Centro Militare Studi Strategici RAPPORTO DI RICERCA CEMISS 2009

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1 Centro Militare Studi Strategici RAPPORTO DI RICERCA CEMISS 2009 Assi geopolitici e flussi di tecnologie: un approccio di Network Analysis (con grafi reticolari di relazione). di Giuseppe Anzera 1

2 INDICE Introduzione.... p.3 Capitolo 1. La Network Analysis..p.9 Capitolo 2. La ricerca. Transazioni dei sistemi d arma e flussi geopolitici: le impostazioni metodologiche p.26 Capitolo 3. Transazioni dei sistemi d arma e flussi geopolitici: l analisi delle matrici... p.40 Capitolo 4. Transazioni dei sistemi d arma e flussi geopolitici: l analisi dei grafi.p.82 Riferimenti bibliografici. p.134 2

3 Introduzione Assi geopolitici e flussi di tecnologie: perché impiegare un approccio di Network Analysis L utilizzo della Network Analysis per il monitoraggio, l analisi e la descrizione del sistema delle relazioni internazionali non rappresenta una novità. Fin dai primi studi risalenti alla fine degli anni Settanta (Snyders, Kick, 1979), una serie non particolarmente numerosa di indagini ha tentato di applicare i criteri dell analisi di rete al sistema internazionale con successi solo relativi. I risultati spesso si rivelavano non particolarmente soddisfacenti specialmente quando gli autori intendevano realizzare un monitoraggio centrato sulla descrizione dei legami strategici. Le ricostruzioni davano luogo a legami di rete particolarmente poco profondi pur se applicati a un sistema internazionale cristallizzato come quello del periodo della guerra fredda, per l impossibilità (o l incapacità) di ricorrere allo studio di forme di associazione basate su legami strategici significativi. In altre parole, far parte dello stesso sistema di alleanze, risultare associati dalla firma di trattati politico-economici, operare scambi commerciali significativi, poteva generare un link tra due stati, ma senza riuscire a definire la profondità concreta e significativa di una partnership strategica. L utilizzo di un tale approccio, in ogni caso, risulta ancor meno esauriente nel mondo contemporaneo; l era postbipolare è fortunatamente priva dei nazionalismi di inizio 900, delle ideologie perentorie che hanno causato la seconda guerra mondiale e delle cristallizzazioni ideologico economiche che hanno caratterizzato la contrapposizione tra blocchi durante la guerra fredda. Tali costrizioni del passato si sono notevolmente affievolite, se non scomparse del tutto in un sistema delle relazioni internazionali in cui la mancata adesione di uno stato ad un regime internazionale consolidato 1 è estremamente rara, mentre l adesione ai criteri di economia globalizzata rende del tutto usuali transazioni e scambi a livello planetario di merci e materiali. In altre parole, nella realtà contemporanea, per due stati il fatto di aderire ad uno stesso set normativo, o di operare scambi commerciali, corrisponde alla normalità, rendendo poco efficace l uso di simili indicatori per poter operare la ricostruzione di una rete relazionale, tra nazioni, con ampia valenza strategica. Tuttavia i dati disponibili in questo campo consentono ai ricercatori l utilizzo di indicatori diversi, potendo contare su banche dati relative a forme di interscambio specifiche con importante significatività relazionale. Il presente studio, infatti, intende ricostruire la rete relazionale planetaria, utilizzando i singoli stati-nazione come nodi di un network complesso, i cui legami relazionali sono caratterizzati dal trasferimento di tecnologia militare da uno stato all altro. Utilizzando banche dati 1 Un regime internazionale è un accordo tra stati (variabile dal tipo bilaterale a quello multilaterale o globale) che genera sistemi normativi cristallizzati, legittimati e duraturi. 3

4 esaustive sul tema, si procederà alla strutturazione di una serie di reti complesse tra stati legati tra loro da rapporti di fornitura e acquisizione di sistemi d arma dalla tecnologia più o meno avanzata. Lo scopo dell indagine, dunque non è solo quello di poter operare un monitoraggio in un campo di indagine specifico, quello delle transazioni di armamenti tra gli stati, in cui l impiego della Network Analysis non è mai stato adottato in modo esaustivo, ma anche di fornire una utile chiave di lettura del riassetto degli equilibri strategici tra gli stati, in un periodo, quello del postbipolarismo, in cui la fine delle cristallizzazioni connesse alla guerra fredda rende il sistema internazionale certamente più magmatico e complesso. Naturalmente, sul piano meramente tecnico, la presente indagine mira anche a costituire un importante precedente nel campo dello studio delle relazioni internazionali mediante la Network Analysis; l ampiezza dei dati considerati, il periodo di studio in oggetto e le matrici di analisi che, necessariamente verranno create allo scopo di poter generare dei grafi descrittivi di complessità variabile, caratterizzano uno studio che merita senz altro l appellativo di pionieristico nel suo campo, non trovando, sinora, paragoni nella letteratura scientifica esistente né sulle relazioni internazionali, né sulle applicazioni della Network Analysis. Quali sono le ragioni che rendono oggi lo scambio di tecnologia militare un legame fondamentale tra due stati, così profondo da avere una valenza strategica della massima importanza e tale da rendere la relazione tra due paesi così rilevante da consentire una valida analisi dei legami più intensi tra gli stati che attualmente compongono il sistema internazionale? Bisogna tenere conto, innanzitutto, che il trasferimento di tecnologia militare, nel contesto contemporaneo, assume una valenza differente rispetto al passato. Il mercato delle armi ad alta tecnologia, relativamente al periodo considerato ovviamente, rappresenta una forma di relazione molto recente nell ambito delle relazioni internazionali. In Europa, volano planetario della tecnologia militare almeno fino all inizio del XX secolo, stati perennemente gelosi dei propri progressi tecnologici e giustamente insicuri nei confronti di sistemi di alleanze volatili e, nella maggior parte dei casi, generati ad hoc, hanno limitato gli scambi di tecnologia militare al minimo indispensabile con alcune aperture tra le due guerre nei rapporti tra potenze e stati minori. Durante la guerra fredda il mercato della tecnologia militare di alto livello ha dato inizio a forme di collaborazione strategica tra stati in una maniera tale da non avere precedenti nella storia (specialmente in campo occidentale e tra i paesi della Nato); tuttavia, anche in questo periodo, lo scambio di tecnologia militare risentiva notevolmente della logica bipolare, del peso enorme esercitato dalle due superpotenze e, soprattutto. dell influenza dei livelli di affidabilità di questo o quel paese, nelle percezioni di Usa e Urss ai fini del trasferimento di tecnologia militare rudimentale o di alto livello. 4

