PROFILI CIVILISTICI E FISCALI DELLA CESSIONE DEL CREDITO

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1 I PROFILI CIVILISTICI E FISCALI DELLA CESSIONE DEL CREDITO A cura dello Studio Legale Avv. Claudio Ghiazza Via degli Alpini, 6 - Merate Tel Fax Mail:

2 La disciplina civilistica generale sulla cessione del credito alla quale ci si dovrà sempre riferire nel caso in cui norme specifiche non disciplino diversamente, è stabilita dal nostro Codice Civile nel libro IV titolato della cessione dei crediti dall art all art Art Cedibilità dei crediti: Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito anche senza il consenso del debitore purchè il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge. Sono incedibili i crediti per gli assegni familiari nonché i crediti dei partiti politici ai contributi statali. Sulla cessione dei crediti nei confronti della PA occorre (ex art. 9 L all. E) la necessità dell adesione della PA alla cessione nonché (art. 69 RD ) la forma dell atto pubblico o della scrittura privata autenticata e della notificazione. Sulla cessione dei contributi alle imprese editrici da parte di queste ultime per il pagamento dei contributi previdenziali vedasi art. 3 L. 41 del Le parti possono escludere la cedibilità del credito ma il patto non è opponibile al cessionario se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione Art Divieti di cessione: I magistrati dell Ordine Giudiziario i funzionari delle cancellerie e segreterie giudiziarie gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i procuratori, i notai non possono neppure per interposta persona rendersi cessionari di diritti sui quali è sorta contestazione davanti all AGO di cui fanno parte o nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni sotto pena di nullità e dei danni. La disposizione del comma precedente non si applica alle cessioni ereditarie tra coeredi né a quelle fatte in pagamento di deviti o per difesa dei beni posseduti dal cessionario Art Documenti probatori del credito: Il cedente deve consegnare al cessionario i documenti probatori del credito che sono in suo possesso. Se è stata data o ceduta solo una parte del credito il cedente è tenuto a dare al cessionario una copia autentica dei documenti. Art Accessori del credito: Per effetto della cessione il credito è trasferito al cessionario con i privilegi con le garanzie personali e con gli altri accessori. Il cedente non può trasferire al cessionario senza il consenso del costituente il possesso della cosa ricevuta in pegno in caso di dissenso il cedente rimane custode del pegno. Salvo patto contrario la cessione non comprende i frutti scaduti Art Efficacia della cessione rispetto al debitore ceduto: La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l ha accettata o quando gli è stata notificata. Tuttavia anche prima della notificazione il debitore che paga al cedente non è liberato se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell avvenuta cessione. Art Efficacia della cessione riguardo ai terzi: Se il medesimo credito ha formato oggetto di più cessioni a persone diverse prevale la cessione notificata per prima al debitore o quella che è stata prima accettata dal debitore con atto di data certa ancorché essa sia in data posteriore. La stessa norma si osserva quando il credito ha formato oggetto di costituzione di usufrutto o di pegno Art Obbligo di garanzia del cedente: Quando la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire l esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia può essere esclusa per patto ma il cedente resta sempre obbligato per fatto proprio. Se la cessione è a titolo gratuito la garanzia è dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l evizione

