Piano Provinciale Gestione Rifiuti (PPGR) Quadro conoscitivo. D.G.P. n 473 del e n 42 del

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1 Piano Provinciale Gestione Rifiuti (PPGR) Quadro conoscitivo D.G.P. n 473 del e n 42 del Settore Ambiente Servizio Tutela Ambientale

2 Provincia di Bologna Presidente: Beatrice Draghetti Assessore all Ambiente e Sicurezza del Territorio: Emanuele Burgin Settore Ambiente Direttore di Settore: Gianpaolo Soverini Dirigente del Servizio Tutela Ambientale: Gabriele Bollini Strada Maggiore, Bologna Tel Fax Sito: UFFICIO DI PIANO: responsabile Gabriele Bollini Gabriele Bollini Dirigente Servizio Tutela Ambientale Provincia di Bologna Salvatore Gangemi Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna Paolo Gironi Osservatorio Provinciale Rifiuti Provincia di Bologna Giuliana Venturi Servizio Amministrativo Ambiente Provincia di Bologna Casadei Monti Lucia Servizio Amministrativo Ambiente Provincia di Bologna Marco Morselli Agenzia d Ambito per i servizi pubblici di Bologna (ATO5) Riccardo Venturi Sintesi srl Walter Ganapini COORDINAMENTO TECNICO INTER-SETTORIALE: responsabile Gianpaolo Soverini Gabriele Bollini Dirigente Servizio Tutela Ambientale Provincia di Bologna Alessandro Delpiano Direttore Settore Pianificazione Territoriale e Trasporti Sergio Santi Direttore Settore Sviluppo Economico Valentina Beltrame Dirigente Servizio Qualità e Sistemi Ambientali Paola Altobelli Dirigente Servizio Pianificazione Paesistica Luigi Rudi Munari Dirigente Servizio Amministrativo Ambiente Grafici e Cartografia: Ufficio Sistema Informativo e Reportistica Ambientale della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

3 INDICE Introduzione 5 1) Normativa e strumenti di pianificazione per la gestione dei Rifiuti 7 2) Aspetti di localizzazione impianti 13 3) La gestione dei Rifiuti in Provincia di Bologna nel 2006: il Rapporto Rifiuti 2006 relazione finale 17 4) Osservatorio Provinciale Rifiuti (OPR) e Sito Internet sui Rifiuti della Provincia di Bologna 143 5) Glossario minimo 147 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

4 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

5 Introduzione La Provincia di Bologna adotta il primo Piano Infra-regionale di Smaltimento dei Rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali (PISR) nel febbraio 1991, sulla base della L.R. n. 6/86, così come modificata dalla L.R. n. 29/88. Con l emanazione del Decreto Legislativo n 22 del 1997, più noto come Decreto Ronchi (in attuazione delle Direttive Comunitarie n 91/156/CEE sui rifiuti, n 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e n 94/62/CE sugli imballaggi), la Legislazione Nazionale si arricchisce di un nuovo testo normativo in materia di gestione dei rifiuti, in sostituzione del precedente D.P.R. 915/82; cambia l impostazione generale sulla pianificazione e programmazione della gestione dei rifiuti. Questa nuova impostazione ha reso necessaria una rivisitazione degli strumenti di pianificazione così la Provincia, in adeguamento alla normativa comunitaria e nazionale allora esistente, è stata chiamata ad aggiornare il proprio Piano Infra-regionale; nel 1999, infatti, viene adottato, in sede di revisione al P.I. di smaltimento dei rifiuti, il Piano Provinciale di gestione rifiuti attualmente vigente. A partire dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore del D.Lgs 3 aprile 2006, n 152 (recante Norme in materia ambientale ), la normativa nazionale sui rifiuti subisce una profonda trasformazione (parallelamente a quanto accade, sempre in forza dello stesso provvedimento, per la normativa relativa a: valutazione di impatto ambientale; difesa del suolo e tutela delle acque; bonifica dei siti inquinati; tutela dell aria; risarcimento del danno ambientale). Il nuovo provvedimento riformula infatti l intera legislazione sull ambiente, e sancisce, sul piano della disciplina dei rifiuti, l abrogazione del D.Lgs 22/97 (cd. Decreto Ronchi ). Le nuove regole sulla gestione dei rifiuti sono contenute nella Parte quarta, composta da 89 articoli (dal 177 al 266) e 9 allegati (più 5 sulle bonifiche). I compiti delle Province in materia di rifiuti sono contenuti nell art. 197, e sono: l adozione di piani di gestione dei rifiuti; controllo e verifica degli interventi di bonifica; controllo delle attività di gestione; intermediazione e commercio dei rifiuti; pareri e controlli sugli impianti di recupero in procedura semplificata. Il D.Lgs 152/06 sottrae alle Province le funzioni amministrative concernenti la programmazione e l organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, l iscrizione delle imprese e degli Enti sottoposti alle procedure semplificate, e l organizzazione delle attività di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani e assimilati sulla base di ambiti territoriali ottimali. La Regione Emilia-Romagna però, in base all Art. 5 della Delibera Legislativa n 15/06, ha ri-confermato in capo a Province e Comuni tutte le legislazioni regionali vigenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs 152/06; in particolare, per la Provincia, la pianificazione della gestione dei rifiuti, e le autorizzazioni per: progetti o varianti di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti in procedura ordinaria, impianti mobili di smaltimento e recupero rifiuti, impianti sperimentali di smaltimento e recupero dei rifiuti, operazioni di import/export dei rifiuti, progetti di bonifica presentati dopo il 29 aprile 2006 (data di entrata in vigore del D.Lgs 152/06). Il quadro conoscitivo del territorio provinciale, e degli aspetti quali-quantitativi dei flussi di rifiuti che in esso si originano, è presupposto indispensabile per comprendere le caratteristiche e le necessità del sistema esistente. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

6 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

7 1) Normativa e strumenti di pianificazione per la gestione dei rifiuti Per quanto detto, nella definizione del PPGR, si farà riferimento alla normativa nazionale e regionale, alle indicazioni comunitarie ed agli strumenti di pianificazione sovra-ordinati. In particolare verranno analizzate funzioni e competenze attribuite al PPGR secondo: Legge Regionale n. 3/99 Legge Regionale 20/2000 Legge Regionale 25/99 Delibera Regionale N.1620/01 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) La Legge Regionale 21 Aprile 1999 n. 3 Disciplina il sistema della pianificazione regionale in materia di rifiuti attuando un ampio decentramento di funzioni a favore delle Province, lasciando alla Regione funzioni essenzialmente di indirizzo e coordinamento. L art. 126 individua, come strumenti di pianificazione in materia di gestione dei rifiuti: Il Piano Territoriale Regionale (PTR) come integrato dal Piano Paesistico Regionale (PTPR) I Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP) I Piani Provinciali per la Gestione dei Rifiuti (PPGR) L art 128, dedicato alla Pianificazione Provinciale, indica nel PTCP e nel PPGR gli strumenti della gestione dei rifiuti. Il PTCP sulla base delle tendenze evolutive assunte per i diversi settori economici e per le diverse aree territoriali, analizza l'andamento tendenziale della produzione dei rifiuti e valuta le possibili azioni di razionalizzazione della gestione degli stessi. Il PTCP individua altresì le zone non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi. Il PPGR, quale strumento di tipo settoriale, specifica e definisce le modalità di intervento per il perseguimento degli obiettivi stabiliti dal PTCP, in particolare prevede azioni finalizzate a: ridurre la produzione dei rifiuti; sostenere le attività di recupero e riciclaggio; definire gli obiettivi quali-quantitativi della raccolta differenziata; rendere efficiente, economica e efficacie le gestioni; rendere razionale l utilizzo degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti speciali anche al fine di realizzare un efficace sistema regionale di smaltimento e recupero dei rifiuti speciali e speciali pericolosi; instaurare opportune integrazioni tra i sistemi di ambiti ottimali diversi, in particolar modo rispetto alle attività di recupero per garantire l'ottimizzazione economica e prestazionale degli impianti; localizzare, sentiti i Comuni, gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, con eventuali indicazioni plurime per ogni tipo di impianto; effettuare le scelte necessarie per assicurare la gestione unitaria dei R.U. all interno di ciascun ambito ottimale. Inoltre, contiene quale parte integrante, il Piano delle bonifiche dei siti inquinati di cui al comma 5 dell'art. 22 del D. Lgs. n. 22 del La provincia di Bologna in particolare assume di elaborare il Piano delle bonifiche, con atto separato, come stralcio del PPGR, in attesa di ulteriori direttive da parte della Regione. La specificità della materia richiede infatti approfondimenti normativi ulteriori da parte della Giunta Regionale. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

8 La Legge Regionale n. 20/2000 È la Legge con cui la Regione Emilia Romagna, al fine di realizzare una ottimale integrazione del sistema regionale e locale, ha inteso riorganizzare le competenze esercitate ai diversi livelli di governo territoriale, promuovendo modalità di raccordo funzionale tra gli strumenti di pianificazione, favorendo la cooperazione tra gli Enti Locali e la concertazione con le forze economiche e sociali nella definizione delle scelte di programmazione e pianificazione. A tal fine tale normativa ha introdotto la Conferenza di Pianificazione quale strumento per la costruzione di un quadro conoscitivo del territorio, condiviso da tutti i soggetti interessati in sede di pianificazione, permettendo così l espressione di valutazioni preliminari in merito agli obiettivi ed alle scelte strategiche della pianificazione stessa. La Legge Regionale n. 25/1999 Ha provveduto alla delimitazione degli ambiti territoriali ottimali e disciplinato le Agenzie di Ambito introducendo un ulteriore strumento di pianificazione della gestione dei rifiuti: il Piano d ambito. Con l approvazione di tale strumento viene definito il modello gestionale organizzativo prescelto, il programma degli interventi e del relativo piano finanziario, gli obiettivi e gli standard di qualità dei servizi eventualmente articolati per zone territoriali, e la determinazione delle tariffe. Il concetto di ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti urbani è stato introdotto con l art. 23 del Decreto legislativo n. 22 del 1997, meglio noto come Decreto Ronchi nell ambito degli strumenti di pianificazione del settore rifiuti. Nel 1999 la Regione Emilia Romagna in attuazione della succitata norma ha emanato la L.R. n. 25 recante il titolo Delimitazione degli ambiti territoriali e disciplina delle forme di cooperazione tra gli Enti locali per l organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani che ha portato alla individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) coincidenti con il territorio di ciascuna provincia e conseguentemente alla costituzione di Agenzie d Ambito. Lo scopo della L. R. n. 25/99 (modificata dalla L. R. n. 1/2003) è quello di riorganizzare e disciplinare in modo organico il sistema di gestione dei servizi pubblici relativi ai cicli delle acque e dei rifiuti. Al fine di migliorare il livello qualitativo dei due servizi pubblici, gli Enti locali possono ricorrere a forme di cooperazione quali la convenzione e il consorzio delle funzioni (art. 3, comma 1 L. R. n. 25/1999; artt D.Lgs. n. 267/2000). Con l approvazione e la sottoscrizione della convenzione o del consorzio di funzioni le Province ed i Comuni di ciascun ambito territoriale ottimale costituiscono un Agenzia d Ambito per i servizi pubblici avente personalità giuridica di diritto pubblico e in quanto tale dotata di autonomia strutturale e organizzativa. All Agenzia compete l esercizio unitario di tutte le funzioni amministrative di organizzazione, regolazione e vigilanza relative al servizio idrico integrato e di gestione dei rifiuti urbani, precedentemente attribuite ai singoli Comuni, ivi comprese quelle concernenti l adozione dei necessari regolamenti e la definizione dei rapporti. E stato previsto, inoltre, che gli Enti locali associati non possano più adottare atti che costituiscano esercizio delle funzioni amministrative trasferite all Agenzia. Quest'ultima non può svolgere attività di gestione diretta o indiretta dei servizi medesimi, così come non può detenere quote o partecipare alla costituzione di soggetti che hanno quale scopo la gestione o l esercizio di servizi pubblici. L Agenzia d Ambito svolge per conto e nell interesse di tutti i Comuni associati tutte quelle attività inerenti la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati comprese quelle di spazzamento, lavaggio delle strade e piazze, raccolta e trasporto, avvio al recupero e allo smaltimento; sono escluse le attività inerenti lo smaltimento dei rifiuti urbani. All Agenzia sono attribuite in particolare le seguenti competenze (art. 6 L.R. n. 25/99 modificata dalla L.R. n. 1/2003): Scelta della forma di gestione e del relativo modello gestionale ed organizzativo; Individuazione ed approvazione del Piano d ambito in cui viene definito il programma degli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi previsti nella pianificazione provinciale; Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

9 Definizione degli obiettivi e degli standard qualitativi di servizio ivi compresa la determinazione delle tariffe. L Agenzia d Ambito, infine, affida il servizio ed instaura il rapporto con il gestore mediante apposita convenzione ed opera il controllo dei servizi erogati ai cittadini. A garanzia della trasparenza e della semplificazione nell accesso ai servizi, è prevista la costituzione, all interno dell Agenzia d Ambito, di un apposito Comitato consultivo degli utenti con funzioni di assistenza, informazione e richiesta di pareri. L Agenzia assicura la partecipazione del Comitato consultivo degli utenti nella predisposizione dei programmi e nella determinazione delle tariffe, oltre che negli altri casi previsti dalla legge. In applicazione alla L.R. n. 25/99, la Regione Emilia Romagna ha istituito l Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e dei rifiuti urbani che oltre a disciplinare il sistema dei rapporti con i Comitati consultivi degli utenti, si rapporta alle Agenzie d Ambito per le loro attività. Pertanto l Autorità regionale concorre a garantire l efficienza dei servizi erogati e la tutela degli utenti e dei consumatori. Nella provincia di Bologna l ATO, al quale è stato attribuito il n. 5, è stato istituito attraverso una Convenzione, siglata il 14 gennaio 2002, tra la provincia e i 60 Comuni ad essa appartenenti. Principi generali e quadro della pianificazione La definizione del nuovo Piano Provinciale Gestione Rifiuti ci porta alla necessità di accennare ad alcuni aspetti relativi alle Pubbliche Amministrazioni, da cui discendono, indirettamente, la natura, i compiti e le funzioni dello stesso Piano. Per prima cosa occorre considerare il rapporto che lega il P.P.G.R. al sistema di Programmazione Pubblica nel suo complesso. Il Piano si inserisce ed è parte integrante dell intera struttura, ne condivide linee di indirizzo, obiettivi generali e metodologie. Questo significa che deve essere coerente e perfettamente integrato con l intero apparato di programmazione. La Provincia provvede, tramite PPGR, a pianificare il sistema di gestione dei rifiuti, in armonia con gli indirizzi e le scelte prese nell ambito degli altri strumenti sovraordinati di pianificazione regionali e provinciali. Va, inoltre, valutata l evoluzione del contesto normativo, estremamente dinamico, che sta investendo la Pubblica Amministrazione. La recente acquisizione di modelli di governo basati sul principio di sussidiarietà e l autonomia territoriale hanno determinato che un numero sempre maggiore di competenze siano state devolute dall Amministrazione Centrale agli Enti Territoriali. L arricchimento, non solo in termini quantitativi, ma anche di importanza, delle competenze demandate, ha portato una crescita di valore dei documenti e delle scelte di programmazione affidate agli enti territoriali. La crescente autonomia degli enti si è manifestata anche nell opportunità (oltre che nel dovere) di recepire direttamente, nei settori di propria competenza, le indicazioni della Comunità Europea. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

10 Rapporti tra gli strumenti della pianificazione per la gestione dei rifiuti Il PTR, è lo strumento programmatico regionale che contiene indirizzi, obiettivi e azioni che devono essere specificati, approfonditi ed attuati dalla pianificazione provinciale e di settore. Il PTCP è lo strumento di pianificazione che articola le linee di azione della programmazione sul territorio provinciale, costituisce la sede di raccordo e verifica delle politiche settoriali da sviluppare nei diversi strumenti della pianificazione settoriale. Relativamente al settore dei rifiuti, nel Quadro Conoscitivo, si analizza l andamento della produzione dei rifiuti, sulla base delle tendenze evolutive assunte dai diversi settori economici e le diverse aree territoriali e, nella Relazione Generale del Piano, si definiscono gli obiettivi prestazionali settoriali da perseguire, individuando le zone non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, speciali (pericolosi e non). Il PPGR, quale piano settoriale, specifica e approfondisce il Quadro Conoscitivo, sviluppa gli obiettivi prestazionali di settore stabiliti dal PTCP, definisce le modalità più opportune per il perseguimento degli obiettivi, descrive il sistema impiantistico esistente e definisce quello di progetto. VI Programma D Azione Per L Ambiente della Comunità Europea Il VI Programma d azione per l ambiente della Comunità Europea è stato approvato dal Parlamento Europeo con Decisione n. 1600/2002/EC. Identifica quattro ambiti fondamentali, definiti strategici, da affrontare per il miglioramento dello stato dell ambiente: cambiamento climatico; natura e bio-diversità; ambiente e salute; risorse naturali e rifiuti. Per la tematica relativa a risorse naturali e rifiuti, le azioni strategiche prioritarie individuate sono: uso e gestione sostenibile delle risorse (riduzione del prelievo delle risorse e maggiore efficienza nel loro utilizzo); il riciclaggio dei rifiuti (visti come materia prima alternativa e non solo come rifiuti da buttare); Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

11 l attuazione di misure per la prevenzione della produzione di rifiuti (da perseguire, tra l altro, mediante una politica integrata dei prodotti) e della loro più utile e corretta gestione; l elaborazione e/o revisione della normativa. Sottolinea l'importanza di: un più ampio dialogo e della partecipazione dei soggetti interessati al ciclo dei rifiuti sin dalle fasi iniziali (cittadini e imprese). In particolare il rapporto con l industria per attuare modelli di produzione e consumo più sostenibili; dati scientifici ed economici affidabili; monitoraggi mediante indicatori affidabili; E inoltre promossa l'analisi del ciclo di vita dei prodotti al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati e prevedendo l applicazione di strumenti economici e fiscali quali tasse e imposte. Decreto lgs. n. 22/1997 (Decreto Ronchi) e successive modifiche ed integrazioni. Provvedimenti regolamentari di attuazione dello stesso Decreto, tra cui: - D.m. 31 luglio Costituzione e composizione del comitato nazionale dell albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione rifiuti; - D.m. 30 ottobre 1997, d.m. 15 luglio 1998 circa l approvazione degli statuti dei consorzi nazionali imballaggi; - D.m. 5 febbraio 1998 Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del Dlgs n.22/ D.m. 15 luglio 1998 Approvazione dello statuto del consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e grassi vegetali e animali esausti; - D.m. 4 agosto 1998, n. 372 Norme sulla riorganizzazione del catasto rifiuti; - D.m. 25 ottobre 1999, n. 471 Criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati; - D.m. 25 febbraio 2000, n regolamento recante valori limite di emissioni e norme tecniche per l esercizio degli impianti di incenerimento e coincenerimento dei rifiuti pericolosi; - D.m. 18 aprile 2000, n. 309 Regolamento di organizzazione e funzionamento dell Osservatorio Nazionale Rifiuti; - D.m. 12 giugno 2002, n.161 regolamento attuativo relativo all individuazione dei rifiuti pericolosi che è possibile ammettere alle procedure semplificate Legge Regionale n 27 Legge Regionale n 31 Dpr 15 luglio 2003, n.254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari Dlgs 24 Giugno 2003, n.209 Attuazione delle direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso Direttiva 2002/96/Ce Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche D.m. 20 agosto 1999 e successive modifiche Bonifica amianto Legge 25 febbraio 2000, n. 33 conversione in legge del Dl 500/1999 proroga termini per lo smaltimento in discarica dei rifiuti e comunicazioni PCB Legge 23 marzo 2001, n. 93 Disposizioni in campo ambientale Rapporto tra PPGR e Piano d Ambito per l organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti Con il Piano D Ambito si completerà il processo di pianificazione che comporterà: la scelta del modello gestionale organizzativo prescelto per i servizi di gestione di rifiuti; la definizione del piano finanziario degli investimenti; Il programma degli investimenti necessari ed i relativi tempi di attuazione; gli obiettivi e gli standard di qualità dei servizi eventualmente articolati per zone territoriali; Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

12 la definizione della tariffa di riferimento articolata con riguardo alle caratteristiche delle diverse zone territoriali e alla qualità dei servizi. Per il rapporto specifico tra Piano d Ambito e PPGR rimandiamo all analisi della L.R. 25/99. Il rapporto che lega i due strumenti di pianificazione è precisato dalla Legge Regionale 25/99 che all articolo 15 servizio di gestione dei rifiuti urbani, punto 2, recita: l Agenzia al fine di realizzare il ciclo integrato dei rifiuti urbani organizza le attività di servizio nel rispetto dei Piani Provinciali di gestione dei rifiuti predisposti dalle Province. Anche la delibera regionale 1620/01 definisce il rapporto PPGR e Piano D ambito, Allegato A, Paragrafo 1.4 Rapporto tra PPGR e Piano d Ambito come segue: La pianificazione contenuta nel sistema PTCP-PPGR definisce per i rifiuti urbani gli obiettivi generali e il sistema impiantistico in grado di garantire l autonomia dell ambito. Il piano d Ambito, nel rispetto del predetto quadro pianifica e programma le attività necessarie per l organizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti urbani. In particolare, il PPGR: indica il numero, la tipologia, i tempi di realizzazione e i bacini d utenza di ciascun singolo impianto di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani; assicura una gestione unitaria dei rifiuti urbani all interno di ciascun Ambito Territoriale Ottimale (ATO) che, in base a quanto previsto dall art. 2 della L.R. n. 25/99, sono individuati in corrispondenza del territorio di ciascuna Provincia. Il PPGR può prevedere gestioni anche a livello di sub-ambito sulla base dei principi stabiliti dall art. 23, comma 2 del D.Lgs n. 22/97. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

13 2) Aspetti di localizzazione impianti L individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti è compito del PPGR. La scelta del sistema impiantistico di gestione dei rifiuti va affrontata, oltre che dal punto di vista tecnico (utilizzazione delle migliori tecnologie possibili), ed economico (relazione domanda/offerta, analisi costi/benefici) anche da quello territoriale (luogo più idoneo) con la consapevolezza che la conoscenza e la capacità di prevenire o di ridurre gli impatti comunque generati sia la condizione di base per garantirne la sostenibilità. Il PPGR, presa come riferimento la cartografia di sintesi inserita nel PTCP, deve effettuare la localizzazione, eventualmente plurima, degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani nelle aree ritenute idonee. Il comma 2 dell art. 128 della L.R. 3/99, in attuazione del D.Lgs.22/97, attribuisce al PTCP il compito di individuare le zone non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi. Le aree idonee sono già state individuate dal Piano dei Rifiuti vigente, sono state validate, nel nuovo PTCP (presentazione febbraio 2003) e ulteriormente confermate nel presente documento preliminare di aggiornamento del Piano vigente. La definizione delle zone non idonee a scala territoriale parte dall analisi del sistema vincolistico esistente, con l obiettivo di mantenere una coerenza ed omogeneità di lettura delle determinazioni dei diversi strumenti di pianificazione territoriale. In particolare tale analisi ha riguardato nel dettaglio: - il Piano Territoriale Paesistico Ambientale (PTPR), approvato con deliberazione di Consiglio regionale n del e successive modifiche ed integrazioni; - il Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico dei bacini del Fiume Reno e dei Torrenti Idice, Sillaro e Santerno, (di seguito indicato con la sigla PSAI) adottato con Delibera n. 1/1 del ; - il sistema insediativo come definito dal PTCP. Il PTPR, approvato con deliberazione di Consiglio regionale n del e successive modifiche ed integrazioni, per la tutela e la salvaguardia dei valori paesaggistici ed ambientali del territorio regionale, pone alle attività che comportano una trasformazione del territorio una serie di limitazioni alcune di carattere generale, altre riferite a particolari fattispecie. Le norme che escludono o limitano lo sviluppo insediativo, soprattutto a fini produttivi fanno riferimento ai seguenti aspetti: - aspetti territoriali (zone collinari e montane); - protezione di aree ad elevato pregio naturalistico e di beni ambientali; - protezione delle risorse idriche; - tutela dei dissesti e delle calamità; - tutela dei beni culturali, dei beni paesaggistici ed ambientali; - conservazione degli habitat naturali e semi-naturali, nonché della flora e della fauna; - fasce di rispetto di elementi infrastrutturali ed urbanistici. Il sistema delle norme definiti dal PTPR è, come noto, un sistema fondato su un criterio gerarchico di indirizzi, direttive e prescrizioni, da applicarsi su una approssimazione della realtà per sistemi, unità ed elementi, definiti o dal Piano stesso o da definirsi successivamente e/o da specificare attraverso strumenti di attuazione alla scala provinciale e/o locale. La struttura rappresentativa e normativa del PTCP ne ha ripreso, attualizzandola, completandola ed ampliandola la struttura. Ai fini dell individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, vengono considerati gli impianti in cui si svolgono le operazioni di gestione dei rifiuti previste nell allegato C e B del D.Lgs. 22/97 e autorizzate ai sensi degli articoli 27 e 28 e/o regolate dagli artt. 31 e 33 del medesimo decreto. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

14 Il vincolo assoluto vige sulle aree individuate dal PTCP all art. 8.2, comma 2, lettere a) e b) che si riferiscono ai complessi archeologici ed alle aree di accertata e rilevante consistenza archeologica, al quale si rimanda per le disposizioni specifiche. Nel PTCP, in particolare nella sezione riservata alle Norme di Attuazione all art vengono specificate le norme relative alla localizzazione degli impianti in aree non idonee come di seguito riportato. Art Aree non idonee alla localizzazione di impianti per il trattamento o recupero dei rifiuti urbani e speciali 1.(D) Gli impianti e le attività di gestione di rifiuti urbani e speciali dovranno trovare, di preferenza collocazione negli ambiti specializzati per attività produttive di cui agli artt. 9.1 e 9.2 secondo le disposizione specifiche del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti, nel rispetto della normativa di settore, ovvero nel restante territorio alle condizioni di cui ai commi seguenti e fatte salve le disposizioni specifiche contenute nelle seguenti norme e successive modificazioni e integrazioni e relativi regolamenti applicativi e strumenti di attuazione: - L.R. 2 aprile 1988, n.11; - L. 3 agosto 1998, n. 267; - L. 31 dicembre 1996, n. 667; - L.30 marzo 1998, n. 61; - L. 13 luglio 1999, n. 226; - D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 come modificato dal D.Lgs. 258/2000; - D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490; - R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 3267; - D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357; - D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228; - L.R. 24 marzo 2000, n. 20, con particolare riferimento agli art A-7 (Centri storici), A-10 (Ambiti urbani consolidati), A-11 (Ambiti da riqualificare), A-12 (Ambiti per i nuovi insediamenti), alle aree entro la fascia di rispetto da strade, autostrade, ferrovie, elettrodotti, gasdotti, oleodotti, cimiteri, beni militari, aeroporti. 2.(P) La realizzazione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti urbani e/o speciali è vietata nelle aree di cui ai seguenti articoli del presente piano: - Art. 3.5: La rete ecologica di scala provinciale, con riferimento agli elementi di cui al comma 2 lettere a), b), c),d); - Art. 3.7: La rete dei siti Natura Art. 3.8: Il sistema dei parchi e delle riserve naturali; - Art. 4.2: Alvei attivi; - Art. 4.3: Fasce di tutela fluviale; - Art. 4.5: Aree ad alta probabilità di inondazione; - Art. 4.6: Aree per la realizzazione di interventi idraulici strutturali; - Art. 6.3: Aree a rischio da frana perimetrate e zonizzate: aree in dissesto; - Art. 6.4: Aree a rischio da frana perimetrate e zonizzate: area di possibile evoluzione e area di influenza del dissesto; - Art. 7.4: Zone di tutela naturalistica; - Art. 7.6: Crinali; - Art. 8.2 comma 2 lettere a) e b): Complessi archeologici e aree di accertata e rilevante consistenza archeologica; - Art. 8.3; Centri storici. Sono invece ammesse, salvo che negli alvei attivi, le ordinarie attività di raccolta dei rifiuti ed il deposito temporaneo dei rifiuti speciali, presso gli insediamenti e/o le attività esistenti e/o consentiti dalle norme di cui al presente piano. Con particolare riferimento alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, sono ammesse nelle aree sopra elencate, salvo che negli alvei attivi, la realizzazione e la gestione di stazioni ecologiche di Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

15 base. Nelle stesse aree possono essere ammesse anche stazioni ecologiche attrezzate, qualora si tratti di opere non diversamente localizzabili e previa analisi ambientale che verifichi che l intervento non è in contrasto con le specifiche finalità di tutela e di valorizzazione delle aree stesse e che individui le eventuali opere di mitigazione necessarie. 4.(P) La realizzazione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti urbani e/o speciali è ammissibile nelle aree di cui ai seguenti articoli del presente piano a condizione che la loro previsione sia contenuta in strumenti di pianificazione nazionali, regionali, provinciali o comunali e in conformità con i contenuti del PPGR: - Art. 3.8: Parchi e Riserve naturali (limitatamente alle aree edificate); - Art. 4.4: Fasce di pertinenza fluviale; - Art. 6.5: Aree a rischio di frana perimetrate e zonizzate: aree da sottoporre a verifica; - Art. 7.2: Sistema forestale e boschivo; - Art. 7.3: Zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale; - Art. 7.4: Zone di particolare interesse naturalistico e paesaggistico della pianura ; - Art. 7.5: Dossi, calanchi; - Art. 8.2 comma 2 lettere c), d1 e d2): Aree di concentrazione di materiali archeologici, zone di tutela della struttura centuriata e zone di tutela di elementi della centuriazione; - Art. 11.6: Ambiti agricoli di prevalente rilievo paesaggistico; - Art. 11.7: Ambiti ad alta vocazione produttiva agricola; - Art. 11.8: Ambiti agricoli periurbani. Infine, i centri storici, di cui all art. 8.3 del PTCP. Individuano vincoli assoluti le norme che sottendono le seguenti aree individuate dal PSAI: - Aree a rischio da frana perimetrate e zonizzate: aree in dissesto, recepite all art. 6.3 del presente Piano; - Aree a rischio da frana perimetrate e zonizzate: aree di possibile evoluzione e aree di influenza del dissesto. Si completa il quadro delle aree non idonee, con l individuazione di Aree in cui la realizzazione di impianti per lo smaltimento ed il recupero è sottoposta a previsioni e/o valutazioni di altri provvedimenti. Esse vengono definite come aree in cui la realizzazione e la gestione degli impianti di smaltimento e di recupero di rifiuti sono ammesse solo se subordinate alla loro previsione in strumenti di pianificazione nazionali, regionali, provinciali o comunali. Si ritengono sempre ammesse le ordinarie attività di raccolta dei rifiuti urbani e il deposito temporaneo dei rifiuti speciali, nonché la realizzazione e la gestione di stazioni ecologiche nelle forme previste dalla disposizioni di materia. Ad esse afferisce: - Fasce di pertinenza fluviale (art. 4.4 del PTCP) - Il sistema collinare e di crinale, di cui all art. 9 del PTPR, come recepito all art 7.1 del PTCP; - Il sistema delle aree agricole (art. 11 PTPR), di cui agli articoli 11.6 (Ambiti rurali a prevalente rilievo paesaggistico), 11.7 (Ambiti rurali a prevalente vocazione produttiva agricola), 11.8 (Ambiti rurali a prevalente carattere perturbano) - Le zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale (art. 19 PTPR), come recepito all art. 7.3 del presente Piano con riferimento anche all art. 7.4 : zone di particolare interesse naturalistico e paesaggistico della pianura - Zone ed elementi di interesse storico-archeologico, con riferimento alle aree di concentrazione di materiali archeologici, zone di tutela della struttura centuriata e zone di tutela di elementi della centuriazione - Aree a rischio di frana perimetrate e zonizzate: aree da sottoporre a verifica, regolate all art. 6.5 del presente piano. Si è ritenuto superflua, nonché prematura, in questa fase, l identificazione di altre aree idonee o non idonee a particolari forme di gestione di rifiuti urbani e speciali pericolosi e non Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

16 pericolosi, valendo, invece il principio generale per il quale le attività di gestione di rifiuti sono sempre ammesse nelle aree produttive, con priorità per quelle ecologicamente attrezzate. Un quadro completo, che recepisca l insieme complessivo dei vincoli e che funga anche da aggiornamento della cartografia che accompagna l attuale Piano Infraregionale di Smaltimento dei Rifiuti Urbani e Speciali (che, come ricordato, anticipa fedelmente l individuazione delle aree non idonee in osservanza alle disposizioni del Decreto Ronchi) viene demandata al nuovo PPGR, in corso di predisposizione, secondo i formati cartografici richiesti dalle linee guida regionali. Per quanto riguarda gli impianti destinati al recupero e smaltimento dei rifiuti speciali anche pericolosi il PPGR non deve prevedere alcuna ipotesi di localizzazione. Il percorso di identificazione delle aree idonee per i nuovi impianti di trattamento dei rifiuti urbani, porterà a considerare vincoli e limitazioni di natura diversa (fisici, ambientali, sociali, economici). La procedura di localizzazione deve essere impostata impiegando una metodologia di selezione oggettiva, trasparente e ripercorribile. I criteri utilizzati potranno avere: - carattere di esclusione (quindi di inaccettabilità di un area) - carattere penalizzante (quindi un elevato numero di controindicazioni) - carattere preferenziale (quindi maggiore idoneità) La metodologia di localizzazione proposta per l individuazione di aree potenzialmente idonee ad accogliere gli impianti di smaltimento dei rifiuti si articola in tre fasi principali: - Fase 1: Identificazione delle macroaree potenzialmente idonee alla localizzazione, attraverso l applicazione dei fattori di esclusione definiti dal PTCP. - Fase 2: Definizione e applicazione di criteri, penalizzanti e preferenziali, per l individuazione delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione delle diverse tipologie dei nuovo impianti di cui si evidenzia il fabbisogno. In particolare le aree risultanti alla selezione precedente saranno caratterizzate sulla base di fattori territoriali e ambientali (ad es. distanza dai centri abitati; distanza da aree sensibili e da situazioni ambientali di particolare pregio) e tecnico logistici (ad es. baricentricità rispetto al bacino di produzione dei rifiuti, viabilità). Da questa ulteriore valutazione scaturiranno aree potenzialmente idonee alla localizzazione delle diverse tipologie di impianti previsti - Fase 3: Caratterizzazione ambientale e territoriale delle aree selezionate, a seguito delle selezioni operate nella fase precedente, per giungere alla individuazione di localizzazioni plurime potenziali per le tipologie di nuovi impianti previsti. Sono esclusi dalla definizione dei criteri di localizzazione gli impianti di recupero di rifiuti speciali non pericolosi in regime semplificato, in quanto soggetti ai vincoli di localizzazione in ambiti specializzati per attività produttive o aree ecologicamente attrezzate. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

17 3) La gestione dei Rifiuti in Provincia di Bologna nel 2006: il Rapporto Rifiuti 2006 relazione finale Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

18 INDICE del Rapporto Rifiuti 2006 : INTRODUZIONE Parte I RIFIUTI URBANI 1 Quadro generale 1.1 Normativa Nazionale e Regionale 1.2 Ambito Territoriale Ottimale Servizi di raccolta rifiuti 1.3 Composizione Rifiuti Urbani 2 Produzione rifiuti e Raccolta Differenziata 2.1 Dettaglio Raccolte Differenziate per Comune 3 Approfondimento sui principali Rifiuti Urbani raccolti in maniera Differenziata 3.1 La frazione umida: Organico domestico e Verde 3.2 La frazione secca: il sistema CONAI e i Consorzi di Filiera Carta e Cartone (e imballaggi in carta e cartone) Plastica (e imballaggi in plastica Vetro (e imballaggi in vetro) Metalli (e imballaggi metallici), eccetto alluminio Alluminio (e imballaggi in alluminio) Legno (e imballaggi in legno) Raccolta multi-materiale (carta, cartone, plastica, lattine) Raccolta multi-materiale (vetro, plastica, lattine) 3.3 Beni durevoli (oggi RAEE Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche) 3.4 Batterie 3.5 Oli Minerali 4 Costi di gestione e sistema Tariffario 4.1 Il passaggio da Tassa a Tariffa: situazione provinciale 4.2 Costi per Aree omogenee 5 Progetti e strumenti per ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti, e aumentarne la Raccolta Differenziata 5.1 Il Compostaggio Domestico 5.2 La raccolta dei Rifiuti Urbani porta a porta : il Comune di Monteveglio 5.3 Gli Sconti sulla Tariffa per chi effettua la Raccolta Differenziata 5.4 Le Campagne Informative 5.5 Le Stazioni Ecologiche 5.6 L Educazione e il Controllo 6 I Rifiuti raccolti in maniera Indifferenziata 7 Conclusione: destinazione finale dei Rifiuti Urbani della Provincia di Bologna 1 Produzione di Rifiuti Speciali 1.1 Analisi per attività 1.2 Analisi per tipologia 2 Gli Accordi di Programma 2.1 Rifiuti Agricoli 2.2 Residui da Costruzione e Demolizione Parte II RIFIUTI SPECIALI Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

19 3 Gestione dei Rifiuti Speciali 3.1 Fanghi civili 3.2 Percolati delle discariche 4 Spedizioni transfontaliere di Rifiuti Speciali Parte III Gli Impianti in Provincia di Bologna 1 Flusso dei Rifiuti Urbani e Speciali che hanno riguardato nel 2006 gli impianti per Rifiuti Urbani della Provincia di Bologna 1.1 Schema sintetico dei flussi 2 Impianti di compostaggio 3 I principali impianti di trattamento intermedio dei Rifiuti Urbani 3.1 Impianti di selezione delle Raccolte Differenziate multi-materiale carta/plastica/lattine 3.2 Impianti di trattamento meccanico-biologico dei Rifiuti Urbani Indifferenziati 4 Gli Impianti della Provincia di Bologna che smaltiscono prevalentemente Rifiuti Urbani 4.1 Impianto di incenerimento 4.2 Discariche per Rifiuti Urbani 5 Elenco completo Impianti autorizzati al recupero e smaltimento rifiuti in procedura ordinaria (art. 208 e 210 del D.Lgs 152/06) 6 Elenco completo Impianti di recupero rifiuti iscritti nell elenco provinciale in procedura semplificata (art. 216 del D.Lgs 152/06) APPENDICE - Le attività di controllo: ARPA e NAP - Elenco Stazioni Ecologiche in Provincia di Bologna - Dettaglio Raccolte Differenziate a smaltimento per Comune - Links Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

20 INTRODUZIONE RIFIUTI URBANI La fonte dei dati utilizzata per la quantificazione della produzione e gestione dei Rifiuti Urbani sono i Comuni 1 ; questi dati sono stati confrontati con quelli a disposizione dell ATO5, a cui pervengono dai gestori dei servizi di raccolta, da cui è emersa la corrispondenza dei medesimi. I Rifiuti Urbani complessivamente prodotti nel 2006 sono stati Tonnellate, in aumento rispetto al 2005 di Tonnellate (+ 2,1 %). La raccolta pro-capite risulta essere stata di 593 Kg/ab*anno 2, in aumento rispetto al 2005 di 9 Kg/ab*anno (+ 1,6 %). Un fattore che influisce in maniera sicuramente rilevante sui risultati di produzione dei rifiuti è quello dei Rifiuti Speciali Assimilati 3, per cui talvolta flussi anche cospicui di materiale di provenienza non domestica vanno ad alterare i dati di produzione computabili ai cittadini 4. I Rifiuti Urbani oggetto di Raccolta Differenziata nel 2006 sono stati Tonn. (di queste avviate a recupero e avviate a smaltimento), che equivale al 29,4 % dei Rifiuti raccolti 5 (con un incremento di + 2,2 % rispetto all anno 2005). L obbiettivo previsto dal PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) vigente era del 38,7 %, e pertanto mancano 9,3 punti percentuali al raggiungimento dell obiettivo previsto. Secondo la Normativa Nazionale invece (D.Lgs 152/06) nel calcolo della percentuale di Raccolta Differenziata va sommata anche la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta, che nel 2006 ammonta in Provincia di Bologna a Tonn. 6 ; pertanto la percentuale di Raccolta Differenziata sale al 38,2 %, e quindi l obiettivo minimo previsto dalla Normativa Nazionale a livello provinciale del 35 % sarebbe raggiunto e superato. 1 Tale procedura è prevista dalla normativa della Regione Emilia-Romagna. Infatti la Legge Regionale n 27/94, all Art. 16, stabilisce che i Comuni trasmettano annualmente entro il 30 aprile agli Osservatori Provinciali Rifiuti delle Province un rendiconto sulla produzione e gestione dei Rifiuti Urbani; tale rendiconto deve essere compilato utilizzando il modello riportato nell allegato 4 della Delibera Regionale 1620/01, nella versione aggiornata dalla Delibera Regionale 407/04 e 299/05; questo anche al fine dell applicazione del Tributo speciale per il deposito in discarica (LR 31/96), con la quale si reperiscono risorse che poi vengono ri-distribuite (in parte) dalla Regione alle Province, per iniziative sui rifiuti atte a ridurne la pericolosità e quantità, nonchè ad aumentarne la loro Raccolta Differenziata 2 Dato Regionale anno 2006: 673 Kg/ab*anno (Fonte: ARPA Ingegneria Ambientale). Dato Nazionale (relativo però al 2005, non essendo ancora disponibile quello del 2006): 539 Kg/ab*anno (Fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti - Rapporto Rifiuti 2005) 3 I Rifiuti Speciali Assimilati provengono da attività artigianali, industriali e commerciali, non rientrano nella categoria dei rifiuti pericolosi, e sono assimilati agli Urbani per quantità e qualità secondo quanto specificato dai Regolamenti Comunali di gestione rifiuti 4 Riguardo all effettiva produzione dei Rifiuti Urbani delle sole Utenze Domestiche, si segnala che ad oggi (nonostante l importanza e l entità del problema di sicuro interesse nazionale) non risulta esistere nessuno studio finalizzato a stimare la quantità di Rifiuto Urbano effettivamente prodotti dalla famiglie e, in particolare, la loro capacità di separazione in base al reddito, all età, al tipo di servizio di raccolta offerto, alla superficie dell abitazione ecc. Un tentativo in questo senso è stato fatto dall Associazione Italia Nostra, con il progetto nazionale Cittadini in Rete per il Riciclo, nel Il progetto si proponeva l obiettivo principale di raccogliere dati (con una indagine a campione) sull'effettiva produzione famigliare di Rifiuti Urbani e sulle quantità che le stesse famiglie riescono a Differenziare. Al progetto potevano partecipare tutte le famiglie italiane (anche composte da una sola persona) che abitualmente già separavano i loro scarti domestici per facilitare il loro successivo riciclo. La partecipazione era gratuita e volontaria. La promozione del progetto e il reclutamento dei partecipanti è avvenuto per adesioni su base volontaria utilizzando in prevalenza la Rete Internet (area dedicata sul Sito Internet di Italia Nostra: Si tratta quindi di un campione selezionato, rappresentativo solo di una parte della popolazione italiana, un campione che potremo definire virtuoso; questo è un limite dell indagine, ma i suoi risultati non possono essere ignorati. La produzione complessiva pro-capite annua di Rifiuti è risultata pari a 189 Kg, con valori che al massimo hanno raggiunto i 250 Kg/ab*anno. Sono valori nettamente inferiori alla produzione media annuale pro-capite di Rifiuti Urbani ufficialmente riportata nel 2005 in Italia (539 kg/ab*anno Fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti - Rapporto Rifiuti 2005) in cui è conteggiata anche la quota di rifiuti prodotti dalle aziende ed assimilate al Rifiuto Urbano, e lo spazzamento delle strade. Il Progetto completo è visionabile sul Sito 5 Dato Regionale anno 2006: 36,3 % (Fonte: ARPA Ingegneria Ambientale). Dato Nazionale relativo però al 2005, non essendo ancora disponibile quello del 2006: 24,3 % (Fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti - Rapporto Rifiuti 2005) 6 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

