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1 Federazione Lavoratori POSTE CISL MILANO Periodico del Sindacato Lavoratori Poste CISL, via Tadino Milano. Direttore Cono Fusca, Coord. Redazione Paolo Zebra, Direttore Resp.le Antonio Casablanca, Aut. Trib. Milano n. 219 del 10 Aprile 2001 Stampato dalla tipografia La Terra Promessa - Novara Spedizione in A.P. Art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Milano Con il V Congresso Nazionale svoltosi dal 14 al 16 maggio a Castellaneta Marina (Taranto) si conclude l'importante stagione congressuale di Slp-Cisl, iniziata sui posti di lavoro ed ai livelli Territoriali e Regionali tra Marzo e Aprile. Per il nostro Sindacato si è trattato di una vera e propria rivoluzione al suo interno. Intanto, perché più ancora che nel passato vi è stata una più ampia partecipazione a tutti i momenti assembleari, alle tante occasioni di confronto e di dibattito, che hanno focalizzato tutte le preoccupazioni per gli appuntamenti epocali che attendono a breve la nostra categoria. La liberalizzazione del mercato postale (che avverrà tra appena 18 mesi), i nodi problematici che ancora attanagliano il nostro presente, sicuramente complicato per la grave crisi congiunturale. E' stato dato un forte e concreto risalto al tema del rinnovamento delle Strutture, alla partecipazione SOMMARIO Il V Congresso Territoriale del 13 Marzo 2 Il V Congresso Regionale del 16 Aprile 3 Il V Congresso Nazionale 14/16 Maggio 34 Il XVI Congresso Confederale della Cisl 5 Marcia indietro sulle Raccomandate 6 Formazione strumento imprescindibile 7 Cataclisma in Abruzzo, Poste interviene 11 SDA, il braccio voluminoso delle Poste 11 Europa e crisi del mercato postale 13 Premio di Produttività, siamo riusciti! 16 1

2 concreta dei giovani e delle donne. E ciò non è avvenuto con i soliti vuoti proclami di circostanza che sempre sentiamo nelle altre realtà sindacali. Ai nostri giovani sono stati affidati compiti e responsabilità di gestione ai vertici dell'organizzazione, come mai avvenuto in passato. Il risultato è che alla guida della Segreteria Territoriale di Milano mi affiancano momentaneamente: tre bravissimi e giovani colleghi: Raffaele Roscigno (26 anni), Cristina Galbiati e Umberto Fiorita (38 anni). Nessuno si faccia strane illusioni però, perchè tutti noi colleghi meno giovani saremo impegnati ad affiancare a tutto campo ed in ogni iniziativa i nostri giovani dirigenti sindacali e le scelte di rinnovamento dell'organizzazione. Che, nel suo complesso, con questa coraggiosa scelta getta le basi per garantire la continuità di un impegno storico che si prepara ad offrire la migliore rappresentanza ai lavoratori nei prossimi venti anni. Ciò in linea con l'afflusso di tantissimi giovani nel Settore Poste degli ultimi anni. Soprattutto nei congressi si sono delineate quelle che saranno in prospettiva le nuove strategie di SLP-CISL, che hanno in sé tutta la capacità necessaria per sapere accogliere le difficili sfide che ci pone la modernità. E quello che chiaramente è emerso dalla tornata di congressi che ha impegnato tutte le persone dell'organizzazione, è che SLP-CISL anche nelle onde tempestose del nostro orizzonte, è una grande nave capace di traghettare i lavoratori del settore Poste dalle avversità dei tempi ad un futuro che auspichiamo migliore e più sereno. Il nostro Sindacato può fare affidamento su una robusta guida e su una struttura sindacale ben collaudata e capillare in tutte le realtà lavorative (lo certifica l'inequivocabile esito elettorale Rsu/Rls, dello scorso Novembre). Ci aspetta adesso un grande lavoro in categoria, ma sappiamo di poterlo affrontare con le migliori energie e con tutta la seria determinazione che sarà necessaria. Tantissimi Auguri di cuore a tutti i nuovi colleghi eletti ai vari livelli e Buon Lavoro. (Cono Fusca) V Congresso Territoriale: votata la nuova Segreteria con a capo Cono Fusca e ribaditi i punti cardine dell'azione di Slp-Cisl Alla sua guida è stato riconfermato per il suo terzo mandato Cono Fusca, applaudito più volte dall'intera sala per l'impegno, l'umanità, la serietà e credibilità conquistati in questi anni di controverse e difficili transizioni che hanno riguardato Poste Italiane e di conseguenza la qualità e le problematiche delle prestazioni di tutti noi lavoratori dipendenti. Ottima anche la crescita di consensi che è stata decretata anche agli altri segretari che attestano un passaggio generazionale: si tratta naturalmente di Cristina Galbiati, già Coordinatrice delle Donne, di Umberto Fiorita e di Raffaele Roscigno. Una riscossa giovanile. Erano presenti i 108 delegati in rappresentanza di tutte le unità produttive presenti sul territorio eletti nelle assemblee svolte sui luoghi di lavoro, il Segretario Generale Mario Pettito, il Segretario Regionale Pino Marinaccio, la Coordinatrice Regionale dei Quadri del SLP-CISL Giusi Greco, il Segretario Generale Fulvio Giacomassi per l UST di Milano e numerosissimi ospiti. Sentita la relazione della Segreteria, integrata dai contributi scaturiti dal dibattito, dall intervento della Segreteria Regionale e di quella della UST, la approva e la fa propria. Successivamente si sono eletti i componenti del Consiglio Territoriale. In successione: Cono Fusca, Cristina Galbiati, Umberto Fiorita, Raffaele Roscigno, Roberto Puddu, Prospero Faranna, Agostino Pignataro, Vittorio Nucera, Pierambrogio Balzarotti, Filippo Vendra, Mario Cammarota, Eugenio Zucco, Carmelina Masi, Antonino Rizzo, Maria Veneziano. Come sindaci revisori: Santo Spitaleri, Antonio Iona, Vincenzo Terrasi, Luigi Candido, Michelangelo Lo Gatto. Successivamente si è letta la mozione finale approvata all unanimità in cui il Congresso ha ritenuto più che mai attuali e significativi i valori e le aspirazioni originarie della Cisl, quali l'autonomia, la centralità della persona, la solidarietà e la vocazione negoziale che devono rappresentare il punto di riferimento costante per l'azione quotidiana dei quadri e degli attivisti sindacali nella fase di crisi economica, sociale, morale e sindacale che stiamo vivendo in questi mesi. Il Congresso inoltre ha espresso formalmente piena e forte soddisfazione per i risultati ottenuti dalla nostra Organizzazione alle recenti elezioni Rsu/Rls che hanno premiato l'impegno degli attivisti e la linea politica dell'slp-cisl spingendo noi tutti 2

