Codifica: RFI TCTS ST TL A. S o m m a r i o PARTE I - GENERALITA 4. I.1 Premessa 4. I.2 Scopo 4. I.3 Campo di applicazione 4. I.

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2 S o m m a r i o 2 di 33 PARTE I - GENERALITA 4 I.1 Premessa 4 I.2 Scopo 4 I.3 Campo di applicazione 4 I.4 Obiettivi 4 I.5 Generalità costruttive 5 I.6 Quadro di riferimento 5 I.7 Definizioni 6 I.8 Abbreviazioni 7 PARTE II COSTITUZIONE E FUNZIONALITÀ DEL SISTEMA 8 II.1 Generalità 8 II.2 Reti WAN/LAN 8 II.2.1) Asse trasmissivo 8 II.2.2) Rete LAN 10 II.3 Centrale IP-PBX VoIP 11 II.3.1) Tipologia 11 II.3.2) Operatività 11 a) OPERATIVITA CONSOLE DCO/DC 12 b) OPERATIVITA CONSOLE DOTE 12 c) OPERATIVITA MANUTENZIONE (CONSOLE MANUTENTORE TLC) 12 d) OPERATIVITÀ DM NELLE LOCALITÀ PRESENZIATE 12 e) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI PIAZZALE DELLE STAZIONI 13 f) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA DI TIPO BCA (TRATTA V BIS/V TE) 13 g) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA ESISTENTE (TRATTA V BIS/V TE) 13 h) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA DI TIPO BCA (TRATTA DCO) 14

3 3 di 33 i) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA ESISTENTE (TRATTA DCO) 14 II.4 Interfaccia utente 14 II.4.1) Interfaccia utente ATA per telefoni di stazione/piazzale 14 II.4.2) Interfaccia utente ATA per telefoni di linea 14 II.5 Postazioni di lavoro 15 II.5.1) Postazione principale DU/DC/DCO/DOTE 15 II.5.2) Postazioni utenti di stazione 17 II.5.3) Telefoni di piazzale o linea del tipo BCA 18 II.5.4) Telefoni in cassa stagna lungo linea esistenti 18 II.6 Sistema di alimentazione 19 II.7 Requisiti generali degli apparati e dei materiali 20 II.7.1) Prescrizioni generali 20 II.7.2) Cavi 21 II.8 Sistema Supervisione 21 PARTE III REALIZZAZIONE DEL SISTEMA 29 III.1 Progettazione e realizzazione dell impianto 29 III.2 Prove e verifiche di rispondenza tecnico/funzionale 30 III.3 Prove e verifiche di collaudo in opera 30 III.4 Documentazione 31 III.4.1) Certificazioni 31 III.4.2) Manuali Tecnici 31 III.4.3) Manuali Utente 32 III.4.4) Progetto AS-BUILT 32 III.4.5) Software 32 III.5 Formazione del personale 33

4 4 di 33 PARTE I - GENERALITA I.1 Premessa Con l introduzione del sistema di telefonia cellulare GSM-R, la telefonia selettiva assume sempre più gli aspetti di una telefonia di tipo complementare. La necessità in generale di semplificare gli impianti, richiede l utilizzo nel rinnovo degli impianti stessi di tecnologie innovative più semplici da manutenere e più economiche rispetto le tradizionali. I.2 Scopo Scopo della presente Specifica è quella di consentire la realizzazione di impianti di telefonia selettiva, utilizzando la tecnologia VoIP (Voice over Internet Protocol). I.3 Campo di applicazione La presente Specifica dovrà essere di riferimento per il rinnovo di impianti di telefonia selettiva per i circuiti DC, DU, DCO, DOTE e MAN esistenti sulle linee della rete secondo le indicazioni che verranno date dalla Direzione Centrale Manutenzione. I.4 Obiettivi La caratteristica fondamentale nell architettura generale del Sistema, dovrà essere l uso di una rete IP, utilizzata come unico supporto trasmissivo, per tutti i circuiti. Il Sistema di Telefonia Selettiva dovrà essere realizzato mediante l impiego di apparecchiature commerciali di usuale impiego in telecomunicazioni e di facile reperimento sul mercato. Dovrà inoltre essere basato su soluzioni flessibili che consentano di: Renderlo idoneo per le varie condizioni di impiego e regimi di esercizio delle linee ferroviarie (DC, DU, DCO, DOTE, DL) con semplici interventi di configurazione in sede di applicazione; Migliorare gli aspetti di affidabilità/disponibilità di impianto e di manutenzione in linea, attraverso l impiego esteso di criteri di telediagnostica; Integrarsi con le tecnologie degli apparati esistenti, per consentire in caso di rinnovo parziale degli impianti, di continuare ad usare i Posti di Lavoro, ed i telefoni di linea esistenti. Ottimizzare la gestione delle scorte attraverso l impiego di un limitato numero di tipologie di materiali.

5 I.5 Generalità costruttive 5 di 33 Le apparecchiature dovranno essere assemblate in subtelai, dimensionati per potere occupare ognuno un posto normalizzato in un armadio telefonico a standard FS tipo ATPS (cm 14,5 x cm 38,5), permettendo di sfruttare posizioni non necessariamente attigue o contigue. La profondità dei subtelai dovrà consentire la perfetta chiusura degli armadi telefonici senza necessità di modificare la profondità delle contro-staffe di ancoraggio fissate sul fondo dell armadio stesso. Nei casi particolari in cui non sia disponibile nelle Stazioni/Fermate un armadio telefonico a standard FS le apparecchiature dovranno poter essere assemblate in un opportuno contenitore. L autorizzazione e validazione del contenitore medesimo dovranno altresì essere autorizzata dal Committente nella fase del Progetto Esecutivo. I subtelai dovranno presentare buone caratteristiche meccaniche e termiche, non dovranno essere collegati all impianto di terra e dovranno essere isolati rispetto alla massa dell armadio telefonico per una tensione di almeno 6 kv (livello di tenuta a impulso). E preferibile pertanto che siano costruiti interamente in materiale isolante compresi gli organi di fissaggio. Sui subtelai dovranno essere montate barre DIN con possibilità di diversi orientamenti, in modo da potersi adattare alle varie tipologie di apparati delle diverse case costruttrici; anche detti apparati non dovranno avere necessità di essere collegati alla terra. I subtelai dovranno necessariamente essere provvisti di coperchio solo se presenti parti accessibili con tensioni pericolose, secondo quanto previsto dalle norme CEI 64/8. I.6 Quadro di riferimento Di seguito vengono riepilogate le norme tecniche di riferimento per la costruzione degli impianti di telefonia selettiva. Laddove una specifica norma preveda diversi livelli di applicazione, l Appaltatore dovrà dettagliare in sede di progetto costruttivo il livello di applicazione proposto che comunque non dovrà essere inferiore ai limiti imposti dalla presente Specifica. TT 504: Capitolato Tecnico per l impianto di apparecchiature telefoniche per posto centrale, posti secondari e di linea per realizzare circuiti selettivi, a chiamata unidirezionale, per dirigenti centrali operativi DCO. TT 508: Capitolato Tecnico per l impianto di apparecchiature telefoniche per circuiti selettivi intercomunicanti DOTE per linee a semplice binario

