UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Giovedì, 06 febbraio 2014

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1 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Giovedì, 06 febbraio 2014

2 Giovedì, 06 febbraio 2014 Prime Pagine 06/02/2014 Prima Pagina Il Sole 24 Ore 1 06/02/2014 Prima Pagina Italia Oggi 2 06/02/2014 Prima Pagina Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 3 06/02/2014 Prima Pagina La Voce di Romagna 4 Enti locali 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1 Stop alle cartelle del fisco per chi ha crediti con la Pa 5 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3 LA PAROLA CHIAVE 6 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 6 GIANNI TROVATI Professioni e lavoro, competenza allo Stato 7 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 7 Entra nel vivo con Bruxelles il «negoziato» sulla /02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 In Italia paghiamo troppe tasse (Vero) 11 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 Riforma del titolo V: sussidiarietà 13 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 10 Panorama 15 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14 Hanno accesso alle detrazioni persone fisiche e soggetti Ires 16 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 GIORGIO COSTA Autonomi verso il taglio Irap 18 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 Giusto premiare le imprese che investono 20 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 PATRIZIA MACIOCCHI Il commercialista non paga se i collaboratori sono praticanti 22 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 LE INIZIATIVE 23 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 18 La consegna del contratto non fa scattare il «caso d' uso» 24 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 18 Le risposte ai quesiti dei lettori 26 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 19 Nullo il controllo sprint anche se manca il verbale 28 06/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 36 SARA MONACI Al governo la maggioranza di Expo /02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 36 Electrolux, sul piatto Irap e Irpef 32 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 3 FRANCO ADRIANO E EMILIO GIOVENTÙ Grasso vuol finire Berlusconi 34 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 8 GOFFREDO PISTELLI Flavio Zanonato esce malconcio 37 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 10 GIORGIO PONZIANO Il Lazio è la regione più corrotta 39 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 11 ANTONIO SATTA Squinzi non vuol più attendere 41 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 12 Alle volte nemmeno le software houses riescono a trovare la soluzione /02/2014 Italia Oggi Pagina 13 MICHELE PIERRI Accordi anglo francesi in barba all' Europa 45 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 29 FRANCESCO CERISANO Il Patto 2014 fa lo sconto a Roma 47 06/02/2014 Italia Oggi Pagina 30 BEATRICE MIGLIORINI Imprese, cartelle in stand by 49 Web 06/02/2014 Più Notizie Bassa Romagna Cultura e Spettacoli Lugo: continuano gli appuntamenti /02/2014 Più Notizie Bassa Romagna Cultura e Spettacoli "Ferrari" in mostra a Lugo 52 06/02/2014 Più Notizie Bassa Romagna Cultura e Spettacoli Fusignano: Gianni Parmiani, Paolo /02/2014 Settesere.it Evade il fisco per 600 mila euro, nei guai pensionato 54

3 06/02/2014 Lugonotizie.it La programmazione cinematografica al Gulliver di Alfonsine 55 06/02/2014 Lugonotizie.it Fusignano: domani la commedia dialettale "Un viàz a /02/2014 Lugonotizie.it A Villanova grande successo per l'iniziativa in occasione della giornata /02/2014 Lugonotizie.it A Bagnacavallo al via "La bottega della musica" 59 06/02/2014 Lugonotizie.it Sabato 8 febbraio Livida al Caffè Centrale di Villanova di /02/2014 Lugonotizie.it A Fruges l'ultimo confronto pubblico fra i 3 sfidanti: domenica 9 febbraio /02/2014 Lugonotizie.it Il monumentale Toro di Antonio Minieri al MA SE di Lugo 63 06/02/2014 Lugonotizie.it Expo 2015, in Romagna si punta sui pacchetti turistici 64 06/02/2014 Lugonotizie.it Elezioni europee, iscrizioni dei cittadini stranieri dell'unione alla /02/2014 Lugonotizie.it Le attività dei Carabinieri finalizzate al controllo del territorio /02/2014 Lugonotizie.it Pensionato con doppio codice fiscale evade il fisco per oltre 600mila euro 67 06/02/2014 Lugonotizie.it Sindaci contro Trenitalia per la cancellazione della corsa delle 7.10 che /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Al via la rassegna "Bottega della musica" a /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Tre borse di studio per neoiscritti /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Contro la violenza alle donne 73 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: La natura nell'arte 74 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Ferrari in mostra a Lugo 75 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Un viàz a l' arvérsa 76 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Aiutiamoli /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Tecniche di rianimazione 78 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Il "Giorno del Ricordo" 79 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Luci su Una vita spezzata 80 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Insieme per il Benin 82 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Chiarimenti a Trenitalia sulla cancellazione /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Continua l'impegno della Regione per sostenere /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: I repubblicani per Silvano Verlicchi Sindaco 87 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Una donna il candidato a Sindaco di Lugo per il /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Vieni a fare l'assessore 89 06/02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Una notizia: il Pd fa le Primarie...a Massa /02/2014 PavaglioneLugo.net La Bassa Romagna on line: Sfascismo 91 05/02/2014 Ravenna24Ore.it R6 Pensionato con la passione per l' arte evade il fisco per 600mila euro 92 05/02/2014 Ravenna24Ore.it R1 Treno Lavezzola Lugo, i sindaci chiedono /02/2014 RavennaNotizie.it Pensionato con doppio codice fiscale evade il fisco per oltre 600mila euro 94 Il Resto del Carlino Ravenna 06/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) «Le mie ceneri? Spargetele allo stadio» 95 06/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 Pensionato con due identità. Quando evadere... è un' arte 97 06/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 23 SAVIOLI MONIA «Mi ha puntato la pistola e ha preso i soldi» 98

