Il realismo magico nei racconti di Massimo Bontempelli

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1 MASARYKOVA UNIVERZITA Filozofická fakulta Ústav románských jazyků a literatur Italský jazyk a literatura Il realismo magico nei racconti di Massimo Bontempelli Magisterská diplomová práce Pavla Mižičová Vedoucí práce: Mgr. Zuzana Šebelová, Ph.D. 2011

2 Prohlašuji, že jsem diplomovou práci vypracovala samostatně s využitím uvedených pramenů a literatury.... 2

3 Děkuji Mgr. Zuzaně Šebelové, Ph.D. za odborné vedení a cenné rady, které napomohly vzniku této diplomové práce. 3

4 INDICE 1 INTRODUZIONE LA VITA E LE OPERE PRINCIPALI DI MASSIMO BONTEMPELLI REALISMO MAGICO La definizione del termine L origine del termine La diffusione del realismo magico letterario in Europa e in America Latina Tratti tipici del realismo magico in letteratura Realismo magico tra il surrealismo e il fantastico Bontempelli e la sua concezione del realismo magico NUCLEI TEMATICI PRINCIPALI NEI RACCONTI DI BONTEMPELLI La donna bontempelliana Personaggio femminile di tipo candido La donna dai poteri magici La donna dall origine misteriosa Lo specchio magico Lo specchio come un tramite tra due mondi paralelli Lo specchio deformante Lo specchio che toglie l identità La statua come un oggetto magico L omicidio come uno strumento per liberarsi L immagine della fine del mondo Il mito novecentista LE STRATEGIE NARRATIVE Il protagonista-narratore autobiografico La concezione dello spazio e del tempo

5 6 CONCLUSIONE BIBLIOGRAFIA

6 1 INTRODUZIONE La presente tesi di laurea riguarda Massimo Bontempelli, lo scrittore che è particolarmente noto sopratutto come il fondatore e l esponente più significativo del realismo magico italiano. Lo scopo della presente tesi è osservare come i principi teoretici del realismo magico funzionano nei testi di Bontempelli. Siccome la produzione dello scrittore è collegata con movimenti letterari diversi, si punta l attenzione sui racconti scritti negli anni , cioè il periodo in cui si manifesta pienamente il passaggio dello scrittore proprio al realismo magico. S intende di individuare i tratti principali del realismo magico che appaiono nei testi analizzati, con particolare attenzione all interpretazione dei temi e motivi ricorrenti. Inoltre, la tesi si propone di esaminare in quale misura i principi teoretici del realismo magico sono applicati nei testi dello scrittore. La prima parte della presente tesi rappresenta la base teoretica dell argomento. Il secondo capitolo si occupa della vita e delle opere di Massimo Bontempelli. Per poter capire in modo più aprofondito la produzione letteraria di Bontempelli, vengono delineati gli eventi storici più importanti che influenzano la sua vita, e si accenna anche alle sue numerose attività politiche. L attenzione viene dedicata anche al contesto culturale e letterario, riassumendo lo sviluppo individuale dell autore nel contesto degli altri movimenti letterari che sono legati alla produzione dello scrittore. Il terzo capitolo invece si propone di presentare il concetto del realismo magico letterario. Si accenna all origine e alla definizione del termine, e si fa il confronto tra la concezione del realismo magico europeo e quello latinoamericano, prestando attenzione agli esponenti più significativi di questo filone letterario. Il capitolo tratta anche le relazioni tra il realismo magico e altri filoni letterari per i quali viene spesso scambiato, e sottolinea proprio i tratti distintivi del realismo magico. Per di più, si esaminano i tratti tipici del realismo magico letterario in generale e ci si concentra sulla concezione specifica del realismo magico di Bontempelli. I capitoli successivi sono dedicati all analisi dei testi dello scrittore. Mentre il quarto capitolo si focalizza sull interpretazione dei nuclei tematici principali che compaiono nelle raccolte analizzate, il quinto capitolo riguarda le strategie narrative che sono usate dall autore per realizzare il suo concetto del realismo magico. 6

7 La parte analitica della tesi si propone di confrontare i risultati dell analisi con i principi teoretici proposti dallo stesso autore, esaminando se vengono seguiti o no. 7

8 2 LA VITA E LE OPERE PRINCIPALI DI MASSIMO BONTEMPELLI 1 Massimo Bontempelli nasce a Como il 12 maggio Suo padre lavora come ingegnere nelle Ferrovie dello Stato e per motivi di lavoro si trasferisce frequentemente con tutta la famiglia in varie città italiane. Così Massimo compie gli studi elementari a Civitavecchia e poi frequenta il Liceo Classico Parini a Milano, dove il suo insegnante di lettere è lo scrittore Alfredo Panzini. Dopo un altro trasferimento, nel 1897 Bontempelli prende la maturità ad Alessandria. Finite le scuole secondarie, lo scrittore completa i suoi studi a Torino dove è allievo del poeta e critico lettario Arturo Graf, laureandosi nel 1902 in Lettere e Filosofia. Dopo un breve periodo di insegnamento nelle scuole medie, lavora per varie case editrici, collabora alla rivista Nuova Antologia e comincia a scrivere poesia e racconti. Nel 1912 pubblica un volume di racconti Sette savi che rimane l unica opera di questo periodo che Bontempelli non rifiuti più tardi. Successivamente, lo scrittore si trasferisce a Milano per collaborare al quotidiano milanese Secolo e dalle pagine di questo giornale promuove un attiva campagna interventista e ultranazionalista. Nei primi mesi della guerra fa il corrispondente dal fronte per conto del giornale romano Il Messagero e più tardi combatte come ufficiale di artiglieria, ottenendo varie decorazioni. È proprio l esperienza della guerra che è particolarmente significativa per l esordio letterario di Bontempelli che a partire dal 1919 scrive i suoi grandi romanzi La vita intensa e La vita operosa che, infatti, sono raccolte di novelle organizzate in macrotesto. Tutti e due i testi sono ambientati in Italia intorno al periodo della prima guerra mondiale. Il primo romanzo ci parla della situazione italiana vista da un intelettuale negli anni in cui la guerra ha inizio, mentre il secondo racconta i problemi dell immediato dopoguerra, mostrando la vita frenetica di questo periodo e la nascita del nuovo secolo attraverso le vicende comiche dei cittadini milanesi. Dal punto di vista tematico e stilistico, tutti e due i romanzi dimostrano la conversione dell autore 1 Le informazioni generali contenute in questo capitolo sono ricavate dai seguenti libri: AIROLDI NAMER F., Massimo Bontempelli; BALDACCI L., Massimo Bontempelli; CAPPELLO G., Invito alla lettura di Bontempelli; COSTA S., Il racconto italiano del Novecento; GHIDETTI E., LUTI G., Dizionario critico della letteratura italiana del novecento; GUGLIELMI G., La prosa italiana del Novecento II: Tra romanzo e racconto; FERRONI G., Storia della letteratura italiana. Il Novecento, MICALI S., Miti e riti del moderno: Marinetti, Bontempelli, Pirandello; PESCE MARIA D., Massimo Bontempelli, drammaturgo: Il senso del meraviglioso. 8

