Contratto di fiume della Stura di Lanzo Dopo una pausa durata quasi sei anni, è recentemente ripartito il percorso di coprogettazione

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1 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) Anno 41 - Aprile n.4 art. 1, comma 1, NO/TORINO, n Tassa Pagata - Taxe Perçue. Contratto di fiume della Stura di Lanzo Dopo una pausa durata quasi sei anni, è recentemente ripartito il percorso di coprogettazione del Contratto di Fiume del Torrente Stura di Lanzo, promosso e gestito dalla Provincia di Torino. L Ente intende ora imprimere nuova spinta ad una iniziativa che per vari motivi si era interrotta, provando a ri- coinvolgere energie ed interessi presenti sul territorio: amministrazioni comunali, associazioni locali, consorzi di bonifica, aziende agricole, imprenditori, singoli cittadini, ecc. Dagli inizi di giugno del 2013 è così ripreso il processo partecipato che caratterizza i Contratti di Fiume, nati negli anni 80 in alcuni Paesi europei per affrontare in modo integrato i problemi idrologici e ambientali dei bacini idrografici. Il fiume viene quindi visto come un ecosistema complesso in cui aspetti idraulici, geomorfologici, di qualità delle acque ed ecologici sono strettamente interdipendenti. Per questo motivo la partecipazione dei diversi attori, ognuno con le proprie competenze ed interessi è elemento fondamentale per il raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale dei corsi d acqua, riconosciuti ormai come elementi indispensabili per il mantenimento degli equilibri naturali dei territori. I lavori del Contratto di Fiume del Torrente Stura di Lanzo, sono ripartiti dai documenti elaborati a seguito del workshop di progettazione del 4 luglio 2007, che ha individuato tre tavoli tematici paralleli: riqualificazione delle sponde e dei territori fl uviali e mitigazione del rischio idraulico; qualità e quantità delle acque; sviluppo locale sostenibile. È facilmente intuibile come ogni singolo tema necessiti di un attenta analisi dello stato dell esistente e di un altrettanta attenzione su come sia meglio procedere, tenendo anche conto che i tavoli sono sì separati, ma che l azione da intraprendere deve necessariamente essere coordinata al raggiungimento di un unico obiettivo: il recupero e la valorizzazione di un importante corridoio ecologico. Il lavoro fin qui svolto è quindi complesso e ha visto, da parte dei diversi attori e per ciascun ambito tematico, l individuazione delle problematiche, degli obiettivi, delle azioni per il loro raggiungimento e, dove già possibile, dei soggetti attuatori e delle risorse economiche necessarie. Per chi fosse interessato a conoscere nel dettaglio i vari passaggi si consiglia di consultare le pagine del sito della Provincia di Torino all indirizzo: risorse_idriche/progetti/contratto_stura L Ata, (Associazione per la Tutela dell Ambiente) è coinvolta in questo percorso. L associazione ha seguito le tappe intermedie partecipando ai tavoli di lavoro, ha condiviso il metodo proposto e intende, mettendo a disposizione le proprie competenze, supportare le azioni attuative individuate. In tal senso sono state organizzate nell autunno 2013 e ad inizio 2014 alcune serate divulgative su temi inerenti il Contratto di Fiume. Tuttavia, non dobbiamo illuderci che solo l impegno e l entusiasmo dei promotori possa essere sufficiente a superare alcune debolezze emerse in questi mesi di tavoli paralleli e non dobbiamo nasconderci che queste debolezze potrebbero, in tutto o in parte, trasformare il progetto in un ennesimo elenco di buone intenzioni. Le amministrazioni locali, a parte poche eccezioni, non sembrano cogliere fino in fondo le opportunità, anche culturali, contenute in questa proposta. L ambiente fluviale e la tutela dei suoi complessi equilibri, la biodiversità e le ricadute sulla qualità della vita ad essa collegate, non sembrano essere percepite da molti amministratori come le priorità sulle quali spendere risorse ed e- nergie. Così, spesso, si pensa che per una riqualificazione fluviale possa essere sufficiente una pista ciclabile o un area attrezzata, opere di per sé non negative, ma che mettono in evidenza una conoscenza superficiale, parziale e sbrigativa del concetto di corridoio ecologico che il fiume invece rappresenta. Oltre a ciò, il cattivo funzionamento di alcuni depuratori e la presenza di fabbriche che utilizzano e scaricano le acque dello Stura, dovrebbero maggiormente responsabilizzare gli amministratori locali ed indurli ad una vigilanza costante, attenta e puntuale sulla qualità delle acque del torrente e ad una tenace opera di stimolo nei confronti degli enti preposti al controllo. Pulizia nella riserva del Po morto I guardiaparco del Parco del Po e della Collina torinese sono intervenuti recentemente per ripulire la Riserva del Po Morto, una lanca in comune di Carignano, usata per anni come discarica abusiva e colmata con rifiuti inerti di vario genere. In totale sono stati asportati più di 10 metri cubi di materiale, dai pneumatici (oltre 60), alle bottiglie di plastica, secchi di metallo, televisori ed altri oggetti. La lanca è un meandro creato dalla deviazione di acqua dall alveo principale del fiume, le sue acque sono ferme e proprio per questa ragione si formano zone umide di notevole interesse; tante le specie di uccelli che trovano rifugio nella sua folta vegetazione, molti i pesci. Quindi un luogo in cui si possono trascorrere ore di benessere La difficoltà a reperire risorse economiche per sostenere concretamente ogni azione utile al Contratto, rappresenta un ulteriore fragilità dell impianto progettuale. Non essendo le azioni direttamente finanziate dal Contratto di fiume, le risorse necessarie andranno ricercate nelle diverse opportunità di finanziamento che man mano si presenteranno. Al momento queste sembrano reperibili dal progetto Corona Verde che fa capo alla Regione Piemonte e dai finanziamenti dei fondi della nuova programmazione europea in cui la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e la partecipazione sono aspetti prioritari e trasversali. Altro punto dolente del progetto, e forse il più difficile da affrontare, è lo scarso coinvolgimento dei cittadini che, anche a causa delle dinamiche messe in atto in questi processi, assumono il ruolo di attori ignari di progetti che riguardano direttamente loro e il loro territorio. Ferma restando l importanza delle funzioni di indirizzo e di proposta e delle competenze tecnico-scientifiche che gli Enti devono mettere a disposizione, è sempre più urgente la necessità di rendere la partecipazione dei cittadini più attiva e più determinante nell assunzione delle decisioni finali. Il successo di questo come di altri Contratti di Fiume è, nel medio e lungo termine, strettamente correlato alla percezione della sua utilità tra le persone e al grado di contributo attivo che potranno dare al processo. Solo attraverso una fattiva partecipazione è possibile costruire la conoscenza, il senso di appartenenza e di responsabilità, necessari ad una reale gestione integrata e ecosostenibile del Fiume, bene comune. Nei prossimi mesi è previsto un incontro che avrà lo scopo di formalizzare le azioni e le responsabilità di chi dovrà attuarle. Michele D Elia, con la collaborazione di Alessandra Melucci e tranquillità, passeggiando sui sentieri circostanti; un vero patrimonio di tutti. L intervento di pulizia è stato realizzato dai guardiaparco del Parco del Po e della Collina torinese, in collaborazione con il Comune di Carignano, che ha provveduto allo smaltimento: sono state dedicate alcune giornate di lavoro per riportare la lanca ad un ambiente il più possibile naturale, ma che avrà ancora bisogno di molte ore di impegno per essere completamente bonificata dalle immondizie gettate per anni da individui privi di senso civico. Si tratta di un esempio delle azioni di controllo e manutenzione del territorio che l Ente Parco attiverà nei prossimi mesi anche in altre aree del fiume, stimolando la cooperazione fra i comuni e gli altri soggetti del territorio in un periodo di difficoltà che si possono superare solo cooperando di più fra tutti. 1