3 nella direzione di valorizzare il ruolo di queste Rappresentanze. Si è giudicato del tutto rispondenti alle esigenze dei lavoratori i contenuti dell'accordo quadro sottoscritto il 22 gennaio tra le Parti Sociali ed il Governo in materia di riforma degli assetti contrattuali; questo accordo afferma nel settore pubblico e in quello privato un nuovo modello di contrattazione, negoziale e partecipativo sempre articolato su due livelli. Il nuovo assetto contrattuale permetterà ai lavoratori di ottenere una migliore salvaguardia del potere d'acquisto delle retribuzioni. Alla luce della situazione sindacale nella nostra Azienda il Congresso considera estremamente preoccupante la situazione di stallo che si è determinata nei mesi scorsi al tavolo delle trattative nazionale che ha penalizzato oltremodo i diritti e le aspettative dei lavoratori sui temi ed argomenti molto sentiti, quale la produttività, la Sportelleria ed il Recapito. E' stato ritenuto pertanto positiva la prospettiva di una riapertura del tavolo negoziale nazionale, auspicando una comune volontà sindacale di affrontare in modo concreto e decisivo le tante problematiche oggi pendenti. Si è considerato assolutamente necessario un confronto tra le Parti sulle regole della rappresentanza, la cui condivisione, in via pattizia possa consentire il dispiegamento e la pratica di relazioni industriali corrette ed efficaci. Per quanto riguarda le politiche per la sicurezza sul lavoro il Congresso ha approvato nella sua totalità la Campagna Sicurezza Slp 2009 predisposta dalla Segreteria Nazionale per sostenere le giuste rivendicazioni in materia di prevenzione degli infortuni, incidenti sulla strada, tutela dei videoterminalisti e lotta allo stress correlato a quelle attività lavorative. Inoltre è stato rilanciato il tema della previdenza complementare quale sostegno indispensabile al futuro dei lavoratori più giovani e, in vista della prossima scadenza del mandato dell'assemblea del Fondo di Previdenza complementare Fondoposte impegna tutti i quadri dirigenti dell'organizzazione degli iscritti associati al Fondo a mobilitarsi per fare in modo che la Lista Slp possa raccogliere il più ampio consenso. potenziare per altri quattro anni. In Lombardia, dove transita il 70% del traffico postale della penisola, e dove si evidenziano con maggior vigore le idiosincrasie aziendali che hanno portato serie ripercussioni sulla qualità dei servizi e hanno creato un forte malcontento tra lavoratori, cittadini, istituzioni, danneggiando non per ultimo l'immagine su cui ha investito molto l'azienda. Un segnale di continuità molto chiaro, quindi. Per far fronte alle esigenze di milioni di cittadini e un panorama geografico cospicuo di aziende che lavorano sui territori serve un sindacato energico, di rappresentanza e di rappresentatività nell'azienda e oramai nell'intero settore postale che sappia difendere un futuro fatto di efficienza, strategie produttive vincenti, garanzie sociali e ridistribuzione degli utili per tutti i lavoratori. (P.Z.) A Castellaneta Marina (Taranto) si è svolto l'importante appuntamento dell'slp-cisl Il trionfo del Generale Al V Congresso Nazionale nel tacco d'italia Mario Petitto illustra il piano dei prossimi quattro anni Il V Congresso Regionale rielegge Giuseppe Marinaccio E' stato il futuro dell'azienda Poste Italiane nella Regione il vero fulcro del dibattito congressuale che ha preceduto, nell'hotel Villa Porro Pirelli di Induno Olona (Varese) giovedì 16 Aprile, il voto dei 200 delegati provenienti dalle province lombarde, dove alla presenza del Segretario Generale di Categoria Mario Petitto e del segretario regionale di Confederazione Gigi Petteni, ha manifestato le proprie preferenze al nuovo assetto sindacale intermedio, dando all'unanimità riconferma come Segretario SlpCisl Lombardia a Giuseppe Marinaccio, per la sua schietta personalità e la grinta dimostrata negli anni. Una rielezione che simboleggia l'apprezzamento generale per la linea che Slp ha portato avanti fin qui e che vuole Accanto alle centinaia di delegati provenienti da tutto lo stivale e le segreterie territoriali, il Segr. Confed. della Cisl Raffaele Bonanni, il presidente di Poste Giovanni Ialongo, il viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani... Non avevamo nessuna paura della liberalizzazione del 2011 e continuiamo a non averne, e anzi siamo Capaci di guardare avanti, difendendo e organizzando il Settore Postale con proposte che sono anche risposte. E' con 3

4 questa premessa di battaglia, in cui aleggia lo spirito delle grandi strategie militari del prussiano Clausewitz, che è iniziato il V Congresso Nazionale Slp in Puglia, la cui relazione introduttiva è stata dedicata con un minuto di raccoglimento cristiano alla collega Giovanna Bernardini, la portalettere trentenne morta a L'Aquila, insieme al marito e ai due figli nel disastro del terremoto. Il 14 maggio, di fronte a una platea variegatissima, ai giornali, alle televisioni il Segretario Generale della nostra Federazione Sindacale Mario Petitto ha iniziato questo importante Congresso che si appresta a cavalcare le imminenti liberalizzazioni per decreto europeo con un lungo e appassionato intervento. Con orgoglio è stato enucleato lo schema delle strategie approntate da Slp, ma anche le preoccupazioni per come Poste Italiane sta procedendo con passi falsi (il rischio di bad company come è successo in Alitalia) e della lentezza burocratica con cui il Governo tergiversa nel prendere decisioni importanti in vista di un mercato postale libero e concorrenziale che deve avere al più presto delle regole e un autorithy di riferimento. In un discorso brillante per le gustose metafore e per la drammaturgia affabulatoria che contraddistingue la personalità del Segretario, tanto da mantenere viva l'attenzione anche su argomenti difficili, spinosi, per il retroterra di connessioni politico-economiche che ormai occorre guardare in una visuale globale, un discorso che a strappato spessissimo tanti applausi sinceri di chi gli riconosce il piglio guerriero della guida di cui ha bisogno la nostra Cisl. La sua ars oratoria, tra citazioni colte (gli aforismi filosofici di Blaise Pascal, l'idea liberale di Stuart Mill) e gustose puntualizzazioni (il tentativo di golpe verso il nostro sindacato da parte di una dittatura di minoranze ) ha affrontato a cerchi concentrici i fondamentali con cui Slp-Cisl dovrà giocare la sua partita a scacchi. Gli argomenti sovranazionali, la crisi finanziaria mondiale partita dal settembre 2008 e le incognite del settore visto su scala europea. Ma poi, ha riconosciuto il valore di Poste Italiane, quello di un'azienda importante, dove, checché se ne dica, e come ha ricordato l'affettuoso intervento del Presidente dell'azienda Giovanni Ialongo, riesce ad assumere mentre tutte le altre licenziano o mettono in cassa integrazione per utili non raggiunti. Dove, nonostante le difficoltà di liquidità il nostro Sindacato in seguito a una dura e solitaria trattativa (con le altre sigle che si baloccavano nel nichilismo degli anticipi ) è riuscita a far portare a casa a tutti i lavoratori un aumento vero nel premio di produttività. Con durezza ha criticato i vertici aziendali nei tentativi di scompaginare tramite incongrue ristrutturazioni non concertate e inevitabili inefficienze organizzative il settore del recapito e le logistiche, nonché gli uffici postali marginali trattati alla stregua di foglie e rami secche. Una strada sbagliata perché lascia aperto il rischio di una privatizzazione gestita in logica di cassa e di frammentazione dell'azienda. Per scongiurare questo declino, il Segretario ha chiesto al Governo, a nome dell'slp-cisl, ovvero il sindacato più rappresentativo e fiore all'occhiello della Confederazione come ha ricordato Raffaele Bonanni, di lavorare insieme per creare una gabbia di regole nuove di garanzia per tutti gli operatori del mercato postale e insieme l'istituzione di un'organismo di vigilanza per far si che vengano rispettate. A Poste, invece, maggiori riconoscimenti per i quadri aziendali, una riorganizzazione razionale degli sportelli postali e del servizio del recapito: un rilancio strutturale insomma, ma a lungo periodo (e non a breve come ha fatto finora) che sappia far decollare un'azienda che ha tutte le carte per essere una piattaforma potente dal punto di vista bancario e da quello dei servizi di comunicazione. Importanti, le risposte contenute nel preparato intervento dal viceministro On. Paolo Romani che salendo sul palco ha assicurato che da parte del Governo ci sarà massima disponibilità per affrontare un percorso di liberalizzazione che non sia selvaggia e senza regole e si adopererà all'istituzione di un'autorità del settore, riqualificando al contempo le gare di appalto. Ed infine la voce tonante e calda del Segretario Confederale della Cisl a ribadire come sì, il Sindacato deve fare solo il Sindacato, cioè un valido interlocutore di tutti i governi, perché senza il ruolo di mediazione sociale, ridurremmo le Organizzazioni dei lavoratori a cassa di risonanza dei partiti e dei movimenti. Questo vale anche per aziende come le Poste, dove la Cisl, che non a caso è il sindacato più forte e rappresentativo, in vista della liberalizzazione del 2011, vuole guidare e non subire questo processo. Anche Raffaele Bonanni quindi chiede regole chiare, con un contratto unico per tutte le aziende, pena la rimozione delle autorizzazioni. E lancia un suo cavallo di battaglia, quello, ancora del tutto inedito in Italia, di una partecipazione azionaria e collettiva di tutti i lavoratori delle Poste, concludendo con la convinzione che i 14 mila uffici postali devono poter svolgere tutti i servizi delle banche, che in proprio in Italia hanno i costi più elevati d'europa. Infine la più giusta delle conclusioni, e cioé che le privatizzazioni devono servire ad abbattere i costi per i cittadini e non aumentare solo i profitti per alcuni ; quello che intende Mario Petitto quando avverte sulle tentazioni di gestire questi processi con le logiche di cassa da lobby occulte e trasversali. (P.Z.) 4

