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1 Università degli Studi di Milano - Bicocca Facoltà di Psicologia Corso di Laurea in Discipline della Ricerca Psicologico-Sociale Social Network Analysis e interazione on-line. Applicazione ad un contesto di accoglienza, socializzazione e orientamento a distanza Relatore Chiar.mo Prof. Stefano Castelli Tesi di Laurea di Giancarlo Guido Lavazza Matricola n ANNO ACCADEMICO

2 INDICE INTRODUZIONE... 1 PRIMA PARTE: Dalla sociometria di Moreno alla Social Network Analysis L approccio sociometrico classico Origini della sociometria Sociometria grafica e sociometria d azione Test sociometrico e sentimenti-tele Il sociogramma Sviluppi dell approccio sociometrico classico Psicologia della Gestalt La ricerca di Harvard La Scuola di Manchester Affermazione dell analisi delle reti sociali La Social Network Analysis Centralità del dato relazionale Tipi di relazioni e tipi di reti sociali Rappresentazione numerica del dato relazionale: Matrici di incidenza e matrici di adiacenza Dicotomizzazione del dato relazionale Simmetrizzazione del dato relazionale Concetti, definizioni e strumenti operativi della SNA Gradi, percorsi e distanze Inclusività, densità e connessione della rete Altre misure di connessione Coesione Centralità e centralizzazione Applicazione della SNA a contesti di interazione on-line SECONDA PARTE: Uno studio empirico in un contesto di accoglienza, socializzazione e orientamento on-line Obiettivi della ricerca Descrizione dell attività on-line La metafora della navigazione Avvio delle attività Partecipanti all attività Estrazione e codifica dei dati Costruzione della base-dati Codifica dei dati Messaggi e interazioni... 29

3 6.2.2 Schemi di codifica: TSC e Potentiated S/SC Affidabilità della codifica Costruzione delle matrici di adiacenza Analisi dei dati e discussione dei risultati Software utilzzato per l analisi Dati sulla partecipazione Sviluppo dell analisi Analisi del vicinato Analisi della connettività Analisi della centralità Analisi della coesione Sintesi dell analisi sui diversi gruppi CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA APPENDICE... 58

4 INTRODUZIONE La Social Network Analysis (SNA) è oggi uno strumento concreto il cui obiettivo è quello di analizzare e misurare le relazioni sociali nell ambito di gruppi e comunità, visti come sistemi in grado di auto-organizzarsi sulla base delle relazioni e delle comunicazioni che intercorrono tra i soggetti che ne fanno parte formando una rete. Anche se normalmente si tende a identificare questi ultimi con delle persone, in senso più generale possono essere rappresentati anche da entità collettive quali organizzazioni, imprese e servizi tra loro interrelate attraverso rapporti reciproci e scambi di informazioni. Un presupposto fondamentale della SNA è che il comportamento di ogni attore, ovvero di ogni nodo della rete, sia a sua volta influenzato dal comportamento di altri nodi inseriti nello stesso sistema, sia che questi si trovino in posizioni adiacenti, sia che, occupando posizioni più distanti, siano indirettamente ad esso collegati tramite percorsi più o meno lunghi e articolati; questo implica una concettualizzazione dell azione in termini di interdipendenza, anziché privilegiare l idea di condotte indipendenti e isolate. L unità di analisi considerata dalla SNA non è pertanto costituita dal singolo nodo o attore ma da combinazioni complesse composte da insiemi di nodi e dalle connessioni che li mettono in relazione. Le origini della SNA risalgono al metodo sociometrico di Moreno, la cui applicazione ha successivamente trovato ampi spazi di evoluzione non solo in campo psicologico, ma anche nelle discipline sociologiche, antropologiche ed economiche; ed è anche grazie ai contributi maturati in questi settori che l analisi delle reti sociali si è affermata come strumento di indagine e di ricerca in ambito psicologico, integrando in particolare alcune elaborazioni teoriche di matrice psicologico-sociale con le tecniche e i metodi numerici sempre più sofisticati sviluppati attraverso la teoria dei grafi. La SNA costituisce uno strumento di analisi applicabile in rapporto a specifiche finalità associabili a una gamma ben definita di possibili quesiti e ipotesi di ricerca e i risultati che è in grado di fornire, secondo i casi, possono esaurire l esigenza conoscitiva o costituire a loro volta un punto di riferimento per ulteriori indagini fondate su approcci anche di natura diversa. In particolare, 1

5 attraverso l analisi delle proprietà algebriche dei grafi che modellano le reti sociali, il vasto repertorio di tecniche quantitative della SNA orienta strettamente l indagine verso l individuazione, la descrizione e la valutazione delle strutture psicosociali che si formano nei contesti di interazione oggetto di interesse e che difficilmente potrebbero essere messe in luce diversamente. Data la complessità algoritmica dei metodi matematici impiegati, l applicazione della SNA implica normalmente il ricorso a strumenti software specifici. Questo lavoro sviluppa l analisi delle reti sociali nel contesto di un attività di accoglienza, orientamento e socializzazione realizzata in modalità a distanza e rivolta ai neo-iscritti dell A.A al Corso di laurea in Discipline della Ricerca Psicologico Sociale presso l Università di Milano Bicocca, il cui svolgimento è avvenuto nell ambiente del web forum a disposizione del corso stesso. In generale, gli ambienti on-line rappresentano ambiti di applicazione della SNA particolarmente interessanti per almeno due ordini di motivi; il primo riguarda l elevata disponibilità di informazioni dettagliate sulle interazioni tra i partecipanti, in genere facilmente estraibili dagli archivi dei sistemi informatici; il secondo riguarda il fatto che questo tipo di indagine consente di ottenere indicazioni utili alla valutazione delle attività svolte, in particolare laddove siano implicati processi formativi e di costruzione collaborativa di conoscenza. Attraverso i risultati ottenuti in questo lavoro, nel quale sono stati analizzati i sei gruppi di partecipanti che si sono costituiti nell esecuzione delle attività, sono state individuate e comparate le caratteristiche delle strutture sociali emerse nell ambito delle corrispondenti reti sociali. Il confronto è stato condotto anche con l obiettivo di individuare alcuni effetti legati all apporto dei Tutor che hanno guidato i gruppi. 2