2 2 Tav in Val Susa e rischi sulla salute Al Centro Congressi della Regione Piemonte lo scorso sabato 1 marzo sono arrivate le polveri della Clarea, quelle del cantiere del costruendo tunnel geognostico dell Alta Velocità. Polveri contenute in un apposito contenitore e che hanno dato voce e luce ad un rilevatore di radioattività messo a contatto con le stesse. E polveri destinate a viaggiare, attraverso le correnti dell aria e dei trasporti verso i siti di stoccaggio, spargendosi equamente tra valle, Torino e cintura. Questo il tema dell interessante convegno, promosso da Pro Natura Piemonte e che si è occupato del tema della salute pubblica in riferimento ai rischi derivanti, per la popolazione, dallo scavo del tunnel della Maddalena di Chiomonte. Ad aprire il convegno Angelo Tartaglia, professore di Fisica al Politecnico di Torino, che ha presentato i vari relatori: Massimo Zucchetti, docente di Protezione dalle radiazioni al Politecnico di Torino; Mario Cavargna, master in Ingegneria ambientale e presidente di Pro Natura Piemonte; Marco Tomalino, medico e portavoce del Coordinamento sanitario della Valle di Susa; Giancarlo Ugazio, medico, professore ordinario dal 1976 al 2007 di Patologia Generale nella Scuola Medica dell Università di Torino, esperto in patologie da esposizione occupazionale e/o extra lavorativa ad asbesto; Ugo Mattei, giurista, professore di diritto civile all Università di Torino. Ma perché occuparsi di polveri? Perché nel cantiere valsusino le polveri da mesi stanno segnando l aria. Polveri che fuoriescono dal tunnel che è in realizzazione (ad oggi ha raggiunto poco più dei 400 metri di profondità), polveri derivanti dai vari spostamenti nei siti di stoccaggio, polveri di cemento. Finissime nano polveri composte da svariati e anonimi componenti ma, alla luce di quanto sentito nel convegno, capaci di segnare più o meno gravemente la salute. Polveri, come ha sottolineato Mario Cavargna, sottili, che non sono biodegradabili, che non si fissano subito sul terreno, ma che ad ogni soffio di brezza (veicolo con il quale si spostano) si muovono nell aria ed entrano negli alveoli polmonari e nel sangue, determinando stati di infiammazione, primo gradino per patologie più gravi. Polveri delle rocce triturate. Polveri di cemento, presenti già nel 1992, quando fu rilevato piombo nel vino, proveniente dai lavori effettuati per la costruzione dell autostrada. Polveri di amianto. Quali sono le garanzie su questa opera per la tutela della salute? Pessime. Rischiando, se si denunciano le tante situazioni che si possono rilevare, di essere denunciati per procurato allarme. Cosa già accaduta. E questo nonostante il fatto che, da un anno, sono sotto lo stesso rischio anche le maestranze. E, come poi ricordato in un successivo LE GITE PER I SOCI DI PRO NATURA TORINO Domenica 13 aprile 2014: Le Oasi del Burchvif Vedere notiziario precedente. intervento dal professor Claudio Cancelli, presente in sala, le polveri sono costituite da sostanze nocive che i promotori dell opera credono di poter contenere ma senza valide motivazioni, perché le fibre che fuoriescono dalla galleria si spandono nell aria e qui rimangono, all interno di quella sorta di copertura che s allunga su tutta la valle e che raggiunge i 1200 metri di altezza: questo è un assassinio fatto da un assassino che non può essere colpito, così ha ricordato Cancelli. Quanto quindi oggi accade va posto in un quadro generale di salute della popolazione della Bassa valle certamente non roseo, come ha ricordato il dottor Tomalino, che vede le maggiori percentuali di mortalità di tutta la Regione Piemonte, dovute ad un maggior incremento di tumori e di affezioni all apparato circolatorio. Punti deboli del territorio? L alta densità abitativa, con cantieri vicino alle aree abitate, forte presenza di infrastrutture e insediamenti industriali come quelli delle quattro acciaierie, l Assa, a San Didero ed a Ferriera, che hanno determinato negli anni un forte inquinamento del suolo, nel quale si sono depositati diossine e pcb, difficili da smaltire, che hanno segnato alcune decine di centimetri della superficie e che potrebbero, tra l altro, ritornare tutti nell aria con danni inimmaginabili, qualora di procedesse in dette aree alla costruzione del nuovo autoporto previsto nel progetto dell alta velocità. La Valle di Susa ha già dato in problemi ambientali, lo spostamento del terreno deve effettuarsi con molta cautela ed un progetto come il TAV può incidere in modo rovinoso, così ha concluso la relazione Marco Tomalino. Il nostro ambiente ora è come una discesa di slalom, i rischi occorre conoscerli prima con questa immagine ha iniziato la sua esposizione Giancarlo Ugazio, sottolineando l imprescindibile necessità della prevenzione primaria, che tenga conto della triade interattiva che opera nell ambiente contro la salute: gli agenti patogeni, l asbesto (amianto) ed i campi elettromagnetici. Le particelle più sono piccole più sono pericolose, entrano nell organismo attraverso l aria, ma anche col cibo, attraverso le mucose, con l acqua, ingerita o utilizzata anche nel lavarsi, questo quando vi sono acquedotti con tubi di eternit ed in Italia vi ne sono ancora tantissimi Nel 2012 vi erano già cinquecento indagati per terrorismo contro il TAV ma domani più di cinquecento malati o deceduti per patologie toraciche e extra toraciche causate da fibrille d asbesto (amianto) assunte per esposizione in condizioni occupazionali o extralavorative potrebbero essere contati in eccesso rispetto alle attese dell epidemiologia ufficiale. L amianto può entrare nel nostro organismo per via respiratoria, Domenica 25 maggio 2014: Valle Vermenagna - Capanna Chiara Partenza alle ore 7 da corso Re Umberto angolo corso Stati Uniti con bus riservato per Limone (1000 m). Salita su sentiero (450 m di dislivello) alla Capanna Chiara (1450 m), situata nel Vallone del Cross. In alternativa giornata libera a Limone o Vernante. Pranzo al sacco ed equipaggiamento da escursionismo. Contributo di partecipazione 23 (bus, assicurazione contro infortuni e mance). Iscrizioni in segreteria (via Pastrengo 13, Torino, tel ) dalle ore 15 di lunedì 5 maggio fino ad esaurimento dei posti. intestinale, tramite le mucose, quindi si diffonde per via circolatoria in tutti i tessuti, poi esprime la sua azione cancerogena con un meccanismo molecolare pro-ossidante, che è aggravato dal sinergismo tossicologico con molti altri agenti patogeni, inorganici (metalli pesanti: As, Cr, Pb, Hg) o microrganismici (Helicobacter pilori, Candida albicans, Clamidia Trachomatis, Citomegalovirus). Le conseguenze del sinergismo rendono privi di significato i cosiddetti limiti di legge che sono prescritti per ogni singolo veleno ambientale, stabiliti senza tenere conto della presenza contemporanea di molti agenti patogeni e dalla suscettibilità congenita o acquisita dell organismo. Le patologie da amianto sono irreversibili e non sono sempre trattabili proficuamente, pertanto l unico rimedio agli effetti nocivi del minerale killer è la prevenzione primaria, ossia il rischio zero, che impone di evitare l inquinamento dell ambiente nelle tre principali fasi operative: prima (mineraria), durante (uso dei prodotti) e dopo (smaltimento dei manufatti, smarino compreso). I principali organi bersaglio dell azione patogena dell amianto (asbesto), cancerogena e/o non tumorale, sono localizzati non solo nella cassa toracica (polmone, pleura, cuore, pericardio), ma anche in altre parti dell organismo: cervello, laringe, esofago, mammella, rene, stomaco, pancreas, peritoneo, intestino tenue, colon-retto, pene, prostata, ovaio, testicolo, timo, tonaca vaginale del testicolo, vescica, vagina. Tra le più importanti affezioni non tumorali troviamo il morbo di Alzheimer, l autismo e la sclerosi laterale amiotrofica. Oltre a evitare le operazioni produttive che causano dispersione di amianto nell ambiente di lavoro o di vita e all accurato controllo di esse, le istituzioni pubbliche deputate al mantenimento della salubrità dell ambiente hanno l obbligo di verificare qualitativamente la presenza e di determinare quantitativamente i vari veleni ambientali. Quanto alle ricadute sulla salute pubblica, l omissione di questi doveri d ufficio equivale all elusione, dolosa o colposa, degli interventi richiesti dall inquinamento dell ambiente. La strage da asbesto (amianto), una vera e propria shoah per l umanità, dura da più di un secolo, sostenuta dall ingordigia umana per il potere e per il profitto e con il parziale contributo del silenzio di istituzioni di controllo, di certi sanitari e di molti imprenditori del ramo, questo quanto affermato dal Professor Ugazio. Polveri varie. Amianto. Ma anche radioattività. Naturale, per il momento, nelle polveri sollevate dal cantiere e portate sul tavolo dei relatori da Massimo Zucchetti. Polveri che messe in contatto con un rilevatore di radioattività hanno sollecitato lo stesso a mandare segnali luminosi e sonori. Si tratta di radioattività legata al decadimento naturale dell uranio, non riscontrabile comunque nel salone in cui ci troviamo ma presente in questo campione di polveri prese a ridosso del cantiere della Maddalena. La quantità di radioattività si può definire rilevante, nel senso che può essere rilevata dallo strumento e che è al di sopra di quello che è il cosiddetto fondo naturale. Nulla di drammatico, ma esiste. Da quelle parti l uranio era presente nel Cretaceo, vi è rimasto fino agli anni sessanta.. poi negli anni settanta è sparito per decreto. Adesso l apparecchio segnala della radioattività, ma non credo che si tratti di un apparecchio no tav. continua

