3/3. Performance di sostenibilità. socio-ambientale. Mission e politica ambientale GRANAROLO E L AMBIENTE

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1 bilancio di sostenibilità del Gruppo Granarolo parte terza - performance di sostenibilità socio-ambientale Granarolo S.p.A. Sede sociale in via Cadriano 7/, Bologna 7 Tel +9 6 Fax C. F P. Iva 997 Capitale sociale al //: euro, i. v. Performance di sostenibilità / socio-ambientale GRANAROLO E L AMBIENTE Mission e politica ambientale La salvaguardia dell ambiente è una componente essenziale della mission aziendale di Granarolo, che ha fatto proprio quel concetto di sviluppo durevole e sostenibile che caratterizza sempre più compiutamente la politica ambientale europea, assumendo l impegno di gestire le risorse in maniera oculata e lungimirante, tenendo conto di obiettivi economici, ecologici e sociali. Forte di quanto è stato sinora in grado di realizzare, il Gruppo Granarolo ha definito una politica ambientale che contempla principalmente l impegno a minimizzare l impatto dei processi e dei prodotti, a rispettare i requisiti di legge in materia ambientale e a introdurre nel mercato prodotti ideati e distribuiti in modo compatibile con l ambiente, il tutto teso ad un processo di miglioramento continuo. La politica ambientale di Granarolo è stata formalizzata nel 998 dal board di direzione, coinvolgendo tutti gli stabilimenti delle società del Gruppo. Tale politica è basata su un principio cardine: produrre latte e derivati, per Granarolo, significa concorrere al miglioramento della Key points Gli interlocutori Sul piano del rapporto con l ambiente e della sicurezza sono coinvolti da una parte la Direzione aziendale, dall altra i dipendenti, i fornitori, le comunità locali presso cui sono situati gli stabilimenti, le associazioni ambientaliste e le autorità di controllo. Gli oggetti dello scambio Nei confronti di Granarolo esiste un ventaglio composito di attese da parte dei diversi portatori d interesse ambientale: i dipendenti si attendono la messa in opera di tutte le misure finalizzate ad escludere qualunque pericolo di contaminazione dell ambiente di lavoro; le comunità locali e le associazioni ambientaliste hanno interesse a che i siti produttivi riducano al minimo il loro impatto sull ecosistema territoriale e inoltre si attendono che l azienda li tenga informati sulle misure adottate e i risultati ottenuti; le autorità di controllo si aspettano da Granarolo un approccio di miglioramento continuo delle prestazioni ambientali che prescinda dalle imposizioni normative, ma anche collaborazione e disponibilità in fase di verifica e controllo. Granarolo si assume l impegno di adottare una logica preventiva in materia ambientale, introducendo progressivamente in tutti i siti produttivi del Gruppo sistemi di gestione certificati e orientati al miglioramento continuo della performance di ecocompatibilità. D altro canto l azienda si attende dai dipendenti massima collaborazione in fase di implementazione dei sistemi di gestione; dai fornitori la disponibilità ad orientarsi verso l adozione di pratiche eco-sostenibili secondo un ottica di filiera; dagli enti di controllo una funzione di vigilanza collaborativa e non esclusivamente repressiva. Gli obiettivi strategici Estendere l adozione dei sistemi di gestione ambientale a tutti gli stabilimento del Gruppo per prevenire, controllare e ridurre l impatto ecologico, individuando le responsabilità, formando le persone, definendo obiettivi concreti e misurabili. Orientare progressivamente tutta la filiera produttiva verso l ecosostenibilità, incentivando il settore agro-zootecnico verso le produzioni biologiche e di qualità. Diffondere all interno dell azienda la sensibilità verso le tematiche ambientali attraverso percorsi formativi mirati e attività di comunicazione. Veicolare con chiarezza e continuità all esterno sia la politica ambientale che i risultati della gestione ambientale, attraverso strumenti di comunicazione adeguati e facilmente accessibili. Gli strumenti Allineamento tempestivo ai requisiti di legge in materia ambientale. Introduzione di sistemi di gestione certificati. Definizione di piani di comunicazione, dialogo e ascolto con i clienti, i consumatori, i soci, i terzi e le autorità di controllo. Organizzazione di momenti formativi rivolti ai dipendenti. Impegno nella ricerca e sviluppo e nell introduzione di tecnologie environmental saving. Completamente stampato su, ottenuta dal riciclo delle confezioni di latte

2 / Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e l ambiente Granarolo Annual Report Bilancio di sostenibilità Parte prima - Identità, visione e strategia Parte seconda - Performance di sostenibilità economica Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale Granarolo e l ambiente Granarolo e gli stakeholder Stakeholder engagement Pubblicazione a cura della Direzione politiche di sostenibilità e della Direzione comunicazione del Gruppo Granarolo. Realizzato con la collaborazione di: Pietro Bacchini (pianificazione strategica e controllo di gestione) Gilberto Cappellin (commerciale/gdo) Mirella Di Stefano (politiche ambientali) Graziella Lasi (assicurazione qualità) Maddalena Nardi (risorse umane e organizzazione) Federico Santini (tesoreria e finanza) Daniela Santoro (amministrazione fornitori) e con la consulenza di: Homina, Bologna (coordinamento editoriale) Fcl Comunicazione, Bologna (progetto grafico e impaginazione) Si ringraziano tutti coloro che nelle diverse società del Gruppo Granarolo si sono dedicati al reperimento dei dati utili alla definizione del piano dei conti. Stampa: Grafiche Damiani, Bologna Finito di stampare nel giugno Copyright Granarolo S.p.A. La pubblicazione è disponibile anche all indirizzo Per maggiori informazioni: Granarolo S.p.A., via Cadriano 7/, 7 Bologna Sebastiano Renna Responsabile comunicazione istituzionale Tel vita delle persone, attraverso la qualità dei processi produttivi e distributivi e la tutela e il rispetto dell ambiente. A questo scopo il Gruppo Granarolo si impegna a: valutare, controllare e, ove possibile, minimizzare l impatto dei processi e dei prodotti, miglorandone continuamente i risultati. rispettare con tempestività i requisiti di legge in materia ambientale; introdurre nel mercato prodotti ideati e distribuiti in modo compatibile con l ambiente; adottare