Dipartimento di Prevenzione Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro

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1 Dipartimento di Prevenzione Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro SPISAL rapporto annuale Direttore: Dott.ssa Rosana Bizzotto

2 2 Rapporto annuale 2013

3 Introduzione Il Rapporto Annuale del Servizio SPISAL 2013 offre un quadro di sintesi sulle attività e sui progetti del servizio ed effettua il bilancio dell anno, evidenziando i risultati più significativi e fornendo elementi di valutazione sull attuazione dei programmi. Il rapporto annuale rappresenta un importante strumento di comunicazione fornendo una informazione sulle attività svolte e testimoniando il lavoro di tutto il personale, amministrativi, medici, tecnici della prevenzione e assistenti sanitari L impegno di redigere un rapporto annuale è stato assunto a partire dal 1998, quindici anni di attività documentate per rendere pubbliche le politiche del servizio, le modalità di lettura e analisi del tessuto produttivo, i problemi di salute dei lavoratori e le strategie di intervento adottate per la loro riduzione. Il documento si articola in diversi capitoli. Un capitolo è dedicato alla descrizione delle dinamiche produttive del territorio e, in relazione a queste, all andamento degli infortuni sul lavoro, utilizzando indicatori sintetici di danno che tengano conto di parametri quali la frequenza e la gravità degli eventi accaduti. Il capitolo relativo alle attività è articolato in tre parti: nella prima e nella seconda vengono riportati i principali risultati ottenuti in termini di prestazioni e nell ambito di specifiche progettualità nel corso del 2013; nella terza parte i progetti il cui avvio è previsto nel Alle attività di informazione, formazione, comunicazione è dedicata la parte finale della relazione. Camposampiero, 10 marzo 2014 Il Direttore Rosana Bizzotto 3 Rapporto annuale 2013

4 4 Rapporto annuale 2013

5 Anno 2013 indice per argomenti Capitolo 1 Il servizio Spisal pag 7 Il personale pag 12 Organigramma pag 13 Funzionigramma pag 14 Capitolo 2 Capitolo 3 Capitolo 4 Capitolo 5 Capitolo 6 Il campo di intervento pag 18 Mappa del territorio pag 19 La popolazione pag 20 Contesto economico-sociale pag 24 Gli infortuni sul lavoro pag 28 Infortuni mortali pag 32 Le attività principali del 2013 pag 35 Linee di intervento pag 36 Rischi psico-sociali pag 39 I progetti 2013 pag 47 Progetto trasporti pag 48 Stress lavoro-correlato negli istituti di credito pag 51 Campagna "Salva la vita dall'alto" pag 55 Contrasto del rischio di infortuni mortali pag 59 Promozione della salute nei lavoratori autonomi pag 62 Progetto autofficine pag 64 Rischio cancerogeno nel comparto legno pag 66 I nuovi progetti 2014 pag 69 Informazione, Formazione, Comunicazione pag 70 5 Rapporto annuale 2013

6 6 Rapporto annuale 2013

7 CAPITOLO 1 Il servizio Spisal 1.1 Premessa Profondi cambiamenti tecnologici, organizzativi, contrattuali, professionali ed economici stanno investendo il mondo del lavoro da circa un ventennio. Anche in Italia la natura del lavoro sta cambiando in misura sensibile, soprattutto per effetto dei mutamenti nell organizzazione del lavoro legati all innovazione tecnologica, alla globalizzazione dei mercati, alla terziarizzazione dell economia, al nuovo modello di impresa in rete, che comporta intensi scambi di prodotti, tecnologie, capitali, informazioni e servizi. Il risultato è quello di una organizzazione del lavoro che tende a discostarsi sempre più dal modello tayloristico dal punto di vista dei contenuti, delle relazioni contrattuali e gerarchiche. Anche la natura dei rischi per la salute e la sicurezza sta cambiando: l intensificazione dei ritmi lavorativi, la precarietà del lavoro con la conseguente necessità di dimostrare determinati standard, aumenta l ansia e lo stress. Alcune tecnopatie prodotte da microtraumi, posture, fatica fisica sono in crescita. La sempre più frequente presenza di varie imprese nella realizzazione del prodotto o servizio, tende a potenziare i rischi di natura infortunistica legati ad una interferenza nelle lavorazioni. L aumento della età pensionabile e quindi l aumento crescente di lavoratori anziani, la presenza sempre più estesa di manodopera straniera, le differenze di genere richiedono una sempre maggior attenzione alla componente umana del lavoro. Con il Dlgs 626/94, confermato dal Dlgs 81/2008, l approccio legislativo alla sicurezza nei luoghi di lavoro è cambiato. Uno dei momenti più significativi della legge è rappresentato proprio dal passaggio da una concezione della sicurezza basata sulla sola prevenzione tecnologica, ad un sistema di prevenzione che mette l uomo e non la macchina al centro della nuova organizzazione della salute e sicurezza sul lavoro. Questa nuova visione strategica della prevenzione non è stata ancora colta pienamente dalle aziende, specialmente da quelle di piccole dimensioni (che peraltro rappresentano la parte preponderante del tessuto produttivo del territorio), nelle quali prevale ancora, rispetto alle ormai non più recenti novità legislative, un approccio di tipo burocratico, con la conseguenza che sono state prodotte molti documenti, senza che il comportamento delle persone e l organizzazione siano diventati necessariamente più sicuri. L approccio prevalente alla prevenzione è ancora quindi di tipo tecnico. Fare prevenzione significa acquistare macchine sempre più sicure, mentre vi è difficoltà a comprendere le implicazioni organizzative della sicurezza, e capire che la sicurezza va in primo luogo gestita al pari della qualità e della produzione. In questo contesto di forti mutamenti, i servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro possono esercitare un ruolo strategico, possono agire 7 Rapporto annuale 2013

