Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole ( )

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1 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole ( ) Maggio 2011

2 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole 2

3 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole "L ottovolante" che sta sconvolgendo i prezzi delle commodities agricole mondiali Roberto Fanfani a e Luciano Gutierrez b a Dipartimento di Statistica, Università di Bologna, b Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei, Università di Sassari, 3

4 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole Sommario "L ottovolante" che sta sconvolgendo i prezzi delle commodities agricole mondiali* 1. Introduzione 2. I precedenti dei prezzi e il loro andamento a livello mondiale ( ). 2.1 Le politiche agricole, i mercati mondiali e la dinamica dei prezzi 2.2 L andamento dei prezzi degli inputs in agricoltura La dinamica dei prezzi dei mangimi : soia, mais e orzo L'effetto sui prezzi dei fertilizzanti e carburanti 3. La complessità e le interrelazioni dei mercati mondiali 4. Le recenti turbolenze dei prezzi delle commodities: Similarità e differenze fra il e il La grande variabilità dei prezzi dei singoli prodotti 5.1 L andamento dei prezzi dei cereali 5.2- L andamento dei prezzi delle carni 6. Speculazione e mercati futures delle commodities agricole 7. Cause e le conseguenze delle oscillazioni dei prezzi: fra variabilità, volatilità e cambiamento dei prezzi relativi 8. I problemi sul tavolo 9. L andamento dei prezzi dei principali prodotti dell Unione europea ( ). Conclusioni Bibliografia 9.1 Le stime della commissione dal 1997 al L'attuale fase dei prezzi dei prodotti agricoli 9.3 La trasmissione dei prezzi nelle filiere agroalimentari. *Si ringraziano i Dottori Valentina Aiello, Nica Claudia Calò e Gianluca Parodi per la preziosa collaborazione. 4

5 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole Premessa: L andamento dei prezzi delle principali commodities agricole sui mercati internazionali richiede nuove e maggiori attenzioni in quanto consapevoli che l ottovolante a cui si è assistito negli ultimi anni si ripercuoterà più o meno direttamente in un ottovolante dei redditi delle aziende agricole, e provocherà una maggiore aleatorietà delle scelte delle attività produttive di breve e lungo periodo. Ciò renderà sempre più difficile l attività degli imprenditori, determinando la necessità di un nuovo salto di qualità verso la ricerca di una maggiore coesione, integrazione e organizzazione all interno delle singole filiere e dei territori. Allo stesso tempo, però, sarà necessario adottare nuovi strumenti di politica agricola, che integrino interventi di mercato con quelli della competitività e coesione, e pongano al centro della loro azione non solo il mantenimento e lo sviluppo dei redditi in agricoltura, ma anche la loro variabilità e volatilità, senza dimenticare gli effetti ridistribuivi che questi possono avere sia all interno e fra le filiere, che a livello territoriale. I prezzi agricoli, che avevano raggiunto un loro massimo sui mercati internazionali nel 2008, dopo un altrettanto rapido tracollo verso la metà del 2009, hanno di nuovo ripreso ad aumentare per raggiungere un nuovo picco nei primi mesi del Le due impennate dei prezzi così ravvicinate hanno molte cose in comune, ma anche profonde differenze, sia per quanto riguarda i prodotti interessati che per il loro andamento temporale. E quindi necessario comprendere queste differenze e analogie per acquisire una maggiore conoscenza della dinamica dei prezzi dei prodotti agricoli e alimentari sui mercati internazionali. Una maggiore conoscenza e comprensione è tanto più necessaria per l agricoltura italiana ed europea in un periodo in cui il sostegno della PAC è diventato completamente disaccoppiato dal sostegno alla produzione e quindi le scelte degli agricoltori sono più direttamente influenzate dagli andamenti dei prezzi internazionali, che si ricollegano a cause strutturali e congiunturali, ma anche alle politiche di sostegno dell agricoltura attuate dai singoli Paesi e a livello internazionale. Una conoscenza più approfondita e un monitoraggio continuo dell andamento e della variabilità dei prezzi delle materie prime, e di quelle agro-alimentari in particolare, sono tanto più necessari in quanto è risultato sempre più evidente che le oscillazioni dei prezzi sono uno dei principali effetti del processo di globalizzazione economica e sociale, che ha subito una forte accelerazione nel nuovo millennio, in cui la complessità e le interrelazioni dei mercati delle diverse commodities agricole si intrecciano con cambiamenti profondi dell intera geografia economica mondiale e della domanda globale di prodotti agricoli e alimentari. Tanto più che l andamento dei mercati internazionali delle 5

6 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole commodities agricole influisce sulle grandi tematiche dello sviluppo globale del pianeta, a cominciare dai problemi della povertà, della fame e della malnutrizione, che sono spesso strettamente connessi, a quelli di grande impatto sociale come la sicurezza alimentare e le migrazioni che interessano interi Paesi, piccoli e grandi, anche fra quelli emergenti. Inoltre, sorgono contrasti sempre più stridenti nell utilizzazione alternativa delle risorse, come acqua e terra, fra agricoltura, industria e usi civili o fra le zone rurali e urbane, mentre rinnovati impegni vengono richiesti nella salvaguardia del territori e dell ambiente, e nuove alternative stanno emergendo nell utilizzazione delle produzioni a fini alimentari o per la produzione di biocarburanti. In questo contesto globale in grande trasformazione, occorre quindi conoscere, analizzare e comprendere questi cambiamenti e cogliere le opportunità che possono contribuire a mantenere vitale e moderna l agricoltura nel nostro Paese e in Europa, il cui contributo potrebbe essere rivolto a raggiungere un obiettivo che si potrebbe sintetizzare, ma non esaurirsi, nello slogan better food for better world, ovvero una alimentazione migliore per un mondo migliore. 6

