SEZIONE 1) MODALITA E TERMINI DI PAGAMENTO A GARANZIA DEL CREDITO

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1 SEZIONE 1) MODALITA E TERMINI DI PAGAMENTO A GARANZIA DEL CREDITO QUESITO 1) Acquisto dal cliente Tedesco di Merci per su base EXW. Quali sono i rischi EXW negli scambi internazionali sia per la vendita che per l acquisto? Soluzione A) Proporre al cliente una consegna alternativa FCA. Soluzione B) Pagare COD "Cash on Delivery" ovvero il Vs. trasportatore, o spedizioniere incaricato del ritiro in Germania (EXW), portera' con se un Assegno Circolare (INTERNATIONAL CERTIFIED BANK DRAFT) dell'importo della fornitura, intestato al cliente. In pratica il vostro fornitore verra' pagato contanti alla consegna delle merci. Soluzione C) Fidejussione Bancaria (Bank Guaratee). Fate attenzione perche' le fidejussioni prevedono l'immobilizzo del controvalore per il quale la Banca si impegna a nome e per conto della vostra Azienda (Fidejussione) a pagare tra 90 giorni. Se si tratta di liquidita' sul conto, essa verra' "immobilizzata" per 90 giorni, ovvero non sara' disponibile se pur presente in conto come saldo contabile. Se si tratta di denaro prestato dalla Banca (es. fido aperto opprtunamente o utilizzo del fido esistente) controllare il costo dell'operzione in termini di interessi passivi o in caso di eccedenza (es. massimo scoperto) e per i 90 giorni della garanzia. QUESITO 2) Vendita ad un cliente Russo di Merci per su base EXW. Inviare una Proforma Invoice (Fattura Proforma) per dar modo al cliente di effettuare il bonifico. Controllare se invece della Fattura Proforma il cliente puo' comunque effettuare il pagamento anche solo con la conferma d'ordine. In essa dovranno comunque essere presenti le vostre coordinate bancarie. E' comunque sempre piu' efficace la fattura proforma. Si tratta della copia speculare della fattura commerciale vera e propria che verra' emessa all'atto della consegna. La proforma pero' non ha l'obbligo di registrazione e di numero progressivo perche' non si tratta di un documento fiscale, si tratta solo di una anticipazione della Fattura che verra' emessa. Sulla Proforma devono essere indicate le coordinate Bancarie (BANK DETAILS) che non sono necessarie invece sulla Fattura, sopratutto se il pagamento all'atto dell'emissione dalla Fattura Commerciale, e' come nel nostro caso, gia' avvenuto. QUESITO 3) Vendita ad un cliente estero in ESENZIONE IVA (Art 8 D.P.R. 633/72). Possibilità di mancato ricevimento della bolletta doganale dal cliente estero (con conseguenti problemi con guardia di finanza): viene pertanto consigliata da consulente dell azienda la vendita con IVA e il recupero successivo a ricevimento della bolletta doganale. La nota del consulente e' corretta. In pratica, quando si cedono merci per l'esportazione, bisogna dimostrare, ai fini della dichiarazione IVA, che questa merce e' effettivamente uscita dal territorio nazionale. L'unica documentazione certificativa di tale uscita e' la bolletta doganale del cliente che viene emessa all'atto dell'importazione e che solitamente il cliente riceve con la merce o rimane in possesso del trasportatore. 1

2 Sara' sufficiente mettere la nota sulla fattura che la merce e' destinata all'esportazione, ("importo esente IVA perche' trattasi di merce destinata all'esportazione Art.8 D.P.R. 633/72"), e poi allegare alla fattura di vendita la documentazione import che il vostro cliente o il trasportatore DOVREBBE fornirvi con cortese sollecitudine. QUESITO 4) Vendita in Russia: modalità di pagamento bonifico in anticipo. Il cliente Russo offre di effettuare un pagamento tramite un loro partner, ovvero un azienda diversa da quella a cui dovremmo cedere i prodotti. Posso accettare un pagamento off-shore? Il suo cliente Russo offre di effettuare un pagamento tramite un loro partner, ovvero un azienda diversa da quella a cui dovrete cedere i prodotti. Indipendentemente dal termine di resa, sia che consegnate voi in Russia, (CIF) o che ritiri il cliente presso di Voi in fabbrica (EXW) il pagamento, da cio' che leggo e' comunque 100% anticipato. Pertanto, in via non del tutto professionale, potrei citarle L'imperatore Vespasiano "Pecunia non olet" ovvero, non e' fondamentale chi materialmente trasmette il danaro alla sua azienda, l'importante è che le merci siano pagate integralmente ed in anticipo, eliminando di fatto tutti i rischi di insoluto o ritardato pagamento. A parte la leggera divagazione e tornando alla pura normativa, sarebbe auspicabile che il pagamento venisse effettuato dallo stesso soggetto a cui si cedono le merci. Nel caso di pagamenti esteri, a volte, il cliente puo' avere fondi disponibili in un paese diverso dal suo o presso consociate che si incaricano di approvvigionarlo di materiali. In linea di massima lei puo' accettare il bonifico da parte di un azienda diversa dal suo cliente a patto che nella clausole del pagamento, e preferibilmente sulla contabile bancaria, compaia la descrizione (in italiano o inglese) "Pagamento merci fornite dalla Ditta Srl con Fattura N... del...). Puo' suggerire al suo cliente di inviarle una lettera o inserire nella causale del bonifico il seguente testo: "Payment effected for and on behalf of...(nome della ditta del suo cliente Russo) for the supplyy of (Descrizione merci) as per Invoice Numebr (Numero Vostra fattura)... dated (Data vostra Fattura) In questo modo, il pagatore, indipendentemente se questo sia il ricevitore finale delle merci o no, certifica che il danaro che viene accreditato sul vostro conto e' relativo ad una fornitura per la quale la vostra azienda ha emesso regolare fattura. La fattura a questo punto puo' anche riportare un nome diverso da chi ha materialmente effettuato il pagamento. QUESITO 5) Quesito sulla necessità di inserire alcune clausole nel contratto di compravendita da adattare alla vendita volta per volta, ed in particolare della scelta del foro competente. Generalmente non stiliamo contratti di compravendita specifici per ogni ordine, ma rimandiamo alle condizioni generali del contratto (disponibili sul sito internet) che abbiamo stilato facendo riferimento alla Convenzione di Vienna, ma che utilizziamo sia per le vendite in Italia che per le vendite all'estero. E' consigliabile averne due distinte? Al momento il foro competente è il tribunale di Latina. Essendo condizioni generali applicabili ad ogni vendita, è consigliabile conservare il "ns foro" di riferimento o preferire una camera arbitrale? Premetto che al momento i ns paesi target sono prevalentemente all'interno dell'area UE e dell'europa. 2