21 L analisi delle principali frazioni merceologiche ha evidenziato scarsi risultati di Raccolta Differenziata rispetto alle quantità che si presume teoricamente essere presenti nei rifiuti. Per questo si sono analizzate le principali azioni che l Amministrazione provinciale ha posto in essere per raggiungere gli obiettivi fissati dalla programmazione provinciale in merito alla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, e l'incentivazione delle loro Raccolte Differenziate. Da questo quadro emerge la necessità di una profonda innovazione nel sistema di Raccolta Differenziata, come per esempio l introduzione delle raccolte domiciliari Infatti attualmente il sistema di raccolta adottato in tutta la provincia è quello a cassonetto stradale, che ha il pregio di permettere al cittadino di conferire in qualunque momento i propri rifiuti nei contenitori, ma ha il limite di non garantire sempre un livello quantitativo e qualitativo del rifiuto conferito soddisfacente; inoltre attorno ai contenitori dislocati sul territorio si possono accumulare rifiuti abbandonati e/o sporcizia. Solo nel Comune di Monteveglio invece la raccolta dei rifiuti si effettua con il sistema porta a porta che, anche se obbliga il cittadino a seguire un preciso calendario nei conferimenti (posizionando i rifiuti fuori dalla propria abitazione), permette di ottenere una sua maggiore responsabilizzazione rispetto alla qualità e quantità del rifiuto conferito. Per il 2007 (e inizio 2008) pertanto si prevede in particolare: a) la continuazione della promozione del compostaggio domestico, sia da parte dei gestori di raccolta, che direttamente dall Amministrazione Provinciale attraverso il progetto specifico iniziato alla fine del 2006 dall Osservatorio Provinciale Rifiuti (ved. Paragrafo 5.1); b) l attivazione della raccolta porta a porta nel Comune di Argelato da settembre 2007, e nei Comuni limitrofi a Monteveglio 7 (a partire da Monte San Pietro a novembre 2007, poi Sasso Marconi a dicembre 2007 e Crespellano da gennaio 2008); c) l applicazione del sistema di Raccolta Differenziata denominato SGR40 (raccolta a cassonetto per le utenze domestiche, incentivazione uso della Stazione Ecologica, e servizi di raccolta porta a porta per utenze selezionate non domestiche) per il raggiungimento della percentuale di Raccolta Differenziata di almeno il 40 % (così come previsto dalla Normativa Nazionale per il 2007, per poi procedere gradualmente al raggiungimento del 50 %), nei Comuni intorno al Comune di Bologna, vale a dire: Casalecchio di Reno, Castenaso, Granarolo, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa; l avvio operativo è previsto per l inizio del 2008; d) nei Comuni della montagna verrà continuato il programma di sviluppo delle Raccolte Differenziate dei rifiuti secondo il Progetto Sei tu che fai la differenza (ved. Paragrafo 1.2.1). Lo scopo dei progetti è anche quello di superare, in maniera graduale, le attuali disomogeneità in termini prestazionali e di servizi resi, di migliorare le fasi di riorganizzazione ed ottimizzazione del servizio, di conseguire economie di scala, e di tendere verso l applicazione di prezzi unitari uguali, con eventuali differenze giustificate. Riguardo lo smaltimento dei Rifiuti Indifferenziati prodotti dalla Provincia di Bologna, emerge che immediatamente a valle della raccolta i rifiuti sono destinati quasi equamente fra discarica, impianti di trattamento meccanico-biologico e inceneritore. Dopo i processi di trattamento, vengono conferiti in discarica anche i vagli degli impianti di selezione meccanica, le scorie dell inceneritore, i sovvalli delle Raccolte Differenziate multi-materiali ecc; pertanto, considerando la gestione completa dei Rifiuti Urbani della Provincia di Bologna, la discarica è ancora la destinazione principale dei rifiuti, con oltre il 50 % dei conferimenti.. RIFIUTI SPECIALI La fonte dei dati utilizzata per la quantificazione della produzione e gestione dei Rifiuti Speciali è la banca dati MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) della Camera di Commercio di Bologna (analizzando le dichiarazioni effettuate nell anno 2006, e quindi inerenti la 7 sulla base dell esperienza positiva maturata in questo Comune Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

22 produzione/gestione dell anno 2005). L utilizzo dei dati ai fini statistici è reso possibile da una serie di bonifiche realizzate dalla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti. Ne è risultato, in breve: i Rifiuti Speciali complessivamente prodotti in Provincia di Bologna sono Tonn., di cui non pericolosi e Tonn. pericolosi. Le tipologie quantitativamente più rilevanti sono state il CER 19 (rifiuti da trattamento dei rifiuti e acque), CER 17 (rifiuti da costruzione e demolizione) e CER 02 (rifiuti provenienti dall industria agro alimentare). Per alcuni tipi di Rifiuti Speciali (CER 08, 13, 16 e 18), vi sono forti afflussi da fuori provincia sebbene il territorio provinciale di Bologna presenti scarsa capacità ricettiva a livello impiantistico; ne consegue che per dette tipologie vi è un fenomeno diffuso di mero transito attraverso stoccaggi intermedi, cioè di forte importazione seguita da un altrettanto forte esportazione. La quantità di Rifiuti Speciali che viene comunque gestita nel territorio provinciale (ipotizzando tale quantità uguale alla somma dei rifiuti prodotti internamente, più i rifiuti che entrano da fuori provincia, meno quelli in uscita verso altre province) è superiore al Tonnellate; di questi, il 55 % viene trattato in impianti di recupero, e il 45 % viene smaltito. IMPIANTI Analizza i flussi di Rifiuti che interessano gli impianti per Rifiuti Urbani della provincia di Bologna, e riporta l elenco completo degli impianti di trattamento rifiuti presenti sul territorio provinciale. Oltre ai Rifiuti Urbani di origine Provinciale, negli Impianti per Rifiuti Urbani della provincia di Bologna sono stati conferiti anche Tonn. di Rifiuti Urbani Indifferenziati da alcuni Comuni delle Province di Ravenna, Pistoia e Firenze (e regolamentati da Accordi iscritti negli strumenti di pianificazione provinciali), Tonn. di Rifiuti Indifferenziati dalla Provincia di Ferrara e 639 Tonn. dalla Provincia di Napoli (in seguito a accordi specifici fra le Province). Negli impianti per Rifiuti Urbani della provincia di Bologna sono stati smaltiti anche Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi (e Tonn. di Rifiuti ospedalieri a rischio infettivo) tutti di origine provinciale), oltre a Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi (e 768 Tonn. di Rifiuti ospedalieri a rischio infettivo) provenienti da fuori Provincia. Nell impianto di incenerimento presente in Provincia sono stati smaltiti complessivamente Tonn. di Rifiuti (fra Urbani e Speciali), e nelle 5 discariche sono stati smaltiti complessivamente Tonn. di Rifiuti (fra Urbani e Speciali). La capacità di smaltimento residua complessiva delle discariche provinciali per Rifiuti Urbani al 31 Dicembre 2006 è di circa Tonn. 8, e il PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) vigente del 1999 non prevede ulteriori ampliamenti. Parte I Rifiuti Urbani Cap. 1 Quadro generale La nuova sensibilità e l'evoluzione normativa maturate a livello europeo e nazionale stanno ponendo in grande rilievo le politiche di prevenzione e minimizzazione della produzione dei rifiuti, sia presso le pubbliche amministrazioni sia in diversi settori dell industria e del commercio. La gestione dei rifiuti, la cui produzione è costantemente in crescita, è sempre più un costo in termini ambientali ed economici. L obiettivo è da un lato il necessario disallineamento tra crescita economica e aumento degli scarti da consumi e produzione, e dall altro l ottimizzazione dei sistemi di gestione ai fini della massimizzazione del recupero di materiali dagli residui prodotti. Tutto questo nel rispetto dell ambiente e della salute umana. Tutto ciò è reso sempre più impellente dagli aumenti dei costi di gestione del ciclo, ed in particolare della fase di smaltimento dei rifiuti: l applicazione del D.Lgs 36/03 di recepimento della direttiva europea 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti renderà un ricordo del passato 8 ATTENZIONE: per semplicità espositiva, nel computo della capacità complessiva netta di abbancamento è stato riportato il valore già comprensivo anche degli ampliamento autorizzati a inizio 2007, di cui si veda lo specifico nel Paragrafo 4.2 della PARTE III del presente volume Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

23 la possibilità di smaltire in discarica un Kg di rifiuto a pochi centesimi di euro. Anche il D.Lgs 133/05 di recepimento della direttiva europea 2000/76/CE sugli inceneritori è destinato ad incidere, anche se in misura decisamente inferiore, sui costi di gestione, per via di più stringenti requisiti di tutela ambientale riguardanti le emissioni degli impianti. Le nuove norme sulle discariche e sugli inceneritori risultano pertanto incentivanti per le politiche di gestione dei prodotti e dei servizi che minimizzano la produzione e la pericolosità dei rifiuti (prevenzione), e di quelle di gestione dei rifiuti che massimizzano il loro recupero come materia. Il produttore pertanto ha tutto l interesse nel contenimento dei propri rifiuti, sia per motivi economici, sia perché il mercato seleziona sempre di più i competitori sulla base della qualità ambientale dell offerta. Per chi gestisce i rifiuti (Comuni e imprese di igiene urbana), prevenirne e minimizzarne la produzione rappresenta oggi la nuova sfida nell ottica dell efficienza, efficacia ed economicità del servizio ai cittadini, nonché per il raggiungimento della sostenibilità ambientale nella gestione del ciclo, soprattutto nel momento in cui il settore si avvia verso la competizione di mercato. Riguardo alla minimizzazione e prevenzione nella produzione dei Rifiuti si rimanda, per approfondimenti, alla pubblicazione dell Osservatorio Nazionale Rifiuti e Federambiente: Linee guida Nazionali sulla Prevenzione e Minimizzazione dei Rifiuti Urbani Urbani novembre 2006, visionabile e/o scaricabile su e Inoltre si segnala che su queste tematiche l UPI (Unione Province Italiane) e Federambiente hanno firmato un Protocollo di Intesa 9 il 20 luglio 2004 che mira a promuovere la minimizzazione e prevenzione nella produzione dei Rifiuti attraverso iniziative di formazione e sensibilizzazione a operatori pubblici e privati (e agli Enti locali), da realizzarsi a cura degli Osservatori Provinciali Rifiuti. Il Protocollo è visionabile e/o scaricabile su All aumento dei rifiuti prodotti si aggiungono quindi i problemi e i costi crescenti del loro smaltimento, e i conflitti sociali che insorgono all apertura di nuove discariche o inceneritori. Per ridurre l inquinamento, i consumi energetici e lo spreco di materie prime, occorre indirizzarsi verso il riciclaggio dei rifiuti, che comporta a monte la Raccolta Differenziata 10. Attraverso il riciclaggio dei rifiuti si producono benefici di vasta portata, sia per l ambiente naturale e l igiene delle popolazioni, che per lo stesso sistema produttivo, perchè vengono riconvertite risorse e materie prime che altrimenti andrebbero acquistate, a costi sempre crescenti, sui mercati internazionali. La Raccolta Differenziata e il riutilizzo, riciclaggio e recupero di materie prime ed energia devono diventare il percorso prioritario per lo smaltimento dei rifiuti (così come previsto dalla normativa vigente). La buona riuscita del sistema di gestione dei rifiuti comporta quindi quattro elementi fondamentali: 1. la presenza di un efficace sistema di raccolta, che sia comodo, economico, e che preveda la separazione di tutte le frazioni merceologiche; ove necessario, la ristrutturazione del servizio è un passo fondamentale per garantire la raccolta di tutte le frazioni riciclabili e un adeguata volumetria e comodità di conferimento, anche in relazione al prevedibile aumento del flusso di materiali in conseguenza alla risposta dei cittadini alle campagne informative di incentivo alla Raccolta Differenziata organizzate sul territorio; 9 Il protocollo prevede l impegno reciproco a sviluppare attività di prevenzione e minimizzazione dei rifiuti, a diffondere nelle diverse realtà provinciali la conoscenza delle esperienze di operatori pubblici e privati, a individuare strategie e sinergie in grado di consentire lo sviluppo di azioni innovative finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti, e a diffondere tecniche e tecnologie eco-compatibili. A tal fine l UPI, attraverso la rete degli Osservatori Provinciali Rifiuti (OPR) e Federambiente, hanno progettato attività di informazione e formazione dedicata ai funzionari ed ai tecnici delle Province, dei Comuni e della aziende di igiene urbana, e a tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione dei rifiuti sul territorio (enti locali, associazioni di categoria di settori produttivi e della distribuzione, associazioni di consumatori e cittadini, associazioni ambientaliste) 10 Essa consente: la valorizzazione delle componenti merceologiche dei rifiuti sin dalla fase della raccolta; la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato, individuando tecnologie più adatte alla gestione e minimizzando l impatto ambientale dei processi di trattamento e smaltimento; il recupero di materiali e di energia nella fase di trattamento finale; la promozione di comportamenti più corretti da parte dei cittadini, con conseguenti cambiamenti dei consumi, a beneficio delle politiche di prevenzione e riduzione Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

24 2. la partecipazione dei cittadini alla Raccolta Differenziata, da ottenere attraverso campagne informative e di sensibilizzazione (capillari, frequenti e coerenti, e con obiettivi mirati), e interventi di educazione, controllo e vigilanza; la Raccolta Differenziata è un gesto che, a partire dal basso (vale a dire dalla quotidianità, dai gesti più semplici), innesca valori positivi in gradi di mettere in moto meccanismi virtuosi; 3. la presenza di un sistema impiantistico adeguato, che comprenda tutte le tipologie di impianti necessarie (impianti per il recupero e il riciclo delle varie frazioni merceologiche, impianti di compostaggio, inceneritore e discarica) integrate fra loro; 4. l orientamento del mercato all uso dei prodotti ottenuti con materiali riciclati, anche attraverso la promozione dell acquisto di prodotti ottenuti con materiale riciclato in misura minima del 30 %, in l applicazione del DM 203/03. I manufatti realizzati con materiali riciclati sono il risultato di un mestiere, ancorché di nicchia; un settore tuttavia dalle grandi potenzialità e in evoluzione, come dimostrano i dati di incremento di mercato 11. La capacità industriale e intellettuale, coniugata alla sapienza del design, possono costituire una grande opportunità di mercato per l imprenditoria; e una nuova imprenditoria che sa guardare alla responsabilità sociale è in rapida crescita di consenso anche tra i consumatori. In futuro, con tutta probabilità, saranno le aziende più lungimiranti, in grado di soddisfare i propri stakeholders dal punto di vista ambientale e sociale, a assicurarsi le più ampie possibilità di sviluppo 12. Il DM 203/03 ha rappresentato sicuramente un passo importante per l incremento del mercato del riciclo, dando il via a una domanda di mercato a cui necessariamente deve seguire un offerta mirata a: promuovere una politica degli acquisti di manufatti in riciclato da parte non solo delle Pubbliche Amministrazioni ma anche aziende private e cittadini; spingere le imprese a effettuare ricerche per lo sviluppo e la creazione di nuovi prodotti di qualità coniugando ricerca, design e riduzione dell impatto ambientale; favorire l informazione ai consumatori affinché possano scegliere prodotti di qualità rispettosi dell ambiente. A questo riguardo si segnala il portale che raccoglie le aziende produttrici e distributrici di prodotti ecologici in Italia; è un luogo di incontro (dato che non si compra nulla direttamente e non si fa intermediazione), la cui funzione è di collegare le aziende con i consumatori, per migliorare la rete di distribuzione e vendita dei prodotti verdi, (ancora non facilmente reperibili sul mercato, soprattutto in grandi quantità). Ecomondo, la Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile che si terrà a Rimini dal 7 al 10 novembre 2007, proporrà L isola degli acquisti sostenibili (organizzata in collaborazione con il portale e con il supporto del Ministero dell'ambiente, del Ministero dello Sviluppo economico, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Rimini e del Coordinamento Nazionale delle Agende 21 Locali) dove si ospiteranno uno spazio espositivo, 2 Convegni dedicati al tema degli Acquisti Verdi e dei materiali eco-compatibili, e iniziative tematiche di incontro tra domanda e offerta. Maggiori informazioni sul Sito Nel 2006 l Amministrazione Provinciale di Bologna ha realizzato gare con l inserimento di criteri ambientali per: arredi per laboratori scolastici (pannelli in truciolare riciclato al 100 %); autoveicoli (12 auto bi-fuel benzina/metano); noleggio di fotocopiatrici (prodotti con marchio Energy Star o equivalente verificabile forniti di strumenti di risparmio energetico, stampa fronte/retro e su carta riciclata 100 %). Inoltre sono stati acquistati oli lubrificanti verdi, è stato prorogato il contratto del servizio di pulizia degli uffici che prevede la fornitura di carta igienica e salviette di carta riciclata Ecolabel e si è dato seguito alle cosiddette buone pratiche come l uso delle bottiglie di vetro per l acqua al posto di quelle di plastica, la Raccolta Differenziata di carta e toner esausti, e l uso di cartucce toner laser ricostruite. Si è dato avvio, inoltre, alla qualificazione dei fornitori e 11 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti (dal Sito Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

25 alla loro iscrizione nel Registro fornitori del Settore Personale e Provveditorato da utilizzare per la scelta delle imprese da invitare alle gare, sulla base delle informazioni fornite, fra le quali gli eventuali sistemi di gestione ambientale. Infine, per promuovere la diffusione degli Acquisti Verdi, la Provincia ha organizzato 4 corsi per gli Enti pubblici ed uno per le imprese e le associazioni di categoria; a supporto di questi è stata pubblicata la guida I love shopping... in verde mirata a facilitare le procedure di acquisto verde da parte degli enti locali. 1.1 Normativa Nazionale e Regionale A partire dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore del D.Lgs 3 aprile 2006, n 152 (recante Norme in materia ambientale ), la normativa nazionale sui rifiuti subisce una profonda trasformazione (parallelamente a quanto accade, sempre in forza dello stesso provvedimento, per la normativa relativa a: valutazione di impatto ambientale; difesa del suolo e tutela delle acque; bonifica dei siti inquinati; tutela dell aria; risarcimento del danno ambientale). Il nuovo provvedimento riformula infatti l intera legislazione sull ambiente, e sancisce, sul piano della disciplina dei rifiuti, l abrogazione del D.Lgs 22/97 (cd. Decreto Ronchi ). Le nuove regole sulla gestione dei rifiuti sono contenute nella Parte quarta, composta da 89 articoli (dal 177 al 266) e 9 allegati (più 5 sulle bonifiche). I compiti delle Province in materia di rifiuti sono contenuti nell art. 197, e sono: l adozione di piani di gestione dei rifiuti; controllo e verifica degli interventi di bonifica; controllo delle attività di gestione; intermediazione e commercio dei rifiuti; pareri e controlli sugli impianti di recupero in procedura semplificata. Il D.Lgs 152/06 sottrae alle Province le funzioni amministrative concernenti la programmazione e l organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, l iscrizione delle imprese e degli Enti sottoposti alle procedure semplificate, e l organizzazione delle attività di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani e assimilati sulla base di ambiti territoriali ottimali. La Regione Emilia-Romagna però, in base all Art. 5 della Delibera Legislativa n 15/06, ha confermato in capo a Province e Comuni tutte le legislazioni regionali vigenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs 152/06. In particolare, per la Provincia, la pianificazione della gestione dei rifiuti, e le autorizzazioni per: progetti o varianti di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti in procedura ordinaria, impianti mobili di smaltimento e recupero rifiuti, impianti sperimentali di smaltimento e recupero dei rifiuti, operazioni di import/export dei rifiuti, progetti di bonifica presentati dopo il 29 aprile 2006 (data di entrata in vigore del D.Lgs 152/06). Tornando al D.Lgs 152/06, all Art. 184, definisce quelli che sono considerati Rifiuti Urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell articolo 198, comma 2, lettera g); c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico, o sulle spiagge marittime e lacuali, e sulle rive dei corsi d acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e). Il Decreto inoltre ha introdotto importanti novità relativamente agli obiettivi minimi di percentuale di Raccolta Differenziata da raggiungere nel corso degli anni futuri. Innanzi tutto è cambiata (rispetto al D.Lgs 22/97) la definizione di Raccolta Differenziata, che diventa (art. 183): la raccolta idonea, secondo criteri d economicità, efficacia, trasparenza e efficienza, a raggruppare i Rifiuti Urbani in frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o, per la frazione organica umida, anche al momento del trattamento, nonchè a raggruppare i rifiuti di imballaggio Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

26 separatamente dagli altri Rifiuti Urbani, a condizione che tutti i rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero. Si include quindi, nella definizione di Raccolta Differenziata, anche la frazione organica derivante da impianti di trattamento non meglio specificati (non è chiaro infatti se il legislatore si riferisca a impianti di trattamento meccanico-biologico o di semplice selezione), ed è questa la maggiore novità rispetto al pre-vigente D.Lgs 22/97 Tale concetto è ripreso dall art. 205 (comma 2), che recita: la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo di materia e energia, secondo i criteri di economicità, dell efficacia, dell efficienza e della trasparenza del sistema contribuisce al raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta Differenziata 13. Inoltre il Decreto ha posticipato al 31 dicembre 2006 la scadenza temporale per il conseguimento dell obiettivo del 35 % di Raccolta Differenziata, originariamente previsto per il 2003 dal previgente D.Lgs 22/97. I nuovi obiettivi (art. 205) sono: - almeno il 35 % entro il 31 Dicembre almeno il 45 % entro il 31 Dicembre almeno il 65 % entro il 31 Dicembre 2012 Infine, ha rimandato ai Decreti attuativi, per ora non ancora usciti, la definizione delle modalità di calcolo della percentuale di Raccolta Differenziata Altra normativa in tema di rifiuti da segnalare è la Legge 93/01, in base alla quale le Province devono istituire il proprio Osservatorio Provinciale Rifiuti, per le attività di monitoraggio, programmazione e comunicazione, a supporto della attività dell Osservatorio Nazionale Rifiuti. Produzione Rifiuti Urbani e calcolo percentuale di Raccolta Differenziata: Normativa Regionale La Regione Emilia-Romagna ha provveduto, fin dal 2001, ad individuarne i criteri oggettivi e definirne un metodo standard per il calcolo della percentuale di Raccolta Differenziata a livello regionale, attraverso i quali certificare ufficialmente tale valore. Questo anche al fine dell applicazione del Tributo speciale per il deposito in discarica (LR 31/96), con la quale si reperiscono risorse che poi vengono ri-distribuite (in parte) dalla Regione alle Province, per iniziative sui rifiuti atte a ridurne la pericolosità e quantità, nonchè ad aumentarne la loro Raccolta Differenziata La normativa regionale originaria di riferimento per la gestione dei rifiuti è la LR 27/94, che prevede che i Comuni trasmettano annualmente entro il 30 aprile agli Osservatori Provinciali Rifiuti delle Province un rendiconto sulla produzione e gestione dei Rifiuti Urbani; tale rendiconto deve essere compilato utilizzando il modello riportato nell allegato 4 della Delibera Regionale 1620/01, nella versione aggiornata dalla Delibera Regionale 407/04 e 299/05. La Delibera Regionale 1620/2001, dal titolo Approvazione dei criteri di indirizzi regionali per la pianificazione e la gestione dei rifiuti è anche la normativa di riferimento per quanto riguarda il calcolo della Raccolta Differenziata: tale calcolo deve essere effettuato in questo modo: la percentuale di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani raggiunta a livello di ambito territoriale ottimale va calcolata rispetto al totale dei Rifiuti Urbani prodotti (RU). Tale percentuale si ottiene dal rapporto tra la somma dei pesi delle frazioni merceologiche raccolte in modo Differenziato, considerando sia quelle avviate a recupero che quelle avviate a smaltimento, e la quantità dei Rifiuti Urbani 13 In base a tale definizione, sia che si tratti di frazione organica stabilizzata che addirittura di rifiuto semplicemente selezionato, una simile impostazione disincentiva la raccolta a monte della frazione umida, dotata di un maggior grado di purezza e minore contenuto di contaminanti e, quindi, più facilmente recuperabile sotto forma di materia 13. Tale problematica dovrebbe essere superata con l entrata in vigore del provvedimento correttivo del D.Lgs 152/2006, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il che, tra le varie modifiche previste all art. 183 (relativo alla definizione di Raccolta Differenziata ) ri-definisce la Raccolta Differenziata la raccolta idonea a raggruppare i Rifiuti Urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione umida, destinate al riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

27 complessivamente prodotti secondo la seguente formula (tutti i pesi vanno espressi in tonnellate annue): RD % = somma RD x 100 produzione RU In particolare poi, all art , si segnala che ai fini del computo della percentuale di Raccolta Differenziata (RD), per ogni frazione merceologica omogenea vanno conteggiati i quantitativi raccolti in modo separato, senza escludere gli scarti e i sovvalli da eventuali operazioni di valorizzazione ai fini del recupero delle diverse frazioni. Vanno invece esclusi: la frazione organica destinata a compostaggio domestico che non viene conferita al servizio pubblico 14 ; le frazioni ottenute da selezione effettuata successivamente alla Raccolta Indifferenziata dei Rifiuti Urbani (frazioni da selezione post-raccolta di Rifiuti Indifferenziati); i Rifiuti derivanti dalla pulizia e spazzamento delle strade e aree pubbliche, delle strade e aree private comunque soggette a uso pubblico, delle spiagge marittime e lacuali e rive dei corsi d acqua, compresi quelli provenienti dalla pulizia di arenili; i rifiuti provenienti da esumazioni e estumulazioni. Va sottlineato che c è quindi un incongruenza quindi fra la Normativa Regionale e Nazionale, in quanto la Normativa Nazionale cita espressamente che la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo di materia e energia, secondo i criteri di economicità, dell efficacia, dell efficienza e della trasparenza del sistema contribuisce al raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta Differenziata, mentre la Normativa Regionale la esclude. 1.2 Ambito Territoriale Ottimale Al fine di meglio descrivere e interpretare le dinamiche relative alla gestione dei rifiuti, la Provincia di Bologna e l Agenzia di Ambito per i servizi Pubblici di Bologna (ATO5) fin dal 2003 hanno deciso di suddividere il territorio provinciale secondo aree che tenessero conto soprattutto della gestione storica del servizio di gestione dei rifiuti, e che presentassero caratteristiche territoriali e socio-economiche omogenee (in base alla morfologia, alla densità abitativa, alla situazione economica, al tessuto produttivo e al sistema viario e di comunicazione); in questo modo non si fa più riferimento ai sub-ambiti (o bacini territoriali) definiti dal vigente PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) del Il risultato è stato l individuazione di 5 aree omogenee: 1. Comune di Bologna 2. Comuni del Bolognese 3. Comuni dell Imolese 4. Comuni della pianura nord-occidentale 5. Comuni della montagna La seguente figura mostra la suddivisione del territorio nelle aree omogenee individuate; per ogni area sono stati indicati il numero di Comuni, il totale della popolazione e la produzione dei Rifiuti Urbani relativi al 2006: 14 questa frazione non è conteggiata nemmeno nel totale dei rifiuti prodotti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

28 Q.tà Comu ni % abitanti sul totale provinciale Superficie abitanti Densità Aree Omogenee (Km 2 ) 2006 (ab./km 2 ) Comune di Bologna % Comuni del bolognase % Comuni dell imolese % Comuni della Pianura nordoccidentale % Comuni della Montagna % Totale % Si segnala che la popolazione totale della provincia di Bologna nel 2006 continua il trend di crescita degli anni precedenti raggiungendo i abitanti 15 e registrando, rispetto all anno precedente, un incremento di abitanti, corrispondente in percentuale a + 0,5 %. L area corrispondente al Comune di Bologna, capoluogo di provincia, si contraddistingue per una densità abitativa molto elevata (2.646 ab./km 2, oltre 10 volte superiore a quella media provinciale di 258 ab./km 2 ). Con oltre abitanti in questa area è presente il 39 % c.a. della popolazione provinciale. Si caratterizza per la presenza di un centro abitato di grandi dimensioni nel quale sono 15 Fonte: Ufficio Statistica della Provincia di Bologna (elaborazione dati delle Anagrafi Comunali su modello POSAS) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

29 concentrate tutte le dinamiche socio-economiche, compresa l Università, il pendolarismo lavorativo, le manifestazioni, le Fiere e gli eventi sportivi. Il tessuto produttivo è incentrato sul commercio, l imprenditoria, le attività immobiliari e la presenza di grandi strutture ospedaliere. La viabilità nel centro storico del capoluogo è condizionata da strade strette e dalla ridotta transitabilità. L area corrispondente ai Comuni del Bolognese presenta un territorio pedecollinare che degrada verso nord nella pianura, ed è occupato in prevalenza da Comuni di dimensioni medio-piccole, con una densità abitativa sensibilmente inferiore alla media provinciale. I Comuni intorno al Comune di Bologna presentano un tessuto urbano e condizioni di vita simile a quello di Bologna. Il tessuto produttivo si basa sulle attività manifatturiere e sul commercio, e sono molto attivi anche i settori edile e agricolo. Nell area si sottolinea la forte dispersione delle localizzazioni industriali. L area dei Comuni dell Imolese presenta un tessuto produttivo fortemente sbilanciato verso il settore manifatturiero che raggiunge, in questa area, una percentuale di occupazione superiore alla media dell intera provincia. Anche i settori del commercio all ingrosso e delle costruzioni sono molto fiorenti. I Comuni che occupano questa area sono disposti su due direttrici: la Via Emilia (SS9) e la SS610 (che corre lungo la Valle del Santerno), attorno alle quali è incentrata la viabilità di tutta la zona. Imola, con oltre abitanti, è il secondo Comune della provincia per n di abitanti dopo il capoluogo. La densità abitativa è molto inferiore alla media provinciale. L area dei Comuni della pianura nord occidentale presenta un territorio completamente pianeggiante incavato in una più vasta area territoriale dominata da specifici distretti industriali. I Comuni che si trovano nell area sono caratterizzati da una storia, da caratteristiche socio-culturali (compreso l approccio al tema dei rifiuti) e da uno sviluppo socioeconomico simile. Il settore manifatturiero raggiunge qui il più alto tasso di occupazione della provincia; si registra inoltre un settore commerciale molto fiorente e la presenza di produzioni agricole ad alta resa. La densità abitativa è di poco inferiore alla media provinciale. L area dei Comuni di montagna presenta una densità abitativa molto bassa (69 ab./km 2, rispetto a una media provinciale di 258 ab./km 2 ), un territorio completamente montuoso caratterizzato dalla presenza di molte frazioni, da un numero elevato di case sparse e da una viabilità disagevole. L economia di questa area è incentrata sul turismo e le attività commerciali ad esso collegate (bar, ristoranti ecc.), oltre all edilizia e all agricoltura (di qualità). L attività dell Agenzia di Ambito per i servizi Pubblici di Bologna (ATO5) In virtù della L.R. 25/99 e ss.mm.ii., Art. 6, l Agenzia di Ambito per i Servizi Pubblici di Bologna (ATO5) esercita tutte le funzioni spettanti ai Comuni relativamente all organizzazione e all espletamento della gestione dei servizi idrico integrato e di gestione dei rifiuti urbani nella Provincia di Bologna, ivi comprese l adozione dei necessari regolamenti e la definizione dei rapporti con i Gestori dei servizi anche per quanto attiene alla relativa instaurazione, modifica o cessazione. L Agenzia non può svolgere attività di gestione dei servizi medesimi. L anno 2006 si è configurato quale secondo anno di affidamento del servizio ai gestori, sulla base delle Convenzioni stipulate il I Contratti con i relativi Disciplinari tecnici, Regolamenti e Carte di servizio, costituiscono gli strumenti attraverso i quali verificare il rispetto delle prescrizioni tecniche ed economiche in esse contenute. Tale verifica ha riguardato in particolare le gestioni affidate con il cosiddetto affidamento in house, nel rispetto di quanto previsto dalle direttive regionali, contemplando anche la verifica degli statuti societari. L effettuazione di tale attività ha condotto all adeguamento dei requisiti normativamente previsti per l affidamento diretto di un servizio pubblico della struttura statutaria di Geovest nella prima metà dell anno 2006, e di Cosea Ambiente alla fine del Relativamente al controllo della fase applicativa delle Convenzioni, sono stati impostati due livelli attraverso i quali l Agenzia esercita tale attività: un primo livello riguarda la verifica dei parametri tecnico-gestionali del servizio prestato dai gestori, mediante l analisi di specifici indicatori; e un Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

30 secondo livello attiene alle verifiche sul territorio dell effettivo servizio svolto rilevando gli eventuali scostamenti rispetto a quanto previsto nelle Convenzioni, con l obiettivo di tendere ad una graduale calibrazione del sistema che verta nella direzione di cogliere la qualità percepita. Per quanto attiene al primo livello di controllo è proseguita l implementazione di un sistema di audit sugli indicatori relativi a organizzazione gestionale aziendale, rispetto degli obiettivi, qualità del servizio fornito, efficienza e produttività della gestione, sostenibilità ambientale e sociale. Relativamente al secondo livello di controllo, l anno 2006 è stato caratterizzato dall attivazione sul territorio del progetto di organizzazione del monitoraggio e controllo dei servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani e assimilati e spazzamento stradale nella provincia di Bologna 16. L'esercizio operativo 2006 è stato sottoposto alle verifiche previste dalle Convenzioni con i Gestori al fine di verificare eventuali inadempienze che comportassero l'applicazione di sanzioni o penali. L'esame condotto non ha rilevato situazioni di inosservanza contrattuale. Tale verifica è stata di particolare rilevanza per le gestioni in affidamento diretto ed ha comportato il sussistere delle condizioni per il mantenimento dell'in house. Nel corso del 2006 è proseguito il lavoro di analisi e redazione di Regolamenti e Carta del servizio nell ambito del Tavolo tecnico costituito da ATO5 con i rappresentanti delle amministrazioni comunali nelle loro forme associative. Per quanto attiene ai Regolamenti di servizio, per il 2006 l Agenzia ha mantenuto gli attuali regolamenti vigenti, essendo al momento sospeso, su tale tema, il lavoro del Tavolo tecnico attivato nel 2005, in virtù dell evoluzione normativa relativa al D.Lgs 152/06 che ha abrogato il D.Lgs 22/97. Per quanto attiene alla Carta del servizio, l anno 2006 ha visto il completarsi della loro acquisizione con riferimento ai gestori Cosea Ambiente s.p.a. e Hera s.p.a. Nei primi mesi del 2007 è stato intrapreso un percorso di analisi e consultazione, con il Tavolo tecnico e il Comitato consultivo degli utenti, delle proposte dei tre gestori, analogamente a quanto attivato per i Regolamenti. Per quanto attiene al Regolamento di applicazione della tariffa, per l anno 2006 sono stati mantenuti gli attuali regolamenti, anche in considerazione delle attese indicazioni che scaturiranno dalla modifica del D.Lgs 152/06. L attività di supporto ai Comuni ha fatto riferimento all esame delle proposte per il progressivo trasferimento di alcuni segmenti del servizio ancora svolti in economia, al passaggio volontario di alcuni Comuni dal regime a tassa a quello tariffario, e agli adeguamenti amministrativi e giuridici connessi all affidamento diretto del servizio a proprie società operative. Il supporto all applicazione anticipata del regime tariffario da adottarsi a partire dal 2006 ha interessato i Comuni di Budrio, Castel San Pietro Terme, Sala Bolognese, Monterenzio e Castel Maggiore. L attività svolta dall Agenzia ha riguardato l impostazione metodologica, gli aspetti giuridico-amministrativi e la verifica delle simulazioni predisposte dai gestori affinché fossero coerenti con gli obiettivi previsti per l area omogenea di riferimento. Con riferimento al positivo avvio del processo di omogeneizzazione territoriale, sia in termini di prestazioni di servizio, sia per quanto attiene alla necessità di uniformare i parametri di costo ad esso connessi (che la sottoscrizione della Convenzione di affidamento del servizio ha attivato), il naturale e successivo passo che si è andato configurando nel corso del 2006 è stato l individuazione della necessità di tendere verso la realizzazione di economie di scala. E stata quindi avviata la predisposizione di due progetti sperimentali di pianificazione sovra-comunale 17 con lo scopo di superare, in maniera graduale, le attuali disomogeneità in termini prestazionali e di servizi resi, di migliorare le fasi di riorganizzazione ed ottimizzazione del servizio, di conseguire economie di scala, e di tendere verso l applicazione di prezzi unitari uguali, con eventuali differenze giustificate. 16 Sono stati prodotti specifici report relativi alla prima fase di attuazione del progetto (marzo 2006 febbraio 2007) che verranno illustrati ai Comuni dell Ambito con un calendario in via di predisposizione 17 ved. Introduzione Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

31 L anno 2006 inoltre, sulla base delle oggettive difficoltà di trasferimento dei rami di servizio ancora in gestione diretta da parte delle amministrazioni comunali al gestore, è stato prorogato come ulteriore anno transitorio, su base volontaria. L Assemblea del 21 dicembre 2006 ha approvato la proroga della fase transitoria e la possibilità per i Comuni di mantenere parte dei servizi in gestione diretta su base volontaria anche per l anno Sulla base della L.R. 20/05, che ha introdotto la possibilità di trasferire il personale comunale ai gestori mediante l istituto del comando, l Agenzia nel corso del 2006 ha operato affinché le amministrazioni comunali informassero i lavoratori coinvolti dell ulteriore opzione che si è andata ad affiancare alle altre già presenti (trasferimento, riqualificazione all interno dell amministrazione). Contestualmente, l Agenzia ha predisposto un modulo per l opzione del comando, nel caso di volontà manifestata dalla persona soggetta alle procedure di trasferimento. Sulla base della nuova normativa e con la consulenza dell'agenzia si è concluso il "trasferimento" del personale relativamente ad alcune Amministrazioni comunali. Tra le altre attività, l Agenzia ha partecipato ai lavori del Gruppo tecnico dell Osservatorio Provinciale Rifiuti al fine della redazione del Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti nella Provincia di Bologna, e ai lavori del Gruppo tecnico per l aggiornamento del Piano Provinciale di gestione dei rifiuti. Ha inoltre organizzato due convegni su temi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati: il workshop Gestione dei rifiuti e raccolta differenziata. Modelli a confronto (Castel Maggiore - BO, 6 luglio 2006), organizzato in collaborazione con l Osservatorio Provinciale Rifiuti della Provincia di Bologna, e il Convegno Controllo e monitoraggio dei servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti urbani (Rimini, Fiera Ecomondo, 8 novembre 2006), i cui atti sono visionabili e/o scaricabili sul Sito Si segnala inoltre l indagine sulla soddisfazione degli utenti del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati presentata in conferenza stampa mercoledì 11 ottobre 2006: la ricerca è stata affidata da ATO5 alla fine del 2005 a Medec (Centro demoscopico metropolitano della Provincia di Bologna), e si tratta di un indagine condotta attraverso interviste telefoniche a famiglie della provincia di Bologna, i cui risultati sono visionabili nel Sito sopra indicato. Maggiori informazioni sulle attività dell Agenzia sono disponibili presso il Sito Servizi di raccolta rifiuti Comune di Bologna Il servizio di raccolta dei Rifiuti Indifferenziati è svolto mediante l impiego di contenitori stradali e isole interrate 18. I servizi di Raccolta Differenziata attivi in questa area sono i seguenti: l organico e gli sfalci da giardino sono raccolti mediante contenitori stradali; il servizio è attivo nelle zone fortemente urbanizzate, escluso il centro storico; le modalità sono quelle previste dal progetto Una soluzione chiave per i rifiuti, che prevede la distribuzione gratuita alle utenze di pattumiere domestiche di ridotte dimensioni, di sacchetti in Mater-bi bio-degradabili (successivamente sostituiti con sacchetti in polietilene) e di una chiave tramite la quale aprire i contenitori stradali; le grosse potature sono raccolte presso le Stazioni Ecologiche; la raccolta della carta e del cartone è effettuata sia singolarmente che assieme a altri rifiuti 19 mediante contenitori stradali; in alcune zone del centro storico la carta si raccoglie tramite sacchi, da depositare in giorni prestabiliti di fianco ai contenitori stradali; sono inoltre effettuate raccolte mirate porta a porta del cartone presso gran parte delle utenze commerciali del centro storico; 18 l isola interrata è composta da piattaforma interrata con cassone scarrabile a compattazione elettrica automatizzata 19 si effettua la raccolta multi-materiale di carta/plastica/lattine Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

