Relatrice: dott.ssa Monica Francesca Veronese biologa. Mirano (VE),

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2 INQUINAMENTO, AMBIENTE E SALUTE Relatrice: dott.ssa Monica Francesca Veronese biologa Mirano (VE),

3 INTRODUZIONE DEFINIZIONE DI PAESAGGIO ll paesaggio è la particolare fisionomia di un territorio determinata dalle sue caratteristiche fisiche, antropiche, biologiche ed etniche; ed è imprescindibile dall'osservatore e dal modo in cui viene percepito e vissuto. (Wikipedia)

4 Alcune definizioni e considerazioni sul paesaggio <Il paesaggio è la rappresentazione materiale e visibile della patria, coi suoi caratteri fisici particolari, pervenuti a noi attraverso la lenta successione dei secoli > (Benedetto Croce )

5 Alcune definizioni e considerazioni sul paesaggio "Il paesaggio non va protetto perché estetizzato, ma perché è portatore di valori civili, garante della vita associata. È il filo che lega esperienze sociali, delle classi ricche e colte e delle persone umili, a cominciare dai contadini. (Salvatore Settis)

6 Il paesaggio, è anche risultato dell opera dell uomo, di un orizzonte culturale( ) (Salvatore Settis) Allegoria del Buon Governo Ambrogio Lorenzetti , Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena Effetti del Buon Governo in città, Ambrogio Lorenzetti , Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena

7 Ripensare oggi al tesoro paesaggistico italiano, florido fino al XIX secolo, e confrontarlo con quello attuale, crea grande malessere in chiunque abbia senso civico e rispetto per la collettività. ( ) Pienza (Salvatore Settis)

8 Assistiamo a un inquinamento antropico, quello risultante dalle attività umane, che provoca una vera e propria angoscia territoriale nei luoghi familiari perché ormai sono irriconoscibili ( ) Solo riconsiderando il paesaggio un bene comune si potrà avere un inversione di tendenza. (Salvatore Settis)

9 Definizione di paesaggio legata ad alcuni concetti di ECOLOGIA

10 ambienti geografici del Veneto ambiente litoraneo ambiente lagunare ambiente planiziale ambiente collinare ambiente palustre ambiente fluviale ambiente forestale ambiente alpino

11 paesaggio elementi fisico-geografici luci colori

12 ambiente elementi fisico-geografici elementi biotici tipo di suolo parametri climatici colori, luci, suoni

13 biotopo ambiente fisico vegetazione comunità faunistica esempi: siepe, fosso, campo di grano, barena

14 il biotopo della siepe igrofila

15 ecosistema ambiente fisico vegetazione comunità faunistica relazioni tra organismi

16 ecosistema della foce fluviale

17 paesaggio ambiente biotopo ecosistema

18 l ecologia studia

19 bioma

20 laguna e valli da pesca: un esempio di paesaggio prossimonaturale

21 laguna di Venezia

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25 COSA RESPIRIAMO NOI E I NOSTRI FIGLI? Non solo cosa respirano ma anche cosa bevono, sentono, mangiano e toccano

26 Rischio Chimico Ai sensi della Direttiva Seveso Il R.C. viene considerato per la vicinanza di zone abitative a Industrie ad alto rischio. Vengono soprattutto indicate le immissioni in atmosfera di diossine

27 La direttiva europea detta "direttiva Seveso" (82/501/CEE, recepita in Italia con il DPR 17 maggio 1988, n. 175) impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio. La direttiva è evoluta nel corso del tempo, la versione più recente è la direttiva 96/82/CE ("Seveso 2"), in vigore dal 3 febbraio 1999, concernente il controllo dei rischi da incidenti rilevanti che coinvolgano sostanze pericolose.