6 PRIMA PARTE: Dalla sociometria di Moreno alla Social Network Analysis 1 L approccio sociometrico classico Il metodo sociometrico, originariamente elaborato da Jacob Levy Moreno ( ), consente di mettere in evidenza e di valutare strutture psicosociali non sempre visibili all osservazione di superficie dei processi che si svolgono all interno di gruppi di persone. Scopo della sociometria è la rilevazione di queste strutture e la misurazione dei comportamenti interpersonali che rendono conto di esse. 1.1 Origini della sociometria Rilevando alcuni gravi problemi di convivenza all interno del campo profughi di Mittendorf, dove si trovò ad operare negli anni del primo conflitto mondiale, ed attribuendone la causa alla mancanza di una specifica attenzione al ruolo dei fattori sociali e psicologici nell organizzazione di quella comunità, Moreno si propose di indagare i processi di attrazione e di comunicazione che prendevano forma nei gruppi, avviando una ricerca rivelatasi assai fertile per il successivo sviluppo dei modelli sociometrici. I metodi elaborati da Moreno riflettevano una concezione innovativa per quell epoca, poiché invece di seguire il tradizionale approccio centrato sull individuo e sul suo aggiustamento al gruppo, affiancavano lo studio della struttura sociale a quello delle sue parti. Seguendo modalità piuttosto articolate, Moreno inquadrava la sociometria sia nell ambito di una ricerca attiva che coinvolgeva direttamente i membri dei gruppi studiati, sia in quello della diagnosi e del trattamento; negli anni successivi ne derivarono infatti prima il Teatro della spontaneità e, successivamente, lo Psicodramma, che incorporavano i principi sociometrici nella rappresentazione scenica. La concezione sociometrica moreniana è efficacemente esposta in Who shall survive? opera del 1934 edita successivamente in Italia con il titolo Principi di sociometria, di psicoterapia di gruppo e di sociodramma (Moreno, 1964). Nonostante Moreno abbia quasi sempre applicato il metodo sociometrico a piccoli gruppi, con un attenzione particolare all aspetto diagnostico e 3

7 terapeutico, successivamente la sociometria si è evoluta ed affermata anche come metodo generale per la descrizione strutturale e dinamica delle interazioni di gruppo in contesti sociali di dimensioni e di natura estremamente diversificate. 1.2 Sociometria grafica e sociometria d azione La doppia vocazione originaria del metodo sociometrico, che comprendeva da una parte lo studio della struttura sociale e della dinamica di gruppo e dall altra l intervento terapeutico, trova compimento nella differenziazione tra sociometria grafica e sociometria d azione. Mentre la prima porta alla costruzione di sociogrammi come base per lo studio delle strutture psicosociali, la seconda rileva e rappresenta, nell ambito di uno spazio destinato all azione psicodrammatica, la qualità e la quantità delle relazioni interpersonali riproducendo ed osservando i comportamenti, gli atteggiamenti e la collocazione spaziale delle persone che compongono il gruppo. Anche se in questo lavoro si farà esclusivamente riferimento alla sociometria grafica, è utile rilevare le differenze di fondo tra le due forme, poiché questo consente di inquadrare meglio gli obiettivi e le finalità dell attività condotta; l utilizzo di ciascuna delle due forme implica infatti specifiche potenzialità e limitazioni. La sociometria grafica è convenientemente impiegata per scopi conoscitivi e di ricerca che non contemplino il coinvolgimento attivo dei membri del gruppo; al contrario, la sociometria d azione coinvolge attivamente ogni membro in un processo di presa di coscienza della propria collocazione sociometrica, presupponendo inoltre esiti non rigidi e cristallizzati, ma anzi passibili di modificazioni. Inoltre, la sociometria grafica, privilegiando l aspetto metrico dei rapporti sociali, sacrifica i risvolti qualitativi propri delle relazioni umane, mentre quella d azione prevede e consente l espressione dei sentimenti in tutte le forme, modalità e gradazioni. Infine, la sociometria grafica produce una sorta di congelamento: rappresentando infatti una situazione riferita ad un tempo specifico e limitato, non si adatta a cogliere la dinamicità e l evoluzione dei processi che regolano le relazioni interpersonali nel gruppo; la sociometria d azione, per contro, non permette per sua natura alcuna cristallizzazione, poiché lo svilupparsi dell azione modifica continuamente i risultati; questo 4

8 tuttavia limita la possibilità di fissare degli stati specifici e di depositare tracce utili a scopo documentativo, di analisi e di ricerca. Il termine sociometria implica un riferimento alla misurazione; è però importante rilevare che questo significato non è primariamente quello della valutazione quantitativa, quanto piuttosto il riferimento al fatto che qualcosa di non direttamente visibile venga reso individuabile, percepibile e, conseguentemente, anche misurabile. Questo vale ancora di più per la sociometria d azione, nell ambito della quale la relazionalità viene esplicitata attraverso modalità che esprimono soprattutto delle qualità. 1.3 Test sociometrico e sentimenti-tele Non potendosi basare sull osservazione dei comportamenti espliciti per mettere in luce le strutture e le dinamiche psicosociali, la tecnica sociometrica classica ha messo a punto strumenti specifici. Tra questi, il test sociometrico (Moreno, 1964), basato su un questionario da somministrare ad ogni membro del gruppo studiato, articolato in quattro item che consentono di esprimere reciprocamente la scelta, il rifiuto o l indifferenza tra i diversi componenti. I primi due item richiedono di indicare: a) un ordine di preferenza e b) un ordine di esclusione rispetto all esecuzione di un attività specifica comune; i restanti due rilevano la percezione complementare, chiedendo di indicare: c) l elencazione ordinata dei membri dai quali si ritiene di essere selezionati e d) l elencazione ordinata di quelli dai quali si ritiene di essere esclusi per l esecuzione della medesima attività. A partire da questo nucleo centrale sono stati successivamente sviluppati diversi affinamenti del test basati su diversi criteri di attrazione. Le risposte fornite, rivelatrici di sentimenti reciproci di attrazione o di rifiuto che Moreno chiama sentimenti-tele, vengono sintetizzate nella matrice sociometrica, che rileva per ogni coppia di membri del gruppo concordanze ed opposizioni di sentimenti. La successiva elaborazione di questi dati, effettuata attraverso metodi quantitativi e qualitativi, classifica ogni soggetto partecipante al test in funzione di criteri diversi, quali: lo status sociometrico (dato dal bilancio delle scelte e dei rifiuti ricevuti), la centralità sociometrica (data dal bilancio delle scelte e dei rifiuti reciproci), il grado di isolamento (dato dal numero di 5

