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1 RELAZIONE SULLA GESTIONE

2 INDICE ORGANI CONSORTILI... 2 I RISULTATI ECONOMICI... 3 La situazione economica e patrimoniale... 3 IL CONSORZIO... 7 I Consorziati... 7 Le risorse umane e la formazione... 7 Le certificazioni... 8 LE ATTIVITA ISTITUZIONALI... 9 Gli obiettivi di Riciclo e Recupero... 9 Gli imballaggi immessi al consumo La raccolta differenziata La selezione dei materiali Il riciclo Il riciclo meccanico gestito da superficie pubblica Il riciclo meccanico gestito da superficie privata Il riciclo meccanico non gestito da superficie privata Il recupero energetico La prevenzione La ricerca e sviluppo La comunicazione I rapporti internazionali Analisi, Audit & controlli Analisi qualità sul materiale proveniente dalla raccolta urbana Analisi qualità su prodotti selezionati e sottoprodotti Audit e controlli I rischi non finanziari LA GESTIONE FINANZIARIA GLI INDICATORI ONR (OSSERVATORIO NAZIONALE DEI RIFIUTI)

3 ORGANI CONSORTILI 2

4 I RISULTATI ECONOMICI La situazione economica e patrimoniale Il Bilancio registra un disavanzo pari a 67,366 milioni di euro; il Patrimonio Netto al 31 dicembre ammonta a 136,64 milioni di euro. Conto economico gestionale sintetico CONTO ECONOMICO ( /000) RICAVI DA CONTRIBUTO AMBIENTALE RICAVI DA VENDITE PER RICICLO ALTRI RICAVI TOTALE RICAVI var. /000 var. % (15.166) -6,8% ,8% ,2% (10.370) -3,1% RACCOLTA ( ) ( ) (22.517) 12,9% SELEZIONE (97.132) ( ) (10.394) 10,7% ANALISI QUALITATIVE (7.881) (8.658) (777) 9,9% SMALTIMENTO A DISCARICA (1.676) (1.029) 647 RICICLO MECCANICO & SRA (5.377) (5.834) (457) TRASPORTI RECUPERO ENERGETICO TOTALE COSTI DIRETTI DI RICICLO E RECUPERO 85-38,6% 8,5% (888) (803) (28.858) (35.648) (6.790) 23,5% -9,6% ( ) ( ) (40.203) 12,7% COSTI FISSI, INDIRETTI E COMUNI (18.033) (16.514) ,4% AMMORTAMENTI, SOPP PASSIVE & SVALUTAZIONI (14.377) (10.084) ,9% (9.051) (9.091) (40) ( ) ( ) (34.431) 9,6% (2.325) -29,1% COSTI FUNZIONAMENTO CONAI TOTALE COSTI PROVENTI FINANZIARI IMPOSTE E TASSE contributo ai secondari/terziari (C&I) RISULTATO D'ESERCIZIO (19.289) (864) 0,4% (864) (87) (87) (67.366) (48.077) 249,2% Nel i ricavi totali calano del 3% rispetto al ; ciò è dovuto essenzialmente a minori ricavi da Contributo Ambientale, sia per una diminuzione delle quantità dichiarate, sia per il fatto che nel fino ad settembre compreso il CAC unitario era pari a 120 euro per tonnellata. Sul fronte costi industriali il registra un +13% rispetto al ; ciò è legato principalmente, come vedremo più avanti, ai rilevanti incrementi dei volumi di raccolta che si sono verificati durante l anno e che hanno avuto un notevole impatto sui costi di raccolta stessi, di selezione e di recupero energetico. Questi ultimi sono cresciuti addirittura del 24%, a testimoniare come la raccolta sia aumentata soprattutto per quelle frazioni di imballaggi che non trovano sbocco nel mercato del riciclo. La composizione percentuale dei costi industriali, evidenzia come i costi di raccolta, selezione e recupero energetico rappresentino il 95% del totale; tutti gli altri sommati raggiungono il 5%. 3