32 la plastica è raccolta assieme a altri rifiuti 20 tramite contenitori stradali; la raccolta del vetro è effettuata mediante contenitori stradali; tramite gli stessi contenitori si effettua anche la raccolta dell alluminio (e della banda stagnata); pile e medicinali scaduti sono raccolti presso gli stessi esercizi commerciali che vendono i rispettivi prodotti di consumo; gli ingombranti, i frigoriferi e i televisori sono ritirati gratuitamente, previo appuntamento telefonico con il gestore: nel giorno concordato, gli ingombranti devono essere depositati accanto al cassonetto; gli abiti usati sono raccolti mediante contenitori stradali, in convenzione con varie associazioni umanitarie; sono attive 2 Stazioni Ecologiche, dove si raccolgono anche altri materiali quali legno, materiali ferrosi, ingombranti, inerti domestici, beni durevoli, contenitori etichettati T/F ecc. Sulla modalità di riscossione del tributo sui rifiuti ved. Paragrafo 4.1 Per ricevere informazioni sui servizi di gestione dei rifiuti di questa area si può consultare il Sito (o il Sito Internet del Comune) o chiamare al Numero Verde Comuni dell area Bolognese Il servizio di raccolta dei Rifiuti Indifferenziati è svolto mediante l impiego di contenitori stradali (escluso il Comune di Monteveglio, dove avviene porta a porta ). I servizi di Raccolta Differenziata attivi in questa area sono i seguenti: nel Comune di Monteveglio la raccolta dell organico, della carta, e della plastica è effettuata con il sistema porta a porta ; di questo si parlerà più il dettaglio nel Paragrafo 5.2 la raccolta dell organico e degli sfalci da giardino è attivata nei Comuni di Bentivoglio, Malalbergo, Galliera, Baricella, S. Pietro in Casale, Castenaso, Pianoro, Ozzano dell Emilia, S. Giorgio in Piano, Zola Predosa, S. Lazzaro di Savena e (parzialmente) Casalecchio, mediante contenitori stradali; le modalità sono quelle previste dal progetto Una soluzione chiave per i rifiuti, che prevede la distribuzione gratuita alle utenze di pattumiere domestiche di ridotte dimensioni, di sacchetti in Mater bi bio-degradabili (in fase di sostituzione con sacchetti in polietilene) e di una chiave 21 tramite la quale aprire i contenitori stradali; le grosse potature sono raccolte presso le Stazioni Ecologiche. Sono inoltre effettuate raccolte mirate presso utenze specifiche che producono grosse quantità di organico (ristoranti e mense) nel Comune di Casalecchio di Reno. In alcuni Comuni di questa area è promossa la pratica del compostaggio domestico, per l auto-smaltimento dell organico e del verde: le modalità sono diverse da Comune a Comune, sia per quanto riguarda la distribuzione gratuita o meno della compostiera, sia per il materiale informativo necessario a svolgere questa operazione secondo le corrette modalità, sia per gli eventuali sgravi o meno sulla bolletta dei rifiuti, sia per i relativi controlli; il verde (potature, ramaglie e sfalci) è ritirato gratuitamente su chiamata (o raccolto attraverso dei cassoni scarrabili) nei Comuni di Budrio, Castello di Serravalle, Granarolo, Minerbio, Molinella e Monte S. Pietro; inoltre nei Comuni di Budrio, Castello d Argile e Pieve di Cento è attivo un servizio di raccolta del verde a cassonetti; la carta e del cartone sono raccolti (da soli in tutti i Comuni, tranne S. Pietro in Casale, Malalbergo e Galliera, dove viene raccolta insieme a altri rifiuti) mediante contenitori stradali; sono inoltre effettuate raccolte mirate porta a porta del cartone presso le grandi utenze artigianali e/o commerciali nei Comuni di Baricella, Casalecchio, Castenaso, Crespellano, Ozzano, S. Giorgio di Piano, S. Lazzaro di Savena e Zola Predosa; la plastica è raccolta (da sola in tutti i Comuni, tranne Molinella, S. Pietro in Casale, Malalbergo e Galliera, dove viene raccolta assieme a altri rifiuti) mediante contenitori stradali; 20 si effettua la raccolta multi-materiale di carta/plastica/lattine 21 La chiave non serve nel Comune di Zola Predosa Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

33 nei Comuni di Granarolo dell Emilia, S. Pietro in Casale, Malalbergo e Galliera si effettua, mediante contenitori stradali, la raccolta multi-materiale costituita da carta/plastica/lattine; la raccolta del vetro è effettuata (da solo in tutti i Comuni, ad esclusione di Molinella, dove viene raccolta insieme a altri rifiuti) mediante contenitori stradali; tramite gli stessi contenitori si effettua anche la raccolta dell alluminio (e della banda stagnata); nel Comune di Molinella si effettua, mediante contenitori stradali, la raccolta multimateriale costituita da vetro/plastica/lattine; pile e medicinali scaduti sono raccolti presso gli stessi esercizi commerciali che vendono i rispettivi prodotti di consumo; nei Comuni di Bentivoglio, Budrio, Casalecchio, Castello di Serravalle, Crespellano, Monte S. Pietro, S. Giorgio di Piano, S. Lazzaro di Savena, S. Pietro in Casale e Zola Predosa gli ingombranti sono ritirati gratuitamente, previo appuntamento con il gestore: nel giorno concordato, gli ingombranti devono essere depositati accanto al cassonetto. Negli altri Comuni dell area (eccetto Monterenzio e Monteveglio) bisogna contattare direttamente l URP del Comune; nelle zone artigianali dei Comuni di Budrio, Castenaso e Ozzano è attivo un servizio di raccolta porta a porta degli imballaggi in cartone, plastica e legno; nelle zone artigianali di Budrio e Castenaso anche i Rifiuti Indifferenziati vengono raccolti porta a porta ; gli abiti usati sono raccolti mediante contenitori stradali, in convenzione con varie associazioni umanitarie; in questa area sono attive 21 Stazioni Ecologiche che servono tutti i Comuni, escluso Bentivoglio. Nelle Stazioni Ecologiche si raccolgono anche altri materiali quali legno, materiali ferrosi, ingombranti, inerti domestici, beni durevoli, rifiuti urbani pericolosi ecc. Sulla modalità di riscossione del tributo sui rifiuti ved. Paragrafo 4.1 Per ricevere informazioni sui servizi di gestione dei rifiuti di questa area si può consultare il Sito (o il Sito Internet dei Comuni) o chiamare al Numero Verde Comuni dell area imolese Il servizio di raccolta dei Rifiuti Indifferenziati è svolto sostanzialmente mediante l impiego di contenitori stradali. Nel centro storico di Imola sono già attive (e altre in corso di sperimentazione) alcune soluzioni interrate. I servizi di Raccolta Differenziata attivi in questa area sono i seguenti: le potature e gli sfalci sono raccolti a domicilio su prenotazione telefonica nei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, Imola e Mordano; la carta e il cartone sono raccolti a domicilio tramite sacchi nei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano; sono invece raccolti con i contenitori stradali nei Comuni di Castel S.Pietro e Medicina. Il cartone è raccolto porta a porta presso alcune attività commerciali di tutti i Comuni; il vetro, la plastica e le lattine (di alluminio e banda stagnata) sono raccolti assieme (raccolta multi-materiale) su tutto il territorio tramite contenitori stradali; inoltre, presso alcune attività commerciali nei Comuni di Castel Guelfo, Dozza, Mordano, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice e Castel S. Pietro il vetro e le lattine (solo di alluminio) sono raccolti porta a porta ; pile e medicinali scaduti sono raccolti presso gli stessi esercizi commerciali che vendono i rispettivi prodotti di consumo; gli ingombranti sono raccolti a domicilio su prenotazione telefonica in tutti i Comuni, o presso le (Stazioni Ecologiche); gli abiti usati si raccolgono tramite contenitori stradali, in collaborazione con varie associazioni umanitarie; presso le Stazioni Ecologiche (una in ogni Comune, a Castel S. Pietro 2), oltre alle tipologie suddette, sono raccolti in maniera Differenziata tutte le altre tipologie di rifiuti (batterie, oli, Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

34 pneumatici, beni durevoli, legno, materiali ferrosi, contenitori etichettati T/F, cartucce e toner, inerti domestici ecc.). Non è previsto un servizio di Raccolta Differenziata per la organico; è promossa la pratica del compostaggio domestico tramite la distribuzione gratuita della compostiera e del materiale informativo per svolgere questa operazione secondo le corrette modalità. Sulla modalità di riscossione del tributo sui rifiuti ved. Paragrafo 4.1 Per ricevere informazioni sui servizi di gestione dei rifiuti di questa area si può consultare il Sito (o il Sito Internet dei Comuni) o chiamare al Numero Verde Comuni della pianura nord-occidentale Il servizio di raccolta dei Rifiuti Indifferenziati è svolto mediante l impiego di contenitori stradali (eccetto nelle zone artigianali dei Comuni di Anzola, Castel Maggiore, Crevalcore, S. Giovanni in Persicelo, Argelato e Sala Bolognese, dove si svolge porta a porta ). I servizi di Raccolta Differenziata attivi in questa area sono i seguenti: l organico e gli sfalci da giardino sono raccolti secondo le modalità previste dal progetto Una soluzione chiave per i rifiuti, che prevede la distribuzione gratuita alle utenze di pattumiere domestiche di ridotte dimensioni, di sacchetti in Mater bi bio-degradabili (in fase di sostituzione con sacchetti in polietilene) e di una chiave tramite la quale aprire i contenitori stradali; le grosse potature sono raccolte presso le Stazioni Ecologiche. In alcuni Comuni di questa area è promossa la pratica del compostaggio domestico, per l autosmaltimento dell organico e del verde; le modalità sono diverse da Comune a Comune, sia per quanto riguarda la distribuzione gratuita o meno della compostiera, sia per il materiale informativo distribuito (necessario a svolgere questa operazione secondo le corrette modalità), sia per gli eventuali sgravi sulla bolletta dei rifiuti, sia sui relativi controlli; la carta e il cartone sono raccolti tramite contenitori stradali; nelle zone commerciali il cartone si raccoglie con il sistema porta a porta ; per le utenze domestiche residenti nelle zone artigianali di S Giovanni Persiceto e Calderara di Reno la carta si raccoglie porta a porta ; la plastica è raccolta tramite contenitori stradali; per le utenze domestiche residenti nelle zone artigianali di S Giovanni Persiceto e Calderara di Reno la plastica si raccoglie porta a porta ; il vetro è raccolto, assieme alle lattine, in appositi contenitori stradali; i rifiuti pericolosi sono raccolti presso le Stazioni Ecologiche; inoltre sono disponibili presso le farmacie dei contenitori per i medicinali scaduti, mentre per le pile esauste sono disponibili dei raccoglitori montati sui contenitori stradali utilizzati per la raccolta del vetro; gli ingombranti 22 sono raccolti presso le Stazioni Ecologiche; in tutte le zone artigianali si raccolgono con il sistema porta a porta il film plastico, il legno, il cartone e i toner; gli abiti usati si raccolgono tramite contenitori stradali, in collaborazione con varie associazioni umanitarie; nell area sono attive 13 Stazioni Ecologiche, dislocate in tutti i Comuni, dove si raccolgono anche altri materiali quali legno, materiali ferrosi, ingombranti, inerti domestici, beni durevoli, rifiuti urbani pericolosi ecc. Sulla modalità di riscossione del tributo sui rifiuti ved. Paragrafo 4.1 Per ricevere informazioni sui servizi di gestione dei rifiuti di questa area si può consultare il Sito (o il Sito Internet dei Comuni) Comuni della montagna Il servizio di raccolta dei Rifiuti Indifferenziati è svolto mediante l impiego di contenitori stradali. I servizi di Raccolta Differenziata attivi in questa area sono i seguenti: 22 in alcuni Comuni sono raccolti a domicilio su prenotazione telefonica Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

35 la raccolta dell organico è attivata da luglio 2006 nel Comune di Porretta Terme, mediante contenitori stradali; le modalità sono quelle previste dal progetto Sei tu che fai la differenza, che prevede la distribuzione gratuita alle utenze di pattumiere domestiche di ridotte dimensioni, e di sacchetti in polietilene; questo tipo di raccolta nel corso del 2007, gradualmente, è stato attivata anche nei Comuni di Granaglione, Gaggio Montano, Castel di Casio, Vergato, Grizzana, Marzabotto, Castiglione dei Pepoli, Camugnano e S. Benedetto val di Sambro. In tutta l area è promossa la pratica del compostaggio domestico, tramite la distribuzione ai richiedenti di una compostiera domestica e del materiale informativo per svolgere questa pratica secondo le corrette modalità; la carta e il cartone vengono raccolti tramite contenitori stradali; sono presenti servizi porta a porta per scuole e Municipi. Nel Comune di Lizzano in Belvedere si effettua la raccolta di prossimità presso le utenze non domestiche della carta e del cartone; la plastica è raccolta con i contenitori stradali in tutti i Comuni escluso Monghidoro, dove viene raccolta insieme a altri rifiuti (vetro e lattine) mediante contenitori stradali; il vetro è raccolto insieme alle lattine con i contenitori stradali in tutti i Comuni escluso Monghidoro, dove viene raccolto insieme a altri rifiuti (plastica e lattine) mediante contenitori stradali; nei Comuni di Porretta Terme, Granaglione, Gaggio Montano, Castel di Casio, Vergato, Grizzana e Marzabotto si effettua la raccolta di prossimità presso le utenze non domestiche della carta e del cartone, del vetro e barattoli, e dell organico, secondo il progetto denominato Sei tu che fai la Differenza ; questo tipo di raccolta nel corso del 2007, gradualmente, è stato attivata a tutti gli altri Comuni dell area (escluso Lizzano in Belvedere); le pile sono raccolte in appositi contenitori presso le scuole, i Municipi e le utenze commerciali; i farmaci sono raccolti in appositi contenitori presso le farmacie; i rifiuti ingombranti vengono raccolti periodicamente (secondo un calendario predefinito) tramite prenotazione al Numero Verde e vicino ai contenitori stradali; i rifiuti devono essere posizionati sul suolo pubblico in luoghi da concordare, la sera prima del ritiro; gli abiti usati sono raccolti mediante contenitori stradali, in convenzione con varie associazioni umanitarie; nell area sono presenti 13 Stazioni Ecologiche che servono tutti i Comuni, dove si raccolgono, tra l altro: materiali ferrosi, legno, verde, beni durevoli, pneumatici, batterie, contenitori e prodotti etichettati T/F, oli ecc. Sulla modalità di riscossione del tributo sui rifiuti ved. Paragrafo 4.1 Per ricevere informazioni sui servizi di gestione dei rifiuti di questa area si può consultare il Sito (o il Sito Internet dei Comuni) o chiamare al Numero Verde Composizione Rifiuti Urbani Al fine di fornire la composizione merceologica media dei Rifiuti Urbani prodotti nella provincia di Bologna, in presenza di analisi per ora parziali a disposizione dell Amministrazione provinciale, sono stati utilizzati i dati disponibili sul Rapporto Rifiuti 2003 dell Osservatorio Nazionale Rifiuti. I dati si riferiscono quindi all anno 2003, e sono calcolati su base nazionale. La composizione merceologica risulta la seguente: Frazione percentuale (%) che corrisponde, in provincia di Bologna, alle seguenti Tonnellate Organico domestico e verde 28 % Carta e cartone 23 % Plastica 11 % Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

36 Vetro 7 % Metalli 3 % Legno 5 % altre frazioni Riciclabili 5 % altre frazioni Non Riciclabili 18 % Totale produzione RU 100 % Osservando la tabella si evince che le frazioni merceologiche più presenti sono l organico domestico e il verde (che da soli rappresentano quasi 1/3 dei Rifiuti Urbani), seguiti dalla carta e il cartone (23 %), e dalla plastica (11 %). A seguire il vetro, il legno e i metalli. Le analisi merceologiche a disposizione dell Amministrazione Provinciale eseguite nel 2006 si riferiscono alla discarica di Galliera (mese di Maggio, su Rifiuti Indifferenziati dei Comuni di Bentivoglio e Molinella), alla discarica di S. Agata Bolognese (mese di Febbraio,Giugno, Settembre e Dicembre, su Rifiuti Indifferenziati di vari Comuni) e alla discarica di Gaggio Montano (mese di Agosto, su Rifiuti Indifferenziati dei Comuni di Monzuno e Granaglione). Da queste analisi sono emersi i seguenti dati: Organico domestico e verde: 28 %; Carta e cartone: 24 %; Plastica 18 %; Vetro 5 %; Metalli 3 %; Legno 1 %; altre frazioni Riciclabili 23 5 %; altre frazioni Non Riciclabili 16 %. Le analisi sul campo confermano quindi in linea di massima la composizione merceologica dei Rifiuti Urbani riportata dall Osservatorio Nazionale Rifiuti a livello nazionale, seppur evidenziando una maggiore presenza in percentuale della plastica (probabilmente perché oggi sono aumentati rispetto al i consumi di questo tipo di materiale), e una minore presenza in percentuale del legno. Ma poiché il numero delle analisi effettuate è basso, e parziale (perché fatte su Rifiuti Indifferenziati e quindi già scorporati dalle Raccolte Differenziate effettuate a monte), si ritiene più corretto assurgere a dato di riferimento quello riportato dall Osservatorio Nazionale Rifiuti 23 di cui: Alluminio 0,71 %; Tetrapak 0,42 %; Rifiuti Urbani pericolosi 0,05 % 24 anno di riferimento dei dati dell Osservatorio Nazionale Rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

37 Cap. 2 Produzione rifiuti e Raccolta Differenziata La fonte dei dati utilizzata per la quantificazione della produzione e gestione dei Rifiuti Urbani sono i Comuni, così come previsto dalla Regione Emilia-Romagna. Infatti la Legge Regionale n 27/94, all Art. 16, stabilisce che i Comuni trasmettano annualmente entro il 30 aprile agli Osservatori Provinciali Rifiuti delle Province un rendiconto sulla produzione e gestione dei Rifiuti Urbani; tale rendiconto deve essere compilato utilizzando il modello riportato nell allegato 4 della Delibera Regionale 1620/01, nella versione aggiornata dalla Delibera Regionale 407/04 e 299/ Questi dati sono stati confrontati e verificati con quelli a disposizione dell ATO5, a cui pervengono dai gestori dei servizi di raccolta, da cui è emersa la corrispondenza dei medesimi. I Rifiuti Urbani complessivamente prodotti nel 2006 sono stati Tonnellate, in aumento rispetto al 2005 di Tonnellate (+ 2,1 %). La raccolta pro-capite risulta essere stata di 593 Kg/ab*anno, in aumento rispetto al 2005 di 9 Kg/ab*anno (+ 1,6 %). Il trend della produzione procapite comunque negli ultimi anni si è mantenuto sostanzialmente stabile, come mostra il grafico seguente: A livello Comunale la produzione di rifiuti è stata la segue: Comune Abitant i Raccolt a Differe nziata a Recupe ro (Tonn.) Raccolt a Differe nziata a Smalti mento (Tonn.) Rifiuti Indiffer enziati (Tonn.) Totale Rifiuti Urbani (Tonn.) procapite totale Rifiuti Urbani (Kg/ab *anno) Percent uale Raccolt a Differe nziata (a Recupe ro + Smalti mento) - anno 2006 Percentu ale Raccolta Differenz iata (a Recuper o + Smaltim ento) - anno 2005 Differenz a Percentu ale Raccolta Differenz iata anno 2006/05 ANZOLA DELL'EMILIA ,3% 38,4% 3,9% ARGELATO ,8% 39,0% 8,8% BARICELLA ,9% 29,2% 0,7% 25 Questo anche al fine dell applicazione del Tributo speciale per il deposito in discarica (LR 31/96), con la quale si reperiscono risorse che poi vengono ri-distribuite (in parte) dalla Regione alle Province, per iniziative sui rifiuti atte a ridurne la pericolosità e quantità, nonchè ad aumentarne la loro Raccolta Differenziata Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

38 BAZZANO ,4% 18,5% 2,9% BENTIVOGLIO ,5% 46,4% -1,9% BOLOGNA ,5% 28,0% 1,5% BORGO TOSSIGNANO ,9% 27,2% 0,7% BUDRIO ,5% 24,8% 0,7% CALDERARA DI RENO ,8% 27,9% 4,9% CAMUGNANO ,6% 15,4% 1,1% CASALECCHIO DI RENO ,3% 15,1% 3,3% CASALFIUMANE SE ,6% 19,2% -2,6% CASTEL D'AIANO ,9% 22,6% -0,7% CASTEL DEL RIO ,5% 15,0% 2,5% CASTEL DI CASIO ,0% 13,8% 4,2% CASTEL GUELFO DI BOLOGNA ,8% 22,7% 2,2% CASTELLO D'ARGILE ,6% 35,4% -0,8% CASTELLO DI SERRAVALLE ,7% 21,4% 4,3% CASTEL MAGGIORE ,5% 26,9% 3,6% CASTEL SAN PIETRO TERME ,8% 22,3% 3,5% CASTENASO ,2% 32,0% 1,2% CASTIGLIONE DEI PEPOLI ,9% 14,8% 1,0% CRESPELLANO ,0% 18,4% 0,6% CREVALCORE ,3% 50,9% 1,4% DOZZA ,5% 28,7% 6,9% FONTANELICE ,2% 18,2% 1,0% GAGGIO MONTANO ,6% 11,3% 16,3% GALLIERA ,9% 32,5% 2,4% GRANAGLIONE ,6% 14,6% 5,0% GRANAROLO DELL'EMILIA ,5% 27,4% 3,1% GRIZZANA- MORANDI ,3% 11,5% -0,2% IMOLA ,2% 26,6% 2,6% LIZZANO IN BELVEDERE ,0% 15,6% 2,4% LOIANO ,2% 19,8% 4,4% Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

39 MALALBERGO ,0% 35,5% 2,5% MARZABOTTO ,0% 19,9% 3,2% MEDICINA ,7% 27,5% 0,2% MINERBIO ,3% 20,5% 1,8% MOLINELLA ,7% 25,2% 2,5% MONGHIDORO ,8% 29,9% 6,8% MONTERENZIO ,7% 21,0% 2,7% MONTE SAN PIETRO ,5% 22,7% 2,7% MONTEVEGLIO ,7% 41,5% 17,2% MONZUNO ,1% 16,9% 3,2% MORDANO ,4% 28,4% 3,0% OZZANO DELL'EMILIA ,3% 22,1% 1,3% PIANORO ,0% 24,6% -0,7% PIEVE DI CENTO ,0% 29,9% 1,1% PORRETTA TERME ,4% 13,9% 4,5% SALA BOLOGNESE ,0% 27,4% 4,6% SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO ,9% 20,9% 2,1% SAN GIORGIO DI PIANO ,8% 39,0% 1,8% SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,5% 46,1% 2,3% SAN LAZZARO DI SAVENA ,6% 23,7% 0,9% SAN PIETRO IN CASALE ,4% 36,0% 1,4% SANT'AGATA BOLOGNESE ,9% 37,9% 0,9% SASSO MARCONI ,1% 16,3% -0,1% SAVIGNO ,8% 23,0% -1,3% VERGATO ,4% 18,5% 0,9% ZOLA PREDOSA ,4% 18,1% 2,3% TOTALI ,4% 27,2% 2,2% Un fattore che influisce in maniera sicuramente rilevante sui risultati di produzione dei rifiuti è quello della cd. assimilazione, per cui talvolta flussi anche cospicui di materiale di provenienza non domestica vanno ad alterare i dati di produzione computabili ai cittadini 26. In questo senso un caso emblematico è quello del Comune di Bentivoglio, dove i risultati di produzione dei rifiuti sono più del doppio rispetto alla media provinciale, e per buona parte dovuti ai servizi effettuati presso il complesso di interscambio di merci presente sul proprio territorio. 26 Si veda al riguardo quanto scritto nell Introduzione al presente volume Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

40 A livello di Aree Omogenee, la ripartizione della produzione di rifiuti è quella riportata nella cartina nel Paragrafo 1.2; la produzione pro-capite non si discosta di molto dal valore medio provinciale; ecco il dettaglio: Comune Bologna 587 Kg/ab*anno (- 6 Kg/ab*anno rispetto alla media provinciale) Comuni Bolognese 591 Kg/ab*anno (- 2 Kg/ab*anno rispetto alla media provinciale) Comuni Imolese 579 Kg/ab*anno (- 14 Kg/ab*anno rispetto alla media provinciale) Comuni pianura nord-occidentale 631 Kg/ab*anno (+ 38 Kg/ab*anno rispetto alla media provinciale) Comuni montagna 610 Kg/ab*anno (+ 17 Kg/ab*anno rispetto alla media provinciale) I Rifiuti Urbani oggetto di Raccolta Differenziata nel 2006 sono stati Tonn. (di queste avviate a recupero e avviate a smaltimento). Pertanto i rifiuti raccolti in maniera Indifferenziata sono stati Tonn. La Raccolta Differenziata ha interessato quindi il 29,4 % dei Rifiuti raccolti (con un incremento di + 2,2 % rispetto all anno 2005). L obbiettivo previsto dal PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) vigente era del 38,7 % (pertanto mancano 9,3 punti percentuali al raggiungimento dell obiettivo previsto). Il trend della percentuale di Raccolta Differenziata negli ultimi anni si è mantenuto in costante aumento, come mostra il grafico seguente: Secondo la Normativa Nazionale 27 invece, nel calcolo della percentuale di Raccolta Differenziata va sommata anche la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta, che nel 2006 ammonta in Provincia di Bologna a Tonn. 28 ; pertanto la percentuale di Raccolta Differenziata sale al 38,2 %, e quindi l obiettivo minimo previsto dalla Normativa Nazionale a livello provinciale del 35 % sarebbe raggiunto e superato. Si ricorda che i risultati delle Raccolte Differenziate sono influenzati da diversi fattori, fra i quali si ricordano i principali: attivazione o meno dei servizi di Raccolta Differenziata; tipo di servizio di Raccolta Differenziata, e suo livello di copertura territoriale; presenza o meno di servizi di raccolta mirati presso utenze selezionate; utilizzo o meno delle Stazioni Ecologiche da parte dei cittadini; 27 Ved. Paragrafo Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

41 grado di coinvolgimento dei cittadini attraverso campagne informative, relativamente ai servizi di Raccolta Differenziata attivati; sistema di riscossione (tassa o tariffa) del tributo sui rifiuti dai cittadini, e eventuali sconti premianti su chi effettua la Raccolta Differenziata. I valori di Raccolta Differenziata a livello Comunale sono indicati nella Tabella precedentemente vista; i Comuni che hanno rispettato gli obiettivi della pianificazione provinciale per il sono: Monteveglio 58,7 % (+ 17,2 % rispetto al ) Crevalcore 52,3 % (+ 1,4 % rispetto al 2005) S. Giovanni in Persiceto 48,5 % (+ 2,3 % rispetto al 2005) Argelato 47,8 % (+ 8,8 % rispetto al 2005) Bentivoglio 44,5 % 31 (- 1,9 % rispetto al 2005) Anzola Emilia 42,3 % (+ 3,9 % rispetto al 2005) S. Giorgio di Piano 40,8 % (+ 1,8 % rispetto al 2005) S. Agata Bolognese 38,9 % (+ 0,9 % rispetto al 2005) La Raccolta Differenziata dei rifiuti, propedeutica all industria del riciclaggio, consente da un lato di ridurre il flusso dei rifiuti da avviare, a costi sempre crescenti, allo smaltimento all inceneritore o in discarica; e dell altro, di ridurre l inquinamento, i consumi energetici, lo spreco di materie prime, e il rischio dell insorgenza di conflitti sociali all apertura di nuovi inceneritori o discariche. Attraverso il riciclaggio dei rifiuti si producono quindi benefici di vasta portata, sia per l ambiente naturale, sia per l igiene delle popolazioni, sia per lo stesso sistema produttivo, perchè vengono riconvertite risorse e materie prime che altrimenti andrebbero acquistate, a costi sempre crescenti, sui mercati Internazionali. Pertanto un valore indicativo nella gestione dei Rifiuti Urbani è quello relativo alla parte dei Rifiuti Indifferenziati che non vengono recuperati ma che devono essere smaltiti in all inceneritore o in discarica; il valore dei Rifiuti Indifferenziati prodotti pro-capite è il risultato di: Rifiuti Indifferenziati = Rifiuti Urbani totali - Raccolte Differenziate pro-capite pro-capite pro-capite Ossia: tanto minore sarà la produzione di rifiuti e quanto maggiore sarà la Raccolta Differenziata, e tanto minore sarà lo smaltimento in all inceneritore o in discarica. La tabella seguente riporta la situazione dei Comuni della provincia di Bologna, secondo un ordine virtuoso (dal più basso al più alto) in base alla produzione pro-capite dei Rifiuti Indifferenziati: Comune Abitanti Rifiuti Indifferenziati (Tonn.) pro-capite Rifiuti Indifferenziati (Kg/ab*anno) 1 MONTEVEGLIO CREVALCORE SANT'AGATA BOLOGNESE GALLIERA Si segnala che il Comune di Malalbergo (38 %), S. Pietro in Casale (37,4 %), Monghidoro (36,8 %) e Dozza (35,5 %) hanno raggiunto e superato gli obiettivi previsti dalla Normativa nazionale 30 Il dato relativo al 2005 era frutto dei risultati ottenuti nel periodo 1 Gennaio-5 Giugno (con le raccolte a cassonetto e una percentuale di Raccolta Differenziata del 16 % circa), più il periodo 6 Giugno-31 Dicembre (con le raccolte porta a porta e una percentuale di Raccolta Differenziata del 64 % circa). Nel 2006 invece i Rifiuti Urbani si sono sempre raccolti con il sistema porta a porta 31 Il valore della percentuale di Raccolta Differenziata è per buona parte dovuto ai servizi di raccolta di cartone, plastica e legno effettuati presso il complesso di interscambio di merci presente sul territorio del Comune (1.879 Tonnellate su 2.592), e quindi non computabili ai cittadini; il dato della percentuale di Raccolta Differenziata relativo alle sole utenze domestiche è pari al 18 % Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

42 5 SAN PIETRO IN CASALE SAN GIOVANNI IN PERSICETO SAN GIORGIO DI PIANO ARGELATO CASTELLO D'ARGILE SALA BOLOGNESE MALALBERGO MONTE SAN PIETRO CASTEL MAGGIORE ANZOLA DELL'EMILIA MEDICINA CASTEL DI CASIO BARICELLA IMOLA PIEVE DI CENTO MORDANO CASTENASO MARZABOTTO BORGO TOSSIGNANO SAN LAZZARO DI SAVENA BOLOGNA CASALECCHIO DI RENO OZZANO DELL'EMILIA MINERBIO CASALFIUMANESE CASTELLO DI SERRAVALLE LOIANO SAVIGNO GRIZZANA-MORANDI PIANORO MONZUNO MOLINELLA BUDRIO VERGATO CASTEL SAN PIETRO TERME DOZZA MONTERENZIO CALDERARA DI RENO CRESPELLANO SAN BENEDETTO VAL DI 44SAMBRO MONGHIDORO CASTEL D'AIANO FONTANELICE SASSO MARCONI CASTEL GUELFO GAGGIO MONTANO BAZZANO GRANAGLIONE Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

43 53GRANAROLO DELL'EMILIA CAMUGNANO PORRETTA TERME ZOLA PREDOSA CASTEL DEL RIO CASTIGLIONE DEI PEPOLI BENTIVOGLIO LIZZANO IN BELVEDERE dato medio provinciale Anche in questa speciale classifica, Monteveglio e Crevalcore si confermano i 2 Comuni ambientalmente più virtuosi della provincia di Bologna media provinciale Rifiuti Indifferenziati pro-capite: 419 Kg/ab*anno Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

44 A livello di Aree omogenee, invece, i risultati conseguiti sono stati i seguenti: Area Omogenea Abitant i Raccolt a Differe nziata a Recupe ro (Tonn.) Raccolt a Differe nziata a Smalti mento (Tonn.) Rifiuti Indiffer enziati (Tonn.) Totale Rifiuti Urbani (Tonn.) Percentua le Raccolta Differenzi ata (a Recupero + Smaltime nto) pro-capite Rifiuti Indifferenziati (Kg/ab*anno) Comune di Bologna ,5 % 414 Comuni dell'area bolognese ,9 % 432 Comuni dell'area imolese ,1 % 416 Comuni della Pianura nordoccidentale ,9 % 366 Comuni della Montagna ,4 % 480 TOTALI ,4% 419 Dalla tabella emerge quanto segue: Raccolta Differenziata: solo l Area Omogenea della pianura nord-occidentale ha raggiunto e superato l obiettivo di Raccolta Differenziata del 38,7 % previsto dal PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti); Produzione pro-capite di Rifiuti Indifferenziati: l area meno impattante sull ambiente è quella della pianura nord-occidentale, con una produzione pro-capite di 366 Kg/ab*anno di Rifiuti Urbani smaltiti all inceneritore o in discarica. La più impattante è l area della montagna, con una produzione pro-capite di 480 Kg/ab*anno di Rifiuti Urbani smaltiti in discarica. 2.1 Dettaglio Raccolte Differenziate per Comune Si riporta dettaglio delle frazioni merceologiche raccolte in maniera Differenziata nei vari Comuni, divise in due tipologie così come prevede la Normativa Regionale 32 : 1) quelle che vengono avviate a recupero: Organico domestico, Verde, Carta e cartone, Plastica, Vetro, Metalli, Alluminio, Legno, Batterie, Oli minerali, Beni durevoli, Pneumatici, Ingombranti, Inerti, Abbigliamento e altri Rifiuti non pericolosi. A livello Provinciale sono Tonn. (ved. dettaglio nella Tabella sotto riportata). Rispetto al 2005 le frazioni merceologiche Raccolte in maniera Differenziata e avviate a recupero di materia sono tutte in crescita eccetto l Abbigliamento e i Beni durevoli senza sostanze pericolose (che sono in calo). Gli aumenti maggiori si registrano per gli Inerti, i Beni durevoli con sostanze pericolose, gli Oli minerali e gli Ingombranti non metallici; 2) quelle che vengono avviate a opportuno smaltimento: Medicinali, Contenitori etichettati T/F, Vernici, Solventi, materiali con Amianto, tubi Fluorescenti e gli altri Rifiuti pericolosi che devono essere raccolti selettivamente al fine di garantire una riduzione della 32 Ved. Paragrafo 1.1 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

45 pericolosità dei Rifiuti Urbani, e successivamente avviati a opportuno smaltimento per ragioni igienico/sanitarie. A livello provinciale Tonn. (ved. dettaglio nella Tabella in Appendice), delle quali però: Tonn. sono veramente Rifiuti pericolosi (il dato è il calo di 73 Tonn. rispetto al 2005); Tonn. sono Imballaggi misti, Plastica e Inerti (nel 2005 non erano presenti questi rifiuti nelle Raccolte Differenziate a smaltimento ); Tonn. sono Rifiuti Ingombranti non metallici (il dato è in aumento di Tonn. rispetto al 2005). Le quantità di Imballaggi misti, Plastica, Inerti e Rifiuti Ingombranti non metallici sono Rifiuti non pericolosi che potrebbero - e anzi dovrebbero - essere avviati a recupero di materia, e non smaltiti. Bisognerebbe migliorare questa situazione attraverso un coinvolgimento più efficace dei cittadini circa il corretto conferimento di questi Rifiuti 33 con specifiche campagne informative, e nella scelta di metodi di raccolta che mirino a preservare il più possibile l integrità dei materiali raccolti in funzione del successivo invio ai centri di recupero/riciclaggio. A questo proposito si segnala che dal 1 gennaio 2007, tutti gli ingombranti recuperati in maniera Differenziata nell area omogenea del bolognese e nel Comune di Bologna sono avviati a selezione e successivo recupero. Si riporta in fondo al documento il dettaglio delle Raccolte Differenziate a recupero, divise per Comune: 33 incentivando l uso delle Stazioni Ecologiche e dei servizi su chiamata Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

46 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre Comuni Carta e MULTI- Plastica Metallo Allumin Rifiuti Rifiuti cartone Vetro e Legno e MATE e e io e biodegr biodegr e Imballa Imballa RIALE Imballa Imballa Imballa adabili - adabili - Imballa ggi ggi CARTA ggi ggi ggi organico verde ggi ( ( /PLAST ( ( ( (200108) (200201) ( ) ) ICA/LA ) ) ) ) TTINE MULTI- MATE RIALE VETRO /PLAST ICA/LA TTINE Batterie e pile ( *) Oli e grassi minerali ( *) Beni durevoli con CFC ( *) Beni durevoli con sostanze pericolo se ( *) Beni durevoli senza sostanze pericolo se (200136) Pneuma tici (160103) Rifiuti Oli e Inerti ingombr Abbiglia grassi CARTU domesti anti non mento commes CCE E TOTALE ci metallici (200110) tibili TONER (170107) (200307) (200125) ANZOLA DELL'EMILIA ARGELATO BARICELLA BAZZANO BENTIVOGLIO BOLOGNA BORGO TOSSIGNANO BUDRIO CALDERARA DI RENO CAMUGNANO CASALECCHIO DI RENO CASALFIUMANESE CASTEL D'AIANO CASTEL DEL RIO CASTEL DI CASIO CASTEL GUELFO DI BOLOGNA CASTELLO D'ARGILE CASTELLO DI SERRAVALLE CASTEL MAGGIORE CASTEL SAN PIETRO TERME CASTENASO CASTIGLIONE DEI PEPOLI CRESPELLANO CREVALCORE DOZZA FONTANELICE GAGGIO MONTANO GALLIERA GRANAGLIONE GRANAROLO DELL'EMILIA GRIZZANA-MORANDI IMOLA LIZZANO IN BELVEDERE LOIANO MALALBERGO MARZABOTTO MEDICINA MINERBIO MOLINELLA MONGHIDORO MONTERENZIO MONTE SAN PIETRO MONTEVEGLIO MONZUNO MORDANO OZZANO DELL'EMILIA PIANORO PIEVE DI CENTO PORRETTA TERME SALA BOLOGNESE SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO SAN GIORGIO DI PIANO SAN GIOVANNI IN PERSICETO SAN LAZZARO DI SAVENA SAN PIETRO IN CASALE SANT'AGATA BOLOGNESE SASSO MARCONI SAVIGNO VERGATO ZOLA PREDOSA Totali Provincia di Bologna Assessorato Ambiente

47 Cap. 3 Approfondimento sui principali Rifiuti Urbani raccolti in maniera Differenziata Mettendo a confronto, per le frazioni merceologiche quantitativamente più rilevanti, le quantità raccolte in maniera Differenziata 34 e la quantità che si presume essere presente nei Rifiuti Urbani, emerge che: - circa il 25 % dell organico presente nei Rifiuti Urbani viene raccolto in maniera Differenziata - circa il 43 % della carta presente nei Rifiuti Urbani viene raccolta in maniera Differenziata - circa il 10 % della plastica presente nei Rifiuti Urbani viene raccolta in maniera Differenziata - circa il 46 % del vetro presente nei Rifiuti Urbani viene raccolto in maniera Differenziata Nei paragrafi che seguono si analizzano più in dettaglio le principali frazioni merceologiche raccolte in maniera Differenziata. 3.1 La frazione umida: Organico domestico 35 e Verde Si precisa che le quantità indicate come raccolte in maniera Differenziata sono al lordo dei sovvalli (ossia scarti non recuperabili) originati dalle operazioni di separazione delle Raccolte Differenziate multi-materiali (di cui si parlerà più avanti) 35 Per organico domestico, in linea di massima (salvo diverse indicazioni da parte del gestore del servizio di raccolta), si intendono gli scarti della cucina e della tavola (ossia: frutta, verdura, carne, pesce, pane, uova, formaggi, dolci, fondi Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

48 Raccolta Differenziata dell organico non si effettua in tutto il territorio provinciale, ma solo nei Comuni evidenziati nella cartina sotto riportata. In questi Comuni la raccolta avviene tramite cassonetti, a eccezione del Comune di Monteveglio dove avviene tramite la modalità porta a porta. Nei Comuni interessati dal servizio si sono raccolti nel 2006 in maniera Differenziata Tonn. di organico domestico, che corrispondono a 17 Kg/ab*anno su base provinciale. Analizzando i risultati dei singoli Comuni, si riscontrano differenze significative per quanto riguarda i risultati di raccolta: si passa da ottime raccolte pro-capite di oltre i 60 Kg/ab*anno (Comuni di Monteveglio 37 e S. Giovanni in Persiceto), a valori al di sotto dei 30 Kg/ab*anno (Comuni di S. Lazzaro di Savena, Zola Predosa, Bologna e Casalecchio di Reno). Gli altri Comuni oscillano fra i 30 e i 60 Kg/ab*anno Si segnala inoltre che nella provincia di Bologna nel 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata anche Tonnellate di Verde inteso come grandi potature. La maggior parte di queste sono state conferite dai cittadini direttamente alle Stazioni Ecologiche, o raccolte a domicilio dai gestori di raccolta previa richiesta da parte del cittadino (in varie forme e modi). Pertanto la somma dell organico domestico ( Tonn.) e del verde ( Tonn.) raccolti in maniera Differenziata è Tonn. Questa quantità è molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 38 ), e inferiore anche agli obiettivi previsti dal PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) vigente per il 2006 di Tonn. La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha ampi margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: prevedere il servizio di Raccolta Differenziata nei Comuni attualmente sprovvisti; renderlo capillare, nei Comuni attualmente serviti, laddove non lo fosse; ampliare i servizi mirati per quelle utenze particolari (negozi di frutta e di caffè, bustine del tè ecc.), e gli scarti da giardino (ossia: erba, foglie, fiori, rametti molto piccoli, cenere di legna spenta ecc.) 36 Per Verde, in linea di massima (salvo diverse indicazioni da parte del gestore del servizio di raccolta), si intendono le grandi potature 37 in particolare in questo Comune si sono raccolti 94 Kg/ab*anno di organico domestico, un ottimo risultato ottenuto grazie al sistema di raccolta porta a porta adottato 38 Ved. Paragrafo 1.3 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