3 Come anche da lei evidenziato, l'impresa dovrebbe adattare alcune clausole del contratto di volta in volta, non gia' pensando alla tipologia del cliente (Azienda privata o ente pubblico) bensi' al paese di destinazione delle merci (Intra o extra UE, paesi a rischio ecc.ecc.). Un esempio per tutti e' l'utilizzo degli INCOTERMS (clausole contrattuali per eccellenza nelle vendite extra UE) ove a volte, come visto durante le lezioni in aula, clausole come queste relative alla sola consegna delle merci, spesso si legano al pagamento. Con riferimento al suo quesito ed in particolare al FORO COMPETENTE si osservi quanto segue: Per le vendite in Italia, sicuramente, e per quelle Intra UE, le suggerisco di consultare gli ultimi provvedimenti legislativi dell'attuale governo ove trovera' notizie sul costituendo "Tribunale delle Imprese" ovvero un tribunale specificatamente dedicato alle cause civili solo tra persone giuridiche. Viste le lentezze burocratiche ed i tempi di attuazione pero', farei comunque, per gli aspetti pratici e contingenti, ancora riferimento ai tribunali civili ordinari. (Nel suo caso quello di Latina). Tenga presente però che proprio Latina, recentemente e' passata alle prime pagine delle cronache giudiziarie per essere stato il primo tribunale Italiano, dalla data della costituzione repubblicana, a fissare le udienze a "data da destinarsi". Cosa gravissima ed illogica oltre che giudizialmente antitetica che chiarisce subito lo stato del tribunale stesso, ovvero cause che non hanno neppure data di prima udienza, quindi attualmente irrisolvibili. E' corretto, come fate voi, applicare la convenzione di Vienna, suggerisco altresi' che il contratto sia comunque redatto in due lingue. (Auspicabilmente Italiano e lingua del cliente) generalmente Italiano- Inglese (Lingua franca). Il foro competente puo' essere (in ambito UE) anche fissato presso la location del cliente, (es. il foro di Parigi se il cliente e' Francese). A patto pero' che con il vostro legale controlliate prima la possibilita' di farvi patrocinare in Francia per il recupero del credito. All'estero generalmente i tempi sono molto pui' brevi che in Italia, a volte si puo' parlare di settimane e non di anni, per recuperare un credito. E' chiaro pero' che la somma da recuperare deve essere congrua e deve giustificare le spese legali estere che, indipendentemente dall'importo da recuperare, solitamente hanno una base invariata. Quanto alle camere arbitrali, si rimanda a quanto si dirà nel seminario dedicato del 22 giugno prossimo. SEZONE 2) LA GESTIONE DEI CREDITI IN AZIENDA ED IL RECUPERO DEI CREDITI QUESITO 1) L azienda per cui lavoro commercializza strumenti elettronici per il settore delle telecomunicazioni, quindi beni mobili identificati ciascuno con uno specifico numero di serie. Vorrei sapere è se è possibile inserire nei contratti con i nostri clienti una clausola di ritenzione della proprietà dei beni in caso di mancato pagamento. In altri termini se è legalmente accettabile inserire una clausola che permetta alla mia azienda di ientrare in possesso ed in proprietà dei beni (eventualmente anche tramite un accesso presso la sede del liente) nel caso in cui questi non paghi la fornitura e se questa clausola è applicabile anche nel caso in cui l cliente sia soggetto a una delle procedure concorsuali previste dal ns. ordinamento (liquidazione, concordato preventivo etc.). Inoltre la clausola è applicabile ed operativa anche nel caso in cui il bene sia stato nel frattempo venduto ad un terzo? 3