8 cioè come volani di un cambiamento culturale che è il solo a poter stimolare un approccio moderno alla prevenzione. Questa spinta propulsiva potrà funzionare nella misura in cui i Servizi pubblici deputati alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, forti del loro mandato istituzionale, faranno lo sforzo di ridisegnare un nuovo modo di fare prevenzione e di vigilanza, condividendo non solo l approccio teorico ma anche strumenti e modalità di intervento, in un confronto proficuo interno al sistema degli Spisal, ma aperto alle istanze del territorio regionale. Quanto esposto rappresenta quel presupposto teorico che unitamente al mandato istituzionale, così come enunciato dalla Legge 833/78 e la Legge regionale 54/82, rende ragione della mission e della vision del Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza dell Azienda ULSS 15 Alta Padovana. 1.2 Missione Promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso la prevenzione delle malattie, degli infortuni e delle disabilità, il miglioramento del benessere organizzativo, la crescita della cultura della prevenzione. 1.3 Visione Programmare e gestire l attività mettendo in primo piano i bisogni di salute dei lavoratori e delle aziende Promuovere azioni volte a ridurre le disuguaglianze in termini di salute tra i lavoratori Favorire l inserimento lavorativo dei portatori di handicap Promuovere interventi di contrasto ad ogni forma di discriminazione nei luoghi di lavoro Promuovere la cultura della sicurezza, della partecipazione, dell auto-tutela Favorire lo studio e il ricorso a modelli di intervento appropriati e di dimostrata efficacia Responsabilizzare gli operatori verso modelli gestionali che consentano una ottimizzazione delle risorse e dei risultati Coinvolgere nelle scelte programmatiche e nella realizzazione degli interventi tutti i soggetti pubblici e privati il cui operato può avere ricadute sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Assicurare al personale una formazione continua in linea con gli obiettivi del Servizio Assicurare ai cittadini pari accessibilità al Servizio Promuovere il confronto tra pari su modelli e strategie di intervento 8 Rapporto annuale 2013

9 1.4 Elementi storici e riferimenti legislativi L'attuale organizzazione dei Servizi per la Tutela della salute nei Luoghi di Lavoro risale alla Legge 23 dicembre 1978, n. 833 "Istituzione del servizio sanitario nazionale" (SSN). Questa legge pone l'educazione sanitaria" e la "prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro" tra gli obiettivi principali del SSN, obiettivi che sono gli stessi della medicina del lavoro come disciplina, di cui l'oms già nel 1950 ne aveva indicato gli scopi: "promuovere e mantenere il più alto livello possibile di benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori di tutte le professioni; prevenire ogni danno alla salute causato dalle condizioni di lavoro; proteggerli contro i rischi risultanti dalla presenza di agenti pregiudizievoli per la loro salute". Con il D.lgs. 502 del 1992, il DLgs 517 del 1993, il D.lgs. 229 del 1999 e con la Legge costituzionale n. 3/2001, avviene l'aziendalizzazione del sistema sanitario con il passaggio alle regioni di alcune funzioni. Le Regioni si dotano di propria normativa in materia di Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, ad integrazione di quella nazionale. La struttura dei Servizi di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro varia da regione a regione in funzione della programmazione regionale e del grado di industrializzazione del territorio di competenza e possono essere rappresentati da servizi autonomi, sia pure con denominazioni diverse tra loro (SPSAL, SPreSAL, Spesal, SPISAL, Spisll, UOPSAL, UOML, PISLL, ecc.) o possono essere accorpati con altri servizi di prevenzione della USL. La Legge regionale 30 novembre 1982, n. 54 istituisce gli SPISAL nella Regione Veneto. Il D.Lgs 626 del 19 settembre 1994, modifica lo scenario normativo che era alla base di tutta l'attività di prevenzione negli ambienti di lavoro. La Legge 833 affidava alle USL molti degli aspetti rilevanti dell'attività preventiva. Ad esempio, fermo restando le responsabilità dei datori di lavoro, le USL dovevano svolgere in prima persona: la valutazione dei rischi lavorativi, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione e di protezione; l'informazione e la formazione dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria, l'attività di vigilanza. Con il Decreto Legislativo 626 si assiste ad un trasferimento di autonomia, fiducia e responsabilità ai datori di lavoro. La filosofia della prevenzione cambia e spetta al datore di lavoro la responsabilità di individuare e valutare i rischi per la salute e la sicurezza, ma soprattutto di programmare e di gestire le misure di prevenzione, di coinvolgere i lavoratori nel processo valutativo, di informarli e formarli, di assicurare una adeguata sorveglianza sanitaria dove è necessario. 9 Rapporto annuale 2013

10 All'ente pubblico spetta di assistere le aziende, fornire ove possibile la consulenza necessaria, controllare l'attuazione di quanto è previsto dalla legge, facendosi promotore e garante dei processi di prevenzione interni. Il D.Lgs 9 aprile 2008, n.81, altrimenti denominato Testo Unico, si prefigge di compendiare e coordinare tutte le diverse norme emanate in tema di sicurezza sul lavoro, in un unico testo organico. Tra le novità di carattere generale ricordiamo: la definizione, mutuata dall OMS, del concetto di salute intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un assenza di malattia o infermità (art. 2); l istituzione del Sistema Informativo Nazionale Prevenzione (SINP), per orientare la programmazione delle attività di prevenzione (art. 8). La materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro può essere disciplinata anche da leggi regionali, nel rispetto dei principi fondamentali dettati dalla normativa statale, sempre in senso migliorativo per la tutela dei lavoratori. Il T.U. demanda alla contrattazione collettiva la definizione di taluni ambiti, in particolare quelli relativi alla partecipazione dei lavoratori alla gestione della sicurezza. Sulla scia di quanto previsto dal D.lgs. n. 626/1994, il Testo Unico eleva l organizzazione della sicurezza a livello di sistema, disciplinando una molteplicità di figure, da un lato quelle che costituiscono l organigramma dell impresa (datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori) e, dall altro, figure dotate di formazione specifica e competenza tecnica (il Responsabile e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, gli addetti all emergenza antincendio e al primo soccorso, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e il Medico competente, qualora sia previsto l obbligo di sorveglianza sanitaria). Nell ambito di dette figure, un ruolo fondamentale è rivestito dai lavoratori, non considerati più come meri creditori di sicurezza, ma effettivi protagonisti del sistema, tanto da essere chiamati a contribuire, attraverso la consultazione dei loro rappresentanti (RLS), alla valutazione dei rischi. (fonte INAIL) 10 Rapporto annuale 2013

