PIANO PROGRAMMATICO DEI SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI PER L ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014

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1 PIANO PROGRAMMATICO DEI SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI PER L ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014 Approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 33 del

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3 INDICE 1. Introduzione programmatica 2. Indirizzi generali 3. Interventi realizzati 4. Interventi strutturali nelle scuole 5. Riferimenti normativi 6. Scuole e servizi educativi del territorio 7. Informazioni statistiche sulla popolazione 8. Informazioni statistiche sulla popolazione scolastica 9. Dati informativi sull accesso ai servizi 10. Progetti e interventi dell assessorato 11. Promozione educativa e sostegno alla famiglia 12. Servizi educativi e scuole 13. Servizi di assistenza e di facilitazione all accesso scolastico 14. Collaborazioni con agenzie del territorio 15. Attività extrascolastiche 16. Centri ricreativi estivi 17. Distribuzione delle spese e costo dei servizi 18. Allegati: convenzioni con istituti scolastici regolamenti mensa, trasporto, non solo compiti tabelle economiche pag. 3 pag.13 pag.15 pag.17 pag.19 pag. 22 pag. 25 pag. 26 pag. 31 pag. 33 pag. 42 pag. 45 pag. 71 pag.100 pag.102 pag.103 pag.105 pag.107 pag.113 pag.127 3

4 INTRODUZIONE PROGRAMMATICA DIRITTO ALL ISTRUZIONE La costituzione Italiana, a partire dalla sua entrata in vigore (1 gennaio 1948), afferma che l istruzione è un diritto di tutti ed è anche un obbligo. La scuola dell obbligo permette ad ognuno di ricevere un istruzione adeguata, gratuita e garantita proprio dallo Stato. L art. 30 della Costituzione si richiama il dovere e diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli ( ), l art. 33 ribadisce che l arte e la scienza sono libere e libero ne è l insegnamento. La repubblica detta le norme generali sull istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole statali ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato ( ). L art. 34 afferma che la scuola è aperta a tutti e che l istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita e che lo Stato si rende garante di questo diritto mediante interventi diretti a favorire la partecipazione di tutta la popolazione senza alcuna discriminazione. L art. 3 fa da sfondo agli articoli sopra menzionati affermando che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. ALTRI RIFERMIENTI NORMATIVI Dichiarazione universale dei diritti dell uomo articolo 26 (documento dell Assemblea Generale dell ONU Organizzazione delle Nazioni Unite, 1948: Ogni individuo ha diritto all istruzione. L educazione deve essere gratuita. Almeno per ciò che riguarda l insegnamento elementare (.)L istruzione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l amicizia tra tutte le Nazioni e i gruppi sociali e religiosi, e deve favorire l attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. La convenzione sui diritti dell infanzia, articolo 28 (Unicef 1989) Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all educazione, e in particolare, al fine di garantire l esercizio di tale diritto in misura sempre maggiore e in base all uguaglianza delle possibilità: a) rendono l insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti; b) incoraggiano l organizzazione di varie forme di insegnamento secondaria sia generale che professionale, che saranno aperte e accessibili ad ogni fanciullo e adottano misure adeguate come la gratuità dell insegnamento e l offerta di una sovvenzione finanziaria in caso di necessità; c)garantiscono a tutti l accesso all insegnamento superiore con ogni mezzo appropriato, in funzione delle capacità di ognuno; d) fanno in modo che l informazione e l orientamento scolastico e professionale e siano aperte e 4

5 accessibili ad ogni fanciullo; e)adottano misure per promuovere la regolarità della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola. Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo (ONU -1959) Principio settimo: il fanciullo ha diritto ad un educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatorio. Egli ha diritto a godere di una educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società.( ). Trattato di Lisbona (2007) Più recentemente con il trattato di Lisbona, firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2009 si registrano progressi significativi sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali e si apre la strada all adesione dell'unione alla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Il trattato di Lisbona garantisce inoltre l applicazione della Carta dei diritti fondamentali, richiamiamo nello specifico l art. 14 Diritto all'istruzione: 1. Ogni persona ha diritto all'istruzione e all'accesso alla formazione professionale e continua. 2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all'istruzione obbligatoria. 3. La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio. Con il trattato di Lisbona (2007), si prevedono inoltre dei parametri di riferimento per le nazioni europee nell ottica di contrastare la dispersione scolastica: parliamo dei Cinque livelli di riferimento (benchmark) del rendimento medio europeo : 1.abbandono scolastico prematuro: ridurre la percentuale di abbandoni scolastici almeno del 10%; 2.matematica, scienze, tecnologie: aumentare almeno del 15% il totale dei laureati in matematica, scienze e tecnologie, diminuendo nel contempo la disparità di genere; 3.completamento del ciclo di istruzione secondaria superiore: arrivare almeno all 85% dei ventiduenni che abbiano completato tale ciclo di istruzione; 4.competenze di base: ridurre la percentuale dei quindicenni con scarse capacità di lettura almeno del 20% rispetto all anno 2000; 5.apprendimento permanente (lifelong learning): innalzare almeno al 12.5% la partecipazione degli adulti in età lavorativa (25 64 anni) all apprendimento permanente. 5

6 Ordinamento scolastico italiano Il sistema di istruzione nazionale è interessato da una fase di riforma degli ordinamenti che riguarda tutti gli ordini di scuola e che si realizzerà in un arco di tempo molto ampio. Una prima riforma di ordinamento era stata definita tra il 2003 e il 2005 per la scuola dell infanzia e per il primo ciclo di istruzione ed aveva trovato attuazione graduale negli anni successivi; per la scuola secondaria di II grado era stata definita una riforma di ordinamento tra il 2005 e il 2007 senza che si concretizzasse in una fase applicativa. Con la nuova legislatura sono state definite da apposite leggi (n. 133/2008, articolo 64 e legge 169/2008) obiettivi e criteri di attuazione della riforma del sistema di istruzione, secondo una linea di continuità e di razionalizzazione con quanto già definito per via normativa negli anni immediatamente precedenti. La legge 133/2008 ha previsto che per i diversi settori scolastici e per gli ambiti di ordinamento si proceda alla emanazione di specifici regolamenti sotto forma di Decreti del Presidente della Repubblica. I regolamenti attualmente in vigore riguardano, in particolare: la razionalizzazione della rete scolastica (dpr 81/2009); il riordino della scuola dell infanzia e del primo ciclo (dpr 89/2009); il coordinamento delle norme per la valutazione degli alunni (dpr 122/2009). Con l approvazione dei regolamenti concernenti il riordino del secondo ciclo di istruzione, di seguito indicati, si completa la riforma complessiva del secondo ciclo di istruzione dopo il 1923: D.p.r. 15 marzo 2010, Revisione dell assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei, ai sensi dell art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133; D.p.r 15 marzo 2010 Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti professionali, sensi dell art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133; D.p.r. 15 marzo 2010 regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti tecnici ai sensi dell art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133; 6

7 SCUOLA DELL INFANZIA E PRIMO CICLO Scuola dell infanzia L scuola dell infanzia è aperta a tutti i bambini che abbiano un'età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre. Ha durata triennale e non è obbligatoria. Questo primo segmento del percorso di istruzione concorre all educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un effettiva eguaglianza delle opportunità educative. Nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, la scuola dell infanzia contribuisce alla formazione integrale dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità educativa con la scuola primaria (art. 2 legge n. 53 del 28 marzo 2003). Possono iscriversi alla scuola dell infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell anno scolastico di riferimento. Tale possibilità è, comunque, subordinata alle seguenti condizioni previste dall articolo 2 del Regolamento (dpr 89/2009): a) disponibilità dei posti; b) accertamento dell'avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa; c) disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell'agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni; d) valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell'accoglienza. L'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia è stabilito in 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore. Le famiglie possono richiedere un tempo scuola ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per complessive 25 ore settimanali (art. 2, dpr 89/2009). Primo ciclo I primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori: la scuola primaria, della durata di cinque anni; la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni. La scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità; permette di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche; favorisce l apprendimento dei mezzi espressivi, ivi inclusa l alfabetizzazione in almeno una lingua dell Unione europea (inglese) oltre alla lingua italiana; pone le basi per l utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi; valorizza le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo; educa i giovani cittadini ai principi fondamentali della convivenza civile (Legge 53/2003). La frequenza alla scuola primaria è obbligatoria per tutti i ragazzi che abbiano compiuto sei anni di età entro il 31 dicembre. L'iscrizione è facoltativa per chi compie sei anni entro il 30 aprile dell'anno successivo. L orario settimanale delle lezioni nella scuola primaria può variare in base alla prevalenza delle scelte delle famiglie da 24 a 27 ore, estendendosi anche fino a 30 ore. 7

8 In alternativa a tali orari normali, le famiglie, in base alla disponibilità dei posti e dei servizi attivati, possono chiedere il tempo pieno di 40 ore settimanali. A partire dall anno scolastico , gradualmente viene superata l organizzazione a moduli e ridotta al massimo la compresenza. Contestualmente, a cominciare dalle prime classi ad orario normale, viene introdotto il modello del docente unico di riferimento con orari di insegnamento prevalente e con compiti di coordinamento. La scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline, è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale; organizza ed accresce, anche attraverso l'alfabetizzazione e l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea; sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi; fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e formazione; introduce lo studio di una seconda lingua dell'unione europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione. La frequenza alla scuola secondaria di primo grado è obbligatoria per tutti i ragazzi che abbiano concluso il percorso della scuola primaria. Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo. L orario settimanale delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado, organizzato per discipline, è pari a 30 ore. In base alla disponibilità dei posti e dei servizi attivati, possono essere organizzate classi a tempo prolungato funzionanti per 36 ore settimanali di attività didattiche e di insegnamenti con obbligo di due-tre rientri pomeridiani. Su richiesta della maggioranza delle famiglie, il tempo prolungato può essere esteso a 40 ore. SECONDO CICLO Dall'anno scolastico è entrata in vigore la riforma del secondo ciclo di istruzione, un provvedimento che riduce la frammentazione degli indirizzi nei licei e rimodula l'istruzione tecnica e professionale. Si tratta di una riforma importante, caratterizzata dal riordino del secondo grado dell'istruzione secondaria, con conseguente introduzione di novità ordinamentali importanti per la scelta dei percorsi di studio Nuovi Licei Nuovi Istituti tecnici Nuovi Istituti professionali La riforma riconosce alle scuole una maggiore autonomia consentendo loro di elaborare piani formativi adatti alle richieste dell'utenza, pur nel rispetto del percorso di studi previsto a livello nazionale. Licei Il liceo dura cinque anni. Si articola in due bienni e in un quinto anno al termine del quale si sostiene l'esame di Stato, propedeutico al proseguimento degli studi universitari. Sono previsti sei percorsi, alcuni dei quali si articolano in indirizzi (il liceo artistico ne ha sei), oppure prevedono un'opzione, cioè un piano di studi diverso rispetto a quello principale: 8

