Centrale di Ostiglia. EMAS - Dichiarazione Ambientale aggiornamento annuale

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1 Centrale di Ostiglia EMAS - Dichiarazione Ambientale aggiornamento annuale 28

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3 Indice 3 Presentazione 4 Il Gruppo E.ON 8 La politica del sito 11 Gli aspetti ambientali della Centrale di Ostiglia 21 Salute e Sicurezza 23 Il programma ambientale 3 Il bilancio ambientale e gli indicatori 35 Appendici 38 Quadro autorizzativo dell impianto 4 Glossario 42 Informazioni al pubblico Centrale di Ostiglia Dichiarazione Ambientale 28 E.ON Produzione S.p.A. - Centrale di Ostiglia (Codice NACE 35.11: Produzione di energia elettrica) Questo sito è dotato di un sistema di gestione ambientale e i risultati raggiunti in questo settore sono comunicati al pubblico conformemente al sistema comunitario di ecogestione ed audit. INFORMAZIONE CONVALIDATA n Registro IT-355

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5 3 Presentazione Il regolamento EMAS prevede la pubblicazione, con frequenza annuale, di un aggiornamento della Dichiarazione Ambientale che evidenzi le principali variazioni intervenute nel corso dell ultimo anno rivedendo le tematiche connesse agli aspetti ambientali e agli obiettivi di miglioramento. In questo contesto regolamentare è stato predisposto l aggiornamento 28 che, per sua natura, deve essere letto in stretta correlazione con la Dichiarazione Ambientale 27, documento di riferimento per l attuale triennio di validità della registrazione EMAS. Dal punto di vista societario l anno 28 è stato caratterizzato dal processo di acquisizione dell 8% di Endesa Italia da parte del Gruppo tedesco E.ON. Dal 26 giugno 28, sulla base di accordi fra E.ON, Enel ed Acciona, l impianto di Ostiglia è entrato a far parte di E.ON Produzione S.p.A., la nuova società di E.ON Italia, che riunisce tutti gli asset che in precedenza furono di Endesa Italia. A riprova della sensibilità nei confronti delle problematiche ambientali, uno dei primi atti siglati dal nuovo Amministratore Delegato è stato quello di confermare gli obiettivi ambientali e l impegno a mantenere le condizioni che hanno permesso la registrazione EMAS di tutti gli impianti produttivi. Per quanto riguarda il sito produttivo di Ostiglia, l anno 28 ha portato ad un consolidamento del processo di miglioramento continuo delle performance ambientali, in particolare si è terminato l up-grade del sistema di combustione su tutte le turbine a investimento che già da oggi garantisce il rispetto di limiti più stringenti per le emissioni di NO x, permettendo nel contempo un esercizio più flessibile delle unità in risposta alle esigenze di flessibilità imposte dal mercato elettrico. Per la Centrale, la Dichiarazione Ambientale rappresenta: - la testimonianza concreta della volontà di proseguire e migliorare il rapporto con la popolazione, le autorità locali, i fornitori, i clienti e soprattutto con i propri collaboratori; - lo strumento che raccoglie informazioni e dati per garantire una corretta visione della nostra realtà produttiva; - lo strumento alla base del concetto di miglioramento continuo, utile a far conoscere i nostri obiettivi di sviluppo. Ostiglia, 15 febbraio 29 Andrea Bellocchio Capo Centrale Ostiglia

6 4 Il Gruppo E.ON E.ON è tra i più grandi Gruppi energetici privati al mondo e opera con oltre 93 mila dipendenti in più di 3 Paesi. Nato nel 2, oggi E.ON conta su 3 milioni di clienti finali, una produzione di energia elettrica pari a 318 TWh e un fatturato annuo di 86,8 miliardi di euro. Il Gruppo E.ON Il Gruppo è attivo sull intera catena del valore dell energia e del gas con attività integrate nell upstream (generazione elettrica e produzione di gas naturale), nel midstream (importazione, trasmissione e trading di energia) e nel downstream (fornitura al cliente finale). La grande esperienza e il know-how di E.ON, nonché la ricerca e lo sviluppo di tecnologie efficienti e compatibili con l ambiente e la sicurezza, permettono di fornire ai clienti energia e servizi sempre più innovativi e competitivi. In questo modo, E.ON crea valore per gli azionisti e contribuisce alla crescita professionale dei propri dipendenti, trasferendo capacità e innovazione, nel pieno rispetto dei propri valori principali: integrità, coraggio, chiarezza, fiducia e responsabilità sociale. Attualmente la capacità di generazione installata del Gruppo è pari a 74 GW con un mix equilibrato di fonti energetiche: carbone (31%), gas naturale (3%), nucleare (15%), rinnovabili (12%). Con l obiettivo di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, prezzi competitivi e la tutela dell ambiente, E.ON assicura un mix energetico sempre più equilibrato. Inoltre, lavora continuamente per migliorare l efficienza produttiva e l eco-compatibilità, investendo in nuove tecnologie e nelle fonti rinnovabili. Per sviluppare questi obiettivi, E.ON ha pianificato per il investimenti a livello globale per 3 miliardi di euro, di cui 21 destinati allo sviluppo della produzione e della distribuzione di elettricità e 5 allo sviluppo delle energie rinnovabili con l obiettivo di diminuire del 5% entro il 23 le emissioni di CO 2. E.ON Italia L attività di E.ON, presente in Italia dal 2, va dalla produzione fino alla vendita di gas e di elettricità e serve più di 8. clienti finali.

