Petrolio, il cliente top ora è la Cina Rally del grano, crolla lo zucchero Grecia in alto mare

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1 ANNO VII-19 maggio 2015 Petrolio, il cliente top ora è la Cina Rally del grano, crolla lo zucchero Grecia in alto mare Oro, per il guru Stockport è ora di accumularlo: arriva una superbolla valutaria Francia: economia fiacca a causa della leadership militare globale indebolita Commodity World Weekly, anno VI 19/05/2015 realizzato in collaborazione con Associazione no profit Arena Media Star Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine Registrazione al Tribunale di Pavia n. 673 del 17/5/2007

2 2 19/5-26/5 EVENTI CHIAVE DELLA PROSSIMA SETTIMANA a cura di Fiorella Bergami Martedì 3.30 Australia, la Reserve Bank of Australia pubblica un resoconto dettagliato dell ultima riunione del Consiglio della politica monetaria due settimane dopo il suo svolgimento, fornendo spunti di approfondimento sulle condizioni economiche che hanno influenzato le decisioni sulla base delle quali la banca centrale ha fissato i tassi d interesse Inghilterra, pubblicazione indice prezzi al consumo annuali, vedremo se saranno di aiuto per un maggior movimento rialzista del GBP. Mercoledì Inghilterra, pubblicazione verbali degli incontri del Comitato per la politica monetaria (MPC) della Bank of England (BOE), che offrono un resoconto dettagliato degli incontri di due settimane prima in materia di tassi di interesse da parte del Comitato. Fornisce un quadro delle condizioni economiche in Gran Bretagna. Registra inoltre i voti dei singoli membri del Comitato. Se la BOE è rigida sulle prospettive inflazionistiche, tale atteggiamento deve essere interpretato in senso positivo/rialzista per la sterlina britannica (GBP) USA, pubblicazione verbali incontro Comitato Fed Giovedì 3.45 Cina, pubblicazione PMI, un indice composito studiato per fornire una visione globale delle attività nel settore manifatturiero e agisce come un indicatore importante per l intera economia. Quando l indice PMI è inferiore a 50,0 indica che l economia manifatturiera è in declino e un valore superiore a 50,0 indica un espansione dell economia manifatturiera e un segno rialzista per il CNY Germania, pubblicazione sentiment dei direttori degli acquisti, si prevede un dato superiore alle aspettative. Venerdì 8.00 Germania, pubblicazione PIL trimestrale, dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/ rialzisti per l euro (EUR), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per l EUR Canada, pubblicazione vendite al dettaglio, che rappresentano una misurazione mensile di tutti i beni venduti dai venditori al dettaglio in Canada, su una base a campione di punti vendita di tipologie e dimensioni diverse, automobili escluse. Si tratta di un indicatore importante della spesa dei consumatori ed è altresì correlato alla fiducia dei consumatori e considerato un indicatore di crescita dell economia Canadese. Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per il dollaro canadese (CAD), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ ribassista per il CAD. TUTTI AL COMMODITY FORUM A LUGANO, 8-9 GIUGNO 2015 E confermato per le date di lunedì 8 e di martedì 9 giugno il quarto Lugano commodity & shipping forum, la cui edizione 2015 sarà focalizzata sul mondo dei trasporti di merci. Anche noi saremo presenti con i nostri inviati. Il Ticino non è solo la storica terra delle banche, ma è diventato una piazza molto importante per le aziende attive nel settore del Commodity Trading (commercio e negoziazione di materie prime), acciaio e oro soprattutto, nei metalli di base, nel carbone ed in parte anche nelle soft commodities. Primi relatori annunciati: Fabio Toriello, Michael Buisset, Stefano Messina, Lorenzo Banchero, Christopher Wyke, Pascal Timmerman, Alberto Scala, Sarah Taylor, Simon Tywuschik. Ideazione ed organizzazione sotto l egida di The lantern research Sa in Lugano. Sede: Palacongressi di Lugano, Svizzera.

3 EDITORIALE Oro, per qualcuno bisogna cominciare ad accumularlo Katia Ferri Melzi d Eril direttore responsabile Nei giorni scorsi David Stockman, l uomo a cui si rivolse nel 1981 il presidente Usa Ronald Reagan per scongiurare il disastro delle finanze pubbliche, ha avvertito che stiamo entrando nella fase terminale del sistema finanziario globale. Un avvertimento che ha fatto drizzare le orecchie a molti grandi investitori privati che si sono subito attivati. Secondo il consulente di Blackstone siamo giunti ormai all ultimo stadio della malattia e la struttura monetaria globale, fragile com è, finirà per collassare. L imprenditore ed ex politico Repubblicano, che ha contribuito alla riduzione del welfare state durante gli anni di Reagan, denuncia come le banche centrali abbiano distrutto il sistema costituito dopo che Nixon è andato alla residenza presidenziale di Camp David nell agosto del Gli addetti ai lavori avranno subito capito a cosa si riferisce Stockman: si tratta di unevento che ha sancito la fine degli accordi di Bretton Woods. E una parte di questi addetti ai lavori avrà capito cosa intende dire Stockman quando spiega che il risultato delle politiche di stimolo straordinarie, ha portato un inflazione finanziaria e non dei beni e servizi reali. L inflazione dei prezzi finanziari altro non è che una bolla gigantesca che affligge l intero sistema finanziario del mondo. Che cosa succederà dunque nei prossimi anni? Egli ritiene che il sistema finanziario sta diventando sempre più instabile e prima o poi farà crac. Quando succederà assisteremo al fallimento totale del sistema monetario che di fatto è in metastasi dal 1971, sostiene Stockman, che