3 Art Garanzia della solvenza del debitore: Il cedente non risponde della solvenza del debitore salvo che ne abbia assunto la garanzia. In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto; deve inoltre corrispondere gli interessi rimborsare le spese della gestione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore e risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente è senza effetto. Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore la garanzia cessa se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore è dipesa da negligenza del cessionario nell iniziare o nel proseguire le istanze contro il debitore stesso. PROFILI FISCALI Per quanto riguarda i crediti non riscossi il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui redditi L. 917/86) consente la svalutazione per rischi su crediti; in particolare, la svalutazione dei crediti commerciali derivanti da cessioni di beni e prestazioni di servizi è consentita in misura forfetaria nel limite dello 0,5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti stessi. E importante ricordare che, a prescindere dai criteri di valutazione civilistica dei crediti (per legge il credito deve iscritto in bilancio secondo il suo valore di presumibile realizzo) ove la svalutazione (iscritta in un particolare fondo denominato fondo di svalutazione crediti) a fine esercizio risulti superiore al 5% dell ammontare nominale o di acquisizione dei crediti l eccedenza concorre a formare reddito di esercizio Quanto sopra relativamente e specificatamente alla possibilità di svalutare il credito cioè di far concorrere al risultato di esercizio una somma inferiore a quella originariamente iscritta a bilancio però, ed ovviamente, il credito resta nella contabilità dell azienda soltanto che l importo della tassazione non sarà calcolato sull ammontare originariamente contabilizzato ma su detta cifra dedotto quanto svalutato nel rispetto dei limiti di legge. Relativamente invece alla vera e propria perdita del credito (che viene quindi perso completamente perché divenuto inesigibile) la legge tributaria stabilisce che le perdite su crediti sono deducibili solo per la parte eccedente l ammontare complessivo delle svalutazioni già effettuate nei precedenti esercizi. Non solo ma la normativa fiscale sancisce che le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi; in ogni caso (e qu esta è una presunzione assoluta) questo requisito si realizza quando il debitore sia assoggettato a procedure concorsuali e quindi nei casi di: - fallimento - concordato preventivo liquidazione coatta amministrativa - amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi Esistono poi altri elementi certi e precisi così come riconosciuti dall Amministrazione Finanziaria quali: - la procedura esecutiva individuale fino al pignoramento negativo oppure fino al termine della procedura con relativa attestazione del Giudice della Esecuzione comprovante il ricavo nullo della vendita dei beni pignorati e l inesistenza di altri beni del debitore; - dichiarazione di irreperibilità rilasciata dalla pubblica autorità; - dichiarazione di rinuncia all eredità da parte degli eredi del debitore defunto; - casi eclatanti di truffa dichiarata e conclamata

4 Inoltre e in particolare nei casi di crediti di modesto importo si considerano elementi certi e precisi ai fini della deducibilità della perdita derivante dall inesigibilità del credito - le lettere raccomandate di sollecito pagamento o altra documentazione analoga - le dichiarazioni di insolvibilità rilasciate da legali o da società di recupero crediti a seguito di esito negativo delle procedure stragiudiziali esperite; - altra documentazione che dimostri il carattere di inevitabilità delle perdite quando non si siano esperite tutte le azioni Peraltro anche quando il debitore sia sottoposto a procedura concorsuale e quindi, per presunzione assoluta di legge, si realizzino quegli elementi certi e precisi che consentono la detrazione della perdita derivante dall inesigibilità del credito, si pone comunque il problema delle lunghe procedure per giungere ad una dichiarazione di fallimento che presuppone l accertamento del credito con procedura monitoria (decreto ingiuntivo) o ordinaria (giudizio che si conclude con una sentenza) il successivo precetto e pignoramento attestante l indizio dello stato di insolvenza ed i tempi di istruttoria fallimentare. Le procedure concordatarie poi avvengono su istanza del debitore e pertanto il creditore non ha potere di iniziativa e ciò si traduce in tempi lunghi e onerose spese per le anticipazioni eventualmente sostenute dal creditore. Inoltre è da considerare la recente giurisprudenza della Corte di cassazione che ha ravvisato gli estremi della dichiarazione di fallimento solo in presenza di un allarme sociale che lo stato di insolvenza della azienda debitrice può ingenerare. Tale principio ha avuto come diretta conseguenza una decisa restrizione da parte di molti Tribunali nel dichiarare i fallimenti se non per crediti di un certo importo o su istanza di più creditori il che, di fatto, in molti casi lascia senza tutela tutti i crediti di modico importo già azionati senza esito in sede di esecuzione individuale Infine va ricordato che nel nostro Ordinamento esistono soggetti che non sono sottoposti a procedure di tal tipo quali: - privati - aziende artigiane e piccoli imprenditori - aziende agricole - debitori residenti all estero - professionisti Quindi esiste in ogni azienda una massa di crediti che può anche non rientrare nelle ipotesi previste dalla disciplina fiscale che, come detto, esclude elementi di tipo valutativo e soggettivo circa il verificarsi della perdita privilegiando la ricerca di elementi documentati certi e precisi per la determinazione della perdita stessa. Questi crediti generano nella gestione aziendale una serie di problemi molto importanti quali: - elevati costi amministrativi soprattutto se trattasi (come spesso avviene) di pic coli crediti frazionati; - costi legali per azioni dirette al recupero di quanto non pagato; - i crediti non riscossi (quindi virtuali) concorrono nell esercizio di competenza a formare il risultato di bilancio ed il reddito imponibile e pertanto sono assoggettati alle imposte sui redditi;