un sistema di gestione ambientale per prevenire, controllare e ridurre l impatto delle attività, individuando le responsabilità, formando le persone, definendo obiettivi concreti e misurabili; definire piani di comunicazione, ascolto e dialogo con i dipendenti, i soci ed i terzi in senso lato, con cui l azienda opera, nonché le istituzioni e le organizzazioni impegnate nella salvaguardia dell ambiente, fornendo informazioni sui risultati ambientali; orientare positivamente soci e fornitori, attraverso specifiche iniziative, verso una conduzione ambientalmente responsabile della loro attività; assicurarsi che questa politica sia percepita con chiarezza come parte integrante della più generale politica ambientale. Impatto ambientale della filiera Impatto ambientale della filiera Granarolo Fasi della filiera Ricadute ambientali Punti di forza/debolezza Aree di miglioramento Agricoltura Utilizzo acqua Sensibilizzazione e controllo Pesticidi nei confronti dei produttori Fertilizzanti Erosione suolo Allevamento Concentrazione PdF: concentrazione maggiore Attenzione agli effetti sociali delle aziende rispetto alla media europea e ambientali dell allevamento Farmaci PdF: basso impatto ambientale Sensibilizzazione e controllo Refrigerazione delle deiezioni delle mucche degli allevatori Deiezioni da latte Lavorazione industriale Consumi idrici PdD: settore ad elevato utilizzo Impianti con riciclo di acqua Consumi energia di acqua Estensione metanizzazione Reflui PdD: assenza della rete di Freon a basso impatto Refrigerazione metano in alcuni stabilimenti (R - R) Rifiuti solidi Packaging e resi Produzione rifiuti PdF: aumentata sensibilità Ottimizzazione gestione rifiuti Gestione dei resi ambientale dei consumatori Studi (Lca) sull impatto PdD: vincoli impiantistici ambientale dei diversi rendono costoso passare ad imballaggi e dei diversi prodotti altri imballaggi Meccanismi per ridurre i resi PdD: ubicazione dell area resi in alcuni stabilimenti PdF: controllo di tutta la filiera Logistica e trasporti Emissioni PdF: elevata quota di mercato Utilizzo carburanti alternativi Refrigerante che permette di influenzare a ridotto impatto ambientale le scelte Riconversione sistemi di refrigerazione Fonte: area ambiente Granarolo Dall agricoltura (produzione foraggi e allevamenti), all industria (trattamento, lavorazione e confezionamento), ai servizi (stoccaggio e distribuzione), la filiera produttiva del latte e dei suoi derivati è interessata integralmente agli aspetti di ecosostenibilità. Ognuno di questi settori produce delle specifiche ricadute di carattere ambientale, sia per quanto riguarda l assunzione di risorse naturali che per quanto concerne il rilascio nell ecosistema di sostanze di risulta. Dall elaborazione dei dati raccolti nell analisi ambientale iniziale emerge come nella gestione agricola e zootecnica gli aspetti a maggior impatto ambientale riguardino l'utilizzo di energia elettrica, gasolio, acqua ed i trattamenti sui foraggi. IMPATTO AMBIENTALE DELLE ATTIVITÀ INDUSTRIALI Gli effetti ambientali rilevanti relativi alle fasi di trasformazione e trattamento del prodotto riguardano principalmente l utilizzo di acqua, combustibili, energia elettrica, sostanze refrigeranti, sostanze per la pulizia ed il trattamento e lo smaltimento di reflui liquidi. Negli stabilimenti Granarolo il consumo di acqua è elevato. L approvvigionamento avviene in parte attraverso gli acquedotti comunali ed in parte da pozzi artesiani di proprietà. L acqua potabile viene utilizzata per il lavaggio degli impianti, mentre l acqua industriale viene impiegata nei lavaggi che non prevedono contatto con il prodotto. Il consumo maggiore circa l 8% - deriva dal lavaggio degli impianti. Nel periodo più recente l azienda ha cominciato ad avere grande attenzione verso un utilizzo più razionale di questa risorsa. Sono così stati introdotti sistemi per il recupero ed il riciclo dell acqua, che hanno permesso la riduzione dei consumi a parità di volumi di prodotto. Per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, l organizzazione dell attività produttiva degli stabilimenti del Gruppo (si lavora di notte fino all alba per consegnare al cliente il prodotto nelle prime ore del giorno) comporta l impiego di elettricità nelle fasce orarie a basso costo, con conseguenti benefici sia dal punto di vista ambientale (le centrali elettriche devono produrre energia continuamente e quando il consumo è minore l energia prodotta viene sprecata) che economico. Il riscaldamento dei locali e il funzionamento dei macchinari avviene, all interno degli stabilimenti produttivi, tramite caldaie. Attualmente l 89% della produzione dell azienda proviene da stabilimenti con caldaie a metano, alimentazione che ha consentito la sostituzione di un combustibile fossile responsabile di emissioni inquinanti in atmosfera, con un gas naturale a ridotto impatto ambientale. Approvvigionamento acqua nei diversi siti del Gruppo - anno Stabilimento Pozzo Acquedotto Anzio Castel San Pietro Bologna Soliera Rimini Novara Milano Bari Vercelli Fonte: area ambiente Granarolo IMPATTO AMBIENTALE DELLE ATTIVITÀ LOGISTICHE Le variabili ambientali di maggior rilievo della fase distributiva riguardano invece il sistema di raffreddamento delle piattaforme logistiche e degli automezzi, nonché gli impatti derivanti dall emissione dei gas di scarico. Nel processo produttivo e distributivo si presenta l obbligo di raffreddare i prodotti dopo la pastorizzazione e di mantenere una bassa temperatura nelle celle di stoccaggio. Tutti gli impianti di refrigerazione utilizzano sostanze chimiche, che in maniera diversa esercitano un impatto sull ambiente. Le principali tecnologie per la produzione del freddo utilizzano il gas freon a diversa composizione, oppure ammoniaca. Gli impianti che utilizzano come sostanza refrigerante il freon contribuiscono alla riduzione dello strato di ozono. Per questo si stanno cominciando ad utilizzare dei freon che producono minore impatto ambientale, come il freon R/A o il freon R. Gli impianti refrigerati ad ammoniaca non producono alcun effetto sullo strato di ozono, ma la sostanza chimica è ad elevata volatilità pertanto, per le sue caratteristiche di tossicità locale, richiede particolari attenzioni nell uso. La maggior parte degli impianti del Gruppo utilizza tipologie di Freon a basso impatto ambientale.

