ITALIA E REGIONI. A Grottammare il folklore indossa l abito più bello. n. 5 settembre / ottobre 2014

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1 FITP - Sede legale: Box 001 Centro Uffici (T) Viale Ammiraglio Del Bono, roma Segreteria del Presidente nazionale: Via San Nicola, S. Giovanni rotondo - Tel. e fax ANNO XVI n. 5 settembre / ottobre 2014 Rivista bimestrale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari ITALIA E REGIONI A Grottammare il folklore indossa l abito più bello

2 Federazione Italiana Tradizioni Popolari SEGrETErIA PrESIDENZA NAZIONALE Via San Nicola, San Giovanni rotondo (FG) Tel. e Fax: UFFICIO TESSErAMENTO Via San Sebastiano, 16/ Messina Tel. e Fax: SEGrETArIO GENErALE Contrada Chiusa Lotto 4/b Loc. Simeri Mare Villaggio Santa Lucia Simeri Crichi (CZ) Tel.: Fax: UFFICIO TESOrErIA C.da Conca d Oro, Garden Ville, Messina Tel.: UFFICIO STAMPA Cdp Service - San Severo (FG) Tel. e Fax: Consulta Scientifica PrESIDENTE Mario Atzori VICEPrESIDENTE Patrizia resta COMPONENTI Leonardo Alario Gian Luigi Bravo Pino Gala Ignazio Macchiarella Vincenzo Spera Consiglio Nazionale COOrDINATOrE NAZIONALE Maria L. De Dominicis Consiglieri ABrUZZO Maria L. De Dominicis BASILICATA Pasquale Casaletto CALABrIA Carmine Gentile Maria Teresa Portella CAMPANIA Fabio Del Mastro Leonardo Bianco EMILIA romagna Sauro Casali FrIULI VENEZIA GIULIA Mario Srebotuyak LAZIO Giuseppe d Alessandro LIGUrIA Luciano Della Costa LOMBArDIA Luigi Sara Giovanni Bossetti MArCHE Mario Borroni MOLISE Antonio Giuliani PIEMONTE Bernardo Beisso PUGLIA Fedele Zurlo Nino Agostino SArDEGNA Vittorio Fois Mario Pau Luigi Usai Daniel Meloni SICILIA Antonella Castagna Santo Gitto TOSCANA Marco Fini TrENTINO ALTO ADIGE Attilio Gasperotti UMBrIA Francesco Pilotti Valle d Aosta Susi Lillaz VENETO Gianni Marini Presidenti Comitati Regionali ABrUZZO Fidio Bianchi BASILICATA Pietro Basile CALABrIA Michele Putrino CAMPANIA Francesco Coccaro EMILIA romagna Sauro Casali (commissario) FrIULI VENEZIA GIULIA Giampiero Crismani LAZIO Ivo Di Matteo LIGUrIA Milena Medicina LOMBArDIA Fabrizio Nicola MArCHE Pamela Trisciani MOLISE Michele Castrilli PIEMONTE Andrea Flamini PUGLIA Tommaso russo SArDEGNA Giommaria Garau SICILIA Alfio russo TOSCANA Francesco Castelli TrENTINO ALTO ADIGE Attilio Gasperotti UMBrIA Floriano Zangarelli Valle d Aosta Susi Lillaz (commissario straordinario) VENETO Adriano Bissoli

3 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / Italia e Regioni Grottammare accoglie l evento nazionale della Fitp IL FOLKLORE D ITALIA Bimestrale d informazione Anno XVI n. 5 - SETTEMBRE / OTTOBRE 2014 Registrazione al Tribunale di Foggia n. 9 dell 8 aprile 2008 DIRETTORE RESPONSABILE Benito Ripoli Folklore equestre Franco De Masi e il suo progetto sui costumi dei cavalieri COORDINAMENTO RED.LE Antonio d Amico Leo Conenno Elvira La Porta Rita Laguercia FOTOGRAFIE Ilaria Fioravanti PROGETTO GRAFICO Sinkronia studio STAMPA Grafiche Lucarelli - Ariano Irpino FEDERAZIONE ITALIANA TRADIZIONI POPOLARI PRESIDENTE NAZIONALE Benito Ripoli VICE PRESIDENTI Nino Indaimo, Luigi Scalas Il riconoscimento A Cassano all Ionio un Premio per non dimenticare il passato Trasposizione scenica La necessità di teatralizzare le tradizioni popolari Sulle orme di Marco Polo La Pro loco di Castrovillari porta la cultura calabrese in Cina ASSESSORI EFFETTIVI Gerardo Bonifati, Fabrizio Cattaneo, Enzo Cocca, Fabio Filippi, Giuliano Ierardi, Gesualdo Pierangeli ASSESSORI SUPPLENTI Renata Soravito SEGRETARIO GENERALE Franco Megna VICE SEGRETARIO GENERALE Giancarlo Castagna TESORIERE Tobia Rinaldo VICE TESORIERE Adelio Gilardi COLLEGIO SINDACI REVISORI Francesco Fedele (presidente) Giovanni Soro (vicepresidente) Ancilla Cornali (membro effettivo) Giampiero Cannas (membro supplente) COLLEGIO PROBIVIRI Gavino Fadda (membro effettivo) Franco Folzi (membro effettivo) Dionigi Garofoli (membro effettivo) Sauro Casali (membro supplente) Pietro Prencipe (membro supplente) COMITATO D ONORE FITP Past President Lillo Alessandro Presidente Onorario Luciano Della Costa Comitato Dei Saggi Luciano Della Costa Aldo Secomandi Staff del Presidente Bruno Bordoni, Mario Borroni, Monica Castrilli, Francesca Grella, Ivo Polo, Concetta Masciale Cerimoniere Michele Putrino 3

4 editoriale Professionalità, Cultura e Amicizia in Italia e Regioni 4 di Benito Ripoli Presidente Nazionale Fitp Le ultime note, gli ultimi sorrisi, gli ultimi abbracci salutano Italia e Regioni e la ridente e civettuola cittadina marchigiana di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. Ormai ogni nostra manifestazione mostra di saper fondere, sempre più e con mirabile equilibrio, la matrice accademica, con spunti di modernità, sapientemente miscelati e impiegati, che mai scadono nell oleografico. Noi, dirigenti nazionali, presidenti e, soprattutto, i giovani componenti dei gruppi, eroi di tutti i giorni, come alcuni enfaticamente amano definirci, pur nella sofferenza della crisi imperante, crediamo, sempre più, nelle nostre organizzazioni e nel nostro progetto di vita. Crediamo in quella parte di società composta di piccoli nuclei: la famiglia, la corporazione la Fitp e ne esaltiamo le peculiarità positive. Un mondo che si apre ai valori che hanno costruito la civiltà dei popoli e non ha mai spento i motori: gli eroi di tutti i giorni la gente del folklore i ragazzi della famiglia Fitp. Il lungo weekend dal 19 al 21 settembre ha, da poco, chiuso i battenti, ma prima di porre in archivio una così bella manifestazione, sia dal punto di vista puramente estetico che culturale, mi piace rivivere i momenti più esaltanti tante cornici diverse, ma tutte di uno stesso quadro, griffate Fitp. La vera epidemia del nostro tempo, come in svariate occasioni ho detto, è la perdita della Memoria. Oggi abbiamo la sensazione che lo spirito del ricordo dominante, sia l omologazione, che tende a cancellare il passato, al massimo, relegarlo in un recondito cantuccio di un solaio desueto e fuori moda. Se ciò accadesse, sarebbe l uomo stesso a morire. Chi conserva, chi tutela, chi diffonde la Memoria (e noi lo facciamo), fa qualcosa

