Terzo Pilastro di Basilea 2 Informativa al pubblico 30 giugno 2010

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1 Terzo Pilastro di Basilea 2 Informativa al pubblico 30 giugno 2010

2 TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 31 DICEMBRE 2008

3 Indice Tavola 1 Requisito informativo generale... 5 Tavola 2 Ambito di applicazione Tavola 3 Composizione del patrimonio di vigilanza Tavola 4 Adeguatezza patrimoniale Tavola 5 Rischio di credito: informazioni generali riguardanti tutte le banche Tavola 6 Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e in strumenti di capitale nell ambito dei metodi IRB Tavola 7 Rischio di credito: informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB Tavola 8 Tecniche di attenuazione del rischio (CRM) Tavola 9 Rischio di controparte Tavola 10 Operazioni di cartolarizzazione Tavola 11 Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in merci (IMA) Tavola 12 Rischio operativo Tavola 13 Esposizioni in strumenti di capitale: informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Tavola 14 Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Glossario / Abbreviazioni Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societarie

4 Note: 1. Tutti gli importi, se non diversamente indicato sono da intendere in migliaia di Euro; 2. Le informazioni sono riferite all area di consolidamento prudenziale. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 31 DICEMBRE 2008

5 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Tavola 1 Requisito informativo generale Informativa qualitativa Il Gruppo UniCredit controlla e gestisce i propri rischi attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di dispiegare la loro efficacia in tutte le fasi del ciclo economico. Il presidio ed il controllo dei rischi di Gruppo sono assicurati dalla funzione Risk Management della Capogruppo (Group CRO), cui sono attribuiti i compiti di: ottimizzare la qualità dell attivo del Gruppo, minimizzando il costo dei rischi, coerentemente con gli obiettivi di rischio / redditività assegnati alle Aree di business; determinare, di concerto con la funzione CFO, la propensione al rischio del Gruppo e valutare l adeguatezza patrimoniale dello stesso, e la loro conseguente estensione a livello di Aree di business / Entità, nel contesto dell Internal Capital Adequacy (ICAAP), in conformità ai requisiti di Basilea II, Secondo Pilastro; definire, in conformità agli standard di Basilea II ed ai requisiti di Banca d Italia, norme, metodologie, linee guida, politiche e strategie concernenti la gestione dei rischi di Gruppo, e, in cooperazione con l Organization department, i relativi processi e la loro implementazione; porre in essere un sistema di controllo del rischio creditizio e di concentrazione sia a livello di singole controparti / gruppi economici, sia per cluster rilevanti (quali settori economici / industriali), monitorando e fornendo reportistica sui limiti preventivamente definiti; definire e fornire alle Aree di business ed alle Entità i criteri per la valutazione, la gestione, la misurazione, il monitoraggio e la reportistica dei predetti rischi e garantire la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo sia a livello di Gruppo che di singola Entità; supportare le Aree di business nel conseguimento dei loro obiettivi, contribuendo allo sviluppo dei prodotti e dei business; verificare, mediante il processo di convalida in fase iniziale e nel continuo, l adeguatezza dei sistemi di misurazione del rischio adottati nell ambito del Gruppo, orientando le scelte metodologiche verso standard qualitativi sempre più elevati e convergenti, appurando la coerenza delle rispettive modalità di utilizzo nell ambito dei processi; porre in essere un adeguato sistema di analisi preventiva del rischio, in grado di quantificare l impatto sulla struttura economico-finanziaria del Gruppo derivante dal rapido deterioramento del ciclo economico o da altri fattori di shock (c.d. Stress Test). Tale analisi è svolta con riferimento alle singole tipologie di rischio, così come alla loro integrazione e raffronto con il capitale disponibile; creare e diffondere una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo. Alla luce dell ancora sfidante contesto macroeconomico, una solida ed efficace gestione dei rischi riveste la massima priorità nel Gruppo. Pertanto, il Group CRO ha implementato, un nuovo modello di governance dei rischi, enfatizzando tale principio guida al fine di: rafforzare la capacità di indirizzo, il coordinamento e le attività di controllo di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portfolio Risks ), tramite centri di responsabilità dedicati ( Portfolio Risk Managers"), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo ed interdivisionale; aumentare l aderenza al modello di business di Gruppo, assicurando una chiara specializzazione e concentrazione in un ottica meramente transazionale di specifici centri di responsabilità ("Transactional Risk Managers") sui rischi originati dalle funzioni di Gruppo deputate allo loro assunzione (ossia Business Units, funzioni di Tesoreria, Asset Management, Paesi CEE), mantenendo allo stesso tempo tali centri di responsabilità totalmente indipendenti da questi ultimi. In conformità al ridisegno dell architettura del Risk Management ed al fine di rafforzare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorarne l efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e di agevolare l interazione tra le differenti funzioni coinvolte, sono operativi specifici Comitati responsabili in materia di rischi, articolati su tre distinti livelli: 5

6 il Group Risk Committee, responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo; i Group Portfolio Risk Committees, cui sono assegnati il compito di indirizzare, controllare e gestire i differenti rischi di portafoglio; i Group Transactional Committees, dedicati alla valutazione delle singole controparti / transazioni aventi impatto sul profilo di rischio complessivo. Rischio di credito Struttura e organizzazione La struttura della funzione Risk Management ha lo scopo di assicurare il giusto bilanciamento tra tipologia di rischio e specializzazione per transazione tramite l adozione di un approccio a matrice. I portafogli di Gruppo sono suddivisi in base alla tipologia di rischio ( rischi di credito e cross-border, rischi di mercato e rischi operativi e reputazionali ) e si interfacciano con le funzioni specializzate per transazioni in ambito divisionale (CIB & PB, CEE, Retail, Treasury, Asset Management). Questo approccio a matrice crea due differenti centri di responsabilità sul rischio di credito. Da un lato il "Credit and Cross Border Risks Portfolio Management department, cui è attribuita la supervisione e la gestione del profilo complessivo di rischio creditizio e cross-border a livello di Gruppo come pure l'incarico di definire le relative strategie, le metodologie ed i limiti di rischio. Dall altro lato, i "Transactional Risk Managers" sono i centri di responsabilità per i rischi di credito originati dalle pertinenti funzioni di Gruppo. Accanto ai "Portfolio Risk Managers" ed ai "Transactional Risk Managers", la struttura di Risk Management comprende lo Strategic Risk Management & Control department, responsabile, tra l altro, della gestione delle attività in ambito "Basilea II" (inclusi la misurazione del capitale interno in conformità al Secondo Pilastro, la definizione del risk appetite ed il coordinamento nel contesto dell Internal Capital Adequacy Assessment Process ( ICAAP )), della validazione interna di Gruppo per quanto attiene i sistemi del Primo Pilastro ed i modelli del Secondo Pilastro, così come della funzione centralizzata deputata alla redazione di policy sui rischi a livello di Gruppo, nonché una Struttura specialistica, lo Special Credit department, responsabile di coordinare, indirizzare, supportare e con riferimento a pratiche di importo rilevante gestire, attività di restructuring e di recupero dei crediti. Inoltre, è stato costituito un Group Risk Management Operating Office department, allo scopo di assicurare al responsabile del Group Risk Management department un adeguato supporto nella gestione operativa dello stesso, attraverso il coordinamento complessivo di tutte le attività di reportistica sui rischi, le iniziative ed attività IT per l area rischi, l interazione del Risk Management con le altre funzioni di Capogruppo (CFO, Audit, Compliance HR ed Organizzazione) su tematiche rilevanti. In materia di rischio di credito, ferme restando le responsabilità del Group Risk Committee relativamente alle decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo, sono operativi i seguenti Comitati dedicati : il "Group Credit & Cross-Border Risk Committee, responsabile del controllo e del monitoraggio dei rischi di credito e di quelli cross-border, dell approvazione di strategie, politiche, metodologie e limiti relativi a detti rischi, nonché della reportistica periodica; il "Group Transactional Credit Committee", cui è assegnato il compito di valutazione di singole controparti / transazioni aventi impatto sul profilo di rischio complessivo; il Group Special Credit Committee, responsabile della valutazione di operazioni concernenti pratiche classificate a "Restructuring" o a "Recupero crediti", nonché del monitoraggio dell andamento complessivo di tale portafoglio. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