è stato direttore del Bilancio presidenziale sotto Reagan. Dunque non ci resterà che rifugiarci nell oro. In passato durante le crisi maggiori di mercato del e del l oro è cresciuto enormemente di prezzo. In una fase ribassista dell azionario è normale che accada, ma 15 anni fa a un certo punto il valore del metallo prezioso - considerato bene rifugio per eccellenza - è balzato di anche il 700%. Allora secondo Stockman bisogna prepararsi al peggio. In passato abbiamo assistito a una rottura temporane del sistema, una caduta a picco della fiducia e una caccia all oro. Ora la situazione è ben più grave, tuttavia. Siamo in una fase terminale di un sistema monetario che non né sostenibile, né stabile. Pertanto l oro ha una caratteristica ben precisa: ha un potenziale enorme al rialzo negli anni che vengono. Dunque bisognerebbe mettersi al riparo accumulando più che si può, ma non pezzi di carta. Oro fisico, magari in lingotti. Sarà interessante, fra cinque anni, ritornare su questo argomento e paragonare le quotazioni future del metallo giallo con quelle di oggi. Vi piace la scommessa? A noi che crediamo in un forte potenziale delle materie prime, questa previsione piace molto. La proposta piace molto ai grandi investitori indiani e anche ai grandi investitori statunitensi. Vedremo un giorno chi avrà ragione. COMMODITY WORLD WEEKLY MAGAZINE - ANNO VII - 19 maggio 2015 Settimanale web edito da Katia Ferri Melzi d Eril in collaborazione con l associazione culturale senza scopo di lucro Arena Media Star. www. arenamediastar.com Redazione: Via S. Giovannino Pavia tel Direttore responsabile: Katia Ferri Melzi d Eril. Contributors: Fiorella Bergami, Niccolò Carcano, Fabio Di Mari, Giulia Lopez, Giulia Narisano, Michel Nchare, Flavia Placidi, Kristi Prendi, Margherita Vigo. Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine. Tutti i diritti riservati. Tutti i contenuti, gli articoli, i grafici e le previsioni di Commodity World Weekly non costituiscono invito al trading. Nessun compenso è stato pagato per l inserimento di campagne pubblicitarie di onlus e mostre d arte. 3

4 di Niccolò Carcano Grecia, alta pressione fino a giugno L a Grecia è riuscita a superare un altra prova con la BCE che sembrerebbe che per questa settimana non muterà gli haircut sui titoli ellenici ai fini dei finanziamenti straordinari ELA (quelli veicolati dalla BCE alla Banca Centrale di Grecia e a sua volta alle banche commerciali). L invio dell ordine di pagamento a favore del FMI per la restituzione del prestito in scadenza lunedì ha fatto guadagnare ancora un po di tempo, che gli esperti vedono estendersi anche sino a giugno quando però i rimborsi saranno di entità tale che i finanziamenti UE sono considerati indispensabili. L Eurogruppo di lunedì pomeriggio era cominciato con dichiarazioni opposte: da un lato il Ministro Padoan e l omologo irlandese che esprimevano parole di fiducia e sull altro fronte il Ministro Schaeuble che alimentava ipotesi di referendum greco sull appartenenza all euro. Alla conclusione del meeting il Presidente dell Eurogruppo Dijsselbloem non sono soddisfatto, ma sono un po più ottimista. La pressione sulla Grecia rimane elevata e la possibilità di non pagamento di interessi e capitale a FMI e Fondo Salva Stati senza far scattare automaticamente un default non sembra dispiacere completamente anche perché unita al mantenimento della partecipazione all euro. Un ipotesi avanzata lunedì è quella di fornire, una volta ripagato il Fmi, nuovi finanziamenti alla Grecia in piccole tranche legandole al processo di approvazione e attuazione delle riforme (sempre che Tsipras voglia farle). Un modus operandi simile a quello negoziato a suo tempo con la Troika e il precedente Governo, ma inviso all attuale amministrazione. Nella giornata di lunedì la riunione della Banca d Inghilterra non ha portato a cambiamenti nella politica monetaria, ma le attese sono per l avvio del ciclo restrittivo nei prossimi mesi a seconda dei miglioramenti del ciclo economico non solo inglese. Inoltre le elezioni della scorsa settimana hanno eliminato il rischio politico dallo scenario inglese lasciano maggior possibilità di manovra alla BoE. La giornata di giovedì ha avuto un nuovo inizio debole agevolato anche dalla mancanza di dati macro e dall assenza di sostanziali novità sui negoziati FMI-UE con Grecia. Ancora parole di cauta positività sono state spese, ma le posizioni rimangono costruttivamente distanti. Quello che prima non si poteva dire adesso viene riportato quasi apertamente: il debito ellenico è insostenibile nel breve e nel lungo termine. L opzione di riscadenziare il debito in mano a FMI e UE rimane sul tavolo anche se l Istituto di Washington non chiude sull opzione di un haircut del debito in modo che la Grecia, dopo l attuazione di un programma di riforme, possa ritornare a raccogliere nuovi capitali 4 di Niccolò Carcano Eurogruppo diviso, Germania ferma sull austerità, Fmi aperto allaflessibilità sui mercati. L Europa su questi temi rimane divisa con la Germania che rimane ferma sull austerità mentre il FMI parla di flessibilità e di permanenza della Grecia nell euro. Da Washington Draghi a margine dell incontro con il Direttore del FMI Lagarde sottolinea che le misure prese dalla BCE sono ancora più potenti con riforme strutturali. Per fronteggiare un quadro di una complessità senza precedenti, la Bce ha adottato una serie di misure non convenzionali per impedire un periodo troppo lungo di bassa inflazione e per rispettare il proprio mandato. Queste misure sino ad ora si sono dimostrate molto potenti, più di quanto molti osservatori non avessero previsto. Ma la loro forza - ha detto