9 Liceo artistico - indirizzo Arti figurative, Architettura e ambiente, indirizzo Design, Audiovisivo e multimediale, indirizzo Grafica, Scenografia. Liceo classico Liceo linguistico liceo musicale e coreutico, con le sezioni Musicale e Coreutica Liceo scientifico e opzione scienze applicate Liceo delle scienze umane e opzione economico-sociale Istituti tecnici Tutti gli istituti tecnici hanno la durata di cinque anni e si articolano in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l'esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione tecnica propedeutico al proseguimento degli studi universitari. Gli Istituti tecnici si ripartiscono in due settori: il settore Economico articolato in due indirizzi (indirizzo Amministrazione, Finanza e marketing, indirizzo Turismo); il settore Tecnologico articolato in 9 indirizzi (indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia, indirizzo Trasporti e logistica, indirizzo Elettronica ed elettrotecnica, indirizzo Informatica e telecomunicazioni, indirizzo Grafica e comunicazione, indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie, indirizzo Sistema moda, indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria, indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio). Sono previste articolazioni ed opzioni per corrispondere alle diverse e specifiche esigenze produttive. Istituti professionali Gli istituti professionali fanno parte a pieno titolo del sistema di istruzione assieme ai licei e agli istituti tecnici. Hanno la durata di cinque anni e sono articolati in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l'esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione professionale utile anche alla continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria. Gli istituti professionali si ripartiscono in due settori: il settore dei servizi articolato in quattro indirizzi (indirizzo Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, indirizzo Servizi socio-sanitari, indirizzo Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, indirizzo servizi commerciali) e il settore industria e artigianato articolato in due indirizzi ( indirizzo Produzioni industriali e artigianali e indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica). 9

10 Autonomia scolastica Dal 2000 le istituzioni scolastiche, pur facendo parte del sistema scolastico nazionale e nel rispetto delle norme generali sull istruzione emanate dallo Stato, hanno una propria autonomia amministrativa, didattica e organizzativa. L autonomia scolastica è regolata da un apposita disposizione Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, approvato dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 275, 8 marzo L autonomia organizzativa consente di dare al servizio scolastico flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia e di realizzare l integrazione e il miglior utilizzo possibile delle risorse e delle strutture, anche attraverso l introduzione e la diffusione di tecnologie innovative. Nel rispetto delle libertà di insegnamento, delle scelte educative e formative dei genitori, l autonomia è lo strumento e la risorsa attraverso cui adottare metodi di lavoro, tempi di insegnamento, soluzioni funzionali alla realizzazione dei piani dell offerta formativa. L applicazione delle norme relative all autonomia scolastica, chiama il Comune a responsabilità più dirette anche nel settore educativo nella ricerca di una sempre maggiore integrazione scuola-territorio con il coinvolgimento delle realtà significative del territorio. Dalla disposizione di legge traspaiono dunque l importanza del contributo della Comunità locale nella stesura del piano programmatico dell offerta formativa e il vincolo della scuola di tener conto delle esigenze espresse dalla Comunità Locale, coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali. E inoltre previsto che il Comune possa offrire alle scuole progetti finalizzati per la realizzazione di iniziative complementari e integrative dell iter formativo degli studenti, la creazione di occasioni e spazi di incontro, modalità di apertura della scuola in relazione alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio. La previsione della possibilità di ampliamenti dell offerta formativa, è un impegno che l Amministrazione Comunale assume congiuntamente con le Scuole del territorio con lo scopo di migliorare l offerta formativa del territorio. L'orientamento - quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado - costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell'infanzia. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile. 10

11 Alunni con disabilità Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l integrazione scolastica, che prevede l obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale. La comunità scolastica e i servizi locali hanno pertanto il compito di prendere in carico e di occuparsi della cura educativa e della crescita complessiva della persona con disabilità, fin dai primi anni di vita. Tale impegno collettivo ha una meta ben precisa: predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale, eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi fra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone con disabilità. Le Legge 104/92 riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare nei luoghi per essa fondamentali: la scuola, durante l infanzia e l adolescenza (artt. 12, 13, 14, 15, 16 e 17) e il lavoro, nell età adulta (artt. 18, 19, 20, 21 e 22). Una ricostruzione dell iter legislativo riguardante l integrazione, e dei relativi principi, è presente nelle Linee guida per l integrazione degli alunni con disabilità, diramate con nota del 4 agosto Il MIUR mette in atto varie misure di accompagnamento per favorire l'integrazione: docenti di sostegno, finanziamento di progetti e attività per l'integrazione, iniziative di formazione del personale docente di sostegno e curriculare nonché del personale amministrativo, tecnico e ausiliare. Organi consultivo e propositivo, a livello nazionale, in materia di integrazione scolastica è l Osservatorio per l'integrazione delle persone con disabilità. A livello territoriale altri organismi hanno il compito di proporre iniziative per realizzare e migliorare il processo di integrazione: i GLIP ( Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali, formati da rappresentanti degli Enti Locali, delle ASL e delle Associazioni dei disabili) e i GLH ( Gruppi di lavoro per l'integrazione degli handicappati, formati dal dirigente della scuola, dai docenti interessati, dai genitori e dal personale sanitario e da referenti del Comune e della Cooperativa che operano per l integrazione degli alunni disabili e per il progetto vita). Il compito del GLH è particolarmente significativo, in quanto ha la finalità di mettere a punto, tra l altro, il Piano Educativo Individualizzato, che determina il percorso formativo dell alunno con disabilità e garantisce un intervento adeguato allo sviluppo delle sue potenzialità. Disturbi specifici di apprendimento E stato firmato dal Ministro della Salute e dal Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca il decreto per le attività di individuazione precoce dei DSA a scuola. Tali attività hanno il fine di individuare casi sospetti o a rischio di DSA sin dai primi anni del percorso scolare. Infatti, secondo i protocolli scientifici, la dislessia si può certificare soltanto a partire dalla fine della seconda classe elementare, mentre la discalculia può essere diagnostica alla fine della terza classe. Vi è così un periodo critico nel quale potrebbe non esservi consapevolezza della presenza del disturbo di apprendimento. Risulta invece estremamente importante per l azione educativa e didattica conoscere per tempo l esistenza del disturbo, così da poter attivare in via preventiva tutte le misure previste dalla normativa sui DSA. Con questo provvedimento si completa l iter attuativo della Legge n.170 dell 8 ottobre 2010 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, che si articola nei seguenti provvedimenti: Decreto ministeriale n del 12 luglio 2011, contenente disposizioni attuative; 11

12 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, allegate al DM n. 5669; Accordo in Conferenza Stato-Regioni su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA), del 25 luglio 2012; Decreto Interministeriale MIUR-MS con il quale si adottano le Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA del 17 aprile Per completezza, si deve aggiungere che anche la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e la Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 trattano dei Disturbi Specifici di Apprendimento, inserendoli nell ambito dei Bisogni Educativi Speciali. Il MIUR, a partire dal 2011, ha avviato specifiche attività di formazione, rivolte ai docenti ed ai dirigenti scolastici, attivando tra l altro 35 Master e corsi di perfezionamento universitari sui DSA che si sono svolti presso tutte le facoltà di scienze della formazione, in ogni regione italiana. Nel corrente anno accademico è stata attivata la seconda edizione di tali corsi, che proseguono le iniziative di formazione avviate sin dal 2006, con il coinvolgimento di oltre docenti, a cui si aggiungono i circa iscritti ai nuovi corsi universitari. Inoltre, sono stati potenziati i Centri Territoriali di Supporto-CTS presenti in numero di 96 in tutto il territorio nazionale. Tali Centri svolgono una funzione di supporto alle scuole per lo sviluppo delle nuove tecnologie (hardware e software didattici), la consulenza e la formazione. Di seguito i dati riportati dal Ministero in merito al numero delle certificazioni dei D.S.A. che registrano un notevole incremento a livello nazionale: il totale è infatti di unità, pari a circa il 37 %. Il grafico finale scorpora il dato suddividendolo secondo i vari gradi di istruzione. Si noti l incremento di unità (+ 39 %) nella scuola secondaria di I grado, a fronte di quello di unità (+ 24 %) nella scuola primaria, e di (+ 54 %) nella scuola secondaria di II grado. Il dato inferiore della scuola primaria, può essere spiegato anche dal fatto che, fino alla fine della seconda classe, non è possibile determinare con esattezza l esistenza di un DSA. Alunni con disturbi specifici di apprendimento - a.s. 2010/ /2012 Nota: i dati sono aggiornati al 15 febbraio 2013 Fonte: MIUR - D.G. per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi - Servizio Statistico 12