7 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Nell ottica di rafforzare i processi di gestione e controllo della valutazione del merito creditizio per controparti e prodotti / transazioni, sono costituite specifiche strutture di Capogruppo. In tale ambito, i Global Transactions Team Leaders ( GTTLs ), sono specializzati in prodotti / transazioni quali Acquisition & Leverage Finance, Project Finance, Commodities Trade Finance e Special Products, mentre i Global Industry Team Leaders ( GITLs ), sono specializzati nell analisi settoriale relativamente alla valutazione del rischio creditizio di controparte. E in fase di completamento uno specifico progetto focalizzato sull ulteriore ottimizzazione della gestione del rischio attinente le Banche e le altre Istituzioni Finanziarie, così come del rischio Paese. Relativamente alla gestione del rischio concernente tali controparti, sono state istituite le strutture dei Group Competence Teams, per la gestione dell attività creditizia a beneficio di tutte le Entità a livello di Gruppo. Governance e policies I rapporti tra la Capogruppo e le Entità del Gruppo che esercitano attività creditizia, sono disciplinati da specifiche disposizioni di governance che assicurano alla Capogruppo stessa il ruolo di direzione, supporto e controllo, in particolare nelle seguenti aree di attività: politiche creditizie, strategie creditizie, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, rischio di concentrazione creditizia, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio. In particolare, le Entità del Gruppo sono tenute a richiedere alla funzione CRO della Capogruppo apposito parere anteriormente alla concessione / riesame di linee di credito nei confronti di singole controparti / gruppi economici, qualora le medesime linee eccedano predeterminate soglie d'importo, anche in riferimento all obbligo di osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di Vigilanza. In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione CRO, sono state a suo tempo emanate le General Group Credit Policies, disposizioni generali relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo, che dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, in linea con i principi e la best practice di Gruppo. Tali disposizioni generali sono integrate da normative specifiche che regolano: l'attività nei confronti di determinate controparti (ad es. Istituzioni Finanziarie, Banche e Sovereign); fasi del processo (es. classificazione e gestione delle posizioni rischiose nonché processo di recupero dei crediti, gestione degli accantonamenti generici con l applicazione della metodologia "IBNR" (Incurred But Not Reported Losses), propagazione del default per clientela group-wide, determinazione dei termini di validità del rating di controparte / transazione); segmenti di attività (ad esempio, la Commercial Real Estate Financing Policy, che fornisce standard e metodi comuni, nonché specifici parametri, da adottare nei diversi contesti geografici in cui opera il Gruppo); specifici prodotti / transazioni (ad esempio, la Structured Trade and Export Finance (STEF) Policy, volta ad assicurare un approccio comune a livello di Gruppo per tale tipologia di business, nonché indicazioni specifiche relativamente a Commodity trade finance, Receivables finance ed Export finance ); specifiche tematiche concernenti la credit risk mitigation (ad es. con riferimento alla gestione del collaterale nelle operazioni derivate OTC, pronti contro termine e prestito di titoli, nonchè al processo di approvazione ed alle attività relative ad operazioni strutturate di mitigazione del rischio di credito). 7