11 1.5 La Sede La sede del Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) è situata al secondo piano del Centro Servizi Socio Sanitari Guido De Rossignoli in via Cao del Mondo a Camposampiero (PD). La segreteria è aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore Nel sito web aziendale si possono trovare informazioni sulle singole prestazioni svolte dallo SPISAL e altri riferimenti utili. 11 Rapporto annuale 2013

12 1.6 Il Personale Nel 2013 il numero del personale è aumentato di una unità. L'organico della segreteria è stato integrato con l'arrivo di un nuovo assistente amministrativo: Sig.ra Cristina Zampieri. Totale: 20 Bizzotto Rosana Direttore Rami Fabiola Assistente amministrativo Scapolo Silvana Collaboratore amministrativo Zampieri Cristina Assistente amministrativo ulss15.pd.it Eder Margit Medico del lavoro Marcolongo Mariano Medico del lavoro Olivieri Armando Medico del lavoro Bottacin Gianni Assistente sanitario Ferraro Antonella Assistente sanitario Rebellato Fiorella Assistente sanitario Baggio Luca Tecnico della prevenzione Barizza Manuela Tecnico della prevenzione Berti Giorgio Tecnico della prevenzione Caccin Giuliano Tecnico della prevenzione Guerra Valerio Tecnico della prevenzione Mini Gioele Tecnico della prevenzione Pattaro Massimo Tecnico della prevenzione Salvalaggio Patrizia Tecnico della prevenzione Squarcina Vittorino Tecnico della prevenzione Zecchin Francesco Tecnico della prevenzione Rapporto annuale 2013

13 1.7 Organigramma Direttore Rosana Bizzotto Segreteria Silvana Scapolo Fabiola Rami Cristina Zampieri Medici del lavoro Mariano Marcolongo Margit Eder Unità 1 Medicina del Lavoro Armando Olivieri Assistenti Sanitari Antonella Ferraro Fiorella Rebellato Gianni Bottacin Unità 2-3 Igiene del Lavoro Sicurezza ed Impiantistica Tecnici della Prevenzione Caccin Giuliano Berti Giorgio Guerra Valerio Baggio Luca Barizza Manuela Mini Gioele Squarcina Vittorino Pattaro Massimo Salvalaggio Patrizia Zecchin Francesco 13 Rapporto annuale 2013

14 1.8 Funzionigramma Operatore Profilo Funzioni Rosana Bizzotto Dirigente Medico Direttore del Servizio Referente Accreditamento e Qualità Direttore del Centro di riferimento regionale per l erogazione dei corsi di formazione professionale per addetti alla bonifica da amianto Armando Olivieri Dirigente medico Responsabile Unità di Medicina del Lavoro Responsabile Unità di Epidemiologia-Sistema Informativo Amministratore del sistema informatico regionale Prev-net Eder Margit Dirigente medico Referente della Linea Ex esposti ad amianto Componente Commissione Inserimento Lavorativo Disabili Mariano Medico Specialista Referente della Linea Rischi di natura ergonomica Marcolongo Ambulatoriale Componente Commissione Inserimento Lavorativo Disabili Antonella Ferraro Assistente Sanitaria Collabora alla realizzazione e diffusione di materiale informativo, alla progettazione e realizzazione di interventi di promozione della salute, alla organizzazione di incontri, seminari e convegni Verifica i protocolli di sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto nelle attività di bonifica Responsabile dell aggiornamento delle pagine web del Servizio Collabora alla stesura del Rapporto Annuale di Servizio Docente nei corsi per addetti alla bonifica di amianto Componente del gruppo di lavoro dipartimentale "Guadagnare salute" Fiorella Rebellato Assistente Sanitaria Collabora negli interventi di promozione e prevenzione della salute nei luoghi di lavoro e nelle attività di informazione e formazione Verifica i protocolli di sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi specifici Intervistatore Progetto PASSI Docente nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Componente del gruppo di lavoro dipartimentale "Guadagnare salute" 14 Rapporto annuale 2013

15 Gianni Bottacin Assistente Sanitario Coordinatore delle attività di Miglioramento della qualità professionale e della integrazione dei processi di lavoro del personale infermieristico e assistenti sanitari del Dipartimento di Prevenzione Verifica i protocolli di sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi specifici Intervistatore Progetto PASSI Collabora nelle inchieste di malattia professionale Referente del gruppo di lavoro progetto relativo al progetto CCM3 Definizione ed implementazione di un sistema di monitoraggio del rispetto della normativa del fumo in Italia Tutor organizzativo nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Gioele Mini Tecnico della Prevenzione Gestione attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento all industria manifatturiera e al comparto agricolo Tutor didattico nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Giorgio Berti Tecnico della Prevenzione Gestione attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento ai cantieri edili e alle aziende agricole Luca Baggio Tecnico della Prevenzione Valutazione dei progetti di Nuovi Insediamenti Produttivi e Inizio attività Gestione delle attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento ai cantieri edili Gestione delle attività didattiche e formative degli studenti del corso di laurea in Tecnico della Prevenzione, in collaborazione con l Università di Padova Collabora alle attività di informazione e formazione rivolte alle aziende e alle scuole Referente del Servizio di pronta disponibilità Manuela Barizza Tecnico della Prevenzione Gestione delle attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento alle aziende a rischio chimico e alle aziende a rischio di incidente rilevante Valutazione piani di bonifica dell amianto Collabora alle attività di informazione e formazione rivolte alle aziende e alle scuole Referente regolamento Reach Giuliano Caccin Tecnico della Prevenzione Coordinatore delle attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento alle aziende insalubri Valutazione progetti Nuovi Insediamenti Produttivi e 15 Rapporto annuale 2013

