Manuale di Servizio PROGETTO STREET WORKERS (PSW) Indice

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1 PROGETTO STREET WORKERS (PSW) Indice Indice Descrizione 1 Pianificazione del servizio 1.1 Metodologie di intervento (MdiS) - Attività e metodologie previste - Descrizione delle linee guida di intervento - Nomina del responsabile area e coordinatore del servizio - Definizione delle competenze (equipe di lavoro) 1.2 Destinatari del servizio (MdiS) - Descrizione dei destinatari diretti e indiretti del servizio per numero, classe di età, tipo di disagio, capacità etc 1.3 Organizzazione e risorse del servizio (MdiS) - Organizzazione del servizio (fasi di lavoro) - Orari del servizio - Piano di lavoro degli operatori - Codice comportamentale degli operatori - Fornitori di servizi - Strumenti (materiali relazionali valutazione) 1.4 Sinergie sviluppate - Storia del servizio (obiettivi raggiunti, attività realizzate, rete di collaborazioni attivate) - Rete istituzionale (enti e servizi pubblici) interna (servizi propri) esterna (associazioni, coop.)attivata o da attivare sul territorio (allegare lettera di intenti) - Linee di sviluppo (nuovi obiettivi, contatti di rete, attività, strumenti) 1.5 Obiettivo del servizio (MdiS) - Definizione degli obiettivi di qualità del servizio - Definizione degli indicatori (modalità e frequenza di rilevazione dei dati) - Risultati attesi - Rapporti con il committenti 2 Riesame del servizio 2.1 Riunioni di riesame generale del servizio (riunione fra coordinatore e operativi) 3 Verifica del servizio 3.1 Riunioni di verifica del servizio (riunione fra responsabile area e coordinatore servizio) 4 Chiusura e valutazione del servizio 5 Aspetti generali del servizio - Sicurezza Privacy - HACCP Redazione Nome responsabile oggetto firma Redazione Verifica Approvazione Pagina 1 di 11

2 1 Pianificazione del servizio 1.1 Metodologie di intervento Uno dei maggiori punti di forza dell Unità di strada Street workers deriva dal fatto che l equipe di operatori ruota su vari progetti (Centro Java e progetto Interzone, finanziati dal Comune di Firenze, progetto Extreme finanziati dalla Regione Toscana). Questo ha dato l opportunità di avere una visione più completa delle abitudini dei ragazzi con cui l equipe lavora, visto che gli operatori incontrano molti di loro in contesti differenti (ad es la mattina nelle scuole, il pomeriggio nelle piazze o al Centro Java e la sera in luoghi di aggregazione quali feste commerciali o party legati al circuito dei rave e dei festival estivi). In questo modo i ragazzi riconoscono gli operatori come figure di riferimento e hanno la possibilità di confrontarsi con loro nello spazio che ritengono più adeguato alle loro esigenze: l equipe attiva così una rete di servizi che altrimenti rimarrebbe poco visibile. Per questo il progetto si è andato lentamente adattando alle nuove modalità di incontrarsi dei giovani, che spesso tendono a non ritrovarsi più nello stesso luogo quotidianamente come accadeva fino a pochi anni fa ma a spostarsi in piccoli gruppi in base ai propri interessi momentanei. E stato osservato che nelle zone del territorio in cui vi è una forte caratterizzazione popolare, ancora si trovano gruppi informali numerosi con le caratteristiche modalità tipiche delle vecchie compagnie (ritrovo quotidiano, nello stesso luogo, ad orari fissi e una forte tendenza allo stazionamento). Questo sembra però più basato su una marcata identità di appartenenza piuttosto che su interessi comuni e forti legami affettivi. Ciò motiva il fatto che il progetto ormai non si muove più solo in orario pomeridiano ma si è adattato alle modalità d incontro dei giovani, incrementando quando necessario - le uscite in orario pre-serale. Il modello d intervento adottato dall equipe, si basa sulla relazione con l utenza e sulla condivisione del quotidiano piuttosto che sul problema specifico da risolvere. L operatore svolge essenzialmente una funzione educativa fondata