5 Composizione percentuale dei costi industriali 5% 10% RACCOLTA SELEZIONE ANALISI Q UALITATIVE 30% 55% SMALTIMENTO A DISCARICA RICICLO M ECCANICO & SRA TRASPORTI RECUPERO ENERGETICO Per quanto riguarda i costi fissi, il presenta un saving dell 8% rispetto all anno precedente, registrando dei risparmi praticamente su tutte le voci che li compongono (ricerca, comunicazione, struttura, etc.). Anche le voci sopravvenienze passive e svalutazione crediti risultano inferiori del 30% rispetto al. La gestione finanziaria ha generato proventi nell anno per circa 5,6 milioni di euro (-30% rispetto al ). 4

6 Dal lato patrimoniale, le disponibilità finanziarie del Consorzio risentono del calo dei ricavi da Contributo Ambientale e dell aumento dei principali costi industriali. Stato patrimoniale attivo ( /000) ATTIVO ( /000) var. DISPONIBILITA' FINANZIARIE (57.578) CREDITI PER CONTRIBUTO AMBIENTALE (2.176) CREDITI VERSO CLIENTI CREDITI VERSO ERARIO ALTRI CREDITI (2.699) (239) TOTALE ATTIVO A BREVE (56.503) ATTIVITA' IMMOBILIZZATE (212) (56.715) TOTALE CREDITI RIMANENZE FINALI TOTALE ATTIVO L aumento dei principali costi industriali si riflette anche nel passivo, con un aumento dei debiti verso fornitori. Il passivo evidenzia la perdita dell esercizio e la conseguente riduzione del patrimonio netto. Stato patrimoniale passivo ( /000) PASSIVO E NETTO ( /000) DEBITI VERSO FORNITORI DEBITI VERSO ERARIO var (687) (2.398) RISERVA ART (19.289) RISULTATO D'ESERCIZIO (19.289) (67.366) (48.077) TOTALE PATRIMONIO NETTO (67.322) TOTALE PASSIVO & PATRIMONIO NETTO (56.715) ALTRI DEBITI TOTALE DEBITI FONDI TOTALE PASSIVO FONDO CONSORTILE 5

7 Il Contributo Ambientale CONAI Il Contributo Ambientale CONAI, principale voce di ricavo del Consorzio, è dovuto dalle aziende produttrici o importatrici di imballaggi quando l imballaggio finito viene venduto al primo utilizzatore (che può essere anche un commerciante o distributore) e dalle aziende produttrici di materia prima quando questa viene ceduta ad un autoproduttore ossia a chi produce l imballaggio e lo riempie; sono inoltre tenuti al pagamento del contributo anche gli importatori di merci imballate. Nel corso del il valore unitario del contributo ambientale non ha subito alcuna variazione: è stato pari a 110 euro per tonnellata per tutto l anno solare. È già stato deliberato un aumento a 140 euro/t dal 1 gennaio Trend CAC unitario ( /t) 250,00 195,00 200,00 160,00 140,00 150,00 140,00 120,00 105,00 110,00 100,00 50,00 - gen '09 lug '09 lug '10 lug '11 gen'12 ott '12 gen'14 Dettaglio ricavi da contributo ambientale ( /000) PROCEDURA Procedura ordinaria Procedura semplificata Procedura ex-post/ex-ante TOTALE RICAVO DA CAC (11.621) (9.227) (9.836)