3 Ma allora che fare, in una situazione come l attuale, dove anche la pacifica presa di posizione può trasformarsi in reato, per vedere tutelata la propria salute? Cercando di cambiare un ordinamento giuridico che oggi mette al centro l umano individuo astratto, cosicché il diritto determina la realtà. Questo quanto affermato da Ugo Mattei, che ha guardato alla Costituzione, all articolo 9, sull ambiente e paesaggio, all articolo 32, sul diritto alla salute, diritto fondamentale della persona, della comunità. Sottolineando come il principio della prevenzione e della precauzione sia fortemente disatteso, ed oggi è la stessa Unione europea che ce lo chiede. A termine convegno si sono poi fatte alcune concrete proposte. La richiesta di un confronto con i responsabili di LTF e ARPA, su come monitorano il cantiere, con quali prescrizioni e se le stesse vengono rispettate. Poi la possibilità di ripetere questa iniziativa in Valle di Susa e non solo. Ed è stata lanciata dal professor Zucchetti un attività sperimentale popolare, quella del monitoraggio costante della radioattività in Clarea, invitando tutti coloro che si trovano nelle vicinanze del cantiere a raccogliere le polveri depositate sulle superfici, strofinando più volte il campione, un dischetto da strucco, che verrà poi chiuso in un sacchetto di plastica, corredato di informazioni sul giorno, sull ora, sul luogo di raccolta, eventualmente da una fotografia e fatto pervenire al Docente stesso. Gabriella Tittonel La certificazione forestale: una garanzia Avrete certamente notato che su alcuni pacchetti di fazzoletti di carta e sulla controcopertina di libri e riviste, compaiono da un po di tempo dei simboli recanti la dicitura FSC o PEFC con indicazioni che richiamano un impegno ambientale da parte delle ditte produttrici: sono i loghi della certificazione forestale, strumento che garantisce al consumatore che la materia prima, ossia il legno, proviene da foreste gestite in modo rispettoso per l ambiente e per le popolazioni che in esse vivono, e che in tutte le fasi della produzione non è stato confuso con altri materiali privi di garanzia di origine. La certificazione della gestione forestale è stata introdotta negli anni 90 come strumento di controllo dello sfruttamento delle foreste primarie (in aree quali l Amazzonia, il centro Africa e l Indonesia i tagli illegali rappresentano un emergenza ambientale ancora oggi). Essa risponde da vent anni all esigenza di garantire la provenienza sicura e legale della materia prima e nel contempo ha introdotto regole che rendono compatibile l utilizzo delle foreste con il loro mantenimento. Gli standard di gestione forestale (SFM: Sustainable Forest Management) e gli schemi correlati di rintracciabilità del legno (CoC: Chain of Custoy) sono numerosi: la FAO ha individuato una cinquantina di schemi operativi a livello mondiale. Gli schemi più importanti a livello internazionale sono due: il sistema FSC (Forest Stewardship Council), elaborato da organizzazioni ambientaliste e il sistema PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes), promosso dai proprietari di foreste. Essi assicurano una superficie certificata complessiva di 400 milioni di ettari (pari a circa il 10% delle foreste mondiali) e oltre aziende nel mondo. In Italia la superficie forestale certificata è pari a ettari (anche qui circa il 10% delle foreste) e sono i certificati di catena di custodia. In Piemonte ci sono circa ettari di foreste e 900 ettari di pioppeti certificati, e sono oltre un centinaio i certificati di catena di custodia. La gestione sostenibile delle foreste cerca di conciliare la protezione dell ambiente con una gestione delle risorse naturali, necessaria allo sviluppo economico di un territorio e caratterizzata da forme innovative in grado di preservare, conservare e migliorare il patrimonio forestale; la buona gestione forestale viene certificata da una terza parte accreditata (Ente di Certificazione) attraverso una valutazione sistematica e indipendente della conformità di determinati Principi, Criteri e Indicatori ambientali, sociali ed economici. Sia FSC (http://it.fsc.org/) che PEFC (http://www.pefc.it/) propongono criteri e linee guida per attuare una buona pratica gestionale nei soprassuoli forestali e per garantire la tracciabilità del legno, materia prima, fino al prodotto finito. Il proprietario del bosco (sia pubblico che privato) deve essere in possesso di un piano forestale che contenga: la descrizione delle risorse (specie arboree presenti, massa legnosa, cartografie per le definizione dei confini della proprietà); la giustificazione della stima di quanto annualmente si intende tagliare, i criteri di selezione delle specie al taglio; le modalità per il monitoraggio delle dinamiche e dello sviluppo della foresta; le modalità per l identificazione e la protezione di specie rare, minacciate e in pericolo, comprese le aree protette; la descrizione e la giustificazione delle tecniche e delle attrezzature prescelte per il taglio e l esbosco; l impegno al rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro per le attività svolte. Un altro elemento caratterizzante la certificazione della gestione forestale sostenibile è il confronto con gli stakeolders (o parti interessate ) rappresentate da associazioni ambientaliste, ditte boschive, associazioni venatorie, Corpo forestale dello Stato, personale di parchi e aree protette coinvolte nella gestione, enti locali, cittadini, che sono consultati pubblicamente in merito all impostazione della gestione e dai quali vanno raccolti reclami e suggerimenti. La rintracciabilità del legno derivante dal taglio delle foreste certificate permette di ricostruire la storia del prodotto, dal luogo d origine al punto vendita, passando per le diverse fasi di produzione e trasformazione; il relativo marchio è apposto direttamente sul prodotto finito o semilavorato. La catena di custodia consente alle aziende di comunicare ai consumatori in modo trasparente e credibile l impegno ambientale per le foreste e offre ai consumatori elementi concreti e affidabili su cui basare le proprie scelte di acquisto sostenibile. Quali tipi di prodotto un consumatore può facilmente trovare con il marchio che garantisce la provenienza da foreste gestite in modo sostenibile? Mobili e complementi di arredamento, arredi per esterni, pavimentazioni, serramenti, prodotti a base di carte assorbenti, carta per uffici. Fernanda Giorda dottore forestale, libero professionista Passeggiate sui sentieri collinari Ricordiamo che il programma completo delle passeggiate organizzate dal Coordinamento sentieri della Collina torinese di cui Pro Natura Torino è capofila, è disponibile nella sede di via Pastrengo 13, Torino. Può anche essere consultato sul sito: www. torino.pro-natura.it alla voce Sentieri della collina torinese. Per motivi di spazio ci limitiamo a ricordare data e titolo delle passeggiate in programma. Sabato 19 aprile: Quattro passi, con Pro Natura Torino, da Pecetto a Celle e Trofarello. Vedere riquadro a pagina 6. Lunedì 21 aprile Pasquetta a San Siro (Casalborgone). Info: Venerdì 25 aprile: Camminata per non dimenticare. Da Baldissero a Rivodora. Info: Giovedì 1 maggio: A spasso tra le colline e le ville storiche di Castagneto. Info: , Sabato 10 maggio: Bastoni artistici...laboratorio creativo di mobiles nel Parco del Meisino (Torino). Info: Sabato 10 maggio: Camminando sulle acque : Passeggiata lungo il Po a Torino. Info: Domenica 11 maggio: Ortiche preziose. A Revigliasco. Info: ; Domenica 11 maggio: La Collina tra Moncalieri a Revigliasco. Info: Domenica 11 maggio: Da Gassino a San Raffaele, tra Collina e Fiume Info: , Domenica 18 maggio: Camminata ad anello lungo i sentieri nelle colline tra Berzano, Casalborgone e Cinzano. Info: Domenica 18 maggio: Alla scoperta dei percorsi di Montaldo Torinese. Info: Domenica 18 maggio: Elogio del suolo (seminario itinerante sulla Collina morenica di Rivoli-Avigliana). Info: Domenica 18 maggio: Camminata attorno a Superga con Pro Natura Torino. Info: L acqua, la vita, l uomo L Associazione Triciclo di Torino, in collaborazione con la Provincia di Torino, organizza un concorso fotografico riservato a immagini di ambienti di acqua dolce articolato in quattro sezioni. 1. Acque chiare : riservato a fotografie di ambito locale degli ambienti acquatici della Provincia di Torino. 2. Acque e natura dedicato a fotografie di tipo naturalistico di ambienti acquatici di qualunque altra località. 3. Inquinamento e spreco delle risorse per mettere in rilievo le situazioni di degrado, ovunque esse si trovino nel mondo. 4. L acqua e la fatica delle donne in Italia e nel mondo : documentazione e riconoscimento della presenza, fatica e lavoro delle donne, per la cura e l approvvigionamento dell acqua i molte regioni del mondo. Il concorso si prefigge lo scopo di promuovere la conoscenza delle tematiche relative al rapporto fra l uomo e le risorse naturali idriche, fondamentali per la vita sulla Terra. La partecipazione è gratuita e la scadenza è fissata al 18 maggio Info: 3

