Cerchi, barche, campi. Relazioni sociali e Social Network Analysis.

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1 Cerchi, barche, campi. Relazioni sociali e Social Network Analysis. di Alfredo Givigliano Introduzione «Questa è la storia di un delitto: l uccisione della realtà. E dello sterminio di un illusione: l illusione vitale, l illusione radicale del mondo. Il reale non scompare nell illusione, è l illusione che scompare nella realtà integrale» (Baudrillard J., 1995, p. 3.). Sembra abbastanza strano iniziare un discorso sulle relazioni sociali e sulla social network analysis partendo da un affermazione di J. Baudrillard, tuttavia, se osserviamo bene i termini che utilizza l autore francese, vediamo emergere il perché di questo incipit. Un perché che è strettamente collegato alla scelta degli autori che costituiranno la parte centrale di questa discussione; un perché che, all interno del paradosso, di partire da una prospettiva decostruzionista, ci porterà ad andare oltre, sotto alcuni rispetti, al dualismo realismo vs costruttivismo, in ragione e funzione della reciprocità delle relazioni sociali e della social network analysis. Baudrillard afferma che vi è stato un delitto, ma quale è questo delitto nella prospettiva e nell ottica che vogliamo qui adottare? Proviamo a rispondere secondo la stessa linea: il delitto è il delitto della realtà. Ma quale realtà? Quella di tutti i giorni? Quella della fisica delle particelle? Quella dei mercati economici? Quella del sociologo nel momento in cui inizia, continua, porta a termine, in una parola vive, una ricerca sociale? Risposta: la realtà della quale ci vogliamo occupare è tutte queste cose messe insieme, altrimenti non sarebbe reale, ma sarebbe una situazione, un contesto, un universo di discorso costruito partendo da un qualcos altro: dalla realtà stessa. La realtà di cui ci occupiamo è la realtà sociale, con tutte le sue dimensioni, come possibili campi di indagine ed analisi. La realtà sociale è insieme reale e costruita. Cosa può aver ucciso la realtà? Prima di rispondere a questa ulteriore domanda, dobbiamo approfondire alcune questioni riguardanti il quesito prece- 81

2 dente. L insieme complesso che abbiamo individuato, anche se in maniera ancora parziale ed imperfetta, come realtà sociale, nel momento in cui viene ad essere interrogata dal sociologo si mostra, si propone, si determina 1, come un insieme complesso di relazioni e strutture. Che siano attori sociali, istituzioni, attori collettivi, eventi sociali, le determinazioni, per mezzo e nelle quali, si concretizzano relazioni e strutture, sono questi due oggetti che costituiscono la controparte del sociologo in action. Oggetti complessi a loro volta le relazioni e la struttura, sembra quasi che spingano verso il voler identificare la realtà sociale come un oggetto puramente formale, un oggetto, quindi, astratto a sua volta 2. Ulteriore paradosso: si a- vrebbe una realtà astratta che è proprio la realtà del mondo della vita quotidiana. Passaggio ulteriore: un oggetto reale, deve in ogni modo, essere un qualcosa che agisce nel mondo reale, che è presente nel mondo in maniera fondante e fondativa; un qualcosa di socialmente reale, deve avere una determinazione pragmatica nella storia ed in funzione della storia stessa 3. Relazioni e strutture, ripropongono, sotto alcuni rispetti, ancora una volta un dualismo. L eredità cartesiana della scissione sembra essersi insinuata in profondità anche in una delle cosiddette giovani scienze (domanda: quando una scienza cresce?): la sociologia. Dualismi ovunque: individualismo vs olismo; azione vs struttura; quantitativo vs qualitativo. Il regno dell aristotelico tertium non datur. Che sia questa una parte della risposta alla domanda che 1 In maniera analoga, dal punto di vista euristico, a quella che I. Prigogine e I. Stengers identificano: «Il nostro dialogo con la natura è veramente condotto all interno della natura e la natura risponde soltanto a quelli che, esplicitamente, ammettono di appartenere ad essa», Prigogine I., Stengers I., (1979), p Affermazione che verrà ulteriormente contestualizzata alla luce del pensiero di P. Bourdieu. 2 Ad esempio: «Il principio fondamentale è che il concetto di struttura sociale non si riferisca alla realtà empirica, ma ai modelli costruiti in base ad essa. Risulta quindi chiara la differenza fra due concetti tanto vicini da essere stati spesso confusi, quelli cioè di struttura sociale e di relazioni sociali. Le relazioni sociali sono la materia prima impiegata per la costruzione dei modelli che rendono manifesta la struttura sociale. In nessun caso, quindi, quest ultima può essere identificata con l insieme delle relazioni sociali, osservabili in una data società», Lévi- Strauss C., (1953), p Questa affermazione, non corrisponde, al punto di arrivo al quale vogliamo arrivare, ma contestualizza la caratteristica, sotto alcuni rispetti, formale del concetto di struttura. Mentre, per quanto riguarda il concetto di relazione, è fin troppo intuitivo (verrà sviluppato ulteriormente in seguito) definire in termini formali tale concetto, se non altro in un contesto che tengo conto anche di una cornice complessa, allo stesso tempo epistemologia, logica e sociologica. 3 «Sociologia come geometria del sociale? Simmel aggiunge qualcosa che attenua il formalismo e l astrazione: il senso. [ ] le forme sono sinossi di contenuti e aggregati di senso: il primo essendo per così dire l aspetto meccanico-selettivo, il secondo l aspetto qualitativoculturale», Toscano M. A., (1998), pp Cfr. anche Weber M., (1908), p