8 IL CONSORZIO I Consorziati Al 31 dicembre risultano iscritte nel libro dei Consorziati COREPLA imprese. Al consorzio aderiscono imprese che operano nelle diverse fasi del ciclo di vita degli imballaggi, suddivise in 4 categorie: categoria A: imprese produttrici o importatrici di materia prima per la fabbricazione di imballaggi in plastica; categoria B: imprese produttrici o importatrici di imballaggi in plastica; categoria C: imprese utilizzatrici che producono i propri imballaggi in plastica o importano merci imballate; categoria D: imprese che riciclano e/o recuperano rifiuti di imballaggi in plastica. La tabella illustra la ripartizione per categoria e sintetizza tutti i movimenti avvenuti nel a partire dalla situazione dell anno precedente. CATEGORIA NUOVE ADESIONI VARIAZIONI DI CATEGORIA RECESSI ESCLUSIONI A B C D TOTALE I contributi di partecipazione vanno a formare il fondo consortile che al 31 dicembre ammonta a ,25 euro (di cui versato ,75 euro) per quote di partecipazione. Le risorse umane e la formazione Nel corso dell anno il Consorzio si è avvalso della collaborazione di n. 59 presenze operative (media annuale), di cui 3 Dirigenti e 5 contratti a termine (3 per sostituzioni di maternità). In corso d anno sono state assunte 2 persone a tempo indeterminato e confermate altre 3 provenienti da contratti a termine, si sono conclusi 2 contratti co.co.pro., 1 stage ed 1 contratto a tempo indeterminato per dimissioni. 7

9 Anche per l anno si sono perseguiti obiettivi di crescita sia a livello individuale che organizzativo; si è infatti attuata la riorganizzazione di alcune aree operative anche mediante job rotation del personale, al fine di ottimizzare flussi informativi e procedure e dare il via ad una organizzazione per processi e non più prettamente per funzione. Ciò in una visione trasversale dell organizzazione che vede il Consorzio come insieme di processi di business e non come sommatoria di funzioni e/o singole divisioni da coordinare. Sono continuate politiche e azioni volte a far crescere e valorizzare le risorse, estendendo le schede di valutazione individuali all intera popolazione aziendale. Si sono inoltre incrementati sia il numero degli interventi formativi che i corsi sulla sicurezza; per il infatti risultano 54 interventi formativi di cui 8 corsi relativi alla sicurezza sul lavoro, per un totale di 310 partecipazioni. Le certificazioni Nel corso del sono state effettuate le periodiche verifiche ispettive per il mantenimento delle certificazioni secondo le norme UNI EN ISO 14001:2004 relativa all ambiente e UNI EN ISO 9001:2008 relativa alla qualità. Sono state inoltre effettuate, sempre da parte di un ente terzo accreditato, Istituto Italiano dei Plastici, verifiche ispettive che hanno portato al rinnovo delle certificazioni secondo la norma ISO 27001:2005, relativa alla gestione della sicurezza delle informazioni, e secondo lo standard OHSAS 18001:2007 relativa alla salute e sicurezza sul lavoro. 8

10 LE ATTIVITA ISTITUZIONALI Gli obiettivi di Riciclo e Recupero Tabella obiettivi (t) 2011 IMMESSO AL CONSUMO RICICLO COREPLA RICICLO INDIPENDENTE TOTALE RICICLO ,1% 37,5% 38,6% RECUPERO ENERGETICO COREPLA RECUPERO ENERGETICO RSU TOTALE RECUPERO ENERGETICO ,9% 34,3% 36,8% ,0% ,8% ,5% Incidenza % Incidenza % RECUPERO TOTALE Incidenza % Per quanto riguarda gli obiettivi calcolati sull immesso al consumo anche nel si è avuto un incremento della percentuale di riciclo. Purtroppo lo stesso non si può dire dell incidenza del riciclo sulla raccolta differenziata. Come si vedrà nelle apposite sezioni, dove se ne analizzeranno più puntualmente le cause, il riciclo, seppure incrementato in dimensione assoluta e sostenuto da continua innovazione, ha avuto una crescita meno che proporzionale rispetto alla raccolta. Quantificando questa dinamica, la quota di raccolta avviata a riciclo si riduce al 55% (-5% rispetto al ). Specularmente si è incrementata la quota di recupero energetico: 43%, +5% rispetto al. 2,4% RICICLO RECUPERO ENERGETICO DISCARICA 38,1% 59,5% 9