4 Ai fini dell efficacia della clausola di ritenzione della proprietà, c è una differenza a seconda che il bene venduto sia stato o mento incorporato in altri beni, da cui è difficile separarlo fisicamente? 1^ RISPOSTA (ASPETTI LEGALI) Possibilità di inserire nel contratto una clausola di rientro in possesso dei beni in caso di mancato pagamento da parte del cliente (clausola denominata "Riserva di proprietà"): La "vendita con riserva di proprietà", detta anche "vendita con patto di riservato dominio", è una forma particolare di vendita in cui il compratore entra in possesso della cosa acquistata, ma non ne acquisisce la proprietà che rimane invece del venditore, fino a quando il compratore stesso non ha provveduto al pagamento dell intero prezzo pattuito precedentemente tra le parti. Si tratta, dunque, di un contratto di vendita, disciplinata dall'art cod. civ., che assolve principalmente ad una funzione di garanzia del venditore. E un genere di contratto molto comune in caso di acquisti con pagamento a rate ed è applicabile alle vendite di cose mobili e mobili registrate (autoveicoli, arredamento, macchinari), nonché agli immobili (edifici, appartamenti, terreni). Se il prezzo non dovesse essere interamente pagato, il venditore ha diritto a riprendersi il possesso della cosa venduta, tramite risoluzione del contratto, qualunque sia la cifra già pagata dal compratore. Al tempo stesso il venditore dovrà restituire le rate già riscosse, salvo il diritto a trattenerne una quota a titolo di compenso per l'uso che il compratore ha fatto della cosa (art c.c.). Il venditore non può invece ottenere la risoluzione per il mancato pagamento di una sola rata che non superi l'ottava parte del prezzo, nonostante ogni patto contrario (art c.c.). C'è da dire che tale modalità di vendita deve essere espressamente concordata tra le parti e riportata nel contratto. La riserva della proprietà è opponibile ai creditori del compratore, solo se risulta da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento. Se la vendita ha per oggetto macchine e il prezzo è superiore a 15,49 euro, la riserva della proprietà è opponibile anche al terzo acquirente, purché il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto nella cancelleria del tribunale nella giurisdizione del quale è collocata la macchina, e questa, quando è acquistata dal terzo, si trovi ancora nel luogo dove la trascrizione è stata eseguita. (art c.c.). In allegato un breve formulario con le clausole da inserire nel contratto di vendita in modo che il patto di riservato dominio sia opponibile anche a terzi e anche nei casi di sopravvenute procedure concorsuali 1. Infine Le inviamo delle Condizioni di vendita relative ad aziende operanti nel vostro settore che abbiamo trovato su internet, in modo che possa confrontare la relativa contrattualistica. 2^ RISPOSTA (QUESTIONI PRATICHE/OPERATIVE) La possibilita' di esercitare il diritto di ritenzione sui beni ceduti dipende da diversi fattori, alcuni dei quali legali ed inerenti al Codice Civile ed alcuni strettamente commerciali o merceologici legati all'entita' dell'importo ed alla tipologia del prodotto. Il diritto di ritenzione infatti "puo' esercitarsi senza l'ausilio del giudice, in forza del quale il creditore che detenga una cosa del debitore, puo' rifiutarsi di restituirla fino a quando il suo credito non sia stato soddisfatto" Vedremo piu' avanti che la "cosa" nel vostro caso dovrebbe essere un titolo a garanzia. Il caso piu' chiaro del diritto di ritenzione e', per capirci, quello dell'officina meccanica che non le riconsegna la macchina finche' lei non paga le riparazioni effettuate. Nel vostro caso (Strumenti Elettronici e componenti) i vostri articoli a volte sono "installati" o montati all'interno di tecnologia piu' complessa. Ovvero diventano componenti del cliente finale del vostro acquirente, che li utilizza come componenti di macchinari o tecnologia piu' estesa. 1 Si veda allegato 1. 4