28 Con il termine disastro di Seveso si fa riferimento all'incidente avvenuto il 10 luglio 1976 nell'azienda ICMESA di Meda, che provocò la fuoriuscita di una nube di diossina del tipo TCDD, una tra le sostanze tossiche più pericolose. La nube tossica investì una vasta area di terreni nei comuni limitrofi della bassa Brianza, in particolare Seveso.

29 I composti diossine si ripartiscono in due categorie, entrambe derivate da composti di formula bruta C 4 H 4 O 2. Derivati dalla 1,2-diossina, Derivati dalla 1,4-diossina, il capostipite più stabile. La più nota e pericolosa di esse, per contaminazioni ambientali e alimentari, è la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-pdiossina, spesso indicata con l'abbreviazione TCDD.

30 Emissioni di diossina nel nostro territorio Massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossinosimili nella Provincia di Venezia rilasciate da i inceneritori e scarichi industriali periodo Nella popolazione esaminata da uno studio effettuato dal Registro Tumori su incarico del Dipartimento Regionale per la Prevenzione, risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all intensità dell esposizione. Le principali fonti inquinanti vanno ricercate nell area industriale di Porto Marghera, nel suo inceneritore SG31, e nell inceneritore Camin di Padova

31 Da tale studio è emerso che gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani Nell ordine sono seguiti quelli per rifiuti ospedalieri e quelli industriali Da altre fonti, si apprende come le immissioni di diossine provengano sicuramente anche da veicoli pesanti, come camion, soprattutto a Diesel, ma anche da autovetture a seguito della combustione dei diversi carburanti.

32 Attualmente, gli inceneritori di nuova generazione, chiamati termovalorizzatori, riducono sicuramente le immissioni di diossine nell atmosfera(v. termov. di Brescia) Bisogna altresì contenere il traffico delle reti viarie dal momento che si rende responsabile della dispersione in atmosfera di cancerogeni che oltre a riconoscere una molteplicità di cellule bersaglio sono in grado di agire per effetto di una bioaccumulazione.

33 Le politiche ambientali dovrebbero porre al centro delle proprie strategie la riduzione della produzione dei rifiuti come necessario obiettivo di prevenzione primaria, la riduzione di imponenti opere urbanistiche e soprattutto tutelare e conservare l ambiente.

34 Inquinamento aria nel nostro territorio Fonti principali -Viabilità: Passante ( aumento inquinamento in base ai recenti dati ARPAV) e Tangenziale di Mestre forieri di gas di scarico di veicoli -Riduzione di aree verdi e consumo di suoli per scelte urbanistiche -Vicinanza al polo industriale di Porto Marghera (incen. SG31) -Vicinanza a reti viarie congestionate (es. Noalese)

35 Inquinanti atmosferici principali Inq. Primari che vengono emessi da fonti chiaramente identificate Inq. Secondari, che si originano da primari per mezzo di reazioni chimiche

36 Inquinanti Primari (tutti cancerogeni) -ossidi di zolfo: SO 2, SO 3 -ossidi di azoto:no, NO 2, NO 3, N 2 O (NO) x -ossidi di carbonio:co, CO 2 -Idrocarburi incombusti e composti aromatici (benzene) -Piombo - Amianto

37 Inquinanti Secondari -Acido solforico, H 2 SO 4 -Ozono, O 3 Secondo l OMS la presenza di elevate concentrazioni di ozono danneggia la salute umana, quella di animali e di piante

38 Polveri atmosferiche in sospensione nell aria PTS (polveri totali sospese) (diametro:da 0,005 μm a 100 μm): - grossolane (diametro: da 2,5 a 30 μm) - fini (diametro inferiore a 2,5 μm) PM (particulate matter): - polveri PM 10 (diam. inf. a 100 μm) - polveri PM 2,5 (diam. inf. a 2,5 μm)

39 Polveri atmosferiche PM 10 polveri inalabili: sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell apparato respiratorio, dal naso alla laringe PM 2,5 polveri respirabili: sono in grado di penetrare nel tratto inferiore dell apparato respiratorio, dalla trachea sino agli alveoli polmonari