13 Intercultura La presenza di alunne e alunni con cittadinanza non italiana è un fenomeno strutturale del nostro sistema scolastico. L Italia ha scelto, fin dall inizio, la piena integrazione nella scuola di tutti e l educazione Interculturale come dimensione trasversale e come sfondo integratore che accomuna tutte le discipline e tutti gli insegnanti. L integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana deve partire dall acquisizione delle capacità di capire ed essere capiti e dalla padronanza efficace e approfondita dell italiano. Si tratta di dare risposte ai bisogni comunicativi e linguistici degli studenti con cittadinanza non italiana, con particolare riferimento a quelli di recente immigrazione. Sono quindi indispensabili azioni mirate di formazione del personale scolastico, insegnanti e dirigenti scolastici, e azioni di sostegno all inserimento degli alunni con cittadinanza non italiana. Si riconoscono, inoltre, come centrali, l orientamento alla scelta scolastica da parte degli studenti, il coinvolgimento delle famiglie nei progetti d intervento curando in particolare la relazione tra famiglie, immigrate e non immigrate. Altresì importante è coltivare gli orientamenti assunti in molte scuole per ridefinire i contenuti e i saperi in una prospettiva interculturale, con l integrazione di fonti, modelli culturali ed estetici e nuovi linguaggi della comunicazione visiva e musicale. Orientamento lungo tutto l arco di vita Il rilancio dell azione del Ministero dell Istruzione in tema di orientamento prende avvio alla fine del 2008 con la costituzione del Gruppo Tecnico Scientifico Nazionale (Decreto Dipartimentale n. 40 del ), finalizzato all elaborazione di linee guida per la realizzazione di percorsi orientativi nelle scuole di ogni ordine e grado e per la diffusione di una nuova concezione di orientamento quale strategia che investe il processo globale della persona, che si estende lungo tutto il corso della vita, attraversa il processo educativo sin dalla scuola primaria ed è trasversale a tutte le discipline. La strategia del Piano Nazionale Orientamento, intesa in termini di un processo continuo, è chiaramente delineata nella C. M. n. 43 del 15 aprile Il senso del percorso e della rete che dal livello nazionale si dispiega a quello locale è quello di accompagnare la crescita professionale dei docenti, disseminare un concetto di orientamento formativo che si dispiega lungo tutto l arco della vita, diffondere una didattica nuova, attiva e coinvolgente per ogni studente e, nel contempo, riaprire il dialogo e renderlo sistematico con gli altri Soggetti istituzionali, presenti nel territorio, con le imprese, con il mondo del lavoro e della formazione professionale. Per favorire il dialogo e la condivisione di una strategia unitaria con Decreto Dipartimentale n. 54 del 26 ottobre 2009 è stato istituito il Forum nazionale per l orientamento lungo tutto il corso della vita. L orientamento formativo può essere un efficace strumento per contrastare la dispersione scolastica e la demotivazione dei nostri studenti. Il ruolo strategico dell orientamento viene collegato al fenomeno dell insuccesso e della dispersione mettendone in risalto le due facce del problema: da un lato, le ricadute patologiche sul funzionamento del sistema scolastico stesso e le conseguenze sul sistema economico-produttivo e, dall altro, gli effetti problematici sull evoluzione delle storie individuali (formative, lavorative, sociali) (Maria Luisa Pombeni, 2007). La Legge n. 1/2007 e i decreti legislativi n. 21 e 22 del 14 gennaio 2008 sono le concrete novità normative introdotte negli ultimi anni rispetto all orientamento. 13

14 INDIRIZZI GENERALI Con il D.Ls. 112/98, in attuazione della L.59/97 le principali funzioni esercitate dai Comuni d intesa con le istituzioni scolastiche, anche in collaborazione con le Comunità montane e le Province, riguardano: Educazione degli adulti Orientamento scolastico e professionale Supporto alle strategie di continuità verticale e orizzontale Attuazione delle pari opportunità di istruzione Prevenzione della dispersione scolastica ed educazione alla salute. Le iniziative che Comuni e Province potranno promuovere interagendo con le scuole, in una prospettiva di educazione permanente, riguardano, tra l altro, l educazione ambientale, l educazione interculturale, l attivazione di aule didattiche e laboratori presso i musei e le istituzioni cittadine. La Legge n.23/96, avente per oggetto Norme per l edilizia scolastica, è la prima legge organica in materia che definisce ruoli e compiti degli Enti locali, del Ministero della Pubblica Istruzione, delle istituzioni scolastiche e che avvia una programmazione di medio periodo in sostituzione della decretazione d urgenza, utilizzata in larga misura nei tempi passati. Il Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (DPR 275/99), all art.3, avente per oggetto il Piano dell offerta formativa, al comma 4 recita testualmente: il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli Enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. L art. 7, avente per oggetto le reti di scuole, al comma 1 prevede che le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad essi per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali. L art. 9, avente per oggetto l ampliamento dell offerta formativa, prevede che le istituzioni scolastiche singolarmente, in rete o consorziate tra di loro possano ampliare la loro offerta formativa programmando percorsi integrati sulla base di accordi con le regioni e gli enti locali, o promuovendo o aderendo a convenzioni o accordi stipulati a livello nazionale, regionale o locale per la realizzazione di specifici progetti. L accordo di rete, naturalmente, può andare ben oltre il rapporto tra scuole, in quanto può prevedere accordi e collaborazioni con l ente locale (gestione di beni e di servizi), con associazioni culturali e sociali (scambio e produzione comune di attività formative), con l Università in merito ai temi sopra richiamati. Gli Enti locali sono consapevoli che la scuola dell autonomia deve tendere a realizzare un servizio scolastico ricco e flessibile, ottimizzando l uso di risorse e strutture e coordinandosi con il contesto territoriale per realizzare percorsi integrati tra i diversi sistemi formativi. La scuola dell autonomia deve essere aperta al territorio, capace di entrare in rete con altre scuole, di stringere rapporti con soggetti esterni, di uscire dallo spazio della propria scuola e di diventare luogo di produzione di attività culturali da porre al servizio del proprio contesto territoriale e, nello stesso tempo, di essere capace di offrire ai propri allievi tutte le opportunità formative di cui il territorio dispone. Da una parte, le scuole sono titolari di autonomia funzionale al raggiungimento degli obiettivi del sistema di istruzione: promozione del successo formativo e produzione dell offerta formativa in considerazione della realtà sociale, culturale ed economica del territorio. Dall altra parte, gli Enti locali, titolari di un autonomia politica e costituzionalmente garantita, hanno compiti di programmazione e coordinamento dell offerta formativa coerentemente inseriti nella loro funzione fondamentale di rappresentanza dei propri cittadini e di promozione del proprio sviluppo culturale, 14

15 sociale ed economico attraverso il governo delle politiche sociali. Scuola ed Ente locale hanno dunque il comune interesse alla qualificazione dell offerta formativa nel territorio. Se le scuole matureranno una concezione dei Comuni non tanto come pagatori a piè di lista dei cosiddetti oneri obbligatori, quanto piuttosto come contitolari del comune interesse alla qualificazione dell offerta formativa nel territorio, potrà aprirsi la stagione dell alleanza fra le autonomie (Cfr. Adriana Querzè, I patti educativi territoriali,). Le principali finalità che questa Amministrazione Comunale ha fissato fino ad oggi in collaborazione con le scuole e con le diverse agenzie educative del territorio, con lo scopo di migliorare l offerta educativa e formativa di seguito riportate, rappresentano le linee guida del nostro operato anche per il prossimo anno scolastico, nell ottica della continuità degli interventi avviati e del dialogo aperto con le istituzioni e le diverse agenzie educative e le associazioni del territorio: Promuovere il ruolo del Comune come ente capace di muoversi con un ottica unitaria di intervento, trovando gli ambiti di coordinamento e di collaborazione adeguati alle problematiche in questione per ottimizzare le risorse e sviluppare attenzioni e investimenti condivisi tra comune, scuola, agenzie educative del territorio, famiglie, sollecitando un contesto di relazioni pensato e predisposto da adulti capaci di tessere legami con le generazioni, sostenere autonomie e curiosità, interessati alla promozione di cittadinanza attraverso un patto educativo, tra genitori, insegnanti, educatori, cittadini di una comunità territoriale. Offrire stimoli e opportunità adatti ai bisogni nelle diverse tappe evolutive e salvaguardare il diritto di crescere dei bambini e dei ragazzi in un clima di partecipazione e di confronto, di rispetto delle identità e delle differenze. Garantire il diritto all accesso allo studio e al successo formativo consolidando i servizi esistenti, affrontando e dando risposta ai nuovi bisogni in un ottica di razionalizzazione delle risorse, potenziando l esistente a costi sostenibili; Rispondere alle richieste di fondi da parte delle scuole dopo un attenta analisi dei bisogni del territorio, assumendo scelte di finanziamento di progetti specifici che diano un taglio culturale e formativo al Diritto allo Studio; Contrastare la dispersione scolastica e i disagi che ne conseguono e tutelare il diritto dei ragazzi all apprendimento anche nelle situazioni più fragili ed esposte a rischio di emarginazione, sostenendo azioni dirette al contenimento dell abbandono e della dispersione scolastica con programmi personalizzati; Promuovere il potenziamento delle attività motorie nelle scuole in quanto l attività sportiva sviluppa la cultura del rispetto delle regole e dell altro e, diviene pertanto veicolo di inclusione sociale e può aiutare a contrastare le problematiche legate al disagio giovanile. Garantire un adeguato supporto alla genitorialità per accompagnare le famiglie nelle diverse fasi del percorso di crescita dei ragazzi e per sensibilizzarle ad essere risorsa che, insieme alle altre figure educative del territorio, concorrono a dare vita ad una comunità educante, anche valorizzando il ruolo degli enti che per mandato istituzionale hanno precise responsabilità in tema di supporto alla genitorialità (consultori familiari, associazioni, gruppi genitori, oratorio e parrocchia, agenzie educative, comune). Garantire la piena integrazione scolastica e sociale degli alunni portatori di disabilità e predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale, eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi fra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone con disabilità. Promuovere interventi volti ad educare alla cittadinanza intendendo con ciò la capacità di sentirsi cittadini attivi, che esercitano i propri diritti e rispettano i doveri della società di cui 15