3 Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e l ambiente \ SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE È in fase di completamento il percorso di certificazione ambientale di tutti i siti produttivi del Gruppo. L azienda ha già ottenuto prima realtà del settore lattiero-caseario, tra le prime anche dell intero comparto agroalimentare del nostro Paese la registrazione dei siti di Castel San Pietro, Soliera e Bologna ai sensi del regolamento Emas. Sono stati ultimati nel corso del i processi di adozione del sistema di gestione ambientale Iso presso gli stabilimenti di Novara e di Bari. Sono in corso di valutazione le estensioni delle certificazioni anche alle controllate del Gruppo quali Vercelli S.G. e Centrale del Latte di Milano. Per quest ultima, il processo partirà non appena sarà individuata la localizzazione definitiva. Stabilimenti Granarolo con sistemi di gestione ambientale certificati - anno Sito produttivo Iso Emas Ente certificatore Bologna Certiquality Castel San Pietro Certiquality Anzio Csqa Novara Csqa Soliera Dnv Gioia del Colle Csqa Fonte: area ambiente Granarolo Flussi fisici in entrata CONSUMO DI ACQUA Dal ad oggi si è avuto un andamento altalenante dell incidenza del consumo d acqua per unità di prodotto lavorato. Tale andamento è dovuto al diverso grado di efficienza nella gestione della risorsa e all intensità delle lavorazioni nei singoli stabilimenti del Gruppo. In stabilimenti come quello di Novara, ad esempio, l efficienza raggiunta nel è stata in buona parte riassorbita dall aumento delle referenze lavorate. In siti produttivi come quelli di Milano, Bari e Bologna, i processi di razionalizzazione dei consumi stanno producendo i loro frutti. Fa eccezione lo stabilimento di Vercelli, dove sull elevato consumo di acqua incide notevolmente la tipologia di lavorazione effettuata (gastronomia e piatti pronti). Consumi acqua pozzo nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto Anno Bologna Anzio Novara Soliera Vercelli Bari media,6,,7,8 6,6,7,,,,,8,7,,,,,9,9 8,,, Fonte: area ambiente Granarolo Consumi acqua acquedotto nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto Anno Bologna Rimini Castel San Pietro Bari Milano media,,7,,7,9,,8,7,, 9,,6,8,,, 8,,6 Fonte: area ambiente Granarolo Consumi acqua pozzo nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto Consumi acqua acquedotto nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto 8 6 Bologna Anzio Novara Modena Bari Vercelli Media Bologna Rimini Castel S. Pietro Bari Milano Media Consumi acqua totale nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto Anno Bologna Anzio Novara Rimini Castel San Pietro Soliera Bari Milano Vercelli media 6,,,7,7,,8,,9 6,6,6 6,,,,7,,8,6 9,,7,8,,,9,,,, 8, 8,,6 Fonte: area ambiente Granarolo Consumi acqua totale nei diversi siti del Gruppo - litri/kg. di prodotto... Bologna Anzio Novara Rimini Castel S. Pietro Modena Bari Milano Vercelli Media CONSUMO DI ENERGIA Dal al a livello di gruppo si è registrato un leggero miglioramento dell efficienza energetica, anche se nell ultimo anno abbiamo assistito ad una lieve un inversione di tendenza. La maggiore incidenza dei consumi di energia è attribuibile principalmente allo stabilimento di Vercelli, che ha fortemente ridotto i volumi produttivi per un cambio di strategia sul mercato. Negli altri siti si è invece registrato un miglioramento della performance, in particolare a Bari, Milano, Castel S. Pietro e Bologna, dove la riorganizzazione produttiva e l introduzione di tecnologie environmental saving hanno dato luogo ad un significativo risparmio energetico. Relativamente al sito produttivo di Vercelli, l incremento è da addebitare sostanzialmente agli investimenti effettuati sui fine linea degli impianti produttivi. Nello stabilimento di Soliera, invece, ha pesato la realizzazione del nuovo magazzino e l incremento del numero di referenze.

4 / Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e l ambiente Consumi di energia elettrica nei diversi siti del Gruppo - kwh/. kg. di prodotto Anno Bologna Anzio Novara Rimini Castel San Pietro Soliera Bari Milano Vercelli media 99, 6,9 6, 6,6 6, 6,, 8,.8 9,, 8,6, 66, 9, 7,9 9,9,.8 9, 9,9 6,8 6,9 7, 8,9 9, 9,,.8 9, Fonte: area ambiente Granarolo Consumi di energia elettrica nei diversi siti del Gruppo - kwh/. kg. di prodotto..... Bologna Anzio Novara Rimini Castel S. Pietro Modena Bari Milano Vercelli Media CONSUMO DI COMBUSTIBILI Il riscaldamento dei locali e il funzionamento dei macchinari avviene, all interno degli stabilimenti produttivi, tramite caldaie. Attualmente l 89,6% della produzione dell azienda proviene da stabilimenti a metano, alimentazione che ha consentito la sostituzione di un combustibile fossile (anche se a basso tenore di zolfo) - responsabile di emissioni inquinanti in atmosfera - con un gas naturale a ridotto impatto ambientale. I dati relativi ai consumi di risorse naturali per riscaldamento vedono un incremento del consumo del gas metano ed una diminuzione dell incidenza degli altri combustibili utilizzati. Prodotto ottenuto in stabilimenti alimentati a gas metano Anno % su totale produzione 8,6 88,6 88,7 89, 89,6 Fonte: area ambiente Granarolo Consumi di gas metano nei diversi siti del Gruppo - metri cubi/. kg. di prodotto Anno Bologna Novara Rimini Soliera Castel San Pietro Bari Milano Vercelli media,8,, 6,,6 6,9 7,9 7,7,,6,,9 6,6,9, 6,,,,8 6,, 7,, 6,, 8,, Fonte: area ambiente Granarolo Consumi di gas metano nei diversi siti del Gruppo - metri cubi/. kg. di prodotto Bologna Novara Rimini Modena Castel S. Pietro Bari Milano Vercelli Media Consumi di olio combustibile kg/. kg. di prodotto Anno Anzio Rimini Modena,8,8,6,,8,, 6,7, Fonte: area ambiente Granarolo IMPATTO AMBIENTALE DEI MATERIALI DA IMBALLAGGIO Uno degli obiettivi che Granarolo ha perseguito in questi ultimi anni è stato quello di cercare di ridurre l incidenza degli imballi sulla composizione finale del prodotto. Sono stati infatti eliminati, ad esempio, la doppia carta delle mozzarelle ed i cartoni di yogurt e latte Uht. È stato introdotto un imballo secondario in cartone bucato (con riduzione dell utilizzo di carta) per alcuni prodotti caseari, e sono stati inoltre ridotti il peso e la quantità di plastica per le casse riutilizzabili. ECOCOMPATIBILITÀ DELLE CONFEZIONI Granarolo è anche impegnata da tempo nel processo di riduzione progressivo del peso della bottiglia di plastica (Pet). Meritano di essere citati, inoltre, gli interventi realizzati in passato per la riduzione del peso della capsula salvaroma (da,8 grammi a,8 grammi) del vasetto di yogurt da grammi e la sperimentazione sull utilizzo di un vasetto di yogurt da grammi in polipropilene da, grammi (, grammi in meno rispetto all attuale, in polistirolo da 7 grammi). Inoltre, nel corso del si sono sperimentati, per alcune tipologie di prodotti, materiali completamente biodegradabili. ANALISI LCA (LIFE CYCLE