16 Inizio Attività Collabora alla predisposizione dei Piani di lavoro settimanali del Servizio Collabora alla realizzazione della campagna informativa regionale sulle misure preventive e protettive da predisporre negli edifici per l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza Componente del Gruppo di Lavoro regionale sull agricoltura Docente nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Patrizia Salvalaggio Tecnico della Prevenzione Gestione attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento ai comparti a rischio Valutazione dei certificati di infortunio sul lavoro e selezione dei casi da sottoporre a verifica Tutor didattico nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Vittorino Squarcina Tecnico della Prevenzione Gestione attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento ai comparti a rischio ergonomico Supporto tecnico nelle inchieste di malattia professionale relative a patologie muscolo-scheletriche Valutazione piani di bonifica dell amianto Docente nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Francesco Zecchin Tecnico della Prevenzione Gestione delle attività ispettive di vigilanza e controllo, con particolare riferimento al comparto edile Valutazione dei piani di bonifica dell amianto Supporto alle inchieste per malattie professionali relative a ipoacusie da rumore, patologie muscoloscheletriche e patologie asbesto-correlate Referente restituibilità ambienti bonificati da amianto Docente nei corsi per addetti alla bonifica di amianto Gestione delle procedure di monitoraggio e attività ispettiva sui cantieri (MAIC) Massimo Pattaro Tecnico della Prevenzione Collabora alle attività ispettive di vigilanza e controllo con particolare riferimento al comparto agricoltura e al comparto edilizia Valutazione progetti Nuovi insediamenti produttivi 16 Rapporto annuale 2013

17 Valerio Guerra Gestione delle attività ispettive di vigilanza e controllo con particolare riferimento alla verifica dei requisiti di sicurezza stabiliti dalla direttiva macchine e al monitoraggio della procedura di segnalazione al Ministero delle presunte non conformità Docente nei corsi per addetti alla bonifica di amianto Gestione notifiche ex art. 9 L. 257/92 Registrazione di Notifiche preliminari, inserimento piani Cristina Zampieri Assistente Amministrativo di Lavoro amianto, invio comunicazioni informative alle aziende Fabiola Rami Assistente Amministrativo Presa visione della posta elettronica con eventuale inoltro all Ufficio Protocollo e alla Direzione del Servizio Registrazione, protocollazione, spedizione e archiviazione piani di bonifica dell amianto Protocollazione, spedizione ed archiviazione dei verbali di sopralluogo e verifica ottemperanza con chiusura pratiche ex L.758 in Prev-net; Verifica e sollecito pagamenti sanzioni Invio pratiche all archivio storico Tutor amministrativo nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto Silvana Scapolo Collaboratore Amministrativo Gestione pratiche di accesso agli atti con registrazione battitura protocollazione e spedizione Rendicontazione fondi specifici assegnati dalla Regione Veneto con predisposizione ordini materiale vario Gestione flussi informativi ministeriali, regionali, Inail e Direzione Territoriale Lavoro Gestione archivio storico (tempi di conservazione documenti) Gestione archivio inchieste infortuni Registrazione, protocollazione, spedizione e archiviazione piani di bonifica dell amianto Protocollazione, spedizione ed archiviazione dei verbali di sopralluogo e verifica ottemperanza con chiusura pratiche ex L. 758/94 nella procedura Prev-net; Tutor amministrativo nei corsi professionali per addetti alla bonifica di materiali contenenti amianto 17 Rapporto annuale 2013

18 CAPITOLO 2 Il campo di intervento 2.1 L'azienda Ulss 15 "Alta Padovana" L Azienda Ulss 15 Alta Padovana è stata costituita con Legge Regionale 14 settembre 1994, n. 56 Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 "riordino della disciplina in materia sanitaria", così come modificato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n Nasce dall accorpamento delle disciolte Ulss 19 Mediobrenta di Cittadella e Ulss 20 di Camposampiero. L azienda, per legge, ha personalità giuridica pubblica e, al contempo, autonomia gestionale. La sede legale è a Cittadella in via Casa di Ricovero, 40. I valori dell Azienda sono: promuovere e tutelare la salute collettiva e individuale, garantire equità di accesso ai servizi socio-sanitari. L Azienda fa parte di un sistema socio-sanitario regionale orientato al miglioramento continuo della qualità dell assistenza, per soddisfare al meglio i bisogni dei propri cittadini, secondo criteri di efficienza, efficacia, costi congrui, progresso medico e tecnologico. E perciò impegnata a garantire livelli organizzativi adeguati per ottimizzare il potenziale professionale e umano disponibile. 2.2 Caratteristiche geografiche L Azienda ha un ambito territoriale di 582 Kmq, costituito dai territori dei 28 Comuni suddivisi in 2 distretti: Distretto n. 1 Sud Est: Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Vigodarzere, Vigonza,Villa del Conte, Villanova di Camposampiero. Distretto n. 2 Nord Ovest: Campodoro, Campo San Martino, Carmignano di Brenta, Cittadella, Curtarolo, Fontaniva, Galliera Veneta, Gazzo, Grantorto, Piazzola sul Brenta, San Pietro in Gu, San Giorgio in Bosco, San Martino di Lupari, Tombolo, Villafranca Padovana. 18 Rapporto annuale 2013

19 2.3 Mappa del territorio dell'azienda Ulss 15 "Alta Padovana" 19 Rapporto annuale 2013

20 2.4 Popolazione L'Azienda Ulss15 "Alta Padovana" ha un ambito territoriale di 582 Kmq, costituito dai territori dei 28 Comuni che ad essa afferiscono. Secondo i dati anagrafici forniti dai singoli Comuni, al 31/12/2012 la popolazione residente nel suo complesso ammonta a unità con una densità di popolazione media pari a 439 ab/km2. La proporzione di residenti con età maggiore di 65 anni è pari al 17.7% (indice di invecchiamento), mentre l indice di vecchiaia è pari al 113.1%. A livello di singolo comune gli indicatori demografici descrivono un territorio piuttosto eterogeneo con valori anche molto differenti da un comune all altro. Tabella 1 - Popolazione residente nei 28 comuni Ulss 15 al 31 dicembre 2012 comuni superficie popolazione densità indice di vecchiaia 1 indice di invecchiamento 2 BORGORICCO ' % 16.4% CAMPO SAN MARTINO ' % 19.7% CAMPODARSEGO ' % 17.5% CAMPODORO ' % 14.6% CAMPOSAMPIERO ' % 16.7% CARMIGNANO DI BRENTA ' % 21.5% CITTADELLA ' % 20.0% CURTAROLO ' % 18.0% FONTANIVA ' % 20.0% GALLIERA VENETA ' % 19.3% GAZZO ' % 15.5% GRANTORTO ' % 18.1% LOREGGIA ' % 12.8% MASSANZAGO ' % 11.6% PIAZZOLA SUL BRENTA ' % 21.3% PIOMBINO DESE ' % 17.6% SAN GIORGIO DELLE PERTICHE ' % 16.2% SAN GIORGIO IN BOSCO ' % 16.7% SAN MARTINO DI LUPARI ' % 17.6% SAN PIETRO IN GU' ' % 18.8% SANTA GIUSTINA IN COLLE ' % 16.6% TOMBOLO ' % 18.3% TREBASELEGHE ' % 16.5% VIGODARZERE ' % 18.7% VIGONZA ' % 18.3% VILLA DEL CONTE ' % 17.2% VILLAFRANCA ' % 16.0% VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO ' % 17.0% TOTALE ULSS ' % 17.7% 20 Rapporto annuale 2013