8 Al fine di garantire un approccio di valutazione e monitoraggio omogenei e definire regole e principi di gestione dei Limiti Paese a livello di Gruppo, nel Febbraio 2010 è stata definita ed emanata la revisione della relativa policy di Gruppo. E inoltre pianificata per fine c.a. l introduzione di una nuova metodologia, coerente con il framework relativo al risk appetite, al fine di stabilire i limiti per i plafond da assegnare ai singoli Paesi, in base ad un processo top-down / bottom-up, che prenderà in considerazione il rischio Paese, la dimensione, i limiti del capitale regolamentare, le richieste pervenute da clientela (imprese) locale, le opportunità commerciali, l esposizione corrente, gli obiettivi reddituali e strategici che comprendano il profilo target di rischio. La crisi, che i mercati finanziari hanno attraversato dalla seconda metà del 2007, ha messo in evidenza la necessità di rafforzare a livello di Gruppo il framework per la gestione della medesima, nei confronti di Banche ed Istituzioni Finanziarie nonché il processo di tempestiva comunicazione di Gruppo al fine di monitorare il deterioramento del merito di credito di tali controparti. A tale riguardo, è stata emanata una policy specifica per la gestione delle situazioni di crisi nei confronti delle controparti di cui trattasi. Metodologie della gestione e misurazione Generalmente, il rischio di credito rappresenta il rischio di incorrere in una perdita di valore, riferita ad un'esposizione creditizia, derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte. Ai fini della sua misurazione, il rischio di credito è definito come il rischio di incorrere in perdite derivanti dalla possibilità che una controparte, beneficiaria di un finanziamento (es. prestito rateale), ovvero emittente di un'obbligazione finanziaria (obbligazione, titolo, ecc.), non sia in grado di adempiere i relativi impegni (rimborso a tempo debito degli interessi e/o del capitale o di ogni altro ammontare dovuto (rischio di default)). In senso più ampio, il rischio di credito può essere definito anche come la perdita potenziale riveniente dal default del prenditore / emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione finanziaria, a causa del deterioramento della sua qualità creditizia (rischio di migrazione). Quest ultimo comprende non solo il rischio di default, ma anche il rischio di migrazioni del rating o il rischio di variazione del differenziale di tasso legato al merito creditizio. Allo stato attuale, per la misurazione del rischio di credito, il Gruppo si focalizza solo sul rischio di default; l approccio riferito al mercato verrà applicato alla misurazione del rischio di credito solamente in futuro. La misurazione del rischio di credito viene effettuata sia a livello di singola controparte / transazione, sia a livello dell intero portafoglio. Gli strumenti ed i processi a supporto dell attività creditizia nei confronti di singoli prenditori, tanto nella fase di erogazione quanto in quella di monitoraggio, comprendono il processo di assegnazione del rating, differenziato in base alle peculiari caratteristiche dei differenti segmenti di clientela / prodotto, al fine di assicurare il massimo livello di efficacia. La valutazione del merito creditizio di una controparte impresa, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dal processo di analisi dei dati finanziari e di quelli qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.), caratteristiche geo-settoriali, comportamentali a livello di Entità e di sistema bancario (ad es. Centrale dei rischi), al fine di pervenire all'assegnazione di un rating, da intendersi quale definizione della probabilità di default (PD) della controparte medesima, con un orizzonte temporale di un anno. Il monitoraggio sistematico è incentrato sulla cosiddetta gestione andamentale che, sulla base di tutte le informazioni disponibili, di fonte interna ed esterna, esprime un punteggio ( scoring ) che rappresenta una valutazione sintetica di rischiosità di ciascun cliente monitorato. Tale punteggio è ottenuto grazie ad una funzione statistica che sintetizza le informazioni a disposizione, tramite un insieme di variabili rivelatesi significative nell individuare, nel lasso temporale dei dodici mesi, l evento del default. Laddove possibile, il rating interno e, quindi, il grado di rischiosità assegnata alla controparte / transazione, entra nel calcolo dei livelli deliberativi; vale a dire che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri conferite per l'esercizio dell'attività creditizia ai competenti Organi si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente. Il modello organizzativo adottato prevede l esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di erogazione, cui è assegnata la responsabilità di gestire l attuazione di un processo cosiddetto di override, cioè dell eventuale correzione del giudizio automatico espresso dal modello. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

9 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Il merito di credito di ciascuna controparte viene rivisto almeno su base annuale, tenendo in considerazione le nuove informazioni acquisite. Ogni controparte è valutata nell ambito anche dell'eventuale gruppo di appartenenza considerando, di regola, il teorico rischio massimo dell intero gruppo economico. Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito a livello aggregato e, nel contempo, di individuare il contributo di singole porzioni di portafoglio o singole controparti alla posizione di rischio complessiva. I parametri di misurazione del rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente tre, calcolati e valutati su un orizzonte temporale di dodici mesi e su basi non attualizzate: Expected Loss (EL) Credit Value at Risk (Credit VaR) Expected Shortfall (ES). Al fine di individuare il Credit VaR a livello di portafoglio, viene specificata la distribuzione delle perdite a livello dello stesso; questa è costituita dalle probabilità di ottenere differenti valori della perdita riferita al portafoglio su un determinato orizzonte temporale ( discrete loss case ). La specifica di tale distribuzione viene determinata combinando le probabilità di default (PD), le perdite al momento del default (LGD) e le esposizioni al default (EAD) dei singoli obbligati, considerando le correlazioni tra i default. La perdita attesa (EL) costituisce il valore della perdita attesa media a livello di portafoglio aggregato, dovuto al potenziale manifestarsi dell inadempienza degli obbligati. La perdita attesa a livello di portafoglio è data dalla somma delle perdite attese dei singoli obbligati, che possono essere determinate attraverso il prodotto di PD x LGD x EAD, ed è indipendente dalle correlazioni tra i default a livello di portafoglio. La perdita attesa è di norma computata come componente di costo nella determinazione del margine. Il Value at Risk rappresenta l ammontare massimo raggiunto il quale, data un certa probabilità, la perdita attesa potrebbe essere superata (=VaR con un livello di confidenza α, che UniCredit ha fissato al 99.97%). Tale valore, chiamato anche Capitale Economico, è un input per la determinazione del capitale a copertura delle perdite potenziali. Il VaR è ampiamente utilizzato quale misura del rischio di portafoglio, seppur abbia alcune limitazioni intrinseche. In particolare, lo stesso non fornisce alcuna informazione concernente le perdite potenziali nel caso in cui i limiti di VaR siano superati. Tale indicazione è invece fornita dall Expected Shortfall (ES) che rappresenta il valore atteso delle perdite che eccedono la soglia di VaR. Il Credit VaR di portafoglio e l ES dipendono significativamente dalla correlazione tra i default e possono essere ridotti attraverso un adeguata diversificazione del portafoglio. I modelli di portafoglio creditizio forniscono misure di capitale economico riallocato sulle singole controparti componenti i portafogli esaminati e sono alla base delle misure di performance rettificate per il rischio. Le misure di capitale economico (Credit VaR) rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del capitale economico viene altresì utilizzato per analisi di stress testing sul portafoglio creditizio, partendo da variabili macroeconomiche che influenzano i diversi segmenti di clientela per Paese, dimensione, ecc. Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio, con riferimento a ciascun sistema di rating, in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality. Annualmente, viene sottoposta al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo una relazione che sintetizza gli esiti delle attività di validazione svolte dalla Funzione CRO, con particolare focus sul raffronto tra i differenti sistemi di rating relativi al medesimo segmento. 9