6 6 di 33 TT 595: Specifica dei requisiti funzionali per gli impianti di telefonia per l esercizio ferroviario IETF: protocollo SIP (Session Initiation Protocol). N.B. Il riferimento ai capitolati TT 504 e TT 508 è limitato ai soli principi di funzionalità dei circuiti. I.7 Definizioni ARP ATA ATPS BCA DC DCO DL DM DU DTMF Application Ready Platform Analog Telephone Adaptor Armadio Terminazione Permutazione e Sezionamento Batteria Centrale Automatica Dirigente Centrale. L omonimo circuito telefonico è un circuito di tipo omnibus (cioè consente di parlare contemporaneamente con più utenti). E costituito da una postazione centrale che consente al DC di chiamare in modo selettivo un certo numero di utenti di stazione (DM). Il posto centrale è normalmente in ascolto sulla linea, mentre gli utenti si inseriscono alla voce. Dirigente Centrale Operativo. L omonimo circuito telefonico presenta oltre le funzionalità del circuito DC, l inserimento sullo stesso di telefoni di linea in cassa stagna, a chiamata diretta verso il DCO quando la stazione è impresenziata. Dirigenza Locale Dirigente Movimento Dirigente Unico. L omonimo circuito telefonico presenta le stesse funzionalità del circuito DC. Dual-tone multi-frequency

7 7 di 33 Dirigente Operativo Trazione Elettrica. L omonimo il circuito telefonico è un circuito di tipo omnibus (cioè consente di parlare contemporaneamente con più utenti). E costituito da una postazione centrale che consente al DOTE di chiamare in modo selettivo un certo numero di utenti di Sottostazioni elettriche, di DOTE Posti di guardia TE e di stazione (DM). Il posto centrale è normalmente in ascolto sulla linea, mentre gli utenti si inseriscono alla voce. Come per il circuito DCO è provvisto di telefoni di linea in cassa stagna, con inserimento sul circuito alla voce. LAN Local Area Network HDB3 High Density Bipolar 3 HTTP HyperText Transfer Protocol PABX Private Automatic Branch Exchange IP-PBX Internet Protocol - Private Branch Exchange SHDSL Symmetric High-bit rate Digital Subscriber Line SMNP Simple Network Management Protocol TFTP Trivial File Transfer Protocol VoIP Voice Over IP WAN Wide Area Network I.8 Abbreviazioni RFI DMA DT Rete Ferroviaria Italiana SpA Direzione Manutenzione Direzione Tecnica

8 8 di 33 PARTE II COSTITUZIONE E FUNZIONALITÀ DEL SISTEMA II.1 Generalità Il sistema dovrà essere composto essenzialmente di: - Rete WAN, Reti LAN; - Centrale IP-PBX VoIP; - Interfacce utente tipo ATA; - Postazione centrale DC, DU, DCO, DOTE e postazioni VoIP di stazione; - Telefoni BCA stagni di linea o piazzale, - Complessi di alimentazione; - Sistema supervisione. II.2 Reti WAN/LAN La rete WAN dovrà utilizzare preferibilmente flussi PCM 2Mbit/s della rete SDH esistente o in caso di indisponibilità dovranno essere utilizzate coppie telefoniche del cavo in rame di dorsale. II.2.1) Asse trasmissivo L Appaltatore sarà tenuto a verificare prima della installazione, mediante una campagna di misure, le caratteristiche dei supporti trasmissivi che RFI metterà a disposizione. Il sistema dovrà prevedere per ogni stazione, l utilizzo di un modem in configurazione drop-insert con integrate le interfacce di linea che, tramite la sostituzione delle stesse, possa indifferentemente utilizzare: Un flusso a 2 Mbit/s; Una coppia in rame di un cavo telefonico, non pupinizzata; Un collegamento in fibra ottica. I moduli di interfaccia di linea dovranno collegarsi sul modem tramite connettore ad innesto. L interfaccia di linea che si connette ad un flusso a 2Mbit dovrà collegarsi tramite connettore RJ45 con codice di linea/modulazione HDB3. L interfaccia di linea SHDSL dovrà potere utilizzare una coppia in rame di sezione minima di 0,7 mm ed utilizzare codice di linea/modulazione a 16 TC- PAM, 32TC-PAM.

9 9 di 33 L interfaccia di linea ottica dovrà utilizzare un laser per fibre ottiche a nm oppure a nm su una singola fibra ottica in modo bidirezionale, con codice di linea/modulazione CMI alla velocità di 2048Kbit/s. Tutti i moduli di interfaccia di cui sopra dovranno essere dotati di LED atti a mostrare lo stato di connessione della linea e di trasmissione dei dati. La eventuale sostituzione di un tipo di interfaccia con un altra non dovrà comportare ritaratura del sistema di trasporto. I modem dovranno essere dotati di almeno: Una interfaccia Ethernet 10BaseT, 10/100 BaseT (Layer 2 Bridge) per il supporto applicativo, corredata di LED indicanti lo stato della trasmissione e della ricezione dei dati e del link; Una interfaccia Ethernet e una interfaccia RS232D asincrona per il management, corredata di LED indicanti lo stato della trasmissione e della ricezione dei dati e del link; Connettore per alimentazione di ingresso Volt c.c. completo di LED per la verifica dello stato; Software per la gestione, la diagnostica locale e la telediagnostica del modem e delle interfacce. I modem impiegati dovranno poter essere montati su supporto di barra DIN, e avere le seguenti caratteristiche tecniche: Aadeguata resistenza agli urti e alle vibrazioni; Assorbimento inferiore a 10 W. Dovranno inoltre essere compatibili con i seguenti standard o protocolli: Marchio Europeo CE; Protocollo PPP secondo RFC886/1122 ed Ethernet MAC (layer 2 Bridge) secondo RFC 802.1; Funzioni di fault management mediante protocollo SNMP. Per garantire la continuità del servizio in caso di interruzione in un punto del supporto utilizzato, dovrà essere prevista anche la possibilità di una richiusura ad anello dell asse trasmissivo in prossimità dell'ultima stazione, tramite canali trasmissivi o fibra ottica. In tal caso, le caratteristiche di trasmissione dei modem utilizzati, dovranno consentire alla comunicazione di scegliere la via più breve (quella con il tempo di propagazione più basso), ottimizzando i tempi di risposta complessivi.