7 5 Nel giugno del 28 ha rafforzato la propria presenza sul territorio italiano grazie all acquisizione degli impianti produttivi di Endesa Italia. E.ON oggi si posiziona tra i leader del mercato italiano dell energia con una capacità produttiva pari a circa 6,1 GW sul territorio nazionale. Nell arco dei prossimi anni E.ON Italia prevede di sostituire le unità produttive alimentate a olio combustibile con nuove unità a gas o a carbone. Una volta completato, il programma aumenterà del 5% l efficienza termica media del parco impianti, riducendo in maniera significativa le emissioni di anidride carbonica e aggiungendo una capacità di generazione tecnologicamente avanzata di 1.4 GW. E.ON Italia E.ON Italia è la management company della market unit italiana. Definisce la strategia per il mercato italiano e gestisce le attività di business. Produzione: generare energia sicura, a prezzi convenienti e nel rispetto dell ambiente E.ON Produzione è la generation company, la società che produce energia a livello nazionale. Distribuzione di gas: portare il gas al consumatore Sono cinque le società che distribuiscono gas naturale sul territorio italiano: E.ON Rete Laghi, E.ON Rete Mediterranea, E.ON Rete Orobica, E.ON Rete Padana, E.ON Rete Triveneto. In base alla normativa italiana, le attività di distribuzione sono separate da quelle di vendita ( Unbundling ). Vendita: servire i bisogni dei clienti E.ON Energia è la società che gestisce i servizi per la fornitura di energia elettrica e gas naturale in Italia a clienti privati e aziende. Trading: vendere e comprare energia nei mercati internazionali E.ON Energy Trading è la società del Gruppo E.ON per la compravendita di energia a livello internazionale. Rinnovabili: produrre energia pulita a livello industriale E.ON Climate & Renewables è la market unit del Gruppo E.ON responsabile delle attività di generazione di energia attraverso fonti rinnovabili. Pan-European gas: assicurare la nostra fornitura di gas attraverso reti, contratti e infrastrutture E.ON Ruhrgas partecipa, con una quota superiore al 3%, al consorzio Olt Offshore LNG Toscana. Insieme a partner austriaci, E.ON Ruhrgas sta lavorando sul progetto Tauerngas-Pipeline : un gasdotto che potrebbe connettere le reti di gas del nord e sud Europa e trasportare il gas in entrambe le direzioni. Per saperne di più E.ON AG Produzione E.ON Produzione E.ON Italia Distribuzione E.ON Rete Vendita E.ON Energia Trading E.ON Energy Trading Rinnovabili E.ON Climate & Renewables Gas Pan-European gas

8 6 Struttura organizzativa della Direzione Generation Operations E.ON Produzione Generation Health, Safety & Environment (HSE) Generation Operations Generation Economics and Support Generation Projects Generation Asset Management Capo Centrale della Calabria Capo Centrale di Fiume Santo Capo Centrale di Livorno Ferraris Capo Centrale di Monfalcone Capo Centrale di Ostiglia Capo Centrale di Scandale Capo Centrale di Tavazzano e Montanaso Capo Centrale di Terni Capo Centrale di Trapani

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10 8 Centrale di Ostiglia 1482 MW La politica del sito Il rispetto dell ambiente, il miglioramento continuo della sua protezione, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono priorità per la Direzione e per tutto il personale dell Impianto Termoelettrico di Ostiglia. E ormai coscienza diffusa che il perseguimento di standard elevati di qualità relativi all ambiente di lavoro favorisca il miglioramento dell efficienza e delle prestazioni e costituisca un elemento di valorizzazione rilevante per l impianto stesso. Con questa premessa, per l implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale, conforme al Regolamento EMAS, alla norma UNI EN ISO 141 ed alla politica integrata per l Ambiente, la Salute e la Sicurezza sul posto di lavoro, la Direzione e tutto il personale di Centrale, si impegnano a: 1) gestire la Centrale, progettare e realizzare le eventuali modifiche o le nuove attività, tenendo in debito conto le interazioni con il contesto territoriale al fine di controllare, minimizzare e, ove praticabile, eliminare gli impatti ambientali; 2) ottimizzare l uso delle risorse naturali, attraverso un impiego razionale ed efficiente dei combustibili e delle materie prime in genere, favorendo il riciclaggio di rifiuti e sottoprodotti; 3) gestire tutte le attività in conformità a leggi, regolamenti, direttive comunitarie e agli standard aziendali, in materia di Ambiente, Sicurezza ed Igiene del Lavoro; 4) assicurare la sistematica valutazione delle prestazioni (ambientali, di sicurezza e di salute dei lavoratori) del sito attraverso un costante monitoraggio finalizzato a evidenziare elementi per il miglioramento delle prestazioni stesse;

11 9 5) responsabilizzare e coinvolgere tutti i collaboratori, con una continua attività di consultazione, formazione ed informazione al fine di consolidare una gestione proattiva nei confronti delle tematiche ambientali e di sicurezza sul posto di lavoro; 6) comunicare e cooperare con appaltatori e fornitori diffondendo la politica ambientale e la cultura della sicurezza, richiedendo ed esigendo comportamenti coerenti; 7) promuovere la comunicazione e la cooperazione con le autorità, le istituzioni e le associazioni cittadine; 8) assicurare una gestione trasparente dell impianto, promuovendo un dialogo aperto con il pubblico sulle problematiche ambientali e di sicurezza connesse all attività del sito. L introduzione ed il mantenimento di un Sistema di Gestione Ambientale, conforme al Regolamento CE 761/21 «sull adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione ed audit» (EMAS) ed alla norma ISO 141, è lo strumento gestionale adottato per perseguire questa politica Ostiglia, 14/1/28 Andrea Bellocchio Capo Centrale Ostiglia

12 1 Scheda tecnica della Centrale Termoelettrica di Ostiglia Tipo d impianto Centrale termoelettrica costituita da tre unità a ciclo combinato e da un unità convenzionale. Indirizzo ed ubicazione S.S. 12 Abetone-Brennero Km OSTIGLIA (MN) La Centrale termoelettrica di Ostiglia è situata nella parte sudorientale della regione Lombardia e della provincia di Mantova (città di Mantova a circa 35 km), sul confine sud-ovest della regione Veneto (Rovigo a 6 km, Verona a 45 km) ed a circa 2 km dal confine nord della regione Emilia Romagna (Ferrara a 55 km, Modena a 55 km). Proprietà E.ON Produzione S.p.A. Area Centrale 51. m2 Potenza installata 1482 MW Codice NACE Energia netta annua prodotta 646 GWh (media ultimi tre anni) Date entrata in esercizio commerciale Gruppo 1: 1/1/24, Gruppo 2: 1/4/24, Gruppo 3: 25/4/25, Gruppo 4: 1/9/1974 Numero di dipendenti al 31/12/28 1 Elementi caratteristici: Gruppo 1 Potenza elettrica max: 384 MW, Alimentazione: gas naturale, Tipo ciclo: Bryton, ciclo combinato con turbina a gas da 25MWe e generatore a vapore di recupero con turbina a vapore da 134MWe, Combustori a ridotta emissione di ossidi di azoto DLN 2.6. Gruppo 2 Potenza elettrica max: 384 MW, Alimentazione: gas naturale, Tipo ciclo: Bryton, ciclo combinato con turbina a gas da 25Mwe e generatore a vapore di recupero con turbina a vapore da 134MWe, Combustori a ridotta emissione di ossidi di azoto DLN 2.6. Gruppo 3 Potenza elettrica max: 384 MW, Alimentazione: gas naturale, Tipo ciclo: Bryton, ciclo combinato con turbina a gas da 25Mwe e generatore a vapore di recupero con turbina a vapore da 134MWe, Combustori a ridotta emissione di ossidi di azoto DLN 2.6. Gruppo 4 Potenza elettrica max: 33 MW, Tipo ciclo: Rankine, con surriscaldamento, risurriscaldamento e ciclo rigenerativo a 7 spillamenti da turbina, Riduzione emissione di ossidi di azoto attraverso B.O.O.S. Deposito combustibili Capacità deposito olio combustibile: in Centrale: 3 serbatoi da 5. m3 Capacità deposito olio combustibile: presso BSG: 2 serbatoi da 1. m3 Capacità deposito gasolio: in Centrale: 112 m3 Capacità deposito gasolio presso BSG: 9,2 m3 Approvvigionamento combustibile: attraverso autobotti Ciminiere Gruppi 1 e 2: ciminiera in acciaio diametro 6,4 metri ed altezza pari a metri 1 Gruppo 3: ciminiera cemento armato con canna in acciaio Ø 6,4 metri ed altezza pari a metri 15 Gruppo 4: ciminiera cemento armato refrattario Ø 6,2 metri ed altezza pari a metri 2 Figura 1