4 06/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 23 SCARDOVI LUIGI «Porterò un nuovo modo di pensare» /02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 23 Aggredisce un connazionale con un tubo Romeno nei guai per minacce e /02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 23 Giro di droga nel Lughese: condannati in dieci /02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 Fiabe animate di Luzzati in biblioteca /02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 La Compagine e il suo viaggio al Moderno /02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 Parte "La bottega della musica' 106 Corriere di Romagna Ravenna 06/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 11 Ordinavano pizze al cellulare ma volevano dosi di cocaina Arrestato ex /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 15 Deve espiare tre mesi di reclusione, arrestato dai carabinieri di /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 15 In attesa delle primarie i tre candidati in lizza illustrano le loro idee /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 15 Pensionato combatte il caro vita facendo dell' evasione un' arte /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 15 Rapinarono prostituta, patteggiano /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 16 Rubicone Costa, il distretto più giovane /02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 30 Benvenuti a tutto Shakespeare 114 La Voce di Romagna Ravenna 06/02/2014 La Voce di Romagna Pagina 12 Manutenzione strade: Anas appalta per 2,7 milioni /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 13 Dalla rapina della escort al furto in chiesa /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 13 Diffamazione a manager Unigrà con scuse e danni /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 13 La moto sbanda e l' amico va in coma: multa da 500 euro /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 14 In provincia le riprese del docu film contro lo stalking 'Anima spenta' /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 31 Spaccio di stupefacenti I carabinieri fanno 2 arresti /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Fusignano: 20enne bastona coetaneo /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Il monumentale Toro di Minieri in mostra al MA SE /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 La natura nell' arte /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 CARABINIERI /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Lugo: al volante ubriaco /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Fusignano In scena i 'tic' dell' uomo romagnolo /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Il passo falso Treno cancellato I sindaci chiedono chiarimenti a Trenitalia /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Nuovo sistema di informazioni al pubblico nelle stazioni delle linee /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 32 Un pensionato dalla doppia identità /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 33 Borse di studio per le neomatricole lughesi /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 33 Le "Ferrari" di Amalio Alberighi in mostra all' Enò di via /02/2014 La Voce di Romagna Pagina 43 LUGO 135 La Repubblica Bologna 06/02/2014 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 2 ELEONORA CAPELLI Il Passante attraversa le anime del Pd sindaci pessimisti, tiepidi o /02/2014 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 2 Quei quaranta chilometri che tagliano la Bassa 138

5 Il Sole 24 Ore Prima Pagina 1

6 Italia Oggi Prima Pagina 2

7 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Prima Pagina 3

8 La Voce di Romagna Prima Pagina 4

9 Pagina 1 Il Sole 24 Ore Enti locali Passa l' emendamento al decreto «Destinazione Italia»: l' opportunità sarà limitata al Stop alle cartelle del fisco per chi ha crediti con la Pa Il debito deve essere inferiore al pagamento non ricevuto. Per il 2014 saranno sospese le cartelle Equitalia per imprese e professionisti in credito con la Pa: lo prevede un emendamento al Dl Destinazione Italia licenziato in commissione alla Camera. La sospensione sarà possibile solo se la somma iscritta a ruolo è «inferiore o pari al credito vantato». Mobili e Parente u pagina 3. 5

10 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Enti locali LA PAROLA CHIAVE La richiesta per certificare che i crediti vantati verso la Pa sono certi, esigibili, liquidi e non prescritti va presentata attraverso un portale del ministero dell' Economia (solo in casi residuali è ancora ammessa l' istanza cartacea verso la Pa o l' ente creditore). In pratica l' impresa e il professionista devono accreditarsi o n l i n e a l l ' i n d i r i z z o e compilare la schermata per ottenere la certificazione. 6

11 Pagina 6 Il Sole 24 Ore Enti locali Titolo V. Pronto il ddl del ministro per le Riforme Nel menù anche il taglio alle società partecipate. Professioni e lavoro, competenza allo Stato IL MINISTRO Quagliariello: incardinare subito il bicameralismo al Senato e affidare la riforma del Titolo V alla Camera dopo l' ok alla legge elettorale. Gianni Trovati MILANO Addio alla competenza regionale su grandi reti di trasporto ed energia, ma anche su ordinamento delle professioni e tutela e sicurezza del lavoro; cancellazione delle «competenze concorrenti» fra Stato e Regioni, che in questi anni hanno fatto esplodere le battaglie in Corte costituzionale e che nel nuovo assetto saranno sostituite dal nuovo ruolo dei territori nel Senato delle Regioni; forte regia centrale sul procedimento amministrativo, nel tentativo di superare gli ostacoli alzati dai territori sui progetti di semplificazione, taglio drastico alle società partecipate, azzeramento di consorzi, agenzie ed enti intermedi in genere, taglio al numero e alle indennità dei consiglieri regionali e raggruppamento dei piccoli Comuni per ambiti ottimali. Sono gli ingredienti principali nel ricco menù della riforma del Titolo V scritta nel disegno di legge preparato dal ministero delle Riforme costituzionali. Sullo stesso tema stanno lavorando anche al ministero degli Affari regionali e delle Autonomie (si veda il Sole 24 Ore del 21 gennaio), con alcune convergenze importanti sul versante del meccanismo delle competenze, ma ora si tratta di fare la sintesi. «Noi siamo pronti taglia corto il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello ; il Pd ci ha chiesto di attendere per decidere quali interventi affidare al Governo e quali al Parlamento, ma ora bisogna ripartire davvero per uscire da questa situazione in cui tutti chiedono di cambiare passo ma il cammino non si sblocca. Se poi si decide che le riforme sono tutte competenza del Parlamento, nessun problema: ma a quel punto l' esistenza di un ministero delle Riforme perde significato. Parliamone laicamente, perché l' importante è fare le riforme, non dove si fanno». Nella tempesta politica perenne che sta caratterizzando questi mesi, il cammino di una legge costituzionale che richiede un doppio passaggio alla Camera e al Senato rischia di rivelarsi più accidentato del solito, e da questo punto di vista la questione dei tempi diventa cruciale. «Penso sostiene Quagliariello che si debba incardinare subito il bicameralismo al Senato e affidare la riforma del Titolo V alla Camera appena votata la legge elettorale, quindi entro la fine del mese o i primi giorni di marzo. Già la defezione di Forza Italia, che ha fatto saltare l' iter accelerato delle riforme, ha impedito Continua > 7