5 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 di paragonabile allo sforzo degli scienziati che, studiando il DNA, immaginano di farci vivere più a lungo e, magari, in buone condizioni. No, non sono un nostalgico conservatore, ma il mio, è l allarme di un pensiero unico, omologante e senza storia, che ognuno dovrebbe avvertire. Ognuno dovrebbe esaltare l importanza vitale della Memoria: quella non dei grandi fatti storici, ma dei ricordi, delle storie, dei drammi, dei sogni delle persone, dei fatti della vita di tutti i giorni, delle tradizioni locali, della cultura popolare, tramandata di generazione in generazione. Esigenza imprescindibile cui ha sempre teso l attività federale. Formazione dei gruppi per una corretta trasposizione scenica, condizione sine qua non, per presentarsi alla gente nella veste migliore e trasmettere sensazioni e, soprattutto, emozioni nel raccontare il passato. Non c è futuro senza Memoria Giovanni Paolo II Siamo sulla buona strada sono le parole dette dal professore Mario Atzori nel momento dei saluti. Segno che i nostri appelli, le nostre iniziative (Stage formativo sulla messa in scena- libro Prima etnografia d Italia - Rivista scientifica - Spettacolo laboratorio etc.), le tante manifestazioni a sfondo culturale, il continuo e benevole rimbrottare, ha avviato i gruppi sulla via maestra, indicata dalla nostra Consulta scientifica. I gruppi si sono esaltati ed hanno ottimizzato, con splendide trasposizioni sceniche, il tema dello Spettacolo laboratorio, dalla Consulta indicato e tendente a far rivivere riti, ricorrenze e feste di etnie che mai scompariranno nell oblìo del nulla. I gruppi sono cresciuti, sono più professionali, perché più attenti nella ricerca. Che piacevole sorpresa!, ha esclamato Franco Megna al termine dello Spettacolo laboratorio. Non amo fare il cronista della manifestazione (lo faranno, come sempre, Antonio D Amico e Leo Conenno), desidero solo parteciparvi le mie impressioni e, soprattutto, le mie sensazioni nel vivere tutti i momenti esaltanti dell evento nella splendida Grottammare. La perla dell Adriatico ha regalato suggestioni ed emozioni in quantità industriale, dagli spettacoli di piazza allo Spettacolo laboratorio, dai giochi popolari e partita di calcio alla Rassegna gastronomica Italia in piazza con i cuochi, dalla Santa Messa alla Parata del folklore e allo scambio dei doni. Ben ventuno gruppi, in rappresentanza di nove Regioni: Calabria, Basilicata, Puglia, Umbria, Toscana, Abruzzo, Marche, Lombardia, Campania, hanno onorato l accogliente e ridente cittadina marchigiana, che ha indossato, per tre giorni l affascinante abito tradizionale. Ho percepito - ha detto il sindaco Enrico Piergallini, al momento dei saluti -, amici della Fitp, in queste poche ore vissute con voi, che nel vostro mondo, oltre all indubbia professionalità, Cultura e Amicizia, viaggiano in perfetta sintonia e ciò vi fa meritare considerazione, stima e rispetto che mai niente e nessuno potrà scalfire e cancellare. Troverete sempre, nella nostra città, amici disponibili a collaborare con la vostra efficientissima organizzazione. Ultime mie impressioni e non certo per ordine d importanza, le sensazioni indescrivibili che ho provato nel rivedere tanti amici della casa del folklore italiano e di averne conosciuti di nuovi. Ma la cosa più bella è l aver incontrato ancora una volta, voi giovani, che rappresentate la linfa vitale del nostro movimento. Non mi stancherò mai di dire che siete il nostro cuore pulsante e l anima stessa dei popoli, uniti nella gioia, Il pubblico a Grottammare, sede di Italia e Regioni 2014 nell amicizia e nella speranza per un mondo ove trionfi una pace senza tramonto. E allora GRAZIE, cara vecchia Italia e Regioni, indistruttibile quercia dalle possenti e gagliardi radici, dalle fronde folte e lussureggianti, mai potrai scomparire nel nulla del nulla. La tua storia è la nostra storia, il tuo idioma è la nostra lingua, la tua struttura è la nostra organizzazione. Continuerai ad emozionare, quanti si avvicineranno a te per godere della tua fresca e rassicurante ombra. Sei una delle perle più lucenti del folklore e rappresenti l anima dei gruppi folklorici, uniti nella gioia, nell amicizia, nella solidarietà e nell amore per te, grande madre Fitp: Speme, diss io, è un attendere certo della gloria futura (Dante, Paradiso, XXV, 67-68). 5

6 speciale italia e regioni A Grottammare la crisi non ferma il folklore Italia e Regioni si conferma e strizza gli occhi agli Usa 6 di Leo Conenno redazione Fitp GROTTAMMARE (Ascoli Piceno) - Il folklore in tempo di crisi tira e piace. Lo certifica il successo della 33.ma edizione di Italia e Regioni, svoltasi a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. «Un edizione da incorniciare - ha rimarcato più volte Benito Ripoli, presidente nazionale della Fitp, durante la tre giorni in terra marchigiana -. La perla dell Adriatico (così è conosciuta Grottammare, ndc) ha regalato a tutti suggestioni ed emozioni in quantità industriale. Un immenso grazie a tutti. Abbiamo comunque ancora una volta dimostrato che il nostri mondo è vivo, poggia su radici forti, e che ha nei nostri giovani difensori validi, più he mai convinti del loro compito nonostante le tante difficoltà, soprattutto di natura economica che le nostre realtà incontrano quotidianamente». E a proposito di crisi in genere e di spending review, Luigi Scalas, vicepresidente nazionale della Fitp, ha lanciato un appello affinché manifestazioni del genere e tutte le tradizioni popolari trovino sempre spazio e accoglienza in ogni angolo d Italia. «Le nostre sono radici profonde. Le tradizioni popolari vanno portate avanti, sempre». A prescindere da tutto, il folklore è gioia, amore. Anche perché la Fitp guarda oltre i confini. Allo studio in seno alla Giunta nazionale la possibilità di portare Italia e Regioni all estero. Con un sogno del presidente Ripoli: gli Stati Uniti d America. Il Raduno nazionale dei gruppi folklorici affiliati alla Fitp ha dunque fatto tappa ancora una volta nelle Marche, regalando tante suggestioni ed emozioni. Il merito è di tutti. Dalla macchina organizzativa (impeccabile il lavoro svolto dal presidente del Comitato Fitp-Marche, Pamela Trisciani, dal consigliere nazionale Mario