16 fanno parte ad ogni livello, nella vita quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro; Infondere i principi di educazione stradale per far riconoscere nei ragazzi l importanza della responsabilità nelle proprie scelte e nelle proprie azioni. Sostenere la partecipazione attiva degli studenti in attività di volontariato, di tutela dell ambientale quale bene comune, di competizione sportiva corretta e dei valori positivi insiti nello sport, di educazione alla legalità. Promuovere il protagonismo dei ragazzi per stimolare la partecipazione alla vita della comunità sociale in cui vivono. INTERVENTI REALIZZATI Per agevolare le famiglie e sostenerle nei compiti di cura l amministrazione comunale ha garantito servizi di anticipo o prolungamento dell orario scolastico e servizi extrascuola in continuità educativa tra scuola e territorio, nell ottica della conciliazione tra tempi di cura e tempi di lavoro: Servizi integrativi al tempo scuola: sono stati promossi e avviati i servizi di accoglienza (anticipo) e prolungamento dell orario scolastico per conciliare i tempi di lavoro delle famiglie con i tempi di cura, sia nella scuola dell infanzia Cattaneo sia nei due plessi delle primarie, il servizio promosso nell anno scolastico 2009/2010 si è concretizzato in relazione al numero degli iscritti nell anno scolastico 2012/2013. Servizi extrascuola (Non solo compiti) in orario pomeridiano nei giorni in cui non è previsto il rientro scolastico nei due plessi delle scuole primarie (Caroli e Don Minzoni); Mensa scolastica: il servizio è stato regolarmente garantito, con un abbattimento dei costi per la famiglia per ogni singolo pasto fruito e garantendo una maggior equità nella definizione delle tariffe in relazione alle modalità di fruizione del servizio. Con il prossimo anno scolastico il servizio potrà essere fruito anche dagli alunni della secondaria di 1 grado. Il servizio per la secondaria potrà partire al raggiungimento di un minimo di 20 richieste al fine di poter coprire i costi di gestione, attualmente le iscrizioni sono limitate a n. 6 domande. Non sarà più necessario il doppio turno alla Caroli grazie al nuovo refettorio che potrà ospitare un maggior numero di alunni. Trasporto scolastico: la fruibilità del servizio riguarda tutti gli ordini scuola (dall infanzia alla scuola secondaria di 1 grado) con la presenza di un assistente su ogni scuolabus, innovazione prevista per tutelare gli alunni trasportati e garantire una maggior tutela e sicurezza durante il percorso. Assistenza disabili: è stata garantita la presenza degli assistenti ad personam nella scuola concordando con le istituzioni scolastiche il numero delle ore necessario, sono stati promossi progetti ponte sperimentali per il passaggio da un ordine di scuola all altro, e progetti di inclusione territoriale degli alunni con disabilità. Con il gruppo GLH in collaborazione con l istituto comprensivo è stata realizzata la Carta dei servizi e progetti di formazione rivolti alle famiglie con l attiva partecipazione di tutti gli attori coinvolti (scuola-famiglia-comuneassociazioni). Assistenza educativa domiciliare per disabili: il servizio educativo svolto al domicilio del disabile quale sostegno per la famiglia nelle situazione di grave disabilità è stato avviato sperimentalmente nell anno 2010, gli interventi promossi in collaborazione con scuola e 16

17 famiglia rientrano nel piano educativo individualizzato e nel progetto di vita del minore. Interventi territoriali per disabili: sono stati mantenuti gli interventi programmati nel piano educativo individualizzato definiti in collaborazione con la scuola e la famiglia. Interventi di sviluppo della programmazione educativa scolastica: sono state accolte tutte le richieste delle scuole presentate dalle scuole sia come progetti di miglioramento dell offerta formativa, sia come richieste di materiale didattico, sia come interventi di esperti per progetti di educazione alla sessualità, di sostegno psico-pedagogico alle insegnanti e alle famiglie per le situazioni più complesse, sia per l orientamento scolastico. Contributi per il diritto allo studio: è stata data continuità a tutti gli istituti integrativi previsti quali contributi e voucher per garantire il diritto allo studio sia per situazioni economiche disagiate, sia per gli alunni più meritevoli, borse di studio e sostegni economici volti a facilitare ed incentivare la continuità dei percorsi di studio. Contributi per i trasporti scolastici per la frequenza agli istituti superiori: è stata garantita la continuità della convenzione in essere con l azienda ATB per il contenimento del costo di trasporto a favore degli alunni residenti in Stezzano, sul tragitto Stezzano Bergamo: è stato istituto inoltre dal 2010 un contributo anche a favore degli alunni che frequentano gli Istituti di Dalmine, sul tragitto Stezzano Dalmine. Progetti dell assessorato: per potenziare l offerta formativa del territorio l amministrazione ha promosso in questi anni progetti e interventi educativi trasversali che di volta in volta vengono definiti e programmati con le scuole, quali: - educazione alimentare realizzato in collaborazione con la ditta di ristorazione scolastica, trattasi di percorsi proposti annualmente per ogni ordine di scuola; - educazione ambientale in collaborazione con Plis, Eco Sviluppo e WWF Bergamo; - educazione stradale e sicurezza in collaborazione con la Polizia Locale; - educazione sportiva in collaborazione con le società o associazioni sportive del territorio (volley, rugby, bocce, atletica leggera), riconoscendo la necessità di sostenere la pratica sportiva nelle scuole secondo l indirizzo ministeriale; - educazione civica, educare alla partecipazione con il progetto consiglio comunale dei ragazzi; - promozione della lettura in collaborazione con la biblioteca comunale; - educazione all autonomia nei percorsi cittadini: a scuola si va a piedi, percorsi sicuri e protetti in collaborazione con i genitori del Piedibus; - sostegno alla genitorialità con percorsi di formazione per i genitori promossi in collaborazione con consultori familiari e l Ambito territoriale di Dalmine, proposti nei servizi e nelle scuole. Centri ricreativi estivi: dal 2010 si è concretizzato l accordo tra Comune e Parrocchia per l organizzazione di un unico Cre, La programmazione condivisa e partecipata da entrambe le istituzioni ha favorito l integrazione delle risorse al fine di offrire un servizio articolato su tutto l orario incluso il servizio mensa, l anticipo e il posticipo. E un servizio che coinvolge la comunità con la partecipazione attiva dei giovani del territorio e dei volontari nella programmazione e progettazione del servizio, oltre che la professionalità degli educatori. Il Cre è diventato un appuntamento importante per la Comunità che coinvolge più di 600 famiglie con minori dai 6 ai 13 anni, oltre agli animatori ed educatori. Dallo scorso anno si è attivata anche una collaborazione con la Scuola Don Antonio Locatelli per l organizzazione del Cre per i piccoli (0-3 anni) coinvolgendo così nella progettualità per i servizi rivolti ai minori e alle famiglie una realtà significativa del territorio che da tempo opera con la finalità di promuovere l educazione ponendo al centro i valori della vita, dell accoglienza, della 17

18 condivisione e della solidarietà. Accanto a questi servizi estivi al fine di garantire alle famiglie un supporto continuativo durante l estate si è promosso in continuità con il centro ricreativo estivo, un ulteriore servizio Sportivando con la collaborazione del gestore degli Impianti Sportivi di Via Isonzo e diverse Associazioni sportive del Territorio, sono state promosse dal 2010 alcune settimane di accoglienza diurna con articolazione degli orari giornalieri e settimanali come il cre, offrendo percorsi di animazione sportiva (nuoto, tennis, judo, volley ed altre attività sportive) e laboratoriali. Progetto giovani: si è avviata dal 2009 la collaborazione del Comune con l Oratorio, la Parrocchia e la Cooperativa incaricata della gestione del CAG che si è concretizzata nella condivisione progettuale e programmatica delle iniziative della Comunità di Stezzano rivolte alla giovani generazione. Diverse iniziative e attività sono state proposte, hanno coinvolti annualmente più di 200 tra adolescenti e giovani del nostro territorio, dalla costruzione del sé al rapporto con gli altri e con la comunità, ai temi della sessualità, delle dipendenze, l orientamento scolastico e lavorativo, l impegno sociale e di volontariato, il tempo libero. Nella progettazione degli interventi e delle iniziative sono state coinvolti come partner anche altri servizi: dalle scuole del territorio, ai consultori e associazioni convivendo percorsi sia rivolti ai giovani che alle loro famiglie. Diamoci una mano: le azioni del progetto sono state avviate con la collaborazione di diverse realtà istituzionali e associative del territorio (Comune, Parrocchia, Scuola, Associazioni, Agenzie Educative). Si sono avviate iniziative di promozione alla genitorialità condivisa e di solidarietà tra famiglie. La realizzazione del video che raccoglie le testimonianze dell esperienza rappresenta sia un punto di arrivo che un nuovo rilancio di questa esperienza che ha visto l attivazione di progetti di solidarietà e sostegno tra famiglie. Nel documento prodotto piano programmatico dei servizi educativi e scolastici sono riportati i vari progetti e servizi nonché i dati relativi alla fruizione dei servizi erogati nel corso degli ultimi cinque anni. INTERVENTI STRUTTURALI NELLE SCUOLE Ampliamento delle scuole CAROLI NORD-CAROLI CENTRO E NULLO I lavori di ampliamento e riconversione della scuola primaria L. Caroli e della secondaria di I F. Nullo sono iniziati il 28 maggio 2012, e si sono conclusi per la scuola Nullo nell agosto 2013,. l inaugurazione dei nuovi spazi è avvenuta in data 7 settembre Per quanto riguarda la Caroli Nord il nuovo volume, posizionato immediatamente a nord del volume esistente, è pensato per accogliere al piano terra una mensa di 250 posti per risolvere l attuale problema della turnazione ed offrire così il servizio in un unica soluzione. Al primo piano dello stesso volume trovano posto tre aule che consentono di poter utilizzare nuovi spazi per la didattica. Un ulteriore aumento di spazi didattici per nuovi laboratori e biblioteca avverrà anche al piano secondo della Caroli Nord: si prevede infatti la riconversione dei volumi dove ha sede l attuale direzione scolastica. La nuova sede per la dirigenza scolastica è stata realizzata con l ampliamento della scuola secondaria Nullo. Sempre alla Caroli si realizzerà anche un tunnel di collegamento dei due edifici per permettere il trasferimento degli alunni per la mensa, posta nel volume nord, e per la palestra nel volume di centro. Con l intervento presso la scuola F. Nullo si è realizzato un modulo caratterizzato da sei nuove aule su 18

19 due livelli, la costruzione di un auditorium da 250 posti integrato, ma anche indipendente dal resto degli spazi didattici. Sopra l auditorium trova sede la direzione scolastica. Tutte le aule sono inoltre state dotate di lavagne interattive (lim), di proiettori e notebook. E prevista inoltre una nuova localizzazione anche per i parcheggi in fregio al Sentiero Olmi, salvaguardando comunque i parcheggi attualmente esistenti. Si tratta di un impegno finanziario di ,00 (finanziato con leasing) e va ad adeguare i plessi scolastici in funzione delle esigenze attuali e di possibile sviluppo che si potranno creare da qui a 10 anni. Ampliamento SCUOLA INFANZIA C. CATTANEO: Si tratta di un ampliamento che intende rispondere alla domanda di maggiori spazi, necessari alla scuola per l aumento del numero degli bambini iscritti e in prospettiva per garantir il fabbisogno alle esigenza della popolazione considerato l incremento delle famiglie residenti con minori in età prescolare. Gli interventi realizzati consentono di passare dalle attuali 8 alle 9 sezioni e di avere a disposizione altri spazi per le attività con i disabili e per la socializzazione, è stato inoltre ampliato il refettorio con annessi bagni riorganizzando l ingresso e un salone aggiunto per le attività di movimento. Interventi realizzati : nuovo ingresso ampliamento mensa con servizi ammessi un ripostiglio due aule un nuovo salone costo complessivo ,00 TOTALE COSTI INTERVENTI STRUTTURALI; ,00 19