12 Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali la revisione della forma di Governo che avrebbe dovuto collegarsi alle decisioni sulla legge elettorale». Sul piano dei contenuti, si diceva, le convergenze con il piano del Pd non mancano, a partire dal superamento delle «competenze concorrenti», l' articolazione delle competenze più per funzioni che per materie e la riconduzione al centro di alcuni temi frettolosamente devoluti nel 2001, come il trasporto e l' energia. Su questo filone si innesta anche l' ipotesi di una «clausola di salvaguardia» statale, da esercitare con un passaggio al Senato delle Regioni, per accompagnare l' attuazione di piani nazionali di riforma in grado di evitare inciampi del passato come avvenuto per esempio sul Piano Casa, fermato di fatto dalle Regioni. Il progetto del ministero delle Riforme, però, prova a fare dei passi in più, e mira anche a blindare in Costituzione alcune mosse tentate dal federalismo fiscale del ma impantanatesi nell' attuazione (alla stesura del Ddl ha contribuito anche Luca Antonini, che guida la Commissione paritetica sul federalismo fiscale). È il caso della tagliola ad agenzie, consorzi ed enti intermedi, che le Regioni finora hanno difeso con successo in Corte costituzionale, e di una forte limitazione alle società partecipate, che secondo il Ddl dovrebbero operare solo quando il fine pubblico non possa essere conseguito da privato con pari efficienza e adeguatezza: a definire il quadro normativo dovrebbe essere, entro sei mesi dall' approvazione del Ddl costituzionale, una legge ordinaria, chiamata a tradurre in pratica il principio della «sussidiarietà rafforzata». RIPRODUZIONE RISERVATA. GIANNI TROVATI 8

13 Pagina 7 Il Sole 24 Ore Enti locali L' agenda. La road map per spuntare nuovi margini sugli obiettivi di deficit. Entra nel vivo con Bruxelles il «negoziato» sulla flessibilità SOTTO ESAME A fine mese la Commissione renderà note le nuove stime sull' Italia e la valutazione sull' attuazione delle misure chieste a fine Dino Pesole Margini di flessibilità, qualora Bruxelles sblocchi la clausola per investimenti sospesa lo scorso novembre, cui affiancare una trattativa parallela per cercare di spuntare ulteriori margini nella forchetta che separa l' obiettivo di deficit atteso quest' anno (2,5% del Pil) dal tetto massimo del 3 per cento. Percorso che sarà possibile definire già a fine febbraio, quando la Commissione europea renderà note le nuove stime sull' Italia, con annessa la valutazione sullo stato di avanzamento delle «misure aggiuntive» chieste alla fine dello scorso anno: in primo piano la spending review, ma anche l' avvio delle privatizzazioni, garanzie che Bruxelles giudica fondamentali per sostenere la progressiva riduzione del debito. La strada che il governo si accinge a percorrere, pur tra perduranti difficoltà e ostacoli, va di pari passo con l' autorevole intervento pronunciato due giorni fa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al Parlamento europeo. Non si disconosce certo la strada imboccata nel pieno della crisi dell' eurozona, per molti versi obbligata, quanto piuttosto l' aver agito brandendo l' arma esclusiva del rigore. Ora è tempo di voltare pagina, e non a caso anche ieri Napolitano ha definito non più perseguibile una politica di «ulteriore rigore finanziario a tappe forzate». Se la sfida ora si chiama crescita e occupazione, segnali in direzione di una oculata flessibilità paiono ormai doverosi da parte di Bruxelles. Nell' immediato, lo spazio di manovra nell' anno in corso può valere, conti alla mano, da un minimo di 3 a 4,5 miliardi sotto forma di progetti infrastrutturali cofinanziati con l' Unione europea, benzina potenziale da immettere nel motore della ripresa. Poi a partire dall' autunno, si comincerà a istruire in sede europea il dossier delle cosiddette «intese contrattuali»: incentivi in cambio di riforme strutturali per la crescita. E già nel prossimo «Programma nazionale di riforma», che il governo approverà in aprile insieme al nuovo Documento di economia e finanza, vi si farà cenno, partendo dalle raccomandazioni rivolte al nostro paese dalla Commissione europea, nell' ambito del «semestre europeo». L' elenco è nutrito: miglioramento dell' efficienza della Continua > 9

14 Pagina 7 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali pubblica amministrazione, semplificazioni del quadro normativo, riduzione della durata dei processi civili, migliore gestione dei fondi europei. E poi il completamento della riforma del mercato del lavoro, del sistema di istruzione e della formazione professionale. Quanto al fisco, di certo sarà un segnale importante se in fase di confronto con Bruxelles il Governo potrà contare sull' approvazione definitiva del disegno di legge delega, all' esame della Camera per il terzo passaggio parlamentare. Il tutto, tenendo conto che la stessa Commissione europea invita l' Italia a ridurre il carico fiscale sul lavoro, potenziando al tempo stesso le azioni di contrasto dell' evasione e dell' economia sommersa. Il meccanismo incentivante potrebbe tradursi in prestiti a tassi inferiori rispetto a quelli offerti attualmente dal mercato, finanziando in parte il costo delle riforme. Se questo è lo scenario che va prospettandosi da qui ai prossimi mesi, la trattativa dovrà essere condotta con notevole abilità negoziale. Qualche apertura è possibile coglierla nelle ultime esternazioni del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e del guardiano dei conti pubblici Olli Rehn: Bruxelles è pronta a sbloccare la «clausola di flessibilità», a patto che il governo tenga fede ai suoi impegni sul fronte del deficit e della riduzione del debito. In primo piano, i proventi attesi dalla spending review, il piano di dismissioni di asset pubblici, gli introiti che affluiranno dal rientro dei capitali esportati illegalmente attraverso il meccanismo della «voluntary disclosure». Persitono dubbi sulla "vulnerabilità" del nostro paese, sui rischi dell' instabilità politica, e sulle croniche criticità costituite dall' alto debito e dalla bassa competitività. RIPRODUZIONE RISERVATA LA STRATEGIA Le intese contrattuali A partire dall' autunno, il governo comincerà a istruire in sede europea il dossier delle cosiddette «intese contrattuali»: incentivi in cambio di riforme strutturali per la crescita Dalla giustizia ai fondi Ue L' elenco delle riforme su cui punta il governo è lungo: miglioramento dell' efficienza della pubblica amministrazione, semplificazioni del quadro normativo, riduzione della durata dei processi civili, migliore gestione dei fondi europei. E poi il completamento della riforma del mercato del lavoro, del sistema di istruzione e della formazione. 10

