Nei parchi bisogna andarci e basta. Non. In cosa crediamo Ancora nel secolo scorso le campagne. editoriale

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1 n.10 - maggio 2003 Notiziario del Boscoincittà e del Parco delle Cave Supplemento del Notiziario della Sezione di Milano di Italia Nostra, Comitato di redazione: Sergio Pellizzoni, Luca Carra, Maria Luisa Sangiorgio, Alberto Belotti, Anty Pansera, Laura Perrotta. Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Centro per la Forestazione urbana, Luca Carra, Alberto Belotti, Daniela Chiesa, Giovanni Sabato, Francesco Margstahler, Sabina Colloredo, Erica Rosati, Platypus srl, Laboratorio s.r.l., Agenzia Zadig. Stampa: Arti grafiche Passoni (Milano). Bosco, Trenno e Cave: un invito a visitarli Da soli o in compagnia, un giro nei tre parchi riserva sorprese naturalistiche e paesaggistiche inusuali per Milano. Ecco il percorso che vi consigliamo Nei parchi bisogna andarci e basta. Non è sufficiente leggerne le notizie, né guardare con soddisfazione i poligoni verde scuro sulla cartina di Milano. Andarci è tutta un altra cosa. La stessa differenza che passa tra ascoltare una canzone e cantarla. E allora, per non avere la scusa del non so nemmeno come arrivarci ecco a voi la cartina dei parchi dell ovest milanese (a pag. 3). Inoltre, per chi gradisce i suggerimenti, proponiamo un itinerario che attraversa da nord a sud Boscoincittà, Parco di Trenno e Parco delle Cave. Si può fare in bici o a piedi, richiede il tempo che volete, da un ora e mezzo (in bici, a piedi sono almeno tre) a una giornata, è lungo qualche chilometro, è pianeggiante, tranne le poche scale del ponte su Via Novara. Percorrerete alcuni tratti su aree private e in zone naturalistiche: entrambi richiedono, per motivi diversi, un comportamento particolarmente rispettoso. Si parte dalla fermata della MM1 S. Leonardo, si percorre Via Fichera fino a Via Cilea dove si svolta a destra, al passaggio pedonale si attraversa e si imbocca la stradina sterrata. Dopo l inizio dell asfalto si gira alla prima a destra. Seguendo la stra- da troverete una sbarra metallica rossa, oltrepassatela imboccando lo sterrato: d ora in poi non avrete a che fare con le auto. I campi agricoli attorno hanno geometrie regolari e orizzonti ampi. In aprile e in maggio lo spettacolo delle risaie allagate è un valore aggiunto. Verso nord si vede la cascina Fametta, azienda agricola tuttora attiva, e una fascia boscata recintata oltre la quale c è il Depuratore che ripulisce le acque provenienti da Nord. Proseguite in direzione ovest fino al canale deviatore dell Olona che nasce nei pressi di Rho, dove raccoglie le acque del fiume Olona proveniente dai monti a nord di Varese. Siete all interno del Boscoincittà, procedete verso nord e vedrete il giovanissimo bosco di querce, carpini, noccioli e altro, piantato pochi anni fa. È da visitare anche la zona umida, realizzata recentemente per creare un habitat nuovo nel parco, di interesse naturalistico e dalla frequentazione poco intensa. Una recinzione delimita l area degli orti urbani Violè e Maiera costruiti con la peculiare modalità prevista dal bando: gli ortisti costruiscono le parti comuni con materiali e progetti del Centro per editoriale In cosa crediamo Ancora nel secolo scorso le campagne intorno a Milano venivano fatte oggetto di studio minuzioso e appassionato da schiere di esperti stranieri: volevano riprodurre a casa loro le meraviglie agronomiche della marcita, ma anche del fontanile, del naviglio... Come raccontiamo nella recensione di pagina 9, tutto l Ottocento è stato attraversato da questo turismo di tecnici, ingegneri, agronomi che venivano nel Milanese a studiare l eccellenza di quella campagna, che ora molti percepiscono solo come un impiccio che frena lo sviluppo a macchia d olio della città. In questa disgraziata età di immobiliaristi e di centri commerciali, far apprezzare i valori dei parchi, del verde e dell agricoltura è impresa complessa, ma non impossibile. L esistenza di un Parco Agricolo Sud Milano, che protegge su tre lati la campagna e i suoi valori (e nella cui cornice sono inclusi anche il Boscoincittà e il Parco delle Cave) è un elemento di primaria importanza nella strategia di valorizzazione degi spazi aperti e naturali della nostra provincia. Ma noi, il Centro di forestazione urbana di Italia Nostra, cosa stiamo facendo per difendere questi valori? Prima di tutto, abbiamo pensato, non dobbiamo adagiarci nel contemplare quanto di buono è stato fatto finora, ma dobbiamo spingere più gente a conoscere i parchi dell Ovest milanese. Sono molti ancora che non li conoscono, pur abitandovi vicino. Allora abbiamo pensato che fosse utile redigere una sorta di guida turistica (pagine 1, 2), con annessa cartina (a pagina 3), per invitare il maggior numero di persone a percorrere i sentieri del Boscoincittà, del Parco delle cave e del Trenno. E importante che il maggior numero di persone cominci ad apprezzare il valore di un sistema di verde pubblico urbano che vuole dedicare grande attenzione alla natura e all agricoltura. E l unico modo per apprezzarli fino in fondo è camminarli da cima a fondo. Non siamo più i geniali inventori delle marcite e dei navigli, tuttavia stiamo, con l aiuto di tutti, riprendendo la tradizione di fare verde incrociando arte e scienza, attenzione alle persone e al rapporto con la città. In questo numero di Sentieri, l arte, o qualcosa che le si avvicina, la trovate continua