10 La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, unitamente a quella di porre in evidenza aree di possibile miglioramento, così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano comportare rischi di non perfetta comparabilità nelle misure prodotte. Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea 2 Attività di reporting e di monitoraggio L obiettivo fondamentale delle attività di reportistica e monitoraggio del portafoglio creditizio, effettuate dalla funzione CRO di Capogruppo, è quello di analizzare le principali componenti del rischio di credito quali i valori di EAD (Esposizione al Default), EL (Expected Loss), migrazioni, costo del rischio, ecc., al fine di adottare tempestivamente tutte le possibili contromisure a livello di portafoglio complessivo, parziale o di singole controparti. La funzione CRO di Capogruppo è responsabile della reportistica attinente al rischio di credito a livello di portafoglio consolidato e di singola controparte, sia su base periodica sia sulla base di richieste ad hoc (da parte dell Alta Direzione di UniCredit o da parte di controparti esterne quali Autorità di Vigilanza o agenzie di rating), con l obiettivo di analizzare le principali componenti di tale rischio e la loro evoluzione temporale, onde poter cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere opportune iniziative correttive. L andamento del portafoglio di rischio di credito viene analizzato con riferimento ai principali driver quali la crescita e gli indicatori dei parametri di rischio -, ai diversi segmenti di clientela, alle realtà locali, ai settori industriali, nonché all andamento del portafoglio in default ed alla relativa copertura. Le attività di Reporting a livello di Gruppo vengono svolte in stretta collaborazione con i Transactional Risk Manager ed i Credit & Cross-Border Risk Portfolio Manager che, nell ambito dei propri perimetri di competenza, svolgono specifiche attività di reportistica. Le attività di reportistica si sono sviluppate considerevolmente grazie al graduale sviluppo del data quality e dei processi relativi a quella a livello consolidato (quali lo sviluppo dell ERM Report, report sull Enterprise Risk Management). A sostegno dell attività concernente la produzione della predetta reportistica, viene utilizzato, a livello centralizzato, il Credit Tableau de Bord, strumento trimestrale che contiene informazioni dettagliate e specifiche per ogni Strategic Business Area, sull andamento dei rischi del portafoglio di pertinenza. Inoltre, l attività di monitoraggio creditizio si focalizza sulla tempestiva individuazione e gestione delle esposizioni che presentano un intrinseco accrescimento del rischio, al fine di reagire prontamente ad un possibile deterioramento della qualità del credito della controparte (della capacità di rimborso o del merito di credito). La tempestiva individuazione ed una gestione adeguata delle esposizioni che presentano un peggioramento del profilo di rischio, consentono di intervenire nella fase antecedente al potenziale default, quando cioè vi sono ancora margini per il conseguimento del rimborso della posizione debitoria. Strategie creditizie In linea con le disposizioni Basilea II Secondo Pilastro, le strategie creditizie sull intero portafoglio crediti di Gruppo rappresentano uno degli strumenti di gestione avanzata del rischio di credito. In conformità sia con il processo di budget sia con il framework del Risk Appetite (Secondo Pilastro), le stesse hanno l obiettivo di fornire una declinazione concreta degli obiettivi di propensione al rischio per Strategic Business Area e per Entità, considerando la vulnerabilità attesa del portafoglio creditizio di Gruppo in presenza di avverse congiunture economiche, così come il rischio di concentrazione settoriale. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

11 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 L obiettivo delle strategie creditizie è triplice: definire la composizione di portafoglio che minimizza l impatto complessivo del rischio di credito, partendo dal framework del Risk Appetite, in linea con i criteri di Gruppo in tema di allocazione del capitale e di creazione di valore; assicurare supporto alle competenti funzioni / Aree di business della Capogruppo ed alle Entità del Gruppo, qualora queste ultime adottino iniziative finalizzate al raggiungimento di una composizione ottimale del portafoglio, attraverso pianificazioni strategiche ed iniziative di business; fornire un insieme delle linee guida e supporto necessari allo svolgimento del processo di budget commerciale e creditizio, coerente con la visione strategica di Gruppo. La predisposizione delle strategie creditizie avviene sintetizzando le analisi di rischio effettuate top-down, con la visione di portafoglio delle funzioni di business, attraverso uno stretto coordinamento tra strutture centralizzate e divisionali della funzione Risk Management e con gli specialisti nell analisi settoriale e di prodotto a livello di Capogruppo. La definizione delle strategie creditizie avviene utilizzando tutte le misurazioni disponibili riferite al rischio di credito. In particolare, le evidenze del modello Credit VaR garantiscono una corretta e prudenziale gestione del rischio di portafoglio, attraverso l applicazione di metodologie e strumenti avanzati. Parallelamente, talune informazioni qualitative, che tengono in considerazione differenti caratteristiche a livello territoriale e divisionale, vengono inglobate e trasformate in variabili di input nei modelli di ottimizzazione del portafoglio creditizio. Più in generale, nell ambito delle strategie creditizie, le analisi di vulnerabilità e quelle a supporto della Capital Adequacy sono svolte tramite degli stress test riferiti al rischio di credito (Primo e Secondo Pilastro). Per quanto attiene specificamente la gestione dei rischi di portafoglio, particolare rilevanza è posta al rischio di concentrazione creditizio, considerata l importanza dello stesso sul totale delle attività creditizie. Tale rischio di concentrazione, coerentemente con la definizione fornita dalla normativa Basilea II, si configura come una singola esposizione o un gruppo di esposizioni tra di loro correlate, potenzialmente in grado di produrre perdite tali da minacciare la solidità del Gruppo o la sua capacità di proseguire nello svolgimento della normale operatività. Al fine di individuare, gestire, misurare e monitorare il rischio di concentrazione, le funzioni preposte in Capogruppo presidiano la definizione ed il monitoraggio di specifici limiti creditizi, volti al controllo di due differenti tipologie di rischio di concentrazione: esposizioni creditizie di importo rilevante in capo ad una singola controparte o ad un insieme di controparti economicamente correlate (c.d. bulk risk); esposizioni creditizie verso controparti appartenenti al medesimo settore di attività economica (sectorial risk). Le simulazioni di stress test costituiscono parte integrante della definizione delle strategie creditizie. Con l utilizzo degli stress test è possibile effettuare una nuova stima di alcuni parametri di rischio tra cui probabilità di default (PD), Perdita Attesa (EL), capitale economico e RWA, nell ipotesi di scenari macroeconomici e finanziari estremamente avversi ma plausibili. I parametri sottoposti a stress test sono utilizzati non solo per fini regolamentari (relativamente al Primo e Secondo Pilastro), ma anche quali indicatori gestionali di vulnerabilità del portafoglio di ogni singola Entità, linea di business, area / settore, gruppo economico o altro raggruppamento rilevante, nella condizione di una fase negativa del ciclo economico. In conformità alle disposizioni regolamentari, gli stress test sono effettuati con cadenza regolare su scenari di stress aggiornati e comunicati sia all Alta Direzione sia all Organo di Vigilanza. In aggiunta alle attività ordinarie, simulazioni ad hoc sono effettuate a fronte di specifiche richieste da parte dell Organo di Vigilanza. La metodologia applicata per gli stress test ed il relativo processo sono soggetti alla validazione interna nell ambito del Secondo Pilastro. 11