5 - difficoltà di provvedere ad adeguare l importo nominale dei crediti (contabilizzati come detto al loro valore di presumibile realizzo) secondo la normativa civilistica con la conseguenza di redigere un bilancio di fatto non veritiero; Una soluzione opportuna e corretta per la gestione di tali crediti diventa pertanto la cessione pro soluto del credito nella quale, ricordiamo, il cedente garantisce il solo nomen verum e cioè l esistenza del credito stesso (mentre nella cess ione pro solvendo il cedente garantisce oltre al nomem verum anche il nomen bonum e cioè l esigibilità del credito); in buona sostanza La differenza fra cessione pro soluto e pro solvendo risiede nel fatto che, nella prima il cedente, è tenuto a garantire soltanto l esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore ceduto come invece avviene nella seconda con la conseguenza che il cedente stesso resta liberato da ogni obbligo di pagare in tutto o in parte il debito nel caso non vi abbia provveduto il debitore ceduto. Nella pratica commerciale la cessione del credito pro soluto avviene solitamente per un importo che è considerevolmente inferiore a quello nominale del credito stesso e ciò per due ordini di motivi: il primo è quello che il cedente si assicura in tal modo la disponibilità immediata di liquidità e tale utilità viene tenuta in considerazione nella fissazione del prezzo dei credit ceduti; il secondo è che le parti contraenti tengono conto, nella fissazione del prezzo, delle effettive possibilità di recupero del credito. Con tale operazione i crediti non sono più esigibili dal cedente che si spoglia del credito in modo totale e con ciò concretizzando una perdita certa e definitiva Inoltre con la cessione pro soluto del credito vengono in essere altri vantaggi in capo al cedente quali: - risparmio per imposte non dovute su utili non conseguiti; infatti l impresa emettendo fattura è automaticamente soggetta all imposizione fiscale derivante dall operazione e, in caso di insolvenza, è suo dovere riscuotere il credito; per questo lo Stato mette a sua disposizione degli strumenti giuridici (le azioni legali) per far valere i suoi diritti non consentendo valutazioni soggettive sull irrecuperabilità o meno del credito; l impresa del resto può esimersi dal pagare le imposte mettendo a perdita i crediti, quando gli strumenti e le procedure previsti dallo Stato dimostrino l effettiva impossibilità del debitore al pagamento delle somme dovute oppure cedendo il credito ad un altro soggetto. - rispetto dei principi di chiarezza di bilancio in armonia con la normativa civilistica e comunitaria; - risparmio dei costi amministrativi di gestione del credito; - interruzione delle eventuali procedure legali in corso e delle relative spese infatti i lunghi tempi di gestione, l onerosità ed i risultati non garantiti dalle azioni legali per il recupero del credito non permettono all impresa l immediatezza del beneficio fiscale raggiungibile e garantito solo con la cessione pro soluto - introito derivante dalla vendita dei beni (la cessione è a titolo oneroso) - una maggior chiarezza e veridicità del bilancio