2 Parchi In copertina: Parco delle Cave, veduta della cava Cabassi in una mattina d inverno; in alto: Parco delle Cave, filare e strada in Area Caldera; a destra: le risaie tra Boscoincittà e Trenno. segue alle pagine 4-5-6, dove una scrittrice per bambini racconta il suo modo di vivere il Boscoinicittà, mentre gli allievi dell Istituto Europeo del Design lo hanno raccontato in interessanti progetti di cartolina. La scienza, o qualcosa che le assomiglia, è anch essa protagonista delle attività del Centro di forestazione urbana, che sperimenta forme sempre più efficaci di piantagione, così come in questi mesi d afa studia insieme all Istituto di entomologia dell Università di agraria di Milano le specie e i comportamenti delle zanzare per approntare nuove forme di difesa e prevenzione (pagina 7). Ma scienza è anche intendere la vita di questi parchi nel loro intreccio con i problemi sociali tipici della realtà urbana che li circonda e li compenetra. La droga, per esempio, contro la quale si fanno giornate di studio, di monitoraggio e di sensibilizzazione; con effetti positivi quasi immediati. Se non proprio a scienza, risponde comunque a un metodo di lavoro ben ponderato quello di condurre le operazioni di smantellamento degli orti abusivi insieme agli ortisti, come si racconta a pagina 11. Il nostro cruccio particolare è: come fare ad avvicinare in modo non episodico, e soprattutto non distruttivo, la gente alla natura di questa grande pianura dove il destino ci ha consegnato. Per questo confidiamo nei programmi di educazione ambientale (le novità a pagina 12), che seguiamo con particolare energia. E per lo stesso motivo pubblichiamo questo giornale, facendo informazione a tutto campo: dalle questioni progettuali e urbanistiche, al resoconto puntiglioso dei lavori che stiamo eseguendo, alla scheda sulle lucciole (pagina 7) e sulle nuove allergie di stagione (pagina 8). Buona lettura, allora, e a presto nei parchi. LUCA CARRA la Forestazione Urbana oltre a dedicarsi alla loro parcella. Diventeranno molto più belli quando cresceranno le siepi, i fiori e le insalate. Al centro degli orti Violè spicca il forno a legna realizzato dagli studenti dell Ente Scuola Edile Milanese. Tornate a percorrere in direzione sud il sentiero che costeggia il canale deviatore. Sullo sfondo del paesaggio agricolo c è l abitato di Trenno con il campanile da borgo antico e, oltre la schiera di condomini, si intravede la sagoma dello stadio Meazza: l area sportiva di San Siro con le piste ippiche e le scuderie è lì a due passi. In alternativa alla riva assolata del deviatore, potete inoltrarvi nel bosco e percorrere il sentiero che segue il tracciato dei fontanili asciutti Spinè e Giuscano, per giungere nei pressi del lago. Anche questo, nonostante l apparenza, è artificiale: è stato scavato nel 1995, lasciando un isola inaccessibile, colonizzata spontaneamente da piante e animali. A sud del lago imboccate la strada acciottolata verso est che vi porterà davanti alla cascina San Romano, sede del CFU. In 2 ENRICO FANTELLA fondo alla strada troverete degli altri orti, fratelli più anziani di quelli di prima. Se c è qualcuno degli ortisti al lavoro, non perdete l occasione di una chiacchierata, potrebbero raccontarvi molto sul territorio che state visitando. La strada svolta a destra ed esce dal Boscoincittà per attraversare Via Cascina Bellaria ed addentrarsi nel Parco di Trenno. Il parco è nato nel 1971 su un terreno agricolo e, grazie ai suoi potenti e ubiquitari fari notturni, si può visitare quindi anche di sera. Ospita il cimitero inglese creato nel 1945 durante la seconda guerra mondiale, oasi anacronistica di ordine e serenità. Riattraversando Via Bellaria, tornate verso il Bosco e, subito prima della cascina Belgioioso, prendete la stradina verso sinistra e inoltratevi lungo uno dei sentieri meno battuti dell area. Non si trova nelle condizioni migliori di pulizia, ma vi regalerà la sensazione di essere usciti dalla città. Alla fine, attraversate il nuovissimo ponte blu, proseguite in Via Caldera fino a costeggiare l omonima cascina di cui è stato avviato il restauro e imboccate l ingresso nord del Parco delle Cave. Qui l elemento predominante è l acqua. E la vastità degli spazi che, a volte, consente il lusso della solitudine. La strada che imboccate è asfaltata, con grande gioia di pattinatori e passeggini, e fiancheggia i grandi spazi aperti che ospitano le attrezzature sportive. Giunti all ingresso del parco di Quarto Cagnino, proseguite ancora verso sud. Potete percorrere la strada principale o deviare a destra sul sentiero naturalistico che si inoltra nella boscaglia, passa vicino al sistema di chiuse del settecentesco Tri Baselon e offre degli scorci suggestivi sulla cava Casati. Se avete scelto la strada principale arriverete invece ai campi agricoli della cascina Linterno, con le sue antiche marcite. Anche la cascina meriterebbe una visita, peccato che ormai sia difficile trovarla aperta, non essendo più la sede dell associazione Amici della Linterno (l intera vicenda è raccontata sul sito Da entrambe le vie arriverete alla zona umida, ricca di flora e fauna igrofile. Attraversatela, soffermandovi sul ponte per uno sguardo dall alto, e vi ritroverete sulle sponde della cava Cabassi. Non potrete fare a meno di notare l ambiente più animato e vivace del parco: il campo bocce. All uscita su Via Forze Armate, date uno sguardo alla vasca d acqua, che sembra ricapitolare l intero Parco delle Cave. La stazione di Bisceglie della MM1, a questo punto, non è lontana. Le informazioni sul trasporto delle bici in metro si trovano al sito o al numero verde LAURA PERROTTA

3 72 LEGENDA: verde agricolo verde pubblico prossime estensioni dei parchi ingressi ai parchi percorsi ciclabili percorsi pedonali specchi d acqua fermata autobus 3

4 Un racconto e tante cartoline per il verde Quello che ricordo di te è il racconto di una riscoperta, semplice ma grande: il piacere dello stare bene da soli o con gli altri, negli spazi di verde e natura della nostra città. Un piacere che ha un piccolissimo prezzo: conoscere alcune regole, farle proprie, considerarle normali come è normale ricordarsi di vestirsi al mattino prima di uscire dalla porta di casa o ricordarsi tutti gli ingredienti per cucinare la nostra torta preferita. Se Sabina Colloredo racconta questo ineguagliabile piacere, ventidue studenti dell Istituto Europeo del Design/Arti Visive lo rappresentano con una serie di cartoline illustrate che a giugno diventeranno una mostra (18-31 giugno, Boscoincittà Cascina San Romano). In queste pagine sono riportate solo alcune illustrazioni, quelle selezionate da una Giuria* che ha valutato i lavori in base alla loro efficacia comunicativa e alla qualità della ricerca illustrativa. Anche le altre meritano di essere viste: sezione Gallery. * Centro per la Forestazione Urbana, Italia Nostra, Istituto Europeo del Design/Arti Visive, Comune di Milano/Settore Servizi Educativi, Carthusia Edizioni 1 2 Quello che ricordo di te DI SABINA COLLOREDO Autrice di libri per ragazzi e per adulti. Si