49 verdura, ristoranti ecc.) che producono grosse quantità di organico; incentivare questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate; prevedere servizi di raccolta porta a porta, che statisticamente hanno delle capacità medie di intercettazione maggiori rispetto al sistema a cassonetto. Il materiale raccolto è avviato agli impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualità. L attenzione e la cura con cui i cittadini effettuano tale raccolta, e l affidabilità dei processi utilizzati, permettono di ottenere compost con elevate caratteristiche qualitative, utilizzabili come ammendanti; infatti la produzione di compost di qualità, indipendentemente da tutte le variabili impiantistiche e dalle modalità di raccolta adottate, dipende in maniera diretta dal grado di purezza del materiale raccolto. Le principali caratteristiche del compost sono la somiglianza al terriccio, la struttura fisica e pezzatura omogenea, il contenuto di umidità minore o uguale al 40 %, il contenuto non trascurabile di azoto (fosforo e potassio), e la facilità di stoccaggio, manipolazione e trasporto. Tali ammendanti sono utilizzati in agricoltura e floricoltura in sostituzione di letame e prodotti chimici, consentendo un miglioramento della fertilità dei terreni e l apporto di elementi nutritivi (azoto, fosforo e potassio) a lento rilascio. La produzione e l'utilizzo di compost in agricoltura derivante da rifiuti organici sono in grado di fornire una soluzione congiunta a due ordini di problemi: privilegiare quelle forme di gestione degli scarti che contemplano il recupero di materia e di energia e che consentono di limitare l'impatto ambientale; apportare fertilizzanti organici al terreno per sopperire alla crescente carenza di sostanza organica oltre che per conservare la fertilità dei terreni agrari e preservare gli equilibri ambientali. Analisi merceologiche eseguite nell anno Nel corso del 2006, su incarico di Nuova Geovis spa, il Centro Agricoltura Ambiente Giorgio Nicoli ha eseguito una serie di analisi qualitative sui rifiuti organici conferiti all impianto di compostaggio di S. Agata Bolognese. I Comuni della Provincia di Bologna i cui carichi sono stati analizzati almeno 8 volte durante tutto l arco dell anno sono stati: Anzola Emilia, Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Crevalcore, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Sala Bolognese (gestore Geovest) e Comune di Bologna, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, San Giorgio di Piano, Bentivoglio, Baricella e Malalbergo (gestore Hera Bologna). Ciascuna delle analisi eseguite è stata condotta secondo la seguente procedura: l intero carico, scaricato al centro dell apposita platea, è stato rimescolato accuratamente (5-10 volte) con una pala meccanica, quindi dal cumulo è stato prelevato casualmente un campione di peso variabile tra i 100 e i 600 Kg di rifiuto organico, corrispondente all 1-8 % dell intero carico. Dopo la preventiva pesatura del campione, è stata effettuata una cernita manuale delle diverse frazioni, al fine di quantificare i seguenti parametri: quantità di materiale compostabile, senza distinzione tra frazione verde e organico; all interno di tale tipologia di materiale sono stati selezionati e contati i sacchetti contenenti scarti di mensa, suddividendoli a seconda del materiale di cui erano composti (Mater-bi o plastiche varie); quantità ed identificazione degli scarti incongrui, selezionati per materiali omogenei, quali vetro, film plastici, cellulosici (carta e cartone), e per tipologia (esempio imballaggi alimentari e non). I risultati sono stati i seguenti: - Comuni di Anzola Emilia, Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Crevalcore, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Sala Bolognese (gestore Geovest): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 2,9 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 1,8 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: bottiglie in PET, materiali vari sfusi, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comune di Bologna (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 7,7 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 0,6 %). Fra i 39 Fonte: CIC Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

50 materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: bottiglie in PET, carta, lattine, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comuni di Casalecchio e di Zola Predosa (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 6,1 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 0,6 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: carta, bottiglie in PET, film plastico e imballaggi vari per alimenti, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comune di San Giorgio di Piano (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 4,9 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 2,7 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: carta, bottiglie in PET, materiali vari sfusi, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comune di Bentivoglio (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 5,4 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 3,1 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: materiali sfusi vari, carta, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comune di Baricella (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 2,6 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 0,8 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: materiali sfusi vari, carta, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati; - Comune di Malalbergo (gestore Hera Bologna): i risultati generali indicano percentuali di materiali incongrui pari al 2,7 % (rispetto al 2005 si registra un aumento di + 0,8 %). Fra i materiali incongrui maggiormente presenti troviamo: materiali sfusi vari, carta, e sacchetti con Rifiuti Indifferenziati. Dai dati emerge che la percentuale dei materiali avviati a effettivo recupero di materia è superiore al 90 %. Tuttavia le percentuali di impurità presenti sono genericamente in aumento rispetto al 2005, per cui occorre intervenire rafforzando l opera di informazione e sensibilizzazione dei cittadini attraverso campagne informative mirate, per una raccolta e un conferimento più corretto di questa importante frazione merceologica dei Rifiuti Urbani. Il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) è una struttura che collabora con gli Enti pubblici preposti per Legge a promuovere e perseguire la politica di riduzione dei rifiuti, e l attuazione della Raccolta Differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle bio-masse ed in genere delle frazioni organiche compostabili. Il Consorzio inoltre coordina e promuove le attività delle imprese e degli Enti consorziati per diverse attività collegate alle tematiche del settore. Il Consorzio non ha fini di lucro, ha una rilevanza nazionale e conta circa 100 Soci. L impegno dei Compostatori del CIC non solo è operare nel rispetto scrupoloso delle norme, ma anche essere alla costante ricerca di soluzioni improntate verso la minimizzazione dell impatto ambientale degli impianti, e un elevato standard qualitativo dei prodotti ottenuti. A tal fine i Compostatori del CIC garantiscono l utilizzo di matrici organiche di qualità ed il controllo rigoroso dei processi produttivi. Il 13 giugno 2006 è stato siglato un Accordo di Programma tra UPI (Unione Provincia Italia) e CIC (Consorzio Italiano Compostatori) per la raccolta e trattamento delle frazioni organiche compostabili e l utilizzo degli ammendanti compostati. Per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito Come in altri paesi europei, anche in Italia è iniziato un programma di certificazione volontaria del compost di qualità 40 di cui è promotore il Consorzio Italiano Compostatori. Il programma di certificazione volontaria del compost di qualità prevede una prima fase di Certificazione di Prodotto ed in seguito la costruzione di un Sistema di Assicurazione della Qualità, in grado di certificare sia il processo che il prodotto. A seguito di uno studio di fattibilità condotto dal Consorzio Italiano Compostatori nel 2001, è stato istituito un Comitato di Qualità che ha predisposto il Regolamento e, 40 Fonte: CIC (dal Sito: Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

51 tramite dei sopralluoghi agli impianti ed analisi periodiche sul prodotto, viene verificata la conformità ai requisiti individuati. Lo Schema di Certificazione del Prodotto è gestito dal CIC, che svolge attività di Ente Certificatore. Attualmente i quantitativi di compost che possono essere certificati ammontano a c.a Tonn./anno, che rappresentano circa il 20 % della produzione Italiana. 3.2 La frazione secca: il sistema CONAI e i Consorzi di Filiera La Raccolta Differenziata della frazione secca si riferisce prevalentemente, per quanto non esclusivamente, alla raccolta dei rifiuti di imballaggio. Assumono quindi rilevanza gli indirizzi e i principi riportati al Titolo II del Decreto Legislativo 152/2006 dedicato alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. In particolare, il Titolo II disciplina la gestione degli imballaggi immessi sul mercato nazionale e dei rifiuti di imballaggio derivanti dal loro impiego da parte di industrie, esercizi commerciali, uffici, negozi, servizi e nuclei domestici. L attività di gestione degli imballaggi è ispirata ai seguenti principi generali: incentivazione e promozione della prevenzione alla fonte della quantità e della pericolosità degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio; incentivazione del riciclo e del recupero di materia prima; sviluppo della Raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio con promozione delle opportunità di mercato per i materiali riciclati; riduzione del flusso di rifiuti di imballaggio destinati allo smaltimento finale attraverso altre forme di recupero. La gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio è inoltre impostata secondo i principi del chi inquina paga e della responsabilità condivisa. I soggetti economici responsabili della produzione e dell utilizzo degli imballaggi devono collaborare con le Amministrazioni pubbliche e con gli altri soggetti coinvolti per una gestione efficace, efficiente ed economica dei rifiuti di imballaggio prodotti. Nello specifico, spetta alla Pubblica Amministrazione organizzare sistemi adeguati di Raccolta Differenziata in modo da permettere al consumatore di conferire al servizio pubblico i rifiuti di imballaggio selezionati dagli altri rifiuti. Al fine di adempiere gli obblighi loro imposti i produttori e gli utilizzatori sono tenuti a partecipare al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Tra le funzioni previste, il CONAI deve: definire le condizioni generali di ritiro dei rifiuti selezionati provenienti dalla Raccolta Differenziata; promuovere Accordi di programma con le Regioni 41 e gli Enti locali per favorire il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio; garantire coordinamento e cooperazione tra Amministrazione Pubblica, Consorzi di Filiera e gli altri operatori economici; organizzare, in accordo con le Pubbliche Amministrazioni, delle campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini. L attività del Sistema CONAI/Consorzi di Filiera per il riciclo e il recupero degli imballaggi primari (o comunque conferiti al servizio pubblico) ha nell Accordo quadro ANCI 42 CONAI il suo strumento principale. L Accordo è stato rinnovato il 14 dicembre 2004 e definisce in particolare i corrispettivi economici che vengono riconosciuti ai Comuni per il conferimento dei materiali provenienti dalla Raccolta Differenziata, in base alla quantità e alla qualità degli stessi. In particolare, l Accordo quadro ANCI-CONAI si basa sui seguenti principi ispiratori: 41 Per esempio il 16 ottobre 2007 la Regione Emilia-Romagna ha firmato un Protocollo di Intesa con il CONAI per incrementare la Raccolta Differenziata dei rifiuti da imballaggio, in collaborazione con gli Osservatori Provinciali Rifiuti e l Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna 42 Associazione Nazionale Comuni Italiani Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

52 Garanzia di volumi: si prevede il ritiro di tutti i rifiuti di imballaggio conferiti al sistema CONAI/Consorzi di Filiera, anche oltre il raggiungimento degli obiettivi di Legge. È inoltre riconosciuta ai Comuni la possibilità di conferire al sistema anche le frazioni merceologiche similari, per esempio la carta grafica o gli ingombranti in legno; Garanzia di valore: il sistema prevede un incremento dei corrispettivi riconosciuti al momento del conferimento, concentrandoli in misura significativa sulle fasce di qualità superiori in modo da indirizzare le raccolte verso standard di elevata efficacia rispetto alle potenzialità di riciclo; Garanzia di tempo: l Accordo ha una durata di 5 anni ( ); ciò può consentire ai soggetti interessati di affrontare eventuali investimenti di medio periodo; Garanzia di trasparenza e di legalità: il sistema si fa garante dell effettivo avvio a riciclo e recupero degli imballaggi conferiti dai Comuni. Operativamente il CONAI si avvale della collaborazione di sei Consorzi di Filiera, ovvero: COMIECO: imballaggi cellulosici Al Consorzio aderiscono circa aziende, rappresentate principalmente dalle cartiere, dagli importatori di carta per imballaggi e dai fabbricanti di imballaggi in carta, cartone e cartoncino, sacchi e shopper. La finalità del Consorzio è il riciclo e il recupero energetico degli imballaggi di origine cellulosica. I Soci di Comieco sono produttori, importatori e trasformatori di materiale e di imballaggi cellulosici; possono aderire anche i recuperatori. Il Consorzio stipula con le Amministrazioni locali convenzioni per incentivare la Raccolta Differenziata, e gestisce volontariamente, d intesa con CONAI, il sistema della raccolta e dell avvio a riciclo di carta e cartone. Il Comieco ha rinnovato con l ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per il quinquiennio , l Accordo quadro per incentivare la Raccolta Differenziata della carta e del cartone. Sono poi attive altre Convenzioni con operatori del settore (Unionmaceri ecc.). Per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito COREPLA: imballaggi in plastica Il Consorzio conta più di aziende associate, ed è il più grande fra i Consorzi del settore in Italia e il secondo in Europa. Aderiscono al Consorzio i produttori e gli importatori di imballaggi in plastica e di materie prime/semilavorati per la loro produzione, nonché (su base tuttavia assolutamente volontaria) le imprese utilizzatrici che provvedono in proprio alla fabbricazione di imballaggi in plastica e al loro riempimento o che importano imballaggi in plastica pieni, e i riciclatori di rifiuti di imballaggi in plastica. Il COREPLA ha rinnovato con l ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per il quinquennio , l Accordo quadro per riconoscere ai Comuni o agli operatori da questi delegati i corrispettivi previsti per i servizi di Raccolta Differenziata dei rifiuti d imballaggio in plastica effettuati. Il Consorzio ha attivato inoltre altri accordi di settore, relativi a specifiche tipologie di imballaggi in plastica secondari e terziari. Per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito COREVE: imballaggi in vetro Al Consorzio, cui aderiscono 84 imprese che costituiscono il 100 % del mercato, partecipano produttori e importatori di imballaggi in vetro vuoti. In particolare il Consorzio organizza: il ritiro dei rifiuti di imballaggi in vetro provenienti dalla Raccolta Differenziata effettuata dal servizio pubblico; l informazione, d intesa con il CONAI, degli utenti di imballaggi in vetro e dei consumatori; e l avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio in vetro. Per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito CNA (Consorzio Nazionale Acciaio): imballaggi in acciaio e banda stagnata Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

53 Il Consorzio ha lo scopo di favorire, promuovere, e agevolare la raccolta ed il riciclo degli imballaggi usati in acciaio, siano essi provenienti dall utenza domestica che industriale. Al Consorzio spetta quindi il compito di sensibilizzare gli utilizzatori degli imballaggi in acciaio ad un corretto conferimento, verificare i flussi di raccolta e assicurarne il riciclo. In particolare grande attenzione è rivolta allo sviluppo, alla promozione e al potenziamento della Raccolta Differenziata degli imballaggi in acciaio di uso domestico, coordinando ed incentivando l attivazione delle convenzioni, cioè accordi specifici con gli Enti locali e/o i gestori della Raccolta Differenziata. Il Consorzio ha rinnovato con l ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per il quinquiennio , l Accordo quadro per incentivare la Raccolta Differenziata degli imballaggio in acciaio. Per garantire lo svolgimento delle attività di raccolta degli imballaggi e permetterne un corretto riciclo, il Consorzio, grazie ad accordi con recuperatori locali e alla collaborazione con S.A.R.A. (Servizi Ambientali Recupero Acciai), ed ASSO.FER.MET. (Associazione Nazionale Commercianti Rottami Ferrosi) può contare su una valida e capillare rete di aziende specializzate nella valorizzazione dei rifiuti di imballaggi in acciaio, attraverso processi di pulizia, frantumazione e distagnatura. L attività di comunicazione si propone di sensibilizzare ed educare "l'utenza finale" (e gli altri soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nella gestione dei rifiuti) per renderli partners attivi nel raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo; per questo vengono svolte diverse campagne informative: televisive, cartacee e per il mondo scolastico. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito CIAL: Imballaggi in alluminio Il Consorzio ha tra i propri compiti quello di garantire il recupero e il riciclo degli imballaggi in Alluminio post-consumo provenienti dalla Raccolta Differenziata fatta dai Comuni. Nell ambito dell Accordo quadro ANCI-CONAI (che include anche l Allegato Tecnico dedicato allo sviluppo e alla promozione della raccolta e del recupero dei rifiuti di imballaggio in Alluminio), il Consorzio (oltre al corrispettivo per la Raccolta Differenziata degli imballaggi in Alluminio e delle frazioni merceologiche similari), propone agli operatori accordi per la valorizzazione dell Alluminio presente nei rifiuti Indifferenziati, nelle scorie post-combustione, di tappi e capsule da selezione del vetro e per il recupero energetico e la produzione di CDR 43, promovendo e affiancando i gestori nella individuazione e adozione delle migliori tecnologie disponibili per massimizzare il recupero dell Alluminio. Ulteriori strumenti messi a disposizione dall Accordo quadro riguardano l incremento dei corrispettivi, un nuovo slancio per la realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione, la promozione di Accordi volontari e di programma a livello territoriale, le condizioni per la Raccolta Differenziata e avvio a riciclo delle frazioni merceologiche similari, lo sviluppo della Raccolta Differenziata nelle aree disagiate, e la promozione della produzione di manufatti con materiali riciclati e la diffusione (soprattutto nella Pubblica Amministrazione) degli Acquisti Verdi. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito RILEGNO: imballaggi legnosi Al Consorzio aderiscono circa aziende, fra cui: fabbricanti di imballaggi orto-frutticoli, di pallet e di imballaggi industriali; utilizzatori che importano imballaggi in Legno pieni e quelli che provvedono direttamente sia alla produzione sia al riempimento; e tutti gli enti e le imprese che riciclano rifiuti di imballaggio in Legno. A Rilegno è affidato il compito di raccogliere e recuperare i rifiuti di imballaggi di Legno, per dare loro nuova vita. Grazie agli Accordi stretti con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Federambiente e FiseUnire, Rilegno garantisce anche la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti in Legno provenienti dal circuito cittadino. Il Consorzio ha rinnovato con l ANCI, per il quinquiennio , l Accordo quadro per incentivare la Raccolta Differenziata degli imballaggio in Legno. L attività di comunicazione si propone di sensibilizzare ed educare "l'utenza finale" (e gli altri soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nella gestione dei rifiuti) per renderli partners attivi nel raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo; per questo vengono svolte diverse campagne informative. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito 43 Combustibile Derivato dai Rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

54 Operativamente quindi i Comuni, o per essi (dietro delega formale del Comune) i gestori del servizio di Raccolta Differenziata, le Associazioni Comunali ecc., possono stipulare una Convenzione con ciascuno dei Consorzi di Filiera sopraccitati. La situazione della diffusione della Convenzioni in provincia di Bologna al 31 Dicembre 2006 era la seguente: N Soggetti convenzionati % Comuni attivi % popolazione servita Acciaio 5 84% 77% Alluminio 1 27% 40% Carta 3 95% 98% Legno 2 100% 100% Plastica 3 100% 100% Vetro 1 26% 35% Lo stato di convenzionamento dei Comuni bolognesi risulta essere ottimale rispetto alle frazioni di imballaggio in acciaio, carta, legno e plastica. Deficitario, invece, lo stato di convenzionamento con la filiera del vetro (dovuto alla scelta di modalità organizzative della raccolta differenti dalla raccolta stradale monomateriale) e dell alluminio (che sconta la scelta dei Comuni e dei gestori del servizio di raccolta differenziata di valorizzare il materiale raccolto attraverso canali di mercato). La sottoscrizione delle convenzioni è successiva all effettivo svolgimento del servizio di raccolta differenziata da parte del Comune o dell ente gestore per conto del Comune stesso ed al conferimento degli imballaggi raccolti e conferiti al sistema CONAI. I quantitativi di imballaggi nel 2006 sono complessivamente in crescita: i Comuni bolognesi hanno raccolto e conferito al sistema CONAI oltre tonnellate, valore che sale a circa tonnellate se si considerano anche le frazioni merceologiche similari (ovvero rifiuti dello stesso materiale ma non qualificabili come imballaggio). I dati di CONAI differiscono da quelli cominciati dai Comuni alla provincia in quanto: I dati del CONAI fanno riferimento ai conferimenti dei soli Comuni convenzionati con il sistema CONAI; I codici CER di riferimento del CONAI sono prevalentemente quelli relativi alla classificazione (ovvero rifiuti di imballaggio) mentre i Comuni conteggiano anche il codice (Rifiuti Urbani in genere). Quantità di imballaggi raccolte e conferite al sistema CONAI Confronto anno 2005 e 2006 anno 2005 anno 2006 Variazione Quantità 06/05 Q.tà (ton) kg/ab conv Q.tà (ton) kg/ab conv % Acciaio , ,2 33% Alluminio 107 0,4 64 0,3-40% Carta , ,1 16% Legno , ,8 18% Plastica , ,3-4% Vetro , ,1 64% Significativo l incremento della raccolta del vetro (+ 64 %) e buone le performance di acciaio, carta e legno. Si segnala la netta decrescita dei quantitativi di alluminio (- 40 %) e, sebbene più contenuta, della plastica. Alla raccolta degli imballaggi, si devono aggiungere anche le quantità di frazione merceologica similare di cui l Accordo Quadro sancisce la possibilità di conferimento, in particolare si fa riferimento alla carta grafica e agli ingombranti in legno. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

55 Quantità di frazioni merceologiche raccolte e conferite al sistema CONAI Confronto anno 2005 e 2006 anno 2005 anno 2006 Variazione Quantità 06/05 Q.tà (ton) kg/ab conv Q.tà (ton) kg/ab conv % Carta grafica , ,7 2,7% Ingombranti in legno , ,2 17,6% La Convenzione prevede che il Comune (o per essi i gestori del servizio di Raccolta Differenziata), una volta organizzata la Raccolta Differenziata, conferisca il materiale ai Consorzi presso una piattaforma che viene scelta in accordo tra le parti. Si riporta l elenco dei centri di Conferimento convenzionati al 31 Dicembre 2006 per la provincia di Bologna: Carta Plastica (centri di selezione) Vetro Acciaio Alluminio Legno Centri di conferimento CBRC - Bologna Fini Snc - Bologna F.lli Passerini Sas - Cento (FE) Akron Spa - Cotigonola (RA) Special Trasporti - Sala Bolognese (BO) Argeco - Ferrara Replast - Reggio Emilia Acovis - Vicenza Idealservice - Pordenone Recoplast - Potenza Emmaus - Verona Montello - Bergamo Sait - Venezia Emiliana Rottami Spa - S. Cesario sul Panaro (MO) Italmetalli srl - Crespellano (BO), in qualità di operatore del Consorzio Nazionale Acciaio Cantro Riciclo - Monselice (PD) La Vetri - Villa Poma (MN) LMC Srl - San Giovanni in Persiceto (BO) Recter srl Imola (BO) Ecolegno Bologna srl - Bologna Akron Spa - Mordano (BO) Italpallets - Calderara di Reno (BO) Salvioli srl - Casalecchio di Reno (BO) Special Trasporti - Sala Bolognese (BO) Special Trasporti - Minerbio (BO) Molto importante risulta essere la qualità del materiale raccolto, perchè incide in modo significativo sui corrispettivi riconosciuti dal sistema. La qualità media registrata del materiale conferito 44 della provincia di Bologna nel 2006 è stata la seguente: 44 Fonte: CONAI e Consorzi di Filiera Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

56 Fascia qualitativa imballaggi conferiti % media di frazione estranea Carta 1 fascia qualitativa da 0,91 % 45 a 1,33 % 46 Plastica 2 fascia qualitativa 7,5 % Vetro 1 fascia qualitativa 2,4 % 47 Acciaio 2 fascia qualitativa Tra 5 e 10 % Alluminio 1 fascia qualitativa Inferiore al 4 % Legno 1 fascia qualitativa Inferiore al 5 % Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito Carta e Cartone (e imballaggi in carta e cartone) La Raccolta Differenziata della carta si effettua in tutto il territorio provinciale, principalmente tramite contenitori stradali (nella maggior parte dei casi si tratta di raccolta mono-materiale, eccetto i Comuni di Galliera, Malalbergo e S. Pietro in Casale dove viene raccolta assieme a Plastica e Metalli (raccolta multi-materiale); nel Comune di Bologna e Granarolo si effettua la raccolta sia mono che multi-materiale. Solo nel Comune di Monteveglio, in alcuni Comuni dell imolese (ved. quali nel Paragrafo 1.2.1) e nel centro storico del Comune di Bologna la raccolta avviene tramite la modalità porta a porta. Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata Tonn. di carta (al lordo degli scarti derivanti dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche che compongono la raccolta multi-materiale sopra citata), che corrispondono a 59 Kg/ab*anno su base provinciale. Analizzando i risultati dei singoli Comuni, si riscontrano differenze significative per quanto riguarda i risultati di raccolta: si passa da ottime raccolte pro-capite di oltre i 60 Kg/ab*anno (Comuni di Granarolo dell Emilia, Bologna, Castel Guelfo, Bentivoglio 48, Monteveglio e Imola), a valori al di sotto dei 20 Kg/ab*anno (Comuni di Castel di Casio, Castello di Serravalle, Baricella, Sasso Marconi, Loiano e Grizzana). Gli altri Comuni oscillano fra i 20 e i 60 Kg/ab*anno La quantità di carta raccolta in maniera Differenziata ( Tonn.) è molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 49 ), anche se è vero che non tutti i tipi di carta, con le tecnologie attuali, sono riciclabili. La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: rendere il servizio di Raccolta Differenziata capillare laddove non lo fosse; ampliare i servizi mirati per quelle utenze particolari che producono grosse quantità di carta; incentivare questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate; prevedere servizi di raccolta porta a porta, che statisticamente hanno delle capacità medie di intercettazione maggiori rispetto al sistema a cassonetto. Delle Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multi-materiali, Tonn. 50 sono state avviate ai centri di conferimento 45 Raccolte derivanti da utenze commerciali e artigianali (ossia Rifiuti Speciali assimilati agli Urbani) 46 Raccolte derivanti da utenze domestiche 47 Dato medio nazionale, non essendoci dati specifici a livello provinciale 48 Il risultato di raccolta della carta è per buona parte dovuto al servizio effettuato presso il complesso di interscambio di merci presente sul territorio del Comune (313 Tonnellate su 421), e quindi non computabili ai cittadini. Il dato della raccolta pro-capite relativo alle sole utenze domestiche è pari a 22 Kg/ab*anno (e non 88 Kg/ab*anno) 49 Ved. Paragrafo Fonte: CONAI Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

57 convenzionati con il Consorzio COMIECO 51 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. In Italia, che pure non è un Paese di grandi lettori, il consumo di carta è enorme. Quindi il suo risparmio e recupero è importante, sia perché vantaggioso economicamente, sia perché permette di alleggerire le discariche da un immensa quantità di rifiuti; è per questo che storicamente è stata una delle prime materie ad essere riciclata. Nell effettuare la Raccolta Differenziata della carta è necessario tenere conto del fatto che al fine di favorirne il riciclo la carta conferita deve essere pulita. Occorre poi utilizzare prodotti in carta riciclata. Il processo di riciclo avviene in questo modo: dopo una prima selezione, il materiale raccolto è pressato e confezionato in balle da inviare alle cartiere. Il processo inizia con il pulper (impastatrice), che trita e aggiunge acqua calda riducendo la carta ad una poltiglia; successivi processi di separazione e depurazione permettono di ottenere la pasta cellulosica separandola dalle principali impurità presenti. Il riciclo comporta un certo degrado del materiale recuperato che, per questo, spesso è utilizzato per produrre carta di qualità inferiore rispetto al materiale di provenienza; per utilizzi che richiedono determinate caratteristiche, alla pasta proveniente dalla carta da recupero è aggiunta cellulosa vergine (in proporzioni differenti a seconda del tipo di utilizzo al quale la carta prodotta è destinata). Molteplici sono le applicazioni della carta e del cartone riciclati: carta per stampa e fotocopie, giornali, articoli da cancelleria, carta igienica, tovaglioli, fazzoletti ecc. Ecco alcuni esempi di riutilizzo della carta riciclata 52 : con l equivalente in peso di 30 giornali, più 20 scatoloni, più 10 sacchetti di carta si producono articoli per disegno e scrittura per un totale di 15 Kg con 10 giornali e 5 sacchetti di carta si produce una risma da 500 fogli F.to A4 di carta per vari usi (stampa, fotocopie ecc.) con 1 giornale si produce 1 rotolo di carta igienica ecc. Raccolta Differenziata del cartone per bevande 53 La Raccolta Differenziata del cartone per bevande è stata avviata in molti Comuni italiani a seguito del Protocollo d Intesa sottoscritto da Comieco e Tetra Pak nel In Provincia di Bologna i Comuni in cui è attiva la raccolta sono: Anzola Emilia, Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Crevalcore, Sala Bolognese, S. Giovanni in Persiceto e S. Agata Bolognese, ossia quelli della pianura nord-occidentale; in questi Comuni nel 2006 si sono raccolte in maniera Differenziata 34 Tonn. di cartone per bavande 54. Si ricorda che dalle analisi merceologiche a disposizione dell Amministrazione Provinciale per il 2006, seppure eseguite a campione e non capillarmente in tutti i Comuni della provincia, è emerso che c.a. il 0,42 % 55 dei Rifiuti Urbani è costituito da cartone per bevande, che in termini quantitativi sul totale dei Rifiuti Urbani prodotti in Provincia di Bologna nel 2006 equivale a Tonn. A livello nazionale nel 2006, molti Comuni del Piemonte, Lombardia e Veneto hanno inserito il cartone per bevande nella Raccolta Differenziata della carta, seguendo l esempio di importanti realtà cittadine quali Torino, Milano, Roma e Venezia che già da tempo hanno adottato questa pratica. Anche in Campania e Calabria molti Comuni hanno accolto favorevolmente questa opportunità, coinvolgendo i propri utenti attraverso una specifica campagna di comunicazione appositamente predisposta e finanziata da Tetra Pak e Comieco. Questo ha portato nel 2006 a superare a livello nazionale i 14 milioni di cittadini coinvolti nella Raccolta Differenziata del cartone per bevande (con un incremento di oltre il 20 % rispetto al 2005). L elenco completo dei Comuni in cui è attiva questa raccolta è disponibile sul sito web in termini 51 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità oscillante fra il 0,91 % (per le raccolte derivanti da utenze commerciali e artigianali ) al 1,33 % (per le raccolte derivanti dalle utenze domestiche) 52 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Fonte: Tetra Pak Italiana 54 Fonte: Tetra Pak Italiana 55 Ved. Paragrafo 1.3 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

58 quantitativi, nel 2006 sono state avviate a riciclo oltre Tonn. di cartoni per bevande, pari a circa il 13 % di quanto immesso al consumo. Prosegue quindi senza sosta l attività di coinvolgimento degli Enti Locali in questa iniziativa, con l obiettivo nel 2007 di raggiungere ulteriori importanti traguardi: la copertura totale dei Comuni nelle regioni Toscana e Friuli Venezia Giulia ed il coinvolgimento dei principali centri in Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Ecco alcuni esempi di riutilizzo del cartone per bevande riciclato 56 : con l equivalente in peso di 1 cartone per bevande si producono 2 buste per lettera (19x26 cm) con di 125 cartoni per bevande si produce una risma da 500 fogli F.to A4 di carta per uso stampa ecc Plastica (e imballaggi in plastica) La Raccolta Differenziata della plastica si effettua in tutto il territorio provinciale, tramite contenitori stradali. Nella maggior parte dei casi si tratta di raccolta mono-materiale, eccetto: - i Comuni di Galliera, Malalbergo, Bologna e S. Pietro in Casale dove viene raccolta assieme a Carta e Metalli (raccolta multi-materiale); a Granarolo si effettua la raccolta sia mono che multimateriale; - i Comuni di Monghidoro, Molinella, Medicina, Castel Guelfo, Castel S. Pietro, Dozza, Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio, dove viene raccolta assieme a Vetro e Metalli (raccolta multi-materiale). Solo nel Comune di Monteveglio la raccolta avviene tramite la modalità porta a porta. Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata Tonn. di plastica (al lordo degli scarti derivanti dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche che compongono le raccolte multi-materiali sopra citate), che corrispondono a 7 Kg/ab*anno su base provinciale. Analizzando i risultati dei singoli Comuni, si riscontrano differenze significative per quanto riguarda i risultati di raccolta: si passa da ottime raccolte pro-capite di oltre i 10 Kg/ab*anno (Comuni di Bentivoglio 57, Monteveglio, Argelato, Granarolo Emilia, Castel Maggiore, Anzola, Gaggio Montano e S. Giovanni in Persiceto), a valori al di sotto dei 4 Kg/ab*anno (Comuni di Marzabotto, Porretta, Loiano, Castel del Rio, Fontanelice, Vergato, Castel di Casio, Grizzana, Camugnano, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castoglione dei Pepoli, Castel d Aiano, Savigno e Granaglione). Gli altri Comuni oscillano fra i 4 e i 10 Kg/ab*anno La quantità di plastica raccolta in maniera Differenziata (6.514 Tonn.) è molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 58 ), anche se è vero che non tutti i tipi di plastica, con le tecnologie attuali, sono riciclabili. La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha ampi margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: rendere il servizio di Raccolta Differenziata capillare laddove non lo fosse; ampliare i servizi mirati per quelle utenze particolari che producono grosse quantità di plastica; incentivare questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate; prevedere servizi di raccolta porta a porta, che statisticamente hanno delle capacità medie di intercettazione maggiori rispetto al sistema a cassonetto. Delle Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multi-materiali, Tonn. 59 sono state avviate ai centri di conferimento 56 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Il risultato di raccolta della plastica è per buona parte dovuto al servizio effettuato presso il complesso di interscambio di merci presente sul territorio del Comune (626 Tonnellate su 658), e quindi non computabili ai cittadini. Il dato della raccolta pro-capite relativo alle sole utenze domestiche è pari a 7 Kg/ab*anno (e non 137 Kg/ab*anno) 58 Ved. Paragrafo Fonte: CONAI Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

59 convenzionati con il Consorzio COREPLA 60 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. Tutta la plastica proveniente dalla Raccolta Differenziata è inviata agli impianti di recupero ed avviata al riciclaggio meccanico, ad eccezione ovviamente degli scarti di selezione che sono comunque avviati a forme di recupero energetico. Il materiale raccolto è selezionato e suddiviso per polimero e colore. La Raccolta Differenziata dei rifiuti d imballaggio in plastica è dal 2001 estesa a tutte le tipologie di imballaggio. Per l analisi dettagliata delle diverse tipologie di prodotti avviati a riciclo a valle della selezione effettuata nei Centri di Selezione COREPLA, si rimanda al Rapporto Rifiuti 2005 pag. 74 Oltre ai grandi campi di applicazione del tessile (ovatte, imbottiture, tessuti/non tessuti) e delle lastre per il PET e della rigenerazione in granuli per svariate applicazioni pel l HDPE, un interessante panoramica di prodotti finiti ottenuti da riciclo di imballaggi in plastica (soprattutto a matrice poliolefinica) può essere ricavata dalla consultazione del sito dell Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo (IPPR). Tale istituto, costituito da COREPLA, Federazione Gommaplastica (già Unionplast) e Plasticseurope Italia/Federchimica, ha istituzionalmente lo scopo di certificare, mediante l attribuzione del marchio ecologico Plastica Seconda Vita, i manufatti secondo gli standard qualitativi e normativi, di adottare sistemi di analisi sui materiali riciclati che consentano di verificarne la natura e la provenienza e, ove non disponibili, di promuovere l individuazione di tali sistemi, di sensibilizzare la generalità delle imprese alla qualità, intesa come occasione per migliorare la produttività all interno dell azienda e promuoversi verso i committenti con un immagine e capacità nuove, di promuovere il marchio ecologico verso il mercato della committenza pubblica e privata nonché, infine, di promuovere gli eco-prodotti verso la committenza pubblica ed il Ministero dell Ambiente. Ecco alcuni esempi di riutilizzo della plastica riciclata 61 : con l equivalente in peso di 23 bottiglie di plastica PET si produce 1 cestino per la spesa di 54x38 cm (alto 27 cm) con 30 flaconi e 25 cassette in PP si produce una compostiera di 76x76 cm (alta 85 cm) con 31 bottiglie in PET una coperta in pile di 147x200 cm con 243 buste in LDPE, più 100 flaconi in HDPE, più 56 cassette in PP si produce una panchina di 145x68 cmm (alta 83 cm) ecc Vetro (e imballaggi in vetro) La Raccolta Differenziata del vetro si effettua in tutto il territorio provinciale, tramite contenitori stradali. Nella maggior parte dei casi si tratta di raccolta mono-materiale, eccetto i Comuni di Monghidoro, Molinella, Medicina, Castel Guelfo, Castel S. Pietro, Dozza, Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio dove viene raccolta assieme a Plastica e Metalli (raccolta multi-materiale). Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata Tonn. di vetro (al lordo degli scarti derivanti dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche che compongono la raccolta multi-materiale sopra citata), che corrispondono a 19 Kg/ab*anno su base provinciale. Analizzando i risultati dei singoli Comuni, si riscontrano differenze significative per quanto riguarda i risultati di raccolta: si passa dagli oltre 30 Kg/ab*anno di Monteveglio, Castello di Serravalle, Crevalcore, Lizzano in Belvedere e Argelato, a valori al di sotto dei 15 Kg/ab*anno (Comuni di S. Lazzaro di Savena, Galliera e Grizzana). Gli altri Comuni oscillano fra i 15 e i 30 Kg/ab*anno La quantità del vetro raccolta in maniera Differenziata ( Tonn.) è molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 62 ). La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha margini di miglioramento, da 60 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità del 7,5 % 61 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Ved. Paragrafo 1.3 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

60 raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: rendere il servizio di Raccolta Differenziata capillare laddove non lo fosse; ampliare i servizi mirati per quelle utenze particolari, quali bar e ristoranti (che statisticamente producono circa il 50 % dei rifiuti in vetro consumati in ambito urbano 63 ); incentivare questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate; prevedere servizi di raccolta porta a porta, che statisticamente hanno delle capacità medie di intercettazione maggiori rispetto al sistema a cassonetto. Delle Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multi-materiali, Tonn. 64 sono state avviate ai centri di conferimento convenzionati con il Consorzio COREVE 65 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. Il vetro garantisce igiene perché può essere lavato, sterilizzato e non cede molecole tossiche, non reagisce al calore e alle sostanze chimiche e mantiene la purezza, il gusto e l aroma degli alimenti; inoltre consente la pastorizzazione del prodotto e la sterilizzazione con il calore e, essendo impermeabile, isola il contenuto. Il vetro è un materiale che si può riciclare all infinito, e questo consente un notevole risparmio in termini di energia e di materie prime; tra l altro, durante i processi di recupero, il materiale si affina per qualità e consistenza. Per questo è stato, insieme alla carta, il primo prodotto per il quale è nata in Italia la Raccolta Differenziata. Esistono diversi tipi di vetro che si distinguono per colore: vetro bianco (quello più pregiato dal punto di vista commerciale), verde e giallo; tramite le operazioni di recupero, si può ottenere vetro bianco solo utilizzando come materiale riciclato in ingresso vetro dello stesso tipo. Se, come avviene nella maggioranza dei casi, si utilizza materiale misto (verde, giallo e bianco), si possono ottenere solo le qualità rimanenti; per questo motivo la raccolta del vetro già separato per colore permetterebbe di rendere disponibile del materiale, che, attualmente, in buona parte, deve essere importato. Il processo di riciclo avviene in questo modo: tutto il materiale raccolto, prima di essere avviato al riciclo in vetreria, viene sottoposto alla selezione presso impianti di trattamento specifici, che provvedono ad eliminare le impurità accidentalmente presenti. Mediante delle elettro-calamite sono eliminati i metalli (barattoli, anelli di metallo delle chiusure ecc.), per aspirazione i residui di plastica e carta, e con l ausilio di lettori ottici vengono individuati ed espulsi i frammenti di ceramica (piatti, tazzine) ed altri inerti (pietre ecc.) che fondendo a temperature molto più alte del vetro creerebbero dei problemi. A questo punto il rottame di vetro si definisce pronto al forno e viene utilizzato in vetreria, in sostituzione delle materie prime, per la produzione di nuovi contenitori. Nel 2006, in Italia, sono state complessivamente riciclate dalle aziende vetrarie Tonnellate di vetro 66. Il vetro proveniente dalle Raccolte Differenziate è impiegato essenzialmente per la produzione di nuovi contenitori del tutto identici a quelli originari; la percentuale di utilizzo del rottame di vetro in sostituzione delle materie prime è determinata dalla colorazione del prodotto finale; ecco alcuni esempi di riutilizzo del vetro riciclato 67 : nella produzione di bottiglie di colore verde viene usato mediamente l 80 % di rottame di vetro per i contenitori di vetro giallo la quota di rottame di vetro è circa del 60 % per i contenitori di vetro incolore la quota di rottame di vetro è circa del 40 % Metalli (e imballaggi metallici), eccetto Alluminio 63 Fonte: COREVE 64 Fonte: CONAI 65 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità del 2,4 % (dato medio nazionale, non essendoci dati specifici a livello provinciale) 66 Fonte: Istat 67 Fonte: COREVE Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

