Rassegna Stampa. Sabato 20 giugno 2009 TREVISO

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1 Rassegna Stampa Sabato 20 giugno 2009 TREVISO

2 Sabato 20 giugno, pag. 4 Ma la Cia: «Non penalizziamo il settore» Allarme pellet Vigili del fuoco tempestati di chiamate A tutela dei consumatori creato il marchio di garanzia "Gold" I pellet radioattivi di marca "Naturkraft premium 6 mm" stanno diventando l incubo per molti trevigiani. I vigili del fuoco di Treviso continuano a ricevere telefonate. Soprattutto dai tanti che vogliono certezze a tutela della salute. C è molta confusione. E così i tecnici dei vigili del fuoco chiedono, rispondono, chiariscono, raccomandano. E nel contempo le squadre stanno uscendo per i controlli strumentali di stufe e ceneri a verifica della presenza del Cesio 137. Lunedì sarà fatto il punto dei vigili del fuoco con la Squadra Mobile della Questura in vista di eventuali ulteriori sequestri di pellet fuori legge; ad esempio al Castorama di San Biagio di Callalta dove si ricevono indietro le confezioni vendute e si rimborsano. Si sta facendo sempre più importante l operato ed il coinvolgimento dell Arpav. In attesa poi che dalla Prefettura, attraverso un nuovo tavolo tecnico, vengano date indicazioni su come, dove e i tempi per la bonifica delle stufe e caminetti dove sono stati bruciati pellet al Cesio 137 della marca lituana incriminata. Nonchè delle ceneri. Dalla Cia, Confederazione italiana agricoltori, di Treviso giunge un preoccupato allarme: i pellet contaminati da Cesio 137 costituiscono un episodio da non sottovalutare che però non deve penalizzare un settore come quello delle energie da fonti rinnovabili in grado di garantire vantaggi ambientali ed economici. In seguito alle notizie sul pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e alla recente denuncia di imprese fornitrici di materia prima per la produzione pellet per presunte irregolarità, la Cia di Treviso ricorda ai consumatori che da alcuni anni è stato attivato il marchio Pellet Gold che rappresenta una significativa esperienza nella attestazione di qualità del pellet oggi presente in Italia. Il sistema di attestazione è stato organizzato da Aiel Associazione Italiana Energie Agroforestali è si basa su un preciso disciplinare a base volontaria al quale le imprese produttrici si sottopongono. Attualmente le aziende che hanno ottenuto l autorizzazione da parte di Aiel sono una decina. Sergio Zanellato

3 Sabato 20 giugno, pag. 11

4 Sabato 20 giugno, pag. 5 Un miliardo di persone senza cibo Allarme della Fao: con la crisi economica 100 milioni di denutriti in più L organizzazione parla di mix letale tra recessione globale e aumento dei prezzi dei beni alimentari di Monica Viviani ROMA. Per la prima volta nella storia, le persone che nel mondo soffrono la fame hanno superato il miliardo. A denunciare il tragico primato è la Fao che sottolinea che si tratta 100 milioni di denutriti in più rispetto all anno scorso e di circa un sesto della popolazione mondiale. E il problema riguarda anche 15 milioni di persone delle nazioni sviluppate. Mentre negli anni 80 e nella prima metà degli anni 90 c è stato un miglioramento nella riduzione della fame nel mondo, nell ultimo decennio si è invece assistito a una lenta ma continua crescita. Così alla fine quest anno le bocche affamate raggiungeranno il livello storico di 1,02 miliardi con una crescita dell 11%: 642 milioni in Asia e nel Pacifico; 265 milioni nell Africa Sub-Sahariana; 53 milioni in America Latina e nei Caraibi; 42 milioni nel vicino Oriente e nel Nord Africa 42 milioni; 15 milioni (con un incremento del 15,4% sul 2008) nei Paesi sviluppati. Questo aumento della fame a livello mondiale, spiega la Fao, non è la conseguenza di raccolti insoddisfacenti, ma della «combinazione letale» di crisi finanziaria globale (che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione) e dall aumento dei prezzi alimentari. La situazione di crisi economica di alcuni paesi in via di sviluppo è anche aggravata dal fatto che i trasferimenti monetari (le rimesse) degli emigrati nei loro paesi d origine sono diminuiti nel corso di quest anno, causando una notevole riduzione delle riserve estere e dei redditi familiari. La diminuzione delle rimesse, insieme al previsto declino degli aiuti ufficiali allo sviluppo, ridurrà ulteriormente la capacità dei paesi di avere accesso al capitale necessario a sostenere la produzione e a creare reti di sicurezza e schemi di protezione sociale per i poveri. Mentre i prezzi alimentari sui mercati internazionali sono diminuiti nel corso degli ultimi mesi, i prezzi interni nei paesi in via di sviluppo sono invece scesi assai più lentamente. La Fao nota infine che i prezzi dei generi alimentari di base, sebbene siano diminuiti, restano ancora più alti del 24% rispetto al 2006, e del 33% rispetto al «Questa silenziosa crisi alimentare costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo - ha dichiarato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf -. Abbiamo bisogno di creare un largo consenso sul

5 totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, e intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo». Insomma «le nazioni povere - ha aggiunto - devono essere dotate degli strumenti economici e politici necessari a stimolare il loro settore agricolo» e «gli investimenti in agricoltura devono aumentare, perché, per la maggioranza dei paesi poveri, un settore agricolo in buone condizioni è essenziale per combattere i problemi della fame e della povertà, ed è un prerequisito per la crescita economica». Le proposte per far fronte all emergenza mondiale saranno al centro del World Food Summit che ieri ha avuto il via libera della Fao e che a novembre riunirà a Roma i capi di stato di tutto il mondo.