10 10 di 33 Alla rete dei modem dovrà poter essere assegnato un indirizzo IP, indipendente dagli indirizzi IP delle apparecchiature assegnate alla network applicativa, che sarà utilizzata dal management da remoto per poterne singolarmente visionare gli stati funzionali e gestirne la programmazione. Il modem con interfaccia per doppino telefonico, dovrà garantire un passo di rigenerazione non inferiore a 10 km con supporto da 9/10mm e con bit rate di 512Kbit/s. Nel caso di distanze superiori tra stazioni, dovrà essere inserito un modem con funzionalità di rigeneratore di linea; in tal caso dovrà essere prevista la possibilità di telealimentare il modem sulla stessa coppia di linea (in modalità SHDSL), da una stazione limitrofa. Sulla stessa tratta dovranno, all occorrenza, poter essere inseriti 2 rigeneratori, telealimentati ognuno dalla stazione adiacente. Il sistema di telealimentazione del rigeneratore di linea dovrà essere costituito da 2 dispositivi: Telealimentante (situato in stazione); Telealimentato (situato in linea). Il dispositivo di telealimentazione (telealimentante) dovrà generare uscite con tensione inferiore a 120Vcc, controllate elettronicamente in tensione e corrente, ed essere provvisto di: LED per la visualizzazione di allarmi per bassa corrente, sovracorrente e sovratensione; Predisposizione per il montaggio su barra DIN; Alimentazione in c.c. dal sub telaio di alimentazione. Il dispositivo di telealimentazione (telealimentato), posizionato in linea in un contenitore stagno contenente anche il modem con funzionalità di rigeneratore, dovrà generare uscite controllate elettronicamente in tensione e corrente a 24Vcc ed essere provvisto di: LED per la visualizzazione di allarmi per bassa corrente, sovracorrente e sovratensione. Predisposizione per montaggio su barra DIN. II.2.2) Rete LAN La rete LAN di stazione dovrà essere costituita da una o più unità Switch Ethernet, collegate ad ogni singolo modem.

11 11 di 33 Ad essa dovranno poter essere collegati ad esempio la centrale IP-PBX VoIP, la postazione centrale, le postazioni telefoniche VoIP, le interfacce per i telefoni BCA o esistenti di linea, ecc.. Lo SWITCH dovrà essere dotato almeno di 8 PORTE 10/100Base-TX Fast Ethernet con connettori RJ-45 e di LED frontali per le indicazioni dello stato dell alimentazione e dello stato generale del modulo e di almeno due LED per ognuna delle porte, per la verifica dello stato delle stesse. Lo SWITCH impiegato, dovrà essere diagnosticabile e comprendere un SW di diagnostica e configurazione Il montaggio dovrà essere previsto su supporto di barra DIN nello stesso subtelaio del modem. II.3 Centrale IP-PBX VoIP II.3.1) Tipologia Dovrà essere prevista, nella sede del DCO o presso una Centrale telefonica lungo la tratta, una centrale IP-PBX VoIP secondo standard IETF SIP. La centrale IP-PBX VoIP dovrà essere costituita come hardware, da un server sul quale viene installato il software di gestione della centrale VoIP. Il software, basato su tecnologia VoIP, dovrà essere progettato per lavorare su piattaforma Windows TM o Linux e basato su un'architettura Client-Server. Il software dovrà essere conforme allo standard IETF SIP ed atto alla gestione di almeno 900 utenti. Dovrà essere fornito con un pacchetto base di 300 licenze di utente implementabile a blocchi di 300. I dati di configurazione del SW dovranno essere esportabili in formato elettronico; attraverso l import di tali dati dovrà essere possibile il ripristino della configurazione della centrale in esercizio o in una eventuale centrale di scorta. Il server, embedded Application Ready Platform (ARP) senza parti in movimento, dovrà essere delle più recenti tecnologie disponibili sul mercato L alimentazione in c.c. dovrà essere fornita dal subtelaio di alimentazione. II.3.2) Operatività Il IP-PBX VoIP dovrà permettere la gestione separata dei vari circuiti telefonici selettivi ferroviari. La centrale dovrà avere il compito di instaurare ed instradare la fonia e le

12 12 di 33 chiamate fra gli utenti e la postazione centrale, emulando le funzionalità delle varie tipologie dei circuiti telefonici, nelle modalità operative appresso riportate: a) OPERATIVITA CONSOLE DCO/DC TRASMETTERE A Console DM di tutte le località sede DM Console DOTE Telefoni di piazzale FV chiamabili (solo da consolle DCO) Console manutentore TLC RICEVERE DA Console DM di tutte le località sede DM Console DOTE Telefoni di piazzale e di linea (solo da consolle DCO) Console manutentore TLC b) OPERATIVITA CONSOLE DOTE TRASMETTERE A Console DM di tutte le località sede DM Console DCO Console SSE di tutte le località sede di SSE RICEVERE DA Console DM di tutte le località sede DM Console DCO Console SSE di tutte le località sede di SSE Telefoni di piazzale e di linea Console manutentore TLC Console manutentore TLC c) OPERATIVITA MANUTENZIONE (CONSOLE MANUTENTORE TLC) Console DCO/DOTE TRASMETTERE A RICEVERE DA Console DCO/DOTE Console DM di tutte le località sede DM Telefoni di piazzale e di linea (tipo BCA) Telefoni di piazzale e di linea (tipo BCA) d) OPERATIVITÀ DM NELLE LOCALITÀ PRESENZIATE TRASMETTERE A Console DM di tutte le località sede DM Console DCO Console DOTE RICEVERE DA Console DM di tutte le località sede DM Console DCO Consolle DOTE Telefoni di piazzale Telefoni di linea Console SSE di tutte le località sede di SSE Console SSE di tutte le località sede di SSE