15 Pagina 8 Il Sole 24 Ore Enti locali IL LIBRO DI CIPOLLETTA. In Italia paghiamo troppe tasse (Vero) Per Luigi Einaudi, le imposte sono il compenso dato allo stato in cambio dei servizi ai cittadini. Per Innocenzo Cipolletta, che «si paghino troppe tasse e non si abbiano indietro servizi sufficienti e di qualità adeguata» è solo una sensazione diffusa: e titola provocatoriamente il suo pamphlet In Italia paghiamo troppe tasse. Falso!. Toni differenti, ma per l' uno e per l' altro, per giudicare di tasse e servizi, li si deve porre a confronto. Confronto tuttavia in sé problematico: l' entità delle tasse è un fatto oggettivo; la qualità dei servizi dipende da un giudizio soggettivo. Il problema del confronto Einaudi lo risolve collocandosi nel campo soggettivo del linguaggio, sostituendo la parola imposta con la parola compenso. Cipolletta, trincerandosi in quello oggettivo delle statistiche, e usandole in un suo singolare sillogismo. Premessa maggiore: le statistiche mostrano che in Italia, al netto dell' evasione fiscale, non si paga di più della media europea. Premessa minore: le statistiche mostrano che l' Italia spende soldi pubblici in maniera molto simile a quella degli altri Paesi europei. Conclusione: che si paghino troppe tasse e si abbiano servizi inefficienti è solo una «sensazione» non confermata da fatti, si spiega solo con la «campagna di demonizzazione della spesa pubblica», con la «ventata liberista». «Buscar el levante por el poniente»: quando si scende dalla caravella con cui Cipolletta ci ha fatto attraversare l' oceano statistico fuori di metafora, quando si posa il libro ci si chiede dove sia finita la realtà, l' esperienza vissuta da chi produce reddito e da chi fruisce dei servizi. Ci si domanda se non ci sia modo più diretto per valutare spese e servizi, e rispondere alla domanda se in Italia paghiamo troppe tasse. (A parte il fatto che, essendo provato che il rapporto Spesa/Pil cresce al crescere del Pil, per chi come noi è cresciuto meno sarebbe fisiologico avere un rapporto più basso). Prendiamo le spese: è quasi mezzo secolo, 43anni, che si susseguono i tentativi, che dico?, i programmi le decisioni gli impegni per ridurre la spesa pubblica. Ne documenta gli insuccessi Conoscere per non deliberare, un paper di Nicola Rossi per l' Istituto Bruno Leoni. Ma il bilancio dello Stato è guardato a vista dai mercati e da Bruxelles, e allora per far quadrare i conti si dà il via ai tagli lineari: sono la dichiarazione ufficiale non solo che si spende troppo, ma che il sovrappiù è tanto grande e tanto distribuito da sopportare una generale riduzione mantenendo sostanzialmente il Continua > 11

16 Pagina 8 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali livello dei servizi. Se siamo sopravvissuti ai tagli lineari, quanto di meno si potrebbe spendere e quanto di più si potrebbe fornire, con i tagli indicati via via dai Giarda, dai Bondi, dai Giavazzi, e con quelli che indicherà Cottarelli? Quanto si spenderebbe di meno se la pubblica amministrazione mettesse mano alla reingegnerizzazione dei processi? Le statistiche ci dicono anche della nostra competitività rispetto agli altri Paesi: recuperarla tocca solo alle imprese private come tutti riconosciamo, o anche lo Stato dovrebbe fare la sua parte come Cipolletta sostanzialmente nega? E se non ci si riesce, perché non lasciar fare a privati in concorrenza quello che il pubblico in monopolio non sa fare? Consentire di diversificare l' offerta e dare ai cittadini libertà di scelta sarebbe una «ventata liberista»? Servizio universale, quante diseguaglianze perpetrate in tuo nome! Per fare confronti non abbiamo bisogno di guardare gli altri, abbiamo sottomano quelli tra Nord e Sud. Sulla qualità del sistema scolastico un po' di statistiche ci sono; su quella della sanità ci sono i numeri di chi si sposta per farsi curare al Nord. Chiusa la Cassa del Mezzogiorno, la "nuova programmazione economica" di Fabrizio Barca avrebbe dovuto realizzare un minimo di professionalità amministrativa: è recente la notizia che forse si dovrà commissariare un' intera Regione. Quanto si ridurrebbe la spesa pubblica e quanto migliorerebbe la qualità dei servizi se venissero adottati i costi standard? Finito di leggere, mi cade l' occhio sui titoli della collana Idòla di cui fa parte In Italia paghiamo troppe tasse. (Falso!). Noto che il quarto libro della serie ha per titolo Il Sud vive sulle spalle dell' Italia che produce. (Falso!). E tutto mi è chiaro. RIPRODUZIONE RISERVATA. 12