13 11 Gli aspetti ambientali della Centrale di Ostiglia Nel 28 è stato completato l upgrade a DLN 2.6 dei sistemi di combustione delle Turbine a gas. L intervento che ha comportato l investimento più cospicuo in termini economici dalla fase di trasformazione in ciclo combinato della Centrale ha permesso, anticipando la normativa regionale in materia, di rispettare il limite orario di 3 mg/nmc sia per le emissioni di NO x che per quelle di CO, permettendo inoltre un esercizio più flessibile delle unità attraverso la riduzione della minima potenza di funzionamento (Carico Minimo Tecnico Ambientale). Per quanto riguarda l unità 4, nelle more del rilascio dell AIA e dell autorizzazione all esercizio in deroga ai nuovi limiti imposti dal D.Lgs. 152/6, a titolo del tutto cautelativo, dal l unità è stata alimentata esclusivamente a gas naturale con una riduzione del carico massimo producibile a 28 MWe. Dal mese di aprile, conformemente a quanto previsto dalla L. 31/8,l unità è ritornata ad essere esercita con mix di gas naturale ed olio combustibile, nel rispetto dei limiti alleemissioni fissati dal decreto MICA 114/. La Centrale, nella logica del continuo miglioramento in termini emissivi del sito, perseguirà come obiettivo interno ambientale il rispetto dei 3 mg/nmc calcolati sull effettiva portata fumi normalizzata. In riferimento alla problematica connessa alle emissioni sonore della Centrale, dopo anni di investimenti per interventi di mitigazione, si segnala la pubblicazione, da parte di quotidiani locali, di articoli che confermano la bontà degli interventi effettuati, riportando la soddisfazione dei cittadini che in passato avevano avanzato alcune lamentele. In merito alla problematica relativa all inquinamento spot da indocarburi presso l area serbatoi dismessi Parco Nafta 1, sono continuate le procedure periodiche previste dalla messa in Sicurezza di emergenza, che prevedevano lo spurgo del piezometro infisso in area inquinata, ed è stata predisposta una caratterizzazione ambientale con analisi di rischio. Nonostante nel corso di tutte le operazioni di spurgo si sia evidenziata la totale assenza di idrocarburi nelle acque e che l analisi di rischio confermi che le concentrazioni rilevate nei campioni di terreno nelle aree

14 12 in oggetto non implicano alcun rischio per la salute dei lavoratori e dei residenti ubicati a nord di tale area, al fine di eliminare la sorgente secondaria di contaminazione riscontrata in corrispondenza del piezometro PI3 con presenza di prodotto idrocarburico surnatante, anche nella logica del miglioramento ambientale continuo che è alla base della politica del sito di Ostiglia, si è chiesta autorizzazione a procedere all escavazione dell area sino a completa rimozione dei terreni inquinati. Per la valutazione degli aspetti ambientali, siano essi di tipo diretto o indiretto, non è mutata la modalità di individuazione e di classificazione. A seguire riportiamo sinteticamente le principali variazione intercorse nell anno 28 rispetto a quanto presentato nella precedente Dichiarazione Ambientale. Gli aspetti ambientali diretti Emissioni in atmosfera Le emissioni generate da un impianto termoelettrico sono funzione della tipologia di combustibile bruciato e dell assetto impiantistico utilizzato. La Centrale di Ostiglia dispone di tre sezioni a Ciclo Combinato alimentate esclusivamente a gas naturale ed una sezione termoelettrica tradizionale, dove è possibile utilizzare un mix di combustibili formato per il 2% da Olio combustibile e per il restante 8% da Gas Naturale. Ogni gruppo termoelettrico dispone di un sistema di controllo in continuo delle emissioni (SME) costituito da un insieme di strumenti dedicati al monitoraggio delle sostanze inquinanti. Tale sistema acquisisce in continuo dall impianto tutti i dati istantanei che servono e ne ricostruisce i valori medi orari, giornalieri, mensili etc. secondo le normative di legge. Sono sottoposte a rilevazione le concentrazioni nei fumi relative a: biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri. Oltre alle concentrazioni degli inquinanti elencati vengono misurate la concentrazione di ossigeno, la temperatura, l umidità, la portata e la pressione dei fumi. I risultati delle misure vengono inviati periodicamente all autorità di controllo. La strumentazione utilizzata per il monitoraggio viene tarata secondo un programma di verifica periodica concordato con l ARPA. Per la gestione delle emissioni all interno dell impianto è in applicazione un apposita procedura operativa. Nel corso del 28, come previsto dal programma ambientale, anticipando la normativa regionale in materia, la Centrale ha concluso la modifica dei sistemi di combustione dei Turbogas introducendo il DLN 2.6+ che garantisce di rispettare il limite orario di 3 mg/nmc sia per le emissioni di NO x che per quelle di CO. Nel grafico sottostante sono riportate le emissioni annue totali suddivise per tipologia di inquinante. L andamento è molto simile a quello del 27. Quantità di inquinanti emessi in atmosfera Figura 2 Quantitativo di anidride carbonica emessa SO NO Polveri t 2 X 772 Emissioni di CO 2 Nel corso del 25 è iniziata l attuazione del protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO 2 ). Con la Legge n 316 del 3/12/24 è stata infatti recepita in Italia la parte della Direttiva Europea 23/87/CE concernente lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra nella Comunità Europea, fissando l obbligo per tutti i gestori di grandi impianti di combustione di ottenere l autorizzazione alle emissioni di CO 2 e di comunicare annualmente le emissioni. Nel 26 è iniziata la Consultazione pubblica sullo schema di Piano Nazionale di Assegnazione delle quote di CO 2 per il periodo in attuazione della direttiva 23/87/CE, che si è conclusa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 28 della decisione di assegnazione delle quote. Anche nel 28 la Centrale è riuscita a contenere le emissioni di CO 2 al di sotto della quota assegnata per l impianto. Le modalità per la raccolta dei dati e gli algoritmi necessari ad ottenere il valore della quantità annua Kt Quote CO 2 CO 2 emessa Figura 3