3 abbiamo lasciato in sospeso su cosa abbia ucciso la realtà? In effetti, potrebbe essere una buona risposta. Più in generale, questa risposta, potrebbe essere descritta nei termini di una scissione tra teoria e metodologia 4. Tuttavia, come insegnano gli scrittori ed i film polizieschi, per stabilire l autore di un omicidio si devono avere tre elementi: un movente; una opportunità; l arma del delitto. Quali potrebbero essere nel caso della separazione in questione questi tre elementi? Una rapidissima lettura sociologica della sociologia stessa fornirebbe le seguenti risposte. Movente: la necessità di autoaffermarsi come scienza matura dotata di solide teorie con solidissime metodologie e tecniche; opportunità: la scissione stessa operata nell ambiente scientifico nazionale ed internazionale tra sociologi teorici e sociologi metodologi; l arma del delitto: da una parte le ricerche teoriche, dall altro quelle puramente tecnico-metodologiche. Questa ricostruzione, sebbene nella maggioranza dei casi sembrerebbe del tutto arbitraria e sommaria, nel caso della social network analysis potrebbe essere autorizzata, in fondo non si tratta di una serie di tecniche in cerca di una teoria? Ammesso e non ancora concesso che le tecniche all interno dalla scienza si possano sviluppare prescindendo da un contesto logico, epistemologico, teorico di riferimento, di cornice, di giustificazione 5. Ammesso e non ancora concesso. Infatti, tutte le ricerche empiriche nell ambito della sociologia, che nel corso degli anni, hanno fatto riferimento, per quanto riguarda la controparte tecnica agli strumenti della social network analysis, possono essere tacciate di varie colpe, ma sicuramente non di quella di essere prive di una teoria. Sempre che la teoria mancante in questione non sia una necessità di ogni singola tecnica indipendentemente dal suo utilizzo all interno di un contesto epistemologico e di ricerca. Quale sarebbe in questo caso la teoria propria della probabilità? 6 Una tecnica indipendentemente dalla sua applicazione all interno di un ben preciso contesto di studio ed analisi, non ha la minima necessità di esistenza. A meno che non si sia nel campo della teoria pura, quindi, non di quello della metodologia, secondo la distinzione che abbiamo tracciato. Essere in questo 4 Cfr. Bourdieu P., Wacquant L. J. D., (1992). 5 Infatti, come prova a discolpa, si può vedere come «da un punto di vista epistemologico, la social network analysis non nasce e non si sviluppa secondo prospettive deterministiche, ma attraverso la costruzione di modelli formalizzati di tipo matematico che rendono conto della duplice direzione dell interazione tra azione sociale e struttura sociale: dalla struttura verso i comportamenti e gli atteggiamenti e viceversa», Salvini A., (2005), p Cfr. Costantini D., Geymonat L., (1982), per una discussione su come i vari sviluppi del concetto di probabilità siano strettamente connessi con i vari tipi di sviluppo dell inferenza. 83

4 campo, tuttavia, vorrebbe dire che, poiché le tecniche di social network analysis esistono e non sono solo costruite, ma anche sviluppate, sarebbero esse stesse delle teorie. Tecniche, teorie, ma di cosa? Ovviamente di un ben preciso e determinato approccio allo studio ed alla analisi di alcuni tipi di fenomeni sociali. La situazione si fa sempre più complessa, infatti, che cos è un fenomeno sociale? A quali tipi si riferisce la social network analysis. Non si vuole in questa sede costruire, meglio, ridescrivere quale potrebbe essere una teoria per la social network analysis stessa, anche perché avrebbe poco senso, in quanto sviluppo teorico e sviluppo metodologico, procedendo di pari passo, arrivano alle proprie determinazioni in termini ricorsivi. Detto in altri termini non si cerca una teoria per giustificare determinate tecniche, ma sono queste ultime che, partendo dalla formalizzazione di un dato teorico, forniscono sotto forma di dati empirici, una modalità che interviene a sua volta sulla teoria stessa 7. Possiamo, quindi, affermare che La prospettiva della social network analysis non si presenta in modo riduzioninsta né determinista, prendendo in considerazione i modelli che assumono le relazioni sociali e le modalità attraverso cui questi modelli strutturati favoriscono o vincolano la capacità d azione degli attori sociali; nel contempo, però, questa attenzione agli aspetti globali e sistemici non è disgiunta dalla considerazione dei modi attraverso cui gli individui contribuiscono, attraverso la propria competenza di attori sociali, a definire le relazioni sociali e a utilizzarle per conseguire i propri scopi. Sebbene l attenzione alle strutture sociali (intese come reti sociali) e ai modelli di relazione che le costituiscono sia predominante nell approccio di rete, l attore sociale e le sue caratteristiche non sono né ignorate né sottovalutate, ma sono pensati come elementi costitutivi di una reciproca chiamata in causa con gli elementi più propriamente strutturali. (Salvini A., 2005, pp ) Al centro del tutto vi sono, quindi, i termini già incontrati di relazioni e struttura. Se da un lato la concezione di struttura propria della social network analysis, è una concezione che deve comunque evitare di diventare talmente pervasiva ed omnicomprensiva da far cadere nel cosiddetto equivoco struttu- 7 P. Bourdieu ripete più volte, ad esempio, il suo imbarazzo nel dover descrivere le determinazioni teoriche del suo approccio svincolate da qualsiasi contesto euristico, viceversa, la determinazione euristica trova un senso solo ed esclusivamente all interno di queste determinazioni teoriche. 84

5 rale 8, dall altro lato si deve ben comprendere il ruolo delle relazioni all interno della social network analysis stessa. La domanda più ovvia, a questo punto, sarebbe cosa è una relazione sociale nell ottica della social network analysis? Dimensioni, caratteristiche, livelli. Siamo così arrivati al cuore della nostra discussione. Una premessa è tuttavia d obbligo. Non vogliamo, all interno di questa analisi, fornire una descrizione completa e coerente di cosa sia una relazione sociale, anche perché, come mostra in termini autoreferenziali lo stesso titolo, è stata operata una scelta all interno del panorama del pensiero sociologico per quanto riguarda i termini stessi del discorso. Non è l unica, sicuramente è un punto di partenza per ulteriori approfondimenti. Dire che una relazione, nello specifico, una relazione sociale, è un qualcosa di multidimensionale e complesso, può forse essere a questo punto una risposta del tutto attesa e scontata. Ma in mancanza di ulteriore fantasia epistemologica, diamo ragione di questa scelta, della scelta dei rispetti sotto i quali cade l oggetto relazione sociale. Anticipando il punto di arrivo della discussione, possiamo, quindi, dire che una relazione sociale, può essere descritta nei seguenti termini: Le strutture sociali sono insiemi di relazioni sociali. Non tanto come somma, ma come u- nità complessa delle relazioni che sono proprietà emergenti delle interazioni tra attori sociali (attori singoli o collettivi). Si instaura, quindi, una sorta di anello ricorsivo tra attori, strutture sociali (strutture di relazioni) in termini di vincoli e possibilità che determinano e sono determinati dalla relazioni stesse. Nel passaggio, meglio nella declinazione euristica, queste relazioni, sono insiemi dimensionali, quindi, è possibile analizzare sia le singole posizioni che il tutto complesso. La determinazione delle funzioni di appartenenza risulta, quindi, essere la determinazione del tipo di proprietà, relazionale, o attributo che si deve indagare 9. Passo indietro, come possiamo arrivare alla definizione di discussione che abbiamo appena descritto? Definizione di discussione, in quanto deve essere 8 Cfr. Salvini A., (2005). 9 L utilizzo delle funzioni di appartenenza individua la possibilità di iscrivere tutta la presente discussione in un ottica eventuale, ma non esclusiva, di costruzione in termini di analisi e gestione della vaghezza. Un tentativo simile si può ritrovare per quanto riguarda la fuzzy logic tradizionale in Montgomery J. D., (2000). 85