Draghi - è dovuta anche al fatto che hanno interagito con altre politiche che hanno posto l economia e il settore finanziario in una posizione migliore per rispondere ai nostri impulsi di politica monetaria. Queste misure, ha detto il presidente della Bce, includono il Comprehensive Assessment delle banche dell eurozona e includono le riforme strutturali laddove queste sono state implementate. Per la stessa ragione - ha aggiunto Draghi - le riforme strutturali che aumentano la fiducia nelle prospettive economiche e incoraggiano gli imprenditori a trarre beneficio dalle attuali condizioni di finanziamento estremamente favorevoli renderanno parimenti le nostre misure di politica monetaria più potenti. I policy maker dell eurozona sono indipendenti - ha concluso Draghi - ma gli effetti delle loro politiche sono interdipendenti. Per questa ragione solo una combinazione di politiche, che siano complementari e non si escludano a vicenda, permetterà alle nostre misure di ottenere i massimi benefici e permettere un ritorno duraturo sia della prosperità che della stabilità per l intera area dell euro. Draghi ha anche sottolineato che sebbene abbiamo già visto un effetto sostanziale delle misure intraprese sui prezzi degli asset e sulla fiducia nell economia, ciò che veramente conta è che si possa vedere un effetto equivalente sugli investimenti, sui consumi e sull inflazione. La BCE intende continuare l implementazione del QE come previsto poiché il sistema economico è prostrato da 7 anni di crisi e ci vorrà tempo per le aziende e i privati ritornino ad assumere rischi economici. Nel pomeriggio di giovedì la pubblicazione dei dati macro americani ha cambiato il tono alle borse che hanno accelerato sulla scia di Wall Street che con richieste di sussidi alla disoccupazione ai minimi termini, ma non ancora evidenti spinte salariali al rialzo e prezzi alla produzione in compressione hanno fornito un argomento a supporto del prolungamento della pazienza della FED poiché con l economia in ripresa ci si attende un accelerazione dopo il deludente primo trimestre non si intravvedono spinte inflazionistiche imminenti. LA SETTIMANA IN BORSA Nell ultima ottava il fuoco amico della Yellen (ci riferiamo alla incredibile dichiarazione alcune imprese USA sono sopravvalutate ) aveva fatto temere il peggio, ma alla fine il tasso di disoccupazione a 5,4% (a nuovi minimi dal 2008, e ben lontano dal 10% del 2010) fa chiudere la settimana in sostanziale pareggio, con l indice principale che sembra maturo per un ennesimo allungo e quindi

5 di Fabio Di Mari OIL (BRENT E WTI) Prese di profitto a Shangali, deboli anche le borse di Corea e Giappone nuovi record storici. Vedremo se dopo 2 mesi di tentativi sarà la volta buona. Europa: non esaltanti i dati macro arrivati in settimana (PMI e vendite al dettaglio in leggera contrazione), ma per ora prevalgono i livelli di supporto ed il traino di Wall Street, che regalano ottimi recuperi nel finale. Si chiude con incrementi tra l 1% ed il 2%, con un quadro piuttosto omogeneo. Dax che reagisce dal livello di supporto di chiudendo con una candela settimanale che lascia presagire un ripristino della tendenza rialzista nelle prossime settimane. Regoliamo comunque il supporto principale di medio periodo a , mentre al rialzo il superamento di aumenterebbe le probabilità di vedere nuovi massimi.italia: chiude ben sopra a punti, fornendo un interessante spunto rialzista in reazione dal primo livello di supporto di area Quadro tecnico che non varia, con supporti principali a e prime resistenze visibili tra e In Asia si concretizza lo storno per l indice di Shangai, che perde il 5,3% in settimana, ha prevalso la voglia di prendere profitto nel breve. Deboli anche Corea e Giappone, leggermente positiva l India che prova a reagire da fondamentali livelli di supporto. Passando all indice indiano, la rottura dei supporti attiverebbe una pericolosa figura di testa e spalle ribassista con potenziale target fino a Per ora la figura non è ancora attiva, ma pericolo scampato solo con un ritorno sopra punti. L USD si è indebolito contro gran parte delle altre valute. La flessione delle vendite al dettaglio negli USA rimanda ulteriormente le prospettive di un rialzo del tasso della Fed e ha fatto scendere l indice DXY ai minimi del I dati deboli negli USA hanno vanificato le previsioni di una ripresa rapida dalla fase di debolezza economica generata dall inverno rigido nel primo trimestre. Le prospettive di una ripresa negli USA appaionomeno sicure, il che spinge gli economisti a iniziare a rivedere al ribasso le previsioni sulla crescita annua. I rendimenti dei decennali USA si sono aggirati intorno al 2,26%, riprendendosi dal calo precedente. L EUR/USD ha ottenuto uno stimolo dai rendimenti dei Bund tedeschi, che sono rimasti su livelli elevati. L EUR/USD è lievitato a 1,1381 (massimo da febbraio) rispetto all 1,1228 di mercoledì. L USD/JPY è rimasto nella fascia compresa fra 119,11 e 119,40. Chi opera sull USD/JPY si concentrerà su quota 118,40, livello che potrebbe innescare un estensione ribassista fino a 116,60. L USD è sceso marginalmente contro le divise dei mercati emergenti asiatici. L NZD ha fatto registrare i guadagni maggiori contro l USD. I dati economici sono stati favorevoli: nel primo trimestre, le vendite al dettaglio sono salite del 2,7% t/t e del 5,1% a/a a fronte dell 1,5% e del 4,9% previsti. Il PMI manifatturiero di aprile si è attestato a 51,8 punti, cifra inferiore all espansione rivista, pari a 54,6 punti, di marzo. Nonostante i dati positivi, il taglio del tasso OCR alla riunione di giugno della RBNZ rimane molto probabile. La coppia NZD/ USD ha