DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE"

Transcript

1 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 3 dicembre 2009 SEC(2009) 1666 DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE ORIENTAMENTI PER L ATTUAZIONE/APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2005/29/CE RELATIVA ALLE PRATICHE COMMERCIALI SLEALI IT 1 IT

2 Dicembre 2009 Clausola di esclusione della responsabilità Il presente documento, redatto dai servizi della direzione generale per la Salute e i consumatori, non vincola la Commissione europea in quanto istituzione. Il presente documento non fornisce un interpretazione ufficiale del diritto dell Unione europea in relazione a situazioni specifiche e non esprime un parere giuridico sulle questioni di diritto nazionale. IT 2 IT

3 INDICE 1. L ambito di applicazione della direttiva Le pratiche post-vendita rientrano nella definizione di pratiche commerciali Le pratiche commerciali online sui media sociali o sui siti Internet di confronto dei prezzi rientrano nella definizione La nozione di pratiche commerciali comprende le situazioni in cui i professionisti acquistano prodotti dai consumatori? La promozione delle vendite rientra nell ambito di applicazione della direttiva Le pratiche commerciali che si verificano nel settore finanziario rientrano nell ambito di applicazione della direttiva Le pratiche commerciali che non incidono sugli interessi economici dei consumatori non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva Le pratiche commerciali che ledono unicamente gli interessi economici dei concorrenti o che sono connesse a un operazione tra professionisti non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva La nozione di professionista La relazione tra la direttiva e la legislazione nazionale e altre disposizioni di diritto comunitario La relazione tra la direttiva e l autodisciplina Disposizioni della direttiva Considerazioni generali sul ruolo dell autodisciplina Le disposizioni generali della direttiva La nozione di «decisione di natura commerciale» Definizioni e considerazioni generali Decisione di acquisto Il significato di decisione di natura commerciale Il consumatore medio Disposizioni della direttiva Giurisprudenza e orientamenti Consumatori vulnerabili Disposizioni della direttiva Consumatori vulnerabili: criteri Il requisito della «prevedibilità» IT 3 IT

4 2.4. Azioni ingannevoli Disposizioni della direttiva Considerazioni generali Informazioni generali ingannevoli Marketing che ingenera confusione Asserzioni ambientali ingannevoli Introduzione/Definizione Panoramica della legislazione specifica dell UE in materia di asserzioni ambientali La direttiva e le asserzioni ambientali ingannevoli L allegato I vieta alcune asserzioni ambientali ingannevoli Applicazione delle disposizioni generali della direttiva alle asserzioni ambientali ingannevoli Anche il mancato rispetto dei codici di condotta contenenti impegni ambientali può essere considerato un azione ingannevole I confronti di prodotti che comportano asserzioni ambientali devono essere valutati in base ai criteri stabiliti dalla direttiva sulla pubblicità ingannevole e comparativa Azione esecutiva contro le asserzioni ambientali ingannevoli e onere della prova Invito all acquisto Disposizioni della direttiva Definizione Invito all acquisto nel contesto delle omissioni ingannevoli Applicazione degli obblighi di informazione di cui all articolo 7, paragrafo Invito all acquisto e informazioni rilevanti: altre considerazioni Esempi di invito all acquisto La lista nera (pratiche di cui all allegato I) Considerazioni generali sulla «lista nera» Allegato I, punto 9: prodotti la cui vendita è illecita Disposizioni della direttiva Allegato I, punto 17: prodotti che curano malattie, disfunzioni e malformazioni Disposizioni della direttiva Indicazioni sulla salute/farmaceutiche Prodotti/trattamenti estetici e simili IT 4 IT

5 3.4. Allegato I, punto 20: uso del termine «GRATUITO» Disposizioni della direttiva Fondamento/Considerazioni preliminari sul divieto di cui all allegato I, punto Struttura della disposizione: principi fondamentali e violazioni palesi Criteri fondamentali relativi alle offerte congiunte Promozioni condizionate all acquisto Promozioni gratuite condizionate all acquisto di durata limitata Offerte cumulative Caratteristiche standard delle offerte cumulative Costi una tantum per l installazione e l attrezzatura Offerte iniziali rivolte ai nuovi clienti Nuovi clienti di prodotti esistenti Prodotti nuovi Allegato I, punto 31: premi Disposizioni della direttiva ALLEGATO I SCHEMA OPERATIVO DELLA DIRETTIVA IT 5 IT

6 INTRODUZIONE La direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle pratiche commerciali sleali (di seguito la direttiva ) è stata adottata l 11 maggio La direttiva stabilisce norme armonizzate per contrastare le pratiche commerciali sleali e contribuisce al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori. Assicura che i consumatori non siano ingannati o esposti a un marketing aggressivo e che qualsiasi indicazione fornita dai professionisti nell UE sia chiara, esatta e comprovata, in modo che i consumatori possano assumere decisioni consapevoli e significative. La direttiva mira inoltre ad assicurare, promuovere e proteggere la concorrenza leale nel settore delle pratiche commerciali. In seguito all adozione della direttiva, gli Stati membri hanno introdotto provvedimenti di recepimento a livello nazionale. Ciò presenta diverse sfide, soprattutto se si considera l impatto giuridico dell armonizzazione completa in un settore caratterizzato da notevoli differenze nelle politiche, nei modelli e nelle tecniche di esecuzione nazionali. Per assicurare che sia i consumatori sia i professionisti siano soggetti alle stesse norme in tutta l UE, è molto importante che gli organi giurisdizionali e le autorità nazionali contribuiscano all attuazione uniforme della direttiva e all applicazione coerente della stessa. Il presente documento si propone di fornire orientamenti sui concetti chiave e sulle disposizioni della direttiva considerate problematiche. Contiene esempi pratici che illustrano il modo in cui la direttiva opera. Gli orientamenti mirano a elaborare una concezione comune e favorire la convergenza delle pratiche di attuazione e applicazione della direttiva. Tuttavia il presente documento non ha statuto giuridico ufficiale e, in caso di controversia, la responsabilità ultima dell interpretazione della direttiva spetta alla Corte di giustizia dell Unione europea. Gli orientamenti si basano sui risultati della cooperazione con gli Stati membri e le parti interessate, attuata dalla Commissione negli anni successivi all adozione della direttiva. In seguito alla creazione di un gruppo di lavoro informale e a varie consultazioni, i servizi della direzione generale per la Salute e i consumatori hanno elaborato il presente documento di lavoro, al fine di affrontare alcune questioni sollevate dalle autorità nazionali e dalle parti interessate. Gli orientamenti sono un documento vivo, disponibile online 1, che sarà integrato e aggiornato regolarmente, alla luce delle maggiori conoscenze acquisite sulle pratiche commerciali sleali. Il documento non è esaustivo, ma si evolverà in base ai contributi delle autorità nazionali di vigilanza, alla comparsa di nuove pratiche o di altre problematiche e all evoluzione della giurisprudenza europea e nazionale. Infine gli orientamenti sosterranno la relazione sull applicazione della direttiva, che la Commissione intende presentare al Parlamento europeo e al Consiglio entro giugno Cfr. articolo 18, paragrafo 1, della direttiva. IT 6 IT

7 1. L AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA Le pratiche commerciali sono definite all articolo 2, lettera d): «pratiche commerciali delle imprese nei confronti dei consumatori» (in seguito denominate «pratiche commerciali»): qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi compresi la pubblicità e il marketing, posta in essere da un professionista, direttamente connessa alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori. L articolo 2, lettera c), definisce il prodotto come «qualsiasi bene o servizio, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni». Tale definizione corrisponde alla definizione di prodotto di cui alla direttiva sulla pubblicità ingannevole e comparativa 3 e alla proposta di direttiva sui diritti dei consumatori 4. Articolo 3 «La presente direttiva si applica alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori, come stabilite all articolo 5, poste in essere prima, durante e dopo un operazione commerciale relativa a un prodotto» Le pratiche post-vendita rientrano nella definizione di pratiche commerciali La definizione di pratiche commerciali va letta in combinato disposto con l articolo 3, relativo all ambito di applicazione della direttiva. Le pratiche commerciali si verificano non solo durante le fasi di marketing, vendita e fornitura, ma anche dopo la vendita (cfr. articolo 3, paragrafo 1). Il considerando 13 della direttiva menziona inoltre le «pratiche commerciali sleali che si verificano all esterno di un eventuale rapporto contrattuale tra un professionista ed un consumatore o in seguito alla conclusione di un contratto e durante la sua esecuzione». Ciò è anche evidenziato nella relazione che accompagna la proposta di direttiva della Commissione 5 (punto 59): «Come già spiegato in precedenza, la presente proposta non contempla una categoria specifica di pratiche sleali post-vendita, ma prevede invece l applicazione delle norme della direttiva alle pratiche commerciali che precedono e seguono la vendita. Il professionista dovrà pertanto fare in modo che le pratiche commerciali post-vendita soddisfino gli stessi parametri di lealtà delle pratiche commerciali precedenti la vendita. L assenza di un assistenza post-vendita non viene tuttavia considerata di per sé sleale salvo nel caso in cui la condotta del professionista non sia tale da indurre il consumatore medio ad avere attese sostanzialmente diverse in merito all assistenza post-vendita offerta». Esempi: Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata), GU L 376 del COM(2008) 614 definitivo. COM(2003) 356 definitivo. IT 7 IT