5 Mentre con contratti come il Leasing, il cedente rimane proprietario del bene (comunemente un autoveicolo o macchinari) fino al totale pagamento dell'importo, cedendo poi la proprieta' all'acquirente che ha saldato (Riscatto), con la cessione tradizionale del bene e con la tipologia di prodotto teste' descritto la cosa diviene piu' difficile se non impossibile. Do per assunto che il vostro cliente compri sul venduto, ovvero faccia degli ordini alla Srl, perche' a sua volta deve vendere i prodotti o installarli. A questo punto i vostri prodotti sono subito ceduti a terzi o addirittura montati su macchinari o sistemi degli stessi. E' quindi difficilissimo, ottenere un pignoramento dei prodotti presso terzi in tempi brevi. Mentre per una installazione, (Esempio arredamento) o per un Autoveicolo (Esempio Leasing) e' semplice ritirare le merci in caso di mancato pagamento, seppur dopo aver ottenuto da un giudice il provvedimento esecutivo (Precetto, Pignoramento) con questi vostri componenti la cosa risulta impraticabile, Le soluzioni che mi sento di suggerire, a patto che l'importo della fornitura lo giustifichi, sono tre: Fidejussione: Ovvero farsi rilasciare dal cliente una garanzia bancaria valida fino al giorno di ultima scadenza del pagamento. In questo caso se la fattura rimane insoluta anche parzialmente, potete incassare la fidejussione su "semplice domanda" e presentando i documenti direttamente alla vostra banca.(questa soluzione e' auspicabile in caso di prima fornitura o di importi rilevanti ) Leasing: Proporre al cliente una rateazione, non necessariamente di 24 mesi come per le autovetture, ma "clonando" alcune clausole del contratto di leasing e "cedendo" i vostri prodotti in "affitto" ovvero essi restano sempre di vostra proprieta' e verranno fatturati completamente alla fine del pagamento. In questo caso potete scegliere di fatturare, come canone d'uso, singolarmente la rata mensile che il cliente paga ( es. pagamento a gg) e fatturare solo un piccolo saldo simbolico alla fine dei pagamenti (Riscatto). Titolo a garanzia: Ecco al "cosa" ovvero un effetto (Cambiale) dell'importo della fornitura, pagabile a vista e firmato dal compratore (cliente), titolo di credito che voi terrete in cassa fino al saldo totale. In questo caso se il cliente non paga anche se parzialmente i beni, voi potete mettere all'incasso IMMEDIATO la cambiale. Il vostro cliente rischierebbe il protesto. Il protesto stesso sarebbe un titolo esecutivo che sveltirebbe le procedure esecutive da parte di un giudice (Decreto Ingiuntivo, Precetto, Pignoramento, Istanza di fallimento ecc.ecc.) che vi darebbe modo se non di rientrare in possesso dei beni venduti almento di rifarvi con quelli pignorati. Ma le lascio immaginare le lungaggini ed i costi!! Nel caso presentiate la cambiale allo sconto la differenza tra l'importo del titolo ed il saldo diverrebbe una nota di credito al vostro cliente. Alcune imprese, invece, si fanno rilasciare le cambiali con gli importi di ciascuna scadenza ( es. pagamento gg). QUESITO 2) Sempre a proposito del Quesito 1), vorrei però una risposta più precisa a riguardo la possibilità di rientrare in possesso dei beni, accedendo fisicamente presso gli uffici del cliente. Mi spiego meglio, la ns. controllante inglese scrive sulle proprie condizioni generali di vendita e fatture proprio questo: in caso di mancato pagamento Srl o i suoi dipendenti o agenti avrà il diritto di rimpossessarsi dei prodotti ed accedere presso gli uffici del Cliente per questo proposito se necessario con o senza preavviso. La mia domanda è: può srl Italia in caso di mancato pagamento accedere direttamente presso gli uffici del cliente e reimpossessarsi del prodotto? La risposta è in realtà già contenuta nel documento precedente. 5

6 Se previsto contrattualmente, il fornitore ha diritto in caso di mancato pagamento a riprendersi le proprie merci senza alcuna ulteriore formalita'; ovvero senza fare alcuna istanza al giudice. Deve essere pero' previsto nel contratto o nelle norme generali di vendita (valido solo nel caso che queste siano state precedentemente fornite al cliente). L'ordinamento italiano, infatti, prevede espressamente la possibilita' (se pattuito contrattualmente) di riprendersi i beni in caso di mancato pagamento senza dover ricorrere al giudice. Tuttavia, pur esistendo la norma giuridica, di fatto risulta di difficile applicazione in quanto il debitore si opporrebbe in tutti i modi all'accesso creando cosi un contenzioso. Per il secondo quesito (se il riservato dominio e' opponibile a terzi): come detto nella precedente risposta puo' essere opponibile a terzi esclusivamente se e' stato precedentemente trascritto il riservato dominio presso il tribunale di competenza. A nostro parere non puo' essere invece piu' applicata la clausola contrattuale del riservato dominio nel momento in cui il bene viene assemblato in un altro in quanto perde la sua autonomia economica. QUESITO 3) Informazioni su SACE on line e informazioni sulla cessione dei crediti non performanti. 1) SACE. La Sace, a seguito dell'eccessivo utilizzo della piattaforma a scopo preventivo e gratuito, ha deciso di filtrare l'attività di servizio assicurativo on line che rimane sempre attivo. Occorre andare sul sito della SACE ed accedere al banner "Servizi on line". Cliccare sopra la dicitura "Offerta Sace" ed accedere a Prodotti e servizi on line. Andare su Polizza BT Servizio LeOn. Compilare il Modulo di contatto (occorre prima registrarsi) e nel commento finale chiedere di poter preventivamente testare il servizio con uno o più nominativi che già si conoscono, tanto per verificare quanto scrivono sui clienti già acquisiti. 2) CESSIONE CREDITI INESIGIBILI: Per quanto attiene invece alle società specializzate nell'acquisizione di crediti aziendali inesigibili, su internet se ne trovano molte. Da parte mia posso consigliare di contattare: oppure Le prime due (Europa factor e Locam) sono localizzate a Roma e quindi consiglierei di iniziare da queste. Le altre sono situate nel Nord Italia. QUESITO 4) La ns. azienda (.s.p.a.) vanta un credito nei confronti di una società irlandese (forma societaria: limited company) pari ad Euro 7.240,00 a seguito di una fornitura avvenuta nel 2008 (la fornitura e la consegna sono interamente documentate con conferma d ordine, DDT, altri documenti di trasporto ecc.). Dopo ripetuti ed infruttuosi tentativi di recuperare bonariamente la somma, ho chiesto ed ottenuto dalla High Court of Dublin l emissione del Decreto ingiuntivo europeo; poco tempo dopo che il Decreto è stato notificato alla cliente morosa, è pervenuta in sede una lettera con la quale la società debitrice, a mezzo del suo nuovo receiver and manager, ci comunicava: 6