21 Nel complesso, rispetto al 2002 si è osservato un incremento della popolazione residente pari all 13,2% ( unità): la variazione massima è stata riscontrata nel 2007 con un incremento rispetto all'anno precedente del 2.2%. In seguito la crescita ha subito un rallentamento con valori inferiori all 1% già dal 2009; al 31 dicembre 2012 il saldo è pari a +0.81%. Tabella 2 - Variazione annua popolazione residente al 31 dicembre 2012 anno uomini donne totale residenti variazione assoluta rispetto all'anno precedente variazione % rispetto all'anno precedente 0.00% 0.50% 1.00% 1.50% 2.00% 2.50% ' ' '619 2' % 2011* 125' ' '561 * * ' ' '750 1' % ' ' '797 2' % ' ' '326 3' % ' ' '438 5' % ' ' '225 3' % ' ' '695 3' % ' ' '307 3' % ' ' '438 4' % ' ' ' Fonte: Istat * Nell'anno 2011 la popolazione legale è stata certificata dal 15 Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. Questo evento ha determinato una discontinuità con serie storica della popolazione degli anni precedenti (ovvero uno scostamento censimento-anagrafe). Di conseguenza la variazione annua della popolazione residente del 2011 rispetto all'anno precedente non è stata riportata. L ammontare di cittadini stranieri presenti nel territorio dell Alta Padovana al 1 gennaio 2013 è pari unità, circa il 10% del totale dei residenti. Sono rappresentati diversi paesi esteri: al 31/12/2010 i cittadini rumeni sono la comunità prevalente con quasi il 40% del totale degli stranieri, seguiti dai marocchini (10.4%) e dagli albanesi (9.2%). 21 Rapporto annuale 2013

22 Tabella 3 - Popolazione residente straniera per sesso e le principali cittadinanze presenti Cittadinanza uomini donne totale residenti Romania 5'149 4'986 10' % Marocco 1'444 1'245 2' % Albania 1'267 1'116 2' % Moldova ' % Cina Rep. Popolare ' % Bosnia-Erzegovina % Ghana % Macedonia % Senegal % Nigeria % Altro 2'201 2'248 4' % Totale 13'328 12'526 25' % Tabella 4 - Popolazione residente totale (31/12/2012) e straniera (01/01/2013) per età 14.0% 12.0% 10.0% 8.0% 6.0% 4.0% 2.0% 0.0% stranieri residenti totale residenti Fonte: ISTAT 22 Rapporto annuale 2013

23 Quasi i due terzi degli stranieri nati all'estero e residenti in Italia sono immigrati per motivi di lavoro 3 e sono caratterizzati da un età mediamente più giovane. L indice di struttura della popolazione attiva rappresenta il grado di invecchiamento della popolazione in età lavorativa: è il rapporto tra la parte di popolazione in età lavorativa più anziana (40-64 anni) e quella più giovane (15-39 anni); valori bassi di questo indicatore indicano una struttura giovane della popolazione in età lavorativa. Tabella 5 - Popolazione residente totale (31/12/2012) e straniera (01/01/2013) per fasce d età (componenti della popolazione) Fascia d'età Residenti totali Residenti stranieri n % n % 0-14 (popolazione in età non attiva) 40' % 5' % (popolazione in età lavorativa più giovane) 78' % 12' % (popolazione in età lavorativa più anziana) 92' % 6' % 65+ (popolazione in età non attiva) 45' % % Totale 255' % 25' % Indice di struttura della popolazione attiva 117.8% 55.3% Fonte: Anagrafe dei Comuni, ISTAT Alla fine del 2012 per gli stranieri residenti il valore dell indice di struttura è pari al 55.3% (117.8% quello dell intera popolazione residente dell Ulss15). 1 indice di vecchiaia: rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella di età compresa tra 0 e 14 anni; 2 indice di invecchiamento: rapporto tra la popolazione di 65 anni e la popolazione totale 3 Istat: I redditi delle famiglie con stranieri 22 dicembre Rapporto annuale 2013

24 2.5 Contesto economico/sociale Il territorio dell Alta Padovana si caratterizza a forte vocazione produttiva prevalentemente legata ai settori industria e terziario. Al 31/12/2013 il totale degli insediamenti produttivi (IP) nel territorio dell Ulss15 è di unità, pari al 26.5% del totale provinciale e del 5.3% del totale Regionale. Tabella 6 - Insediamenti produttivi 1 (sedi di impresa e unità locali in senso stretto) Settori di attività economica 31/12/2013 Settore ATECO 2007 Ulss15 Padova Veneto Proporzione % Ulss15 su Provincia di Padova Proporzione % Ulss15 su Veneto A Agricoltura-pesca 4'341 13'534 74' % 5.9% B Estrattive % 1.0% C Attività manifatturiere 5'008 14'056 68' % 7.3% D Energia ' % 6.9% E Industrie ambientali ' % 4.5% F Costruzioni 4'492 14'864 75' % 6.0% G Commercio 6'666 28' ' % 5.0% H Trasporti 965 3'456 18' % 5.3% I Alloggio e ristorazione 1'238 5'884 38' % 3.2% J Editoria, informatica e telecom '791 11' % 4.7% K Attività finanziarie/assicurat '281 15' % 4.8% L Attività immobiliari 1'626 6'760 31' % 5.2% M Attività professionali 856 4'654 19' % 4.4% N Altri servizi imprese 516 2'803 13' % 3.9% P Istruzione ' % 7.1% Q Sanità e assistenza sociale ' % 3.7% R Attività artistiche, sportive, ecc ' % 3.2% S Altri servizi personali 1'023 4'146 20' % 5.0% Non classificate ' % 3.2% TOTALE 28' ' ' % 5.3% di cui industria e terziario 24'441 95' ' % 5.3% Fonte: elaborazione su dati uff. studi e statistica CCIAA Padova. 1 Per insediamenti produttivi si intendono il complesso delle sedi legali di impresa e delle unità locali in senso stretto (comprendenti sedi secondarie, filiali, stabilimenti, ecc.) che fanno capo alle stesse sedi legali 24 Rapporto annuale 2013