7 Gruppi presenti al Gala del Folklore Italiano Spoletino di Spoleto (Perugia) Gigetto del Bicchiere di Rivoreta Cutigliano (Pistoia) Pizzeche & Muzzeche di Vieste (Foggia) La Cocolla de Mojia di Mogliano (Macerata) Amici del Folk di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) La Rondinella di Cancellara (Potenza) I Gioppini di Bergamo Coro Folk di Sulmona (L Aquila) Teatino di Chieti La Mannola di Amandola (Fermo) Asprumunti di Cardeto (Reggio Calabria) Lu Chicchirichì di Viggiano (Potenza) Lapecheronza di Ruvo di Puglia (Bari) I Passeri solitari di Recanati (Macerata) Sa mmalindine di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara) Ortensia di Ortezzano (Fermo) Colle del Verdicchio di Staffolo (Ancona) Lerario di Silvi Marina (Teramo) Città di Matelica (Macerata) I dirigenti della Fitp e le autorità locali sul palco di piazza Kursaal Borroni e da Bruno Bordoni dello staff del presidente), all ospitalità del Villaggio Le Terrazze, quartier generale della carovana Fitp, passando per l Amministrazione comunale di casa, guidata dal sindaco Enrico Piergallini. «Le passioni ha evidenziato il primo cittadino di Grottammare avvicinano e mettono insieme le persone. L Italia è attraversata orizzontalmente dal cuore. Tenete accesa la lampada delle tradizioni». Tradizioni popolari a tutto tondo in scena Grottammare. Piazza Kursaal, cuore incantevole del centro turistico piceno è stata lo scenario del Gala del folklore italiano. Nelle due serate, presentate da Daniela Martino e Francesca Grella, i sodalizi saliti sul palco hanno rappresentato le origini di provenienza catturando l attenzione e la curiosità anche dei turisti presenti. Tanti gruppi folklorici si sono messi in ballo con lo Spettacolo-laboratorio coordinato dal prof. Mario Atzori, presidente della Consulta scientifica della Fitp. Ogni realtà presente ha messo in scena temi e coreografie ricavate dalla ricerca effettuata nei territori di appartenenza. Ad aggiudicarsi i Giochi della tradizione popolare l Umbria, vinci- trice di tre discipline. Sempre più consensi per la manifestazione gastronomica Italia in piazza con i cuochi. La giuria presieduta dall assessore nazionale Aldo Pierangeli ha dato un ex aequo per il primo posto tra Enzo Biondo del Gruppo folklorico Asprumunti di Cardeto (Reggio Calabria) che ha scelto i Maccaruni cu buccularu e Giuseppe Basile del Gruppo folklorico Lapecheronza di Ruvo di Puglia (Bari), che ha preparato la Purea di fave in letto di verdure con crostini e contorno di friggitelli. La chiesa di San Pio V ha fatto da cornice alla messa celebrata da don Guido Coccia. Poi tutti per le vie principali della perla dell Adriatico per la Grande parata del folklore. A Grottammare è tornata in campo anche la Nazionale di calcio della Fitp. Nuovo successo per i nostri colori: battuti 11-8 i politici locali. Tanti i dirigenti della Federazione presenti nelle Marche. E gli ospiti. Tra questi i sindaci di Ortezzano (Fermo), Giusy Scendoni, di Cardeto (Reggio Calabria), Pietro Fallanca e di Vieste (Foggia), Ersilia Nobile. Il consigliere nazionale Borroni con il sindaco di Grottammare

8 speciale italia e regioni Tutti si mettono in scena Ecco la trasposizione dei patrimoni culturali 8 Nel quadro delle manifestazioni connesse all evento Italia e Regioni 2014, sebbene ci sia stato l inconveniente subito risolto di una breve interruzione a causa di un improvvisa pioggia, lo Spettacolo Laboratorio, da considerare come un importante momento di confronto e di verifica tra i gruppi e, quindi, come fase sperimentale e di riflessione critica della messa in scena dei rispettivi patrimoni culturali, a Grottammare, nel Villaggio Le Terrazze, questa volta ha avuto un esito particolarmente positivo. Tutti i gruppi partecipanti hanno proposto messe in scena molto interessanti. Si deve sottolineare che alcuni, a giudizio generale degli spettatori e non soltanto degli esperti, hanno dimostrato di aver raggiunto livelli di specificità teatrale di tipo professionale. L argomento da rendere in spettacolo è stato liberamente scelto da ogni gruppo; l unico vincolo era dato dal tempo della rappresentazione che doveva svolgersi nell arco di 12 minuti, arrivando ad una tolleranza massima di 15. Probabilmente il fatto che il tema fosse libero ha contribuito a determinare il successo della manifestazione che, per il futuro, potrebbe essere ampliata ed organizzata nell arco di un intera giornata con un relativo dibattito di analisi e di riflessioni tra i gruppi, gli spettatori, i quadri dirigenti della Federazione e i cosiddetti esperti. Probabilmente, in questo modo, si potrebbe realizzare un valido momento di confronto didattico e di analisi sul complesso fenomeno, dove i gruppi si sentono coinvolti, riguardante l attuale realtà e vitalità delle tradizioni popolari. Ecco nell ordine i gruppi che si sono esibiti con una sintesi dei rispettivi temi messi in scena. Ortensia, tema: Il saltarello nel tempo. Il gruppo ha inteso affrontare la complessa evoluzione che il saltarello avrebbe subito partendo dagli antichi rituali agrari del mondo classico, per poi passare attraverso la tradizione coreutica medievale, rinascimentale e romantico-ottocentesca e così giungere trasformata nella dimensione popolare, così come è documentata dagli studiosi a partire del secolo XVIII. Il tema appare troppo ambizioso e difficile da condensare in 12 minuti; la ridotta capacità di sintesi non ha consentito un approfondimento esaustivo, sebbene la messa in scena sia stata interessante per stimoli e suggestioni da svolgere in rappresentazioni con tempi più lunghi. Amici del folk, tema: L emigrante. L emigrazione calabrese agli inizi del 900. L argomento affrontato ha permesso una messa in scena abbastanza efficace, grazie alla capacità teatrale del primo attore che ha costituito sia voce narrante, sia importante supporto canoro dell insieme dello spettacolo, durante il quale il gruppo ha rispettato spazi e ruoli teatrali. I passeri solitari, tema: La serenata e il corteggiamento. L interesse del gruppo è rivolto verso un passato di tipo romantico, nel quale i rapporti tra i giovani erano regolati da controlli sociali morali fortemente vincolanti, molto diversi da quelli attuali. Nel passato, era molto diffusa la serenata eseguita dall innamorato verso la fanciulla da richiedere in sposa. Il gruppo ha proposto questa interessante problematica rappresentando una serenata e un saltarello festivo e, quindi, risolutorio e conclusivo dell incontro tra i due innamorati. Tuttavia, per evitare di avere come riferimento soltanto un passato ormai desueto, quantunque interessante da documentare, forse sarebbe stato utile confrontare quel passato del mondo contadino con quello attuale postindustriale e postmoderno.