20 RIFERIMENTI NORMATIVI Nido e servizi prima infanzia Dopo l approvazione della legge 34/2004 Politiche regionali per i minori, la Giunta Regionale della Lombardia ha approvato con DGR 11 febbraio 2005 n. 7/20588 la definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi di autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per la prima infanzia. Con questo provvedimento deliberativo sono state indicate le nuove tipologie dei servizi gli asili nido, micronido, centri prima infanzia, nido famiglia, che modificano i vecchi standard gestionali e strutturali finora in vigore declinati ancora dal primo piano socio-assistenziale del 1988/90. La richiamata delibera regionale, in conformità all art. 5 comma 2 della L.r. 34/2004, determina le tipologie d offerta soggette all autorizzazione al funzionamento e all accreditamento, i requisiti organizzativi e strutturali, nonché gli indicatori per l autorizzazione al funzionamento di nido, micronido, centri per la prima infanzia. Diritto allo studio e alle pari opportunità Legge regionale 31/80 La legge regionale in attuazione del diritto allo studio, richiamando le funzioni amministrative attribuite ai comuni, prevede interventi diretti a facilitare la frequenza nelle scuole dell infanzia e dell obbligo volti a: consentire l inserimento degli alunni portatori di handicap o in difficoltà di sviluppo e di apprendimento; eliminare i casi di evasione e inadempienze dell obbligo scolastico; favorire le innovazioni educative e didattiche; fornire un adeguato supporto per l orientamento scolastico; favorire la prosecuzione degli studi ai capaci e meritevoli anche se privi di mezzi; organizzare servizi di trasporto e servizi mensa. Legge regionale 1/2000 L art. 123 assegna ai comuni in relazione ai gradi di istruzione di propria competenza iniziative relative a: educazione degli adulti, interventi integrati di orientamento scolastico e professionale; realizzazione di pari opportunità di istruzione; promozione e sostegno della coerenza e continuità in verticale ed orizzontale tra i diversi gradi ed ordini di scuola; interventi perequativi, ivi compreso l erogazione dei buoni scuola; interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute. 20

21 Legge regionale n. 19/2007 Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia Gli interventi per garantire il diritto allo studio ordinario di Regione Lombardia, con questa legge, si inquadrano in una cornice di riferimento rinnovata per favorire l azione educativa della persona in maniera sempre più efficace con l introduzione della dote scuola allo scopo di razionalizzare la distribuzione delle risorse e favorire una maggiore libertà di scelta. La dote scuola recupera il buono scuola di cui alla L.r. 1/2000 e le altre forme di sostegno al diritto allo studio (libri di testo L. 418/1998, borse di studio L. 62/2000, assegni di studio L. r. 31/80, buono scuola L.r.1/2000) unificandole in un unico strumento che accompagna nel percorso educativo dai sei ai diciotto anni, passando dal finanziamento dell offerta al sostegno della domanda volta a sostenere direttamente le persone che accedono poi alla rete degli erogatori di servizi tramite la dote a loro assegnata. La dote scuola presenta tre componenti: buono scuola per favorire la libera scelta, sostegno al reddito, merito scolastico. Dalle disposizioni di legge e dagli accordi intercorsi a livello ministeriali emerge il vincolo di cooperazione che dovrà sussistere tra scuole ed Enti Locali e la necessità che il P.O.F. esprima esigenze delle diverse compagini del territorio, con particolare riferimento al coordinamento con le iniziative eventualmente assunte dagli enti locali in materia di interventi integrati a norma dell art. 139, comma 2, lett. B) del D.lgs. 112/1998. Anche nella definizione del curricolo di scuola o locale il legislatore ha disposto che la determinazione del curricolo tenga conto, tra l altro delle esigenze e delle attese espresse dagli enti locali. In merito alla collaborazione con le scuole, oltre le funzioni amministrative, pare ancora utile richiamare il messaggio del Ministero dell Istruzione all Ufficio coordinamento dell Autonomia in data 16 marzo 2000, con il quale si esprimevano orientamenti in merito al ruolo degli Enti locali nel Piano dell offerta formativa di seguito riportato in stralcio: Per formulare il Piano dell offerta formativa la scuole devono in primo luogo svolgere un attenta analisi delle attese e dei bisogni espressi dal territorio. Questa analisi richiede una indagine di tipo qualitativo che è impossibile svolgere senza una stretta collaborazione con gli Enti locali interessati. Essi forniscono mappe e dati relativi al tessuto urbano, nonché agli aspetti economici e sociali del territorio. La progettazione dell offerta deve poi tener conto delle strutture e dei servizi (di supporto e formativi) che gli Enti locali mettono a disposizione della scuola, anche in collaborazione con altri soggetti. Perché l erogazione di questi servizi avvenga sulla base di un piano coordinato e con la necessaria continuità le scuole possono farsi promotrici di patti territoriali Dalle disposizione di legge traspare dunque l importanza del contributo dell Ente Locale nella stesura del curricolo locale e il vincolo della scuola di tener conto delle esigenze espresse dalla Comunità Locale, coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali E inoltre previsto che gli enti locali possano offrire alle scuole progetti finalizzati per la realizzazione di iniziative complementari e integrative dell iter formativo degli studenti, la creazione di occasione e spazi di incontro, modalità di apertura della scuola in relazione alle domande di tipo educativo e cultuale provenienti dal territorio. La previsione della possibilità di ampliamenti dell offerta formativa, è un impegno che l Amministrazione Comunale assume congiuntamente con le Scuole del territorio con lo scopo di migliorare l offerta formativa del territorio. Legge 6 agosto 2008, n n particolare, la legge punta alla razionalizzazione e all ottimizzazione della spesa e a obiettivi di maggior efficienza ed efficacia del servizio scolastico tra cui la ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordine di scuola, la revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi, la 21

22 revisione dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale ATA, oltre che il ridimensionamento della rete scolastica e l accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni. Legge 30 ottobre 2008, n. 169 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università. Per quanto riguarda le scuole primarie e le scuole secondarie di primo e secondo grado, la legge si propone: di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, di disciplinare le attività connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell ambito della comunità scolastica, di reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, di adeguare la normativa regolamentare all introduzione dell insegnante unico nella scuola primaria, di prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, di ripristinare il valore abilitante dell esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria. Nella scuola primaria va privilegiata ai sensi del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, l attivazioni di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali. Rimangono comunque aperte le opzioni per le 27 ore e le 30 ore, con una estensione massima di 10 ore comprensiva della mensa nei limiti dell organico assegnato. L orario delle lezioni per la secondaria di 1 grado viene definito nelle 29 ore settimanali. Circolare ministeriale N. 16 del 10 febbraio 2009 Contenimento dei costi per i testi scolastici, zainetti meno pesanti, libri scaricabili da internet: queste alcune delle importanti novità sui libri di testo introdotte dalla circolare emanata oggi dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Con questa circolare vengono previsti alcuni cambiamenti nella scelta dei libri di testo da parte dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico: a fianco del tradizionale libro a stampa le scuole potranno scegliere testi scaricabili in tutto o in parte da internet. Le scelte, inoltre, non potranno essere cambiate per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria. Rimane, comunque, la possibilità per gli editori di integrare i testi con appendici di aggiornamento, se necessario in relazione a modifiche dei programmi di insegnamento. Anticipi di ammissione alla scuola (decreto legislativo n. 59/ dpr n. 89/2009) Per la scuola primaria c è la possibilità di iscrizione anticipata per coloro che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell anno scolastico di riferimento. E possibile altresì anticipare il percorso scolastico di un anno mediante un apposito esame di idoneità che consenti il passaggio diretto al secondo anno di corso, senza frequentare la prima classe. Tale possibilità non è consentita a chi si avvale dell anticipo di iscrizione alla scuola primaria. Il Regolamento di riordino del primo ciclo di istruzione e della scuola dell infanzia ha previsto che, possono iscriversi alla scuola dell infanzia i bambini che compiono i tre anni di età entro il 30 aprile dell anno scolastico di riferimento. La frequenza anticipata è consentita se c è disponibilità di posti, se non ci sono liste d attesa, se la scuola dispone di locali idonei sotto il profilo dell agibilità e funzionalità tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni e in base alla valutazione pedagogica e didattica da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell accoglienza. Oltre all anticipo il Regolamento prevede anche la possibilità che siano attivati particolari servizi 22

23 educativi per bambini di età compresa tra i due e i tre anni, denominate sezioni primavera che si avvalgono di contributi statali e regionali per il loro funzionamento. SCUOLE E SERVIZI EDUCATIVI DEL TERRITORIO NIDO IL MELOGRANO presso la SCUOLA DELL INFANZIA DON ANTONIO LOCATELLI - ENTE MORALE DI ISPIRAZIONE CRISTIANA Via Vallini, 12 Stezzano (Bg). Al nido hanno diritto di accedere tutti i bambini di età compresa fra 6 mesi e 3 anni residenti nel Comune di Stezzano o, in caso di disponibilità di posti, anche residenti in altri comuni. Capacità ricettiva: fino n. 40 bambini Il nido è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle ore 7.30 alle ore 16.30, con possibilità di posticipo. MICRONIDO MAMMA MIA Via Piave n. 16 Stezzano (Bg). E stato attivato dal 15 settembre 2010 questo servizio per i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni, con orari di apertura dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,00 alle ore 17,00, incluso il servizio mensa (possibilità di apertura anticipata e chiusura posticipata). Capacità ricettiva: max 10 bambini. NIDO STARLIGHT - (nido aziendale della Schneider Electric, aperto al territorio) Via Circonvallazione n. 1 Stezzano, E stato attivato dal 19 gennaio 2012, accoglie bambini dai 3 mesi fino ai 3 anni, con orari di apertura dalle 7,30 alle 18,30, dal lunedì al venerdì con chiusure minime legate alle festività. Capacità ricettiva: max 22 bambini. NIDO AKUNAMATATA Via Vallini 1 Stezzano. E stato attivato dal 9 gennaio 2012, accoglie bambini dai 3 mesi fino ai 3 anni, orari di apertura flessibili indicativamente dalle 7,30 alle 18,30, dal lunedì al venerdì, aperto 12 mesi all anno. Capacità ricettiva: max 13 bambini. SPAZIO GIOCO IL BOSCO MAGICO - Via Rizzo (presso parco il Boschetto)- Stezzano Destinatari: bambini e bambine da 0 mesi a 6 anni (suddivisi per fasce d età) residenti sul territorio e non. Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,00, e dalle 16,30 alle 18,30 Frequenza media 2 giorni settimanali. Capacità ricettiva: n.15 accessi di bambini accompagnati da un adulto di riferimento per ogni giorno di frequenza. 23