5 Solo a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, in corrispondenza con la fine del bipolarismo, il trasferimento di tecnologia militare, pur mantenendo importanti legami con l era della guerra fredda, è entrato in una fase di libero scambio, in cui le scelte di acquisire e trasferire sistemi d arma da e verso paesi specifici riflettono legami e strutturazioni strategiche direttamente connesse con l interesse nazionale degli specifici stati-nazione protagonisti di tali transazioni; in altre parole il contesto internazionale attuale consente, più che in passato, di considerare gli scambi di armi ad alta tecnologia tra gli stati, quale indicatore forte di una scelta strategica specifica da parte di venditore e contraente sul piano della politica interstatuale. Una tale premessa conferisce, dunque, una capacità euristica superiore ad un approccio di network mirato all impiego dello scambio di armi quale legame specifico in grado di suggerire e monitorare il grado della solidità delle relazioni tra due specifici stati. Naturalmente, la valenza di un tale indicatore relazionale deve essere considerata anche alla luce di analisi di ampio respiro riguardanti il contesto economico, bellico e sociale. Una delle più convincenti, in tale ambito, è la teoria delle tre ondate dei Toffler (1993). Presentato in modo schematico, questo impianto teorico lega la guerra all'economia: storicamente, affermano gli autori, la maniera in cui uomini e donne si sono scontrati ha sempre rispecchiato il modo in cui essi lavoravano. La civiltà della prima ondata era basata sul suolo e nasceva dalla rivoluzione agricola: la guerra permetteva alle comunità di immagazzinare un surplus di derrate che accelerava lo sviluppo dello stato, ma, in definitiva, restava una occupazione stagionale per contadini e cavalieri in cui spiccavano l'assenza di un salario e la mancata standardizzazione degli equipaggiamenti bellici. La Rivoluzione Industriale, in seguito, lanciò la seconda ondata di cambiamento storico, trasformando radicalmente il modo di vivere di milioni di individui; ancora una volta la guerra si adattò ai mutamenti nei sistemi di produzione della ricchezza e nelle attività lavorative: la produzione di massa economica e la distruzione bellica di massa divennero i due cardini della relazione societàguerra; la levée en masse, l'iscrizione alle liste di leva a disposizione dello stato-nazione, la standardizzazione degli armamenti, la retribuzione con un salario, la razionalizzazione secondo il modello industriale e, con lo scoppio delle guerre mondiali e l'avvento del nucleare, una illimitatezza tanto nell ambito geografico che in quello delle capacità distruttive, ne costituiscono i tratti fondamentali. Nell era postbipolare, secondo i Toffler, il mondo sta sperimentando un nuovo cambiamento relativo all'avvento di una terza ondata: se precedentemente le materie prime e il capitale erano le risorse centrali dell'economia, ora il fattore destinato a diventare preminente è la conoscenza, nel senso più ampio del termine, comprendendo, quindi dati, valori, simboli, cultura, immagini. A differenza dei passati sistemi, l'economia della terza ondata è rivoluzionaria perché la conoscenza, diversamente da terra e capitale, è inesauribile e può essere usata per generare altra 5

6 conoscenza; la guerra che la "società della conoscenza" è destinata a combattere coinvolge il diffuso impiego di dottrine di ciberguerra, di tecnologie informatiche, e di armi ad elevatissimo sviluppo tecnologico; la flessibilità e la demassificazione sono altri due elementi basilari della guerra della terza ondata. Per quanto il loro discorso possa apparire schematico e talvolta meccanicistico, è condivisibile specialmente riguardo alla possibilità che l'umanità stia sperimentando una nuova rivoluzione culturale incentrata sulla tecnologia. Ai fini della presente indagine le conseguenze di una tale visione del mutamento della società, dell economia e della guerra sono di grande importanza. Se si parte dal presupposto che, oggi, la conoscenza, il know how, il progresso tecnologico rappresentino un moltiplicatore di forze essenziale nello sviluppo degli armamenti e quindi delle politiche di sicurezza di un paese, allora lo scambio di tecnologia nel contesto odierno assume una valenza notevole. Un paese che vende un sistema d arma ad alta tecnologia, dunque, non sta compiendo solo un operazione commerciale con il paese compratore; si stanno trasferendo anche progressi tecnologici, investimenti nel settore industriale e della ricerca scientifica che, spesso sono in grado di consentire al contraente di fare un balzo in avanti notevole sul piano tecnologico, operativo, strategico e industriale. Come la ricerca metterà in evidenza nelle prossime pagine vi sono numerosi paesi che, negli anni Novanta e all inizio del presente secolo, hanno sfruttato la possibilità di acquisire sistemi d arma moderni e, dopo aver rinnovato notevolmente sia le proprie forze armate che la piattaforma industriale preposta allo sviluppo di materiali bellici, hanno iniziato essi stessi a proporsi come fornitori di sistemi di tecnologia avanzata: la Cina rappresenta l esempio più eclatante in tal senso. Altri paesi, operando delle acquisizioni specifiche, sono riusciti a colmare un gap relativo a singoli settori dell industria bellica in cui si stava sperimentando un eccessivo distacco rispetto alle tecnologie allo stato dell arte. Naturalmente lo stato venditore sa bene quale può essere il significato profondo di tali transazioni e deve essere pronto ad accettarne le conseguenze a medio lungo termine ponderando attentamente scelte e modalità dei trasferimenti di tecnologia bellica. Quali sono gli elementi fondamentali e le conseguenze di questo tipo di operazioni, e perché tali transazioni appaiono così adatte allo studio contemporaneo delle partnership strategiche tra gli stati? E importante premettere che, per una serie di motivi, lo scambio di armi ad alta tecnologia tra due paesi costituisce un atto che lega notevolmente venditore e compratore, secondo una relazione non necessariamente verticistica e ancillare. Lo stato che fornisce un sistema d arma ad alta tecnologia ad un altro paese, è destinato, logicamente a godere di alcune conseguenze positive rispetto al proprio interesse nazionale e all ambito economico e strategico; del resto bisogna tenere conto che, da una tale transazione, il paese venditore può ricavare vantaggi immediati in termini di emolumenti, compensazioni industriali, scambi con materie prime o risorse strategiche. Tuttavia 6