7 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole 1. Introduzione La nuova impennata dei prezzi delle principali commodities agricole che dal 2010 si protrae fino ai primi mesi del 2011, che segue a poca distanza quella verificatasi nel , sconvolge di nuovo i mercati internazionali e suscita ancora una volta una forte apprensione. L andamento così volatile (a gobba di cammello o di w rovesciata ) dei prezzi degli ultimi anni ha interessato in modo crescente le grandi Istituzioni internazionali, un gran numero di ricercatori, e il grande pubblico a causa delle numerose conseguenze dei forti rialzi e della variabilità dei prezzi, che vanno ben oltre i problemi dei mercati e dell equilibrio fra domanda e offerta delle singole commodities, ma investono anche, come abbiamo sottolineato, grandi temi come la lotta alla povertà, fame e malnutrizione, che per tre quarti si concentrano proprio nelle zone rurali, e che influenzano la sicurezza alimentare, le condizioni di vita e la stessa stabilità sociale di numerosi Paesi e aree geografiche. Numerose sono le cause strutturali e congiunturali delle forti impennate dei prezzi degli ultimi anni e la conseguente turbolenza e volatilità dei mercati delle commodities agricole. Esse si ricollegano in particolare a fattori specifici del funzionamento degli stessi mercati agroalimentari e della loro organizzazione, a iniziare dalle tendenze spesso divergenti fra domanda e offerta di prodotti agricoli e alimentari, alle politiche agricole e commerciali dei principali Paesi esportatori e importatori, alle politiche e alla gestione delle scorte, alla struttura e concentrazione dei traders dei diversi prodotti. Inoltre, nuovi elementi fanno sentire i loro effetti, come l utilizzazione alternativa delle risorse (terra ed acqua in particolare), gli squilibri e disparità crescenti fra le zone rurali e quelle urbane, soprattutto nei grandi Paesi emergenti e, più in generale, il cambiamento in atto dell intera geografia economica mondiale, iniziata in particolare dalla metà degli anni novanta e accentuatasi nel nuovo millennio. Esaminiamo, seppur parzialmente, alcuni di questi aspetti, iniziando nel capitolo 2 da alcune tendenze di fondo dei prezzi e dei mercati agroalimentari internazionali, per poi passare all andamento dei prezzi e dei mercati dei mezzi di produzione, e quindi un approfondimento delle variazione dei prezzi delle singole commodities. Nel secondo capitolo di questo lavoro si presenterà il quadro a livello mondiale relativo all'andamento dei prezzi delle principali commodities e le politiche attuate. Nel capitolo successivo verrà preso in esame il quadro delle complesse relazioni internazionali che influiscono sull andamento dei mercati, mentre il capitolo quarto si concentrerà su quali siano le differenze tra lo shock sui prezzi delle commodities del e quello più recente iniziato nell'estate del Nel capitolo quinto si evidenzieranno le problematiche legate alla variabilità dei prezzi e al loro grado di sincronizzazione, mentre nel capitolo sei si analizzerà il problema legato alla possibile presenza di 7

8 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole speculazione finanziaria nei mercati agricoli e in particolare su quello dei futures. Negli ultimi due capitoli ci si concentrerà sulle problematiche legate alla trasmissione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare, con riferimento particolare alle stime della Commissione europea, proprio per la rilevanza che esse hanno per la nostra agricoltura e per gli operatori del settore, mentre nelle conclusioni si cercherà di offrire un possibile quadro evolutivo dei prezzi nei prossimi anni. 2. I precedenti dei prezzi e il loro andamento a livello mondiale ( ) 2.1 Le politiche agricole, i mercati mondiali e la dinamica dei prezzi Nei decenni precedenti, per trovare un impennata dei prezzi delle commodities agricole altrettanto rapida e forse più rilevante di quelle odierne, almeno in termini reali, bisogna risalire agli anni , quando il forte rialzo fu seguito dal primo shock petrolifero e dall instabilità monetaria e finanziaria, con l abbandono definitivo dei cambi fissi fra le principali monete e il dollaro, stabilito nell immediato dopoguerra a Bretton Woods. Questa impennata pose fine al tendenziale ribasso dei prezzi agricoli sui mercati mondiali, iniziato dopo la seconda guerra mondiale. L aumento dei prezzi sui mercati internazionali riguardò il grano in particolare, che si trascinò dietro anche le altre commodities agricole; i mercati erano allora largamente dominati dagli Stati Uniti, i principali esportatori e importatori di derrate agricole. Il riassorbimento di quel grande aumento dei prezzi fu graduale e durò quattro o cinque anni prima di riprendere il tendenziale trend al ribasso dei prezzi, che si è protratto nei decenni successivi stabilizzandosi negli anni novanta, fino a subire un forte scossone nell ultimo decennio, prima con la forte impennata del 2007 e poi con quella più recente, ancora in corso, che ha introdotto una forte variabilità e il cambiamento dei prezzi relativi fra le singole commodities. Un contributo non indifferente al riequilibrio fra domanda e offerta dei mercati mondiali venne negli anni settanta dall applicazione sempre più estesa della Politica agricola comunitaria (Pac) alle principali produzioni agricole. Il sostegno dei prezzi agricoli, associato all introduzione di mezzi tecnici (meccanizzazione e soprattutto concimi) e alla riduzione tendenziale dei saggi di aumento dei consumi alimentari, determinò, agli inizi degli anni ottanta, la creazione nell Unione europea di enormi eccedenze agricole (montagne di burro, latte in polvere e carne, assieme a fiumi di vino, e distruzione di frutta), che diventarono sempre più costose per le finanze comunitarie, proprio per le difficoltà nel collocarle sui mercati mondiali. Questo stimolo all aumento della produzione agricola, dopo diversi tentativi di riforma nel corso degli anni ottanta, fra cui l introduzione delle quote per il 8

9 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole latte, si esaurì con la riforma della Pac del 1992, che abbandonò, dopo trenta anni, il sostegno dei prezzi, come strumento principale di politica agricola, per sostituirlo con il sostegno al reddito degli agricoltori. L Unione europea, anche per i suoi successivi allargamenti, è diventata e resta protagonista dei mercati agricoli mondiali, sostituendo gli Stati Uniti, alla fine degli anni ottanta, come primo importatore di beni agricoli (soia e alimenti per gli animali in particolare), e successivamente, alla fine degli anni novanta, anche come principale esportatore, soprattutto di beni alimentari trasformati. Non è un caso che i lunghi negoziati ( ) dei commerci mondiali all interno del GATT, con l Uruguay Round (oggi WTO), che per la prima volta avevano al primo posto dell agenda la liberalizzazione degli scambi agricoli e la riduzione del sostegno pubblico all agricoltura, si conclusero dopo un sostanziale accordo fra Stati Uniti e Unione europea. Nel nuovo millennio la situazione dei mercati agroalimentari mondiali cambia nuovamente, per il ruolo sempre più importante dei grandi Paesi emergenti, i cui saggi di sviluppo annui si mantengono sostanzialmente più che doppi rispetto a quelli dei Paesi industrializzati, anche nella recente e grave crisi finanziaria ed economica degli ultimi anni ( ). Figura1. Crescita annuale del GDP per persona occupata ( % ) fra Paesi emergenti e Economie avanzate Fonte: The Economist, A special report on the world economy, How to grow. October 7th 2010) 9