8 le attività di recupero dei crediti sono considerate pratiche commerciali postvendita disciplinate dalla direttiva. Infatti, quando un consumatore deve a un professionista una certa somma di denaro (debito del consumatore), il recupero di tale credito (a livello aziendale o da parte di terzi) è direttamente legato alla vendita o fornitura di prodotti; i servizi post-vendita devono rispondere alle promesse del professionista (per esempio, se un computer è venduto con la garanzia di una linea telefonica di assistenza gratuita, il professionista non può addebitare oneri per l uso della stessa); anche la creazione di ostacoli onerosi o sproporzionati qualora un consumatore intenda cambiare prodotto o rivolgersi a un altro professionista è considerata una pratica post-vendita. Per esempio, l autorità di controllo italiana ha inflitto un ammenda a una società di telecomunicazioni che aveva ritardato e impedito ai suoi clienti di passare a un altro fornitore di servizi Le pratiche commerciali online sui media sociali e sui siti Internet di confronto dei prezzi rientrano nella definizione I media sociali, che comprendono i blog e i siti di socializzazione in rete, sono diventati strumenti importanti attraverso cui veicolare le pratiche commerciali, soprattutto quelle occulte. Talvolta sono usati dai professionisti per promuovere e pubblicizzare i loro prodotti. Per esempio, diversi Stati membri hanno comunicato che alcune società attive nel settore dei cosmetici pagavano i blogger per promuovere e pubblicizzare i loro prodotti su un blog rivolto agli adolescenti, all insaputa di altri utenti. In tali casi, le autorità hanno ritenuto che i blogger in questione ponessero in atto pratiche commerciali occulte. Le pratiche commerciali sleali possono verificarsi anche sui siti Internet di confronto dei prezzi. Un caso palese è quando un servizio di confronto online appartiene o è collegato a un professionista ed è impiegato per pubblicizzarne i prodotti. Per esempio, nel caso del sito «quiestlemoinscher.com» (letteralmente «chièilmenocaro.com»), un servizio di confronto dei prezzi di prodotti alimentari creato da una grande impresa francese di supermercati, i giudici francesi hanno ritenuto che si trattasse del sito Internet di un professionista e di uno strumento di pubblicità comparativa 7. Nel caso dei siti Internet di confronto dei prezzi professionali ma indipendenti, l attività del professionista consiste nel ricercare i prezzi presso i rivenditori e comunicare l informazione ai consumatori. Anche i fornitori di tali servizi devono pertanto essere considerati alla stregua di professionisti e sono quindi tenuti a conformarsi alle disposizioni della direttiva. In queste situazioni i criteri e la metodologia usati dai fornitori di servizi e gli eventuali legami contrattuali con particolari professionisti devono essere resi noti agli utenti dei siti. Tuttavia, se un privato fornisce informazioni riguardanti confronti di prezzi unicamente a livello non professionale, tale offerta di informazioni non è considerata una pratica 6 7 PS1268, TELE2 Ostruzionismo migrazione, Provv. n del , pubblicazione Bollettino n. 36/2009; PS1700, TISCALI Ostruzionismo passaggio a TELECOM, Provv. n dell 1/10/2009, pubblicazione Bollettino n. 40/2009. Tribunal de commerce de Paris, 29 marzo 2007, Carrefour c/galaec (la coopérative groupement d achat des centres Leclerc). IT 8 IT

9 commerciale. Anche in queste circostanze spetta alle autorità nazionali di vigilanza valutare caso per caso se tali siti rientrino nell ambito di applicazione della direttiva La nozione di pratiche commerciali comprende le situazioni in cui i professionisti acquistano prodotti dai consumatori? Nell ambito della loro attività professionale, alcuni professionisti possono acquistare prodotti dai consumatori. Ciò avviene, per esempio, nel caso dei concessionari di autoveicoli, dei negozi di antiquariato e dei rivenditori di beni di seconda mano. Secondo la definizione fornita dalla direttiva, le pratiche commerciali comprendono soltanto le pratiche «direttamente conness[e] alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori». La situazione opposta, in cui i professionisti acquistano prodotti dai consumatori, non rientra nell ambito di applicazione della direttiva. Tuttavia esistono casi in cui è possibile individuare un legame tra l acquisto di un prodotto dal consumatore da parte di un professionista e la promozione, vendita o fornitura di un prodotto (diverso) al consumatore. Per esempio, nel settore automobilistico, di frequente i consumatori concludono contratti di permuta, in base ai quali il professionista acquista un veicolo usato dal consumatore, il quale acquista a sua volta un veicolo dal professionista. In questi casi, la pratica commerciale è un azione in due fasi: l acquisto del veicolo da parte del professionista non avverrebbe in assenza della vendita di un veicolo al consumatore, e la pratica nel suo insieme rientra quindi nell ambito di applicazione della direttiva. Per quanto riguarda i casi in cui non è possibile accertare l esistenza di tale legame, gli Stati membri rimangono liberi, in qualsiasi circostanza, di estendere il campo di applicazione della direttiva, mediante la legislazione o la giurisprudenza nazionale, al fine di includervi le operazioni commerciali dei consumatori nei confronti delle imprese, purché ciò sia conforme al diritto dell Unione. Per esempio, gli orientamenti britannici sui regolamenti che recepiscono la direttiva nel Regno Unito 8 forniscono l esempio seguente: «un professionista specializzato in ceramiche cinesi dice a un consumatore che il vaso Ming che quest ultimo intende vendergli è falso. Se ciò non è vero, la dichiarazione verosimilmente costituisce un azione ingannevole» La promozione delle vendite rientra nell ambito di applicazione della direttiva Le pratiche commerciali quali le offerte congiunte o vincolate, gli sconti, le riduzioni di prezzo, le vendite promozionali, le lotterie commerciali, i concorsi a premi e i buoni acquisto rientrano nell ambito di applicazione della direttiva e sono quindi disciplinate dalle sue disposizioni. Infatti la definizione di pratica commerciale («direttamente connessa alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori») si riferisce chiaramente alle promozioni. Pertanto la direttiva comprende diverse disposizioni attinenti alle pratiche promozionali (per es. l articolo 6, lettera d), relativo alle azioni ingannevoli per quanto riguarda l esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo; l allegato I, punto 5 (bait advertising, o pubblicità 8 Consumer protection from unfair trading Guidance on the UK Regulations (May 2008) implementing the Unfair Commercial Practices Directive, Office of Fair Trading/Department for Business Enterprise and Regulatory Reform. IT 9 IT

10 propagandistica), punto 7 (offerte speciali), punti 19 e 31 (concorsi o promozioni a premi) e il punto 20 (offerte gratuite)). La Corte di giustizia ha chiarito questo aspetto nella causa «Total Belgio» 9 : «[ ] le offerte congiunte costituiscono atti commerciali che si iscrivono chiaramente nel contesto della strategia commerciale di un operatore e rivolte direttamente alla promozione e allo smercio delle sue vendite. Ne deriva che esse costituiscono pratiche commerciali ai sensi dell art. 2, lett. d), della direttiva e ricadono, conseguentemente, nella sua sfera di applicazione» (punto 50). Secondo il punto 69 delle conclusioni dell avvocato generale in questa causa, le «offerte congiunte consistono nella congiunzione in una sola unità di vendita di almeno due diverse offerte di merci o di servizi. [ ] Dal punto di vista economico-aziendale le offerte congiunte costituiscono una misura della politica dei prezzi e della politica della comunicazione due delle politiche più importanti nel marketing». La Corte di giustizia farà luce sull ambito di applicazione della direttiva nelle sue prossime sentenze, ovvero: causa C-304/08 «Plus Warenhandelsgesellschaft» (domanda di pronuncia pregiudiziale Germania). La causa riguarda una normativa nazionale che vieta di subordinare la partecipazione dei consumatori a concorsi a premi o lotterie all acquisto di un prodotto o di un servizio. Nelle sue conclusioni, l avvocato generale afferma che questo tipo di offerte congiunte costituisce una pratica commerciale e rientra nell ambito di applicazione della direttiva 10 ; causa C-540/08 «Mediaprint Zeitungs» (domanda di pronuncia pregiudiziale Austria). La causa riguarda una normativa nazionale che vieta di offrire premi gratuiti connessi a quotidiani o altri periodici o alla vendita di altri prodotti e servizi; causa C-522/08 «Telekomunikacja Polska» (domanda di pronuncia pregiudiziale Polonia). La causa riguarda una normativa nazionale nel settore delle telecomunicazioni, che vieta di subordinare la vendita di servizi di telecomunicazione all acquisto di un altro servizio o di un attrezzatura Le pratiche commerciali che si verificano nel settore finanziario rientrano nell ambito di applicazione della direttiva Articolo 3, paragrafo 9 In merito ai «servizi finanziari» definiti alla direttiva 2002/65/CE e ai beni immobili, gli Stati membri possono imporre obblighi più dettagliati o vincolanti di quelli previsti dalla presente direttiva nel settore che essa armonizza Cause riunite C-261/07 (VTB-VAB NV/Total Belgium NV) e C-299/07 (Galatea BVBA/Sanoma Magazines Belgium NV), 23 aprile Conclusioni nella causa C-304/08, 3 settembre IT 10 IT