sull ascolto, l informazione e l orientamento, lavora sullo sviluppo di conoscenze e competenze e sul sostegno all individuo e al gruppo. Dal punto di vista metodologico l unità di strada utilizza il modello Mappatura - Contatto - Rapporto. Mappatura in itinere osservazione partecipata - Osservazione senza camper / Osservazione con il camper e scelta dei luoghi sosta Il lavoro di mappatura (monitoraggio in itinere sull aerea fiorentina dei contesti diurni e preserali) attraverso l osservazione, mira a tracciare l evoluzione del territorio sia in senso quantitativo (aumento e diminuzione dei gruppi), sia qualitativo (tipo di contatto che si ha con il gruppo) e spazio temporale (spostamenti temporanei o stabili di gruppi in altri territori). Il lavoro così strutturato consente d intercettare i cambiamenti più rilevanti rispetto all uso di sostanze all interno dei circuiti dell aggregazione giovanile. Contemporanea all intervento sul campo sarà l azione di ricerca e analisi dei comportamenti a rischio diffusi fra adolescenti e giovani. L azione di ricerca, basata sulla raccolta e l analisi delle esperienze degli adolescenti, mira a fornire un contributo, basato sull esperienza concreta degli operatori, alla definizione dei modelli di consumo e dei comportamenti a rischio, in continua evoluzione, dei giovani dell area fiorentina. Contatto con i gruppi informali presenti sul territorio - Selezione e frequentazione (giri strutturati nei giorni e orari) - Presentazione degli operatori e del camper In generale il camper attira i ragazzi e desta curiosità viste le sue dimensioni e la sua colorata appartenenza. La sua presenza con i gruppi permette un veloce contatto anche se talvolta questa Pagina 2 di 11

3 può causare una accelerazione nella relazione che spiazza un po i tempi naturali che sono di almeno un mese circa di frequentazione stabile. Alcune volte, dopo la fase di mappatura, l equipe propone e promuove sul territorio micro-eventi finalizzati ad osservare la reazione dei ragazzi rispetto alle attività offerte ed a pubblicizzare la presenta degli operatori sul territorio Consolidamento delle relazioni tramite delle attività non strutturate La nascita di una relazione significativa con un gruppo (o con alcuni dei suoi componenti), sta a significare che il gruppo ha permesso l avvicinamento dell adulto-operatore. Spesso i gruppi studiano le reazioni degli operatori, soprattutto di fronte alle provocazioni, e decidono se accettarne la presenza o meno. Non è più una novità, data l esperienza del personale in strada, che proprio i gruppi più ostici al contatto e che hanno manifestato una certa diffidenza, si rivelano nel tempo quelli che usufruiscono più di altri delle occasioni offerte. Gli operatori lavorano con i gruppi informali favorendo l autonomia, la costruzione di un identità positiva attraverso la valorizzazione della socialità, della creatività e delle forme di espressività tipiche della cultura giovanile. (musica, arte, comunicazione multimediale, sport, ecc). Nascita di laboratori semi-strutturati, creazione di eventi In base allo sviluppo della relazione con i gruppi informali, l equipe struttura dei micro progetti che tengono conto dei bisogni emersi e delle peculiarità delle varie compagnie del territorio. L equipe attiva dei percorsi educativi e formativi che hanno l obiettivo di potenziare la creatività e le competenze dei ragazzi: essi rappresentano una risorsa del territorio da supportare durante la promozione di eventi o iniziative di loro interesse. Strumenti specifici il Camper La scelta degli strumenti cade principalmente sulla musica, sul video, sulle applicazioni multimediali e sulla giocoleria. La forza del camper sta nel suo trasformarsi in un contenitore ricco di attività ed esperienze, dove i ragazzi possono usufruire di diversi materiali e tecnologie. Materiale informativo Al suo interno si trova materiale per informazione/prevenzione sulle sostanze stupefacenti e sulle malattie