4 4 Rifiuti tossici nel Cuneese? Rifiuti tossici nel Cuneese? Sembra di si. Questo dato sconcertante emerge dalla lettura del libro di Giovanni Borrello All ombra delle ciminiere: quarant anni di carbone e tumori a Savona, edito da Fratelli Frilli. Il libro affronta la storia della centrale termoelettrica di Vado Ligure-Quiliano, costruita negli anni Settanta e principale polo industriale della Liguria. Da tempo si parla di danni alla popolazione circostante per i fumi carichi di sostanze inquinanti e di una diffusione di malattie, come i tumori, con un incidenza di gran lunga superiore al resto d Italia. Quello, però, che più preoccupa i cuneesi sono le rivelazioni di trasferimento di scarti della combustione in alcuni Comuni della Provincia di Cuneo. In particolare, ricorda l autore, negli anni Ottanta del secolo scorso grandi quantità di rifiuti sarebbero stati portati a Cavallermaggiore. Lo dicono le bolle di accompagnamento dei camion che trasportavano le ceneri. Il Comune avrebbe autorizzato l arrivo delle ceneri da Vado Ligure su richiesta di una famiglia di agricoltori. Poi, successivamente, altro materiale sarebbe stato usato come base per la costruzione di una strada e come fondo di molti Buone pratiche per il suolo e la biodiversità Promossa da Legambiente Cuneo, Pro Natura Cuneo e dal Parco del Marguareis, si terrà nei giorni 11, 12 e 13 aprile 2014, nel Castello di Rocca de Baldi, una interessante iniziativa intitolata Buone pratiche per il suolo e la biodiversità, con convegni, seminari teorici pratici e esposizioni. E organizzata nell ambito dell anno internazionale dell agricoltura familiare. Programma Venerdì 11 aprile 2014, ore 21, nella Sala B del Centro incontri della Provincia di Cuneo, in corso Dante 41, Cuneo: Proiezione del film La Révolution des sols vivants (sottotitolato) Presentazione e animazione a cura di Gilles Domenech, Associazione Terre en Sève Sabato 12 aprile 2014: Dall albero al suolo nel Castello di Rocca de Baldi (CN). Ore 9,30-13: - Paolo Salsotto, Dirigente del Corpo Forestale di Cuneo: Gestione dei residui vegetali - Gilles Domenech, Pedologo, associazione Terre en sève: La tecnica BRF (legno di rami sminuzzato) e la sua utilità per il suolo. - Fabio Petrella, Tecnico Pedologo IPLA: La valutazione del bilancio del carbonio e della biodiversità nei suoli piemontesi. - Riccardo Lussignoli, Parco Marguareis: Esperienze di gestione forestale sostenibile. - Testimonianze e dibattito Ore 15: Dimostrazioni pratiche produzione di BRF a cura della Pellegrino Macchine Agricole. Modalità utilizzo BRF sul suolo con Gilles Domenech. Incontro fra realtà contadine e amatoriali ed esposizioni: tecniche sostenibili coltivazione, scambi di sementi, prodotti della terra, buone pratiche Domenica 13 aprile 2014: Le buone pratiche per il suolo e la produzione di cibo, nel Castello di Rocca de Baldi (CN) Ore 9,30-12,30: - Gilles Domenech, Pedologo, associazione Terre en sève: Tecniche di coltivazione sostenibili (dal suo blog Jardinons Sol Vivant). - Roberto Schellino, Rete dei Semi Rurali: Campagna per l agricoltura contadina - Terra Nuova: Proposta di legge su agricoltura contadina, semi free. - Valentina Carasso, Parco del Marguareis, Centro per la Biodiversità vegetale e la Banca dei semi: Progetti a tutela della Biodiversità Vegetale sulle Alpi Cuneesi. Domenica 13 aprile, mattino e pomeriggio: Incontro fra realtà contadine e amatoriali: tecniche sostenibili coltivazione, esposizioni varie semi, scambi di sementi, prodotti della terra, buone pratiche (orti familiari, comunitari, tutela varietà tradizionali), pubblicazioni. Laboratori per bambini (semina e cura piantine). Esposizione progetti in atto del Centro per la Biodiversità Vegetale del Parco del Marguareis (banca del germoplasma, giardino fitoalimurgico, altri progetti in corso) Descrizione del progetto Il 2014 è l anno internazionale dell agricoltura familiare, e in questa ottica si inserisce anche questa iniziativa dedicata alla tutela e alla cura del suolo e alla produzione di cibo sano, contro l inquinamento atmosferico provocato dalla combustione di rami e residui di potature, contro la distruzione della biodiversità e la perdita delle innumerevoli varietà tradizionali. Una carrellata di buone pratiche e scambi di preziose esperienze... capannoni. Sembra che la popolazione non sia mai stata informata. O, meglio, come riferito nel libro, la gente pensava si trattasse degli scarti di lavorazione, non tossici, di uno stabilimento industriale di Torino. Altre ceneri sarebbero state trasferite a Niella Tanaro. Si tratterebbe di quantitativi minimi perché le consegne furono interrotte quando si seppe che cosa veniva interrato in paese. Altro sito segnalato nel libro per le ceneri di Vado Ligure sarebbe Sommariva del Bosco. Lì c era un deposito a cielo aperto di grandi dimensioni, che la popolazione riteneva fosse destinato ad accogliere materiali inerti. Poi si diffuse la voce che nel sito erano depositate le ceneri di Vado Ligure e, anche qui, i trasporti furono sospesi. Le ceneri di carbone, è ormai risaputo, contengono una certa quantità di sostanze radioattive che entrano nell ambiente soprattutto quando vengono a contatto con l acqua. Chi le ingerisce o le respira rischia di contrarre gravi malattie, in particolare varie forme di tumore. Nel febbraio dello scorso anno la Procura di Genova ha aperto un inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti speciali della centrale di Vado, mettendo sotto controllo una decina di aziende piemontesi specializzate nel trattamento dei rifiuti tossici. L indagine vuole verificare la correttezza dello smaltimento e soprattutto se sono stati compiuti reati ambientali e amministrativi. L inchiesta è partita proprio da alcune verifiche effettuate su una ditta della Provincia di Cuneo. Si tratta ora di appurare se veramente queste polveri tossiche sono state sepolte nel Cuneese e quali conseguenze possano determinare sulla salute pubblica. Domenico Sanino Francesco Garofalo, pioniere dell agricoltura biologica Lo scorso 12 dicembre è scomparso il prof. Francesco Garofalo, studioso che negli anni 70 e 80 del secolo scorso ebbe stretti rapporti con Pro Natura Torino. Nato a Partinico (PA) il 13 gennaio 1916, si laureò in Scienze Naturali all Università di Palermo, dove nel 1940 fu nominato Assistente incaricato all Istituto e Orto botanico e svolse anche attività presso l annesso Osservatorio di Fitopatologia. Nel 1943 fu nominato Assistente incaricato presso l istituto di Microbiologia Agraria e Tecnica della Facoltà di Agraria e, classificatosi primo in seguito a concorso, fu nominato nel 1948 Assistente di ruolo presso l Istituto di Patologia Vegetale della Facoltà di Agraria dell Università di Palermo. Nel 1954, in seguito a concorso per Ricercatore del Ministero dell agricoltura, fu nominato Sperimentatore e destinato all Osservatorio di Fitopatologia di Torino fino al 1969, quando venne assegnato all Istituto per la Nutrizione delle Piante, sezione operativa di Torino. Dallo stesso anno tenne il Corso libero di Fitoiatria presso la Facoltà di Agraria. Fin dal 1954 fu in contatto con i coltivatori piemontesi di piante ortive e di fruttiferi affetti dalle diverse patologie vegetali, alla ricerca dei rimedi per salvaguardare le proprie colture. Le analisi dei campioni malati e l indagine sugli interventi agricoli fino ad allora effettuati dai coltivatori furono determinanti per l attuazione e lo sviluppo delle terapie che consigliava, suggerendo la riduzione degli eccessi di concimi chimici e di antiparassitari tossici. Gli agricoltori in generale erano restii a cambiare i loro metodi colturali, con eccessivo uso di concimazioni chimiche, senza impiego di letame naturale, quasi esaurito con la riduzione delle stalle nelle aziende agricole. Alcuni, però, applicarono le istruzioni fornite dal prof. Garofalo e furono anche eseguite prove su terreni trattati secondo i metodi allora prevalenti e su altri terreni seguendo i metodi da lui indicati: venne accertata, con dati statistici, la validità di quella nuova metodologia che consente di ottenere produzioni sane, equilibrate, biologicamente nutritive. Il 31 marzo 1969, il prof. Garofalo fondò l Associazione Suolo e Salute con sede in Torino, per informare gli operatori agricoli nell applicazione pratica dei metodi agronomici equilibrati diretti a migliorare ed incrementare le produzioni agricole, salvaguardando la salute umana con l uso di prodotti fitoterapici non tossici. L atteggiamento dell opinione pubblica, come pure delle istituzioni agricole, era in genere indifferente od ostile a causa della mancanza d informazioni. Nel 1981 il prof. Garofalo fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età; divenne presidente dell Associazione Suolo e Salute nel 1982 quando non era più dipendente statale. Diresse dal 1972 al 1993 il periodico Suolo e Salute.