9 all avanguardia letteraria, 2 più esattamente al futurismo, il movimento che proprio nel primo e secondo decennio del Novecento domina la produzione letteraria italiana. Il programma ideologico di questo movimento comprende la critica della tradizione e del passato in generale, e celebra il mito della modernità e il progresso tecnologico e industriale della società moderna, promuovendo le innovazioni stilistiche e tematiche nella letteratura. Le opere di Bontempelli scritte all inizio degli anni 20 seguono dunque le regole messe a punto dal futurismo, sopratutto per quello che riguarda gli aspetti formali. Comunque, nella sua produzione successiva, Bontempelli si allontana dalla posizione futurista e sviluppa la propria concezione dell arte, che pur prendendo spunto dai principi del futurismo, nella maggior parte del suo programma si oppone severamente a questo movimento letterario. Nello stesso tempo lo scrittore collabora con diversi giornali ( Il Corriere della sera, Il Mondo ) e proprio i suoi lunghi soggiorni da giornalista a Parigi lo mettono in contatto con le nuove avanguardie francesi, cambiando perciò sostanzialmente la sua immagine dello scrittore moderno. Infatti, nei suoi romanzi successivi La scacchiera davanti allo specchio (1922) e Eva ultima (1923) si possono individuare i tratti che coincidono in gran parte con i principi presentati nel Manifesto del Surrealismo. 3 Il romanzo La scacchiera davanti allo specchio descrive un viaggio del narratore al di là di uno specchio, presentando ai lettori un mondo del tutto fantastico e irreale. A prima vista, il testo può essere considerato un racconto per bambini, ma il tema di scontri tra mondi diversi e la problematica della realtà del nostro mondo rivelano i ricchi stimoli culturali dell autore, dal surrealismo alla pittura metafisica. 4 Così questo romanzo rappresenta una lettura che stimola l interesse anche del pubblico più esigente. Mentre La scacchiera rappresenta un opera di un alto valore letterario per la sua originalità, i modi narrativi e i temi usati nel romanzo successivo, Eva ultima, sono considerati da alcuni critici come troppo artificiosi e portati all estremo. 5 Anche in questo testo 2 Le avanguardie storiche si diffondono in Europa a partire dal primo decennio del ventesimo secolo. Queste correnti letterarie e culturali si propongono di rompere radicalmente con la tradizione e di cercare le forme dellʼespressione artistica sperimentali. Tra le avanguardie del primo Novecento appartengono il surrealismo e il dadaismo in Francia, l espressionismo in Germania e il futurismo in Italia e in Russia. 3 Manifesto del Surrealismoˮ è un testo scritto dallo scrittore francese André Breton ( ) nel Breton promuove il surrealismo come un movimento letterario e culturale, esponendo i suoi principi teorici fondamentali. 4 La Pittura metafisicaˮ è una corrente pittorica che cerca di rappresentare quello che si trova al di là dell apparenza fisica della realtà e dell esperienza dei sensi, costituendo così un punto di riferimento essenziale per il surrealismo. Gli autori più importanti del movimento sono Giorgio De Chirico ( ), Alberto Savinio ( ), Carlo Carrà ( ) e Giorgio Morandi ( ). 5 Cfr. CAPPELLO G., Invito alla lettura di Bontempelli, p

10 l autore tratta la problematica del conflitto tra il mondo reale e quello fantastico, mettendo a confronto i personaggi reali con le marionette. Tornato in Italia dopo i suoi soggiorni in Francia, Bontempelli si stabilisce a Roma, dove fa parte del Teatro degli Undici 6 e stringe amicizia con Luigi Pirandello che lo sollecita a scrivere anche drammi per la sua compagnia teatrale. Nasce così il dramma Nostra Dea (1925), considerato il vero capolavoro della produzione teatrale bontempelliana, e Minnie la candida (1927). Tutte e due le opere hanno in comune una figura femminile come la protagonista e traggono ispirazione dalle opere pirandelliane, soprattutto per quel che riguarda il carattere dei personaggi che, essendo troppo ingenui e influenzabili, sono spesso colpiti da una labilità psicologica ed emotiva. Infatti, Minnie, la protagonista di Minnie la candida, è una donna dolce e fragile, che, colpita dalla follia, si suicida buttandosi dal balcone. Anche la protagonista di Nostra Dea è una persona instabile che cambia aspetto e carattere secondo il vestito che indossa. Oltre a questi due drammi, Bontempelli scrive numerose opere teatrali, che però risultano di minore interesse dal punto di vista della critica. Nel 1926, Bontempelli tenta di organizzare lo sviluppo culturale e letterario in Italia, pubblicando la rivista intitolata 900, Cahiers d Italie e d Europe che dirige insieme a Curzio Malaparte 7. La rivista è pubblicata in francese perché possa raggiungere un pubblico più vasto e si fa portavoce delle idee principali del Novecentismo, 8 con lo scopo di espandere la cultura italiana all estero e allo stesso tempo portare in Italia una letteratura più giovane e nuova. Tuttavia, dopo il quarto numero, il regime impose a 900 di usare la lingua italiana e quindi i numeri seguenti vengono tradotti dal francese dallo stesso Bontempelli. Nel giro di tre anni appaiono nella rivista per la prima volta in Italia testi tradotti di James Joyce, Virginia Woolf, Anton Čechov o Lev Tolstoj. Oltre ai pezzi letterari, la rivista presenta anche le idee di Bontempelli riguardanti la situazione politica e culturale del tempo, insieme alla sua propria concezione della creazione artistica che chiama realismo magico. 9 Anche se la 6 Teatro degli Undiciˮ è una compagnia teatrale fondata da Luigi Pirandello nel Curzio Malaparte ( ) è uno scrittore e giornalista italiano. Dopo un breve periodo di collaborazione con Bontempelli, Malaparte passa ad un movimento diverso che si chiama Strapaeseˮ, del quale sviluppa anche fondazioni teoriche. 8 Novecentismoˮ è un movimento letterario iniziato nel 1926 da Bontempelli. Sostanzialmente, il movimento si oppone contro lo psicologismo, il naturalismo e il sentimentalismo dell Ottocento e propone l importanza dell immaginazione nella creazione letteraria. Tra i collaboratori di Bontempelli appartengono per esempio Antonio Aniante ( ), Marcello Gallian ( ) e Corrado Alvaro ( ). 9 I tratti caratteristici del realismo magico vengono approfonditi nel capitolo seguente della presente tesi. 10