12 Tecniche di mitigazione del rischio di credito In conformità alla International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards (c.d normativa di Basilea II ), il Gruppo è fortemente impegnato a soddisfare tutti i requisiti necessari alla corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM) in relazione ai differenti approcci adottati Standardizzato o IRB Avanzato (A-IRB). A tale scopo, sono stati portati a compimento specifici progetti e sono state intraprese specifiche azioni volte sia all implementazione della normativa interna di Gruppo, sia allo sviluppo dei processi e dei Sistemi Informativi. Tenuto conto della dislocazione territoriale del Gruppo in diversi Paesi (europei e non), le implementazioni sono state eseguite nel rispetto degli ordinamenti locali e dei requisiti di Vigilanza dei Paesi di appartenenza delle singole Entità. In particolare, i requisiti stabiliti dall International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards, dalla Direttiva 2006/48/EC del Parlamento Europeo e del Consiglio, dalla Circolare di Banca d Italia n. 263/2006 e dai suoi successivi aggiornamenti, sono stati trasposti in linee guida interne con l obiettivo di: assicurare che le pratiche di CRM siano coerenti nell'ambito del Gruppo; favorire la gestione ottimale delle garanzie nell'ambito del Gruppo; massimizzare l effetto di mitigazione delle garanzie reali e personali sulle perdite su crediti; raggiungere un impatto positivo sui requisiti patrimoniali di Gruppo, assicurando che le prassi di CRM locali rispettino i requisiti minimi richiesti da "Basilea II". In particolare, sono state disciplinate le regole generali per l ammissibilità, la valutazione, il monitoraggio e la gestione delle garanzie reali e personali. Sono state altresì dettagliate norme specifiche per determinate categorie di garanzie reali. Le garanzie reali e personali possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido e non devono essere intese come elementi sostitutivi dell autonoma capacità di rimborso del debitore principale. Per tale ragione, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse sono oggetto di specifica valutazione ed analisi per il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell esposizione debitoria. Nella valutazione delle tecniche di CRM, il Gruppo attribuisce particolare rilevanza sia al requisito della certezza giuridica di tutte le garanzie reali e personali, sia alla loro congruità. Le Entità hanno sviluppato un sistema di gestione volto ad assicurare un chiaro ed efficace processo di valutazione, monitoraggio e gestione di tutte le tipologie di garanzie finalizzate a mitigare il rischio di credito. Esse sono tenute a stabilire controlli al fine di assicurare che le garanzie reali e personali acquisite mantengano la loro efficacia per l intera durata dell esposizione garantita. Dette garanzie risultano idonee nel caso in cui siano congrue rispetto alle esposizioni correlate e, per le garanzie personali, qualora non risultino rischi rilevanti in capo al fornitore di protezione. Il Gruppo ha sviluppato un sistema di gestione delle garanzie reali volto ad assicurare che il processo di valutazione, monitoraggio e gestione di tutte le tipologie di garanzie risulti chiaro ed efficace. Le principali Entità sono inoltre state dotate di uno strumento informatico per l'adeguamento automatico al valore di mercato degli strumenti finanziari acquisiti in pegno, garantendo in questo modo un monitoraggio costante della garanzia. Per quanto riguarda la valutazione delle garanzie immobiliari, specifici processi e procedure, assicurano che la valutazione dell immobile da parte di un perito indipendente venga effettuata ad un valore non superiore a quello di mercato. Per le Entità operanti in Austria, Germania e Italia, sono in essere sistemi di monitoraggio e rivalutazione degli immobili, gestiti tramite sistemi automatici basati su metodi statistici che utilizzano database interni o forniti da infoprovider esterni. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

13 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Le diverse forme di garanzie reali possono essere considerate ammissibili qualora soddisfino i requisiti generali stabiliti dalle disposizioni dell'organo di Vigilanza ed i requisiti specifici, differenziati a seconda dell approccio adottato per il calcolo del capitale regolamentare per singola controparte / esposizione (Standardizzato o A-IRB), in conformità al contesto giuridico locale. La fattispecie dei fornitori di protezione personale ammissibili, dipende dallo specifico approccio adottato da ciascuna Entità. In particolare le Entità che adottano l approccio A-IRB possono riconoscere dette garanzie a patto che vengano soddisfatti i relativi requisiti minimi e, in particolare, purché le stesse siano in grado di valutare il profilo di rischio del fornitore di protezione nel momento in cui la garanzia viene acquisita e durante tutta la sua vita residua. La conformità dei sopra citati processi di Credit Risk Mitigation agli standard interni e regolamentari è verificata con regolarità dalle funzioni di validazione interna. Per maggiori dettagli concernenti le politiche di copertura e di attenuazione del rischio, si faccia riferimento alla Tavola 8 Tecniche di attenuazione del rischio (CRM)- Informativa qualitativa. Rischio di mercato Il rischio di mercato deriva dall effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio, ecc ) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel Gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il gruppo stesso. Rischio di Mercato Portafoglio di Negoziazione Strategie e Processi di Gestione del Rischio Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e per le società controllate. Il Comitato Rischi della Capogruppo ha funzione consultiva e propositiva circa le decisioni dell Amministratore Delegato e nella definizione di proposte dell Amministratore Delegato al Consiglio di Amministrazione sui seguenti temi: risk appetite di Gruppo inclusi obiettivi di capitalizzazione, criteri di allocazione del capitale, capacità di assunzione del rischio, cost of equity e politica dei dividendi nonché limiti di capitale interno; strategie generali per l ottimizzazione dei rischi, linee guida generali e politiche generali per la gestione dei rischi di Gruppo; modelli interni per la misurazione di tutte le tipologie di rischio ai fini del calcolo capitale di vigilanza; struttura dei limiti per tipologia di rischio; politiche strategiche e piani di funding. Allo stesso modo delibera in merito a: la definizione delle linee guida relative alle politiche finanziarie di Gruppo (strategie di gestione dell attivo e del passivo, incluso il profilo della duration a livello Gruppo); l allocazione del rischio alle Business Unit ed alle Entità, linee guida e strategie specifiche relative ai rischi e conseguente definizione dei limiti per il raggiungimento degli obiettivi in termini di risk appetite e limiti per tipologia di rischio; metodi per la misurazione e controllo dei rischi aggregati di Gruppo (derivanti dalla aggregazione delle singole tipologie di rischio); linee guida, policies e strategie per il rischio immobiliare, il rischio su investimenti finanziari ed il 13