7 esistono delle conseguenze ancora più profonde destinate a creare un legame solido tra stato venditore e stato compratore: lo scambio di un sistema d arma ad alta tecnologia non implica solo un mero passaggio di hardware (o la costruzione su licenza, in loco, dello stesso da parte dell acquirente), ma implica anche la necessità di addestramento e formazione del personale preposto all impiego, nonché la fornitura di pezzi di ricambio (spesso troppo complessi da sviluppare per il compratore) oltre a una serie rilevante di aggiornamenti, revisioni e ammodernamenti MLU (mid-life update). In altre parole lo scambio di armamenti non si limita al semplice trasferimento del materiale bellico, ma obbliga lo stato venditore e quello compratore ad un abbraccio destinato a prolungarsi nel tempo. Addirittura può permettere al paese venditore, in alcuni casi, di influire sull impiego operativo di alcuni sistemi d arma da parte dell acquirente secondo il criterio di una metaforica (e a volte reale) doppia chiave come nel caso di alcune delle tecnologie missilistiche statunitensi più avanzate, cedute dagli Usa solo dietro la promessa, da parte dell acquirente, di poter continuare ad esercitare un certa influenza sull impiego operativo di tali armi. Naturalmente la cessazione improvvisa di un tale rapporto può avere conseguenze disastrose, specialmente per il paese acquirente, che rischia di dover assistere a un crollo verticale, sul piano dell operatività e dell efficacia, di una parte delle proprie forze armate; il che porta a concludere che, specialmente nel contesto contemporaneo, difficilmente un paese acquirente di un sistema d arma tenderà a schierarsi apertamente contro il proprio fornitore o alleati stretti del proprio fornitore. Tuttavia, è bene rendersi conto che la relazione venditore acquirente non è prettamente gerarchica e verticistica, anzi, spesso, finisce per essere ambivalente; lo stato che acquista un sistema d arma ad alta tecnologia, infatti, pur conoscendo i vantaggi di una tale acquisizione per i propri fini, è, paradossalmente e sotto certi aspetti, anch esso in credito con il compratore: a) lo sta privilegiando in un mercato in cui la competizione è feroce (e le gare per la scelta di un sistema d arma sono spesso lunghe e con pesanti strascichi polemici tra stati e imprese fornitrici); b) sta consentendo al paese fornitore di conservare in vita linee produttive notoriamente difficili da mantenere (con conseguenze molto importanti sulla prosperità dell industria pesante, della ricerca scientifica per non parlare del mancato licenziamento degli addetti alla costruzione); c) gli consente di rispendere la vittoria del proprio sistema d arma con maggiore profitto su altri mercati e in altre gare (ed è noto che, in questo settore, la conquista di una buona reputazione da parte di un sistema d arma può innescare un effetto domino vantaggioso si pensi al caso dei cannoni navali della Oto Melara, ad esempio); d) può ottenere dal paese venditore di installare (spesso a costi ridotti), sul proprio territorio imprese atte alla revisione del sistema d arma in oggetto o alla produzione di pezzi di ricambio. 7

8 Quanto chiarito sinora, dovrebbe aver fornito una risposta esauriente all interrogativo iniziale sulla validità dello scambio di armi ad alta tecnologia quale legame privilegiato per la costruzione di network complessi atti a monitorare gli assi geopolitici e le relazioni strategiche esistenti tra gli stati. Si tratta di un indicatore relazionale decisamente adatto allo scopo per la valenza del rapporto che, sul piano strategico, politico, economico e tecnologico, riesce a stipulare relazionando lo stato fornitore con il paese acquirente. Ed è certamente questa la ragione per cui si tratta di operazioni su cui gli stati-nazione, siano essi venditori o compratori, riflettono a lungo e operano in maniera ponderata, tentando di rimanere il più possibile aderenti ai principi strategici del proprio interesse nazionale. Nel suo prosieguo, il presente lavoro si occuperà di introdurre gli elementi di base sia teorici che applicativi della Network Analysis, in una breve, ma necessaria, trattazione per poter poi introdurre la parte di ricerca pura preceduta da un logico preambolo metodologico sui principi che hanno governato la raccolta e l elaborazione dei dati relazionali; nell ultima parte verranno presentati i grafi esplicativi (il cuore delle analisi di rete) sui rapporti tra gli stati e i flussi di tecnologia militare attualmente presenti nel sistema internazionale. 8

9 CAPITOLO 1 LA NETWORK ANALYSIS Introduzione (breve) all'analisi dei reticoli sociali Negli ultimi decenni il concetto di social network e le tecniche di studio della Network Analysis hanno esercitato un'attrazione sempre più vasta sugli studiosi di scienze sociali e politiche; buona parte di questo interesse può essere imputato al fatto che la Network Analysis si adatta in modo specifico allo studio delle relazioni tra entità sociali e alle implicazioni e agli sviluppi di queste relazioni. Inoltre l'analisi dei reticoli é riuscita a polarizzare un particolare interesse ponendosi come strategia in grado di fornire una via alternativa allo studio di fenomeni politici, economici e sociali. La Network Analysis considera un ambiente sociale in base ad una serie di modelli, o meglio di regolarità, sviluppate nelle relazioni tra individui interagenti (nel caso del presente studio, gli statinazione del mondo); tali regolarità di rapporti sono generalmente definite strutture, mentre i mezzi attraverso cui le strutture vengono identificate sono le variabili strutturali. Di conseguenza, è intuibile che la natura delle relazioni possibili da esaminare, può essere assai varia, da quella di potere a quella affettiva, da quella economica a quella funzionale-organizzativa, e così via La focalizzazione sul sistema relazionale e sui modelli di interazione rende possibile l'adozione di una serie di tecniche e di concetti analitici che sono distinti dai tradizionali metodi di indagine e di analisi dei dati: in un grado forse ineguagliato nella maggior parte delle scienze sociali, le tecniche di ricerca sorte negli ultimi trenta anni dagli studi di Network Analysis, hanno consentito la realizzazione di interessanti sviluppi in molti settori dell'indagine sociale, sfruttando numerose innovazioni provenienti dal campo matematico-statistico. Molte di queste innovazioni si sono poi affermate per il loro carattere interdisciplinare e risentono di una provenienza eterogenea anche all'interno delle stesse discipline di derivazione, avendo come unico, ma fondamentale, denominatore l'intento di affinare le capacità di descrizione dei fenomeni empirici; in più si è avuto un logico e parallelo sviluppo delle tecniche di controllo delle specifiche ipotesi relative alle proprietà strutturali dei reticoli relazionali. Non altrettanto speditamente, invece, è progredito il processo di valutazione e monitoraggio nell'acquisizione dei dati. Ma prima di addentrarci ulteriormente in questo ambito è necessario definire il concetto di rete su cui la Network Analysis si fonda, in quale maniera esso si sia sviluppato e quali siano gli elementi centrali che lo compongono. 9