10 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole L aumento dei redditi nei Paesi emergenti ed i processi di urbanizzazione hanno provocato sia un forte aumento della domanda alimentare, sia la necessità di prestare maggiore attenzione alla salvaguardia della loro agricoltura e allo sviluppo delle zone rurali, per contrastare un tipo di sviluppo squilibrato, soprattutto fra zone urbane e zone rurali, e mantenere la coesione economica e sociale. Queste problematiche hanno cominciato ad influenzare pesantemente l andamento dei mercati agroalimentari e, in particolare, i negoziati internazionali del WTO (a cui aderiscono oggi oltre 200 Paesi, fra cui la Cina dal 2001). Non è infatti un caso che i negoziati del Millennium Round del WTO, iniziati a Cancun nel 2000, siano finiti su un binario morto, da cui ancora oggi non si riesce ad uscire, a causa del disaccordo da parte dei grandi Paesi emergenti (India e Cina in testa) sulle clausole di salvaguardia della loro agricoltura e sicurezza alimentare. La crisi della governance degli accordi multilaterali viene sostituita sempre più frequentemente da accordi regionali o bilaterali, per la gestione di grandi superfici con cui assicurarsi le materie prime e la sicurezza alimentare. Ne sono un esempio i progetti degli ultimi anni della Cina con il Brasile e con diversi Paesi Africani per procurarsi soprattutto soia destinata all alimentazione animale e umana. La debolezza della governance internazionale è stata confermata anche dalle più recenti iniziative del G20 (Aprile 2010 a Pittsburgh) che avevano varato il Global Agricultural and Food Security Programme., in gran parte rimasto sulla carta. In sintesi, il quadro oggi è piuttosto complesso e legato ai grandi cambiamenti della geografia economica mondiale. Il processo di adattamento delle economie agli shock degli anni , che sembrava avviato verso un lento ma progressivo riassorbimento, sembra oggi alquanto incerto, e nuove impennate e preoccupazioni si intravedono all'orizzonte. Un modo per orientarsi è quello di analizzare in modo sempre più approfondito le variabili in gioco e le loro interrelazioni, al fine di trovare delle possibili strategie che consentano una migliore navigazione in un sistema agroalimentare mondiale che mostra ampi segni di turbolenza. 2.2 L andamento dei prezzi degli inputs in agricoltura L incremento dei prezzi degli inputs rappresenta un elemento importante, spesso trascurato, per comprendere la redditività delle attività agricole, soprattutto in un periodo di forti aumenti e variabilità dei prezzi. Infatti, l impiego dei mezzi tecnici diventa man mano più importante quando l agricoltura si fa più intensiva e industrializzata. In Paesi avanzati come l Unione europea a 27 Paesi il 10

11 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole valore degli inputs rappresenta oltre un terzo del valore della produzione agricola, con un valore di circa il 46% in Italia nel 2009 e valori più elevati in Francia e Germania. Inoltre, il valore degli inputs cambia in modo significativo a seconda delle produzioni, con valori maggiori negli allevamenti intensivi da latte e da carne, dove la voce principale è rappresentata dai mangimi, mentre valori minori, rispetto a quello della produzione, si hanno nelle colture erbacee e cereali in particolare, dove i costi maggiori riguardano i concimi e gli antiparassitari. E quindi importante analizzare l andamento complessivo degli inputs utilizzati in agricoltura prendendo in considerazione alcune grandi categorie che, da un lato, si rifanno ai prezzi dei mangimi e alle spese per gli allevamenti, che in gran parte derivano da produzioni agricole, e dall altro, agli inputs di origine chimica, come gran parte dei fertilizzanti e antiparassitari, che si aggiungono al costo dell impiego di energia (carburanti, elettricità,...) e che sono strettamente collegati all andamento dei prezzi petroliferi e del gas. Nelle pagine seguenti faremo quindi riferimento, da un lato, alla dinamica dei prezzi dei mangimi, e in particolare di soia, mais e orzo, e dall altro, alla dinamica dei prezzi dei fertilizzanti e carburanti. I dati utilizzati in questa breve analisi riguardano l ultimo decennio con i numeri indici espressi con base 2000=100, mentre la fonte è il Fondo Monetario Internazionale e i prezzi sono espressi in dollari La dinamica dei prezzi dei mangimi: soia, mais e orzo E' stato da più parti affermato che l'incremento del reddito nei Paesi del sud-est asiatico, in particolare India e Cina, sia la principale causa del forte aumento dei prezzi degli input di origine agricola, in particolare dei prezzi dei mangimi (Von Braun, 2008). Se ci sono profonde ragioni per affermare questa tesi, è possibile che non basti tuttavia a spiegare tutto il fenomeno. Nella Figura 2 è possibile osservare l andamento dei prezzi di mais, orzo e soia. E' evidente il forte incremento dei prezzi a partire dal 2007, con il picco nell'aprile-giugno 2008, e il repentino arretramento nei mesi successivi. A partire dall'agosto 2010, i prezzi di mais e soia evidenziano una nuova fase ascendente che dovrebbe aver raggiunto i massimi tra febbraio e marzo del Se è possibile pensare che l'incremento di domanda soprattutto di soia, ma anche di mais, da parte della Cina abbia svolto un ruolo importante nell'indurre tali dinamiche dei prezzi, e' improbabile che ciò possa spiegare l'intero fenomeno. L'incremento di reddito e il conseguente cambiamento di dieta, cioè il passaggio da una dieta principalmente costituita da prodotti cerealicoli ad una dieta con più contenuti proteici come la carne e il latte, nei Paesi asiatici può, infatti, aver svolto solo un ruolo, seppur importante, nel determinarne questa dinamica. L effetto reddito, infatti, esercita generalmente una pressione sui 11