25 In valore assoluto il settore del Commercio è il più rappresentato con insediamenti, tuttavia in relazione al contesto Provinciale e Regionale, il settore più rilevante è quello delle Attività manifatturiere: con oltre insediamenti produttivi, copre una quota pari al 35.6% del totale provinciale ed al 7.3% di quello Regionale. Pur in un contesto ancora così importante, gli effetti della crisi economica hanno avuto un riflesso sostanziale anche nell Alta Padovana con una diminuzione, rispetto al 31 dicembre dell anno precedente, del -2.6% del totale degli insediamenti. Tra i settori più colpiti emerge il dato dell Agricoltura e pesca (-15.0%), dell Industria (-1.0%) e delle Costruzioni ( - 1.2%). In saldo positivo invece il Commercio e ristorazione e i Servizi alle imprese. 25 Rapporto annuale 2013

26 Tabella 7 - INSEDIAMENTI PRODUTTIVI 2 (sedi di impresa e unità locali in senso stretto) Tassi di crescita per MACROSETTORI variazioni al 31 dicembre Macrosettori ATECO 2007 Ulss15 Padova Veneto A Agricoltura e pesca -15.0% -11.6% -5.9% B-F Industria -1.0% -1.9% -2.4% di cui Costruzioni -1.2% -2.8% -3.2% G-I Commercio-ristorazione 0.4% 0.4% 0.2% H-N Servizi alle imprese 0.7% 0.2% 0.1% O-S Servizi alle persone -0.3% 1.8% 2.0% Totale -2.6% -1.8% -1.3% Fonte: elaborazione su dati uff. studi e statistica CCIAA Padova. Il tessuto economico dell Alta Padovana presenta ancora una componente legata all agricoltura, in modo particolare alle aziende agricole a conduzione diretta, ma in special modo alla zootecnia che rappresenta un settore particolarmente sviluppato rispetto al resto della provincia di Padova. Tabella 8 - AZIENDE AGRICOLE Censimento agricoltura Aziende per forma di conduzione Aziende agricole Ulss15 Padova Veneto Proporzione % Ulss15 su Provincia di Padova Proporzione % Ulss15 su Veneto Totali 11'032 29' ' % 9.2% di cui: - a conduzione diretta del coltivatore 8'630 22' ' % 8.5% - con salariati 2'365 6'636 16' % 14.4% - con altre forme di conduzione % 4.0% con allevamenti 2'228 4'156 20' % 20.8% - n. capi 1'573'527 5'955'481 50'596' % 3.1% Superficie agricola totale SAT (in ettari) 42' '889 1'008' % 4.3% Superficie agricola utilizzata SAU (in ettari) 37' ' ' % 4.6% Dimensione media (in ettari) Fonte: elaborazioni della Regione Veneto - Sezione Sistema Statistico Regionale su dati Istat 26 Rapporto annuale 2013

27 1 Istat: I redditi delle famiglie con stranieri 22 dicembre Per insediamenti produttivi si intendono il complesso delle sedi legali di impresa e delle unità locali in senso stretto (comprendenti sedi secondarie, filiali, stabilimenti, ecc.) che fanno capo alle stesse sedi legali. 27 Rapporto annuale 2013

28 CAPITOLO 3 Gli infortuni sul lavoro Il numero complessivo degli infortuni è in continua diminuzione negli ultimi anni, ma questo dato, ancorché di sicuro interesse, non è sufficiente a cogliere interamente la dimensione e la potenzialità informativa di un evento il cui contenimento rappresenta uno dei nostri principali obiettivi di salute. Nelle tabelle e nei grafici presentati sono rappresentati alcuni indicatori che consentono un generale inquadramento del fenomeno nelle sue principali caratteristiche. Tabella 9 - INFORTUNI DEFINITI POSITIVAMENTE: frequenze per "azienda 1 Gestioni - Industria e Servizi (esclusi Infortuni Stradali; Studenti, Sportivi Prof.; Infortuni In Itinere) Comparti Infortuni totali (%) Infortuni gravi 2 (%) (%) gravi / totali Eventi mortali 01 Agrindustria e pesca % 8 1.7% 22.9% 0 02 Estrazioni minerali 3 0.1% 0 0.0% 0.0% 0 03 Industria Alimentare % % 45.2% 0 04 Industria Tessile % 6 1.3% 15.4% 0 05 Industria Conciaria 0 0.0% 0 0.0% Industria Legno % % 25.7% 1 07 Industria Carta % % 23.0% 0 08 Industria Chimica e Petrolio % % 19.2% 0 09 Industria Gomma 7 0.3% 2 0.4% 28.6% 0 10 Ind.Trasf. non Metalliferi % % 20.0% 0 11 Industria Metalli % 6 1.3% 16.2% 0 12 Metalmeccanica % % 22.9% 0 13 Industria Elettrica % 1 0.2% 5.6% 0 14 Altre Industrie % % 16.3% 0 16 Costruzioni % % 27.3% 0 17 Commercio % % 12.3% 0 18 Trasporti % % 36.2% 0 19 Sanita' % % 18.6% 0 20 Servizi % % 20.4% 0 99 Comparto non determinabile 6 0.3% 0 0.0% 0.0% 0 Totale % % 21.7% 1 Fonte: INAIL 28 Rapporto annuale 2013