11 La direttiva 2002/65/CE 11 definisce i servizi finanziari come «qualsiasi servizio di natura bancaria, creditizia, assicurativa, servizi pensionistici individuali, di investimento o di pagamento». Esempi di pratiche commerciali sleali nel settore finanziario I servizi finanziari rientrano nell ambito di applicazione della direttiva e sono soggetti alle sue disposizioni, compreso l allegato I (la «lista nera»). Come indicato al considerando 10, la direttiva «offre una tutela ai consumatori ove a livello comunitario non esista una specifica legislazione di settore e vieta ai professionisti di creare una falsa impressione sulla natura dei prodotti. Ciò è particolarmente importante per prodotti complessi che comportano rischi elevati per i consumatori, come alcuni prodotti finanziari». Le autorità nazionali hanno già applicato le disposizioni della direttiva in questo campo. Per esempio, le autorità greche 12 e belghe hanno promosso azioni legali contro alcune banche che fornivano informazioni ingannevoli sui rischi comportati da alcuni prodotti finanziari, segnatamente le obbligazioni di Lehman Brothers. Per stabilire se tali pratiche fossero ingannevoli, le autorità greche hanno tenuto conto del fatto che i consumatori ai quali le banche offrivano in vendita tali obbligazioni erano normali titolari di conti correnti e non investitori professionali con una buona familiarità con questo tipo di prodotti finanziari. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione sui servizi finanziari al dettaglio 13, del 22 settembre 2009, ha individuato altre pratiche commerciali problematiche che si verificano nel settore finanziario, per esempio: commissioni bancarie non trasparenti, che rendono quasi impossibile per i consumatori confrontare sistematicamente tutte le offerte presenti sul mercato 14 ; informazioni precontrattuali insufficienti e incomprensibili (linguaggio complicato, informazioni importanti riportate in caratteri piccolissimi, pagine fitte di informazioni fornite appena prima della firma del contratto). Di conseguenza, i consumatori non sono adeguatamente informati in merito alle caratteristiche del prodotto finanziario (per es. il tasso di interesse, il rendimento atteso e i costi associati); per i conti correnti bancari, potenziali ostacoli al trasferimento del conto. Ai sensi della direttiva, tali pratiche possono essere considerate ingannevoli: le informazioni fornite ai consumatori non devono essere false o ingannevoli, in particolare per quanto riguarda i vantaggi, i risultati attesi e i rischi comportati da un prodotto o servizio finanziario Direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori e che modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE, GU L 271 del , pag. 16. Ministero dello sviluppo, direzione generale per i consumatori, direzione per la tutela dei consumatori, ammenda ammontante a 1 milione di euro inflitta alla società Citibank PLC, Atene, il 27 marzo Cfr. lo studio approfondito sulle commissioni bancarie all indirizzo: IT 11 IT

12 La presentazione e il calcolo delle commissioni e dei costi devono inoltre essere chiari (per es. per quanto riguarda gli addebiti in caso di scoperto di conto corrente). In forza della direttiva, l informazione, anche se di fatto corretta, non deve essere presentata in modo ingannevole. Infine la direttiva enuncia i criteri per la valutazione delle pratiche aggressive, ivi compreso il ricorso a ostacoli non contrattuali onerosi o sproporzionati qualora il consumatore desideri risolvere un contratto o rivolgersi a un altro professionista. Detti ostacoli possono quindi essere considerati pratiche aggressive 15. Per quanto riguarda i servizi di pagamento (definiti come servizi che permettono di depositare il contante su un conto di pagamento, nonché tutte le operazioni richieste per la gestione di un conto di pagamento), i consumatori sono tutelati contro le informazioni incomprensibili anche in forza della direttiva sui servizi di pagamento 16, secondo la quale: «Le informazioni e le condizioni sono redatte in termini di facile comprensione e in forma chiara e leggibile, in una lingua ufficiale dello Stato membro nel quale viene prestato il servizio di pagamento o in qualsiasi altra lingua convenuta dalle parti» (articolo 41). I servizi della Commissione collaboreranno con le autorità nazionali per garantire l applicazione efficace della direttiva nel settore finanziario e potrebbero integrare gli orientamenti alla luce di nuovi casi ed esempi raccolti. La clausola minima di armonizzazione L articolo 3, paragrafo 9, precisa che gli Stati membri possono disciplinare in modo più vincolante le pratiche commerciali sleali che si verificano in questo settore, e ciò significa che la direttiva non armonizza completamente le norme nazionali applicabili alle pratiche commerciali sleali nel settore dei servizi finanziari. Il considerando 9 spiega altresì che, per «i servizi finanziari e i beni immobili occorrono, tenuto conto della loro complessità e dei gravi rischi inerenti, obblighi particolareggiati, inclusi gli obblighi positivi per i professionisti. Pertanto, nel settore dei servizi finanziari e dei beni immobili, la presente direttiva non pregiudica il diritto degli Stati membri di andare al di là delle sue disposizioni al fine di tutelare gli interessi economici dei consumatori». Per esempio: gli Stati membri possono mantenere in vigore disposizioni nazionali che vietano le offerte congiunte di servizi finanziari 17, purché tali disposizioni siano conformi al diritto dell Unione europea; gli Stati membri possono mantenere in vigore obblighi di informazione più dettagliati per i prodotti finanziari o i moduli uniformi impiegati Riguardo al trasferimento dei conti bancari, lo European Banking Industry Committee (comitato europeo dell industria bancaria) ha adottato principi comuni per facilitare il trasferimento del conto bancario da una banca a un altra, applicabili a decorrere dal 1 novembre Cfr. Direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la direttiva 97/5/CE, GU L 319 del 5/12/2007, pagg La giurisprudenza della Corte di giustizia sulle offerte congiunte non si applica al settore finanziario in virtù dell articolo 3, paragrafo 9. IT 12 IT

13 La relazione con direttive specifiche Qualora altre direttive prevedano norme più specifiche per le pratiche commerciali nel settore finanziario, la direttiva integra la legislazione vigente. Per esempio, la direttiva relativa al credito al consumo 18 contiene disposizioni specifiche sulla pubblicità relativa ai contratti di credito (tale pubblicità deve precisare, per esempio, il tasso debitore, l importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale e, se del caso, la durata del contratto di credito), nonché un elenco di informazioni precontrattuali di base da fornire ai consumatori per metterli in grado, in particolare, di paragonare le varie offerte. La direttiva sulle pratiche commerciali sleali integra tali obblighi specifici e si applica se, per esempio, l informazione è pubblicizzata in modo ingannevole o se il fornitore del servizio fa ricorso a pratiche commerciali aggressive. La direttiva sui servizi di pagamento (direttiva 2007/64/CE) prevede obblighi di informazione precontrattuale nel settore dei servizi di pagamento offerti ai consumatori (articoli 37-39, 42), nonché obblighi concernenti le modalità di comunicazione di tali informazioni (articoli 36 e 41). L ambito in cui la direttiva e la direttiva sui servizi di pagamento si sovrappongono è limitato, in quanto il campo di applicazione della direttiva sui servizi di pagamento è circoscritto ai servizi di pagamento (mentre la direttiva si applica a un più vasto insieme di servizi finanziari da impresa a consumatore B2C, business-to-consumer)). In questo ambito limitato, la direttiva sui servizi di pagamento contiene disposizioni più specifiche sulle informazioni precontrattuali da fornire ai consumatori in caso di invito all acquisto e sulle modalità di comunicazione delle informazioni precontrattuali e costituisce quindi una lex specialis rispetto alla direttiva. La direttiva rimane applicabile al di fuori di questo ambito e integra quindi la direttiva sui servizi di pagamento (cfr. considerando 22 della direttiva sui servizi di pagamento). Per esempio, la direttiva si applica nel caso della pubblicità dei servizi di pagamento o della vendita aggressiva di servizi di pagamento Le pratiche commerciali che non incidono sugli interessi economici dei consumatori non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva Articolo 1 La presente direttiva intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno e al conseguimento di un livello elevato di tutela dei consumatori mediante l armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di pratiche commerciali sleali lesive degli interessi economici dei consumatori. L articolo 1 della direttiva prevede espressamente l armonizzazione delle pratiche «lesive degli interessi economici dei consumatori». Quando le disposizioni nazionali mirano a proteggere interessi che non sono di natura economica, tali disposizioni non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva. Pertanto la direttiva non pregiudica la possibilità degli Stati membri di avvalersi di disposizioni supplementari più restrittive che disciplinino le pratiche commerciali per motivi di tutela della 18 Direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio, GU L 133 del 22 maggio 2008, pag. 66. IT 13 IT

14 salute e della sicurezza dei consumatori (cfr. articolo 3, paragrafo 3, della direttiva) o di protezione dell ambiente. Del pari, le disposizioni nazionali che disciplinano le pratiche commerciali, ivi compresi il marketing e la pubblicità, fondate su motivi di «buon gusto e decenza», non sono contemplate dalla direttiva. Secondo il considerando 7, «[la presente direttiva n]on riguarda i requisiti giuridici inerenti al buon gusto e alla decenza che variano ampiamente tra gli Stati membri. Le pratiche commerciali quali ad esempio le sollecitazioni commerciali per strada possono essere indesiderabili negli Stati membri per motivi culturali. Gli Stati membri dovrebbero di conseguenza poter continuare a vietare le pratiche commerciali nei loro territori per ragioni di buon gusto e decenza conformemente alle normative comunitarie, anche se tali pratiche non limitano la libertà di scelta dei consumatori. In sede di applicazione della direttiva, in particolare delle clausole generali, è opportuno tenere ampiamente conto delle circostanze del singolo caso in questione». Le disposizioni nazionali relative alle pratiche commerciali, ivi compresi il marketing e la pubblicità, che riguardano la protezione della dignità umana, la prevenzione delle discriminazioni basate sul sesso, sulla razza e sulla religione o la rappresentazione di nudità, violenza e comportamenti antisociali, non sono contemplate dalla direttiva. Alla luce di quanto precede, gli esempi seguenti sono esclusi dall ambito di applicazione della direttiva: divieti o disposizioni nazionali più severe che disciplinano il marketing di videogiochi online violenti; disposizioni nazionali che vietano la pubblicità di giocattoli ispirati a temi militare rivolta ai bambini Le pratiche commerciali che ledono unicamente gli interessi economici dei concorrenti o che sono connesse a un operazione tra professionisti non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva Articolo 3 La presente direttiva si applica alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori, come stabilite all articolo 5, poste in essere prima, durante e dopo un operazione commerciale relativa a un prodotto. Operazioni commerciali da impresa a impresa Le pratiche commerciali da impresa a impresa (B2B, business-to-business) sono escluse dall ambito di applicazione della direttiva e sono in parte disciplinate dalla direttiva sulla pubblicità ingannevole e comparativa 19. Gli Stati membri possono decidere di estendere la protezione offerta dalla direttiva alle pratiche commerciali B2B (o da consumatore a consumatore). Per esempio, la Germania, 19 Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata), GU L 376 del IT 14 IT

