CONSIGLIO COMUNALE BUSSERO SEDUTA DEL 28 MARZO 2008

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1 CONSIGLIO COMUNALE DI BUSSERO SEDUTA DEL 28 MARZO 2008

2 PUNTO N. 1 O.d.G. COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE PRESIDENTE: Allora Se non ci sono comunicazioni che riguardano le precedenti delibere, io ho due comunica una comunicazione da darvi e poi un'informazione che riguarda invece l'ordine del giorno del Consiglio Comunale. Mi segnalano dagli uffici che è estremamente importante per la trascrizione del Consiglio Comunale, quindi per il dibattimento, che io segnali sempre chi sta intervenendo durante il dibattimento, e questo lo farò, ma soprattutto che si parli con il microfono, quindi possibilmente che si eviti di interloquire fuori microfono, questo sarebbe molto gradito perché a parte che rende impossibile la trascrizione di quello che si dice fuori microfono. e Comunque in ogni caso questo è un invito che faccio a tutti possibilmente. Io dirò sempre chi interviene, però allo stesso modo parlare al microfono. Il secondo punto invece riguarda la mozione presentata dal gruppo Consiliare della Lega che l'ufficio mi segnala essere arrivata fuori tempo massimo. La tratteremo come ultimo punto se ci sarà la condivisione di tutto il Consiglio Comunale, trattabile, io mi auguro che ci sia, la metteremo all'ultimo punto dell'ordine del giorno. Comunque ne parleremo dopo la mozione. Prego Guzzi. GUZZI (Lega Nord Padania): Sì. Per quanto ci riguarda, anche a noi era stato segnalato che era fuori tempo massimo, mi hanno chiesto o di inserirlo, oppure di trattarlo nel prossimo Consiglio. Quindi io non ero neanche preparato a trattarla stasera, perché non è così impellente inserirla nel Consiglio Comunale di stasera. Perciò noi siamo anche per poterla mettere nel consiglio della prossima seduta insomma. PRESIDENTE: Per quanto riguarda la Maggioranza non c'è nessun problema a trattarlo in questa sede questa sera. Se gli altri gruppi consiliari di minoranza non hanno obiezioni, la possiamo trattare tranquillamente stasera. Comunque voteremo prima della trattativa. Prego. PALLANZA: Noi non sappiamo neanche di che cosa si tratti. Visto che non c'è neanche l'urgenza e visto che lo propone pure il sottoscrittore, direi di rimandarla alla prossima riunione insomma. PRESIDENTE: Non c'è nessun problema, andiamo al prossimo Consiglio Comunale. Non ci sono problemi. Allora primo punto Secondo punto all'ordine del giorno. scusate, gli indirizzi per la convenzione tra il comune di Bussero e l associazione scusate scusate la comunicazione del Sindaco Galbiati, prego. GALBIATI (Bussero Insieme): Si Buonasera a tutti. Vi chiedo l'attenzione nelle comunicazioni, perché di solito non le facciamo mai, però vi è una lettera che ci perviene dalla direttrice dell'istituto onnicomprensivo, la dottoressa Azzariti, che ritengo utile portare a conoscenza di tutto il Consiglio Comunale perché testimonia dei risultati di eccellenza che la scuola, che l'istituto comprensivo di Bussero ha raggiunto sia in campo nazionale che in campo internazionale e riassume anche, poi sarà agli atti, questo non lo leggerò, ma lo riassume anche, tutti gli obiettivi e tutti i progetti che hanno avuto un riconoscimento a livello di sistema scolastico, piuttosto anche che a livello di altre istituzionali, dal momento in cui si è trasformato l'istituto onnicomprensivo, quindi dal 1999 fondamentalmente al Leggerò per brevità solamente la parte diciamo descrittiva che riguarda l'anno scolastico , quindi gli obiettivi raggiunti nel corso dell'anno scolastico 2

3 appena concluso e questo appena iniziato, lasciando poi naturalmente agli atti il documento stesso, la comunicazione, impegnandomi anche a rispondere alla dottoressa Azzariti esprimendo quello che questo Consiglio Comunale riterrà opportuno esprimere dopo aver ascoltato questa comunicazione. L'oggetto della trasmissione che c'è stata fatta è: "Riconoscimenti prestigiosi conferiti al nostro istituto comprensivo", indirizzata al Sindaco e per conoscenza al Consiglio d'istituto. "L'anno scolastico sta portando la nostra scuola a grandi riconoscimenti che sono onore e orgoglio non solo per tutti noi, ma crediamo anche per l'intera cittadinanza. In questi giorni tutto il sistema scolastico italiano è in grande mobilitazione. Infatti l'unione Europea, con gli accordi stesi a Lisbona, prescrive che entro il 2010 tutte le qualifiche rilasciate dagli istituti scolastici siano trasparenti ed equipollenti. La richiesta dell'unione Europea è che il diploma corrisponda a conoscenze uguali o equivalenti esplicitate. Un ragioniere francese per esempio deve avere conoscenze tecniche e abilità paragonabili a quelle di un ragioniere italiano, spagnolo o tedesco. Non solo, ad un diploma, esempio di proscioglimento dell'obbligo scolastico, devono corrispondere standard di conoscenze chiare e certe. È il principio che una volta si chiamava valore legale del titolo di studio. La nostra scuola secondaria - quindi stiamo parlando della media - è stata scelta tra le sole quaranta scuole dell'intero territorio nazionale per elaborare un modello di certificazione delle competenze, dichiarazione relativa alle conoscenze, abilità e tecniche acquisite da ogni alunno di terza media paragonate ad uno standard che sia nazionale e sia sovranazionale. Questa certificazione sarà allegata al diploma di terza media precisandone e integrandone il significato. Sono stati invitati a Fiuggi il 27, 28 e 29 febbraio, in un gruppo di lavoro residenziale nazionale, la scrivente e quattro professori della scuola. Il gruppo ha l'incarico di predisporre tale modello di certificazione sia sotto il profilo redazionale, sia sotto quello procedurale. L'istituto che ho potuto inviare per motivi organizzativi e di carattere personale no l istituto ha potuto inviare per motivi organizzativi e di carattere personale solamente le due professoresse Albrigo e Casadio, comunque il lavoro sarà proseguito ed accompagnato anche da qui sulla piattaforma informatica. È interessante notare che il gruppo di lavoro è assai selezionato e ristretto. È un grande onore farvi parte. Due professoresse della scuola secondaria, la Fucito e la Dell'Orco, fanno parte invece di un gruppo di lavoro nazionale che sta stabilendo le linee guida da trasmettere all INVALSI (inc.) istituto nazionale delle valutazioni del sistema scolastico per predisporre la prova di stato che si aggiungerà per tutte le scuole italiane alle prove scritte scelte dalla scuola, sia previste per l'esame di licenza media già previste per l'esame di licenza media. L'istituto comprensivo di Bussero sta tracciando la storia della scuola italiana. Da quest'anno il nostro istituto inoltre è stato scelto come presidio per l'innovazione della matematica. Dovremmo organizzare corsi seminari per tutto il territorio della Martesana. Il dirigente scolastico è componente designato dalla direzione regionale e (inc.) che dovrà accompagnare tutte le scuole della Lombardia nell'applicazione dei nuovi programmi. Il gruppo di studio ha, oltre le altre cose, prodotto materiali di studio, approfondimenti per docenti e genitori. Questi strumenti sono pubblicati sul sito web della direzione regionale e sono stati elogiati dal Ministero in una comunicazione destinata a tutte le scuole d'italia. Già dal febbraio 2006 il nostro istituto è scuola polo per le lingue straniere. Nell'anno in corso abbiamo attuato due corsi di approfondimento e arricchimento per docenti di inglese di una quindicina di scuole primarie del territorio. Nell'ambito delle lingue straniere di questi giorni è la notizia che il club linguistico genitori figli per lo studio della lingua inglese organizzato con l'age, ha avuto accesso alla finale del concorso Premio Andrea. Questo concorso valorizza le migliori esperienze di collaborazione scuola - famiglia, su tutta l'italia sono stati scelti venti finalisti. In aprile presenteremo l'esperienza presso l'università Cattolica. Come dimenticare in questo ex cursus il grande successo che ha aperto l'anno scolastico. Il progetto di lingua straniera dell'istituto comprensivo è risultato in Italia e quindi su progetti selezionati, approvati da tutta l'europa. La commissione europea ha inviato alla scuola un attestato di eccellenza. Questi importanti successi sono il risultato di un lavoro collettivo, di uno spirito di squadra che viene da lontano. Per far capire quanta strada è stata fatta in questi anni, allego un elenco delle iniziative innovative realizzate dall'istituto e dalla sua fondazione, primo settembre Si potrà apprezzare la varietà delle esperienze delle tematiche affrontate, ma 3