6 Sabato 20 giugno, pag. 11 Gli spagnoli della Sis si sono assicurati l opera. Galan e Chisso costretti a fare buon viso a cattivo gioco Regione investita sulla Pedemontana Doveva essere una passeggiata per la cordata veneta, è finita in un disastro I ricorsi vincenti forse innescati dall esclusione delle imprese del gruppo Gavio di Renzo Mazzaro VENEZIA. Non tutto il male vien per nuocere: la Pedemontana la faranno gli spagnoli ma la prima pietra la poserà sempre il presidente Galan, in primavera, in piena campagna elettorale per le regionali. Un altra grande opera pubblica al suo attivo: non potrà che essere rieletto. Se sarà candidato, ovviamente. Come fu rieletto nel 2005, grazie al traino del Passante di Mestre. Nato con la camicia, si direbbe: anche i ritardi giocano a suo favore. Anzi con quattro camicie, perché il traino del Passante funzionava pure nella rielezione del 2000 (no al Tunnel) ed era stato un cavallo di battaglia perfino della prima elezione nel Ma se la mettiamo sul piano dei ritardi, la Pedemontana veneta tiene testa ormai al Ponte di Messina e Giancarlo Galan rischia di essere rieletto a vita, senza che i veneti ci corrano mai sopra. Come i siciliani sul Ponte. Sorrisi a denti stretti. Per questo la lettura della motivazione con la quale il Consiglio di Stato ha chiuso definitivamente mercoledì il contenzioso giudiziario (durato 2 anni) ordinando alla Regione Veneto di procedere con la concessione dell opera (che doveva avvenire già nel 2007 ma non a beneficio del Consorzio Sis, bensì della cordata pilotata da Impregilo), è stata accolta a Palazzo Balbi con un entusiasmo radiocomandato. Il radiocomando si riferisce alla necessità di fare buon viso a cattivo gioco. «Finalmente», comincia la dichiarazione dell assessore Renato Chisso: un avverbio che parla da solo, non serve il resto. Giancarlo Galan fa ancora meglio, si complimenta con i vincitori del Consorzio Sis, che com è noto hanno stracciato la cordata di casa: «Trovo positivo che gruppi imprenditoriali importanti e internazionali si contendano la possibilità di venire a investire nella realizzazione di infrastrutture in Veneto». Uno sportivo vero. Retroscena. Peccato che agli appalti si vada per vincere, non per partecipare. Bisogna sapere che nel Consorzio stabile Sis gli spagnoli sono in società con imprese italiane del gruppo Gavio. E questo imprenditore, dicono i bene informati, che avrebbe pilotato il ricorso prima al Tar (che gli ha dato torto) e poi al Consiglio di Stato (che gli ha dato totalmente ragione). Motivo: il gruppo di Marcellino Gavio era tra quelli che hanno cercato inutilmente di rientrare nel numero dei cooptati

7 per il project financing varato dalla Pedemontana Spa a maggioranza pubblica nel Un esclusione pagata a caro prezzo, come si vede. L allargamento avvenne nel dicembre 2005, fu una specie di regalo di Natale perché portò alla cessione della maggioranza delle quote a un gruppo di privati, scelti con cura ma senza bando. La ricostruzione. Era tutto facile, perfino troppo facile: c era una società a maggioranza pubblica che si era candidata a fare i 90 chilometri di superstrada a pagamento, anticipando gran parte del denaro e recuperandolo con la gestione dei pedaggi per 40 anni; avevano l iniziativa, il project financing, approvato dalla Regione e la possibilità di rilanciare sulla controofferta dei concorrenti, grazie al diritto di prelazione. Insomma davano le carte nella prima mano e anche nella seconda. E non avevano il banco ostile (Regione Veneto). Doveva essere una passeggiata, invece è finita in un disastro. Com è stato possibile? La motivazione. Bisogna arrivare a pagina 84 (su 88) per trovare il perno del ragionamento del Consiglio di Stato: il promotore Impregilo aveva 10 giorni per esercitare il diritto di prelazione, l ha fatto all ottavo ma doveva contare dalla seduta pubblica del 25 settembre 2008, non da quella del 24 ottobre successivo, che serviva solo per validare l offerta di Sis. Com è stato possibile sbagliarsi di così tanto? Chi lo capisce è bravo. La commissione di gara non ha detto nulla, ma questo silenzio (che identifica «una colpa dell amministrazione») non doveva trarre in inganno Impregilo: il Consorzio Sis è stato danneggiato gravemente da una riapertura di fatto dei termini, la Regione si deve accollare le conseguenze. Curiosità: perfino Silvano Vernizzi, referente tecnico della partita per la Regione, è stato preso in contropiede: «Mi aspettavo l aggiudicazione a Sis ma devo essere sincero non con questa motivazione. Certo che questa è una sentenza, non un opinione». I TEMPI Cantieri aperti nel 2010 VENEZIA. La sentenza è definitiva e sblocca la situazione di paralisi. Adesso il Consorzio Sis ha 4 mesi per presentare il progetto definitivo della Pedemontana; 4 mesi dalla data di firma della concessione. Gli italo-spagnoli di Sis dovranno produrre in Regione Veneto la documentazione di rito (certificazioni antimafia, casellari giudiziari). Tempo previsto un mese. Si può stimare che la concessione venga firmata a fine luglio. Se così fosse, il termine per la presentazione del progetto definitivo sarà fine novembre. Dopo di che servirà l approvazione del Cipe (la Pedemontana è sottoposta alla Legge Obiettivo), organismo romano non veneto: vedremo quanto tempo ci impiegherà. Quindi l apertura dei cantieri, stimata agli inizi del 2010.