9 designazioni ricevute, sia in termini di scelta, sia in termini di rifiuto). I dati raccolti attraverso il test vengono inoltre trasposti graficamente in un sociogramma (vedi oltre) che, riunendo le risposte fornite da tutti i membri, fornisce una rappresentazione grafica estesa all intero gruppo. Il test sociometrico, rilevando i sentimenti-tele, chiarifica come l approccio sociometrico classico consideri importanti i soli sentimenti complementari e reciproci e non consideri invece rilevanti i sentimenti semplicemente proiettati e non ricambiati, dal momento che questi non esprimono alcuna corrispondenza interpersonale. 1.4 Il sociogramma Il sociogramma è un grafo che descrive le proprietà formali di una configurazione sociale attraverso una geometria spaziale nella quale i componenti del gruppo studiato sono rappresentati da nodi o punti congiunti da linee o archi che rappresentano le loro relazioni. Questa rappresentazione, oltre che consentire di individuare con relativa immediatezza configurazioni che esprimono situazioni di accettazione, di rifiuto e di indifferenza tra i membri del gruppo, può essere più profondamente investigata attraverso alcune proprietà algebriche definite dalla Teoria dei grafi (Beineke, Wilson & Cameron, 2004; Scott, 1997; Wasserman & Faust, 1994), riferite all intero sociogramma, a parti di esso o anche a singoli nodi. In tal modo è possibile porre in evidenza i modelli interpersonali all interno del gruppo ed osservare caratteristiche individuali, quali la centralità di un membro, globali, quali il grado di coesione del gruppo stesso o l esistenza di sottogruppi significativamente coesi, nonché la consistenza di fattori che esprimono diverse qualità delle interrelazioni (transitività, dipendenza, vulnerabilità) a livello locale o dell intero sistema rappresentato. Attraverso l analisi del grafo è quindi possibile osservare la struttura di una collettività e valutare la posizione occupata da ciascun individuo congiuntamente al nucleo di relazioni che gli si costituisce attorno, tipicamente più ricco in alcuni casi e più povero in altri; questo consente sia la descrizione di fatti sociometrici, sia l osservazione di strutture specifiche e degli effetti di alcune parti su altre. 6

10 2 Sviluppi dell approccio sociometrico classico Partendo dall impianto originario di Moreno, basato sulla rilevazione dei sentimenti-tele di attrazione e repulsione reciproca e legato all approccio diagnostico-terapeutico rivolto a gruppi chiusi di piccole dimensioni, il percorso lungo il quale si dispiega lo sviluppo della sociometria allarga progressivamente gli interessi di questa disciplina anche verso lo studio dei flussi di comunicazione e delle dinamiche delle reti di relazioni, pur sempre nell ottica di comprendere il comportamento sociale delle persone attraverso le relazioni nelle quali sono coinvolte. Passando attraverso importanti contributi che si articolano in un arco di tempo che giunge agli anni 70 del secolo scorso, questa evoluzione traccia la strada verso l analisi delle reti sociali per come viene oggi concepita. In tal senso, l apporto della psicologia sociale dei gruppi e le evoluzioni che ne sono derivate in ambito sociologico ed antropologico-sociale, in particolare quelle rivolte allo studio delle comunità urbane, lavorative, familiari e di altro genere, hanno chiarito in modo decisivo l importanza delle relazioni interpersonali informali in tutti i sistemi sociali. In questo senso, si possono mettere a fuoco tre linee evolutive portanti, legate alla Psicologia della Gestalt e alle scuole antropologiche di Harvard e Manchester. 2.1 Psicologia della Gestalt Tra gli obiettivi delle ricerche di importanti esponenti della psicologia sociale legati alla Gestalt, quali Kurt Lewin e Fritz Heider, vi è l individuazione delle modalità secondo le quali le relazioni di gruppo delle persone agiscono come limitazioni oppure come opportunità nel comportamento e nello sviluppo psicologico personale. La Teoria del campo (Lewin, 1951) esprime uno spiccato interesse per le relazioni tra gruppo e ambiente e le riconduce in un unico spazio di relazioni sociali le cui proprietà strutturali possono essere descritte e analizzate attraverso le tecniche matematiche della topologia e della teoria degli insiemi (Lewin, 1936); l esplorazione dell interdipendenza tra gruppo e ambiente può così realizzarsi secondo modalità formali. Secondo l approccio topologico, infatti, il campo sociale è visto come insieme di punti collegati da percorsi, nel 7