17 Pagina 8 Il Sole 24 Ore Enti locali TRA COSTITUZIONE E LEGGE ORDINARIA. Riforma del titolo V: sussidiarietà Il nuovo Senato come luogo per risolvere i conflitti tra Stato ed enti SOLUZIONE EQUILIBRATA L' ideale sarebbe inserire nella Carta l' indicazione che le relazioni fra i livelli di governo andrebbero regolate sui principi della sussidiarietà. Vincenzo Visco La riforma del Titolo V della Costituzione introdotta nel 2001 fu ideata e gestita essenzialmente a livello parlamentare. All' epoca chi scrive era ministro del Tesoro; sottosegretario al Tesoro era Piero Giarda, il principale esperto italiano dei problemi della finanza locale; eppure nessuno di noi venne consultato per sapere cosa pensassimo della riforma che si stava discutendo. Ci fu alla fine un dibattito in Consiglio dei Ministri nel corso del quale alcuni ministri mostrarono forti perplessità nel merito, per esempio Giovanna Melandri era (giustamente) preoccupata per i beni culturali, mentre io e Franco Bassanini sottolineammo con forza (e fummo i soli) che non era né corretto né opportuno votare una riforma della Costituzione a maggioranza. I giochi erano comunque già fatti e la riforma fu approvata in un clima culturale e politico in cui il problema principale era quello (ideologico) di limitare i poteri del governo centrale e di porre gli enti decentrati allo stesso livello dello Stato. I guai che ne sono derivati sono noti, e derivano dalla scelta di aver voluto inserire in Costituzione, non già i principi generali cui dovesse ispirarsi l' assetto regionalistico (federale?) del Paese, bensì un lungo elenco di materie di competenza esclusiva per lo Stato o concorrenti tra Stato e Regioni, orientato a limitare per quanto possibile il ruolo dello Stato. Tale soluzione non poteva che creare confusione, errori, dimenticanze, conflittualità, e paralisi nei processi di decisione, come si è puntualmente verificato. In proposito è opportuno ricordare i quasi 2000 ricorsi di cui la Corte costituzionale si è dovuta far carico, dopo l' approvazione della riforma. Eppure sarebbe stato sufficiente far riferimento alla teoria economica sul federalismo fiscale per rendersi conto che la questione non può non essere affrontata in termini di scelte nette e definitive da cristallizzare in una Carta costituzionale. La teoria infatti giustifica l' intervento pubblico ai diversi livelli di governo in relazione alla natura dei beni pubblici che devono essere prodotti e che possono avere una rilevanza sia nazionale che locale, sicché la produzione dei primi andrebbe riservata allo Stato e quella degli altri potrebbe essere affidata a enti decentrati. Tuttavia, poiché i benefici di una attività pubblica non sempre, anzi in verità quasi mai, risultano circoscrivibili con esattezza in sede locale, esisterà Continua > 13

18 Pagina 8 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali sempre una sovrapposizione tra le diverse circoscrizioni dei benefici ricevuti e quindi la necessità di accordi per la loro corretta gestione e anche di compartecipazione al finanziamento delle attività svolte, mediante trasferimenti finanziari dagli enti sovraordinati a quelli di dimensione più ridotta, trasferimenti che sono stati invece incomprensibilmente esclusi nel testo approvato. In sostanza si tratta di prescrizioni di buon senso coerenti con il principio di sussidiarietà generalmente condiviso e che indicano la necessità di rapporti non cristallizzati in scelte permanenti e tassative. Con la riforma del 2001 si è invece fatto riferimento (implicitamente) a un altro approccio teorico (che pure esiste, ma che non sembra particolarmente convincente) che postula l' esistenza di un rapporto competitivo e conflittuale tra i diversi livelli di governo come strumento per evitare ingerenze (soprattutto fiscali) da parte dello Stato nei confronti delle (indifese) comunità locali. In realtà le cose funzionano diversamente. In un contesto ben ordinato infatti è logico ed è un bene che venga individuata una specializzazione produttiva e decisionale in relazione alla natura del bene prodotto e della sua fruizione, e quindi un decentramento di poteri e risorse appare utile ed efficiente da un punto di vista economico. Al tempo stesso però non si può ignorare che la ripartizione ritenuta ottimale dei compiti tra governi locali e centrali, risulta (molto) variabile nel tempo e tra i diversi Paesi, pur in presenza di alcune costanti. Vi sono per esempio Paesi che attribuiscono agli enti decentrati anche alcune funzioni relative all' ordine pubblico e alla giurisdizione distinguendo in base alla gravità dei reati, altri che ripartiscono compiti relativi all' istruzione, soltanto in Italia la Sanità è interamente regionalizzata, mentre le politiche assistenziali sono quasi dovunque ripartite tra diversi enti. Al tempo stesso alcune attività importanti tendono a trasferirsi a livello sovranazionale proprio perché le dimensioni del fenomeno da gestire trascendono le dimensioni nazionali. Gli esempi sono evidenti nelle politiche contro il riscaldamento globale, nelle politiche militari, nella cooperazione nelle repressione delle criminalità organizzata, ecc. Viceversa altre funzioni, un tempo pubbliche, possono essere decentralizzate nel corso del tempo, anche in maniera selettiva, oppure addirittura privatizzate. Basti pensare per esempio all' assetto delle nostre Regioni a Statuto speciale, o anche alle ipotesi di "federalismo differenziato" di cui si è discusso. In sostanza appare evidente che l' attività e i compiti del settore pubblico non possono essere cristallizzati in una fotografia istantanea, ma devono essere oggetto di un potenziale fine tuning permanente.ne deriva che la soluzione più equilibrata per la riforma del Titolo V dovrebbe essere quella di limitarsi a mettere in Costituzione l' indicazione che le relazioni tra i diversi livelli di governo andrebbero regolate in base al principio di sussidiarietà salva restando la prevalenza dell' interesse nazionale in caso di conflitti. L' articolazione specifica del principio dovrebbe invece essere delegata alla legge ordinaria, come avviene in tutti i casi regolati da principi costituzionali generali. La trasformazione del Senato in una Camera delle autonomie fornisce anche il ruolo naturale in cui dibattere e risolvere le questioni di merito e creare un' abitudine al confronti e alla cooperazione. Limitarsi a spostare da un elenco a un altro singole funzioni o individuarne di nuove non risolve il problema che resta quello di fissare nelle Costituzioni i principi generali senza addentrarsi in particolari che possono risultare superflui e controproducenti. RIPRODUZIONE RISERVATA. 14