5 Spina 3 a Torino: la falda piange ancora Le lavorazioni delle ferriera hanno lasciato consistenti residui d inquinamento sotto quelli che oggi sono il Parco Dora e il nuovo quartiere di Spina 3 a Torino. Da 15 anni varie fasi di bonifica sono deliberate e realizzate sul posto. Non di sua iniziativa, e con ritardo rispetto a quanto promesso, il Comune di Torino diffonde i risultati dei monitoraggi dell inquinamento residuo: i dati, sollecitati dal Comitato di cittadini Dora Spina 3, sono fermi a febbraio 2013, malgrado l impegno assunto dal Consiglio comunale di pubblicizzarli semestralmente. Non bastano le rassicurazioni dell ARPA, risalenti al 2008, o quelle comunali, aggiornate a gennaio 2014, anche qui in risposta ad una lettera del Comitato di cittadini e di Pro Natura Torino. Chi è giustamente attento a ciò che riguarda la propria salute apprende da Informambiente del sito del Comune che la bonifica dei terreni e la loro messa in sicurezza permanente, è quasi terminata (restano da bonificare le aree dove costruiranno ancora case). La bonifica della falda (le acque sotterranee) dovrà invece ricominciare da dov era rimasta alcuni anni fa: nel comprensorio Vitali, tra il capannone di strippaggio e il tunnel di corso Mortara; saranno scavati due fronti di pozzi che inietteranno in falda, a 7-9 metri sotto il livello del suolo, delle sostanze che dovrebbero trasformare l ancora abbondante cromo esavalente in cromo trivalente, non pericoloso per la salute. Questa nuova cura durerà 5 anni d interventi e 3 anni di attesa degli effetti. Nel frattempo quel tratto di Parco non sarà accessibile nei giorni e nelle aree che saranno delimitate per fare le iniezioni. Alle questioni poste dalla lettera di Pro Natura e dal Comitato Dora Spina 3 (visibile su il Comune di Torino risponde invece in modo telegrafico: i pozzi per verificare l inquinamento nella falda sotto l area Vitali sono stati scavati a fine 2012 e non sono più quelli della precedente fase di rilevazioni, nel Da allora il Comune ha pubblicizzato, sempre su richiesta, i risultati del monitoraggio di altre aree di Spina 3 (dove alcuni pozzi evidenziano in falda valori di cromo esavalente abbastanza alti) ma non quelli della zona dov è nato e rimane l inquinamento più rilevante. Vien detto che la falda non cresce in modo rilevante sotto Spina 3 e il cromo 6 non può entrare in contatto con la popolazione. Alcuni passaggi meriterebbero però qualche parola in più. Magari da parte degli Assessori regionali e provinciali all Ambiente, cui era anche rivolta la richiesta d informazioni puntuali. Sarebbe interessante sapere, ad esempio che senso ha avuto lasciare per 6-7 anni la zona Vitali, oggi aperta al pubblico, senza un controllo costante e/o pubblicizzato. O perché si omette di rispondere alle richieste di rassicurazione sulle acque utilizzate nelle vasche Ingest del Parco: sottoposte dal Comitato Dora Spina 3 ad analisi a proprie spese, esse presentano APPUNTAMENTO valori d inquinamento bassi ma che potevano comunque indurre il Comune e l ARPA (che hanno replicato le stesse analisi con tempi molto più lunghi) a utilizzare per le vasche acque di diversa provenienza. Infine, ci si potrebbe chiedere perché la decisione, assunta nel gennaio 2012, dal Consiglio comunale di tenere sotto controllo le bonifiche di Spina 3 e di pubblicizzarne periodicamente lo stato dell arte faccia così tanta fatica a realizzarsi compiutamente. Comitato Dora Spina Tre Una nuova oasi per il Burchvif Un bel canneto situato vicino all oasi Agogna Morta del Burchvif di Borgolavezzaro (NO), posto sulla riva destra del torrente, è stato posto in vendita. Il canneto, che è abbracciato da una piccola lanca, ha una superficie di circa 23 pertiche milanesi (equivalenti a circa 1,5 ettari). Per quanto riguarda la valenza naturalistica può considerarsi una rarità perché è uno degli ultimi canneti di una certa dimensione che sopravvive in tutto il Basso Novarese e la Lomellina. E prezioso ai fini della conservazione: qui si può udire ancora il canto del Tarabuso e del Tarabusino, si può osservare il raro Airone rosso e l altrettanto raro Porciglione Logica e cuore vorrebbero che Burchvif acquistasse senza indugi questo piccolo gioiello naturalistico per metterlo al sicuro e per scongiurarne i pericoli che da sempre lo minacciano (incendi, rifiuti, caccia, eccessivo disturbo ). In aiuto di Burchvif è venuta, circa un mese fa, la proposta di una socia da lunga data, che abita a Nicorvo, la signora Maria Grazia Boverio, che ha espresso il desiderio di donare a Burchvif una somma in denaro finalizzata all acquisto affinché l associazione ne faccia un area naturalistica e la dedichi alla memoria del padre che fu appassionato cultore dei valori della Natura e socio del Burchvif. Ovviamente l Associazione non intende perdere un opportunità preziosa; tuttavia, nonostante questo importante aiuto, non è facile raggiungere la cifra richiesta per l acquisto. Il Burchvif lancia quindi un accorato invito ai soci, agli amici, a tutti quelli cui sta a cuore la natura della propria terra ad uno sforzo straordinario per reperire la somma mancante. Il tempo a disposizione è sufficiente (la firma del rogito notarile dovrà avvenire entro gennaio 2015) e se anche questa volta ognuno nel suo piccolo farà qualcosa (sarà preziosa ogni pur modesta donazione) si dimostrerà ancora una volta che con la partecipazione si possono raggiungere grandi e bellissimi risultati. Le donazioni, da destinare al Canneto Boverio, potranno essere effettuata attraverso i membri del Consiglio Direttivo: Lorenzo Giè, Giambattista Mortarino, Bruno Radice, Angelo Zampa o Santino Sempio oppure, direttamente con un bonifico sul c/c bancario di Burchvif: IT31 D specificando Canneto Boverio. Sabato 12 aprile 2014, alle ore 16, nella sala Biblioteca dell Educatorio della Provvidenza, corso Trento 13, Torino (zona pedonale Crocetta Politecnico) Piero Gallo presenterà immagini a colori sul tema: Cipro, viaggio sociale di Pro Natura Torino Al termine sarà proiettato un video sulle Isole Canarie. Valbormida viva L Associazione culturale Valbormida Viva ha pubblicato sul sito internet il materiale audio, video, fotografico e grafico relativo ai manifesti, contenuto nel proprio Centro di Documentazione Patrizio Fadda sul caso ACNA Valle Bormida, che, secondo una esperta giornalista RAI, ha avuto tra i protagonisti il movimento ambientalista più importante d Italia, anche inventore della protesta televisiva. Il Centro ha sede a Monesiglio (CN), nei locali del Municipio. Vengono resi pubblici due contenuti ai seguenti link: Il primo costituisce un elaborazione del materiale contenuto nel Centro, in cui il presidente Ilvo Barbiero ha ripercorso la più che secolare vicenda, con un testo pari a un tweet o poco più. Tutti gli interessati, artisti e creativi in genere, sono invitati a produrre loro materiale via internet sul caso e ad inviarlo per la pubblicazione oppure renderlo noto in link. Il secondo è una gentile concessione della Bollicine band. Come da decisione presa a maggioranza, la grossa parte del materiale è a condivisione riservata e potrà essere visionata solo dagli iscritti all Associazione. Il fine è quello di aumentare il numero degli iscritti e le quote di iscrizione andranno a finanziare la seconda parte del progetto, che ha lo scopo di digitalizzare e mettere in rete i documenti più importanti, presenti nel centro di documentazione, innanzitutto per preservarli dal decadimento. Per iscriversi ed ottenere via quanto necessario per accedere a tutto il materiale, seguire le indicazioni riportate in: associazionee.blogspot.it/2006/09/periscriversi.html. In una prossima Assemblea annuale ordinaria dell Associazione verrà discusso il futuro del Centro di Documentazione e verranno programmate le cariche della stessa nel prossimo futuro, in quanto, come potrà capire chi vedrà il video, al link succitato, dopo 22 anni l attuale presidente, Ilvo Barbiero, intende lasciare il Consiglio di Amministrazione e la carica di Presidente. Per altre informazioni scrivere a: Sito: VENTO: ciclovia tra Torino e Venezia Recentemente è stato presentato a Torino, a cura dell Assessorato all Ambiente, il film: L Italia in bicicletta lungo il fiume Po, un road movie su due ruote tra città d arte, paesaggi e persone profondamente cambiati in questi ultimi 50 anni. Il film racconta un progetto definito a ragione: un opera grande. Il suo nome è VENTO, una ciclovia di 679 km progettata dal Politecnico di Milano che unisce Venezia e Torino, attraverso argini, strade di campagna, percorsi urbani e parchi. Vento diventerà una delle più lunghe piste ciclabili d Europa, una grande attrattiva turistica, un vero progetto di sviluppo. Sul prossimo numero del notiziario cercheremo di spiegare perché questo progetto piace a Pro Natura Torino e alla Federazione nazionale Pro Natura, che hanno già dato la loro adesione. Chi vuole saperne di più da subito: 5