ASSESSMENT) Già dal 999, per effetto di una collaborazione ad uno studio di Lcacon Coop Italia, Granarolo ha cominciato a mostrare interesse verso studi di analisi e valutazione degli impatti ambientali collegati ai principali prodotti lattiero-caseari. Nel corso degli ultimi tre anni sono stati effettuati studi di Lca sulle confezioni sia di latte fresco (in Pet e in Tetrarex) che di latte Uht (Tetrabrik e Hdpe). Nel è stato realizzato uno studio complesso sul packaging dello yogurt, analizzato in differenti tipologie di imballo: dal più tradizionale a quello maggiormente ecocompatibile. VERSO LA CERTIFICAZIONE EPD (ENVIRONMENTAL PRODUCT DECLAREMENT) Accogliendo una indicazione emerse dal workshop con gli stakeholders del, Granarolo ha aderito al progetto Valorizzazione prodotti dell Emilia Romagna attraverso la certificazione Epd (dichiarazione ambientale di prodotto) che consentirebbe - una volta scelto il prodotto da certificare - di comunicare le proprie strategie e gli impegni ad orientare la produzione nel rispetto dell'ambiente, valorizzando il prodotto stesso. CONTRIBUTI AL CONAI PER RECUPERO IMBALLI Nel corso del Granarolo, che aderisce al Conai (Consorzio nazionale imballaggi), ha versato ai fornitori, a seguito dell acquisto di imballaggi, contributi per un ammontare di 89. euro. Contributi Granarolo al Conai per tipologia di materiale Materiale Quintali Euro Variazione (q.li) Carta 88., 7.89, , , -7.9, Plastica 7.6, 8.7, , 68.9,9 +8.6, Alluminio 78,7.7,.88,.,8 +8,6 Acciaio 7, 9,,89,96 +, Legno.,.,.99,7.7, +98, Vetro,8,,,7 -,7 Totale 67.7, , 78.9, 89., +.98,8 Fonte: area ambiente Granarolo Flussi fisici in uscita EMISSIONI DI GAS SERRA DA PARTE DI STRUTTURE PRODUTTIVE La produzione di gas serra da parte degli stabilimenti del gruppo deriva dalle attività connesse alla refrigerazione dei prodotti al termine della lavorazione. All interno del ciclo produttivo di alimenti freschi la refrigerazione costituisce un aspetto strategico determinante. Per portare nelle case dei consumatori un prodotto di qualità, infatti, è necessario garantire che la catena del freddo non venga mai interrotta. La tabella seguente riporta il tipo di refrigerante utilizzato negli stabilimenti produttivi per il processo di raffreddamento e per la refrigerazione delle celle. Tipologie di refrigerante in uso nei diversi stabilimenti - anno Sito produttivo Refrigerante per processo Refrigerante per celle Bologna Ammoniaca-Freon R7/R-a Freon R/R Anzio Freon R Freon R Rimini Ammoniaca Freon R Novara Ammoniaca Freon R Castel San Pietro Ammoniaca/Freon R Freon R-a Soliera Ammoniaca Freon R/R Vercelli Freon R8-a Freon R Milano Ammoniaca Freon R Fonte: area ambiente e sicurezza Granarolo

5 Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e l ambiente \ EMISSIONI DI GAS SERRA DA PARTE DI STRUTTURE LOGISTICHE Le attività critiche legate all emissione di gas serra nella fase logistica sono rappresentate dalle tecnologie di refrigerazione utilizzate da magazzini e vettori e dall emissione di gas di scarico da parte di questi ultimi. REFRIGERAZIONE DEI MAGAZZINI Le celle del magazzino centrale sono refrigerate utilizzando gas quali: - Gas 89 9/968/9/ - Gas 899/968/9/68 - Gas En 6 Dall inizio dell anno si è proceduto con un processo di ammodernamento delle filiali e dei depositi che ha consentito l allestimento di celle con impianti frigoriferi in linea con le normative vigenti. I depositi più recenti (come quelli di Roma e Napoli) sono infatti dotati di celle e impianti frigoriferi che utilizzano gas frigorigeni (Freon R) a basso impatto ambientale. Nel corso degli anni sono state dotate di questa tecnologia le filiali di Cesena, Pesaro, Padova e Parma. Nel le agenzie di Torino, Varallo e Genova si sono insediate in nuovi depositi che hanno loro permesso di avere maggiori spazi refrigerati e di dotarsi di nuove celle con impianti frigoriferi che adottano Freon R. Nel corso del è stata inaugurata la nuova filiale di Treviso - che ha permesso di chiudere la struttura obsoleta di Mogliano Veneto e il transit point di Castelfranco Veneto, non più conformi alle necessità distributive del gruppo - mentre l agenzia di Biella è stata dotata di una nuova cella refrigerata con gas a basso impatto ambientale. Nel corso dell anno la vecchia filiale di Teramo - che oramai non presentava più i requisiti richiesti sia in termini ambientali/igienici che di sicurezza - è stata smantellata e trasferita in un magazzino di nuova costruzione, perfettamente rispondente ai parametri ambientali di Granarolo. Anche la filiale di Viterbo è stata trasferita in altra sede e dotata di impianti frigoriferi utilizzano gas a basso impatto ambientale. La nuova cella migliora inoltre la tenuta della temperatura, riducendo i consumi di energia elettrica. REFRIGERAZIONE DEGLI AUTOMEZZI Negli anni dal 996 al 998 sono stati riconvertiti gli automezzi che utilizzavano freon R con impianti di refrigerazione utilizzanti gas a minore impatto ambientale (freon R/A e freon F/A). Gli automezzi che hanno subito la riconversione sono stati nel 996, nel 997, 7 nel 998, nel 999. Nel corso del sono stati acquistati automezzi che utilizzano come sistema di refrigerazione a basso impatto ambientale il freon R/A. Nel ne sono stati aggiunti altri, anche questi a freon R/A. Nel corso del, invece sono stati acquistati altri 7 automezzi a basso impatto. Nell anno si è testato un nuovo sistema di refrigerazione a piastre eutettiche sui nuovi automezzi acquistati, che ha dato ottimi risultati sia in termini di mantenimento della catena del freddo che di consumo di carburante. La scelta di questa tecnologia di raffreddamento è stata compiuta per tre motivi: migliora il mantenimento della temperatura all interno del mezzo, anche in presenza di frequenti aperture delle porte giornaliere dovute alle consegne; riduce i consumi di energia elettrica per riportare le piastre in temperatura; non necessita di motore acceso per mantenere la temperatura durante il giro di consegne e quindi riduce anche i consumi di gasolio del mezzo. Questa scelta è coerente con la logica di rispetto dell ambiente, di riduzione dei consumi energetici e di ricerca della migliore tecnologia per il raggiungimento degli obiettivi di qualità e servizio. EMISSIONI DI GAS DI SCARICO Già da diversi anni alcuni fornitori logistici di Granarolo stanno sperimentando mezzi a propulsione mista gasolio-metano ed elettrici per la consegna dei prodotti nei centri storici delle città, in modo da ridurre l inquinamento. Dal Granarolo ha iniziato a distribuire i propri prodotti con mezzi alimentati a metano ricorrendo a mezzi ecologici, di cui a Ferrara, 6 a Bologna, a Padova, a Parma e a Udine. Alla fine del la flotta di automezzi a metano si è notevolmente arricchita e oggi può contare su 77 automezzi che quotidianamente operano senza produrre gas inquinanti. La loro dislocazione geografica oggi è la seguente: automezzi a Ferrara, a Padova, 