compiuto un rally fino 0,7564, superando lungo il cammino la media mobile a 65 giorni. Il superamento del livello a 0,7570 spianerebbe la strada verso una ripresa più marcata fino a 0,7666. L AUD/USD ha violato il livello a 0,8076, ciò lascia presagire una ripresa più diffusa fino a 0,8247. Nell ultima settimana il primo contratto future in scadenza sul petrolio WTI si è mosso nell intervallo di prezzo 58,42 $ 61,85 $ per poi attestarsi nel finale a quota 59,69 $ al barile, in rialzo di 0,30 $. In un grafico su base giornaliera il petrolio WTI ha come prima resistenza una trendline discendente di breve periodo passante in prossimità dei 62,00 $ e come primo supporto la MAV a 50-giorni (53,11 $). La curva dei prezzi futures continua a muoversi in contango con il 6-mesi a 62,15 $, il 12-mesi a 63,48 $ e il 18-mesi a 64,47 $. Il petrolio in Europa ha chiuso gli scambi a 66,81 $ al barile, in rialzo di 1,42 $, per un differenziale di prezzo rispetto al WTI poco superiore ai sette dollari. Le scorte di Petrolio Dipartimento dell Energia USA e aggiornato alla data dell 8 maggio, ha evidenziato un generalizzato calo delle scorte: -2,191 milioni di barili di petrolio vs estimate +25 mila barili; -1,142 milioni di barili di benzina vs estimate +38 mila barili; -2,503 milioni di barili di distillati vs estimate +813 mila barili. La capacità d utilizzo degli impianti è caduta dell 1,80% w/w vs estimate +0,40% w/w, attestandosi a quota 91,20 punti (+2,70% y/y). Le scorte di petrolio a disposizione del popolo americano, escluso quelle strategiche, si sono attestate a 484,839 milioni di barili (+21,66% y/y), le riserve di benzina sono pari invece a 226,710 milioni di barili (+6,73% y/y) mentre i distillati ammontano complessivamente a 128,270 milioni di barili (+13,64% y/y). Le importazioni di petrolio sono state pari a 6,881 milioni di barili al giorno, in aumento di 340 mila barili rispetto alla settimana precedente, per un -3,45% y/y. La produzione di petrolio si è attestata invece a 9,374 milioni di barili al giorno, in aumento di 5 mila barili rispetto alla settimana precedente, per un +11,22% y/y. Il WTI e il Brent sono stati senza dubbio i due mercati che hanno catalizzato maggiore attenzione in questi giorni. Il Greggio è appena sopra il livello di 59$/barile in un range sottile, con picchi durante la seduta di mercoledì con le quotazioni schizzate sopra la soglia di 61 $/barile. Il Brent invece sta tenendo testa al livello psicologico di 65 $/barile. La quotazione della settimana più bassa della borsa di Londra, fatta registrare lunedì, è stata infatti di 65,35 $/barile. Il Petrolio ha avuto un rialzo per l ottava settimana consecutiva, mentre il Brent ha visto il suo primo declino dopo ben 4 settimane consecutive di guadagni. Il mercato ha risposto a tali rialzi dei prezzi con l aumento degli impianti di trivellazione di petrolio di scisto, per la prima volta quest anno dopo vari mesi di tagli. Il recupero delle quotazioni del petrolio sembra però essere troppo impetuoso di fronte alla debolezza dei fondamentali. Secondo un numero crescente di analisti questo trend positivo è dato da fattori diversi dalle leggi della domanda e dell offerta: fattori puramente finanziari, legati allo spostamento di enormi flussi di denaro da un asset all altro. All origine di tutto potrebbe quindi esserci la speculazione. Il periodo più vigoroso del rally del petrolio ha infatti coinciso con la chiusura accelerata di posizioni corte da parte dei fondi : queste a metà marzo erano a livelli record, equivalenti tra futures e opzioni a 209 milioni di barili di greggio al Nymex, ma già ad inizio Maggio erano crollate di oltre il 55% fino ridursi all equivalente di 93 mb. Nello stesso periodo il Greggio è salito da 42 $/barile, il minimo da sei anni, fino a oltre quota 62 $, mentre il brent ha guadagnato circa 15 punti. Dopo di che il rally ha perso fiato: questa settimana si è conclusa con il Wti a 59,69 $ e il Brent a 66,81 $. 5

6 6 La settimana delle commodity Grano top star (+7,24%) zucchero in caduta-3,95% Brilla la soia, ma ora in Asia si teme la siccità, arriva il ciclone El Nino Il Commodity Market si è mosso in territorio positivo per la sesta settimana consecuitiva, con il CRB Index che tocca quota 231,46 punti, in rialzo dell 1,0%, per un +0,7% da inizio anno. Il grano (+7,24%) e lo zucchero (-3,95%) sono stati la migliore e la peggiore commodity della settimana all interno del CRB Index. Questa settimana gli occhi degli operatori si appuntano sui consumi di petrolio. Nonostante il rallentamento economico del Dragone, la fame di petrolio della Cina non si placa, anzi procede a gonfie vele, tanto da strappare per la prima volta agli Stati Uniti il primato di maggiore importatore di greggio al mondo nello scorso mese di aprile. Un sorpasso storico che mostra i radicali cambiamenti sul fronte energetico dell ultimo decennio, inclusa la rivoluzione dello shale oil che ha reso gli Stati Uniti meno dipendenti dal petrolio straniero. L ascesa cinese a primo importatore di petrolio al mondo potrebbe influenzare i prezzi degli accordi petroliferi e avere effetto sulle relazioni di Pechino e Washington con i produttori del Medio Oriente. Questo anche alla luce del pressing dei produttori petroliferi americani, che chiedono al governo di allentare le restrizioni alle esportazioni di greggio in vigore dallo shock petrolifero degli anni L attenzione è forte anche sul corso dei preziosi. Per la seconda settimana consecutiva il mercato dell oro al Comex ha chiuso gli scambi in rialzo, questa volta del 3,06%, pari a trentacinque dollari, attestandosi nel finale a quota 1.225,30 $/oz, dopo aver violato