13 13 di 33 e) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI PIAZZALE DELLE STAZIONI TRASMETTERE A RICEVERE DA Console DM della propria località se Console manutentore TLC presenziata Console DCO se la propria località è impresenziata Console DOTE Console SSE di tutte le località sede di SSE f) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA DI TIPO BCA (TRATTA V BIS/V TE) TRASMETTERE A RICEVERE DA Console DM di tutte le località sede DM Console manutentore TLC limitrofi se presenziate. Console DM della stazione successiva presenziata sulla stessa direttrice in caso di impresenziamento della stazione limitrofa. Console DOTE Console SSE di tutte le località sede di SSE g) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA ESISTENTE (TRATTA V BIS/V TE) TRASMETTERE A RICEVERE DA Console DM di tutte le località sede DM limitrofi se presenziate. Console DM della stazione successiva presenziata sulla stessa direttrice in caso di impresenziamento della stazione limitrofa. Console DOTE

14 14 di 33 h) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA DI TIPO BCA (TRATTA DCO) Console DCO TRASMETTERE A RICEVERE DA Console manutentore TLC Console DOTE Console SSE di tutte le località sede di SSE i) OPERATIVITÀ TELEFONO STAGNO DI LINEA ESISTENTE (TRATTA DCO) TRASMETTERE A RICEVERE DA Console DCO Console DOTE Dovranno inoltre essere consentite le funzionalità di chiamate a gruppi, di chiamata generale, di inclusione automatica su conversazioni in atto da e verso le console DC/DU/DCO/DOTE. II.4 Interfaccia utente II.4.1) Interfaccia utente ATA per telefoni di stazione/piazzale L unità Interfaccia Utente ATA (Analog Telephone Adaptor dovrà avere il compito di interfacciare apparati terminali telefonici analogici standard tipo BCA; detti apparati dovranno poter essere collegabili almeno fino ad una distanza di 2 km. L interfaccia utente ATA dovrà essere collegata in ingresso ad una porta dello SWITCH e dovrà in uscita essere connessa con le utenze esterne tramite 2 porte con connettore RJ11. Dovrà potere essere configurata in modo manuale tramite interfaccia WEB o automatizzata tramite HTTP o HTTPS. L unità dovrà essere dotata dei LED necessari per monitorare sia lo stato che le attività dell interfaccia e dei telefoni connessi. II.4.2) Interfaccia utente ATA per telefoni di linea L unità Interfaccia utente di Linea dovrà poter interfacciarsi sia con telefoni di linea di nuova fornitura tipo BCA, raggiungibili almeno fino ad una distanza di 6 km e collegati con doppino da 7/10, che con i telefoni di linea esistenti del circuito DCO, DOTE, V BIS e V TE, mediante un opportuna interfaccia di adattamento dedicata.

15 15 di 33 L interfaccia utente ATA dovrà potere essere configurata sia in modo manuale, tramite interfaccia WEB, che in maniera automatizzata tramite TFTP o HTTP. L unità dovrà essere dotata dei LED necessari per monitorare sia lo stato che le attività dell interfaccia e dei telefoni connessi. II.5 Postazioni di lavoro II.5.1) Postazione principale DU/DC/DCO/DOTE La postazione di lavoro del DU, DC, DCO e DOTE dovrà essere costituita da uno schermo tattile 12,1 con PC integrato di particolare robustezza ed affidabilità, con microfono e altoparlante per funzionamento in viva-voce. L alimentazione a 24Vc.c. dovrà essere fornita dal rack di alimentazione. La console dovrà essere delle più recenti tecnologie disponibili sul mercato completa di software sviluppato in ambiente Windows o Linux. Lo schermo tattile da 12,1, dovrà essere a colori, e in tecnologia SVGA TFT LCD con risoluzione di 800x600 pixel. La console dovrà essere fornita completa di: Base di appoggio da tavolo ad angolazione variabile; Microfono unidirezionale; Portamicrofono da tavolo; Casse acustiche amplificate. La struttura meccanica dello schermo dovrà essere sufficientemente robusta e stabile affinché la pressione del dito dell operatore sullo schermo non faccia percettibilmente vibrare lo schermo. Le dimensioni massime ammesse del touchscreen sono 350(L)x250(H)x80(P) mm. La postazione dovrà fornire le stesse prestazioni previste dalla console a tasti attualmente utilizzate nei sistemi selettivi DC, DU, DCO e DOTE in esercizio, ad eccezione del fatto che il sistema non utilizza il canale sempre aperto ma l inserimento degli utenti avviene tramite chiamata selettiva e non alla voce, come meglio specificato appresso. Dovrà essere possibile la configurazione della consolle per la risposta automatica della chiamata.

16 16 di 33 Da un punto di vista grafico/funzionale si dovranno prevedere: icone per tutti gli utenti chiamabili e per effettuare chiamate generali o di gruppo; pulsanti per accettare o chiudere/rifiutare una chiamata. In assenza di conversazioni le icone dovranno assumere il colore verde ed in caso di guasto degli apparati di un utente la stessa dovrà assumere il colore grigio. Dovrà essere inibito all utente finale l utilizzo di dispositivi e interfacce quali: floppy driver, lettori dischi (Cd-Rom, DVD), porte USB, al fine di evitare l introduzione di programmi e documenti potenzialmente pericolosi per la sicurezza del sistema od eventuali manomissioni. II Funzionalità per le chiamate uscenti Quando si effettua una chiamata, l icona dell utente richiesto dovrà cambiare rappresentazione assumendo il colore rosso lampeggiante per la chiamata in attesa, che diventerà di colore rosso fisso alla avvenuta risposta. Con la chiusura della chiamata l aspetto dell icona dell utente dovrà ritornare quello iniziale. La chiamata dovrà attivare il microfono della consolle. II Funzionalità per le chiamate entranti In assenza di conversazioni già in atto, una chiamata in ricezione dovrà generare una segnalazione acustica; Per accettare la chiamata ed attivare il microfono della consolle, occorrerà toccare il relativo pulsante sullo schermo. In caso di chiamata da parte di un utente chiamabile l icona relativa, dovrà cambiare rappresentazione assumendo il colore rosso lampeggiante per la chiamata in attesa che diventerà di colore rosso fisso all avvenuta risposta del DCO. al termine della conversazione l icona dell utente dovrà tornare quella iniziale In caso di chiamata da parte di un utente non chiamabile dovrà comparire sullo schermo il numero di telefono o l ubicazione dell utente.