15 13 di CO 2, nonché tutte le operazioni necessarie alla convalida del dato e alla sua comunicazione all autorità competente sono gestite tramite un apposita Procedura Operativa. Immissioni in atmosfera La qualità dell aria del territorio mantovano è determinata dalla presenza più o meno rilevante di alcuni inquinanti prodotti dalle attività industriali, dal traffico veicolare e dagli impianti di riscaldamento. La porzione di territorio mantovano denominata Destra Secchia su cui insiste la Centrale di Ostiglia è interessata da una tipologia di emissioni in atmosfera provenienti da fonti industriali diverse fra le quali prevalgono quelle da centrali termoelettriche, industrie chimiche, metalmeccaniche, del pannello truciolare e della produzione del vetro. Per controllare la qualità dell aria, in ottemperanza a quanto prescritto dai decreti autorizzativi alla trasformazione a ciclo combinato, Endesa Italia S.p.A (ora E.ON Produzione S.p.A.), insieme ad Edipower S.p.A. e in accordo con l Ente di Controllo, hanno progettato e realizzato un idoneo sistema di monitoraggio dello stato della qualità dell aria e dei relativi impatti in termini di deposizioni al suolo e bioaccumulo. La nuova Rete di Rilevamento Qualità dell Aria è conforme al DM 6 del , che ha posto criteri di macro e microposizionamento orientati alla tutela e alla salute della popolazione. La valutazione del numero di punti di campionamento è stata perciò calcolata tenendo conto della densità delle emissioni, del probabile profilo di distribuzione dell inquinamento dell aria ambiente e della potenziale esposizione della popolazione. Dal , dopo un periodo di prova di tre mesi dalla consegna, l autorità di controllo è subentrata a titolo definitivo nella gestione della rete. Tutte le misure dalle stazioni di monitoraggio sono teletrasmesse in tempo reale all ARPA di Mantova, dopo essere state acquisite e validate da un sistema elettronico che le memorizza e consente l estrazione dei dati elementari e l elaborazione di informazioni statistiche. I dati rilevati sono disponibili sul portale Internet di ARPA Lombardia che provvede giornalmente alla pubblicazione di un bollettino scaricabile all indirizzo Per una più completa interpretazione dei dati è inoltre possibile consultare il Rapporto sullo stato dell ambiente in Lombardia, pubblicato annualmente sul portale. I rifiuti prodotti La classificazione dei rifiuti è conforme ai disposti del D.Lgs. 3/4/6 n 152 ed alle sue successive integrazioni e modifiche. Questa impone di individuare la singola tipologia ricorrendo se necessario ad analisi effettuate da laboratori specializzati. Le scelte inerenti alle modalità di smaltimento sono operate privilegiando quando fattibile il recupero ed il riutilizzo del rifiuto stesso. La Centrale è stata autorizzata, con determinazione n 689, rilasciata dalla Provincia di Mantova in data , alla gestione di una pluralità di siti di deposito preliminare e messa in riserva, attraverso l individuazione di apposite aree di deposito. L autorizzazione è formalmente scaduta il , la Centrale ha presentato istanza di rinnovo entro i termini previsti dalla legge ottenendo dalla Provincia di Mantova una proroga delle validità dell autorizzazione sino al , periodo entro il quale è assicurata la copertura della garanzia finanziara. L autorizzazione fissa per ciascun rifiuto un limite quantitativo massimo stoccabile. Tra i principali rifiuti prodotti dalla Centrale vi sono i fanghi provenienti dal trattamento acque reflue, gli oli esausti, i rottami ferrosi e quelli derivanti dalla raccolta differenziata (carta, legno etc.). Tutte le fasi di movimentazione dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, sono svolte nel rispetto di regole interne che garantiscono la corretta applicazione della normativa vigente; le quantità prodotte sono smaltite in modo differenziato e sono registrate sui registri obbligatori. Scarichi idrici Gli impianti di trattamento e le modalità di gestione degli stessi non hanno subito modificazioni di rilievo rispetto alla precedente Dichiarazione Ambientale. A pagina 14 si riporta uno schema semplificato degli scarichi idrici della Centrale di Ostiglia, con l indicazione dei relativi impianti di trattamento. In figura 4 si riporta una tabella con i valori minimi, massimi e medi, riferiti all anno 28, delle concentrazioni dei vari inquinanti scaricati a fiume. I dati sono relativi alle analisi svolte mensilmente dal laboratorio di Centrale sui reflui scaricati nel fiume Po. Nel corso del 28 non vi sono stati superi dei limiti di legge. Nel corso del 29 le acque nere provenienti dai servizi igienici di mensa e foresteria verranno collettati alla pubblica fognatura, in accordo a quanto imposto dal R.R. n 3 del