40 SMOG FOTOCHIMICO Smog = smoke (fumo) e fog (nebbia) E la combinazione degli inquinanti primari, degli inquinanti secondari, come l ozono, per reazioni fotochimiche, e del particolato sospeso

41 MONITORAGGIO DI INQUINANTI ATMOSFERICI CON CAMPIONATORI PASSIVI I campionatori diffusionali (passivi) sono dispositivi brevettati dall Istituto sull Inquinamento Atmosferico. Con essi si può effettuare un campionamento di lungo periodo quale strumento di indagine della qualità dell aria ambiente. Valutazione dell impatto ambientale di sostanze di interesse igienico-sanitario, come: -benzene, un cancerogeno riconosciuto, -ossidi di azoto, tossicità per lungo periodo.

42 MONITORAGGIO DI INQUINANTI ATMOSFERICI A MIRANO IN VIA TORINO E IN ALCUNE LOCALITA DELLA PROVINCIA DI VENEZIA stazioni fisse rete ARPAV nel 2005 Concentrazioni medie in μg/m 3 di durata settimanale misurate durante il periodo di studio (17/01/05 31/03/05) con campionatori passivi Stazione SO 2 NO 2 CO O 3 PM 10 Maerne Mira , Mirano Malcontenta Parco Bissuola , Via Circonvallazione ,1-60

43 MONITORAGGIO DI INQUINANTI ATMOSFERICI NELLA PROVINCIA DI VENEZIA Localizzazione delle stazioni fisse della rete ARPAV nel 2005 A Mirano è stata collocata una centralina in via Torino Percentuale di dati orari (biorari per PM10) validi misurati durante il periodo di studio Stazione SO 2 NO 2 CO O 3 PM 10 Maerne Mira Mirano Malcontenta Parco Bissuola Via Circonvallazione

44 MONITORAGGIO DI INQUINANTI ATMOSFERICI NELLA PROVINCIA DI VENEZIA Localizzazione delle stazioni fisse della rete ARPAV nel 2005 A Mirano è stata collocata una centralina in via Torino Percentuale di dati validi misurati durante il periodo di studio con campionatori passivi di durata settimanale Stazione C 6 H 6 PM 10 PM 2,5 Maerne Mira Mirano Malcontenta Parco Bissuola Via Circonvallazione

45 DATI RELATIVI AD UNA MAGGIORE INCIDENZA DI CANCRO NELLA REGIONE VENETO RISPETTO AL RESTO D ITALIA Registro Tumori del Veneto Si possono calcolare circa nuovi casi all anno per i maschi e nuovi casi all anno per le femmine Nei maschi il tumore più frequente è alla prostata, seguito da quello al polmone e al colon-retto, vescica, fegato Nelle femmine un terzo dei casi riguarda il tumore alla mammella (4100casi all anno) seguito da quello al colon-retto, utero, polmone L incidenza dei tumori nei maschi del Veneto è più alta del dato medio nazionale

46 Materiali conferiti nella discarica di Luneo Scarti da demolizioni Imballaggi vari Sabbie di fonderie Stampi in gesso Scarti di lavaggio vetrerie Residui industriali a base di silice Fanghi di impianti di depurazione

47 Inquinanti comunemente rinvenibili nei rifiuti Cadmio Mercurio Arsenico Amianto Cromo (esavalente) Nichel Diossine Bifenili policlorurati Idrocarburi aromatici policiclici (IPA)

48 Indagine epidemiologica area discarica di via Luneo a Spinea (VE) Dott.Flavio Valentini Dipartimento di Prevenzione AULSS 13 Veneto Zona di indagine: ex cava di via Luneo Comuni interessati: Spinea, Martellago, Salzano, Mirano Periodo esaminato : dal 1999 al 2004