17 17 di 33 Dovrà inoltre essere previsto dal sistema, per evitare che all operatore centrale giungano segnalazioni o disturbi presenti sulla linea, che le unità interfaccia di linea DCO e DOTE siano dotate di un circuito limitatore di rumore. Le chiamate dalla periferia verso il centro dovranno avvenire con segnalazione selettiva e, a microfono ed altoparlante esclusi, dovrà poter essere richiamata l attenzione dell operatore attraverso segnali ottici ed acustici. Dovrà essere prevista la possibilità di poter associare allo schermo tattile anche un posto di lavoro VoIP, con microtelefono e servizio a viva-voce e con selezione a tastiera. Nel caso in cui non venga richiesta da RFI la posa di una nuova console presso il DOTE, dovrà essere possibile l interfacciamento del circuito DOTE sulla console DOTE esistente, utilizzando una linea in ingresso atta a riconoscere circuiti BCA DTMF. Le comunicazioni della postazione centrale dovranno poter essere trasferite ad un sistema esterno di registrazione vocale. II.5.2) Postazioni utenti di stazione Le utenze di stazione dovranno potere essere centralizzate sui posti di lavoro esistenti atti a riconoscere circuiti BCA DTMF. In luogo della postazione telefonica esistente, potrà essere utilizzato una consolle telefonica VoIP da tavolo a più linee in funzione dei circuiti da centralizzare (DCO/DC - V BIS - DOTE PIAZZ.) di tecnologia standard di tipo commerciale. La consolle telefonica dovrà essere gestita da una singola connessione Ethernet. La consolle dovrà essere equipaggiata di: SW di configurazione e di diagnostica; Scheda di elettronica; Scheda tastiera con pulsanti per selezioni funzionali; Display retroilluminato LCD grafico; Connettore per la connessione del microtelefono; Porta Ethernet 10/100BaseT; Microtelefono con cordone; Funzione viva-voce e mute; Alimentazione in c.c.

18 18 di 33 II.5.3) Telefoni di piazzale o linea del tipo BCA Tutti i telefoni di piazzale o di linea di nuova fornitura, con microtelefono od a viva-voce, dovranno essere dotati di tastiera decadica programmabile. Il contenitore del telefono potrà essere di materiale metallico o plastico, resistente agli urti, senza serratura a chiave. I telefoni con il contenitore in materiale metallico non dovranno essere collegati alla terra di protezione e, se installati su di una piantana metallica, dovranno essere isolati dalla stessa per una tensione maggiore di 6 kv (livello di tenuta a impulso). Nel caso di presenza di microtelefono, il cordone di collegamento dovrà presentare una grande resistenza alla trazione. Tutti i componenti (ricevitore e trasmettitore telefonico, tastiera, suoneria, circuiti stampati e contenitore, ecc.) dovranno essere impermeabili e resistenti alla polvere almeno con grado di protezione IP65. I telefoni in corrispondenza del fabbricato viaggiatori dovranno essere inseriti nella cassa stagna esistente o con serratura a chiave FS. Tutti i telefoni di piazzale dovranno essere provvisti di circuito soppressore di eco per migliorarne le prestazioni. Il telefono in cassa stagna dovrà inoltre essere adatto a centrali di commutazione con alimentazione a 48-60Vcc. Per i telefoni di piazzale dovrà essere utilizzata una sola coppia telefonica a servizio di entrambi i circuiti DCO/DM e DOTE, e poter effettuare il parallelo di due telefoni. I telefoni di piazzale ai segnali di 1^ categoria e del FV, se richiesto da RFI, dovranno essere predisposti per potere essere chiamati mediante avvisatore acustico integrato nel telefono. II.5.4) Telefoni in cassa stagna lungo linea esistenti Sulle linee dove fossero ancora in esercizio telefoni in cassa stagna, il sistema dovrà consentire la loro completa integrazione funzionale, utilizzando una interfaccia dedicata idonea per le diverse tecnologie di telefoni esistenti (AS27, Philips, Bellomi, ecc..), per comunicare con le Postazioni Principali DCO, DOTE del sistema VoIP che consenta la dismissione delle interfacce di codifica/decodifica delle chiamate.

19 19 di 33 A riguardo dovranno essere mantenute in esercizio solo le coppie utilizzate dai suddetti circuiti. II.6 Sistema di alimentazione Il sistema di alimentazione dovrà essere rispondente alle normative di sicurezza ed alla disposizione RFI-DMA-IM.SST/A0011/P/2005/ del 16/11/2005 avente oggetto Miglioramento prestazioni impianti CTC e BCA ed alle direttive RFI/TC.SS.TB/009/318 del 03/10/2006 protezioni contro le sovratensioni dei Sistemi di Controllo e di Distanziamento dei treni ed RFI-DTC-DNS\A0011\P\2007\ del 22/11/2007 Disposizioni integrative per la protezione contro le sovratensioni di apparati ed impianti, applicando la normativa sulla Protezione per separazione elettrica (CEI 64.8 Art ) ai fini della incolumità del personale che interviene sugli impianti. Il sistema di alimentazione dovrà essere allocato in un unico subtelaio di alimentazione ed accettare indifferentemente la tensione primaria di 220Vac di rete o la tensione di 150Vac degli apparati I.S., senza che si renda necessaria alcuna predisposizione. La tensione primaria Vca dovrà essere applicata al Trasformatore di Isolamento, per ottenere la separazione galvanica del secondario da qualsiasi riferimento di terra. Detto trasformatore, della potenza di almeno 180VA, dovrà rispondente alla specifica IS 365 ed. 2008, e posto in un apposito contenitore isolante completo di attacco di alimentazione tipo PC. Lo stato di presenza/assenza alimentazione dovrà essere visualizzato localmente mediante dispositivo ottico. L alimentatore dovrà fornire una tensione di 24Vcc con corrente massima di almeno 6A alla temperatura di 45 C ed essere provvisto di protezione da corto circuito e da sovraccarico, dimensionata per fornire correnti di spunto oltre il 150% del valore nominale. L uscita dovrà essere regolabile e protetta contro l ingresso di sovratensioni dalla linea della continua, nonché dotata di protezione elettronica per guasto interno. Eventuali altre tensioni di servizio, saranno generate dalla conversione del 24Vcc con l ausilio di convertitori DC/DC protetti contro sovraccarico, corto circuito, sovratensione e sovratemperatura.