5 Nelle giornate dal 20 al 23 Maggio il grande appuntamento che riunisce tutte le Federazioni, chiamate a confrontarsi sul futuro dei Lavoratori XVI Congresso Conf. CISL dal Palazzo dell'eur a Roma il Segret. Raffaele Bonanni: Nel lavoro, partecipazione e responsabilità Tanti gli ospiti invitati, da Giulio Tremonti a Emma Marcegaglia e il Ministro del Lavoro Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, i Segretari della CGIL Guglielmo Epifani e della UIL Luigi Angeletti, chiamati sul palco a dare un loro contributo di confronto politico, con l'obiettivo di attraversare tramite riforme condivise la crisi economica e di crescita del sistema-paese... hanno riguardato la contrattazione ; nonostante la contrarietà del veto di Epifani. Ed è per questo che il discorso del Segretario Generale Raffaele Bonanni, trasmesso in diretta, assieme a tutti gli altri interventi, dall'emittente CislTv e da Sky, è stato un discorso a 360 gradi, che ha toccato tutte le innervature politico-sociali del mondo del lavoro e di quello dell'impresa, delineando pubblicamente i punti salienti della visione della Confederazione per i prossimi anni. Anni difficili, di trasformazione a tutti i livelli, che saranno anche quelli di una metamorfosi indispensabile per il retroterra culturale della salvaguardia e delle garanzie di fronte alle medusee minacce della globalizzazione. Il 21 maggio la tavola rotonda moderata da Bruno Vespa ha visto proprio Bonanni discutere assieme a Guy Ryder segretario della Conf. Intern.le dei Sindacati, Monsignor Giampaolo Crepaldi Segretario del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, Pier Ferdinando Casini Presidente del gruppo Udc alla Camera dei deputati, Jean-Paul Fitoussi professore a SciencesPo a Parigi, Enrico Letta, Respons. del Welfare del Pd, Massimo Ponzellini, Presidente della Banca Popolare di Milano. Un dibattito, attorno alla relazione del Segretario Generale, che si nutrito anche delle argomentazioni preziose di Carlo Costalli, del Forum delle Associazioni di ispirazione cattolica, nonché di quelle di John Monks della Confederazione europea dei Sindacati, della Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e del Ministro dell'economia e delle Finanze Giulio Tremonti. Un rilievo esclusivo ha assunto poi il raffronto tra le posizioni dei Segretari Confederali della Triplice. Sofferto, certo. Perché i valori unitari hanno subito nella storia recente dell'azione delle rappresentanze sindacali rocciose divergenze (il caso-alitalia, la Contrattazione), d'impostazione, come di dialettica concertativa. Cosa serve all'italia, oggi? Riconfermato con assoluta unanimità nel suo ruolo di guida, Raffaele Bonanni né è convinto: partecipazione e democrazia economica, stato sociale, federalismo, contrattazione territoriale; in sintesi idee e soluzioni per un'uscita concertata dalla crisi. (P.Z.) Si è svolta la tre giorni del Congresso Confederale della CISL, a Roma. Appuntamento che ha assume valenze del tutto particolari in seguito ai passaggi delicati che hanno visto la seconda sigla più importante della rappresentanza del lavoratori italiani avere avuto il coraggio di proseguire nei mesi scorsi su un terreno di riforme necessario e che 5

6 Ci sono voluti nove mesi di inadempienze, danni di immagine per l'azienda e difficoltà nel gestire il malcontento dell'opinione pubblica e media... Ritornano le Raccomandate Dopo un anno di fuoco, Poste Italiane non rinnova gli appalti a TNT Milano Cosa succederà adesso a Milano è troppo presto per dirlo. Sta di fatto però che dalla fine di Aprile la decisione di revocare i contratti con le grandi agenzie private di recapito che si erano impegnate a garantire un determinato tipo di servizio a un determinato prezzo, segna una svolta e chiarisce una volta per tutte che far fronte a certi servizi, come la distribuzione delle Raccomandate e di altra posta pregiata ha un costo vivo di lavoro che non può essere seghettato a piacere. Pena, uno svilimento vertiginoso della qualità del servizio e entrare violentemente nel tritacarne mediatico. Ed è quello che precisamente è avvenuto nel nostro territorio, dopo Bologna, Torino ed altre realtà importanti del paese. Le lamentele si sono alzate negli ultimi mesi senza peli sulla lingua, come non era mai successo in anni di storia postale. E' stato chiaro a tutti che aprendo la gara d'appalto sul recapito, per seguire i protocolli e le direttive europee si è peccato di presunzione da più parti. Suggestionati dal mito degli spacchettamenti e delle esternalizzazioni strong, assolutamente sordi nell'ascoltare le istanze, le preoccupazioni di Slp-Cisl, in prima linea nell'auspicare una gradualità soft per avanzare verso una prospettiva di ammodernamento anche di questa branca storica di Poste, i dirigenti che si sono spesi con entusiasmo nell'appaltare e quelli che hanno avuto fretta di vincere la gara hanno giocato a una danza che si è rivelata disastrosa per ambedue le parti. TNT Milano ha creduto di avere spalle larghe abbastanza per far fronte al dispendio di risorse necessario ai servizi che si era sobbarcata con faciloneria. Ma, più foriero di danni è ciò che ne ha ricavato Poste. In immagine, soprattutto. Il cocktail di disservizi, derivati soprattutto da una incapacità a tenere i settori tanto da portare TNT a sottoappaltare a terzi (con tutte le ripercussioni su cui è meglio sorvolare), ha causato una situazione che dire critica vuol dire essere buoni nel commentarla. E' stata di fatto messa fortemente a repentaglio con una sequela di forti scossoni al brand tutta la politica di incalzanti successi degli ultimi dieci anni. Che significa ricadute qualitative sulla gamma di servizi del BancoPosta, innanzitutto. Ancora il 12 Marzo usciva sul quotidiano Repubblica un furibondo articolo ( Poste in tilt- Ferme 50 tonnellate di buste, le Poste ripiombano nel caos ) che riassumeva la raffica di proteste e il malcontento generale di aziende e privati. Con questo tipo di esternalizzazioni il piano di riorganizzazione non ha portato a un miglioramento dei servizi, ma anzi, l'esatto contrario, un fosco peggioramento. Ed ecco allora che perfino gli estremi tentativi che TNT ha cercato di promuovere un mese prima della fine del contratto con Poste (si pensi al clamore dell'annuncio tramite l'autorevole giornale economico Il Sole 24 Ore del piano dell'ad Michele Florio nel voler assumere circa nuove unità in tutt'italia e arrivare ad avere una task force di addetti...). Promesse tardive probabilmente, che non hanno rassicurato evidentemente Massimo Sarmi stretto tra l'incudine e il martello: da una parte l'inquietante monitoraggio elettronico in tempo reale che evidenziava le grosse giacenze che intasavano gli otto Centri di Distribuzione Primaria (Cpd) di Milano e i 33 distribuiti in provincia, e dall'altra dal crescente calo di corrispondenza cartacea (30% a livello nazionale; dal 12 al 20% in Lombardia). Ed ecco la decisione che taglia il nodo gordiano; sospendere a scadenza del contratto le cessioni e riprendere tutto, cioè internalizzare. Fino a quando almeno non si presenteranno più serie condizioni. Ora ci sarà da capire come la riorganizzazione complessiva possa trovare un'amalgama che ritrovi la normalità perduta. Le esternalizzazioni sono andate di pari passo, infatti, con l'accorpamento/implementazione delle zone e il taglio che Poste ha operato in maniera non tanto felpata sul numero dei nostri portalettere con allungamento della gita. Se prima c'erano 94 zone + 9 furgoni, dopo i lotti esternalizzati, sono diventati 83 (taglio di 20 zone), con l'implementazione si sono ridotte ulteriormente a 65, mentre con il ritorno dei lotti i viaggetti sono tornati ad essere 9, e le zone 69 (4 in più). Ed ora occorrerà vedere se al fabbisogno operativo a Milano basteranno le 150 unità applicate. (P.Z.) E intanto, si chiude in positivo anche la vertenza per salvare i 39 dipendenti di TNT Quello che è avvenuto con il rientro dei lotti esternalizzati ha comportato un forte disagio tra i lavoratori di TNT Milano (39 unità) e per quelli delle due società a cui TNT si era appoggiata irregolarmente, One Logistic e Toro Service. E non è mancata da parte dalle O.O.S.S. di Poste Italiane, in particolare da Slp-Cisl, ormai orientata verso una rappresentanza di settore la solidarietà verso quelle persone che si sono trovate improvvisamente senza posto di lavoro, schiacciate da contraddizioni che sovrastano la natura intrinseca del loro operato. Purtroppo però, nonostante l'impegno profuso per cercare tutte le mediazioni possibili le forze sindacali sono riuscite sì a far garantire ai 39 dipendenti di TNT la loro occupazione, riconvertita, ma non per quel centinaio di contratti di diverso tipo delle sue società subbapaltatrici, nonostante il blocco di Scalo Farini organizzato il giorno dopo. (P.Z.) 6