7 1) di essere entrata in amministrazione controllata nel 2007 (la nuova denominazione che appare sulla carta intestata è infatti ****** limestone manufactoring limited in receivership ) 2) dalla documentazione societaria esaminata, risultava effettivamente l esistenza del ns. credito, incontestato. 3) ci veniva richiesto di compilare un apposito form allegato alla lettera, contenente tutti i dati relativi al credito, ivi compresa l esistenza di eventuali garanzie. Abbiamo risposto tempestivamente allegando quanto richiesto e specificando trattarsi di un credito derivante da contratto di fornitura, non assistito da garanzie specifiche. Ricevuto il tutto, la ns. cliente ha scritto nuovamente, stavolta a mezzo di lettera redatta da uno studio legale, in cui si rappresenta che : La ******* e limited in receivership, dopo aver visionato la documentazione trasmessa, comunica che il credito vantato dalla... S.p.a., richiesto ed azionato anche con il Decreto ingiuntivo europeo, risulta sprovvisto di garanzie. La. S.p.a. non rappresenta pertanto un creditore garantito rispetto alla somma oggetto della richiesta e non può rivendicare alcun diritto sui beni della società in amministrazione controllata. Tanto premesso, la ***** limited in receivership, vs. debitrice e cliente del ns. studio legale, non ha l obbligo di evadere la richiesta di pagamento. Distinti saluti.. Questa è la situazione. Vorrei capire se una società in regime di amministrazione controllata irlandese può limitarsi ad eccepire quanto sopra per sottrarsi al pagamento della somma dovuta ( ho cercato di documentarmi autonomamente ma non ci sono riuscita). Secondo voi è indispensabile avvalersi dell assistenza di un legale irlandese? In caso affermativo potete consigliarmi il modo per individuare e scegliere un legale irlandese serio ed affidabile che possa seguire la procedura? Tengo a sottolineare che in passato la ns. azienda ha avuto esperienze pessime per essersi avvalsa della collaborazione di avvocati all estero, i quali si sono rivelati costosissimi e sostanzialmente inefficienti. In generale abbiamo bisogno di un servizio ove reperire informazioni ed assistenza con riferimento a clienti esteri (informazioni commerciali, visure, rete di assistenza legale ecc.). La Vs società ha provveduto ad effettuare una cessione di beni ad una società irlandese nel 2008, quando la stessa era da circa un anno in amministrazione controllata ("limited in receivership"). A questo punto si aprono due scenari: a) se la società non vi aveva comunicato di essere in amministrazione controllata (obbligatorio anche secondo il diritto irlandese) si tratta di truffa commerciale e può essere perseguita indipendentemente dallo stato attuale della società, tanto più nei confronti del precedente amministratore che ha trattenuto i rapporti con voi; b) se la società, invece, vi aveva comunicato la sua particolare situazione (oppure la cosa era palese dalla carta intestata e/o dal sito web dell'azienda), allora non vi è molto da fare perchè per il diritto irlandese una società in amministrazione controllata deve esclusivamente pagare crediti privilegiati. Il resto andrà a riparto in caso di disponibilità finanziarie residue. Il migliore studio legale irlandese in materia di recupero crediti e contenzioso commerciale in Irlanda è questo: Potrebbe prendere contatti con loro per avere un parere preventivo ed interlocutorio. Certamente il credito, pur importante per un azienda, non giustificherebbe i costi legali che lo studio potrebbe richiedervi. Può contattare anche l'avv. Saverio Uva (tel: mail: che ha conosciuto nell'ultimo incontro e che è a Sua disposizione per ogni chiarimento. 7

8 A completamento di quanto sopra, inviamo in allegato una breve nota sulle società irlandesi in "Limited Receivership" con le Faq più frequenti 2. Si precisa che i pareri degli esperti devono intendersi a solo scopo informativo. Pertanto l Utente che usufruisce del servizio libera gli organizzatori e gli esperti da qualsiasi responsabilità derivante dall impiego, ad uso imprenditoriale o personale, delle informazioni ricevute. 2 Si veda allegato 2. 8