29 Gli indicatori consentono di cogliere la complessità del fenomeno che non è completamente inquadrabile o descrivibile con una sola grandezza: ad un tasso elevato (n infortuni/n addetti) può corrispondere un bassa proporzione (%) sul totale degli infortuni, e viceversa. Si deve ragionare inoltre anche sulla gravità degli infortuni alla cui comprensione concorrono altri indicatori (n mortali, proporzione gravi). Ogni anno quasi 30 lavoratori su 1000 subiscono un infortunio sul lavoro: circa il 20% di questi infortuni è classificato come grave. Tabella 10 - INFORTUNI DEFINITI POSITIVAMENTE: serie frequenze assolute per "azienda" 1 Gestioni - Industria e Servizi (esclusi Infortuni Stradali; Studenti, Sportivi Prof.; Infortuni In Itinere) 5'000 4'000 3'938 3'403 3'643 3'496 3'174 3'000 2'605 2'711 2'483 2'122 2'000 1' Tabella 11 - ADDETTI: serie frequenze assolute 100'000 95'000 93'177 90'000 87'174 88'899 88'402 89'051 90'308 85'000 83'858 82'747 80'000 75'000 70' Rapporto annuale 2013

30 Tabella 12 - INFORTUNI DEFINITI POSITIVAMENTE: serie tasso grezzo (per addetti) Fonte: INAIL. Le informazioni sulla numerosità (tassi) e sulla gravità degli infortuni possono essere combinate assieme per formare un indicatore sintetico che, componendo entrambi i tipi di informazione, consente di classificare le attività lavorative secondo un criterio complessivo, orientato all'individuazione dei bisogni di prevenzione. Sulla base di questo indicatore, tra i settori a maggior rischio infortunistico, nel nostro territorio possiamo evidenziare i settori di trasporti e magazzinaggio, costruzioni, metalmeccanica e industria del legno. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo 3), Rapporto annuale 2013

31 Tabella 13 - INFORTUNI DEFINITI POSITIVAMENTE: 2011 incidenza e gravità per azienda Ind.Trasf. non Metalliferi 01 Agrindustria e pesca Ind. Chimica e Petrolio 12 Metalmeccanica 06 Industria Legno 16 Costruzioni 17 Commercio tasso grezzo infortuni (x1.000 addetti) Sanita' 14 Altre Industrie 07 Industria Carta Totale Az.Ulss15 04 Industria Tessile 18 Trasporti 03 Industria Alimentare Servizi Area del cerchio proporzionale alla frequenza degli infortuni % 16.0% 20.0% 24.0% 28.0% 32.0% proporzione infortuni gravi/totali (%) Morte bianca è quella dovuta a un incidente mortale sul lavoro, causata dal mancato rispetto delle norme di sicurezza. L uso dell aggettivo bianco allude all assenza di una mano direttamente responsabile dell incidente. 1 Infortuni avvenuti ovunque in Italia ma appartenenti a ditte del territorio considerato. 2 comprende gli infortuni mortali + quelli con qualsiasi grado di invalidità INAIL + quelli con durata complessiva dell assenza dal lavoro > 40 giorni. 31 Rapporto annuale 2013

32 3.1 Infortuni mortali Nel periodo sono avvenuti 58 infortuni mortali. Infortuni che hanno riguardato esclusivamente persone di sesso maschile. Tabella 14 - Infortuni mortali avvenuti nel territorio dell'ulss 15 "Alta Padovana" dal 1997 al 2013 N. Anno Età Luogo Comparto Dinamica San Pietro in Gù Metalmeccanica Caduta dall'alto (10m) mentre si trovava su una struttura metallica San Pietro in Gù Autotrasporti Caduto dalla sponda del camion (2 m) Curtarolo Edilizia Folgorato per contatto (linea elettrica in tensione) San Martino di L. Edilizia Caduta dall'alto (2,5 m) mentre intonacava Cittadella Edilizia Investito da un camion Piazzola S.B. Agricoltura Usando il motocoltivatore inciampava in fase di retromarcia e finiva sotto la fresa in rotazione Camposampiero Falegnameria Investito da tavole movimentate da un carrello elevatore Loreggia Edilizia Caduta dall'alto (tetto in eternit) S.Giustina in Colle Edilizia Caduta da 3 metri mentre si trovava su un cassero Tombolo Metalmeccanica Investito da una cancellata che scivolava dalle staffe di un carrello elevatore Vigonza Edilizia Crollo di un muro (di 20 m) urtato da un braccio dell'autogru Campo S.Martino Commercio Schiacciato tra il sistema di sollevamento e il tettuccio del carrello elevatore Piombino Dese Edilizia Investito da un compressore che movimentava con la gru dell'autocarro Piazzola S.B. Agricoltura Agganciato dall'albero cardanico del trattore Massanzago Metalmeccanica Investito da lamiere mentre apriva la sponda del camion Carmignano di B Edilizia Caduta dall'alto (12 m - tetto in eternit) Villafranca P Agricoltura Inalazione di vapori tossici Cittadella Edilizia Investito dalla caduta di un solaio di un fabbricato in demolizione Galliera Veneta Metalmeccanica Investito da una trave in ferro San Giorgio d P. Edilizia Caduta dall'alto (6 m) per sfondamento di un lucernaio della copertura San Giorgio in B Macellazione Scivolato in piano su un pavimento in calcestruzzo bagnato Piazzola sul B Edilizia Caduto dal cassone di un camio (1,2 m) per l'urto della pala di un escavatore Villa del Conte Lav. Legno Scivolato dalla sponda di un rimorchio da una altezza di circa 3,5 m Camposampiero Sanità Incastrato tra la base dell'ascensore e l'architrave Grantorto Autotrasporti Schiacciato dalle ruote del proprio camion Massanzago Edilizia Investito dalle braccia dell'escavatore che si ribaltava durante la posa di un pozzetto S Giustina in Colle Agricoltura Impigliato nell'albero cardanico 32 Rapporto annuale 2013