7 Dopo gli anni di Passera, quando tanto si era investito nelle risorse umane, la situazione attuale è ferma in una impasse... Formazione, strumento imprescindibile per un rilancio dell'azienda Molta retorica e pochi fatti Basta col Recapito-Matrioska! Ora, Slp-Cisl esige una rivalutazione complessiva di regole e zone. Saranno le task force, cioè gli organismi di monitoraggio delle rappresentanze dei lavoratori, a vagliare nell'immediato sulla tenuta e la coerenza del nuovo piano che riguarda il recapito nei vari CPD, dopo le avventure delle esternalizzazioni e le conseguenti implementazioni. Slp-Cisl, all'indomani del mancato rinnovo alle ditte appaltatrici sulla distribuzione della posta registrata e sui viaggetti, ha da subito diffidato l'azienda Poste a ripristinare intanto il taglio delle risorse che era stato effettuato. Siamo, difatti, alla quarta fase della riorganizzazione del Recapito e ancora manca una vera e credibile ristrutturazione in grado di approntare insieme ottimizzazione dei servizi, qualità degli stessi e non da ultimo (perché si tratta del vero valore aggiunto) l'assicurazione che il lavoratore non sia strattonato da stress nel gestire la propria gita. Sono tre aspetti indissolubili. Ricordiamo che non è trascorso ancora un anno dall'introduzione fattiva dei palmari elettronici (e le difficoltà non sono state poche, soprattutto per gli insufficienti collaudi tecnici). E' per questo che Slp adesso punta i piedi ed esige una rivalutazione complessiva delle regole e la definizione delle zone, per usare le parole del Segretario Cono Fusca. L'ALT- Lombardia ha così reinserito parte delle unità assottigliate negli otto centri di Milano con un personale provvisoriamente Ctd. E bisognerà verificare quindi e appena si avranno delle stime certe la positività o meno delle ricadute. Ci auguriamo che l'esperienza insegni a non ritornare su certi errori, perché perseverare con intenzione nell'errore è diabolico. (P.Z.) La situazione generale in cui la nostra azienda si trova, impone, da parte di tutti noi, una riflessione approfondita e motivata che ci porti ad un dialogo costruttivo nell interesse comune poiché ci consentirà di migliorare e quindi ampliare il nostro sapere rendendolo più efficace. Per questo motivo dobbiamo costantemente integrarlo, rafforzarlo, attualizzarlo per sviluppare strategie di sviluppo innovative. Di conseguenza le risorse umane devono rappresentare per questa azienda un asset strategico fondamentale per il suo sviluppo con la consapevolezza che la valorizzazione del personale rappresenta uno degli aspetti più qualificanti delle politiche necessarie per essere competitivi sul mercato, condividendo l opportunità di attuare un percorso comune che contribuisca ad attivare un insieme di azioni positive che riguardano la formazione e l incentivazione economica e professionale. Per quanto riguarda il primo aspetto, ossia la formazione, fino ad oggi abbiamo assistito a corsi formativi superficiali mentre si rende necessario divulgare innanzitutto: Una formazione adeguata all accoglienza e alla relazione con il pubblico in modo da mettere in grado il dipendente di dare risposte efficaci alle esigenze dei clienti. Una formazione al lavoro in rete, ossia coinvolgere e quindi progettare gli interventi in modo partecipativo; Una formazione più approfondita alle competenze specifiche. Invece una breve analisi sullo stato attuale ha evidenziato la difficoltà di fare sinergia delle competenze formative presenti sul territorio, per cui la ricchezza delle analisi e delle proposte di strategie alternative fatica a tradursi in una sintesi capace di fare diventare la formazione un volano importante dello sviluppo economico e sociale di questa azienda. Quindi sono necessari strumenti formativi specifici e progettuali che aiutino di fatto i dipendenti nell esplicazione dell attività lavorativa. A livello indicativo questi strumenti possono essere: Un osservatorio che raccolga costantemente i fabbisogni del mercato locale e individui di conseguenza percorsi formativi specifici; Una rete dei vari preposti alla formazione che sappia integrare le diverse competenze, indirizzandole su specifici progetti da realizzare annualmente; Un approccio alla formazione da parte dei formatori con un atteggiamento meno persecutorio e più didattico nei confronti di chi deve essere formato. In sintesi abbiamo bisogno di una reale formazione che ci metta in grado di costruire e realizzare soluzioni e quindi di dare risposte ai clienti e che dia 7