9 ALLEGATO 1

10 Corso di formazione sull internazionalizzazione per le PMI valdostane RISERVA DI PROPRIETA Andrea Aguiari

11 CLAUSOLE DI RISERVA DELLA PROPRIETÀ Clausola per vendita singola.1 Le Parti congiuntamente t ed espressamente convengono che il Prodotto descritto all articolo del Contratto è gravato da diritto di riserva della proprietà in favore del VENDITORE..2 In virtù del presente accordo, il VENDITORE manterrà il diritto di proprietà sul Prodotto fino a che il prezzo dello stesso, corrispondente ad, non sarà stato totalmente pagato dall ACQUIRENTE..3 L ACQUIRENTE non rivenderà e non costituirà alcuna garanzia sul Prodotto fino a che non avrà effettuato il pagamento totale del prezzo, salvo preventiva autorizzazione scritta da parte del VENDITORE..4 Nel caso in cui ACQUIRENTE dovesse omettere il pagamento del prezzo dovuto, anche qualora dovesse omettere il pagamento di una sola rata del prezzo, così come dovuto in base alle modalità ed ai tempi di pagamento convenuti nel contratto di vendita, il VENDITORE potrà richiedere ed ottenere l immediata restituzione del Prodotto oltreché il rimborso di tutti i costi e delle spese conseguenti.

12 Clausola per condizioni generali di vendita o per un accordo di fornitura o per un contratto di distribuzione (da sola non è efficace in quanto il patto di riserva di proprietà deve essere prevalentemente t stipulato di volta in volta con riferimento a beni determinati).1 Tutti i Prodotti che il VENDITORE venderà all ACQUIRENTE saranno gravati da diritto di riserva della proprietà a favore del VENDITORE. Pertanto, il VENDITORE manterrà il diritto di proprietà su tutti i Prodotti venduti all ACQUIRENTE fino a che il prezzo degli stessi non sarà stato integralmente pagato da quest ultimo ultimo mentre l ACQUIRENTE sarà semplice depositario dei Prodotti stessi, con il conseguente obbligo di mantenerli in perfetto stato di conservazione..2 L ACQUIRENTE non venderà né consegnerà a terzi i Prodotti ricevuti dal VENDITORE e non costituirà alcuna garanzia sugli stessi fino a che non avrà eseguito il pagamento integrale del prezzo..3 In caso di mancato pagamento del prezzo entro i termini concordati fra le Parti, VENDITORE avrà il diritto di: accedere al locali in cui si trovano i Prodotti, rientrarne in possesso e trattenere le rate eventualmente già versate dall ACQUIRENTE; ottenere dall ACQUIRENTE il rimborso di tutti i costi e delle spese sostenuti per rientrare in possesso dei Prodotti; ottenere dall ACQUIRENTE il risarcimento di tutti gli eventuali danni subiti.

13 LA RISERVA DI PROPRIETÀ IN GENERALE Necessità di prevedere esplicitamente it t la clausola l di riserva di proprietà: nel contratto di vendita; o contestualmente/contemporaneamente al perfezionamento del contratto di vendita. E richiesta la stipulazione per atto scritto contestuale/contemporanea alla conclusione del contratto di vendita in Austria, Germania, Spagna e gran parte dei Paesi europei. E i hi l i l i i i d ll d i b i i E richiesta la stipulazione per atto scritto prima della consegna dei beni in Grecia e in Francia.

14 L OPPONIBILITA DELLA CLAUSOLA DI RISERVA DI PROPRIETA Opponibilità della clausola di riserva di proprietà p nei confronti dell acquirente. Opponibilità della clausola di riserva di proprietà nei confronti di terzi: a) i terzi che acquistano dall acquirente il bene gravato dalla riserva di proprietà; b) i terzi creditori dell acquirente.

15 OPPONIBILITÀ DELLA CLAUSOLA DI RISERVA DI PROPRIETÀ NEI CONFRONTI DELL ACQUIRENTE Si applica la legge che regola il contratto di vendita e, in generale, è richiesto: forma scritta della clausola di riserva di proprietà; data certa del documento scritto che contiene la clausola di riserva di proprietà (quando non è contenuta t nello stesso contratto di compravendita).

16 OPPONIBILITÀ DELLA CLAUSOLA DI RISERVA DI PROPRIETÀ NEI CONFRONTI DEI TERZI Si applica la legge nazionale del luogo in cui si trovano i beni o la legge nazionale dell acquirente estero e occorre rispettare norme e procedure idonee a predisporre una pubblicità per consentire ai terzi di venire a conoscenza della clausola l di riserva di proprietà, fra cui: registrazione del contratto che contiene la clausola in appositi registri pubblici; apposizione di targhette identificative sui beni oggetti di riserva della proprietà; richiamo in fattura della clausola; mantenimento del bene in un determinato ambito/territorio.

17 Esistono Paesi in cui non è possibile far valere la clausola di riserva di proprietà nei confronti di terzi a)per mancanza di norme e procedure di pubblicità; b) per mancata istituzione di registri pubblici, nei quali registrare la clausola di riserva di proprietà.

18 STRUMENTI DI TUTELA DEL CREDITO ALTERNATIVI ALLA RISERVA DI PROPRIETÀ Pegno non possessorio: in Russia, Polonia, Ungheria, Albania, Repubblica Ceca. Il pegno non possessorio da diritto al venditore di richiedere ed ottenere dal giudice competente t l emissione i di un provvedimento di restituzione i del bene. In caso di fallimento o di soggezione del bene ad esecuzione forzata, il venditore potrà soddisfare il proprio credito con un grado di prelazione rispetto ai creditori dell acquirente. Anche il patto costitutivo di pegno non possessorio deve essere normalmente registrato t in apposito registro.