4 ancor più lo spostamento da premi individuali, certamente pregevoli, a successi di gruppo, più difficili da costruire, ma più duraturi. Proprio lo spirito di squadra ci ha consentito di mettere a punto progettualità idonee a conseguire finanziamenti consistenti che hanno dato in questi anni sollievo e respiro al bilancio della scuola e sostegno alle spese per retribuire il personale impegnato nelle diverse iniziative. Da settembre ad oggi abbiamo acquisito ulteriori ventimila euro rispetto agli stanziamenti statali ordinari. Stimo in più di cinquantamila euro i fondi reperiti dallo staff di direzione, dalla segreteria e dai docenti esperti di settori negli ultimi tre anni, partecipando a bandi di concorso e selezioni. Adesso si aggiungono computer, macchine fotografiche, sussidi acquisiti come premi, o donazioni. A partire dalla seconda metà del 2006 la direzione regionale ci ha chiesto di investire energia anche per lo sviluppo delle scuole dell'area Martesana. Perciò mettendo sempre al primo posto alunni e genitori di Bussero abbiamo avviato alcune iniziative aperte ad altre scuole in rete. Nei giorni 26, 27 e 28 marzo sarò a Bologna in un convegno nazionale sulla promozione della cultura musicale nelle scuole. Il Ministero ha selezionato, tramite la direzione regionale e gli uffici scolastici provinciali, docenti e dirigenti esperti di materia e che si sono distinti nel campo dell'innovazione. La Lombardia ha a disposizione undici posti, sono felice di poterle dire che se la mia presenza in rappresentanza dell'istituto comprensivo di Bussero sarà tra questi undici invitati è anche perché il gruppo nazionale sulla musica ha preso visione delle iniziative realizzate insieme a voi nel campo della musica, del teatro e del senso civico con i fondi per il diritto allo studio, con quelli della cultura e dei servizi sociali in una sinergia di risorse di entusiasmo quale forse da anni in Bussero non si vedeva. Ringrazio perciò l'amministrazione Comunale per il sostegno offerto alla scuola e per aver lavorato con noi in questi anni in modo sempre più concertato, sempre più al servizio dell'ottimizzazione delle risorse e degli spazi per il bene della nostra comunità busserese", firmato il dirigente scolastico, dottoressa Albalisa Azzariti. A seguire vi sono sei pagine di progetti realizzati dal maggio Scusate, dal 3 giugno 1999 fino al 28 marzo PUNTO N. 2 O.d.G. INDIRIZZI PER LA CONVENZIONE FRA IL COMUNE E L ASSOCIAZIONE ANZIANI DI BUSSERO PER LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA SOCIALI, CULTURALI E PER IL TEMPO LIBERO PRESIDENTE: Bene, grazie Sindaco. Passiamo al punto 2 in discussione all'ordine del Giorno: indirizzi per la convenzione tra il comune e l associazione anziani. PRESIDENTE: La parola al Sindaco Galbiati. GALBIATI (Bussero Insieme): Vogliamo dare degli indirizzi al responsabile del settore, affinché si possa ulteriormente migliorare il rapporto tra l'amministrazione Comunale e l'associazione Anziani di Bussero, in quanto soggetti che hanno la gestione del Centro Sociale per Anziani. Perché e la Vogliamo integrare affrontando anche quelle tematiche che l'esperienza dell'associazione Anziani aveva già comunque negli anni precedenti gestito, mi riferisco in modo particolare agli aspetti che riguardano la salute delle persone, vi ricordate che l'associazione Anziani per un lungo periodo di tempo aveva dato la disponibilità, con il loro volontariato, a supportare i servizi di raccolta degli esami ematici e quant'altro, e di conseguenza oggi sono maturati i tempi affinché all'associazione Anziani possa essere, con questa motivazione, cioè con la motivazione di implementare i servizi nei confronti della popolazione anziana, la popolazione busserese, di servizi anche di natura sanitaria, si possa affidare il centro della prevenzione alla 4

