COSTRUZIONE DI UNA NUOVA PALESTRA COMUNALE IN FRAZIONE DI BORSEA 2 STRALCIO A COMPLETAMENTO PROGETTO

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1 REGIONE VENETO COMUNE DI ROVIGO PROVINCIA DI ROVIGO Via Savonarola - BORSEA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA PALESTRA COMUNALE IN FRAZIONE DI BORSEA 2 STRALCIO A COMPLETAMENTO PROGETTO DEFINITIVO DISCIPLINARE DESCRITTIVO E PRESTAZIONALE DEGLI ELEMENTI TECNICI ******************************************* NATURA ED OGGETTO DELL'OPERA Il presente PROGETTO DEFINITIVO DI 2 STRALCIO viene redatto per l esecuzione di tutte le opere e la fornitura di tutte le provviste occorrenti per la realizzazione del : COMPLETAMENTO DELLA NUOVA PALESTRA COMUNALE NELLA FRAZIONE DI BORSEA DEL COMUNE DI ROVIGO, nell area catastalmente iscritta al foglio al foglio 7, mappali 107, 296 per una consistenza di circa mq 5.037,00, di cui il 1 stralci o è in corso di esecuzione. E' compresa l'esecuzione di tutte le finiture e degli impianti elencati e specificati negli elaborati di progetto o comunque occorrenti a consegnare il fabbricato con i locali completamente ultimati ed agibili, con gli impianti perfettamente funzionanti, compresi gli allacciamenti ai pubblici servizi, fino ai punti di erogazione delle ditte fornitrici. Le caratteristiche sommarie dell immobile di progetto sono descritte nella Relazione Illustrativa e negli altri elaborati, le quantità previste e la descrizione delle lavorazioni sono descritte nell Elenco Prezzi e nel Computo Metrico Estimativo, mentre le caratteristiche prestazionali sono esposte di seguito nel presente Disciplinare. PREMESSE Le prescrizioni di Qualità Tecnologica contenute negli elaborati grafici di Progetto sono da considerarsi parte integrante del presente Disciplinare, e sono ritenute inderogabili sia per quanto riguarda la conformazione e la descrizione tecnologica, sia per quanto riguarda tutte le voci dell Elenco Prezzi allegato, di cui pure sono da considerarsi parte integrante. L accettazione in sede esecutiva da parte della D.L. dei materiali e delle lavorazioni proposte dall Appaltatore, non solleverà in ogni caso lo stesso dalla responsabilità in ordine al rispetto della Normativa di riferimento contenuta nelle Prescrizioni, che dovrà essere comprovata con certificazioni ufficiali o con prove in opera eseguite in laboratorio. Tutti i materiali dovranno essere sottoposti al visto e all accettazione della D.L. prima della loro posa in opera. 1

2 PRESCRIZIONI TECNICHE Art MATERIALI IN GENERE Art. 29 (Accettazione, qualità e impiego dei materiali) I materiali tutti dovranno corrispondere perfettamente alle prescrizioni di legge e del Capitolato Generale, essi dovranno essere della migliore qualità' e perfettamente lavorati. L'accettazione dei materiali sarà definitiva dopo la loro posa in opera; la Direzione dei Lavori avrà la facoltà di rifiutare in qualunque tempo i materiali che fossero deperiti dopo l'introduzione in cantiere o che, per qualsiasi causa, non fossero conformi alle condizioni del contratto; l'appaltatore dovrà rimuoverli dal cantiere o sostituirli con altri a sue spese. Ove l'appaltatore non effettui la rimozione del termine prescritto dalla Direzione dei Lavori, l'amministrazione potrà provvedere a spese dell'appaltatore, a carico del quale resterà anche qualsiasi danno derivante dalla rimozione eseguita d'ufficio. Qualora si scoprisse che i materiali accettati e già posti in opera sono di cattiva qualità', l'appaltatore dovrà demolire a totale sue spese e rischio i lavori che la Direzione riconoscerà eseguiti senza diligenza o con materiali diversi dai prescritti per qualità', misure, peso e, comunque, non rispondenti alle prove di carico. Queste prescrizioni non potranno in ogni caso pregiudicare i diritti dell'amministrazione appaltante nella collaudazione finale. Art ACQUA, CALCE, LEGATI IDRAULICI, POZZOLANE, GESSO a) Acqua - L'acqua dovrà essere dolce, limpida e scevra da materie terrose. b) Calce - Le calci aeree ed idrauliche dovranno rispondere ai requisiti di accettazione vigenti al momento dell'esecuzione dei lavori. La calce grassa in zolle dovrà provenire da calcari puri, essere di recente, perfetta ed uniforme cottura, non bruciata né vitrea né pigra ad idratarsi ed infine di qualità' tale che, mescolata con la sola quantità' di acqua dolce necessaria alla estinzione, si trasformi completamente in una pasta soda a grassello tenuissimo, senza lasciare residui maggiori del 5% dovuti a parti non bene decarburate, silicone od altrimenti inerti. La calce viva in zolle al momento dell'estinzione dovrà essere perfettamente anidra: sarà' rifiutata quella ridotta in polvere o sfiorita, e perciò' si dovrà provvedere la calce viva a misura del bisogno e conservarla in luoghi asciutti e ben riparati dall umidità'. Dopo l'estinzione la calce dovrà conservarsi in apposite vasche impermeabili rivestite di tavole o di muratura, mantenendola coperta con uno strato di arena. La calce grassa destinata agli intonaci dovrà essere spenta almeno sei mesi prima dell'impiego; quella destinata alle murature da almeno 15 giorni. c) Leganti idraulici - I cementi, da impiegare in qualsiasi lavoro dovranno rispondere alle norme di accettazione di cui al D.M. 3 giugno 1968, e successive modifiche ed integrazioni. Essi dovranno essere conservati in modo da restare perfettamente riparati dall umidità'. d) Pozzolane - Le pozzolane saranno ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a tutti i requisiti prescritti dal R.D. 16 novembre 1939, n e successive modifiche ed integrazioni. e) Gesso - Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti ben riparati dall umidità'. Art SABBIA, PIETRISCO E GHIAIA a) Ghiaia, pietrisco e sabbia - Le ghiaie, i pietrischi e la sabbia da impiegarsi nella formazione dei calcestruzzi, dovranno avere le qualità' stabilite dal D.M. 27 luglio 1985 e successive modifiche ed integrazioni, che approva le "Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche". 2