6 Nella prassi commerciale i crediti che vengono ceduti riguardano - debitori irreperibili; - casi in cui non si ritenga economicamente conveniente perché troppo costoso in riferimento all entità del credito, attivare un contenzioso legale senza avere sufficienti elementi che offrano concrete possibilità di recuperare il credito; - crediti di modesta entità; L atto di cessione del credito è escluso dall ambito di applicazione dell IVA (Art. 2 c. 3 lett. a e art. 4 comma 3 lett. c DPR 633/72 e sue successive modifiche ed integrazioni). L azienda cedente il credito che abbia emesso fattura si trova invece nella necessità di dover recuperare l IVA versata e calcolata sull imponibile costituito dal credito che è stato ceduto. Per sanare l importo a suo tempo addebitato e non riscosso, l azienda cedente dovrà quindi emettere una nota di credito così da poter portare in detrazione l IVA già versata e ciò in conseguenza del mancato incasso del credito. Per detto documento la normativa non prevede requisiti particolari pertanto essa assume l aspetto di (solitamente si utilizza lo stesso modulo delle fatture e si sostituisce la dizione fattura con quella di nota di accredito o similare). La nota di credito deve essere numerata e datata e deve contenere l indicazione della variazione e della relativa imposta nonché i dati identificativi della fattura originaria a cui si riferisce. Il documento di correzione deve venire registrato nel libro giornale e nei registri IVA con la stessa tempistica delle fatture. Si è discusso (e si discute molto) in dottrina e giurisprudenza se la perdita su crediti dovesse o no considerarsi minusvalenza patrimoniale; in caso di risposta affermativa la differenza fra quanto iscritto in bilancio ed il prezzo di cessione andrebbe imputato direttamente e totalmente al conto economico mentre nel secondo caso la perdita deve, essere preliminarmente, imputata a riduzione dell ammontare delle valutazioni fiscali già operate Comunque, a prescindere dalla qualificazione del componente negativo che deriva dalla cessione del credito (perdita su crediti o minusvalenza patrimoniale) esso è fiscalmente deducibile nell esercizio in cui si manifesta Per la piena vigenza dell atto di cessione del credito occorre però, come si vedrà meglio e più dettagliatamente in seguito, il rispetto di due requisiti fondamentali: 1) data certa 2) importo certo Inoltre la cessione deve avvenire per atto scritto secondo le seguenti possibilità: A) contratto registrato in termine fisso entro 20 gg. dalla data di stipula assolvendo l imposta di registro pari allo 0,50% sul valore nominale del credito; B) Scambio di corrispondenza raccomandata r/r a corpo (senza busta) con applicata marca da bollo da E. 14,62 (art. 6 DL 565 del ). L annullo dell Ufficio Postale determina la data certa. Nel caso si opti per questa modalità non c è obbligo di registrazione salvo pur essendo possibile la c.d. registrazione in caso d uso Un ulteriore aspetto fondamentale perché si completi la cessione del credito è la notifica al debitore ceduto

7 E vero che il contratto si perfeziona con il consenso delle parti (cedente e cessionario) e pertanto non sarebbe necessaria ai fini della sua conclusione né l accettazione del debitore ceduto né la notifica né la consegna dei titoli (artt e 1264 C.C.) attenendo questi fatti all esecuzione e non alla conclusione del contratto ma, nel comune interesse delle parti e visti i riflessi fiscali che il contratto genera, la notifica del credito ceduto deve essere eseguita dal cedente il quale ne darà copia per conoscenza al cessionario fornendo a questi tutta la documentazione probatoria in suo possesso. Circa la modalità di notifica al debitore l orientamento di risalente e consolidata dottrina e giurisprudenza prevede che la stessa possa avvenire con qualsiasi mezzo e dunque anche tipicamente con la racc. r/r (sempre a corpo) costituente prova di data certa Ai fini antielusivi la legge consente all amministrazione finanziaria di disconoscere ai fini fiscali i vantaggi tributari conseguiti in operazioni di concentrazione, trasformazione, scorporo riduzione di capitale valutazioni di partecipazioni cessioni di crediti e cessioni o valutazione di valori mobiliari posti in essere 1) senza valide ragioni economiche 2) allo scopo esclusivo di ottenere fraudolentemente un risparmio di imposta Quanto sopra ha provocato non poche perplessità e quindi gli imprenditori, nel dubbio, hanno differito il computo di molte perdite sui crediti non effettuandone la cessione pro soluto e rinunciando alla scelta di convenienza che questa operazione comporta dimenticando che per l imprenditore il fine da perseguire è pur sempre quello di pervenire al maggior risultato economico Però la normativa antielusione pur essendo apparentemente restrittiva, non preclude affatto l utilizzo dell istituto della cessione pro soluto fermi restandone i requisiti e modalità che sono stati in precedenza esaminati. Del resto la cessione del credito è prevista e regolamentata dal Codice Civile e la norma antielusiva non ha la facoltà di disconoscere tutte la cessioni ma e, giustamente, solo quelle poste in essere senza valide ragioni economiche allo scopo esclusivo di ottenere fraudolentemente un risparmio di imposta. Infatti, affinché l Amministrazione finanziaria disconosca la cessione si devono verificare pertanto due presupposti A) assenza di valide ragioni economiche con lo scopo esclusivo di ottenere un risparmio di imposta Ciò non si verifica ad es. quando il risparmio dei costi dell impresa (tempo, risorse umane, spese ecc ) sia superiore all importo presumibile del recupero, anche in relazione alla data in cui potrà avvenire Inoltre l imprenditore può e deve decidere in base all ordinaria convenienza economica poiché la sua finalità abbiamo visto essere pur sempre quella di pervenire al maggior risultato economico. Pertanto una genuina operazione di cessione pro soluto di crediti inerenti l attività dell impresa che siano di dubbia e/o difficile esazione è certamente da ritenersi posta in essere per valide ragioni economiche e come diretto complemento consentendo quindi la deduzione dal reddito della relativa perdita. In tal modo si realizza anche l obiettivo di ottenere nel bilancio di esercizio la rappresentazione in modo veritiero e corretto della situazione patrimoniale così come richiesto dal nostro C.C.