11 quale i primi rappresentano gli individui, con i loro scopi e le loro azioni, mentre i secondi rappresentano le sequenze interattive o causali che li connettono. Il contributo di Heider allo sviluppo teorico sulle dinamiche di gruppo riguarda invece il riconoscimento dell importanza da attribuire all equilibrio psicologico, ovvero la tendenza dell individuo ad avere atteggiamenti tra loro coerenti e non contraddittori in relazione al rapporto interpersonale con gli altri (Palmonari, Cavazza & Rubini, 2002). Questi apporti della Gestalt sono significativi per il successivo sviluppo degli studi sulle reti sociali, poiché sottolineano l influenza delle relazioni di gruppo sull individuo e descrivono tali relazioni attraverso rappresentazioni grafiche; un fatto, quest ultimo, che tramite il contributo di Harary, Norman e Cartwright (1965), avvicina ulteriormente lo studio delle reti sociali alla Teoria dei grafi, il cui rilevante corpus di assiomi e formule matematiche offre la possibilità di descrivere e analizzare efficacemente il comportamento sociale partendo dal sociogramma, che intanto si arricchisce della notazione degli archi orientati estendendo il proprio potenziale descrittivo alle relazioni non reciproche. 2.2 La ricerca di Harvard A partire dagli anni 30, Warner e Mayo, esponenti dell antropologia strutturalfunzionalista e ricercatori ad Harvard, si dedicano ad alcune ricerche sulla produttività dei lavoratori nella centrale elettrica di Hawthorne a Chicago (Mayo, 1945; Warner & Lunt, 1941), dimostrando il ruolo cruciale della struttura delle relazioni informali nei gruppi di lavoro. Studiano inoltre alcune comunità locali del New England, indagando il ruolo delle relazioni informali e dell appartenenza a cliques, cioè a sottogruppi particolarmente coesi, accanto a quello delle relazioni formali dell economia e del sistema politico, con l obiettivo di individuare tecniche adatte a rivelare la struttura dei sottogruppi caratteristici di tutti i sistemi sociali (Barnes, 2001). 2.3 La Scuola di Manchester Sempre nell ambito dell approccio antropologico di matrice strutturalfunzionalista, Max Gluckman studia i mutamenti dell Africa coloniale e post- 8

12 coloniale, interessandosi in particolare ai processi di conflitto e di potere nel mantenimento e nella trasformazione delle strutture sociali. È proprio calando questi due concetti nella struttura sociale che, prima di ogni altro autore, Gluckman ricorre alla nozione di rete sociale per descrivere il tessuto di legami e di interdipendenze che spiega la solidità delle strutture comunitarie (Bott, 2001). Spostandosi poi dalla metafora ad un modello concreto al quale applicare la teoria matematica dei grafi, l analisi di rete diviene lo strumento centrale del suo lavoro. Nell ambito degli studi antropologici, anche l interesse per le relazioni di parentela, amicizia e vicinato, così come le ricerche sugli insediamenti territoriali, convergono verso questa direzione. Nel corso degli anni 50 e 60, il concetto di rete sociale si afferma ulteriormente e grazie agli apporti di studiosi quali Barnes e Mitchell inizia anche a differenziarsi si inizia infatti a parlare di reti totali, parziali ed egocentrate (Bott, 2001) e ad arricchirsi, introducendo una serie di fattori in grado di descrivere la qualità delle relazioni in termini di reciprocità (grado in cui la transazione o l orientamento è ricambiato), intensità (forza di una relazione) e densità (grado di completezza della rete). Ancora una volta, il forte parallelismo tra nuovi concetti maturati nell ambito delle scienze sociali e alcuni elementi della teoria dei grafi segna un ulteriore passaggio evolutivo della sociometria verso l attuale concezione dell analisi delle reti sociali. 2.4 Affermazione dell analisi delle reti sociali Nel periodo a cavallo tra gli anni 60 e 70, l analisi delle reti sociali è ormai matura e rappresenta un vero e proprio metodo di indagine strutturale, ulteriormente arricchito dallo sviluppo dei metodi di analisi multidimensionale e dei modelli algebrici dei gruppi basati sulla teoria degli insiemi. Rispetto alla concezione moreniana primitiva, il focus risulta spostato dalle strutture della scelta/rifiuto al sistema dei contatti; nel contempo, la valutazione della reciprocità della designazione non è più vincolante. Si perfeziona così la separazione della sociometria moreniana originaria lungo due linee evolutive, per altro già tracciate attraverso la distinzione tra sociometria d azione e sociometria grafica: la vocazione diagnostico-terapeutica, seppur con valenza 9

13 psicosociale, si mantiene e si afferma pienamente nelle forme psicodrammatiche e sociodrammatiche, mentre quella che, focalizzando strettamente l interesse sullo studio delle strutture alla base delle dinamiche psicosociali, si presentava come la componente concettuale più innovativa e, per certi versi, di rottura rispetto alla tradizione evolve nella Social Network Analysis (SNA), offrendo ormai una cornice teorica e metodologica completa per lo studio sistematico delle relazioni sociali prodotte da legami di natura diversa e in contesti di ampiezza estremamente variabile. Nella SNA, il concetto di rete assume la massima pregnanza. Gli ambiti di applicazione della SNA si estendono sempre di più, interessando organizzazioni, piccole e grandi comunità, ambienti di lavoro, della scuola, dell educazione e dei servizi sociali, incontrando così le nuove situazioni emergenti dai tanti fenomeni sociali del Novecento, bisognose di essere indagate e meglio comprese. A partire dagli anni 60 e 70 vengono condotte numerose ricerche e pubblicati importanti lavori che si legano all analisi delle reti sociali. Fra questi, Getting a Job (Granovetter, 1995), che descrive i processi attraverso i quali le persone acquisiscono informazioni sulle occasioni di lavoro per mezzo dei loro contatti sociali evidenziando la forza dei legami deboli, riferiti cioè ai semplici conoscenti, che appaiono in grado di dare accesso a un informazione quantitativamente maggiore e qualitativamente più variegata di quella normalmente accessibile tramite i legami forti, che coinvolgono invece parenti e amici stretti. Anche in Italia, a partire dagli anni 80, si riscontra un crescente interesse per la SNA che si riflette in ricerche e applicazioni rivolte allo studio dei reticoli sociali della realtà nazionale; tra i temi affrontati si rintracciano, ad esempio, la sopravvivenza del concetto di rete nei movimenti migratori (Piselli, 1999), il ruolo delle reti sociali nelle organizzazioni (Lomi, 1997) e nelle condizioni di vita delle persone anziane (Rivellini, 2005). 3 La Social Network Analysis Poiché l assunto di base che caratterizza la SNA stabilisce che, all interno di un contesto relazionale, il comportamento di un attore influenza quello degli altri, un analisi basata esclusivamente su parametri propri del singolo individuo risulterebbe inappropriata, oltre che riduttiva. Per questo, le tecniche della SNA 10