divide tra città e campagna, che ama teneramente. Riamata. Per la verità, a me la città piace. E non una città qualsiasi, ma proprio la fumosa, lattiginosa Milano. A rischio di essere impopolare, devo confessare che di Milano mi piace quasi tutto: l aria che puzza di cavolfiore, i condomini che sgomitano uno sull altro, riflessi mediatici di chi li abita e sgomita tutto il santo giorno giù in strada; mi piace il rumore del tergicristalli nelle giornate di pioggia, che sottolinea il battito del cuore infuriato mentre sei in coda nell ora di punta e non sai quando tornerai a casa e il cellulare suona in continuazione, perché il pranzo è in tavola e tua moglie è furibonda. Mi piacciono i marciapiedi lucidi di pioggia, l asfalto bollente di sole, i lavori in corso permanente che ti trivellano il cervello fin dal primo mattino e che ti costringono ai tappi per le orecchie e via, buona giornata! cittadino del mondo. Mi piace accompagnare mio figlio a scuola, con tutti quei puntini colorati dei suoi amici che volano fuori e dentro dal portone, come farfalle in cerca di un fiore su cui posarsi. Farfalle. Oggi è domenica e andiamo a cercare farfalle. Vorrei che i miei ragazzi le distinguessero con sicurezza da un ornitorinco, una volta per tutte e allora prendiamo le biciclette e andiamo al Boscoincittà. Mentre pedalo imbaldanzito, con i panini al prosciutto che mi ballonzolano nello zaino, vedo con la coda dell occhio mia moglie che cerca di superarmi nel rettilineo, ma lei, che era un atleta quando ci siamo conosciuti, non ha più fiato e non riesce a superarmi, perché l aria con il profumo di cavolfiore le ha tagliato il fiato, come la seggiola antropologica dell ufficio e le lunghe corse seduta in metropolitana. Mi sorride imbarazzata, spalla a spalla, poi si lascia scivolare indietro. Ma i bambini no, loro che sono il meglio di noi, ci superano trillando e pedalano veloci e, a forza di non buttare carte di caramella sul marciapiede, costruiranno un mondo migliore. A cominciare dalla loro città. Il Boscoincittà ci accoglie subito con un cambio di aria travolgente: come una mamma generosa, ma puntigliosa, l aria più friz- 4

5 IL REGOLAMENTO IN SINTESI Il Regolamento d uso del verde pubblico urbano vale per i parchi, i giardini, le alberature stradali, le aiuole, il verde spartitraffico, le fioriere, gli spazi verdi in genere. Tra le righe dei suoi 29 articoli ci sono alcune regole molto semplici, ma precise: non sono limiti al nostro agire, ma indicazioni per vivere bene, in tanti, il verde della nostra città. In breve, ecco le norme principali. In linea generale. Gli spazi verdi sono riservati al riposo, allo studio, all osservazione della natura, al tempo libero, alle attività sociali e ricreative con l attenzione che non ne venga disturbata la normale fruizione, la quiete, la qualità estetica e biologica. Auto, motorini, veicoli a motore in genere. Bisogna proprio lasciarli fuori! Anche se condotti a mano e con il motore spento, il loro accesso è vietato. Sono previste alcune eccezioni ed è permesso l ingresso ai mezzi di servizio e a quelli autorizzati. Biciclette, monopattini, altri mezzi non motorizzati. Possono circolare solo a passo d uomo, esclusivamente sui viali, sulle strade e sui percorsi asfaltati o in terra battuta. Rifiuti. A casa nostra viene naturale buttarli nel cestino. E obbligatorio farlo anche nelle aree verdi. Se il cestino non è a portata di mano che sarà mai aspettare di trovarne uno? Segnaletica, manufatti, strutture, attrezzature e arredi. Qui è facile: la regola è una e sempre la stessa. E vietato imbrattare, deturpare, spostare, usare in modo diverso dalla destinazione prevista, ovvero un cestino non è un canestro, il cartello all ingresso del parco non è una tela su cui dipingere un quadro. Prati, alberi, arbusti, fiori, frutti. Qui è ancora più facile: è vietato qualsiasi comportamento che possa danneggiare l ambiente. Non si può estirpare, tagliare, danneggiare il prato, gli alberi, gli arbusti, i fiori, i frutti, qualsiasi parte della vegetazione. Inoltre non si può scavare nel terreno e appendere oggetti agli alberi. Rumore. Ssst!! E vietato disturbare con rumori molesti. continua 3 4 zante ci sospira nelle orecchie che qui non ci siamo mai venuti per pigrizia e quindi, ecco cosa vi siete persi, ci sussurra, mentre i bambini avvistano la prima farfalla, vi siete persi la natura, sospira l aria che sa di prato e di acqua, vi siete persi il contatto con il tempo che passa e con il tempo che ci sarà ma adesso, se chiudete gli occhi e vi stendete sul prato, dice il primo boschetto che incontriamo e alla cui ombra ci sediamo, parleremo di quello che siete e di quello che non siete. Un po a disagio, come se fossi in gita nel deserto e mi aspettassi di veder spuntare dalla sabbia uno scorpione velenoso, stendo il mio giubbetto a terra, appoggio la testa e, dopo quasi un millennio di vita con gli occhi fissi a terra, li alzo verso il cielo. Incredibile. Il cielo scorre sopra di me come una pellicola mutevole di nuvole, colori, uccelli, refoli di vento. Stacco il cellulare, perché lì intorno c è una musica che non voglio perdere. Mia moglie si accoccola sulle rive del laghetto a guardare le anatre che becchettano qualcosa. Saranno anatre? E chi se lo ricorda più? Ma di lei, di quella sua espressione pensosa mi ricordo bene: quando era più giovane guardava le cose così, intensamente, e mi spiegava il significato della vita che avremmo passato insieme. Ora mi spiega come rifare il letto in modo che resti a posto fino a sera. Ma si sa, la vita ha le sue dure necessità. La guardo mentre i riflessi dell acqua riflettono un suo sorriso. A cosa starà pensando? Sono stato un buon marito per lei? E un bravo papà? Guardo i miei figli: hanno un bastoncino per uno e stuzzicano un monticello di terra, il vento gli scompiglia i capelli, già il vento. E chi lo sente mai in città? Arrivano alla spicciolata altre famiglie, occupano con discrezione il loro spazio, come in un anfiteatro, in attesa di una rappresentazione, solo che qui nessuno grida: fuori gli attori! perché la natura manda incessantemente in onda il suo spettacolo, che non è solo una gioia dei sensi, ma anche dello spirito, come non ricordavo da tempo. Un gruppetto di bambini si unisce ai miei e insieme iniziano a scorrazzare di qui e di là, si chiama conoscenza del territorio, credo. Per una volta tanto, mia moglie si concede il lusso di rilassarsi e si stende al mio fianco a guardare il cielo. Mi continua 5