8 LA SCHEDA 92 CHILOMETRI PER 2,8 MILIARDI VENEZIA. Lunga 92 chilometri da Spresiano (Treviso) a Montecchio (Vicenza), la superstrada a pagamento Pedemontana veneta costerà 2,8 miliardi di euro, attraverserà 32 comuni, avrà 17 svincoli, più strade complementari e bretelle per 53 chilometri. La cordata che ha vinto la gara è composta dal Consorzio stabile Sis Scpa, capogruppo mandatario di un raggruppamento d imprese con gli spagnoli di Itinere Infraestructuras. Nella cordata perdente c erano invece Pedemontana Veneta Spa, Autostrada Brescia Padova, Autostrade per l Italia, Autovie Venete, Grandi Lavori Fincosit, Costruzioni Maltauro, Rizzani De Eccher, Carron spa, Ccc, Mantovani, Vittadello, Serenissiam Costruzioni. Società mandataria Impregilo spa

9 Sabato 20 giugno, pag. 21 «Piano casa da buttare» Italia Nostra: ecco perché massacra il territorio Continua la crociata di Italia Nostra contro il piano casa firmato dalla giunta regionale veneta. L altra sera, in un convegno a Ca del Galletto a Treviso dedicato al tema, l associazione per la tutela dell ambiente è tornata a scagliarsi contro la legge regionale, «scritta con i piedi» secondo il presidente Umberto Zandigiacomi. «Chiediamo che venga rinviata in commissione per ottenere una legge che abbia vera utilità per l edilizia e non rappresenti l ennesimo assalto al territorio - dichiara - non si può lasciare pieno arbitrio alla gente in materia urbanistica. Siamo a favore di un sostegno al settore ma vogliamo un progetto di qualità, non questo caos di articoli che sono senza capo ne coda. L unica cosa che si capisce davvero è che ognuno può fare bene o male ciò che vuole, compreso occupare nuovo suolo. Una cosa inaccettabile a nostro avviso visto il numero di nuove costruzioni ancora disponibili». Le strade da intraprendere per aiutare il settore sono altre per Italia Nostra, a partire dall aumento degli investimenti pubblici, la defiscalizzazione sugli oneri contributivi alle imprese, la concessione di sgravi Irpef sugli interventi e la semplificazione degli iter burocratici. «E stato mandato avanti invece un piano di interventi a costo zero per le casse del governo, ma non per il nostro territorio e le sue bellezze naturali, che rimangono minacciate da una nuova colata di cemento - spiega Romeo Scarpa esperto intervenuto all appuntamento - il progetto di legge veneto, a differenza di altri come quello toscano, è pieno di buchi. Parlano di bonus sull ampliamento, che arriva fino al 40% in caso di demolizione del vecchio edificio, senza specificare la percentuale di fonti rinnovabili da inserire. Vuol dire concedere quasi il raddoppio della superficie a privati e aziende contro magari il solo inserimento di un pannello solare di un metro quadro, che non basta certo a giustificare un opera del genere». A essere messi sotto scacco dall ampia manovra sarebbero inoltre le amministrazioni di minor grado, come i comuni, la cui autonomia di spesa verrebbe ulteriormente ridotta. «Tutta colpa dell articolo 3 - continua Scarpa - secondo cui la Regione delibera uno sconto sugli oneri concessori incassati dai comuni senza prevederne poi la reintegrazione. Un altra beffa dopo l abolizione dell Ici che delegittima un testo senza capo ne coda». Non è tutto qui però secondo gli esperti dell associazione. Attraverso le maglie larghe della bozza promossa dalla giunta Galan potrebbero passare anche altre sorprese. «Chi ha edificato abusivamente e poi sanato verrà ancora una volta premiato perché, invece che scalare il precedente abuso concorreranno a fare volume».(enrico Lorenzo Tidona)

10 Sabato 20 giugno, pag. 22 Lavoro, presentata ieri la legge Nasce il collocamento privato Soldi alle regioni e coordinamento alle province. Sono queste le basi su cui si regge la nuova legge regionale sul lavoro presentata ieri in Provincia. Un testo che ha trovato il pieno appoggio dell ente di via Battisti, nonostante il taglio dei fondi diretti attesi invece dall assessore Denis Farnea. Il sostegno per l impiego viene dunque confermato, mentre la novità riguarda l entrata dei privati nel sistema pubblico di collocamento. Una soluzione avversata dalle sinistre in Regione preoccupate da una possibile «deregolamentazione». Secondo la riforma, gli operatori privati potranno sostituire nei servizi per il lavoro, quelli pubblici solo se costeranno meno e se non faranno pagare un soldo ai cittadini. «Stiamo spiegando il sistema a operatori e sindacati - spiega Farnea - Questo testo riammoderna il processo occupazionale e l intero sistema del lavoro». Verrà poi creato lo snodo regionale del sistema telematico, chiamato «Borsalavoroveneto», accessibile dai lavoratori e dai datori di lavoro. Inoltre, è previsto un «fondo regionale» per il sostegno al reddito destinato a finanziare interventi per i disoccupati, cassaintegrati o precari, nonché il rifinanziamento dei fondi per le anticipazioni degli ammortizzatori con priorità per le piccole imprese coperte dalla cassa in deroga.(e.l.t.)