19 Pagina 10 Il Sole 24 Ore Enti locali Panorama MAURO SUL CASO MARÒ «Senza soluzione, niente missioni» C' è un «legame intrinseco» tra «la partecipazione italiana a future missioni antipirateria della Nato e della Ue e la soluzione» del caso dei due fucilieri della Marina italiana, Latorre e Girone, ovvero «fino a quando non ci sarà soluzione positiva, e cioè il ritorno a casa con onore dei nostri militari». Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, durante il question time alla Camera nel passaggio conclusivo della sua risposta all' interrogazione rivoltagli dal deputato Fabio Rampelli (Fratelli d' Italia) sulla questione dei due marò in India. MESSICO Moody' s promuove il rating del Paese Le riforme del presidente Enrique Pena Nieto vengono premiate da Moody' s. Ieri l' agenzia di rating ha promosso il rating del Messico da Baa3 ad A3. Il primo motivo della decisione è l' ambiziosa agenda di riforme varata nei mesi scorsi dal governo, che comprende l' apertura del settore energetico alla concorrenza internazionale, ponendo fine al monopolio del gruppo statale Pemex, e la riforma fiscale che ha l' obiettivo di aumentare le entrate tributarie. Secondo l' agenzia di rating, queste riforme migliorano le prospettive di crescita economica nel medio periodo e consolidano il bilancio pubblico del Paese. 15

20 Pagina 14 Il Sole 24 Ore Enti locali I BENEFICIARI E L' ITER DA SEGUIRE. Hanno accesso alle detrazioni persone fisiche e soggetti Ires Per l' acceso alle detrazioni fiscali collegate alla realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica, in tema di pratiche amministrative e documentazione da conservare, occorre, in linea generale, seguire le medesime regole previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia. È infatti lo stesso comma 348 della legge 296/2006 a richiamare espressamente le modalità operative di cui all' articolo 1 della 449/1997 concernenti appunto gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, regolati dall' articolo 16 bis del Tuir (si veda «Il Sole 24 Ore» del 23 gennaio). Una prima, rilevante, differenza è rappresentata dal fatto che gli interventi agevolati possono interessare qualsiasi tipologia d' immobile, a prescindere dalla categoria catastale, ivi compresi quindi gli immobili strumentali e rurali. Da ciò consegue un' altra peculiarità: possono infatti usufruire di tale agevolazione non solo le persone fisiche ma anche le persone giuridiche (soggetti Ires). Di conseguenza, cambiano le modalità di pagamento, che variano a seconda che il soggetto sia titolare o meno di reddito d' impresa. Mentre per le persone fisiche resta obbligatorio il pagamento mediante bonifico bancario "parlante", per i titolari di reddito d' impresa non vi è questo obbligo, potendo gli stessi provare il pagamento con altra idonea documentazione. Per ottenere la detrazione prevista dagli ecobonus il contribuente deve però acquisire, oltre agli eventuali titoli abilitativi, diverse certificazioni. È infatti necessaria l' asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori atta a certificare che l' intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti per l' agevolazione richiesta. Nel caso di interventi minori, quali la sostituzione di finestre e infissi o per le caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kw, questo documento può essere sostituito da una certificazione del produttore attestante le caratteristiche dei prodotti installati. Per la riqualificazione di edifici esistenti o per interventi sulle superfici opache, oltre all' asseverazione, è necessario, quando richiesto, acquisire la certificazione energetica dell' immobile che comprende i dati relativi all' efficienza energetica propria dell' edificio, qualora introdotta dalla Regione o dall' ente locale, o, negli altri casi, un attestato di qualificazione energetica, predisposto da un professionista abilitato. Si deve poi trasmettere all' Enea, entro 90 giorni dal termine dei lavori e con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell' attestato di Continua > 16

21 Pagina 14 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali qualificazione energetica. Non vanno inviate all' Enea asseverazione, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine e documentazione varia. Nel caso in cui i lavori necessari a realizzare gli interventi proseguano in più periodi d' imposta, è necessario comunicare all' agenzia delle Entrate le spese effettuate nei periodi precedenti, in via telematica, entro 90 giorni dal termine del periodo d' imposta. Gianni Marchetti e Alberto Bonino RIPRODUZIONE RISERVATA. 17

22 Pagina 17 Il Sole 24 Ore Enti locali Delega fiscale. Il testo varato in Senato prevede l' emanazione di decreti che chiariscano i limiti dell' autonoma organizzazione. Autonomi verso il taglio Irap Verranno indicati i criteri oggettivi in base ai quali non si applicherà il tributo NUOVO TENTATIVO Attesa una norma definitiva dopo la cancellazione dei fondi previsti dalla legge di stabilità 2013 per la soppressione del prelievo. Giorgio Costa MILANO Si avvicina l' ora di un fisco più semplice e forse meno oneroso per le imprese e, soprattutto, di un regime realmente semplificato per i contribuenti di minori dimensione e l' addio "senza se e senza ma" all' Irap per i soggetti privi di autonoma organizzazione. La promessa è contenuta nell' articolo 11 del disegno di legge sulla delega fiscale varato l' altro ieri dal Senato che ora passa all' esame della Camera e potrebbe diventare legge, come assicura il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone, in tempi molto rapidi. «Attendo materialmente l' arrivo del testo spiega Capezzone ma quale che sia il provvedimento in discussione in quel momento a Montecitorio chiederò, con buone probabilità di ottenerla, una finestra in aula per la discussione immediata del provvedimento». Un provvedimento poi, che una volta approvato, per non restare un insieme di validi principi, deve essere attuato da una messe di decreti legislativi che spetterà al governo scrivere; una parte del lavoro potrebbe già essere a buon punto visto che già da mesi se ne stanno occupando sia l' agenzia delle Entrate sia il dipartimento delle Finanze mentre un' altra parte sarebbe agevolata dal lavoro della commissione di indagine sul fisco voluta dal presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino, e che sta portando ad audizione propedeutiche proprio anche ai decreti che dovranno essere messi a punto. Una delle questioni più attese da imprese e professionisti riguarda l' Irap e il fatto che all' articolo 11, comma 2, del Ddl si prevede espressamente che nell' ambito dell' esercizio della delega «il Governo chiarisce la definizione di autonoma organizzazione, anche mediante la definizione di criteri oggettivi, adeguandola ai più consolidati principi desumibili dalla fonte giurisprudenziale, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti, degli artisti e dei piccoli imprenditori all' imposta regionale sulle attività produttive». Si tratta di una questione di grande importanza per professionisti e mini imprese da sempre alle prese con un contenzioso (e una giurisprudenza) che ha fissato man mano principi che poi Continua > 18