6 posta al vaglio delle determinazioni e declinazioni tecniche fornite dalla prospettiva stessa della social network analysis, la prospettiva alla luce della quale è stata costruita 10. Per arrivare a questa definizione possiamo, quindi, discutere come le relazioni sociali, concetto e oggetto multidimensionale, si declinino nelle proprie dimensioni; e come queste si incontrino, sfumino teoricamente, nelle caratteristiche componenti caratterizzanti e costitutive di un modello di rete sociale. Per quanto riguarda le relazioni sociali possiamo individuare 5 dimensioni: a. Dimensione formale; b. Dimensione contestuale; c. Dimensione morfologica; d. Dimensione ontologica; e. Dimensione genesica. Per quanto riguarda le reti sociali possiamo individuare 4 caratteristiche:!. Reti sociali come rappresentazioni; ". Reti sociali come principi; #. Reti sociali come strutture dinamiche; $. Reti sociali come meccanismi. Gli spazi in cui le relazioni sociali e le reti sociali sfumano sono, quindi, i livelli: 1. Livello della Logica; 2. Livello dei Modelli; 3. Livello dei Vincoli; 4. Livello della Possibilità; 5. Livello della Estensione spaziale e temporale; 6. Livello della Inferenza. L assunto dal quale partiamo in questa sede, che le reti sociali, le strutture, 10 Anche perché: «we introduce network analysis as a distinct research perspective within the social and behavioral sciences; distinct because social network analysis is based on an assumption of the importance of relationships among interacting units. The social perspective encompasses theories, models, and applications that are expressed in terms of relational concepts or processes. That is, relations defined by linkages among units are a fundamental component of network theories», Wasserman S., Faust K., (1994). p

7 sono comunque delle strutture di relazioni, non implica, come si è descritto, solo un analisi teorica, o una costruzione metodologica e tecnica, di questi oggetti, ma anche una attenzione ai singoli attori sociali che contribuiscono, all interno dell anello ricorsivo alla determinazione delle relazioni sociali, quindi, delle strutture sociali. Dimensioni e caratteristiche, quindi, possono essere inserite all interno del seguente diagramma, allo stesso tempo, teorico, metodologico ed euristico: Relazioni sociali Dimensione formale Dimensione contestuale Dimensione morfologica Dimensione ontologica Dimensione genesica Logica Modelli Vincoli Possibilità Estensione spaziale e temporale Inferenza Rappresentazioni Principi Strutture dinamiche Meccanismi Reti sociali Fig. 1.: Descrizione logico epistemologica di come relazioni sociali e reti sociali sfumano all interno di un anello ricorsivo. Dimensione a.: Dimensione formale: le «relazioni sociali si presentano sotto forma di significativa densità»(salvini A., 2005, p. 13.). Cosa vuol dire significativa densità? Innanzitutto, però, cosa vuol dire che le relazioni sociali possiedono una loro dimensione formale? A questo punto dobbiamo andare più a fondo sulla stessa descrizione del termine relazione in questo contesto. La relazione, riassume in sé una serie di determinazioni, declinazioni, cade 87

8 sotto una serie di rispetti, che sono profondamente interconnessi tra loro, ma che, nello stesso tempo, vivono di una vita propria (come in maniera analoga, ad un differente livello, i singoli attori sociali, le relazioni sociali, e le strutture sociali). Non si deve incorrere nell errore di identificare una relazione sociale in maniera pura e semplice con una relazione logica o matematica. Vi sono forti punti di sovrapposizione, nei quali questi differenti concetti sfumano l uno nell altro, ma non vi è totale coincidenza. Appartengono a livelli distinti (anch essi reciprocamente sfumanti), livelli distinti che contribuiscono a determinare la relazione sociale come oggetto complesso sia teorico che metodologico; non come ambienti distinti, ma come unità complessa della ricerca stessa. La significativa densità, racchiude in sé la forma, ma anche la distribuzione sia del contenuto che delle determinazioni delle relazioni sociali come costruite a partire dai soggetti, che a loro volta, ne sono determinati in termini sia teorici che euristici come possibili oggetti nei quali e sui quali determinare il dato, dato relazionale. In questo modo la duplice articolazione della dimensione formale in logica e modelli permette di dare conto delle reti sociali in termini di rappresentazioni. Infatti la caratteristica! si divide in logica: «reti sociali come rappresentazione organizzativa dei rapporti sociali» (Salvini A., 2005, p. 13) e modelli: «idea [ ] che il modello di rete costituisca una prospettiva di rappresentazione ed analisi coerente e pertinente con la complessa articolazione della realtà sociale e naturale, sebbene il funzionamento e i pattern delle strutture siano diverse a seconda dei contesti considerati» (Salvini A., 2005, p. 16). Logica, in quanto le costruzioni formali e la dimensione formale delle relazioni sociali sono rappresentazioni a differenti livelli delle relazioni stesse. Rappresentazioni che declinandosi sul versante euristico rappresentano sia la effettiva esistenza nel mondo sociale della realtà pragmatica dei soggetti in situazione di relazione, sia le strutture come strutture di relazioni, quindi, la possibilità di costruzione di modelli che tengano conto dell anello ricorsivo sempre e comunque inserito all interno della storia dei singoli soggetti e nella storia delle strutture. Inoltre, nella descrizione della caratteristica delle reti sociali come modelli emerge anche la ricorsività tra la naturalità del sociale e la socialità del reale. Dimensione b.: Dimensione contestuale: «l idea che le reti sociali contano non risiede tanto, o soltanto, nella capacità di sfruttamento individuale delle risorse presenti nelle reti sociali, ma nel fatto che le reti in quanto tali, cioè come strutture relazionali tra attori, costituiscono una forma sociale rilevante che definisce il contesto in cui muovono quegli stessi attori, i quali non 88