11 Sabato 20 giugno, pag. 23 Barbiero: «Il tempo è agli sgoccioli, il sistema Treviso rischia di saltare mentre le istituzioni sono ferme» Crisi, a rischio licenziamento Allarme della Cgil: in 250 aziende sta per scadere la cassa integrazione Il segretario trevigiano: «Disoccupazione in aumento del 6%» Migliaia di lavoratori aggrappati alla cassa integrazione. Al rientro delle ferie in 250 aziende scadrà la cassa ordinaria, concessa per 52 settimane. «Da qui a fine anno saranno i lavoratori sulla soglia del licenziamento», dice il segretario Cgil Paolino Barbiero. «Il tasso di disoccupazione raddoppierà al 6% - aggiunge Barbiero - ci vorranno anni per riprendersi ma la reazione delle istituzioni è ancora scomposta». Delle 400 aziende coperte dalla formula ordinaria della cassa integrazione, circa 150 vedranno scaderne nei prossimi mesi i benefici. Come risultato per molti dei lavoratori si prospetterà il licenziamento. «Non è un semplice spauracchio, è la legge in materia che decide i tempi - chiarisce Barbiero - e quello a nostra disposizione è agli sgoccioli. Se a questo numero ci aggiungiamo un centinaio di aziende artigiane a cui scadrà nello stesso periodo la cassa in deroga, si capisce che il problema non sarà sporadico, ma diventerà un emergenza per tutto il sistema Treviso». Tra i primi posti nelle preoccupazioni dei sindacati c è infatti il sistema di filiera, costituito da un tessuto imprenditoriale talmente interconnesso che, come si dice, basta che uno starnutisca per far venire a tutti il raffreddore. «La malattia di cui stiamo parlando oggi è più grave - sottolinea Barbiero - basta guardarne i sintomi. Mentre fino a qualche anno il lavoro che si toglieva a Treviso veniva dirottato all estero dalle imprese che volevano risparmiare, oggi viene cancellato. La filiera si sta infatti contraendo con grave danno a tutto il processo produttivo. Parliamo di cali di fatturato intorno al 20% in 6 mesi su tutta la provincia». Un quadro completo della situazione, però, manca ancora. Mentre la cassa integrazione speciale viene concessa attraverso la mediazione della provincia (che oltre ad accertare lo stato di crisi vaglia i piani di riorganizzazione aziendale) quella ordinaria ha molti meno vincoli. «La provincia dovrebbe darsi più da fare, intervenendo direttamente anche per questa, in modo da capire i sintomi e individuare meglio le cure che servono per rimettere in piede le aziende che zoppicano - sostiene Barbiero - parlo di un quadro dati più completo che ancora manca e che darebbe finalmente la possibilità di monitorare tutto il territorio». (Enrico Lorenzo Tidona)

12 Sabato 20 giugno, pag. 28 Istrana, chiude la discarica GeoNova Il sindaco Fiorin vuole un nuovo progetto di riqualificazione dall azienda Nell area di 12 ettari sono stoccati 3 milioni di metri cubi di rifiuti ISTRANA. La discarica GeoNova di Pezzan, al centro di tante polemiche in questi anni, chiuderà alla fine del Ora si riaccende il dibattito sull utilizzo dell area di 12 ettari sulla quale sono stati stoccati circa tre milioni di metri cubi di rifiuti. Già nel dicembre del 2006 il consiglio comunale aveva approvato il cosiddetto piano di reinserimento ambientale per far rivivere la discarica di Pezzan nei trenta anni previsti nel periodo di assestamento. Il progetto, elaborato dallo Iuav di Venezia, prevedeva la realizzazione di una pista per il pattinaggio e per il footing, di un museo all aria aperta dell aviazione, il tutto circondato da laghetti e zone verdi. Un investimento da due milioni di euro a carico della GeoNova, a cui il Comune dovrebbe contribuire in minima parte. Ma sul progetto di reinserimento è calato un punto interrogativo. «Ci stiamo chiedendo se il progetto sia ancora attuale - dice il sindaco Enzo Fiorin - si tratta di una questione in itinere che merita una riflessione». La certezza è che la discarica GeoNova chiuderà i battenti alla fine dell anno. Già nei mesi scorsi i conferimenti di rifiuti erano andati via via rallentando. E dopo diversi annunci è arrivato il momento di mettere la parola fine su un area che per sedici anni è stata utilizzata per il conferimento di rifiuti speciali di tipo 2B. Da sempre i residenti di Pezzan si sono lamentati della discarica. Nel 1996 i cittadini di Istrana e dei comuni limitrofi avevano organizzato un corteo di protesta, impedendo il passaggio dei camion carichi di rifiuti. Nel 1997 alla discarica di Pezzan erano arrivate le traversine ferroviarie stoccate dall Enichem di Marghera. Ma a far preoccupare i residenti sono stati soprattutto i cattivi odori provenienti dal sito e il rischio inquinamento. (Rubina Bon)

13 Sabato 20 giugno, pag. 4 De Longhi: è accordo con tutte le parti civili Anche Italia Nostra e Ministero accettano le proposte dell azienda Il rogo Il 13 luglio l ultima udienza del processo: due gli imputati La difesa sostenuta dall avvocato Piero Barolo ha portato a casa altri due punti a favore della De Longhi, la società vittima dello spaventoso incendio che distrusse l intero stabilimento nell aprile Il primo è l accordo con Italia Nostra e il secondo l accordo con il ministero dell Ambiente che era rimasto costituito parte civile contro due responsabili dell azienda, accusati di aver contravvenuto ad alcune norme sulla sicurezza interna antincendio. La prossima e conclusiva udienza si terrà il 13 luglio: c è da prevedere che l avvocato Barolo chiederà l assoluzione dei due dipendenti per mancanza di nesso causale tra i due eventi. Per fare un breve riassunto della complessa storia, le fiamme si svilupparono verso le del 18 aprile 2007 e in 50 secondi diedero origine ad un disastro che in poche ore rase al suolo o danneggiò irreparabilmente tutte le strutture, tranne la palazzina degli uffici, salvata dall intervento dei Vigili del Fuoco. Dal luogo si alzò una nube di fumo nero e denso che per alcuni giorni fece temere il disastro ambientale: invece nulla accadde di nocivo. Fi il pubblico ministero Giovanni Cicero a ricostruire la vicenda: una mano ignota aveva tenuto una fiamma viva (tipo una candela accesa o un accendino) a contatto con il materiale infiammabile accatastato nel magazzino imballaggio, all interno di un capannone al centro dello stabilimento. Questo portò alle indagini - tuttora aperte - sul piromane responsabile dell incendio volontario. Nel corso degli accertamenti sulle fasi successive del disastro, emerse che alcune delle prevenzioni che l azienda avrebbe dovuto rispettare sulla normativa antincendio non erano come sarebbero dovute essere. Il capannone dell imballaggio doveva essere spostato lontano da dove potessero esserci fiamme vive: sul tetto del capannone stesso - per esempio - erano stati effettuati lavori che, pur conclusi felicemente - avevano necessità dell uso di fiamme ossidriche da cui si sprigionano scintille. I due responsabili De Longhi sono a giudizio per "incendio colposo in evento doloso", ma l avvocato Piero Barolo non ha mai avuto dubbi sul fatto che chiederà l assoluzione di entrambi. Non c è nesso causale, ha sempre sostenuto il legale, e lo avrebbe dimostrato anche una