14 rischio di business; i piani di intervento in caso di aspetti critici evidenziati dai report di validazione iniziali e ne tempo; tematiche inerenti l implementazione della normativa nota come Basilea II così come le relative attività di progetto ed i processi. Il Comitato Rischi è composto dai seguenti membri: Amministratore Delegato (Presidente del Comitato), Vice Direttori Generali, Chief Risk Officer (presiede il Comitato in assenza dell Amministratore Delegato), Chief Financial Officer, il Responsabile Legal & Compliance, il Responsabile CEE Division Program ed il Responsabile delle Risorse Umane. Il Responsabile della Direzione Internal Audit partecipa inoltre al Comitato Rischi in qualità di uditore senza diritto di voto. Struttura ed Organizzazione della funzione di Risk Management A giugno 2009, il Consiglio di Amministrazione ha approvato le linee guida per la riorganizzazione del Group Risk Management, con i seguenti obiettivi: miglioramento delle attività di indirizzo, coordinamento e controllo di alcuni rischi aggregati (chiamati Portfolio Risk ), attraverso centri di responsabilità dedicati ( Portfolio Risk Managers ) interamente focalizzati e specializzati sui sopraccitati rischi, da una prospettiva di Gruppo e Cross divisionale; mantenimento della coerenza col modello di business di Gruppo, assicurando una chiara specializzazione e focalizzazione da un punto di vista puramente transazionale di specifici centri di responsabilità sui rischi originati dalle funzioni di Gruppo deputate all assunzione dei rischi, allo stesso tempo mantenendo questi centri di responsabilità ( Transactional Risk Managers ) totalmente indipendenti dalle funzioni deputate all assunzione dei rischi (es. Business Units, funzioni di Tesoreria, Asset Management, Paesi CEE). Con riferimento al Market Risk in particolare è stato costituito il Markets & Balance Sheet Risks Portfolio Management department, responsabile di supervisionare e gestire il profilo complessivo per i rischi di mercato, bilancio e liquidità del Gruppo definendo tutte le relative strategie, metodologie e limiti. La funzione di Market & Balance Sheet Risks è responsabile della gestione dei rischi di trading book e banking book a livello di Gruppo e della garanzia dell uniformità delle politiche in materia di rischio di mercato, metodologie e prassi in tutti i settori e Legal Entity. Tale presidio è garantito attraverso una struttura organizzativa che si articola in tre unità, con le seguenti responsabilità: Market Risk: rischio di mercato da trading, ovvero il rischio di mercato originato dalle business lines che nel Gruppo sono autorizzate a gestire posizioni di trading (risk takers); Balance Sheet Risk: rischio di tesoreria, ovvero il rischio di mercato originato dai corrispondenti portafogli bancari specifici in tutto il Gruppo; Liquidity Risk: rischio di liquidità, ovvero il rischio che la banca non sia nelle condizioni di far fronte agli impegni di pagamento per cassa o per consegna previsti o imprevisti; Risk Architecture & Methodologie: responsabile delle tecnologie, dei metodi (incluso Model Testing) e del Processo Nuovi Prodotti; Il citato dipartimento si interfaccia a sua volta e coopera al fine del monitoraggio del rischio di mercato con le cosiddette funzioni di livello Transazionale responsabili per tutti i rischi (mercato, ma anche credito e operativi) originati dalle relative Aree Strategiche di Business (SBAs)/Divisioni (CIB&PB, Retail, Treasury, Asset Management e CEE). Per i rischi di mercato l esposizione prevalente è in CIB&PB (Corporate, Investment Bank & Private Bank) SBA nella quale è incluso il settore Investment Banking. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

15 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Recentemente a seguito della riorganizzazione del Risk Management di Gruppo, nell attività di monitoraggio dei rischi di mercato si è affiancata: l unità di CIB (Corporate & Investment Banking) Market Risk che fa parte del Dipartimento CIB&PB Risks, la quale in coordinamento con la funzione di Market & Balance Sheet Risk Portfolio Management assicura specificamente il presidio dei rischi della specie in capo alle società del gruppo che rientrano nel settore Investment Bank; il dipartimento Treasury Risks che in coordinamento con la funzione Market & Balance Sheet Risk Portfolio Management assicura specificamente il presidio dei rischi della specie in capo alla Holding ed alle società del gruppo che rientrano nel settore Retail. In funzione della riorganizzazione descritta, relativamente ai rischi di mercato è stata rivista la struttura dei Comitati responsabili in materia di rischi di mercato: Questa si articola su tre livelli: Comitati di Primo Livello: o Group Risk Committee Comitati di Secondo Livello: o Group Market Risk Committee o Group Asset & Liabilities Committee Comitati di Terzo Livello: o Group Transactional Markets Committe In linea generale la Capogruppo propone i limiti e le investment policy per il Gruppo e per le sue entità in sintonia con il processo di allocazione del capitale in sede di elaborazione del budget annuale. Inoltre l unità di Asset and Liability Management della Capogruppo, in coordinamento con gli altri centri di liquidità regionali, svolge l attività di gestione dell ALM strategico e operativo, con l obiettivo di assicurare l equilibrio degli assetti patrimoniali e la sostenibilità economica e finanziaria delle politiche di crescita del Gruppo nel mercato dei prestiti, ottimizzando il profilo di rischio di cambio, tasso e liquidità del Gruppo. La Capogruppo monitora le posizioni di rischio a livello di Gruppo. Le singole società componenti il Gruppo hanno la specifica responsabilità di gestire le proprie posizioni di rischio in coerenza con le politiche di gestione del rischio del Gruppo e di comunicare alla Capogruppo i risultati delle attività di monitoraggio da loro svolte. Le singole filiali producono resoconti giornalieri dettagliati sull andamento della loro attività e sulla rischiosità connessa, inviando la documentazione sui rischi di mercato alla Capogruppo. La responsabilità di aggregare tali informazioni e produrre la documentazione informativa sui rischi di mercato complessivi è in carico al Dipartimento Market & Balance Sheet Risks Portfolio Management della Capogruppo, il quale si preoccupa di garantire che i modelli di misurazione del rischio di mercato delle filiali siano confrontabili e che i loro metodi di monitoraggio e gestione del rischio siano uniformi. Il detto dipartimento della Capogruppo, inoltre, controlla le posizioni della Holding e le posizioni aggregate delle filiali, al fine di garantire il monitoraggio dell esposizione totale. Ogni società del Gruppo è comunque direttamente responsabile del controllo dei rischi secondo le linee guida impartite dalla Capogruppo. Restano assegnate alle singole Legal Entity e/o filiali le responsabilità relative allo svolgimento di New Products Process ( NPP ) a livello locale, alla realizzazione delle infrastrutture, alla validazione del P&L e al Desk Control. 15