10 E' opportuno sottolineare in questa premessa che la chiarificazione del concetto di reticolo, l'esame storico della Network Analysis e la definizione dei concetti di chiave e delle modalità di interpretazione che la riguardano, non possono necessariamente essere esauriti in questa sede 2, dedicata prevalentemente all impiego empirico della Network Analysis ai fini dello studio degli assi geopolitici esistenti tra gli stati, analizzati mediante lo studio dei flussi dei sistemi d arma ad alta tecnologia. Il concetto di rete relazionale Definire cosa sia una rete relazionale non è un compito semplice. E' sufficiente, infatti, riflettere su tutti i suoi possibili sinonimi (rete informale, rete di supporto ecc.) o sul fatto che, utilizzando il termine rete, ci si possa riferire indifferentemente a sfere associative diverse (alleanze tra stati, dimensioni organizzative, parentela, amicizia, o altre forme di aggregazione a seconda del tipo di attori e di legami considerati). Per focalizzare meglio il concetto di rete, chiarito e sottolineato che esso trova ampia applicazione in ambiti di ricerca diversi tra loro, possiamo considerare alcune definizioni proposte dai primi studiosi. Barnes, ad esempio, nella sua opera "Social networks" (1972), considera la rete relazionale un'immagine formata da un insieme di punti uniti da linee: i punti dell'immagine possono rappresentare tanto degli individui quanto unità associative diverse come gruppi organizzazioni o stati, e le linee indicano quali attori interagiscono gli uni con gli altri e in che maniera; Mitchell in "Social networks in urban situations" (1969) concepisce una rete sociale come un insieme specifico di legami all'interno di un insieme definito di soggetti (non necessariamente persone fisiche), con la proprietà aggiuntiva che le caratteristiche di tali legami possono essere usate per interpretare il comportamento sociale degli attori coinvolti. Riassumendo le caratteristiche salienti delle reti, sulla base delle riflessioni dei primi esperti, considerando i lavori di Barnes (1972), Bott (1957), Mitchell (1969) e Granovetter (1973), possiamo elencare alcune delle dinamiche principali relative alle relazioni presenti tra i componenti dei reticoli: a) gli attori risolvono i loro problemi e fanno fronte ai loro bisogni in maniera differente: le reti sociali possono quindi variare in base alle caratteristiche peculiari degli attori, come è logico se si pensa alle differenze possibili,ad es., tra una rete di stati, una di banche e una di persone; b) tra i legami generabili non vi sono solo quelli di carattere funzionale o economico, visto che si possono studiare anche connessioni di tipo affettivo; 2 Vedi Rogers (1987) e Collins (1988). Per una presentazione ragionata dei pregi e dei problemi della Network Analysis vedi Wasserman e Faust (1994) e Anzera (1999). 10

11 c) gli attori possono appartenere contemporaneamente a più reti sociali, sviluppando, in esse, legami differenti tra loro; d) la maggior parte dei legami sono asimmetrici, sia per intensità che per contenuto; e) non tutti i legami sono di supporto equivalente: vi possono essere quelli sullo scambio di risorse tangibili, ma anche quelli centrati su atti comunicativi o quelli basati sull'affetto; f) le reti relazionali non sono statiche: anche quelle ad alta densità (ovvero con relazioni più forti e numerose) possono presentare una sensibile alternanza nei membri che le costituiscono; g) generalmente le reti relazionali a maglia aperta (ovvero con legami deboli e asimmetrici) si riferiscono, come nel caso di questo studio, allo scambio di beni tangibili mentre le reti sociali a maglia chiusa (in cui prevalgono legami numerosi, di forte intensità e reciproci) favoriscono l'afflusso di risorse non strumentali, psicologiche. Le caratteristiche principali dei social networks sono: a) ancoraggio: designazione del centro della rete sociale, definito "ego"; b) densità: intensità con cui i membri interagiscono; c) contenuto: individuazione di legami singoli o di legami multipli, relativi ad una contemporanea interazione su piani diversi; d) direzione: presenza di relazioni simmetriche o asimmetriche; e) durata e intensità: profondità delle interazioni; f) frequenza: ammontare dei contatti tra gli appartenenti ad una stessa struttura; g) ampiezza: dimensione numerica della rete. Sono necessarie due precisazioni; in primo luogo va esplicitato che non è possibile esercitare una considerazione unilaterale nei confronti delle reti relazionali: esse, infatti, si possono differenziare soprattutto in relazione al tipo di appoggio che offrono, sia questo di natura materiale o non materiale, con la riserva che tale suddivisione non è sempre netta e identificabile. In secondo luogo è importante notare che i legami di connessione tra due attori in una rete possono essere reciproci, ma raramente simmetrici e difficilmente quantificabili. La ricerca che seguirà nei successivi capitoli è in grado, comunque, di ovviare a entrambi i problemi, infatti è in grado di : a) riferirsi con certezza a relazioni basate sullo scambio materiale di beni tangibili; b) fare leva su un insieme di attori certo e identificabile con chiarezza dal punto di vista dei confini e dell ampiezza della rete. 11