15 l Austria e la Svezia hanno esteso tutte le disposizioni della direttiva alle pratiche commerciali B2B, mentre la Francia ha esteso soltanto alcune disposizioni. Disposizioni nazionali che proteggono gli interessi dei concorrenti Il considerando 6 chiarisce che la direttiva «non riguarda e lascia impregiudicate le legislazioni nazionali sulle pratiche commerciali sleali che ledono unicamente gli interessi economici dei concorrenti o che sono connesse ad un operazione tra professionisti. Tenuto pienamente conto del principio di sussidiarietà, gli Stati membri, ove lo desiderino, continueranno a poter disciplinare tali pratiche, conformemente alla normativa comunitaria». Pertanto le disposizioni nazionali che disciplinano pratiche commerciali quali la vendita sotto costo/in perdita, la cui unica motivazione è garantire la concorrenza leale sul mercato, non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva. Tuttavia soltanto le disposizioni che proteggono unicamente gli interessi dei concorrenti sono escluse dall ambito di applicazione della direttiva. Qualora gli interessi dei consumatori e dei concorrenti coincidano e le disposizioni nazionali disciplinino una pratica con il duplice scopo di tutelare i consumatori e i concorrenti, tali disposizioni nazionali sono contemplate dalla direttiva. Per esempio, le normative nazionali che disciplinano i periodi dei saldi di fine stagione allo scopo di proteggere le PMI dalle svendite intensive praticate tutto l anno dalle grandi catene di distribuzione sono finalizzate a garantire la concorrenza leale e, di conseguenza, non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva. D altro canto, le normative nazionali che prevedono disposizioni più vincolanti sulle modalità di presentazione dei prezzi scontati ai consumatori durante i saldi di fine stagione o che disciplinano la trasparenza delle informazioni sulle svendite rientrano nell ambito di applicazione della direttiva. La distinzione tra interessi dei consumatori e dei professionisti dovrebbe essere chiarita dalla Corte di giustizia nell ambito di cause pendenti. Per esempio, nelle conclusioni presentate nella causa Plus Warenhandelsgesellschaft 20, l avvocato generale è del parere che la direttiva si applichi nonostante il fatto che la normativa nazionale (UWG) protegga un più vasto insieme di interessi (dei consumatori e dei concorrenti): 65. Diversamente da quanto sostiene il governo ceco, io non ho alcun dubbio che la ratio della disciplina di cui all art. 4, n. 6, UWG consista nella tutela dei consumatori. 66. In primo luogo, l art. 1 UWG afferma espressamente che la legge in parola è rivolta a tutelare dalla concorrenza sleale, oltre che i concorrenti e gli altri operatori del mercato, anche i consumatori. In secondo luogo, tanto i lavori preparatori quanto la ratio dell art. 4, n. 6, UWG depongono in tal senso. Questa disposizione di diritto interno recepisce, infatti, la precedente giurisprudenza del Bundesgerichtshof sull art. 1 UWG (versione previgente), in base alla quale era ritenuto anticoncorrenziale subordinare la partecipazione a concorsi o giochi a premi all acquisto di una merce o di un servizio. La finalità perseguita con tale disposizione dal legislatore consiste, in base ai lavori preparatori, nel tutelare il consumatore da 20 Conclusioni nella causa C-304/08, 3 settembre IT 15 IT

16 eventuali pregiudizi eccessivi alla sua libertà di decisione, derivanti dallo sfruttamento del suo desiderio di giocare. Alla base di tale disposizione vi è la considerazione che attraverso la congiunzione della partecipazione a giochi a premi con la vendita di merci, anche la decisione di acquisto di un consumatore medio ragionevole può essere influenzata in misura così incisiva da non basarsi più su valutazioni razionali, essendo invece determinata dal desiderio di ottenere la vincita promessa. Tale tesi è condivisa unanimemente dalla dottrina giuridica. 67. Conseguentemente la disposizione nazionale in parola rientra anche nell ambito di applicazione ratione personae della direttiva 2005/29. Nelle conclusioni, l avvocato generale propone alcuni criteri per valutare se tali disposizioni nazionali «miste» (che tutelano cioè gli interessi sia dei consumatori sia dei concorrenti) rientrino nell ambito di applicazione della direttiva. La finalità generale della legge, il contesto e la genesi delle disposizioni in questione, i lavori preparatori e le osservazioni accademiche possono dunque essere presi in considerazione per stabilire se una disposizione sia intesa a tutelare i consumatori La nozione di professionista Articolo 2, lettera b), «professionista»: qualsiasi persona fisica o giuridica che, nelle pratiche commerciali oggetto della presente direttiva, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisca in nome o per conto di un professionista. La definizione comprende non solo i professionisti che agiscono per proprio conto, ma anche gli intermediari che agiscono per conto del professionista. Per esempio, gli agenti rimunerati dal professionista che commercializzano o pubblicizzano i suoi prodotti sono professionisti ai sensi della direttiva. Poiché la direttiva disciplina le pratiche commerciali in senso generale e comprende la situazione particolare dei professionisti «occulti» (cfr. infra), è importante che le autorità nazionali di vigilanza valutino caso per caso quali persone rientrino nella definizione di professionista nelle circostanze specifiche. Per esempio, possono esistere situazioni in cui un privato che sembra essere un consumatore che vende prodotti ad altri consumatori in realtà potrebbe essere un professionista («vendite B2C occulte»). Le autorità nazionali di vigilanza dovrebbero effettuare una valutazione tenendo conto dei seguenti elementi: se il venditore persegue finalità di lucro; il numero, l ammontare e la frequenza delle operazioni; il fatturato del venditore; se il venditore acquista prodotti al fine di rivenderli. Le persone la cui attività principale consista nel vendere prodotti presso il proprio domicilio, attraverso siti Internet di vendita all asta, e lo facciano con grande frequenza, a scopo di lucro e/o acquistando prodotti allo scopo di rivenderli a un prezzo più elevato possono, per esempio, rientrare nella definizione di professionista. Le organizzazioni che perseguono obiettivi caritatevoli o altre finalità etiche si qualificano come professionisti ai sensi della direttiva in base a se esercitano o no un attività commerciale (per es. la vendita di prodotti etici). Quando agiscono in veste di professionisti, devono quindi conformarsi alle disposizioni della direttiva per quanto riguarda le loro attività commerciali (per esempio, le informazioni sull origine del prodotto o sulle sue caratteristiche etiche non devono essere ingannevoli). Diversi Stati membri hanno segnalato il caso di un associazione IT 16 IT

17 di pittori disabili che offre gratuitamente le cartoline realizzate dagli affiliati, ma invita le persone a donare un contributo. Le autorità nazionali di vigilanza hanno ritenuto che l associazione agisse in veste di professionista e hanno valutato la pratica alla luce delle disposizioni della direttiva. Il fatto che un organizzazione sia registrata come impresa «senza scopo di lucro» è irrilevante al fine di valutare se tale organizzazione sia un professionista o no ai sensi della direttiva. Per esempio, se una società privata di assicurazione malattia si descrive come organizzazione «senza scopo di lucro» in ragione del fatto che non ha azionisti e reinveste gli utili nella propria attività, non vi sono dubbi sul fatto che tale società sia un professionista ai sensi della direttiva. Anche le autorità pubbliche possono essere professionisti quando svolgono attività commerciali. Per esempio, un comune che offre prezzi scontati per i biglietti di ingresso a una mostra d arte da esso organizzata rientra nella definizione di professionista ai fini della direttiva. La direttiva affronta infine la situazione particolare dei professionisti «occulti» o dei professionisti che si presentano come consumatori. A norma dell allegato I della direttiva (la «lista nera»), punto 22, la seguente pratica è in ogni caso vietata: Falsamente dichiarare o dare l impressione che il professionista non agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, o presentarsi falsamente come consumatore. Per esempio, i professionisti «occulti» possono essere: il sito Internet di un albergo che contiene commenti lusinghieri presumibilmente espressi dai consumatori, ma in realtà scritti dal proprietario dell albergo; una libreria che pubblicizza i libri «scelti dai clienti», mentre i clienti non sono mai stati consultati e la scelta è stata fatta dal libraio La relazione tra la direttiva e la legislazione nazionale e altre disposizioni di diritto comunitario Primato del diritto dell Unione europea Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, le direttive recepite in modo non corretto o non recepite possono avere efficacia diretta verticale nel diritto nazionale nei confronti degli enti statali, se le disposizioni della direttiva sono sufficientemente chiare, precise e incondizionate per poter essere adeguatamente applicate dagli organi giurisdizionali nazionali 21. Tuttavia le direttive non hanno efficacia diretta orizzontale 22 (per esempio, i consumatori non possono far valere le disposizioni della direttiva contro un impresa) Cfr. causa 441/74 Van Duyn/Home Office, Racc. 1974, pag. 1337, causa 148/78 Pubblico Ministero/Tullio Ratti, Racc. 1979, pag e causa C-62/00 Marks&Spencer plc/commissioners of Customs&Excise, Racc. 2002, pag. I Cfr. CGCE Marshall, causa 152/74; CGCE Paola Faccini Dori, causa C-91/92. IT 17 IT