19 ALLEGATO 2

20 LIMITED COMPANY IN RECEIVERSHIP What is it? Who can benefit from it? The Procedure in Brief Advantages of a Administrative Receivership Disadvantages of Administrative Receivership What Is It? Administrative Receivership, which can often be confused with Administration, is the appointment of Insolvency Practitioner ("IP") by a creditor who holds a floating charge over the assets of the company. It is likely that the creditor concerned will be a financier, i.e a financial institution who will have been granted a debenture as security over the assets of the company, incorporating fixed and floating charges, or private individuals who have loaned funds to the company. Who Can Benefit From it? The granting of the floating charge provides the lender with the ability to appoint an Administrative Receiver whose principle duty is to secure repayment of the outstanding loan. Indirectly appointment of an Administrative Receiver can also benefit directors in so much that the procedure associated with creditors voluntary and compulsory liquidation is often dispensed with. With regard to the former this includes the requirement of the directors to attend meetings of creditors and shareholders to explain the circumstances of the company to the creditors. The Procedure In Brief More often than not the lender will have become aware of the company s inability to meet its loan repayments in respect of its borrowings and in these circumstances is likely to have instructed an IP to undertake a viability review as indicated within the Other Services section of this web site. The review will consider the future viability of the company particularly taking into consideration its future ability to meet its existing and future repayment obligations, the exposure of the lender and the current level of security available from the assets of the company. If the viability review recommends the appointment of an Administrative Receiver to secure the lender s position formal demand for repayment of the borrowings is made to the company, which if unsatisfied, enables the lender to appoint an Administrative Receiver who will assume control the affairs of the company. The director s powers cease at the date of the Administrative Receiver s

21 appointment subject only to handling certain statutory matters. The principle role of the Administrative Receiver is to secure the best outcome for his appointer albeit retaining a limited duty of care to the remaining creditors of the company. The Administrative Receiver has certain powers contained within the Insolvency Act 1986, which are more often than not expanded within the terms of the debenture. For example the debenture is likely to provide the Administrative Receiver with the ability to manage and trade the company with a view to achieving its sale. Alternatively, the Administrative Receiver may wish only to complete outstanding work in progress in order to maximise realisations prior to formally closing the business. When the Administrative Receiver has completed the realisation of the assets of the company via the sale of the business as a whole or on a break up basis, if there are insufficient funds to enable full repayment of the outstanding loan, interest payable on the loan, his own costs, and preferential creditors, unless a creditor has petitioned for the winding up of the company it is likely the company will be struck off the register some 3 months after the Administrative Receiver has filed notice of his ceasing to act. In the event that a surplus is available after discharging the above costs, the company is likely to proceed into liquidation to enable a liquidator to distribute a dividend to the unsecured creditors of the company. Advantages of Administrative Receivership The Company By virtue of the floating charge, the chargeholder can take control of the business by the appointment of an Administrative Receiver where the directors may have already lost control. This can in many instances provide the Administrative Receiver with the ability to act quickly to save the business through its sale. Directors Although the appointment of an Administrative Receiver does not preclude creditors from seeking the appointment of a liquidator, the Administrative Receiver cannot bring an action for fraudulent or wrongful trading, misfeasance, transactions at an undervalue or preferences, against the directors of the company. Disadvantages of Administrative Receivership of the company and quite often their own jobs. The Administrative Receiver is required to report on the conduct of the directors to the Disqualification Unit at the Department of Trade and Industry. Creditors From a creditors perspective this procedure is costly and the terms of the Administrative Receivers remuneration is agreed with his appointer and not the

22 general body of creditors. The cost of this procedure has historically been very high and impacted on the potential dividend prospects to creditors. Administrative Receivers cannot bring an action against the directors for fraudulent or wrongful trading. Liquidation and Insolvency FAQs Q. How do I find out about placing my company in liquidation (or any other insolvency proceeding)? A. Companies House guidance covers liquidation, receivership, administration and corporate voluntary arrangement, as well as giving general information on insolvency: Liquidation and Insolvency (England and Wales) Liquidation and Insolvency (Scotland) Liquidation and Insolvency (Northern Ireland) We recommend taking professional advice (from a solicitor or insolvency practitioner) before going ahead with any of these proceedings. Please note that matters relating to striking off a company or LLP from the Register, where no liquidation or insolvency proceeding is taking place, are dealt with separately in the following guidance: Strike-off, Dissolution and Restoration Limited Liability Partnership Strike off, Dissolution & Restoration Q. What is the difference between a voluntary and a compulsory liquidation? A. A voluntary liquidation, which can be either a members' voluntary liquidation or a creditors' voluntary liquidation, is brought about by resolution of the company and is conducted by a qualified practitioner. A compulsory liquidation is brought about by an order of the court and can be conducted by the Official Receiver or a qualified practitioner. Q. Do the people in charge of insolvency proceedings hold any kind of qualification? A. Anyone undertaking the duties of liquidator, administrative receiver, administrator or supervisor of a corporate voluntary arrangement must be a qualified insolvency practitioner. Those holding the position of receiver or manager do not need this qualification, nor does anyone who was already in office before the Insolvency Act 1986 (for England, Wales and Scotland) or the Insolvency (Northern Ireland) Order 1989 (for Northern Ireland) was implemented. Q. How do I complain about the conduct of one of these qualified practitioners? A. Complaints should be addressed in writing to the Insolvency Service. More information is available from the following websites: England, Wales and Scotland Northern Ireland They will pass it to the appropriate authorising body for action. Alternatively, you can contact the relevant authorising body direct.