5 salute per giorni prestabiliti in modo che si possano svolgere azioni di sostegno appunto per quanto riguarda gli ambiti della salute della persona. Quindi gli indirizzi che stiamo dando sono un indirizzo per integrare la convenzione in essere, affinché sia a disposizione dell'associazione Anziani anche delle strutture che hanno questa finalità di intervento sulla sanità, naturalmente sempre per il benessere dei cittadini di Bussero. PRESIDENTE: Prego, ci sono interventi? Se non ci sono Guzzi. GUZZI (Lega Nord Padania): Non mi è molto chiara la convenzione. Cioè cosa facciamo, noi integriamo i punti della convenzione esistente con un qualcosa che qui parla di tutela della salute degli anziani. Però non ho ben capito cosa si intende. Cioè se si intende la tutela della salute degli anziani che frequentano il centro degli anziani o se si intende individuare dei posti idonei per fare delle prevenzioni su degli anziani, piuttosto che interventi mirati per determinati problemi che possono avere gli anziani. Vorrei un chiarimento su questa cosa perché non mi è ben chiara. E Poi se fosse questa seconda ipotesi, se a questo andrebbero aggiunte delle altre strutture, oltre a quelle che già gli anziani usano, quindi già usano la Villa Radaelli, in parte la Villa Radaelli, si intende dare altre strutture agli anziani per poter fare altre attività probabilmente. GALBIATI (Bussero Insieme): Sì, l'oggetto è mettere a disposizione dell'associazione Anziani, in quanto soggetto che gestisce il Centro Sociale Anziani, che è quello sito in Villa Radaelli, anche ulteriori strutture, in modo particolare ho detto per determinate giornate la struttura della prevenzione della salute, che è quella struttura di via Di Vittorio, l'ex casa del custode che adesso è stata trasformata ed è adibita per svolgere funzioni di natura sanitaria, in modo che possano esercitare, tramite poi i rapporti che loro intenderanno instaurare con le strutture che saranno disponibili, interventi di natura sanitaria da questo punto di vista. Per principalmente e naturalmente in funzione degli anziani e del Centro Anziani, cioè del Centro Sociale Anziani principalmente. Poi naturalmente è una struttura alla quale possono approcciarsi anche altri tipi di persone. Però la finalità parte da loro. Parla il presidente PRESIDENTE: Prego Guzzi. Quindi l'oggetto è un indirizzo affinché nella convenzione allarghiamo i compiti e le funzioni per poter permettere che anche altre strutture adibite, che non siano semplicemente strutture di natura sociale quale il Centro Anziani, ma anche strutture di natura sanitaria. PRESIDENTE: Prego Guzzi. GUZZI (Lega Nord Padania): Sì. Visto che si parla di indirizzi, vorrei, se è possibile, aggiungere anche indirizzi che l'associazione Anziani deve operare sul territorio a favore degli anziani, e questo credo che ci sia in convenzione, anzi era specificato, però a favore degli anziani vuole anche dire fare degli interventi, gli anziani sono tanti gli anziani, perché mi risulta che l'associazione Anziani per fare un trasporto di un chilometro chiede dei soldi per poter trasportare degli anziani. Allora siamo all'interno dell'ambito comunale, secondo me è un servizio che dà a degli anziani, non capisco perché deve andare a chiedere dei soldi per trasportare a meno di un chilometro le persone e far pagare delle tariffe. Se parliamo di trasportare le persone al di fuori del Comune, quindi portarli a fare degli esami e via dicendo, posso capire che insomma almeno parte della benzina sia giusto che chi usufruisce del servizio possa pagarlo. Ma un'associazione che deve lavorare per il territorio, per gli anziani, fa pagare per il trasporto di anziani una cifra per fargli fare duecento o trecento metri. Mi sembra un po' esagerato. Cioè visto che già usufruiscono di agevolazioni, tipo appunto Villa Radaelli, tipo altre strutture del Comune, almeno questi servizi 5

6 dovrebbe poterli dare gratuitamente senza chiedere rimborsi o senza esagerare nel chiedere queste tariffe insomma. Quindi se è possibile mettere in indirizzo anche questa cosa, perché è possibile che gli anziani sono tutti gli anziani, comprendono tutte le fasce e tutti i luoghi. Invece mi sembra che diamo importanza all'associazione Anziani solo su determinate cose, però non si chiede in cambio all'associazione Anziani di fare anche altro. Fanno sì, però paghi, altrimenti facciamo no. A volte c'è il furgone, a volte non c'è perché non c'è l'autista. È capitato più volte ed io ero stato anche coinvolto perché mi avevano chiesto se addirittura volevo guidare il furgone. Perché non c'era. Di trecento, quattrocento, cinquecento, seicento soci, non mi ricordo quanti sono, non c'era uno che guidava il furgone, tant'è vero che è dovuta intervenire la protezione civile e ha fatto un trasporto la protezione civile. Quindi insomma se l'associazione Anziani dev'essere a favore degli anziani, dev'essere a favore degli anziani sempre, non solo quando gli fa comodo o quando c'è un tornaconto. Se è possibile, dato che qui si parla di un indirizzo, bisognerebbe anche specificare questo indirizzo. Cioè quando si ha una struttura che tratta anziani sul territorio, che chiede di avere una mano dall'associazione Anziani e poter collaborare, sarebbe il caso di collaborare anche senza chiedere una pecunia, pronti a fare alcuni servizi. PRESIDENTE: Se non ci sono altri Prego Galbiati. GALBIATI (Bussero Insieme): Si Io ritengo che l'impostazione che il Consigliere Guzzi sta dando innanzitutto prescinde forse da una conoscenza reale del quanto oggi l'associazione e i volontari svolgono. Io la difendo per quello che compete al Sindaco, nel senso che con l'associazione Anziani l'amministrazione Comunale ha stipulato una convenzione e all'interno della convenzione vi sono anche dei servizi che vengono resi e le condizioni per cui questi servizi vengono resi. Tra questi quello dei trasporti, vi sono servizi che fanno sia per attività richieste direttamente dall'amministrazione Comunale, sia per attività proprie loro nei confronti dei loro associati da questo punto di vista. Per quanto riguarda i servizi che fanno per conto dell'amministrazione Comunale sono servizi onerosi, nel senso che c'è un costo che viene addebitato all'utente e c'è un costo che si accolla l'amministrazione Comunale. Cioè c'è un rapporto di concorso diciamo dell'utente al costo del servizio e il restante è a carico della convenzione. Ogni anno, in base ai chilometri eseguiti di servizio, l'amministrazione Comunale, è scritto in convenzione, rifonde tot euro a chilometro, così come è stabilito dalla convenzione. Per quanto riguarda invece i servizi che fanno in proprio per i loro associati, è una regola interna che si è data l'associazione Anziani. Ma io ritengo che debba essere vista la funzione di quell'associazione, almeno per i report che abbiamo, per la documentazione che ci mandano annualmente e per i programmi di lavoro che svolgono, secondo me siamo in una condizione di eccellenza, se volete il mio parere. Altro che di critica. Perché oggi, se no se ci fosse una critica da parte dell Amministrazione, dovremmo sollevarli come Associazione dalla gestione del Centro Sociale. Perché loro sono soggetti titolari a gestire un Centro Sociale che è il Centro Sociale del Comune, non è dell'associazione Anziani. L'Associazione Anziani è un organismo che ha una sede in Villa, infatti ha un ufficio in Villa, e gestisce poi il Centro Sociale. E Quindi di conseguenza noi abbiamo dei riscontri, ripeto, ottimali, di eccellenza sui servizi, di grande impegno e di grande disponibilità. Tra l'altro anche con una diversificazione del loro del ventaglio delle iniziative. Ne sono testimoni anche i risultati che hanno per il conseguimento degli associati, cioè ogni anno aumentano, vuol dire che qualche cosa funziona da quel punto di vista lì. Ne è testimone il successo che hanno quando fanno le feste sociali, le loro feste per gli associati, oltre quelle che fanno quando aprono al pubblico, vuol dire che qualcosa funziona da quel punto di vista. Quindi non è che sto facendo una difesa d'ufficio, sto semplicemente evidenziando che quando le cose funzionano secondo me è giusto dire che funzionano punto. Se il Consigliere Guzzi 6