verso l alto la MAV a 100-giorni e la MAV a 200-giorni. A fare meglio però nell ultima ottava è stato l argento, in rialzo del 6,71% con l ultimo scambio a 17,55 $/oz, beneficiando della debolezza del dollaro, considerando la sua percentuale di correlazione inversa del 24%. Dall inizio anno mentre l argento è salito del 12,7%, l oro si è apprezzato del 3,5%. Da quando però è partito il trend ribassista delle commodity, e cioè da fine 2010, l argento ha perso molto più dell oro (-43% vs -14%). Attualmente i due metalli sono tra di loro correlati positivamente nella misura dell 86%. Il Gold/Silver ratio è pari a 69,78, più vicino ai massimi che ai minimi degli ultimi dieci anni. GAS NATURALE Settimana in rally per il gas naturale, che continua a correre sulle attese di un aumento dei consumi, alimentato anche da un meccanismo di riconversione degli impianti ad elettricità da carbone al gas. A segnalarlo è stato un rapporto dell EIA, la divisione di ricerca del Dipartimento dell Energia americano, che ha indicato un potenziale aumento della domanda di questo settore del 13% quest anno. Il prezzo del gas è lievitato anche per le previsioni meteorologiche, che indicano temperature in ascesa e persistentemente sopra la media stagionale. Ciò, dovrebbe condurre ad un aumento dei consumi di gas per il condizionamento estivo. L ottava chiude con il contratto di giugno sul natural gas a 3,003 USD, in rialzo del 4,3% rispetto ai 2,88 dollari della settimana precedente, su un massimo di 3,02 USD ed un minimo di 2,785 dollari. Il trend dei prezzi del gas, confrontato con quello del greggio, ha fatto calare la ratio fra le quotazioni del petrolio e del gas attorno a 19,78, che resta sopra la media degli ultimi cinque mesi di 17,75. Dalle ultime statistiche del Department of Energy sugli storage di gas naturale emerge che, nella settimana all 8 maggio, hanno registrato un aumento di 111 BCF, sotto i 125 BCF attesi. Gli storage si collocano così a BCF (billion cubic feet), segnando un aumento di 752 BCF (o del 65,7%) rispetto alla medesima settimana dell anno precedente, ma risultando inferiori alla media degli ultimi cinque anni di 38 BCF (-2%). In particolare, nelle regioni dell Est gli stocks risultano inferiori alla media dei 5 anni di 150 BCF (-17,9%), dopo che questa settimana è stato registrato un aumento degli stocks di 59 BCF, mentre nelle regioni dell Ovest gli stocks sono in aumento di 68 BCF (+22,1%) rispetto alla media dei cinque anni dopo che in settimana si è registrata una variazione positiva di 8 BCF. Nelle regioni produttive gli stocks risultano superiori di 45 BCF (+5,7%) rispetto alla media dei cinque anni, dopo che nella settimana hanno evidenziato una variazione positiva di 44 BCF. Il prezzo spot del gas naturale (Henry Hub) è balzato ancora nella settimana al 13 maggio, mostrando un forte incremento di 11 cents (+4%) ed attestandosi a 2,86 dollari. MAIS Settimana positiva per il mais, che si è allineato alla performance positiva del frumento, a causa di condizioni meteorologiche avverse (troppe piogge nei Plains). A compensare questo fattore ci ha pensato il report dell USDA sullo stato di avanzamento delle semine, che ha rilevato grandi progressi, spingendo al ribasso il prezzo del mais. L ottava chiude con il contratto di luglio sul mais a 3,64 dollari per bushel, in rialzo dell 1,8% rispetto ai 3,58 USD della settimana prima, fra un massimo toccato a 3,63 dollari e su un minimo di 3,52 USD. L ultimo report settimanale dell US Department of Agricolture (USDA) sulle vendite per la settimana al 7 maggio evidenzia vendite per MT, minimo dell anno commerciale, in ribasso del 56 % rispetto alla settimana prima e del 53% rispetto alla media delle ultime quattro settimane. Le esportazioni hanno totalizzato MT, in calo del 2% rispetto alla scorsa settimana ma in aumento del 3% rispetto alla media delle quattro settimane. Le vendite cumulative risultano in calo del 4% rispetto al pari periodo dell ansno precedente, come indicato la scorsa settimana. SOY BEAN Settimana molto positiva per la soia, che ha sovraperformato nuovamente gli altri prodotti agricoli, mettendo a segno una brillante performance.

7 Oro, volano gli acquisti in India (+11%) Anche la soia teme l arrivo di El Nino, che porterà siccità in diverse regioni dell Asia, in Australia e in America Centrale, Questo ha fatto lievitare i prezzi della soia che scontano già un possibile calo dell output.l ottava si chiude così con il contratto di luglio sui soybeans a 9,51 USD, in ribasso del 3,3% rispetto ai 9,84 USD della settimana precedente, fra un massimo di 9,91 dollari ed un minimo di 9,63 USD.L ultimo report settimanale dell US Department of Agricolture (USDA) sulle vendite per la settimana al 7 maggio ha segnalato ordini per MT, in calo del 60% rispetto alla settimana prima e del 54% rispetto alla media delle ultime quattro settimane. Le esportazioni si sono attestate a MT, in rialzo del 34% rispetto ai quantitativi della settimana prima ma in calo del 15% rispetto alla media delle ultime quattro settimane.le vendite cumulative da inizio stagione sono in rialzo del 8% rispetto al pari periodo dell anno prima, come segnalato la settimana scorsa. WHEAT Settimana in rally per il grano, che continua a correre sulle prospettive di un deterioramento dei raccolti, legato alle condizioni meteo: in alcune zone come l Australia, l ingresso di El Nino porterà molta siccità; problemi di siccità colpiscono anche la Russia, mentre negli Stati Uniti le sospirate piogge si stanno rivelando troppo abbondanti.l ottava chiude con il contratto di luglio sul wheat a 5,08 dollari per bushel, in rialzo del 6,7% rispetto ai 4,76 