61 La Raccolta Differenziata dei Metalli (e imballaggi metallici) si effettua in tutto il territorio provinciale, con diverse modalità operative. Gli imballaggi metallici (banda stagnata) vengono raccolti nella maggior parte dei casi assieme al vetro tramite contenitori stradali, eccetto: nei Comuni di Galliera, Malalbergo, Bologna, S. Pietro in Casale e Granarolo dove vengono raccolti assieme a Carta e Plastica (raccolta multi-materiale); nei Comuni di Monghidoro, Molinella, Medicina, Castel Guelfo, Castel S. Pietro, Dozza, Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio dove vengono raccolti assieme a Vetro e Plastica (raccolta multi-materiale). Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata Tonn. 68 di Metalli (al lordo degli scarti derivanti dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche che compongono le raccolte multi-materiali sopra citate), di molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 69 ). La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha ampi margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: ampliando i servizi mirati per quelle utenze che producono grosse quantità di metalli; incentivando questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate. Delle Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multi-materiali, Tonn. 70 sono state avviate ai centri di conferimento convenzionati con il Consorzio Nazionale Acciaio 71 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. I metalli non sono presenti nel nostro paese come risorsa naturale, quindi devono essere importati a caro prezzo (a volte anche sottoforma di rottame da recuperare). Fra i metalli che si possono recuperare, in particolare si segnala l acciaio e la banda stagnata. Si può sintetizzare il percorso di raccolta e riciclo degli imballaggi in acciaio attraverso 3 fasi: la Raccolta Differenziata degli imballaggi in acciaio usati presso i Comuni e attività industriali e artigianali; il riciclo attraverso la rifusione della raccolta in acciaieria/fonderia e trasformazione in prodotti siderurgici; l avvio dei prodotti siderurgici così ottenuti (semilavorati dell acciaio) presso industrie trasformatrici dell acciaio. L acciaio, una volta recuperato e trasformato in semilavorato, viene utilizzato per numerose applicazioni in diversi settori: mezzi di trasporto (autoveicoli, motoveicoli, treni e navi), attrezzi vari (secchi, bidoni, pale e rastrelli), edilizia (gabbiette, tondini, travi e picconi) e arredamento (sedie, panchine e mobili). In termini di prestazioni ambientali, il riciclo dell acciaio consente un notevole risparmio di materie prime: per realizzare 1 Kg di acciaio vergine occorrono infatti 6,5 Kg di materie prime, oppure solo 1,43 Kg di acciaio riciclato 72. Ecco alcuni esempi di riutilizzo dell acciaio riciclato 73 : con l equivalente in peso di 14 latte si produce una pala (lunga 30 cm) per badile con 123 latte si produce una panchina (lunga 110 cm, alta 82) con 190 latte si produce un cestino per rifiuti (diametro 40 cm, alto 125) ecc. L Italia vanta un importante tradizione siderurgica: infatti delle c.a. di Tonnellate 74 che rappresentano il fabbisogno delle nostre acciaierie, solo sono nazionali (tutto materiale recuperato) e di importazione; questo dato è significativo, in un mercato dove la domanda è nettamente superiore all offerta. Quindi l impegno del Consorzio Nazionale Acciaio in questi anni è stata quella di tarare il giusto sistema per l intercettazione degli imballaggi in acciaio 68 Altre 456 Tonn. di ferro si recuperano a valle del trattamento dei Rifiuti Indifferenziati negli Impianti di trattamento meccanico-biologico 69 Ved. Paragrafo Fonte: CONAI 71 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità oscillante fra il 5 e il 10 % 72 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Fonte: Consorzio Nazionale Acciaio Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

62 all interno di una filiera che è sempre esistita; questo non significa che tutto funziona perfettamente, anzi bisogna cercare di ottimizzare gli sforzi per un intercettazione del materiale meno onerosa: un esempio concreto è dato dal fatto che parte del materiale ferroso domestico avviato ai riciclatori finali (acciaierie) non proviene dalla Raccolta Differenziata, ma ancora da impianti di selezione meccanica che lavorano il rifiuto tal quale (a discapito della qualità del materiale e dell economicità) Alluminio (e imballaggi in alluminio) La Raccolta Differenziata dell Alluminio si effettua in tutto il territorio provinciale, tramite contenitori stradali. Nella maggior parte dei casi la raccolta dell Alluminio avviene assieme al vetro, eccetto: i Comuni di Galliera, Malalbergo, Bologna, Granarolo e S. Pietro in Casale dove viene raccolta assieme a Carta e Plastica (raccolta multi-materiale); i Comuni di Monghidoro, Molinella, Medicina, Castel Guelfo, Castel S. Pietro, Dozza, Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio dove viene raccolta assieme a Vetro e Plastica (raccolta multi-materiale). Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata 473 Tonn. di Alluminio (al lordo degli scarti derivanti dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche che compongono le raccolte multi-materiali sopra citate). Se si considera che dalle analisi merceologiche effettuate sui Rifiuti Urbani a disposizione dell Amministrazione Provinciale eseguite nel 2006 emerge una presenza dell Alluminio del 0,71 % 75 (che corrisponde a Tonn. in termini di peso sul totale dei Rifiuti Urbani in provincia di Bologna nel 2006), si evince che la Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha ampi margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: rendendo il servizio di Raccolta Differenziata più capillare laddove non lo fosse; estendo la raccolta a tutte le tipologie di imballaggio in Alluminio (lattine, vaschette e fogli per alimenti, tubetti, bombolette spray, scatolette food), ampliando i servizi alle utenze produttori di sempre più grosse quantità di rifiuti di imballaggio in Alluminio (Hotel, Ristoranti e Catering); incentivando e migliorando i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate; prevedendo servizi di raccolta porta a porta, che statisticamente hanno delle capacità medie di intercettazione maggiori rispetto al sistema a cassonetto Delle 473 Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multimateriali, 64 Tonn. 76 sono state avviate ai centri di conferimento convenzionati con il Consorzio CIAL 77 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. L Alluminio è un metallo che non esiste libero in natura, ma come altri metalli esiste solo sotto forma di composto. Si ricava sottoponendo l allumina, prodotto intermedio ottenuto trattando il minerale bauxite, ad un processo elettro-chimico (elettrolisi), che richiede molta energia. Questo spiega perché, fin dagli inizi della sua produzione industriale, sia stata avviata anche l industria del riciclo dell Alluminio. Il prodotto di rifusione possiede le stesse qualità di quello primario. L Alluminio riciclato ha le stesse proprietà e qualità dell Alluminio originario, e viene impiegato nell industria automobilistica, nell edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi. L Alluminio è leggero, resistente alla corrosione, duttile, malleabile, conduttore elettrico (termico e sonoro), riflettente, a-magnetico e riciclabile all infinito. È proprio grazie a queste proprietà che è oggi utilizzato ampiamente per le più svariate applicazioni, tra cui la produzione di imballaggi. L Alluminio garantisce agli imballaggi un ottimo livello estetico e si presta ad ogni tipo di personalizzazione. Inoltre, la buona malleabilità, la possibilità di realizzare una vasta gamma di 75 Ved. Par.agrafo Fonte: CONAI 77 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità inferiore al 4 % Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

63 tipologie di spessore e di finiture, e l alto rapporto resistenza-peso, lo rendono competitivo rispetto a materiali alternativi usati per uguali applicazioni, in quanto permette di utilizzare un minor quantitativo di materiale. In termini di prestazioni ambientali, il riciclo dell Alluminio consente un notevole risparmio di energia: la produzione di un Kg di Alluminio di riciclo ha infatti un fabbisogno energetico che equivale solo al 5 % di quello di un Kg di metallo prodotto a partire dal minerale 78. Ecco alcuni esempi di riutilizzo dell Alluminio riciclato 79 : con l equivalente in peso di 86 lattine si produce un faretto (diametro 9 e altezza 16 cm) con 54 lattine si produce un rubinetto (lungo 9 e alto 22 cm) ecc. Dopo lo svuotamento delle attrezzature da parte del gestore del servizio, l Alluminio viene portato presso appositi centri di raccolta (piattaforme) dove viene stoccato in attesa del trasferimento presso impianti per la selezione. In molti casi la selezione del materiale conferito viene effettuata presso le piattaforme stesse. Eventuali scarti vengono poi avviati presso impianti di incenerimento con recupero energetico o recuperati tramite CDR. Il materiale viene poi trasferito presso appositi centri di selezione dove grazie ad un particolare metodo a correnti indotte l Alluminio viene separato dalle altre tipologie di rifiuti. A questo punto il materiale viene pressato in balle per facilitarne il trasporto presso le fonderie per essere riciclato. Qui il materiale viene pre-trattato a circa 500 per essere depurato da vernici o altre sostanze aderenti e poi fuso a 800 per ottenere Alluminio liquido, da cui si ottengono lingotti e placche destinate a essere lavorate per la produzione di semilavorati e nuovi manufatti Legno (e imballaggi in legno) La Raccolta Differenziata del Legno si effettua in tutto il territorio provinciale, con diverse modalità operative. Nei Comuni di Galliera, Malalbergo, Bologna, S. Pietro in Casale e Granarolo inoltre gli imballaggi in Legno vengono conferiti dai cittadini, anche se non richiesto, nei cassonetti preposti alla raccolta multi-materiale di Carta-Plastica-Metalli. Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata Tonn. di Legno 80, di molto inferiore a quella che si presume teoricamente essere presente nei Rifiuti Urbani ( Tonn. 81 ). La Raccolta Differenziata di questa frazione merceologica ha margini di miglioramento, da raggiungere attraverso diversi strumenti, quali per esempio: ampliando i servizi mirati per quelle utenze che producono grosse quantità di legno; incentivando questo tipo di raccolta per migliorare i rendimenti sia quantitativi che qualitativi attraverso campagne informative mirate. Delle Tonn. raccolte in Provincia di Bologna, escludendo naturalmente gli scarti derivanti dalla selezione delle frazioni merceologiche che compongono le Raccolte Differenziate multi-materiali, Tonn. 82 sono state avviate ai centri di conferimento convenzionati con il Consorzio Rilegno 83 ; il resto del materiale è stato valorizzato ed avviato a riciclo attraverso canali di mercato indipendenti. Quando un albero viene abbattuto viene trasformato in materia prima per l'edilizia (arredamento), o usato per la produzione di carta o per l'industria dell'imballaggio. Alla fine del suo utilizzo, se è raccolto in maniera Differenziata, l'imballaggio in legno viene conferito alle piattaforme convenzionate e avviato al riciclaggio. Il legno viene ridotto di volume attraverso operazioni di pressatura o triturazione, in modo da consegnarli ai riciclatori già pronto per essere lavorato industrialmente, e garantendo la massima economicità di trasporto; poi viene sottoposto presso gli 78 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, Il dato comprende anche la quantità recuperata dalla selezione a valle delle varie frazioni merceologiche nella raccolta multi-materiale carta/plastica/lattine, al lordo degli scarti 81 Ved. Paragrafo Fonte: CONAI 83 la qualità media registrata del materiale conferito ha visto una percentuale di impurità inferiore al 5 % Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

64 impianti dei riciclatori a ulteriori trattamenti di triturazione e pulizia, volti all'ottenimento di scagliette di legno pronte all'uso, detti chips, la cui qualità è garantita dall'alto livello tecnologico raggiunto dai processi di lavorazione industriale e dalla bontà della materia prima. I chips sono pronti a trovare un nuovo utilizzo, diventando pannelli in truciolare utilizzati per la produzione di complementi d'arredo per l'industria del mobile; in misura minore, il legno riciclato diventa pasta cellulosica per le cartiere, o compost (concime organico derivato da rifiuti) per l'agricoltura, o blocchi di legno-cemento per l'edilizia. Nel 2006, gli impianti di riciclo ubicati sul territorio nazionale hanno riciclato Tonn.84 c.a. di rifiuti legnosi; di queste, Tonn. c.a. (pari al 25 % c.a.) sono importate e provengono quasi esclusivamente da paesi europei. Ecco alcuni esempi di riutilizzo del Legno riciclato 85 : con l equivalente in peso di 12 cassette e 3 pallet si produce una culla (69x100 cm, alta 128) con 10 cassette e 2 pallet si produce una cassettiera (50x45 cm, alta 66) con 6 pallet si produce una scrivania (180x80 cm, alta 76,5) ecc Raccolta multi-materiale Carta e Cartone, Plastica, Lattine Questo tipo di raccolta multi-materiale è attivo in soli 5 Comuni (Bologna, Galliera, Granarolo Emilia, Malalbergo e S. Pietro in Casale) ma coinvolge ben abitanti (il 43 % c.a. della popolazione provinciale). La quantità di materiale raccolto nel 2006 è Tonn. Il multi-materiale raccolto è avviato ad appositi impianti di separazione, che dividono le singole frazioni merceologiche presenti nei contenitori, successivamente avviate agli impianti di recupero. Durante questa operazione non tutti i materiali vengono recuperati, e una certa quantità viene smaltita (in discarica o all inceneritore), sia perché all interno dei contenitori ci sono materiali non congrui al recupero, sia perché tecnicamente gli impianti non riescono a selezionare tutti i materiali recuperabili. Si riportano le quantità di frazioni merceologiche in uscita dagli impianti di separazione: Principali frazioni merceologiche in uscita dagli impianti di separazione Quantità percentuale carta e cartone % plastica % metallo % legno % Totale a Recupero % Sovvallo per produzione CDR 87 ai fini del recupero energetico % Sovvallo 88 direttamente a smaltimento % Totale a Smaltimento % TOTALE multi-materiale % Dalla tabella emerge che la percentuale dei materiali avviati a effettivo recupero di materia non arriva al 50 %. L alta percentuale di materiale non recuperato impone un ulteriore verifica, per capire se questo dipende dai limiti tecnici dell impianti di separazione, o dai conferimenti dei 84 Fonte: Rilegno 85 Fonte: La doppia vita delle cose Ministero dell Ambiente, comprese 25 Tonn. di Vetro e 17 Tonn. di Inerti 87 Combustibile Derivato dai Rifiuti 88 scarto non recuperabile originato dalle operazioni di separazione dei rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

65 cittadini nei cassonetti. Per questo si sono effettuate delle analisi a campione 89 nei cassonetti prima di essere avviati agli impianti di separazione, per vedere cosa vi avevano conferito dentro i cittadini; è emerso che circa il 21 % dei materiali presenti nei cassonetti sono Rifiuti Indifferenziati 90, e quindi conferiti impropriamente dai cittadini nei cassonetti; quindi il materiale che giunge agli impianti di separazione contiene già all interno una percentuale elevatissima di impurità 91. A questo si aggiungono i limiti tecnici degli impianti di separazione, che portano al risultato mediocre di recupero di materia sopra citato Raccolta multi-materiale Vetro, Plastica, Lattine Questo tipo di raccolta multi-materiale è attivo in 12 Comuni: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo, Castel del Rio, Castel S. Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina, Molinella, Monghidoro e Mordano, e coinvolge abitanti (il 15 % c.a. della popolazione provinciale). La quantità di materiale raccolto nel 2006 è Tonn. Il multi-materiale raccolto è avviato ad appositi impianti di separazione, che dividono le singole frazioni merceologiche presenti nei contenitori, successivamente avviate agli impianti di recupero. Si riportano le quantità di frazioni merceologiche in uscita dagli impianti di separazione: Frazioni merceologiche in uscita dagli impianti di separazione Quantità percentuale vetro % plastica % metallo % Totale a Recupero % Sovvallo 93 direttamente a smaltimento % TOTALE multi-materiale % 89 Analisi effettuate dall Istituto di Ricerca CSA di Rimini presso la Stazione di Trasferimento di Hera spa di Bologna nel mese di Febbraio, Luglio e Ottobre di cui lo 0,8 % addirittura sono RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) 91 Appare evidente che c è poca attenzione (o chiarezza) nell utilizzo di questi contenitori da parte dei cittadini, malgrado le indicazioni affisse sui cassonetti 92 di cui: Banda stagnata 4,5 % e Alluminio 0,5 % 93 scarto non recuperabile originato dalle operazioni di separazione dei rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

66 Dalla tabella emerge che la percentuale dei materiali avviati a effettivo recupero di materia è superiore al 90 % 3.3 Beni durevoli (oggi RAEE Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche) Per RAEE si intendono i televisori, gli elettrodomestici, i frigoriferi, le apparecchiature informatiche, i cellulari in disuso ecc., ossia tutti gli apparecchi che per funzionare necessitano di corrente elettrica, pile o batterie. Abbandonati nell ambiente possono inquinare l aria, l acqua, il suolo e nuocere alla salute umana perché contengono sostanze pericolose e tossiche che devono essere separate e trattate. Inoltre, il mancato recupero delle componenti di queste apparecchiature comporta l impiego di materie prime vergini nella produzione di nuovi beni. Pertanto il cittadino può virtuosamente usare al meglio e mantenere in piena efficienza le apparecchiature in modo da prolungarne la vita il più possibile; favorire il riutilizzo delle apparecchiature ancora funzionanti, cedendole a chi può ancora sfruttarle (la gran parte dei processori dimessi, infatti, sono ancora in perfetto stato e scuole, centri sociali, organizzazioni senza scopo di lucro non aspettano altro che un pc ancora valido per poter eseguire le operazioni di base); e, una volta non più funzionanti, favorire il recupero/riciclo di questi beni conferendoli (alla Stazione Ecologica del Comune ecc.) separatamente dagli altri rifiuti. Infatti la Raccolta Differenziata dei RAEE si effettua in tutto il territorio provinciale, con diverse modalità operative. Nel corso del 2006 sono stati raccolti in maniera Differenziata Tonn. di RAEE, che significa una raccolta pro-capite di 2,7 Kg/ab*anno; si ricorda che l obiettivo minimo previsto dalla D.Lgs 151/2005 (art. 6, comma 1) per il 2008 è di 4 Kg/ab*anno Il D.Lgs 151/05, recependo le direttive UE, ha disposto l obbligo di separare, raccogliere e conferire i RAEE in maniera Differenziata dal 1 Gennaio 2008 (salvo ulteriori proroghe), raggiungendo gli obiettivi quantitativi minimi sopra richiamati; a partire da quella data i RAEE in disuso dovranno essere portati presso la Stazione Ecologica presente nel proprio Comune, o consegnati al proprio rivenditore che dovrà assicurare il loro ritiro gratuito in caso di acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente. La Regione Emilia-Romagna sta portando avanti un progetto pilota 94 (con Federambiente, Gruppo Hera, ecc.), unico in Italia, che si pone come obiettivo il ciclo integrato di raccolta, recupero, riciclo di oltre Tonn./anno di RAEE. Diverse sono le iniziative puntuali svolte o in essere: articoli divulgativi su riviste, la raccolta di cellulari presso l ipermercato E.Leclerc in collaborazione con Hera Bologna e soprattutto RAEE in Penitenziario, un progetto sperimentale a sfondo sociale (promosso da Hera) all interno dell iniziativa comunitaria Equal Pegaso, attualmente unico nel panorama italiano, che consiste nell affidamento dell attività di smontaggio e pre-trattamento dei RAEE non pericolosi ai detenuti di alcuni istituti penitenziari dell Emilia-Romagna Batterie Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata 668 Tonn. di Batterie 96 (di cui 574 a recupero e 94 a smaltimento 97 ) che equivalgono a 0,7 Kg/ab*anno, un dato perfettamente in linea con il dato della Regione Emilia-Romagna di 0,6 Kg/ab.*anno Fonte: Hera Bologna 95 a Bologna, presso la Casa Circondariale Dozza ; l avvio delle attività è previsto entro la fine del Queste batterie sono state conferite dai cittadini alle Stazioni Ecologiche Attrezzate, e derivano dalle attività di manutenzione fai da te. Il totale delle raccolte presso le utenze non domestiche (stazioni di servizio, auto-riparatori, industrie, auto-trasportatori di merci o persone ecc.) in Provincia di Bologna nel 2006 ammonta a Tonnellate (Fonte: COBAT) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

67 Il Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste (COBAT) assicura sull intero territorio nazionale la raccolta di questa particolare tipologia di rifiuto pericoloso mediante una rete di propri incaricati, i quali successivamente conferiscono le batterie esauste raccolte presso impianti di riciclo consorziati che ne garantiscono il riciclo attraverso un processo di trasformazione in grado di recuperare le materie plastiche, l acido solforico ed il piombo in esse contenuto. Il nuovo materiale in massima parte viene successivamente utilizzato per la produzione di nuove batterie al piombo. Il COBAT inoltre, per incentivare la raccolta delle batterie esauste soprattutto in quei settori dove maggiormente si presenta il rischio dell abbandono incontrollato alimentato dal fenomeno del fai da te (ossia della sostituzione in proprio, da parte del cittadino, della batteria della propria auto, moto, macchina agricola, ecc.), propone ai referenti istituzionali territoriali (Comuni, Province, Regioni e società di gestione dei Rifiuti Urbani) la stipula di specifici Accordi, al fine di collaborare allo sviluppo di azioni di informazione e sensibilizzazione dei cittadini relativamente alla pericolosità derivante da uno scorretto comportamento nella gestione del rifiuto-batteria, e di attivare (quanto più capillarmente possibile) dei centri di raccolta per i cittadini presso i quali sia possibile assicurare le batterie al piombo esauste ad un corretto ciclo di recupero. In questa direzione va l Accordo di Programma sottoscritto dall UPI (Unione Province Italiane) e il COBAT stipulato il Per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito 3.5 Oli Minerali Nel corso del 2006 si sono raccolti in maniera Differenziata 57 Tonn. 99 di Oli Minerali, che equivalgono a 0,06 Kg/ab*anno Il Consorzio Obbligatorio Oli Usati (COOU) garantisce la raccolta e la corretta gestione degli oli lubrificanti usati, e comunica all opinione pubblica i rischi ambientali al fine di sensibilizzarla sui corretti atteggiamenti da adottare. I principali compiti (art. 236 del D.Lgs 152/2006) sono quelli di: promuovere la sensibilizzazione dell opinione pubblica sulle tematiche della raccolta; assicurare e incentivare la raccolta degli oli usati ritirandoli dai detentori e dalle imprese autorizzate; espletare direttamente le attività di raccolta degli oli usati dai detentori che ne facciano richiesta nelle aree in cui la raccolta risulti difficoltosa o economicamente svantaggiosa; selezionare gli oli usati raccolti ai fini della loro corretta eliminazione tramite (in via prioritaria ) la rigenerazione di oli di base, seguita dalla combustione o dall incenerimento; proseguire ed incentivare lo studio, la sperimentazione e la realizzazione di nuovi processi di trattamento e di impiego alternativo; operare nel rispetto dei principi di concorrenza, di libera circolazione di beni, di economicità della gestione, nonché della tutela della salute e dell ambiente da ogni inquinamento dell aria, delle acque e del suolo; annotare ed elaborare tutti i dati tecnici relativi alla raccolta ed eliminazione degli oli usati, e comunicarli annualmente (corredati da una relazione illustrativa) ai Ministeri che esercitano il controllo; garantire ai rigeneratori, nei limiti degli oli usati rigenerabili raccolti e della produzione dell'impianto, i quantitativi di oli usati richiesti a prezzo equo e, comunque, non superiore al costo diretto della raccolta; assicurare lo smaltimento degli oli usati nel caso non sia possibile o economicamente conveniente il recupero, nel rispetto delle disposizioni contro l inquinamento. Il il COOU ha sottoscritto con l UPI (Unione Province Italiane) un Accordo di Programma per l incentivazione della Raccolta Differenziata degli Oli Minerali Usati. Per il 97 Si ipotizza, sentito anche il parere del COBAT con il quale sono stati confrontati i dati in possesso dell Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, che tali batterie non siano al piombo, ma pile e in misura minore altre batterie: batterie per cellulari, per elettrodomestici ecc. 98 Fonte: COBAT 99 Questi oli sono stati conferiti dai cittadini alle Stazioni Ecologiche Attrezzate, e derivano dalle attività di manutenzione fai da te. Il totale delle raccolte presso le utenze non domestiche (stazioni di servizio, auto-riparatori, industrie, auto-trasportatori di merci o persone ecc.) in Provincia di Bologna nel 2006 ammonta a Tonnellate (Fonte COOU) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

68 raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio il Consorzio si avvale anche di opportune campagne informative, rivolte sia agli adulti che al mondo della scuola. Maggiori informazioni sono disponibili presso il Sito Cap. 4 Costi di gestione e sistema Tariffario Un sistema integrato per la gestione dei rifiuti deve considerare tra i suoi obiettivi principali una nuova forma per il pagamento dei costi connessi ai servizi di igiene urbana. Ormai da tempo a livello europeo si sottolinea la necessità di introdurre nella gestione delle problematiche ambientali, e quindi anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, i principi della responsabilità condivisa e del chi inquina paga. In questo contesto la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), introdotta con l art. 49 del D.Lgs 22/97 e successivamente confermata dall art. 238 del D.Lgs 152/2006 (che ha abrogato il D.Lgs 22/97), costituisce elemento di grande novità e di profondo cambiamento dei rapporti tra cittadino/utente, amministrazione pubblica e fornitore dei servizi di igiene urbana. L art. 238 citato, nel definire le linee generali del nuovo sistema tariffario abroga, con le modalità previste dal regolamento attuativo (il DPR 158/99), la precedente TARSU disciplinata dal D.Lgs. 507/93, e introduce, rispetto al precedente art. 49 del D.Lgs 22/97, la possibilità, per quanto attiene alle agevolazioni per le utenze domestiche, di tenere conto di indici reddituali articolati per fasce di utenza e territoriali nella determinazione della tariffa. Nella tabella che segue si riporta, in linea di massima, cosa comporta il passaggio da tassa a tariffa: da TASSA... Natura tributaria Contributo fisso in base a un aliquota fissata dal Comune Copertura finanziaria solo parziale del servizio Utenze domestiche: calcolata in base ai metri quadrati dell abitazione Riscossa dal Comune Non si applica l IVA... a TARIFFA Pagata in base al servizio ricevuto Somma di due quote: - una fissa, quantificata in base ai costi fissi del servizio di gestione dei Rifiuti Urbani - una variabile, rapportata alla quantità di rifiuti prodotti e alle caratteristiche del servizio offerto Deve coprire interamente il costo del servizio Utenze domestiche: calcolata in base ai metri quadrati dell abitazione, al numero degli abitanti e alla quantità di rifiuti prodotti; previste agevolazioni (per le utenze domestiche) in funzione dei risultati di Raccolta Differenziata, e di indici reddituali e territoriali Riscossa dal gestore del servizio Si applica l IVA 4.1 Il passaggio da Tassa a Tariffa: situazione provinciale In merito al passaggio da tassa a tariffa è opportuno premettere che, a seguito delle successive proroghe di legge intervenute dopo l emanazione del Decreto Ronchi relativamente all obbligo di passaggio a tariffa, e in considerazione dell ulteriore modifica normativa operata a livello nazionale con l entrata in vigore del D.Lgs 152/06, si è creata una situazione di incertezza che, di fatto, ha condotto ad un passaggio a tariffa solo per alcuni Comuni in forma frammentaria, e soprattutto con una connotazione volontaria e sperimentale. Questa situazione normativa nazionale ha, quindi, reso solo parzialmente esercitabile da parte dell Agenzia di Ambito (ATO5) il ruolo assegnatole in materia tariffaria dalla L.R. 25/99 e ss.mm.ii., in quanto, ad oggi, non è stato possibile definire una tariffa di ambito, eventualmente articolata per aree territoriali, ed un relativo Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

69 Regolamento di applicazione come previsto dalla Legge Regionale; ATO5, tuttavia, ha supportato le Amministrazioni comunali interessate al passaggio a tariffa nella definizione della stessa e del relativo Regolamento, precisando che si tratta ancora di una applicazione sperimentale e volontaria; in ogni caso, una maggiore chiarezza normativa è condizione necessaria per poter avviare, di concerto con le Amministrazioni comunali dell ambito, un tavolo tecnico di confronto sul tema. Si ritiene che anche la questione relativa all importante tematica dell assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani sia strettamente connessa al problema tariffario ed ugualmente influenzata dall incertezza normativa già detta; in merito a quest ultimo aspetto di carattere regolamentare ATO5 ha già istituito un apposito tavolo tecnico permanente con i rappresentanti dei Comuni i cui lavori, al momento, sono stati sospesi in attesa di una definizione più precisa in merito all applicazione del D.Lgs 152/06. I Comuni a tariffa al 31 Dicembre 2006 sono , e coinvolgono abitanti (il 28 % circa della popolazione provinciale). Sono tutti i Comuni dell area imolese, più alcuni Comuni dell area della pianura nord-occidentale e nell area del bolognese, come mostra la cartina seguente: 100 Fonte: ATO5 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

70 La cartina riporta anche le date previste per il passaggio a Tariffa per quei Comuni che ancora sono a Tassa; ma si ricorda che la Legge Finanziaria 296/06 (relativa alle disposizioni per l anno 2007) all art. 1, comma 184, lettera a) ha sancito che, nelle more della completa attuazione delle disposizioni recate dal D.Lgs 152/06 e successive modificazioni, il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun Comune per l anno 2006 resti invariato anche per l anno 2007 Il passaggio tassa/tariffa deve ovviamente essere accompagnato da una grande campagna informativa, per spiegare bene ai cittadini la nuova modalità di calcolo e i modi per risparmiare facendo la Raccolta Differenziata dei rifiuti. Si ricorda che un esempio di cosa può comportare, nella pratica, il passaggio da tassa a tariffa, è riportato nel Rapporto Rifiuti 2005 alle pag. 107 e 108, visionabile e/o scaricabile sul Sito Provinciale 4.2 Costi per Aree omogenee 101 Indipendentemente dallo stato di attuazione del passaggio da tassa a tariffa nell ATO di Bologna, condizionato come si è detto dalle modifiche normative tuttora in corso, è opportuno sottolineare lo sforzo comunque operato dall Agenzia nella progressiva definizione puntuale dei costi del servizio gestione rifiuti urbani e assimilati per tutti i Comuni dell ambito pervenendo ad una classificazione omogenea degli stessi sulla base delle indicazioni del Metodo Normalizzato di cui al D.P.R. 158/99 (al momento ancora in vigore sino all emanazione di un nuovo regolamento ai sensi del D.Lgs 152/06) che consente di ottenere specifici indicatori di costo sulla base dei quali effettuare confronti tra le singole aree territoriali. Il suddetto Metodo Normalizzato prevede la seguente classificazione dei costi del servizio, propedeutica alla determinazione della vera e propria articolazione tariffaria: Costo totale del servizio = CG + CC + CK in cui: CG Costi operativi di Gestione = CGD + CGIND in cui: CGD Costo operativo di Gestione raccolta Differenziata = CRD + CTR in cui: CRD Costi di raccolta e trasporto Rifiuti Differenziati CTR Costi di Trattamento e Recupero rifiuti differenziati (al netto dei proventi dalla vendita di materiale e energia) CGIND Costo operativo di Gestione rifiuti Indifferenziati = CRT + CTS + CSL + AC in cui: CRT Costi di Raccolta e Trasporto rifiuti indifferenziati CTS Costi di Trattamento e Smaltimento rifiuti indifferenziati CSL Costi di Spazzamento e Lavaggio strade e aree pubbliche AC Altri Costi CC Costi Comuni = CARC + CGG + CCD in cui: CARC Costi di Accertamento, Riscossione e Contenzioso CGG Costi Generali di Gestione CCD Costi Comuni Diversi CK Costi d uso del capitale = Rn + Amm + Acc in cui: Rn Remunerazione del capitale Amm Ammortamenti Acc Accantonamenti 101 Fonte: ATO5 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

71 L ammontare complessivo del costo del servizio (chiamato tariffa di riferimento ) è quindi composto sia dai Costi operativi di Gestione (CG) direttamente riconducibili alla gestione dei Rifiuti Differenziati 102 e Indifferenziati (incluso lo spazzamento stradale) 103, sia dai Costi Comuni (CC), nonché dai Costi d uso del capitale (CK). Il valore del servizio così determinato costituisce il costo da coprire sia nel caso di regime a tariffa sia nel caso del mantenimento della tassa, con la differenza che con quest ultima modalità è facoltà delle Amministrazioni comunali raggiungere tale copertura anche attingendo dalla fiscalità generale. Il valore suddetto costituisce, nel caso della modalità a tariffa, la base di partenza del monte costi da coprire su cui viene impostato il calcolo dell articolazione tariffaria per le singole utenze domestiche e non domestiche, secondo i dettami del Metodo Normalizzato. Dall elaborazione dei dati di costo del servizio relativi all anno 2006 è stato possibile individuare il costo medio annuo per singola Tonnellata di rifiuto prodotto/gestito per ogni singola area omogenea dell ambito territoriale ottimale di Bologna, e il costo (sempre /Tonn.) della Raccolta Differenziata e il costo delle Raccolte Indifferenziate. Si ricorda che si tratta di indicatori economici di costo, che non costituiscono il valore della tassa e/o tariffa a carico delle singole utenze. Nei valori riportati sono compresi anche i costi di trattamento e smaltimento Rifiuti Indifferenziati e trattamento della Raccolta Differenziata che non sono oggetto, per la normativa attualmente vigente (LR 25/99 e ss.mm.ii.) di regolazione da parte dell Agenzia di Ambito. Ne risulta: Area omogenea Comune di Bologna Comuni del bolognese Comuni dell'imolese Comuni pianura nordoccidentale Comuni montagna Costo totale del servizio (CG + CC + CK) in /Tonn Indicatori economici di costo CGD ( /Tonn.) di cui CRD ( /Tonn.) di cui CTR ( /Tonn.) CGIND (solo CRT + CTS) in /Tonn. di cui CRT ( /Tonn.) di cui CTS ( /Tonn.) CGIND (CRT + CTS + CSL + AC) in /Tonn. di cui CRT ( /Tonn.) di cui CTS ( /Tonn.) Si evidenzia come, dai confronti con le singole aree omogenee, emergano significative differenze in termini di costi, anche per le diverse caratteristiche del servizio, il cui superamento nel tempo potrà avvenire con gradualità. La situazione attuale del servizio, infatti, deriva sia da condizioni oggettive legate alla specificità delle aree territoriali, come ad esempio il Comune di Bologna (elevata densità abitativa, presenza incisiva di popolazione fluttuante, caratteristiche urbanistiche ecc.) o l area montana (bassa densità abitativa, percorsi stradali poco agevoli ecc.), sia da differenti costi di smaltimento, sia, infine, per scelte effettuate nel passato a seguito dei rapporti diretti 102 CGD 103 CGIND Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

72 tra i singoli Comuni ed i gestori; inoltre i costi non tengono conto degli standard dei servizi resi all utenza. Inoltre si precisa che: la somma delle voci CRD/Tonn. + CTR/Tonn. non coincide con il valore CGD/Tonn., in quanto, per computare l indicatore relativo al trattamento e recupero della frazione differenziata raccolta (CTR/Tonn.), non sono state considerate le Tonnellate di materiale Differenziato intercettato, bensì la sola quota parte effettivamente avviata alle operazioni di trattamento e recupero, così come la voce di costo richiede. Ovviamente, in termini di costo assoluto ( ), vale l equazione: CRD + CTR = CGD il valore di CSL + AC (che si deduce, nella tabella sopra riportata, dalla differenza delle due modalità in cui è riportato il CGIND) evidenzia notevoli diversità negli ordini di grandezza dei dati riportati; tale situazione risulta attribuibile non soltanto ad una complessità territoriale (esempio il Comune di Bologna) e quindi alle conseguenti modalità organizzative del servizio di spazzamento da parte dei soggetti gestori, ma anche alla frammentazione di gestioni ancora in economia che caratterizzano questa porzione di servizio e che le Amministrazioni comunali non imputano uniformemente a quanto previsto dal D.P.R. 158/99 l indicatore CRD/Tonn. dell area omogenea della pianura nord-occidentale, evidenzia notevoli differenze confrontandolo con le analoghe valorizzazioni determinate per le altre aree omogenee; si spiega considerando che nell area in oggetto, il servizio di Raccolta Differenziata risulta essere svolto senza il ricorso ad esternalizzazioni. Tale situazione, ai sensi del rispetto del D.P.R. 158/99 che definisce la tariffa di riferimento e le rispettive voci riportate nei prospetti numerici elaborati, comporta che la voce CRD sia costituita dal costo operativo del servizio e dal relativo ammontare di costo generale per il personale coinvolto in tale attività. I costi inerenti al personale non operativo (ad esempio del personale di coordinamento) sono valorizzati in altre voci di costo. Per le altre aree omogenee, invece, che ricorrono all esternalizzazione del servizio, nella voce CRD sono imputati anche i costi generali del personale non operativo delle ditte terze che effettuano il servizio, incrementando l ammontare complessivo della voce di costo in esame. Inoltre, in considerazione della percentuale più elevata di Raccolta Differenziata che l area omogenea in esame ha raggiunto, se confrontata con le altre aree si ha un maggiore introito di contributi Conai che, sempre secondo le disposizioni del D.P.R. 158/99, sono da detrarsi dal costo del servizio di Raccolta Differenziata, giustificandone una diminuzione di importo. Per quanto sopra detto, gli indicatori di costo non forniscono un quadro esatto dei costi effettivi di gestione dei Rifiuti Differenziati e Indifferenziati; pertanto riportiamo di seguito una tabella elaborata secondo il concetto di: quanto costa una Tonnellata di rifiuto conferito nel circuito della Raccolta Differenziata e di quanto costa una Tonnellata di rifiuto conferito nel circuito della Raccolta Indifferenziata : Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

73 Costi reali di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei Rifiuti Differenziati, e della raccolta e smaltimento dei Rifiuti Indifferenziati raccolta DIFFERENZIATA raccolta INDIFFERENZIATA Area omogenea Costo raccolta differenziata ( /Tonn.) (A) Costo trattamento, recupero, smaltimento differenziato ( /Tonn.) (B) Costo totale gestione differenziato ( /Tonn.) (A + B) Costo raccolta indifferenziata ( /Tonn.) (C) Costo smaltimento indifferenziato ( /Tonn.) (D) Costo totale gestione indifferenziato ( /Tonn.) (C +D) Comune di Bologna Comuni del bolognese Comuni dell'imolese Comuni pianura nordoccidentale Comuni montagna Riguardo ai valori riportati in tabella si precisa che: la tabella non comprende i cosiddetti costi indiretti o comuni, nonchè i costi d uso del capitale; il valore complessivo in euro del trattamento, recupero e smaltimento della Raccolta Differenziata è stato calcolato tenendo conto delle efficienze degli impianti di trattamento, con le approssimazioni dovute alla non puntuale conoscenza degli specifici dati, non essendo stato possibile recuperare le percentuali di efficienza di ogni singolo impianto (soprattutto per quelli ubicati fuori Provincia e Regione); inoltre, nello stimare una percentuale media di recupero, non è stato possibile considerare che uno stesso impianto, nel trattare frazioni merceologiche diverse, può avere efficienze diverse; l Agenzia d Ambito (ATO5) sta al momento implementando il proprio Data Base di rilevazione dei dati, in modo tale da poter contemplare anche questa opzione di calcolo per il consuntivo 2007; il valore dello smaltimento dei Rifiuti Indifferenziati contiene come quantitativo in Tonnellate solamente il rifiuto raccolto nei cassonetti o con i sacchi (quindi è escluso lo spazzamento stradale). Nel corso del 2006 è continuata la fase di confronto tra Amministrazioni comunali, Agenzia e gestori sulle caratteristiche del servizio e sui costi dello stesso, indipendentemente dal passaggio da tassa a tariffa, al fine di pervenire nell arco di un triennio ad una messa a regime del sistema che possa consentire di attuare una pianificazione di ambito che, per aree omogenee, superi l attuale frammentazione; in questo contesto di rendere uniformi i costi e le prestazioni, si inseriscono i progetti di area vasta descritti nell introduzione di questa pubblicazione, che costituiscono modelli gestionali che saranno implementati e sviluppati nel territorio provinciale. Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

74 Cap. 5 Progetti e strumenti per ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti, e aumentarne la Raccolta Differenziata L evoluzione normativa, le dinamiche di settore, l opportunità di revisione delle politiche disattese o inattuali, le criticità riscontrate nell attuale sistema, rendono necessaria l adozione di nuove strategie nella gestione dei Rifiuti Urbani, partendo da 2 elementi fondamentali: 1) minimizzazione nella produzione, che comprende tutte le azioni che contribuiscono a ridurre la formazione di rifiuti e a diminuirne la pericolosità; per esempio incentivando il compostaggio domestico, una pratica che consente al privato cittadino di recuperare in proprio il rifiuto organico (ossia scarti di cucina, sfalci e potature) e ricavare del terriccio, detto compost, da impiegare come fertilizzante o per piccoli ripristini in giardino; 2) massimizzazione del riciclaggio, affinché lo smaltimento in sicurezza delle frazioni si limiti a quelle non più recuperabili dalle fasi precedenti. Ciò può avvenire attraverso un'analisi territoriale delle migliori pratiche presenti nel territorio provinciale e in altri territori, introducendo sistemi di raccolta domiciliarizzati su tutto il territorio della provincia, valutando il rapporto costi benefici di questa tecnica e verificando la replicabilità dei risultati positivi emersi nella sperimentazione del Comune di Monteveglio. E estendendo la Raccolta Differenziata dei rifiuti organici a tutte le aree non ancora coinvolte, prevedendo il coinvolgimento completo sia dei piccoli e medi Comuni che di quelli grandi. Il tutto, adattando puntualmente i servizi in rapporto alle difficoltà territoriali che le diverse realtà presentano; modalità diverse di raccolta potranno essere utilizzate in ragione della densità abitativa, della struttura morfologica/viabilistica del territorio, della quantità di rifiuti prodotti e del mix di utenze (domestiche e non) presenti. Dovranno in ogni caso essere favorite tecniche organizzative che consentano a tutti gli utenti di beneficiare agevolmente del servizio e consentano un ottimizzazione della qualità e quantità di frazioni intercettate. Per il 2007 (e inizio 2008) pertanto si prevede in particolare: e) la continuazione della promozione del compostaggio domestico, sia da parte dei gestori di raccolta, che direttamente dall Amministrazione Provinciale attraverso il progetto specifico iniziato alla fine del 2006 dall Osservatorio Provinciale Rifiuti (ved. Paragrafo 5.1); f) l attivazione della raccolta porta a porta nel Comune di Argelato da settembre 2007, e nei Comuni limitrofi a Monteveglio 104 (a partire da Monte San Pietro a novembre 2007, poi Sasso Marconi a dicembre 2007 e Crespellano da gennaio 2008); g) l applicazione del sistema di Raccolta Differenziata denominato SGR40 (raccolta a cassonetto per le utenze domestiche, incentivazione uso della Stazione Ecologica, e servizi di raccolta porta a porta per utenze selezionate non domestiche) per il raggiungimento della percentuale di Raccolta Differenziata di almeno il 40 % (così come previsto dalla Normativa Nazionale per il 2007, per poi procedere gradualmente al raggiungimento del 50 %), nei Comuni intorno al Comune di Bologna, vale a dire: Casalecchio di Reno, Castenaso, Granarolo, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa; l avvio operativo è previsto per l inizio del 2008; h) nei Comuni della montagna verrà continuato il programma di sviluppo delle Raccolte Differenziate dei rifiuti secondo il Progetto Sei tu che fai la differenza (ved. Paragrafo 1.2.1). Lo scopo dei progetti è anche quello di superare, in maniera graduale, le attuali disomogeneità in termini prestazionali e di servizi resi, di migliorare le fasi di riorganizzazione ed ottimizzazione del servizio, di conseguire economie di scala, e di tendere verso l applicazione di prezzi unitari uguali, 104 sulla base dell esperienza positiva maturata in questo Comune Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