6 segue Animali. E vietato catturare, molestare e introdurre animali, rimuovere e danneggiare i nidi e le tane. La tentazione di dare da mangiare agli anatroccoli e ai piccioni è fortissima. Sono così carini. Ma non è un bene per loro perché limita la naturale diffidenza degli animali selvatici nei confronti dell uomo e di altri predatori (cani); inoltre il cibo avanzato attira e favorisce l abbondanza di topi. Il cane è il miglior amico dell uomo, finché tuo figlio non va al parco, schiaccia la sua popò e te la porta a casa. Questo è solo uno dei motivi per cui è obbligatorio tenerlo al guinzaglio e raccogliere i suoi escrementi. E anche vietato farlo entrare nei corsi d acqua e nelle zone umide: anche a ferragosto! Una buona notizia: a Milano ci sono oltre 80 aree per i cani dove possono correre e giocare liberi. Pernottare e campeggiare, accendere fuochi. Senza autorizzazione, non è possibile montare alcuna struttura fissa o mobile. Figuriamoci le tende! E vietato campeggiare, pernottare, accendere fuochi e bracieri. Acque. Nei laghi, negli stagni, nei canali, nelle rogge, nelle fontane e nelle zone umide è vietato pescare, fare il bagno, andare in barca (salvo dove espressamente consentito). Anche pattinare o camminare sul ghiaccio, deviare le acque, introdurre sostanze tossiche e animali è sempre rigorosamente vietato. Un esempio: quando le tartarughine comprate in negozio, raggiungono grandi dimensioni, spesso vengono abbandonate negli ambienti acquatici dei parchi. Il risultato è l alterazione dell ecosistema con riduzione di spazio e cibo a disposizione della fauna selvatica locale come anfibi e anatre. Per chi non rispetta le norme. Il Regolamento si conclude con la lista delle multe previste per chi non rispetta le regole. Possono essere anche molto salate! Consigliamo di consultare la versione integrale del Regolamento sul sito Una buona notizia. In molti parchi cittadini esistono spazi specifici per attività specifiche. E spesso ci si trova molto bene perché sono aree appositamente pensate e realizzate, quindi molto più agevoli delle altre. Avremo modo di parlarne nei prossimi numeri. Intanto possiamo invitarvi all area delle feste del Boscoincittà: ci sono tavoli, panche e il camino per il barbecue. Prenotazioni e informazioni: dal lunedì al venerdì 9,00/12,30. MILENA BERTACCHI 1. Sheila Stanga Sono al verde 2.Anna Godessi E tu? 3. Sheila Stanga Non cascarci, rispetta le regole 4. Michela Buttigliol Addomestichiamoli al rispetto 5. Daniele Fabbri Tempo libero 6. Anna Godeassi Non serve avere mira 5 6 segue passa le dita tra i capelli e sorride guardando l'incessante fiume azzurro che passa sopra di noi. Sento che ho superato l esame e che non sono stato un cattivo marito. Il vento ci porta una musica in lontananza, ma non sono i soliti rompiscatole con la radiolina che ti trovi come vicini di ombrellone, sono un gruppetto di ragazzi, che vengono da lontano, India? Nepal? boh, ma la musica lì non è rumore, è fruscio di foglie e di torrente e qui ci sta bene. E i cani? Non sono come quelli di città che abbaiano e fanno la popò sul marciapiede sotto le tue scarpe, qui anche loro sentono il loro posto, il loro spazio nel tempo e abbaiano lontani, anche se sono vicini. Rincorrono un moscerino e devono farlo sul serio, altrimenti non lo cattureranno mai. Continuiamo la gita al Parco delle Cave. I laghetti rilanciano la luce forte del sole dappertutto. In poche centinaia di metri la luce è cambiata, è più intensa. Ci accorgiamo di avere fame e mangiamo i panini al prosciutto con un gusto selvaggio. Non c è una carta per terra e ai bambini non c è neppure bisogno di ricordarlo che niente si butta, e le poche briciole cadute, vengono portate in processione alle formiche. E l ora della siesta. Sssst!!!! Tutto intorno il mondo riposa. I bambini si mettono in cerchio e si raccontano storie di paura perché tanto c è un sole così e la paura fa ridere, due innamorati si sono addormentati abbracciati, una coppia di anziani guarda il lago, un altra famiglia più in là parla animatamente. Mia moglie dorme, la testa sulle mie ginocchia. Io mi stropiccio gli occhi e per la prima volta dopo mesi mi accorgo di non avere quel nodo allo stomaco che mi tormenta. Sorrido al pensiero di quel nodo. Mi allungo sull erba senza controllare lo scorpione velenoso. Sorrido beato. Per un giorno, qui nei parchi della mia città, ho messo in salvo la mia famiglia. Non facevo un sonnellino nel pomeriggio da secoli, penso, mentre il sole illumina di arancione il mio piccolo mondo dietro le palpebre chiuse e l erba schiacciata dal mio corpaccione, invece di arrabbiarsi, esala il suo intenso profumo. Sorrido e mi lascio andare. Che sia questa la felicità di cui tutti parlano? 6

7 Le lucciole ci sono ancora... al Bosco Quando si era bambini, bastava poco per convincersi di vivere in un mondo fantastico: le braci di un falò, con il loro rosso brillante, erano un castello di gnomi, e le lucine intermittenti che gli giravano attorno non erano niente di meno che giovani fate. Crescendo, le fate si sono trasformate in lucciole, ma conservano per tutti la magia di quei tempi: purtroppo in giro per i campi se ne vedono sempre meno... Le lucciole hanno una mobilità molto limitata che le lega strettamente alle zone di nascita e quindi le rende molto vulnerabili: l indiscriminato uso dei pesticidi e dei diserbanti, le moderne tecnologie agricole e il peggioramento complessivo della qualità ambientale degli ultimi decenni anche nelle aree extra-agricole hanno inferto un colpo mortale alle popolazioni degli insetti meno resistenti. A Milano però siamo fortunati, c'è ancora un'oasi dove possiamo tornare a vedere le fate: il Boscoincittà e il Parco delle Cave. La lucciola nostrana è la più piccola della famiglia dei lampiridi, quegli insetti dell ordine dei coleotteri che sono in grado di emettere luce propria. Ma come possono farlo? L epidermide degli ultimi due segmenti addominali, precisamente la parte ventrale, è trasparente e dietro ad essa c è uno strato di