dollari della settimana precedente, dopo essersi mosso fra un massimo di 5,08 USD ed un minimo di 4,72 dollari.l ultimo report settimanale dell US Department of Agricolture (USDA) sulle vendite per la settimana al 7 maggio ha segnalato vendite per MT per la stagione 2014/2015, in forte aumento rispetto alla settimana precedente e rispetto alla media delle ultime quattro settimane, e vendite per MT per la stagione Le esportazioni hanno totalizzato MT, risultando in rialzo del 4% rispetto a quelle della settimana precedente ma in calo del 35% rispetto alla media delle quattro settimane. Le vendite cumulative della stagione risultano ora in ribasso del 26% rispetto al pari periodo dell anno precedente, contro il 25% indicato la scorsa settimana. GOLD Settimana in rally per l oro, che ha chiuso tre sedute consecutive al rialzo, posizionandosi sui massimi degli ultimi tre mesi, in rispsota alla debolezza del dollaroil dollar index ha ceduto l 1,5% portandosi a 93,41 punti, esercitando così pressioni al rialzo sull oro in qualità di investimento alternativo.la discesa del biglietto verde è stata innescata da un pool di dati macroeconomici in chiaroscuro. Giovedì, le richieste di sussidio sono scese ancora ai minimi dal 2000, ma i prezzi alla produzione hanno segnalato una tendenza deflazionistica. Il quadro indica dunque una ripresa robusta del mercato del lavoro ed un calo della disoccupazione, ma segnala una lontananza dei target di inflazione. Venerdì, il dato della produzione e l Empire State sullo stato del settore manifatturiero nel Distretto di New York hanno indicato ancora una debolezza del comparto industriale, mentre la fiducia dei consumatori dell Università del Michigan è crollata ai minimi degli ultimi due anni.in questo quadro, il dollaro ha ceduto il passo all euro, che si è riportato ai massimi da tre mesi a 1,144 USD. Gli acquisti sull oro hanno risposto a questa eventuale rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed.E da considerare che l oro sconta negativamente tassi più elevati che ne aumentano il costo di detenzione e ne rendono l investimento meno competitivo rispetto ad asset alternativi. Questa settimana, il World Gold Council ha pubblicato le statistiche sulla domanda del primo trimestre, che hanno evidenziato un calo di appena l 1%: la domanda ha risentito di fattori locali e la maggior domanda di India (+11%) e Stati Uniti è stata controbilanciata dal rallentamento in Cina (in fase di rallentamento), Turchia e Russia (impegnata a salvaguardare il cambio).l ottava dunque chiude con il contratto di giugno sull oro che si porta a 1222,7 dollari l oncia, in rialzo del 2,8% rispetto ai 1188,9 dollari della settimana precedente, dopo aver toccato un massimo di 1227,7 USD e rispetto ad un minimo di 1178 dollari l oncia. PALLADIO Settimana negativa per palladio, che ha fatto peggio dei metalli preziosi, allineandosi alla performance negativa dei metalli di uso industriale, giacché questo metallo prezioso viene prevalentemente impiegato nell industria dell auto. A pesare sul metallo bianco hanno concorso una serie di dati macroeconomici negativi giunti dagli Stati Uniti, che sembrano confermare una ripresa zoppicante o che sta perdendo slancio. Le richieste di sussidio alla disoccupazione confermano l ottimo stato del mercato del lavoro, ma il dato sui prezzi alla produzione ha dato segnali di deflazione, mentre la produzione è scesa inaspettatamente e la fiducia dei consumatori, elaborata dall Università del Michigan, si è deteriorata sui minimi degli ultimi due anni.brutti dati sono giunti anche dall economia cinese: Se il dato sulla produzione ha evidenziato un accelerazione, passando a +5,9% dal +5,6%, comunque inferiore alle attese (6%), quello sugli investimenti ha riportato una crescita del 12%, inferiore al 13,5% precedente ed atteso; il settore immobiliare continua ad annaspare, con un dato sull avvio di nuovi cantieri che segna una contrazione del 17% annuo, mentre i consumi non offrono segni di rivitalizzazione, poiché il tasso di crescita è sceso ancora al 10% dal 10,2% precedente, risultando inferiore al 10,6% atteso dagli economisti.questi fattori hanno pesato sul palladio, che ha sottoperformato rispetto agli altri preziosi. L ottava chiude con il contratto di giugno sul palladium a 789,90 dollari l oncia, con un ribasso dell 1,5% rispetto agli 802,35 dollari precedenti, fra un massimo di 802,35 dollari e rispetto ad un minimo di 771 dollari. 7

8 8 Cina Francia: la debolezza economica è dovuta all affievolirsi della sua storica leadership, soprattutto sul piano militare di Giulia Lopez Questa settimana ci occupiano della Francia, Paese che sta adottando nuove misure di austerity per mettere a posto i suoi conti,. Secondo l istituto nazionale di statistica, il deficit francese aggiornato al 2014 è stato pari al 4% del Pil, contro il 4,4% che invece ci si attendeva. Tale risultato avrebbe dovuto condurre, secondo l opinione del Ministro delle Finanze Michel Sapin, ad una revisione al ribasso del deficit per questo 2015, fino al raggiungimento del 3,8%. Due anni in anticipo, insomma, rispetto alla scadenza fissata dalla Commissione Europea per riportare il deficit al di sotto della soglia del 3%. Tra i dati più significativi dell Eliseo spicca oggi quello relativo al debito francese, che ha raggiunto il 95% del Pil, ovvero 2000 miliardi di euro; da quanto emerge dalla lettura dei provvedimenti contenuti nel progetto di legge di stabilità. Dunque il principale obiettivo del Paese è quello di continuare il percorso di risanamento dei conti pubblici, per il raggiungimento del quale la Francia porterà avanti il programma di taglio