16 14 Analisi acque di scarico Parametri Unità di misura Valori min. Valori max. Valori medio Limite di Legge ph 6,84 7,63 7,17 5,5-9,5 Temperatura C 15,5 3,6 23,65 - Conducibilità µs/cm Torbidità NTU,5 1,,88 - Solidi sospesi tot. mg / L,28 1,12,57 8 B.O.D.5 mg / L 2, 13, 7,25 4 C.O.D. mg / L 5, 16, 8,83 16 Ferro mg / L,5,18,11 2 Manganese mg / L,1,4,2 2 Nichel mg / L,2,9,5 2 Zinco mg / L,1,46,6 1 Azoto Ammoniacale mg / L,9 1,6,73 15 Azoto Nitroso mg / L,4,11,6 1 Azoto Nitrico mg / L 1,65 3,58 2,54 2 Solfati mg / L 31, 48, 37,25 1 Cloruri mg / L 168, 62, 32,5 12 Fosforo tot. mg / L,3,11,4 1 Idrocarburi tot. mg / L,25,25,25 5 Tensioattivi tot. mg / L,2,42,3 2 Escherichia mg / L Vanadio mg / L,4,11,8 1 Arsenico mg / L,3,6,3 1 Berillio mg / L,1,1,1 1 Cromo tot. mg / L,1,3,2 2 Figura 4 Acque raffreddamento condensatori La quasi totalità dell acqua prelevata è utilizzata per la condensazione del vapore ed è interamente restituita al fiume Po. L acqua restituita ha le stesse caratteristiche chimiche di quella prelevata, ad esclusione di un piccolo incremento di temperatura. Acque reflue La quantità di acqua scaricata dal sistema di trattamento non rappresenta di per sé un indicatore ambientale significativo, poiché non è strettamente correlata alla produzione ed è fortemente influenzata dalla piovosità annuale e da operazioni molto saltuarie o non ripetitive quali, a titolo di esempio, il lavaggio acido dei circuiti acqua vapore delle caldaie, il lavaggio della ciminiera e dei preriscaldatori, la pulizia straordinaria di aree di impianto ecc.. Acque Acide - alcaline Trattamento Chimico - Fisico Reti fognarie a servizio della Centrale Acque Oleose Flottazione Vasca Raccolta Effluenti (PSAC) Centralina monitoraggio qualità scarichi Fiume Po Acque Nere Depuratore Comunale Acque Chiare Schema reti fognarie della Centrale

17 15 Quantitativi acqua scaricata m Figura Acque reflue industriali Raffreddamento condensatori (Km 3 ) Area serbatoi dismessi presso parco nafta 1 Nel seguito si riportano in forma cronologica i principali avvenimenti del 28. Per il posizionamento dei piezometri e i sondaggi citati si rimanda alla planimetria di pagina seguente. Gennaio 28 a conclusione delle opere di infissione piezometri ed esecuzione fori di sondaggio, l ARPA ha eseguito un sopralluogo effettuando prelievi di acque dai piezometri PZ1, S25 e PI3. La misura del PI3 ha mostrato la non presenza di surnatante, pur risultando la sonda lievemente sporca di prodotto. Aprile 28 La Centrale ha trasmesso la relazione tecnica dell attività integrativa di caratterizzazione ambientale dell area e analisi di rischio, con riferimento alle indagini realizzate nel periodo novembre 27 gennaio 28. Dalle analisi non si rilevano superamenti delle concentrazioni limite nelle aree indagate all interno del perimetro di Centrale, mentre è stata accertata una eccedenza puntuale per il parametro idrocarburi pesanti nel punto di indagine PZ1 esterno al sito. Tale valore comunque non implica rischi per la salute dei lavoratori e dei residenti ubicati a nord di tale area. Maggio 28 La Centrale esegue il controllo periodico del piezometro infisso in area inquinata (PI3). Si rileva assenza di prodotto surnatante e assenza di aumenti delle concentrazioni limite. Luglio 28 la Centrale trasmette agli Enti competenti il documento di Caratterizzazione ed Analisi di Rischio opportunamente aggiornato alla luce dei dati più cautelativi evidenziati da ARPA nella fase di validazione. Si propone di continuare con le azioni di messa in Sicurezza già intraprese e con il monitoraggio della qualità delle acque sotterranee nei piezometri esterni sottogradiente rispetto all area in oggetto. Settembre 28 La Centrale esegue il controllo periodico del PI3. Si rileva assenza di prodotto surnatante e assenza di superamenti delle concentrazioni limite. Dicembre 28 - La Centrale esegue il controllo periodico del PI3. Si rileva presenza di prodotto in fase separata (alcuni centimetri). La presenza di surnatante è probabilmente imputabile ad un movimento della falda che ha portato il prodotto verso la superficie. Tale fenomeno è spiegabile per le elevate precipitazioni occorse nelle settimane precedenti il campionamento e per l alto livello del fiume Po. Febbraio 29 - La Centrale ha trasmesso agli enti interessati una proposta tecnica che prevede l'escavazione dell'area sino a completa rimozione dei terreni inquinati e successivo ripristino con terreno pulito. Presenza di apparecchi in PCB Conformemente a quanto dichiarato nella politica ambientale, anche nell anno 28 si è proceduto a ridurre il quantitativo di PCB detenuto in Centrale, attraverso il completo svuotamento del trasformatore TPCC e contestuale alienazione dell olio. Poiché non è possibile escludere la presenza di piccoli quantitativi di olio residuo in questo trasformatore (fondo cassone e parti di elementi isolanti che possono averlo assorbito) si continuerà, sino alla sua completa rimozione, ad un periodico monitoraggio come previsto da una apposita Procedura Operativa. Proprio per tale motivo il trasformatore, benché svuotato, risulta ancora conteggiato nella figura di pagina seguente, che rappresenta la consistenza delle apparecchiature al , prendendo a riferimento i quantitativi di olio dichiarati dal costruttore come dato di targa. Per la continuazione dell esercizio di tali apparecchiature in deroga sino al si svolgono le seguenti azioni: - come previsto dal D.Lgs. 22 maggio 1999 n 29, art. 3, commi 1 e 3, ogni biennio si trasmette all ARPA e alla Provincia l inventario delle apparecchiature contenenti fluidi isolanti a base di PCB, installate nella Centrale;