16 Ambito di applicazione e caratteristiche dei sistemi di misurazione e di reporting del rischio Nel corso dell'esercizio 2010 è proseguito lo sviluppo e ampliamento dei modelli esistenti nella direzione di una sempre più accurata rappresentazione dei profili di rischio propri di portafogli di prodotti finanziari complessi. Il monitoraggio di detti profili di rischio è stato reso ancor più efficace e tempestivo attraverso l'introduzione di Limiti di Rischio Granulari che si aggiungono a quelli di VaR in relazione alle principali attività dell investment banking. Alla stessa stregua, sempre nell'ottica di un perseguimento di valutazioni di prodotto/portafoglio ispirate ai più rigorosi principi di prudenzialità, sono state raffinate e rese più incisive le metodologie per l'appostazione di riserve di valutazione sui prodotti di credito, con un focus particolare in merito a quelli strutturati All interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal Gruppo UniCredit nell ambito del market risk management è finalizzata ad una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio. Il Dipartimento Market & Balance Sheet Risks Portfolio Management è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati. Il principale strumento utilizzato dal Gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Value at Risk (VaR), calcolato secondo l approccio della simulazione storica. In questa fase di convergenza, tuttavia, alcune società appartenenti al Gruppo usano ancora un approccio simulativo di tipo Monte Carlo. In aggiunta ai Limiti di VaR, ulteriori specifiche limitazioni di rischio per la Divisione CIB sono definite in termini di: 1. Loss Warning Levels che sono definiti come il P&L Economico Accumulato su un periodo di 60 giorni a livello di soggetto che assume rischio. Questi si applicano alla Divisione e alle società che ne fanno parte. 2. Stress Test Warning Levels che rappresentano la massima perdita economica che il Gruppo è pronto ad accettare come scaturisce da uno Scenario di Stress Test pivot ; questo è lo scenario definito dal Market Risk Portfolio Management come via via il più appropriato secondo le condizioni di mercato attese e le caratteristiche di rischio prevelenti di portafoglio. Questi si applicano alla Divisione e alle società che ne fanno parte. Il proposito è quello di individuare esposizioni che possono minacciare i risultati economici di Gruppo a forse la sostenibilità del modello di business attraverso l acquisizione di uno specifico focus sui rischi di secondo ordine (non linearità) che normalmente non sono catturati dal VaR ma posso a loro volta generare perdite reali in determinate condizioni. 3. Granular Market Limits che sono definiti per le principali line di business/desk. Essi esistono indipendentemente, ma operano di concerto con i limiti al Rischio di Mercato e operano in modo consolidato attraverso le diverse società della divisione, se applicabili. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

17 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Politiche di copertura e di attenuazione del rischio Incontri su base settimanale si svolgono a livello del top management della Divisione CIB per discutere i principali fattori di rischio che determinano il risultato economico di portafoglio. Su base mensile un insieme di indicatori di rischio è fornita al Group Risk Committee attraverso l Enterprise Risk Management Report; questi includono gli utilizzi di VaR, Greche e risultati degli Stress Tests. Allo stesso tempo i superi di limiti sono riportati sia al Group Market Risk Committee che al Group Risk Committee, laddove il processo di escalation è normato dalla Policy Speciale sulla Gestione dei Limiti del Rischio di Mercato delle attività di Trading che definisce la natura delle varie soglie/limiti applicati come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per ricondurre le esposizioni nei limiti approvati. Se richiesto un focus è fornito di volta in volta sull attivià di specifici ambiti di business al fine di assicurare il più elevato livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione. Rischio operativo Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell azienda, interruzioni dell operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi. Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi Il Gruppo UniCredit ha definito sistema di gestione dei rischi operativi l insieme di politiche e procedure per il controllo, la misurazione e la mitigazione dei rischi operativi nel Gruppo e nelle Entità controllate. Le politiche di rischio operativo, applicabili a tutte le Entità del Gruppo, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo. La Capogruppo coordina le Entità del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna e nel manuale di controllo dei rischi operativi. Specifici comitati rischi (Comitato Rischi, ALCO, Comitato Rischi Operativi) sono costituiti per monitorare l esposizione, le azioni di mitigazione, le metodologie di misurazione e di controllo. Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, reporting e misurazione del capitale di rischio sono responsabilità di Operational & Reputational Risks Portfolio Management department di Capogruppo e sono applicate dalle Entità del Gruppo. Elemento cardine del sistema di controllo è l applicativo informatico a supporto per la raccolta dei dati, il controllo dei rischi e la misurazione del capitale. Il Gruppo UniCredit ha ottenuto nel mese di marzo 2008 l autorizzazione all utilizzo del modello AMA (Advanced Measurement Approach) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. L utilizzo di tale metodo verrà nel tempo esteso alle principali Entità del Gruppo in base ad un piano di roll out. 17

18 Struttura organizzativa L Alta Direzione è responsabile per l approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativi, per la verifica dell adeguatezza del sistema di misurazione e controllo e viene informata regolarmente circa le variazioni del profilo di rischio e l esposizione ai rischi operativi, con l eventuale supporto di appositi comitati rischi. Il Comitato Rischi Operativi di Gruppo, presieduto dal responsabile del Group Risk Management department (Group CRO) è composto di membri permanenti e membri ospiti. La missione del Comitato Rischi Operativi di Gruppo è di formulare proposte e pareri per il Comitato Rischi di Gruppo per, tra l altro: il risk appetite di Gruppo, compresi gli obiettivi e criteri di allocazione del capitale per i rischi operativi nel Gruppo; la struttura e definizione dei limiti per i rischi operativi e l allocazione alle Business Units e le Entità del Gruppo; il modello interno per la misurazione del rischio operativo a fini regolamentari; specifiche strategie sui rischi operativi. Il Comitato Rischi Operativi di Gruppo ha invece funzioni deliberanti per: le linee guida e politiche speciali per il rischio operativo; le azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio operativo a livello di gruppo, comprese le azioni di mitigazione; le strategie a livello di Gruppo, comprese quelle assicurative a seguito di proposte congiunte dalle funzioni Global Insurance Management e Operational & Reputational Risks Portfolio Management department; i modelli interni per la valutazione del rischio operativo, sia ai fini del calcolo del capitale economico, sia per le attività di stress testing. L Operational & Reputational Risks Portfolio Management department di Capogruppo, nell ambito dello Strategic Risk management & Control department, supervisiona e gestisce il profilo complessivo dei rischi operativi e reputazionali del Gruppo attraverso la definizione delle relative strategie, metodologie e limiti. Per quanto riguarda la funzione di rischi operativi, il dipartimento si articola in due unità organizzative. L unità di Operational Risk Methodologies and Control è responsabile per la definizione delle metodologie, del calcolo del capitale a rischio operativo di Gruppo e le linee guida per il controllo dei rischi operativi e ha inoltre un ruolo di supporto e controllo nei confronti delle funzioni di Operational Risk Management delle Entità per verificare il rispetto degli standard di Gruppo nella realizzazione dei processi e delle metodologie di controllo. L unità di Operational Risk Strategies and Mitigation è responsabile per la definizione e monitoraggio dei limiti di rischio e la identificazione delle strategie e misure correttive e il monitoraggio delle relative implementazioni. Le funzioni di Operational Risk Management nelle Entità controllate forniscono formazione specifica sui rischi operativi al personale, che può anche avvalersi di programmi di formazione disponibili via intranet e sono responsabili per la corretta realizzazione degli elementi del framework di Gruppo. Un regolare aggiornamento degli aspetti sia normativi che gestionali sui rischi operativi è predisposto dalla funzione Operational & Reputational Risks Portfolio Management di Capogruppo e inviato alle funzioni responsabili del controllo e gestione dei rischi operativi. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