6 a Parma, a Udine, a Piacenza, a Brescia, a Firenze, 6 a Bologna, a Modena, 8 a Verona e 6 a Torino. Automezzi Granarolo alimentati a metano Fonte: area ambiente Granarolo ANZIANITÀ E MANUTENZIONE DEGLI AUTOMEZZI I dati contenuti nella tabella si riferiscono ai mezzi di proprietà di Granarolo pari a circa il 6% del totale ed ai mezzi appartenenti alle società di distribuzione esterne, che corrispondono al restante 9% del parco mezzi complessivamente utilizzato per il trasporto dei prodotti. Negli ultimi anni gli interventi di razionalizzazione e ottimizzazione del sistema distributivo hanno puntato alla riduzione dei consumi di carburante a parità di consegne effettuate. Per quanto riguarda i sistemi di refrigerazione, i numerosi controlli svolti da Granarolo e dai fornitori consentono di assicurare il buon funzionamento degli impianti attivi e la sostituzione di quelli obsoleti, al fine di utilizzare sempre le tecnologie più efficienti. D altra parte la sempre maggiore concentrazione dei clienti riforniti registrata negli ultimi anni ha consentito di ridurre i consumi e l inquinamento da accensione e spegnimento dei mezzi. Anzianità degli automezzi - anno Grado di anzianità Granarolo Ctl Altri Totale Meno di anni 7 Da a 6 anni 9 8 Da 6 a anni Oltre anni 9 6 Totale Fonte: area logistica Granarolo Indicatori di efficienza ambientale della rete distributiva 6 77 Trattamento acque reflue - anno Stabilimento Depuratore Acqua Scarico scaricata Sì No (m /a) Corpo Pubblica Suolo superficiale fognatura Anzio 8.8 Castel San Pietro 9.9 Bologna 9. Soliera 9.9 Rimini 9. Novara.6 Milano 8. Bari.6 Vercelli 89.7 Fonte: area ambiente Granarolo Emissioni di acque reflue - anno Stabilimento Bod Cod Valore rilevato Limite di legge Valore rilevato Limite di legge Anzio, <,8 < Castel San Pietro - nr, < 6 Bologna, 6,8 < Soliera 6, nessun limite.8, Rimini, <, < Novara,, < 6 Milano, < 9, < Bari, < 6, < Vercelli 8, <, < Fonte: area ambiente Granarolo Dati essenziali per la valutazione della qualità degli scarichi idrici sono rilevati in Granarolo attraverso l'analisi dei seguenti parametri: - il Bod (biological oxigen demand), che misura l ossigeno consumato per ossidare biochimicamente in giorni alla temperatura di gradi centigradi le sostanze contenute, in soluzione e in sospensione, nell acqua. Si tratta di un indicatore di inquinamento organico delle acque; - il Cod (chemical oxygen demand), che misura l ossigeno consumato per ossidare chimicamente le sostanze organiche contenute, in soluzione e in sospensione, nell acqua; si tratta di un indicatore di inquinamento chimico delle acque scaricate; - il Mst, che misura la concentrazione di materiali in sospensione. Per quanto riguarda la situazione dei siti produttivi del Gruppo in merito alle modalità di smaltimento delle acque reflue, va detto che in alcuni stabilimenti sono presenti depuratori interni che neutralizzano le sostanze inquinanti, mentre altri siti sono collegati alla rete fognaria locale e la depurazione avviene in impianti centralizzati gestiti di norma dall amministrazione comunale. In questo secondo caso i parametri da rispettare sono meno restrittivi di quelli stabiliti dal D.Lgs. /99 e successive modifiche integrative. Alcuni stabilimenti effettuano un pre-trattamento delle acque di scarico prima di convogliarle presso il depuratore pubblico. Le unità produttive di Soliera e di Novara, ad esempio, utilizzano i fumi di combustione, convogliandoli appositamente in vasca di raccolta acque reflue, per la correzione del Ph. Questo accorgimento permette anche di ridurre l impatto ambientale delle emissioni gassose. RIFIUTI SOLIDI Granarolo ritiene che il miglior modo di gestire i rifiuti sia di limitarne al minimo la produzione. Fermo restando questo proposito generale, alcune fasi dell attività degli stabilimenti generano rifiuti che, ove possibile, vengono avviati al recupero oppure a smaltimento, in accordo con la legislazione vigente. I principali rifiuti sono classificati come non pericolosi. Si tratta di: - fanghi di depurazione, che in gran parte vengono recuperati come ammendante sui terreni agricoli; - imballaggi di scarto, provenienti da confezioni di materie prime o ausiliarie che giungono in stabilimento o da parti di imballaggi nuovi utilizzati per il confezionamento dei propri prodotti; - rifiuti associati ad interventi sugli impianti e manutenzioni varie (per esempio i rottami ferrosi avviati a recupero). Ci sono anche alcuni rifiuti, considerati pericolosi dalla legislazione vigente, che sono gestiti e trattati in modo da limitare i rischi per l ambiente (procedure di gestione, etichettatura, ecc.). I principali derivano da attività manutentive e sono gli olii esausti, le batterie usate provenienti dai carrelli elevatori e i neon per l illuminazione, gli inchiostri e i reagenti esausti da laboratorio. La tabella riporta i quantitativi di rifiuti per stabilimento di provenienza, suddivisi in base alla loro pericolosità ed alla destinazione (Sma, smaltimento; Rec, recupero) prodotti nell arco dell anno. I fanghi provenienti dal processo di trattamento degli effluenti in loco sono riportati a parte in quanto costituiscono la stragrande maggioranza dei rifiuti non pericolosi. Altre tipologie di rifiuto non pericoloso sono costituite per lo più da imballaggi di vari materiali (plastica, carta, poliaccoppiati ecc.) provenienti dalle fasi di confezionamento del prodotto finito ed eventuale reso da mercato. Occorre evidenziare che l elevato quantitativo di rifiuti non pericolosi prodotti dallo stabilimento di Anzio trova giustificazione nella modalità di smaltimento dei fanghi, che è avvenuta per la stragrande maggioranza in forma liquida anzichè solida. L anno è stato infatti caratterizzato, per lo stabilimento di Anzio, da ingenti investimenti nell area depurazione, che hanno determinato notevoli miglioramenti soprattutto per il settore trattamento fanghi. Rifiuti prodotti nel - tonnellate Stabilimenti Non Rec Sma Pericolosi Rec Sma Fanghi pericolosi Rec Sma Anzio.77,8 7,.76,,,, 6,78.,9 Castel S. Pietro,6,6,,6,,,8, Bologna.67,.886, 66,,9,,7.66,, Soliera.6,.,,,, 6,,,6 Rimini 9,8 9, 7,6,,,, 7,6 Novara 7,,7,7.8, 7,, 89,, Milano,,,,,, - - Bari 686,79 686,79, 6, 6,, 666,, Vercelli.68,,.68,,,,,.8, Totale.9, 6.9,.,.7,7 777, 8,.87,.9, Fonte: Mud - area ambiente Granarolo Descrizione % di latte consegnato direttamente al punto vendita % % 7% 9% % n di punti vendita con consegna diretta litri di latte trasportato/litri di carburante Fonte: area logistica Granarolo SCARICHI IDRICI Le sostanze organiche rilasciate nell acqua a valle del ciclo produttivo rappresentano un inquinamento caratteristico delle aziende del comparto agroalimentare. Nella tabella sotto riportata vengono date informazioni sulla tipologia di scarico delle acque dei diversi stabilimenti produttivi e - relativamente al - la quantità di acqua scaricata (m ) nei differenti corpi recettori.