49 Discarica Ca Perale di Spinea e casello di Mirano Patologie neoplastiche indagate 155 tumori maligni fegato e dotti biliari 170 tumori maligni ossa e cartilagine articolare 171 tumori maligni al tessuto connettivo e altri tessuti molli 172 melanomi maligne alla pelle 191 tumori maligni encefalo 202 linfomi non Hogdkin

50 Inquinamento acque i risultati delle analisi con gli studenti del Liceo scientifico Majorana dal 2003 fino al 2009 Corso d acqua analizzato: Lusore, località Scaltenigo Dati rilevati:eutrofizzazione dovuta a presenza di nitrati e fosfati

51 Conseguenze: anossia del corso d acqua; eccessiva crescita di alghe e vegetazione acquatica superficiale, scarsa o assente biodiversità Fontane artesiane del miranese chiuse nel 1998 con decreto del Sindaco ( riscontrati inquinamenti? Qualche omissione?)

52 AMIANTO (ASBESTO) GRUPPO DI MINERALI NATURALI, APPARTENENTI AI SILICATI RICCHI IN FERRO E MAGNESIO, CON STRUTTURA FIBROSA (il più diffuso è il CRISOTILO) PROPRIETA RESISTENTE AL CALORE RESISTENTE AL FUOCO RESISTENTE ALL AZIONE DEGLI ACIDI RESISTENTE ALLA TRAZIONE MOLTO FLESSIBILE FILABILE PROPRIETA FONOASSORBENTI PROPRIETA TERMO-ISOLANTI IMPIEGO IN DIVERSI CAMPI: DALL EDILIZIA, ALL INDUSTRIA AI TRASPORTI E IN 300 PRODOTTI DIVERSI

53 In Italia l utilizzo dell amianto è stato abolito a causa della sua pericolosità (L.257/1992) IMPIEGHI IN PASSATO FABBRICAZIONE DI PRODOTTI ISOLANTI TERMICI E ACUSTICI FABBRICAZIONE DI TESSUTI IGNIFUGHI MISCELE CON ALTRI MATERIALI EDILI: CALCE, GESSO (PANNELLI PER CONTROSOFFITTATURE) PRODUZIONE DI MATERIALI CEMENTO-AMIANTO PER TETTI ( ETERNIT ) FABBRICAZIONE DI ALCUNI POLIMERI (GOMMA, PVC) FABBRICAZIONE FRENI, FRIZIONI, GUARNIZIONI, COIBENTAZIONI DI TUBI PRESSOCCHE UBIQUITARIO

54 QUALI RISCHI COMPORTA Le sue fibre se disperse nell aria ed inalate possono essere causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell apparato respiratorio FIBROSI POLMONARE ASBESTOSI TUMORI: MESOTELIOMA PLEURICO E PERITONEALE

55 COSA DICE LA LEGGE La legge 257/1992 ha determinato la completa dismissione dell amianto e dal 1994 non vengono più prodotti né commercializzati materiali contenenti amianto LA STESSA NORMATIVA PREVEDE CHE LE REGIONI ADOTTINO UN PIANO DI PROTEZIONE, DECONTAMINAZIONE E SMALTIMENTO E BONIFICA LA REGIONE VENETO HA APPROVATO NEL 1996 IL PROPRIO PIANO REGIONALE AMIANTO LA BONIFICA VA EFFETTUATA DA DITTE AUTORIZZATE E SPECIALIZZATE PREVIA PRESENTAZIONE DI UN PIANO DI LAVORO PRESSO LA ASL DI COMPETENZA

56 CHI CONTROLLA Gli Enti competenti per il controllo relativo a protezione, decontaminazione,smaltimento e bonifica: ARPAV con il CENTRO REGIONALE AMIANTO del DIPARTIMENTO PROVINCIALE di VERONA e i SERVIZI TERRITORIALI di tutti i DIPARTIMENTI PROVINCIALI per la tutela degli ambienti di vita LE AZIENDE SANITARIE LOCALI tramite gli SPISAL per la tutela degli ambienti lavorativi