18 16 S96 Pianta chiave Nov 6 D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B mg/kg 1,-2,m mg/kg Idrocarburi Idroc. pesanti C> S96 Nov 6 D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B 2,-3,m mg/kg mg/kg Idrocarburi Idroc. pesanti C> S76 Nov 6 mg/kg 1,-2,m Idrocarburi Idroc. pesanti C> S76 Nov 6 2,-3,m mg/kg Idrocarburi Idroc. pesanti C> PZ2 P11 Area 3 PZ1 S1/7 S126 S96 S76 S16 P13 S2/7 S116 P12 S86 S6/7 S4/7 S66 S46 D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B mg/kg D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B mg/kg S3/7 S56 S1/7 2,-2,8m Idrocarburi Mag 7 D.Lgs.152/6 mg/kg All.5 Tab.1B (ARPA) mg/kg Idroc. pesanti C> serbatoio OCD OSW1 P13 1,-2,m Idrocarburi OSW9 S16 Nov 6 mg/kg 1,-2,m Idrocarburi Idroc. pesanti C> S16 Nov 6 2,-3,m mg/kg Idrocarburi Idroc. pesanti C> Mag 7 D.Lgs.152/6 mg/kg All.5 Tab.1B mg/kg Idroc. pesanti C> D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B mg/kg D.Lgs.152/6 All.5 Tab.1B mg/kg N S36 serbatoio OCD SW1 S5/7 S7/7 S15 S25 S26 S16 S35 serbatoio OCD OSW8 Legenda Area oggetto di analisi di rischio Pozzi di monitoraggio esistenti S8/7 Sondaggi e piezometri Nov 26 Piezometro Apr 27 Sondaggi e piezometri Nov 27 Poligoni con almeno un superamento delle CSC Poligoni senza superamenti delle CSC Area sorgente di contaminazione Scala grafica Figura 6 Ubicazione punti di indagine analisi di rischio per area inquinata - come previsto dal D.Lgs. 22 maggio 1999 n 29, art. 3, comma 3, al variare del quantitativo di PCB detenuto se ne dà informativa all ARPA e alla Provincia entro 1 giorni; - per la gestione del PCB all interno della Centrale è applicata un apposita procedura operativa che definisce le responsabilità e le modalità procedurali da adottare in occasione di sversamenti di PCB, di manutenzione delle apparecchiature e/o di eventi particolari; - come previsto nel D.Lgs. 29/99 si verifica e si comunica alla Provincia, ai sensi della Legge 241/9, che le apparecchiature contenenti fluidi isolanti a base di PCB, installate nella Centrale, siano in buono stato funzionale, non presentino perdite di fluidi, contengano fluidi isolanti conformi alle norme relative alla qualità dielettrica. Censimento app. con olio isolante a base di PCB Kg Figura Quantità di olio contenente PCB (Kg) n Apparecchiature

19 17 Sostanze lesive dello strato d ozono e gas che contribuiscono all effetto serra Fluido refrigerante apparecchi di condizionamento Negli impianti di condizionamento della Centrale vengono utilizzate varie tipologie di gas refrigerante HCFC e HFC. In particolare al è stimata la presenza di 369 Kg di gas R22, 395 Kg di gas R47, 14 Kg di gas R41 e 1 Kg di gas R44. Nel corso del 28 sono stati rabboccati 26 Kg di gas R22, 3 Kg di gas R47 e,3 Kg di gas R44 per interventi di manutenzione ordinaria su apparecchi di condizionamento. Le operazioni di rabbocco o ricarica dei gas refrigeranti sono condotte da Ditte specializzate che operano rispettando le prescrizioni derivanti dal DPR 147/6 e dal Regolamento CE 842/6. Esafluoruro di Zolfo (SF6) E stata stimata la presenza di 2.394,6 Kg di esafluoruro di zolfo contenuto principalmente negli interruttori di montante a 4KV e in quelli 6KV delle unità 1,2 e 3. Ulteriori 32 Kg sono contenuti in apparecchiature non più in servizio con l aggiunta ulteriore di 264 Kg che si riferiscono alla scorta manutentiva di 7 bombole di questo gas. Il quantitativo di SF6 all interno degli interruttori di montante è monitorato attraverso il controllo periodico (locale e da sala manovra) di indicatori installati sugli interruttori stessi. Eventuali perdite di gas sono ravvisabili con la diminuzione della pressione che attiva un allarme in sala controllo. Per la gestione del HCFC e dell SF6 all interno della Centrale è applicata un apposita procedura operativa che definisce le responsabilità e le modalità procedurali da adottare in occasione di manutenzione delle apparecchiature e/o di eventi particolari. Rumore Gli aspetti ambientali legati alle emissioni sonore dei macchinari che costituiscono la Centrale sono rilevanti poiché oggetto di prescrizioni legislative specifiche nonché di elevata sensibilità sociale in ambito locale, data l adiacenza del centro abitato. Tutti gli investimenti e interventi effettuati sono rivolti a verificare il rispetto dei limiti di legge e a mitigare per quanto possibile le emissioni sonore nell ambiente circostante. Dal 25, con la messa a regime di tutto l impianto trasformato, allo scopo di limitare e migliorare l aspetto emissivo soprattutto con riferimento alle unità abitative dislocate sul perimetro della Centrale, è iniziato un programma pluriennale di opere di mitigazione. Tale programma è iniziato con il posizionamento di barriere a pannelli fonoassorbenti e cabinati acustici a ridosso del macchinario Turbogas delle unità 1,2,3 ed è proseguito con la costruzione di una barriera a pannelli fonoassorbenti per una lunghezza di circa 35m lungo il confine adiacente all argine del fiume e di barriere a pannelli fonoassorbenti, di 6m di altezza per una lunghezza di circa 8m, lungo il confine di via Po si è concluso nel dicembre 27 con la realizzazione Figura 8 Ubicazione punti di misura campagna di monitoraggio immissioni acustiche 5 4 Stazioni di monitoraggio Limiti di immissione Valori misurati a Valori misurati a D.P.C.M. 14/11/1997 nov 27 (L A9 ) marzo 28 (L A9 ) Punto di misura Fascia di pertinenza da piano di zonizzazione Notturno Diurno Diurno Classe V - Aree prevalentemente industriali Classe V - Aree prevalentemente industriali Classe V - Aree prevalentemente industriali Classe V - Aree prevalentemente industriali Classe V - Aree prevalentemente industriali Classe V - Aree prevalentemente industriali ,5 49, 5,4 46,7 49,2 46,7 47, Figura 9