18 In caso di contrasto fra una disposizione nazionale e una disposizione della direttiva, o in caso di mancato recepimento della direttiva, gli organi giurisdizionali e le autorità nazionali di vigilanza devono interpretare il diritto nazionale, per quanto possibile, alla luce della lettera e dello scopo della direttiva 23. Per esempio, in una recente decisione 24 pronunciata in appello in una causa riguardante una disposizione del codice francese di tutela dei consumatori che vietava del tutto le offerte congiunte, la Cour d Appel de Paris ha riconosciuto il proprio obbligo di interpretare le disposizioni nazionali in modo da dare piena efficacia alle disposizioni della direttiva. La Cour d Appel ha ritenuto che, alla luce della sentenza della Corte di giustizia nella causa «Total Belgium», disponeva di tutti gli elementi necessari per revocare il divieto nazionale in questione, senza necessità di sottoporre alla Corte una domanda di pronuncia pregiudiziale. Il carattere di armonizzazione completa della direttiva La direttiva si basa sul principio dell armonizzazione completa. Ciò significa che gli Stati membri non possono più attuare o applicare disposizioni in materia di tutela dei consumatori più o meno dettagliate o vincolanti di quelle previste dalla direttiva nel settore che essa armonizza. Come spiega il preambolo della direttiva, al fine di eliminare gli ostacoli nel mercato interno dovuti alle differenze normative e rafforzare la certezza del diritto sia per i consumatori sia per le imprese, era necessario sostituire i sistemi nazionali vigenti con un quadro normativo uniforme a livello UE (cfr. in particolare i considerando 5, 12 e 13). Gli effetti di armonizzazione completa prodotti dalla direttiva sono illustrati in modo chiaro nella causa «Total Belgium» 25. La Corte di giustizia, nell esaminare la compatibilità con le disposizioni della direttiva di una legge belga che vietava le offerte congiunte, ha stabilito che «la direttiva procede [ ] a un armonizzazione completa di dette norme a livello comunitario. Pertanto, [ ] gli Stati membri non possono adottare misure più restrittive di quelle definite dalla direttiva, anche al fine di garantire un livello più elevato di tutela dei consumatori». La Corte ha quindi concluso che la direttiva osta a un divieto nazionale di offerte congiunte 26. Esistono attualmente due tipi di limitazioni degli effetti di armonizzazione completa della direttiva. In primo luogo, ai sensi dell articolo 3, paragrafo 9, «in merito ai 'servizi finanziari [ ] e ai beni immobili, gli Stati membri possono imporre obblighi più dettagliati o vincolanti di quelli previsti dalla presente direttiva nel settore che essa armonizza». Pertanto in questi due settori si applica un armonizzazione minima. Come spiega il considerando 9, «per i servizi finanziari e i beni immobili occorrono, tenuto conto della loro complessità e dei gravi rischi inerenti, obblighi particolareggiati, inclusi gli obblighi positivi per i professionisti». Di conseguenza, in questi settori, gli Stati membri possono imporre norme che vanno al di là delle disposizioni della direttiva, purché siano conformi al diritto dell Unione (per es., nel Cfr. Causa 14/83 Von Colson e Kamann/Land Nordrhein-Westfalen, Racc. 1984, pag e causa C- 106/89 Marleasing SA/La Comercial Internacionale de Alimentacion SA, Racc. 1990, pag. I Cour d Appel de Paris, 14 maggio 2009, France Telecom et Orange c/s.a.s. Free, S.A. Neuf Cegetel et L'Association la Ligue de football professionnel. Cause riunite C-261/07 e C-299/07 VTB-VAB NV/Total Belgium, e Galatea BVBA/Sanoma Magazines Belgium NV, non ancora pubblicate. Cfr. anche le conclusioni dell avvocato generale Trstenjak, del 3 settembre 2009, nella causa C-304/08 Zentrale zur Bekampfung unlauteren Wettbewerbs e.v./plus Warenhandelsgesellschaft mbh, pendente. È altresì rilevante la causa C-540/08 Mediaprint Zeitungs- und Zeitschriftenverlag GmbH & Co KG/'Osterreich'-Zeitungsverlag GmbH, anch essa pendente. IT 18 IT

19 settore dei servizi di pagamento, la direttiva 2007/64/CE stabilisce norme completamente armonizzate). In secondo luogo, una deroga temporanea al principio di armonizzazione completa si applica alle disposizioni nazionali che danno attuazione a direttive contenenti clausole minime di armonizzazione. In forza dell articolo 3, paragrafo 5, per un periodo di sei anni a decorrere dal 12 giugno 2007 gli Stati membri possono continuare ad applicare disposizioni nazionali più dettagliate o vincolanti. Gli Stati membri possono quindi applicare le disposizioni vigenti, introdotte in forza delle clausole minime di armonizzazione contenute, per esempio, nella direttiva 98/6/CE relativa all indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori 27 o nella direttiva 97/7/CE riguardante i contratti a distanza 28. Tali misure devono tuttavia essere essenziali per assicurare la protezione dei consumatori e proporzionate al raggiungimento di tale obiettivo. Entrambe le limitazioni saranno oggetto della revisione della direttiva da effettuare entro il 12 giugno 2011 (cfr. articolo 18). La relazione tra la direttiva sulle pratiche commerciali sleali e la legislazione di settore dell Unione La direttiva è la legislazione generale che disciplina le pratiche commerciali sleali nelle operazioni commerciali delle imprese nei confronti dei consumatori. Comprende tutte le pratiche commerciali B2C, salvo quanto diversamente ed espressamente previsto dalla direttiva, come nel caso delle condizioni relative allo stabilimento o ai regimi di autorizzazione (cfr. articolo 3, paragrafo 8). Qualora sia in vigore una legislazione di settore e le sue disposizioni si sovrappongano alle disposizioni generali della direttiva, prevalgono le disposizioni della lex specialis. L articolo 3, paragrafo 4, della direttiva precisa che «in caso di contrasto tra le disposizioni della presente direttiva e altre norme comunitarie che disciplinino aspetti specifici delle pratiche commerciali sleali, prevalgono queste ultime e si applicano a tali aspetti specifici». Spesso tali contrasti emergono dal fatto che la lex specialis contiene obblighi di informazione precontrattuale più dettagliati, o regole più restrittive sulle modalità di presentazione delle informazioni ai consumatori (cfr. il considerando 10 della direttiva). Per esempio, il regolamento sui servizi aerei 29 contiene disposizioni specifiche sulle informazioni relative ai prezzi da rendere disponibili al pubblico. Secondo l articolo 23 del regolamento, oltre al prezzo finale, che deve includere tutte le tasse, i diritti e i supplementi applicabili, i vettori aerei devono anche fornire una ripartizione del prezzo finale. Pertanto, per quanto riguarda le informazioni precontrattuali sui prezzi dei servizi aerei, si applicano queste disposizioni più specifiche. Tuttavia la direttiva integra tali disposizioni settoriali e colma le eventuali lacune rimaste nella protezione contro le pratiche commerciali sleali. Riguardo alle tariffe aeree, per esempio, le disposizioni della direttiva intervengono per vietare le pratiche commerciali che possono GU L 80 del , pag GU L 144 del , pag Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità. IT 19 IT

20 ingannare il consumatore medio (quali la pubblicità e il marketing dei servizi aerei), e le pratiche che comportano una condotta aggressiva (quali gli ostacoli non contrattuali, onerosi e sproporzionati imposti ai consumatori che intendano esercitare il diritto contrattuale di risolvere un contratto). Le disposizioni della direttiva integrano inoltre le disposizioni del regolamento sui servizi aerei per quanto riguarda le informazioni sui prezzi e impongono, per esempio, l indicazione delle spese postali, se applicabili (cfr. articolo 7, paragrafo 4, lettera c), della direttiva). Obblighi di informazione previsti dalla direttiva sulle pratiche commerciali sleali e dalla direttiva sui servizi 30 A differenza della legislazione specifica di settore, la direttiva sui servizi ha un vasto campo di applicazione orizzontale: si applica ai servizi in generale, come definiti nel trattato sul funzionamento dell Unione europea («TFUE»), fatte salve alcune eccezioni. Non può quindi essere considerata una lex specialis rispetto alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali ai sensi dell articolo 3, paragrafo 4. Per quanto riguarda gli obblighi di informazione, ciò significa che le disposizioni di cui all articolo 22 della direttiva sui servizi si applicano in aggiunta alle informazioni da fornire nel caso di un invito all acquisto di cui all articolo 7, paragrafo 4, della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Tuttavia, per gli inviti all acquisto, gli Stati membri non sono autorizzati a imporre obblighi di informazione nazionali al di là di quelli previsti dalla direttiva sulle pratiche commerciali sleali e dalla direttiva sui servizi La relazione tra la direttiva e l autodisciplina Disposizioni della direttiva Articolo 2, lettera f) «codice di condotta»: un accordo o una normativa che non sia imposta dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di uno Stato membro e che definisce il comportamento dei professionisti che si impegnano a rispettare tale codice in relazione a una o più pratiche commerciali o ad uno o più settori imprenditoriali specifici. Articolo 10 Codici di condotta La presente direttiva non esclude il controllo, che gli Stati membri possono incoraggiare, delle pratiche commerciali sleali esercitato dai responsabili dei codici né esclude che le persone o le organizzazioni di cui all articolo 11 possano ricorrere a tali organismi qualora sia previsto un procedimento dinanzi ad essi, oltre a quelli giudiziari o amministrativi di cui al medesimo articolo. Il ricorso a tali organismi di controllo non è mai considerato equivalente alla rinuncia agli strumenti di ricorso giudiziario o amministrativo di cui all articolo Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, GU L 376 del IT 20 IT