19 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Processo di convalida In ottemperanza ai requisiti regolamentari è stato istituito, sia presso la Capogruppo sia presso le Entità del Gruppo, un processo di convalida interna del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi, al fine di verificarne la rispondenza alle prescrizioni normative ed agli standard di Gruppo. Le funzioni di Operational Risk Management nelle Entità controllate forniscono una sintesi dell attività svolta e ne valutano la rispondenza ai requisiti regolamentari e agli standard di Gruppo. Qualora vengano individuate delle aree di miglioramento, dovranno essere indicate le azioni pianificate e, ove possibile, la tempistica prevista per la loro realizzazione. Le Entità che rispettano i requisiti del modello interno (AMA) e le Entità italiane che utilizzano il metodo standard (TSA) redigono il documento di convalida e lo sottopongono al Group Internal Validation department della Capogruppo. Il documento di convalida, congiuntamente all opinion della Capogruppo e alla relazione dell Internal Audit, viene presentato per approvazione al Consiglio di Amministrazione delle Entità. A seguire, il Group Internal Validation department procede alla stesura del documento di convalida per il Gruppo e alla presentazione del medesimo al Consiglio di Amministrazione di UniCredit per approvazione, congiuntamente alla relazione dell Internal Audit. Reporting Un sistema di reporting è stato sviluppato dalla Capogruppo per informare l Alta Direzione e gli organi di controllo interno in merito all esposizione ai rischi operativi del Gruppo e alle azioni intraprese per mitigarli. In particolare, con periodicità trimestrale, vengono forniti aggiornamenti sull andamento delle perdite operative, la stima del capitale a rischio, eventi esterni rilevanti e le principali iniziative intraprese per la mitigazione dei rischi operativi nelle varie aree di business. Una sintesi sull andamento degli indicatori di rischio più significativi viene elaborata e distribuita con cadenza mensile. Al Comitato Rischi Operativi di Gruppo vengono inoltre presentati i risultati delle principali analisi di scenario svolte a livello di Gruppo e le relative azioni di mitigazione intraprese. Gestione e mitigazione del rischio La gestione del rischio consiste nella revisione dei processi per la riduzione dei rischi rilevati e nella gestione delle relative politiche assicurative, con l identificazione di idonee franchigie e limiti, mentre la verifica regolare dei piani di continuità operativa assicura la gestione del rischio operativo nei casi di interruzione dei principali servizi. Nelle Entità controllate, il Comitato Rischi (o altri organi, secondo quanto previsto dalla regolamentazione locale) rivede i rischi rilevati dalle funzioni di Operational Risk, con il supporto delle funzioni interessate, e verifica le iniziative di mitigazione. 19

20 Altri rischi e loro integrazione Le fattispecie di rischio precedentemente descritte, pur rappresentando le principali tipologie, non esauriscono il novero di tutte quelle esistenti. Il Gruppo ha provveduto ad individuare e ridelineare le fattispecie analizzate ampliandone il range, al fine di pervenire ad una più accurata misurazione dei rischi assunti. Parallelamente, sono state definite modalità di aggregazione per giungere alla misurazione della rischiosità complessiva, integrando le singole tipologie tramite la determinazione del capitale interno. Questi sforzi sono volti al conseguimento di due obiettivi: il principale è il miglioramento della comprensione dei value driver all interno di ciascuna linea di business, in modo che la funzione Risk Management possa svolgere un efficace ruolo di supporto nei processi decisionali. Il secondo obiettivo è rappresentato dall affinamento dei sistemi di controllo interno, di cui la funzione Risk Management è uno dei principali attori. L attività di ridefinizione ed ampliamento del perimetro delle tipologie di rischio individuate, che si intende presidiare nell'ambito del Gruppo, viene svolta in due fasi. Nella prima fase si provvede alla ricognizione dei rischi impliciti nelle proprie posizioni - attive o passive - e nelle attività svolte, nella seconda alla definizione delle modalità di misurazione. Relativamente alla prima fase, il Gruppo ha individuato le seguenti tipologie di rischio, oltre a quelle precedentemente indicate: rischio di business ( business risk ); rischio immobiliare ( real estate risk ); rischio degli investimenti azionari ( financial investment risk ); rischio strategico; rischio reputazionale. Di seguito sono riportate le definizioni degli stessi. Rischio di business Deriva da una contrazione dei margini non determinata da rischi di mercato, di credito ed operativo, ma da variazioni del contesto competitivo o del comportamento dei clienti, che possono indurre gravi perdite. Il business risk viene misurato sia singolarmente per determinare la rischiosità insita negli utili sia come input del capitale interno. I dati di esposizione inclusi nel calcolo del Business Risk sono derivati dai conti economici delle Società del Gruppo per le quali tale rischio risulta rilevante dove la definizione di ricavi e costi è tale da non creare sovrapposizioni con i rischi di credito, mercato e operativi. Le volatilità e le correlazioni sono stimate a livello divisionale sulla base delle serie storiche mensili dei conti economici delle Società Grandi e Medie appartenenti al Gruppo. Il rischio di business è misurato dall Earning at Risk, definito come la massima perdita con un intervallo di confidenza pari al 99,97% e orizzonte temporale di un anno sotto l ipotesi di normalità della distribuzione. È poi considerato su base multiperiodale per ottenere il Valore a Rischio (VaR) tramite un approccio Discounted Cash Flows che trasforma EaR in VaR attraverso un fattore di scala ricavato in funzione dell orizzonte temporale e del costo del capitale. Il Business Risk è calcolato a livello di Gruppo, settore, Sottogruppo e Società, in termini di capitale di rischio stand-alone e diversificato, dove per quest ultimo il beneficio di intra-diversificazione viene allocato alle Società con un approccio proporzionale. A scopo di monitoraggio, il busines risk è calcolato trimestralmente o ogni qual volta sia ritenuto necessario a causa di cambiamenti rilevanti nella struttura del Gruppo o nel mercato di riferimento. In fase di budgeting, esso viene calcolato in ottica prospettica come input del capitale aggregato per supportare il processo di allocazione del capitale. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO

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