sessualmente trasmesse (depliant, video, ipertesti, preservativi). Musica Per quanto riguarda la musica il camper è attrezzato con un impianto stereofonico dotato di lettore Cd, doppia piastra di registrazione, sintonizzatore radio, amplificatore e mixer per la gestione di ingressi e uscite. Multimedia Sul camper è presente un televisore al quale è possibile attaccare un video registratore per la visione di video cassette e/o una telecamera per la presa diretta. Con la telecamera digitale è possibile realizzare video amatoriali a carattere documentativo e artistico la cui definizione è possibile In altra sede attraverso pc e un sistema digitale di montaggio. Con il computer sono stati realizzati anche prodotti Ipertestuali. Attività ludiche Il camper, dotato di 2 tavoli e divanetti, è una struttura vivibile al suo interno non solo per ascoltare e fare musica, vi sono infatti libri, giochi da tavolo per diverse età, materiale di cancelleria per il disegno e attività di tipo creativo, pitture vegetali per il body painting. Per l'attività ludica vi è un pallone da calcio e attrezzistica per la giocoleria: palline, clavette, Diablo, monocicli, corde. Contatto e coordinamento dell attività con le risorse presenti sul territorio e le altre unità di strada Pagina 3 di 11

4 Il camper inoltre, supporta il lavoro delle equipe presenti sui territori in eventi ed occasioni di animazione territoriale e, in questo modo, aiuta ad espandere il raggio di azione e i contatti degli operatori. Descrizione delle linee guida di intervento Un modello integrato d intervento L evoluzione dei modelli di consumo di sostanze da parte dei giovani - verso il policonsumo e la trasversalità nei diversi contesti di vita - e contemporaneamente la riduzione dei servizi di Quartiere nel territorio fiorentino, impone la necessità di proporre un nuovo modello di servizio che coniughi azioni integrate su diversi livelli d intervento (lavoro di strada, attività di prevenzione primaria delle dipendenze, progetti di peer education, focus group con gruppi di consumatori, consulenze di orientamento sugli stili di vita e percorsi psicologici per giovani con problemi di uso e abuso di sostanze) e nello stesso tempo agisca capillarmente su tutta l area metropolitana fiorentina. Si ritiene infatti prioritario prevedere un circuito integrato di interventi in cui i diversi progetti di prevenzione attivati in quest area vadano a costituire un sistema in grado di rispondere in modo adeguato ad esigenze e bisogni anche molto diversi. Si evidenzia l importanza di mantenere una presenza molteplice nei diversi contesti di vita dei giovani attraversando i contesti di aggregazione giovanili, da quelli più formali come la scuola a quelli meno formali come le feste e gli eventi. La necessità di arrivare ad una prospettiva di integrazione tra interventi locali diversi componendo e sostenendo un sistema di progetti rispetto ad aree territoriali vicine e connesse (come i Quartieri del Comune di Firenze) rappresenta uno dei primi punti su cui costruire un percorso di innovazione nel modello di servizio. Non ci si può più limitare a considerare l operatività dei progetti rispetto ad un territorio limitato o ad un utenza locale residente, ma si devono prendere in considerazione gli spostamenti dei gruppi giovanili rispetto ad occasioni ed eventi significativi, che si realizzano fuori del loro territorio. Le èquipes di progetto devono considerare la necessità di integrarsi con altre èquipes vicine, confrontando letture di fenomeni e prospettive metodologiche operative. I modelli da cui trarre ispirazione sono molteplici, non certo numerosi specialmente in Italia, ma utili per individuare dei riferimenti da sviluppare. Le caratteristiche comuni tra loro sono: la bassa soglia di accesso, il lavoro in rete stretto con altri servizi di prevenzione e con i servizi specialistici e di diversa utilità, l informalità dell approccio e la leggerezza del servizio, ambientazioni