8 dignità e responsabilità a tutte le domande che vengono poste da quest ultimi e che restituisca soprattutto dignità e responsabilità a chi è chiamato a dare le risposte. Naturalmente il tutto va integrato con un maggior coinvolgimento dei dipendenti anche attraverso una informazione più tempestiva, affidabile e fondata su principi di chiarezza, trasparenza ed integrazione. Ma non dobbiamo dimenticare che per una maggiore valorizzazione delle risorse umane è essenziale anche promuovere politiche di gestione finalizzate a motivare i dipendenti attraverso un migliore e più trasparente sistema di incentivazione che dovrebbe essere più dinamico e premiante secondo i criteri di un lavoro di squadra. Tale sistema ha un ruolo importante in quanto ha una duplice finalità: quella di rinforzare sia il legame di appartenenza con l organizzazione aziendale e sia la cooperazione nel lavoro in quanto gli obiettivi verso cui i dipendenti sono motivati danno indicazione di ciò che viene richiesto in termini di sviluppo di azioni comuni con i colleghi. Ma il sistema di incentivazione, se utilizzato in maniera non corretta,può provocare demotivazione e alienazione al lavoro. Per questo motivo si rende necessario un sistema di controllo e di valutazione dei risultati raggiunti, affidabile, chiaro e trasparente in presenza di sistemi organizzativi che favoriscono la responsabilizzazione dei lavoratori nei confronti delle perfomance aziendali. Solo portando avanti un autentica politica di valorizzazione professionale ed economica saremo in grado di essere più competitivi sul mercato. Per questo motivo occorrono soluzioni innovative e misure incisive, in grado di rimettere in moto lo sviluppo e l'evoluzione di questa azienda rendendo l'economia della conoscenza più competitiva, dinamica e capace di una crescita economica sostenibile accompagnata da un miglioramento qualitativo del lavoro e da una maggiore coesione sociale. Cristina Galbiati (Segretario Aggiunto) Layout inefficaci senza porte girevoli né vigilanza, ripristino veloce dei danni senza tenere conto della 626, inadeguatezza all'impatto dello stress psicologico... pericolose se si pensa anche all'incolumità delle abitazioni attigue all'ufficio, sono quelle delle esplosioni degli sportelli del Postamat, che recentemente si sono fatte anche più raffinate con gas che pare non macchiano neppure le banconote. E noi di Slp-Cisl, sensibilizzati anche dalle ultime rapine avvenute alla Milano 58 in viale Zara e alla Milano 35 di via Montevideo, rafforziamo la nostra denuncia sulla colpevole disattenzione del comportamento della dirigenza aziendale che sembra sempre prendere tempo su un intervento strutturale serio che riguardi nella sua totalità un piano di sicurezza che funzioni di contrasto e deterrenza ai tentativi di rapina. Intanto, perché è giusto così. Perché un Bancoposta che non sia fornito di una rete di sicurezza adeguata dai pericoli possibili è un luogo che spaventa, e alla lunga diventa perfino insicuro e pericoloso quando un cliente inizia a doversi guardare intorno. Pensiamo a quel pensionato che spesso si è dovuto mettere la pensione sotto la camicia. Un pericolo di cui di cui anche gli impiegati dell'ufficio iniziano ad avere un po' l'ossessione. L'esperienza di chi si è visto puntare la pistola è una di quelle che difficilmente si riescono a dimenticare per potersi rimettere a pensare normalmente le operazioni e l'imperativo aziendale di fare budget a più non posso. L'impatto psicologico dello stress talvolta è molto più insinuante nelle teste di quello che possa apparire per dignità. E non va sicuramente trascurato. Terzo punto importantissimo è quello che riguarda la ricostruzione dopo gli eventuali danni riportati negli ambienti dopo un incursione selvaggia. In perfetta linea con il manifesto della Campagna Sicurezza Slp 2009, in particolare per quegli aspetti che riguardano gli Atti criminosi, rivendichiamo il diritto dei lavoratori di Poste Italiane tramite le loro rappresentanze a contestare quelle volontà di ripristino accelerato dell'ufficio senza la giusta considerazione dei layout a norma. La sicurezza è un aspetto imprescindibile per la normale conduzione del lavoro e non un commento a margine di tristi avvenimenti. La perdita di utili in definitiva, per un UP, deve essere ripensata in termini di prevenzione, giacché a danno fatto ci vuole solo pazienza per non trascurare nulla del ripristino delle attività. (P.Z.) Uffici Postali anti-rapina : per una politica seria sulla sicurezza servono misure più adeguate contro i volti coperti da calzamaglie e gli esplosivi D.O.C. E' il nostro Piero Pellegrino a rilanciare l'allarme, dopo avere raccolto le ultime informali segnalazioni dei tanti lavoratori coinvolti in varia misura. Continuano infatti le scorribande nei nostri UP, sia in città che in provincia. A volte si tratta del classico metodo spiccio della calza sul viso e arma alla mano con cui si terrorizzano clienti e impiegati per uscire di corsa col malloppo. Altre, non meno 8

9 Dopo il terremoto di inizio aprile a l'aquila e Onna Cataclisma in Abruzzo, Poste Italiane mette in campo le sue risorse con cinque Tir, Uffici mobili e il fondo aperto di solidarietà In seguito all'immane tragedia che ha colpito dalla notte dello scorso 6 aprile, procurando moltissime vittime e facendo sfollare in tendopoli e alberghi le popolazioni di Aquila, Onna e dei paesini limitrofi, anche Poste Italiane ha attivato prontamente tutte le risorse disponibili per dare sostegno alle persone. Subito il terremoto magnetudo 5,8 della scala Richter sono stati mandati 5 tir di dimensioni eccezionali per consegnare le tende per i campi di emergenza e 10 uffici postali mobili sono stati dislocati vicino alle tendopoli per offrire tutti i servizi coadiuvando la rete di soccorso e solidarietà, dalla Protezione Civile ai Vigili del Fuoco, alle tante associazioni di Volontariato noprofit e alle strutture pubbliche dello Stato. Una ventina di esperti a disposizione e una Unità di crisi dell'azienda si è poi insediata per tenere sotto costante monitoraggio l'impatto dell'evento sismico e per il ripristino della fungibilità di uffici e strutture logistiche. Massima priorità è stata data poi alla rimessa in funzione dell' Up di Coppito vicino Aquila dove hanno stabilito la loro centrale operativa le forze in campo. Ricordiamo infatti che nella sciagura 53 uffici sosno stati costretti a rimanere chiusi per i gravi danni provocati dalle scosse. Gli uffici mobili intanto proseguono ad effettuare versamenti di pensioni ed altri tipi di pagamento. Oltre ai colleghi impegnati secondo le direttive, Poste ha attivato il conto corrente e il numero di PosteMobile (con un sms di 1 euro) per la raccolta fondi a favore delle comunità travolte dal drammatico evento naturale. Contributi che si sono iniziati a versare spontaneamente in tutti i 14 mila uffici italiani con bollettino di conto corrente o direttamente via internet nell'area pagamenti di BancoPosta online, sito dell'azienda. (P.Z.) Un nuovo asse Istat-Poste Archivi condivisi per una banca completa di informazioni toponomastiche Viene controfirmata la convenzione tra Poste Italiane e l'ististuto Nazionale di Statistica con l'obiettivo di ri-creare su basi rinnovate la prima banca dati territoriale con informazioni, nomi, luoghi, vie e numeri civici aggiornati dei circa 500 Comuni italiani con più di 20 mila abitanti. Ciò che verrà fatto, in pratica, sarà un'integrazione totale del tesoro di informazioni toponomastiche del Gruppo con quelle in possesso dell'istat, per far in modo che la mappatura sia il più possibile esatta e favorire il miglioramento della schedulazione del Recapito da una parte, e tutte le attività di rilevazione e di ricerca statistica dall'altra (si pensi al prossimo censimento della popolazione previsto per il 2011). D'altra parte non è mistero che molte aree geografiche italiane hanno ancora censimenti che risalgono al (P.Z.) 9

10 Réclame fantasiosa e problematiche reali Pacchi-Hulk, più forti e veloci la pubblicità del Gruppo sposa i Comics... e la realtà tende a scomparire Da Febbraio, la campagna sperimentale di Poste Italiane che promuove per sei mesi il lancio di una serie di promozioni che riguardano i servizi dei pacchi si dipinge di verde, il colore dell'incredibile Hulk delle strisce dei fumetti e dei blockbuster statunitensi. Almeno, questa è l'immagine pubblicitaria che si è voluto dare per colpire l'immaginazione di un potenziale favore di clienti che si vuole appunto più potente. Fino al 30 giugno 2009 con Paccocelere 1 Plus e Paccocelere 3 si potrà spedire a condizioni più convenienti sfruttando tutta la rete. Corriere Espresso e Pacchi, gestito da SDA, estende in pratica la voluminosità (anche se il peso massimo rimarrà sempre quello di 30 kg), raddoppiandosi nelle misure ma senza alcuna maggiorazione aggiuntiva ai costi standard, come invariati rimangono i servizi accessori (A.R., Assicurazione, Contrassegno) e la possibilità di accesso (Impostazione presso gli UP, ritiro a domicilio tramite pick up, LDV elettronica) e tracciabilità. Si arriva a 80x80x140 cm dei tre lati del pacco. Orientamento e comunicazione sono diventate oggi le linee strategiche basilari per vendere servizi in un flusso competitivo sempre più aperto ai piani plurimi delle iniziative private a tutti i livelli. Ma, l'azienda Poste Italiane SPA oggi sembra esagerare nell'investire più sul Simbolico, che nei fulcri della natura materiale stessa dei suoi servizi e delle sue risorse umane. Capitale e Pubblicità, prendono definitivamente dominio in controtendenza rispetto a quella grande fase che alla fine degli anni Novanta aveva la volontà di riconvertire con formazione a tappeto un personale da traghettare verso un modello nuovo operatori postali del terzo millennio con, diciamo così, una rivoluzione di velluto. Oggi, si viene a creare di fatto uno iato profondo tra lo scambio dei segni e il lavoro vivo. Un'immagine postmoderna che fa a pugni con le difficoltà a gestire la complessità di una miriade di raggi operativi. C'è una divaricazione tra immagine e realtà che assottiglia spaventosamente (per noi) i margini della dialettica che contraddistingue il pensare e l'agire di una organizzazione collettiva sindacale, anche se di forte pregnanza nel tessuto della popolazione lavorativa. Lo scenario di crisi globale di tutti gli assetti dell'economia, quindi del Lavoro non fa che drammatizzare la cornice di questa situazione. Che le tradizionali relazioni di garanzia subiscano una serie di sconvolgimenti che troppo spesso si vogliono nominare genericamente, populisticamente, oscuramente come riconducibili al politico è lapalissiano. Lo abbiamo visto sulla nostra pelle negli ultimi due/tre anni. Che però si arrivi a una situazione paradossale per cui il confronto tra i lavoratori (che vivono lo spettro di un'incertezza) e l'azienda (orientata sempre di più verso incerti paradigmi di iniziative-simulacro che assomigliano davvero alle strisce degli isterici Comics della Marvel) assume spesso e volentieri il braccio di ferro del Simbolico è una deriva pericolosa. La sfida è per noi quella di ricondurre al reale quei margini di dialettica che sola può portare a dei risultati positivi al capitale del nostro lavoro. Altrimenti come afferma Jean Baudrillard si scivola in una virtualità di segni che prendono progressivamente il posto della reatà e dove diventa arduo poi riprendere le fila di una costruzione positiva di conquiste materiali. Le campagne pubblicitarie si susseguono vorticosamente: assicurazioni convenienti, raccomandate sempre più veloci, pacchi sempre dalla forma-ciclopica allo stesso prezzo, tempi rapidissimi! Ma, finché si avrà una coscienza e una dignità del lavoro le verità su cui ragionare sono altre. (P.Z.) 10