sostanza organica detta luciferina, nella quale sono come immerse numerose diramazioni di trachee portatrici di ossigeno, mentre un altro strato interno è riflettente, in modo da intensificare al massimo il segnale luminoso: con un semplice processo di ossidazione una lucciola riesce ad emettere luce partendo da sostanze organiche. Per l accensione e lo spegnimento della lanterna, l insetto non deve far altro che aumentare o diminuire l afflusso di ossigeno nelle trachee, ed ecco svelata la magia: ma a cosa serve quella luce? Il maschio volando lentamente sopra i campi mette in mostra sé stesso o meglio l intensità e la modulazione del proprio faro e altrettanto fa la femmina al suolo o al massimo arrampicata su di uno stelo, essendo priva di ali. Quando un maschio ed una femmina lampeggiano con lo stesso ritmo e con la stessa intensità luminosa è fatta: sono la coppia perfetta. Date le minuscole dimensioni delle lucciole (7 mm il maschio, 13 mm le femmine) e la mancanza di organi difensivi apparenti, si sarebbe portati a pensare ad un esseri- Il libro della giungla Chiocciole Vermi di terra CIBI PREFERITI no inoffensivo, e infatti tutti quanti ne abbiamo catturata almeno una con le mani, mentre non ci sogneremmo mai di fare una cosa simile con una vespa. Invece la nostra piccola lucciola è un carnivoro dei più terribili, anche se dai gusti particolari: infatti si ciba solamente di molluschi, e soprattutto di chiocciole comuni, specialmente quelle di media grandezza. Come tutti i coleotteri, anche la lucciola è dotata di mandibole a tenaglia. Quando la chiocciola è ritratta nel guscio e non è spaventata, lascia sempre una piccola porzione del cosiddetto mantello lungo l orlo del guscio stesso e ciò è 7 quanto basta al nostro cacciatore: avvicinandosi leggero, mordicchia con delicatezza questo mantello usando le proprie mandibole come un doppio ago ipodermico indolore, iniettando nella vittima una potente sostanza anestetizzante in dosi infinitesimali, ma sufficienti a paralizzare all istante la preda, in modo che non si ritragga ulteriormente nel guscio. A questo punto entra in azione un enzima, presente nel liquido iniettato, che predigerisce le carni della chiocciola trasformando la massa muscolare in un brodetto liquido che verrà ingerito dalla lucciola usando le stesse mandibole cave come una cannuccia... Già: anche le fate sanno essere terribili, vero? Uno studio sulle zanzare FRANCESCO MARGSTAHLER Istituto di Entomologia Agraria dell Università di Milano sarà impegnato per un anno in un indagine che vedrà coinvolti, assieme L ai tecnici del CFU, anche ortisti, pescatori e cittadini in generale. Lo studio analizzerà la presenza di zanzare all interno di Boscoincittà e Parco delle Cave, nei campi agricoli limitrofi e nelle aree abitate, mettendo a confronto i diversi ambienti. Individuare quali sono le specie presenti e quanto sono rappresentate può servire a comprenderne i comportamenti: le consuetudini diurne o notturne, i costumi alimentari e riproduttivi. Capire bene con chi si ha a che fare è il primo passo indispensabile all elaborazione di strategie per eventuali campagne di difesa e prevenzione.

8 Un intruso si aggira per l Italia. In Lombardia l allarme è massimo e l ordine delle autorità è stato secco: farlo fuori senza pietà. L intruso è arrivato con l aereo, come dimostra il suo avvistamento iniziale intorno agli aeroporti internazionali, ma non ha dovuto pagare il biglietto, perché il viaggio è stato clandestino. E non c è controllo alle frontiere che tenga, perché l indesiderato non è un essere umano ma una pianta: l ambrosia (Ambrosia artemisifolia). Importante causa d allergia negli Stati Uniti, l ambrosia rientra ormai a pieno titolo tra gli allergeni emergenti anche in Italia; al momento il suo ruolo è ancora limitato ma è in continua crescita. Ed è per questo che in Lombardia, dove ha ormai preso piede in modo massiccio, una legge regionale emanata in tutta fretta nel 1999 obbliga a sfalciarla prima della fioritura (che inizia ad agosto e prosegue a settembre) cosa più facile a dirsi che a farsi, vista la difficoltà di scovarla nei mille anfratti in cui si insedia con facilità, inclusi i campi agricoli. L ambrosia non è certo sola. Diverse specie, per un motivo o per l altro, si stanno aggiungendo negli ultimi anni alle usuali cause di allergia nostrane. Mentre noi umani, da parte nostra, diventiamo sempre più sensibili a ogni possibile allergene che ci passi intorno; sia per via dell inquinamento, che aumenta la suscettibilità delle mucose, sia, a quanto pare, come (piccolo) scotto da pagare per i miglioramenti igienici degli ultimi decenni: evitando le malattie infettive che imperversavano fino a pochi anni fa viviamo molto di più, e molto più sani, ma il sistema immunitario, non più alle prese con i tanti germi che era abituato a combattere, si disorienta ed è molto più propenso a scatenare reazioni brutali contro sostanze in realtà innocue, come appunto i pollini. Le famiglie vegetali tradizionalmente più temute dagli allergici lombardi sono le graminacee, che danno il meglio di sé a fine primavera e a settembre, e le urticacee, ovvero le varie specie del genere Parietaria. Pur crescendo più rigogliosa al Centro e al Sud, la parietaria affligge non poco anche gli abitanti del Nord, grazie a una serie di caratteristiche che la rendono particolarmente molesta: colonizza a profusione i muri delle aree urbane, a stretto contatto con la popolazione; fiorisce quasi tutto l anno (con due brevi tregue nel pieno dell estate e dell inverno); e, dulcis in fundo, può lanciare a distanza gli abbondanti pollini anche in assenza di vento, perché le antere (i serbatoi del polline), quando sono mature, si distendono con uno scatto improvviso. La Verde que te quiero verde Alla carica i nuovi pollini 18 GIUGNO Assemblea di Italia Nostra Come ogni anno, il Boscoincittà ospiterà la serata di incontro dei soci e di tutti quanti siano interessati alle attività dell associazione. Dalle in poi banchetti informativi, spazio mostre, proiezioni video. La maglietta Vuoi portare il tuo parco sempre con te? Vuoi raccontarlo ai tuoi amici nel modo più colorato e divertente possibile? C è la maglietta del Parco delle Cave, disegnata da Erika Luppi. È di cotone, ci