14 ricostruzione in scala minore dell incendio che è stata vissuta da legali, periti e pubblico ministero. La situazione De Longhi, i materiali e la disposizione sono state ricreate: la fiamma è stata tenuta accanto al materiale per tre secondi; per sette si è alzato un fumo nero e densissimo e dopo soli dieci secondi le fiamme sono divampate in maniera così violenta da spaventare gli stessi spettatori. «L incendio vero alla De Longhi è diventato indomabile in 50 secondi, dice Barolo, se anche le norme interne fossero state tutte rispettate, comunque nulla avrebbero potuto le normali prevenzioni antincendio contro quello che è accaduto». Nei procedimenti penali il fatto che le parti civili (cioè chi ha subìto dei danni ed è stato accettato dal giudice come parte in causa) siano state risarcita ha un grande valore al momento del giudizio. Legambiente e Wwf hanno accettato un risarcimento di 25 mila euro e sono uscite dal processo durante l udienza del 7 maggio; il denaro, ha spiegato l avvocato Arianna Tosoni, sarà «vincolato a progetti ambientali che abbiano una ricaduta sul territorio». Anche Italia Nostra ha accettato la proposta di De Longhi e porterà avanti un progetto ambientale; e ieri l avvocato Barolo ha solo confermato la notizia che il ministero abbia accettato un offerta. «Sono vincolato dal silenzio fino all udienza del 13 - ha detto il legale - ma si tratta di un progetto importante, che riguarda la città e che darà lustro ad entrambe le parti. Sottolineo che De Longhi porta avanti questa politica ambientale malgrado non ci sia stata alcuna ricaduta negativa sul territorio all indomani del disastro». Antonella Federici

15 Sabato 20 giugno, pag. 2 L ipotesi è stata presentata ieri ai sindaci dal presidente Muraro Smaltite in una discarica a Loria le duemila tonnellate di eternit RIESE. Potrebbe essere ospitate nella discarica di Loria le 2000 tonnellate di eternit sparse sul territorio riesino in seguito alla tromba d aria di sabato 6 giungo. Questa soluzione è stata proposta durante l incontro di ieri al municipio di Riese Pio X tra i sindaci dei comuni colpiti dal maltempo, la Provincia e il consorzio TV3. Al momento, non esistono discariche autorizzate in Veneto per lo smaltimento amianto. Contarina, il nuovo consorzio che si occupa dello smaltimento rifiuti, ha individuato un impianto specializzato a Francoforte per un costo stimato, comprensivo del trasporto, di «Abbiamo invece avanzato la proposta di autorizzare, con apposita ordinanza, - ha detto il presidente Leonardo Muraro - un impianto idoneo in prossimità della zona interessata, individuando la discarica oggi in esercizio in comune di Loria, che presenta caratteristiche tecniche e di sicurezza idonee al conferimento di bancali già inertizzati e imballati di cemento-amianto. Il che comporterebbe un risparmio di circa euro. Ci incontreremo a breve nuovamente coi sindaci per definire la questione. Non voglio imporre nulla a nessuno, ma ho voluto convocare tutti i sindaci per decidere assieme quale strategia attuare». Della questione costi si discuterà la prossima settimana in una nuova assembla di tutti i sindaci interessati. (Daniele Quarello)

16 Sabato 20 giugno, pag. 2 Telefonata in diretta a Gianni Letta: «Chiama a Roma anche Contarin, Muraro a Galan» Bossi visita Vallà e lancia la proposta: «Venite tutti al consiglio dei ministri» Il leader del Carroccio «La Lega ora conta, non vi abbandonerà» di Lorenzo Zamponi RIESE. «Mi impegnerò personalmente e utilizzerò il presidente della Provincia come mio tramite per cercare di portare sollievo a questa gente». È un tono solenne quello scelto da Umberto Bossi per promettere l impegno del governo a sostegno della popolazione di Vallà e dintorni. Il ministro delle riforme ha visitato ieri i luoghi del disastro, telefonando direttamente a Gianni Letta perché assicurasse la presenza del sindaco di Riese e dei presidenti di Provincia e Regione al prossimo Consiglio dei ministri. Un colpo di teatro nello stile più tipico di Bossi, che con quel gesto ha lanciato un messaggio ben preciso: la Lega, nel governo, conta, e può proporre, imporre e disporre ogni atto a favore del proprio territorio. Il leader della Lega, accompagnato dalla senatrice Rosi Mauro, è stato accolto in municipio dal sindaco di Riese Gianluigi Contarin, dal suo collega trevigiano Gian Paolo Gobbo, dall onorevole Gianpaolo Dozzo, dal presidente della Provincia Leonardo Muraro e dal prefetto Vittorio Capocelli. «Non avremmo mai voluto che fosse questa l occasione per la prima visita di Bossi a Riese - ha affermato Contarin - Ma è un grande onore per noi e per un territorio che sta vivendo un momento di tragedia, che con grande dignità stiamo superando». Muraro ha presentato al ministro i numeri della calamità chiedendogli un impegno chiaro: «Ci auguriamo che come è stato fatto per L Aquila, ci sia un grosso intervento da parte del governo anche in quest area». Il leader leghista, ha colto la palla al balzo e rilanciato: «Se veniste in Consiglio dei ministri a portare dei dati più precisi, tutti gli altri si renderebbero conto» ha dichiarato. E pochi minuti più tardi, di fronte alla palestra Heavy Metal di Vallà, completamente distrutta dalla tromba d aria del del6 giugno, Bossi ha alzato il telefono e parlato direttamente con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, il braccio destro di Berlusconi, trasmettendogli la richiesta di invitare Contarin e Muraro al prossimo Consiglio dei ministri, e aggiungendo anche il nome del presidente della Regione Giancarlo Galan, in modo da mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi tra l assessore regionale Elena Donazzan e i leghisti Dozzo e