11 SDA, il braccio voluminoso delle Poste Dal finto monopolio degli anni Ottanta alla riconquista di fette di mercato in crescita Prima, cioè fino al 2000 era Pacchi Farini che a Milano, gestiva con il suo centro di smistamento tutta la maggior parte della corrispondenza voluminosa del territorio. C'erano i furgonati di colore grigio che la trasportavano e di rado incontravano quelli rossi della Bartolini o quelli dell'sda. Poi tutto è cambiato. Quando nel 1998 il Gruppo di Poste Italiane decise di mettere sotto il proprio ombrello l'asset SDA, affidandogli i propri servizi di Corriere Espresso e Pacchi, chiudendo il grosso centro milanese e dando la possibilità ai lavoratori postali di entrarci (interpellanza, inutile dirlo, che non sertì molte adesioni). Iniziava all'incirca così una nuova pagina nella storia della distribuzione dei pacchi. Politicamente rappresentò un bel colpo, se solo si tiene conto che l'acquisizione rientrava in un grande progetto complessivo che riguardava il ringiovanimento dell'amministrazione PT in un processo di privatizzazione a tappe (il passaggio prima a Ente pubblico con una propria gestione economica, poi l'approdo a SPA), molto dibattuto a livello sindacale, come al solito molto ignorato dalla politica dei governi, ma, che poi il tempo ha fatto riconoscere per il suo valore (sicuramente un successo rispetto ad altri monopoli statali, da Ferrovie a Telecom e Alitalia). Stava nascendo di fatto un Gruppo di servizi moderno (con l'appoggio sostanziale tra l'altro del nostro Sindacato che contemporaneamente si modernizzava anche nella propria struttura; Slp-Cisl era nata a Fiuggi nel 1993 dalle disciolte sigle cisline dei vari comparti postali). Ecco che allora riuscire a spacchettare di fatto la branca dei voluminosi, mantenendolo però nella propria piattaforma venne considerato dagli allora vertici postali (con l'ad Passera come grande timoniere), un colpo d'ala nel risanare un pezzo importante dei servizi postali, facendo in modo che non fossero altri operatori stranieri a colonizzarlo. Il guado di paralisi strutturale del settore, che partiva almeno dalla fine degli anni Settanta, quando era pubblico a tutti gli effetti, aveva avuto come concause un costante disavanzo di bilancio, l'aumento del costo del lavoro diventato apertamente clientelare, uno scadimento pronunciato dei servizi, deficit sanati dall'inflazione che correva libera senza vincoli UE o ripianati dal Tesoro in virtù del Servizio Universale e di tariffe tenute ai minimi. Togliere zavorre, snellire, dinamicizzare fu allora la strategia più preferibile, anche guardando al altri paesi industrializzati dell'emisfero occidentale. Nella medianicità del 2000, il cambiamento diventò materiale. Con il nuovo brand giallo di Poste Italiane, anche per l'sda (Italia), costituita a Roma nel 1984, si rigenerava su prospettive di fatturato e ramificazione di filiali in costante espansione. Da un finto monopolio, nel senso negli anni Ottanta la concorrenza privata soprattutto nei centri urbani divorava fette rilevanti nella distribuzione dei corrieri espressi e pacchi si passava a fattiva predominanza. L'SDA si è poi potenziata settorializzandosi con un portafoglio di servizi dedicati (il Mototaxi, i servizi di vendita a distanza di Eboost sono entrati nell'azienda nel 2003). Internet ha poi dato un impulso notevole (si pensi solo a e-bay) con migliaia di spedizioni di pacchi in più rispetto al passato... Mercati in crescita riconquistati, e utili economici ripartiti, senza che l'azienda Poste Italiane se ne sia accollata il peso produttivo. Nonostante faccia parte integrata della piattaforma, il personale dei servizi SDA però rientra in una contrattualistica diversa da quella dei dipendenti postali. In tutto il paese le squadre di questi operatori sono alcune migliaia (circa persone tra dipendenti e collaboratori e addetti alla distribuzione presenti in circa 100 Centri Operativi in Italia) e la forma-lavoro prevalente e quella che una volta veniva definita come padroncino. Moltissimi infatti i ragazzi (con una presenza considerevole di sudamericani) che svolgono un lavoro semi-autonomo o più correttamente autonomo di seconda generazione, con vincoli e clausole contrattuali particolari. Lo sviluppo di SDA Express Courier è stato continuo e costante così fino a diventare oggi il partner ideale per la gestione distributiva, logistica e per la vendita a distanza, grazie a un sistema di distribuzione capillare che ogni giorno percorre con i suoi furgoni bianchi e la scritta blu l Italia intera attraversandola in ogni direzione e dotata di stabilimenti propri di ritiro-giacenze e pratiche amministrative. Con il connubio Gruppo Poste Italiane/SDA, la fisionomia del settore mostra un dominio di mercato incontrastato che ha lasciato solo fette marginali a colossi internazionali come l'americana UPS, l'olandese TNT, la tedesca DHL. Una privatizzazione riuscita, che però ha anche un lato di tenebra che riguarda la qualità dei servizi. Diversamente del Recapito dei pacchi di una volta, oggi gli scrupoli si sono abbassati di livello e le procedure non sono sempre rispettate. Quando un Paccocelere non arriva però sono le Poste che sono costrette a pagarne in immagine e ovviamente chiamate a risponderne per il resto. Ed è per questo che in futuro qualche aggiustamento sarà necessario farlo. (P.Z.) 11

12 Dopo l'architetto De Lucchi, è toccato a Massimo Iosa Ghini sperimentare la forma degli UP L'Ufficio Postale del Futuro, il Design d'avanguardia ridisegna in azzurro i layout (per adesso solo a Roma) E' il primo ufficio postale di nuovissima generazione, quello creato dallo studio di Massimo Iosa Ghini per l'agenzia 62 sita all'interno della città universitaria La Sapienza di Roma. Organizzazione degli spazi, sportelli, sistemi dotati di monitor touch scren per le informazioni che indirizzano verso la domanda specifica dell'utenza. Materiali innovativi, come si legge in Domus-la rivista specializzata in architettura nel numero di Ottobre Un ambiente elegante e informale insieme, con elementi che ricordano i concept della progettualità utopistica prefigurati dalle futuribili macchine abitative del visionario designer milanese Joe Colombo. Ma, qui, assieme alle attrezzature multifuzionali, i concetti spaziali della nuova estetica contemporanea c'è appunto l'innesto delle nuove tecnologie che seguono i criteri all'avanguardia dei neo-up. Pannelli retro illuminati e un'orizzonte di multimedialità per prodotti, servizi e modalità nuove. Si pensi a PosteSelf che permette alle persone che arrivano di effettuare autonomamente e in maniera intuitiva la maggior parte delle operazioni tradizionalmente svolte attraverso gli sportelli dagli impiegati fisici. Segnaletica e sedute di attesa, stanze di consulenza sui prodotti finanziari, Postamat per ricaricare carte prepagate PostePay e schede telefoniche, schermi interattivi. Si trasformano del tutto plasticamente le tre principali aree (quella self, quella relazionale e quella transazionale ) dell'ufficio Postale del Duemila, ora visto in azzurro-neon attraverso idee di arte industriale che interpretano gli odierni concetti riveduti di flessibilità&funzionalità che Poste Italiane vuole comunicare nel suo progetto di multi-polarità di servizi. Insomma, cambiano anche nell'ambiente architettonico più moderno e gradevole i modi di relazione con il pubblico. Sensorialità nuova contro il grigio vetusto di una volta. A noi, però, interessa forse anche di più quale sarà la veste operativa che dovremo assumere per trasformarci. (P.Z.) 12