6 6 / Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e l ambiente RIMOZIONE COPERTURE IN AMIANTO Continua l attività di rimozione delle coperture in cemento amianto (eternit) presenti in alcuni stabilimenti del Gruppo, rispetto alle quali però sono stati definiti obiettivi di rapida rimozione e smaltimento. Le coperture in eternit sono state rimosse interamente presso: - lo stabilimento di Bari (dal 999 al circa m ); - il sito produttivo di Bologna (dal al circa 9 m ); - lo stabilimento di Anzio (nel circa m ); - lo stabilimento di Novara (nel circa m ); - lo stabilimento di Castel S. Pietro (nel circa m ). Presso lo stabilimento di Soliera, tra il e il, ne sono stati già smaltiti 7 m. Altri m sono stati bonificati e verranno rimossi entro il 8 i rimanenti 99 m. Occorre specificare che nel corso del - a seguito dell acquisizione di un nuovo capannone le cui coperture erano in cemento amianto - i quantitativi di amianto presente in stabilimento sono notevolmente aumentati rispetto al. All interno di ciascun sistema di gestione ambientale sono stati previsti interventi di valutazione del rischio connesso all esposizione di amianto in ambiente di lavoro, unitamente a campionamenti di aria all interno e all esterno dei locali di lavoro per determinare la presenza di eventuali fibre di amianto. Dai risultati emerge che la concentrazione di queste è nettamente inferiore ai limiti di legge e nella maggior parte dei casi risulta totalmente assente. EMISSIONI ATMOSFERICHE Tipologia e quantità di inquinanti emessi in atmosfera dipendono essenzialmente dal tipo di combustibile utilizzato. Negli impianti a metano le emissioni rilasciate causano un impatto poco rilevante, mentre laddove si fa uso di olio combustibile (seppur a basso tenore di zolfo) il tipo di impatto è rilevante e pertanto deve essere monitorato periodicamente. Granarolo ha attuato - in particolar modo presso gli stabilimenti dotati di un sistema di gestione ambientale - interventi volti a minimizzare le emissioni inquinanti. Relativamente allo stabilimento di Anzio è in programma la sostituzione dell olio combustibile - quale fonte di energia per lo produzione di calore presso lo stabilimento - con il metano a seguito dell ormai prossimo allacciamento alla rete. Si prevede il termine dei lavori entro l estate del. Spese e investimenti ambientali Tra il ed il i costi di consumo delle risorse naturali si sono mantenuti nell ordine di circa milioni di euro, mentre nel si è registrato un consistente incremento da collegare ai nuovi siti produttivi acquisiti in gestione a seguito dell acquisizione dell attività di Yomo. Per i costi di gestione dei presidi ambientali si è registrato un incremento di circa il % rispetto al, in particolare per quanto riguarda le spese per depurazione delle acque reflue provenienti da lavorazioni (sino al non appartenenti al core business) ad alta intensità di consumo delle risorse naturali. In parte l aumento si deve invece all incremento di lavorazioni su aree in cui il costo di depurazione ha subìto incrementi inflattivi (è il caso del sito di Anzio). Per quel che riguarda gli investimenti ambientali, dopo il forte incremento realizzatosi nel - dovuto soprattutto agli interventi migliorativi effettuati sui depuratori di Bologna e Bari e ad interventi di efficientizzazione del ciclo produttivo aventi ricadute significative su ambiente e sicurezza nel i valori si sono riallineati a quelli del. Da notare che la spesa più rilevante per il è stata realizzata nell area dei depuratori dei principali stabilimenti. Costi di consumo delle risorse naturali - valori in euro Risorsa Acqua Enel Metano Gpl Gasolio Olio combustibile Totale Fonte: area pianificazione e controllo di gestione Granarolo Costi di gestione dei presidi ambientali - valori in euro Attività Depurazione acque Smaltimento rifiuti Analisi esterne depuratore.67.. Manutenzioni depuratore Nettezza urbana Altri operativi depuratore Costi formazione ambientale -.7. Consulenze ambiente Totale Fonte: area pianificazione e controllo di gestione Granarolo Investimenti ambientali - valori in euro Investimenti Reparto resi Depuratore Bologna Depuratore Rimini Depuratore Novara -..9 Depuratore Anzio Depuratore Castel San Pietro Depuratore Bari Interventi sul ciclo produttivo Totale Il %, infine, ritiene l azienda impegnata a promuovere metodi di produzione ecocompatibili sull intera filiera, contro il % dell anno precedente, anche se c è stato un incremento del valore medio, passato da, a,. In generale, su tutti gli item il campione ha assegnato un discreto grado di credibilità all azione svolta dall azienda sul fronte ambientale, anche se su alcuni aspetti il giudizio non è rimasto allineato a quello espresso nell anno precedente. Il giudizio degli stakeholders - Base: totale ambiente e territorio (N=) In che misura le seguenti affermazioni identificano l attività di Granarolo? Rispetta con tempestività i requisiti di legge in materia ambientale Ha adottato nei propri stabilimenti dei sistemi di gestione ambientale (Iso /Emas) Rendiconta puntualmente il proprio impegno ecosostenibile attraverso bilanci e dichiarazioni ambientali È impegnata a riconvertire i propri metodi di produzione secondo criteri ecocompatibili (ad esempio produzione biologica) È concretamente impegnata nella riduzione dell impatto ambientale delle proprie attività Totalmente (), 66,7,,, 6,7 6,6, 6,7 6,7 6,7 66,6, Fonte: Ipsos-Explorer, Indagine stakeholder 66,7, Valori % Molto () Abbastanza () Poco () Per nulla () Evoluzione del giudizio sulla qualità delle politiche ambientali,9,8,,, Valori medi (min - max ) N= Descrizione Rilevazione Rilevazione Ipsos Ipsos N= N= Rispetta con tempestività i requisiti di legge in materia ambientale,9,9 Ha adottato nei propri stabilimenti dei sistemi di gestione ambientale (Iso /Emas),8,8 Rendiconta puntualmente il proprio impegno ecosostenibile attraverso bilanci e dichiarazioni ambientali,,9 È impegnata a riconvertire i propri metodi di produzione secondo criteri ecocompatibili (ad esempio produzione biologica),, È concretamente impegnata nella riduzione dell'impatto ambientale delle proprie attività,,7 Fonte: area ambiente Granarolo Mappa di efficacia delle politiche per l ambiente La mappa sintetizza i risultati dell autodiagnosi delle politiche ambientali di Granarolo, compiuta dal Gruppo interfunzionale per la sostenibilità in base a tre tipologie di input: - i dati di performance ambientale di Granarolo dell ultimo triennio; - il giudizio di qualità delle politiche emanato dagli stakeholders; - le indicazioni raccolte sull argomento nel corso del multi-stakeholders workshop. Gli indicatori prescelti dal Gruppo sono disposti nella mappa in funzione del loro livello di rilevanza e di applicazione. Il loro posizionamento consente di individuare in maniera immediata: i comportamenti ambientali considerati importanti, rispetto ai quali l azienda sta operando efficacemente (area performativa); le performance di particolare rilievo rispetto alle quali l azienda si pone come benchmark per il proprio settore - si collocano in una specifica area del quadrante, denominata area di eccellenza ; a questo quadrante tende ad avvicinarsi la propensione dell azienda all estensione dei sistemi di gestione ambientale, rilevabile sia dall incremento del numero di certificazioni ottenuto nel, che dal giudizio espresso in merito dagli stakeholdes; i