17 Zaia. Per il ministro dell agricoltura, del resto, Bossi ha avuto parole di elogio, scatenando gli applausi dei leghisti trevigiani. Evidente, dopo la partenza del ministro delle riforme, la soddisfazione di sindaco e presidente della Provincia, che in pochi minuti hanno ottenuto un invito a Roma su raccomandazione diretta del loro leader: uno spot coi controfiocchi, a sostegno dell immagine della Lega come partito di lotta e di governo, in grado di far pesare a Roma le esigenze del territorio. «Non siamo cittadini di serie B» ha detto Contarin. A una domanda sull ascolto che il governo darà ai bisogni delle vittime della calamità, Bossi risponde che «ci sarà ascolto dalla Lega, la Lega ha i voti». E ancora: «È la Lega a tenere in piedi questo governo», rincara il ministro, promettendo tutela per un territorio, quello di Riese, che ha appena rieletto un sindaco leghista con il 73% dei voti.

18 Sabato 20 giugno, pag. 6 Blitz di Bossi a Riese: «Non vi abbandonerò» Il leader della Lega Nord ha visitato le zone colpite dal tornado: «Oggi doveva esserci anche Tremonti» Riese Pio X Il tornado Bossi si è abbattuto su Riese: in un ora di visita il ministro leghista ha promesso i soldi, ha invitato il Presidente della Regione e della Provincia oltre al sindaco a recarsi a Roma e per partecipare al prossimo Consiglio dei Ministri e ha messo la parola fine alla diatriba post tornado tra istituzioni (Zaia-Donazzan) ed ha garantito ai cittadini castellani colpiti dal tornado del 6 giugno scorso, pari dignità con i terremotati dell Abruzzo. E arrivato poco dopo mezzogiorno in Villa Eger a Riese Pio X; si è incontrato con le autorità Provinciali e poi si è recato a Vallà per rendersi conto di persona dei danni prococati dal violento nubifragio. Un vero e proprio blitz quello del Ministro nonché leader della Lega Nord a Riese Pio X quanto mai necessario per sbrogliare situazioni politiche molto delicate che si stavano innescando circa la visita del sottosegretario Bertolaso a Riese. Bossi, doveva arrivare a Riese insieme al Ministro del Bilancio Tremonti, visto che ieri erano insieme a Belluno per la chiusura della campagna elettorale. Ma Tremonti è stato chiamato d urgenza a Milano-ha spiegato il senatùr apparso in ottima forma - ed allora sono venuto da solo. Ma la presenza di Umberto Bossi per i leghisti riesini è stata una vera e propria sorpresa e mai si sarebbero sognati di vedere il loro leader in loco. Ma noi volevamo avere Umberto Bossi come ospite in ben altre occasioni - ha puntualizzato giustamente il sindaco Gianluigi Contarin avvertito ieri mattina alle 9 dell arrivo del Ministro ed in riferimento soprattutto al motivo della visita: i danni provocati dal tornado che si è abbattuto sulla zona il 6 giugno scorso. Il primo cittadino di Riese ha inoltre spiegato al Ministro che: Noi sindaci stiamo cercando di fare squadra per affrontare questa emergenza e vogliamo essere rispettati. Vogliamo che chi ci Governa veda quello che è successo qui il 6 giugno e per questo motivo voglio ringraziare pubblicamente il ministro Bossi per questa visita. Speriamo vivamente che il Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo accolga la richiesta di stato di calamità naturale. Oltre al Presidente della Provincia Muraro, presente anche il sindaco di Treviso Gianpaolo Gobbo: Il momento non è dei migliori e per l economia locale è una mazzata. Sono

19 certo che il Governo ne terrà conto ed agirà di conseguenza. Quindi l atteso intervento del senatùr : Mi sarebbe piaciuto ci fosse anche Tremonti ma è stato chiamato d urgenza a Milano. Ma state tranquilli perché la Lega Nord al Governo conta. Io invito subito il Presidente della provincia ed il sindaco a venire a Roma venerdì a relazionare in consiglio dei ministri. Certo, è un momento di difficoltà anche economica ma il Governo pensa a tutti non solo a L Aquila. Sono certo che il Presidente del Consiglio Berlusconi voglia sentire da voi come stanno le cose. Io mi impegno, attraverso il Presidente della Provincia ad aiutare le zone colpite da questa calamità naturale. Poi si concede anche qualche battuta verso le personalità: Fino a qualche tempo fa eravate pochi, ora invece siete in parecchi; segno di rispetto e dico che è reciproco. Qualche battuta anche sulla situazione del Presidente Berlusconi e dei magistrati: Io ci credo poco, tra qualche anno li troveremo in politica. Poi il corteo di auto blu si è diretto verso Vallà, via Visentin, luogo simbolo del disastro. Bossi si è fermato davanti alla palestra, ha preso il telefono ed ha chiamato il vice premier Letta. Gli ho detto che al prossimo consiglio dei Ministri inviti anche il presidente della Regione Galan oltre al presidente della Provincia ed il sindaco ; alle 13,17 ha salutato. CURIOSITA : prima di salire in macchina Bossi ha gettato per terra il suo sigaro ancora fumante. Gino Calzavara segretario locale della Lega Nord l ha visto e l ha raccolto. El se proprio el sigaro de Bossi questo Un icona da conservare. Cosa non ha fatto Bossi in un ora Gabriele Zanchin