12 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole prezzi solo nel lungo periodo, mentre nel breve periodo è improbabile che sia alla base del forte incremento di volatilità evidenziato dai prezzi degli ultimi anni. Tra il giugno 2007 e il mese di aprile 2008, i prezzi sono aumentati a tassi del 31% per l'orzo, dell'82% per la soia e del 75% per il mais. Nel biennio successivo, le quotazioni si sono ridotte mediamente del 41%, ma nel corso dell ultimo semestre del 2010 e nei primi mesi del 2011 i prezzi delle materie prime agricole più collegate ai mangimi hanno ripreso ad aumentare. Oggi, rispetto al mese di luglio 2010, le quotazioni in dollari del mais sono superiori del 61%, quelle della soia registrano un +37% e le quotazioni dell orzo mostrano un rimbalzo del 25%. Il valore dell indice fornito dal FMI è ritornato a quasi tre volte rispetto al valore del 2000, in particolare quello di mais e soia. L andamento dell indice dei mangimi, considerando quello del mais, soia e orzo, è stato molto sincronizzato nelle diverse fasi dell ultimo decennio e in particolare negli spettacolari aumenti degli ultimi anni dal 2007 al 2011, come è possibile osservare dalla Figura 2. Come vedremo successivamente, l aumento dei prezzi dei mangimi esercita una forte pressione sui prezzi e sui redditi degli allevamenti, e in particolare su quelli delle carni avicole, le cui produzioni si sono sviluppate con allevamenti intensivi di maggiore dimensione. E quindi probabile che l incremento del reddito in Cina e India abbia avuto un impatto sulle quotazioni delle materie prime di origine agricola, ma le forti fluttuazioni dei prezzi non consentono di poter affermare che tutto il fenomeno sia da ricondurre ad un semplice shock da domanda, tanto più che si è ripetuto due volte negli ultimi cinque anni. Occorre tener conto, soprattutto nel breve periodo, di altri fattori, come vedremo successivamente. E tuttavia altrettanto probabile che la maggiore domanda dei Paesi asiatici continui ad esercitare effetti sui prezzi delle materie prime, 12

13 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole soprattutto nel lungo periodo, laddove la produzione agricola mondiale non segua il ritmo di crescita della domanda e/o continui a mostrare forti disuguaglianze nella sua distribuzione globale La dinamica dei prezzi dei fertilizzanti e carburanti Le coltivazioni erbacee e arboree sono legate alle fluttuazioni del prezzo del petrolio, soprattutto dal lato dell'offerta, in quanto sia i fertilizzanti che i carburanti rappresentano una importante quota dei costi totali di produzione del settore agricolo. La produzione di azoto artificiale richiede infatti un intenso uso di derivati petroliferi. Non vi è quindi da stupirsi se il prezzo dell'azoto (urea) abbia seguito da vicino la dinamica dei prezzi del petrolio, sia durante lo shock del , che nell'attuale fase di nuovo incremento dei prezzi dei prodotti energetici (si veda la Figura 3). I fosfati ed il potassio sono invece dei prodotti dell'industria mineraria, per cui sono meno legati alla dinamica dei prezzi dei prodotti energetici, mentre mostrano una maggiore correlazione con i prezzi degli altri prodotti minerari. A questo proposito, e' interessante notare come la dinamica dei prezzi dei fosfati e del potassio sia risultata in questi ultimi anni molto superiore rispetto al principale indicatore dei prodotti energetici, cioè il prezzo del petrolio. A fronte di un incremento medio del barile di petrolio (espresso in dollari) del 36% nel periodo , il prezzo del potassio è aumentato del 122% e quello dei fosfati del 300% (entrambi gli incrementi si riferiscono ai prezzi espressi in dollari). Un incremento molto più vicino a quello del petrolio si nota invece, e come atteso, per l'urea (+53%). Le cause del più consistente aumento dei prezzi dei fertilizzanti di derivazione mineraria sono da ricercarsi nel minor tasso di capacità produttiva che ha caratterizzato tale industria, soprattutto nel periodo Inoltre, una maggiore domanda del comparto agricolo di fertilizzanti e carburanti, indotta da aspettative dei prezzi dell output crescenti, può creare, soprattutto nel breve periodo e in presenza di restrizioni dal lato dell'offerta, ulteriori incrementi dei prezzi delle materie prime. Nonostante le ampie fluttuazioni dei costi delle materie prime, nella recente letteratura economica si notano solo alcuni lavori che individuano nell'incremento dei prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti una delle principali cause delle forti fluttuazioni dei prezzi delle commodities agricole. Uno di questi è il lavoro di Mitchell (2008a), in cui si calcola che l'impatto dell'incremento delle due componenti di costo, fertilizzanti e carburanti, sui costi delle produzioni agricole negli Stati Uniti può essere stimato intorno al 15%. In particolare, Mitchell (2008a) ha stimato che nel 2007 l'incremento dei prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti abbia portato ad un incremento dei costi per la produzione della soia del 13

14 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole 16%, per il frumento del 27% e per il mais del 34%. Le relazioni fra variazioni dei prezzi degli inputs e quelli dei prodotti presenta degli aspetti di non semplice identificazione e valutazione; quello che però emerge è che i costi dei fertilizzanti e carburanti sono in gran parte legati all andamento di fattori esterni all agricoltura, come il petrolio, gas e prodotti minerari; mentre l andamento dei prezzi dei mangimi sono strettamente determinati dall andamento dei prezzi delle commodities agricole, come nel caso evidente della soia e del mais, che però nell ultimo decennio sono sempre più stati influenzati dalle politiche di sostegno per l utilizzazione di queste produzioni a fini energetici e non alimentari. In ogni caso, l incremento dei diversi tipi di fertilizzanti nel picco del è stato molto superiore a quello già elevato del prezzo del petrolio, come si vede chiaramente nella figura La complessità e le interrelazioni dei mercati mondiali L aumento del commercio internazionale dei prodotti agroalimentari, che ha superato i 1100 miliardi di dollari nel 2008, secondo il recente Statistical Yearbook della FAO (2010), oltre ad essere caratterizzato oggi da una multipolarità dei principali protagonisti, si ricollega, da un lato, ai grandi processi di specializzazione e concentrazione della produzione agricola e, dall altro, in modo più accentuato, all'incremento nel commercio dei prodotti alimentari trasformati che sono diventati oggi la parte maggioritaria degli scambi agroalimentari mondiali. Allo stesso tempo, però, un influenza rilevante sull andamento dei prezzi è da imputare ai cambiamenti profondi della domanda dovuti alle 14