della spesa pubblica, ed il rilancio dell economia. Ed è proprio a questi due obiettivi che si ispira il progetto di legge finanziaria varato agli inizi di ottobre 2014 dal governo francese. Ma quali sono i principali obiettivi della legge di stabilità varata oltralpe? Secondo le previsioni, questo provvedimento apporterà 50 miliardi di euro di economie entro il 2017, di cui 21 miliardi previsti nel corrente 2015; di questi 21 miliardi di euro, 7,7 miliardi sono costituiti da risparmi sui costi dello Stato e dei suoi operatori. Tramite tale misura si prevede di ridurre i costi del bilancio al 56,1% in questo 2015, per poi continuare a scendere fino al 55,5% nel 2016, per concludere giungendo al 54,5% nel Il governo francese calcola di poter crescere dell 1% nel 2015, anche se l Haut conseil des finances publiques, che sarebbe il corrispettivo della nostra Corte dei Conti, ritiene la stima piuttosto lontana dalla realtà che si prospetta. Il ministro dell Economia francese, Michel Sapin, si è pubblicamente dichiarato contrario alle politiche di austerity, sostenendo invece che sia necessario effettuare una revisione del piano di rientro del deficit, per avere il tempo necessario per varare le riforme, e risollevare la Francia. Ciò che ne è risultato è stato un deficit al 4,4% del Pil nello scorso 2014, un 4,3% in questo 2015, e ci si attende di arrivare fino al 3,8% nel 2016 e addirittura al 2,8%, ovvero sotto il parametro fissato a Maastricht, soltanto nel Stando a questi dati, si raggiungerà il pareggio di bilancio soltanto nel 2019, e non nel 2017 come invece era stato previsto dall ultima manovra finanziaria. Mentre per quanto riguarda il deficit, questo si restringerà fino al 4,3%, per poi continuare la sua discesa fino a raggiungere il 3,8% nel 2016, e concludere il suo trend al di sotto del 3% fissato dai parametri europei, ma questo solo nel Si potrebbe dire che i francesi stiano entrando in quel tunnel che noi italiani conosciamo molto bene: l accumulazione di deficit e, di conseguenza, debito, il quale conduce ad interessi da pagare, quindi a nuovo deficit. Il rosso del Paese ha superato i 2 mila miliardi di euro, fino a raggiungere il 97% del Pil, e la previsione per il 2016 non è certo migliore, dal momento che secondo le stime dovrebbe arrivare a toccare quota 98%. Alcuniarlumi di speranza giungono però dalle stime riguardanti il 2016, fanno sperare in un iniziale calo del debito. In aggiunta alle misure sopra elencate, il Consiglio dei Ministri francese intende intervenire anche a sostegno del potere d acquisto delle famiglie caratterizzate da un reddito medio-basso. Ma ora intende anche dare il suo appoggio alle attività economiche, in particolare quelle presenti nel settore della costruzione e dei lavori pubblici. Per sostenere i contribuenti titolari di redditi medio-bassi riducendo l imposizione che grava su di essi, il Governo francese ha proposto la soppressione del primo scaglione di reddito, il quale prevede l applicazione dell aliquota di imposta del 5,5% della frazione di reddito compresa tra euro e euro, ed ha inoltre proposto di portare a 9690 euro la soglia di ingresso nella nuova prima tranche di reddito, imponibile nella misura del 14%. Ma qual costo complessivo comporta questa misura? Intorno ai 3,2 miliardi di euro. Ua bella cifra, da considerare alla luce di altri eventi: questi ultimi mesi sono stati tutt altro che facili per la povera Francia tra l economia in affanno, una forza militare ormai in declino, per non parlare del terrorismo islamico che ha sconvolto la capitale appena pochi mesi fa. Insomma, ciò che emerge da questa serie di colpi, che stanno piano piano piegando il Paese, è certamente una vera e propria crisi dell identità sociale francese. Da qualche mese a questa parte, il popolo francese si sente quasi assediato da Bruxelles, ritenendo inammissibile vedere i propri bilanci pubblici scrutati con tanta attenzione, alla ricerca di riforme strutturali per migliorare la produttività. Ma quali sono le vere cause della debolezza della Francia? La prima a venire in mente è sicuramente quella costituita dalle politiche europee: la costruzione dell Unione ha assorbito ogni altro disegno internazionale, facendo perdere al Paese quella leadership che l ha da sempre caratterizzata, una leadership affievolitasi anche e soprattutto sul piano militare. Dopo essersi astenuta dalle varie coalizioni proposte dagli USA per intervenire in Afganistan e poi in Irak, la Francia è riuscita a spiccare tra le altre grandi potenze solamente nel momento in cui i suoi interessi verso il Mediterraneo hanno coinciso con quelli americani ed inglesi, come è accaduto per esempio in occasione dell intervento atto ad abbattere il regime di Gheddafi. Poco alla volta, tutte le debolezze economiche della Francia sono venute a