14 ricorrono a modelli in grado di descrivere la struttura relazionale di un gruppo al fine di osservarne sia l impatto sul funzionamento del gruppo stesso, sia l influenza sui singoli attori. Nella SNA sono rintracciabili alcuni punti di forza come anche alcuni limiti (Scott, 1997; Wasserman & Faust, 1994). Certamente, la natura quantitativa dell analisi favorisce fortemente la verifica empirica di ipotesi sulle forme e sugli effetti delle relazioni sociali; inoltre, implicando l adozione di concreti criteri operativi, migliora la chiarezza concettuale e consente la formulazione di ipotesi secondo diversi gradi di specificità, spaziando dal livello micro al livello macro, anche in relazione all ampiezza della rete oggetto di analisi; infine, consente di trarre previsioni sul comportamento degli attori a partire dalla descrizione delle loro posizioni strutturali. Per contro, coerentemente a quanto precedentemente osservato in relazione alla sociometria grafica, risultano sacrificate sia la possibilità di rilevare le dimensioni tipicamente qualitative delle relazioni umane, sia la possibilità di tracciare l evoluzione temporale dei processi sociali all interno del contesto relazionale studiato. 3.1 Centralità del dato relazionale I metodi della SNA si legano dunque alla disponibilità di dati relazionali piuttosto che di attributi individuali. Come opportunamente rilevato da Chiesi (1996, p. 60): L approccio classico della survey tratta l individuo come un soggetto isolabile dal suo contesto sociale, di cui conserva alcune caratteristiche, le quali vengono concepite in modo statico, come degli attributi, che prendono la forma di variabili individuali e alcune di queste riguardano eventualmente la disposizione dell individuo a intrattenere rapporti sociali. L approccio di rete, invece, rovescia la prospettiva: lo scopo è di raccogliere dati su qualche tipo di relazione concreta tra individui e stimare le caratteristiche individuali sulla base della forma delle relazioni. Analogamente, Wellmann osserva: I metodi individualistici analizzano le relazioni tra variabili, mentre i metodi strutturalisti analizzano le relazioni tra attori sociali (citato in Di Nicola, 1998, p. 7). Variabili sociodemografiche, atteggiamenti e comportamenti rappresentano esempi di attributi; definiscono e misurano qualità di soggetti agenti, siano essi individui o gruppi, e sono suscettibili di essere esaminati attraverso metodi 11

15 statistici variamente sofisticati, ma comunque finalizzati all analisi delle entità delle quali costituiscono istanze particolari. I dati relazionali, invece, riferendosi a contatti, vincoli, collegamenti, appartenenze e incontri fra attori, non sono riducibili a proprietà dei singoli individui; sono piuttosto caratteristiche di sistemi di attori collegati in più ampi sistemi di relazioni. Al di là della possibilità di eseguire conteggi quantitativi e statistici delle relazioni, l analisi delle reti sociali si associa ad ulteriori misure riferite alla struttura di un insieme. Riassumendo, il focus sul dato relazionale sposta l interesse teorico da un ipotesi di fondo che cerca di spiegare l azione sociale attraverso caratteristiche dell individuo ad un ipotesi che cerca di chiarire tale azione sulla base della struttura del sistema di relazioni in cui questo è inserito. 3.2 Tipi di relazioni e tipi di reti sociali Una rete sociale, per quanto rappresenti un concetto fondante per la SNA, non sussiste mai in quanto tale, ma sempre e solo in rapporto a categorie di relazioni di interesse che, connettendo un insieme di attori, la definiscono e ne stabiliscono l appartenenza da parte di questi ultimi. Pertanto, anche nell ambito del medesimo contesto sociale di riferimento, la varietà della natura del dato relazionale consente di individuare reti di relazioni differenti e di orientarne coerentemente l analisi. McCallister e Fischer (1978) propongono una classificazione dei tipi di relazione articolata in quattro categorie fondamentali: interaction approach, in cui la relazione di interesse riguarda l incontro, il contatto e l interazione tra soggetti; role relation approach, in cui la relazione riflette specifici ruoli sociali riconosciuti ai soggetti interagenti; affective approach, in cui la relazione coinvolge la dimensione affettiva ed exchange approach, in cui la relazione è rappresentativa di uno scambio, generalmente identificabile nel supporto sociale. Indipendentemente dalla natura del dato relazionale, inoltre, si riconoscono reti di tipo diverso in funzione del contesto sociale assunto come riferimento, distinguendo: a) Reti ego-centrate L individuazione e l analisi della rete avvengono in rapporto a un individuo focale, con l obiettivo di studiare come la rete viene da questo percepita e gli 12

16 effetti che ne potrebbero conseguire (Van der Poel, 1993). L ego viene quindi associato ad un insieme di alter al fine di formulare un modello in cui il suo comportamento risulti funzione sia del suo stato individuale, sia della matrice di relazioni rilevata attraverso la rete ego-centrata. Introdurre l interazione sociale nei meccanismi esplicativi del comportamento individuale implica la valutazione degli effetti di questa interazione e delle sue possibili variazioni e quindi: a) capire il rapporto tra la rete di riferimento e determinati comportamenti dell individuo; b) indagare se individui che riconoscono reti sociali con le medesime caratteristiche o con caratteristiche diverse adottano gli stessi comportamenti o comportamenti diversi. b) Reti primarie o informali Queste reti rappresentano le unità di vita sociale che raggruppano persone reciprocamente unite da legami di parentela, amicizia, vicinato o lavoro. Si tratta di reti basate su legami forti che tipicamente agevolano l accesso a risorse non strumentali e relativamente intangibili quali affetto, sicurezza, protezione e sostegno psicologico, ma anche a risorse materiali la cui erogazione richiede un alto coinvolgimento affettivo e un elevato grado di intimità e confidenza. Queste reti rappresentano raggruppamenti naturali di individui, caratterizzati da legami reciproci di natura affettiva piuttosto che funzionale e suscettibili di fluttuazioni nel tempo a causa delle possibili modificazioni di tali legami. c) Reti secondarie o formali Le reti sociali secondarie o formali hanno un esistenza ufficiale e sono strutturate in modo preciso in funzione di uno scopo; svolgono quindi funzioni specifiche raggruppando persone che interagiscono secondo una finalità strumentale. A differenza delle reti primarie, non si costituiscono in modo naturale, poiché la loro esistenza è connessa a particolari funzioni (ne sono esempio le imprese, le comunità religiose, gli enti e le istituzioni in generale) e riflettono i ruoli ricoperti dai diversi attori in gioco. Non sono di norma caratterizzate da scambi fondati sulla reciprocità, ma sul diritto o sul denaro. d) Reti totali Si tratta di reti non tanto legate all idea di una grande estensione, quanto al fatto di essere rappresentative di sistemi sociali in qualche modo circoscritti. L analisi 13