24 SCUOLE DELL INFANZIA Destinatari bambini e bambine dai 3 ai 6 anni Sedi: 1- SCUOLA DELL INFANZIA STATALE C. CATTANEO - Via Gerole Iscritti: alunni n 208 sezioni n SCUOLA MATERNA DON A. LOCATELLI - Via Vallini iscritti: alunni n 207, sezioni n. 8. ALUNNI INFANZIA DIVISI PER SCUOLE 207; 50% 208; 50% ; 0% 24

25 SCUOLE PRIMARIE Destinatari bambini e bambine dai 6 ai 10 anni Sedi 1)SCUOLA PRIMARIA DON MINZONI - Via Paglia n. alunni 315 n. classi 15 2)SCUOLA PRIMARIA L. CAROLI - Via Vallini, 10/12 n. alunni 329 n. classi 15 SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO Destinatari: bambini e bambine dai 11 ai 13 anni Sede: SCUOLA STATALE F. NULLO - Via Vallini, 23 n. alunni 406 n. classi 16 Distribuzione alunni nelle scuole Nullo 39% Don Minzoni 30% Don Minzoni Caroli Nullo Caroli 31% 25

26 INFORMAZIONI STATISTICHE SULLA POPOLAZIONE Popolazione residente Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Anno 2013 (al ) Popolazione residente Serie Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Anno 2013 Nati Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Anno 2013 (al ) andamento delle nascite Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Anno

27 INFORMAZIONI STATISTICHE SULLA POPOLAZIONE SCOLASTICA Composizione della popolazione residente al per fasce in età scolare Da 0 a 2 anni n. 513 Da 3 a 5 anni n. 500 Da 6 a 10 anni n. 719 Da 11 a 13 anni n. 443 Da 14 a 18 anni n. 704 TOTALE n composizione per fasce d'età a 2 anni 3 a 5 anni 6 a 10 anni 11 a 13 anni 14 a 18 anni Minori stranieri residenti al per fasce in età scolare Da 0 a 2 anni n. 98 Da 3 a 5 anni n. 84 Da 6 a 10 anni n. 91 Da 11 a 13 anni n. 36 Da 14 a 18 anni n. 54 TOTALE n

28 minori stranieri residenti a 2 anni 3 a 5 anni 6 a 10 anni 11 a 13 anni 14 a 18 anni Andamento della popolazione scolastica dal 2007-al 2013 iscritta nei plessi scolastici di Stezzano dai 3 ai 14 anni (Scuola dell infanzia Scuola primaria Scuola secondaria di 1 grado) per anno scolastico: 2008/2009N /2010N /2011N /2012N /2013 N.1465 popolazione scolastica / / / / /

29 Popolazione scolastica anno scolastico suddivisa per ordine di scuola Scuola dell infanzia privata Don A. Locatelli N. 207 Scuola dell infanzia statale Cattaneo N. 208 Scuola primaria Caroli N. 329 Scuola primaria Don Minzoni N. 315 Scuola secondaria di 1 grado Nullo N. 406 Totale N alunni iscritti per plessi scolastici Don A. Locatelli C. Cattaneio Caroli Don Minzoni Nullo 29

30 Alunni stranieri inseriti nelle scuole anno scolastico Asilo Nido Il Melograno n. 1 Scuola dell infanzia Don A. Locatelli n. 7 Scuola dell infanzia Cattaneo n. 50 Scuola primaria Caroli n. 34 Scuola primaria Don Minzoni n. 40 Scuola secondaria I Nullo n. 46 Totale alunni stranieri n. 178 Percentuale media sulla popolazione scolastica 12,15% alunni stranieri inseriti nelle scuole Nido Don A.Locatelli Cattaneio Caroli Don Minzoni Nullo Indicatori Comune di Stezzano Provincia riferimento anno 2010 riferimento anno 2010 Tasso di natalità 14,30 /oo 10,8 /oo Tasso popolazione minorile 21,47 % 18,30 % Tasso popolazione straniera 9,85 % 10,20% Tasso popolazione minorile negli stranieri 24,45 % 26,90 % Tasso stranieri nella popolazione minorile 11,22% 15% 30

31 Indicatori Comune di Stezzano Provincia riferimento anno 2011 riferimento anno 2011 Tasso di natalità 12,76 /oo 10,7 /oo Tasso popolazione minorile 21,74 % 18,37 % Tasso popolazione straniera 9,63 % 11,00% Tasso popolazione minorile negli stranieri 28,74 % 26,93 % Tasso stranieri nella popolazione minorile 11,71% 16,12% Indicatori Comune di Stezzano riferimento anno 2012 Tasso di natalità 13,21 /oo 10,7 /oo Tasso popolazione minorile 21,86 % 18,37 % Tasso popolazione straniera 9,75 % 11,00% Tasso popolazione minorile negli stranieri Tasso stranieri nella popolazione minorile 26,10 % 26,93 % 12,60% 16,12% Provincia riferimento anno 2011 (anno 2012 non aggiornato) 31

32 DATI INFORMATIVI SULL ACCESSO AI SERVIZI AREA PRIMA INFANZIA ASILO NIDO 2009/ / / / iscritti asilo nido / / / / SPAZIO GIOCO 2009/ / / / Iscrizioni in corso / / / /

33 SERVIZI E INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO TRASPORTO SCOLASTICO 2009/ / / / / iscrizioni trasporto scolastico / / / / /2014 MENSA SCOLASTICA 2009/ / / / / iscrizioni mensa scolastica / / / / /

34 PROGETTI DELL ASSESSORATO 34

35 EDUCAZIONE ALIMENTARE PROGETTO QUALITA MENSA La Commissione Mensa composta da genitori ed insegnanti oltre che dal Responsabile dei servizi educativi svolge funzione di vigilanza in merito al funzionamento del servizio con l obiettivo di monitorare la qualità. Dall anno scolastico 2012/2013 il servizio mensa è stato affidato alla ditta Sir Sistemi Italiani Ristorazione di Azzano S.Paolo. Il passaggio ad una nuova ditta ha comportato qualche problema organizzativo, soprattutto in merito alla modalità di presentazione dei piatti, ciò ha determinato un riduzione del livello di gradimento del servizio parte degli alunni. L intervento tempestivo dell Assessorato e della Commissione mensa, che ha monitorato costantemente il servizio, ha aperto un dialogo costante e continuo con le famiglie e con la ditta per migliorare il servizio. La ditta si è mostrata collaborante, ha modificato i menù in relazione alle richieste della commissione, pur rispettando le disposizioni dell ASL in materia, quindi i problemi evidenziati sono stati risolti. Per il controllo qualità riguardanti le analisi microbiologiche e chimiche, la ditta si avvale di un laboratorio esterno accreditato che provvede al campionamento e all analisi dei campioni prelevati nei refettori d interesse, questo permette di avere maggiori garanzie sulle metodiche di controllo accreditate, inoltre la convenzione richiede non solo un piano di analisi nel quale sono indicati i parametri microbiologici da valutare per ogni tipologia di pietanza prelevata e i relativi limiti di riferimento, ma si prevede anche il controllo della temperatura di ricevimento, l orario di arrivo del campione ecc. per verificare se il campione è stato consegnato in giornata al laboratorio. I controlli riguardano anche: la qualità delle materie prime consegnate, la conservazione delle merci, ogni aspetto del ciclo di preparazione e distribuzione dei pasti, il rispetto delle procedure in materia di tracciabilità degli alimenti e di quant altro previsto dalla normativa CEE, verifica del gradimento da parte dell utenza, l indicazioni di criticità riscontrate. La qualità del servizio risulta adeguata alle normative vigenti in materia. Saranno garantiti studi ed elaborazione di tabelle dietetiche personalizzate per allergie e intolleranze alimentari approvati dall Azienda Sanitaria Locale. Continueranno in collaborazione con la Commissione mensa percorsi formativi di educazione alimentare rivolti ai genitori, insegnanti, studenti, che saranno organizzati dalla Ditta SIR sulla base delle scelte operate dalla commissione mensa. Saranno proposte giornate particolari di animazione nelle scuole dell infanzia e primaria con la proposta di menù a tema finalizzati alla valorizzazione delle funzioni socializzanti ed educative del pasto consumato a scuola. Sarà proposto un menù a tema per ogni mese (la giornata del pesce, il buffet vegetariano, la giornata della frutta, la giornata del pane, la cucina internazionale, la cucina mediterranea, mangiamo rispettando l ambiente, la cucina etnica, ecc.) Inoltre per le festività di Natale, Pasqua, Halloween, Carnevale, Festa di fine anno, ecc. verranno serviti menù particolari che richiamano la tradizione della nostra cultura e sarà curata la coreografia adatta al tipo di menù servito. I questionari per la rilevazione della qualità percepita per le scuole primarie e questionari di approfondimento per la rilevazione degli scarti per le scuole dell infanzia saranno distribuiti nel corso 35