20 Sabato 20 giugno, pag. 6 I RIFIUTI Duemila tonnellate di amianto da smaltire RIESE PIO X A Vallà ci sono circa due mila tonnellate di cemento amianto da raccogliere e smaltire: l uragano ha sbriciolato il pericoloso materiale che ricopriva capannoni, garage e ripari di fortuna e la furia del vento ha sparpagliato i pezzi ovunque. La Provincia ha autorizzato alcuni siti per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti, ma ora va presa una decisione sul come smaltirli definitivamente. Ieri Muraro ha incontrato i sindaci della castellana per discutere proprio di questo. Le soluzioni in ballo sono quelle di trasportare tutto in un impianto tedesco, a Francoforte, oppure di aprire le porte della vicina discarica di Loria. Anche se all orizzonte spunta pure l ipotesi di Paese. Le differenze di costi, però, sono enormi. E Muraro propone di spalmare le spese sulle bollette di tutti i trevigiani. Non voglio imporre nulla mette le mani avanti il presidente però se i costi fossero distribuiti a livello territoriale ogni abitante della Marca si troverebbe a pagare solo 80 centesimi in più: un caffè per ogni trevigiano. Ma quanto costerebbe asportare i rifiuti pericolosi e metterli al sicuro nel ventre di una discarica autorizzata? Dipende. In Veneto non ci sono siti autorizzati e Contarina, che si occupa della raccolta, ha individuato l impianto di Francoforte per una spesa complessiva di circa 430 mila euro. Però abbiamo anche proposto di autorizzare la discarica di Loria, con un apposita ordinanza, per le caratteristiche di sicurezza idonee a ospitare bancali già imballati di cemento amianto con un risparmio di 300 mila euro conclude Muraro questi sono i costi e gli argomenti: decideranno i sindaci con i quali ci rincontreremo a breve. Mauro Favaro

21 Sabato 20 giugno, pag. 7 La Giunta ha affidato i lavori Percorso rurale lungo il Brentella Presto il cantiere all ex scalo merci Montebelluna (L.Bon) Percorso rurale ed ex scalo merci: lavori affidati. Sono stati affidati alla ditta Costruzioni Generali Caverzan Giulio di Montebelluna i lavori per la realizzazione del secondo stralcio del Percorso Rurale denominato "Lungo il Canale Brentella", che collegherà Guarda a Trevignano.Il progetto era stato realizzato dall Arch. Gianni Pellizzari, con la consulenza tecnica di Legambiente di Trevignano, del WWF - GruppoMontello-Piave e del CAI di Montebelluna. I lavori consistono nel completamento del percorso rurale lungo il Canale Brentella, per un tratto di m 1.764, dall altezza del campo sportivo di via Feratine fino al Mulino Caberlotto. Il progetto prevede un costo totale di 78mila euro. Il primo stralcio, da via Bergamo al parcheggio di via Feratine, era già stato realizzato per un costo di euro. Ma per difficoltà legate all acquisizione delle aree di passaggio, non si era potuto proseguire con il secondo stralcio. Ora, essendo stati raggiunti gli accordi con il Consorzio Brentella e Federservizi S.p.A. gestore del demanio ferroviario, si può procedere anche al secondo stralcio che permetterà di arrivare fino al confine con il Comune di Trevignano. Affidati anche i lavori per la realizzazione del secondo stralcio del recupero dell area dell ex scalo merci ferroviario alla ATI (Associazione Temporanea di Imprese) costituita dalla Costruzioni Bordignon di Volpago del Montello e dalla Termoidraulica Toffoletto Claudio di Giavera del Montello. I lavori riguardano il completamento del recupero urbanistico ed edilizio dell area ad est della stazione ferroviaria, con l esecuzione di tutte le opere di natura edile, impiantistica e di sicurezza per il completamento dell edificio adibito, dal settembre dello scorso anno, a Comando della Polizia Locale, in via Zecchinel. Verrà completata la ristrutturazione della parte del Comando posto a sud con un ultima tranche di 380mila euro.

22 Sabato 20 giugno, pag. 14 edizione NAZIONALE UNIONE EUROPEA Tutela del Rosé. Zaia: «Ha vinto la tradizione» Roma «Ha vinto la tradizione, hanno vinto i produttori, ha vinto la collaborazione fra Italia e Francia, unite a difesa di un vino, il rosato, che non potrà mai essere ottenuto da una semplice miscela». Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, in una nota, commenta così i risultati della riunione del Comitato di gestione che, ieri a Bruxelles, ha espresso il suo parere favorevole alla proposta di Regolamento sulle pratiche enologiche, nella versione in cui non viene consentito di ottenere vino rosé miscelando vino bianco e vino rosso. Tale versione consegue agli sforzi messi in campo dai governi dell'italia e della Francia, per modificare l'approccio iniziale della Commissione Europea, che aveva invece incluso tale possibilità nel regolamento. Le regole entreranno in vigore dal primo di agosto prossimo e salvaguarderanno in pieno la tradizionale produzione di vino rosé, senza esporla alla concorrenza di prodotti ottenuti da una semplice miscela. AGRICOLTURA Zootecnia penalizzata dai costi «La zootecnia è a rischio chiusura, con quotazioni all'origine non remunerative e una forbice prezzi-ricavi che via via si deteriora». Lo ha detto il direttore generale di Confagricoltura Vito Bianco, intervenendo ieri a Verona all'assemblea di Assalzoo, l'associazione nazionale dei mangimisti. Rispetto al 2000 i costi produttivi sono saliti di oltre il 20%, con una percentuale analoga di aumento per i mangimi, il cui prezzo però è calato nell'ultimo anno ma non in proporzione a quello dei cereali diminuiti di oltre il 36%.

