Progetto di ricerca e fattibilità per i sistemi di gestione dei gruppi collaborativi in rete.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Progetto di ricerca e fattibilità per i sistemi di gestione dei gruppi collaborativi in rete."

Transcript

1 Tesi di Diploma Progetto di ricerca e fattibilità per i sistemi di gestione dei gruppi collaborativi in rete. Laureandi: Florentin Hortopan Alessandro Pascolini Francesco Terzini Relatore: Antonio Glessi Corelatore: Stefano Bettega ISIA di Firenze a.a. 2005/2006 Abstract Progetto di fattibilità di una struttura groupware di gestione condivisa in rete per lo sviluppo collettivo di progetti scientifici di ricerca. Vengono proposte l interfaccia utente e le strategie di costruzione informatica (flussi, programmi, linguaggi) dell applicativo.

2 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006

3 Indice 1. Introduzione Introduzione alla ricerca Prefazione Motivazioni Obiettivi Modalità di redazione Knowledge Management Definizioni Knowledge Management. Fondamenti Condivisione della conoscenza Knowledge Management. Definizione...33 Note Storia Cenni storici Storia dei Groupware e del Knowledge Management...42 Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

4 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 Note Argomenti Declinazioni. Da intranet ai CMS Ciclo dell informazione KM. Argomenti Correlati...55 Note Sviluppo Case Studies Context, Task and the Evolution. Case Profiles Skandia. Capitale Umano Sandwell Healthcare. NHS Trust...69 Note IT - Information Technology Definizioni Tecnologia e Virtual Teams...77

5 3.2.3 Agents for documents DLs - Digital Libraries...87 Note Impatto sociale e culturale Il fattore umano Gruppi di lavoro virtuali come sistemi sociotecnologici General Analisis Cosa si intende per Virtual Team Presupposti chiave Condizioni di implementazione Curva di maturità dei Gruppi Virtuali Gestire un Virtual Team Company position quiz Note Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

6 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_ Ruoli Virtuali Il ruolo del Team Leader E-Lancing. Un case study di lavoro sperimentale al MIT VideoGames collaborating Note Workflow Management Il Workflow Workflows. Pratiche di progettazione Gantt vs. TubeMap Note Information Design Interfacce per il web Spazi Virtuali condivisi Note...191

7 4. Prodotti I-CMS I-CMS. Definizione P-CMS P-CMS. Definizione L-CMS L-CMS. Definizione CMS charts Charts Groupware E-CMS Enterprise Content Management Training I figli della internet generation Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

8 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_ Motivazione nei gruppi collaborativi Implicazioni per il training e le performance Lezione per i Leader Lezione per i Members Implementazione Project Rules Creating positive attitudes in Virtual Teams Applicazione del modello DGIn Debriefing Un modello per l analisi dei Virtual Team Conclusioni Bibliografia generale Ringraziamenti...267

9 Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini 9

10 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006

11 1.Introduzione 1.1 Introduzione alla ricerca Nella pratica del Knowledge management e nelle sue implicazioni tecnologiche, sociali, economiche, il gruppo di ricerca trova oggi campo di azione interessante per lo studio di strumenti e la redazione di teorie applicative nel campo della progettazione dell informazione, del design delle interfacce e nella gestione del lavoro collaborativo. Quest ultimo aspetto e di fondamentale importanza per comprendere quanto effettivamente sia oggi importante inserire nella pratica della progettazione della comunicazione il concetto di collaborazione, soprattutto a livello virtuale. In effetti il presente lavoro di tesi si sviluppa attraverso materie complementari e diverse, tendando di identificare quello che attualmente sono le fondamenta della comunicazione via internet, della collaborazione di un gruppo di lavoro, delle ripercussioni che le nuove tecnologie hanno sulla società dell informazione, e non solo. 11 Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

12 1.2 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_ Prefazione Groupware, Workflow Management, Information Technology & Design, E-learning, sono solo alcuni degli argomenti che la gestione del sapere, e le pratiche legate alla sua produzione, scambio e conservazione, usa per definire gli ambiti della ricerca. Da una trentina di anni le università, le grandi aziende come IBM, Microsoft, ma anche enti no profit, le comunità opensource, singoli studiosi o manager, stanno studiando sistemi più efficienti per la gestione e il riuso delle informazioni e del sapere creato da queste. La presentatione di questo scritto deve necessariamente comunicare il mondo di relazioni che questi attori dell era moderna e di internet, sono in grado di sviluppare, e che in qualche modo, sicuramente ancora non sistematico, sta cambiando la forma e la funzione di internet, del lavoro, e soprattutto del modo di collaborare con altri utenti, altri sistemi di gestione della conoscenza. Ad oggi l informatica di base, quella legata all uso dei computers nelle scuole o per scopi produttivi o gestionali ha prodotto grandi aberrazioni funzionali ed economiche; basti pensare al tempo perso da ogni singolo utente per imparare, sbagliare e risolvere, i problemi naturali dell uso di un software, attraverso un interfaccia non sempre capace di essere compresa velocemente. Ormai abbiamo capito che l uso delle macchine dell informazione, sono strumenti della conoscenza, e che come per ogni strumento passivo questi diventa utile solo quando diviene attivo, capace di rispondere ad esigenze specifiche dell utente, non della macchina.