12 Dalla rete alla Network Analysis Quanto chiarito sinora, tuttavia, è riferito, in particolar modo, ad una rete costruita attorno ad un singolo individuo (ego); è noto, invece, che spesso la Network Analysis viene applicata ad ambiti di ricerca in cui i punti della rete possono essere costituiti da gruppi, città, organizzazioni, o, come, in questa indagine, da stati. La Network Analysis nasce come tecnica di tesa a ricostruire la morfologia delle relazioni di un gruppo privilegiando la spiegazione del comportamento di un attore in base alla rete a cui esso appartiene. In questo modo si opera a prescindere da status, ruolo e/o funzioni che quel soggetto assume all'interno di una struttura sociale. In ricerche con finalità eminentemente descrittive, la Network Analysis non si interessa in modo approfondito alla tipologia di legami che compongono la rete, ma mira all'individuazione della composizione generale del reticolo. Tuttavia, se, come nella presente indagine, viene utilizzata con finalità interpretative della rete presa in esame, anche la Network Analysis è obbligata a prendere in considerazione la qualità dei legami che uniscono i punti della rete; in questo caso l'analisi dei reticoli va configurandosi come un moderno approccio di stile sociometrico (ma dalle potenzialità notevolmente più elevate 3 ), essendo compatibile con processi automatizzati dei dati rilevati, grazie all'ausilio di specifici software di elaborazione; nel nostro caso sarà impiegato il software Ucinet 6, un programma di nota affidabilità analitica. La Network Analysis, in definitiva, costituisce una tecnica essenzialmente duttile, valida sia per un'osservazione a livello codificatorio-strutturale delle relazioni tra vari enti (dei generi più differenti), sia come importante analisi interpretativa delle tipologie di rapporti in cui gli attori della rete si trovano coinvolti. Ai fini del presente studio, mirato a ricostruire le reti di relazioni tra gli stati, mediante legami costituiti, dallo scambio di sistemi d arma, saranno impiegate entrambe le succitate strategie di indagine. Secondo autorevoli autori (Collins, 1988; Turner, 1991) la dote peculiare della Network Analysis potrebbe essere individuata nella capacità di fungere da trait d'union tra un livello micro ed uno macro-sociologico, senza scadere nello psicologismo da un lato e svincolandosi da concezioni cristallizzate della realtà di stampo funzionalistico, sul piano macro-sociale, dall'altro. Per tali ragioni, oltre che negli studi di comunità, la Network Analysis ha trovato specifiche applicazioni in campi di ricerca in cui è implicito un passaggio al livello micro a quello macro: la diffusione sociale, l'analisi dei supporti comunicazionali, la differenziazione strutturale all'interno di vaste collettività sociali, la ricerca nei reticoli informali di assistenza, l'analisi dei legami primari in cui è immersa la famiglia, lo studio dei processi di integrazione e di disgregazione fra gruppi eterogenei coesistenti negli stessi aggregati sociali, costituiscono alcuni degli esempi più 3 Per un ulteriore approfondimento del concetto di Network Analysis come "nuova sociometria" vedi Mattioli (1995). 12

13 interessanti in proposito. Del resto, la presente analisi, ben rappresenta la capacità della Network Analysis di creare connessioni sia sul piano micro - sociale sia su quello macro-sociale: infatti se da una parte viene attuato uno studio (di tipo micro) sulle relazioni di un gruppo di attori non estremamente ampio (meno di 200 membri), dall altra il fatto che tali membri siano degli statinazione le cui azioni hanno conseguenze a livello globale, trasforma lo studio in una analisi macrosociale. Elementi di base della Network Analysis: i concetti chiave Possiamo introdurre gli elementi principali che costituiscono l'analisi di rete, occupandoci prima della definizione dei concetti chiave e poi di alcune modalità di interpretazione dei dati. Basandosi in modo essenziale sulle proprietà relazionali, la Network Analysis, considera il componente di una rete come un elemento che genera socialità mediante le relazioni instaurate, e che è in grado di manipolare i rapporti con gli altri membri e di essere a sua volta manipolato dagli attori che lo circondano. La principale conseguenza di questo assunto è che la Network Analysis considera un attore della rete come dipendente direttamente dai suoi simili, più che da un astratto complesso sociale. Non è, quindi difficile comprendere perché il postulato di base della Network Analysis è che i componenti di una rete debbano essere in continua interazione con gli altri simili, formando catene fluide e in continua evoluzione. Ci sono diversi concetti chiave, che compongono il nocciolo della Network Analysis, da passare brevemente in rassegna. Il primo, ovviamente, é quello di attore. La Network Analysis è, infatti, direttamente collegata alla interpretazione dei sistemi di legami esistenti tra entità sociali, nonché alla scoperta delle implicazioni di tali legami; queste entità sociali sono definite attori. Gli attori possono essere rappresentati da singoli individui o da unità sociali collettive (come gli stati). Sebbene la maggior parte delle applicazioni della Network Analysis tenda a concentrarsi su attori dello stesso tipo (e anche questa indagine, riferita agli stati, non fa eccezione), che noi definiamo come componenti di networks unimodali, alcuni accorgimenti permettono di studiare attori concettualmente differenti: si pensi, ad esempio, ad uno studio sulle donazioni effettuate da enti, generalmente ditte private, a beneficio di istituti noprofit, effettuato da Galaskiewicz e Wasserman (1989); in questo caso la rete viene definita network multimodale. Il secondo concetto chiave riguarda il legame relazionale e va ricondotto al fatto che gli attori sono connessi l'uno all'altro da specifici legami. Come vedremo la tipologia di contatti considerati può includere relazioni del tutto eterogenee, mentre la definizione di un legame rimane sempre relativa ad un collegamento tra una coppia di attori (diade). 13