11 rivista 900 contribuisce in un modo innegabile alla diffusione di idee nuove, movimentando positivamente il dibattito culturale del tempo, dopo un breve periodo, nel giugno del 1929 viene definitivamente chiusa. Contemporaneamente, in Italia si sviluppa un altra linea ideologica chiamata Strapaese che riguarda gli scrittori che si riuniscono attorno alla rivista Il Selvaggio diretta da Mino Maccari. 10 A differenza di 900, Il Selvaggio 11 promuove le tradizioni, il folclore regionale della gente contadina e rifiuta la cultura moderna e il materialismo della società moderna. Per di più, assume un atteggiamento severamente antieuropeo e antiamericano. Come una reazione a questo movimento, Bontempelli conia il termine Stracittà che dovrebbe rappresentare il suo concetto dell arte avanguardista, cosmopolita, dell espansione europea. È opportuno aggiungere che gli autori che fanno parte di questi due gruppi letterari opposti si dichiarano tutti fascisti e cominciano la loro produzione letteraria sotto la protezione del regime. Col passare del tempo, però, i loro contributi letterari finiscono molto spesso sotto la censura e così involontariamente diventano esponenti della cultura in opposizione al regime ufficiale, come succede anche nel caso di Bontempelli. Tra le altre riviste influenti del tempo appartiene anche La Ronda, una rivista romana uscita dal 1919 al 1923 e diretta da sette redattori, 12 ai quali si aggiungono i numerosi collaboratori. Il programma comprende l indipendenza e l autonomia totale dell arte, esaltando la letteratura separata dalla vita quotidiana dell artista e dalla politica. Inoltre, gli autori appartenenti a questo movimento reagiscono contro gli avanguardisti e i futuristi e dichiarano l ammirazione per il linguaggio e il classicismo di Leopardi. Infatti, nei suoi scritti sulla teoria dell arte, Bontempelli dimostra una certa simpatia nei confronti del programma della Ronda, sopratutto per quello che riguarda la critica del futurismo e l indipendenza della produzione letteraria dalla vita politica del tempo. Insomma, tutte queste linee letterarie nascono come reazioni agli avvenimenti culturali e politici del tempo, che viene caratterizzato dallo sviluppo industriale e 10 Mino Maccari ( ) è uno scrittore, editore, giornalista e pittore italiano particolarmente noto anche nell ambito politico-culturale come un rivoluzionario e convinto sostenitore del fascismo. 11 Tra i collaboratori più significativi della rivista appartengono Antonio Baldini ( ), Vincenzo Cardarelli ( ), Aldo Palazzeschi ( ) e Romano Bilenchi ( ). 12 Chiamati anche i sette nemici per indicare le loro idee opposte. Tra questi autori appartengono Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Riccardo Bacchelli, Lorenzo Montano, Bruno Barilli e Aurelio Emilio Saffi. 11

12 tecnico, da invenzioni di nuovi mezzi di trasporto e di communicazione a distanza che influenzano sostanzialmente il modo di vivere. Per quel che riguarda i rapporti interpersonali, si cominciano a manifestare problemi collegati alla crisi d identità, sopratutto nelle grandi metropoli. I cambiamenti riguardano anche la struttura della società, infatti, si estende la classe degli intelettuali piccolo-borghesi (tra i quali appartengono per esempio insegnanti e dipendenti statali) che sono sensibili verso la letteratura e verso le ideologie politiche nuove. E perciò in questo periodo riprendono influenza i partiti socialisti che stimolano nella piccola borghesia un aggressiva volontà di cambiamento. Lo spirito di quest epoca contradditoria si riflette dunque nella letteratura del tempo, che dimostra il disagio esistenziale e la frattura tra l individuo e la società borghese insieme al disprezzo verso la mentalità e valori della borghesia. In questo periodo, Bontempelli continua a scrivere opere che riflettono i suoi atteggiamenti letterari teorici, pubblicando Il figlio di due madri (1929), un libro che parla di un prodigioso caso di reincarnazione, seguito dal romanzo Vita e morte di Adria e dei suoi figli (1930) che a seconda della critica appartiene tra le opere migliori della narrativa bontempelliana. 13 Questi due romanzi hanno come elemento comune l ambientazione realistica insieme all aspetto magico, sottolineando il mito come il motivo centrale della narrazione. Negli anni venti escono le raccolte di racconti di stampo magico che vengono considerate veri e propri manifesti del realismo magico bontempelliano. Appartengono qui le raccolte La donna dei miei sogni e altre avventure moderne (1925), Donna nel sole e altri idilli (1926), seguiti nel 1931 da Mia vita, morte e miracoli. 14 Tutte e tre le raccolte comprendono testi eterogenei, dei quali l unico tratto comune è rappresentato dalla presenza di avvenimenti miracolosi in varie forme. Nella terza raccolta, l autore offre ai lettori una specie di autobiografia, nella quale però spiccano gli avvenimenti fantastici, ciò corrisponde esattamente con la sua concezione della creazione letteraria. Tutte e tre le raccolte sono più tardi riunite e riedite sotto il titolo Miracoli che esce nel Ormai Bontempelli è conosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma anche oltre il confine. In questi anni lo scrittore passa molto tempo all estero per i suoi viaggi, conferenze e dibattiti sulla cultura italiana, e i suoi libri sono tradotti in molte lingue. Le 13 Cfr. GHIDETTI E., LUTI G., Dizionario critico della letteratura italiana del novecento, p All analisi dei temi principali di questi racconti viene dedicata la parte centrale della presente tesi. 12