e orari adeguati. Attualmente il modello d intervento che si propone con il presente progetto si struttura su alcuni elementi: - La molteplicità della presenza nei vari contesti - L atteggiamento esplorativo e la logica di ricerca - La continuità dei linguaggi - Un atteggiamento concreto che prevede la possibilità di attivare interventi di soglia molto bassa che non hanno timore di spingersi in area sanitaria - La possibilità di connettere contesti diversi, e di mettere in relazione situazioni e popolazioni diverse - La valorizzazione di risorse naturalmente presenti nei contesti Nomina del responsabile area e coordinatore del servizio Responsabile area: Stefano Bertoletti; coordinatore del servizio: Vanessa Giardi Definizione delle competenze (equipe di lavoro) Pagina 4 di 11

5 Risorse umane Programmate/impiegate 4 Educatori esperti nel lavoro di educativa territoriale, di gestione di gruppi giovanili e di prevenzione del disagio Federica Gamberale, Sara Contanessi, Giacomo Del Sala, Arianna Del Guerra 1 Coordinatore di programma con precedenti esperienze lavorative nel settore e in ambito di gestione e coordinamento di progetti di intervento Vanessa Giardi Collaborazioni Progetto Centro Java Progetto Interzone Progetto Extreme Progetto Outsiders Educatori di Strada presenti sul Q1 1.2 Destinatari del servizio Il progetto si rivolge ad adolescenti e giovani. In particolare a: - gruppi giovanili informali presenti in strada nel territorio di Firenze - giovani che frequentano gli Istituti scolastici del Comune di Firenze - giovani che frequentano luoghi, locali ed eventi di intrattenimento sul territorio fiorentino. 1.4 Sinergie sviluppate Storia del servizio Soggetto pubblico titolare: Comune di Firenze Soggetto pubblico gestore: Comune di Firenze Soggetto attuatore: C.A.T. Cooperativa Sociale Codice identificativo progetto: PSW Dal 2003 L U.O. Salute Mentale e Dipendenze del Comune di Firenze finanzia e promuove il progetto Street workers gestito da educatori della Cooperativa Sociale C.A.T. Street Workers è attivo in diversi quartieri di Firenze ed è rivolto ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni. Il servizio è supportato da un camper che permette il contatto con i gruppi nei diversi contesti di aggregazione (circoli, giardini, bar, piazze, scuole etc..). Il progetto prevede inoltre diversi tipi di intervento presso varie scuole medie superiori presenti sul territorio fiorentino in accordo e con la collaborazione delle scuole stesse. Nel 2003 sono iniziate le collaborazioni con l Istituto d Arte di Porta Romana, Istituto per i Serv Sociali E Morante, Istituti Tecnici G Peano, A Meucci, Liceo Classico Machiavelli, Istituto della SS Annunziata, Istituto Alberghiero Buontalenti. Gli interventi concordati con le scuole consistono in attività rivolte al gruppo-classe laddove richiesto, o iniziative di informazione-animazione all esterno della scuola, con l ausilio di un camper e sono mirati alla prevenzione delle dipendenze e dei comportamenti a rischio. Gli operatori del progetto Street workers offrono agli studenti uno spazio di ascolto, discussione e informazione sulle tematiche inerenti l uso di sostanze: l obiettivo è quello di promuovere strategie di autoprotezione dei ragazzi sulla base di informazioni corrette e aggiornate, tenendo conto della loro esperienza e delle culture giovanili. La particolare presenza degli Operatori di Strada, facilita i processi di comunicazione e di confronto tra i ragazzi, attraverso una modalità operativa di tipo informale, caratteristica della professionalità e delle esperienze di questi operatori. I progetti realizzati all interno degli Istituti, hanno visto in più di un occasione, la collaborazione tra operatori con esperienze diverse del servizio pubblico e del privato sociale: operatori del Ser.T Pagina 5 di 11