17 di una rete totale ha lo scopo di tracciare una mappa e di descrivere le relazioni che legano tutti i membri del sistema sociale che essa rappresenta; in particolare, si pone l obiettivo di studiare gli effetti strutturali dei diversi modelli di legami possibili. Molte applicazioni della SNA a reti di questo tipo si collocano nei campi dell organizzazione economica e dello studio di gruppi e comunità, anche virtuali. 3.3 Rappresentazione numerica del dato relazionale: Matrici di incidenza e matrici di adiacenza L organizzazione della tipica matrice casi per variabili, in cui le righe rappresentano i casi studiati e le colonne le variabili legate alla rilevazione di attributi individuali, proprio perché limita la rilevazione a caratteristiche ascrivibili ai singoli attori, non è adatta alla trasposizione numerica dei dati relazionali rappresentati attraverso un grafo. Una prima forma applicabile al dato relazionale è costituita dalla matrice casi per affiliazioni o matrice di incidenza, in cui i casi sono gli attori coinvolti nell analisi, mentre le affiliazioni indicano fattori quali attività, organizzazioni o eventi che individuano coinvolgimenti, appartenenze e partecipazioni da parte degli stessi. Sebbene righe e colonne si riferiscano ancora ad oggetti di natura diversa, informando sulla partecipazione dei soggetti alle affiliazioni, la matrice fornisce già alcune indicazioni sulle connessioni tra gli attori. Una seconda forma, in grado di rappresentare le singole ed effettive relazioni tra gli attori, è quella della matrice casi per casi o matrice di adiacenza, in cui sia le righe, sia le colonne rappresentano i casi. In questa forma, ogni elemento della matrice riporta un valore che mostra se una specifica coppia di individui risulta in relazione o meno ed eventualmente in quale misura; l indicazione può essere infatti di tipo dicotomico (di norma, il valore 1 indica la presenza di una relazione, mentre 0 ne indica l assenza), oppure modulare un peso attribuito alla relazione in considerazione del suo significato (numero di scambi comunicativi, quantificazione di un affetto, frequenza di un comportamento, ecc.). L esempio riportato in Figura 3.1 si riferisce ad un gruppo di persone che interagiscono tra loro scambiandosi messaggi attraverso un web forum. Le relazioni, rappresentate dagli scambi di messaggi, sono state pesate attraverso 14

18 il numero delle interazioni rilevate, pertanto l elemento (i,j) della matrice indica il numero dei messaggi che il soggetto i ha indirizzato al soggetto j. Una lettura della matrice per righe consente quindi di rilevare i messaggi emessi, mentre una lettura per colonne individua i messaggi ricevuti. Figura 3.1 Grafo e corrispondente rappresentazione matriciale (matrice di adiacenza) relativi allo scambio di messaggi in un gruppo di 6 attori interagenti attraverso un web forum in un periodo di tempo dato. I valori della matrice indicano il numero di messaggi scambiati tra le possibili coppie di soggetti. Questo esempio fornisce l opportunità per esprimere due considerazioni di carattere generale sulla costruzione della matrice di adiacenza inerenti le opzioni della dicotomizzazione e della simmetrizzazione (Carrington, Scott & Wasserman, 2005) Dicotomizzazione del dato relazionale Considerando la stessa situazione descritta nell esempio riportato in Figura 3.1, si potrebbe scegliere di rilevare la mera esistenza di scambi comunicativi tra le possibili coppie di attori, limitandosi a riportare nella matrice di adiacenza il valore 1 in presenza di uno o più messaggi scambiati tra una coppia e il valore 0 in assenza di scambi. Questa scelta (dicotomizzazione) sembrerebbe implicare una perdita di informazione rispetto alla modalità pesata. Tuttavia, bisogna osservare che nel caso generale non sempre l introduzione di una pesatura ha un senso; ad esempio, dovendo rappresentare le relazioni di cura tra un insieme di medici e un insieme di pazienti, la rappresentazione della mera esistenza di tali relazioni potrebbe anche esaurire l essenza di questi legami. La pesatura non costituisce pertanto una prescrizione nell ambito della SNA; inoltre, non tutte le misurazioni della SNA prendono in considerazione la 15

19 presenza di eventuali pesi, essendo alcune di queste esclusivamente focalizzate sulla conformazione morfologica dei legami e quindi associate ad una rappresentazione comunque dicotomizzata degli stessi Simmetrizzazione del dato relazionale La simmetrizzazione si lega alla possibilità di modellare la direzione delle relazioni. Nella matrice di adiacenza dell esempio riportato in Figura 3.1, si distingue il fatto che Anna abbia inviato dei messaggi a Paolo dal fatto che Paolo ne abbia inviati ad Anna. Questa distinzione è in parte legata all introduzione dei pesi (Paolo invia 2 messaggi ad Anna ed Anna ne invia 3 a Paolo), ma soprattutto alla diversificazione dei ruoli di emittente e destinatario nelle interazioni. Nel grafo, ciò trova riscontro nell orientazione degli archi che connettono i nodi. Alternativamente si sarebbe potuto rilevare che Paolo ed Anna si sono scambiati in tutto 5 messaggi (modalità pesata) o, al limite, che tra di loro c è stato semplicemente uno scambio di messaggi (modalità dicotomica), senza comunque attribuire alcun ruolo ai due nella comunicazione. È questa l opzione della simmetrizzazione che, non considerando la direzione delle relazioni, toglie ogni significato all orientazione degli archi nel grafo. In relazione all esempio, una simile scelta implicherebbe ancora una volta una perdita di informazione ma, al pari della dicotomizzazione, la simmetrizzazione rappresenta una possibile opzione della SNA, poiché non sempre la direzione delle relazioni rappresenta un fatto significativo. Una rappresentazione simmetrica delle relazioni, che si riflette nella simmetria della matrice di adiacenza, può coesistere con l opzione della dicotomizzazione. 3.4 Concetti, definizioni e strumenti operativi della SNA La SNA è una tecnica estremamente concreta e proprio per questo motivo la sua applicazione pratica richiede l enunciazione di definizioni, la chiarificazione di concetti e la descrizione di modalità operative (Carrington et al., 2005). Questo paragrafo intende unicamente fornire alcuni riferimenti basilari in tal senso, allo scopo di introdurre la seconda parte di questo lavoro nella quale verrà descritto uno studio empirico con applicazione della SNA. Alcuni degli indici qui brevemente descritti sono stati concepiti come misure propriamente riferite all intera rete o a una parte di essa (ad esempio, 16