6 6 Iniziative a Cascina Bert Segnaliamo le prossime iniziative programmate da Pro Natura Torino a Cascina Bert. Sabato 12 aprile: ore 9.30/ Incontro sulle api, l apicoltura urbana ed il progetto Api a Cascina Bert con l ausilio di una piccola esposizione museale; visita dell apiario e breve passeggiata per osservare alcune delle principali piante mellifere della zona; aperitivo a base di miele (a cura di Davide Lo Bue, Associazione Parco del Nobile). Contributo di partecipazione: euro 3,00. Info e prenotazioni: Domenica 13 aprile: Camminata al Parco della Maddalena e Festa a Cascina Bert. Ore 9: Ritrovo in piazza Zara (lato Ponte Balbis). Salita al Parco della Maddalena lungo la Strada della Viassa (sentiero 14). All arrivo Pro Natura Torino offrirà un aperitivo per l inaugurazione degli ultimi restauri; pranzo al sacco. Ore 14: Avvicinamento alla cultura e alle danze popolari occitane a cura dei docenti dell Associazione Piemonte Cultura. Ore 15: Concerto a ballo aperto a tutti a cura di Piemonte Cultura e i suoi ballerini; musiche dal vivo con il gruppo folk Spadara. Info: Durante il pomeriggio proposte di laboratori creativi a tema ambientale per bambini a cura delle Cooperative Arnica e Pandora. Info: ; Quota di iscrizione alla camminata: euro 3,00 da versare alla partenza (comprensivi di assicurazione contro gli infortuni). Bal Folk gratuito. In caso di pioggia le iniziative previste (camminata, animazione, concerto) saranno rinviate al 18 maggio. Info: Domenica 27 aprile: ore 10 Erbe in tavola a cura di Marta Ferrero (Cooperativa Arnica). Presentazione di libri, ricette ed antiche tradizioni per riscoprire le erbe della tradizione culinaria della collina. Approfondimento sulla cucina con i fiori. Breve fitopasseggiata. Quota di iscrizione: euro 4,00. Prenotazione obbligatoria e info: La proposta sarà realizzata anche in caso di pioggia mediante campioni precedentemente raccolti. Domenica 4 maggio: ore Incontro seminariale dell ACAT (Associazione dei Club Alcologici Territoriali) aperto a tutti. Ai partecipanti verrà offerto un aperitivo analcolico ed il pane cotto nell antico forno della cascina. Contributo di partecipazione: euro 3,00. Info e prenotazioni: ; Domenica 4 maggio: ore Spettacolo di Narrazione e magia per i bambini dai 4 ai 90 anni che non hanno smesso di giocare e sognare. VitoSvito, il superprestigiatore, presenta Mi ricordo quando ero Merlino : la vera storia di un mago che infilò una forchetta nella torta. Al termine verrà offerta una merenda ai bambini. QUATTRO PASSI Sabato 19 aprile: da Pecetto a Celle e Trofarello Passeggiata di circa 2 ore e mezza. Ritrovo alle ore 14,30 in corso San Maurizio angolo via Bava al capolinea del Bus Vigo della linea Torino-Pecetto. Munirsi di biglietto bus extraurbano per il ritorno. Contributo di partecipazione: 3, comprensivo di assicurazione contro infortuni. In caso di pioggia la passeggiata sarà annullata. Prenotazione obbligatoria allo (ore 14-19). Cinque per mille a Pro Natura: nessun onere per il contribuente Con la denuncia dei redditi, gli italiani potranno scegliere di devolvere il 5 per mille dell imposta alle organizzazioni non profit. Compilando la denuncia dei redditi, si dovrà indicare il codice fiscale dell ente che si intende sostenere. Indichiamo le Associazioni aderenti a Pro Natura Piemonte che possono ricevere il 5 per mille. Burchvif (Borgolavezzaro): L Arca del Re Cit: Pro Natura Cuneo: Pro Natura Novara: Pro Natura Torino: Raccomandiamo di scrivere solo il numero di codice fiscale e di firmare nell apposito spazio. Il contribuente non dovrà sostenere nuovi oneri in quanto il 5 per mille verrà detratto dalla tassa pagata, come già avviene per l 8 per mille. Chiedete anche ai vostri parenti e amici di sostenere Pro Natura. Quota di iscrizione: adulti euro 8,00; euro 7,00 (caduno) per famiglie di almeno 4 persone; bambini fino a 3 anni gratis. Prenotazione obbligatoria e info: Offerte per Cascina Bert Pro Natura Torino ringrazia i soci che continuano generosamente a contribuire per le spese di restauro e arredamento di Cascina Bert. Barisani Barbara, 5; Bertolino Fabrizio, 25; Luciano Antonio, 25; Maestri Rovera Catterina, 10; Oretti Piera, 25. Ringraziamo anche il Presidente e la segreteria del WWF Piemonte e Valle d Aosta, che in occasione del cambio della loro sede ci hanno offerto armadi e tavoli. Pillole di alimentazione Il formaggio: così buono e tanto comodo Ha il colesterolo alto? Allora elimini il formaggio... : di regola funziona abbastanza, se il malcapitato paziente è in effetti un consumatore di formaggio, come è facile che sia in Piemonte. Effettivamente il formaggio, per essere così accattivante, contiene una buona proporzione di grassi: dal 20% circa della mozzarella al 33% del pecorino, per non parlare poi dei formaggi spalmabili del commercio, dall aria tanto innocente, che viaggiano quasi sempre intorno al 30% di grassi. Si tratta di una proporzione di grassi circa tre volte quella delle uova e quattro volte quella della carne. Il salame, tanto per capirci, ne contiene dal 30 al 35%, quindi non è poi tanto diverso da un formaggio stagionato. Sia i formaggi che i salumi contengono soprattutto grassi saturi (quelli che sono solidi a temperatura ambiente), che si sa essere responsabili di una maggior produzione di colesterolo da parte dell organismo, oltre che dell aumento di peso. Il colesterolo nel sangue non aumenta in tutti allo stesso modo, ad esempio dipende anche dalla predisposizione genetica e dall attività fisica svolta, fatto sta che si tratta pur sempre di un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Elettrosmog Il Gruppo culturale Utopia di Torino ha organizzato una serie di incontri su vari temi (arte, alimentazione, acqua e volontariato) che sono iniziati lo scorso 11 febbraio, con cadenza settimanale, nella sede del Centro Servizi per il Volontariato V.S.S.P. in via Giolitti 21, Torino, con orario 20,30-22,30. Martedì 8 aprile, sempre dalle 20,30 alle 22,30, la prof. Maria Grazia Del Negro, di Pro Natura Torino, affronterà l argomento Elettrosmog, trattando le varie implicazioni per la salute umana prodotte delle onde elettromagnetiche provenienti da varie fonti. Allora bisognerebbe eliminare il formaggio dalla nostra alimentazione? Diciamo che non è indispensabile eliminarlo, non è il caso di autopunirsi sostituendo il gorgonzola con la ricotta (che pure contiene il 10% di grassi, ed è quella che ne ha di meno), ma non è neppure indispensabile inserirlo nell alimentazione per chi non è abituato a consumarlo (avremo modo di parlare delle altre fonti alimentari di Calcio): diciamo che una buona via di mezzo è mangiarlo solo saltuariamente e/o in piccole quantità. Una strategia consigliabile è di programmare secondi piatti (fonti di proteine) di legumi o di uova o di pesce o di carne, la-sciando il formaggio alle occasioni dove spesso compare come ingrediente (ad esempio la pizza, la polenta, le melanzane alla parmigiana), oppure alle (speriamo rare) volte in cui non abbiamo niente di pronto. Va ricordato pure che il formaggio contiene una proporzione di proteine di buona qualità paragonabile a quella della carne, quindi la sostituisce del tutto (tranne che per il fatto che il formaggio non contiene Ferro) ed è perciò abbastanza irrazionale finire il pasto con il formaggio anzichè con la frutta, perchè si finisce per aggiungere così una porzione di proteine non necessaria ed una discreta quantità di grassi. Ed anche come antipasto: sarebbe meglio puntare sull insalata di carciofi o i peperoni al forno piuttosto dei vol-au-vent alla fonduta o dei tomini elettrici. Come sempre, è più saggio pensare a delle alternative piacevoli, piuttosto che al divieto e alla rinuncia. Margherita Meneghin Medico specialista in scienza dell alimentazione