9 Asprumunti, tema: Vita in ruga (ovvero, la vita del vicinato di una strada). Anche in questo caso l interesse fondamentale del gruppo è rivolto ad un passato paesano ormai desueto, nel quale mancava la televisione e le relazioni sociale di stretta reciprocità, quali, per esempio, quelle del vicinato erano quelle più prossime e vincolanti. Lo spettacolo è stato messo in scena in modo appropriato con voce narrante che ha spiegato le regole che fissavano, nel passato, il comportamento, nelle diverse fasi sociali, delle famiglie e dei diversi personaggi del vicinato paesano di strada. Sarebbe stato interessante concludere tramite confronti con l attuale realtà di tipo urbano nella quale è presente soprattutto l individualismo, rispetto alla reciprocità solidale del passato. Pizzeche & Muzzeche, tema: La litigata (ovvero, il litigio delle donne nel vicinato). Come per i gruppi precedenti, la messa in scena riguarda la vita paesana del vicinato dove spesso, in contrasto con i rapporti di reciprocità, avvenivano forme di scontro veicolate dalle donnesche ne erano le protagoniste principali. I motivi potevano essere vari, ma spesso erano basati su pettegolezzi della quotidianità, così come quelli proposti dal gruppo. Tuttavia, anche in questo caso, così come per quelli precedenti, sono valide le considerazioni già fatte prima. Lu Chicchirichì, tema: La devozione di Viggiano e la devozione dei pellegrini. Il gruppo affronta l attuale realtà folklorica della devozione popolare rivolta alla Madonna nera, di tradizione grecobizantina, presente a Viggiano, in Basilicata e in altre comunità dell Europa mediterranea. Nella messa in scena, è risultato interessante il racconto, realizzato da ragazzi che ne parlano tra di loro, dell origine della devozione e della festa in onore della Madonna. Nelle fasi scenografiche risultano bene incastrati i diversi momenti sia devozionali, sia festivi, nei quali si connettono con particolare attenzione gli spazi teatrali riservati alla processione e quelli del ballo del catafalco della Madonna. I Gioppini, tema: La cultura contadina bergamasca. Questo gruppo, come altri visti prima, ha rivolto il suo interesse alla messa in scena di un mondo contadino ormai scomparso; tuttavia, tale attenzione al passato è stata trasposta teatralmente con una trasposizione scenica molto moderna e contemporanea, nella quale sono stati utilizzati gli spazi e le fasi dello spettacolo in modo appropriato nel rappresentare i diversi argomenti. Da qui l originalità dello spettacolo strutturato su elementi semplici, come la cattura delle api per rinchiuderle nell arnia ripresa da uno scioglilingua bergamasco o come la riproposta della baghette (la cornamusa lombarda). Da sottolineare, nella rappresentazione, il cambio degli abiti di scena durante lo spettacolo per passare a fasi ed argomenti differenti. Per quanto riguarda gli argomenti messi in scena, si deve precisare, inoltre, che l attualizzazione moderna dello spettacolo colma l assenza di confronti con l odierna realtà culturale. Lapecheronza, tema: La tradizione contadina di Ruvo di Puglia. Anche questo gruppo rivolge le sue attenzioni alle antiche tradizioni della vendemmia delle comunità pugliesi e, in generale, meridionali; in tale quadro culturale colloca l origine dei propri balli nella pigiatura dell uva nei tini per ottenere il mosto e, quindi, nelle connesse feste in occasione delle varie raccolte, da quella dei cereali a quella dell uva. In sostanza, secondo la messa in scena proposta dal gruppo, si andrebbe dal tripudiare sull uva per ottenere il mosto ai passi dei balli delle varie tarantelle. In tale contesto, inoltre, si collocherebbe anche il ritmo che caratterizza l andatura del calesse. Se l argomento vendemmia e tradizioni enoiche risulta interessante, forse sarebbe stato opportuno, proprio nel contesto pugliese, in cui sono presenti derivazioni della Grecia dionisiaca, storicizzare il fenomeno, trovando riscontri con i riti e le danze dionisiache e cercando, fra l altro, di verificare i processi di trasformazione, che si sono verificati negli ultimi quarant anni, tra il ballo delle tarantate di Galatina e quello dell odierna pizzica, come fenomeno di attrazione spettacolare. 9

10 editoriale speciale italia e regioni All Umbria lo scudetto dei giochi popolari 10 Le Marche portano bene all Umbria. Senigallia 2007-Grottammare 2014: sette anni dopo, l Umbria torna sul gradino più alto dei Giochi della tradizione popolare. E lo fa per merito del Gruppo folklorico Spoletino di Spoleto (Perugia), portacolori della regione vincitrice della manifestazione che rispolvera i giochi di una volta. Tre le discipline conquistate dal team umbro: trottola, fazzoletto e corsa nei sacchi. Quanto basta per mettere lo scudetto in saccoccia e portare a casa il trofeo assegnato dalla Fitp. Scenario dell edizione 2014 il Villaggio Le Terrazze. Larga la partecipazione dei componenti dei vari gruppi di tutte le regioni presenti a Italia e Regioni. Nonostante le bizze del tempo, un po di pioggia qua e là, nessuno si è tirato indietro quando è stato chiamato in causa. Una competizione sana all insegna della gioia e dell allegria. Vince l Umbria. Festeggiano tutti. La magia del folklore regala anche queste emozioni. Regioni presenti Abruzzo - Basilicata - Calabria - Puglia Toscana - Marche - Umbria - Lombardia Regione vincitrice Umbria Regioni vincitrici dei giochi Braccio di ferro maschile: Marche Braccio di ferro femminile: Abruzzo Cerchio: Abruzzo Tiro alla fune femminile: Marche Tiro alla fune maschile: Calabria Trottola: Umbria Fazzoletto: Umbria Lippa: Lombardia Ciappa: Basilicata Corsa con l uovo nel cucchiaio: Calabria Corsa nei sacchi: Umbria Corsa 1500 metri: Basilicata Vincitori dei giochi Braccio di ferro maschile: Nicolas Sanpaolo Braccio di ferro femminile: Rita Di Credico Cerchio: Marcello Bernabei Tiro alla fune femminile: Paola Polidori, Sara Antonelli, Alice Rotoli, Gerica Donati, Ilaria Ubaldi, Veronica Cerioni Tiro alla fune maschile: Demetrio Core, Antonio Familiare, Concetto Familiare, Luca Antonio Familiare, Filippo Cilione, Saverio Ambrogio Trottola: Furio Profili Fazzoletto: Giulia Carlini, Daniele Valentini, Marco Magrini, Michele Magrini Veronica Caputi, Martina Bosi Lippa: Ivan Botta Corsa con l uovo nel cucchiaio: Rosanna Ronchi Corsa nei sacchi: Daniele Valentini Corsa 1500 metri: Maurizio Gargaro Ciappa: Prospero Pizzo