20 18 di barriere acustiche formate da strutture reticolari metalliche di supporto a pannelli fonoassorbenti sandwich tipo EKOFIT, posizionate all imbocco delle camere filtri delle unità Turbogas. Nelle figure 8 e 9 si riportano i dati rilevati su più punti di misura nel mese di Novembre 27, nella condizione di schermatura delle unità 1 e 2. Nel marzo 28, a valle della conclusione delle opere di schermatura dell unità 3 è stato eseguito un monitoraggio sul punto n. 5, ritenuto maggiormente significativo, che dimostra l evidente beneficio prodotto da questi sistemi di mitigazione acustica. Nel mese di Agosto ARPA ha reso noto i risultati di una campagna di monitoraggio del rumore effettuata ai confini della proprietà concludendo che il livello di rumore ambientale rientra all'interno dei valori massimi previsti dalla normativa vigente. specializzate che, prima dell inizio degli interventi, hanno provveduto a trasmettere alla ASL competente il piano di lavoro, in ottemperanza a quanto stabilito all art. 25 del D.Lgs. 81/8. L amianto ancora presente nella Centrale di Ostiglia non è allo stato puro, ma come componente di materiali utilizzati principalmente come coibenti di alcune tubazioni e di macchinari e raramente in alcuni tipi di sbarramenti antifiamma relativi alle vie cavi. I materiali contenenti amianto sono presenti esclusivamente sull unità 4 e su alcune parti comuni. Nel corso del 28 è stata portata a termine la bonifica dell isolamento delle tubazioni nafta pesante e vapore, che ha comportato una riduzione dell amianto ancora presente pari a circa 1 tonnellate. Impatto visivo L impatto visivo più rilevante è costituito dalla presenza delle ciminiere dei Generatori di Vapore. A valle della trasformazione in ciclo combinato delle unità 1,2 e 3 l impianto risulta costituito da: Unità 1 ciminiera in acciaio, diametro 6,4 metri ed altezza pari a metri 1; Unità 2 ciminiera in acciaio, diametro 6,4 metri ed altezza pari a metri 1; Unità 3 ciminiera cemento armato con canna in acciaio, diametro 6,4 metri ed altezza pari a metri 15; Figura 1 Corridoio di sala macchine interventi di insonorizzazione dei macchinari Rumore Interno Nel corso del 28 sono continuati gli interventi di insonorizzazione di alcune parti d impianto a più elevata rumorosità. In particolare gli interventi più significativi hanno riguardato il posizionamento di pannelli fonoassorbenti perimetrali attorno alle pompe estrazione condensato dell unità 3 e al complesso Bowser sistema lubrificazione turbina. Questi interventi, unitamente al completamento delle barriere insonorizzanti sul complesso pompe alimento, hanno contribuito a diminuire ulteriormente i valori di emissione sonora all interno della sala macchine. Materiali contenenti amianto Gran parte dell amianto originariamente presente è stato bonificato in occasione delle trasformazioni in ciclo combinato delle sezioni 1, 2 e 3; successivamente in conformità agli impegni previsti sono state eliminate tutte le coperture in eternit. Tutte le operazioni di bonifica sono state affidate a Ditte Unità 4 ciminiera in cemento refrattario, diametro 6,2 metri ed altezza pari a metri 2. La visibilità del pennacchio che si determina all uscita dei camini è legata alla condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi. Utilizzo risorse naturali e materie prime Combustibili Il 28 è stato caratterezzato da un utilizzo dei combustibili simile al 27 con un consumo estremamente basso dell olio combustibile e del gasolio, in favore del consumo di gas naturale. Il confronto dei combustibili utilizzati, in quanto espressi con unità di misura diverse e con poteri calorifici diversi, viene effettuato calcolando il contributo energetico, espresso in Ktep, di ognuno di essi (le calorie vengono determinate moltiplicando il consumo per il rispettivo potere calorifico).

21 19 Ripartizione combustibili - Ktep [Ktep] Olio Combustibile e Gasolio Gas naturale 1% 9% 8% 7% 6% 5% 4% 3% 2% 1% 5,2 1.22,6 2, , 83, ,1 9,1 1.4,1 11,4 978,8 dell acqua potabile. Nel corso dell anno è iniziata un attività di monitoraggio dei consumi ed ispezione delle tubazioni, che si concluderà nel 29. Quantitativi acqua 2 prelevata m _ CO Raffreddamento Cond. (Km3) Acque per usi industriali Acqua potabile Figura 11 Approvvigionamento idrico - Acqua da fiume per raffreddamento la Centrale utilizza acqua di fiume per il raffreddamento dei propri condensatori. Con l ultimazione dei lavori di trasformazione in ciclo combinato i prelievi sono progressivamente aumentati, sino ad un massimo in corrispondenza dell entrata in esercizio dell unità 3, il 28 rappresenta una situazione ormai consolidata. - Acqua da fiume per uso industriale dal fiume Po viene prelevata anche acqua per uso industriale, ovvero utilizzata per produrre acqua demineralizzata per l integrazione delle caldaie, per il raffreddamento dei macchinari e come acqua antincendio. L aumento della quantità di acqua industriale prodotta rispetto al 27 è legato al maggior quantitativo di acqua demineralizzata richiesta a causa delle frequenti operazioni di arresto e avviamento dei gruppi in ciclo combinato. Figura 12 Radiazioni non ionizzanti Nessuna variazione di interesse rispetto alla precedente edizione. Utilizzo di reagenti chimici Nell'anno 28 non vi sono state variazioni circa la tipologia di reagenti chimici approvvigionati. Il consumo delle sostanze è in linea con quello del 27. Ripartizione consumi reagenti anno 28 (Kg) 18,3% Soda caustica 52,3% Acido cloridrico - Acqua di acquedotto per gli usi civili (mensa e sanitari) si utilizza acqua tramite acquedotto del comune di Ostiglia. Il controllo dei quantitativi prelevati avviene mensilmente tramite la lettura dei contatori, eventuali consumi anomali vengono immediatamente segnalati per indagarne le cause. Il picco di approvvigionamento registrato nel 28 è riconducibile a perdite nei circuiti di distribuzione Figura 13 5,5% 1,3%,6%,8% 21,2% Cloruro ferrico Idrogeno + CO 2 Idrazina + Ammoniaca + Carboidrazide Polielettrolita + Resina Powdex Calce idrata

22 2 Gli aspetti ambientali indiretti Come previsto dal Regolamento EMAS, l Organizzazione registrata deve valutare non solo gli aspetti ambientali considerati diretti, cioè sotto il proprio controllo gestionale, sintetizzati nei paragrafi precedenti, ma anche quelli indiretti, ovvero sotto il controllo gestionale di altri soggetti. Anche su tali aspetti l Organizzazione registrata deve porsi degli obiettivi di miglioramento, sforzandosi di esercitare un adeguato grado di influenza sul soggetto che ha il controllo gestionale dell attività, al fine di minimizzare i potenziali impatti sull ambiente. Nel seguito vengono riportati i principali aspetti ambientali indiretti individuati. Trasporto dei combustibili Nel corso del 28 non è stato approvvigionato Olio Combustibile Denso. Approvvigionamento OCD ripartizione per vettori [t] Oleodotto Autobotti Fornitura reagenti chimici e prodotti per l esercizio I trasporti più frequenti riguardano i prodotti necessari al funzionamento dell impianto di demineralizzazione, dell impianto di trattamento degli scarichi e per il condizionamento delle acque dei generatori di vapore. Nell anno 28, in particolare, sono stati stimati circa 54 viaggi, di cui circa la metà per la consegna di Acido Cloridrico concentrato. Pulizie civili, servizio di ristorazione, manutenzione aree verdi e vigilanza Non si segnalano variazioni particolari rispetto alla precedente edizione Consulenze tecniche, collaudi, indagini ambientali, tarature e verifiche della strumentazione Non si segnalano variazioni particolari rispetto alla precedente edizione Aspetti legati al trasporto dell energia elettrica Non si segnalano variazioni particolari rispetto alla precedente edizione. Ciò nonostante la Centrale ha effettuato, ai fini della valutazione dell esposizione dei lavoratori, alcune misure di campo elettrico ed induzione magnetica che hanno evidenziato valori inferiori ai limiti, più restrittivi, previsti per la popolazione dal DPCM Per quanto riguarda l impatto visivo dovuto alla presenza dei tralicci, non si evidenziano critiche o segnalazioni da parte della popolazione locale Figura 14 Sala Macchine della Centrale di Ostiglia