comportamenti ambientali considerati meno significativi, sui quali l azienda offre già ampie garanzie (area di consolidamento); i comportamenti ambientali a bassa implementazione, ma sui quali non è richiesto un particolare impegno nel breve periodo (area di marginalità); qui Granarolo ha compiuto qualche passo in avanti per quanto riguarda il controllo degli impatti indiretti, soprattutto a livello di rete logistica; i comportamenti ambientali giudicati fondamentali sui quali l azienda è chiamata ad esprimere un impegno maggiore (area di intervento prioritario); qui si collocano, con maggiore evidenza rispetto allo scorso anno, gli interventi di limitazione del consumo di risorse naturali (acqua, energia, materie prime da imballaggio), sulla cui insufficienza si sono espressi gli stakeholders. Fonte: area pianificazione e controllo di gestione Granarolo Rilevanza Qualità delle politiche attuate: il giudizio degli stakeholder Area di eccellenza Legenda Estensione dei sistemi di gestione ambientale Limitazione del consumo di risorse naturali A completamento dei dati relativi alle performance ambientali del Gruppo viene di seguito riportato il giudizio espresso dagli stakeholders ambientali (esponenti di associazioni ambientaliste e di organi pubblici di controllo) di Granarolo sulle politiche di ecosostenibilità poste in essere dal Gruppo. Il tempestivo rispetto delle normative ambientali viene considerato dagli stakeholders ambientali come una caratteristica sempre più descrittiva del comportamento di Granarolo. L 8% del campione si è infatti espresso in tal senso, contro il 67% dell anno precedente. Sostanzialmente stabile (dal 66% del al 6% del ) è risultata invece la quota di intervistati che attribuisce a Granarolo la propensione ad adottare sistemi certificati di gestione ambientale nei propri stabilimenti, anche se risulta in crescita (dall 8,% al %) la fetta di coloro che considerano questa caratteristica totalmente descrittiva di Granarolo. In arretramento è risultata, invece, la percezione degli stakeholders in merito ad esaustività e puntualità della rendicontazione ambientale da parte di Granarolo. Coloro che esprimono un giudizio totalmente o in gran misura favorevole sono passati dal 67% al % (il valore medio è passato da,9 a,), rivelando l esistenza di qualche aspettativa disattesa sul piano informativo. Un fenomeno, quest ultimo, che trova riscontro nella parallela riduzione di coloro che si sono dichiarati convinti dell impegno di Granarolo verso la riduzione dell impatto ambientale delle proprie attività, passati dal 8% al % (il valore medio è sceso da,7 a,). Livello di applicazione Eco-impatto rete logistica Riconversione biologica della filiera produttiva Controllo degli impatti indiretti

7 Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e gli stakeholder \ 7 Performance di sostenibilità socio-ambientale GRANAROLO E GLI STAKEHOLDER Key points Granarolo e i collaboratori Gli interlocutori Lo stakeholder personale è suddiviso in: operai (7), impiegati (8) e figure direttive (). Gli oggetti dello scambio A fronte delle prestazioni di lavoro le attese dei dipendenti si concentrano sulla crescita professionale, sull equo accesso alle opportunità di carriera, sulla corresponsione di retribuzioni commisurate a ruoli e responsabilità e su un ambiente lavorativo sicuro e confortevole. Granarolo predispone per i propri dipendenti piani di formazione calibrati sulle specifiche esigenze delle varie funzioni, applica un modello organizzativo basato sullo sviluppo delle competenze, attua sistemi retributivi quanto più possibile ancorati agli obiettivi ed effettua continui investimenti migliorativi dell ambiente di lavoro. Gli obiettivi strategici Favorire e sostenere l integrazione delle diverse culture organizzative; promuovere la crescita professionale delle risorse interne; garantire la correttezza e la trasparenza nella definizione delle politiche e nella gestione delle risorse umane. Gli strumenti Modello organizzativo funzionale; sistemi premianti strutturati su base fissa o variabile, a seconda dell inquadramento professionale; meccanismi operativi tarati sui diversi tipi di cultura organizzativa e mirati all integrazione delle diverse funzioni; piani di formazione personalizzati, basati sulla valutazione delle carenze e delle potenzialità; informazione, comunicazione (tramite house-organ, intranet, bacheche informative, posta elettronica), convention e gruppi di lavoro interno. Nel il trasferimento nella controllata Yogolat dei lavoratori appartenenti ai rami d azienda rilevati dal Gruppo Yomo ha portato il Gruppo Granarolo ad un incremento di 697 unità rispetto all anno precedente. Il totale della popolazione aziendale è dunque salito a. unità lavorative. Ad ogni modo il perimetro di indagine e rilevazione di questa edizione del Bilancio di Sostenibilità resta ancorato alla popolazione aziendale del Gruppo, al netto delle risorse appartenenti a Yogolat. Struttura ed evoluzione dell organico aziendale L andamento occupazionale ha registrato anche nel una sostanziale stabilità degli organici aziendali. A fine anno il Gruppo Granarolo contava. dipendenti, lo stesso numero del. A fronte dell immobilità del dato finale, sono comunque stati registrati flussi interni che hanno prodotto un incremento di organico della capogruppo Granarolo S.p.A. passata da da 8 a 86 unità e la conseguente riduzione di personale nelle società controllate, dovuta anche ad alcune scelte di riorganizzazione intragruppo. Tra queste, la più rilevante è la scissione tra il ramo industriale e quello commerciale di Vogliazzi (l attuale V.S.G. S.p.A.) - con relativo assorbimento delle 8 risorse operanti in quest ultimo all interno di Granarolo S.p.A. - realizzata a partire dal gennaio. Il delta negativo tra il e il dell organico V.S.G. S.p.A. è inoltre dovuto ad una diversa organizzazione del lavoro nei picchi stagionali di attività, che ha consentito di ridurre l utilizzo di contratti a termine nel periodo natalizio. Organico - Distribuzione per società di appartenenza Qualifica su Granarolo ,% Dilat* Alto Lazio* Centrale del Latte di Milano 9 8 -,% Vercelli S.G ,% Sail ,% Calabrialatte ,7% Agriok ,6% Totale..6..,% * Dal incorporate in Granarolo S.p.A. Fonte: area risorse umane Granarolo Organico - Distribuzione per qualifica Qualifica su Dirigenti 6,% Quadri ,% Impiegati ,7% Operai ,% Totale Fonte: area risorse umane Granarolo Facendo riferimento esclusivamente alle posizioni lavorative a tempo indeterminato, si sono registrate cessazioni e 6 nuove assunzioni, dando luogo ad un tasso di turn over del,% in uscita e del,8% in ingresso. La segmentazione professionale delle risorse continua a segnare un, seppur lieve, incremento delle categorie manageriali (dirigenti e quadri, che aumentano di 9 unità) rispetto alle professionalità di tipo operaio e impiegatizio. Organico - Distribuzione per età, sesso e qualifica - anno Età Personale maschile Personale femminile Dirigenti Quadri Impiegati Operai Totale Dirigenti Quadri Impiegati Operai Totale Oltre 6 Totale Fonte: area risorse umane Granarolo