13 sue esperienze danno spunto ad alcuni libri di appunti di viaggio. Dalla produzione più tarda di Bontempelli occorre nominare il titolo Gente nel tempo (1936) che rappresenta uno dei pochi romanzi dello scrittore, e la raccolta di testi Giro del sole (1941). A questo punto sarebbe opportuno soffermarsi sulla questione del fascismo e del suo influsso sulla vita e produzione letteraria dello scrittore. A partire dal 1925, la cultura italiana vive un periodo difficile a causa dell affermarsi della dittatura fascista. Il regime di Mussolini limita la libertà d espressione degli scrittori, in molti casi la blocca totalmente. Molti autori sono costretti all esilio o addirittura al carcere, e riviste e libri vengono bloccati dalla censura. Il rapporto di Bontempelli con il regime è piuttosto ambiguo. All inizio degli anni venti, lo scrittore si presenta come un convinto sostenitore del regime, vedendo nel fascismo un modo adatto a risolvere i problemi della società del tempo. Il suo rapporto favorevole con il regime emerge nel 1927, quando diventa il segretario nazionale del Sindacato fascista Autori e scrittori, e nel 1930 è addirittura nominato Accademico d Italia. Tuttavia, col passare del tempo, il suo atteggiamento nei confronti del regime gradualmente cambia, siccome disapprova alcune pratiche del regime, sopratutto per quanto riguarda la censura e gli interventi del regime nell ambiente della letteratura e dellʼarte in generale. Oltre a pubblicare vari articoli nei quali promuove l indipendenza dell arte dal regime e critica i tentativi del regime di sorvegliare la produzione artistica, 15 nel 1938 Bontempelli rifiuta la cattedra universitaria tolta ad Arnaldo Momigliano in seguito alle leggi raziali. Dunque, lo scrittore prima protetto dal regime diventa un perseguitato politico che comincia a mettersi in contatto con persone appartenenti agli ambienti antifascisti. Comunque, nel 1948, alle prime elezioni del dopoguerra, dopo essere eletto senatore nelle liste del Fronte Popolare, la sua nomina viene invalidata per il fatto che aveva pubblicato libri di propaganda fascista, tra cui alcune antologie per scuole medie. Deluso dagli esiti della sua candidatura e soprattutto dalle accuse che cercano di compromettere la sua reputazione, lo scrittore torna definitivamente a Roma e si ritira dalla vita pubblica. Nel 1953 vince il premio Strega con il suo ultimo libro L amante fedele che contiene i racconti scritti già in periodo dell immediato dopoguerra. Negli anni Cinquanta, una grave malattia gli impedisce di scrivere e lo scrittore muore il 21 luglio 1960 a Roma. 15 La questione del rapporto tra il regime e l arte viene approfondita dallo scrittore nel articolo del agosto 1936, pubblicato in Lʼavventura novecentista, pp

14 3 REALISMO MAGICO 16 I critici letterari che si occupano della produzione letteraria di Bontempelli, adoperano di solito il termine realismo magico per definire i tratti tipici del suo stile letterario. Comunque, occorre rendersi conto del fatto che nelle opere di Bontempelli possiamo individuare sia elementi tipici proprio per il realismo magico sia elementi che rivelano l ispirazione da altre correnti letterarie. La produzione bontempelliana quindi non può essere definita nei limiti di un solito filone letterario, ma si tratta piuttosto di un risultato dell influenza di vari movimenti letterari, artistici e filosofici del tempo. Siccome la presente tesi si occupa dei racconti di Bontempelli scritti negli anni 20 e 30, nei quali l influsso del realismo magico sulla produzione dello scrittore prevale sulle altre tendenze, è opportuno soffermarsi proprio su questo argomento. Lo scopo di questo capitolo è perciò quello di provvedere uno sfondo teoretico necessario per poter affrontare l opera letteraria dello scrittore. Si propone di definire il termine realismo magico e di individuare i tratti tipici di questo filone letterario, confrontandolo con altri filoni letterari che manifestano tratti simili. Inoltre, ci si concentra sulla concezione del realismo magico di Bontempelli, delineando i suoi concetti più significativi. 3.1 La definizione del termine Esaminando l espressione realismo magico, si può notare che si tratta di una sorta di ossimoro che unisce due elementi semanticamente in contrasto - da una parte il sostantivo realismo che si riferisce a situazioni e ambienti reali, e dall altra l aggettivo magico che viene associato con il mondo fantastico e immaginario. Tra i tratti tipici del realismo letterario appartengono l ambientazione precisa, i protagonisti comuni e la rappresentazione fedele della vita dei personaggi. Gli autori quindi cercano di raffigurare la realtà quotidiana, creando nei lettori la sensazione che raccontino fatti veri. Dal punto di vista della forma, la narrativa tende a seguire l ordine degli 16 Le informazioni contenute in questo capitolo sono tratte dai seguenti libri: BOWERS MAGGIE A., Magic(al) Realism; BUKÁČEK J., Hlavní směry v italské literatuře; FERRONI G., Storia della letteratura italiana. Il Novecento; GAMBARO F., Surrealismo; GHIDETTI E., LUTI G., Dizionario critico della letteratura italiana del novecento; LUKAVSKÁ E., Zázračné reálno a magický realismus: Alejo Carpentier versus Gabriel García Márquez; RAFFI MARIA E., André Breton e il surrealismo nella cultura italiana ( ); ŠRÁMEK J., Morfologie fantastické povídky; TODOROV T., Úvod do fantastické literatury; ZAMORA LOIS P., FARIS WENDY B., Magical realism: theory, history, community. 14