23 Sabato 20 giugno, pag. 8 Cinquant anni di brindisi Anniversario importante per la Cantina sociale Codognè La cantina sociale di Codognè festeggia i suoi primi cinquant anni. La società cooperativa venne fondata l 11 marzo del 1959 da 42 soci fondatori che si riunirono al tavolo del notaio per dar vita alla nuova realtà, di cui è testimone Vincenzo Vettori ultimo rappresentante dello storico gruppo. Oggi la cantina sociale conta ben 486 soci, di cui 420 conferenti, per una superficie vitata di quasi 510 ettari distribuita su 14 comuni. Anche le cifre della produzione dei vini parlano chiaro: ogni anno vengono raccolti tra i 90 e i 100mila quintali di grappoli provenienti dai soci. A testimoniare il processi di innovazione, il montaggio degli ultimi 7 nuovi serbatoi avvenuto questa settimana, per una capacità di oltre 6mila ettolitri, che completa il processo di riorganizzazione del ciclo produttivo iniziato lo scorso anno. Tanta strada è stata fatta da quando i primi 239 soci iniziarono a condividere i progetti per la realizzazione dell opificio e l acquisto dei primi macchinari. A guidare per primo la cantina fu il presidente N.P. Petrovich; la fine del decennio segna anche un cambio alla guida con l elezione di Antonio Ferracini. A seguito delle sue dimissioni nel giugno 1974, viene eletto nuovo presidente Primo Lucchetta. La produzione della cantina è ancora prevalentemente a vini rossi, merlot e cabernet, comincia tuttavia a manifestarsi un nuovo orientamento: la domanda di vini bianchi. Il 1987 vede le dimissioni per motivi famigliari del presidente Lucchetta e l elezione alla presidenza di Bruno Feltrin. Il suo mandato si chiude anticipatamente nel novembre 1989 con le dimissioni e la nomina a nuovo presidente di Giorgio Moras che resta in carica fino al novembre La fine del 1992 segna l inizio della lunga presidenza Galet, che si protrae fino alla fine del Una fase nella quale vanno ricordati l adozione del regolamento interno ancora oggi usato, l incorporazione della Latteria di Roverbasso, la realizzazione del nuovo impianto di refrigerazione, l acquisto del concentratore per vini e di nuovi vinificatori da hl e la sistemazione della torre vinaria. A fine 2006 il presidente Galet e il cda si dimettono dando modo di ricorrere al volere assembleare per l elezione di un nuovo cda e per la nuova nomina a presidente del geom. Giorgio Moras attualmente in carica. Il programma per domani, domenica 21 giugno, prevede la partecipazione alla messa delle a Codognè, alle il saluto del presidente con gli interventi delle autorità. Per la festa di domenica è atteso anche il Ministro dell agricoltura Luca

24 Zaia, con il vicepresidente della Provincia Floriano Zambon e il sindaco di Codognè Roberto Bet. A seguire alle la consegna dei riconoscimenti per concludere con il pranzo sociale. Erica Bet

25 Sabato 20 giugno, pag. 11 DALLA REGIONE Al "Corazzin" 300mila euro: ossigeno per la ristrutturazione Oderzo (an.fr.) Ammonta a quasi 300mila euro il contributo che la Regione Veneto ha concesso all'istituto professionale di Stato per l'agricoltura e l'ambiente Corazzin di Piavon, finalizzato alla ristrutturazione dell'immobile. Si tratta di una scuola prestigiosa, notissima in tutto l'opitergino- Mottense, con alunni che giungono pure dal veneziano e dal pordenonese. L'edificio che la ospita ha ormai qualche decennio di vita ed ha necessità di essere ristrutturato. A dare notizia del contributo è l'opitergino Franco Manzato, vice presidente della Regione Veneto. «La politica dell'amministrazione regionale - afferma Manzato - è anche attenzione al territorio, alle sue comunità ed alle sue esigenze. Questo significa operare assieme per crescere e per eliminare i fattori che possono mettere in difficoltà il territorio stesso». Per l'esattezza il contributo assegnato dalla Regione Veneto ammonta a euro. «L'intervento - spiega Manzato - è inserito in una più vasta partita di 24 milioni di euro per interventi sul territorio regionale, dei quali 3 milioni 800mila in provincia di Treviso, finalizzati alla sicurezza degli edifici scolastici per le scuole superiori. Una scelta, quella della Regione, molto importante per poter intervenire concretamente in questo settore, dove abbiamo chiesto alle amministrazioni provinciali di dirci quali sono le situazioni più urgenti». Il contributo regionale copre una parte consistente delle spese ammesse per la realizzazione dell'intervento, il cui importo complessivo ammonta a quasi 592mila euro. L'Istituto per l'agricoltura di Piavon è una sede staccata della prestigiosa Scuola Enologica di Conegliano. Nella stessa sono attivi i corsi per operatore agro-ambientale, operatore agro-industriale, agrotecnico. Un'altra scuola superiore importante dell'opitergino-mottense verrà ristrutturata. Forse la prossima volta sarà per il liceo classico opitergino. Da anni l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pietro Dalla Libera, sollecita una soluzione per quest'istituto che attualmente è ospitato in un'ala della media «Amalteo».

26 Sabato 20 giugno, pag. 2

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