11 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 BRACCIO DI FERRO FEMMINILE CIAPPA CERCHIO LIPPA

12 speciale italia e regioni BRACCIO DI FERRO MASCHILE CORSA 1500 METRI CORSA CON L UOVO NEL CUCCHIAIO 12 FAZZOLETTO

13 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 TIRO ALLA FUNE FEMMINILE TROTTOLA 13 CORSA NEI SACCHI TIRO ALLA FUNE MASCHILE

14 speciale italia e regioni Asprumunti Città di Matelica Coro Folk Sulmona 14 I Passeri solitari

15 Lapecheronza La Mannola Lu Chicchirichì 15 Sa mmalindine Teatino tp.org

16 speciale italia e regioni Colle del Verdicchio Amici del Folk Gigetto del Bicchiere 16 Gioppini La Cocolla de Mojia

17 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 La rondinella Ortensia Lerario 17 Pizzeche & Muzzeche Spoletino

18 speciale italia e regioni Profumi e sapori da tutta Italia Il folklore apre la cucina e delizia tutti 18 Convince e piace sempre più il binomio folklore-gastronomia. Tanto da valutare la succulenta idea di una manifestazione ad hoc, autonoma, che possa meglio esprimere la tradizione culinaria dei territori presenti. La proposta arriva da Grottammare, sede della 33.ma edizione di Italia e Regioni e presto potrebbe essere argomento di discussione nell ambito delle attività ufficiali della Fitp. Insomma un momento da coltivare e cucinare. Questo perché, nell ambito del Raduno dei gruppi folklorici affiliati alla Fitp, da alcuni anni trova spazio e risalto la manifestazione Italia in piazza con i cuochi, finalizzata alla riscoperta e alla diffusione della cucina tradizionale casalinga nazionale. L edizione 2014 ha visto protagonisti otto partecipanti, che presso il Villaggio Le Terrazze hanno dato vita ad una sfida a colpi di mestoli e pentole, prendendo per la gola i presenti. Su tutti i componenti della giuria presieduta da Aldo Pierangeli, assessore della Fitp, che hanno assegnato il primo posto a Giuseppe Basile del Gruppo folklorico Lapecheronza di Ruvo di Puglia (Bari) e Enzo Biondo del Gruppo folklorico Asprumunti di Cardeto (Reggio Calabria). Il concorrente pugliese ha deliziato tutti con la Purea di fave in letto di verdure con crostini e contorno di friggitelli ; il cuoco calabrese ha convinto con i Maccaruni cu buccularu. Per la valutazione dei piatti si è tenuto conto di tre aspetti: ambientale, tecnico e qualitativo. Elementi riportati nel regolamento della manifestazione gastronomica. Pietanze da ogni angolo d Italia si sono incontrate nelle Marche. Delizie culinarie a confronto. I profumi e i sapori emanati hanno deliziato tutti. Una festa delle prelibatezze di casa nostra con protagonisti i componenti dei gruppi folklorici affiliati alla Fitp. Tradizioni popolari a tutto tondo: la cucina tipica indossa l abito tradizionale e si delizia con pentole e fornelli. E non sono mancati la musica, le danze e i canti popolari, prima, durante e dopo la preparazione dei piatti. Un percorso interessante e necessario, se si considera che, in molte parti d Italia, non c è una vera e propria letteratura gastronomica e che ricette e tipicità vengono quasi sempre tramandate dalla tradizione orale, la stessa che caratterizza il mondo del folklore. Da qui la necessità di cerare appositi momenti di confronto e di valorizzazione di questo spaccato della tradizione popolare che ha nella cucina un punto di riferimento molto importante. Su queste motivazioni la Federazione italiana tradizioni popolari coltiva l idea di dare maggiore impulso a questo evento, pur tutelando il contesto per cui la rassegna è nata. Insomma, Cuochi in piazza cresce e sogna di diventare al più presto maggiorenne.

19 1 classificato ex aequo con 150 punti OPERATORE: Giuseppe Basile GRUPPO FOLKLORICO: Lapecheronza Lapecheronza di Ruvo di Puglia (Bari) PIETANZA: Purea di fave in letto di verdure con crostini e contorno di friggitelli *** OPERATORE: Enzo Biondo GRUPPO FOLKLORICO: Asprumunti di Cardeto (Reggio Calabria) PIETANZA: Maccaruni cu buccularu *** 2 classificato con 126 punti OPERATORE: Leonello Marcolini GRUPPO FOLKLORICO: La Mannola di Amandola (Fermo) PIETANZA: Strozzapreti alla sibillina *** 3 classificato ex aequo con 105 punti OPERATORE: Enrico Marini GRUPPO FOLKLORICO: Spoletino di Spoleto (Perugia) PIETANZA: Fegatelli di maiale alla spoletina *** OPERATORE: Angelantonio Maggiore GRUPPO FOLKLORICO: Pizziche & Muzzeche di Vieste (Foggia) PIETANZA: Gnocchitelli di ricotta *** 4 classificato ex aequo con 100 punti OPERATRICI: Gabriella Seghi, Vincenza Lo Monaco GRUPPO FOLKLORICO: Gigetto del bicchiere di Rivoreta Cutigliano (Pistoia) PIETANZA: Polenta di granturco con sugo di cinghiale *** OPERATRICE: Rosanna Quistini GRUPPO FOLKLORICO: I Gioppini di Bergamo PIETANZA: Polenta bergamasca con involtini (uccellini scappati) *** OPERATORE: Elio Paoloni GRUPPO FOLKLORICO: Staphilè di Staffolo (Ancona) PIETANZA: Brodetto alla marottese *** Giuria Presidente GESUALDO PIERANGELI, assessore nazionale Fitp Componenti GIUSEPPE BERNABEI, indicato dal Coro folk Sulmona (L Aquila) CESIDIO PETAZZA, indicato dal Gruppo folk Teatino di Chieti PIETRO BASILE, indicato dal Gruppo folk La Rondinella di Cancellara (Potenza) ENZO COCCA, assessore nazionale Fitp Rappresentanti Enti territoriali PINO GALA, componente Consulta scientifica Fitp 19 tp.org

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22 speciale italia e regioni Amatevi e perdonate Tante emozioni e grande momento di fede durante la celebrazione della messa presso la chiesa San Pio V di Grottammare. Officiato da don Guido Coccia, il rito religioso dedicato ai gruppi folklorici presenti a Italia e Regioni ha posto l attenzione sull amore e sul perdono. «Amate l altro come Dio ci ha amato», ha evidenziato il sacerdote durante l omelia. Don Coccia ha parlato anche di libertà, responsabilità e fragilità. La messa è stata animata dal Coro Lerario di Silvi Marina (Teramo). Ma tutti i sodalizi presenti sono stati coinvolti durante la celebrazione eucaristica. Preghiere, canti e il momento della Comunione, con l offerta dei doni da parte dei rappresentanti di tutti i gruppi presenti. Preghiere e liturgia in formato folklore. In ogni manifestazione targata Fitp questo momento speciale si rinnova. E nessuno vuole perderlo per la magia particolare che regala. Nazionale Fitp, nuovo successo Torna in campo e vince la Nazionale di calcio della Fitp. A Grottammare, in occasione della 33.ma edizione di Italia e Regioni, il nostro team ha battuto in un incontro di calcio a 5 i politici locali il risultato finale. Guidati dal presidente nazionale Benito Ripoli, sono scesi in campo Giovanni e Maurizio Gargaro, Saverio Cota, Antonio Ripoli, Emanuele Setaro, Umberto e Prospero Strigliano, Michele Longo, Francesco D Avanzo, Basilio Pennesi, Franco Gurgoglione e Antonio De Cato. Per la Fitp hanno segnato Saverio Cota (tripletta), Benito Ripoli (tripletta), Basilio Pennesi (doppietta), Michele Longo, Francesco D Avanzo e Emanuele Setaro. I politici di Grottammare (diretti a bordo campo da Alessandra Buca) hanno schierato Alessandro Rocchi, Gabriele Palestrini, Bruno Talamonti, Stefano Novelli, Cesare Carboni, Clarita Carboni, Claudio Tacchini e Lucio Scartozzi.