20 l inclusività o la densità di una rete), altri rappresentano invece misure riferite a singoli nodi o coppie di nodi (ad esempio, il grado di un nodo o l indice di dipendenza tra nodi). In alcuni casi lo stesso indice trova espressione in entrambi i sensi, come accade per le misure di centralità, definite sia in relazione ai singoli nodi, sia in relazione alla rete (centralizzazione). Alcune misure riferite ai nodi, inoltre, vengono trasposte a livello della rete considerando gli indici statistici di posizione e dispersione (in genere media, varianza e valori estremi) della loro distribuzione nella rete, come accade ad esempio per gli indici di connettività Gradi, percorsi e distanze I concetti e le definizioni di base della SNA riguardano gli elementi che descrivono l interconnessione fra i nodi di una rete a un livello che, per analogia, può essere definito fisico : numero dei legami che coinvolgono ciascun nodo, collegamenti e distanze tra i nodi. GRADO DI UN NODO. Data una rete di nodi tra loro connessi da archi, si definisce grado (degree) di un nodo il numero degli archi incidenti su di esso. Oltre che in termini assoluti, questa misura può essere rapportata al massimo grado possibile del nodo, corrispondente al numero totale dei nodi della rete meno uno. Un nodo isolato, non adiacente ad altri nodi della rete, presenta quindi un grado pari a zero. Come evidenziato in Figura 3.2, nel caso di grafi con archi orientati, si distingue il grado di entrata (in-degree) da quello di uscita (outdegree). L in-degree di un nodo misura il grado di ricettività e di popolarità dell attore corrispondente, mentre l out-degree ne misura il grado di espansività, di attivismo e la capacità di iniziare relazioni. PERCORSO TRA DUE NODI E LUNGHEZZA DI UN PERCORSO. Due nodi possono essere adiacenti, in quanto collegati direttamente da un arco, o indirettamente connessi attraverso una sequenza di archi. Una sequenza di archi che non si ripete in nessuna sua parte, cioè in cui ogni nodo e ogni arco sono diversi, è chiamata percorso. La lunghezza di un percorso è data dal numero degli archi che lo costituiscono (Figura 3.2). DISTANZA TRA DUE NODI O DISTANZA GEODESICA. La distanza geodesica tra due nodi è data dalla lunghezza del percorso più breve che li collega. 17

21 DIAMETRO DELLA RETE. Il diametro di una rete è definito dalla massima distanza geodesica rilevabile tra tutte le possibili coppie di nodi al suo interno Inclusività, densità e connessione della rete Gli indici di inclusività e densità forniscono misure generali relative alla connessione della rete, cioè al grado in cui gli attori corrispondenti ai nodi che ne fanno parte sono coinvolti nei legami che garantiscono la partecipazione alle relazioni. INDICE DI INCLUSIVITÀ DELLA RETE. Esprime la proporzione tra il numero dei nodi non isolati e il numero totale dei nodi della rete (Scott, 1997); quanto più un grafo è inclusivo, tanto più connette i propri nodi. Questa misura, riferendosi al grado di inclusione dei nodi nelle parti collegate del grafo, è indicativa del grado di coinvolgimento degli attori. INDICE DI DENSITÀ DELLA RETE. Una rete è tanto più densa quanto più: a) include i propri nodi nelle parti collegate; b) li connette estensivamente tra loro. La misura di densità incorpora la quantificazione di entrambe queste caratteristiche, rapportando il numero degli archi esistenti a quello corrispondente al grafo completo (che connette cioè ogni possibile coppia di nodi); esprime in tal modo il grado generale di connessione della rete. Una rete con densità pari a 1 corrisponde quindi ad un grafo completo, mentre una densità pari a 0 implica l assenza assoluta di archi. È importante rilevare l influenza della dimensione della rete rispetto alla densità: reti più estese presentano di norma una densità minore rispetto a reti più piccole, poiché al crescere della dimensione della rete gli attori non aumentano proporzionalmente il numero delle relazioni tra loro. Altri fattori che possono incidere sulla densità di una rete sono il tempo (un tempo maggiore fornisce agli attori della rete maggiori possibilità di costruire delle relazioni) e il tipo di relazione (reti primarie di relazioni affettive, ad esempio, rivelano tipicamente una minore densità rispetto a reti secondarie di relazioni di conoscenza) Altre misure di connessione Le misure di connessione descritte sopra, riferite all intera rete, forniscono alcune informazioni, utili in particolare nel confronto tra reti diverse, ma 18