75 con eventuali differenze giustificate. In tutti i progetti previsti, l informazione ed il coinvolgimento della popolazione costituiscono un elemento indispensabile, anche se da solo non sufficiente; infatti la buona riuscita dei progetti dipenderà in gran parte dal grado di adesione delle utenze. Indispensabile pertanto è la realizzazione di specifiche campagne di sensibilizzazione e coinvolgimento della pubblica opinione, realizzate in sinergia fra Provincia, Comuni, Aziende di raccolta rifiuti, Agenzia d Ambito e altri Enti/Associazioni, con lo scopo di favorire la propensione ad atteggiamenti responsabili mirati a contenere la produzione di rifiuti, e alla corretta gestione del rifiuto una volta divenuto tale. Inoltre si deve rilevare che alcune iniziative possono coniugare le esigenze delle attività di comunicazione con quelle di raccolta di dati sul territorio (numero di utenze, disposizione dei contenitori ecc.) e monitoraggio del servizio. Con queste modalità si punta al contatto diretto tra il personale addetto alla comunicazione e gli utenti, per fornire una più completa informazione sulle modalità di effettuazione delle varie tipologie di raccolta e creare una positiva interazione tra gli utenti ed i gestori del servizio 105. Infine è opportuno rilevare come la standardizzazione dei sistemi di Raccolta Differenziata (almeno a livello di Aree Omogenee) contribuisce fortemente alla massimizzazione dell efficacia e al contenimento dei costi delle campagne di comunicazione; la possibile gestione di tali iniziative a livello sovra-comunale ottiene cioè due grandi effetti positivi: abbassa la spesa a livello dei singoli Comuni (per economie di scala e per la standardizzazione di iniziative e matrici) e dà un effetto di visibilità diffusa ed omogeneità all'azione dei Comuni vicini. 5.1 Il Compostaggio Domestico Il compostaggio domestico è una pratica che consente al privato cittadino di recuperare in proprio il rifiuto organico (ossia scarti di cucina, sfalci e potature) e, sfruttando un processo naturale, ricavare del terriccio, detto compost, da impiegare come fertilizzante o per piccoli ripristini in giardino. Si tratta di una scelta molto utile per la corretta gestione dei problemi ambientali legati al tema dei rifiuti. Infatti il rifiuto organico costituisce circa 1/3 dei rifiuti prodotti 106, e recuperarlo in proprio significa diminuire i costi di smaltimento, rallentare l esaurimento delle discariche e ridurre gli odori e il percolato da esse prodotti. Inoltre con questa pratica si previene la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla eventuale combustione di questi scarti. Il terriccio ottenuto è un ottimo fertilizzante naturale, utilizzabile nell orto, in giardino e per le piante in vaso, evitando così di acquistare terricci, sub-strati o concimi organici, con un certo risparmio economico. I rifiuti organici che si possono compostare sono, in sintesi: avanzi vegetali di cucina (come scarti di verdura e frutta), alimenti avariati (come ad esempio pane raffermo o ammuffito), gusci di uova e piccole ossa, fondi di café e filtri di the, sfalci verdi (come erba, fiori e piante recisi, anche con pane di terra), ramaglie, paglia, foglie secche, rametti, truciolo, cortecce, piccole potature e segatura. Altri rifiuti organici che si possono compostare, ma in quantità proporzionalmente minore rispetto ai precedenti, sono: bucce di agrumi (purchè non trattati), cenere, avanzi di carne, pesce, salumi, formaggi, e foglie di piante resistenti alla degradazione (esempio magnolia e aghi di conifere). Da evitare le piante infestanti o malate, e gli scarti di legname trattato con prodotti chimici. È consigliabile diminuire la pezzatura dei rifiuti che devono essere compostati, aiutando così il processo di trasformazione dei rifiuti stessi in terriccio. 105 In Germania e poi anche in Italia sono state da tempo utilizzate con successo le figure dei Educatori Ambientali o Eco-volontari che, dopo un opportuna fase di formazione, svolgono un'azione di comunicazione ed educazione ambientale più vicina al cittadino. A questi addetti, generalmente giovani di associazioni di volontariato locali, o pensionati, o studenti universitari, vengono affidate delle zone presso le quali svolgere azioni di informazione ed educazione ambientale per migliorare la consapevolezza dei problemi causati dalla mancata riduzione dei rifiuti e dal loro mancato recupero; azione di promozione della raccolta differenziata e del riciclo; organizzazione di incontri collettivi da tenersi in punti di aggregazione; consulenza per aiutare a risolvere piccoli problemi legati a dubbi sulla raccolta differenziata o al compostaggio domestico, oppure a difficoltà di smaltimento di particolari tipologie di rifiuti; indagine sui vari servizi di raccolta; e infine, monitoraggio del territorio e dei nuovi servizi. 106 Ved. Paragrafo 1.3 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

76 Per coloro che posseggono un ampio giardino le metodologie di compostaggio più idonee sono il cumulo, la cassa o la buca di compostaggio, che consentono una migliore aerazione e la possibilità di rivoltare agevolmente la massa in fermentazione (operazione questa che favorisce l ossigenazione del materiale e velocizza il processo di compostaggio). In altri casi il processo può essere svolto con l ausilio del composter, ossia un contenitore aerato progettato per eseguire il compostaggio in giardini di ridotte dimensioni, riducendo le emissioni di odori ed evitando di attirare animali indesiderati. Il composter è disponibile in vari modelli: da quello economico, costituito da una semplice rete metallica rivestita, fino a compostiere più complesse con struttura in plastica rigida. Sulle regole da seguire al fine di ottenere un compost di qualità e evitare problemi quali cattivi odori o la presenza di animali indesiderati, si rimanda a quanto scritto nel Rapporto Rifiuti 2005 (pag. 94), e al Sito Come si è visto nel Paragrafo 1.1 di questo volume, la Deliberazione della Giunta Regionale n 1620/01 impone che la quantità di rifiuti auto-smaltita con il compostaggio domestico non rientri nel computo della percentuale di Raccolta Differenziata; tuttavia la sua diffusione, soprattutto fra le utenze domestiche delle aree più idonee per caratteristiche territoriali e insediative, è auspicabile per i motivi sopra citati. Nella tabella seguente sono riportati i dati relativi al compostaggio domestico praticato nella provincia di Bologna. In particolare si è evidenziato il numero di compostiere distribuite e la percentuale sul totale della popolazione. Dove prevista, è stata indicato lo sconto (sulla tassa o sulla tariffa) che alcune Amministrazioni Comunali riconoscono alle utenze che effettuano il compostaggio domestico, in quanto il cittadino conferisce meno rifiuti al servizio di raccolta. Nell ultima colonna a destra si è fatta anche una stima della riduzione dei Rifiuti Urbani ottenuta con il compostaggio domestico, prendendo a riferimento il dato che la Regione Marche stima circa l autosmaltimento di rifiuti organici che si ottiene con il compostaggio domestico, ossia 300 Kg/compostiera*anno Nell interpretare i dati riportati nella tabella si precisa che si riferiscono alle compostiere distribuite di cui le Amministrazioni Comunali sono a conoscenza perchè direttamente (o tramite il gestore del servizio di raccolta rifiuti) incentivano questa pratica. Laddove non fosse riportato nessun valore, non è escluso che, soprattutto nelle zone rurali, cittadini virtuosi pratichino ugualmente la pratica del compostaggio domestico su base autonoma e volontaria. Comune Abitanti composter a domicilio al sconto sulla Tassa o Tariffa rifiuti Percentuale di Abitanti con compostiera stima dei rifiuti intercettati con i composter (stimando 0,3 tonn./compos ter/anno: dato stimato dalla Regione Marche) Tonn. ANZOLA DELL'EMILIA ARGELATO ,1% 3 BARICELLA BAZZANO BENTIVOGLIO BOLOGNA Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

77 BORGO TOSSIGNANO ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 2,5% 24 BUDRIO CALDERARA DI RENO ,1% 2 CAMUGNANO ,9% 50 CASALECCHIO DI RENO CASALFIUMANESE ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 2,3% 23 CASTEL D'AIANO ,5% 15 CASTEL DEL RIO ,16 /anno per ogni componente 3,0% 11 del nucleo familiare CASTEL DI CASIO ,1% 71 5,16 /anno per ogni CASTEL GUELFO componente DI BOLOGNA del nucleo 1,6% 18 familiare CASTELLO D'ARGILE CASTELLO DI SERRAVALLE CASTEL MAGGIORE CASTEL SAN PIETRO TERME % sulla tassa 0,4% ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 0,4% 23 CASTENASO ,7% 29 CASTIGLIONE DEI PEPOLI ,5% 27 CRESPELLANO ,3% 8 CREVALCORE ,1% 3 DOZZA ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 1,9% 34 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

78 FONTANELICE GAGGIO MONTANO 5,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 3,1% ,6% 84 GALLIERA % sulla tassa 0,4% 6 GRANAGLIONE ,7% 45 GRANAROLO DELL'EMILIA GRIZZANA- MORANDI ,5% 42 IMOLA ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 1,4% 277 LIZZANO IN BELVEDERE ,2% 36 LOIANO ,8% 24 MALALBERGO MARZABOTTO ,6% 32 MEDICINA ,16 /anno per ogni componente 2,6% 122 del nucleo familiare MINERBIO MOLINELLA MONGHIDORO MONTERENZIO MONTE SAN PIETRO MONTEVEGLIO % sulla parte variabile della tariffa 10 % sulla tassa 1,0% 33 8,9% - MONZUNO ,9% 16 MORDANO ,16 /anno per ogni componente del nucleo familiare 2,3% 30 OZZANO DELL'EMILIA PIANORO % sulla tassa 10 % sulla tassa 3,5% 124 3,3% 165 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

79 PIEVE DI CENTO PORRETTA TERME ,1% 72 SALA BOLOGNESE SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO ,3% 31 SAN GIORGIO DI PIANO SAN GIOVANNI IN PERSICETO % sulla parte variabile della tariffa 0,1% 8 SAN LAZZARO DI SAVENA ,1% 101 SAN PIETRO IN CASALE SANT'AGATA BOLOGNESE ,1% 2 SASSO MARCONI SAVIGNO ,5% 20 VERGATO ,7% 38 ZOLA PREDOSA TOTALE ,6% Dalla tabella si evince che i composter attualmente attivi sul territorio della provincia di Bologna sono (+ 922 rispetto al 2005), che significa circa 1 ogni 159 abitanti. Questo ha permesso di auto-smaltire una quantità stimata di rifiuti organici pari a Tonnellate, che equivalgono allo 0,3 % della produzione totale di Rifiuti Urbani in Provincia di Bologna nel Riguardo alla distribuzione delle compostiere, i risultati migliori ci sono nei Comuni della montagna 107 e nei Comuni dell area imolese, oltre ai Comuni di Monte S. Pietro, Monteveglio, Ozzano, Pianoro e S. Lazzaro di Savena. La pratica del compostaggio domestico deve essere incentivata e promossa con efficaci campagne informative, affinché i cittadini conoscano bene almeno i seguenti argomenti: cos è il compostaggio, i suoi vantaggi (ambientali e economici), cosa si può compostare, dove si può fare (cumulo, buca, uso del composter ecc.), come si deve fare per ottenere un buon compost (luogo, miscelazione, aerazione, umidità ecc.) e gli utilizzi del compost ottenuto. Inoltre, una volta informati i cittadini e distribuite le compostiere, è bene periodicamente effettuare dei controlli, sia per verificare l effettivo utilizzo delle compostiere da parte degli utenti, sia per informare sulle soluzioni a eventuali problemi che possono insorgere nell effettuazione del compostaggio domestico (tipo la produzione di odori), sia per verifica che effettivamente la compostiera sia usata. All Osservatorio Provinciale Rifiuti è giunta comunicazione delle seguenti attività relative ai controlli svolti nel 2006: nel Comune di Monte S. Pietro l attività di controllo e di divulgazione del compostaggio domestico (finalizzate principalmente alla formazione degli utenti) 108 nel corso del 2006 ha coinvolto 60 famiglie; i risultati, in sintesi, sono stati i seguenti: tutte le utenze intendono continuare nell esperienza (soprattutto perché incentivate dallo sconto sulla parte variabile della tariffa); tutte le utenze dispongono di superficie verde (sia esso orto o giardino); l 80 % delle utenze 107 Le caratteristiche morfologiche dell area di montagna, costituito da zone collinari e montuose con scarsa densità abitativa (case sparse con elevata presenza di verde privato, difficoltà di percorrenza stradale per la raccolta dell organico e relativi costi) favoriscono il diffondersi di questa pratica 108 attività svolta dal Centro Agricoltura Ambiente Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

80 utilizza una compostiera, il 15 % composta in cumulo, e il rimanente 5 % utilizza invece entrambi i metodi. Le maggiori criticità rilevate riguardano il non corretto rimescolamento della massa, il giusto rapporto secco/umido, e la chiarezza sui tipi di rifiuti organici che si possono compostare. Il Comune di Castello di Serravalle ha effettuato 10 controlli (sulle 19 compostiere distribuite), non riscontrando infrazioni. La pratica del compostaggio domestico è utili, e andrebbero emulate e magari valorizzate anche a livello normativo, in quanto, oltre a sensibilizzare il cittadino verso queste problematiche, comporta il recupero del rifiuto organico eliminando i costi ambientali ed economici altrimenti necessari alla sua raccolta e smaltimento, e re-immettendo nel terreno i fertilizzanti di cui ha bisogno. A questo proposito, l Osservatorio Provinciale Rifiuti della Provincia di Bologna ha predisposto un intervento 109, iniziato alla fine del 2006 e che si concluderà il 20 febbraio 2008, per la diffusione della pratica del Compostaggio Domestico. Il progetto prevede da parte dei Comuni l acquisto (co-finanziato dalla Provincia) e la distribuzione delle compostiere ai cittadini entro i tempi sopracitati. I Comuni ammessi a finanziamento sono stati: Castelmaggiore, Crevalcore, Gaggio Montano, Granaglione, Monte S. Pietro, Monteveglio, Pianoro, S. Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese, S. Agata Bolognese, Sasso Marconi e Zola Predosa. L intervento porterà nel suo complesso alla diffusione di circa compostiere. 5.2 La raccolta dei Rifiuti Urbani porta a porta : il Comune di Monteveglio Il Comune di Monteveglio è stato il primo sul territorio della provincia di Bologna, già dalla metà del 2005, ad avere avviato (all inizio in via sperimentale) il servizio di raccolta dei rifiuti domestici con il sistema porta a porta, invece del sistema a cassonetto. Il progetto è promosso da Comune di Monteveglio, Provincia di Bologna, ATO5 e Hera Bologna. Il nuovo servizio di raccolta porta a porta interessa l organico, la carta, la plastica e i rifiuti Indifferenziati. L'Amministrazione mette a disposizione dei cittadini gli strumenti per poter separare quotidianamente i diversi tipi di rifiuto, da ritirare nei giorni prestabiliti per la raccolta. In ogni condominio sono stati posizionati i contenitori: marrone per l'organico, blu per la carta, giallo per la plastica e grigio per i Rifiuti Indifferenziati; nella propria abitazione i cittadini devono utilizzare differenti sacchetti per i diversi tipi di rifiuto (i colori sono gli stessi dei contenitori). Ciascun rifiuto viene quindi raccolto dal gestore nei giorni prestabiliti, secondo un calendario fisso 110. Per alcune utenze selezionate (attività artigiane di servizio, pubblici esercizi e attività professionali) è attiva anche la raccolta porta a porta del cartone. Rimangono sul territorio solo le campane del vetro, più alcuni cestini per i rifiuti occasionali. Per tutti gli altri tipi di rifiuti (ingombranti, batterie, residui da costruzione e demolizione, metalli ecc.), e per i Rifiuti Differenziati che non è possibile conferire nei giorni di raccolta porta a porta, ci si può rivolgere alla Stazione Ecologica (il cui orario di apertura è stato ampliato). L iniziativa è stata supportata fin dal suo inizio da una grande campagna informativa 111, che è continuata nel tempo per sostenere puntualmente l iniziativa, attraverso soprattutto la stampa del calendario annuale distribuito ai cittadini con cui si ricordano i giorni delle raccolte dei vari tipi di rifiuto. I dati di raccolta del 2006 confermano il raggiungimento di elevati valori di Raccolta Differenziata (58,7 %) e basse produzioni pro-capite dei rifiuti totali (539 Kg/ab./anno), che pongono il Comune al primo posto in Provincia di Bologna per il minore impatto ambientale, in quanto la quantità pro-capite di Rifiuti Indifferenziati avviati a smaltimento è la più bassa della Provincia (223 Kg/ab.*anno, contro i 429 della media Provinciale). Ottimi risultati di 109 che fa parte del Programma Triennale Regionale per la Tutela Ambientale 2004/2006 della Regione Emilia- Romagna 110 Vedere al riguardo il Rapporto Rifiuti 2005, alla pag Vedere al riguardo il Rapporto Rifiuti 2005, alla pag. 88 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

81 Raccolta Differenziata si sono avuti per l organico domestico (94 Kg/ab*anno), la carta e il cartone (64 Kg/ab*anno), il vetro (38 Kg/ab*anno) e la plastica (18 Kg/ab*anno). Riguardo ai costi, il bilancio economico del progetto risulta in linea con quanto preventivato, e più economico di un analogo sistema di raccolta a cassonetto (ipotesi elaborata a parità di Raccolta Differenziata, ipotesi puramente teorica in quanto i sistemi a cassonetto non raggiungono mai il livello di Raccolta Differenziata ottenuto a Monteveglio). I maggiori costi di raccolta e di gestione della Stazione Ecologica sono stati in gran parte compensati dai risparmi per lo smaltimento in discarica, dai maggiori contributi dal CONAI, e da alcune ottimizzazioni attuate nel secondo anno di servizio; questo ha dimostrato la buona applicabilità del sistema di raccolta porta a porta al contesto territoriale applicato, con costi comparabili a quelli del sistema tradizionale a cassonetto precedentemente adottato, ma con risultati ambientali notevolmente superiori. Si segnala che il Comune è stato premiato nella sezione Menzione Speciale del Rapporto Comuni Ricicloni 2006 di Legambiente Sconti sulla Tariffa per chi effettua la Raccolta Differenziata La sostanziale variazione tra il sistema a Tassa e quello a Tariffa consiste prioritariamente nei criteri di definizione degli importi per singola utenza, come si è visto nel Paragrafo 4.1 La Tariffa, basata sul principio più equo di far pagare in base alla quantità di rifiuto prodotto (e non solo in base alla superficie), sicuramente consente, rispetto alla Tassa, una migliore consapevolezza da parte dell utente del reale costo del servizio ed offre la possibilità di applicare incentivi per le utenze più virtuose. Ossia il principio del chi inquina paga ha dei risvolti positivi per i cittadini più virtuosi, in quanto sono previsti degli sconti per chi conferisce in maniera Differenziata i propri rifiuti. Alcuni esempi: - Comuni dell area imolese (gestore Hera Imola-Faenza): carta e cartone: nei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano, sono raccolti a domicilio tramite sacchi: viene chiesto alle utenze domestiche di legare ad ogni sacco un apposito cartellino, che consente di attribuire ai medesimi uno sconto in bolletta (0,77 ogni sacco, equivalente a 5 Kg di materiale conferito). Nei Comuni di Castel S. Pietro e Medicina sono invece raccolti con i contenitori stradali: la quantità raccolta in ognuno viene attribuita procapite alle famiglie residenti nel bacino di riferimento, e utilizzata per il calcolo dello sconto in bolletta (0,15 ogni Kg di materiale conferito). Il cartone è raccolto porta a porta presso le categorie commerciali di tutti i Comuni: la quantità raccolta presso ogni esercizio viene assegnata al medesimo e utilizzata per il calcolo dello sconto in bolletta (0,15 ogni Kg di materiale conferito). Analoghi sconti vengono riconosciuti per la consegna diretta della carta e del cartone alle Stazioni Ecologiche; gli imballaggi di vetro, plastica e lattine (di alluminio e banda stagnata) sono raccolti assieme (raccolta multi-materiale) su tutta l area tramite contenitori stradali: la quantità recuperata all interno di ogni campana viene attribuita pro-capite alle famiglie residenti nel bacino di riferimento, e utilizzata per il calcolo dello sconto in bolletta (0,15 ogni Kg di materiale conferito). Analoghi sconti vengono riconosciuti per la consegna diretta del vetro, della plastica e delle lattine alle Stazioni Ecologiche. Inoltre, presso le categorie commerciali nei Comuni di Castel Guelfo, Dozza, Mordano, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice e Castel S. Pietro il vetro e le lattine (solo di alluminio) sono raccolti porta a porta : la quantità raccolta presso ogni esercizio viene assegnata al medesimo e utilizzata per il calcolo dello sconto in bolletta (0,15 ogni Kg di materiale conferito); 112 Fonte: Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

82 - Comune di S. Pietro in Casale (gestore Hera Bologna): è stato attivato a partire da ottobre 2006 un sistema di incentivo a punti per cittadini che conferiscono nella Stazione Ecologica; il sistema è sperimentale e dopo un anno dall attivazione prevede che venga stilata una classifica e vengano assegnate agevolazioni economiche da un minimo di 20 a un massimo di 50 ai primi cittadini classificati. 5.4 Le Campagne Informative Un informazione efficace, costante, coerente e uniforme è la base fondamentale per il buon funzionamento di qualunque iniziativa. Per il successo dei diversi aspetti della gestione dei rifiuti, le campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini rivestono un ruolo fondamentale, devono inseguire obiettivi precisi e prevedere iter operativi adeguati. L obiettivo della campagna deve essere: specifico e preciso (cioè tarato su tutte le Raccolte Differenziate, o rispetto ad un determinato servizio di raccolta attivato o potenziato, o rispetto ad un preciso problema legato a particolari conferimenti ecc.); deve essere assicurata, per tutti gli utenti coinvolti dalla comunicazione oggetto della campagna, la visibilità della stessa attraverso l utilizzo di diversi mezzi informativi: manifesti, striscioni, espositori, adesivi sui cassonetti, comunicati stampa, Numero Verde, Sito Internet ecc.; deve essere assicurata la capillarità della campagna, cioè l attitudine della stessa a pervenire a tutte le utenze coinvolte dal servizio, attraverso dei mailing (lettere e volantini) a tutte le utenze, serate e punti informativi ecc. Altrettanto importante è il contatto diretto con i cittadini; in quest ottica riveste un ruolo fondamentale l organizzazione e la gestione di una presenza attiva e costante nel territorio, allo scopo di monitorare l efficienza del sistema, controllare e dialogare con gli utenti ed informarli sul corretto comportamento quotidiano; questo contributo può avvenire con la collaborazione di associazioni di volontariato, ed è diretto sia ai cittadini che alle attività produttive, oltre alla pratica del compostaggio domestico. Per sostenere ed incrementare la partecipazione dei cittadini alle Raccolte Differenziate sono stati realizzati nel 2006 in provincia di Bologna diversi interventi di comunicazione, sia a livello di stampa locale 113, sia a livello di campagne informative più strutturate con affissioni murarie, incontri pubblici, materiali informativi sottoforma di pieghevoli, adesivi, opuscoli ecc. Attualmente non si conosce l investimento economico che la comunicazione riveste all interno dei costi complessivi della gestione dei Rifiuti Urbani. Comune di Bologna e Comuni dell area Bolognese Il gestore Hera Bologna ha eseguito in tutta l area, in collaborazione con Hera spa, le seguenti campagne informative: sulle Raccolte Differenziate: campagna di comunicazione dal titolo Dire, fare, differenziare, consistente in manifesti con a tema la Raccolta Differenziata della carta, della plastica e del vetro, le cui immagini sono state pubblicate anche sulla stampa locale; sono stati realizzati anche spot radiofonici e televisivi sulle Radio e TV locali, e una conferenza scenica dal titolo Trash - storie di recuperi, filosofia del naufrago, elogio del vuoto a rendere, di e con Mario Tozzi (ricercatore del CNR e noto divulgatore televisivo); sull uso delle Stazioni Ecologiche: campagna di comunicazione dal titolo Portiamo i rifiuti alla Stazione Ecologica consistente in manifesti, banner nella Home Page dell azienda, e link di collegamento alle pagine delle Stazioni Ecologiche a servizio del territorio; il tutto per incentivare i cittadini all utilizzo delle Stazioni Ecologiche per il conferirimento i rifiuti Differenziati, soprattutto ingombranti; 113 ad esempio il Giornalino Comunale, che, con cadenze diverse da Comune a Comune, viene stampato e inviato domiciliarmente a tutte le famiglie Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

83 Hera Bologna ha partecipato all iniziativa delle 2 domeniche ecologiche promosse dall ipermercato E.Leclerc di Via Larga, e a quella del Centro Borgo 114 ; e ha realizzato i banchetti informativi itineranti, presidiati dagli ispettori ambientali di Hera Bologna, presso i principali mercati rionali e ipermercati di quartiere 115. Ha poi realizzato, in collaborazione con le singole amministrazioni, i seguenti interventi/materiali informativi: a Budrio, è stato realizzato e distribuito un opuscolo con il dettaglio dei cambiamenti che interessano i cittadini nel passaggio da Tassa a Tariffa, e un pieghevole per incentivare per le raccolte porta a porta dei rifiuti per commercianti e artigiani della zona artigianale; a Casalecchio di Reno è stato realizzato un inserto del giornalino comunale, per incentivare le Raccolte Differenziate dei rifiuti; a Monterenzio è stato realizzato e distribuito un opuscolo con il dettaglio dei cambiamenti che interessano i cittadini nel passaggio da Tassa a Tariffa, e un pieghevole per incentivare l utilizzo della nuova Stazione Ecologica; a Monte S. Pietro, in occasione della distribuzione delle compostiere nell ambito del Progetto Provinciale per la diffusione della pratica del compostaggio domestico coordinato dall Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, è stata predisposta una campagna informativa dal titolo Non c è compost da perdere; a Monteveglio, dove è attivo il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, viene realizzato annualmente un calendario specifico che riporta le raccolte che si effettuano giornalmente; a S. Giorgio di Piano è stato realizzato un volantino illustrativo sul servizio di raccolta degli ingombranti, con in evidenza il Numero Verde da comporre per prenotare l'appuntamento per il ritiro. Hera Bologna è stata parte attiva dei programmi di educazione ambientale proposti alle scuole di ogni ordine e grado sul territorio della provincia di Bologna, all interno del Progetto Scuolambiente (di cui si parla di seguito). Con la collaborazione del Centro Agricoltura Ambiente e del Centro Antartide, sono stati portati nelle classi percorsi formativi sul tema dei rifiuti, per sensibilizzare i più giovani a questa problematica. Alcuni titoli dei corsi: L educazione per ridurre, recuperare e riciclare i rifiuti 116, Il rifiuto gira in tondo 117, Questo rifiuto dove va a finire?, e Scuola in arte... e rifiuti. Inoltre è stato sponsorizzato lo spettacolo promosso dall Arena del Sole (nell ambito del progetto di educazione ambientale a teatro rivolto alle scuole) dal titolo Mi rifiuto. Inoltre si segnalano le Amministrazioni che hanno prodotto in proprio e distribuito dei materiali informativi: Comune di Castello di Serravalle: ha realizzato e distribuito un volantino per incentivare la Raccolta Differenziata dei rifiuti dal titolo Un Comune più sano e ecologico; Comune di Crespellano: ha realizzato e distribuito un opuscolo per incentivare la raccolta del cartone presso le scuole, le imprese industriali e artigiane e i commercianti, dal titolo L ambiente è nostro; 114 allestendo, negli spazi messi a disposizione dai Centri, un punto di raccolta dove i clienti dell Ipermercato hanno potuto conferire specifiche tipologie di rifiuti ricevendo in cambio buoni spesa in base a una quantità minima di rifiuti conferiti 115 L iniziativa è durata un mese. In occasione di ogni banchetto sono stati distribuiti volantini informativi sulle tipologie di materiali e sul loro recupero dal titolo W la differenziata come e perché, l opuscolo Usa e getta bene, i sacchetti per l organico e le chiavi per aprire i cassonetti per l organico, e il questionario Che differenza fa? (dai quali sono stati tratti dati e percentuali importanti sui trend di Raccolta Differenziata a Bologna e su possibili azioni da intraprendere in futuro) 116 percorso sulla gestione dei rifiuti e sulla Raccolta Differenziata attraverso attività ludico-didattiche. Ha coinvolto 50 classi fra scuole primarie e secondarie di I grado di Bologna e Provincia, per un totale di 100 incontri (2 per classe). Gli alunni coinvolti sono stati laboratorio in classe pensato e realizzato per le scuole materne e di primo grado, su tutto il territorio della provincia, per un totale di 32 classi coinvolte con bambini nella fascia d età da tre a sei anni Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

84 Comune di Malalbergo: ha riproposto il pieghevole per incentivare la Raccolta Differenziata dei rifiuti già realizzato nel 2005, dal titolo Viva i colori della Differenza; Comune di Monteveglio: in occasione della distribuzione delle compostiere nell ambito del Progetto Provinciale per la diffusione della pratica del compostaggio domestico coordinato dall Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, sono stati realizzati 2 incontri pubblici; Comune di Ozzano: ha realizzato una campagna informativa per incentivare il servizio di raccolta degli ingombranti a domicilio, dal titolo Sgombera; Comune di S. Pietro in Casale: ha realizzato e distribuito un opuscolo per incentivare la Raccolta Differenziata dei rifiuti e l uso della Stazione Ecologica, dal titolo Io riciclo; Comune di Zola Predosa: in occasione della distribuzione delle compostiere nell ambito del Progetto Provinciale per la diffusione della pratica del compostaggio domestico coordinato dall Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, è stata predisposta una campagna informativa dal titolo Un composter in ogni giardino. Comuni dell area imolese Nel 2006 anche in questo bacino è stata proposta da Hera Imola-Faenza, in collaborazione con Hera spa, la campagna informativa di incentivo alle Raccolte Differenziate dei rifiuti dal titolo Dire, fare, differenziare, e la campagna informativa di incentivo all uso delle Stazioni Ecologiche dal titolo Portiamo i rifiuti alla Stazione Ecologica, di cui si è parlato precedentemente relativamente ai Comuni del Bolognese. Ha poi realizzato, in collaborazione con le singole amministrazioni, i seguenti interventi/materiali informativi: a Castel Guelfo, si sono informati tramite lettera i cittadini sull apertura della nuova Stazione Ecologica; a Castel S. Pietro, è stato realizzato e distribuito un opuscolo con il dettaglio dei cambiamenti che interessano i cittadini nel passaggio da Tassa a Tariffa; a Dozza, si sono informati tramite lettera i cittadini riguardo alla ri-organizzazione del servizio di raccolta carta/cartone, passato dalla raccolta con campane alla raccolta tramite sacchi. Inoltre a Medicina si segnalano 2 attività svolta da Legambiente: la prima è l opuscolo dal titolo Guida all ecologia domestica, in cui si approfondiscono i temi delle Raccolte Differenziate e l uso della Stazione Ecologica. La seconda è l iniziativa Disimballiamoci 118, in collaborazione con le scuole medie e la Coop Reno. Comuni della pianura nord-occidentale Il gestore Geovest ha eseguito in tutta l area le seguenti campagne informative: sulle Stazioni Ecologiche: campagna di comunicazione dal titolo Andate alla SEA, consistente in manifesti e opuscoli per incentivare i cittadini all utilizzo delle Stazioni Ecologiche per il conferimento dei rifiuti Differenziati, soprattutto ingombranti; sulla Raccolta Differenziata dell Organico: campagna di comunicazione predisposta assieme a Nuovagovis, consistente in un opuscolo informativo inviato a casa di tutte le famiglie assieme a un campione di 100 gr. di compost, ottenuto dal recupero dell organico raccolto in maniera Differenziata; sulla Raccolta Differenziata nelle Scuole: realizzazione della mostra itinerante L arte del rifiuto, che raccoglie le idee creative realizzate dagli alunni delle scuole dell area nel 2005, sul tema delle Stazioni Ecologiche. Ha poi realizzato, in collaborazione con le singole amministrazioni, i seguenti interventi/materiali informativi: 118 L iniziativa si è svolta nel seguente modo: dopo una breve illustrazione del problema imballaggi e delle soluzioni e dei comportamenti proposti da Legambiente, vengono formati 4 gruppi: gli sballatori, che si appostano alle casse e convincono i clienti in uscita a lasciare gli imballaggi inutili; gli intervistatori, che pongono ai clienti del supermercato una serie di domande sui comportamenti; i compratori che fanno due spese fittizie, una ecologica e una no; e i fotografi, che documentano tutta l iniziativa Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

85 a Argelato e S. Giovanni in Persiceto è stato realizzato un volantino illustrativo sul servizio di raccolta degli ingombranti, con in evidenza il Numero telefonico da comporre per prenotare l'appuntamento per il ritiro; a Calderara e S. Agata Bolognese, in occasione dell attivazione del servizio di raccolta porta a porta di cartone, film plastici, pallet e toner presso le utenze artigianali, è stata fatta una campagna informativa dal titolo Separateli in casa, consistente principalmente in pieghevoli e incontri pubblici, dove si davano le indicazioni sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti; la progettazione dei pieghevoli ha visto la collaborazione dell Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna. a Calderara e S. Giovanni in Persiceto, si sono informati tramite lettera gli uffici e studi professionali sulla raccolta domiciliare della carta, e i cittadini residenti nelle zone artigianali sulla raccolta domiciliare della carta e della plastica; Comune di Castelmaggiore, Crevalcore, Sala Bolognese, S. Agata Bolognese e S. Giovanni in Persiceto: in occasione della distribuzione delle compostiere nell ambito del Progetto Provinciale per la diffusione della pratica del compostaggio domestico coordinato dall Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, è stata predisposta una campagna informativa dal titolo Cos è il compostaggio domestico. Comuni della montagna Il gestore Cosea Ambiente ha continuato in tuta l area la campagna di incentivazione alla pratica del compostaggio domestico, consistente in opuscoli e pieghevoli informativi, sia sulla corretta tecnica del compostaggio domestico, sia sul tipo e sull uso delle compostiere, dal titolo Manuale per il compostaggio domestico. Inoltre, l avvio graduale nei Comuni di Porretta Terme, Granaglione, Gaggio Montano, Castel di Casio, Vergato, Grizzana e Marzabotto delle nuove Raccolte Differenziate di prossimità presso le utenze selezionate di organico 119, vetro, barattoli, carta e cartone, è preceduto e accompagnato da una massiccia campagna informativa, che ha visto la partecipazione anche dell Osservatorio Provinciale Rifiuti di Bologna, consistente in pieghevoli, incontri pubblici, gadgets (borsine e matite), informazione sulla stampa locale e interventi informativi nelle scuole 120. Il titolo della campagna è Sei tu che fai la differenza, ed è stata l occasione anche per rilanciare tutte le altre Raccolte Differenziate (pile, farmaci, ingombranti, plastica ecc.) e la pratica del compostaggio domestico. Educazione Ambientale nelle scuole: il Progetto Scuolambiente A livello scolastico è attivo in tutta la provincia d Bologna il Progetto Scuolambiente, promosso dal Comune di Bologna 121, dalla Provincia di Bologna 122, dal CSA (Centro Servizi Amministrativi) di Bologna e dal Consorzio Università-Città di Bologna, allo scopo di incentivare lo sviluppo di attività educative nel campo ambientale e sensibilizzare i più giovani alla problematiche dei rifiuti e ai temi ambientali, attraverso percorsi formativi nelle scuole; la segreteria del Progetto Scuolambiente è curata dal Centro Antartide di Bologna. I temi trattati riguardano l acqua, l aria, l energia, il clima, la mobilità e i rifiuti. I percorsi sono rivolti a studenti di età compresa fra i 5 e i 17 anni delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio della provincia di Bologna; l adesione al Progetto Scuolambiente avviene annualmente da parte delle scuole, che devono trasmettere al 119 a Porretta Terme anche per le utenze domestiche 120 Oltre alla collaborazione nella realizzazione del Convegno Una rete per l educazione ambientale, svoltosi a Porretta Terme il 27 maggio Il Comune di Bologna consente alle scuole di utilizzare per progetti ed iniziative di educazione ambientale le risorse altrimenti destinate al pagamento della Tarsu; mette inoltre a disposizione delle scuole, unitamente a specifiche iniziative di educazione ambientale, la rete di aule didattiche centrali, allestite presso i musei civici ed i musei universitari, e le aule territoriali che sviluppano proposte che attengono all ambiente e alla sua tutela 122 La Provincia di Bologna promuove le iniziative necessarie (in particolare nell ambito della Conferenza Metropolitana dei Sindaci) per coinvolgere nel Progetto Scuolambiente le Amministrazioni Comunali, affinché si possa consentire a tutte le scuole del territorio provinciale di utilizzare per l educazione ambientale, così come avviene per quelle di Bologna, le risorse derivanti dall esenzione del pagamento della tassa sui rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

86 Gruppo Tecnico di Coordinamento il progetto approvato dal Collegio dei Docenti e la relativa delibera del Consiglio di Circolo/Istituto. I tempi sono comunicati alle Istituzioni Scolastiche attraverso una circolare dove vengono anche presentate le iniziative di educazione ambientale proposte dagli Enti a sostegno della programmazione e dei progetti attivati dalle scuole. Nella settimana dal 27 febbraio al 3 marzo 2006, è stata riproposta la rassegna Il cielo in un aula che ha presentato le attività di educazione ambientale promosse nelle scuole di Bologna e provincia; nell ambito della rassegna la Fondazione Villa Ghigi ha selezionato i progetti da premiare con le borse di studio dedicate alla memoria di Delfino Insolera; complessivamente sono state assegnate 11 borse di studio a quei progetti che si distinguono sia per contenuti che per metodologia didattica, con particolare riferimento alla ricerca sul campo e all utilizzo dell ambiente come laboratorio didattico. Maggiori informazioni si possono reperire al Sito 5.5 Le Stazioni Ecologiche La Stazione Ecologica è un area attrezzata e custodita prevista dalla normativa come strumento per la Raccolta Differenziata; in sintesi queste strutture possono essere utilizzate come punto di conferimento dei Rifiuti Urbani da parte di privati cittadini, e dei rifiuti derivanti da attività commerciali ed artigianali di rifiuti assimilati ai rifiuti urbani (come da Regolamento Comunale 123, con le modalità ivi previste). La Stazione Ecologica integra quindi i servizi di Raccolta Differenziata presenti sul territorio. Infatti in molti Comuni determinati tipi di rifiuti, quali ad esempio quelli pericolosi (oli commestibili, oli minerali, batterie, pneumatici fuori uso, contenitori e prodotti etichettati T/F ecc.), i metalli, i residui da costruzione e demolizione, il legno, i rifiuti ingombranti, i beni durevoli, il verde di giardini e parchi ecc., sono conferibili quasi esclusivamente in queste strutture, non essendo spesso previsto un servizio di raccolta specifico sul territorio. In alcuni Comuni l utilizzo delle Stazione Ecologica è incentivato con dei concorsi a premi o degli sconti sulla parte variabile della tariffa (per i Comuni naturalmente in cui i cittadini pagano la bolletta dei rifiuti con il sistema della tariffa). Oltre agli aspetti qualitativi legati alle tipologie di rifiuti che si possono conferire alle Stazione Ecologica di cui si è detto sopra, queste rivestono un ruolo importante anche dal punto di vista quantitativo, in quanto su base provinciale circa il 26 % dei rifiuti raccolti in maniera Differenziata sono stati conferiti alle Stazioni Ecologiche direttamente dai cittadini. In molti Comuni questa percentuale supera il 50 %, facendo della Stazione Ecologica il principale strumento a disposizione dei cittadini che effettuano la Raccolta Differenziata dei rifiuti; nel Comune di Bologna questa percentuale è solo del 2 %, malgrado l aumento dell orario di apertura delle 2 Stazioni Ecologiche presenti sul territorio comunale. La situazione in Provincia di Bologna, aggiornata al 30 settembre 2007, è la seguente: nella provincia di Bologna sono presenti 60 Stazioni Ecologiche, che servono 59 dei 60 Comuni che la compongono; non è provvisto (o servito) di Stazione Ecologica il Comune di Bentivoglio; sono presenti più di una Stazione Ecologica nei Comuni di: Bologna, Castelmaggiore, Castel S. Pietro, Crevalcore, Malalbergo, Monzuno e S. Giovanni in Persiceto; a Gaggio Montano, nella stessa Stazione Ecologica possono conferire anche i cittadini di Castel di Casio, Granaglione e Porretta Terme; a Minerbio, nella stessa Stazione Ecologica possono conferire anche i cittadini di Baricella; a Monteveglio, nella stessa Stazione Ecologica possono conferire anche i cittadini di Bazzano e Crespellano; a Vergato, nella stessa Stazione Ecologica possono conferire anche i cittadini di Grizzana; a Zola Predosa, nella stessa Stazione Ecologica possono conferire anche i cittadini di Casalecchio di Reno. 123 L Agenzia d Ambito Territoriale (ATO5) ha avviato un processo per uniformate il più possibile i Regolamenti su tutto il territorio provinciale Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