8 B) Il risparmio di imposta deve essere raggiunto fraudolentemente cioè mediante artifizi o raggiri diretti ad ingannare il fisco Materialmente la frode viene attuata con comportamenti negoziali simulati documenti falsi, oppure cedendo crediti inesistenti o in connivenza fra soggetti oppure utilizzando modalità comunque anomale rispetto alla prassi ordinaria e tese a generare vantaggi fiscali derivanti da operazioni confezionate a tavolino. Altri indici di operazioni antielusive possono esemplificarsi come segue: - cessioni fra società del gruppo (scatole cinesi) - cessioni relative ad attività non inerenti all attività dell Impresa quali finanziamenti ai soci, distributori, agenti, persone comunque riconducibili alla Società cedente (parenti, soci di altre attività ecc.) - crediti di rilevante importo supportati da modesta e vaga documentazione sulla loro storia Inoltre eventuali operazioni fraudolente potrebbero avere riflessi negativi non solo nei confronti dell impresa cedente in capo alla quale la perdita verrebbe recuperata tassazione con le relative sanzioni ma anche nei confronti del soggetto cessionario in quanto l Amministrazione Fiscale potrebbe fare un ragionamento di tal tipo: se l impresa A si spoglia dell importo X cedendolo all impresa B negandomi quindi la possibilità di applicare l imposta sull importo X, mi recherò dal cessionario B per verificare se e quanto con la sua attività è riuscito a recuperare, in modo da rifarmi almeno parzialmente dell imposta non percepita dal cedente A Peraltro la cessione del credito pro soluto presenta aspetti di convenienza anche per il cessionario il quale offrirà per tali crediti un corrispettivo comunque inferiore al valore di realizzo che, sulla base della propria esperienza, stimerà conseguibile. Egli operando professionalmente nella gestione dei crediti commerciali è dotato di specifica struttura operativa, know-how e informazioni che gli consentono di ottenere remunerative percentuali di recupero non realizzabile dai cedenti perché operanti in settori diversi. Recentemente in riferimento alla problematica della sussistenza o meno degli elementi certi e precisi ai fini della deducibilità della perdita derivante dalla cessione del credito è intervenuto il Legislatore con il recente decreto sviluppo 2012 Misure per facilitare la gestione delle crisi aziendali DL testo coordinato GU con il quale è stato riformulato l art. 101 del DPR n. 917 prevedendo quanto segue: Le perdite di beni di cui al comma 1 commisurate al costo non ammortizzato di essi e le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso per le perdite su crediti se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell art. 182 bis RD n Ai fini del presente comma il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto si ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto di omologazione dell accordo di ristrutturazione o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito siano di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso. Il credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a Euro per le imprese di più rilevanti dimensioni (ex art. 27 c.10 DL n. 185 conv. con modif. dalla legge n.2) e non superiore a per le altre imprese. Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto. Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al Reg.to CEE n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del gli