11 1,5% RICICLO RECUPERO ENERGETICO DISCARICA 43,1% 55,4% Gli imballaggi immessi al consumo1 L andamento recessivo dell economia italiana è proseguito anche nel. L anno si è concluso con un ulteriore sensibile ridimensionamento del PIL (-1,9% secondo ISTAT) e ha visto una significativa riduzione dei consumi privati (-2,2%) e della produzione industriale che registra un calo del -3,2%. Il comparto delle materie plastiche è stato naturalmente influenzato dallo scenario economico negativo e ha mostrato un deciso calo della domanda complessiva, con l export che ha però dato un contributo fondamentale al galleggiamento in questo mare in tempesta. In questo contesto ben poco incoraggiante, il calo dell immesso al consumo del -0,4% è indice, tutto sommato, di una relativa tenuta. Al netto degli imballaggi prodotti in Italia ma esportati vuoti o con la merce venduta all estero, degli imballaggi esenti e con il contributo dell import, il quantitativo di imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale è risultato nel pari a kt. La distribuzione interna per tipologia è composta per il 41% da imballaggi flessibili, per il 51% da imballaggi rigidi (27% CPL, 24% altri rigidi) e per l 8% da imballaggi di protezione/accessori. A livello di polimeri, il grosso del consumo è coperto dal polietilene, indirizzato prevalentemente all imballaggio flessibile, dove la sua quota è 1 Dati elaborati da Plastic Consult per COREPLA 10

12 prossima all 80%. Considerevoli quantitativi di consumo si hanno anche per il PET e PP, che si rivolgono viceversa soprattutto all imballaggio rigido. Tra gli altri materiali sono ancora limitati i volumi di consumo dei polimeri biodegradabili (PLA per bottiglie, manufatti termoformati e film biorientato, polimeri da amido per shopper), che coprono poco più dell 1% del totale. Per quanto riguarda la funzione degli imballaggi, vi è la netta prevalenza dell imballaggio primario che copre oltre i due terzi del consumo complessivo, mentre l imballaggio secondario (in massima parte film retraibile per fardellaggio) non arriva al 7% del totale. Osservando infine la distribuzione dell immesso al consumo secondo i canali di formazione dei rifiuti, si può rilevare la netta prevalenza del canale domestico, mentre i quantitativi di industria e commercio arrivano nel complesso al 36% del totale, ma includono volumi non indifferenti di materiale (in particolare contenitori per liquidi), gestiti con i rifiuti solidi urbani. Immesso al Consumo (kton) 2011 IMMESSO AL CONSUMO di cui Domestico (HH) di cui Commercio & Industria (C&I) 11

13 Composizione Immesso al Consumo (%) 2011 % % % var % 13/12 IMBALLAGGI FLESSIBILI 42,7% 40,7% 41,1% 0,4% IMBALLAGGI RIGIDI 49,3% 51,4% 51,1% -0,3% IMBALLAGGI DI PROTEZIONE/ACCESSORI 8,0% 7,9% 7,8% -0,1% 100,0% 100,0% 100,0% PE 47,3% 44,9% 45,6% 0,7% PET 21,4% 22,1% 21,6% -0,5% PP 18,1% 18,6% 19,4% 0,8% PS/EPS 7,6% 8,6% 8,2% -0,4% BIOPOLIMERI 1,7% 2,0% 1,4% -0,6% ALTRI 3,9% 3,8% 3,8% 0,0% 100,0% 100,0% 100,0% IMBALLAGGI PRIMARI 66,9% 69,8% 67,9% -1,9% IMBALLAGGI SECONDARI 6,9% 6,8% 6,8% 0,0% IMBALLAGGI TERZIARI 26,2% 23,4% 25,3% 1,9% 100,0% 100,0% 100,0% DOMESTICO 63,8% 64,4% 63,6% -0,8% di cui cont enit ori per liquidi 22,9% 23,4% 22,3% -1,1% 36,2% 35,6% 36,4% 0,8% 100,0% 100,0% 100,0% TIPOLOGIA TOTALE POLIMERO TOTALE FUNZIONE TOTALE CANALE COMMERCIO & INDUSTRIA TOTALE 12