87 Per i dettagli delle sedi, gli orari di apertura e i materiali conferibili nelle Stazioni Ecologiche presenti in Provincia di Bologna si rimanda alla Tabella riportata in Appendice, aggiornata al 30 settembre L Educazione e il Controllo Uno strumento molto utile alle amministrazioni per il controllo e il monitoraggio dell intero sistema di raccolta dei rifiuti sono gli eco-volontari ; si tratta di educatori ambientali (o associazioni), formati e organizzati, che a titolo gratuito e volontaristico svolgono delle attività quali: la distribuzione di materiali informativi o strumenti dove la raccolta dei rifiuti avviene porta a porta, affissione di materiali informativi, il monitoraggio dei cassonetti di raccolta ecc., per migliorare l efficienza dei servizi forniti dall Amministrazione. L obiettivo è quello di coinvolgere direttamente i cittadini, e modificare in tempo reale le eventuali disfunzioni del servizio di gestione dei rifiuti; nella provincia di Bologna, in genere, sono le associazioni ambientaliste che svolgono queste funzioni. Inoltre si segnalano altre realtà che svolgono funzioni di informazione e controllo: Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Bologna Per la descrizione delle attività si rimanda al Rapporto Rifiuti 2005, alla pag Nel 2006 hanno effettuato ore di controlli e vigilanza sullo smaltimento dei rifiuti, che hanno portato a 65 segnalazioni e 56 verbali di infrazione. I Comuni con i quali sono state attivate le convenzioni con le GEV sono i seguenti: Argelato, Castel Guelfo, Castelmaggiore, Castel San Pietro, Crespellano, Crevalcore, Dozza, Imola, Malalbergo, Medicina, Mordano, Ozzano, Pianoro, Pieve di Cento, S. Giovanni in Persiceto, S. Lazzaro e S. Pietro in Casale. A questi si sono aggiunti i Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio e Fontanelice, che hanno sottoscritto una Convenzione unica attraverso la Comunità Montana Valle del Santerno. Ispettori Ambientali di Hera Bologna Gli Ispettori Ambientali di Hera Bologna nascono nel Luglio 2000 attraverso un accordo tra la società e il Comune di Bologna, nel Rispetto del Regolamento Comunale per la Gestione dei Rifiuti Urbani e Assimilati, della Raccolta Differenziata e di altri Servizi di Igiene Ambientale. La formazione sugli aspetti relazionali nell attività degli Ispettori Ambientali è stata curata da Hera Bologna e ha previsto un addestramento, da parte del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Bologna, sugli aspetti accertatori/sanzionatori. Al termine di questa formazione, conclusasi con un esame finale effettuato dalla Polizia Municipale, è stata promulgata una Ordinanza del Sindaco che conferisce agli Ispettori Ambientali le funzioni di addetti al controllo, con poteri di accertamento e sanzionatori per violazioni del Regolamento Comunale per la Gestione dei Rifiuti. L attività prevalente degli Ispettori Ambientali è quella di comunicazione e informazione costante sul territorio, attraverso la distribuzione di depliant ed opuscoli informativi a cittadini e attività artigianali, commerciali e produttive; l attività sanzionatoria è individuata come strumento di prevenzione e repressione di situazioni critiche dal punto di vista ambientale e di comportamento non civile dei cittadini, e mai come fine principale della loro attività. Le tematiche di cui si occupano gli Ispettori Ambientali sono: le Raccolte differenziate, le corrette modalità di conferimento rifiuti, le modalità di smaltimento dei Rifiuti Speciali, la gestione e l accessibilità alle Stazioni Ecologiche, e le modalità di svolgimento dei servizi ambientali di Hera Bologna. Gli ispettori Ambientali nel 2006 erano attivi: - a Bologna, le cui attività principali sono state: il monitoraggio dei siti abitualmente noti come punti di scarico abusivo di rifiuti, redigendo uno specifico report trasmesso al Comune di Bologna e utilizzato per definire iniziative di bonifica e controllo ed individuare soluzioni strutturali; la collaborazione con la Polizia Municipale, sia con l Ufficio Rimozioni per la segnalazione di veicoli abbandonati, sia per ridurre drasticamente il fenomeno delle affissioni abusive sui contenitori per la raccolta ed attivare l intrinseco recupero della evasione sulla tassa per le affissioni; una ulteriore collaborazione con la Polizia Municipale e le cooperative sociali Piazza Grande e Fara Mondi per la rimozione e il successivo Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

88 recupero dei rottami di biciclette abbandonati; la collaborazione con lo Sportello Sicurezza del Comune di Bologna, che ha portato alla redazione di 86 relazioni di servizio riguardanti situazioni di degrado ambientale come scarichi abusivi, occupazioni di stabili fatiscenti o di terreni, aree private da bonificare, verifiche sul territorio di segnalazioni per la Polizia Municipale, e verifiche sul campo di segnalazioni per conto dello Sportello Sicurezza (allegando sempre a tutte le relazioni, fotografie e visure catastali al fine di identificare, da parte degli uffici competenti, i responsabili del decoro delle aree interessate, e portando alla bonifica di decine di posizioni collocate nei vari punti della città). L attività sanzionatoria ha riguardato, negli anni, principalmente la violazione relativa all abbandono di rifiuti, ma con un interessamento sempre crescente in merito alle violazioni sul Regolamento Comunale per la Gestione dei Rifiuti, come si evince dalla tabella seguente: TIPO di VIOLAZIONE totale abbandono di rifiuti rifiuti speciali e/o da ristrutturazione conferiti nei contenitori per rifiuti urbani abbandono di rifiuti (deiezioni animali) mancata riduzione di rifiuti voluminosi immessi nei contenitori per rifiuti imbrattamento e/o danneggiamento di contenitori per rifiuti non corretto conferimento raccolta differenziata rifiuti liquidi immessi nei contenitori per rifiuti abbandono di rifiuti pericolosi o ingombranti sul suolo spostamento di contenitori per rifiuti intralcio allo svuotamento dei contenitori per rifiuti mancata pulizia aree adibite a mercato rifiuti sciolti nel contenitore per rifiuti mancata pulizia aree occupate e/o circostanti cantieri abbandono su suolo pubblico di cartacce o altri rifiuti minuti altro TOTALE I ricorsi in merito alle violazioni accertate dagli Ispettori Ambientali sono attualmente 43 (l ultima del 2005) su 5.510, con un valore medio dal 2001 al 2006 pari a circa lo 0,8 %. - a Budrio, nell ambito della campagna informativa per le attività industriale ed artigianale della frazione di Cento, per l avvio della raccolta porta a porta dei loro rifiuti; - a Casalecchio di Reno, dove sono stati impiegati per una campagna di controllo della qualità delle attività in appalto per quanto riguarda la raccolta rifiuti e lo spazzamento stradale. Si segnala inoltre che dal 2002 si sono tenuti con scadenza annuale dei seminari nazionali promossi da Hera e Federambiente sulla figura dell Ispettore Ambientale; in conseguenza di ciò altre città Italiane (Pesaro e Ancona le più recenti) hanno isituito questo tipo di figura. Federambiente ha promosso un tavolo di confronto con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per definire congiuntamente un Protocollo d Intesa, firmato nel giugno 2006, sull istituzione della figura Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

89 dell Ispettore Ambientale. L ANCI ha anche espresso in un documento inviato al Ministero dell Ambiente la richiesta che la figura dell Ispettore Ambientale venga inserita nel D.Lgs.152/06 Cap. 6 I Rifiuti Urbani raccolti in maniera Indifferenziata Nella provincia di Bologna nel 2006 si sono raccolti in maniera Indifferenziata Tonn. di Rifiuti Urbani. La prima destinazione dei Rifiuti Indifferenziati è stata la seguente: - Inceneritore: Tonn. - Impianti di trattamento meccanico-biologico: Tonn. - Discarica: Tonn. Rispetto ai dati del 2005 la ripartizione sulla prima destinazione dei Rifiuti Indifferenziati ha visto un maggior avvio agli impianti di trattamento meccanico-biologico rispetto al conferimento tal quale in discarica. A livello di aree omogenee la situazione è la seguente: Area Inceneritore (Tonn.) Impianti meccanicobiologici (Tonn.) Comune di Bologna Discarica (Tonn.) Comuni del bolognese Comuni dell imolese Totale Indifferenzia to Comuni della pianura nord-occidentale Comuni della montagna Totale provincia Dall analisi di questi dati si evince che: - l area del Comune di Bologna conferisce maggiormente all inceneritore; - l area del bolognese conferisce maggiormente agli impianti di trattamento meccanicobiologico; - l area dell imolese conferisce maggiormente agli impianti di trattamento meccanicobiologico, e nulla all inceneritore; - l area della pianura nord-occidentale conferisce maggiormente agli impianti di trattamento meccanico-biologico; - l area della montagna conferisce esclusivamente alla discarica. Cap. 7 Conclusione: destinazione finale dei Rifiuti Urbani della Provincia di Bologna Ricordando che nella provincia di Bologna nel 2006 si sono raccolti Tonn. di Rifiuti Urbani, dei quali Tonn. di Rifiuti Urbani in maniera Differenziata e Tonn. di Rifiuti Urbani in maniera Indifferenziata (la cui prima destinazione è stata la seguente: Discarica Tonn., Inceneritore Tonn., Impianti di trattamento meccanico-biologico Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

90 Tonn.), si analizza ora la destinazioni finali effettive dei Rifiuti Urbani 124, tenendo conto delle principali rese degli impianti di trattamento, e quindi della destinazione dei loro scarti. Si precisa anche che fra i dati di raccolta dei rifiuti dichiarati dai Comuni e quelli di trattamento dichiarati dai gestori degli impianti ci sono delle differenze, dovute ai fermi tecnici degli Impianti di trattamento meccanico/biologico (dei quali gli Uffici Ambiente dei Comuni non possono essere naturalmente a conoscenza), che hanno la conseguenza di spostare da un impianto all altro la destinazione effettiva di una parte dei Rifiuti Indifferenziati. Risulta pertanto: Raccolte Differenziate: sul totale di Tonn., non tutte vengono inviate a recupero (riciclo) di materia, in quanto: 303 Tonn. sono rifiuti pericolosi inceneriti; 544 Tonn. sono rifiuti non pericolosi smaltiti in discarica; Tonn. sono ingombranti smaltiti in discarica, e Tonn. sono sovvalli derivanti dal trattamento di post-selezione delle Raccolte Differenziate multi-materiali, smaltiti prevalentemente in discarica; Raccolte Indifferenziate aventi come prima destinazione gli Impianti di trattamento meccanico: sul totale fornito dai Comuni di Tonn., dai dati forniti dai gestori degli impianti risulta che per i motivi tecnico/gestionali sopra esposti ne sono state trattate in realtà Tonnellate. Dalla lavorazione di queste sono risultate: 456 Tonn. di frazioni merceologiche (soprattutto ferro) che vengono inviate a recupero (riciclo) di materia; Tonn. di frazione secca 125 smaltita prevalentemente in discarica; Tonn. di frazione umida 126 inviata agli impianti di bio-stabilizzazione 127 per produrre la FOS (Frazione Organica Stabilizzata) 128 ; Raccolte Indifferenziate aventi come prima destinazione l Inceneritore: sul totale fornito dai Comuni di Tonn., dai dati forniti dai gestori degli impianti risulta che per i motivi tecnico/gestionali sopra esposti ne sono state incenerite in realtà Tonnellate. Il loro incenerimento ha prodotto c.a Tonn. di rifiuti fra scorie, polveri, rifiuti liquidi e fanghi di depurazione, smaltiti prevalentemente in discarica; Raccolte Indifferenziate aventi come prima destinazione le Discariche: sul totale fornito dai Comuni di Tonn., dai dati forniti dai gestori degli impianti risulta che per i motivi tecnico/gestionali sopra esposti ne sono state conferite in realtà Tonnellate. A queste vanno aggiunte le quantità derivanti dai trattamenti sopra citati e la FOS (Frazione Organica Stabilizzata, ottenuta dalla bio-stabilizzazione della frazione umida dei Rifiuti Indifferenziati, impiegata per la copertura periodica delle discariche al posto di terreno vegetale, sabbiella ecc. Risulta pertanto che attualmente la discarica è ancora la destinazione principale dei Rifiuti Urbani della provincia di Bologna, in quanto presso questi impianti, alla fine dei processi di trattamento, si conferiscono oltre il 50 % di essi 129. Parte II Rifiuti Speciali 130 La conoscenza del fenomeno Rifiuti Speciali risulta fondamentale per la realizzazione di una corretta pianificazione territoriale, essendo un settore particolarmente articolato e complesso per la mole di informazioni necessarie per il monitoraggio; da sottolineare inoltre che gli aggiornamenti 124 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 125 il sopravaglio, costituito dal materiale con pezzatura maggiore 126 il sottovaglio, destinato al processo di bio-stabilizzazione, composto per la maggior parte da acqua, rifiuti organici umidi e, in generale, da tutto ciò che passa attraverso il vaglio 127 durante il trattamento di bio-stabilizzazione la frazione umida subisce consistenti perdite di massa dovute alla perdita di umidità 128 successivamente impiegata per la copertura periodica delle discariche al posto di terreno vegetale, sabbiella ecc. 129 La situazione non si discosta di molto da quanto succedeva nel 2005 (ved. Rapporto Rifiuti 2005, pag. 112) 130 Elaborazione e commento a cura dell Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

91 avvenuti in questi anni nei criteri di classificazione dei rifiuti, nelle definizioni e, più in generale, nella normativa nazionale in materia, non permettono la realizzazione di serie storiche rigorose dal punto di vista statistico. Il D.Lgs 152/2006, all Art. 184, definisce quelli che sono considerati Rifiuti Speciali, ossia: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall articolo 186; c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall articolo 185, comma 1, lettera i); d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; j) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; k) il combustibile derivato da rifiuti; l) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani. I rifiuti sono catalogati in uno specifico Elenco (Codice CER), ai sensi della Direttiva 2000/532/CE e successive modificazioni. La classificazione si basa: per alcune tipologie sulla provenienza, per altre tipologie sulla funzione che rivestiva il prodotto originario. Diverse tipologie di rifiuto sono classificate, già all origine, come non pericoloso o pericoloso, mentre per altre è prevista una voce speculare (codice di sei cifre per il rifiuto non pericoloso e codice di sei cifre contrassegnato con asterisco per il rifiuto pericoloso ), in funzione della concentrazione di sostanze pericolose da determinarsi mediante opportuna verifica analitica. La fonte dei dati utilizzata per la quantificazione della produzione e gestione dei Rifiuti Speciali è la banca dati MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) della Camera di Commercio di Bologna (analizzando le dichiarazioni effettuate nell anno 2006, e quindi inerenti la produzione/gestione dell anno 2005). Si precisa che tali dati non si possono ritenere completamente esaustivi in quanto: 1. non tutti i produttori e non per tutte le tipologie di rifiuti è obbligatorio presentare la dichiarazione MUD; la quantificazione della produzione risulta quindi in genere sottostimata 131. Inoltre, con l entrata in vigore del D.Lgs 152/2006, è aumentato notevolmente il numero di produttori esentati dalla dichiarazione annuale rispetto all anno precedente: infatti sono esentati tutti i produttori di Rifiuti non pericolosi, e una parte degli imprenditori agricoli (anche se produttori di Rifiuti pericolosi ); si evidenzia tuttavia come nel corso dell anno 2006, trattandosi di un anno di transizione, molti produttori di Rifiuti non pericolosi abbiano ugualmente provveduto alla dichiarazione; 2. vi possono sono errori che nascono al momento della compilazione e/o informatizzazione delle dichiarazioni stesse. L utilizzo dei dati ai fini statistici è reso possibile da una serie di bonifiche realizzate dalla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti. L Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna ha elaborato i dati e i commenti di seguito riportati. Cap. 1 Produzione di Rifiuti Speciali 131 Il dato sottostimato quantitativamente più significativo è quello relativo alla produzione dei rifiuti non pericolosi da attività di costruzione e demolizione (CER 17), perchè sono sempre stati esclusi dall obbligo di dichiarazione, anche prima dell emanazione del D.Lgs 152/2006 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

92 La produzione di Rifiuti Speciali nel 2005 risulta pari a Tonn., di cui Tonn. non pericolosi e Tonn. pericolosi 132. Si riporta di seguito l andamento della produzione di rifiuti Speciali in Provincia di Bologna dal 1998 al 2005: Anno Totale dichiarati (Tonn.) Rifiuti Speciali non pericolosi (Tonn.) Rifiuti Speciali pericolosi (Tonn.) I dati riportati evidenziano, seppure con i limiti circa l attendibilità delle Fonti e gli aggiornamenti normativi sopra richiamati, un trend di produzione complessiva in crescita nel corso degli anni. 1.1 Analisi per attività L analisi dettagliata della produzione per codice di attività evidenzia quali attività contribuiscono in modo significativo alla produzione di Rifiuti Speciali in provincia di Bologna. I dati sono riportati secondo un ordine quantitativo decrescente per quanto riguarda il totale dei Rifiuti Speciali prodotti per codice Istat di attività: Codice Descrizione Attività Istat Produzione "non Totale pericolosi" "pericolosi" Tonn. Tonn. Tonn. 90 Smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili Industrie alimentari e delle bevande Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio autoveicoli e motocicli esclusi Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, 28 escluse macchine e impianti Costruzioni Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta La suddivisione della produzione dei Rifiuti Speciali non pericolosi e Rifiuti Speciali pericolosi per attività economica è resa possibile dall elaborazione della banca dati delle dichiarazioni MUD, nelle quali il produttore dei rifiuti inserisce il codice corrispondente alla descrizione dell attività economica prevalente Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

93 Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi l'installazione, il monitoraggio, la riparazione e la manutenzione Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione sociale obbligatoria Editoria, stampa e riproduzione di supporti 22 registrati Produzione di metalli e loro leghe Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e 40 acqua calda Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazioni di articoli di paglia e materiali di paglia e materiali da intreccio Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Preparazione e concia del cuoio Raccolta, depurazione e distribuzione d'acqua Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di macchine ed apparecchi elettrici Recupero e preparazione per il riciclaggio Fabbricazione di coke Altre industri estrattive Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Agricoltura, caccia e relativi servizi Trasporti aerei Sanità ed assistenza sociale Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le comunicazioni Industrie tessili Alberghi e ristoranti Ricerca e sviluppo Attività di supporto ed ausiliarie dei trasporti; attività delle agenzie di viaggio Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

94 33 Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione, di strumenti ottici e di orologi Confezioni di articoli di abbigliamento; preparazione, tintura e confezione di pellicce Altre attività dei servizi Industria del tabacco Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale e servizi connessi Amministrazione pubblica Attività ricreative, culturali e sportive Noleggi senza operatore di macchinari e attrezzature e di beni per uso personale e domestico Informatica ed attività connesse Istruzione Poste e telecomunicazioni Ricerca e sviluppo Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici compresi gli accessori Industrie tessili Attività finanziarie Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività di organizzazioni associative I dati evidenziano che le attività che incidono maggiormente sulla produzione di Rifiuti Speciali non pericolosi sono: - Smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili: Tonn Industrie alimentari e delle bevande: Costruzioni: Tonn. - Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi: Tonn. Per quanto riguarda invece la produzione di Rifiuti Speciali pericolosi, questi sono prodotti soprattutto dalle seguenti attività: - Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali: Tonn. - Commercio all ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi: Tonn. - Smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili: Tonn Analisi per tipologia La produzione dei Rifiuti Speciali viene ora analizzata per codice CER, per definire quali tipologie di Rifiuti Speciali vengono prodotte nella provincia di Bologna e quali sono le più significative dal punto di vista quantitativo. I dati sono riportati secondo un ordine quantitativo decrescente per quanto riguarda il totale dei Rifiuti Speciali prodotti per codice CER: 133 il dato è sovrastimato perchè comprende anche i rifiuti provenienti dalle operazioni di trattamento dei Rifiuti 134 il dato è sovrastimato perchè comprende anche i rifiuti provenienti dalle operazioni di trattamento dei Rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

95 Codice CER Descrizione Rifiuto Produzione Totale non pericolosi" pericolosi" Tonn. Tonn. Tonn. Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terrreno proveniente da siti contaminati) Rifiuti provenienti da produzione trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura orticoltura, caccia, pesca, ed acquicoltura Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, 15 materiali filtranti e indumenti protettivi Rifiuti prodotti da processi termici Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di carta, polpa, cartone, pannelli e mobili Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni, inclusi i rifiuti della raccolta differenziata) Rifiuti da processi chimici organici Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco Oli esauriti e residui di combustibili liquidi Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce nonché dell'industria tessile Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa Rifiuti da processi chimici inorganici Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o 18 da attività di ricerca collegate Rifiuti dell'industria fotografica Rifiuti derivanti dalla prospezione, l'estrazine, il trattamento e l'ulteriore lavorazione di minerali e materiali di cava Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

96 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone La distribuzione della produzione di Rifiuti Speciali non pericolosi nel 2005, tra le diverse tipologie previste dal CER, rileva che le categorie maggiormente rappresentate sono (in ordine quantitativo decrescente): - i rifiuti da trattamento dei rifiuti e acque (CER 19) con Tonn. - i rifiuti da costruzione e demolizione (CER 17) con Tonn i rifiuti provenienti dall industria agro alimentare (CER 02) con Tonn. L elaborazione dei dati della produzione dei Rifiuti Speciali pericolosi, per codice CER, mostra che le categorie maggiormente rappresentate sono nell ordine: - i rifiuti da processi chimici organici (CER 07), con Tonn. - gli oli esausti (CER 13) con Tonn. - i rifiuti di lavorazione e di trattamento superficiale di metalli e plastica (CER 12), con Tonn. Cap. 2 Accordi di Programma 2.1 Rifiuti Agricoli La Provincia di Bologna ha promosso fin dal 1999 l Accordo di Programma per la gestione dei rifiuti agricoli. L Accordo concorre a realizzare gli obiettivi perseguiti con la condizionalità 136 e aiuta l azienda agricola per la tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi e per la dichiarazione ambientale annuale. L elenco dei Centri autorizzati di raccolta dei rifiuti agricoli, delle date delle raccolte itineranti e dei costi del servizio sono riportati nel numero di maggio 2007 del Divulgatore (pag ). Tutti i documenti relativi all Accordo sono disponibili sul Sito Nel 2006 sono stati raccolti in maniera selettiva 212 Tonnellate di Rifiuti Agricoli, dei quali 48 Tonn. pericolosi e 164 Tonn. non pericolosi. Alla raccolta hanno partecipato aziende. 2.2 Residui da Costruzione e Demolizione La Provincia di Bologna ha promosso fin dal 2001 l Accordo di Programma per la gestione dei residui da costruzione e demolizione. Nel corso del 2006 si è impegnata a procedere alla verifica dello stato di attuazione dello stesso e dei principali temi connessi con l applicazione delle Direttive Tecniche, anche al fine di armonizzarlo con i principi generali dettati dalla normativa nazionale vigente e di superare le criticità connesse alla sua attuazione. Pertanto un apposito Gruppo di lavoro costituito dai sottoscrittori dell Accordo avrà il compito di redigere il nuovo testo dell Accordo e le nuove Direttive Tecniche. Tutti i documenti relativi all Accordo sono disponibili sul Sito residui da costruzione e demolizione avviati a recupero nel 2006 sono stati Tonnellate. 135 Il dato è sottostimato in quanto tali rifiuti, se non pericolosi, sono sempre stati esclusi dall obbligo di dichiarazione (quindi anche prima dell emanazione del D.Lgs 152/2006); pertanto il valore riportato risulta inferiore rispetto alle produzioni effettive, rilevate con più precisione attraverso lo specifico Accordo di Programma predisposto dalla Provincia di Bologna, di cui si parla nel Paragrafo Il Regime della condizionalità che accompagna la Riforma di Medio Termine della Pac, impone agli agricoltori comportamenti virtuosi in materia di rispetto ambientale Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

97 3 Gestione dei Rifiuti Speciali Si riportano di seguito i dati, elaborati per codice CER a due cifre, relativi alle quote di Rifiuti Speciali che vengono prodotti in provincia, che vengono destinati fuori provincia, e che entrano da fuori provincia: CER Totale Rifiuti Speciali prodotti in Provincia di Bologna Tonn./a Totale Rifiuti speciali provenienti da fuori Provincia t/a Totale Rifiuti speciali destinati fuori Provincia t/a Totale Rifiuti speciali gestiti in Provincia t/a Totale Risulta anzitutto interessante notare l esistenza di un movimento consistente di Rifiuti Speciali in entrata e i uscita dalla Provincia. Il flusso più importante e certamente quello in entrata con circa Tonn., rispetto a quello in uscita con circa Tonnellate. La quantità di Rifiuti Speciali che viene comunque gestita nel territorio provinciale (ipotizzando tale quantità uguale alla somma dei rifiuti prodotti internamente, più i rifiuti che entrano da fuori provincia, meno quelli in uscita verso altre province) è superiore al Tonnellate. Analizzando più in dettaglio la tabella relativa alla produzione dei Rifiuti Speciali ( pericolosi e non pericolosi ) nella Provincia di Bologna insieme ai flussi in entrata provenienti da altre province ed ai flussi in uscita dal territorio provinciale di Bologna, pur riscontrando in generale una buona ricettività degli impianti di smaltimento e recupero presenti nel territorio provinciale bolognese, si evidenziano i seguenti interessanti aspetti, assumendo indicativamente come entrate di rifiuti extra-provinciali quelle > del 50% della produzione interna, e uscite di rifiuti dalla provincia Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

98 di Bologna quelle > 40 % della produzione interna di rifiuti sommata alle entrate extra-provinciali. Si riscontra che: per le categorie di rifiuti CER 08 (rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di pitture, vernici, adesivi, sigillanti ed inchiostri), CER 13 (olii), CER 16 (rifiuti non specificati altrimenti quali veicoli fuori uso, scarti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie ed accumulatori, rifiuti di pulizia di serbatoi, catalizzatori esauriti, rifiuti liquidi acquosi destinati ad essere trattati fuori sito, sostanze ossidanti, scarti di rivestimenti e materiali refrattari) e CER 18 (rifiuti sanitari), vi sono forti afflussi da fuori provincia sebbene il territorio provinciale di Bologna presenti scarsa capacità ricettiva a livello impiantistico; ne consegue che per dette tipologie vi è un fenomeno diffuso di mero transito attraverso stoccaggi intermedi, cioè di forte importazione seguita da un altrettanto forte esportazione. Se tale fenomeno è più facilmente giustificabile per gli olii (CER 13), in quanto nel territorio bolognese sono presenti due dei maggiori raccoglitori e stoccatori intermedi mandatari del Consorzio Oli Usati (COOU) sebbene gli impianti di rigenerazione finale siano situati tutti fuori Regione Emilia-Romagna, detto fenomeno è meno comprensibile per i CER 08, 16 e 18. Per queste ultime tipologie, pertanto, sulla base del principio generale di prossimità nella gestione dei rifiuti, si pone l eventuale opportunità di localizzare, in futuro, impianti in grado di gestirne i flussi all interno della provincia; per le seguenti categorie di rifiuti: CER 06, 10, 12, 15, 17, 19, 20, vi sono forti afflussi di rifiuti da fuori provincia a cui il sistema impiantistico bolognese offre buona ricettività. Questo fenomeno è particolarmente accentuato per i CER 19 (rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, da impianti di depurazione acque reflue, da impianti di potabilizzazione), per i CER 10 (rifiuti prodotti da processi termici), CER 12 (rifiuti prodotti dalla lavorazione della plastica e dei metalli) e CER 15 (imballaggi). Inoltre, per i CER 20 (Rifiuti Urbani e Assimilabili prodotti da attività commerciali, industriali ed istituzioni, inclusi i rifiuti da Raccolta Differenziata), si riscontra un flusso dall esterno quasi doppio della produzione; tuttavia, i flussi in uscita dal territorio provinciale di Bologna sono < 30 % della somma della produzione interna e dei flussi in ingresso. Un ruolo fondamentale per garantire questa elevata ricettività per dette tipologie di rifiuti (in particolare per i CER 19, 20 e 15) è svolto dal sistema delle discariche per rifiuti non pericolosi presenti sul territorio: Galliera, Imola e Gaggio Montano; per le categorie di rifiuti CER 02 (rifiuti agro-alimentari) e CER 11 (rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiali di metalli ed altri materiali), si riscontra un ottima (per il CER 02) o buona (per il CER 11) gestione interna alla provincia di Bologna della totalità dei rifiuti prodotti e di provenienza esterna; per le seguenti categorie di rifiuti: CER 01, 03, 04, 05, 07, 09, 14, si riscontrano scarsi afflussi da fuori provincia, ma anche forti afflussi in uscita dovuti alla scarsa ricettività degli impianti del territorio provinciale di Bologna. Questo fenomeno è particolarmente significativo, in relazione ai cospicui quantitativi prodotti, per i rifiuti dell industria cartaria e del legno (CER 03), dei processi chimici organici (CER 07) e dell industria tessile (CER 04). I quantitativi in gioco tra produzione interna ed importazione da fuori provincia sono infatti pari a circa Tonn./a per il CER 03, Tonn./a per il CER 07, e Tonn./a per il CER 04. Anche in questo caso (per ragioni opposte a quelle indicate nel precedente punto: forti afflussi dall esterno ma scarsa ricettività), si pone, sulla base del principio generale di prossimità nella gestione dei rifiuti, l eventuale opportunità di localizzare, in futuro, impianti in grado di gestirne i flussi all interno della provincia. L approfondimento delle conoscenze sulle modalità di gestione dei rifiuti speciali evidenzia, come si vedrà in seguito, che la quota di Rifiuti Speciali gestiti risulta comunque diversa rispetto alla quantità di rifiuti trattati (recupero + smaltimento). E opportuno sottolineare infatti che su tali valori incidono (oltre ai flussi in entrata e in uscita) anche i quantitativi di Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

99 rifiuti stoccati (e posti in deposito temporaneo nell anno precedente rispetto a quello di riferimento) e che il passaggio dei rifiuti da un soggetto all altro con l applicazione di trattamenti minimi determina comunque la modifica del codice di identificazione del rifiuto stesso. Per quanto riguarda le operazioni di recupero, prevale il riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche (R5), con il 37 %). Significative risultano le quote di rifiuti speciali messe in riserva (R13) 137, con il 21 %. Codice R1 R3 Modalità di trattamento Quantità trattata (Tonn.) % Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche) R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche R6 Rigenerazione degli acidi o delle basi 8 0 R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia R11 R12 R13 R14 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazionidi recupero da R1 a R Scambio di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni di recupero da R1 a R Messa in riserva di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni da R1 a R Deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti i rifiuti qualora non vengano rispettate le condizioni stabilite dalla normativa vigente Totale Per quanto riguarda le operazioni di smaltimento, emerge come prevalente di gran lunga lo smaltimento in discarica (D1) con il 48 %, seguito dall incenerimento (D10) al 16% e dai trattamenti biologici (D8) e chimico-fisico (D9) rispettivamente, al 15 % ed al 10 % del totale: Codice Modalità di trattamento Quantità trattata t/a % D8 Trattamento biologico non specificato D9 Trattamento fisicochimico D10 Incenerimento a terra D13 D14 D15 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D Deposito preliminare prima du una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D D1+D5+D12 Discarica Totale cioè materiali destinati ad essere successivamente recuperati Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

100 L analisi dei dati di gestione evidenzia in sintesi che le quantità di Rifiuti Speciali avviati ad operazioni di recupero (55 %) sono maggiori di quelle che vengono inviate a smaltimento (45 %). 3.1 Fanghi civili 138 Nel territorio della Provincia di Bologna sono presenti 145 depuratori di acque reflue urbane e alcuni impianti autorizzati allo smaltimento o al recupero di questi rifiuti non pericolosi. Gli impianti principali di smaltimento sono le discariche per rifiuti non pericolosi (discariche di Baricella, Galliera e Imola, gestiti da Hera 139 ), e l inceneritore (IDAR) annesso al depuratore acque reflue urbane di Bologna, gestito da Hera 140. Gli impianti di recupero sono le piazzole di stoccaggio e condizionamento propedeutiche allo spandimento a beneficio dell agricoltura: piazzole di S.Pietro Capofiume a Molinella e Saletto di Bentivoglio (gestite da Rei Progetti di Parma), e la piazzola annessa al depuratore di Crevalcore, (gestita da Sorgea); e gli impianti di compostaggio: stabilimento di Rubizzano a S. Pietro in Casale per la produzione di fertilizzante (ammendante compostato misto). Il recupero di detti fanghi è condizionato al possesso di caratteristiche chimiche e fisiche rispondenti ai requisiti stabiliti dal D.Lgs 99/92 e, recentemente, anche dalla Delibera della Giunta Regionale 2773/04 e s.m. I depuratori di Bologna (in Via Shakespeare), di Imola (in Via Lughese) e di Crevalcore (nel capoluogo) sono i punti di raccolta della maggior parte dei fanghi liquidi o palabili prodotti da tutti gli altri depuratori presenti nel territorio provinciale di Bologna, in quanto questi ultimi non sono dotati di una linea di trattamento dei fanghi completa, essendo sprovvisti di unità di disidratazione e non avendo, pertanto, caratteristiche fisiche (umidità) idonee allo spandimento sui terreni agricoli. I fanghi ed i vagli prodotti dal depuratore di Bologna sono smaltiti nell attiguo inceneritore ( Tonn. nel 2005, e Tonn. nel 2006). I fanghi ed i vagli prodotti nel depuratore di Imola e nei depuratori ad esso limitrofi sono, in parte, conferiti alla linea fanghi del depuratore di Bologna (1.321 Tonn. nel 2005, e Tonn. nel 2006) e successivamente inceneriti, in parte smaltiti nella discarica di Imola (5.647 Tonn. nel 2005, e Tonn. nel 2006). I fanghi prodotti nel depuratore di Crevalcore sono totalmente conferiti a recupero, prevalentemente a beneficio dell agricoltura su terreni del territorio provinciale di Bologna, e in subordine, a compostaggio in un impanto situato nella Provincia di Verona (348 Tonn. distribuiti su terreni agricoli e 141 Tonn. a compostaggio nel 2005, 629 Tonn. distribuiti su terreni agricoli e 11 Tonn. a compostaggio nel 2006). Una parte dei fanghi prodotti da alcuni depuratori situati nel territorio provinciale di Bologna gestiti da Hera (depuratori di Minerbio-Baricella, di Ozzano, di Crespellano, di Castel di Casio e di Anzola Emilia), invece di essere conferiti alla linea fanghi del depuratore di Bologna viene destinata a recupero mediante spandimento sui terreni agricoli, previo stoccaggio e condizionamento in piazzole annesse al depuratore di produzione o in piazzole esterne ai depuratori, oppure recuperata in impianti di compostaggio (1.366 Tonn. distribuiti su terreni agricoli e 116 Tonn. a compostaggio nello stabilimento di S. Pietro in Casale (gestito da Compagri ) nel 2005, e nessun conferimento nel 2006) 141. Complessivamente, nel 2005, sono stati prodotti Tonn. di fanghi, le cui destinazioni sono state le seguenti: a incenerimento il 74 %; a discarica il 20 %; a spandimento sui terreni agricoli il 5 %; a compostaggio l 1 %. Pertanto il 94 % dei fanghi è stato destinato a smaltimento, ed il 6 % a recupero. 138 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna 139 operazione D1 140 operazione D Poiché alla fine del 2006 i depuratori prima elencati sono stati autorizzati allo stoccaggio e condizionamento dei fanghi ai fini del recupero a beneficio dell agricoltura, si prevede che, a decorrere, dal 2007, si incrementi la quota di fanghi civili destinati a recupero Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

101 Complessivamente, nel 2006, sono stati prodotti Tonn. di fanghi, le cui destinazioni sono state le seguenti: a incenerimento l 87 %; a discarica l 11 %; a spandimento sui terreni agricoli il 2 %. Pertanto il 98 % dei fanghi è stato destinato a smaltimento ed il 2 % a recupero. I dati sopra riportati sono riferiti ai fanghi disidratati, cioè ai quantitativi di fanghi immediatamente precedenti all avvio a destinazione finale (inceneritore, discarica, spandimento agricolo, o compostaggio) e non, quindi, ai fanghi complessivamente prodotti dai depuratori, ricavabili dai dati del MUD. Quest ultimo dato indica quantitativi superiori in quanto molti fanghi, come evidenziato sopra, vengono conferiti dal depuratore produttore ad altri depuratori più attrezzati, allo stato liquido o palabile (con sostanza secca al 2-3 %) ed escono dalla linea fanghi dei depuratori riceventi con percentuali di sostanza secca pari a fino al %. La gestione dei fanghi e dei vagli prodotti in altre province e gestiti nella Provincia di Bologna. Si evidenzia una significativa quota di fanghi e vagli prodotti da depuratori gestiti da Hera al di fuori del territorio provinciale di Bologna (ambiti provinciali di Ravenna, Forlì-Cesena, e Ferrara), conferiti alle discariche ubicate nella provincia di Bologna (discarica di Imola, in prevalenza, e discariche di Baricella e Galliera), per quantitativi pari a Tonn. nel 2005 e Tonn. nel Oltre ai fanghi sopra descritte e destinati a smaltimento in discarica, si riscontra nel corso dell anno 2005 (dati MUD) un significativo flusso in ingresso nel territorio provinciale di fanghi destinati all utilizzo in agricoltura, pari a circa Tonn. di cui Tonn. circa prodotte nelle Province di Modena e Parma e 850 Tonn. circa prodotte in diverse Province della Toscana. Una parte di esse risultano transitate dalle piazzole di stoccaggio prima descritte (fanghi prodotti nelle Province di Modena e Parma), una parte (quelle prodotte in Toscana) sono state verosimilmente conferite direttamente sui terreni agricoli (operazione R10). 3.2 Percolato delle discariche 142 Nel territorio provinciale di Bologna le discariche di rifiuti in gestione operativa e post-operativa che producono percolato sono nove, di cui cinque in gestione operativa (discarica di Galliera, Imola, Gaggio Montano, S. Agata Bolognese e Castel Maggiore) e quattro in gestione postoperativa (discarica di Baricella, Bologna, Bentivoglio e Bazzano). Nel 2006 la produzione di percolato di discarica nella Provincia di Bologna è stata di Tonn., di cui Tonn. smaltito come rifiuto (CER ), e Tonn. (percolato della discarica Tre Monti di Imola), trattato come scarico in pubblica fognatura all impianto di depurazione di Imola. Dei Tonn. smaltiti come rifiuti, Tonn. sono stati smaltiti nell impianto di depurazione chimico-fisica di Bologna (I.T.F.I), gestito da Hera, e i restanti Tonn. sono stati smaltiti in impianti di depurazione chimico-fisica in Provincia di Modena, Ravenna e Prato; si evince pertanto che dei Tonn. di percolato prodotto nel territorio provinciale di Bologna, l 88 % viene gestito nel medesimo territorio provinciale, e il 12 % viene gestito fuori dal territorio provinciale di Bologna, seppure in ambiti territoriali contermini (Prato, Ravenna e Modena) e in prossimità delle discariche che lo producono. Si segnala inoltre che il percolato della discarica Il Pago di Firenzuola, gestita da Hera, è stato smaltito nell impianto di depurazione chimico-fisica di Bologna (I.T.F.I.), per un quantitativo pari a Tonnellate. Si evidenzia infine, che dai dati definitivi bonificati delle dichiarazioni annuali MUD relative all anno 2005, non si riscontrano ulteriori uscite né ingressi di percolato di discarica dal/nel territorio provinciale di Bologna; in particolare non risultano conferiti percolati di discarica nei centri di stoccaggio intermedi autorizzati né in altri impianti di smaltimento definitivo (depuratori biologici o chimico-fisici). 142 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

102 Società HERA S.p.A. HERA S.p.A. Co.Se.A. Ubicazione discarica Prov. Fase gestionale Quantità totale (Tonn.) Quantità per impianto (Tonn.) Impianto di destinazione Comune Prov. Galliera BO operativa HERA - ITFI Bologna BO Depuratore Imola BO operativa Imola BO Santerno Gida Prato PO Gaggio BO operativa Montano 217 HERA - ITFI Bologna BO Nuova Geovis S.p.A. S. Agata Bolognese BO operativa HERA - ITFI Bologna BO META Modena MO ASA S.p.A. HERA S.p.A. HERA S.p.A. HERA S.p.A. Segesta S.r.l. Castel Maggiore Baricella Bologna Bentivoglio Bazzano BO operativa BO BO BO BO postoperativa postoperativa postoperativa postoperativa HERA - ITFI Bologna BO Sicea Ravenna RA 467 Faenza Depurazioni Faenza RA HERA - ITFI Bologna BO HERA - ITFI Bologna BO HERA - ITFI Bologna BO HERA Bologna BO Cap. 4 Spedizioni transfrontaliere di Rifiuti Speciali 143 Le spedizioni transfrontaliere di rifiuti all interno della Comunità Europea, nonché in entrata ed in uscita dal suo territorio, sono disciplinati dall art. 194 del D.Lgs 152/06, che a sua volta rimanda al Regolamento CEE 259/93, agli Accordi bilaterali di cui all art. 19 del Regolamento CEE 259/93, e al decreto interministeriale 370/98 (in attesa dell emanazione di un nuovo decreto previsto dal comma 3 dell art. 194 del D.Lgs 152/06). In data 12 luglio 2007 è entrato in vigore il nuovo Regolamento CEE 1013/06 che ha abrogato il precedente Regolamento CEE 259/ Il nuovo Regolamento, analogamente all abrogato, prevede un doppio sistema di controllo dei trasporti transfrontalieri di rifiuti: 1) procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta corredata da documento di notifica (Allegato IA) e documento di movimento (Allegato IB) per le spedizioni di rifiuti di cui all art. 3 commi 1, 3 e 5 del Regolamento; 2) procedura di informazione utilizzando il modulo informativo di cui all Allegato VII del Regolamento per le spedizioni di rifiuti di cui all art. 3 commi 2 e 4. Ai sensi dall art. 194 comma 5 lett. a) del D.Lgs 152/06, le Autorità competenti di spedizione e di destinazione sono le Regioni e le Province autonome. Nel territorio della Regione Emilia-Romagna le Autorità competenti di spedizione e di destinazione sono le Province da cui viene spedito/a, cui è diretto il carico di rifiuto, in quanto delegate dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della LR n 143 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche Provincia di Bologna 144 Le disposizioni transitorie (art. 62) tuttavia, stabiliscono che le spedizioni che sono state notificate ed il cui ricevimento è stato confermato dall autorità competente di destinazione anteriormente al 12 luglio 2007 sono soggette alle disposizioni del Regolamento CEE 259/93; dette spedizioni devono essere portate a termine entro il 12 luglio 2008 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