L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010

L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010 L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010 REGOLAMENTO (UE) N. 1259/2010 DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 2010 relativo all attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge

Dettagli

DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO L 110/30 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 1.5.2009 DIRETTIVE DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi

Dettagli

La disciplina dei prodotti alimentari

La disciplina dei prodotti alimentari Associazione Italiana di Diritto Alimentare La disciplina dei prodotti alimentari Etichettatura, marchi e pubblicità dei prodotti alimentari Le normative europee e nazionali (Stefano Masini) Roma, Cassa

Dettagli

Raccolta della giurisprudenza

Raccolta della giurisprudenza Raccolta della giurisprudenza SENTENZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 13 marzo 2014 * «Rinvio pregiudiziale Direttiva 2006/114/CE Nozioni di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa Normativa nazionale

Dettagli

La direttiva sulle pratiche commerciali scorrette e l armonizzazione del diritto dei contratti

La direttiva sulle pratiche commerciali scorrette e l armonizzazione del diritto dei contratti La direttiva sulle pratiche commerciali scorrette e l armonizzazione del diritto dei contratti Università Suor Orsola Benincasa 7 dicembre 2012 Paola Nebbia Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 13.09.2005 COM(2005) 426 definitivo Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO concernente la firma, a nome della Comunità europea, della convenzione n. 198 del Consiglio

Dettagli

SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 99

SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 99 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 99 Circolare n. 13 IDR/cg 10 aprile 2012 DIRETTIVA UE N. 2011/83/UE - MODIFI- CHE ALLA DISCIPLINA RELATIVA AI DIRITTI DEI CONSUMATORI Il 25 ottobre 2011 il Parlamento

Dettagli

LA NUOVA DISTRIBUZIONE DELL AUTOMOBILE AI BLOCCHI DI PARTENZA

LA NUOVA DISTRIBUZIONE DELL AUTOMOBILE AI BLOCCHI DI PARTENZA LA NUOVA DISTRIBUZIONE DELL AUTOMOBILE AI BLOCCHI DI PARTENZA Università degli Studi di Bologna Facoltà di Scienze Statistiche Bologna, 23 settembre 2002 REGOLAMENTO DI ESENZIONE Come dichiarato dalla

Dettagli

consumatori; in prosieguo: il «BVV»), in merito alla legalità delle modalità di commercializzazione di tali voli. Contesto normativo 3 A termini del

consumatori; in prosieguo: il «BVV»), in merito alla legalità delle modalità di commercializzazione di tali voli. Contesto normativo 3 A termini del Biglietti aerei online: è il cliente a scegliere se assicurarsi contro l annullamento del volo Corte di Giustizia UE, nella causa C 112/11. commento e testo Avvocati.it Chi vende biglietti aerei su internet

Dettagli

S T U D I O M I S U R A C A, A v v o c a t i, F i s c a l i s t i & A s s o c i a t i S t u d i o l e g a l e / L a w F i r m

S T U D I O M I S U R A C A, A v v o c a t i, F i s c a l i s t i & A s s o c i a t i S t u d i o l e g a l e / L a w F i r m . UNGHERIA TUTELA DEL CONSUMATORE IN UNGHERIA di Avv. Francesco Misuraca www.smaf-legal.com Premessa Le fonti normative della tutela ungherese dei consumatori sono le seguenti: Legge del 1997 sulla tutela

Dettagli

BANCA CENTRALE EUROPEA

BANCA CENTRALE EUROPEA 22.2.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea C 51/3 III (Atti preparatori) BANCA CENTRALE EUROPEA PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA del 19 novembre 2013 in merito a una proposta di direttiva del

Dettagli

S T U D I O M I S U R A C A, A v v o c a t i, F i s c a l i s t i & A s s o c i a t i S t u d i o l e g a l e / L a w F i r m

S T U D I O M I S U R A C A, A v v o c a t i, F i s c a l i s t i & A s s o c i a t i S t u d i o l e g a l e / L a w F i r m . POLONIA TUTELA DEL CONSUMATORE IN POLONIA di Avv. Francesco Misuraca www.smaf-legal.com Premessa Le fonti della normativa di tutela dei consumatori sono: - Legge del 16 aprile 1993 contro la concorrenza

Dettagli

CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA. I. Diritto antitrust in generale

CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA. I. Diritto antitrust in generale CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA Sommario: I. Diritto antitrust in generale - II. Intese (Kartelle) - 1. Intese vietate in Austria - 2. Alcune differenze con l Italia - 3. Alcune differenze

Dettagli

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(Testo rilevante ai fini del SEE) L 129/52 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 28.5.2010 REGOLAMENTO (UE) N. 461/2010 DELLA COMMISSIONE del 27 maggio 2010 relativo all applicazione dell articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato

Dettagli

Titolo del Progetto di ricerca: Tutela del consumatore e pratiche commerciali sleali nel quadro normativo-istituzionale europeo

Titolo del Progetto di ricerca: Tutela del consumatore e pratiche commerciali sleali nel quadro normativo-istituzionale europeo Titolo del Progetto di ricerca: Tutela del consumatore e pratiche commerciali sleali nel quadro normativo-istituzionale europeo Periodo di svolgimento del progetto: 2011/2012 1. Il progetto di ricerca.

Dettagli

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Risposta alla consultazione Consob sul progetto di regolamento di attuazione dell articolo 23 della legge n. 262/2005 1. Introduzione La Consob ha sottoposto

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione e misura del gas naturale Rev. 01 del 10.06.2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato per assicurare

Dettagli

Credito alle Famiglie 2009 23 Giugno 2009

Credito alle Famiglie 2009 23 Giugno 2009 Il recepimento della direttiva sul credito ai consumatori. Le scelte di alcuni Paesi europei sulle discrezionalità lasciate agli Stati membri Credito alle Famiglie 2009 23 Giugno 2009 Enrico Granata Direttore

Dettagli

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento:

Dettagli

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione) 4 giugno 2015 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione) 4 giugno 2015 (*) SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione) 4 giugno 2015 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità Direttiva 92/83/CEE Accisa Birra Articolo 4 Piccole birrerie indipendenti Aliquote ridotte di accisa Presupposti

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale

CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale 1111 CODICE DI COMPORTAMENTO Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale INDICE 1 INTRODUZIONE...4 La separazione funzionale nel settore energetico...

Dettagli

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13 Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13 Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull interpretazione degli articoli 5, paragrafo 2, e 6 della direttiva 2008/7/CE

Dettagli

BANCA CENTRALE EUROPEA

BANCA CENTRALE EUROPEA 19.6.2012 Gazzetta ufficiale dell Unione europea C 175/11 III (Atti preparatori) BANCA CENTRALE EUROPEA PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA del 25 aprile 2012 in merito alla proposta di regolamento del

Dettagli

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di

Dettagli

Distribuzione. parere legale distribuzione selettiva di Maurizio Iorio. MarketPlace 76

Distribuzione. parere legale distribuzione selettiva di Maurizio Iorio. MarketPlace 76 parere legale distribuzione selettiva di Maurizio Iorio distribuzione selettiva e negozi on-line Sarà capitato di sentire parlare di rivenditori selezionati, distributori esclusivi e dettaglianti ufficiali

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

Diritto dei Mezzi di Comunicazione. Indice

Diritto dei Mezzi di Comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE X IL MERCATO FINANZIARIO ONLINE PROF. ERNESTO PALLOTTA Indice 1 I servizi ed i prodotti finanziari online ----------------------------------------------------------------

Dettagli

Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori,

Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori, Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori, innovazioni e criticità. Cosa cambia dal 13.06.2014 a seguito dell entrata in vigore del D. Lgs 21/2014 Milano, giovedì 17 luglio 2014 Confcommercio

Dettagli

REGOLAMENTI. Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1. (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria)

REGOLAMENTI. Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1. (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) 22.12.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1 I (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) n. 1221/2009 DEL PARLAMENTO

Dettagli

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori DOCUMENTO DI LAVORO

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori DOCUMENTO DI LAVORO PARLAMENTO EUROPEO 2009-2014 Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori 26.10.2009 DOCUMENTO DI LAVORO relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Dettagli

DOMANDA 1 Una società consortile a responsabilità limitata o una società consortile per azioni sono coerenti con la previsione del paragrafo 3.2.1 del Bando e il paragrafo 4.1 del Capitolato d'oneri? L

Dettagli

II.11 LA BANCA D ITALIA

II.11 LA BANCA D ITALIA Provvedimento del 24 marzo 2010. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di contenuto generale della Banca d Italia nell esercizio delle funzioni di vigilanza bancaria