15 avvenimenti senza sperimentazioni stilistiche o formali, facendo continuamente il riferimento al reale. Il termine magico, invece, viene spesso usato per riferirsi a eventi straordinari, soprannaturali e inverificabili. Così, nella narrazione si trovano temi e situazioni inconsueti che si intrecciano e si oppongono con gli schemi tradizionali usati nel realismo. Il termine realismo magico è quindi una sintesi di due termini opposti che costituiscono un legame tra il mondo reale e fantastico. In altre parole, si parla del realismo magico quando gli elementi magici appaiono in un contesto realistico. 3.2 L origine del termine Il termine realismo magico è per la prima volta utilizzato nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh 17 per descrivere lo stile particolare del gruppo dei pittori tedeschi appartenenti al movimento artistico Nuova Oggettività. 18 Gli artisti appartenenti a questo movimento cercano di esprimere l orrore e il caos della guerra, ma i loro dipinti sono privi di ogni sentimentalità. Per di più, nella loro concezione della realtà sono notevolmente influenzati dal pittore italiano Giorgio De Chirico, esponente principale della corrente artistica che si chiama La Pittura metafisica. Tra i caratteri fondamentali della produzione di De Chirico appartengono per esempio le prospettive multiple, l assenza dei personaggi umani, le scene che si svolgono nei posti isolati e l atmosfera inquietante, tutto ciò suscita la sensazione di solitudine e straniamento. Dunque, i dipinti metafisici raffigurano oggetti ed eventi che fanno parte della realtà quotidiana, ma li presentano da prospettive diverse, creando una sensazione del mistero e della meraviglia. A differenza del realismo magico letterario, nella pittura non troviamo gli elementi magici o fantastici inquadrati esplicitamente nella rappresentazione della realtà, ma si tratta piuttosto di una visione del mondo attonita, come se la realtà fosse vista attraverso un obiettivo misterioso. Successivamente, il realismo magico è associato con il realismo insolito degli artisti come Ivan Albright, Paul Cadmus e George Tooker che fanno parte del gruppo di pittori americani attivi negli anni 40 e Franz Roh ( ) è un critico tedesco che è particolarmente noto proprio per il suo saggio sulle arti visive intitolato Nach-Expressionismus Magischer Realismus (1925), dove appare per la prima volta il termine realismo magicoˮ. 18 Nuova Oggettivitàˮ (in tedesco Neue Sachlichkeitˮ) è un movimento artistico nato in Germania alla fine della prima guerra mondiale come una reazione all espressionismo. Tra i rappresentanti di questo movimento appartengono i pittori come Otto Dix ( ), Christian Schad ( ), Georg Schrimpf ( ), George Grosz ( ) e Alexander Kanoldt ( ). 15

16 Comunque, per quel che riguarda la produzione letteraria, il termine realismo magico assume la popolarità maggiore negli anni 60 in America Latina dopo la pubblicazione del romanzo Cent anni di solitudine di Gabriel García Márquez che diventa una delle opere più significative del realismo magico letterario. 3.3 La diffusione del realismo magico letterario in Europa e in America Latina Se si tratta del realismo magico, è opportuno affrontare anche la questione dell influsso di questa tendenza sulla letteratura in località particolari. Naturalmente, nel caso di Bontempelli ci si trova nel contesto culturale europeo. S intende quindi rintracciare lo sviluppo del realismo magico nei vari paesi europei con particolare interesse per gli esponenti più significativi di questo filone letterario. Tuttavia, occorre anche accennare alla concezione particolare del realismo magico che si sviluppa più tardi nella parte opposta del mondo, cioè nell America Latina. Infatti, proprio l America Latina è la località che viene più spesso associata con il termine realismo magico in letteratura. Questo capitolo dunque cerca di delineare le due linee principali del realismo magico, europea e latinoamericana, riassumendo i loro esponenti di maggiore influenza. Com è stato già notato, le implicazioni teoretiche introdotte da Franz Roh influenzano notevolmente lo sviluppo letterario e culturale dei vari paesi Europei. Infatti, è proprio Massimo Bontempelli che presenta i principi teoretici del realismo magico in Italia e allo stesso tempo viene considerato il primo scrittore creativo del realismo magico. L influsso di Bontempelli si può rintracciare nelle opere di vari scrittori italiani, soprattutto in quelle di Buzzati e Landolfi. 19 Successivamente, le idee di Bontempelli sul realismo magico ispirano anche molti altri letterati europei, tra i quali appartengono per esempio Daisne e Lampo. 20 Il loro concetto del realismo magico è però diverso da quello creato da Bontempelli nel senso che è più vicino al surrealismo 19 Dino Buzzati ( ) è uno scrittore italiano che viene spesso collegato con il fantastico e il surrealismo. Tra le sue opere più note appartengono Bàrnabo delle montagne (1933), Deserto dei tartari (1940) o Sessanta racconti (1958). Tommaso Landolfi ( ) è uno dei maggiori esponenti del fantastico italiano ed è particolarmente noto per i suoi romanzi La pietra lunare (1939), Racconto d autunno (1947), e numerose raccolte dei racconti, come per esempio Dialogo dei massimi sistemi (1937) e Il mar delle blatte e altre storie (1939). 20 Johan Daisne ( ) e Hubert Lampo ( ) sono scrittori belghi che appartengono tra i rappresentanti più significativi del realismo magico europeo. 16

17 e influenzato dalla psicoanalisi, esplorando la relazione tra il sogno e la realtà sotto l apparenza di elementi favolosi. Comunque, il romanzo europeo più famoso nel quale si possono rintracciare elementi magico-realistici è Il tamburo di latta 21 di Günter Grass. 22 Anche se lo stesso Grass ammette di essere stato influenzato da favole piuttosto che da Bontepmelli e dalla sua concezione del realismo magico, nella sua opera si possono individuare alcuni tratti comuni con le opere degli altri scrittori legati al realismo magico. Nella sua narrazione quindi emerge la distorsione della verità causata dalle esperienze della violenza che Grass ha vissuto durante la seconda guerra mondiale. Siccome il protagonista racconta la storia dal manicomio, l affidabilità della sua narrazione è deliberatamente messa in questione. Tuttavia, tutti gli eventi della sua storia, fantastici o realistici, sono presentati come la realtà vera e propria, senza un commento esteriore dell autore per quanto riguarda il grado della verità. È quindi il dovere del lettore di decidere se credere o no a quello che dice il protagonista e di giudicare l affidabilità del suo stato mentale. Il tamburo di latta è indicato come la fonte d ispirazione principale di un altro scrittore famoso di realismo magico, Salman Rushdie. 23 Sostanzialmente, le opere di Rushdie collegano il realismo magico di origine surrealista europeo con quello di origine mitica dell America Latina. Questa ispirazione duplice è infatti tipica per la maggioranza delle opere del realismo magico scritte in inglese, perché vengono scritte più tardi rispetto alle opere analoghe create nell Europa continentale e nell America Latina. Un altro tratto comune delle opere scritte in inglese è la loro natura politica, infatti, molti scrittori del realismo magico provengono dalle ex colonie britanniche e assumono quindi un approccio critico verso l imperialismo, mostrando la vita della gente comune nelle regioni dominate dall impero. 24 Infatti, proprio il realismo magico fornisce agli scrittori i mezzi idonei per evidenziare l influsso negativo della civiltà 21 Il romanzo è ambientato in Polonia durante lʼoccupazione tedesca e la storia è raccontata da Oskar Matzerath, un giovane tedesco fisicamente deforme ma dotato di un intelligenza superiore. Oskar rievoca vicende della sua famiglia e della sua infanzia. La sua percezione della realtà è influenzata fortemente dalle condizioni della sua crescita ed è quindi in qualche modo rovesciata. 22 Günter Grass (1927) è uno scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel Salman Rushdie (1947) è uno scrittore britannico dall origine indiana. Tra i suoi romanzi più significativi appartengono I figli della mezzanotte, I versi satanici e Harun e il mar delle storie. 24 Tra gli esponenti più significativi del realismo magico nella letteratura scritta in inglese appartengono il canadese Robert Kroetsch, l indiano Amitav Ghosh, l africano Ben Okri, la scrittrice afro-americana Toni Morrison e la scrittrice inglese Angela Carter. 17