3 La sabbia dovrà essere costituita da grani di dimensioni tali da passare attraverso uno staccio con maglie circolari del diametro di 2 mm. per murature di parametro od in pietra da taglio. L accettabilità' della sabbia dal punto di vista del contenuto in materie organiche verrà definita con i criteri indicati nell'allegato 1 del già' citato D.M. 3 giugno 1968 e successive modifiche ed integrazioni, sui requisiti di accettazione dei cementi. Per quanto riguarda le dimensioni delle ghiaia e dei pietrischi, gli elementi di essi dovranno essere tali da passare attraverso un vaglio di fori circolari del diametro: di 5 cm. se si tratta di lavori corretti di fondazione o di elevazione, muri di sostegno piedritti, rivestimenti di scarpe e simili; di 4 cm. se si tratta di volti di getto; di 3 cm. se si tratta di cappe di volti o di lavori in cemento armato od a pareti sottili. Gli elementi più piccoli delle ghiaie e dei pietrischi non devono passare in un vaglio a maglie rotonde in un centimetro di diametro, salvo quando vanno impiegati in cappe di volti od in lavori in cemento armato ed a pareti sottili, nei quali casi sono ammessi anche elementi più piccoli. b) Pietre naturali - Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro, dovranno essere a grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire una resistenza proporzionata all entità' della sollecitazione cui devono essere soggette, ed avere un efficace adesività' alle alte. Saranno assolutamente escluse le pietre marnose e quelle alterabili all'azione degli agenti atmosferici e dell'acqua corrente. Le pietre da taglio oltre a possedere i requisiti e di caratteri generali sopra indicati, dovranno avere struttura uniforme, scevre da fenditure, cavità e litoclasi, sonore alla percussione e di perfetta lavorabilità'. Il tufo dovrà essere di struttura litoide, compatto ed uniforme, escludendo il cappellaccio, quello pomicioso e facilmente friabile. L'ardesia in lastre per la copertura dovrà essere di 1^ scelta e di spessore uniforme; le lastre dovranno essere sonore, di superficie piuttosto rugosa che liscia, e scevra da inclusioni e venature. I marmi dovranno essere della migliore qualità', perfettamente sani, senza scaglie, brecce, vene, spaccature, nodi, peli o altri difetti che ne infirmino l omogeneità' e la solidità'. Non saranno tollerate stuccature, tasselli, rotture, scheggiature. Art LATERIZI I laterizi da impiegare per lavori di qualsiasi genere, dovranno corrispondere alle norme per l'accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939, n e al D.M. 27 luglio 1985, allegato 7, ed alle norme U.N.I. vigenti. I mattoni pieni per uso corrente essere parallelepipedi, di lunghezza doppia della larghezza, salvo diverse proporzioni dipendenti da uso locale, di modello costante, presentare, sia all'asciutto che dopo prolungata immersione nell'acqua una resistenza alla compressione non inferiore a 30 kg. per centimetro quadrato. I mattoni forati, le volterrane ed i tavelloni dovranno pure presentare una resistenza alla compressione di almeno 16 kg. per centimetro quadrato di superficie totale premuta. Le tegole piane o curve, di qualsiasi tipo siano, dovranno essere esattamente adattabili le une sulle altre senza sbavature e presentare tinta uniforme: appoggiate su due regoli posti a 20 mm. dai bordi estremi dei due lati più corti, dovranno sopportare sia un carico concentrato nel mezzo gradualmente fino a 120 kg., sia l'urto di una palla di ghisa del peso di 1 kg. cadente dell'altezza di 20 cm. Sotto un carico di 50 mm. d'acqua mantenuta per 24 ore le tegole devono risultare impermeabili. Le tegole piane infine non devono presentare difetto alcuno nel nasello. Art MATERIALI FERROSI E METALLI VARI a) Materiali ferrosi - I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature, brecciature, paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili. Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal citato D.M. 27 luglio 1985, allegati n.1, 3 e 4 alle norme U.N.I. vigenti, e presentare inoltre, a seconda della loro qualità', i seguenti requisiti: 3

4 1) Ferro - Il ferro comune dovrà essere di prima qualità', eminentemente duttile e tenace e di marcatissima struttura fibrosa. Esso dovrà essere malleabile, liscio alla superficie esterna, privo di screpolature, senza saldature aperte, e senza altre soluzioni di continuità'. 2) Acciaio trafilato e laminato - Tale acciaio, nella varietà' dolce (cosiddetto ferro omogeneo), semiduro e duro, dovrà essere privo di difetti, di screpolature, di bruciature e di altre soluzioni di continuità. In particolare, per la prima varietà sono richieste perfetta malleabilità e la lavorabilità a freddo e a caldo, senza che ne derivino screpolature o alterazioni; esso dovrà essere altresì saldabile e non suscettibile di prendere la tempera; alla rottura dovrà presentare struttura lucente e finemente graduale. 3) Acciaio fuso in getti - L'acciaio in getti per cuscinetti, cerniere, rulli e per qualsiasi altro lavoro, dovrà essere di prima qualità', esente da soffiature o da qualsiasi altro difetto. 4) Ghisa - La ghisa dovrà essere di prima qualità' e di seconda fusione, dolce, tenace, leggermente malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; di fattura grigia finemente granosa e perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci di menomarne la resistenza. Dovrà essere inoltre perfettamente modellata. E' assolutamente escluso l'impiego di ghise fosforose. 5) Acciaio per cemento armato - L'acciaio impiegato nelle strutture in conglomerato cementizio armato dovrà rispondere alle prescrizioni di cui al D.M. 27 luglio 1985, Parte Prima, punto 2.2, se normale, e punto 2.3, se precompresso, nonché' alle prescrizioni di cui agli Allegati 3,4,5 e 6, e alla Circ. M.LL.PP. 1 settembre 1987, n Il Direttore dei lavori, a suo insindacabile giudizio, effettuerà' i controlli in cantiere, a norma dei punti e della suddetta Parte Prima. 