9 sono sempre e comunque motivati, nell agire, da finalità strumentali» (Salvini A., 2005, p. 14.). Da una parte i soggetti in situazione di interazione/relazione, dall altra le relazioni sociali: siamo sicuri che siano due poli u- nici, separati in maniera del tutto asettica e fondativa? Identificata la dimensione formale delle relazioni sociali, dobbiamo vedere quali sono i principi identificati dalle e nelle reti sociali di determinazione contestuale. Determinazione contestuale che riguarda in maniera complessa soggetti, relazioni, strutture, anche perché se da un lato le relazioni sociali sono determinate dai soggetti sociali che a loro volta determinano le strutture sociali; dall altro le strutture sociali fissano le relazioni sociali che contribuiscono a determinare i soggetti sociali. Siamo, quindi, di fronte ad una situazione che chiama in causa vincoli: «le reti sociali costituiscono anche principi organizzativi dei flussi di risorse che transitano attraverso le molteplici interconnessioni (siano esse informazioni, significati simbolici, forme di sostegno o beni materiali)» (Salvini A., 2005, p. 16.) e possibilità: «nelle reti sociali si depositano valori materiali e non materiali che contribuiscono a determinare la ricchezza individuale e collettiva, espressa in beni relazionali e immediatamente spendibile qualora se ne presenti la necessità. Ovviamente, tale ricchezza si distribuisce in modo diverso per ogni individuo, e non sempre questa disparità distributiva dipende unicamente dalle capacità relazionali degli attori sociali, o dalla loro capacità di investimento» (Salvini A., 2005, p. 13.). Vincoli che a livello delle reti sociali rappresentano il concretizzarsi della forma, quindi, pongono in essere in termini ed in maniera storicamente data, la pragmatica stessa delle reti sociali; nello stesso tempo costituiscono i limiti delle azioni dei soggetti sociali ed i limiti delle azioni delle strutture sociali, come anche, i limiti entro i quali si dispiega il percorso ricorsivo (percorso insieme logico, teorico e pragmatico). Vincoli che non sono dati una volta per tutte, ma che si modificano nello spazio come nel tempo in ragione e funzione della vita stessa dei soggetti sociali e delle strutture di relazione. Per quanto riguarda la possibilità, la prima considerazione da fare riguarda la sua identificazione come spazio con l insieme che si può definire dal capitale sociale e da tutti i capitali che costituiscono il punto di partenza dell azione dei soggetti, siano essi attori o strutture sociali. Concetto di capitale come punto di partenza, che si concretizza attraverso i vincoli, nella determinazione stessa delle reti sociali, ma, nello stesso tempo, ne fornisce il presupposto in quanto spazio formato, giocato e nel quale si formano e gioca- 89

10 no le relazioni sociali 11. Una seconda considerazione riporta all attenzione, ancora una volta, il fatto che le reti sociali, attraverso il principio che esprime uno spazio di possibilità, sono contestutalizzate nelle storie dei singoli soggetti che le costituiscono, ma anche nelle loro proprie determinazioni storiche. T. Snijders 12 parla di una e- strema difficoltà riguardo il determinare la storia passata di una rete sociale in quanto oggetto estremamente complesso, ciononostante, descrive strumenti tecnici per indagare la storia futura della rete stessa. In una parola vincoli e possibilità si intrecciano come principi delle reti sociali, nel definire la dimensione contestuale delle relazioni sociali. Vincoli e possibilità sono, quindi, livelli che interagiscono sia in termini logici che in relazione ai modelli, teorici ed euristici. Livelli che interagiscono sia nella descrizione che opera il sociologo, ma soprattutto, nel concretizzarsi delle pratiche stesse dei soggetti sociali 13. Dimensione c.: Dimensione morfologica: «il mondo circostante, sociale e non sociale, può esser letto alla luce della sua struttura dinamica di fondo, che si presenta, appunto sotto forma di reti di relazioni e interdipendenze» (Salvini A., 2005, p. 14.). La storicità delle relazioni sociali, quindi, dei soggetti e delle strutture tramite e per mezzo dei principi riguardanti i vincoli e le possibilità delle reti sociali, non è un qualcosa di statico, né spazialmente, né temporalmente. È un qualcosa che contribuisce a determinare, come linea direttrice, la dimensione del concretizzarsi stesso delle forme sociali, quindi, contribuisce a co-determinare l effettiva disposizione nello spazio e nel tempo delle strutture sociali, come anche di ciò che è esterno a loro, ma con il quale entrano in continuo contatto, scambio, co-determinazione del reale stesso. Co-determinazione, che, tuttavia, parte dalla base della realtà naturale del mondo fisico, realtà naturale che diventa sociale nella determinazione dinamica delle relazioni sociali stesse. Determinazione dinamica che prende la forma delle strutture sociali nelle quali i singoli soggetti occupano determinate posi- 11 Estremamente interessante risulta, quindi, essere l analisi che operano G. Plickert, B. Wellman, R. Côté per quanto riguarda il modo attraverso cui la possibilità si intreccia, forma ed è formata dai vincoli, sia per quanto riguarda il modo in cui gli attori si relazionano tra loro, sia per come si relazionano con le strutture sociali, ma anche per quanto riguarda il relazionarsi reciproco delle strutture stesse, nello stesso tempo relazionarsi di strutture ed attori; cfr. Plickert G., Wellman B., Côté R., (2005). 12 Cfr. Snijders T. A. B., (2005). 13 In questo modo si ridefinisce il problema dell equivoco strutturale non tentando una mediazione, una terza via, ma, piuttosto, utilizzando un contesto logico (declinato in teoria, metodologia e tecnica) differente. Cfr. Salvini A., (2005). 90

11 zioni, posizioni che contribuiscono a determinare le reti stesse; posizioni che sono, a loro volta, all interno di una determinazione ricorsiva con le relazioni sociali stesse. Non si possono prendere in considerazione le une, senza tener contestualmente conto anche delle altre. La stessa relazione strutturale che intercorre tra le strutture sociali ed il mondo ambiente esterno. Dimensione d.: Dimensione ontologica: «Le reti costituiscono esiti non scontati di complesse relazioni di interdipendenza tra attori; sebbene si debba sempre aver chiaro il pericolo di una reificazione delle reti sociali, i livelli di interdipendenza riguardano relazioni che hanno una connotazione sia materiale che non materiale» (Salvini A., 2005, p. 16.). Si presenta, a questo punto, un ulteriore problema: quali sono le realtà reali all interno di questa analisi, quali godono di una propria ontologia indipendente, quali sono gli oggetti derivati, quali quelli su cui costruire l intero percorso? Una prima considerazione riguarda il fatto che qualsiasi oggetto all interno del discorso scientifico gode di una propria determinazione ontologica. Non necessariamente un oggetto non presente in natura, strettamente indipendente dal soggetto che indaga quella natura o dal soggetto che la vive, non ha un proprio status ontologico 14. Due argomentazioni possono essere descritte per analizzare questa dimensione. La prima riguarda lo statuto ontologico degli oggetti sociali in generale; la seconda, lo statuto ontologico del concetto di relazione in rapporto con quelli di attore e struttura. Per quanto riguarda la prima, possiamo riportare le critiche che A. Varzi propone alla posizione fortemente riduzionista e realista assunta da J. Searle. Secondo Varzi, Searle non fa altro che assegnare uno statuto ontologico agli oggetti sociali, in quanto entità fisiche alle quali viene assegnato a posteriori un significato sociale in virtù di un atteggiamento intenzionale collettivo. Tuttavia, la critica di Varzi si sviluppa su un binario ancor più fortemente reali- 14 Partendo dalla distinzione proposta da A. Varzi nei termini: «In un primo senso, si può dire che è nella sua dimensione materiale che l ontologia si occupa esplicitamente della questione «Che cosa esiste?» (prima, dopo, o accanto alla metafisica); nella sua dimensione formale l ontologia si occuperebbe invece di ciò che esiste, non al fine di redigerne un inventario dettagliato, né al fine di specificarne la natura, bensì sotto il profilo generalissimo delle sue caratteristiche necessarie», Varzi A. C., (2005), p. 28; si può arrivare alla descrizione secondo cui «L idea che un buon inventario del mondo debba includere, oltre agli oggetti, anche le azioni e gli eventi che li vedono partecipi come le passeggiate, le partite di calcio, i temporali è oggi molto diffusa. Non solo azioni ed eventi sembrano costituire un punto di riferimento imprescindibile nel nostro quotidiano commercio col mondo [ ] Tra i filosofi contemporanei che hanno contribuito a difendere questo punto di vista, Donald Davidson è forse quello che più di ogni altro ha il merito di averne esplicitato la dimensione propriamente ontologica», Varzi A. C., (2005), p