23 Q. Do all insolvency proceedings mean the company is insolvent and will eventually be removed from Register? A. Not always. In a members' voluntary liquidation, the directors swear a statement, known as a declaration of solvency, to say the company will be able to pay all its debts within a period not exceeding twelve months. In this circumstance the company is not 'insolvent'. Q. I understand that a company is dissolved three months after the liquidation is concluded. I need the company to remain on the live Register for a time. If I write to you, will you defer the date at which the dissolution will take place? A. No. The Registrar cannot defer the dissolution which follows a liquidation proceeding. For voluntary liquidation, an application can be made to the court to defer dissolution (for England and Wales, Scotland or Northern Ireland). For compulsory liquidation, an application would need to be made to the Secretary of State in England and Wales, or the Department for Trade, Enterprise and Investment in Northern Ireland. In Scotland, an application may be made to the court to defer the date of dissolution. The deferral notice/order must be filed with the Registrar following the registration of the concluding documentation in the liquidation and before the date of dissolution. Once dissolution takes place, you will have to apply to the court to have the dissolution declared void. For more information on deferring dissolution, please see the relevant legislation: For England and Wales: Section 201 of the Insolvency Act 1986 for voluntary liquidation, and. Sections 202, 203 and 205 of the Insolvency Act 1986 for compulsory liquidation. For Northern Ireland: For Scotland: Article 166 of the Insolvency (Northern Ireland) Order 1989 for voluntary liquidation, and. Article 167 to Article 169 of the Insolvency (Northern Ireland) Order 1989 for compulsory liquidation. Section 201 of the Insolvency Act 1986 for voluntary liquidation, and. Sections 204 and 205 of the Insolvency Act 1986 for compulsory liquidation. Q. A company owes me money. They have told me they have ceased trading but are not going into liquidation. Can I have them wound up? A. It is possible for a creditor to petition the court to have a company placed into compulsory liquidation. Please refer to the guidance and seek professional advice. Q. Where do I get the relevant insolvency forms for filing with the Registrar? A. Forms LQ01 and LQ02 (for England and Wales and Northern Ireland) and Form 600 (for England and Wales) are available from Companies House website. Statutory insolvency forms for England and Wales are prescribed by the Registrar of Companies in the Registrar's rules. Statutory insolvency forms for Scotland are available from the Accountant in Bankruptcy website. Statutory insolvency forms for Northern Ireland are not available from Companies House. They can be viewed by obtaining the relevant legislation on or from The Stationery Office (TSO). Q. Where can I obtain further information?

24 A. For more detailed information, please visit the England, Wales or Scotland Insolvency service website or the Northern Ireland Insolvency service website. Dissolving England and Wales companies with compulsory liquidation cases over 10 years old Companies House is streamlining its process to dissolve England and Wales companies which have been in compulsory liquidation for 10 or more years and have not made contact with Companies House for 10 years. Q. Why is Companies House streamlining its process? A. To remove companies from the public record that are no longer required. Q. How does Companies House have a power to do this? A. Section 1001(1) of the Companies Act 2006 states that where a company is being wound up and the registrar has reasonable cause to believe that (i) no liquidator is acting/the company is fully wound up and (ii) the liquidator has not made the required returns for a period of 6 consecutive months, the Registrar must publish in the Gazette and send to the company or liquidator a notice that the company will be struck off and dissolved in 3 months time unless cause is shown to the contrary. Q. What process will Companies House follow to remove these companies? A. Where a company, with a liquidator appointed, has been in compulsory liquidation for 10 or more years and the registrar has not received contact from the liquidator for 10 years, Companies House will send a notice to the liquidator at the last known address to inform them of our intention to strike off the company. If there is no response a formal notice will be sent stating that unless cause is shown to the contrary we will strike off and dissolve the company within 3 months. In cases where the Official Receiver is in office and no liquidator has been appointed, Companies House will serve notice on the Insolvency Service in the form of a list of companies to be struck off stating that unless cause is shown to the contrary, the name of each company mentioned in the notice will be struck off the register and dissolved at the expiration of 3 months from the date of the notice. Q. I act as an Insolvency Practitioner for a company which has been in compulsory liquidation for more than 10 years and the insolvency proceedings are continuing. What must I do? A. Please file any outstanding documents or provide notice in writing that the company is still in compulsory liquidation and Companies House will take no further action. Q. I have received a notice stating that unless cause is shown to the contrary Companies House will strike off and dissolve the company within 3 months. What must I do? A. Please file any outstanding documents or provide notice in writing that the company is still in compulsory liquidation and Companies House will stop strike off action.

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