sono taglie per bambini e ragazzi: grandi, piccoli e ancora più piccoli. La puoi trovare presso la segreteria del Boscoincittà ( ). Contributo minimo: 5 euro. terza grande causa di allergie in Italia, l Olivo, risparmia invece i padani. Negli ultimi tempi, tuttavia, sta crescendo d importanza una schiera di pollini emergenti. Alla famiglia delle corilacee appartengono il nocciolo (Corylus avellana), che fiorisce quando è ancora inverno, a febbraiomarzo, e poi il carpino bianco (Carpinus betulus) e il carpino nero (Ostrya carpinifolia), attivi da metà marzo all inizio di giugno. Alle betullacee appartengono invece l ontano (Alnus glutinosa), che fiorisce a fine inverno e inizio primavera, e la betulla (Betula pendula), da fine marzo a maggio. Particolarmente vivace negli ultimi tempi è stato infine il cipresso (Cupressus sempervirens, famiglia della cupressacee), che fiorisce da fine dicembre a febbraio: quest anno il suo polline ha toccato picchi più che doppi rispetto al solito. Lo segnala la rete nazionale di sorveglianza sui pollini coordinata dall Istituto di scienze dell atmosfera e del clima del CNR di Bologna e dall Associazione italiana di aerobiologia, il cui sito web (http://www. isao.bo.cnr.it/aerobio/aia/aianeti.html) è una miniera di informazioni su climi, vegetazione e pollini e ogni mercoledì pubblica un bollettino con le concentrazioni dei principali pollini nelle tre grandi aree della Penisola (all indirizzo: cnr.it/~aerobio/aia/poltext.html). Se l ambrosia è giunta in modo fortuito spesso la diffusione dei nuovi allergeni viene invece favorita dall introduzione deliberata di piante non autoctone, che rischia di portare allo sviluppo di nuove sensibilizzazioni. E accaduto per esempio con le betulle, tipiche del Nord Europa, che dagli anni cinquanta ombreggiano parchi e giardini della penisola; e sta accadendo di nuovo con il cedro giapponese (Criptomeria japonica), albero che trova sempre più spazio in Italia per la sua bellezza, ma che produce polline a profusione, tanto che nel paese d origine è la principale causa di allergia; sebbene, per fortuna, limitata al solo mese di marzo. Dopo aver enumerato tante cause di allergia, vale la pena di concludere invece con una riabilitazione: quella che Francesco Guccini chiama la «neve di pioppi», quei piumini che svolazzano fitti a metà primavera, sono tanto malvisti e temuti quanto innocenti. Non si tratta infatti di pollini ma di semi, che hanno il solo torto di comparire a profusione nell aria proprio nel pieno della stagione dei pollini e per questo sono stati ingiustamente associati alle allergie. GIOVANNI SABATO 8

9 Il Libro Quando invidiavano la nostra campagna «Questi prati, che ora vidi per la prima volta, attirarono tutta la mia attenzione; non potevo ammirare a sufficienza la rigogliosa crescita dell'erba, il verde intenso degli alberi, i canali di irrigazione con tracciati lineari, la matematica precisione del livellamento e della pendenza dei quartieri dei prati marcitori, la semplicità nel far affluire e defluire le acque. Certamente ho veduto altrove dei bei prati irrigati, eppure, di fronte a questi, tutti gli altri scompaiono». Così appariva, nel 1828, agli occhi dell'agronomo austriaco Johann Burger, la campagna del Basso Milanese. Fondatore nel suo paese dell'agricoltura razionale, nel corso di un lungo soggiorno ebbe modo di studiare il prodigioso sistema irriguo che rendeva la nostra provincia unica al mondo. I due volumi che scrisse sull argomento (Vienna ), ebbero vasta eco in Europa, stimolando numerosi tentativi di imitare quella coltura del prato detto a marcita che aveva trovato da noi la sua massima espressione, giungendo ad occupare, nel 1909, ettari. Burger elabora la prima opera di sintesi sull'agricoltura lombarda, fornendo un quadro articolato, con dettagliati elementi storici, statistici ed economici: discorre di marcite, ma anche di fontanili, navigli, rogge, diritti d'acqua, allevamento e produzione di latticini, grandi abbazie e cascine. E' purtroppo bastato meno di un secolo per cancellare tutto ciò dalla nostra cultura, che ormai percepisce l'agricoltura come un impedimento allo sviluppo della metropoli. Tuttavia quella campagna è oggi ricompresa nella vitale cintura verde che è il Parco Agricolo Sud Milano, il quale circonda la città su tre lati, ricomprendendo anche Boscoincittà e Parco delle Cave. Alle finalità ambientali il Parco affianca dunque anche la protezione della cultura millenaria di questo territorio e del suo paesaggio. L'opera di Burger fu parzialmente tradotta in italiano col titolo L agricoltura del Regno Lombardo-Veneto, nel Quella traduzione viene ora riproposta, in ristampa anastatica, dalla Provincia di Milano, ente gestore del Parco Sud, all'interno della benemerita collana "Fonti e studi per la storia del territorio Basso Milanese", giunta ormai al suo quinto titolo. L'introduzione di Enrica Yvonne Dilk ha il compito di delineare la figura e l'opera di Burger, tracciando nel contempo la storia di un particolare tipo di viaggio, quello scientifico-agronomico, che aveva come meta il Milanese. Pellegrinaggio di ingegneri idraulici, agronomi e possidenti - come Thomas Jefferson, l'apostolo della democrazia statunitense - che al Duomo antepongono le marcite di Domenico Berra a Crescenzago, e alla Scala il caseificio di Cassino Scanasio o le risaie dello Zibidese. Il libro è disponibile presso la Biblioteca Isimbardi, Via Vivaio 1, con un contributo di 12 euro. ALBERTO BELOTTI A Cascina Contina in ricordo di Siro Restelli Molti amici del Bosco hanno conosciuto Siro Restelli, giovane agronomo, entusiasta e infaticabile organizzatore. Aveva dedicato la sua attività alla promozione dell'agricoltura biologica e al Parco Agricolo Sud Milano curando l'allestimento di varie mostre; per riscoprire sapori e prodotti genuini ideò "Assaggi e Paesaggi" nella cornice di cascine e luoghi storici. Siro ha perso la vita in un incidente stradale, meno di un anno fa. Aveva da poco aperto il Punto Parco di cascina Contina a Rosate, una iniziativa pilota, a servizio soprattutto della scuola. Qui, ora, la sua impegnativa eredità è stata raccolta da Marina Martini. In occasione dell'inaugurazione del terzo anno di attività, il Punto Parco organizza una festa in ricordo del suo ideatore. Sabato 31 maggio, nel pomeriggio, sull'aia della cascina che ora ospita una comunità per il recupero del disagio, saranno allestiti laboratori aperti di pittura e scultura per bambini (ore 16.00), si potranno degustare i prodotti del parco, mentre gli amici di Siro si esibiranno in un concerto (ore 17.00); l'artista Carlo Montana inoltre esporrà alcuni suoi originali lavori raccolti 9 Punto Parco Cascina Contina sotto il titolo Cascine. Alla Contina si arriva seguendo il Naviglio fino a Gaggiano; poi si prende in direzione sud, fino a Rosate. La cascina è in mezzo ai campi, ad ovest dell'abitato. Per informazioni tel. 02/ ALBERTO BELOTTI