6 (Ser.T 2 Fi Centro ASL 10), di Unità di Strada (Progetto Street workers), di Centri Giovani (Progetto Centro Java). Finanziamenti 1995: Progetto Vivere (95/96 Ricerca Dance, 97 Progetto Dance) 1997: Progetto Sulphur 1999: Progetto Dromos Interzone Attraversamenti techno 2001: Progetto Tam Tam Interzone 2002: Tam Tam musica Interzone Peer 2003: Street workers (assorbe Prog In Onda Asl 10c Q3, Prog 33 Asl 10c Q4) 2004: settembre 04 - settembre 05: Street workers - Tracce tra percorsi giovanili (PIRS 2003) Street workers Tracce tra percorsi giovanili, rappresenta lo sviluppo in itinere del lavoro svolto sul territorio fiorentino iniziato con il Progetto Vivere (Q2 e 5) e consolidato negli anni attraverso i progetti successivi. La logica che guida questa proposta progettuale punta allo sviluppo di interventi che siano in grado di raggiungere la popolazione giovanile sul territorio, di entrarvi in contatto con metodologie di lavoro che ristrutturino il rapporto eccessivamente formalizzato e frammentato che i giovani hanno con la compagine istituzionale. Gli interventi, dal 96 ad oggi, hanno offerto delle appendici mobili all assetto tradizionale dei servizi in grado di estenderne la portata e nello stesso tempo di ricevere aggiornamento sui fenomeni in vivo per ristrutturare alcune offerte rendendole più fruibili e partecipate. I progetti hanno sempre utilizzato figure professionali come gli Operatori di strada che, oltre ad essere il fulcro di molte delle strategie di prevenzione, rappresentano sempre di più il primo anello degli interventi finalizzati alla promozione e messa in rete delle agenzie socio-educative territoriali. Da settembre 04 il progetto Street workers porta avanti il lavoro nei contesti del divertimento notturno attivato nel 1996 dall intervento Dance e proseguito dal 1999 con il progetto "InterZone - Attraversamenti techno". L intervento Dance aveva come finalità la realizzazione di attività di ricerca e di intervento riguardo al consumo di droghe di sintesi nei contesti di aggregazione giovanile in cui tale consumo risultava più evidente e massiccio: prevalentemente discoteche di Tendenza, feste After hours, rave parties e rave illegali. Il progetto Interzone ha proseguito le attività di monitoraggio, di informazione e riduzione dei rischi nei contesti di consumo delle droghe di sintesi, ed ha esteso il suo raggio di azione nel contesto dei servizi, pubblici e privati, che si occupano di giovani, al fine di renderli più competenti nel trattare le problematiche specifiche di questo tipo di consumatori. Street workers presenta un articolazione di interventi diversi che partono dalla presenza dell equipe di lavoro nei contesti di consumo, già sperimentata negli anni precedenti. Il progetto si propone di realizzare: mappatura in itinere dei contesti notturni più rilevanti rispetto all'uso e all'abuso di nuove droghe contatto e realizzazione di campagne informative mirate sui rischi connessi all'uso di sostanze (legali ed illegali) realizzazione di azioni volte alla riduzione dei rischi e dei danni connessi all'uso di sostanze nei locali e nei contesti di ballo: distribuzione di acqua o bibite analcoliche (prevenzione del colpo di calore) contatto e realizzazione di campagne informative mirate sui rischi connessi alla diffusione del virus da HIV e delle MTS contatto e prima consulenza ai consumatori di sostanze promozione della visibilità di servizi in grado di accogliere domande specifiche di questo tipo di consumatori monitoraggio del fenomeno "uso ed abuso" all'interno dei circuiti dell'aggregazione giovanile diurna e notturna Pagina 6 di 11