9 elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi. In virtù di quanto sopra la cessione del credito pro soluto avvenendo a titolo oneroso ed a titolo definitivo è certamente da considerarsi evento estintivo atteso che il credito viene cancellato dal bilancio di esercizio; non solo ma, considerato che la norma parla di cancellazione dal bilancio, la novità dovrebbe essere estesa anche ai casi di transazione, conversione del credito in partecipazione, la rinuncia e la prescrizione che sono altri fatti estintivi. Al contrario le cartolarizzazioni parrebbero da escludersi perché pur determinando l estinzione della posizione creditoria non comportano il trasferimento sostanziale dei principali rischi e benefici da parte del cedente e la conseguente cancellazione dal bilancio. Alla luce di quanto esposto emergono facilmente le condizioni per potere legittimamente effettuare la cessione pro-soluto dei crediti di difficile esigibilità - stipulare un contratto dove nella sostanza e nella forma sia ben precisato l importo e la composizione del credito di natura commerciale ceduto; - siano elencate ed identificabili con chiarezza le partite cedute (numero di fattura, data, descrizione ecc.) i nomi e gli indirizzi dei debitori; - sia incontrovertibile l identificazione della data certa; - siano ceduti crediti afferenti l attività strategica (ad es. vendo abbigliamento e dunque cedo crediti relativi a vendite di abbigliamento); - per i crediti ceduti vi sia prova documentata dei tentativi infruttuosi di recupero effettuati (lettere di sollecito, visite di agenti, solleciti ed azioni legali in corso, esiti negativi di società di recupero crediti ecc.); - sia notificata correttamente la cessione del credito al debitore ceduto; - sia fornita al cessionario la completa documentazione probatoria del credito (comprensiva della copia della notifica al debitore ceduto) per dare al cessionario stesso la possibilità di avviare correttamente l azione di recupero; - la cessione pro soluto dovrà essere definitiva Nel concreto la cessione si perfeziona quando il cessionario invia la lettera/contratto di accettazione. La data dell invio determina l esercizio nel quale il cliente contabilizza la perdita. Dopo aver ricevuto la comunicazione il cedente - emetterà nota di debito per il corrispettivo pattuito fuori campo IVA - invierà ad ogni singolo debitore (anche se presumibilmente irreperibile) lettera di notifica dell avvenuta cessione del credito mediante raccomandata r/r a corpo per avere data certa - invierà al cessionario tutta la documentazione attestante l esistenza dei credit e più precisamente: - copia delle fatture di vendita - originali dei titoli insoluti - copia delle lettere formulate Quindi perché abbia efficacia sia da un punto civilistico che fiscale l Istituto della cessione del credito deve essere adottato seguendo alcuni accorgimenti e ciò si traduce in una particolare

10 attenzione nelle comunicazioni scritte che devono avere requisiti formali e contenutistici tali da comportate un operazione che: - sia formalmente corretta così come indicato dal ns. C.C. in tema di cessione dei crediti; - sia nel contempo efficace da un punto di vista fiscale in modo da presentare nel excursus i requisiti utili per determinare una perdita ascrivibile a bilancio che non sia oggetto di alcun dubbio di interpretazione antielusiva da parte dell Amministrazione Fiscale In questa fase la Società di recupero crediti che si renda cessionaria interpreta un ruolo non solo attivo ma spesso fondamentale nella conduzione dell operazione; la cessione dei crediti infatti può presentare oggettive complessità per l imprenditore che la voglia attuare. La Società cessionaria deve quindi di intervenire in supporto all impresa e quindi: - metterà a disposizione i propri consulenti al fine di illustrare all impresa cedente tutta la problematica inerente ad una soluzione importante per la necessità di defiscalizzare l utile altrimenti gravato da crediti ormai sterili - la Società di recupero crediti/cessionaria è spesso chiamata a valutare la decisione di cedere con una attività di due diligenze diretta ad una valutazione circa l opportunità e la convenienza derivante dalla cessione dei crediti incagliati la quale si perfezionerà con la redazione di un relativo documento; - in particolare la Società cessionaria dovrà valutare: storia del credito, informazioni relative al creditore, nel caso di cliente con cui la cedente ha rapporti abituali effettuerà un analisi storica dell incidenza media di insoluto, informazioni sulle condizioni di mercato dove opera il creditore, anzianità del credito, esistenza di eventuali procedure di sollecito esperite; - esistenza di azioni legali intraprese per il recupero del credito - la Società cessionaria oltre all attività di due diligence sarà chiamata anche ad indicare la procedura operativa corretta per il buon esito della cessione. Si è già evidenziato come la cessione del credito sia un contratto fra due parti (cedente/impresa e cessionario/società) che si perfeziona attraverso il semplice scambio di documenti che provino il consenso delle parti e quindi nel momento in cui chi ha fatto al proposta ha conoscenza dell accettazione di controparte. Da qui si evince l importanza anzi la centralità delle comunicazioni scritte che formano il contratto e che definiscono l accordo di cessione dei crediti inesigibili. Quindi il contratto di cessione si perfeziona attraverso lo scambio di due comunicazioni la proposta di cessione da parte dell impresa cedente e la sua accettazione da parte della società cessionaria. Null altro è necessario affinché il contratto sia efficace tanto a livello legale che per gli aspetti fiscali inerenti. La proposta che il cedente invia al concessionario deve contenere: Data certa: caratteristica principale del documento è la forma di invio in racc. r/r a plico aperto con timbratura dell ente postale su tutte le pagine che compongono il documento stesso; in questo modo lo si garantisce e certifica rendendo certa la data della comunicazione ed il suo contenuto. Importo certo: Inoltre è necessario indicare: l elenco dei debitori il valore nominale dei crediti ceduti ed il compenso complessivo stabilito in modo da definire con certezza l importo della cessione ed il suo