15 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole crescenti richieste da parte dei Paesi sviluppati e soprattutto di quelli emergenti, legate all aumento del reddito disponibile e alla crescita delle zone urbane, che proprio negli ultimi anni hanno superato quelle rurali in termini di popolazione residente del pianeta. Inoltre, occorre sottolineare che la situazione delle singole commodities agricole sui mercati internazionali si differenzia notevolmente da prodotto a prodotto, a cominciare dai cereali (grano, mais e riso), ma anche della soia, senza dimenticare lo zucchero e il cotone. Nonostante il grande aumento dei commerci internazionali, la quantità delle commodities agricole scambiate rappresenta la punta di un iceberg rispetto al valore complessivo della produzione agricola e dei consumi alimentari a livello mondiale (Fanfani, 2009b). Viene infatti scambiata una quota che, a seconda della commodities, varia dal 5% al 30% della produzione mondiale, con valori crescenti del riso (6%), del mais (10%) del grano (17% - il principale cereale commercializzato), della soia e dello zucchero (30%). Molto più rilevante è invece la produzione commercializzata dei prodotti tropicali (caffe 80%, tè 40%), la cui produzione è molto più concentrata mentre il consumo interessa una vasta parte della popolazione mondiale. Da sottolineare, inoltre, che, per soddisfare i crescenti consumi alimentari della popolazione mondiale, gli scambi hanno riguardato sempre di più, come abbiamo detto, i prodotti alimentari trasformati rispetto alle materie prime agricole. Negli ultimi anni, inoltre, grazie alle analisi effettuate dalle grandi Istituzioni internazionali (FAO, OECD, Banca Mondiale) e da numerosi ricercatori, per comprendere le cause e gli effetti del forte aumento dei prezzi del 2007 sono state evidenziate le numerose interrelazioni esistenti fra le cause congiunturali e quelle strutturali, sia dal lato della domanda che dell offerta. Ciò ha determinato non solo un andamento spesso diverso dei prezzi delle singole commodities agroalimentari, ma anche l aumento della loro variabilità e dei prezzi relativi fra le singole commodities. Il più recente aumento dei prezzi del 2010 sembra, invece, avvenire in un contesto di maggiore sincronia fra i diversi prodotti, forse per il prevalere di effetti più omogenei dovuti alla grave crisi finanziaria ed economica mondiale degli ultimi anni, ed al maggiore interesse degli investitori verso questi mercati, ma anche alla maggiore attenzione alle esigenze interne dei Paesi emergenti e in via di sviluppo. 4. Le recenti turbolenze dei prezzi delle commodities: Similarità e differenze fra il e il Come abbiamo visto, l aumento dei prezzi delle principali commodities agricole sui mercati internazionali, a partire dalla seconda metà del 2007, è stato molto rapido ed ha raggiunto un massimo nella prima parte del 2008, per ridursi in modo altrettanto rapido e stabilizzarsi solo nella 15

16 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole prima metà del 2009 e quindi riprendere di nuovo l ascesa nella seconda metà del Nel mese di aprile del 2011, i prezzi dell'aggregato Food della FAO indicano un aumento dello 0,48% rispetto al mese precedente ma una diminuzione del 2,3% rispetto al mese di febbraio. Il nuovo e più recente boom dei prezzi del , ha interessato in modo diverso i singoli prodotti. Infatti, un ruolo particolare è stato giocato dal prezzo dello zucchero, che ha superato di ben tre volte il livello del , già nei primi mesi del 2010 (l indice FAO dello zucchero era pari a 320), per poi ripiegare sotto quota 200 a metà 2010, e quindi registrare una nuova impennata che ha portato i prezzi a raggiungere un nuovo massimo (l indice ha superato i 360) nei primi mesi del 2011 per poi crollare a 306 ad aprile. L enorme variabilità dei prezzi dello zucchero è stata tale da condizionare la dinamica dell indice generale FAO ed è da collegarsi alle limitazioni imposte dall India alle sue esportazioni per garantire il consumo interno. I prezzi dei prodotti lattiero caseari hanno cominciato ad aumentare prima degli altri comparti, già a partire dalla seconda metà del 2009, per poi continuare a crescere leggermente nel 2010 ed arrivare a superare il valore dell indice di 200 nei primi mesi del 2011, un livello però inferiore a quello massimo fatto registrare nel Un aumento rilevante e rapido si è avuto nei prezzi degli oli che nei primi mesi del 2011 avevano superato il massimo precedente, sfiorando il valore di 250 dell indice FAO. Inoltre, a questi aumenti, con un pò di ritardo si sono aggiunti anche quelli dei cereali, dovuti soprattutto agli scarsi raccolti di grano nel 2010 indotti, in particolar modo, dalla siccità nei Paesi che si affacciano sul Mar Baltico, dagli incendi che hanno colpito la Russia e dalla siccità in Cina. Anche in questo caso hanno giocato un ruolo rilevante i limiti e i contingenti delle esportazioni applicati in Russia e Argentina in particolare. L effetto è stato tale da riportare i prezzi dei cereali sui valori massimi della impennata precedente, però con una riduzione per quanto riguarda il riso, alla cui consistente domanda ha fatto riscontro un forte aumento della produzione stimolata dagli elevati prezzi raggiunti in precedenza. Per quanto riguarda i prezzi delle carni si è manifestata, per la prima volta, una loro tendenziale ripresa, anche se ancora contenuta e comunque inferiore a quella degli altri comparti La possibile inversione di tendenza, che consentirebbe quindi di visualizzare la "seconda gobba del cammello", è attualmente confermata dai prezzi futures delle principali commodities, in particolare il grano, che mostrano ulteriori arretramenti delle quotazioni rispetto a quelli già denunciati nel mese di marzo. Nel primo trimestre del 2011 è probabile quindi che i prezzi abbiano raggiunto il loro nuovo massimo, simile a quello precedente, e nei prossimi mesi si assista ad una loro riduzione. L intrecciarsi di fattori strutturali e congiunturali hanno portato anche ad una forte variabilità dei prezzi agricoli a livello mondiale, ma con forti differenze fra i grandi comparti (carni, lattiero-caseari, cereali, oli) e soprattutto fra prodotto e prodotto, come ad esempio fra i diversi cereali (grano, mais, 16