13 previsione la disamina di un nuovo taglio delle pensioni e il terremoto che potrebbe scattare sulla pelle di circa mezzo milione di dipendenti di Royal Mail. Ecco il perché delle manifestazioni che si sono avute davanti a Westminster per richiedere con forza l'annullamento della paventata privatizzazione. (P.Z.) Oltralpe, un anno di mobilitazioni anti-sarkozy. La Francia rurale contro le liberalizzazioni di La Poste Fa discutere in Gran Bretagna la decisione del governo laburista di Gordon Brown Caso politico Royal Mail. Le Poste di Sua Maestà pronte a cedere il 30% a TNT Modernizzazione. Crisi dei mercati postali. Difficoltà a far fronte alla difficile situazione del fondo pensione, un deficit che oscilla sui 5,9 miliardi di sterline (pari a 6,7 miliardi di euro). Sono queste la motivazioni principali che hanno portato all'annuncio-shock del primo ministro dinanzi al Parlamento di Londra. La parziale privatizzazione delle Poste pubbliche inglesi al servizio della Regina dimostra proprio che il mondo del terzo millennio è pronto a scrollarsi di dosso tutte le marsine e i merletti della tradizione di un passato che ormai si allontana sempre di più. Nella bozza del disegno di legge sulla ristrutturazione della gloriosa e antica compagnia Royal Mail l'esecutivo intende vendere una fetta di partecipazione equivalente al 30%. E, nonostante l'ostruzionismo di molti esponenti del Labour Party (140 deputati), partito di maggioranza e di governo, il premier Gordon Brown intende portare a compimento la sua azione di portata storica anche ricorrendo all'appoggio dei conservatori e dei liberaldemocratici per approvare il provvedimento. Il ministro Lord Mandelson dall'altra parte ha illustrato ampiamente la necessità per l'azienda postale inglese di dotarsi di uno sviluppo tecnologico adeguato ai tempi e far fronte a nuove strategie di businnes contro la decrescente richiesta del traffico tradizionale di pacchi e lettere. Un fenomeno mondiale, che scompone la scacchiera degli equilibri tra servizio pubblico e mercato. Pronta a comprare quote sarebbe di sicuro l'olandese TNT. Ma ancora i termini della manovra non ci sono tutti e la discussione su possibili alternative per salvare la disastrosa situazione (che i sindacati hanno aspramente contestato con altri dati di crescita) sono in corso. Di sicuro però c'è in Nonostante la posta francese La Poste sia sbarcata in Svizzera, la furia di Asterix il gallico non ci sta. La sorte della azienda monopolista postale con le sue parziali privatizzazioni asimmetriche rischia un vero e proprio smottamento interno se si considera che il servizio pubblico di La Poste si svolge in tutti gli angoli di un paese che per estensione è il più grande d'europa ma anche come ben si sa tra quelli meno densamente popolati. Al deficit finanziario e nella prospettiva comunitaria di liberalizzazione del 2011 decisa dall'unione Europea, il governo di Nicolas Sarkozy ha da un anno a questa parte approntato dei piani favorevoli all'apertura di capitali privati e conseguentemente a delle decisioni storiche sul futuro del servizio postale nazionale in generale. E anche la decisione di far rilasciare dall'autorità di regolazione postale (PostReg) nella persona del consigliere federale Moritz Leuenberger la concessione per entrare nel mercato elvetico con servizi di consegna internazionale di lettere e pacchi (dalla Svizzera ad altri paesi Esteri) rientra nello scenario privatistico auspicato dalla compagine del presidente francese. Di fatto però le importanti mobilitazioni dei lavoratori postali capeggiati dalle loro cinque sigle sindacali, e solidaristicamente appoggiate dalle delegazioni di altri settori del lavoro che si sono avute per tanti mesi esprimono tutta la preoccupazione per una avventurosa scorporazione piena di rischi. Per la qualità dei servizi intrinseci, che in Francia sono nazionalisticamente molto sentiti e per la triste eventualità di corrivi ridimensionamenti. Ma il mercato è il quid della realtà dei nostri tempi e una resistenza gallica a-dialettica difficilmente potrà spuntarla senza spellarsi...(p.z.) 13

14 all'azienda quell'agilità funzionale e quella protervia tipica germanica di espandersi con le sue colonie teutoniche in 220 diversi paesi nel mondo. Ma una compagnia che si occupa di servizi di pubblica utilità deve anche saper manovrare le proprie navi destreggiandosi anche nelle tempeste e garantire ai propri dipendenti una prospettiva non campestre, come fanno con troppa disinvoltura industrie di piccolo taglio. Sennò che colossi si è? (P.Z.) Germania, il colosso biondo di Deutsche Post ricorre all'ascia dentata, con drastici tagli anti-crisi La posta tedesca, principale attore in Europa per la Logistica, è impantanata nel gorgo della crisi scaturita dal terremoto americano e ora pretenderebbe di farla pagare a quelle fasce di sub operatori che chiama esuberi. L'Amministratore Delegato Frank Appel ha presentato così, di recente, un duro programma di risanamento che dovrebbe coinvolgere Deutsche Post, sia a livello nazionale che internazionale (soprattutto Stati Uniti dove si registrano perdite miliardarie). Si taglia così su 40 mila posti solo all'estero, in gran parte parasubordinati a tempo (nelle filiali, nel corriere espresso DHL e nelle ditte appaltatrici). Ma la ghiacciata, giustificata dagli obiettivi di bilancio non raggiunti, è glocale e non risparmierà neanche l'ambito locale interno, dove si prevede che la ristrutturazione lavorerà ai fianchi amministrazione e personale tedeschi. Dal grattacelo che domina Bonn, l'ex capitale dell'ovest e sede della grande azienda, non giungono per ora altri piani alternativi. Intanto, però, su Klaus Zumwunkel l'ex AD della storica svolta da carrozzone pubblico indebitato ad efficiente global player continuano le indagini su evasione fiscale aggravata. La scalata di questi anni di snodo privato che ha tramutato il volto austero e grigio della statale Deutsche Bundenpost nella nascita nel 1996 della moderna Deutsche Post divisa nei suoi quattro macrocomparti (divisione Corrispondenza, l'express Mail Service responsabile del trasposto della posta e dei pacchi in tutto il mondo via terra e via aereo con la controllata DHL, la Logistica per le imprese multinazionali, e la divisione Finanziaria con la propria Deutsche Postbank) non si è avuta propriamente in una situazione di massima trasparenza. Di sicuro, certo, ci sono stati i successi di fatturato, che hanno permesso Sorpasso Rosa Più donne che uomini a lavorare in Poste Italiane Lo si poteva immaginare, ma non lo si poteva sapere con certezza. Ora, invece, i dati dimostrerebbero che a lavorare in Poste, cioè la più grande azienda nel nostro paese per numero di dipendenti (40 mila) più della metà del personale è donna. Anche se bisogna tenere conto di almeno di un paio di considerazioni; la prima che perdurano ancora vistose differenze fra le regioni settentrionali e quelle centro meridionali. La seconda riguarda gli aspetti che potremmo chiamare di carriera. Ciò che emerge infatti è che le donne che lavorano in Poste Italiane arrivano sì anche a dirigere Uffici Postali (59%) e a ricoprire professioni di coordinamento, ma difficilmente salgono ulteriormente. Le posizioni nell'ambito dirigenziale in tutto il Gruppo rappresentano soltanto il 35 %. Risultato comunque invidiabile se è vero che secondo Federmanager, su dirigenti che occupano posizioni rilevanti nel nostro paese solo il 5% è donna. (P.Z.) 14