33 Loreggia Edilizia Caduta dall'alto Loreggia Commercio Schiacciamento tra furgone e carrello elevatore Fontaniva Lav. Legno Schiacciato da pressa a caldo Cittadella Edilizia stradale Colpito alla testa da camion in transito Campodarsego Edilizia Colpito dalla benna dell'escavatore Vigonza Edilizia Schiacciato tra cesta autosollevante e trave del capannone Vigonza Edilizia Per esplosione da perdita di GPL Cittadella Autotrasporti Caduto dal cassone di un camion Villafranca P Autotrasporti Caduto dal cassone di un camion Galliera Veneta Edilizia Caduta dall'alto (tetto in eternit) Trebaseleghe Edilizia Colpito da una leva di richiamo della rampa di carico di un camion S Giustina in Colle Edilizia Folgorazione Camposampiero Metalmeccanica Investito da ghisa fusa Camposampiero Metalmeccanica Investito da ghisa fusa Grantorto Metalmeccanica Investito dal portone del capannone San Martino di L Lav. Legno Colpito al volto da un pezzo di legno della rifilatrice Borgoricco Lav. Legno Incastrato tra le parti fisse di una macchina per il taglio di poliuretano Trebaseleghe Edilizia Caduta dall'alto (11 metri) Villanova di C Lav. Legno Investito dai pannelli caduti dal carrello elevatore Carmignano di B Agricoltura Investito da tronco d'albero che stava tagliando Villafranca P Lav. Metalli Travolto da una lastra di vetro curvo Camposampiero Lav. Carta Schiacciamento da caduta imballo di carta San Martino di L Edilizia Colpo di calore Trebaseleghe Metalmeccanica Schiacciamento e ustioni da macchina operatrice San Pietro in Gù Edilizia Caduta dall'alto San Giorgio in B. Ind Alimentare Schiacciamento impianto di formazione pallet Curtarolo - in pensione Caduta da ponteggio San Martino di L. Edilizia Schiacciato dalle ruote della gru a torre San Martino di L. Edilizia Caduta dall'alto Vigonza Metalmeccanica Schiacciamento da automezzo in manovra Trebaseleghe Agricoltura Ribaltamento del trattore - annegamento 33 Rapporto annuale 2013

34 100 sogni morti sul lavoro 100 sogni morti sul lavoro è una installazione di Gianfranco Angelico Benvenuto. Le cento tute da lavoro abiti al vento, stoffa vuota priva di carne e sangue rappresentano, con un simbolismo di grande impatto, i sogni spezzati di quanti hanno perso la vita sul lavoro. La grande installazione, non vuole solo commemorare le vittime innocenti, ma anche sollecitare la possibilità di un domani dove il lavoro non abbia più nulla a che fare con la morte e la malattia. Proprio per l insieme di questi significati Federarchitetti ha voluto che l opera fosse parte integrante della Giornata nazionale per la sicurezza nei cantieri edili, evento che oltre a Roma si è svolta il 27 Marzo 2014, contemporaneamente in undici città italiane (Milano, Parma, Rimini, Pisa, L Aquila -Avezzano, Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Catania). 34 Rapporto annuale 2013

35 CAPITOLO 4 Le attività principali del Dati di sintesi Nella tabella sottostante sono riassunte, distinte per tipologia, le principali prestazioni del 2013 confrontate con quelle relative ai due anni precedenti ( ). Tabella 15 - Attività ATTIVITA Principali Attività sanitaria Visite specialistiche di medicina del lavoro Visite specialistiche ex esposti ad amianto Sportello sul disagio lavorativo (n accessi) 6 11 Ricorsi avverso il giudizio di idoneità del medico competente Inchieste infortuni Inchieste di malattia professionale Interventi di prevenzione nei cantieri edili Interventi di prevenzione in aziende appartenenti al settore industria e servizi Interventi di prevenzione in aziende appartenenti al settore agricolo Valutazioni del rischio ergonomico (n. postazioni esaminate) Pareri per interventi di bonifica amianto Interventi su cantieri di bonifica amianto Pareri su progetti di nuovi insediamenti produttivi, classificazione industrie insalubri, pareri inizio attività, pareri distributori carburanti Attività di informazione-formazione-comunicazione Organizzazione di convegni Relazioni a convegni 6 1 Produzione materiale informativo Figure informate e formate Rapporto annuale 2013

36 4.2 - Linee di intervento Sportello sul Mobbing, Disagio lavorativo e Stress lavoro correlato Lo stress legato al lavoro è considerato non un rischio nuovo, vista la copiosa letteratura presente nel merito, ma un rischio emergente in quanto nell UE le situazioni di disagio lavorativo sono in costante aumento. Recenti ricerche condotte nei Paesi della UE mettono in evidenza come lo stress legato alla attività lavorativa sia un problema di salute largamente diffuso fino ad occupare il 2 posto fra quelli più indicati dai lavoratori, con una importante ricaduta economica sulle aziende e sulle economie nazionali. Nel 2010 la Regione Veneto ha approvato una legge (LR 22 gennaio 2010 n. 8) che ha come titolo Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo di lavoro". Questa Legge prevede tra le altre cose l Istituzione in ciascuna Azienda Ulss di uno sportello di assistenza e ascolto sul mobbing, disagio lavorativo e sullo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro, collocandolo all'interno degli Spisal. I compiti dello sportello sono di 2 tipi: 1) fornire informazioni ed indicazioni sui diritti dei lavoratori e sui relativi strumenti di tutela; 2) orientare il lavoratore presso le strutture di supporto presenti nella Regione. Quindi ha una funzione di informazione e di orientamento, non quella di diagnosi e di cura. La stessa legge prevede infatti che presso ogni Azienda Ulss del Comune Capoluogo di Provincia sia istituito un centro di riferimento per il benessere organizzativo avente tra gli altri compiti anche quello dell': 1) accertamento dello stato di disagio o di malattia del lavoratore con indicazioni del percorso di sostegno, cura e riabilitazione All interno di questo centro la diagnosi e l eventuale percorso terapeutico è definito da un collegio multidisciplinare composto da : un medico del lavoro, uno psicologo esperto in test di psicodiagnostica, uno psicologo esperto in psicologia del lavoro e delle organizzazioni, un medico specialista in psichiatria, uno psicoterapeuta. Lo sportello di assistenza e ascolto sul disagio lavorativo presso lo Spisal di questa azienda Ulss è stato istituito nel dicembre 2010 con apposita delibera. 36 Rapporto annuale 2013

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