12 sta, in base al quale, Searle non avrebbe preso in considerazione, nella sua descrizione, oggetti sociali ben più astratti e invisibili quali gli stati, i sindacati, le organizzazioni, ecc. (Varzi A. C., 2005, pp ). La seconda argomentazione parte da alcune considerazioni di P. Donati, secondo il quale: «Le argomentazioni che presento [ ] partono dal presupposto che le relazioni sociali esistono. Esse non sono una pura astrazione mentale. Non sono né una proiezione degli individui, né un prodotto dei sistemi. Al contrario, individui e sistemi sono in buona misura prodotti delle relazioni sociali. Ma le relazioni sociali non esistono in actu se non con, attraverso e nei soggetti che le attualizzano. Non sono i sistemi che attualizzano le relazioni, bensì i soggetti, persone o gruppi sociali. D altra parte, però, le relazioni, per essere attualizzate, debbono sottostare alle condizioni di possibilità dei sistemi entro situazioni determinate» 15. Posizione in questo contesto interessante che sottolinea sia la esistenza di un rapporto tra attori, strutture sociali e relazioni sociali, rapporto ricorsivo, nel nostro contesto di analisi; sia la valenza storico-pragamtica delle relazioni sociali stesse. Le due dimensioni, quella morfologica e quella ontologica, si declinano nella caratteristica della reti sociali come strutture dinamiche, caratteristica che si declina, a sua volta, nella estensione spaziale e temporale delle reti sociali stesse. La componente strutturale delle relazioni sociali, la componente che determina le reti sociali come reti di relazioni, può essere identificata come una topologia (Salvini A., 2005, p. 17.), una topologia che si può descrivere nei seguenti termini: «Quella presentata dalla social network analysis è una prospettiva per la quale le reti sociali costituiscono la struttura dinamica degli ambienti e dei contesti in cui si svolge l azione degli individui, in ogni dimensione della vita» 16. Questa affermazione, può anche essere discussa alla luce di alcune considerazioni ontologiche su relazioni propriamente topologiche, relazioni quali quella espressa dal predicato x è connesso a y. Possiamo risalire fino ad A. N. Whitehead, il quale afferma che due oggetti sono connessi nel momento in cui vi è un terzo oggetto che ricopre i primi due, in altri termini, un terzo e- 15 Donati P., (1991), pp Va tuttavia ulteriormente problematizzata la posizione delle relazioni sociali, nei confronti degli stessi attori e delle strutture per quanto riguarda il livello di assunzione dello statuto ontologico e la eventuale relativa e reciproca posizione di prius. 16 Salvini A., (2005), p. 16. Ma anche «Il luogo, topos, può essere definito assolutamente come il sito in cui una cosa o un agente ha luogo, esiste, insomma, come localizzazione o, relazionalmente, topologicamente, come una posizione, un rango in un ordine», Bourdieu P., (1997), p

13 vento che è la somma dei primi due 17. Nella social network analysis due nodi sono connessi nel momento in cui vi è una relazione tra i due, mentre due reti sono connesse, nel momento in cui vi è una relazione tra le due 18. Seguendo la linea di Whitehead le relazioni avrebbero una propria ontologia, nel momento in cui, fossero la semplice somma delle azioni dei due attori all interno della struttura fornita dalla rete, lo stesso si può estendere alle relazioni tra reti. Ma questo vorrebbe dire reificare completamente la relazione sociale, reificazione che, tuttavia, non può sussistere, in quanto la relazione sociale è da una parte l oggetto di analisi, ma non coincide con la somma delle azioni dei soggetti, mancherebbero, infatti, le componenti di vincolo e possibilità date dalla rete, non semplice contenitore, ma parte attiva del processo genesico delle relazioni sociali come proprietà emergenti all interno di un processo di ricorso di organizzazione. Una topologia, quindi, come dispiegamento di posizioni ed analisi di queste posizioni all interno di uno spazio sociale che identifica spazi di possibilità che si concretizzano in relazioni sociali. Dimensione e.: Dimensione genesica: «Le reti costituiscono strutture di relazione tra vari processi che, secondo alcuni studiosi, hanno la caratteristica di essere auto-generanti»(salvini A., 2005, p. 16.). Ovviamente le relazioni sociali non nascono dal nulla, potrebbero farlo se avessero uno statuto ontologico isomorfo a quello degli enti naturali; ma anche se costituiscono gli oggetti propri della social network analysis, come descritto in questa analisi, li costituiscono in ragione della loro dipendenza strutturata e strutturante con gli attori sociali, in modo tale da costituire strutture di relazioni sociali. Ma come si costituiscono, quindi, queste strutture, queste reti? La genesi delle relazioni sociali, dipende dalla serie di interazioni ricorsive che intercorrono tra attori e strutture sociali, secondo modalità, abbiamo visto, declinate nelle caratteristiche precedenti. Questa genesi, corrisponde, sotto alcuni rispetti, al processo stesso di ricorsione, nel momento in cui una relazione sociale emerge come modificazione di una preesistente all interno dei vincoli e delle possibilità della struttura sociale, secondo la logica ed il modello individuati, in un determinato spazio e tempo che sono quelli sociali. Se si volesse andare a ritroso fino alla prima relazione sociale, si dovrebbe arrivare, probabilmente, fino alla prima forma di struttura sociale e di azione dei soggetti. 17 Cfr. Whitehead A. N., (1920), p. 71; Varzi A. C., (2005), pp ; pp Una analisi estremamente interessante delle reti di reti e della relazione tra attributi e dati relazioni è quella descritta in Cordaz D., (2005). 93