23 il personaggio Quel singolare cavaliere veliterno di Ivo Di Matteo Presidente Comitato Fitp-Lazio VELLETRI (Roma) - Tra i personaggi del folklore laziale, un ruolo di primo piano spetta sicuramente a Franco De Masi, presidente del Gruppo folklorico equestre Città di Velletri. Già dal nome del Gruppo si capisce di cosa si occupa Franco. Sono più di trenta anni, prima come direttore tecnico poi come presidente, che è alla guida del sodalizio, affiliato alla Fitp, forse l unico gruppo che ha poco a che fare con la musica o il ballo popolare, ma di costumi, i suoi cavalieri ne indossano molti, di tutte le epoche e di tutte le fogge fedelmente riprodotti, fedele nei minimi particolari è anche la riproduzione dei finimenti e delle bardature per i cavalli. I soci e cavalieri del Gruppo sono venti, si esibiscono in sfilate e rievocazioni storiche, giostre dell anello, quintane e caroselli dove si distinguono per la loro abilità equestre e destrezza. Franco, con i suoi ragazzi e cavalli, a volte lo incontriamo anche nelle manifestazioni prettamente targate Fitp, come nell edizione del calendario 2012 a Nemi, allo stadio Olimpico per la Partita del cuore 2013, al Festival internazionale di Velletri, alla festa di San Antonio Abate. Da segnalare anche la partecipazione alla 29.ma edizione di Viva la Befana con il corteo dei Magi a San Pietro da Papa Francesco. I costumi che indossano sono romani, rinascimentali o dei primi dell Ottocento a seconda della manifestazione che in quel momento rappresentano; anche i carri, Franco De Masi con l attrice Gabriella Pession carrozze e bighe sono fedelmente riprodotti, quando non sono addirittura originali. De Masi possiede un parco carrozze da far invidia ai più forniti cineasti. Carrozze come landau, berline, vis-à-vis, carretti a vino, bighe e slitte che guida con destrezza passando tra la folla, con i suoi bei cavalli bianchi di origine andalusa o neri di razza frisona, con una semplicità che lo rende non un cocchiere ma il cocchiere, anche grazie all aiuto dei suoi artieri abituati ormai a qualsiasi situazione equestre. Le esibizioni più impegnative sono le sfilate nei cortei storici con i costumi del 500, i caroselli, il palio, ma Franco partecipa sovente anche a produzioni di spettacoli televisivi e fiction, lo abbiamo visto in Don Matteo con Terence Hill e recentemente nelle vesti del cocchiere nella fiction Rai Rossella, il coraggio di una donna, ed è anche spesso presente al cinema ma non da spettatore. Il gruppo dei Cavalieri veliterni si è esibito più volte all estero in occasione di Festival internazionali (come quello di Murcia - Spagna) e continua ancora ad esibirsi riscuotendo unanimi consensi. Chissà se un giorno il presidente De Masi ci farà la sorpresa di comparire con la sua cavalleria in qualche edizione di Italia e Regioni? 23 tp.org

24 lo studio La moderna messa in scena delle tradizioni popolari 24 colo è proposto; si devono tenere presenti le esigenze dei promotori, di fatto, organizzatori e committenti della festa e della relativa perfomance. Ma ci ha più volte suggerito Virginia Barret nel seminario didattico svoltosi a San Giovanni Rotondo tutto può essere superato con una buona dose di creatività. Quindi, una sceneggiatura deve, necessariamente, essere accompagnata da un lavoro che porta ad analizzare possibili problemi, definire i concetti e trovare soluzioni che portino a una versione che funzioni nella realizzazione degli spettacoli. Se, pertanto, vogliamo buttar giù uno spaccato di vita tradizionale in forma di sceneggiatura, la prima domanda che ci si presenta è da dove cominciare. E raro che le idee arrivino complete. Molte sceneggiature nascono da un improvvisa scintilla intuitiva; emerge da una sequenza di immagini, da un personaggio che abbiamo conosciuto e che vive nei nostri ricordi o nei ricordi di una intera nostra comunità. Possono essere brandelli di storie a richiamare la nostra attenzione e chiedere di essere raccontati. Infatti, le nostre tradizioni traboccano di storie affascinanti, personaggi, miti, leggende, feste che possono diventare... scena. Ci sono, quindi Franco Megna Segretario Generale Fitp Negli ultimi decenni, con le riflessioni provocate dal diffondersi delle istanze avanzate dall antropologia della perfomance, è sorta, tra i gruppi folklorici italiani, una particolare attenzione per stabilire come mettere in scena, con adeguata proprietà, le tradizioni popolari di realtà economico-sociali e agro-pastorali di un passato ormai scomparso; in pratica, è nato il problema come compiere le trasposizioni canore e coreutiche, un tempo esibite nelle piazze e per le strade dei quartieri urbani e dei paesi, negli attuali particolari spazi circoscritti e ristretti come sono i palcoscenici allestiti in occasione delle numerose feste, sagre e rassegne, durante le quali i gruppi si esibiscono, riproponendo rifunzionalizzate le proprie tradizioni. Nell odierno momento di ricerca, tale questione richiede una prima semplice riflessione sullo stato dell arte su come continuare il cammino intrapreso da diversi gruppi per realizzare le messe in scena delle rappresentazioni da essi proposte. Si tratta di una riflessione che, ovviamente, è aperta al contributo di possibili differenti opinioni che si auspica ci siano. Per entrare nel vivo del dibattito, per esempio, con piacere noto che diversi gruppi folklorici, prima di affrontare il palcoscenico, scrivono la sceneggiatura delle loro trasposizioni sceniche, cercando di armonizzare la ricerca etnografica, da un lato, e le regole dello spettacolo, dall altro. Scrivere una specifica sceneggiatura non è cosa facile, sia perché nessuno di noi è scrittore o regista, sia perché, molte volte, come è stato sottolineato nell interessante e valido seminario didattico di San Giovanni Rotondo, i gruppi, nelle piazze e/o nei teatri, devono superare problematiche tecniche e logistiche di non facile soluzione e tra di loro spesso abbastanza differenti; per esempio, rispetto ad un passato basato soltanto sulla spontaneità dell esibizione, attualmente si devono considerare gli spazi, l efficienza degli impianti fonici e illuminotecnici; si deve valutare la realtà sociale alla quale lo spetta-