14 La raccolta differenziata Nell'anno sono state raccolte circa 769 kt con un aumento rispetto al pari al 10,9%. Incremento percentuale ,9 % ,5 % ,0 % In termini percentuali continua la crescita significativa delle aree del centro e del sud Italia. Nord Ovest Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d Aosta. La Regione Liguria, dopo l aumento registrato nel (+26%) nel ha registrato un ulteriore aumento del 10,6% pur continuando ad avere un pro-capite (9,3 kg/ab/anno) ancora inferiore alla media nazionale. La Regione Valle d Aosta ha registrato finalmente un incremento del 7,7% rispetto al con una qualità del materiale notevolmente migliorata rispetto agli anni precedenti. La Regione Lombardia registra ancora, nonostante i già elevati quantitativi di raccolta, un incremento del 4,0%. In forte crescita la provincia di Cremona in calo invece le provincie di Como, Mantova, Lecco e Monza-Brianza. Nord Est Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto. La Regione Veneto con i suoi 20,1 Kg/ab/anno continua ad avere il valore di raccolta pro-capite in assoluto più alto di tutta Italia, mantenendo ottimi parametri qualitativi. La Regione Emilia Romagna ha registrato anche quest anno un incremento significativo del 14,6%. Il Friuli Venezia Giulia ha avuto un lieve calo ed il Trentino Alto Adige è sostanzialmente stabile. 13

15 Centro Lazio, Marche, Toscana e Umbria. La Regione Lazio, dopo la crescita del, registra un ulteriore incremento del 12,9%, la città di Roma ha avuto un incremento pari al 6% notevolmente più basso rispetto all incremento del (17%). La Regione attualmente risulta avere un pro-capite pari 9,3 kg/ab/anno ancora lontano dalla media nazionale. La Toscana dopo due anni di sostanziale stabilità dei conferimenti registra un incremento del 15,5% rispetto al con un pro-capite pari a 14,6 kg/ab/anno, in linea con la crescita di Marche (+11%) ed Umbria (+17%). Sud Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. La Campania registra ancora una crescita del 18,4% rispetto al con un pro-capite di 14 Kg/ab/anno rimanendo quindi al di sopra della media nazionale. In forte crescita l Abruzzo (28,1%) e la Puglia (43,0%).La regione Basilicata ha avuto un decremento del 22,4% e la raccolta procapite resta comunque molto bassa (5,2 kg/ab/anno). Il Molise è risultato in calo del 2,6% con un pro-capite di 4,6 kg/ab/anno mentre il fanalino di coda è ancora la regione Calabria con un pro-capite 3,4 Kg/ab/anno. Isole Sardegna e Sicilia. Mentre la Sardegna si sta avvicinando ai 15,3 Kg/ab/anno, la Regione Sicilia resta penultima regione per pro-capite con 3,7 Kg/ab/anno. 14

16 Raccolta per area geografica (t) AREA 2011 NORD OVEST variazione % 2,2% 3,7% 4,3% ,9% 3,1% 10,0% ,8% 9,7% 13,8% ,0% 6,2% 22,8% ,3% 7,0% 10,0% NORD EST variazione % CENTRO variazione % SUD variazione % ISOLE variazione % TOTALE ITALIA variazione % 7,0% 5,5% 10,9% Il risultato del è da ritenersi un ottimo risultato se si considera sia la crisi del paese sia la situazione di difficoltà economica dei comuni. I comuni che già avevano pianificato il passaggio al porta a porta hanno mantenuto i propri impegni raggiungendo significativi risultati in termini di pro-capite. Il rischio di emergenza rifiuti dell indifferenziato ha portato alcune regioni a spingere verso la raccolta differenziata, sollecitando i comuni più arretrati ad attivarsi. In alcune aree del Paese la sensibilità e le spinte che sono arrivate dai cittadini hanno portato all attivazione ed al miglioramento dei servizi di raccolta differenziata con il conseguente aumento delle quantità. Si conferma e si accentua nel l effetto della riduzione dei limiti di frazione estranea consentita in vigore a partire dal giugno : da un lato si è ridotta la frazione estranea e dall altro si è riscontrato uno spostamento del materiale dal conferimento diretto agli impianti di selezione che lavorano per COREPLA (CSS) verso Centri Comprensoriali (CC) che effettuano operazioni di selezione, prepulizia e pressatura. 15