14 Questa ricorsione prende, assume, le caratteristiche del meccanismo nei termini di una inferenza. Infatti possiamo parlare di reti sociali come «meccanismi di strutturazione delle dinamiche sociali» (Salvini A., 2005, p. 13.). Il concetto di meccanismo sociale, sta vivendo in questo momento una stagione estremamente prolifica dal punto di vista dell indagine scientifica, grazie agli studi della cosiddetta sociologi analitica. Potrebbe essere, in effetti un buon strumento questo per la descrizione della nascita delle reti sociali dal punto di vista inferenziale 19. Come riepilogo possiamo costruire le seguenti tabelle: 19 Cfr. Hedström P., Swedberg R. (eds.), (1998); Barbera F., (2004). Alcuni aspetti di queste ricerche vanno comunque ulteriormente analizzati, tra gli altri, quelli che sembrano essere i più interessanti da approfondire, riguardano l affermazione secondo la quale i meccanismi sociali sarebbero più interessati alla spiegazione che non alla previsione, in antitesi con una lettura del positivismo; un secondo aspetto riguarda effettivamente il tipo di inferenza causale che i meccanismi sociali implicherebbero e dalla quale sarebbero implicati e determinati. Per quanto riguarda il primo aspetto è curioso che, come riporta Barbera, «Il punto centrale, per Coleman, è che non vi sono, perlomeno nelle scienze sociali, solo ragioni epistemologiche per scegliere uno schema analitico o un modello teorico particolare: la ricerca del livello più adeguato per la spiegazione attraverso meccanismi sociali è misurata anche sulla volontà di individuare processi causali sui quali le politiche pubbliche possano intervenire», Barbera F., (2004), p. 37; ma, per poter intervenire, non bisogna in qualche modo anche prevedere eventuali sviluppi futuri e conseguenze, eventualmente, inattese? Lo stesso Coleman «È probabile che una spiegazione basata sull analisi interna del comportamento sistemico, nei termini delle azioni e degli orientamenti delle unità di livello inferiore, risulti più stabile e generale di una spiegazione che rimane al livello sistemico. Poiché infatti il comportamento del sistema è un esito delle azioni delle parti che lo compongono, ci si può aspettare che sapere in che modo le azioni di queste parti si combinano nel produrre il comportamento sistemico determinerà una migliore prevedibilità di quanto non accada con una spiegazione basata sulle relazioni statistiche tra le caratteristiche di superficie del sistema. Non è detto che sia così, ovviamente, soprattutto nel caso in cui le caratteristiche di superficie siano le cause prossime del comportamento da spiegare», Coleman J. S., (1990), trad. it. parz. (2005), p. 16; ed ancora «relazioni come quelle descritte [ ] sono da considerarsi generalizzazioni empiriche di livello macro che possono essere previste deduttivamente da una teoria. Si può dire che la teoria che genera queste relazioni come proposizioni specifiche è una teoria dell azione individuale unita a una teoria della combinazione di queste azioni che, secondo regole specifiche, produce un comportamento sistemico», Coleman J. S., (1990), trad. it. parz. (2005), p. 37. Ad un livello epistemologico differente «Per dirla diversamente, la mia assunzione implicita è che le previsioni teoriche qui formulate sarebbero sostanzialmente le stesse sia nel caso gli attori agiscano proprio secondo la concezione comune di razionalità, sia nel caso le loro azioni presentino deviazioni come quelle di cui si è detto», Coleman J. S., (1990), trad. it. parz. (2005), p E per concludere «Ma c è un secondo modo di inferire gli interessi di un attore collettivo (e quindi di prevederne il comportamento). Si tratta dell analisi interna dell attore collettivo, che inferisce dagli interessi delle varie posizioni al suo interno e dalla struttura di controllo definita dalla sua costituzione le azioni e dunque gli interessi (o gli interessi e dunque le azioni) che ci si può aspettare dall attore», Coleman J. S., (1990), trad. it. parz. (2005), p

15 Tab 1.: Dimensioni delle Relazioni sociali. (Cfr. Salvini A., (2005).) RELAZIONI SOCIALI Dimensione Dimensione Dimensione Dimensione contestuale formale morfologica ontologica Le reti costituiscono l idea che le reti sociali contano non risiede tanto, o soltancostante, so- il mondo cir- esiti non scontati di complesse relazioni to, nella capacità di sfruttamento individuale delle risorse pre- sociale, può ciale e non di interdipendenza tra attori; sebbene si relazioni senti nelle reti sociali, ma nel esser letto alla debba sempre aver sociali si fatto che le reti in quanto tali, luce della sua chiaro il pericolo di presentano cioè come strutture relazionali struttura dinamica di fondo, una reificazione sotto forma tra attori, costituiscono una delle reti sociali, i di significativa densità definisce il contesto in cui appunto sotto forma sociale rilevante che che si presenta, livelli di interdipendenza riguardano muovono quegli stessi attori, i forma di reti di relazioni che hanno quali non sono sempre e comunque motivati, nell agire, da interdipenden- relazioni e una connotazione sia materiale che finalità strumentali ze non materiale Dimensione genesica Le reti costituiscono strutture di relazione tra vari processi che, secondo alcuni studiosi, hanno la caratteristica di essere autogeneranti Tab 2.: Caratteristiche delle reti sociali. (Cfr. Salvini A., (2005).) RETI SOCIALI Rappresentazioni Principi Logica Modelli Vincoli Possibilità reti sociali come rappresenta-zione organizzativa dei rapporti sociali idea [ ] che il modello di rete costituisca una prospettiva di rappresentazione ed analisi coerente e pertinente con la complessa articolazione della realtà sociale e naturale, sebbene il funzionamento e i pattern delle strutture siano diverse a seconda dei contesti considerati le reti sociali costituiscono anche principi organizzativi dei flussi di risorse che transitano attraverso le molteplici interconnes-sioni (siano esse informazioni, significati simbolici, forme di sostegno o beni materiali) nelle reti sociali si depositano valori materiali e non materiali che contribuiscono a determinare la ricchezza individuale e collettiva, espressa in beni relazionali e immediatamente spendibile qualora se ne presenti la necessità. Ovviamente, tale ricchezza si distribuisce in modo diverso per ogni individuo, e non sempre questa disparità distributiva dipende unicamente dalle capacità relazionali degli attori sociali, o dalla loro capacità di investimento Strutture dinamiche Estensione spaziale e temporale Quella presentata dalla social network analysis è una prospettiva per la quale le reti sociali costituiscono la struttura dinamica degli ambienti e dei contesti in cui si svolge l azione degli individui, in ogni dimensione della vita Meccanismi Inferenza reti sociali [ ] come meccanismi di strutturazione delle dinamiche sociali 95