20 20 di 33 I convertitori dovranno presentare un coefficiente di rendimento almeno pari al 76% ed essere protetti contro sovraccarico, corto circuito, sovratensione e sovratemperatura. Le parti costituenti la sezione alimentazione dovranno prevedere il montaggio su barra DIN. Qualora la fonte di energia messa a disposizione da RFI non sia di tipo no-break, dovrà essere previsto un impianto di energia di riserva (batteria e relativo sistema di carica) in grado di assicurare un corretto funzionamento dell impianto per almeno 9 ore. In tal caso, l alimentatore dovrà essere dotato anche di un dispositivo per la carica e il controllo delle batterie in tampone al piombo a vasi ermetici. Detto dispositivo dovrà regolare e controllare la corrente di carica e prevedere la disinserzione della batteria se la tensione, a pieno carico, scende sotto i 18Vcc. Dovrà essere presente un contatto a relè, per consentirne la remotizzazione nel sistema di supervisione, quando l alimentatore funziona con la sola batteria. Dovranno inoltre essere presenti sull unità, una serie di LED che definiscano almeno i seguenti stati ed allarmi: Alimentatore in funzione; Presenza di potenza in grado di alimentare il carico; Batteria in funzione e carica; Batteria scarica; Batteria collegata con le polarità invertite. L unità dovrà essere predisposta per fissaggio su barra DIN. Le batterie ermetiche al piombo dovranno essere posizionate all interno dell armadio ATPS. II.7 Requisiti generali degli apparati e dei materiali II.7.1) Prescrizioni generali Le apparecchiature e le installazioni dovranno essere realizzate conformemente a quanto esplicitamente prescritto dalla presente specifica e dalla norma CEI EN Tutti gli apparati e componenti, salvo quanto esplicitamente richiesto dalla presente specifica, dovranno rispettare i seguenti parametri ambientali di riferimento:

21 21 di 33 Temperatura operativa all aperto 20 C +55 C Temperatura operativa in ambienti interni 0 C +50 C Umidità relativa 10% 95% Altitudine max m s.l.m. Tutti i materiali e i cavi, compresi i materiali accessori utilizzati per protezione dei cavi, derivazioni, connessioni, ecc., dovranno essere a bassa emissione di fumi tossici e di gas corrosivi, ed avere caratteristica di reazione al fuoco conforme alla classe V0 (EN 60950). II.7.2) Cavi Tutti i cavi utilizzati, salvo diversa e ulteriore prescrizione, dovranno essere con guaina esterna non propagante l incendio ed essere cavi a bassa emissione di fumi opachi e gas tossici e corrosivi, conformi alle norme CEI e CEI Tutti i cavi di rete dati dovranno essere non inferiori a Categoria 5. II.8 Sistema Supervisione Dovrà essere previsto, in un locale specificato dal Committente, un terminale di Supervisore TT con funzione di diagnostica della linea, del IP-PBX VoIP, delle postazioni telefoniche del DCO e di tutti gli utenti. Il software di gestione dedicato dovrà espletare le funzioni di: Fault Management; Configuration management; Performance management. Tutte le configurazioni sulla tipologia degli utenti stessi (chiamati, chiamabili e funzioni connesse), memorizzate nel IP-PBX VoIP, dovranno essere possibili solo tramite apposita password. Dovrà essere previsto un archivio con la storicizzazione di ogni evento di guasto avvenuto, sia di sistema che di ogni singolo modem. Dovrà, inoltre, essere prevista la possibilità di visionare una lista di tutte le chiamate effettuate/ricevute/perse su intervallo temporale di almeno 30 giorni.

22 22 di 33 Tutti gli apparati utilizzati (modem, IP-PBX VoIP, switch di rete, adattatori dei terminali del sistema ATA, telefoni/consolle VoIP) dovranno essere gestiti tramite rete IP. Il SW applicativo dedicato per la rete dei modem dovrà poter monitorare e gestire i singoli modem, dando anche informazioni sullo stato della linea (in termini di qualità della trasmissione) e di eventuali guasti. Tutti i dispositivi di rete dovranno poter essere gestiti sempre tramite la stessa rete IP. In ogni stazione dovrà inoltre essere prevista una porta Ethernet su cui poter interfacciare un PC portatile di manutenzione, con il quale si dovrà poter gestire, localmente, anche tutte le problematiche dell intera tratta. Tramite la rete dei modem, in caso di interruzione in un punto del supporto trasmissivo, si dovrà poter individuare esattamente l ubicazione del guasto. Il sistema centrale di Supervisione ed i terminali portatili per la diagnostica e configurazione stand-alone dovranno consentire, attraverso operazioni guidate, tutte le attività di configurazione ed inizializzazione degli apparati da supervisionare, e permettere inoltre il controllo preliminare e la diagnostica centralizzata del sistema sia a livello di asse trasmissivo sia a livello di sottoinsiemi significativi di linea/stazione. In caso di guasto tale da interrompere le comunicazioni tra due stazioni, il centro di supervisione dovrà mantenere le funzioni previste dalla presente specifica su tutti gli apparati a monte del guasto. Qualora RFI renda disponibile una connessione remota all estremità di collegamenti lineari, il sistema di supervisione dovrà permettere anche la risoluzione delle anormalità a valle del guasto. La piattaforma HW e SW del sistema di supervisione dovrà essere conforme ai più diffusi standard di mercato, nonché tutto il sistema dovrà essere dotato di autodiagnosi. A riguardo dovranno essere descritte le caratteristiche di espansibilità, riduzione e modifica del sistema in termini di apparati gestiti. Il sistema di supervisione dovrà essere in grado di raccogliere tutti gli allarmi che ciascun tipo di apparato costituente l impianto è in grado di generare. L Appaltatore dovrà indicare nel Progetto Costruttivo e successivamente nel Progetto as-built l elenco completo degli allarmi gestiti per ogni tipo di apparato. Dovrà inoltre produrre e consegnare il database degli allarmi gestiti (MIB). Il software di diagnostica dovrà essere in grado di gestire e di evidenziare gli allarmi attivi, gli allarmi già presi in carico nonché un archivio storico di allarmi, consentire inoltre di diagnosticare lo stato di ogni utente, riportando gli allarmi e la storicizzazione in un data base dedicato.

23 23 di 33 La configurazione del software, dovrà comprendere la predisposizione, la personalizzazione e l integrazione delle diverse stazioni all interno del sistema di telediagnostica. Per ogni evento di allarme dovranno essere disponibili, almeno, le seguenti informazioni: Tipo di allarme; Località; Identificativo dell apparato; Unità allarmata; Tipologia dell allarme; Data/ora insorgenza / rientro. Per gli allarmi relativi agli alimentatori ed agli acquisitori I/O, dovranno essere indicati: L identificazione dell acquisitore; Lo stato dell apparato (online o offline); La tipologia dell apparato; Lo stato dell alimentazione; Lo stato della batteria; La data dell ultima verifica e dell ultimo allarme rilevato. Dovranno, inoltre, poter essere gestite le seguenti liste allarmi: Allarmi attivi; Allarmi da riconoscere (presa in carico dell allarme); Archivio storico allarmi. Dovranno essere previste opportune procedure di back-up automatico della configurazione del software di supervisione e dell archivio degli allarmi. L accesso dovrà essere consentito solo mediante l inserimento del nome utente (username) e della password associata. Per il controllo dello stato di funzionamento e la gestione dei guasti delle parti di un impianto, l operatore dovrà essere automaticamente informato in caso di insorgenza allarmi mediante indicazione luminosa e/o animazione (variazione di colore, intermittenza ecc.)