17 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole riso) o fra i diversi tipi di carni (bovine, suine, pollame). Le variazioni sono state talmente profonde da cambiare i prezzi relativi, e con essi i termini di convenienza fra le produzioni e i comparti che caratterizzano il sistema agroalimentare mondiale. Per approfondire a grandi linee le differenze e le similarità degli andamenti dei prezzi nel periodo è utile fare riferimento all Indice generale dei prezzi della FAO, che utilizza una metodologia uniforme di rilevazione, e che pone pari a 100 la media del triennio l Indice generale è rimasto più o meno stabile durante tutti gli anni novanta, ha cominciato ad aumentare in modo graduale dai primi anni del nuovo millennio fino alla metà del 2007, per poi esplodere e raggiungere un massimo di oltre 175 fra maggio-luglio 2008, e quindi scendere successivamente, in modo rapido, a un minimo sotto i 130 all inizio del 2009, a un livello simile a quello del E seguita una fase di crescita dei prezzi che, nella seconda metà del 2010, ha subito una nuova impennata riportando l indice generale dei prezzi della FAO ad un nuovo record di oltre 208 nel febbraio 2011, superando quindi il massimo raggiunto nel Nel mese di marzo 2011, l'indice presenta, come già detto, una leggera flessione. 220,0 Figura 4: FAO: Indice Prezzi Food, ( =100) 200,0 180,0 160,0 140,0 120,0 100,0 80,0 1/1990 1/1993 1/1996 1/1999 1/2002 1/2005 1/2008 1/2011 Si sta quindi delineando, negli ultimi anni, un andamento dei prezzi delle commodities agricole "a gobba di cammello" (o W rovesciata) che viene analizzata spesso a livello aggregato, per la sua influenza su variabili economiche aggregate come l inflazione, o sul costo dell alimentazione, che in molti Paesi ha un peso rilevantissimo su vasti strati della popolazione e quindi influiscono sulla stabilità sociale, innescando proteste e recriminazioni che recentemente sono diventate più evidenti all interno dei Paesi del Nord Africa, ma che si erano già verificate anche nel in altri Paesi come Argentina, Indonesia e India. 17

18 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole L andamento generale dei prezzi FAO nasconde però, come già detto, un andamento molto diverso fra i singoli prodotti, che hanno portato ad un cambiamento profondo dei prezzi relativi. Infatti, l ascesa dei prezzi fino a metà del 2008 (la prima gobba), è stata trainata dai prezzi dei cereali (grano e riso in particolare), degli oli e grassi (soia e oli vegetali), mentre i prodotti lattiero caseari avevano subito un forte aumento in precedenza. Non hanno invece partecipato a questa forte crescita dei prezzi il comparto delle carni, rimasti a livelli più o meno stabili, mentre quelli dello zucchero si sono attestati su livelli intermedi. Il rapido declino dei prezzi dall inizio del 2008 fino alla metà del 2009 è stato, invece, particolarmente rilevante per gli oli e grassi, crollati da un valore massimo dell indice FAO di oltre 225 ad un minimo di 130 nei primi mesi del 2009, mentre i prodotti lattiero-caseari sono drasticamente crollati, di oltre la metà. La discesa dei prezzi dei cereali è stata invece consistente, ma si è stabilizzata su valori intermedi per effetto principale delle quotazioni elevate del riso, rispetto a quelle del grano e del mais. E' possibile, tuttavia, che in diversi comparti gli incrementi di prezzo degli inputs siano stati solo parzialmente trasferiti a valle o che abbiano compresso i redditi di questi settori. Per quanto riguarda alcuni prodotti, ad esempio quello della carne che ha visto i prezzi aumentare meno che negli altri settori, è utile ricordare che il costo dei mangimi, che come abbiamo visto è stato rilevante, è solo una componente del costo totale della produzione. In questo caso, il grado con cui l'incremento dei costi si scaricherà sui prezzi a valle dipenderà anche dal peso che i diversi inputs hanno sul costo totale di produzione. Nella seconda metà 2009 si è assistito, come abbiamo già commentato, ad una nuova impennata dei prezzi delle principali commodities agricole, ma l aumento ha riguardato però prodotti diversi rispetto al In particolare, il prezzo dello zucchero ha raggiunto un valore di tre volte superiore a quello del , seguito solo in parte dall aumento anche dei prezzi dei prodotti lattiero caseari. La nuova impennata si caratterizza, inoltre, per il forte aumento degli oli (soia in particolare), mentre più recentemente anche i cereali, dopo gli scarsi raccolti del 2010 (soprattutto di grano per la siccità, incendi in Russia, e la siccità in Cina) hanno ripreso ad aumentare. L andamento differenziato dei singoli prodotti e la maggiore variabilità dei prezzi delle commodities agricole negli ultimi anni è riportato nelle figure e nei dati delle tabelle seguenti. 18

19 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole Figura 5. Indici prezzi FAO: Food 1990= Latte e derivati Oli Carni Zucchero Cereali 0 1/1990 1/1992 1/1994 1/1996 1/1998 1/2000 1/2002 1/2004 1/2006 1/2008 1/2010 Meat Price Index Dairy Price Index Cereals Price Index Oils Price Index Sugar Price Index Figura 6. Indici prezzi FAO: Food = Zucchero Cereali Carni 50 Oli Latte e derivati 0 1/1990 1/1993 1/1996 1/1999 1/2002 1/2005 1/2008 1/2011 Meat Price Index Dairy Price Index Cereals Price Index Oils Price Index Sugar Price Index 19

20 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole 250,0 Figura 6.1. Indici prezzi FAO: Meat-Dairy = ,0 150,0 100,0 50,0 0,0 1/1990 1/1992 1/1994 1/1996 1/1998 1/2000 1/2002 1/2004 1/2006 1/2008 1/2010 Meat Price Index Dairy Price Index 400,0 Figura 6.2. indici prezzi FAO: Cereals-Oils-Sugar = ,0 300,0 250,0 200,0 150,0 100,0 50,0 0,0 1/1990 1/1992 1/1994 1/1996 1/1998 1/2000 1/2002 1/2004 1/2006 1/2008 1/2010 Cereals Price Index Oils Price Index Sugar Price Index 20