25 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 di, molti modi per iniziare, molte forme per ordinare le idee. In tale fermento, però, è importante scrivere qualcosa per vedere ciò che si ha in mano e, quindi, cominciare a decidere per trovare la direzione da prendere, anche perché scrivere significa liberare la mente da alcune idee e lasciare così spazio perché altre emergano. Come è noto, le buone idee evocano nuove idee. Le idee si collegano ad altre idee e eureka! la storia comincia a prendere forma nelle sue componenti fondamentali: l idea di base, la trama, i personaggi, la musica, le immagini (canti, danze, costumi, coreografie, ecc ), i dialoghi e così di seguito. Per la realizzazione di una messa in scena, ho messo al primo punto, tra le componenti fondamentali, l idea di base o di partenza, in quanto, nelle nostre sale prove, solo osservando la linea narrativa, possiamo capire se la storia che vogliamo raccontare ha un senso logico, se ha movimento e direzione. Se un quadro non è collegato al successivo, possiamo aver preso una direzione che non ha nulla a che fare con la storia. Se la storia si è impantanata, dobbiamo e possiamo capire dove manca l azione. Se il dialogo scenico non è chiaro, dobbiamo e possiamo vedere che la storia non procede o ha perso emozione. Se prima si dedica più tempo a pianificare la sceneggiatura, si arriverà con maggiore facilità ad un esito più scorrevole; in conclusione, si arriverà a trasposizioni sceniche delle proprie tradizioni popolari convincenti ed attuali da un punto di vista spettacolare, con il consenso positivo del pubblico. La realizzazione di una sceneggiatura necessita, pertanto, non solo della nostra conoscenza e della nostra abilità, ma anche della nostra passione e inventiva, oserei dire, necessita di intuizione artistica; ovvero, per scrivere una sceneggiatura sono necessari la nostra voce particolare, la nostra visione, la nostra prospettiva, la nostra esperienza, ma, soprattutto, i nostri atteggiamenti personali che non possono prescindere dallo studio e dalla voglia di imparare. Ma, nonostante la nostra esperienza, la nostra abilità, la nostra passione, i nostri studi, alla fine, bisogna essere criticamente coscienti che la domanda che ci si deve porre, nel realizzare una trasposizione scenica di una tradizione popolare rifunzionalizzandola, è sempre la stessa: piacerà al pubblico?. Un dato fondamentale per pensare al successo è ricordare che il consenso del pubblico non dipende mai da un solo elemento. Generalmente, uno spettacolo piace se emoziona, se c è qualcosa in quello spettacolo che parla agli spettatori. Piace se tra il palcoscenico e il pubblico si stabilisce un contatto. Stabilire un contatto (con garbo, con intelligenza, senza invadenza o volgarità) è l espressione chiave per ottenere l applauso. Ci sono modi precisi nei quali il pubblico nella scena entra in rapporto con gli attori ; cogliere queste modi ci può aiutare a tirar fuori gli elementi piacevoli delle nostre sceneggiature. Proprio come uno scultore che modella il legno o il marmo deve accordarsi al materiale che utilizza, così noi dobbiamo impiegare il nostro corpo e la nostra voce quali mezzi per rendere accessibile la nostra interpretazione. A Grottammare, per esempio, I Gioppini di Bergamo, lavorando sulla gestualità, sulla postura, sulle varie e diverse assonanze della voce, hanno fatto diventare uno scioglilingua popolare un piccolo capolavoro scenico. Bisogna, quindi, partire da una sorta di interiorizzazione della scena che si va a rappresentare; bisogna inghiottire e digerire ogni attimo del testo (musicale, canoro, coreutico, scenico, ecc ) prima di poterlo esteriorizzare. Non sempre si può improvvisare: a decretare un successo è la qualità della tensione, la qualità del ritmo, prima della sceneggiatura e, poi, della trasposizione scenica. 25

26 l evento Riconoscimenti per antropologi e ricercatori La ricerca va in vetrina a Cassano all Ionio di Leonardo Alario Consulta Scientifica Fitp così coinvolto il pubblico da essere applaudito più volte e lodato dalla stampa nei giorni successivi. Notevoli e applauditi gli interventi, nel corso della consegna dei riconoscimenti, del presidente Benito Ripoli e del presidente regionale della Fitp, Michele Putrino, così come del presidente della Pro loco di Castrovillari, Giovanni Amato, e 26 Alcuni protagonisti della manifestazione in terra calabrese CASSANO ALL IONIO (Cosenza) - Straordinario successo ha ottenuto la nostra Federazione la prima serata, quella del 26 settembre dedicata al tema della partenza e delle dolorose conseguenze tra speranza di riscatto e desiderio del ritorno. Il Gruppo folklorico Pro loco di Castrovillari ha presentato, curato da Gerardo Bonifati, assessore alla cultura della Fitp, lo spettacolo demoetnoantropologico Paisanə, e Franco Megna, segretario generale della Fitp, ha parlato, con un avvincente monologo, di Lettere di spartenza. Nel corso della serata la Fitp e il Gruppo folklorico Pro loco di Castrovillari sono stati acclamati soci onorari dell Istituto di Ricerca. Lo spettacolo ha dell assessore del Comune di Cassano, Paola Grosso. In un clima di grande cordialità, segnato da spirito d amicizia e di fedeltà all impegno proprio della Fitp, che è quello di ricercare, studiare e riproporre la cultura di tradizione orale delle nostre popolazioni per preservarla e diffonderla nel mondo, e, ancor più, quella di

27 IL FOLKLORE D ITALIA n. 05 / 2014 Mons. Nunzio Galantino proporre messaggi di pace e di fratellanza universale fra i popoli, la serata si è conclusa, tra emozione e commozione, con saluti non rituali, ma intensi e sentiti. Nel corso della serata successiva, dedicata alla consegna dei riconoscimenti dalla giuria del Premio Cassano, giunto alla 17.ma edizione (presieduta da Ottavio Cavalcanti dell Università della Calabria, e composta da Pasquale Caratù e Annaluisa Rubano dell Università di Bari, da Filippo Burgarella, Giampiero Givigliano e Giuseppe Trebisacce dell Università della Calabria, e da Leonardo R. Alario, presidente dell Istituto di ricerca e di studi di Demologia e di Dialettologia e ideatore del Premio), ancora una volta la Fitp in evidenza, poiché il Premio per l Antropologia è stato assegnato quest anno al presidente della Consulta scientifica, il prof. Mario Atzori, insigne studioso di chiara fama, per una vita dedicata alla didattica universitaria e alla ricerca, spaziando, con acume, dall etnografia sarda alle sortite in terra d Africa, lasciando tracce non effimere nel campo museografico e della documentazione visuale. Altri premiati sono stati lo storico Francesco Salvatore Prontera dell Università di Perugia, il linguista Danilo Bertoli dell Università di Bari, l etnomusicologo Cataldo Perri, la Casa editrice Falco e il giornalista Matteo Cosenza. Da segnalare anche la presenza di mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano e segretario generale della Cei. Il Premio Cassano, istituito da Leonardo R. Alario, per anni docente di Storia delle tradizioni popolari nell Università della Calabria, membro del Comitato scientifico del Centro interdipartimentale di documentazione demoantropologica dell Università della Calabria e della Consulta scientifica della Fitp, è destinato a studiosi antro- pologi, linguisti, etnomusicologi, storici, editori di chiara fama, che abbiano dedicato una collana alle discipline demo-antropologiche, linguistiche e storiche, per far conoscere alle giovani generazioni la loro opera e stimolarle, così, alla ricerca, ma anche per invitare detti studiosi a rivolgere le loro ricerche e i loro studi al Meridione d Italia in modo sistematico, continuo e, infine, proficuo per ridisegnare la mappa delle condizioni sociali, antropiche, culturali della regione. La collaborazione, insomma, fra Irsdd, che opera d intesa con le Università italiane, la Fitp e la Pro loco di Castrovillari ha dato subito i suoi frutti, e frutti notevoli. Il prof. Atzori ritira il Premio per l Antropologia 27