57 Inquinamento acustico In base alla Legge 26 Ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico che demanda ai Comuni la rilevazione nonché il controllo delle emissioni sonore dei veicoli è possibile far rilevare i dati all'arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto)

58 DANNI PROVOCATI DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO L inquinamento acustico costituisce uno dei principali problemi ambientali di tutti i Paesi. In Italia (dati OMS) è piuttosto grave: è stato infatti misurato un inquinamento acustico medio di 70 decibel di giorno e di 65 di notte. Per l'oms la soglia massima di tollerabilità è rispettivamente di 65 e 55.

59 La sensibilità ai rumori varia da persona a persona ma esiste una soglia di tolleranza valida per tutti, oltre questa alcune funzioni dell'organismo possono essere compromesse provocando danni psicofisici. La soglia di rischio per la salute è stata individuata attorno agli 80 decibel: già a 90 si avverte fastidio e a 120 compare dolore, capogiro, nausea e sordità temporanea

60 Un rumore molto elevato - oltre i 120 decibel - può provocare traumi irreversibili per l'udito e per l'orecchio. All'udito perché un rumore eccessivo può danneggiare, se non distruggere, le cellule che elaborano i suoni percepiti. All'orecchio perché, soprattutto se l'intensità del rumore aumenta in tempi brevissimi, potrebbero verificarsi la rottura del timpano o la lussazione degli ossicini nell'orecchio medio.

61 IL RUMORE SI MISURA IN DECIBEL Il decibel è il logaritmo tra la pressione sonora (P) e una pressione di riferimento (PA) moltiplicato per dieci. db = 10 log (P/PA) VARIAZIONE DEL LIVELLO SONORO DESCRIZIONE DELLA SENSAZIONE 0-2 db : non percettibile, è nelle tolleranze di misura ed è senza importanza 1-5 db : appena percettibile, leggera variazione 5-10 db: variazione nettamente percettibile (fruscio delle foglie ) db: variazione notevole 20 db: variazione fortissima e con effetti dell'inquinamento acustico su alcune funzioni dell'organismo (conversazione tra due o più persone equivale a db)

62 La domada all ARPAV, effettuata dal Comune di Mirano, ha dato il suo esito per il posizionamento in data 26/01/2011 di una centralina in via Scaltenigo: una stazione di rilevamento è stata posta all'inizio e un'altra alla metà (fra le due rotatorie) della strada provinciale 26 come richieste dal comitato "Via Scaltenigo". Siamo in attesa dei dati di rilevamento Sicuramente vi è un influenza dovuta al traffico del Passante e alla viabilità del centro

63 Opere di urbanizzazione previste nel miranese e nei territori limitrofi Otto milioni di mq di terreno da occupare per la costruzione di centri polifunzionali e strade commerciali la Nuova Romea la Camionabile lungo l Idrovia Venezia-Padova la Città della moda a Fiesso d Artico Veneto City a Dolo, Mira, Pianiga, Mirano l elettrodotto aerea Dolo-Camin il polo della logistica a Dogaletto di Mira

64 (Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa) Opere di urbanizzazione previste nel miranese e nei territori limitrofi Otto milioni di mq di terreno da occupare per la costruzione di centri polifunzionali strade commerciali <( )Veneto City occuperà la bellezza di mq, l equivalente di 261 campi da calcio. La superficie edificabile è di mq, come un capannone lungo 25 chilometri ( ) Per rendersi conto dell impatto bisogna guardare le foto prese dal cielo: dove adesso si vede una grande macchia verde, una delle poche rimaste, nascerà il nuovo complesso. ( ) La rivoluzione arriverà con i visitatori previsti ogni giorno, senza contare i veicoli (auto, camion, furgoni) che graviteranno intorno al progetto: fino a ( )> La Colata - Il partito del cemento che sta cancellando l Italia e il suo futuro

65 Ogni territorio confina con un altro <( ) Ma in fondo anche oggi il Veneto sta scivolando verso un unica grande area metropolitana. Basta guardarsi intorno, in questo paesaggio senza variazioni, senza soluzioni di continuità. ( ) Ma gli amministratori che si sono opposti ( ) si contano sulle dita di una mano. ( )> La Colata - Il partito del cemento che sta cancellando l Italia e il suo futuro (Garibaldi, Massari. Preve, Salvaggiulo, Sansa) COSA PERDIAMO?