7 ci chiede invece di dare degli indirizzi che non sarebbero di nostra competenza perché è un'attività che svolgono loro, perché per quanto riguarda l'attività che svolgono per conto dell'amministrazione, noi abbiamo dato l'indirizzo. In convenzione c'è scritto, è oneroso, punto, si paga. L'Amministrazione concorre per un pezzo, l'utente concorre per un altro pezzo. Quello che fanno direttamente invece loro autonomamente non possiamo noi dare un indirizzo all'interno della convenzione che devono esercitare un'attività non onerosa o condizionata. Cioè rispetto a quello che svolgono per conto del Comune lo possiamo condizionare. Sta nella nostra disponibilità decidere perlomeno. Quello che fanno direttamente e autonomamente come associazione spetta a loro decidere, al loro Consiglio di Amministrazione, è un ente riconosciuto, c'è un Consiglio eletto che decide queste cose e risponde naturalmente poi agli utenti, ecco. Però Io capisco che la Lega ha sempre avuto un atteggiamento negativo, perché addirittura li voleva espropriare del Centro Sociale, quindi probabilmente confermando questo atteggiamento, giustamente fa le pulci. Però non a caso la pensiamo in modo diverso su questo obiettivo. Per quanto riguarda noi e per quanto riguarda i rapporti che abbiamo, noi difendiamo il rapporto e i risultati ottimali che abbiamo raggiunto. PRESIDENTE: Si Guzzi, prego. PRESIDENTE: prego Guzzi. GUZZI (Lega Nord Padania): No, sì Prima di tutto noi non vogliamo espropriare nessuno del centro, perché come ha detto giustamente Lei, il centro è comunale, quindi non c'è bisogno di espropriarlo. Però bisognerebbe spiegare un attimino agli anziani che è comunale e non è privato, perché forse hanno un po' frainteso la convenzione. Il numero degli iscritti cresce ogni anno. Anche quella della Pro Loco cresceva ogni anno, non venivano mai cancellati quelli che non facevano più la tessera e ogni anno aumentava. Poi ci saranno gli anziani che poi moriranno anche. Perciò come fanno ad aumentare ogni anno? C'è qualcosa che non va perché o abbiamo anziani che sono tutti in salute e sono ultracentenari, o c'è qualcosa che non funziona così. Io vi sono testimone, essendo stato io Consigliere della Pro Loco, che la Pro Loco vantava, non so, mille, duemila iscritti, di questi duemila iscritti però il primo era di quando è stata fondata la Pro Loco. Mai più rinnovata la tessera per anni, anni ed anni. Ed è successo anche a me. Mai rinnovato la tessera e mi trovo ancora iscritto alla Pro Loco. Mi piacerebbe sapere quanti iscritti ha l'associazione Anziani, visto che quando gli si chiede di guidare un furgone non c'è l'autista. Perché se ogni anno aumentano gli iscritti, strano che non ci sia un autista per poter guidare un furgone. Per quanto riguarda i pagamenti dei servizi che fanno in proprio, giustamente uno è un'attività che svolge in proprio, può decidere quanto far pagare. Però anche qua forse bisognerebbe spiegare bene che la devono dire (inc.) che è una convenzione che fanno in proprio e non attaccarsi alla convenzione fatta con il Comune per far pagare determinate cose, perché dicono che è il Comune che richiede questa cifra. Allora c'è qualcosina che non va. O la convenzione non è stata scritta bene, oppure loro capiscono Roma per toma, forse sono anziani, hanno un po' problemi di udito, bisogna spiegargliele un po' bene le cose. Però purtroppo c'è qualcosa che non va. Poi non sto dicendo che non svolgono un servizio sociale adeguato sul territorio. Il servizio sociale sul territorio io riconosco che alcuni servizi di trasporto di persone disabili, piuttosto che trasporto di persone che hanno bisogno di cure, li fanno e li fanno anche bene. Però in cambio, signori, gli diamo una sala dove loro sono dentro gratuitamente, gli diamo la possibilità di fare iniziative dove loro si tengono i soldi, gli diamo la possibilità di fare tante altre cose spacciandosi per Associazione Anziani del Comune, però li fanno in proprio e i soldi se li mettono via. Allora se è del Comune, i soldi dovrebbero entrare nelle casse comunali. E se gestiscono un centro, come abbiamo detto, sociale comunale, che sia ben chiaro che è comunale. Quindi se è comunale, non dev'essere privato con 7