23 21 Salute e Sicurezza La Sicurezza, l Igiene e la Salute negli ambienti di lavoro rappresentano, insieme alla tutela dell Ambiente, temi di interesse prioritario per la Centrale di Ostiglia e per E.ON. Ai sensi del D.Lgs. 81/8, la Centrale si configura come Unità Produttiva e, conseguentemente, sono individuate le figure coinvolte in materia di Sicurezza. Il datore di lavoro ai fini della sicurezza è il Capo Centrale, il quale, a sua volta, organizza e nomina il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) e designa il relativo Responsabile (RSPP). Nella sede della Centrale è, inoltre, conservato il Documento di Valutazione dei Rischi, elaborato ed aggiornato in ottemperanza alla legge vigente. Nell'affidamento di lavori ad imprese appaltatrici è osservato scrupolosamente quanto previsto dall'art. 26 del D.Lgs. 81/8. In particolare sono previste riunioni di coordinamento per la sicurezza, formalizzate con apposito verbale sottoscritto dalle parti, ai fini dell adozione di adeguate misure di sicurezza nella gestione di eventuali interferenze tra le varie attività lavorative. ad operare, è stato realizzato un audiovisivo che riassume i principali rischi specifici e da interferenza, la cui visione è estesa a tutti i lavoratori terzi che per qualsiasi motivo sono chiamati a svolgere la propria attività lavorativa presso la Centrale di Ostiglia. Il costante livello di attenzione prestato nei confronti della sicurezza si traduce in un contenuto livello di infortuni sul lavoro. Nel seguito sono esposti gli andamenti degli indici infortunistici di frequenza (If) e gravità (Ig) della Centrale e di E.ON Produzione. Nel periodo di osservazione riportato non si sono verificati incidenti mortali o che abbiano provocato invalidità permanenti; in particolare per quanto riguarda il 28 si è registrato esclusivamente un infortunio che ha comportato la perdita di 6 giornate lavorative. Nell anno 28, al fine di promuovere una costante informazione verso i terzi in merito ai rischi specifici presenti nell ambiente di lavoro cui saranno chiamati

24 22 Indici di frequenza Anno If E.ON Produzione 1,41 7,29 8,13 8,57 5,25 If Centrale di Ostiglia, 1,43 5,35 1,68 5,41 Figura 15 - (I dati sono riferiti a Endesa Italia) Indici di gravità Anno Ig Centrale di Ostiglia,36,41,21,21,22 Ig E.ON Produzione,,4,24,6,3 Figura 16 Al fine di gestire le possibili situazioni di emergenza, la Centrale si è dotata di un Piano di Emergenza Interno periodicamente aggiornato in conformità alla valutazione dei rischi. Tutto il personale della Centrale è stato informato dell esistenza di tale piano ed è stato addestrato, tramite un programma annuale di esercitazioni, ad affrontare le possibili situazioni di emergenza ambientale. Andamento indici infortunistici lf lg 12, 1, 8, 6, 4, 2, Figura 17 1,43 1,68,41,36 5,41 5,35,,21,21, ,45,4,35,3,25,2 Nell ottica di andare oltre le prescrizioni di legge E.ON Produzione si è posta l obiettivo di implementare un sistema di gestione della sicurezza in conformità allo standard OHSAS:181. Tale sistema di gestione si integrerà con quello ambientale al fine di potenziare e completare la vigilanza sulle proprie attività.

25 23 Il programma ambientale In coerenza con la Politica Ambientale adottata e agli indirizzi del vertice aziendale, la Centrale si è dotata di chiari obiettivi di miglioramento ambientale. Gli obiettivi in campo ambientale Questi hanno lo scopo di strutturare in modo organico e controllabile un azione di miglioramento continuo delle performance ambientali, azione peraltro prevista dal Regolamento EMAS che appunto richiede un costante impegno nell individuazione e nell attuazione di una politica del miglioramento. Nel prendere atto dei traguardi già raggiunti nel corso del 28, sono stati apportati, dove necessario, i correttivi economici e programmatici per gli interventi tuttora in corso o già previsti e sono stati individuati gli ulteriori obiettivi valutati come raggiungibili al termine del triennio in esame. Nel seguito è riassunto lo stato di avanzamento degli obiettivi di miglioramento ambientale posti in essere per la Centrale di Ostiglia con l aggiunta di una sintetica definizione dei nuovi obiettivi inseriti nel Programma Ambientale triennio Stato di avanzamento programma ambientale 28 Modifica del sistema di combustione Turbogas I traguardi relativi all attività di modifica del sistema di combustione su TGA e relativa verifica del CMTA sono stati raggiunti nei tempi prefissati. - Miglioramento del sistema di monitoraggio delle emissioni L obiettivo è stato conseguito. La disponibilità media annua dei dati SME è stata superiore al 99%. - Rifacimento area scarico reagenti L obiettivo era stato posticipato al a causa di alcune difficoltà tecnico economiche emerse durante la fase esecutiva. L attività si è conclusa nel mese di settembre, in linea con quanto preventivato. - Monitoraggio videoendoscopico integrità rete fognaria Nel corso del 28 sono state ispezionate le aste fognarie afferenti al circuito acque oleose eseguendo piccoli ripristini qualora le condizioni lo rendessero necessario. L obiettivo è stato conseguito. - Realizzazione TG per servizio di picco + motori ad O.V. Il traguardo non è stato conseguito in quanto il Ministero non si è ancora pronunciato in merito alla compatibilità ambientale del progetto. I traguardi sono tutti prorogati di 1 anno.

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