17 Raccolta per regione e pro-capite REGIONE ton kg/ab. ton kg/ab. Emilia-Romagna , ,2 Friuli-Venezia-Giulia , ,0 Liguria , , , ,0 Piemonte , ,3 Trentino-Alto Adige , , , ,7 Veneto , ,1 Lazio , ,3 Marche , ,3 Toscana , ,6 Umbria , ,0 Abruzzo , ,4 Basilicata , ,2 Calabria , , , ,0 Molise , ,6 Puglia , ,6 Sardegna , ,2 Sicilia , , , ,9 Lombardia Valle d'aosta Campania TOTALE ITALIA L Accordo Quadro ANCI-CONAI scaduto il ed in regime di proroga fino al prevede che i comuni, o i soggetti da essi delegati, stipulino con il Consorzio una convenzione per il conferimento della raccolta differenziala al sistema COREPLA. Delle 923 convenzioni attive nel, 366, pari al 40%, sono state stipulate direttamente con i comuni, mentre le rimanenti 557 sono state stipulate da soggetti delegati dai comuni. I comuni convenzionati nel sono stati 7.328, di conseguenza i comuni che hanno dato delega alla stipula delle convenzioni sono Convenzionamento ANNO n convenzioni n comuni % comuni n abitanti % abitanti % % % % % % 16

18 Flussi di raccolta REGIONE 2011 ton % ton % ton % MONO ,5% ,1% ,8% MULTI ,5% ,9% ,2% TOTALE Nel, a fronte del servizio di raccolta, il Consorzio ha riconosciuto ai comuni italiani e alle aziende delegate circa 197 milioni di euro (+13% rispetto all importo riconosciuto nel ). I costi della raccolta differenziata (mln/ ) ,2 % ,8 % ,6 %

19 I costi della raccolta differenziata ( /t) ,5 % ,6 % ,4 % La selezione dei materiali L attività di selezione rappresenta il necessario presupposto dell avvio a riciclo e recupero di tutta la raccolta differenziata conferita dai Comuni e dagli altri Convenzionati. Tale attività, di fondamentale importanza nelle attività del Consorzio, ha pressoché completato il processo di industrializzazione dei processi e degli impianti che si affidano a tecnologie e processi sempre più automatizzati. Al termine del, quasi il 97% dell attività (in termini di volumi trattati) è effettuata da impianti che dispongono almeno di un detettore ottico. Nel, per la selezione dei rifiuti di imballaggi in plastica provenienti da raccolta differenziata, COREPLA si è avvalso della collaborazione di trentacinque CSS; nel corso dell anno tre CSS hanno terminato la propria attività mentre uno l ha iniziata. Quanto preventivato alla fine del circa le quantità di PET, HDPE, Cassette e Film di LDPE da avviarsi a riciclo nel ha trovato sostanziale conferma nel consuntivo di fine anno. Questo nonostante alcune dinamiche in atto che contrastano l efficienza dei processi: continua diminuzione percentuale del contenuto di bottiglie nella raccolta differenziata; continua ingegnerizzazione degli imballaggi immessi al consumo, con tutte le conseguenti problematiche relative alle difficoltà di selezione, al mantenimento della qualità ed alla maggior produzione di sottoprodotti. 18