8 tariffe per entrare, piuttosto che orari per entrare e via dicendo. Questa cosa forse bisogna chiarirla un attimino. PRESIDENTE: Bene Guzzi, grazie. Se non ci sono altri interventi passiamo al voto. PRESIDENTE: Favorevoli; contrari: Guzzi; astenuti: quattro astenuti. Su questo punto abbiamo l'immediata esecutività, per cui per favore come prima, grazie. PRESIDENTE: Favorevoli; contrari; astenuti. PUNTO N. 3 O.d.G. CEM AMBIENTE S.P.A. NUOVO TESTO STATUTARIO, PRESA D ATTO PRESIDENTE: Passiamo al punto tre dell'ordine del giorno: il nuovo testo statutario del CEM e la presa d atto del consiglio PRESIDENTE: Sindaco Galbiati, grazie. GALBIATI (Bussero Insieme): Sì Ci apprestiamo ad approvare un'integrazione che in effetti modifica su alcune parti sostanzialmente lo statuto del CEM. Il CEM, come sapete, è l'azienda cui facciamo parte per la gestione dei rifiuti. Questa modifica è dovuta a due fattori essenzialmente: il primo dettato dalla norma finanziaria che ha stabilito il numero dei componenti dei Consigli d'amministrazione fondamentalmente, quindi c'è la riduzione fino a un massimo di cinque, prima il Consiglio d'amministrazione del CEM era di sette, e quindi lo statuto prende atto di queste nuove disposizioni e riduce a cinque il Consiglio d'amministrazione, compreso il Presidente. Nel fare questa modifica si è colta anche l'occasione di intervenire e di adeguare le norme sia di presentazione della lista dei candidati alla Presidenza e al Consiglio d'amministrazione, sia le modalità di elezione del Presidente e del Consiglio stesso. In modo particolare, dato che lo statuto precedente prevedeva che si potessero presentare liste contrapposte con un dieci per cento di quota azionaria, quindi il dieci per cento delle quote azionarie potevano presentare comunque una lista teoricamente, quindi si potevano presentare dieci liste contrapposte per eleggere il Consiglio di Amministrazione e dato che si prevedeva che la lista che avesse raggiunto il maggior numero di voti comunque avesse la maggioranza qualificata del Consiglio di Amministrazione stessa, si è voluto introdurre un elemento di maggior chiarezza stabilendo quale poteva essere il limite affinché scattasse la possibilità di avere la maggioranza qualificata all'interno del Consiglio d'amministrazione. Perché paradossalmente se no con il quindici per cento di voti di capitale sociali potevi avere la maggioranza qualificata all'interno del Consiglio d'amministrazione. Si è stabilita una soglia minima che è il cinquantacinque per cento. Cioè per avere la maggioranza qualificata all'interno del Consiglio d'amministrazione, la lista deve raggiungere almeno il cinquantacinque per cento. Sennò, se non raggiunge la lista che vince, deve raggiungere il cinquant se non raggiungesse questa cifra, è invece composto proporzionalmente ai voti ottenuti, ai quozienti ottenuti dalle singole liste. Questo è diciamo la modifica che riguarda il Consiglio di amministrazione. Se ne è aggiunta un'altra anche addirittura, perché alcuni soci l'hanno chiesta, di poter anche esercitare la preferenza all'interno dell'espressione di voto sulla lista. E anche questo quindi è stato introdotto all'interno della modalità di voto. 8

9 E Questo per quanto riguarda le norme che, richiamandosi per il numero del Consiglio di Amministrazione, si è anche modificata questa parte che riguarda la modalità di elezione del Consiglio. Un'altra norma invece era importante introdurla. Anche qua in funzione del fatto che il CEM esercita direttamente, quindi come se così detto in house quindi come se fosse un'attività svolta direttamente per conto dei Comuni, servizi. L'ultimo di questi è la gara che avevamo discusso per la raccolta dei rifiuti che tra l'altro è andata a buon fine. Per inciso vi comunico che per quanto riguarda il Comune di Bussero siamo rimasti all'interno di quelle cifre che il Consiglio Comunale aveva dato come indirizzo massimo di spesa quando aderimmo, approvammo diciamo la parte l'indirizzo rispetto al capitolato d'appalto. Per quanto riguarda Bussero, se non erro, sono quattrocentoquarantottomila euro il risultato della gara, il costo che sarà imputato come servizio di raccolta. Questo sta all'interno dei costi che avevamo previsto nel piano finanziario - sto facendo un inciso rispetto allo statuto rispetto al piano finanziario che abbiamo visto l'altra volta e che andrà in approvazione stasera, perché il piano finanziario del CEM è dentro, l'abbiamo già approvato, dottoressa, sta comunque all'interno di quel limite di spesa che sono i famosi complessivi settecentocinquantaquattromila euro di costo, di cui quattrocentoquarantotto sono relativi ai servizi di raccolta. Chiusa questa parentesi che era un'informazione, la parte che appunto riguarda la modifica dello statuto è relativa a quello che viene comunemente definivo controllo analogo. Cos'è il controllo analogo? Siccome una società che per sua natura è partecipata da diversi comuni, sono quarantotto i comuni che la partecipano, e quindi di conseguenze c è, più la provincia, e quindi di conseguenza c'è una percentuale di partecipazione che si aggira attorno al due per cento pro capite per comune, poi lì c'è il problema della densità abitativa, densità territoriale e quant'altro, comunque facciamo una media del due per cento pro capite, non è immaginabile che un socio con il due per cento possa esercitare un controllo analogo su una società come se fosse una sua società diretta o comunale, perché dovrebbe avrebbe il cento per cento. Siccome la legge prevede che invece per far sì che una società per svolgere direttamente servizi per conto della pubblica amministrazione deve essere controllata come se fosse una società interamente partecipata al cento per cento, nello statuto sono introdotti fondamentalmente tre articoli che determinano e regolamentano questo concetto di controllo analogo. Il primo articolo interviene sugli indirizzi, e quindi viene espressamente citato che gli indirizzi devono essere dati dall'assemblea dei soci in modo concertato tra soci, quindi ci dev'essere un indirizzo concertato tra i soci per dare poi in assemblea il via ai piani industriali o ai piani finanziari della società stessa. Ci sono poi le due forme invece di controllo, che sono quelle che la legge maggiormente richiama e impone, appunto del controllo analogo, quello del controllo collettivo e per quanto riguarda il controllo collettivo anche in questo articolo, in modo particolare l'8 ter, viene stabilito che il controllo analogo è esercitato in forma collettiva nelle modalità che è prevista dai singoli statuti dei vari livelli istituzionali: Provincia e Comuni da questo punto di vista. Quindi i soci in base ai loro statuti comunali, in questo caso i Sindaci, possono esercitare un controllo analogo dandosi forme di rappresentanza collettiva per esercitare il controllo nei confronti del Consiglio d'amministrazione. Poi vengono stabilite anche le cadenze di questo controllo, che mediamente sono quadrimestrali e viene vengono stabiliti anche dei poteri aggiuntivi che prima erano conferiti al Consiglio di Amministrazione ed ora invece sono conferiti all'assemblea dei soci. In modo particolare l'approvazione del budget che prima l'assemblea dava solamente degli indirizzi, ma il budget lo stabiliva il Consiglio di Amministrazione, oggi il budget è riportato invece all'approvazione dell'assemblea dei soci. Il terzo articolo che interviene sempre su queste forme di controllo è relativo invece al controllo del singolo socio, in quanto segmento della partecipazione. E questo può essere esercitato all'interno del contratto di servizio che di norma viene stipulato con il Comune in rapporto al servizio che viene erogato e all'interno del contratto di servizio si può esercitare un controllo 9