22 comunque a carattere diffuso e orientativo. L analisi della connessione non si esaurisce pertanto con esse; ulteriori misure, più specifiche, consentono approfondimenti mirati e funzionali all esecuzione di un indagine più articolata in grado di rilevare le aree di forza e di vulnerabilità di una rete. ACCESSIBILITÀ TRA NODI. Dati due nodi, questo indice definisce la probabilità che l informazione venga trasferita dall uno all altro (Friedkin, 1991). INDICI DI CONNETTIVITÀ. Sono dati dal minimo numero di nodi (o di archi) la cui rimozione elimina ogni percorso tra due nodi dati (Harary et al., 1965). Questi indici esprimono il grado di vulnerabilità della rete (Figura 3.2). Figura 3.2 Esemplificazione grafica di alcuni concetti della SNA. IN-DEGREE: l uso di archi orientati indica relazioni non simmetriche; il nodo S07F presenta un grado in entrata pari a 3, essendo referenziato dai nodi S02F, S03F e S06F. PERCORSO TRA DUE NODI, DISTANZA GEODESICA E DIAMETRO DELLA RETE: il percorso più breve (uno dei possibili) tra i nodi S12M e S11F passa attraverso i nodi S04M e S02F, lungo una distanza di 3 archi; poiché nel grafo non si rilevano distanze geodesiche superiori, questa misura costituisce anche il diametro della rete. CONNETTIVITÀ DEI NODI: la coppia di nodi S08F e S12M presenta un indice di connettività pari a 2: è sufficiente infatti rimuovere i nodi S04M e S06F per eliminare ogni percorso tra di essi. DIPENDENZA TRA NODI: il nodo S08F dipende dai nodi S04M e S06F, gli unici che lo connettono al resto della rete; in particolare, la sua dipendenza dal secondo risulta superiore, poiché questo, presentando un più elevato grado, garantisce maggiori possibilità di interrelazione. MIN. CUTSET. Rappresentano gli insiemi minimi di nodi la cui rimozione produce due o più componenti, ovvero sottografi costituiti da due o più nodi connessi internamente, ma non con il resto della rete (Kanevsky, 1993). Una tale 19

23 disconnessione della rete fornisce indicazioni circa le opportunità e gli ostacoli nello stabilire relazioni tra gli attori. INDICE DI DIPENDENZA TRA NODI. Un nodo è dipendente da un altro se i percorsi che lo connettono ad altri nodi passano attraverso quest ultimo (Figura 3.2). Il significato di questo indice è strettamente correlato al concetto di betweenness citato più avanti (Freeman, 1980) Coesione All interno di una rete possono essere identificate delle sotto-reti che presentano particolari caratteristiche di coesione, cioè nell ambito delle quali i legami tra i nodi risultano particolarmente forti e completi. Clique G1 Clique G2 Clique G3 Clique G4 Figura 3.3 Cliques. Nella rete raffigurata sono state ricercate le cliques di dimensione 4 e ne sono state rilevate 4 (G1, G2, G3 e G4); ogni riquadro ne evidenzia una, mostrandone i nodi in rosso. Questa situazione illustra come gli stessi nodi possano partecipare a cliques diverse. 20

24 CLIQUE. Corrisponde ad un sotto-grafo di 3 o più nodi completamente connesso, cioè in cui ciascun nodo è direttamente collegato a tutti gli altri (massima densità locale). Una clique identifica pertanto nella rete un nucleo relazionale massimamente coeso (Bock, Husain, 1950). Uno stesso nodo può appartenere a cliques diverse (Figura 3.3). CLUSTER. Individua, all interno di una rete, un insieme di nodi che hanno legami reciproci localmente più densi, senza tuttavia costituire una clique in senso stretto. Anche in questo caso si identificano nuclei relazionali significativi e particolarmente coesi relativamente al resto della rete. INDICE DI COESIONE DI UN GRUPPO. Dato un gruppo (sotto-rete del tipo clique o cluster), questo indice ne esprime il grado di coesione come misura rapportata al grado di coesione rilevabile al di fuori dello stesso. Un valore pari a 1 indica che la coesione interna ed esterna si equivalgono, mentre un valore maggiore di 1 indica un maggior grado della coesione interna Centralità e centralizzazione La centralità esprime una caratteristica connessa all importanza dei nodi rispetto ai diversi modi in cui le relazioni possono intersecarsi nella rete; la SNA offre pertanto differenti riscontri attraverso misure di centralità diverse. Oltre che rispetto ai nodi, la SNA misura la centralità anche in relazione all intera rete attraverso indici di centralizzazione, che esprimono il grado in cui l intero sistema si organizza attorno ai nodi più centrali (Freeman, 1979). INDICE DI CENTRALITÀ DI UN NODO (BASATA SUL GRADO). Una delle condizioni per cui un nodo può essere definito centrale si verifica quando questo ha molti contatti diretti con altri nodi nella rete; l attore sociale che corrisponde a un tale nodo, essendo ben collegato con altri attori, risulta in qualche modo importante (Figura 3.4). Questo indice esprime la centralità di un nodo come proporzione tra il numero dei nodi ad esso adiacenti e il numero di quelli che potenzialmente potrebbero esserlo; il suo valore è pertanto compreso tra 0 (nessuna connessione) e 1 (connessione diretta con tutti gli altri nodi della rete). Nei grafi orientati si hanno due misure di centralità basata sul grado: una centralità interna, relativa al grado in entrata ed una centralità esterna, relativa al grado in uscita. Secondo Bonacich (1987), la centralità di un attore dipende 21

25 dalla centralità dei punti ai quali questo è collegato, poiché c è interdipendenza tra la centralità di un nodo e quella dei nodi ad esso adiacenti. Figura 3.4 Centralità basata sul grado dei nodi. L evidente centralità del nodo B08F (0,75 in entrata e 0,70 in uscita), ben visibile nel grafo per l elevato numero di connessioni con altri nodi della rete, trova immediatamente riscontro nel diagramma radiale sulla destra, nel quale i nodi risultano posizionati in base ai valori di centralità calcolati. Sono analogamente riscontrabili i bassi valori di centralità dei nodi che presentano meno connessioni. INDICE DI CENTRALITÀ DI UN NODO (CLOSENESS). Rapporta il grado di centralità di un nodo alla possibilità di raggiungere più direttamente gli altri nodi della rete lungo le distanze geodesiche (Figura 3.5). (a) (b) (c) Figura 3.5 Confronto tra centralità di tipo closeness (a), centralità basata sul grado (b) e centralità di tipo betwenness (c). Valutando i tre tipi di centralità nella rete della Figura 3.4, si riscontrano configurazioni diverse. Rispetto alla centralità basata sul grado, in quella di tipo closeness i nodi appaiono più centrali e anche l indice di centralizzazione della rete raggiunge un valore più elevato; accade invece il contrario nella centralità di tipo betweenness. Tutto ciò discende direttamente dalle definizioni dei tre tipi di centralità. 22

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