24 24 di 33 Si richiede che lo stato dell impianto possa essere visualizzabile anche senza aver effettuato l accesso al sistema, in modo tale da permettere all operatore di vedere immediatamente eventuali stati di allarme pur non avendo ancora effettuato il login. La presentazione degli allarmi dovrà essere realizzata in forma sia grafica che descrittiva. Tutte le figure riportate nel seguito ed i simboli impiegati forniscono una indicazione di massima non vincolante e suscettibile di miglioramento e sono da ritenersi esemplificativi ai fini di una più dettagliata descrizione dei requisiti funzionali richiesti. Il progetto di dettaglio dell interfaccia grafica e delle funzioni dovrà in ogni caso essere sottoposta all approvazione di RFI. Dovrà essere prevista la rappresentazione delle categorie degli apparati dell impianto e dell autodiagnosi mediante icone di colore variabile a seconda dello stato di funzionamento rilevato: Verde se normale; Rosso se in stato di allarme; Giallo se in allarme già acquisito. Si dovrà prevedere inoltre la segnalazione degli stati di allarme, sia nuovi che già acquisiti, sui vari menù che permettono la navigazione all interno del software e l accesso alle diverse informazioni fornite all operatore. Il software dovrà essere strutturato in quattro sezioni principali, ciascuna dedicata ad uno specifico compito: 1) Visualizzazione delle stazioni presenti lungo linea, con possibilità di accesso agli apparati di ogni singola stazione, per consentire all operatore di effettuare l acquisizione degli allarmi;

25 25 di 33 2) Una sezione dedicata alla manutenzione, nella quale mostrare gli apparati raggruppati per categoria di appartenenza, oltre che per stazione, dalla quale poter visualizzare lo stato attuale di funzionamento ed ogni informazione descrittiva dello specifico apparato, con la funzionalità di accesso alla pagina di configurazione specifica del singolo apparato; 3) Una sezione dedicata alla consultazione del registro storico degli allarmi, dove si offrirà all operatore la funzionalità di ricerca e di esportazione dell archivio stesso;

26 26 di 33 4) Una sezione dedicata alla configurazione del software di supervisione stesso, dove l amministratore potrà configurare le stazioni e gli apparati ad esse associati e dove potrà creare e modificare i profili utenti per la normale fruizione del software. Gli allarmi rilevati dal Sistema di Supervisione dovranno essere archiviati all interno del database, in modo tale che l operatore possa consultarli in qualsiasi momento. Si richiede inoltre un sistema di autodiagnosi che fornisca informazioni relative al modulo e che verifichi il corretto funzionamento del Sistema di Supervisione e lo stato di connessione con la linea VoIP.

27 27 di 33 Il Sistema di Supervisione dovrà essere integrato di una funzione di backup automatico su base giornaliera del database contente i dati e gli eventuali stati di allarme dell impianto, in modo tale da consentire in caso di necessità, il recupero dei dati registrati sino al giorno precedente. La supervisione della linea trasmissiva dei modem dovrà permettere all operatore di configurare, impostare ed eventualmente resettare i diversi apparati modem dislocati sull impianto, potendoli quindi gestire completamente da remoto. Il software dovrà riportare lo stato dei LED di segnalazione presenti su ciascun modem dell impianto, in modo da consentire all operatore la visione dello stesso da remoto. Dovrà poter essere verificato da parte dell operatore ed eventualmente ottimizzare, la configurazione della banda disponibile, mediante appositi controlli, nonché il livello del segnale di trasmissione, il livello del segnale di ricezione, l attenuazione della tratta, e quando possibile il rapporto segnale/disturbo.

28 28 di 33 Il software dovrà permettere la visualizzazione dello stato dell intero asse trasmissivo. Il sistema trasmissivo dovrà autoconfigurarsi in caso di guasto, visualizzando lo stato in cui si trova. Il software di diagnostica, sviluppato in ambiente Windows, dovrà essere fornito su supporto CD/DVD in versione autoinstallante o ad installazione guidata, ed installato su di un Personal Computer di Telediagnostica con la funzione di posto centrale di Supervisione. I dati di configurazione del SW di diagnostica dovranno essere esportabili in formato elettronico; attraverso l import di tali dati dovrà essere possibile il ripristino della configurazione del PC in esercizio o in un eventuale PC di scorta. Ad esso saranno pertanto demandate tutte le funzioni di telediagnostica dell impianto, degli apparati, e la programmazione degli apparati. Detto PC dovrà essere delle più recenti tecnologie disponibili sul mercato. Il software di diagnostica dovrà inoltre poter essere installato anche su PC portatili di telediagnostica, per svolgere, in ogni località dell impianto, la programmazione degli apparati, la diagnostica locale e la telediagnostica. Detto PC dovrà essere delle più recenti tecnologie disponibili sul mercato.

29 29 di 33 PARTE III REALIZZAZIONE DEL SISTEMA III.1 Progettazione e realizzazione dell impianto E responsabilità totale dell Appaltatore progettare e realizzare l impianto di telefonia selettiva VoIP, in conformità a quanto previsto dalle leggi e norme vigenti in materia nonché delle normative, degli standard e dalle specifiche emesse da RFI in merito all esecuzione di lavori appaltati e comunque secondo buone norme di tecnica e progettazione e realizzazione, garantendo in ogni caso la sicurezza degli impianti realizzati. Nel caso di applicabilità di più norme dovrà essere utilizzata la norma più restrittiva. L Appaltatore ha l obbligo di provvedere al reperimento di tutte le informazioni necessarie per la progettazione dell impianto e di verificare, anche effettuando sopralluoghi se necessario, la documentazione di impianto fornita da RFI. Il Progetto Esecutivo dovrà essere redatto tenendo conto delle diverse caratteristiche e tipologie di supporto fisico esistenti sul quale installare le apparecchiature del sistema di telefonia selettiva e della presenza di eventuali altre apparecchiature già operanti sul supporto fisico stesso. La progettazione dell impianto dovrà essere preceduta da test preliminari atti a verificare la qualità dei supporti trasmissivi da utilizzare, messi a disposizione da RFI. L Appaltatore dovrà fornire un Progetto Esecutivo contenente almeno la seguente documentazione: a) Relazione tecnica dettagliata che illustri in modo esaustivo l architettura, il funzionamento e le caratteristiche peculiari dell impianto; b) Schemi di cablaggio; c) Configurazione completa di tutti i dispositivi adottati; d) Piano di massima della posa del sistema all interno degli edifici; e) Manuali d uso e manutenzione e configurazione in lingua italiana di ogni tipo di ogni apparato utilizzato. L Appaltatore dovrà produrre e consegnare a RFI per l approvazione gli elaborati di Progetto dell impianto prima dell inizio dei lavori relativi all installazione degli apparati, salvo diverse prescrizioni contrattuali. La documentazione di Progetto dovrà essere presentata anche in formato elettronico.