23 Pagina 17 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali il Fisco non ha sempre applicato creando un "conflitto" di ampie dimensioni e molta incertezza sui casi di legittima applicabilità dell' Irap. Per non dire poi della plateale disapplicazione, mediante la cancellazione dei fondi(188 milioni per il 2014, 252 per il 2015, 242 a regime dal 2016) previsti dall' articolo 1, comma 515, legge n. 228/2012 che eliminava l' imposta per imprese e professionisti che non si avvalessero di lavoratori dipendenti o assimilati e che impieghino beni strumentali di «modesto» valore (un ammontare massimo che poi non è mai stato determinato dal previsto decreto del ministero dell' Economia). Di quei fondi non resta nulla visto l' impiego per trovare copertura alle spese più varie per i decreti "energia", "fare" e "lavoro". Spese che, in ordine di apparizione (leggi 90, 98 e 99 del 2013) sono le più varie, dal risparmio energetico agli interventi antisismici, dal fascicolo sanitario elettronico agli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato fino allo sviluppo per Chernobyl. Le imprese e i professionisti confidano che la delega non faccia la stessa fine dei fondi per cancellare l' Irap. RIPRODUZIONE RISERVATA La storia 01 L' IMPOSTA L' Irap è stata istituita con il decreto legislativo 446/1997 dal governo Prodi, dall' allora ministro delle Finanze, Vincenzo Visco. L' imposta colpisce il valore della produzione netto delle imprese, cioè il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria. Si tratta dell' unica imposta a carico delle imprese che è proporzionale al fatturato e non applicata all' utile di esercizio. L' imoposta ha superato il test della Corte costituzionale e della Corte Ue 02 AUTONOMA ORGANIZZAZIONE Il presupposto per l' applicazione dell' Irap è l' esistenza di una autonoma organizzazione. Stabilire però se tale autonoma organizzazione esista o meno, è stata fonte di anni di contenzioso in sede tributaria tra contribuenti e amministrazione finanziaria 03 LO SCIPPO DEI FONDI Viste anche le difficoltà applicative, la legge di stabilità 2013, in attesa della riorganizzazione dell' assetto normativo, aveva stanziato i fondi per eliminare l' imposta su soggetti senza dipendenti o con beni strumentali modesti 04 LA DELEGA Ora, con il Ddl di delega fiscale, si prevede che i decreti attuativi rideterminino l' Irap per professionisti e imprese privi di autonoma organizzazione. GIORGIO COSTA 19

24 Pagina 17 Il Sole 24 Ore Enti locali LA STRATEGIA COMPLESSIVA. Giusto premiare le imprese che investono Andrea Carinci Nel Ddl sulla delega fiscale licenziato dal Senato si prevede, tra l' altro, un importante pacchetto di iniziative destinate a rivedere la fiscalità di lavoro autonomo (professionisti e artisti) e imprenditori individuali (segnatamente, sebbene non esclusivamente, di quelli piccoli). Differenti sono le soluzioni ipotizzate (articolo 11). La prima iniziativa, indubbiamente quella più "rivoluzionaria", attiene all' introduzione di una nuova imposizione sui redditi d' impresa. Si prevede, in particolare, una tassazione del reddito d' impresa ai fini Irpef articolata su due momenti e, idealmente, su due livelli: in misura proporzionale con l' aliquota Ires, per la quota del reddito d' impresa trattenuta presso l' azienda; in misura progressiva, con le aliquote ordinarie Irpef, per la (sola) quota prelevata dall' imprenditore o dai soci. La misura è indubbiamente interessante e si può apprezzare laddove palesa l' intenzione di incentivare il mantenimento degli utili presso l' azienda e, per certi versi, di parificare il trattamento fiscale (al momento della percezione) dei soci di società di persone con quello delle società di capitali. Suscita non di meno qualche preoccupazione la prevedibile quanto inevitabile introduzione di nuovi adempimenti per i contribuenti, che vorranno avvalersi del nuovo regime, mirati a coordinare la tassazione per competenza, tipica del reddito d' impresa, con la nuova tassazione per cassa stabilita per le somme prelevate dall' imprenditore e dai soci. Il rischio è che questi nuovi oneri e adempimenti formali possano rendere poco appetibile il nuovo regime. Nella prospettiva della revisione della fiscalità degli autonomi si prevede poi il riordino dei regimi semplificati per i contribuenti minimi; qui, peraltro, il riordino dovrà coinvolgere anche l' aspetto contributivo e non solo quello fiscale. Indubbiamente, però, la direttiva di più immediato impatto, e forse per certi aspetti più attesa, è quella relativa all' Irap. La delega dispone, infatti, l' affidamento al Governo del compito di chiarire la definizione di autonoma organizzazione ai fini Irap, in ordine alla non assoggettabilità di professionisti, artisti e piccoli imprenditori. Si tratterebbe di mettere (finalmente) la parola fine all' annosa e controversa questione delle condizioni prescritte per ritenere realizzato il presupposto dell' imposta integrato dall' autonoma organizzazione con riferimento ai professionisti e, più in generale, ai piccoli imprenditori. Diversi, insomma, i motivi d' interesse. L' auspicio è allora quello di non perdere ulteriore tempo per intervenire sulla fiscalità di professioni e imprese piccole, con interventi che, pur non risolutivi, possono Continua > 20

25 Pagina 17 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali (almeno) dare il segno di un' attenzione verso settori e contribuenti troppo spesso trascurati. RIPRODUZIONE RISERVATA. 21