6) Acciaio per strutture metalliche - L'acciaio impiegato nelle strutture metalliche dovrà corrispondere alle prescrizioni di cui al D.M. 27 luglio 1985, Parte Seconda, punto 2.1 per acciaio laminato, punto 2.2 per acciaio per getti, punto 2.3 per acciaio per strutture saldate; gli elettrodi per saldature dovranno rispondere alle prescrizioni di cui al punto 2.4, mentre i bulloni e i chiodi ai punti 2.5, 2.6 e 2.7; la fornitura dovrà essere accompagnata dalla certificazione di cui al D.M. 27 luglio 1985, Allegato 8. Il Direttore dei lavori, qualora lo ritenga opportuno, ed a suo insindacabile giudizio, potrà' effettuare controlli, a norma del suddetto Allegato 8, anche su prodotti qualificati. b) Metalli vari - Il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare nelle costruzioni devono essere delle migliori qualità', ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità' o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la resistenza o la durata. Art LEGNAMI I legnami, da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano dovranno rispondere a tutte le prescrizioni di cui al D.M. 30 ottobre 1912, ed alle norme U.N.I. vigenti, saranno provveduti fra le più' scelte qualità' della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili con l'uso a cui sono destinati. I legnami destinati alla costruzione degli infissi dovranno essere di prima scelta, di struttura e fibra compatta e resistente non deteriorata, perfettamente sana, dritta, e priva di spaccature sia in senso radiale che circolare. Essi dovranno essere perfettamente stagionati, a meno che' non siano stati essiccati artificialmente, presentare colore e venatura uniforme, essere privi di alburno ed esenti da nodi, cipollature, buchi od altri difetti. Il tavolame dovrà essere ricavato dalle travi più dritte, affinché le fibre non riescano mozze alla sega e si ritirino nelle connessure. I legnami rotondi o pali dovranno provenire dal tronco dell'albero e non dai rami, dovranno essere sufficientemente diritti, in modo che la congiuntura dei centri delle due basi non debba uscire in alcun modo dal palo, dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie; la differenza fra i diametri medi delle estremità' non dovrà oltrepassare i 15 millesimi della lunghezza né il quadro del maggiore dei 2 diametri. Nei legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere spianate e senza scarniture, tollerandosene l'alburno e lo smusso in misura non maggiore di un sesto del lato della sezione trasversale. I legnami a spigolo vivo dovranno essere lavorati e squadrati a sega con le diverse facce esattamente spianate, senza rientranze o risalti, e con gli spigoli tirati a filo vivo, senza alburno né smussi di sorta. Art MATERIALE PER PAVIMENTAZIONE 4

5 I materiali per pavimentazione, pianelle di argilla, mattonelle o marmette di cemento, mattonelle greificate, lastre e quadrelli di marmo, mattonelle di asfalto, dovranno corrispondere alle norme di cui al R.D. 16 novembre 1939, n ed alle norme U.N.I. vigenti. a) Mattonelle, marmette e pietrini di cemento - Le mattonelle, le marmette ed i pietrini di cemento dovranno essere di ottima fabbricazione a compressione meccanica, stagionati da almeno tre mesi, ben calibrati, a bordi sani e piani; non dovranno presentare né carie, né peli, né tendenza al distacco tra il sottofondo e lo strato superiore. La colorazione del cemento dovrà essere fatta con colori adatti, amalgamati, uniformi. Le mattonelle, di spessore complessivo non inferiore a 25 mm. avranno uno strato superficiale di assoluto cemento colorato, di spessore costante non inferiore a 7 mm. costituito da un impasto di cemento, sabbia e scaglie di marmo. Le marmette avranno anch'esse uno spessore complessivo di 25 mm. con uno strato superficiale di spessore costante non inferiore a 7 mm. costituito da un impasto di cemento, sabbia e scaglie di marmo. I pietrini avranno uno spessore complessivo non inferiore a 30 mm. con lo strato superficiale di assoluto cemento di spessore non inferiore a 8 mm.; la superficie dei pietrini sarà liscia, bugnata o scanalata secondo il disegno che sarà' prescritto. Vedasi UNI b) Pietrini e mattonelle di terracotta greificate - Le mattonelle ed i pietrini saranno di prima scelta, greificati per tutto intero lo spessore, inattaccabili dagli agenti chimici e meccanici, di forme esattamente regolari, a spigoli vivi, a superficie piana. Vedasi UNI Sottoposte ad un esperimento di assorbimento, mediante gocce d'inchiostro, queste non dovranno essere assorbite neanche in minima misura. Per locali di abitazione ed ambienti di vita in genere, sarà' richiesto il grès ceramico (smaltato), di cui alle norme UNI : per locali di servizi igienici il Direttore dei lavori potrà prescrivere elementi a tesserina di cm. 2x2, con spessore mm. 5. c) Graniglia per pavimenti alla veneziana - La graniglia di marmo o di altre pietre idonee dovrà' corrispondere, per tipo e granulosità', ai campioni di pavimento prescelti e risultare perfettamente scevra di impurità'. d) Pezzami per pavimenti e bollettonato - I pezzami di marmo o di altre pietre idonee dovranno essere costituiti da elementi, dello spessore da 2 a 3 cm, di forma e dimensioni opportune secondo i campioni prescelti. e) Linoleum e rivestimenti in plastica - Dovranno rispondere alle norme vigenti, presentare superficie liscia priva di discontinuità', strisciature, macchie e screpolature. Salvo il caso di pavimentazione da sovrapporsi ad altre esistenti, gli spessori non dovranno essere inferiori a 2 mm. con una tolleranza non superiore al 5%. Lo spessore verrà determinato come media di dieci misurazioni eseguite sui campioni prelevati, impiegando un calibro che dia l'approssimazione di 1/10 di millimetro con piani di posamento del diametro di almeno 10 mm. Il peso a metro quadrato non dovrà essere inferiore a 1,2 kg. per millimetro di spessore. Il peso verrà determinato sopra provini quadrati del lato di 0,50 m. con pesature che diano l'approssimazione di un grammo. Esso non dovrà avere stagionature inferiori a mesi quattro. Tagliando i campioni a 45 gradi nello spessore, la superficie del taglio dovrà risultare uniforme e compatta e dovrà essere perfetto il collegamento fra i vari strati. Un pezzo di tappeto di forma quadrata di 0,20 m. di lato dovrà potersi curvare col preparato in