15 Dai postumi di Sanremo e dalla Festa del 1 Maggio esce una disco-miscellanea in esclusiva per la Fnac Il Paese è (fin troppo) reale... Afterhours, Marlene Kuntz, Calibro 35 e altri,...in un Cd Cattivi al cinema In Nemico pubblico n 1 Vincent Cassel interpreta il Vallanzasca francese Un film in due parti, come vuole di nuovo la moda hollywoodiana, dal pulp Kill Bill Quintin Tarantino al Che di Soderbergh. Anche se forse la scelta del regista Jean-Francois Richet di raccontare le vicende biografiche esemplari del controverso Jacques Merine, bandito francese attivo tra gli anni Sessanta e Settanta è discutibile, perché si perde un po' il respiro di leggenda di un uomo che sembrava uscito direttamente da un polar (i polizieschi con Lino Ventura o Alain Delon). Quasi quattro ore divise di un film-monstrum secco e nello stesso tempo dai colori sensuali di una ricostruzione convincente che inizia in Algeria, con il giovane protagonista di Vincent Cassel che entra nell'oas, per passare alla Marsiglia delle malavite di quartieri malfamati alla Jean Genet rivisto da Fassbinder. È il racconto di formazione di un giovane dal forte vitalismo che preferirà a una provinciale esistenza anonima farsi trascinare nel nichilismo di una perdizione letteraria da un boss che ha la stazza del sadico Gérard Depardieu. Cosa lo spingerà nelle sue strampalate scelte da gangster, un istinto di morte? Personaggio dai cento volti, sempre in fuga con la gendarmerie alla calcagna, attraversa con i baffi, la barba o i capelli lunghi i luoghi geografici più vari, tra rapine in banche e rapimenti; valicando perfino l'oceano scappa in Canada, viene arrestato, evade, viene riarrestato, rievade, va a Londra, in Spagna e, acciuffato, ripiomba a Parigi, scrive un libro in carcere, affronta il gioco dei media con sfrontata abilità. Fino a morire. Forse per questo Merine, Vallazasca d'oltralpe che faceva discutere la cronaca nera (i fatti sanguinosi), rosa (le galanterie con le donne da romantico masnadiero urbano) e perfino all'epoca di Mitterand i salotti degli intellettuali e della politica engagè di sinistra, per l'anarcoide spregiudicatezza e la capacità istintiva di destabilizzare il sistema di valori di una società sempre fragile nelle sue blande certezze. (P.Z.) Una musica rock buia, ma che non rifugge le contraddizioni del presente. Non le esaspera, neanche, shopenhaurianamente, ma, anzi, le infilza in maniera trasversale; l'unica maniera oggi forse possibile dall'altra parte per non cadere nella tronfia e didattica tardoretorica dell' impegno, categoria ormai assunta dal ridicolo in una società dello spettacolo delle risate forzate e che identifica ogni forma di industria culturale come occasione di avanspettacolo postmoderno di intrattenimento idiota. Questo disco, che viene distribuito soltanto per una catena di negozi dedicati (e che non si troverà in mezzo a scaffali di banane e di detersivi), è uno spaccato di un altro sentire musicale italiano rispetto ai pop melodici atemporali dell'amore per tutte le stagioni. E, a trainare il progetto sono proprio gli Afterhours con la canzone strutturata Il paese è reale che hanno scelto di portare in quella grande cassa di risonanza che è l'annuale Festival di Sanremo.c'è Paolo Benvegnù, Beatrice Antolini, Marco Parente, i Calibro 35 (con una rivisitazione della colonna sonora L'uomo dagli occhi di ghiaccio), il Teatro degli Orrori, i Zen Circus, i Mariposa, Marta sui tubi, ecc. per un totale di 19 traccie. Musica indy, cioè indipendente dai grandi circuiti e le cui esibizioni dal vivo non di rado avvengono in locali dell'underground giovanile, come il Magnolia di Milano, dove la distanza tra palco e spettatori non esiste. L'album è quindi l'occasione per confrontare col proprio orecchio il gusto e lo stile, la sensibilità dei testi e le preziose reminescenze retrò con tutto ciò che abbiamo dinnanzi agli occhi, perché Dir la verità è un atto d'amore, Fatto per la nostra rabbia che muore.(p.z.) 15

16 Raggiunta l'intesa grazie a Slp-Cisl e Failp-Cisal Premio di Risultato 2008/2009 Non una semplice variazione del 65% come anticipo, ma un vero aumento salariale! La CISL nelle Poste Oltre un terzo dei lavoratori delle Poste sono iscritti all'slp-cisl. Con la forza delle idee di oltre iscritti, grazie all'instancabile attività quotidiana della più numerosa, capillare e competente rete di attivisti presente in tutte le Unità Produttive, da oltre 60 anni la CISL guida l'attività sindacale nelle Poste. Difendiamo con professionalità e tenacia i diritti dei lavoratori; lavoriamo per costruire un futuro migliore per tutti. SLP-CISL fa formazione continua per i giovani e li aiuta nella loro crescita professionale. Entra anche tu nella nostra squadra e scoprirai che con il tuo impegno puoi effettivamente contribuire a cambiare le cose. Pensa al tuo presente e non perdere di vista il tuo futuro. Iscriviti alla CISL!! La sede di Milano è aperta dal lunedì al venerdì (ore ) in via Tadino 18 (zona Corso Buenos Aires) e puoi facilmente raggiungerla con la MM1, fermata Lima o P.ta Venezia. Tel fax Il Sindacato dei Lavoratori Postali della Cisl lo aveva promesso. E lo ha mantenuto portando il suo proposito di portare a casa un accordo significativo e un autentico aumento. Sono passati alcuni mesi ma alla fine l'accordo nazionale con l'azienda c'è stato, con le nostre firme e quelle della Failp-Cisal, unica altra organizzazione che ci ha creduto e avuto il coraggio di seguire la nostra stessa linea. Dal tavolo dell'intesa le altre OO.SS. di fatto si sono autoescluse. Inspiegabilmente. La proposta di Cgil, Uil e Sailp infatti che aveva preso forma lo scorso 29 luglio in un accordo minoritario con Poste Italiane riguardava semplicemente una variazione dal vecchio 50% al 65% dell'anticipo del Premio già spettante ai lavoratori. In cosa sarebbe consistito l'aumento? Di qui, dalla nostra ferrea determinazione nel proseguire tutte le possibilità dialettiche a nostra disposizione per cercare di raggiungere come parte sociale dei lavoratori una trattativa tutt'altro che semplice vista anche la non favorevole congiuntura economica, siamo approdati finalmente nella sera del 7 Maggio al finale di partita. Ecco in sintesi i punti fondamentali: 1) Durata triennale (2008/2009) del contratto di produttività (necessaria per accedre alla decontribuzione); 2) Revisione e individuazione delle figure professionali da collocare da staff a produzione (vedi i Responsabili degli Uffici di Recapito); 3) Una maggiore facilità di accesso al premio di risultato e l'incremento a 130 euro del bonus di presenza con 0 assenze ed a 90 euro fino a 3 eventi di malattia; 4) La riduzione del divario economico fra gli importi del Premio destinati a staff e produzione; 5) L'aumento complessivo strutturale medio del Premio di risultato di 290 euro pro capite. Agli importi medi esistenti si aggiungono 240 euro già in decorrenza 2008 che verranno incrementati di ulteriori 50 euro dal E' stato inoltre acquisito il pagamento di una quota una tantum di 100,00 euro per il 2008 e di ulteriori 50 euro per il L'Azienda, avvalendosi anche della tracotanza di alcune sigle sindacali aveva mostrato estrema chiusura nei confronti delle richieste di un miglioramento di Premio, e invece...c'è chi ha saputo, con coraggio e forza di persuasione, aspettare e rilanciare fino a realizzarlo. (P.Z.) 16

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