36 dell anno scolastico per verificare il grado di soddisfazione degli alunni rispetto al servizio offerto. EDUCAZIONE AMBIENTALE IN COLLABORAZIONE CON L ASSESSORATO ALL ECOLOGIA E ALL AMBIENTE In collaborazione con la Soc. Cooperativa Ecosviluppo di Stezzano verrà proposto anche quest anno un progetto sul tema dell educazione ambientale da svolgersi nelle scuole del territorio, articolato come di seguito indicato: Scuola dell Infanzia C. Cattaneo n. 2 interventi, (per un totale di 6 ore frontali), sul tema Storie di carta e Testa erbosa Obiettivi del progetto: rendere i bambini sensibili rispetto al problema rifiuti; individuare con i bambini i diversi materiali riciclabili aiutare i bambini a capire che il non riciclo è dannoso all ambiento riutilizzare con i bambini rifiuti, vecchi oggetti e materiali vari, trasformandoli e reinventandoli Scuole primarie Caroli e Don Minzoni Verranno proposti in totale n. 10 interventi per un n. complessivo di 50 ore frontali. Classi prime: L intervento proposto Un sogno nel sacco laboratorio sul riutilizzo dei rifiuti Gli alunni impareranno a catalogare, selezionare, riconoscere i vari materiali che riempiono il nostro sacco dei rifiuti, per poi riconoscere quelli a minor impatto ambientale e valutarne le possibilità di riciclaggio. Attraverso la creatività dei ragazzi si arriverà alla creazione di sculture in plastica e di quadri in carta, di un orchestra musicale e di una sfilata di moda, il tutto a partire dai rifiuti riutilizzati dai ragazzi stessi. La finalità principale sarà quella di sensibilizzare gli alunni sulla necessità di prevenire la produzione dei rifiuti, riutilizzare i materiali di rifiuto, effettuare una corretta raccolta differenziata al fine di avviare a riciclaggio più rifiuti possibile. Classi seconde: L intervento proposto Burattini, maschere e pupazzi di stoffa, musica maestro Attraverso questo laboratorio i bambini saranno stimolati a riutilizzare i propri rifiuti trasformandoli in giochi e oggetti ad uso diverso rispetto a quello originario. Burattini, strumenti musicali, maschere e pupazzi di stoffa costruiti dai ragazzi con materiali di rifiuto: un modo per allungare la vita ai rifiuti, un modo per divertirsi semplicemente insieme. Classi terze: 36

37 L intervento proposto Pollice verde: utilizzo del compost, Attraverso attività pratiche i ragazzi apprenderanno semplici nozioni sulle caratteristiche del compost e sul suo utilizzo nelle attività di giardinaggio e florovivaismo. Classi quarte: L intervento proposto è denominato Acquisti ma non spreco, Attraverso questa attività ed esperienze concrete, si farà comprendere il grosso ruolo giocato dagli imballaggi nella produzione dei rifiuti. Classi quinte: L intervento proposto Pericolosi si, ma senza rischi E un intervento volto al riconoscimento e alla valutazione della pericolosità di alcuni dei nostri rifiuti, soprattutto se mal gestiti e/o abbandonati nell ambiente. La campagna di sensibilizzazione non prevede costi aggiuntivi. 37

38 EDUCAZIONE AMBIENTALE IN COLLABORAZIONE CON BERGAMO DIVING CENTER L Associazione Bergamo Diving Center con sede in Stezzano, Via Mascagni 13, è un associazione senza scopo di lucro che ha l obiettivo di diffondere la pratica subacquea e la conoscenza del mondo sommerso. In collaborazione con la scuola promuove gratuitamente lezioni di biologia marina e delle acque interne e lezioni di ecologia delle acque interne, nonché corsi di snorkeling per i ragazzi. La proposta sarà concordata con l Istituto comprensivo in base alla programmazione scolastica, non sono previsti costi. IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI (educare alla partecipazione) L Amministrazione comunale sostiene questo progetto condiviso con l Istituto Comprensivo in quanto rappresenta un innovativa modalità di educare alla cittadinanza e alla partecipazione dei ragazzi alla vita della collettività sociale in cui vivono. Il Consiglio Comunale dei ragazzi ha svolto e svolge un ruolo propositivo nei confronti delle decisioni del Consiglio Comunale degli adulti in merito ai temi che interessano i ragazzi, permettendo loro di contribuire alle scelte e alle decisioni. L effettiva partecipazione dei ragazzi alla vita della comunità deve considerare il loro livello evolutivo, la concretezza che li contraddistingue, gli strumenti e i linguaggi che li identificano e li contraddistinguono, così come il naturale sviluppo verso una maggiore capacità di astrazione. Positiva anche l esperienza della partecipazione del Consiglio Comunale dei ragazzi alle commemorazioni civili organizzate dall Amministrazione comunale per educare i giovani di oggi a riscoprire, al di là dell hic et nuc il senso del tempo dell uomo, rappresentato dalla memoria storica degli eventi più significativi del nostro paese, sono stati inoltre coinvolti nelle inaugurazioni dei locali della scuola. EDUCAZIONE STRADALE E SICUREZZA Anche per l anno scolastico 2013/2014 gli attraversamenti stradali per gli alunni delle scuole presenti sul territorio comunale di Stezzano saranno gestiti dal personale della Polizia in collaborazione con personale della Cooperativa Impegno Sociale di Bergamo (previsione di costi di 7.000,00) e avvalendosi della collaborazione di alcuni volontari al fine di garantire la massima sicurezza nei percorsi casa-scuola. 38

39 PIEDIBUS Continua l esperienza del Piedibus, che si è sviluppata con grande successo grazie alla disponibilità di alcuni genitori, dell Istituto Comprensivo, del comitato genitori, dell associazione dei commercianti, del Pedale Stezzanese e dell APAS. Diversi sono gli obiettivi di Piedibus, in particolare si vuole ridurre il numero dei genitori che accompagnano i bambini a scuola in automobile, stimolando nei bambini stessi comportamenti di maggiore autonomia oltre che indirettamente contribuire al miglioramento della qualità dell aria riducendo gli spostamenti in automobile. Il Piedibus è un autobus che va a piedi ed è formato da un gruppo di bambini che si recano a scuola accompagnati da due autisti, un autista davanti e un controllore dietro, ha un itinerario ben definito con fermate prestabilite ed orari precisi. I bambini iscritti al servizio devono farsi trovare alle fermate prestabilite secondo l orario indicato. Ogni anno si organizzano iniziative di sensibilizzazione per promuovere una maggiore partecipazione di bambini e genitori volontari al fine di ampliare l esperienza considerando la valenza educativa di questa iniziativa. Un buon numero di bambini utilizzano il piedibus il sabato (150 bambini circa), si cercherà di estendere il Piedibus anche in altri giorni per facilitare il ritorno a casa a piedi degli alunni in condizioni di maggiore sicurezza e tutela grazie al supporto di genitori volontari. Ad ogni corsa partecipano dai due ai quattro conducenti a turno. Le linee sono 8 distinte per colori. Le fermate sono contrassegnate. Non sono previsti costi aggiuntivi Linea BLU Linea LILLA Linea AZZURRA Linea ROSSA Linea ROSA Linea GIALLA Linea ARANCIONE Linea VERDE PROGETTO EDUCAZIONE MOTORIA E SPORTIVA In linea con le direttive del Ministero dell Istruzione, l amministrazione intende sostenere la pratica sportiva nella scuola in quanto il tempo che il giovane trascorre all interno dell istruzione è determinante per lo sviluppo delle sue capacità e potenzialità. Aumenta inoltre la richiesta da parte delle famiglie di una scuola che sia un centro educativo il cui intervento vada oltre gli ambiti disciplinari e si ponga come guida all acquisizione di valori e stili di vita positivi. E ormai unanimemente riconosciuto che lo sport è uno degli strumenti più efficaci per aiutare i giovani ad affrontare situazioni che ne favoriscano la crescita psicologica, emotiva, sociale, oltre che fisica. Le attività sportive contribuiscono alla formazione della personalità dell alunno attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea e costituiscono un occasione per riflettere sulle valenze che l immagine di sé assume nel confronto col gruppo dei pari. Lo sport, infatti richiede alla persona di mettersi in gioco in modo totale e lo stimola a trovare gli strumenti e le strategie per affrontare e superare le proprie difficoltà. 39

40 Allo sport scolastico viene quindi affidato, secondo l indirizzo ministeriale, il compito di sviluppare una nuova cultura sportiva e di contribuire ad aumentare il senso civico degli studenti, migliorare l aggregazione, l integrazione e la socializzazione e, non da ultimo, ridurre le distanze che ancora esistono tra lo sport maschile e lo sport femminile. Riconosciuto il profondo senso educativo dello sport, anche l Amministrazione comunale intende sostenere la pratica sportiva nelle scuole del territorio con le seguenti proposte condivise con l Istituto comprensivo di Stezzano: Junior bocce promosso da Federazione Italiana Bocce-Comitato Regionale Lombardia settore scuola. L attività del progetto si inserisce nel contesto scolastico in una prospettiva puramente formativa e non agonistica. L attività è stata proposta per tutte le classi dei due plessi della scuola primaria. Non sono previsti costi aggiuntivi Attività di pallavolo volley school si ripropone il percorso con le classi quarte e quinte delle scuole primarie e le tre classi della scuola secondaria di primo grado per un totale di 300 ore. Saranno organizzate in collaborazione con gli insegnanti della scuola attività di avviamento alla pallavolo con livelli di difficoltà progressivi nel rispetto dei criteri più attuali nel campo dell educazione motoria. Obiettivi generali: padroneggiare gli schemi motori di base, percepire e conoscere il corpo in relazione allo spazio e al tempo, partecipare alle attività di gioco, di sport, rispettare le regole, impiegare le capacità motorie in situazioni espressive e comunicative, apprendere e consolidare le abilità tecniche specifiche della pallavolo. Costi previsti: 8.500,00 Corso di nuoto presso la piscina Wet life di Stezzano: verranno riproposti i corsi di nuoto che saranno attivati previa un sondaggio tra le famiglie a settembre. L utilizzo della piscina da parte degli alunni delle scuole è gratuito in base alla convenzione in essere tra Comune e Wet life. Sono programmate nel piano per il diritto allo studio le spese per il trasporto degli alunni. 40