fuori sopra un cilindro del diametro 10 x (s+1) millimetri, dove s rappresenta lo spessore in millimetri, senza che si formino fenditure e screpolature. Dovranno rispondere alle norme UNI 8298\1-16, ediz I materiali vinilici risponderanno alle norme UNI e I materiali in gomma risponderanno alle norme UNI 8272\1-11, ediz f) Pavimenti in legno - Saranno di tre tipi in relazione alle dimensioni degli elementi: 1) a doghe di piccole dimensioni in larghezza cm 3,5-5 e lunghezza cm 20-40, di spessore cm 0,6-1,2, da montare per incollaggio; 2) a formelle premontate, di dimensioni quadrate, rettangolari, con listoncini, e con disegni vari, da montare per incollaggio, oppure da posare con incastri a secco; 3)a listoni delle dimensioni in larghezza cm e lunghezza cm 400, con spessore di cm 2-2,5 da posare con incastri a secco. Gli elementi di pavimentazione risponderanno alle norme UNI , , g) Pavimenti in masselli di calcestruzzo - Saranno utilizzati prevalentemente all'esterno, e risponderanno alle norme UNI e 9066\1 e Il massello sarà' a doppio strato, autobloccante e realizzato mediante stampaggio multiplo in calcestruzzo pressovibrato, di dimensioni approssimative mm 220 x 70, 5

6 con spessore di mm 60-70, potranno essere utilizzate, a discrezione del Direttore dei lavori, anche misure diverse, come ad esempio cm 20 x 40. L'impasto dello strato superficiale sarà a base di quarzo, colorato con pigmenti di ossidi di ferro. h) Pavimenti in ceramica - Potranno essere fabbricate con procedimenti diversi e di varie dimensioni, purché' siano garantite le seguenti caratteristiche fisico - chimiche: alto peso specifico, minimo assorbimento d'acqua, elevata resistenza a flessione, resistenza all'usura, al gelo, agli sbalzi di temperatura, alle azioni chimiche di acidi e basi. Gli elementi risponderanno ai criteri di accettazione di cui alle norme UNI EN Art COLORI E VERNICI I materiali impiegati nelle opere da pittore dovranno essere sempre della migliore qualità'. a) Olio di lino cotto - L'olio di lino cotto sarà' ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore forte ed amarissimo al gusto, scevro di adulterazioni con olio minerale, olio di pesce, ecc. Non dovrà lasciare alcun deposito né essere rancido, e disteso sopra una lastra di vetro o di metallo dovrà essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore. Avrà acidità' nella misura del 7%, impurità' non superiore all'1% ed alla temperatura di 15 gradi C presenterà' una densità' compresa fra 0,91 e 0,93. b) Acquaragia (essenza di trementina) - Dovrà essere limpida, incolore, di odore gradevole e volatilissima. La sua densità' a 15 gradi C sarà' di 0,87. c) Biacca - La biacca o cerussa (carbonato basico di piombo) deve essere pura, senza miscele di sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario. d) Bianco di zinco - Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costituita da ossido di zinco e non dovrà contenere più' del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, né più' dell'1% di altre impurità'; l umidità' non deve superare il 3%. e) Minio - Sia il piombo (sesquiossido di piombo) che l'alluminio (ossido di alluminio) dovrà essere costituito da polvere finissima e non contenere colori derivati dall'anilina, né oltre il 10% di sostanze estranee (solfato di bario, ecc.) f) Latte di calce - Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione. Vi si potrà' aggiungere la quantità' di nerofumo strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra. g) Colori all'acqua, a colla o ad olio - Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno finemente macinate e prive di sostanze eterogenee e dovranno venire perfettamente incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli, ma non per infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità' esistente. h) Vernici - Le vernici che si impiegheranno per gli interni saranno a base di essenza di trementina e gomme pure e di qualità' scelta; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie brillante. E' escluso l'impiego di gomme prodotte da distillazione. Le vernici speciali eventualmente prescritte dalla Direzione dei lavori dovranno essere fornite nei loro recipienti originali chiusi. i) Encaustici - Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le disposizioni della Direzione lavori. La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustico adottato, o nell'acqua calda alla quale sarà' aggiunto sale di tartaro, o nell'essenza di trementina. Art MATERIALI DIVERSI a) Asfalto - L'asfalto sarà naturale e proverrà dalle miniera più reputate; sarà in pani, compatto, omogeneo, privo di catrame proveniente dalla distillazione del carbon fossile; il suo peso specifico varierà fra i limiti di 1104 e 1205 kg. b) Bitume asfaltico - Il bitume asfaltico proverrà dalla distillazione di rocce di asfalto naturale, sarà mollo, assai scorrevole, di colore nero e privo dell'odore proprio del catrame minerale proveniente dalla distillazione del carbone fossile e del catrame vegetale. c) Vetri e cristalli - I vetri e cristalli dovranno essere, per le richieste dimensioni, di un solo pezzo, di spessore uniforme, di prima qualità, perfettamente incolori, molto trasparenti, privi di scorie, bolle soffiature, ondulazioni, nodi, opacità, lattiginose, macchie e di qualsiasi altro difetto. d) Materiali ceramici - I prodotti ceramici più comunemente impiegati per rivestimenti di pareti, tubazioni, ecc., dovranno presentare struttura omogenea, superficie perfettamente liscia, non scheggiata e di colore uniforme, con lo smalto assolutamente privo di peli, cavillature, bolle, soffiature o simili difetti. 6