7 Peace Conference Attivisti per la Pace al Parlamento europeo Il gruppo parlamentare europeo GUE/NGL (European United Left-Nordic Green Left), in collaborazione con attivisti di organizzazioni non governative e movimenti per la pace, tra cui l IPB (International Peace Bureau), ha organizzato a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, una Conferenza di Pace in occasione del centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale. La Conferenza, voluta dalla presidente del gruppo parlamentare europeo GUE/NGL, Gabriele Zimmer, si è svolta martedì 4 marzo 2014 alla presenza di numerosi attivisti e rappresentanti di organizzazioni e movimenti europei per la pace, il disarmo e la nonviolenza invitati per l occasione. Dall Italia ha partecipato Zaira Zafarana, membro del MIR Italia (Movimento Internazionale della Riconciliazione) e coordinatrice del Comitato Italiano per una cultura di Pace e Nonviolenza. I relatori intervenuti durante la giornata di lavoro hanno affrontato temi legati alla pace. In particolare Ingeborg Breines (International Peace Bureau) ha parlato dell obiettivo World Without War e della campagna per invitare tutti i governi a ridurre del 10% all anno l ammontare della spesa militare. Reiner Braun (International Association of Lawyers Against Nuclear Arms, Germania) ha presentato un video riguardante lo sviluppo tecnologico del settore delle armi che implica sempre più una robotizzazione della guerra, ribadendo quindi la necessità per il disarmo; Michael Youlton (PANA, Irlanda) ha affrontato il tema della neutralità dell Irlanda e delle continue proteste della società civile contro l utilizzo di un aeroporto militare irlandese per il passaggio di militari provenienti da altri paesi e diretti in zone di guerra. Alla Conferenza hanno preso parte molti parlamentari del gruppo GUE/NGL tra i quali il croato Nikola Vuljanic che ha enfatizzato l importanza della cooperazione, lo spagnolo Willy Meyer che ha sottolineato la necessità di una transizione da sicurezza militare a sicurezza civile e il ceco Miloslav Ransdorf che ha tratteggiato una panoramica storica di attivisti per la pace; infine hanno preso parte al dibattito anche il rappresentante di Syriza Roussos Sortirios, che ha fatto appello ad un movimento europeo per la pace e Kate Hudson (Campagna per il Disarmo Nucleare) che si è richiamata a Gandhi e Tolstoj. Tra gli altri partecipanti alla conferenza citiamo ancora Paul Lansu (Pax Christi International) e Sam Biesemans (European Bureau for Conscientious Objection). A conclusione dei lavori la presidente del gruppo parlamentare europeo ha espresso la propria soddisfazione per gli interventi, in particolare sul tema del disarmo. In serata, dopo l inaugurazione di una mostra sugli attivisti di pace durante la prima guerra mondiale, tutti i partecipanti alla Conferenza sono stati invitati parte ad una cena offerta dagli organizzatori, che ha permesso un ulteriore approfondimento nello scambio di buone pratiche e consolidamento di contatti tra attivisti, di movimenti europei per la pace. ARENA DI PACE 2014 La guerra è il suicidio dell umanità (Papa Francesco) Solo la nonviolenza ci salverà (Gandhi) 25 aprile 2014 all Arena di Verona, una giornata di resistenza e liberazione La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo. E dalla conclusione della marcia Perugia Assisi del 2011 che il Movimento Nonviolento ha avviato un percorso di grande impegno sul tema del disarmo. In particolare siamo sempre stati presenti nelle ricorrenze del 2 ottobre (giornata mondiale della nonviolenza); del 4 novembre (non festa ma lutto); del 2 giugno (festa della Repubblica e non delle forze armate). Sono stati allacciati molteplici rapporti con le numerosissime associazioni, gruppi, reti, che si richiamano alla pace e alla nonviolenza Ora vogliamo che tutti convergano in un grande appuntamento che abbiamo chiamato Arena di Pace Dobbiamo e vogliamo dei risultati sul tema del disarmo a partire dalla cancellazione del criminale progetto di acquisto dei famigerati cacciabombardieri F 35. Arena di Pace 2014 è stata lanciata con un appello sottoscritto da centinaia di persone note e meno note, da decine di associazioni grandi e piccole. Il Movimento Nonviolento con la sua sede nazionale di Verona è diventato il punto organizzativo. Vogliamo che da questo appuntamento si inizi a smantellare quell enorme costo sociale che sono le spese militari. Sul sito trovate tutte le informazioni logistiche, il programma della giornata, le iniziative di avvicinamento che da varie parti d Italia (biciclettate, carovane, camminate, ecc ) il 25 aprile 2014 confluiranno all arena. Premessa L Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci. Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici. Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia. Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro, mentre l intero progetto Joint Strike Fighter supererà i 50 miliardi di euro; il nostro paese, inoltre, ospita 70 bombe atomiche statunitensi B-61 (20 nella base di Ghedi a Brescia e 50 nella base di Aviano a Pordenone) che si stanno ammodernando, al costo di 10 miliardi di dollari, in testate nucleari adatte al trasporto sugli F35. Gli armamenti sono distruttivi quando vengono utilizzati e anche quando sono prodotti, venduti, comprati e accumulati, perché sottraggono enormi risorse al futuro dell umanità, alla realizzazione dei diritti sociali e civili, garanzia di vera sicurezza per tutti. Gli armamenti non sono una difesa da ciò che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita: il diritto al lavoro, alla casa e all istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l ambiente, l aria, l acqua, la legalità e la partecipazione, la convivenza civile e la pace. Inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perché sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche. Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante. Proposta Per questo proponiamo la convocazione di una iniziativa nonviolenta nazionale: un grande raduno, di tutte le persone, le associazioni, i movimenti della pace, della solidarietà, del volontariato, dell impegno civile, che faccia appello non solo ai politici ma innanzitutto a noi stessi, chiedendo a chi vi parteciperà di assumersi la responsabilità di essere parte del cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Obiettivo Scrollarsi dalle spalle illusioni e paure, rimettersi in piedi con il coraggio della responsabilità e della partecipazione per disarmarci e disarmare l economia, la politica, l esercito. La tradizione delle Arene Le Arene sono i grandi momenti assembleari celebrati nell Arena di Verona dal 1986 al Promosse inizialmente dal movimento Beati i costruttori di Pace, vedono una forte partecipazione della società civile. Nelle assemblee, organizzate poi dal più vasto movimento per la pace, intervengono testimoni da tutto il mondo e sono messi a fuoco i grandi temi delle sfide della nonviolenza. Arena 1 (4 ottobre 1986): Educazione alla mondialità e alla pace, disarmo, obiezione di coscienza, stili di vita. Arena 2 (30 maggio 1987): L apartheid e le obiezioni di coscienza. Arena 3 (30 aprile 1989): Giustizia, pace, salvaguardia del creato. Arena 4 (22 settembre 1991): Dalla conquista alla scoperta: a 500 anni dalla conquista dell America Latina. Arena 5 (19 settembre 1993): Quando l economia uccide bisogna cambiare. Arena di pace (1 giugno 2003): Per la pace mi espongo anch io. 7