11 realizzo; la clausola pro souluto dell operazione che fissa con certezza i termini della perdita così generata. Per sicurezza complessiva queste informazioni saranno poi riportate anche nella lettera di accettazione così da poterne dimostrare in ogni caso la certa comunicazione per ambo le parti. L accettazione della proposta di cessione è il secondo documento formale che completa e perfeziona l accordo fra le parti. Come già detto nulla più è necessario perché il contratto sia efficace legalmente sia civilmente che anche per gli aspetti fiscali. Anche per questo documento l accortezza fondamentale è la forma di invio che deve essere in racc. r/r a plico aperto con apposizione del timbro postale su tutte le pagine onde indicare con certezza la data dell accordo e quindi senza dubbio alcuno poter imputare la perdita derivante dal contratto ad un determinato esercizio contabile. Per dimostrare ad ogni evenienza che i contenuti dell accordo sono chiari e accettati da ambo la parti nelle condizioni essenziali nell accettazione vengono nuovamente ripetute le informazioni che rendono efficace la cessione dal punto di vista fiscale e quindi: l importo e l elenco nominale dei crediti ceduti, nonché la clausola della cessione pro soluto. La normativa vigente indica che la validità della cessione prescinde dalla notifica al debitore dell avvenuta operazione (Art CC il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito anche senza il consenso del debitore purchè il credito non abbia carattere personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge ); però, l art impone di fatto una notifica perché recita: la cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l ha accettata o quando gli è stata notificata La notifica quindi pur non concorrendo a formare l accordo di cessione è un passaggio comunicativo importante e fa parte della corretta conduzione dell operazione a livello pratico e di opportunità. La notifica andrà inviata in forma di racc. r/ r (non a plico aperto) e con questa comunicazione i debitori saranno informati: - dell avvenuta cessione del loro debito al nuovo titolare (società cessionaria) - dell obbligo di saldare il debito stesso verso il nuovo proprietario indicando le coordinate da utilizzare per questo fine. Questa comunicazione ha la valenza di un sollecito formale e quindi vale anche come interruzione dei termini di prescrizione del debito stesso. Anche questa informazione per essere essa stessa corretta dovrà essere chiaramente indicata nella lettera. La notifica ha valore tanto se inviata al debitore quanto se inviata al suo rappresentante legale. La lettera di notifica infine e le eventuali ricevute di ritorno dovranno essere messe a disposizione del cessionario onde potersi attivare per l incasso. L ultimo documento che conclude l operazione di cessione è la nota di debito con la quale l impresa cedente formalizza il suo avere nei confronti del cessionario. Ovviamente l importo della nota di debito corrisponderà al corrispettivo complessivo concordato per la cessione stessa così come è indicato tanto nella proposta di cessione quanto nell accettazione. (la nota di debito è esclusa da IVA).

12 Se la società cessionaria ha svolto un attività di due diligence questa verrà remunerata dall impresa che ne abbia fatta richiesta e dovrà concludersi con una relazione di sintesi spesso corredata da relativa reportistica che profili la tipologia del credito, motivazioni dell incaglio, possibilità/propensione alla riscossione, suggerendo le più appropriate iniziative di gestione. In tal modo si realizza una valutazione professionale dei crediti incagliati ma nel contempo ci si predispone da subito alla cessione come una soluzione del problema la quale sarà fatta ovviamente le opportune verifiche e valutate le situazioni particolari da parte della società cessionaria la cessione del credito come scelta di maggior convenienza rispetto ad altre scelte operative. Dopo aver ricevuto tale comunicazione il cedente emetterà nota di debito (fuori campo IVA) per il corrispettivo pattuito ed invierà ad ogni singolo debitore (anche se presumibilmente irreperibile) lettera di notifica dell avvenuta cessione del credito ed invierà al cessionario tutta la documentazione attestante l esistenza dei crediti e più precisamente, copia delle fatture di vendita e l originale dei titoli insoluti e copia delle lettere formulate

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