20 Tali dinamiche hanno impattato fortemente sugli imballaggi in plastica mista per i quali si è riscontrato un mancato avvio a riciclo pari a circa il 17%. Per ovviare, almeno parzialmente, alle problematiche di riciclo dei prodotti SELE MPO/C e MPOF/C, nel corso del è stata promossa la produzione di prodotti sperimentali alternativi (SELE IPP/C E SELE FIL/S) nella direzione di una maggior qualità e specializzazione dei prodotti. Nel corso dell anno 13 CSS hanno sperimentato la selezione di SELE IPP/C e 20 la selezione di SELE FIL/S; a tale prima fase è seguita una seconda in cui 8 CSS hanno sottoscritto un Addendum contrattuale per la selezione di SELE IPP/C e 3 per la selezione in via continuativa di SELE FIL/S. Grazie a questo processo sono state create le condizioni per proporre la selezione in via continuativa del Prodotto IPP/C. Nel è proseguito il processo di assegnazione del materiale pressato da avviare a selezione nei CSS tramite offerte migliorative, a tutela dell efficacia e della trasparenza. A seguito delle aggiudicazioni relative ai c.d. Bandi CIT tenutisi nel corso dell anno i CSS hanno ritirato tonnellate di CIT monomateriale sostenendone i costi di trasporto. A tali quantità si aggiungono ulteriori tonnellate per le quali i CSS hanno comunque sostenuto i costi di trasporto per ritiri assegnati in base a criteri di storicità e prossimità. Tali quantità rappresentano il 95 % circa del totale movimentato (CIT pressato). Come conseguenza, ad oggi le uniche aree geografiche coperte dai trasporti di competenza del Consorzio sono rappresentate dalla Sardegna, dalla Sicilia ed in parte dalla Calabria. Il riciclo Il riciclo meccanico gestito da superficie pubblica Attraverso il sistema delle aste on line COREPLA avvia a riciclo le produzioni di CPL (contenitori per liquidi) a base PET e HDPE; prodotti ormai più che consolidati e per i quali continua l opera di promozione. Le nuove tecnologie e l esperienza pluriennale nel riciclo di tali prodotti hanno reso il mercato di materie prime seconde un settore qualitativamente affidabile, soprattutto per il loro impiego in alcune applicazioni. In particolare il riciclato da CPL a base PET, trova ormai largo impiego anche in applicazioni per la produzione di imballaggi ad uso alimentare. Attraverso il sistema delle aste on line è altresì commercializzato l articolo Film (essenzialmente LDPE) che, differentemente dai CPL, è caratterizzato da un mercato che soffre di maggiore discontinuità e stagionalità legate alle 19

21 diverse fonti di approvvigionamento, di materiali similari, come ad esempio il film industriale e/o il telo agricolo Dati di riciclo COREPLA 2 (t) PRODOTTO HDPE FILM PET CASSETTE IMBALLAGGI MISTI SRA TOTALE RICICLO Confronto prezzi medi di vendita aste ( /t) 508 PET FILM HDPE Nel sono state fornite circa t di SRA all acciaieria Voestalpine di Linz in Austria. L SRA (Secondary Reducing Agent) è ottenuto da mix plastico derivato dai processi di selezione degli imballaggi in plastica post consumo che, a seguito di ulteriori operazioni di preparazione, viene 2 per i prodotti riciclati è stato mantenuto inalterato lo schema basato sul principio condiviso a livello europeo per cui vengono computate come riciclo le quantità in ingresso agli impianti di riciclo. Tale scelta trova la sua ragione nel fatto che tutti i prodotti sono dotati di una specifica che assicura qualità costante in linea con gli standard europei e che i processi industriali di trasformazione seguono criteri di riconosciuta efficienza. 20