16 Possiamo, a questo punto, passare ad una descrizione del pensiero di tre autori che ci sono sembrati fondamentali nella costruzione del percorso che abbiamo presentato. I tre autori in questione sono G. Simmel, J. S. Coleman e P. Bourdieu. Il primo da molti riconosciuto come uno dei punti di riferimento teorici della social network analysis; il secondo uno degli autori che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo di idee centrali nella social network analysis, non ultima una lettura, sotto alcuni aspetti relazionale, del passaggio dal macro al micro. Il terzo, una figura centrale negli studi sul capitale sociale, ma forse poco messo in relazione anche con un determinato approccio alle relazioni sociali stesse. Come punto di contatto tra questa parte e la seguente della nostra discussione, possiamo, quindi concludere con i seguenti termini: Le strutture sociali hanno la loro concretezza nella misura in cui sono definite dalle interconnessioni di individui altrettanto concreti; attraverso le loro azioni, gli individui contribuiscono a plasmare le forme di queste interconnessioni, ma, d altra parte, queste stesse strutture producono effetti sugli individui, favorendone o vincolandone l azione. Sussiste, in questa idea di struttura sociale, un fattore di circolarità che la differenzia profondamente dall individualismo e dall olismo metodologico, né la colloca in una posizione intermedia tra le due, come elemento di mediazione o di sintesi dell una e dell altra. Si tratta semplicemente di una prospettiva diversa e indipendente dalle due precedenti; il fattore causale risiede nella relazione, nelle interconnessioni tra posizioni sociali che nel contempo definiscono e sono definite dalla struttura sociale (Salvini A., 2005, p. 18.). Georg Simmel Nel momento in cui rivolgiamo il nostro sguardo verso G. Simmel ci troviamo di fronte un autore estremamente interessante, ma che nel contempo, come da più parti rilevato, non sempre è stato tenuto in considerazione secondo le possibilità insite nel percorso tracciato dal suo pensiero. Simmel, tuttavia, è da sempre riconosciuto come uno dei referenti teorici preferenziali per quanto riguarda la social network analysis. Sono le parole dello stesso M. Weber che ci possono far comprendere, in via preliminare, il perché ed il come di questo sguardo privilegiato nei confronti del suo contemporaneo, anticipando tratti essenziali sottolineati e presi in prestito, sotto alcuni rispetti, da parte degli autori più direttamente coinvolti nella costruzione e nello sviluppo delle metodiche riguardanti le reti sociali. 96

17 Infatti Weber ricorda come «Per parlare nei termini più generali, «sociologia» è per Simmel una scienza che si occupa delle «interazioni» fra gli individui. Ora, è chiaro che il concetto di «interazione» contiene una buona dose di ambiguità. Nel suo senso più ampio, in quanto reciproco influenzarsi di parecchie (ma comunque finite) «unità», le «interazioni» si manifestano con le più varie sfumature, per esempio nella meccanica, nella fisica, nella chimica e in tutte le scienze naturali, con il risultato che la loro esistenza è stata sempre annoverata fra gli «assiomi»» 20. Simmel descrive, nel suo percorso, una serie di concetti, una serie di problematiche, che possono essere inserite all interno dello schema diagrammatico che abbiamo tracciato riguardo le dimensioni delle relazioni sociali e le caratteristiche delle reti sociali che confluiscono nei livelli. Il concetto di forma, quello di contenuto, la descrizione del rapporto tra individuo e società, sia in termini genesici, che in termini strutturali, come anche i concetti di differenziazione e di cerchia sociale, sono tutti, intersecandosi e sovrapponendosi tra loro, concetti che hanno fatto ritenere ai sociologi dei networks di poter considerare Simmel come un sicuro punto di riferimento 21. Ancora, all interno del pensiero di Simmel, si possono rintracciare spunti identificabili come una presa di posizione ed un raccordo su problematiche che saranno centrali per gli altri autori che prenderemo in considerazione all interno della nostra discussione. Infatti si possono riscontrare descrizioni del problema micro-macro; si può riscontrare, da un punto di vista metodologico, la problematica di un individualismo contrapposto ad un analisi della realtà non propriamente olistica, ma nemmeno del tutto incentrata sul concetto di individuo come fondamento ultimo dell impresa scientifica nelle e per le scienze sociali. In termini epistemologici, la descrizione di un realismo che sfuma nel costruttivismo, con riferimenti che si possono far rientrare nella 20 Weber M., (1908), p. 84. Ed ancora, «il concetto di «interazione», come già nel precedente esempio tratto dal mondo fisico, sarà tanto esteso da non poter immaginare, se non nel modo più artificiale, un influenza «unidirezionale», ossia un qualsiasi caso di un uomo influenzato da un altro in cui non sia presente qualche elemento di «interazione»», Weber M., (1908), p È importante, quanto meno delineare, formalmente, il concetto stesso di forma: «Se l attributo di realtà spettasse solo a quelle unità ultime che non si danno mai come fenomeni ma in essi acquisiscono una forma (laddove ogni forma è una connessione introdotta da un soggetto che opera proprio nel senso del connettere ), la realtà ci sfuggirebbe. È dunque arbitrario affermare che la scomposizione debba aver termine con l individuo: anch esso, ad un analisi più approfondita, appare come una somma di qualità singole, destini individuali, forze e condizionamenti storici, che nei suoi riguardi si pongono come entità elementari, allo stesso modo degli individui di fronte alla società», Simmel G., (1917), in Jedlowski P., Floriani S., Grande T., Nicotera F., Parini E. G., (a cura di), (2002), p

18 problematica della costruzione dei dati, della costruzione concetti, come anche della costruzione dei fenomeni sociali stessi. Alcune considerazioni possono farci comprendere meglio il posizionamento di Simmel all interno dei livelli tracciati in precedenza. In questa nostra discussione possiamo partire dalla considerazione secondo la quale, l oggetto della sociologia è, comunque, un oggetto complesso, un oggetto complesso in ragione, da un lato del meccanismo di astrazione e sintesi che esso stesso è e rappresenta, dall altro in ragione di una possibile coincidenza di manifestazioni sociali in un dato tempo e spazio, ma del loro divergere subito prima e subito dopo la momentanea coincidenza: la dinamicità è ben identificata in questi termini (Simmel G., 1890, pp ). In secondo luogo «L idea per cui l uomo, in tutto il suo essere e in ogni sua manifestazione, è determinato dai rapporti di reciprocità con altri uomini, deve infatti introdurre una prospettiva nuova nel campo delle cosiddette scienze dello spirito» 22 ; prospettiva nuova che si può ben comprendere alla luce di un altra affermazione di Simmel: «Anche nel caso della conoscenza, quindi, non si può cominciare, poniamo, con il concetto di società, dalla cui determinatezza deriverebbero le relazioni e le interazioni delle componenti: sono invece queste che devono essere accertate, e la società è solo il nome con cui si designa la somma di queste interazioni, un nome che è utilizzabile solo nella misura in cui siano state accertate e stabilite. Si tratta quindi di un concetto del quale è utilizzabile una misura maggiore o minore, a seconda del maggiore o minore numero e della maggiore o minore intimità delle interazioni esistenti tra le persone date. In tal modo il concetto di società perde del tutto quel carattere mistico che il realismo individualistico voleva vedere in esso» 23. Esiste, quindi, una tensione tra individuo e società, come anche una tensione tra individuo e le cerchie sociali di cui fa parte, che contribuisce relazionalmente a costituire e dalle quali è relazionalmente posizionato all interno dello spazio sociale. Siamo di fronte ad una duplice differenziazione, del singolo nei confronti delle cerchie sociali, e delle cerchie nei confronti del singolo stesso. Il tutto alla luce della considerazione secondo la quale ogni individuo è contemporaneamente interno ed esterno nei confronti delle cerchie so- 22 Simmel G., (1917), riportato in Jedlowski P., Floriani S., Grande T., Nicotera F., Parini E. G., (a cura di), (2002), p «Chiave di volta del pensiero di Simmel è il concetto di Wechselwirkung, traducibile con le espressioni effetto di reciprocità o influenza reciproca, grazie al quale la realtà è concepita come una rete di fenomeni interrelati. La sociologia in particolare, è lo studio delle forme che le relazioni di influenza reciproca assumono fra gli esseri umani», Jedlowski P., (2002), p Simmel G., (1890), pp. 19, cfr. anche pp