10 singolo sull'azione, però in questo caso limitata, del contratto del servizio in essere per il Comune che diciamo sottoscrive, usufruisce la prestazione e servizio, e di conseguenza viene stabilita poi tutta la modalità di questo controllo diciamo del singolo socio rispetto al servizio. Quindi, come vedete, è un'operazione che per certi aspetti tocca questioni diciamo non ordinarie all'interno di uno statuto: la composizione del Consiglio d'amministrazione, la sua modalità di elezione e il ruolo di indirizzo e di controllo dell'insieme dei soci sono i punti cardine diciamo di un governo di una società. Oggi noi, approvando lo statuto con queste modifiche, introduciamo questi elementi in modo che mettiamo la nostra società nelle condizioni di operare nella piena legittimità degli atti. PRESIDENTE: Grazie Sindaco. Prego Pallanza. PALLANZA (Cittadini Bussero): Signor Presidente e signor Segretario, io chiederei lo stralcio di questo punto all'ordine del giorno, perché qui c'è scritto presa d'atto, non votazione, non ratifica dello statuto. La presa d'atto non prevede una votazione o un'approvazione. Quindi chiedo che venga stralciato ed iscritto al nuovo ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale. GALBIATI (Bussero Insieme): È una presa d'atto dal punto di vista che non è modificabile, essendo uno statuto approvato, arriva ai Consigli Comunali dopo che questo statuto è stato approvato dall'assemblea di tutti i Sindaci. E Quindi è praticamente immodificabile. I Consigli Comunali prendono atto. Siccome il nostro statuto comunale prevede che per quanto riguarda le società partecipate noi, i vari statuti devono essere approvati dal Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale è nella condizione di prendere atto di una modifica di statuto che è immodificabile, visto che è stata già discussa nell'assemblea e approvata dall'assemblea dei sindaci, che è l'assemblea dei soci fondamentalmente, e di conseguenza siamo oggi invece all'interno del Consiglio Comunale ad assumerlo come un documento dell'amministrazione. PRESIDENTE: Prego Pallanza PALLANZA (Cittadini Bussero): In questo caso doveva trattarsi di una ratifica, non di una presa d'atto, ribadisco. MIRAGLIA: La ratifica riguarda un atto già adottato di solito. E questo non è stato ancora approvato dall'assemblea. Comunque in merito alla presa d'atto, come diceva il Sindaco, ribadisco quanto affermato dal Sindaco, è uno statuto già esaminato, esaminato nell'assemblea dei sindaci in precedenza, immodificabile nel senso che è stato discusso da tutti i sindaci. Nel secondo punto del dispositivo è previsto che si dia mandato al sindaco per approvare il nuovo statuto presso l'assemblea del CEM. Quindi lo statuto così come presentato diventa una presa d'atto, però il Consiglio, questo Consiglio autorizza il sindaco ad andare ad approvare in sede di assemblea questo statuto di cui stasera avete sentito l'esposizione, la modifica dello statuto che il Sindaco vi ha spiegato. In effetti lo statuto non è stato ancora approvato dall'assemblea, è stato licenziato, ma non approvato in via definitiva. PRESIDENTE: Prego, Versetti Scusate Volevo aggiungere una cosa. Fra l'altro mentre alcuni statuti dei comuni prevedono che gli statuti delle partecipate vengono approvate in via preventiva, il nostro statuto nulla dice, proprio perché la normativa era in evoluzione, mi ricordo che in sede di ultima modifica proprio avevamo tralasciato l'argomento delle società partecipate o dei consorzi, eccetera, perché non 10

11 abbiamo voluto di proposito disciplinare la materia. Però essendo l'argomento importante è anche giusto che il Consiglio venga informato. PRESIDENTE: Grazie dottoressa. Prego Versetti. VERSETTI (Cittadini Bussero): Volevo sapere una cosa. Alcuni cittadini mi chiedevano se è obbligatorio pulire le strade anche quando piove. Se è una cosa che è nella convenzione o se è una cosa che così si fa tanto per fare. Cioè chiedevano come mai quando piove le strade vengono pulite lo stesso. GALBIATI (Bussero Insieme): Ah Certo. La meccanizzata, sta parlando della meccanizzata? Sì, la meccanizzata è pianificata che nei giorni prestabiliti la macchina deve passare comunque. VERSETTI (Cittadini Bussero): Anche se piove. GALBIATI (Bussero Insieme): Anche se piove. E Perché l'acqua di per sé stessa non è che pulisce, anzi. VERSETTI (Cittadini Bussero): Era una domanda che mi hanno chiesto e io la chiedo. GALBIATI (Bussero Insieme): La meccanizzata passa sistematicamente e quando invece, per causa di forze maggiori salta, poi deve recuperare il giorno in un altro giorno. PRESIDENTE: Va bene. Se non ci sono altri passiamo Prego Meregalli. MEREGALLI (Progetto Bussero): Volevo segnalare a questo Consiglio Comunale l'articolo 8, controllo dei soci, premesso che io sul CEM ho le mie opinioni condivise anche dal mio gruppo, vorrei far notare come mai il CEM, essendo una società pubblica, quindi dovrebbe essere tutto trasparente tutto quanto invece uno dei soci chiede documentazione relativa una gestione, qua viene ribadito proprio nella convenzione o nello statuto, che tale documentazione potrà essere utilizzava esclusivamente per le finalità indicate, con l'obbligo per gli enti pubblici soci di garantire la riservatezza delle informazioni acquisite anche ai fini della tutela della società e dell'attività svolta dalla stessa. Cioè francamente, se è una società pubblica, non vedo quale riservatezza dobbiamo avere su questi dati. Poi anche il fatto si però scusate scusi Essendo una società pubblica dovrebbe essere tutto trasparente. Quindi la riservatezza a che fine? PRESIDENTE: Finisca Meregalli, prego. Fine cassetta 1 lato A GALBIATI (Bussero Insieme): [...] in tutte le imprese. Cioè che gli aspetti gestionali di un'impresa sono sottoposti alla concorrenza. Quindi qualsiasi atto che è pubblico, è dal punto di vista interno del socio, ma è secretato nei confronti della concorrenza. Perché non può un socio prendere atti che possono essere di carattere riservato per la società e poi passarlo per esempio al concorrente di quella società. Perché oggi sul territorio, basta pensare al ciclo degli smaltimenti, quali possono essere le strategie e le politiche del CEM per il ciclo degli smaltimenti, lo diamo in mano ad un soggetto che lo fa sul mercato come privato, penso che ci sia... Se Lei, che è imprenditore, i Suoi documenti dovessero andare in mano a un Suo concorrente, probabilmente si metterebbe nelle condizioni di debolezza strutturale. 11