14 Alcuni dei più frequenti tipi di legami considerati nella Network Analysis riguardano: a) valutazione del rapporto tra un individuo rispetto ad un altro: di lavoro, di amicizia, di attrazione, ecc.; b) flusso di risorse materiali (ad esempio operazioni di affari come in questa indagine, prestito di beni); c) associazione o affiliazione (riguardo la compartecipazione a un evento o l'appartenenza ad uno stesso club, o, ancora ad organizzazioni criminose o terroristiche); d) comportamento interattivo: parlare insieme, spedizione di messaggi, impiego di nuovi media (sms, mail ecc.); e) movimento sia di tipo fisico (migrazioni tra luoghi diversi) o sia di passaggio ad un nuovo status (mobilità sociale); f) connessione fisica (ad esempio riguardo ponti, strade, fiumi che collegano due punti); g) relazioni formali (rapporti gerarchici); h) relazioni biologiche ( come quelle di parentela o di contatto, prese in esame nelle analisi epidemiologiche sulla diffusione delle malattie). Ai fini tecnici dell'analisi dei grafi sono importanti anche i concetti di diade e di triade. Per quanto riguarda la diade possiamo ricordare che, al livello elementare, una relazione non è altro che la creazione di un contatto tra due attori. Tale contatto è una proprietà della coppia e non è riferibile solo ad uno dei due componenti. Gli studi di Network Analysis che osservano i legami tra le coppie, si basano sulla diade che è formata da una coppia di attori e da tutti i possibili legami esistenti tra loro; sicché l'analisi diadica tenterà, ad esempio, di stabilire se nella coppia esistono rapporti unidirezionali o reciproci o, ancora, se coesistono specifici tipi di relazioni multiple. La diade spesso costituisce l'unità basilare per l'analisi statistica e interpretativa dei reticoli sociali. Anche le relazioni all'interno di sottoinsiemi più vasti di attori sono spesso prese in considerazione; molte tecniche di analisi dei network si basano, perciò, sulla triade: un sottoinsieme di tre attori con i loro potenziali legami. La teoria dell'equilibrio cognitivo di Heider è alla base di molti studi sulle triadi; per gli analisti dei network è spesso interessante stabilire se la triade è transitiva (se l'attore x sceglie l'attore y, e l'attore y sceglie l'attore k, allora anche l'attore x sceglierà l'attore k) o se è bilanciata (se gli attori x e y si scelgono, allora dovrebbero essere omogenei nella valutazione di un terzo attore, k, mentre se x e y si rifiutano dovrebbero esprimere valutazioni discordanti su k). La complessificazione dell'analisi relazionale di un reticolo aumenta se passiamo dallo studio diadico e triadico a quello dei sottogruppi. Se le diadi sono coppie di attori con relativi legami e le 14

15 triadi sono triplette di attori con le annesse relazioni, possiamo definire come un sottogruppo qualsiasi sottoinsieme di attori con i legami esistenti tra loro. Lo sviluppo di metodi per l'individuazione e l'analisi dei sottogruppi ha catalizzato i principali e più recenti sforzi degli studiosi della Network Analysis. Arriviamo, infine, ad un concetto di base per l'analisi e l'interpretazione dei grafi: quello di gruppo. La Network Analysis, in effetti, non è basata solo sullo studio di diadi, triadi e sottogruppi. Anzi, per la maggior parte dei casi, le potenzialità della Network Analysis sono puntate sulla capacità di individuare le relazioni tra sistemi di attori. Ognuno di tali sistemi è composto dai legami esistenti tra i membri di un gruppo i cui confini possono essere più o meno definiti. Esistono molte definizioni di gruppo 4 in psicologia sociale o in sociologia, ma per gli studiosi della Network Analysis, quella più importante identifica un gruppo come elemento caratterizzato da un insieme delimitato di attori che, per giustificazioni concettuali, teoriche od empiriche, può essere trattato come un definito set di unità individuali di cui è possibile rilevare il reticolo relazionale. La necessità di rifarsi ad un insieme definito di attori, proviene dalla diretta necessità di delimitare, confinare una tecnica di indagine che, se applicata rigorosamente, potrebbe anche includere un network infinito di attori. Fin dai primi lavori (de Sola Pool e Kochen, 1978), i ricercatori dei social network si sono imbattuti nella possibilità di un volume notevole di legami tra i soggetti, utilizzando tecniche come quella dello small world (una sorta di catena di Sant Antonio per scoprire relazioni nuove da aggiungere a una rete di partenza), adatte all'individuazione di catene di contatti estese ad aggregati sociali vasti. Per queste ragioni, nella maggior parte delle ricerche, si è propensi ad analizzare insiemi ben definiti di attori e i legami esistenti tra di loro, stabilendo artificialmente i confini del reticolo per chiarire quali attori debbano essere inclusi nella ricerca, operando talvolta delle evidenti forzature metodologiche; proprio per tali considerazioni le applicazioni della Network Analysis sono quasi sempre limitate a ricerche su una singola struttura alla volta. Nella presente indagine non si è fatta eccezione: per quanto fosse sufficientemente intuitivo delimitare i confini di un gruppo ben delineato come quello della famiglia degli stati esistenti, nondimeno è stato necessario anche definire quali criteri hanno portato alla inclusione di alcune realtà territoriali specifiche. Passiamo quindi a definire i due ultimi concetti chiave della nostra breve rassegna. Il primo é quello di relazione. Nella Network Analysis essa é data dall'insieme dei legami di tipo omogeneo esistente tra i membri di un gruppo: la serie di legami amicali tra coppie di bambini in una classe scolastica, o l'insieme di contatti diplomatici tra coppie di nazioni nel mondo, sono esempi di legami che definiscono una relazione. In ogni set di attori è possibile rilevare contemporaneamente relazioni 4 Sulla nascita e lo sviluppo del concetto di gruppo vedi Brown (1989). 15

16 diverse: riprendendo l'esempio precedente, oltre ai legami diplomatici ufficiali tra le nazioni sarebbe plausibile considerare il reticolo basato sugli scambi commerciali. E' bene, tuttavia, rimarcare che una relazione si riferisce esclusivamente alla serie di legami di uno stesso genere rilevata su coppie di attori estratte da un determinato insieme e che essa può essere stabilita solo tra coppie specifiche di attori appartenenti alla medesima struttura. Questo studio, basato su attori appartenenti alla stessa struttura (gli stati del mondo) uniti da legami dello stesso genere (lo scambio di sistemi d arma) è rappresentativo, quindi, di una tipologia standard di Network Analysis. Da ultimo viene il concetto di reticolo sociale. Dopo aver definito in questi termini cosa siano l'attore, il gruppo e la relazione possiamo concludere che il reticolo sociale (o social network) è un frame, una cornice, composta da un insieme definito di attori e da un genere di relazione, o da più tipi di relazioni, esistenti tra loro; la presenza di un flusso relazionale è un elemento costitutivo fondamentale del social network. La tecnica delle analisi delle reti sociali si avvale della teoria dei grafi; un grafo, è un insieme di linee che collegano punti e la teoria dei grafi è un insieme di assiomi e formule matematiche, che descrivono le proprietà dei modelli formati da linee. Esempio 1: rete relazionale semplice Questi termini costituiscono un piccolo vademecum per la comprensione della Network Analysis; possiamo ora occuparci di alcune delle problematiche relative alla raccolta e all'interpretazione dei dati. 16