7 2005: ottobre 05 febbraio 06 Progetto Street workers 2006: agosto 06 agosto 07 Progetto Street workers 2007: settembre dicembre 2007 Progetto Street workers 2008: aprile 08 aprile 09 da definire Linee di sviluppo Zone periferiche della città che rappresentano ancora luoghi di ritrovo di gruppi giovanili (Q2, Q5). Si tratta infatti di realtà che, pur includendo zone di marginalità sociale, sono rimaste più scoperte in seguito alla riduzione dei servizi di Quartiere per i giovani. L equipe promuoverà azioni di informazione sugli effetti e rischi delle sostanze stupefacenti, consulenza informale sulle problematiche inerenti il consumo di droghe. Q1 Centro storico: in generale, il centro storico della città è un contesto d osservazione privilegiato nel quale si sviluppano o si modificano le relazioni tra gruppi che vivono, più di altri, la strada. Un esempio rilevante è rappresentato dalla zona della stazione che nell ultimo periodo vede la presenza di giovanissimi (circa 18/19 anni) che stanno sperimentando la vita in strada. Non si tratta di punkabbestia classici ma di ragazzi consumatori di sostanze, problematici e non che è difficile collocare all interno di un target specifico. L obiettivo è quello di contattare i ragazzi creando un collegamento con il Centro Java all interno del quale creare una rete di relazioni più approfondite in modo da comprendere cosa ha mosso la scelta di vivere in strada per poi rintracciare e rispondere adeguatamente ai bisogni. Verranno inoltre svolte attività per la promozione e la facilitazione dell accesso ai servizi territoriali della rete socia-sanitaria anche attraverso azioni di accompagnamento e sostegno. Uscite pre-serali in alcune piazze del centro storico (S Croce, S Spirito, ecc.) nel periodo primavera estate (aprile-luglio 2008). In particolare saranno analizzati i luoghi e i contesti di intrattenimento degli adolescenti e i giovani e le modalità d uso degli spazi, proponendo interventi d informazione e prevenzione e la somministrazione di alcoltest. Sarà utilizzato come ausilio il Camper messo a disposizione dal Comune, che costituirà anche un supporto per le attività animative. Le campagne informative mirate al target sui rischi connessi all uso di sostanze legali e illegali e alle malattie a trasmissione sessuali, si svolgeranno anche attraverso l organizzazione di micro eventi in collaborazione con altre èquipe di operatori che lavorano sul territorio. Presenza del camper all esterno degli istituti scolastici: gli operatori allestiscono, con l ausilio del camper, un punto informativo nelle vicinanze dell ingresso principale degli Istituti, dove i ragazzi possano reperire materiale di vario genere: da informazioni sui rischi legati all uso di sostanze e sulle malattie a trasmissione sessuale, a materiale sui servizi rivolti ai giovani presenti sul territorio.sarà inoltre utilizzata la strumentazione multimediale che permette di ascoltare musica, proiettare video, consultare ipertesti. Nell arco della mattinata gli operatori presenti, rimarranno a disposizione dei ragazzi interessati ad approfondire tematiche legate al consumo di sostanze stupefacenti, o semplicemente alla ricerca di una forma di discussione con una figura adulta diversa dall insegnante. Il camper, spesso conosciuto da diversi ragazzi, favorisce il contatto e il dialogo tra operatori e studenti. Interventi di sensibilizzazione sulle dipendenze nelle scuole rivolti al gruppo-classe; partecipazione a momenti assembleari. Attraverso la collaborazione con gli insegnanti e operatori dell Azienda Sanitaria sono previsti interventi specifici nelle Scuole Medie Superiori del territorio fiorentino. Gli interventi concordati con le scuole consistono in attività rivolte al classe mirate alla prevenzione delle dipendenze e del consumo a rischio. Gli operatori del progetto offrono agli studenti uno spazio di ascolto, discussione e informazione sulle tematiche inerenti Pagina 7 di 11