12 Il problema quindi non è la trasparenza degli atti. Altroché! Ogni socio ha diritto ad avere gli atti, ma è altrettanto vero che determinati atti, quelli che non sono tra virgolette pubblici, bandi o quant'altro, sono interni alla società. Cioè ha mai visto Lei che un socio che ha diritto ad avere in mano il bilancio e questo bilancio, se non nelle parti che sono lecite essere pubblicate, venga dato per esempio alla concorrenza? Quindi mi stupisco della Sua domanda francamente. Non so dove vuole arrivare, ma mi stupisco della Sua domanda. PRESIDENTE: Prego Meregalli. MEREGALLI (Progetto Bussero): No, io mi stupisco della Sua risposta invece cioè. Vorrei che anche gli altri Consiglieri leggessero l'articolo 8 prima di votare, perché a un certo punto qua ognuno la può interpretare come vuole, però il discorso di concorrenza tra imprese mi può stare anche bene, ma qua quando mi addirittura poi quando uno dei soci, va be, pagamento deve, è tenuto a determinate cose, francamente mi sembra una società tipo stalinista questa. Il discorso di concorrenza nel mercato francamente qual è il problema? Se ci sono società che fanno a un prezzo inferiore, tanto di guadagnato. GALBIATI (Bussero Insieme): Scusa Meregalli, francamente capisco la Sua ignoranza, mi scusi, ma non perché è ignorante, capisco l'ignoranza in materia, perché La invito veramente a sentire qualche sindaco suo diciamo appartenente al Suo... No, non è un partito, lui è un'associazione, però qualche sindaco che si sente più affine, che non siano quelli che Lei chiama gli stalinisti, che non esistono, e di conseguenza magari si faccia spiegare come funziona quella società da questo punto di vista. Non stiamo parlando di tariffe o di quant'altro, perché le tariffe sono sicuramente le uniche cose pubbliche che fa il CEM sono le tariffe, perché sono pubblicate attraverso bandi e quindi i capitolati sicuramente sono le cose più trasparenti che ci sono. Stiamo parlando di strategie industriali. Cioè se io devo fare l'associazione con una società di Verona per fare lo smaltimento dell'umido o del compost, la metto sul mercato secondo Lei questa cosa qua? Scusi, va bene così, gestisca così le Sue aziende lei. MEREGALLI (Progetto Bussero): Vorrei far notare che Lei ha sempre lavorato nel pubblico, quindi forse di gestione di aziende qualcosa in meno del sottoscritto ne sa. Qual è il problema di avere pubblici questi dati? Se il CEM opera bene, può proporre anche costi che ha ottenuto con prezzi inferiori rispetto agli altri, li dica tranquillamente. Questa non è concorrenza sleale di mercato. GALBIATI (Bussero Insieme): Ah Io ho lavorato nel pubblico? Lei non mi conosce nemmeno. Io ho fatto trentacinque anni nel privato, per capire. No ma Lei non capisce un cazzo, scusi. Lei non conosce lei non conosce lei non conosce no no no... Io lo dico testualmente, Lei non conosce la storia delle persone. Prima di parlare Le conviene prima informarsi, se no fa la figura dell'ignorante. PRESIDENTE: Prego, prego, prego, calma, calma. Si Però che riguardi il merito della questione, che non riguardi i problemi che riguardano le persone. Non interessano e non riguardano questo Consiglio, Meregalli. Prego. MEREGALLI (Progetto Bussero): solo solo una cosa Lei ha fatto il sindacalista o no nell'ambito delle aziende in cui lavorava? PRESIDENTE: La prego, no no non è non è allora il Consiglio Comunale non discute delle storie personali delle persone, ognuno ha la sua e ognuno è legittimato a stare qua. Per cui 12