22 utilizzato in altoforno come agente riducente nelle reazioni di ossidazioni dei minerali. Discorso a parte meritano i prodotti indifferenziati della famiglia MPO dei quali si è già evidenziata la problematica collocazione a riciclo. Nel corso del COREPLA ha lavorato molto per standardizzare la qualità e incrementare i clienti dei due prodotti sperimentali lanciati nel : IPP (imballaggi in polipropilene) e FIL/S (film di piccola pezzatura). In merito al prodotto IPP nel corso del si è raggiunta la standardizzazione del prodotto con un notevole interesse da parte dei clienti. Per quanto riguarda il FIL/S non si è ancora raggiunta una qualità standard ma sono comunque in atto diverse sinergie cliente-css che porteranno a raggiungere tale obiettivo. Nel corso del le quantità vendute all estero sono state le seguenti: Quantità vendute all'estero (t) Prodotto CTA CTL CTC Quantità CTE 446 FILM FILS 260 IPP MPOC MPOF SRA TOTALE Ancora una parentesi sullo sforzo di ottimizzazione per i materiali più problematici; dai grafici che seguono si può evincere come l obiettivo che si sta perseguendo sia duplice: aumento delle quantità riciclate ( t pari al +8,4%) e riduzione deficit di catena (-13,4 /t pari al -6%). Q.tà [t] Deficit industriale [ /t] ,06 207, Q.tà [t]: sommatoria prodotti misti avviati a riciclo (IPP/C, FIL/S, MPOF/C, MPO/C, MPO/B, Plasmix) Deficit industriale [ /t]: sommatoria costi selezione + costi riciclo ricavi da vendita In questo quadro, nel la cultura aziendale market oriented supportata dalla struttura organizzativa che durante il ha trovato una configurazione stabile, ha dato e darà un contributo importante nell incrementare, in maniera economicamente sostenibile, l indice di riciclo della raccolta differenziata. L attività di ricerca di nuove applicazioni e/o nuovi mercati finali nei settori a valle del riciclo (stampatori, compoundatori, distribuzione) si è rinforzata 21

23 con la collaborazione con Proplast. Scopo del progetto è la valorizzazione del prodotto rpet a colori misti (cd. floreale ) mediante l impiego di additivi e di cariche/fibre che possano rendere il polimero riciclato un tecnopolimero da utilizzarsi in applicazioni e mercati differenti dalla produzione della fibra/lastra. I risultati di tale collaborazione sono stati presentati a margine della fiera Ecomondo. Con la funzione R&D è stata consolidata la collaborazione creata nel avente l obiettivo di promuovere nuove opportunità di riciclo. Sul fronte dei c.d. Acquisti Verdi da parte delle Pubbliche Amministrazioni, si è partecipato ad tavolo comune con CONSIP (la centrale degli acquisti pubblici), Federazione gomma plastica, Assorimap, Unionplast, Polieco, e altri soggetti. Attraverso questo tavolo si intende dare un contributo alla definizione delle linee guida (Criteri Ambientali Minimi) pubblicate e/o in via di pubblicazione da parte del Ministero dell Ambiente. Il riciclo meccanico gestito da superficie privata Per quanto riguarda il riciclo da superfici private (C&I), continua l attenzione del Consorzio al mondo degli imballaggi provenienti dal Commercio e Industria. COREPLA gestisce parte di questo materiale attraverso tre tipi di accordi: le piattaforme per fusti e cisternette (c.d. PIFU) per la bonifica ed il riciclo degli imballaggi rigidi primari industriali; le piattaforme per gli imballaggi di polistirene espanso (c.d. PEPS); le piattaforme per il ritiro dei rifiuti di imballaggi in plastica provenienti da superfici private (c.d. PIA). PIFU: In relazione all accordo siglato nell agosto del tra CONAI, COREPLA, RICREA, RILEGNO e le Imprese del settore rappresentate da ARI, ANRI e Confima, nel corso del si è registrato un significativo consolidamento dell attività delle piattaforme convenzionate. I quantitativi gestiti dalle PIFU sono risultati in forte crescita; i volumi riferiti al, ammontano a t. Per le PIFU nel è stato completato il progetto finalizzato alla informatizzazione della tracciabilità dei dati. E stato predisposto un portale internet su area dedicata, la cui peculiarità è quella di essere uno strumento condiviso e gestito con gli altri Consorzi di filiera, nonché con possibilità di accesso da parte di società incaricata di effettuare audit. PEPS: nel corso del non sono state perfezionate nuove convenzioni. Si registra semmai la risoluzione di una convenzione all inizio dell anno, per cui le piattaforme con convenzione in essere sono diventate 12. Nonostante non vi sia una copertura capillare sul territorio nazionale e malgrado la 22

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