8 8 / Annual Report - Gruppo Granarolo Bilancio di sostenibilità - Parte terza - Performance di sostenibilità socio-ambientale - Granarolo e gli stakeholder Organico - Distribuzione per anzianità, sesso e qualifica - anno Anzianità Personale maschile Personale femminile Dirigenti Quadri Impiegati Operai Totale Dirigenti Quadri Impiegati Operai Totale oltre Totale Fonte: area risorse umane Granarolo Sia in termini di età anagrafica che di anzianità di servizio, la composizione della popolazione aziendale esprime in maniera piuttosto evidente il massiccio turn over dell organico che sta caratterizzato la struttura organizzativa nel periodo più recente. Il % degli addetti ha infatti meno di anni e l 8% ne conta meno di. La presenza femminile pur se diminuita rispetto allo scorso anno ( unità contro le 6 del ) rappresenta comunque il % dell organico complessivo. Oltretutto, la dinamica d ingresso delle nuove risorse mostra un importante accelerazione della componente femminile nell ultimo periodo: quasi il % delle donne è infatti in azienda da meno di anni. Il grado di turn over emerge anche dai dati sulla distribuzione per anzianità della popolazione di Granarolo. Il 9,% dei dipendenti ha infatti un legame con l azienda inferiore ai anni. Nel era il 9,8% dei collaboratori a rientrare in questa categoria. Turnover delle risorse umane in Granarolo S.p.A. nel periodo - Capogruppo Assunti Dimessi Assunti Dimessi Assunti Dimessi Assunti Dimessi Dirigenti - - Quadri - Impiegati Operai Totale % su organico 8,%,%,8%,% 6,8%,% 6,8%,8% Fonte: area risorse umane Granarolo Organico - Distribuzione per area funzionale Aree funzionali Granarolo S.p.A. Centrale di Milano Sail Vogliazzi Altre Totale Amministrazione e finanza Controllo di gestione/auditing Risorse umane Commerciale Logistica Marketing/comunicazione Operations Ricerca&Sviluppo - Assicurazione Qualità Totale Fonte: area risorse umane Granarolo I cambiamenti organizzativi relativi al riordino degli organici nelle diverse aree funzionali sono essenzialmente il frutto della messa in opera di quanto previsto dai cantieri di ridefinizione del modello di business aziendale (Progetto Goal). In questo contesto ha sicuramente agito da elemento catalizzatore l operazione di acquisizione del Gruppo Yomo. I principali interventi sono stati diretti a potenziare le funzioni più direttamente correlate ai processi di innovazione e sviluppo, ovvero: - le aree di business e le linee di prodotto all interno della nuova Direzione marketing, che sta adeguando le proprie skills al nuovo orizzonte competitivo; - la realizzazione di una struttura avanzata di trade marketing, in grado di governare centralmente lo spending promozionale e le politiche di category management verso la grande distribuzione; - il corpo professionale della ricerca e sviluppo e dell assicurazione qualità, volte rispettivamente ad alimentare e mantenere i valori basilari della marca nella produzione. La presa in gestione del Gruppo Yomo è stata affrontata da subito con un obiettivo radicale di integrazione nel sistema di responsabilità e nelle regole di governance del Gruppo Granarolo, ponendo le funzioni di Yogolat alle dirette dipendenze delle corrispondenti responsabilità della capogruppo e razionalizzando lungo questa direttrice anche le procedure e i sistemi operativi in uso. Nell ultimo trimestre dell anno è stato avviato il progetto più ambizioso e difficile, relativo allo sviluppo del nuovo modello commerciale e distributivo, da realizzare attraverso l integrazione delle reti di vendita e logistiche sul territorio di Granarolo e Yogolat. Un progetto destinato a realizzarsi compiutamente entro la fine del. Sono pertanto state rivisitate le aree di responsabilità della direzione commerciale e della direzione logistica, orientando la prima ad un presidio più specializzato dei canali sul territorio e la seconda ad una chiara ripartizione delle competenze, sia sulle piattaforme che sulla distribuzione secondaria. Politiche di orientamento all occupazione e recruiting Granarolo nel ha realizzato 6 progetti relativi a stage e tirocini formativi nell ambito di un rapporto sempre più intenso e proficuo con il mondo accademico, che conta ormai convenzioni con università e business school. L'assunzione di neolaureati in Granarolo avviene di norma con utilizzo degli strumenti a disposizione nel mercato del lavoro, che vanno da inserimenti con contratti di formazione e lavoro e contratti di tirocinio formativo ad assunzioni a tempo determinato ed a tempo indeterminato. La retribuzione iniziale si colloca nelle fasce medio-alte del mercato del lavoro, attestandosi attorno ai 6. euro netti annui, il che significa una retribuzione mensile attorno ai. euro, riparametrata su mensilità annue. Iniziative di formazione e orientamento alla prima occupazione Iniziativa Stage e tirocini formativi progetti progetti 8 progetti 6 progetti Tesi di laurea progetti progetti progetti 8 progetti Contratti formazione lavoro 8 contratti 6 contratti contratti 8 contratti Assunzione neolaureati assunzioni 6 assunzioni 6 assunzioni 7 assunzioni Assunzione giovani ª esperienza lavorativa 9 assunzioni assunzioni 9 assunzioni assunzioni L'azienda è comunque fortemente orientata ad inserire elementi di crescita con meccanismi premianti, che se da un lato tendono a rendere stabile l'occupazione - laddove il contratto individuale prevede l'inserimento di un termine temporale - dall'altro l'assegnazione di obiettivi correlati a quote di salario contribuiscono ad una crescita dell'aspetto economico. Relazioni industriali Sul fronte delle relazioni industriali il è stato contrassegnato in modo decisivo dal piano di risanamento e rilancio delle attività rilevate dal Gruppo Yomo, che si è focalizzato prima di tutto sulla procedura sindacale per il trasferimento a Yogolat dei lavoratori già alle dipendenze di Yomo, Merlo, Pettinicchio e Leo Marven System. Successivamente è stato messo a punto l accordo tra le parti sociali - sottoscritto nel luglio presso il Ministero del Welfare - per un piano di Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale della durata di mesi, a partire dal giugno. La nuova dimensione e complessità determinata dall ingresso di Yogolat nel perimetro di attività di Granarolo ha peraltro indotto le organizzazioni sindacali a modificare anche i livelli di rappresentanza e coordinamento del Gruppo, oggi assimilato alle maggiori realtà industriali alimentari, intraprendendo un confronto con l azienda volto a verificare ed adeguare le regole e la strumentazione complessiva del sistema di relazioni di secondo livello. Le attività negoziali relative a Granarolo si riferiscono sostanzialmente all integrativo aziendale del, del quale va registrata la conclusione positiva dei lavori svolti dalla commissione bilaterale su inquadramenti e professionalità. È stato infatti raggiunto un accordo sia di metodo che di contenuto - sulle aree professionali prese in esame (ciclo del pastorizzato fresco e dell Uht, key account manager, area amministrativa), rendendo possibile l estensione della prassi sperimentata ad altre aree professionali (caseificio di Bologna). Le ore di lavoro perse per agitazioni sindacali (tra adesioni a scioperi nazionali e scioperi aziendali) sono state 6.9. Le ore di lavoro perse per assemblee e permessi sindacali sono state.86. Iscritti ad organizzazioni sindacali Società N iscritti a organizzazioni sindacali Tasso di sindacalizzazione Granarolo ,% 7,% 6,% Centrale di Milano ,8% 8,7% 8,8% Sail ,% 79,% 76,% Vercelli S.G ,%,8%,8% Calabrialatte 88,% 77,%,6% Totale ,% 6,% 6,% Fonte: area risorse umane Granarolo Fonte: area risorse umane Granarolo

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