Dettagli

IL COMMERCIO ELETTRONICO NELL UNIONE EUROPEA

IL COMMERCIO ELETTRONICO NELL UNIONE EUROPEA IL COMMERCIO ELETTRONICO NELL UNIONE EUROPEA Quale rilevanza assume nell Unione europea il commercio elettronico? I seguenti fattori contribuiscono a determinare la rilevanza che il commercio elettronico

Dettagli

DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. del 23 aprile 2009. relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore

DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. del 23 aprile 2009. relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto D Autore Servizio III Diritto D Autore e Vigilanza sulla S.I.A.E. DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

Dettagli

visto il trattato sul funzionamento dell Unione europea,

visto il trattato sul funzionamento dell Unione europea, 17.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 320/3 REGOLAMENTO (UE) N. 1077/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 novembre 2012 relativo a un metodo di sicurezza comune per la supervisione da parte delle

Dettagli

Gazzetta ufficiale n. L 247 del 21/09/2007 pag. 0017-0020

Gazzetta ufficiale n. L 247 del 21/09/2007 pag. 0017-0020 Avviso legale importante Direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 57 RISOLUZIONE DELLA 6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro) (Estensore FERRARA) approvata nella seduta del 20 ottobre 2010 SULLA PROPOSTA DI

Dettagli

DIRETTIVE. (Versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE)

DIRETTIVE. (Versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE) L 283/36 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 28.10.2008 DIRETTIVE DIRETTIVA 2008/94/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2008 relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso

Dettagli

Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva 84/450/Cee sulla pubblicità ingannevole

Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva 84/450/Cee sulla pubblicità ingannevole Testo aggiornato al 10 dicembre 2007 Decreto legislativo 2 Agosto 2007, n. 145 Gazzetta Ufficiale 6 Settembre 2007, n. 207 Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva

Dettagli

Ordinanza. Contesto normativo. 3 I considerando 14 e 15 del regolamento n. 261/2004 enunciano quanto segue:

Ordinanza. Contesto normativo. 3 I considerando 14 e 15 del regolamento n. 261/2004 enunciano quanto segue: Corte di Giustizia UE, Quinta Sezione, ordinanza 14 novembre 2014, causa C-394/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Regolamento di procedura Articolo 99 Trasporto aereo Regolamento (CE) n. 261/2004 Ritardo prolungato

Dettagli

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT)

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) L articolo 4 prevede che, allo svolgimento in Italia di servizi trasfrontalieri e di quelli

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione) 17 settembre 2014

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione) 17 settembre 2014 SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione) 17 settembre 2014 «Rinvio pregiudiziale Sistema comune d imposta sul valore aggiunto Direttiva 2006/112/CE Gruppo IVA Fatturazione interna per i servizi forniti da

Dettagli

Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine. Documento di consultazione

Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine. Documento di consultazione Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine 1. Introduzione Documento di consultazione In alcuni Stati membri esistono agenzie ufficiali di credito all

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

La nuova disciplina della responsabilitàin materia di etichettatura degli alimenti. Avv. Vito Rubino

La nuova disciplina della responsabilitàin materia di etichettatura degli alimenti. Avv. Vito Rubino La nuova disciplina della responsabilitàin materia di etichettatura degli alimenti Avv. Vito Rubino La disciplina della responsabilità in materia di etichettatura degli alimenti, non prevista nella direttiva

Dettagli

Diritto dell Unione Europea. Indice

Diritto dell Unione Europea. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELL UNIONE EUROPEA LEZIONE IX LA TUTELA GIURISDIZIONALE NELL ORDINAMENTO COMUNITARIO PROF. GIUSEPPE RUBERTO Indice 1 Il sistema di tutela giurisdizionale comunitario. ---------------------------------------------------

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*) SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*) «Rinvio pregiudiziale Spazio di libertà, sicurezza e giustizia Cooperazione giudiziaria in materia civile Regolamento (CE) n. 864/2007 Articolo

Dettagli

I contratti di finanziamento: Credito al consumo

I contratti di finanziamento: Credito al consumo I contratti di finanziamento: Credito al consumo Definizioni e struttura del rapporto pagina 1 Aspetti definitori Per credito al consumo si intende il credito per l acquisto di beni e servizi (credito

Dettagli

Orientamenti sulla solvibilità di gruppo

Orientamenti sulla solvibilità di gruppo EIOPA-BoS-14/181 IT Orientamenti sulla solvibilità di gruppo EIOPA Westhafen Tower, Westhafenplatz 1-60327 Frankfurt Germany - Tel. + 49 69-951119-20; Fax. + 49 69-951119-19; email: info@eiopa.europa.eu

Dettagli

DIRETTIVE. DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore

DIRETTIVE. DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore L 111/16 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 5.5.2009 DIRETTIVE DIRETTIVA 2009/24/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore

Dettagli

LA LEGISLAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE

LA LEGISLAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE LA LEGISLAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE NELL UNIONE EUROPEA Commissione europea Né la Commissione europea né alcuna persona che agisca a nome della Commissione europea è responsabile dell uso che dovesse

Dettagli

EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura. Invito a formulare proposte

EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura. Invito a formulare proposte EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura Invito a formulare proposte EACEA 46/2014: Progetti di traduzione letteraria Attuazione dei progetti del sottoprogramma Cultura: progetti di traduzione

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 642/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

Le indicazioni obbligatorie negli atti, nella corrispondenza e nei siti web delle società

Le indicazioni obbligatorie negli atti, nella corrispondenza e nei siti web delle società CIRCOLARE N. 2 DEL 29 GENNAIO 2010 DIRITTO SOCIETARIO Le indicazioni obbligatorie negli atti, nella corrispondenza e nei siti web delle società www.assonime.it ABSTRACT Questa circolare illustra le novità

Dettagli

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

DECISIONE DELLA COMMISSIONE 16.1.2010 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 11/7 IV (Atti adottati prima del 1 o dicembre 2009, in applicazione del trattato CE, del trattato UE e del trattato Euratom) DECISIONE DELLA COMMISSIONE

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 9 dicembre 2010 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 9 dicembre 2010 (*) AVVISO IMPORTANTE:Le informazioni contenute in questo sito sono soggette ad una Clausola di esclusione della responsabilità e ad un avviso relativo al Copyright. SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 9

Dettagli

Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03

Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03 Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03 SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) «Artt. 43 CE, 49 CE e 81 CE Concessione relativa alla gestione del servizio pubblico di distribuzione

Dettagli

LA TRASPARENZA FA BENE A TUTTI

LA TRASPARENZA FA BENE A TUTTI LA TRASPARENZA FA BENE A TUTTI Come cambiano le norme e quali sono gli impatti sull operatività legata al rapporto con il cliente BROCHURE INFORMATIVA PER GLI ESERCIZI COMMERCIALI CONVENZIONATI, AGENTI

Dettagli

Liberalizzazione delle attività economiche

Liberalizzazione delle attività economiche LE NOVITÀ DEL "DECRETO LIBERALIZZAZIONI" e del DECRETO SVILUPPO Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività" convertito

Dettagli

Il principio di buona fede nei contratti di franchising

Il principio di buona fede nei contratti di franchising Il principio di buona fede nei contratti di franchising In questo articolo verrà analizzato il principio di buona fede applicato ai contratti di franchising, anche grazie all analisi della giurisprudenza

Dettagli

IMPOSIZIONE FISCALE SUI PREMI E SULLE VINCITE IN ITALIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE IMPOSTE SUI REDDITI di Achille Mattei, Promotion Plus Uno

IMPOSIZIONE FISCALE SUI PREMI E SULLE VINCITE IN ITALIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE IMPOSTE SUI REDDITI di Achille Mattei, Promotion Plus Uno IMPOSIZIONE FISCALE SUI PREMI E SULLE VINCITE IN ITALIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE IMPOSTE SUI REDDITI di Achille Mattei, Promotion Plus Uno QUANTO è TASSATA LA FORTUNA? Nell attuale periodo di incertezza

Dettagli

Sintesi dei diritti dei passeggeri che viaggiano in autobus 1

Sintesi dei diritti dei passeggeri che viaggiano in autobus 1 Sintesi dei diritti dei passeggeri che viaggiano in autobus 1 Il regolamento (CE) n. 181/2011 (in appresso il regolamento ) entra in vigore il 1 marzo 2013. Esso prevede una serie minima di diritti dei

Dettagli

GUIDA ALL IMPIEGO DEL LOGO EMAS

GUIDA ALL IMPIEGO DEL LOGO EMAS GUIDA ALL IMPIEGO DEL LOGO EMAS 1. PRINCIPI Regolamento di riferimento La presente guida lascia impregiudicato il diritto comunitario, le legislazioni nazionali e le norme tecniche non disciplinate dal

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI Vers. 1.9-01/01/12

CARTA DEI SERVIZI Vers. 1.9-01/01/12 COMeSER S.r.l. Piazza Repubblica, 20-43036 Fidenza (PR) Tel. 0524 881111 - Fax 0524 881118 E-mail: info@comeser.it - www.comeser.it C.N.T. di Ugolotti Giovanni Strada Laurano, 1/1-43024 Neviano degli Arduini

Dettagli

Nomos Appalti srl Servizio di Consulenza agli Enti Locali

Nomos Appalti srl Servizio di Consulenza agli Enti Locali Roma, 12 maggio 2010 Circolare n. 123/2010 Al SIG. PRESIDENTE CONFSERVIZI MARCHE A TUTTI GLI ASSOCIATI AL SIG. PRESIDENTE CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI E A TUTTI GLI ALTRI ENTI, AZIENDE E SOCIETA