41 BIBLIOTECA PROMOZIONE DELLA LETTURA Integrando il ruolo vitale svolto dalla scuola, la biblioteca intende promuovere la lettura come fattore di crescita culturale e civile rivolta in primis ai ragazzi, realizzando nel corso dell anno progetti specifici in accordo anche con gli organi scolastici, in particolare i progetti di seguito presentati: NATI PER LEGGERE Apprendere l amore per la lettura attraverso un gesto d amore: un adulto che legge una storia. OBIETTIVO Promuovere una tutela del bambino più ampia in nome del suo diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Ci si inserisce così a pieno titolo nella realizzazione del diritto allo studio, laddove il legislatore ha voluto assicurare tale diritto mediante interventi diretti a facilitare la frequenza nelle scuole materne e dell obbligo; a consentire l inserimento nelle strutture scolastiche e la socializzazione dei minori disadattati o in difficoltà di sviluppo e di apprendimento; a favorire le innovazioni educative e didattiche che consentano un ininterrotta esperienza educativa in stretto collegamento tra i vari ordini di scuola, tra scuola, strutture parascolastiche e società Questo progetto vuole altresì contribuire a creare, rafforzare e mantenere quei contatti fra Scuola (di qualsiasi ordine e grado) e strutture comunali e in primo luogo la Biblioteca, che possono fornire al bambino ed in seguito all adulto uno strumento insostituibile di crescita e formazione personale e civile. Recita infatti il Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, ed. 1994, che le stesse devono costituire una componente essenziale di ogni strategia a lungo termine per la cultura, la diffusione dell informazione, dell alfabetismo e dell istruzione. ENTI PROMOTORI Progetto nazionale promosso da Bibliotecari italiani, ACP (Associazione Culturale Pediatri), Centro per la Salute del Bambino ONLUS. A livello locale, la Biblioteca. PERCHÉ Nei bambini la capacità di comprensione del linguaggio scritto è inferiore a quello parlato: tale disparità scompare via che accumulano esperienza nella lettura e trovano sempre più spesso in forma scritta le parole che in precedenza avevano solo udito. Leggere a voce alta consente a genitori e figli (insegnanti e alunni, ecc.) di condividere la parola scritta; concentra l attenzione del bambino sul linguaggio e sviluppa in loro quella capacità di comprensione che sarà essenziale nello studio e nella vita. Il beneficio che il bambino trae dalla lettura a voce alta, operata in famiglia in età prescolare, è documentato da molti studi; favorisce il successo scolastico in quanto i bambini iniziano a confrontarsi con il linguaggio scritto attraverso il quotidiano contatto con la lettura mediato dai loro genitori. 41

42 La qualità di queste esperienze precoci influisce sul loro linguaggio e sulla capacità di comprendere la lettura di un testo scritto all ingresso a scuola. L incapacità di leggere a scuola è causa di disagio che porta a frustrazione e riduzione dell autostima e può contribuire ad aumentare il rischio di abbandono scolastico. La difficoltà a leggere e scrivere è un problema che colpisce soprattutto i bambini che appartengono a famiglie in condizioni socioeconomiche svantaggiate e contribuisce ad incrementare il ciclo della povertà. AZIONI Bibliografia 0 6 anni da mettere a disposizione degli utenti della biblioteca; Realizzazione di narrazioni animate tenute da professionisti del settore c/o la struttura del Cascinetto, in orario extrascolastico per l autunno 2013; Incontri di promozione alle lettura in Biblioteca rivolte agli alunni delle Scuole dell Infanzia, realizzate in accordo con il corpo docente; Letture fiabe e libri per i piccoli 0-3 anni: attivazione in sinergia con lo spazio gioco di iniziative finalizzate a stimolare la lettura animata coinvolgendo un gruppo di mamme residenti a Stezzano, che attraverso un percorso di accompagnamento possa divenire risorsa per la gestione di alcune attività relative alla lettura di fiabe e di libri per i piccoli utenti che frequentano entrambi i servizi. ALTRE ATTIVITA DELLA BIBLIOTECA RIVOLTE ALLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO Anche per l anno scolastico 2012/2013, è prevista la collaborazione con le scuole, compatibilmente con le risorse economiche e di personale disponibili, le seguenti attività: Un numero di incontri, da definire sulla base delle esigenze di servizio, di promozione alla lettura ed alla biblioteca rivolto ad alcune classi delle scuole primarie. Un numero di incontri, da definire sulla base delle esigenze di servizio, sull uso della biblioteca e sugli strumenti di ricerca, rivolto ad alcune classi della scuola secondaria di I grado. Stesure di bibliografie su richiesta dei docenti dell Istituto Comprensivo. Progetti di animazione e promozione del libro e della lettura ideati dal Sistema Bibliotecario Intercomunale dell Area di Dalmine per le scuole di vario ordine sul territorio di riferimento. EDUCAZIONE PER GLI ADULTI Anche per quest anno l Amministrazione Comunale in collaborazione con il Centro Eda di Bergamo e l Istituto Comprensivo Caroli di Stezzano propone, per gli adulti, dei corsi di alfabetizzazione informatica e lingua inglese. Il numero di partecipanti per ciascun corso varia da un minimo di 10 a un massimo di 16/18 persone.. Il contributo previsto nel PEG 2013 è di 900,00 a copertura delle spese di segreteria e viene erogato solo in caso di attivazione degli stessi. 42

43 PROMOZIONE EDUCATIVA E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA I percorsi di formazione rivolti ai genitori con la finalità di promuovere occasioni di approfondimento e confronto, in grado di coinvolgere il maggior numero di persone e realtà interessate al tema della genitorialità. Per l anno scolastico saranno proposti nell ambito delle Scuole dell Infanzia in collaborazione con il Consultorio Mani di Scorta, per i genitori con i figli nella fascia d età 3-6 anni che si concretizzeranno nei mesi di novembre-dicembre-2013, gennaio 2014 con un calendario di 6 incontri sul tema delle regole in famiglia, a scuola, nella società civile e religiosa. Questo percorso rappresenta la continuità degli interventi di formazione, già avvianti nell anno 2013 e rivolti ai genitori con minori nella fascia d età 0-3 anni. Detti percorsi formativi prevedono un costo di 600,00 finanziati nell ambito dei servizi per minori gestiti dalla Cooperativa il Pugno Aperto. Il percorsi formativi proposti sono concepiti come laboratori di consulenza pedagogica di tipo gruppale. Continueranno inoltre i percorsi di formazione per famiglie con figli adolescenti nell ambito del progetto giovani Inv.ado proponendo di anno in anno l approfondimento di temi specifici di rilevante interesse per i genitori quali l uso e abuso di sostanze, i temi della sicurezza informatica, la sicurezza sulle strade, la comunicazione con i figli adolescenti, i percorsi di orientamento. I costi relativi ai percorsi di formazione e sostegno alla genitorialità sono previsto nell ambito di progetti specifici (progetto prima infanzia, progetto giovani). CONSULENZA PSICO-PEDAGOGICA AGLI INSEGNANTI E GENITORI Consulenza per problematiche afferenti all area scolastica: è un supporto psico-pedagogico per la gestione dei casi problema e delle situazioni di svantaggio all interno delle classi dell Istituto Comprensivo per l elaborazione di possibili percorsi e soluzioni nei confronti di specifici problemi riguardanti il singolo studente o la classe, sono garantiti in continuità con i precedenti stanziamenti il sostegno psicologico e psicopedagoco per prevenire il disagio scolastico. E previsto uno sportello di consulenza psicologica per affiancare alunni, genitori e docenti in 43

44 situazioni particolarmente complesse e difficili. E una consulenza psicopedagogica finalizzata all analisi delle dinamiche di gruppo ritenute difficoltose, all interno dei gruppi classe, per aiutare i docenti a creare un ambiente educativo sereno e produttivo Costo previsto per la primaria Caroli 2.327,00 Costo previsto per la primaria Don Minzoni 1.212,00 Costo previsto per la scuola dell infanzia Cattaneo 968,00 Costo previsto per la scuola secondaria Nullo 1452,00 Totale costo previsto per l Istituto Comprensivo 5.941,00 (finanziamento previsto nell ambito dei progetti dell Istituto Comprensivo: trasferimento fondi) PROGETTO AFFETTIVITA E SESSUALITA La finalità di questo progetto è quella di educare i ragazzi ad una conoscenza sempre più approfondita di se stessi, anche in relazione al genere, superando pregiudizi e facili semplificazioni che non rendono ragione della ricchezza e complessità. Il percorso sarà sviluppato sia nelle classi quindi della primaria,sia nella scuola secondaria Nullo in collaborazione con esperti esterni. Costo previsto per la primaria Caroli 1.600,00 Costo previsto per la primaria Don Minzoni 1.600,00 Costo previsto nella secondaria Nullo 1.728,00 Costo previsto 4.928,00 (finanziamento previsto nell ambito dei progetti dell Istituto Comprensivo: trasferimento fondi) ORIENTAMENTO SCOLASTICO E un servizio informativo e di orientamento attivato nell ambito del Progetto Giovani in raccordo con l Istituto Comprensivo ed altri servizi. Saranno promosse attività di informazione e divulgazione 44

45 su alcuni temi di rilievo ( servizio civile, volontariato, sistema scolastico,) durante gli eventi promossi nell ambito del progetto giovani. E stato attivato anche uno sportello di orientamento per le famiglie in occasione dell apertura delle iscrizione alle scuole secondarie, finalizzato ad un ulteriore supporto orientativo per le scelte scolastiche degli alunni, soprattutto nella fase di passaggio dalla scuola secondaria di primo grado agli istituti superiori al fine di migliorare le scelte scolastiche dei ragazzi ed evitare la dispersione scolastico. I costi del servizio sono previsti negli impegni assunti per il progetto giovani. PERCORSI DI EDUCAZIONE MUSICALE Continueranno anche le iniziative musicali promosse dall Associazione Bandistica in accordo con l Istituto Comprensivo rivolte agli alunni delle scuole primarie e della secondaria inferiore considerata la positività dell esperienza con azioni complementari e integrative dei percorsi di educazione musicale scolastici. Il percorso si snoda nell arco di un quadrimestre e si svolge attraverso: attività psicomotorie propedeutiche giochi ed attività per lo sviluppo del ritmo avvicinamento alla musica mediante l ascolto e la costruzione di filastrocche e canzoni avvicinamento al mondo delle note conoscenza degli strumenti musicali Il percorso vuole avvicinare i bambini al mondo della musica in generale, ma anche offrire loro opportunità di entrare in momenti extrascolastici in una realtà del territorio come la Banda di Stezzano in cui potenziare le proprie conoscenze e propensioni artistiche I percorsi saranno distribuiti tra le varie classi. 45

46 SERVIZI EDUCATIVI E SCUOLE SERVIZI PRIMA INFANZIA (0-3 anni) SCUOLE INFANZIA (3-6 anni) SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI SCUOLA PRIMARIA (6-10 anni) SCUOLA SECONDARIA 1 GRADO (11-13 anni) 46

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