18 occidentale sulla cultura dei popoli indigeni, la quale viene tradizionalmente associata con gli elementi fantastici che appaiono nei miti e nelle leggende. Comunque, la regione che viene più spesso collegata con il realismo magico è indubbiamente l America Latina, soprattutto grazie a Gabriel García Márquez 25 che influenza molti altri scrittori della regione, i quali adottano il suo modo di scrivere particolare. La nascita della tradizione letteraria nell America Latina, che è riconosciuta in tutto il mondo, avviene negli anni 50 e 60 grazie all interesse per la sperimentazione narrativa, alla quale appartiene anche il realismo magico. Lo scrittore che espone i principi teoretici del realismo magico latinoamericano è Alejo Carpentier. 26 Il suo contributo è particolarmente notevole per quel che riguarda la distinzione tra il realismo magico letterario europeo e quello latinoamericano che chiama lo real maravilloso. Nel prologo al suo romanzo più famoso Il regno di questo mondo, Carpentier ritiene che i realisti magici europei creano il senso del mistero attraverso l uso specifico delle tecniche narrative che non hanno niente a che fare con le loro convinzioni culturali. 27 In altre parole, gli scrittori europei producono una forma del realismo magico artificiale che non è associata con le loro specificità culturali. Al contrario, gli scrittori provenienti dall America Latina creano un realismo magico che è derivato dal loro contesto culturale ed è strettamente legato ai miti e alle leggende antiche. Infatti, nelle opere di Carpentier si possono individuare molti elementi collegati ai costumi africani, che vengono deliberatamente utilizzati per distinguere la produzione letteraria latinoamericana da quella europea, dimostrando così l indipendenza culturale dell America Latina. Oltre alle opere di Carpentier e Márquez, con il realismo magico viene collegato anche il romanzo La casa degli spiriti di Isabel Allende Gabriel García Márquez (1927) è uno scrittore colombiano e il maggior esponente del realismo magico in letteratura, che nel 1982 ottiene il Premio Nobel. La base narrativa del suo romanzo più significativo Cent anni di solitudine è composta da avvenimenti reali del periodo dellʼinfanzia dello scrittore. Sullo sfondo degli avvenimenti della resistenza politica e guerre civili appaiono vari avvenimenti magici e soprannaturali che sono descritti come la realtà quotidiana. 26 Alejo Carpentier ( ) è uno scrittore e critico letterario cubano considerato il fondatore della corrente latinoamericana del realismo magico. 27 Cfr. LUKAVSKÁ E., Zázračné reálno a magický realismus: Alejo Carpentier versus Gabriel García Márquez, pp Isabel Allende (1942) è considerata la prima scrittrice latinoamericana. Il suo romanzo di maggiore importanza intitolato La casa degli spiriti ha molti tratti comuni con le opere di Márquez. Anche se l ambientazione del romanzo è piuttosto realistica, vari eventi straordinari, come per esempio lʼapparizione di fantasmi, sono trattati come una cosa comune e quotidiana. 18

19 3.4 Tratti tipici del realismo magico in letteratura Com è stato già accennato, il termine realismo magico non indica una corrente letteraria precisamente definita, ma si tratta piuttosto di uno stile di scrivere che si manifesta in maniera particolare. Questo capitolo riassume alcuni tratti che le opere di realismo magico hanno in comune e i quali sono quindi considerati tipici proprio per questo filone letterario. Uno di questi elementi caratteristici è l accettazione degli elementi magici o fantastici dai protagonisti senza mettere in dubbio la logica degli avvenimenti. Anche gli eventi fantastici sono presentati come fatti veri, nonostante il grado di probabilità con la quale possano accadere. Per di più, il lettore deve accettare il fatto che gli elementi magici non sono mai spiegati dall autore. La spiegazione può essere intuita, ma l autore sempre lascia uno spazio per interpretazioni multiple. Per quanto riguarda il lettore, la distinzione tra il fantastico e il realistico e l accettazione della narrativa magico realistica è assolutamente soggetiva. È importante notare che la soggettività è determinata dalla condizione sociale e dall ambiente geografico e culturale del lettore. In altre parole, il lettore considera realistiche le cose con le quali viene in contatto nella realtà quotidiana. In questo contesto emerge la differenza tra la mentalità latinoamericana e quella europea nel senso che alcuni avvenimenti che possono sembrare straordinari al lettore in Europa, sono considerati abbastanza comuni dal lettore proveniente dall America Latina. 29 Inoltre, la soggettività consiste nella capacità dell individuo di andare al di là dei confini della razionalità e di credere in quello che si trova al di là della realtà. Considerando la natura degli elementi magici, si può notare che spesso hanno l origine nelle leggende o nei miti popolari e fanno riferimento alla tradizione orale che viene spesso associata alla storia e a un paesaggio particolare. Un altro elemento che si può spesso individuare nella narrativa magico-realistica è il motivo del contrasto, come per esempio l opposizione tra la vita e la morte, il razionale e il fantastico, la città e la campagna, che viene utilizzato come uno strumento per far emergere le prospettive multiple della realtà quotidiana. 29 Cfr. LUKAVSKÁ E., Zázračné reálno a magický realismus: Alejo Carpentier versus Gabriel García Márquez, p