8 l uso di sostanze: l obiettivo è quello di promuovere strategie di autoprotezione dei ragazzi sulla base di informazioni corrette e aggiornate, tenendo conto della loro esperienza e delle culture giovanili. La particolare presenza degli Operatori di Strada, facilita i processi di comunicazione e di confronto tra i ragazzi, attraverso una modalità operativa di tipo informale, caratteristica della professionalità e delle esperienze di questi operatori. I progetti saranno realizzati attraverso la collaborazione tra operatori con esperienze diverse del servizio pubblico e del privato sociale: operatori del Ser.T (Ser.T 2 Fi Centro ASL 10), di Unità di Strada di Centri Giovani (Centro Giovani Java). Gli interventi nelle Scuole superiori saranno anche utilizzati per promozione delle attività svolte nel centro Java (corsi video e dj, consulenze psicologiche rivolte agli adolescenti). 1.5 Obiettivo del servizio Definizione degli indicatori L equipe è responsabile della stesura di un report periodico relativo alle attività del servizio (attraverso gli strumenti del verbale delle riunioni e la scheda di fine uscita): Andamento generale del progetto Interventi realizzati (dettagli quantitativi, contenuti qualitativi) Le relazioni vengono consegnate sia al responsabile d area della Coop Cat che al referente della committenza per . Comunicazioni Le comunicazioni tra i componenti dell èquipe avvengono soprattutto in fase di riunione, quindi messe a verbale. Altre comunicazioni avvengono via o via cellulare (utenza coordinatore ed utenza èquipe). Le comunicazioni indirizzate all esterno (ad esempio verso il committente) vengono protocollate nell apposito registro ed inviate all indirizzo desiderato. Finalità e obiettivi - Promuovere informazioni corrette sull abuso di sostanze legali e illegali - Promuovere conoscenze adeguate sui rischi conosciuti derivanti dall abuso e dall uso improprio delle stesse - Accrescere le conoscenze sulle malattie sessualmente trasmesse e sui comportamenti a rischio - Accrescere la percezione del rischio e promuovere comportamenti di maggiore protezione e rispetto delle differenze individuali - Promuovere azioni di riflessione e sensibilizzazione su tematiche specifiche attraverso la formazione di gruppi di pari - Facilitare l individuazione delle domande giovanili emergenti rispetto ai Servizi a loro rivolti : Sert, Centri per la consulenza ad adolescenti, Centri giovani, appartenenti al Pubblico e al Privato Sociale. - Promuovere la visibilità dei servizi attraverso campagne informative dedicate al mondo giovanile. Risultati attesi Miglioramento dei rapporti tra i Servizi Pubblici e popolazione giovanile Sviluppo da parte dei referenti dei servizi di modalità di accoglienza adeguate alle domande giovanili Aumento dei contatti con i servizi dei giovani che esprimono domande e richieste di aiuto Aumento della circolazione di informazioni sui rischi legati all uso di sostanze stupefacenti (rischi sanitari, legali, stili di vita) Pagina 8 di 11

9 Aumento della circolazione di informazioni sulle modalità di contagio HIV (promozione dell uso del profilattico e comportamenti sicuri) Promozione di esperienze di aggregazione e di autogestione con il mezzo mobile nei gruppi informali presenti sul territorio in collegamento con le agenzie educative e di intrattenimento Miglioramento della comunicazione tra sistemi formali e informali di aiuto, consulenza, cura (prendersi cura) Aumento dei comportamenti di auto tutela rispetto all uso di sostanze e comportamenti a rischio dei gruppi con cui gli operatori vengono in contatto. Rapporti con i committenti Il Comune di Firenze ha delegato un proprio collaboratore con un ruolo di referente per il progetto. Tale figura ha il compito di: Partecipare a riunioni periodiche per discutere, analizzare, elaborare strategie consone al lavoro in oggetto. L organigramma di cui si compone CAT Coop Sociale è indicativo dei ruoli e delle mansioni delle varie figure, anche in relazione ai committenti dei vari progetti. La relazione con il committente del progetto è curata all occorrenza sia dal coordinatore tecnico, sia dal responsabile d area, che agiscono in collaborazione per il corretto svolgimento ed assetto dell intervento nell ambito in cui si colloca. Pagina 9 di 11

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11 Per presa visione Nome operatore data firma Vanessa Giardi Pagina 11 di 11

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