21 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole Tabella 1. FAO: Dinamica dei Prezzi annuali reali del Food (indici =100) Anni Prezzi Food Prezzi Carne Prezzi Latte Prezzi Cereali Prezzi Oli Prezzi Zucchero ,1 131,4 74,9 97,7 74,0 178, ,6 122,9 78,1 95,1 77,6 124, ,9 113,6 90,1 96,7 79,6 121, ,9 113,0 79,3 93,3 80,6 133, ,2 107,3 74,5 94,6 102,7 155, ,2 98,1 93,7 102,1 106,9 161, ,6 102,6 98,4 126,6 100,0 152, ,8 105,6 101,6 108,3 108,8 156, ,2 94,0 99,6 100,3 130,5 127, ,9 95,2 87,0 91,0 92,3 89, ,2 96,7 98,3 87,1 69,9 119, ,9 99,4 113,6 91,5 71,7 130, ,9 97,1 88,4 101,6 93,5 105, ,3 98,6 95,1 98,0 100,8 100, ,2 103,8 114,7 100,4 104,9 95, ,3 105,4 126,6 96,7 96,9 131, ,7 98,2 117,8 111,8 103,1 192, ,5 98,5 186,7 146,7 148,7 125, ,3 105,7 180,9 196,0 185,7 149, ,3 101,2 121,7 149,4 129,0 221, ,0 115,2 171,2 156,0 164,8 258, gen feb mar. 203,2 151,6 206,1 221,0 228,6 327, apr 204,1 152,0 201,2 233,2 227,9 305,9 5. La grande variabilità dei prezzi dei singoli prodotti L indice Fao dei diversi comparti nasconde come abbiamo detto differenti dinamiche al suo interno. Le differenze sono ancora più ampie fra i singoli prodotti, come si può semplicemente verificare per quanto riguarda i prezzi dei cereali, considerando grano, mais e riso che caratterizzano l alimentazione di vaste aree del mondo; oppure analizzando l andamento dei prezzi dei diversi tipi di carne, bovina, ovina e suina, che hanno anch essi un ruolo diverso Paesi. nell alimentazione dei diversi 5.1 L andamento dei prezzi dei cereali Le differenze nell andamento dei prezzi sui mercati internazionali sono ancora maggiori se considerate per singoli prodotti. Questo emerge con chiarezza prendendo come esempio i cereali, 21

22 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole che rappresentano la principale commodities dei commerci internazionali di prodotti agricoli, e le carni, che costituiscono una delle principali componenti dei consumi alimentari delle famiglie. I prezzi dei diversi cereali (grano, mais e riso) fanno riferimento alle varietà più commercializzate sui principali mercati internazionali: per il grano queste varietà sono: US n.2 Hard Red Winter proteine ordinarie (f.o.b. Golfo), Argentina Trigo Pan; per il Mais: US n. 2 Yellow (f.o.b. Golfo) e Argentina (Up River, f.o.b.); per il riso (Tai 100B, f.o.b. Bankog). Nel corso del 2007 fra i cereali è stato il prezzo del grano, come abbiamo detto, a guidare l aumento delle quotazioni, raggiungendo un massimo di quasi 500 dollari per ton. nel mese di marzo I prezzi del grano sono stati però anche i primi a scendere, per ridursi e poi oscillare da ottobre 2008 fino alla metà del 2009 attorno ai dollari per ton., diminuendo ulteriormente nel mese di luglio 2009 a circa 230 dollari per ton. e quindi scendere ancora sino al giugno 2010 a un minimo di poco più di 209 dollari per ton. E' da giugno 2010 che i prezzi del grano hanno ripreso una nuova spinta al rialzo sino a raggiungere nel mese di febbraio 2011 il valore di 361 dollari per ton. Nei mesi di marzo ed aprile 2011, le quotazioni sono in leggera flessione ma si mantengono al di sopra dei 350 dollari per ton (si veda la Figura 6.1). L andamento dei prezzi del mais è stato, invece, molto meno marcato e più lento: il valore massimo di 280 dollari per ton. è stato raggiunto nel giugno 2008, scendendo poi a un minimo nel dicembre 2008 e oscillando successivamente fra i 160 e i 180 dollari, per calare ancora attorno ai 150 dollari per ton. nel luglio-settembre Nel periodo ottobre luglio 2010 hanno continuato ad oscillare intorno a questi ultimi valori ma dall'agosto 2010 hanno iniziato una nuova ascesa, raggiungendo un nuovo massimo di 309 dollari per ton. nell'aprile Anche l indice dei prezzi del sorgo ha seguito in questi ultimi anni un andamento molto simile a quello del mais. Il riso, invece, ha fatto registrare l aumento di prezzo più spettacolare, triplicando in un solo anno da poco più di 300 dollari a ton. nel 2007, a un massimo di oltre 950 dollari nel maggio 2008, scendendo e attestandosi poi su valori attorno ai 600 dollari per tutto il Il prezzo del riso rimane quindi ancora superiore di oltre il 75% rispetto a quello di due anni fa, mentre grano e mais sono tornati su livelli simili a quelli del Il prezzo del riso è risultato, ad agosto 2009, circa il 40% inferiore rispetto al picco massimo raggiunto in precedenza, mentre i prezzi del grano e del mais sono diminuiti rispettivamente del 53% e 47% dai rispettivi picchi. Nel corso degli ultimi anni, quindi, il mercato internazionale dei cereali ha visto un aumento relativo di gran lunga superiore per il riso, il cui prezzo a metà 2009 risultava più che doppio rispetto a quello 22

23 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole del grano, mentre il mais resta su valori inferiori di quasi il 50% sempre rispetto a quello del grano. Dalla metà del 2009 i prezzi dei cereali hanno continuato a diminuire in modo più o meno analogo fra riso, grano e mais fino alla metà del 2010, quando il nuovo aumento ha riguardato in modo particolare il grano, che è passato da circa 200 a un massimo di oltre 350 dollari a tonnellata nei primi mesi del Andamento simile hanno avuto il mais e il sorgo, ma con livelli leggermente inferiori a quelli del grano. Un andamento più contenuto si è avuto per il riso che, dopo un massimo raggiunto nei mesi finali del 2010, ha successivamente fatto registrare una netta inversione. Fra i cereali quindi la più recente impennata dei prezzi è stata guidata dal grano e mais, mentre quella precedente era stata spinta in particolare dal riso. L andamento più recente dei prezzi dei cereali vede quindi un ravvicinamento anche dei prezzi relativi di questi prodotti a favore in particolare del grano. Figura 6.1. FAO: differenze nell indice dei prezzi fra diversi cereali, Giugno Aprile Fonte: FAO, International Commodities Prices (2011) 23