20 In alcune opere del realismo magico si trovano anche motivi di ribellione contro un governo totalitario o contro il colonialismo. Inoltre, i protagonisti spesso vivono ai margini della società e rappresentano modi alternativi della vita. Mentre nell America Latina si tratta di gente repressa per motivi etnici, in Europa si tratta di persone emarginate piuttosto per motivi sociali. Tuttavia, il realismo magico non si manifesta in un testo solo per quanto riguarda il contenuto, ma tocca anche l aspetto formale. Lo stile è sperimentale, gli scrittori si oppongono agli schemi narrativi tradizionali e utilizzano tecniche nuove. Un altro tratto tipico è la sperimentazione con il concetto del tempo e dello spazio. Distorsioni e inversioni temporali di vario genere sono elementi rintracciabili in molti testi del realismo magico. Perciò, lo stesso evento può accadere più volte o viene più volte menzionato nel testo, la storia è spesso raccontata in maniera retrospettiva e c è una grande distanza tra il presente e il passato che è il soggetto della narrazione. Invece del carattere lineare, il tempo viene continuamente spostato dal futuro al passato e la realtà sembra di esistere indipendentemente dal tempo. A volte, la storia è presentata da vari punti di vista e da prospettive diverse, mostrando il mondo delle persone che credono in una realtà diversa da quella nostra. Una tecnica narrativa molto spesso usata dagli autori del realismo magico è anche l inversione di causa ed efetto, ciò significa che un personaggio può soffrire prima che un evento spiacevole avvenga. Per di più, anche il linguaggio è diverso da quello realistico, sopratutto nella sua ricchezza e l uso estensivo delle metafore. Uno strumento tipico del realismo magico è l iperbole che ha la potenza di trasformare ordinario in straordinario. Nei testi magicorealistici, gli autori intenzionalmente esagerano, trasformando normale in incredibile, cancellando così la differenza tra la realtà quotidiana e il mondo fantastico. Similmente, l ironia viene utilizzata come un mezzo per mantenere una certa distanza dal fantastico che permette agli autori di non riflettere nei testi le loro visioni del mondo. 3.5 Realismo magico tra il surrealismo e il fantastico La problematica della definizione precisa del termine realismo magico è stata già trattata nei capitoli precedenti della presente tesi. È da notare che in alcune opere letterarie, che secondo la critica appartengono ad altre correnti o movimenti letterari, si 20

21 possono rintracciare anche alcuni tratti tipici proprio per il realismo magico. Allo stesso tempo, gli scrittori del realismo magico prendono spunto dalle varie tendenze letterarie che influenzano il loro modo di scrivere. Questo capitolo si propone di delineare le correnti letterarie con le quali il realismo magico viene più spesso collegato, concentrandosi sia sui tratti che hanno in comune sia su quelli che li distinguono. Il movimento letterario con il quale il realismo magico viene più spesso associato è indubbiamente il surrealismo. Infatti, molti autori del realismo magico ammettono un ispirazione proprio dalla concezione narrativa dei surrealisti. Prima di tutto, sia il surrealismo sia il realismo magico si oppongono alla letteratura realistica che riflette la vita della società borghese, distruggendo gli schemi narrativi tradizionali. Per di più, tutte e due le tendenze letterarie esplorano gli aspetti non-pragmatici e nonrealistici dell esistenza umana, mescolando il reale e il magico. Tuttavia, il tratto distintivo più tipico del surrealismo consiste nella concentrazione sull immaginazione e sulla psicologia della mente umana, insieme all intenzione di esprimere quello che è nascosto nel subcosciente e nell inconscio. Gli elementi straordinari nel realismo magico invece non sono mai legati al sogno o ad un altra esperienza psicologica, ma sono fissati nella realtà tangibile e materiale. Inoltre, il surrealismo come il movimento artistico è chiaramente definito in un manifesto scritto da Breton che fornisce una descrizione dettagliata dei principi di questo movimento letterario. Il realismo magico, al contrario, è trattato da molti scrittori e critici lettarari, ma non è mai rigorosamente definito nel senso assoluto. Un altro termine con il quale viene realismo magico spesso confuso è il fantastico. Infatti, alcuni critici considerano il realismo magico una forma particolare del genere fantastico e le opere di alcuni scrittori del realismo magico sono interpretate proprio sulla base del fantastico. Il critico letterario Tzvetan Todorov che si dedica allo studio della letteratura fantastica definisce questo genere come quella narrativa che provoca una specie di esitazione costante tra la credenza e non-credenza nell evento soprannaturale o straordinario presente nel testo. 30 Secondo Todorov, il fantastico consiste nell incertezza del lettore se l evento descritto nel testo può essere spiegato razionalmente o se è necessario ricorrere al mondo dell immaginazione. Quest esitazione può essere condivisa con il protagonista del romanzo oppure può essere deliberatamente utilizzata dall autore per suscitare il sentimento dell ambiguità e 30 Cfr. TODOROV T., Úvod do fantastické literatury, pp