17 Raccolta e analisi dei dati. Poiché i procedimenti di natura operativa, relativi all'acquisizione e alla raccolta dei dati costituiscono l'argomento centrale di tutto il lavoro, si rende ora necessario accennare ad alcune delle problematiche generali che riguardano tali argomenti, rimandando le considerazioni sulla dimensione operativa ai capitoli in cui saranno specificati in dettaglio i passaggi attuati nella costruzione di questa indagine. Per ciò che concerne la mera raccolta dei dati, possiamo identificare due ordini di problemi. In primo luogo è necessario considerare la scelta delle tecniche di rilevazione con l'obiettivo dichiarato di massimizzare le informazioni potenzialmente rilevabili. A tale scopo, nell'analisi dei reticoli sono state identificate tre strategie diverse, peraltro già note in ambito sociologico: a) osservazione diretta; b) ricorso ad archivi o a banche dati; c) intervista. Per ciò che concerne l'impiego dell'osservazione diretta, nella Network Analysis, è da evidenziare che, se teoricamente potrebbe dimostrarsi particolarmente utile permettendo un'acquisizione diretta delle interazioni, lascia comunque adito a delle perplessità. La principale riguarda il fatto che l'osservazione appare adatta solo allo studio delle relazioni in piccoli gruppi ove il ricercatore avrebbe la possibilità di registrare facilmente le interazioni. In tal modo, tuttavia, si contrasterebbe direttamente uno dei principali fini della Network Analysis relativo alla potenziale capacità di analisi di vasti reticoli sociali. D'altronde l'osservatore difficilmente potrebbe essere in grado di rilevare la rete di relazioni, presumibilmente ampia, propria di un network complesso di cui è già difficile stabilire i confini. In conclusione, sebbene quella dell'osservazione diretta risulti essere la strategia in possesso di una maggiore validità, riguardo alla capacità di rilevazione dei dati, essa sembra potersi adattare solo allo studio dei piccoli gruppi e quindi lontana dai principali obiettivi che guidano la Network Analysis relativi. Non si potrebbe attuare quello spostamento, sul piano dell'interpretazione dei fenomeni, dal livello micro - relazionale a quello macro inerente le dinamiche di vasti sistemi sociali di natura complessa. Anche la ricerca basata su archivi pone problemi non indifferenti se si vogliono captare le reali connessioni del reticolo studiato; raramente una banca dati può costituire un testimone esauriente di un complesso intreccio di relazioni. Tuttavia, se un team di ricerca è così abile o fortunato da identificare banche dati esaustive, allora questa è la tecnica più efficace possibile di raccolta dei dati. I legami sono definiti oggettivamente e non influenzati da dinamiche individuali. Esattamente 17

18 come è stato fatto per questa ricerca, la banca dati da impiegare deve imprescindibilmente soddisfare alcuni criteri fondamentali: 1. deve contenere esattamente le informazioni che sono necessarie per ricostruire i legami tra gli attori studiati; 2. deve essere esaustiva, nel senso che deve contenere informazioni relative al comportamento di tutti gli attori considerati; 3. deve essere centrata sull attore che si sta studiando e non contenere informazioni di livello diverso: sarebbe, in altre parole, come se, nel presente studio, si fossero raccolte informazioni su tutti i singoli paesi del mondo e quelli della Nato fossero presenti a solo livello aggregato; la ricerca sarebbe stata invalidata. La tecnica dell'intervista è quella principalmente impiegata dagli analisti dei reticoli sociali quando il network è composto da numerosi attori e non esistono esaustivi archivi informativi su di esso, come nella maggior parte dei casi avviene. L'intervista applicata alla Network Analysis si avvale del medesimo genere di quesiti utilizzati nell'indagine sociometrica: tramite specifiche domande si cerca di stabilire con quali altri attori, appartenenti allo stesso reticolo, l'intervistato mantenga delle relazioni e di che natura siano i legami sviluppati; a seconda dell'obiettivo dell'indagine si può puntare a ricostruire una rete di comunicazione o di influenza, ecc. Bisogna tenere presente, in ogni caso, che tale modalità di acquisizione dei dati difficilmente può essere attuata, nel caso in cui gli attori studiati non corrispondono a singoli individui (come accade in questa indagine) e risulta efficace solo per studi in cui si punta a ricostruire una rete relazionale generata da persone fisiche a cui somministrare appositi questionari. Al di là di quale sia la tecnica di reperimento dei dati relazionali, questi verranno poi analizzati, avvalendosi di specifici software creati ad hoc per la Network Analysis e poi codificati in linguaggio matriciale, come d'altronde avviene anche per le survey analysis che coinvolgono la raccolta di una vasta mole di informazioni. Per poter effettuare l analisi delle reti sociali, la prima operazione da compiere è quella relativa all archiviazione e organizzazione dei dati in modo da poterli predisporre per l analisi di rete. L ambiente di visualizzazione dei dati relazionali (editor dei dati) può essere organizzato sotto forma di matrice attraverso l utilizzo di un foglio elettronico in cui, generalmente, i nodi del reticolo compaiono in riga e in colonna secondo la stessa sequenza. 18

19 Esempio 2. Matrice dei dati relazionali. Si tratta di una matrice costituita da una serie di righe numerate e di colonne che a seconda della tipologia di matrice (rettangolare come la matrice di affiliazione, o quadrata come le matrici di adiacenza o di incidenza) possono essere etichettate con lettere dell alfabeto (in caso di matrice rettangolare) o con valori numerici (per le matrici quadrate). Questo formato è il più semplice da utilizzare come supporto dei dati relazionali; ci consente di introdurre direttamente nelle celle dati binari o numerici oppure di importare matrici costruite su fogli di programmi di calcolo e archiviazione come Excel. L obiettivo finale, naturalmente è quello di consentire ai dati matriciali, di generare un grafo. Per la costruzione di un grafo solitamente si utilizza la matrice di adiacenza; questa è costituita da una matrice quadrata casi x casi, in cui sia le righe che le colonne rappresentano gli stessi attori. La matrice di adiacenza può essere simmetrica o asimmetrica; nel caso in cui non si tiene conto della direzione del legame la matrice è simmetrica, nel caso in cui si tiene conto della direzione del legame (come nel presente lavoro) la matrice è asimmetrica. Le matrici di adiacenza posso contenere dati di tipo binario (presenza vs. assenza) oppure dei valori numerici. I valori numerici, solitamente, esprimono l intensità della relazione, che può essere espressa sia come molteplicità, che come frequenza della relazione 19