10 Quanto è bello Vivere a Quinto Vivere a Quinto è una delle associazioni più attive per salvaguardare la memoria del quartiere. In prima linea anche contro lo spaccio Nel mondo del lavoro esiste una legge, nota come legge di Pareto, che enuncia la seguente regola: con il 20% del tempo esegui l 80% del tuo lavoro, per fare il restante 20% impieghi l 80% del tempo. La politica applica questa regola al contrario 80/20: il 20% delle idee che ci dividono ci impedisce di trovare una soluzione all 80% dei nostri problemi e, di conseguenza, con l 80% delle idee in comune riusciamo a risolvere solo il 20% delle nostre esigenze. I problemi dei trasporti, della sicurezza, dell'ambiente e della sanità sono di tutti, indipendentemente dalle convinzioni religiose o politiche, per questo un gruppo di cittadini di Quinto Romano ha deciso di trasformare la legge di Pareto in 80/80 ovvero, accantonare il 20% delle idee che ci dividono e far leva sul rimanente 80% che ci unisce per risolvere l 80% delle nostre esigenze in comune e migliorare la qualità della vita del nostro quartiere. Con questo presupposto è nata Vivere Quinto, un associazione apartitica e senza fini di lucro che opera dal settembre 2001 con lo scopo di favorire la convivenza tra gli abitanti del quartiere e salvaguardare le caratteristiche del territorio. Per ricostruire un tessuto sociale nel quartiere l associazione ha cercato di recuperare ricordi e tradizioni, come il Palio delle Contrade, occasione per esporre lavori artigianali e mostre fotografiche a tema. E anche i temi non sono casuali: Cortili e palazzi sullo sviluppo urbanistico del quartiere dagli anni trenta; Spusin, Spusott, Spusun Foto di matrimoni del passato, accompagnate da un breve racconto della storia d amore degli sposi; Baby scatto, Quinto Romano fotografata dai bambini. Meno ludico ma altrettanto importante per la quotidianità di Quinto è il tema del territorio a cui sono legate diverse questioni come il degrado ambientale e i trasporti. La priorità in questo caso è stata data alle azioni. I cittadini sono stati coinvolti nella pulizia di fontanili, nell elaborazione di proposte sulla viabilità approvate poi dal Associazioni Consiglio di zona, nella denuncia delle discariche abusive e dei problemi della pulizia del quartiere. Tutto questo, grazie anche alla partecipazione dei cittadini, ha consentito di ottenere qualche risultato: la rimozione delle carcasse d auto in località Crocetta e nel vicolo che da via Airaghi porta a Baggio, la ripresa della pulizia notturna in alcune via del quartiere. Nell ultimo anno è arrivato anche il problema della presenza di tossicodipendenti e spacciatori. Sollecitati dall associazione, L arrivo della biciclettata al Boscoincittà. 10 i cittadini si sono impegnati a mappare il fenomeno, a effettuare sopralluoghi periodici sulle aree di spaccio, a richiedere l intervento delle istituzioni. E le autorità si sono mostrate sensibili ad una così vasta sollecitazione. Quinto Romano ha infatti ottenuto un dibattito pubblico, con la presenza dell assessore Manca e di don Colmegna della Charitas Ambrosiana, la presenza del vigile di quartiere, la ripulitura di un area particolarmente degradata, un maggiore controllo del territorio. Data la vastità e la diffusione del problema della droga, Vivere Quinto ha costituito, insieme alle associazioni delle zone limitrofe, un Coordinamento contro la droga Milano Ovest la cui forza rappresentativa ed organizzativa ha consentito di ottenere un incontro con il Questore, per sollecitarlo a prendere provvedimenti, e di organizzare il 13 aprile scorso una giornata di presidi multizonali e una biciclettata lungo i parchi e le vie della zona. Non abbiamo risolto tutti i problemi del quartiere ma abbiamo contribuito, anche con la collaborazione dell associazione Amici contro la droga, a risolverne alcuni. Sicuramente, se ci fossero più cittadini disposti a collaborare, potremmo fare molto di più. E possibile comunicare con l associazione Vivere Quinto inviando un a yahoogroups.com. Oltre ad una rapida risposta potrete avere notizie sulle sue attività. L associazione riunisce il suo direttivo ogni primo giovedì del mese in via Arpino 11. UMBERTO BERTANI E ISIDORO SPIROLAZZI COMITATO DIRETTIVO DI VIVERE QUINTO In bicicletta contro la droga Dopo il questionario per mappare la presenza di spacciatori e tossicodipendenti (pubblicato sul numero scorso di Sentieri in città), le iniziative sul tema sono proseguite. Con lo stesso spirito di mobilitazione e coinvolgimento dei cittadini il Coordinamento contro la droga - Milano ovest ha organizzato, il tredici aprile scorso, una giornata di presidio e una biciclettata contro lo spaccio. Lo scopo era quello di attivare la città, ma soprattutto rispondere alle sgradite presenze nell unico modo efficace: uscire da casa senza paura e vivere i propri spazi aperti. Negli ultimi tempi, stando alle segnalazioni di fruitori e operatori dei parchi, la situazione sembra migliorata: sembrano diminuite le attività di spaccio e consumo. Allentata la tensione sul territorio, si può passare a ragionare sul tema della droga in modo più articolato. Le iniziative, quindi, non sono finite. Anzi, se prima bisognava solo esserci adesso bisogna anche cercare di capire un po meglio il fenomeno. Il coordinamento ha già due iniziative: Metà Giugno (data da definire) Incontro pubblico con le forze dell ordine e le autorità competenti, presso la Cooperativa Degradi di Quinto Romano Domenica 22 Giugno ore Raccolta delle siringhe alla Cava Ongari-Cerutti. Ritrovo in Via Caldera, al campo sportivo.