22 incertezza. A differenza del fantastico, il soprannaturale nel realismo magico non dovrebbe mai sconcertare il lettore, siccome è pienamente accettato dai protagonisti, i quali non chiedono mai una spiegazione razionale dell accaduto. Dunque, lo stesso fenomeno che viene presentato come problematico dallo scrittore della narrativa fantastica può essere descritto come un fatto indiscutibile dall autore dell opera magicorealistica. Esaminando i tratti del realismo magico menzionati sopra, ci si può accorgere che gli stessi tratti sono frequentemente presenti anche nella letteratura postmoderna. Infatti, la filosofia postmoderna è basata su principi molto simili, sopratutto per quello che riguarda l uso delle strutture narrative sperimentali e l abbandono degli schemi tradizionali. Il fatto che molti scrittori del realismo magico vengono definiti come postmodernisti indica che c è un interrelazione reciproca tra il realismo magico e il postmodernismo. In questo modo, il realismo magico può essere considerato uno dei modi del postmodernismo, incorporato nel concetto complesso della filosofia, cultura e stile di vita della seconda parte del ventesimo secolo. Naturalmente, il realismo magico dell era postmoderna è arricchito con elementi magici che spuntano dalla realtà quotidiana. 3.6 Bontempelli e la sua concezione del realismo magico Il realismo magico in termini generali è stato già presentato nei capitoli precedenti. Questa parte della presente tesi si dedica alla concezione specifica del realismo magico di Massimo Bontempelli e cerca di delineare le sue teorie critiche che riguardano non solo il realismo magico ma anche la creazione letteraria in generale. Per poter capire la natura del realismo magico bontempelliano, è opportuno riferirsi agli articoli pubblicati nei Preamboli dei primi quattro numeri della rivista che manifestano le sue riflessioni critiche. Nella dichiarazione programmatica contenuta nel quarto quaderno della rivista 900, Bontempelli cerca di spiegare che cosa intende per il termine realismo magico. Lo scrittore, attratto dalle opere dei pittori italiani quattrocenteschi, analizza le loro opere e descrive il loro realismo particolare che da una parte riflette la realtà con una precisione realistica ma d altra 31 Gli articoli pubblicati nella rivista 900 vengono più tardi raccolti e riediti insieme agli altri scritti di Bontempelli sulla cultura e società del tempo sotto il titolo L avventura novecentista (1938), al quale si fa riferimento nella presente tesi. 22

23 parte contiene un elemento di stupore che crea un atmosfera di tensione eccezionale. Secondo Bontempelli, i tre pittori di particolare importanza sono Masaccio, Andrea Mantegna e Piero della Francesca. Bontempelli ritiene che il maggiore contributo di questi pittori consista nel fatto che si interessano di qualche altra cosa al di là della realtà, considerando il vero protagonista della loro pittura la magia che si confonde con gli elementi realistici. 32 Allo stesso tempo, lo scrittore rifiuta la pittura italiana del suo tempo perché rappresenta la morte, il funerale e il sotterramento definitivo dello stupore. 33 Per di più, Bontempelli dedica una gran parte del suo articolo alla critica dei vari movimenti artistici come per esempio l impressionismo, il futurismo e il cubismo, sottolineando le differenze tra la loro concezione della rappresentazione della realtà. L atmosfera magica che appare nelle opere di alcune di queste tendenze artistiche è però sostanzialmente diversa da quella che si riflette nella pittura del Quattrocento, la quale Bontempelli paragona al novecentismo letterario: In nessun altra arte troviamo nel passato le parentele più strette che con quella pittura di cui abbiamo parlato, in nessuna vediamo così in pieno attuato quel realismo magicoˮ che potremmo assumere come definizione della nostra tendenza. E in quei pittori italiani del Quattrocento, molto più utilmente che in tanti scrittori che furono citati da ogni parte, una critica avveduta potrebbe scoprire i veri precedenti e maestri di certa nostra prosa narrativa modernissima. 34 Bontempelli quindi utilizza il termine realismo magico per definire il suo modo di scrivere, considerando i pittori del Quattrocento i veri precedenti della sua creazione letteraria. Nello stesso articolo del 1927, Bontempelli affronta la questione del rapporto tra il futurismo e il novecentismo, sottolineando le differenze tra questi due movimenti letterari. Tra i principi fondamentali della sua concezione novecentista è il rifiuto dell atteggiamento lirico dei futuristi e la proposta di un arte narrativa che, secondo lo scrittore, deve inventare i miti e le favole necessari ai tempi nuovi, 35 prendendo spunto dalla mitologia classica. Infatti, Bontempelli vede la storia dell arte e della civiltà in generale come un progresso da un età primitiva mitopoietica a una decadenza inevitabile che dopo aver raggiunto il proprio punto estremo fa iniziare una nuova 32 Cfr. BONTEMPELLI M., L avventura novecentista, pp Ivi, p Ivi, p Ivi, p

24 epoca, nella quale sorgono nuovi miti che appaiono durante il nuovo ciclo storico. Il concetto del mito che viene sviluppato nell età postmoderna è però sostanzialmente diverso da quello classico che sorge dalla lunga tradizione orale, cioè da una condizione che è impossibile riprodurre nell epoca moderna. Bontempelli si rende conto del fatto che un opera letteraria è un prodotto individuale e originale, ma sostiene che secondo il modello dei miti antichi l ideale supremo di tutti gli artisti dovrebbe essere: diventare anonimi. 36 Dunque le opere dovrebbero staccarsi il più possibile dai loro creatori, diventando così un oggetto della natura. Infatti, la questione del ruolo dell artista nel processo della creazione dell opera viene elaborata da Bontempelli anche in relazione al futurismo, il quale viene criticato dallo scrittore per essere ultrasoggettivo. Insomma, secondo Bontempelli lo scrittore dovrebbe essere piuttosto l interprete del proprio tempo, dei suoi desideri e dei suoi tormenti più nascosti, che egli riesce ad esprimere nella forma dei miti. In altre parole, l artista è una persona sensibile che raccoglie e interpreta i miti, i quali però servono solo come un ispirazione fondamentale che viene arricchita e rielaborata dalla propria invenzione dell autore. Un altro aspetto del futurismo che viene criticato da Bontempelli è troppa attenzione che è dedicata alla stilistica e alle regole formali che gli autori appartenenti a questo movimento letterario seguono. Come un esponente del novecentismo letterario, Bontempelli assume l atteggiamento antistilistico, affermando che i novecentisti dovrebbero cercare d inventare storie e personaggi talmente nuovi e forti da poter farli passare attraverso varie forme e stili, proprio come avviene nei miti. Per questo motivo il novecentismo non è una scuola vera e propria che imponga agli scrittori metodi e forme di creazione particolari, infatti, i principi del novecentismo proposti da Bontempelli riguardano sopratutto gli aspetti tematici, non quelli formali. Come chiarisce nel articolo intitolato Riassunto 37 del 1933, l unico strumento della costruzione nuova dovrebbe essere l immaginazione. È propiro quell immaginazione che Bontempelli chiama realismo magico e lo scopo della quale dovrebbe essere il piacere del miracolo e della meraviglia: L uomo può ottenere la maraviglia per due vie: - scoprendo le leggi delle cose (il bambino quando scopre che dagli alberi spuntano i fiori; che i suoi piedi lo fanno 36 Ivi, p Anche questo articolo fa parte degli scritti pubblicati in Lʼavventura novecentista. 24

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