7 e) Tegolazza - (pezzame di laterizio) - Dovrà essere scelta scevre di materiale omogeneo, ben pulita e della pezzatura che sarà prescritta dalla Direzione Lavori. f) Lamiera zincata - dovrà essere della migliore qualità, di spessore uniforme, senza screpolature, fenditure e ossidazioni. La lavorazione per la curvatura dovrà essere eseguita nel senso della laminazione. g) Rete metallica da soffitti - Dovrà essere in filo ramato o zincato del diametro di mm. 0,50 a maglie non superiori a mm. 7 e peso non inferiore a kg. 0,500 per mq. Art TUBAZIONI a) Tubi di ghisa - I tubi di ghisa saranno perfetti in ogni loro parte, esenti da ogni difetto di fusione, di spessore uniforme e senza soluzione di continuità'. Prima della loro messa in opera, a richiesta della Direzione dei lavori, saranno incatramati a caldo internamente ed esternamente. b) Tubi in acciaio - I tubi di acciaio dovranno essere trafilati e perfettamente calibrati. Quando i tubi di acciaio saranno zincati dovranno presentare una superficie ben pulita e scevra da grumi; lo strato di zinco sarà' di spessore uniforme e bene aderente al pezzo, di cui dovrà' ricoprire ogni parte. c) Tubi di grès - I materiali di grès ceramico devono essere a struttura omogenea, smaltati internamente ed esternamente con smalto vetroso, non deformato, privi di screpolature, lavorati accuratamente e con innesto a manico o bicchiere. I tubi saranno cilindrici e diritti tollerandosi solo eccezionalmente nel senso della lunghezza, curvature con freccia inferiore a 1/100 della lunghezza di ciascun elemento. In ciascun pezzo i manicotti devono essere conformati in modo da permettere una buona giunzione, e l estremità' opposta sarà' lavorata esternamente a scannellatura. I pezzi battuti leggermente con un corpo metallico dovranno rispondere con un suono argentino per denotare buona cottura ed assenza di screpolature non apparenti. Lo smalto vetroso deve essere liscio specialmente all'interno, aderire perfettamente alla pasta ceramica, essere di durezza non inferiore a quella dell'acciaio ed inattaccabile dagli alcali e dagli acidi concentrati, ad eccezione soltanto del fluoridrico. La massa interna deve essere semifusa, omogenea, senza noduli estranei, assolutamente priva di calce, dura, compatta, resistente agli acidi (escluso il fluoridrico) ed agli alcali, impermeabile, in modo che un pezzo immerso, perfettamente secco, nell'acqua non ne assorba più' del 3,5% in peso; ogni elemento di tubazione, provato isolatamente, deve resistere alla pressione interna di almeno tre atmosfere. d) Tubi di cemento - I tubi di cemento dovranno essere confezionati con calcestruzzo sufficientemente ricco di cemento, ben stagionati, ben compatti, levigati, lisci, perfettamente rettilinei a sezione interna e- sattamente circolare di spessore uniforme e scevri affatto da screpolature. Le superfici interne dovranno essere intonacate e lisciate. La frattura dei tubi di cemento dovrà essere pure compatta, senza fessure ed uniforme. Il ghiaietto di calcestruzzo dovrà essere cosi' intimamente mescolato con la malta, che i grani dovranno rompersi sotto l'azione del martello senza distaccarsi dalla malta. e) Tubi di ardesia artificiale - I tubi di ardesia artificiale (tipo Eternit o simili) dovranno possedere un'elevata resistenza alla trazione ed alla flessione congiunta ad una sensibile elasticità', inalterabilità' al gelo ed alle intemperie, assoluta impermeabilità' all'acqua e resistenza al fuoco con scarsa conducibilità' del calore. Dovranno inoltre essere ben stagionati mediante immersione in vasche d'acqua per il periodo di almeno una settimana. In materia si fa richiamo al D.M.12/12/1985 n.61 del 14/3/1986 riguardante "Norme tecniche relative alle tubazioni". f) Tubi in poli - cloruro di vinile (PVC) - I tubi di PVC dovranno avere impressi sulla superficie esterna, in modo evidente, il nominativo della ditta costruttrice, il diametro, l'indicazione del tipo e della pressione di esercizio; sulle condotte per acqua potabile dovrà essere impressa una sigla per distinguerle da quelle per altri usi, come disposto dalla Circ. Min. Sanità' n. 125 del 18 luglio Come previsto dalle norme UNI , , , i tubi si distinguono in: - tipo 311, per fluidi non alimentari in pressione, con temperature fino a 60 ; - tipo 312, per liquidi alimentari e acqua potabile in pressione, per temp. fino a 60 ; - tipo 313, per acqua potabile in pressione; - tipo 301, per acque e ventilazione nei fabbricati, per temp. max., perm. di 50 ; - tipo 302, per acque di scarico, per temp. max perm. di 70 ; - tipo 303, per acque di scarico, interrate, per temp. max perm. di 40. 7

8 Il Direttore dei lavori potrà prelevare a suo insindacabile giudizio dei campioni da sottoporre a prove, a cura e spese dell'appaltatore, e qualora i risultati non fossero rispondenti a quelli richiesti, l'appaltatore sarà' costretto alla completa sostituzione della fornitura, ancorché' messa in opera, e al risarcimento dei danni diretti ed indiretti. g) Tubi di polietilene (PE) - I tubi in PE saranno prodotti con PE puro stabilizzato con nero fumo in quantità' del 2-3% della massa, dovranno essere perfettamente atossici ed infrangibili ed in spessore funzionale alla pressione normalizzata di esercizio (PN 2,5 4,6 10). Il tipo a bassa densità' risponderà' alle norme UNI e , mentre il tipo ad alta densità' risponderà' alle norme UNI 711, 7612, 7613, h) Tubi drenanti in PVC - I tubi drenanti saranno in PVC duro ad alto modulo di elasticità', a basso coefficiente di scabrezza, conformi alle DIN 16961, DIN 1187 e DIN I tubi si distinguono nei seguenti tipi: 1) tipo flessibile corrugato a sez. circolare, anche rivestito di filtro in geotessile o polipropilene, fessure di mm. 1,3 di larghezza (d.e. mm da 50 a 200); 2) tipo rigido a doppia parete corrugato, sez. circolare, fessure di mm 0,8 di larghezza, (d.i. mm da 100 a 250); 3) tipo tunnel corrugato con suola d'appoggio liscia, fessure mm 0,8 di larghezza (D.N. mm da 80 a 300). Art. 30 (Modo di esecuzione dei lavori) Tutti i lavori devono essere eseguiti in piena sicurezza, secondo le migliori regole d'arte, ogni prescrizione e norme tecniche in vigore al momento dell'esecuzione, e secondo le indicazioni della Direzione; in particolare devono essere osservate le modalità' di seguito riportate. Art METODOLOGIE D INDAGINE Le indagini preliminari che potranno essere utilizzate saranno di due tipi: a) indagini non distruttive; b) indagini minimamente distruttive. Nel primo caso si utilizzeranno tecnologie di analisi dei materiali o