20 Per quanto concerne la progettazione dell'indagine, possiamo elencare tre passi relativi alla definizione della struttura del reticolo e quindi su quali soggetti indagare; tali fasi riguardano: - la dimensione del network; - l'individuazione dei confini del network; - il campionamento; Il problema della dimensione di una rete sociale riguarda, soprattutto, le difficoltà di applicazione di test e di somministrazione di questionari sociometrici agli aggregati di vasta numerosità: infatti, se per i networks di modeste dimensioni possono bastare gli antichi ma efficaci accorgimenti e i criteri tipici dell'approccio (1934) di Jacob Moreno (studio rigoroso solo di gruppi reali in cui tutti i soggetti si conoscono tra loro), per i reticoli di ampia entità sono necessarie tecniche apposite, la cui capacità, purtroppo sono molto spesso limitate o poco raffinate; genericamente, quindi, gli specialisti preferiscono stabilire artificialmente le dimensioni del reticolo creando dei confini precedentemente identificati in modo congruente con la realtà della struttura reticolo e con l'ambito specifico che si vuole sondare. Nel caso di questa ricerca è stato relativamente semplice identificare i confini del reticolo viste le peculiarità dell attore prescelto, ovvero lo stato-nazione. A loro volta i problemi di campionamento nascono dal fatto che lo scopo dell'indagine sociometrica, teso a ricostruire la morfologia di una serie di relazioni che si stabiliscono all'interno di un reticolo, deve fare i conti con una struttura sociale vasta, irripetibile, che non consente di ipotizzare una distribuzione uniforme dei dati, e che presenta variabili complementari poiché i dati riguardanti un soggetto sono contemporaneamente relativi anche ad altri attori. Tuttavia proprio quest'ultima peculiarità potrebbe consentire, tramite un campione sociometrico, di guadagnare informazioni non solo sul volume relazionale dell'intervistato, ma anche su quello di altri membri non facenti parte del campione. In sintesi, se un campione deve permettere, in indagini di tipo survey, di estendere i dati a tutta la popolazione in esame, il campione nella Network Analysis ha il compito, non semplice (e, molto spesso, irrealizzabile mediante campionamento), di ricostruire la morfologia sociale, articolata e non omogenea, del reticolo. Nella presente indagine, dato che si è ricostruita la rete di interazione di tutti gli stati del mondo, non è stato necessario ricorrere a strumenti di campionamento. La multidimensionalità relazionale e l'equivalenza strutturale. Una delle questioni operative a cui più volte si è fatto cenno riguarda il fatto che la crescita dimensionale del network aumenta sensibilmente i problemi per il ricercatore, in special modo nel caso in cui si renda necessario dover considerare contemporaneamente forme di interazione 20

21 complesse. Questo è il problema della multidimensionalità dei legami, direttamente correlata al fatto che talvolta può essere utile indagare su modalità di contatto differenti che agiscono nello stesso tempo su piani diversi (multiplexity). La multiplexity analysis rappresenta, in sintesi, un orientamento di ricerca centrato sulla rilevazione di interazioni multiple, interessandosi, in modo più specifico, ai processi di influenza e ai sistemi di status e ruolo. Tra le dinamiche a cui si è tentato di applicare la multiplexity analysis troviamo lo sviluppo della leadership, l'evolversi delle catene comunicative privilegiate e la creazione di sottogruppi in posizione elitaria. La multiplexity analysis, tuttavia, rischia spesso di generare grafi incoerenti e difficile interpretazione. Per questo, nella presente ricerca, si è scelto di identificare un canale relazionale privilegiato, in grado esso stesso, di sintetizzare una ampia serie di altri pattern relazionali tra gli stati (accordi internazionali, economici, strategici) e mirando a creare grafi limpidi nel loro significato proprio perché basati su una, e solo una, tipologia relazionale. L'analisi dei diversi tipi di legami tra gli attori può avvalersi di recenti tecniche di analisi dei grafi, con cui si cerca di compattare in un unica dimensione le informazioni multiple provenienti da diversi reticoli dividendo, come nel caso della blockmodel analysis, gli attori in sottogruppi ricavati sulla base dei loro sistemi relazionali. L'obiettivo principale, quindi, è quello di creare una particolare rappresentazione della struttura sociale in cui attori equivalenti (per il tipo di relazioni mantenute) sono collocati negli stessi sottogruppi. Secondo il principio dell'equivalenza strutturale è necessario analizzare i sottogruppi di un sistema localizzando e confrontando dei set di posizioni con morfologia identica: in altre parole gli individui di un grafo sono stimati come equivalenti se presentano gli stessi modelli di relazioni con gli altri membri del network. Diventano importanti, allora, non tanto i legami diretti espressi dai soggetti, ma l'insieme di relazioni tra un individuo e tutti gli n-1 attori del sistema. Naturalmente lo scopo finale è quello di identificare il modo in cui attori con modelli relazionali simili acquisiscono lo stesso status all'interno del reticolo. Come si vedrà nei capitoli successivi, l equivalenza strutturale rappresenterà una chiave di interpretazione privilegiata nell analisi dei modelli relazionali tra gli stati. Il principio di equivalenza strutturale opera in base a due criteri, peraltro basilari, della Network Analysis: il criterio di approccio relazionale e quello di approccio posizionale. Secondo l'approccio relazionale (Burt, 1983) l'insieme di legami, diretti ed indiretti, che gli attori sviluppano fra loro si basa sul tipo di risorse (materiali o immateriali) che procedono sui canali relazionali tra coppie di attori e sull'intensità espressa nei legami tra gli attori. Il set relazionale di un attore, quindi, ne determina la posizione occupata all'interno del reticolo. 21

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