8 8 Notizie in breve PRO NATURA PIEMONTE Sabato 1 marzo 2014, nella sede di via Pastrengo 13, Torino, si è tenuta la riunione del Consiglio direttivo di Pro Natura Piemonte; successivamente si è riunita l Assemblea annuale ordinaria. Il rinnovo delle cariche sociali, che hanno validità biennale, ha visto la riconferma dell assetto precedente: Presidente: Mario Cavargna. Vicepresidente: Domenico Sanino. Segretario: Stefano Manfredi. Tesoriere: Piero Gallo. PRO NATURA CARMAGNOLA Nell ambito delle attività sociali programmate da Pro Natura Carmagnola, informiamo che la conferenza con proiezione di immagini a colori su Parchi montani della Grecia... non solo Olimpo a cura di Oscar Casanova, già prevista per venerdì 11 aprile, è spostata a venerdì 18 aprile, ore 21, sempre nella Biblioteca Civica di Carmagnola. Domenica 11 maggio è in programma la gita al Lago d Orta. L ARCA DEL RE CIT Segnaliamo i prossimi appuntamenti delle attività sociali de L Arca del Re Cit. Lunedì 21 aprile 2014: Pasquetta all Oasi. Facile passeggiata, su strade sterrate, di circa 3 ore sulle colline del Roero ricoperte da vigne, noccioleti, laghetti (dove vivono le famose tinche gobbe) che circondano l Oasi Costa Suragni, nata con lo specifico scopo di ricreare un bosco di pianura. Tradizionale appuntamento primaverile tra i soci e gli amici dell associazione che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Pranzo al sacco e attrezzatura sportiva. Partenza con bus riservato alle ore 8 da corso Stati Uniti angolo corso Re Umberto, Torino. Da sabato 21 a sabato 28 giugno 2014 Settimana Verde 2014 a Alleghe nella Valle del Cordevole nelle Dolomiti Bellunesi, inserite dall UNESCO nell elenco dei siti Patrimonio dell Umanità. La località si trova immersa in splendide pinete nel centro delle Dolomiti, ai piedi del famosissimo Monte Civetta, tra il Monte Pelmo e la Marmolada. Si organizzeranno escursioni nelle zone limitrofe, rivolte alla conoscenza naturalistica, culturale e storica delle valli, utilizzando in linea di massima i mezzi di trasporto pubblici locali. Info: Piero Gallo, ITINERARI CICLABILI E QUESTIONARIO Sono stati pubblicati sul sito web di Bici & Dintorni, sezione di Torino della FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.biciedintorni.it), una serie di itinerari ciclabili e ciclopedonali con descrizione e, in molti casi visualizzazione su mappa e tracce gps scaricabili. I primi itinerari memorizzati sono quelli del libro Piemonte in Bici del 2012, tutti con mappa e tracce scaricabili. Il secondo insieme comprende i Sentieri della Collina Torinese, frutto del progetto coordinato da Pro Natura Torino, molti dei quali possono essere anche percorsi, almeno parzialmente, in mountain bike (si raccomanda in ogni caso di percorrerli con prudenza e dando la precedenza ai pedoni). Per i sentieri della collina è stato predisposto un questionario online, allo scopo di segnalare lo stato di manutenzione e di percorribilità dell itinerario e di permettere a chi li percorre di esprimere le proprie valutazioni. Si stanno inoltre censendo le piste ciclabili del comune di Torino (anche in questo caso è previsto un questionario per valutazioni e segnalazioni da parte degli utenti). È inoltre in corso il censimento di itinerari già percorsi nelle gite di Bici & Dintorni degli anni passati, oltre ovviamente a quello di tutte le nuove gite. DUE RUOTE NEL VENTO E disponibile il ricco programma di proposte di viaggi in bicicletta di Due Ruote nel Vento : viaggi individuali, di gruppo, per famiglie, per le scuole, spaziando in Italia, Europa ed anche altri continenti (ad esempio Cuba, Messico, India). Senza escludere proposte di bici+barca, come in Olanda, oppure bici+trekking, come nel cammino di Santiago. Se siete ciclisti con l occhio sempre fisso Massi erratici: la Pera crusà Sulla cima del Truc Monsagnasco, (m 414 s.l.m.), nel punto dove oggi confinano i territori dei comuni di Rivalta, Rivoli e Villarbasse, si trova un masso erratico di forma tondeggiante che sporge dal terreno per circa 80 centimetri e che sulla sua superficie porta incisa una croce attorniata da alcuni piccoli buchi. Questi segni hanno dato origine a una leggenda un tempo conosciuta e sovente raccontata nei paesi situati attorno alla collina: In un tempo lontano una pastorella portò al pascolo sulla collina del Monsagnasco le sue pecore. Mentre la pastorella, seduta su un pietrone, teneva d occhio il suo piccolo gregge, uscì dal bosco e gli si avvicinò una fi gura inquietante che subito si rivelò essere il diavolo; questi aveva intenzioni minacciose, voleva tentare la ragazza e approfi ttare di lei. La pastorella atterrita e indifesa, non sapendo cosa fare, rivolse il suo sguardo implorante al cielo e tracciò con la sua mano un segno di croce sulla pietra, che lì misteriosamente rimase inciso. A quel punto il diavolo, nulla potendo contro quel simbolo, infuriato, con la sua manaccia cercò di Pro Natura Notiziario obiettivo ambiente Organo delle Associazioni aderenti a Pro Natura Piemonte e alla Federazione nazionale Pro Natura. Redatto presso: Pro Natura Torino ONLUS Via Pastrengo Torino Tel. 011/ Fax 011/ c.c.p Segreteria: Dal lunedì al venerdì dalle 14 alle19. sul tachimetro, sul cardiofrequenzimetro e sul contachilometri, sappiate che questi tour non fanno per voi. La storia personale di volontariato e di lavoro (nella progettazione di percorsi ciclabili per i Comuni) dei due fondatori di questa agenzia, nel 1998, ha contribuito a caratterizzare il loro modo di viaggiare, che non è competitivo (quindi c è spazio anche per chi scende dalla bici in salita) e permette di esplorare i paesaggi e le bellezze artistiche, venendo meglio in contatto con la gente del posto proprio grazie alla bici, che è riconosciuta come mezzo di trasporto famigliare e non aggressivo. Info sito: Pro Natura Torino alle Isole Canarie Il viaggio per i soci organizzato da Pro Natura Torino, in collaborazione con l agenzia Cercavacanze di corso Trapani 255, Torino, si terrà la prima settimana di settembre. Il programma dettagliato sarà disponibile in segreteria (via Pastrengo 13, Torino, tel ) da lunedì 14 aprile. Le iscrizioni inizieranno da lunedì 19 maggio, alle ore 15, in sede in via Pastrengo 13, Torino. estirpare la croce senza però riuscirvi, ma lasciando sulla pietra le impronte delle sue unghie. In fretta tornò poi nel bosco senza fare alcun male alla pastorella. Durante il convegno intitolato I massi erratici: Sentinelle di un territorio da salvaguardare e valorizzare, tenutosi a Torino il 15 maggio 2008, organizzato dall Associazione per la Salvaguardia della Collina Morenica da Rivoli ad Avigliana e da Pro Natura Torino, nel suo intervento dedicato ai segni incisi sulle rocce, Andrea Arcà, ha riferito che lo studioso Luca Patria del Centro Ricerche Cultura Alpina, poco tempo prima aveva trovato nell Archivio storico di Torino un documento dal quale risulta che la croce che si trova sulla Pera crusà è stata incisa il 23 aprile 1330, per segnare il confine tra Rivalta e Rivoli ad eternam rei memoriam et cognitionem lucidam et evidentem ( ad eterna memoria perché questa cosa sia conosciuta in maniera chiara ed evidente). Nel documento del 1330 si cita solamente il confine tra Rivalta e Rivoli, in quanto la borgata Roncaglia, e il suo territorio che arriva fino in cima al Monsagnasco, apparteneva all epoca al territorio di Rivalta ed è passato a quello di Villarbasse nel Gino Gallo Internet: torino.pro-natura.it Registrazione del Trib. di Torino n del Gli articoli possono essere riprodotti citando la fonte. Direttore responsabile ai sensi di legge: Valter Giuliano. Direttore: Piero Belletti. Redazione: Emilio Delmastro, Margherita Meneghin, Zaira Zafarana. Stampa: F.lli Scaravaglio & C. Torino Finito di stampare il 21 Marzo 2014

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