degli elementi da sottoporre ad opere, che escludano interventi artificiali o a carattere invasivo tali da alterare in qualsiasi modo le caratteristiche fisico - chimiche delle parti oggetto di indagine. A questa prima categoria appartengono le seguenti tecnologie: 1) fotogrammetria per la ripresa e restituzione di immagini fotografiche completamente prive di distorsioni provocate dall'impiego delle ottiche normalmente utilizzate; 2) termovisione per il rilevamento delle radiazioni elettromagnetiche (comprese tra 0,4 e 0,75 micron) e di immagini non comprese nella banda del visibile ma estese nel campo dell'infrarosso e più precisamente nella regione spettrale compresa tra 2 e 5,6 micron visualizzando su un monitor la mappa termica o termogramma della distribuzione della temperatura superficiale dei vari materiali; 3) misurazione della temperatura e dell'umidità effettuata con termometri ed igrometri in grado di fornire i valori relativi alle superfici prese in esame; tali misurazioni possono essere eseguite anche con strumentazioni elettroniche di precisione e con l'umidometro a carburo di calcio; 4) misurazione dei valori di inquinamento atmosferico attraverso la rilevazione dei dati sulle radiazioni solari, la direzione del vento, le precipitazioni e la pressione esterna; 5) la rilevazione fotografica con pellicole normali o all'infrarosso per un'analisi più approfondita delle caratteristiche dei materiali e delle loro specificità fisico - chimiche; 6) endoscopia necessaria per l'esame ottico di condotti o cavità di piccole dimensioni per mezzo di piccole telecamere o strumenti fotografici integrati con apparecchi illuminanti e, a volte, con l'impiego di fibre ottiche; 7) misurazione degli inquinanti atmosferici effettuata con strumenti specifici per la rilevazione dei parametri di anidride carbonica, anidride solforosa, anidride solforica, ossidi di azoto, acido cloridrico, polveri totali, solfati, cloruri, nitrati ed altre sostanze presenti in sospensione nell'aria o depositate sul terreno; 8) magnetometria impiegata per la rilevazione dei materiali ferrosi anche inglobati in altre sostanze; la ricerca è basata sul principio dell'induzione elettromagnetica e lo strumento utilizzato è il metal - 8

9 detector che localizza la presenza di metalli con emissioni magnetiche effettuate da bobine o altri generatori di campi; 9) colorimetria che analizza il manufatto sulla base dell'indagine fotografica effettuata con una serie di colorimetri standardizzati secondo la scala Munse che consentono l'individuazione delle varie sostanze presenti nelle parti analizzate. Esistono, inoltre, degli altri tipi di indagine che rientrano sempre tra quelli classificati non distruttivi ma con piccolo grado di invasività, quali: 10) misurazioni del suono effettuate con fonometri in grado di emettere e captare delle onde sonore registrando la deformazione delle onde elastiche che forniscono elementi per la valutazione del degrado delle murature o eventuale presenza di lesioni; 11) indagini con ultrasuoni eseguite per mezzo di fonometri particolari in grado di emettere dei segnali su frequenze tra 0,5 e 1,5 MHz che vengono registrati da un captatore (interno all'apparecchio stesso) che misura: - la velocità del suono in superficie per individuare le alterazioni superficiali dei materiali, - le misure radiate, non sempre possibili (in quanto registrate sulla superficie esterna e su quella interna), per verificare l'omogeneità dei materiali; 12) il rilievo della luminosità che viene misurato con un luxmetro che verifica l'illuminazione dei vari oggetti, con un ultraviometro che misura la radiazione ultravioletta, con termometri e termografi per la misurazione della temperatura di colore - i dati rilevati vanno comparati a parametri standard che prevedono un'illuminazione max di lux per pietre e metalli, 180 lux per legno e dipinti (il lux equivale all'illuminazione prodotta da una sorgente di 1 candela su una superficie ortogonale ai raggi ad una distanza di 1 metro), temperatura di colore K, umidità relativa 55-60%. Oltre a quelle già descritte potranno essere utilizzate delle tecniche di analisi con caratteristiche distruttive di lieve entità, necessarie per la valutazione di alcuni parametri: 13) analisi con i raggi x per l'identificazione della struttura di una sostanza cristallina individuandone i vari componenti; 14) prove chimiche necessarie per stabilire la composizione della malta che viene analizzata con: - dissoluzione del campione in acido cloridrico con concentrazioni e temperature variabili; - quantità di gas carbonico nei componenti carbonati; - dosaggio per perdita al fuoco dell'acqua di assorbimento; - dosaggio sostanze organiche; 15) analisi spettrofotometriche per l'identificazione ed il dosaggio degli ioni presenti in una soluzione acquosa - campo del visibile (0,4-0,8 micron), ultravioletto (0, ,4 micron) e infrarosso (0,8-400 nm); 16) microscopia ottica per l'analisi del colore, dei caratteri morfologici e delle caratteristiche specifiche di ciascuna sostanza; 17) microscopia elettronica per lo studio della distribuzione delle singole parti e dei prodotti di alterazione; 18) studio petrografico in sezione sottile per analizzare sezioni di materiale di spessore molto ridotto ed osservate al microscopio elettronico a scansione; 19) analisi conduttometriche per la valutazione della presenza di sali solubili in acqua nel campione esaminato senza stabilire il tipo di sale eventualmente presente. Nei processi di analisi dei campioni potranno essere richieste anche le seguenti prove fisiche e meccaniche: 20) valutazione della porosità con porosimetri a mercurio e picnometri Beckman in grado di definire, conseguentemente, il livello di permeabilità all'acqua e quindi lo stato di degrado di un materiale; 21) analisi granulometrica con setacci a maglie da 60 a 400 micrometri per la definizione della distribuzione del materiale e lo studio dei parametri conseguenti; 22) capacità di imbibizione definita con il controllo del peso prima e dopo l'immersione dei vari campioni di materiali; 23) assorbimento per capillarità misurata su campioni posti a contatto con una superficie liquida; 24) prove di compressione, taglio e trazione eseguite sui campioni di vari materiali per la definizione delle caratteristiche di ciascun elemento. Art SCAVI IN GENERE 9