66 UNA PROPOSTA PER L AMBIENTE MIRANESE I corridoi ecologici: nuovi percorsi ciclabili e pedonali nel verde

67 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Venezia (PTCP) approvato 2010 Tav. Sistema Ambientale Reti Ecologiche Vegetazione arboreo arbustiva perifluviale di rilevanza ecologica

68 Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) adottato 2009 Tav. 9 Sistema del territorio rurale e della rete ecologica Sistema della rete ecologica Corridoi ecologici

69 Una rete ecologica è un insieme di strategie di intervento per la riqualificazione del territorio e dei processi naturali che lo caratterizzano. Rappresenta un nuovo approccio alla tutela della natura, basato sul concetto di biodiversità, che punta a salvaguardare e potenziare la diversità biologica, fondamentale per la sopravvivenza degli ecosistemi

70 E uno strumento indispensabile sia dal punto di vista tecnico che politico per la pianificazione territoriale e l incremento della qualità del territorio, al fine di creare un nuovo equilibrio tra spazi naturali e contesto antropizzato

71 Gli elementi strutturali di una rete ecologica 1. aree nucleo (core areas), gli ecosistemi più significativi, dotati di un elevata naturalità, che costituiscono l ossatura della rete; 2. aree tampone (buffer zones o aree cuscinetto), contigue alle aree nucleo, che svolgono una funzione di protezione con una sorta di effetto filtro; 3. corridoi ecologici, ovvero porzioni continue di territorio in grado di svolgere funzioni di collegamento per alcune specie o gruppi di specie

72 La gestione della rete ecologica regionale tiene conto della relazione ai diversi ecosistemi che compongono il mosaico ambientale. Una rete ecologica non costituisce un sistema chiuso ma è data da una gerarchia di ambienti da quello locale, provinciale e regionale a quello più vasto di carattere nazionale o transnazionale. Nella realizzazione della rete ecologica del Veneto, ad esempio, non si è potuto prescindere dall'inserimento, seppure in una scala di minor dettaglio, delle regioni o province autonome limitrofe e dell'austria, al di là dei limiti indicati dai confini amministrativi regionali.

73 3. Sono vietati gli interventi che interrompono o deteriorano le funzioni ecosistemiche garantite dai corridoi ecologici. Norme Tecniche PTRC ARTICOLO 25 - Corridoi ecologici 1. Le Province definiscono le azioni necessarie per il miglioramento della funzionalità ecologica degli habitat e delle specie nei corridoi ecologici, individuano e disciplinano i corridoi ecologici 2. I Comuni individuano le misure volte a minimizzare gli effetti causati dai processi di antropizzazione o trasformazione sui corridoi ecologici, anche prevedendo la realizzazione di strutture predisposte a superare barriere naturali o artificiali al fine di consentire la continuità funzionale dei corridoi.

74 Preserviamo il nostro territorio Il fiume Muson

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79 < ( )Un bel paesaggio una volta distrutto non torna più e se durante la Guerra c erano i campi di sterminio, adesso siamo arrivati allo sterminio dei campi ( )> Andrea Zanzotto

80 < ( ) Io ho la mia casa in campagna in una pianura stupenda, limitata dalle montagne e dalla pianura veneta, attraversata da acque chiare sotto un cielo relativamente mite ( )> Giovanni Comisso

81 GRAZIE DELL ATTENZIONE Relatrice: dott.ssa Monica Francesca Veronese biologa Mirano (VE),

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