26 Pagina 17 Il Sole 24 Ore Enti locali La giurisprudenza. La sezione tributaria della Cassazione. Il commercialista non paga se i collaboratori sono praticanti Patrizia Maciocchi Non paga l' Irap il commercialista che si avvale solo della collaborazione di praticanti. Con la sentenza 2520 depositata ieri la Cassazione ha accolto il ricorso del professionista e dato scacco all' agenzia delle Entrate che troppo frettolosamente aveva deciso di assoggettarlo all' imposta, per aver rilevato nel suo studio «la presenza di una forte componenete organizzativa». La Cassazione invita, invece, a non badare alle apparenze e dà credito alle prove fornite dal ricorrente che aveva potuto dimostrare che presso il suo studio operavano solo dei praticanti. Del principio affermato ieri dalla Suprema corte aveva già beneficiato un avvocato, sebbene limitatamente a un solo collaboratore (sentenza 8834 del 2009). In quell' occasione la sezione tributaria aveva salvato il legale escludendo che dovesse pagare l' Irap solo perché ad aiutarlo era un tirocinante «anche l' utilizzo di un collaboratore che non sia già lui stesso avvocato non può ravvisare un principio di organizzazione, posto che l' apprendista non partecipa alla formazione del reddito in modo autonomo, ma sta compiendo il suo iter formativo». Una decisione in linea con quanto avevano chiesto i dottori commercialisti e gli esperti contabili. Secondo gli esperti dell' Ordine, infatti, ai fini dell' Irap, non si doveva tenere conto della presenza dei praticanti, la cui collaborazione «a qualsiasi titolo formalizzata, si inserisce nell' ambito del tirocinio professionale, che ha natura prevalentemente formativa» Il centro studi dell' Ordine nelle sue conclusioni aveva escluso che «la presenza di un solo dipendente con funzioni meramente esecutive e di uno o più tirocinanti» potesse comportare l' automatico assoggettamento all' imposta del titolare dello studio. Anche l' Agenzia delle Entrate con la circolare 45/E del 2008 aveva abbracciato la stessa interpretazione riconoscendo al tirocinio prevalentemente la funzione di formare il praticante. Poi però gli uffici si erano comportati diversamente e ora la Cassazione ha risolto la contesa. RIPRODUZIONE RISERVATA. PATRIZIA MACIOCCHI 22

27 Pagina 17 Il Sole 24 Ore Enti locali LE INIZIATIVE Sul Quotidiano del Fisco tutti i giorni l' offerta informativa del Gruppo Sole 24 Ore in materia tributaria. Nell' edizione online oggi: «Entro il 28 febbraio le osservazioni sul principio contabile Oic 12», di Franco Roscini Vitali: le novità contenute nella bozza del principio contabile 12 «Composizione e schemi del bilancio d' esercizio»; «I crediti con la Pa dovranno fare i conti con la burocrazia», di Amedeo Sacrestano: l' analisi sulle nuove opportunità di utilizzo dei crediti vantati verso la Pa e l' intreccio con i provvedimenti attuativi necessari per l' attuazione; «La compensazione passa attraverso la "piattaforma"», di Benedetto Santacroce e Lorenzo Lodoli: come funziona la procedura per la compensazione dei crediti con la Pa. Il «Quotidiano del Fisco» è consultabile (gratuitamente per 7 giorni) all' indirizzo: ilsole24ore.com IN RETE Il Focus sulle crisi di impresa (disponibile con Il Sole 24 Ore di ieri) è in vendita anche sul sito del Sole 24 Ore. La guida può essere acquistata all' indirizzo internet La guida consente di fare il quadro sulle procedure per la gestione delle crisi dal punto di vista procedurale e fiscale. 23

28 Pagina 18 Il Sole 24 Ore Enti locali Ctp di Reggio Emilia. Salvagente per il contribuente. La consegna del contratto non fa scattare il «caso d' uso» CONTRO IL SINTETICO La presentazione di un accordo di mutuo per difendersi non obbliga a pagare l' imposta di registro. Laura Ambrosi Consegnare un contratto all' agenzia delle Entrate ai fini della difesa per il redditometro, non realizza il «caso d' uso» per il quale conseguono le imposte di registro. Ad affermarlo è la Ctp di Reggio Emilia con la sentenza numero 54/3/2014 depositata il 30 gennaio 2014 (Presidente ed estensore Marco Montanari). La singolare vicenda trae origine da un questionario inviato a una contribuente al fine di ottenere informazioni circa la disponibilità di somme. Quest' ultima, in sede precontenziosa, ha prodotto un contratto di mutuo, concluso per corrispondenza con un terzo soggetto privato. L' atto era necessario per attestare che il denaro nella propria disponibilità proveniva da un prestito ottenuto da un conoscente. Tuttavia, se da un lato, ai fini delle imposte dirette, l' agenzia delle Entrate ha accolto la tesi difensiva della contribuente, ritenendo giustificata la disponibilità di denaro, dall' altro, ai fini delle indirette, ha emesso un avviso di liquidazione, in quanto il deposito di tale contratto avrebbe integrato il "caso d' uso". Va segnalato, in proposito, che gli atti da registrare solo in "caso d' uso" sono quelli per i quali l' obbligo di richiedere la registrazione sorge solo nel momento in cui sono depositati, per essere acquisiti presso le cancellerie giudiziarie nell' esplicazione dell' attività amministrativa o presso le pubbliche amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga in adempimento di un' obbligazione di tali amministrazioni ovvero che sia obbligatorio per legge o regolamento. Solo in tale ipotesi, sorge contestualmente l' obbligo di versamento dell' imposta di registro. L' ufficio, dunque, ritenendo che il deposito del contratto di mutuo tra privati costituisse "l' uso" dello stesso, con il provvedimento emesso, ha preteso l' imposta di registro conseguente. L' avviso di liquidazione è stato così impugnato dinanzi alla commissione tributaria provinciale, la quale accogliendo il ricorso, ha fornito alcune precisazioni sulla questione. Preliminarmente i giudici emiliani hanno precisato che in tema di imposta di registro si ha caso d' uso quando un atto si deposita presso le amministrazioni dello Stato per essere acquisito agli atti. Continua > 24

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