Dettagli

Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri

Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri dei volontari YFJ_VolunteeringCharter_IT.indd 1 16/09/12 13:02 Editorial team Editor in Chief Giuseppe Porcaro Copy Editor Thomas Spragg Graphic

Dettagli

REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE

REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE 30.5.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 135/3 REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con

Dettagli

CORTE DI GIUSTIZIA UE. Sentenza 21-07-2011 nel procedimento 397/09

CORTE DI GIUSTIZIA UE. Sentenza 21-07-2011 nel procedimento 397/09 CORTE DI GIUSTIZIA UE Sentenza 21-07-2011 nel procedimento 397/09 Fiscalità Direttiva 2003/49/CE Regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni effettuati tra società consociate

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica

Dettagli

l osservanza della direttiva fornendo le indicazioni necessarie a questo riguardo agli enti e alle persone interessate.

l osservanza della direttiva fornendo le indicazioni necessarie a questo riguardo agli enti e alle persone interessate. LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, (2) Gli enti e le persone soggetti alla direttiva 2005/60/CE possono non riuscire a identificare un cliente quale appartenente a una delle categorie di persone politicamente

Dettagli

CONSUMER CREDIT 2006. Lo sviluppo del credito alle famiglie e la ripresa dei consumi in Italia

CONSUMER CREDIT 2006. Lo sviluppo del credito alle famiglie e la ripresa dei consumi in Italia CONSUMER CREDIT 2006 Lo sviluppo del credito alle famiglie e la ripresa dei consumi in Italia Roma, 16 marzo 2006 Evoluzione della Proposta di Direttiva sul credito ai consumatori ed impatto sulla disciplina

Dettagli

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n.

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi Prot. n. 00062 Roma, 4 gennaio 2008 Com. n. 3 OGGETTO: Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. 125367/07 Il Ministero

Dettagli

DISTRIBUZIONE INTEGRATA DEI SERVIZI TURISTICI

DISTRIBUZIONE INTEGRATA DEI SERVIZI TURISTICI DISTRIBUZIONE INTEGRATA DEI SERVIZI TURISTICI La distribuzione integrata dei servizi turistici è funzionale a tre obiettivi: Evitare costi e rischi della distribuzione dei propri servizi presso la clientela*;

Dettagli

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni DELIBERA N. MISURA E MODALITÀ DI VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DOVUTO ALL AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI PER L ANNO 2015 L AUTORITÀ NELLA sua riunione di Consiglio del 6 novembre 2014; VISTA

Dettagli

Translation by courtesy of. Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza

Translation by courtesy of. Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza Translation by courtesy of Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza La nostra associazione commerciale riunisce i fornitori e gli altri soggetti che operano nel settore medico a livello

Dettagli

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE VI LA DISCIPLINA DELLA PUBBLICITÀ COMMERCIALE ATTRAVERSO I MEZZI DI COMUNICAZIONE PROF. SIMONE OREFICE Indice 1 Premessa ---------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 3. LA CORTE DI GIUSTIZIA UE SI PRONUNCIA SULLA PROPORZIONALITÀ DELLE MISURE IN MATERIA DI CONSERVAZIONE DI DATI GENERATI O TRATTATI NELL

Dettagli

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE X IL MERCATO FINANZIARIO ON LINE PROF. SIMONE OREFICE Indice 1 I Servizi ed i Prodotti Finanziari On Line ---------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S.

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Pagina 1 di 6 CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Sede Legale in Torino (TO), Corso Lombardia n. 115 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Allegato 1 Codice Etico ai sensi

Dettagli

Art. 1 Oggetto. Art. 2 Ambito di applicazione

Art. 1 Oggetto. Art. 2 Ambito di applicazione Regolamento per l affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, ai sensi dell articolo 238, comma 7 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

Dettagli

DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 14.7.2007 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 184/17 DIRETTIVE DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell 11 luglio 2007 relativa all esercizio di alcuni diritti degli azionisti

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta

Dettagli

PROTOCOLLO DI AUTOREGOLAZIONE PER LA VENDITA DI GAS NATURALE E/O ENERGIA ELETTRICA FUORI DAI LOCALI COMMERCIALI DELL IMPRESA. Art.

PROTOCOLLO DI AUTOREGOLAZIONE PER LA VENDITA DI GAS NATURALE E/O ENERGIA ELETTRICA FUORI DAI LOCALI COMMERCIALI DELL IMPRESA. Art. PROTOCOLLO DI AUTOREGOLAZIONE PER LA VENDITA DI GAS NATURALE E/O ENERGIA ELETTRICA FUORI DAI LOCALI COMMERCIALI DELL IMPRESA (ai sensi e per gli effetti dell articolo 3 - allegato A della Deliberazione

Dettagli

ORIENTAMENTI DI CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CONFAPI, CGIL, CISL, UIL E UGL PER L EMANAZIONE DEL

ORIENTAMENTI DI CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CONFAPI, CGIL, CISL, UIL E UGL PER L EMANAZIONE DEL ORIENTAMENTI DI CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CONFAPI, CGIL, CISL, UIL E UGL PER L EMANAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO ATTUATIVO DELLA LEGGE 243/04 IN MATERIA DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Dettagli

Il diritto comunitario del lavoro. 27 gennaio 2004

Il diritto comunitario del lavoro. 27 gennaio 2004 Il diritto comunitario del lavoro 27 gennaio 2004 Di Seri 1 Nozione Con il termine diritto comunitario si fa riferimento al complesso normativo costituito dai trattati istitutivi delle tre Comunità Europee

Dettagli

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE.

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. Modena, 15 settembre 2014 PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. La Corte di Giustizia UE, con Sentenza relativa alla causa C- 255/13 del

Dettagli

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 9 gennaio 2015, causa C 498/14 PPU

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 9 gennaio 2015, causa C 498/14 PPU a cura del Centro Elettronico di Documentazione della Corte Suprema di Cassazione S O M M A R I O Regolamento (UE) 2015/138 del Consiglio, del 29 gennaio 2015, che modifica il regolamento (UE) n. 208/2014

Dettagli

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA di NICOLA LOFRANCO Con la sentenza n. 29/2015 del 7 gennaio 2015 la Corte d Appello

Dettagli

INFORMAZIONI STANDARD EUROPEE RELATIVE AL CREDITO SU TITOLI

INFORMAZIONI STANDARD EUROPEE RELATIVE AL CREDITO SU TITOLI INFORMAZIONI STANDARD EUROPEE RELATIVE AL CREDITO SU TITOLI 1 IDENTITÀ E DATI DI CONTATTO DELL ISTITUTO DI CREDITO EROGANTE Istituto di credito erogante: DEGIRO B.V. Indirizzo: Rembrandt Tower 9 th floor

Dettagli

TRASPORTO AEREO E TUTELA DEI PASSEGGERI CONFERENZA SITA LIBERALIZZAZIONE E CRISI DEL MERCATO

TRASPORTO AEREO E TUTELA DEI PASSEGGERI CONFERENZA SITA LIBERALIZZAZIONE E CRISI DEL MERCATO TRASPORTO AEREO E TUTELA DEI PASSEGGERI CONFERENZA SITA LIBERALIZZAZIONE E CRISI DEL MERCATO Roma, 18 novembre 2010 Norme di riferimento Regolamento (CE) n. 889/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio

Dettagli

Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani

Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani Corso di Economia Industriale 2 Davide Arduini Facoltà di Economia - Università

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE. (Quinta Sezione) 14 novembre 2014. Nella causa C-394/14. contro. LA CORTE (Quinta Sezione),

ORDINANZA DELLA CORTE. (Quinta Sezione) 14 novembre 2014. Nella causa C-394/14. contro. LA CORTE (Quinta Sezione), ORDINANZA DELLA CORTE (Quinta Sezione) 14 novembre 2014 «Rinvio pregiudiziale Regolamento di procedura Articolo 99 Trasporto aereo Regolamento (CE) n. 261/2004 Ritardo prolungato di un volo Diritto dei

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l.

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. Approvato dal CdA del 15 ottobre 2010 2 INDICE Preambolo...4

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 23 aprile 2009 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 23 aprile 2009 (*) SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 23 aprile 2009 (*) «Direttiva 87/102/CEE Tutela dei consumatori Credito al consumo Inadempimento del contratto di vendita» Nel procedimento C-509/07, avente ad oggetto

Dettagli

Segue una breve disamina dei principali contenuti degli altri articoli.

Segue una breve disamina dei principali contenuti degli altri articoli. Circolare n. 86 AP/cg - 30 ottobre 2007 TITOLO: Approvazione dello schema di decreto legislativo concernente disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante

Dettagli

TITOLO II- Svolgimento dell'attività

TITOLO II- Svolgimento dell'attività Carta dei Servizi per le imprese aderenti a EDILIZIALIGURIA TITOLO I - Principi generali ART. 1 - Finalità 1. La presente Carta dei Servizi contiene norme comportamentali finalizzate a qualificare l'attività

Dettagli

NOTA INTERPRETATIVA. Prologo

NOTA INTERPRETATIVA. Prologo NOTA INTERPRETATIVA Prime osservazioni sull affidamento dei servizi pubblici locali e sulla tariffa del servizio idrico integrato in esito al referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011. Prologo In seguito

Dettagli

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo

Dettagli