30 30 di 33 III.2 Prove e verifiche di rispondenza tecnico/funzionale Tutte le apparecchiature e le funzioni del sistema di telefonia selettivo in oggetto dovranno essere sottoposte prima del loro utilizzo ed applicazione sul campo a prove e verifiche presso i laboratori del Fornitore, allo scopo di constatarne la rispondenza alle specifiche. Presso i laboratori del Fornitore ed a suo carico verranno pertanto eseguite prove funzionali su tutte le apparecchiature di fornitura interconnesse tra loro e funzionanti in modo tale da costituire un sistema di telefonia selettiva VoIP (test - plan) per verificare la loro rispondenza alle caratteristiche tecniche e funzionali, nel rispetto di quanto stabilito dalla presente specifica, comprendente anche la parte relativa all interfacciamento del sistema con eventuali telefoni lungo linea esistenti. Tali verifiche di rispondenza tecnica e funzionale non dovranno comunque considerarsi sostitutive delle attività di collaudo di accettazione in opera. Tutte le attrezzature, strumentazioni, banchi di prova, dispositivi accessori, supporti di elaborazione, mano d opera e quant altro occorrente per la realizzazione di tali prove, i contenuti e le modalità di esecuzione delle stesse, dovranno essere proposti dal Fornitore ed approvati da RFI in sede di gestione contrattuale. III.3 Prove e verifiche di collaudo in opera Durante la realizzazione dell impianto e prima della dichiarazione di completamento dei lavori da parte dell Appaltatore quest ultimo dovrà eseguire le verifiche appresso indicate. 1) Verifiche generali: Verifica meccanica; Verifica del cablaggio. 2) Verifiche di apparato: Verifiche delle alimentazioni; Verifiche dispositivi e funzioni di allarme; Verifiche interfaccia di supervisione stand-alone. 3) Verifiche di trasmissione: Verifica della qualità trasmissiva; Verifiche funzionali dei circuiti. 4) Verifiche sul sistema di Supervisione: Verifiche di tutte le funzionalità previste dal sistema di Supervisione da remoto.

31 31 di 33 I risultati delle suddette verifiche, organizzati in opportune tabelle, grafici ecc. in modo tale da facilitare la loro interpretazione e corredati da una esauriente relazione esplicativa, dovranno essere raccolti in un documento da consegnare prima della dichiarazione di completamento dei lavori da parte dell Appaltatore. L Appaltatore è tenuto a certificare, salvo diverse prescrizioni contrattuali, la corretta esecuzione dei lavori e il positivo esito di tutte le prove e verifiche effettuate sull impianto contestualmente alla comunicazione di completamento dei lavori. Tutte le apparecchiature occorrenti per il collaudo dovranno essere messe a disposizione dall Appaltatore, a meno che RFI non intenda impiegare le proprie. Tutte le predisposizioni e/o regolazioni dell impianto a livello hardware e/o software devono essere effettuate prima del collaudo. Qualora fosse necessario, durante l effettuazione del collaudo, modificare le citate predisposizioni e/o regolazioni, occorrerà ripetere le prove precedentemente eseguite che risultino influenzate dalle varianti apportate. III.4 Documentazione III.4.1) Certificazioni L Appaltatore dovrà produrre per l impianto realizzato e per gli apparati forniti la dichiarazione di conformità alla presente specifica e alle norme in essa richiamate. III.4.2) Manuali Tecnici L impianto nonché le apparecchiature fornite dovranno essere corredate dei manuali ad uso del personale della manutenzione. Su tali manuali dovranno essere riportati: - distinta delle parti; - caratteristiche (data sheet) di ciascuna parte; - schemi funzionali dell apparato; - schemi e disegni di installazione elettrici e meccanici; - dettaglio di tutti gli enti controllati e di tutti i dati acquisiti; - manuale del sistema operativo e di eventuali altri software di base; - elenco delle prove e delle verifiche per la messa in servizio; - guida operatore per la soluzione dei più frequenti malfunzionamenti; - procedure per la ricerca dei guasti; - procedure per la sostituzione delle parti.

32 32 di 33 III.4.3) Manuali Utente Dovranno essere forniti i manuali d uso degli apparati installati. Sui manuali d uso dovrà essere riportato l elenco e la descrizione dettagliata delle funzioni anche con degli esempi di sequenze di operazioni. Presso ciascuna postazione telefonica DCO/DC/DM dovranno essere posizionati : A) manuale operatore sintetico e semplificato per l uso della consolle telefonica comprendente legenda simboli, abbreviazioni e sigle dei sinottici; B) disegno con sinottico dell intero impianto, con indicazione della posizione e numerazione dei telefoni. III.4.4) Progetto AS-BUILT Al termine dei lavori l Appaltatore dovrà fornire, a corredo, i seguenti documenti redatti in versione as-built : Relazione tecnica dettagliata con architettura /schema finale dell impianto; Documentazione dettagliata delle verifiche eseguite in fase di realizzazione dell impianto; Schemi di cablaggio; Configurazione completa di tutti i dispositivi adottati; Piano di posa del sistema all interno degli edifici; Manuali d uso, manutenzione e configurazione in lingua italiana di ogni tipo di apparato utilizzato. Tutta la documentazione finale dovrà essere fornita in duplice copia su supporto cd-rom riproducibile per ottenere ulteriori copie. Una copia della documentazione finale dovrà essere consegnata alla Direzione Manutenzione Ingegneria della manutenzione Sistemi di Segnalamento e Telecomunicazioni. III.4.5) Software I Software installati sull impianto e le relative licenze d uso, dovranno essere consegnati a RFI su supporto CD/DVD in versione autoinstallante o ad installazione guidata. Dovranno altresì essere consegnati i file relativi ai dati di configurazione del SW in formato elettronico, per consentire attraverso l import di tali dati il ripristino delle configurazioni.

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