10 Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro a mano o con mezzi meccanici dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla Direzione dei lavori. Nell'esecuzione degli scavi in genere l'impresa dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando essa, oltreché' totalmente responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere, altresì' obbligata a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L'Impresa dovrà inoltre provvedere a sue spese affinché' le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Le materie provenienti dagli scavi in genere, ove non siano utilizzabili, o non ritenute adatte, a giudizio insindacabile della Direzione, ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate a rifiuto fuori dalla sede del cantiere, ai pubblici scarichi, ovvero su aree che l'impresa dovrà provvedere a sua cura e spese. Qualora le materie provenienti dagli scavi dovessero essere utilizzate per tombinamenti o rinterri esse dovranno essere depositate in luogo adatto, accettato dalla Direzione dei Lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno riuscire di danno ai lavori, alle proprietà' pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti in superficie. La Direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell'impresa, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni SCAVI DI SBANCAMENTO Per scavi di sbancamento o sterri andanti s'intendono quelli occorrenti per lo spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni, per la formazione di cortili, giardini, scantinati, piani di appoggio per platee di fondazione, vespai, rampe incassate o trincee stradali ecc. e in genere tutti quelli eseguiti a sezione aperta su vasta superficie ove sia possibile l'allontanamento delle materie di scavo evitandone il sollevamento, sia pure con la formazione di rampe provvisorie, ecc. Saranno pertanto considerati scavi di sbancamento anche quelli che si trovano al di sotto del piano di campagna o del piano stradale (se inferiore al primo), quando gli scavi rivestano i caratteri sopra accennati SCAVI DI FONDAZIONE Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti. In ogni caso saranno considerati come scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture, fossi e cunette. Qualunque sia la natura e la qualità' del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere spinti fino alla profondità' che dalla Direzione dei Lavori verrà ordinata all'atto delle loro esecuzioni tenendo in debito conto il D.M. 11 marzo 1988 riguardante le norme tecniche in terreni, nelle opere di sostegno e di fondazione e la relativa Circ. M. LL.PP. 24 settembre 1988, n Le profondità' che si trovino indicate nei disegni di consegna sono perciò' di semplice avviso e l'amministrazione appaltante si riserva piena facoltà' di variarle nella misura che reputerà' più conveniente, senza che ciò' posa dare all'impresa motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo essa soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità' da raggiungere. E' vietato all'impresa, sotto pena di demolire il già' fatto, di por mano alle murature prima che la Direzione dei lavori abbia verificato ed accettato le fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra falde inclinate, dovranno, a richiesta della Direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con determinate contropendenze. Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che si fosse dovuto fare in più' all'ingiro della medesima, dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell'impresa, con le stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi per fondazione dovranno, quando occorre, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste armature, in modo da assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materiale durante l'esecuzione tanto degli scavi quanto delle murature. L'Impresa e' responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali essa deve prov- 10

11 vedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun motivo di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo le venissero impartite dalla Direzione dei lavori. Col procedere delle murature l'impresa potrà recuperare i legami costituenti le armature, semprechè non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà dell'amministrazione; i legnami pero', che a giudizio della Direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi SCAVI SUBACQUEI E PROSCIUGAMENTI Se dagli scavi in genere e dai cavi di fondazione, malgrado l'osservanza delle prescrizioni di cui all'art. 7.01, l'impresa, in caso di sorgive o filtrazioni, non potesse far defluire l'acqua naturalmente, e' in facoltà' della Direzione dei lavori di ordinare, secondo i casi, e quando lo riterrà opportuno, l'esecuzione degli scavi subacquei, oppure il prosciugamento. Sono considerati come scavi subacquei soltanto quelli eseguiti in acqua a profondità' maggiore di 20 cm. sotto il livello costante, a cui si stabiliscono le acque sorgive dei cavi, sia naturalmente, sia dopo un parziale prosciugamento ottenuto con macchine o con l'apertura di canali fugatori. Il volume di scavo eseguito in acqua, sino ad una profondità' non maggiore di 20 cm. da suo livello costante, verrà perciò' considerato come scavo in presenza d'acqua ma non come scavo subacqueo. Quando la Direzione dei lavori ordinasse il mantenimento degli scavi in asciutto, sia durante l'escavazione, sia durante l'esecuzione delle murature o di altre opere di fondazione, gli esaurimenti relativi verranno eseguiti in economia, e l'impresa, se richiesta, avrà l'obbligo di fornire le macchine e gli operai necessari. Per i prosciugamenti praticati durante l'esecuzione delle murature, l'impresa dovrà adottare tutti quegli accorgimenti atti ad evitare il dilavamento delle malte. Art RILEVATI E RINTERRI Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le pareti dei cavi e le murature, o da addossare alle murature, e fino alle quote prescritte dalla Direzione dei Lavori, si impiegheranno in generale, e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti sul lavoro, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della Direzione dei lavori, per la formazione dei rilevati. Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si provvederanno le materie occorrenti prelevandole ovunque l'impresa crederà' di sua convenienza, purché' i materiali siano riconosciuti idonei dalla Direzione dei lavori. Per i rilevati e i rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e, in genere, di tutte quelle che con l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte. Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché' la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le materie ben sminuzzate con la maggiore regolarità' e precauzione, in modo da caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da un carico male distribuito. Le materie trasportate in rilievo o rinterro con vagoni, automezzi o carretti non potranno essere scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell'opera per essere riprese poi e trasportate con carriole, barelle ed altro mezzo, purché' a mano, al momento della formazione dei suddetti rinterri. Per tali movimenti di materie dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da farsi secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione dei lavori. E' vietato addossare terrapieni a murature di fresca costruzione. Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata o imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a completa carica dell'impresa. E' obbligo dell'impresa, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall'assestamento delle terre, affinché' all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate. L'Impresa dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate con i cigli ben allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante l'esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l'espurgo dei fossi. 11

12 La superficie del terreno sul quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà scorticata ove occorre e, se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggere pendenze verso monte. Art PARATIE E CASSERI Le paratie o casseri in legname occorrenti per le fondazioni debbono essere formati con pali o tavoloni o palancole infissi nel suolo, e, con longarine o filagne di collegamento in uno o più ordini, a distanza conveniente. della qualità e dimensioni prescritte. I tavoloni devono essere battuti a perfetto contatto l'uno con l'altro; ogni palo o tavolone che si spezzi sotto la battitura, o che nella discesa devii dalla verticale, deve essere dall'impresa, a sue spese, estratto e sostituito o rimesso regolarmente se ancora utilizzabile. Le teste dei pali e dei tavoloni, previamente spianate, devono essere, a cura e spese dell'impresa, munite di adatte cerchiature in ferro per evitare scheggiature e gli altri guasti che possono essere causati dai colpi di maglio. Quando poi la Direzione dei lavori lo giudichi necessario, le punte dei pali e dei tavoloni debbono essere munite di puntazze di ferro del modello e peso prescritti. Le teste delle palancole debbono essere portate regolarmente a livello delle longarine, recidendone la parte sporgente, quando sia riconosciuta l'impossibilita' di farle maggiormente penetrare nel suolo. Quando le condizioni del sottosuolo lo permettono, i tavoloni o le palancole, anziché infissi, possono essere posti orizzontalmente sulla fronte dei pali stessi con robusta ed abbondante chiodatura, in modo da formare una parte stagna e resistente. Art DEMOLIZIONI E RIMOZIONI LINEE GENERALI Le demolizioni di murature, calcestruzzi ecc., sia in rottura che parziali o complete, devono essere e- seguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue murature, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo. Rimane pertanto vietato di gettare i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati in basso, e di sollevare polvere, per il che tanto le murature quando i materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati. Nelle demolizioni o rimozioni l'impresa deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali tutti devono ancora potersi impiegare utilmente, sotto pena di rivalsa di danni a favore dell'amministrazione appaltante. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell'impresa, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite. Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della Direzione dei lavori, devono essere opportunamente scalcinati, puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi deposito che verranno indicati dalla Direzione stessa usando cautele per non danneggiarli sia nello scalcinamento, sia nel trasporto, sia nel loro arrestamento e per evitare la dispersione. Detti materiali restano tutti di proprietà' dell'amministrazione appaltante, la quale potrà' ordinare all'impresa di impiegarli in tutto o in parte nei lavori appaltati, ai sensi dell'art. 40 del vigente Capitolato generale, con i prezzi indicati nell'elenco del presente Capitolato. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall'impresa essere trasportati fuori dal cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche. In particolare: DISPOSITIVI AMBIENTALI DI PROTEZIONE Sono considerati come dispositivi ambientali di protezione quei dispositivi atti a prevenire la dispersione di un agente di rischio oltre i confini dominabili del cantiere. Le opere di demolizione che possono coinvolgere, per natura dei materiali oggetto della demolizione, per particolarità dei mezzi impiegati e per dimensioni, l'intorno ambientale del sito oggetto della demolizione medesima devono essere, a cura dell'appaltatore, adeguatamente protetti in modo da evitare l'innesco di fenomeni di dispersione ambientale di materiali, liquidi, gas, polveri, rumore, vibrazioni e di 12

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