11 Parco delle Cave Ortisti al lavoro nell area di Via Capri Orti: superato l abusivismo con l aiuto degli ortisti Cronaca dello smantellamento delle parcelle ortive di via Capri. A molti ortisti sono stati assegnati nuovi spazi Questa è la storia di un ortista, di un ortista e del suo orto. Dopo cinquant anni di vita in comune, dopo duemilaseicento fine settimana trascorsi assieme, un brutto giorno l ortista scopre di dover abbandonare il suo orto. Chi gli ha affittato la terra, infatti, non gli ha fatto sapere che nel frattempo il Comune di Milano ha espropriato l area per fare un parco. Per qualche anno tutto procede come se niente fosse (il comune non si occupa della zona, che rimane abbandonata a se stessa); poi, nel 1997, cominciano i lavori per il parco. L orto a questo punto non può più restare lì: è su un suolo pubblico ed è costruito e gestito senza alcun regolamento. La storia, che sembra aver preso una brutta piega, in realtà finisce bene: l ortista aiuta a demolire il suo orto e partecipa a un bando di concorso per averne uno, con un regolare contratto, all interno del parco stesso. Questo è ciò che è successo negli orti costruiti in fondo a via Capri, all ingresso del Parco delle Cave mq di superficie totale, divisa in 28 parcelle, occupate da altrettanti ortisti. Due operatori del Centro di Forestazione Urbana hanno lavorato per una quindicina di giorni allo smantellamento degli orti. Molti ortisti, coinvolti dai gestori del Centro, hanno partecipato attivamente ai lavori, recandosi sul posto anche da soli, in giornate in cui non erano presenti gli operatori del CFU. Con lo stesso impegno e la stessa passione con cui avevano costruito i loro orti, hanno collaborato allo smantellamento. Più che semplici orti questa terra era diventata, per chi ci lavorava, quasi una seconda casa; sul terreno, infatti, erano stati costruiti dei capanni per gli attrezzi che, 1 Servizio Civile Volontario al Centro per la forestazione urbana Se hai tra i 18 e i 26 anni lo Stato ti offre l opportunità di svolgere il Servizio Civile Volontario: un anno di attività retribuita in cui coniugare professionalità e impegno civico. Qui da noi il Servizio assume anche una valenza ambientalista. Le esperienze possibili sono due: occuparti di manutenzione del verde, vivaismo e cura dei parchi (Boscoincittà e Parco delle Cave), oppure dedicarti all educazione ambientale e ai rapporti con i fruitori, adulti e bambini. Per partecipare al prossimo bando, che scade in settembre contattaci: oppure con il passare del tempo, si erano arricchiti degli oggetti più strani: tavoli, sedie, vasi di fiori, poster, bambole, lavandini, una vasca da bagno Con l aiuto degli ortisti, i materiali derivati dalla demolizione sono stati suddivisi per genere (plastica, vetro, inerti edili, legno, ferro, materiale vegetale) e sono stati quindi recuperati come rifiuti differenziati. La raccolta manuale e la separazione per tipologia ha permesso di ridurre i costi per lo smaltimento di almeno la metà, senza contare il valore ecologico dell operazione. E non è poco se si considera che il peso totale dei rifiuti era di circa 1000 quintali. Oltre al lavoro compiuto dagli operatori del Centro di Forestazione Urbana e dagli ortisti, è stato necessario chiamare una ditta specializzata per rimuovere l eternit (ne sono stati eliminati 48 quintali), pericoloso perché contiene amianto. Gli orti sono stati abbattuti ma gli ortisti restano. Dei ventotto che hanno perso l orto, già dodici ne hanno avuto uno in assegnazione al Ghiglio (vicino alla via Forze Armate). Altri, per lo più a causa dell età, hanno deciso di rinunciare. Nuovi arrivi nella zona umida ERICA ROSATI Un nido circondato di acqua è inaccessibile agli animali non nuotatori; se poi si torva nel fitto intrico di un canneto è quasi impossibile localizzarlo. Queste due motivazioni ci spiegano perché nel giro di poche settimane abbiamo trovato la zona umida piena di piccoli anatroccoli di germano reale senza esserci accorti della presenza dei nidi: erano sull isola!

12 News Uccelli e panettoni a Carnevale La tradizionale sfilata ha visto un bellissimo carro del Boscoincittà Ormai sono trascorse anche le vacanze di Pasqua, ma il laboratorio di Carnevale proprio non ce lo dimentichiamo: due giorni per trasformare, con l aiuto di foglie di quercia e tanti colori, vecchi contenitori di panettone in simpatiche maschere d uccello, un po di gommapiuma in un coloratissimo volatile e tanti pezzi di polistirolo in un fantastico bosco e poi? E poi via, tutto su un carro, per partecipare alla tradizionale sfilata di Carnevale in Piazza Duomo. Eravamo proprio in tanti: bambini, animatori e genitori. Proprio così, c erano anche loro e si sono talmente divertiti che qualcuno ci ha riaccompagnato fino al Boscoincittà per smontare il carro, molti altri ci hanno promesso di lavorare con noi alla prossima occasione. Arrivederci quindi alle imminenti iniziative estive! DANIELA CHIESA Il carro del Boscoincittà alla sfilata di Carnevale Per un estate al Bosco, e non solo 6-14 anni OPPORTUNITA ESTATE 2003 per informazioni e iscrizioni: segreteria del CFU/Italia Nostra, Boscoincittà, Via Novara 340 (MI), tel A pochissimi giorni dalla fine della scuola, fervono gli ultimissimi preparativi per un estate in compagnia degli animatori del CFU, come sempre dedicata ai più piccoli (6-11), ma con qualche novità anche per i più grandi (11-14) anni AVVENTURE NEL BOSCO una vacanza naturalistica in città, per trascorrere intere giornate all aperto, nei boschi, nei prati e nelle zone umide del Boscoincittà. Contributo per turno: 130 euro. Periodo: (turni di 5 giorni: giugno 9-13, 16-20, 23-27; 30 giugno-4 luglio; settembre 1-5). Orario: 8, (Si raccolgono pre-iscrizioni per la settimana 7-11 luglio che verrà attivata solo con un numero minimo di 15 iscritti) ESTATE CON NOI è il tradizionale appuntamento proposto dal Settore Servizi Educativi/Comune di Milano, ai bambini che restano in città nel periodo estivo (info ). E strutturato a moduli ed ha sedi in diversi luoghi della città (centrali e decentrati). Contributo: gratuito. Periodo: da luglio a settembre anni TREKKING DEI PARCHI tre giorni di camminata con bivacco ed esperienze di autogestione (la preparazione dei pasti, la scelta dei giochi, l allestimento del bivacco, la verifica dell itinerario proposto ) per attraversare il sistema dei parchi ad ovest di Milano (Boscoincittà, Parco delle Cave, Parco di Trenno) e raggiungere un parco di montagna (Campo dei Fiori VA). E previsto l uso di mezzi pubblici. Contributo: 75 euro. Periodo: 1-3 luglio. Altre proposte: settimane residenziali fuori porta (8-14 anni) Italia Nostra Sezione di Verona ESPLORANDO IL MONTE BALDO. Info: Numero Verde: Il Mastio AVVENTURE NEL BOSCO A DUE PASSI DA FIRENZE Info: Legambiente Circolo di Lecco VACANZE NATURA A CAMPSIRAGO (LC) Info: ; 12

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