19 ciali stesse. Individuo che è contemporaneamente interno ed esterno sia da un punto di vista epistemologico, che logico, che nella effettiva realtà di tutti i giorni (Simmel G., 1908, p. 35.) Così, se da un lato abbiamo che «ogni fenomeno individuale è determinato in genere da un infinità di influenze provenienti dalla sua cerchia ambientale umana» (Simmel G., 1908, p. 5.), contestualmente, ed in maniera reciproca, abbiamo che «La possibilità di individualizzazione cresce smisuratamente anche in quanto la medesima persona può assumere posizioni relative del tutto diverse nelle differenti cerchie alle quali essa appartiene contemporaneamente» 24 ; per arrivare alla fine a sostenere che «I gruppi ai quali il singolo appartiene costituiscono per così dire un sistema di coordinate, in maniera tale che ogni coordinata nuova che si aggiunge lo determina in maniera più precisa e inequivocabile» 25. Siamo di fronte ad un complesso sistema di vincoli e possibilità, dati in maniera relazionale, contestualmente, sia dalle singole individualità che dalle cerchie alle quali queste individualità appartengono. Appartengono in ragione e funzione di una serie di relazioni che possiamo ricondurre anche agli a priori stessi della sociologia; infatti, dall a priori della vita sociale si arriva alla determinazione posizionale e relazionale del suo stesso culmine, il concetto di professione (Simmel G., 1908, p. 38.). Possiamo, trovare altri luoghi, nell opera di Simmel, tali da poterlo contestualizzare, quanto meno in termini problematici, di sfida, di stimolo e domanda, all interno della nostra descrizione diagrammatica. Ad esempio in relazione al livello della logica (Simmel G., 1890, p. 17.); a quello dei modelli 26 ; a quello dei vincoli ed, in maniera relazionalmente ricorsiva a quello delle 24 Simmel G., (1908), p Partendo dall assunto che «L associazione è dunque una forma che si realizza in infiniti modi: in essa, animati da un identità di interessi (sensibili o ideali, temporanei o durevoli, consci o inconsci, di tipo causale o teleologico), gli individui crescono nell unità e danno corpo alle loro aspettative», Simmel G., (1917), p Continuando, «La partecipazione di volta in volta a ognuna di esse lascia ancora un ampio gioco all individualità; ma, quanto più numerose esse diventano, tanto più improbabile sarà che altre persone ancora presentino la medesima combinazione di gruppi, cioè che queste numerose cerchie si intersechino ancora in un punto. Come l oggetto concreto perde la sua individualità per la nostra conoscenza quando lo si riconduce a un concetto generale in base a una proprietà, ma la riacquista nella misura in cui vengono messi in rilievo gli altri concetti sotto i quali lo inquadrano le altre sue proprietà, cosicché ogni cosa per parlare in termini platonici partecipa di tante idee quante proprietà possiede, e raggiunge così la sua determinatezza individuale, nello stesso modo la personalità si atteggia di fronte alle cerchie a cui appartiene», Simmel G., (1908), p Simmel G., (1890), p ; Simmel G., (1917), riportato in Jedlowski P., Floriani S., Grande T., Nicotera F., Parini E. G., (a cura di), (2002), p

20 possibilità 27 ; come anche a quello della estensione spaziale e temporale 28 ed a quello dell inferenza 29. Per concludere la complessità relazionale all interno del pensiero di Simmel, in relazione alla sistematizzazione diagrammatica che abbiamo fornito può essere riassunta ancora nei seguenti termini: La connessione causale che intesse ciascun elemento sociale nell essere e nell agire di ogni altro, dando così luogo alla rete esteriore della società si trasforma in una connessione teleologica non appena la si considera dal punto di vista dei portatori individuali, di coloro che la producono, i quali si sentono come io e il cui atteggiamento cresce sul terreno della personalità che è per sé e si determina da sé. Il fatto che quella totalità fenomenica si adatta allo scopo di queste individualità che quasi le si fanno incontro dall esterno, che offre al processo vitale di queste, determinato dall interno, il luogo in cui la sua particolarità diventa un elemento necessario nella vita del tutto tutto ciò, assunto come categoria fondamentale, conferisce alla coscienza dell individuo la forma che lo designa come elemento sociale. (Simmel G., 1908, p. 38.) Prima di passare a J. S. Coleman, tuttavia, ancora un passaggio. Passaggio che ci introdurrà, in un certo senso, all autore successivo, secondo una delle linee di sviluppo principali del suo pensiero, anche in relazione alle tematiche della social network analysis e del problema delle relazioni sociali: passaggio che riguarda la tensione tra micro e macro. Simmel afferma: «Quanto più elevata, perfezionata e raffinata, tanto più una formazione sembra essere diretta da un energia peculiare, che riguarda solo la totalità in quanto totalità, e tanto più impercettibile diventa la partecipazione degli elementi all esistenza e allo sviluppo della totalità. Mentre in un aggregato rozzo e inorganico, o composto solo di poche parti, l effetto di ciascuna parte sul destino del tutto è accertabile in modo per così dire macroscopico, in un aggregato raffinato e composto di molti membri esso è visibile solo ad uno sguardo acuto. Questo aggregato concede alla parte una tale ricchezza di relazioni che essa, collocata in certo modo tra le relazioni stesse, non si dà interamente a nessuna relazione e acquista così un indipendenza che nasconde, oggettivamente e soggettivamente, la sua collaborazione alla totalità» (Simmel G., 1908, p. 29.). 27 Simmel G., (1890), pp. 27, 32, 59-60; Simmel G., (1908), pp , Simmel G., (1890), pp , Simmel G., (1890), pp. 10,

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