9 galla, a partire dal passivo strutturale della bilancia commerciale, al deficit del bilancio pubblico, fino ad arrivare alla tassazione, divenuta ormai esorbitante. La debolezza delle banche francesi ha reso necessario dopo la crisi, un enorme impegno finanziario pubblico, ma l agguerrita Francia scende in campo per cercare di risollevarsi e riuscire ad uscire dalla crisi economica: il presidente Francois Hollande, che ha sottolineato l impegno del governo per ottenere una crescita economica superiore all 1% nel Proprio il Presidente ha dichiarato che farà di tutto perché si raggiunga questo obiettivo circa la riduzione del tasso di disoccupazione, grazie al quale un numero maggiore di persone riuscirà ad entrare a far parte del mondo del lavoro ed assicurare al Paese una crescita notevolmente più forte. Il Paese non può continuare a vedere una crescita debole. Se lasciamo che continui il trend, questo ci porterà alla stagnazione - dichiara Hollande - Dobbiamo modificare le nostre politiche fiscali per avviare la crescita perché se tutti fanno austerità, che non è il caso della Francia, la crescita rallenterà ulteriormente. Ma come fare per raggiungere questo ambizioso, e tutt altro che semplice, obiettivo? La risposta è la seguente: ridurre le tasse per le imprese e snellire la burocrazia. Il Presidente si dice ottimista a riguardo, ed anzi, precisa che, se l espansione economica francese sarà maggiore di quella che ci si aspetta, il Governo utilizzerà i ricavi in eccesso per ridurre il deficit di bilancio, e questo porterà inevitabilmente ad un ulteriore riduzione delle tasse. Un ulteriore, grande problema per la Francia, è la sempre elevata spesa pubblica, che non pare voler scendere nonostante i 50 miliardi di risparmio promessi dal governo entro il Infine, la pressione fiscale; quella francese è tra le più alte d Europa, seconda solo alla Danimarca e al Belgio; quello che la Francia sta rischiando è una multa di 4 miliardi di euro, e l unico modo per evitare tutto ciò è dimostrare la credibilità del suo progetto, che però non convince gli economisti. Non stiamo prendendo le giuste misure. Abbiamo bisogno di una terapia d urto- afferma l economista Marc Touati - che non è stata applicata né da Sarkozy, né da Hollande. Continueremo ad aumentare il deficit e continueremo ad aumentare il debito. Bisogna però ricordare che il governo francese è da tempo impegnato con la Germania di Angela, riguardo la questione dell austerità; inutile dire che il principale alleato della Francia, al momento, è l Italia di Renzi. Una cosa sola è certa in questo contesto di grande incertezza: il braccio di ferro con la Germania verrà portato avanti ancora per parecchio. Chi vincerà? Al tempo l ardua sentenza. AUTO, MERCATO UE + EFTA IN FORTE CRESCITA Un altro mese in forte crescita per il mercato europeo dell auto: in aprile, secondo i dati dell Acea, le immatricolazioni in Unione europea ed Efta hanno registrato un aumento del 6,9% rispetto allo stesso mese del Si tratta del 20 mese consecutivo di rialzo e del miglior risultato dal 2009, in termini di volumi, con 1,209 milioni di veicoli immatricolati. Nei primi quattro mesi di quest anno le consegne sono state 4,8 milioni, l 8,1% in più rispetto all analogo periodo del Particolarmente positivi i risultati di Fiat Chrysler Automobiles, che ha registrato una crescita del 13,4%, e ha visto salire la propria quota di mercato al 6,5%, contro il 6,2% di aprile RISPARMIO GESTITO, PRIMO TRIMESTRE TOP Il primo trimestre dell anno fa registrare una raccolta in salita. +55,4 mld di euro di raccolta.dai fondi aperti arrivano +38,6 mld.il patrimonio sale a quota mld. RACCOLTA TOTALE Fondi Aperti Fondi di diritto estero Fondi di diritto italiano Fondi Flessibili Fondi Obbligazionari Fondi Bilanciati Fondi Azionari Patrimonio Complessivo +55,4 mld euro +38,6 mld euro +28,4 mld euro +10,1 mld euro +15,4 mld euro +12,2 mld euro +6,5 mld euro +5,2 mld euro 1.730,5 mld euro Alla fine del primo ciclo dell anno 2015 l industria del risparmio gestito registra una raccolta positiva e un grande entusiasimo tra gli operatori. Trainano la raccolta i fondi aperti con sottoscrizioni per 38,6 miliardi. Gli asset investiti in gestioni collettive superano gli 813 miliardi di euro (47% degli AUM). Guidano la raccolta i prodotti Flessibili (+15,4mld), gli Obbligazionari (+12,2mld), i Bilanciati (+6,5mld) e gli Azionari (+5,2mld). Positivi anche i mandati che registrano flussi in entrata per 16,6 miliardi di euro. Il patrimonio delle gestioni di portafoglio supera i 917 miliardi, pari al 53% delle masse complessive gestite dall industria. Tra le GP si distinguono i mandati assicurativi con asset pari a circa 627 miliardi, le GPM e GPF retail con 129 miliardi. I mandati di natura previdenziale contano asset per circa 81 miliardi di euro. Alla fine del periodo in esame le masse gestite dal sistema ammontano a miliardi di euro. Kristi Prendi ITALIA, SALDO COMMERCIALE IN ATTIVO PER 7,1 MILIARDI Aumenta in marzo il saldo commerciale italiano. Secondo l Istat, è stato pari a 4 miliardi di euro, contro i 3,8 miliardi di marzo. Al netto dell energia, la bilancia risulta in attivo per 7,1 miliardi. Rispetto al mese precedente, sono in crescita sia le importazioni (più 4%) sia le esportazioni (più 1,8%). Le vendite sono aumentate sia verso i mercati extra Ue (più 2,2%) sia verso quelli Ue (più 1,5%). La crescita maggiore riguarda i prodotti energetici (più 8,4%), i beni di consumo non durevoli (più 3,2%) e i prodotti intermedi (più 1,9%).Sul fronte delle importazioni pesa invece, soprattutto, l area extra Ue (più 4,9%), con prevalenza dei prodotti energetici (più 7,7%) mentre per i beni di consumo si è registrato un più 5%. Nel primo trimestre dell anno il saldo raggiunge i 7,8 miliardi (16,4 miliardi al netto dei prodotti energetici). L export è cresciuto dell 1,2% rispetto all ultimo trimestre 2014, con un aumento del 2,9% nell area extra Ue. Al netto dei prodotti energetici la crescita è più sostenuta (più 1,9%). I beni strumentali segnano un espansione del 4%. 9

10 con il Patrocinio MAGGIO 2015 LOMBARDIA 09 CERTOSA DI PAVIA 10 PAVIA 17 VIGEVANO 29 EXPO RHO 30 MILANO 31 MELZO/VAPRIOD ADDA GIUGNO 2015 TOSCANA 06 FIRENZE 14 PISA EMILIA ROMAGNA 21 IMOLA/BOLOGNA l Associazione Culturale senza scopo di lucro ARENA MEDIA STAR organizza: LAZIO 27 ROMA ASSEGGIA con Con il Patrocinio di: MAGGIO/GIUGNO2015 EONARDO In collaborazione con: COMUNE DI VAPRIO D ADDA

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