28 vita dei gruppi Sulla Grande Muraglia il folklore calabrese con la Pro loco di Castrovillari ristica ambita e desiderata. Infatti, molto suggestivo è stato visitare e ammirare i luoghi e i prestigiosi e maestosi monumenti che caratterizzano la realtà culturale cinese: la Città Proibita, simbolo dell antico potere imperiale, la famosa Piazza Tienanmen dove sorge il mausoleo di Mao Tse-Tung, gli spettacoli di arti marziali dei monaci Shaolin, il Palazzo d Estate residenza estiva dell Imperatore, la Grande Muradi Anna Rita Cardamone giornalista CASTROVILLARI (Cosenza) - La stagione estiva del Gruppo folklorico della Pro loco di Castrovillari si conclude con un particolare successo conseguito con la trasferta nella Repubblica Popolare Cinese. 28 Infatti, in questo ultimo periodo, che apre le porte all autunno, il sodalizio calabrese è stato protagonista di tre importanti manifestazioni: lo spettacolo presso il Largo del Protoconvento Francescano in occasione di Civita...nova 2014 a Catrovillari, l esibizione avvenuta a Cassano Jonio in occasione della consegna del riconoscimento come socio onorario dell Irsdd (Istituto di ricerca e di studi di De- mologia e di Dialettologia) e, infine, la partecipazione al Festival internazionale del folklore di Pechino. Queste interessanti esperienze hanno determinato che il gruppo non sia considerato come un semplice realizzatore di spettacoli in grado di promuovere viaggi e divertimento, ma soprattutto come un centro di ricerca orientata allo studio delle tradizioni popolari dell area culturale del Pollino, in generale, e di Castrovillari, in particolare; tali attenzioni di indagine scientifica di tipo etno-antropologico, inoltre, vengono sviluppate, tramite un attenta riflessione critica, per realizzare uno specifico processo di rifunzionalizzazione delle tradizioni popolari del passato, grazie ad una loro moderna messa in scena al fine di riattualizzarle nell ambito dei canoni delle odierne rappresentazioni teatrali e televisive. Questo obiettivo ha consentito al gruppo di proporsi verso gli altri come esempio e stimolo per accogliere e sviluppare tale istanza di riattualizzazione e rifunzionalizzazione del vasto patrimonio culturale che caratterizza le diverse regioni italiane. Sulla base di tale quadro culturale e scientifico la comunità di Castrovillari e del Pollino sono stati adeguatamente rappresentati a Pechino nel XVI Festival Internazionale del Turismo. Infatti, la manifestazione che ha visto i 25 componenti del gruppo presenti in Asia a rappresentare la cultura e le tradizioni calabresi, ha confermato ancora una volta che la formazione castrovillarese viene scelta per rappresentare il folklore italiano, in cui opera da anni, con capacità, dedizione e passione. Il gruppo, oltre ad esibirsi in diversi luoghi della capitale cinese, ha avuto l occasione di visitare posti magici che, negli ultimi tempi, hanno fatto della Cina una realtà culturale divenuta meta tu-

29 La Pro loco di Castrovillari in Cina glia, una delle sette meraviglie del mondo, estesa per oltre 7000 km, Il Tempio del Cielo, imponente edificio immerso nella natura reso affascinante per i suoi colori e la sua architettura e tanto altro che non cito per esigenze di sintesi. Un esperienza straordinaria e indimenticabile che ha regalato a tutti i componenti momenti di grande emozione risultando occasione irripetibile di arricchimento, insegnamento e opportunità di confronto tra la nostra cultura e le nostre tradizioni con quelle molto differenti del mondo Cinese. Ancor prima di incantare il pubblico delle città di Pechino e di Tianjin, il Gruppo folklorico della Pro loco di Castrovillari si era esibito qualche giorno prima della partenza all interno della manifestazione Civita nova con lo spettacolo Suoni e memorie di un tempo perduto. Un importante e suggestiva nuova espressione scenica da offrire al pubblico come spettacolo di piazza, nel quale le esibizioni del corpo teatrale abbandonano definitivamente l impostazione statica e continuativa del semicerchio, sinistra e destra a tempo ed avanti con la prossima canzone, per favorire lo svolgimento di uno spettacolo improntato su racconti scenici tratti dalla tradizione; in tali canovacci si possono utilizzare poesie, canti, musiche, balli popolari come strutture portanti di contenuti facili da veicolare verso gli spettatori. Queste strutture sono realtà e dimensioni socio-culturali di un passato ormai desueto che, però, può essere rivitalizzato come nostalgia, come viaggio nel passato, nel recente processo di recupero di identità che attualmente reagiscono al diffondersi della globalizzazione. Inoltre, il gruppo si è nuovamente esibito presso il Teatro comunale di Cassano allo Jonio nel corso della 17.ma edizione Premio Cassano istituito dall Irsdd, presieduto dal prof. Leonardo R. Alario, con una rivisitazione dello spettacolo demoetnoantropologico Paisani che tanta soddisfazione ha dato negli anni alla Pro loco locale. Nel corso della serata il presidente dell Istituto ha consegnato al presidente della Pro loco, Giovanni Amato, alla presenza delle numerose autorità del mondo accademico antropologico e della Federazione italiana tradizioni popolari il riconoscimento di Socio Onorario dell Istituto di Ricerca. I numerosi encomi ricevuti nel tempo danno al gruppo un importante prestigio in Italia e all estero a conferma della capacità di far conoscere e raccontare il folklore castrovillarese dando, inoltre, la possibilità ai tanti giovani, che frequentano la Pro loco, di nutrirsi di esperienze straordinarie, di godere del valore assoluto dell amicizia consolidato dallo stare bene insieme e di conoscere sempre meglio, grazie allo studio e alla ricerca continua, le tradizioni della nostra terra amata e apprezzata da un pubblico sempre più attento e numeroso che richiede costantemente nuove e significative proposte spettacolari. 29

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