24 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole Tabella 2. Prezzi internazionali all esportazione di alcuni cereali (Dollari USA per tonnellata) Mag. Giu. Lug. Ago. Sep. Oct. Nov. Dic. Gen. Feb. Mar. Apr. Stati Uniti Grano Mais Argentina 3 Grano Mais Tailandia 4 Riso bianco No.2 Hard Red Winter (Ordinary Protein) f.o.b. Gulf. 2 No.2 Yellow, Gulf 3 Up river, f.o.b. 4 Indicative traded prices. 5 Tai 100% second grade, f.o.b. Bangkok. Fonte: FAO, International Commodities Prices. 5.2 L andamento dei prezzi delle carni Anche per i diversi tipi di carni l andamento dei prezzi è stato molto differenziato, pur con livelli complessivi di aumento molto più bassi di quelli dei cereali. Gli incrementi maggiori hanno riguardato in modo particolare i prezzi delle carni avicole dove l indice FAO si è assestato ad un livello pari a 175, si veda la Figura 6.2. Incrementi molto minori si sono verificati per le carni bovine, che hanno raggiunto un massimo di 145 nei mesi di luglio-agosto 2008 per poi ridursi progressivamente fino a valori di 135 nei primi mesi del Un andamento molto simile si può notare anche per le carni suine, anche se con tassi di crescita lievemente inferiori rispetto alle carni bovine. L andamento dei prezzi delle carni vede quindi una maggiore pressione sulle carni avicole, che trova una spiegazione sia nella maggiore domanda, proveniente soprattutto dai Paesi asiatici, ma anche nella maggiore incidenza che sulle produzioni avicole hanno i costi dei mangimi. L aumento dei costi di produzione, soprattutto negli allevamenti intesivi come quelli avicoli, è infatti legato all andamento dei prezzi del mais e della soia che, come abbiamo visto in precedenza, hanno influito in modo rilevante sulle due recenti impennate dei mercati agricoli internazionali. L andamento simile dei prezzi delle carni suine e di quelle bovine, ma con livelli molto più bassi rispetto alle carni avicole, nasconde però una situazione diversa sulla loro redditività. Infatti, le carni suine, rispetto a quelle bovine, sono in genere prodotte in allevamenti intesivi che impiegano maggiori quantità di mangimi, e quindi con maggiori aggravi dei costi di produzione, proprio per le recenti impennate dei prezzi di mais e soia che costituiscono i componenti principali dei mangimi per l alimentazione animale. Il combinarsi delle pressioni, sia dal lato della domanda che da quello dei costi di produzione, stanno quindi determinando un forte cambiamento dei prezzi relativi delle principali produzioni di carne a 24

25 L'ottovolante che sta sconvolgendo i prezzi delle materie prime agricole favore delle produzioni avicole, ma anche della loro redditività per la diversa influenza che hanno i costi di produzione per le carni suine e bovine. Figura 6.2 FAO: differenze nell indice dei prezzi fra diversi tipi di carne, Gennaio Indici =100 Fonte: FAO, International Commodities Prices (2011) 5.3 Alcune cause della variabilità recente dei prezzi della commodities L andamento così complesso dei prezzi dei singoli prodotti agricoli e alimentari sui mercati mondiali ha cause strutturali e congiunturali diverse, che si possono riallacciare a fattori della domanda o dell offerta dei singoli prodotti, oppure a politiche commerciali ed interne attuate dai principali Paesi produttori, consumatori o esportatori. Analizzare queste cause diventa quindi sempre più difficile, ma resta comunque importante per comprendere gli andamenti e i cambiamenti dei prezzi e di quelli relativi fra i diversi prodotti alimentari e la loro persistenza nel tempo. Alcuni brevi esempi delle ragioni che stanno alla base della variazione dei prezzi dei singoli prodotti possono aiutare a comprendere quanto complessa e interconnessa sia la situazione dei mercati internazionali dei prodotti agroalimentari a cui bisogna fare riferimento. 25

26 Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole La riduzione dei prezzi dei cereali, dopo il picco nella prima metà del 2008, è stata in larga parte determinata dalle buone produzioni e dei raccolti nel 2008 che si sono ripetuti, seppur in misura inferiore, anche nel Per il grano la produzione mondiale ha raggiunto un livello record, consentendo di ricostituire le scorte disponibili, che erano scese a livelli minimi negli anni precedenti. I problemi climatici nell'estate del 2010, soprattutto in Russia e nei Paesi che si affacciano nel Mar Baltico, hanno innescato una nuova fase di incremento dei prezzi dei cerali. Il perdurare di prezzi più alti del riso, invece, ha origini diverse, che sono da ricollegare al persistere di una domanda complessiva sostenuta, soprattutto nei grandi Paesi asiatici come Cina e India, ma anche dalle politiche di limitazione delle esportazioni per assicurare la sicurezza alimentare delle popolazioni attuate da questi Paesi, e specialmente della Tailandia, principale esportatore mondiale di riso. Dopo una ripresa delle quotazioni in coincidenza con il forte incremento dei prezzi del grano, le quotazioni del riso nel primo trimestre del 2011 stanno diminuendo (si veda la Figura precedente). Gli aumenti recenti dei prezzi della soia, nella prima metà del 2009, sono dovuti alle difficoltà e alla riduzione dei raccolti previsti nelle maggiori aree di produzione dell America Latina (Brasile e Argentina), mentre la domanda è in forte ascesa per le sempre maggiori importazioni di semi di soia provenienti dalla Cina, impiegate sia per la trasformazione per l alimentazione umana, sia come mangimi per gli allevamenti. La Cina, dopo l ingresso nel WTO nel 2001, ha aumentato enormemente le importazioni di soia (e anche di cotone), passando così da esportatore netto a importatore netto di prodotti agroalimentari. Negli ultimi mesi del 2010 e nei primi del 2011 i prezzi della soia seguono il trend di quelli del mais con un sensibile recupero dei livelli persi durante il 2009 e il primo semestre del L impressionante calo dei prezzi dei prodotti lattiero caseari è dovuto, in parte, agli aumenti delle produzioni degli anni passati, che hanno visto reintrodurre il sostegno alle esportazioni da parte degli Stati Uniti e dell Unione europea, ma anche all aumento delle quote da parte dell Unione europea. Inoltre, anche gli effetti della forte recessione mondiale hanno un maggior impatto sui prodotti a maggior valore aggiunto, creando serie difficoltà agli operatori del settore lattiero caseario a livello mondiale. Per inciso, è utile ricordare, che per far fronte a questa emergenza, negli Stati Uniti l USDA ha predisposto dagli inizi di luglio 2009 un piano di interventi a favore del latte. I contratti, fra l altro, prevedono l aiuto per gli agricoltori che vedono ridursi i redditi, incentivi fiscali, sussidi per le consulenze e riduzione della produzione. Nell Unione europea è stato presentato a metà settembre al Parlamento europeo, da parte del Commissario all agricoltura, un pacchetto di aiuti per il breve termine che prevede la possibilità di aiuti di stato fino ad un massimo di euro per produttore e una modifica all utilizzazione degli acquisti e gestione delle quote da parte dello Stato; gli interventi 26

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