontane, finché, stanco e abbattuto, non si fermò. Egli fece incidere tutte le sue fatiche su una stele di pietra io: secondo l antica tradizione mesopotamica, l autore e narratore del Poema di Gilgamesh sarebbe il sacerdoteesorcista Sinleqiunnini. Gli studiosi avanzano però più di un dubbio sulla storicità di questo personaggio. 2. stele di pietra: il narratore sottolinea come la sua opera si basi sulla testimonianza diretta di Gilgamesh che, giunto al termine dei suoi viaggi, ne avrebbe fatto incidere il resoconto su una stele di pietra.

19 10 Fu lui a costruire le mura di Uruk 3, l ovile del santo Eanna 4, il luogo splendente. Guarda le sue mura: i suoi merli sono come il rame 5! Osserva la sua alzata, nessuna opera la eguaglia 6. Varca la sua soglia, che è di tempi immemorabili, avvicinati all Eanna, l abitazione della dea Ishtar 7 : 15 mai nessuno, foss anche un re, potrà costruire un monumento che lo eguagli! Il Vicino Oriente 20 Sali sulle mura di Uruk e percorrile, ispeziona le fondamenta, scrutane i mattoni: non è forse vero che son davvero mattoni cotti? Non sono stati i sette saggi 8 a porre le sue fondamenta? Un miglio quadrato 9 è la città, un miglio quadrato sono i suoi orti, [un miglio quadrato sono le sue cisterne oltre alle terre del tempio di Ishtar. Per tre miglia quadrate si estende Uruk senza contare i suoi terreni agricoli Cerca la cassetta di rame delle tavolette 10, sbloccane la serratura di bronzo, apri la porta che cela i segreti, solleva la tavoletta di lapislazzuli 11 e leggila: vi è la storia di quell uomo, di Gilgamesh che sperimentò ogni possibile [sofferenza. Egli è superiore agli altri re, è un signore glorioso di grande statura, un eroe, figlio di Uruk, uno scalpitante toro selvaggio, egli come un duce precede tutti, 3. le mura di Uruk: Uruk è una delle antiche città sumere, situata nei pressi dell odierna Warka, in Iraq. Sorse intorno al 4000 a. C. ed ebbe il suo periodo di massima fioritura tra il 3500 e il 3100 a. C. La costruzione delle mura è attribuita da tutte le fonti antiche al leggendario re Gilgamesh. 4. Eanna: si trattava di un grandioso complesso architettonico comprendente il tempio della dea Ishtar, altri luoghi di culto, terrazze e ziqqurat, le piramidi dei Sumeri. 5. i suoi merli... rame: i merli sono le parti terminali delle mura fortificate, costruiti con varie forme a scopo difensivo o decorativo; paragonandoli al rame, il narratore vuole sottolineare il loro aspetto luminoso e splendente alla luce del sole. 6. Osserva... la eguaglia: le mura di Uruk sono alte come nessun altro edificio costruito dagli uomini. 7. Ishtar: è la dea della guerra e dell amore, temibile per la crudeltà con cui si sbarazzava degli amanti. 8. sette saggi: creature della mitologia sumera, mezzi uomini e mezzi pesci, cui si attribuiva l aver insegnato agli uomini dell età antidiluviana a vivere in comunità dandosi leggi e regole. La loro partecipazione alla fondazione della città sottolinea l importanza delle mura come simbolo della vita civile. 9. miglio quadrato: misura corrispondente a circa 2 km 2. Il narratore esalta le imponenti dimensioni della città e la sua ricchezza, data dalla vastità degli orti e delle cisterne, indispensabili per la raccolta dell acqua e l irrigazione dei campi. 10. tavolette: si tratta probabilmente della stele di pietra menzionata sopra, su cui Gilgamesh aveva fatto incidere le proprie gesta. 11. lapislazzuli: pietre preziose di colore azzurro. L elenco dei preziosi materiali impiegati per scrivere e custodire le imprese di Gilgamesh simboleggia, insieme alla grandiosità delle mura, l eccezionalità del personaggio.

20 30 egli segue tutti, per prestare aiuto ai suoi fratelli, una solida rete a protezione dei suoi uomini, un diluvio travolgente che può distruggere persino un muro di pietra. Primogenito di Lugalbanda, Gilgamesh di forza possente, figlio dell eccelsa vacca, Rimat-Ninsun Egli è Gilgamesh di fiero splendore: è colui che aprì passi nelle montagne, colui che scavò pozzi persino nei dirupi delle montagne, è colui che attraversò l Oceano, vasti mari fino al punto in cui sorge il sole, colui che scrutò i confini del mondo alla disperata ricerca della vita eterna, è colui che riuscì a raggiungere Utanapishtim 13, che abita in un lontanissimo [luogo, colui che restaurò i centri di culto distrutti dal diluvio. Chi fra la moltitudine delle genti si può a lui paragonare nell esercizio della regalità? Chi, come Gilgamesh, ha il diritto di dire: «io sono Re»? Gilgamesh era destinato alla gloria dalla nascita. Per due terzi egli è dio e per un terzo uomo. La dea-madre Mah disegnò la sagoma del suo corpo, fece le sue forme perfette e splendenti; era orgoglioso e forte uomo eroico. 12. Primogenito... Ninsun: sin dalla nascita Gilgamesh si configura come personaggio fuori dal comune. La madre è infatti Ninsun, divinità femminile simboleggiata da una vacca. 13. Utanapishtim: l unico uomo sopravvissuto al diluvio, cui gli dèi avevano donato la vita eterna. L isola su cui viveva con la moglie era circondata da acque morte, e solo il traghettatore Urshanabi aveva il permesso di raggiungerla. La saga di Gilgamesh, a cura di G. Pettinato, Milano, Rusconi, Le imprese di Gilgamesh Un eroe dell antico Oriente 19 Struttura rinvenuta presso Uruk, base della ziqqurat di Anu, fine IV millennio a. C.

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