13 ritorniamo nel merito della questione. Lei ha posto una questione, Meregalli, alla quale il Sindaco ha risposto. Se non ci sono altri che vogliono intervenire su questo punto, passiamo alla votazione. PRESIDENTE: Favorevoli; contrari e astenuti. Guzzi. Abbiamo l'immediata esecutività su questo punto, per cui, per cortesia, come prima, grazie. PRESIDENTE: Favorevoli; contrari e astenuti. PUNTO N. 4 O.d.G. PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE SEMPLIFICATA ALLE N.T.A. (ARTICOLI 41, 45, 46, 47 E 65) AI SENSI DELL ART. 2 DELLA L.R. 23/97 REVOCA MODIFICA ALL ART. 65 E APPROVAZIONE DEFINITIVA PRESIDENTE: Bene, al punto quattro abbiamo la Variante semplificata alle Norme Tecniche di Attuazione e la Revoca modifica all'art. 65 e l approvazione definitiva. PRESIDENTE: La parola a Vergani, grazie. VERGANI (Bussero Insieme): È un punto relativamente semplice perché per quanto riguarda le modifiche degli articoli 41, 45, 46 e 47 della N.T.A. che approviamo in modo definitivo, era questione di dare un'interpretazione sostanzialmente estensiva alle norme che consentono di esercitare attività artigianali compatibili nel centro storico. Si trattava di quelle attività artigianali come la produzione, non so, pizza piuttosto che di gelati che, fatte sottoforma di commercio, erano consentite fatte in forma artigianale. Gli uffici avevano il dubbio che non potessero essere consentite. Per togliere ogni possibile dubbio abbiamo precisato che le attività artigianali assimilabili a quelle commerciali potessero essere gestite nel centro storico. E Questi articoli sono stati adottati, non sono state presentate osservazioni e vengono approvati in modo definitivo. Per quanto riguarda invece l'articolo 65, di cui viene disposta la revoca, o perlomeno viene disposta la revoca dell'ultima modifica, che era sostanzialmente la proroga di un termine perché il Consiglio Comunale potesse decidere di diverse destinazioni delle aree destinate all'interramento degli elettrodotti perché allo stato attuale non è più necessario prendere decisioni diverse da quelle che sono già state prese, nel senso che quando si era deciso di prorogare questo termine non avevamo ancora i costi dell'interramento degli elettrodotti. I costi sono arrivati, sulla base dei costi è stato anche presentato ed approvato in questo Consiglio Comunale un documento di inquadramento che consente di intervenire in quelle aree sempre nell'ottica dell'interramento degli elettrodotti, in forma diversa, totale o parziale, a seconda di quelle che saranno le opportunità e le scelte anche degli operatori privati, per cui non è più necessario andare a prorogare quel termine perché a questo punto la normativa di quelle aree si è stabilizzata. Il Consiglio Comunale quindi è chiamato ad approvare in via definitiva quei primi articoli che dicevo, il 41, 45, 46 e 47, che riguardano le attività produttive nel centro storico e a revocare la delibera che invece prorogava il termine lasciando ferma la disposizione dell'articolo 65 a quella che era prima di questa modifica. PRESIDENTE: Grazie Vergani. Prego, prego se ci sono interventi, se no andiamo andiamo in votazione. Guzzi. 13

14 GUZZI (Lega Nord Padania): Sì, per quanto riguarda gli articoli 41, eccetera, eccetera, va be, ne abbiamo già discusso in questo Consiglio Comunale, mi sembra che abbiamo chiarito un qualcosa che era lasciato in dubbio e credo che a seguito anche di quel chiarimento si siano aperte delle attività nel centro storico. Quindi quello non ho niente da dire. Per quanto riguarda invece l'articolo 65, non ho capito bene, si tolgono quei famosi termini che c'erano per poter realizzare quella che era l'opera si era dato un tempo se non sbaglio, non so, tre anni, quattro anni, non me lo ricordo bene, adesso si toglie perché abbiamo fatto abbiamo approvato quel documento che diceva che si potevano avere due soluzioni che sono al vaglio e vedere quale delle due può essere realizzata. Però la mia domanda è: lì davamo un tempo preciso, definitivo per dire partono i lavori, non partono i lavori, facciamo qualcosa, non lo facciamo. Togliendo, quindi abrogando questo articolo, è vero che noi abbiamo due possibilità, però non abbiamo più un tempo certo di intervento. Volevo capire un attimino cosa cambiava a livello di termini di tempistica perché, ripeto, le due soluzioni ce le abbiamo, ora si tratta di capire quale delle due è meglio applicare insomma. VERGANI (Bussero Insieme): Sì, Guzzi. Il termine che era fissato nel piano regolatore che era già stato prorogato una volta non era tanto inteso come termine per interrare gli elettrodotti. Era un termine prudenziale che l'amministrazione si era data per decidere per il caso in cui non fosse stato possibile interrarli di quali strumenti diversi o quale tipo di destinazione diversa dare alle aree. In concreto poi sono successe diciamo un paio di cose. Uno, la legge regionale 12 del 2005 che non consentirebbe di fatto di andare a prendere decisioni diverse da quelle che ci sono. L'altra, la conferma tecnica dell'interrabilità da un punto di vista teorico e, come abbiamo già discusso invece, il peso economico di un certo tipo. Per cui non è tanto un termine che prima fissava dei tempi che non c'erano più, era un termine che fissava un limite entro il quale l'amministrazione aveva detto: se non si può fare, pensiamo a qualcosa di diverso. Siccome il Che si può fare lo sappiamo. Il Che costa tanto adesso lo sappiamo anche, per cui abbiamo scelto la strada di lasciare, voglio dire, la possibilità della società di trasformazione urbana, oppure le due soluzioni del: in una certa misura adesso sta anche diciamo nell interesse dei privati fare qualche ragionamento con l'amministrazione. L'Amministrazione adesso si attiverà di nuovo, dopo l'approvazione del bilancio, a chiedere a Terna di precisare quelli che sono, con maggiori dettagli, i costi di un interramento limitato, in modo da mettere a disposizione diciamo degli operatori privati anche qualche conto di più. Comunque già da adesso gli operatori privati sono in condizione di fare dei ragionamenti e venire a fare delle proposte. Tant'è vero che proprio penso pochi giorni fa erano stati pubblicati anche gli avvisi dell'approvazione del documento di inquadramento e quindi della possibilità per gli operatori privati di presentare progetti integrati di intervento che siano in linea con il documento di inquadramento. PRESIDENTE: Prego, Guzzi. GUZZI (Lega Nord Padania): Sì. Che il documento di inquadramento ovviamente, come abbiamo detto prima, lascia aperte due possibilità. Logicamente bisogna quantificare meglio forse i costi di un interramento e meglio i costi di uno spostamento. Però il privato può comunque iniziare a ragionare sulle due ipotesi. Però quello che vorrei capire è: sarà il privato non è il privato che decide cosa fare, sarà l'amministrazione che dirà vogliamo interrarlo o vogliamo spostarlo. In base a quello il privato deciderà se vendere il terreno a un prezzo, scusate il terreno, le case o le abitazioni o quello che c'è, a un prezzo piuttosto che a un altro. Perché penso che le due operazioni abbiano costi ben diversi. Allora la mia domanda è: nell'amministrazione Lei mi ha appena detto il fatto dell'approvazione del bilancio, si richiederà ulteriormente a Terna una valutazione economica più precisa, a quanto ho capito, comunque un piano più preciso, un documento più preciso. Da quanto mi sembra di aver capito, l'amministrazione aspetta ancora di capire da Terna quale 14

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