103 5/2006. Qualora vengano coinvolti Paesi non appartenenti all OSCE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), la Comunità Europea ha predisposto ulteriori Regolamenti (Regolamento CEE 1.420/99 e 801/07, in merito all ammissibilità o meno del trasporto di rifiuti ed alla procedura da seguire: procedura di notifica o procedura di informazione). Tutte le spedizioni comprese nel campo di applicazione del Regolamento CEE 1013/06 (ex. 259/93) sono soggette alla prestazione di una garanzia finanziaria (polizza assicurativa o garanzia bancaria) a favore del Ministero dell Ambiente, che copre le spese di trasporto e di smaltimento o recupero di rifiuti. Gli importi delle garanzie finanziarie dipendono dai Km percorsi, dalla destinazione finale (a recupero o a smaltimento) e dalla tipologia di rifiuto, e sono stabilite dal decreto del Ministero dell Ambiente 370/98. Nel corso degli ultimi due anni (2005 e 2006) si è verificata una fortissima crescita delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Trattasi unicamente di esportazioni di rifiuti all interno della UE (Austria e Germania) di alcune particolari tipologie di rifiuti pericolosi (traversine ferroviarie in legno impregnate di creosoto, contenenti IPA (idrocarburi policiclici aromatici), cemento-amianto da cantieri edili, e terreni provenienti da siti contaminati) per i quali da almeno un paio di anni si riscontrano gravi difficoltà di smaltimento nel territorio regionale (e, più in generale, nazionale) a causa della scarsità di impianti e dei costi complessivi di smaltimento molto più alti rispetto a quelli fissati in Paesi contermini all Italia quali l Austria e, soprattutto la Germania (nonostante i costi aggiuntivi del trasporto). In particolare, nel corso del 2005 sono state aperte 6 notifiche: Tipologia rifiuto Paese di destinazione Tipo di Impianto (smaltimento o recupero) * (traversine ferroviarie in Recupero energetico Germania legno impregnato da creosoto) (R1) * (terreni da siti contaminati) Discarica (D1) e Germania Recupero (R5) * (cemento amianto) Germania Discarica (D1) n notifiche * (rifiuti solidi da trattamento fumi industrie ceramiche) Nel corso del 2006 sono state aperte 8 notifiche: n notifiche Tipologia rifiuto * (pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose) (imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze) * (traversine ferroviarie in Germania Paese di destinazione Germania Germania Germania Recupero (R5) Tipo di Impianto (smaltimento o recupero) Recupero (R10), previa inertizzazione Recupero (R3) Recupero energetico (R1) legno impregnato da creosoto) * (cemento amianto) Austria Discarica (D1) * (cemento amianto) Germania Discarica (D1) I quantitativi di rifiuti esportati (smaltiti o recuperati) nel corso dell anno 2006 sono stati complessivamente pari a Tonn., di cui Tonn. sono traversine ferroviarie in legno impregnato di creosoto derivanti dallo smantellamento delle reti ferroviarie, Tonn. è Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

104 cemento-amianto provenienti da cantieri edili, 39 Tonn. sono rifiuti solidi da trattamento fumi dell industria ceramica, come meglio specificato nella tabella seguente: Autorità di destino Germania Sachsen Anhalt Germania Sachsen Anhalt Austria Germania - SAM Germania Regierung Dresden Germania Regierung Dresden Luogo di destino Sandersdorf Sandersdorf Tattendorf Ingenheim Horka Neukyna Tipologia di rifiuto * * * * * * Operazione di smaltimento/recupe R1 R1 D1 D1 D1 R5 ro Quantità (Tonn.) Le traversine ferroviarie esportate sono state spedite dallo scalo intermodale dell Interporto di Bentivoglio, tramite carri ferroviari; le traversine provenivano da diversi cantieri ferroviari ubicati nella Regione Emilia-Romagna e nel Veneto, nonché da alcuni centri di stoccaggio conto terzi autorizzati localizzati nella Regione Emilia-Romagna. I rifiuti a base di cemento-amianto sono stati esportati partendo da centri di stoccaggio autorizzati localizzati nel territorio provinciale di Bologna. Parte III Impianti in Provincia di Bologna In merito alla realizzazione dell autosufficienza della provincia riguardo lo smaltimento dei Rifiuti Urbani prodotti (attraverso una rete diversificata ed integrata di impianti), e all individuazione di criteri per la localizzazione degli impianti per la gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali anche pericolosi, tutte le soluzioni impiantistiche individuate (sia per i Rifiuti Urbani che per i Rifiuti Speciali) nel PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) del 1999 vigente sono state realizzate 145. Per un approfondimento si rimanda al Rapporto Rifiuti 2005, alle pag. 27 e 28, con le seguenti integrazioni: 1) impianto di compostaggio di Ozzano: l aumento della potenzialità da a Tonn./anno avverrà entro il 2008; 2) discarica di Gaggio Montano: l ampliamento di m 3 è avvenuto nel gennaio 2007, con autorizzazione provinciale come da Delibera di Giunta Provinciale n 30 del Cap. 1 Flusso dei Rifiuti Urbani e Speciali che hanno riguardato nel 2006 gli impianti per Rifiuti urbani della Provincia di Bologna Conferimenti Rifiuti Urbani provinciali Come visto in precedenza, la produzione di Rifiuti Indifferenziati della provincia di Bologna nel 2006 ammonta a Tonn., delle quali: Tonn. sono state conferite negli impianti del territorio provinciale; Tonn. sono state conferite in impianti fuori provincia (discarica di S. Agostino - FE). 145 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

105 Conferimenti Rifiuti Urbani extra-provinciali 146 I conferimenti di Rifiuti Urbani di origine extra-provinciale ammontano a Tonn., dei quali: Tonn. di Rifiuti Indifferenziati sulla base di Accordi iscritti negli strumenti di pianificazione delle Province interessate: Tonn. da Ravenna e Firenze, e Tonn. da Pistoia; Tonn. di Rifiuti Indifferenziati sulla base di accordi specifici con le Province di Ferrara ( Tonn.) e Napoli (639 Tonn.); - 2 Tonn. di Rifiuti cimiteriali, provenienti da varie Province; - 7 Tonn. di Farmaci scaduti, provenienti da varie Province. Conferimenti di Rifiuti Speciali di origine provinciale 147 I conferimenti di Rifiuti Speciali di origine provinciale ammontano a Tonn., dei quali: Tonn. non pericolosi ; Tonn. pericolosi (Rifiuti ospedalieri a rischio infettivo). Conferimenti di Rifiuti Speciali di origine extra-provinciale 148 I conferimenti di Rifiuti Speciali di origine extra-provinciale ammontano a Tonn., dei quali: Tonn. non pericolosi 149 ; Tonn. pericolosi (Rifiuti ospedalieri a rischio infettivo). 1.1 Schema sintetico dei flussi (tutte le quantità sono espresse in Tonnellate) 146 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 147 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 148 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 149 dei quali Tonn. sono sottovaglio umido, ossia la frazione umida ottenuta dal processo di selezione dei Rifiuti Indifferenziati, proveniente dalla Provincia di Parma Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

106 RIFIUTI SPECIALI "pericolosi" (Rifiuti Ospedalieri a rischio infettivo) Tonn.: - da Prov. Bo.: Tonn. - extra Prov.: 768 Tonn. RIFIUTI SPECIALI "non pericolosi" Tonn.: - da Prov. Bo.: * Tonn. - extra Prov.: ** Tonn. - sottovaglio umido da Parma: Tonn. RU extra-prov. "NON ORDINARI" Tonn.: - Indiff. da Prov. Ferrara: Tonn. - Indiff. da Prov. Napoli: 639 Tonn. - Farmaci scaduti: 7 Tonn. - Rifiuti cimiteriali: 2 Tonn. RS Prov RS extra Prov Tonn. sottovaglio umido Parma Tonn. RS Prov RS extra Prov Tonn Tonn Tonn. INCENERITORE Tonn.: - RU Indiff. Prov. di Bo.: Tonn. - RU Indiff. extra Prov. "NON ORDINARI": 646 Tonn - Rifiuti Speciali Prov. Bo.: Tonn. - Rifiuti Speciali extra Prov.: Tonn. - Rifiuti Speciali "pericolosi" (Rifiuti Ospedalieri a rischio infettivo): Tonn. IMPIANTI TRATTAMENTO MECCANICO-BIOLOGICO Tonn.: - RU Indiff. da Prov. Bo.: Tonn. - RU Indiff. extra Prov.: Tonn. Rifiuti Indiffer. non trattati Tonn. Ferro 528 Tonn. a Imp. riciclo sottovaglio umido Tonn.: - da Imp. Prov. Bo.: T. - da Parma : Tonn. sopravaglio secco Tonn. Scorie pesanti Tonn. Polverino, Fanghi e Rif. liquidi Tonn MWh energia elettr. e Gcal energia term. perdita di peso (umidità) Tonn. Fraz. Org. Stabilizz. (FOS) Tonn. RU Indiff. ertxa-prov. "ORDINARI" Tonn. (Comuni consorziati Prov. di RA, PT e FI) RU Prov. Bologna Tonn. Indifferenziati Tonn. RACCOLTA DIFFERENZIATA Tonn Tonn Tonn. smaltiti IN PROVINCIA Tonn. smaltiti FUORI PROVINCIA Tonn. a RECUPERO Tonn. a SMALTIMENTO Tonn.*** ORGANICO Tonn. Frazioni omogenee Tonn. DISCARICA Tonn.: - RU Indiff. Prov. di Bo.: Tonn. - RU Indiff. extra Prov. "ORDINARI": Tonn. - RU Indiff. extra Prov. "NON ORDINARI": Tonn - sopravaglio secco da selez. Indiff.: Tonn - sovvalli da selez. RD multi-materiali + Ingombranti e altri sovvalli da lavorazione Rifiuti Urbani: Tonn. - FOS: Tonn. - Rifiuti Speciali Prov. Bo.: Tonn. - Rifiuti Speciali extra Prov.: Tonn. Raccolte Multi-materiali Tonn. Impianti Compostaggio Impianti di Riciclo Impianti di post-selezione IN PROVINIA Tonn. Impianti post-selezione FUORI PROVINCIA Tonn. Frazione Org. Stabilizz. (FOS) extra Prov Tonn. Percolato Tonn. da Biogas, MWh energia elettrica Sovvalli Tonn. in discarica CDR 204 Tonn. Frazioni omogenee Tonn. a Impianti di Riciclo * di cui Fanghi civili Tonn. ** di cui Fanghi civili Tonn. *** Ingombranti: Tonn. in discarica; Raccolte Differenziate varie: 544 Tonn. in discarica; Rifiuti Urbani pericolosi 303 Tonn. a appropriato smaltimento Rispetto alla gestione avvenuta nel corso dell anno 2005 (si veda al riguardo il Rapporto Rifiuti 2005, alla pag. 134), l anno 2006 è stato caratterizzato da: un incremento da a Tonn. dei Rifiuti totali (Urbani e Speciali) inceneriti, con uno spostamento dei conferimenti dai Rifiuti Urbani ai Rifiuti Speciali, come emerge dal dettaglio seguente dei conferimenti del 2006 rispetto al 2005: Rifiuti Urbani Indifferenziati: da a Tonn. (65 % del totale incenerito) Rifiuti Speciali non pericolosi : da a Tonn. (33 % del totale incenerito) Rifiuti Speciali pericolosi (Ospedalieri a rischio infettivo): da a Tonn. (2 % del totale incenerito) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

107 un incremento da a Tonn. dei Rifiuti Urbani Indifferenziati avviati a trattamento meccanico-biologico, da mettere in relazione soprattutto all entrata in funzione dell impianto Akron a Imola, e malgrado i fermi tecnici (soprattutto in quello di Hera spa a Bologna) che non hanno permesso di trattare Tonn. di Rifiuti Urbani Indifferenziati che sono comunque transitati negli impianti; un incremento da a Tonn. dei Rifiuti (Urbani e Speciali) complessivamente smaltiti in discarica; ecco il dettaglio dei conferimenti del 2006 rispetto al 2005: Rifiuti Urbani Indifferenziati: da a Tonn. sopravaglio secco 150 e sovvalli da selezione raccolte Differenziate multi-materiali: da a Tonn. FOS: da a Tonn. Rifiuti Speciali non pericolosi : da a Tonn. un incremento da a Tonn. dei Rifiuti Urbani extra-provinciali ordinari 151 ; un incremento da a Tonn. dei Rifiuti Urbani extra-provinciali non ordinari, dei quali dalla Provincia di Ferrara e 639 dalla Provincia di Napoli, sulla base di accordi specifici con le Province. Il grafico seguente mostra l evoluzione dei flussi di rifiuti urbani provenienti da altre province dal 1999 a oggi, che dimostra la notevole riduzione di questi flussi negli ultimi 3 anni: Si riporta infine di seguito la cartina con l indicazione dei principali impianti per Rifiuti Urbani della Provincia di Bologna, ricordando che la discarica di Baricella si è esaurita il 13 aprile 2006: 150 da trattamento dei Rifiuti Indifferenziati 151 dalle Province di Ravenna, Firenze e Pistoia, sulla base di Accordi iscritti negli strumenti di pianificazione delle Province interessate Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

108 Cap. 2 Gli impianti di compostaggio I rifiuti conferiti in questi impianti sono matrici organiche di varia natura, composizione e provenienza, rigorosamente derivanti dalle raccolte separate, e principalmente consistenti in: Raccolte Differenziate degli scarti alimentari e del verde domestico, rifiuti organici di parchi e giardini (sfalci erbacei e potature), scarti di lavorazione industriale del settore agro-alimentare, fanghi di depurazione dell industria agro-alimentare, fanghi di depurazione civili, e cuoiame a base di tannino. Il processo di compostaggio prevede, sinteticamente, i seguenti stadi: ricevimento del materiale e loro miscelazione per la preparazione del formulato di partenza; fermentazione aerobica accelerata in ambiente chiuso e depressurizzato, per evitare la fuoriuscita di cattivi odori; biostabilizzazione aerobica finale in ambiente chiuso (e depressurizzato) o aperto; raffinazione del prodotto finale e miscelazione con materia prima esterna (esempio torba, zeoliti, ecc.); e confezionamento finale. I rifiuti in entrata nel 2006 in questi impianti ammontano a Tonnellate 152, a fronte di una potenzialità totale di Tonn./anno. La suddivisione per impianto è la seguente: 152 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

109 - Impianto di Ozzano (gestione Nuova Geovis) 153 : sono state lavorati Tonn. di rifiuti organici (la potenzialità totale dell impianto è di Tonn./anno, quindi si è quasi raggiunta la saturazione della potenzialità impiantistica) così suddivisi: Tonn. di verde da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani, di cui Tonn. prodotte dai Comuni della Provincia di Bologna, e Tonn. prodotte dai Comuni della Provincia di Modena. La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stato di 27,9 /Tonn. per i Comuni dell area nord-occidentale della Provincia di Bologna, e di 36,5 /Tonn. per gli altri Comuni. Il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 20/30 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali, di cui Tonn. di verde da produttori privati (ditte e imprese) e 9 Tonn. di scarti del settore cartario e imballaggi in legno. I processi di lavorazione dei rifiuti hanno generato i seguenti materiali in uscita dall impianto: Ammendante compostato verde: Tonn. altro (materiali per bio-filtri ecc.): 952 Tonn. Sovvalli 155 : 242 Tonn. - Impianto di Sant Agata Bolognese (gestione NuovaGeovis) 156 : sono state lavorati Tonn. di rifiuti organici (la potenzialità totale dell impianto è di Tonn./anno), così suddivisi: Tonn di organico da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani, di cui Tonn. da Comuni della Provincia di Bologna, e Tonn. da fuori Provincia (9.988 Tonn. prodotti nel Comune di Torino e Tonn. da Comuni delle Province di Modena e Parma). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stata di 33 /Tonn. per i Comuni dell area nord-occidentale della Provincia di Bologna, e di 53 /Tonn. per gli altri Comuni; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 60 /Tonn Tonn. di legno triturato da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani della Provincia di Modena Tonn. di verde da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani, di cui Tonn. da Comuni della Provincia di Bologna, e Tonn. da Comuni delle Province di Modena e Parma. La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stata di 27,9 /Tonn. per i Comuni dell area nord-occidentale della Provincia di Bologna, e di 36,5 /Tonn. per gli altri Comuni. Il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 20/30 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali, di cui 364 Tonn. di organico raccolto differenziatamente da aziende e ditte private, 607 Tonn. di verde da produttori privati (ditte e imprese) e Tonn. di scarti agro-industriali e del settore cartario; I processi di lavorazione dei rifiuti hanno generato i seguenti materiali in uscita dall impianto: Ammendante compostato misto: Tonn. Sovvalli non compostati 159 : Tonn. 153 produce ammendante compostato verde, trattando esclusivamente materiale ligneo cellulosico o sfalci erbacei, ed è dotato di linee di raffinazione, pellettizzazione e confezionamento del prodotto 154 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2004, pag. 14 (ultimo dato disponibile) 155 smaltiti all inceneritore di FEA a Granarolo 156 produce ammendante compostato misto, trattando insieme buona parte delle matrici organiche prima descritte, eccetto fanghi di depurazione civili e fanghi di depurazione di stabilimenti agro-indutriali; è dotato di una linea di raffinazione; la maggior parte del materiale bio-stabilizzato viene conferito a Ozzano per la raffinazione, pellettizzazione, confezionamento e commercializzazione 157 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2004, pag. 14 (ultimo dato disponibile) 159 smaltiti in discarica Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

110 - Impianto di San Pietro in Casale (gestione Compagri) 160 : sono state lavorate Tonn. di rifiuti organici (la potenzialità autorizzata dell impianto è di Tonn./anno, la potenzialità operativa è di circa Tonn./anno) così suddivisi: 112 Tonn. di organico da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani prodotti da Comuni della Provincia di Ferrara; 676 Tonn. di verde da Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani prodotti da Comuni della provincia di Parma e Ferrara; Tonn. di Rifiuti Speciali, di cui Tonn. di verde raccolto differenziatamente prodotto da aziende e ditte private, Tonn. di cuoio, Tonn di scarti di produzione agro-alimentare, Tonn. di fanghi (di depurazione civile Tonn., agro-alimentari Tonn), Tonn. di sottoprodotti di origine animale (Regolamento CEE 1774/02) e 140 Tonn. di letame. I processi di lavorazione dei rifiuti hanno generato i seguenti materiali in uscita dall impianto: Ammendante Tonn. Cap. 3 I principali impianti di trattamento intermedio dei Rifiuti Urbani 3.1 Impianti di selezione delle Raccolte Differenziate multi-materiale carta/plastica/lattine Questi impianti intervengono a valle della Raccolta Differenziata multi-materiale carta/plastica/lattine 161, ed hanno come scopo quello di selezionare le varie frazioni merceologiche di rifiuto che, successivamente, sono avviate a recupero di materia. Generalmente in uscita dagli impianti si ottiene la separazione delle seguenti frazioni merceologiche: carta (e cartone), plastica, legno, metallo. Questi impianti sono caratterizzati da uno stadio preliminare di triturazione (in particolare per i rifiuti di origine industriale), da una linea di selezione manuale dove si fanno scorrere i rifiuti su dei nastri trasportatori (dotati di de-ferizzatore finale), e da uno stadio finale di pressatura (soprattutto per la carta, cartone e plastica) o triturazione (per il legno). Impianto di Mordano (gestione Akron): sono state selezionate Tonn. di Raccolte Differenziate, dai quali sono state selezionate: Tonn. di frazioni omogenee (carta e cartone, plastica, legno, metalli) indirizzate al recupero di materia; 204 Tonn. di sovvallo per produzione di CRD 162, ai fini del recupero energetico; Tonn. di sovvalli non recuperabili e smaltiti in discarica. Nell impianto sono state inoltre selezionate Tonn. di Rifiuti Speciali, delle quali della Provincia di Bologna, e di origine extraprovinciale. Impianto di Minerbio (gestione SpecialTrasporti): sono state selezionate Tonn. di Raccolte Differenziate, dai quali sono state selezionate: Tonn. di frazioni omogenee (carta e cartone, plastica, legno, metalli) indirizzate al recupero di materia; Tonn. di sovvalli non recuperabili e smaltiti in discarica. Nell impianto sono state inoltre selezionate Tonn. di Rifiuti Speciali, delle quali 742 della Provincia di Bologna, e di origine extra-provinciale. Impianto di Sala Bolognese (gestione SpecialTrasporti): non sono state selezionate Raccolte Differenziate multi-materiali dei Rifiuti Urbani, ma solo Tonn. di Rifiuti Speciali (delle quali della Provincia di Bologna, e di origine extra-provinciale). 160 produce ammendante compostato misto, trattando insieme tutte le matrici organiche prima descritte; è dotato di un impianto mobile di raffinazione 161 Si precisa che una parte ( Tonn.) delle Raccolte Differenziate Multi-materiale carta/plastica/lattine della Provincia di Bologna viene selezionata nell impianto di Valdana di Lugo (RA), di gestione Akron 162 Combustibile Derivato dai Rifiuti Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

111 3.2 Impianti di trattamento meccanico-biologico dei Rifiuti Urbani Indifferenziati Il processo di selezione operato in questi impianti consiste in una vagliatura del Rifiuto Indifferenziato il cui scopo è quello di separarlo in due frazioni: una frazione secca, il sopravaglio, costituita dal materiale con pezzatura maggiore; e una frazione umida, il sottovaglio, composta per la maggior parte da acqua, rifiuti organici umidi e, in generale, da tutto ciò che passa attraverso il vaglio. La massa, prima e dopo la fase di vagliatura, subisce processi di de-ferrizzazione necessari per separare la frazione metallica (poi avviata a recupero). Il sopravaglio secco è conferito in discarica, mentre il sottovaglio umido subisce un processo di bio-stabilizzazione attraverso cui si ha una perdita di umidità di circa il % del peso. Il processo avviene in luogo confinato, ed è tenuto sotto controllo tramite vari parametri fra cui quello più indicativo è l indice di respirazione (IR): quando, in base ai valori di IR (che sono inversamente correlati alla stabilità biologica) la massa è considerata stabile, si ottiene la Frazione Organica Stabilizzata (FOS), che generalmente è utilizzata per le coperture giornaliere delle discariche. I Rifiuti in entrata in questi impianti ammontano, nel 2006, a Tonnellate 163. La suddivisione per impianto è la seguente: Impianto di Bologna (gestione Hera spa, autorizzato per Tonn./anno) 164 : i Rifiuti Urbani in ingresso a questo impianto sono stati Tonn., tutti prodotti in Provincia di Bologna. La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stata di 77,7 /Tonn. 165 ; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 90 /Tonnellata 166. Dalla lavorazione dei rifiuti sono usciti: Tonn. di sopravaglio secco, avviato in discarica a Baricella e Galliera (e in minima parte all inceneritore di Granarolo); Tonn. di sottovaglio umido, avviato al processo di bio-stabilizzazione per la produzione della F.O.S. (Frazione Organica Stabilizzata) 167 presso l impianto di S. Agata Bolognese gestito da Nuova Geovis; Tonn. di ferro, avviato a recupero (riciclo) di materia; Tonn. di Rifiuti Urbani Indifferenziati non trattati, per via di fermi tecnici dell impianto, avviati tal quali nella discarica di Baricella e Galliera. Impianto di Imola (gestione Akron, autorizzato per Tonn./anno): i Rifiuti Urbani in ingresso a questo impianto sono stati Tonn. (delle quali Tonn. prodotti in Provincia di Bologna e Tonn. provenienti dai Comuni della Provincia di Firenze e Ravenna 168 ). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 46,9 /Tonn. 169 ; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia- Romagna è di 90 /Tonnellata 170. Dalla lavorazione dei rifiuti sono usciti: Tonn. di sopravaglio secco avviato nella discarica attigua; 163 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 164 L impianto compie solamente il processo di selezione meccanica dell Indifferenziato. L impianto funge anche da stazione di trasferimento e stoccaggio per Rifiuti Speciali e Rifiuti Urbani derivanti dalla selezione delle Raccolte Differenziate multi-materiali 165 La tariffa è la stessa applicata da Hera spa negli altri impianti (discarica di Baricella, discarica di Galliera, e inceneritore di Granarolo) dell area bolognese 166 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag La F.O.S. viene impiegata per la copertura giornaliere delle discariche 168 in base a accordi iscritti negli strumenti di pianificazione delle Province interessate 169 La tariffa è la stessa applicata da Hera spa nell altro impianto (discarica di Imola) dell area imolese 170 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag. 77 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

112 Tonn. di sottovaglio umido avviato al processo di bio-stabilizzazione per la produzione della F.O.S. nell impianto attiguo; Tonn. di frazioni merceologiche recuperabili (soprattutto ferro), avviate a recupero (riciclo) di materia. Impianto di S. Agata Bolognese (gestione Nuova Geovis, autorizzato per Tonn./anno): i Rifiuti Urbani in ingresso a questo impianto sono stati Tonn., tutti prodotti in Provincia di Bologna. La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stata di 64,4 /Tonn. per i Comuni dell area nord-occidentale, e di 92,4 /Tonn. per gli altri Comuni; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 90 /Tonnellata 171. Dalla lavorazione dei rifiuti sono usciti: Tonn. di sopravaglio secco, avviato nella discarica attigua; Tonn. di sottovaglio umido avviato al processo di bio-stabilizzazione per la produzione della F.O.S. nell impianto attiguo; Tonn. di Rifiuti Urbani Indifferenziati non trattati, per via di fermi tecnici dell impianto, avviati tal quali nella discarica attigua. All impianto di bio-stabilizzazione sono entrati anche Tonn. di sottovaglio umido proveniente da fuori Provincia (Provincia di Parma) 172 Cap. 4 Gli Impianti della Provincia di Bologna che smaltiscono prevalentemente Rifiuti Urbani 4.1 Impianto di incenerimento (gestore FEA Granarolo dell Emilia) La capacità di smaltimento di rifiuti autorizzata è Tonnellate/anno 173. Tuttavia nel corso dell anno 2006, per evitare il fermo impianto negli ultimi mesi dell anno, e stante l oggettiva ulteriore capacità di smaltimento dell impianto, a seguito di un ordinanza del Presidente della Provincia (PG del , emessa ai sensi dell art. 191 del D.Lgs 152/06) è stato consentito di smaltire un quantitativo di rifiuti eccedente fino a Tonn Il quantitativo è così suddiviso: Tonn. di Rifiuti Urbani (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e 646 Tonn. extra-provinciali 175 ). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 77,7 /Tonn. 176 ; il riferimento fissato 171 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag sulla base di nulla osta Provinciale 173 In realtà, nello stabilire la potenzialità di un inceneritore, sarebbe più corretto esprimerla sottoforma di carico termico smaltibile; infatti in un inceneritore, il limite impiantistico non è dato dalla quantità di massa conferibile, ma dal carico termico sopportabile e smaltibile dalla griglia nell unità di tempo. Pertanto, in un inceneritore si possono conferire elevate quantità di rifiuti con un basso Potere Calorifico Inferiore (e che quindi hanno anche bisogno di minor tempo perché la quota parte combustibile si esaurisca), oppure minori quantità di rifiuti caratterizzati da un elevato Potere Calorifico Inferiore 174 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna 175 in specifico: 639 Tonn. da Provincia di Napoli (in base a accordi specifici fra le Province) e 7 Tonn. di Farmaci scaduti provenienti da varie Province 176 La tariffa è la stessa applicata da Hera spa negli altri impianti (discarica di Baricella, discarica di Galliera, e impianto di selezione meccanica del Rifiuto Indifferenziato di Bologna) dell area bolognese Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

113 dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 90 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e Tonn. extra-provinciali) Tonn. di Rifiuti ospedalieri rischio infettivo (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e 768 Tonn. extra-provinciali) I rifiuti prodotti dall inceneritore sono stati complessivamente Tonnellate (delle quali Tonn. di scorie pesanti 178, Tonn. di polveri 179 dell impianto di trattamento fumi, 258 Tonn. di fanghi di depurazione 180, e 106 Tonn. di rifiuti liquidi 181. Attraverso la sezione di recupero energetico dell inceneritore (che sfrutta il calore sviluppatosi durante la combustione dei rifiuti) nel 2006 sono stati prodotti: Gcal di energia termica e MW/h di energia elettrica. Monitoraggio dell area circostante l impianto di incenerimento 182 Lo studio, è stato definito nell ambito del Secondo protocollo d intesa tra la Provincia di Bologna, i Comuni di Castenaso e Granarolo dell Emilia, Arpa di Bologna, AUSL di Bologna, Università di Bologna e FEA S.r.L.,ai fini di effettuare il monitoraggio ambientale dell area circostante l impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di via del Frullo a Granarolo Emilia. Le attività e gli obiettivi previsti dal protocollo d intesa di cui sopra sono stati i seguenti: garantire il controllo dello stato delle matrici ambientali dell area circostante l impianto di termovalorizzazione di rifiuti posto in via del Frullo in Comune di Granarolo dell Emilia; monitorare, al contempo, lo stato di salute della popolazione residente nei Comuni di Castenaso e Granarolo dell Emilia con particolare riferimento alle patologie correlabili a fattori di inquinamento atmosferico. Lo studio ha avuto inoltre come finalità l approfondimento delle conoscenze delle matrici ambientali interessate ai fini della successiva definizione di un piano di monitoraggio permanente dell area di influenza dell inceneritore, che dovrà essere predisposto a cura del proponente e da redigersi in attuazione delle prescrizioni autorizzatorie secondo l approccio della tutela e prevenzione integrata dell inquinamento. La parte ambientale dello studio ha quindi riguardato le indagini relative alla comprensione dello stato delle seguenti matrici ambientali: qualità dell aria ambiente, emissioni in atmosfera dell impianto di termovalorizzazione, e sistema acqua-suolo-pianta. 177 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag smaltite presso la discarica A.S.A. di Castelmaggiore 179 smaltite presso gli impianti di Sotris (a Ravenna) per Tonn., di Hera (a Modena) per Tonn. e di Sistema Ambiente (a Brescia) e Ecolombardia (a Pavia) per Tonn. 180 smaltiti presso l impianto di Sotris a Ravenna 181 smaltiti presso l impianto ITFI di Hera a Bologna 182 Fonte: ARPA (sez. Bologna) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

114 La parte sanitaria dello studio ha riguardato la caratterizzazione tossicologica della qualità dell aria, con un indagine specifica sulla valutazione e stima del rischio cancerogeno, e quindi ha sviluppato le analisi di tipo epidemiologico sulla popolazione esposta nell area considerata. Uno studio ampio ed eminentemente multi-disciplinare come quello in oggetto ha visto la partecipazione di molti soggetti: Arpa (Sezione Provinciale di Bologna), si è occupata della progettazione, realizzazione e fase analitica dell indagine sulla qualità dell aria, della caratterizzazione tossicologica, nonché del coordinamento tecnico del programma di monitoraggio e del coordinamento della stesura del documento conclusivo; AUSL di Bologna, si è occupata dell indagine epidemiologica descrittiva sullo stato di salute della popolazione dei Comuni di Castenaso e di Granarolo Emilia; Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (Centro sperimentale per lo studio e l analisi del suolo), si è occupata del monitoraggio della qualità del sistema acqua-suolo-pianta; Università di Bologna, Dipartimento di Patologia sperimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia, per la valutazione e la stima del rischio cancerogeno; CSA, Istituto di ricerca di Rimini, ha svolto le attività di campionamento e di analisi delle emissioni, nonché il prelievo dei campioni effettuati per le qualità dell aria; Provincia di Bologna e Comuni di Granarolo dell Emilia e Castenaso hanno collaborato alla ricerca fornendo i dati di interesse in loro possesso e supporto alla logistica delle attività di monitoraggio. Una illustrazione estesa e dettagliata delle premesse dello studio, delle metodologie adottate, delle risultanze di tutte le analisi ed elaborazioni svolte, sia di carattere ambientale che sanitario, è consultabile sul sito della Provincia di Bologna oppure sul Sito di Arpa Emilia-Romagna 5.2 Discariche per Rifiuti Urbani Nel corso del 2006 sono stati conferiti nelle discariche provinciali complessivamente Tonn. 183 di Rifiuti (fra Urbani e Speciali). La capacità di smaltimento residua complessiva al (compresi gli ampliamenti autorizzati di inizio 2007 sotto riportati) è di circa Tonn., e il PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti) vigente del 1999 non prevede ulteriori ampliamenti. I conferimenti in discarica del 2006 hanno riguardato: Rifiuti Urbani per Tonn., Rifiuti Speciali non pericolosi per Tonn., e FOS (Frazione Organica Stabilizzata) per Tonnellate, come visualizzato nel grafico seguente: Il dettaglio dei conferimenti nelle 5 discariche attive nel 2006 è stato il seguente: Discarica di Baricella (gestore Hera spa) 183 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

115 Nel 2006 sono stati conferiti Tonn. di Rifiuti. La capacità residua di conferimento al è nulla, in quanto la discarica si è esaurita il 13 aprile E stato approvato il Piano di chiusura della discarica con Delibera di Giunta Provinciale n 81 del 2007 I conferimenti del 2006 sono stati così suddivisi: Tonn. di Rifiuti Urbani (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna 184 e 720 Tonn. da Provincia di Ferrara 185 ). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 77,7 /Tonn.; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 70 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e Tonn. extra-provinciali) Tonn. di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) La discarica ha prodotto Tonn. di percolato 187. Attraverso il recupero energetico da Biogas, nel 2006 sono stati prodotti MWh di energia elettrica. Discarica di Galliera (gestore Hera spa) Nel 2006 sono stati conferiti Tonn. di Rifiuti. La capacità residua di conferimento al è di circa Tonn. I conferimenti del 2006 sono stati così suddivisi: Tonn. di Rifiuti Urbani (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna 188 e Tonn. da Provincia di Ferrara 189 ). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 77,7 /Tonn.; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 70 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e Tonn. extra-provinciali) Tonn. di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) 184 Rifiuti Indifferenziati + sopravaglio secco + scarto non recuperabile originato dalle operazioni di separazione delle Raccolte Differenziate multi-materiali 185 Rifiuti Indifferenziati, in base a accordi specifici fra le Province 186 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag smaltito presso l impianto ITFI di Hera a Bologna 188 Rifiuti Indifferenziati + sopravaglio secco + scarto non recuperabile originato dalle operazioni di separazione delle Raccolte Differenziate multi-materiali 189 Rifiuti Indifferenziati, in base a accordi specifici fra le Province 190 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag. 77 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

116 La discarica ha prodotto Tonn. di percolato 191. Non è ancora presente il recupero energetico da Biogas in quanto la gestione della discarica è recente. Discarica di Imola (gestore Hera spa) Nel 2006 sono stati conferiti Tonn. di Rifiuti. La capacità residua di conferimento al è di circa Tonn. I conferimenti del 2006 sono stati così suddivisi: Tonn. di Rifiuti Urbani (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna 192, Tonn. da Provincia di Ravenna e Firenze 193 e 2 Tonn. di Rifiuti cimiteriali da varie Province). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 46,9 /Tonn.; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 70 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna e Tonn. extra-provinciali) Tonn. di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) La discarica ha prodotto Tonn. di percolato 195. Attraverso il recupero energetico da Biogas, nel 2006 sono stati prodotti MWh di energia elettrica. Discarica di Gaggio Montano (gestore Cosea Consorzio) Nel 2006 sono stati conferiti Tonn. di Rifiuti. La capacità residua di conferimento al è di circa Tonn. (per semplicità espositiva, nel computo della capacità residua di conferimento è stato riportato il valore già comprensivo anche degli ampliamento autorizzati a gennaio 2007, come da Delibera di Giunta Provinciale n 30 del 2007). 191 smaltito presso l impianto ITFI di Hera a Bologna 192 Rifiuti Indifferenziati + sopravaglio secco 193 Rifiuti Indifferenziati, in base a accordi iscritti negli strumenti di pianificazione delle Province interessate 194 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag trattato come scarico in pubblica fognatura all impianto di depurazione di Imola (depuratore Santerno) Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

117 I conferimenti del 2006 sono stati così suddivisi: Tonn. di Rifiuti Urbani (dei quali Tonn. da Provincia di Bologna 196 e Tonn. da Provincia di Pistoia 197 ). La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) per i Comuni della provincia di Bologna è stata di 60,5 /Tonn.; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia-Romagna è di 70 /Tonn Tonn. di Rifiuti Speciali non pericolosi da Provincia di Bologna Tonn. di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) La discarica ha prodotto Tonn. di percolato 199. Attraverso il recupero energetico da Biogas, nel 2006 sono stati prodotti MWh di energia elettrica. Discarica di S. Agata Bolognese (gestore Nuova Geovis) 200 Nel 2006 sono stati conferiti Tonn. di Rifiuti. La capacità residua di conferimento al è di circa Tonn. (per semplicità espositiva, nel computo della capacità residua di conferimento è stato riportato il valore già comprensivo anche degli ampliamento autorizzati a marzo 2007, come da Delibera di Giunta Provinciale n 114 del 2007). I conferimenti del 2006 sono stati così suddivisi: Tonn. di Rifiuti Urbani da Provincia di Bologna 201. La tariffa di smaltimento (IVA e eco-tasse esclusi) è stata di 64,4 /Tonn. per i Comuni dell area nordoccidentale, e di 92,4 /Tonn. per gli altri Comuni; il riferimento fissato dall Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei Rifiuti Urbani dell Emilia- Romagna è di 70 /Tonn Tonn. di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) 196 Rifiuti Indifferenziati 197 Rifiuti Indifferenziati, in base a accordi iscritti negli strumenti di pianificazione delle Province interessate 198 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag smaltito presso l impianto di Gida (a Prato) per Tonn. e presso l impinto ITFI di Hera (a Bologna) per 217 Tonn. 200 La Discarica è a supporto dell attiguo impianto di selezione e bio-stabilizzazione 201 Rifiuti Indifferenziati + sopravaglio secco + scarto non recuperabile originato dalle operazioni di trattamento dei rifiuti organici 202 Fonte: Regione Emilia-Romagna, Autorità Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, Relazione annuale 2006, pag. 77 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

118 La discarica ha prodotto Tonn. di percolato 203. Attraverso il recupero energetico da Biogas, nel 2006 sono stati prodotti MWh di energia elettrica Conferimenti in Discarica di Rifiuti Urbani bio-degradabili (D.Lgs 36/03) 204 Il D.Lgs 36/03 in materia di discariche di rifiuti individua importanti obiettivi di riduzione del conferimento di rifiuti bio-degradabili in discarica, da raggiungersi a livello di Ambito Territoriale Ottimale che coincide con l ambito provinciale. Gli obiettivi di riduzione sono i seguenti: 2008: < 173 Kg/ab*anno 2011: < 115 Kg/ab*anno 2018: < 81 Kg/ab*anno La norma delega le Regioni all elaborazione ed approvazione di un programma per la riduzione dei rifiuti bio-degradabili da conferire in discarica ad integrazione del Piano Regionale di Gestione Rifiuti. Detto programma non è stato ancora elaborato ed approvato; in mancanza di questo, la Provincia di Bologna ha comunque individuato le modalità di calcolo del quantitativo di rifiuto biodegradabile conferito annualmente in discarica, sulla base dei seguenti criteri: 1) la definizione di rifiuto bio-degradabile: l art. 2 comma 1 lett. i) del D.Lgs 36/03 stabilisce che è rifiuto bio-degradabile qualsiasi rifiuto che per natura subisce processi di decomposizione aerobica o anaerobica, quali ad esempio rifiuti di alimenti, rifiuti dei giardini, rifiuti di carta e cartone ; 2) richiesta di reports annuali dai gestori delle discariche sui conferimenti annui dei Rifiuti Urbani Indifferenziati, della frazione secca da selezione meccanica dei Rifiuti Urbani Indifferenziati, e del sovvallo da selezione delle Raccolte Differenziate multi-materiali; 3) verifica delle analisi merceologiche effettuate dal gestore della discarica nel corso dell anno; 4) la FOS (Frazione Organica Stabilizzata), derivante dalla selezione meccanica dei Rifiuti Urbani Indifferenziati e dalla successiva stabilizzazione aerobica (utilizzata per le coperture giornaliere dei rifiuti) non viene conteggiata come rifiuto bio-degradabile, in quanto considerata stabilizzata ai sensi della Delibera della Giunta Regionale 1996/06; 5) che il 50 % dello spezzamento stradale e prodotto dalla selezione di Rifiuto Urbano presso la stazione di trasferimento e selezione gestita da Hera spa di Bologna sia materiale biodegradabile; 6) che le frazioni merceologiche bio-degradabili siano rappresentate da carta, cartone, legno, residui vegetali ed animali, pannolini e stracci. Nel corso dell anno 2006 sono state effettuate analisi merceologiche sui rifiuti di origine urbana in tutte le discariche esclusa Imola (gestita da Hera spa): per questa pertanto sono stati considerati i medesimi dati percentuali di frazione bio-degradabile riscontrati per i rifiuti di origine urbana conferiti alla discarica di Galliera, anch essa gestita da Hera spa. Ne deriva che il quantitativo annuo pro-capite di rifiuti urbani bio-degradabili conferiti in discarica è pari a 162 Kg/ab.*anno, un 203 smaltito presso l impianto ITFI di Hera (a Bologna) per Tonn., e presso altro impianti di Hera (a Modena) per Tonn. 204 Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

119 dato già ora inferiore agli obiettivi previsti dalla normativa nazionale per l anno 2008 di 173 Kh/ab.*anno Cap. 5 Elenco completo Impianti autorizzati al recupero e smaltimento rifiuti in procedura ordinaria (art. 208 e 210 del D.Lgs 152/06) Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna. Dati aggiornati al 30 settembre 2007 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

120 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

121 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

122 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

123 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

124 Cap. 6 Elenco completo Impianti di recupero rifiuti iscritti nell elenco provinciale in procedura semplificata (art. 216 del D.Lgs 152/06) Fonte: Ufficio Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Bologna. Dati aggiornati al 30 settembre 2007 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

125 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

126 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

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128 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

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130 Piano Provinciale Gestione Rifiuti Quadro conoscitivo - 6 Dicembre

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