13 Lo studio di molti casi ed esperimenti pratici ci insegna quindi che l esperienza, l empirismo e la capacità dell uomo di confrontarsi con macchine da lui prodotte deve evolversi con velocità, anche data la crescente mole di informazioni che dovranno essere gestite nei prossimi anni. Il punto di svolta in effetti lo avremo tra poco, quando anche i paesi e le aree più povere del pianeta otterranno quell accesso alle tecnologie dell informazione, oggi ad appannaggio di America ed Europa. La tesi che abbiamo sviluppato si concretizza con la proposizione, dati gli strumenti culturali e di analisi, di una piattaforma di gestione del sapere e dei processi di produzione del contenuto che trova nella parola GroupWare la sua esplicitazione. 13 Il gruppo di lavoro ha prodotto progetti di supporto alla collaborazione per altri enti e clienti, e, grazie ad alcune analisi che qui riporta in forma testuale e discorsiva, tenta di ricostruire quel processo creativo e di progettazione a cui la pratica del design non può più essere indifferente. Nell era dell immagine e della cultura dell immagine, sentiamo necessaria la strutturazione di pratiche aziendali e di organizzazione basate su questi argomenti, e di una cultura del lavoro e della comunicazione spesso mancante. La mancata progettazione dell informazione e delle sue modalità di trasmissione e di archiviazione, sta oggi diventato un problema. Enunciato il problema strutturale e di cultura, la ricerca verso solu- Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

14 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 zioni informatiche e di design dell informazione, che possano essere inserite nel tessuto sociale e diventare aiuto indispensabile (e non più obbligo della modernità) a maggiore produttività e conoscenza, in modo strutturale, diviene per molti un esigenza, una necessità per continuare a lavorare meglio. Il miglioramento delle condizioni del lavoratore, il mantenimento del know-how all interno dell organismo ospitante (l azienda, l ente, l ufficio), l accrescimento del proprio core business, il miglioramento del processo decisionale e di analisi manageriale, la sicurezza informatica, la gestione di una crescente mole di dati da conservare, sono le parole chiave di un lavoro basato sul concetto di Groupware, di Enterprise Content Managemet, di framework lavorativo. La teconologia è oggi in grado di offrire soluzioni molto più innovative (dal punto di vista strettamente informatico) rispetto a quello che la ricerca sui comportamenti umani e sui sistemi di relazione collaborativa interpersonale possa fare nei prossimi dieci anni. In sostanza siamo fermi sull idea che un sistema è vincente se viene usato dalla maggior parte degli utenti, quando nella realtà, probabilmente nel futuro, ogni utente avrà bisogno del suo personale sistema ed interfaccia, allenato appositamente per espandere la sua percezione dello spazio virtuale e le sue potenzialità produttive e creative. In questo senso sfruttare la creatività dei singoli collaboratori e amplificarne le conseguenze nel progetto in corso, viene riconosciuto come uno dei sistemi di gestione del sapere migliori per rendere performante il lavoro del gruppo, e ottenere prodotti, contenuti, progetti, meglio

15 gestibili, rilevabili e richiamabili in ogni momento. L altra faccia della medaglia potrebbe essere invece il controllo che attraverso questi strumenti è possibile avere sulla creatività e sul lavoro dell altro, il cui compito sarebbe quello di produrre meglio, di più e senza ulteriori benefici. Il gruppo di ricerca non crede in questa affermazione e porta nella tesi una visione distesa, spinto dalla convinzione che la collaborazione, quella vera, possa portare a benefici ben più grandi della crescita della produttività aziendale. 15 Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

16 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_ Motivazioni Le ragioni di fondo che ci spingono in una direzione precisa, quella del Groupware, sono sostanzialmente quelle che spingerebbero qualsiasi ente o azienda, consapevole dei propri problemi organizzativi, nella ricerca di soluzioni intelligenti e all avanguardia per la gestione integrata del sapere e delle informazioni utili al lavoro. 1.3 La differenza sostanziale tra una pratica aziendale ed il lavoro di tesi qui presentato, si trova nella convinzione che l approccio trasversale, proprio della cultura del progetto, possa contribuire, a livello generale, ad aumentare le potenzialità comunicative di un prodotto culturale e di un progetto basato sull innovazione di sistema.

17 1.4 Fin dall inizio della redazione del contenuto di ricerca l aspetto 1.4 Obiettivi collaborativo è sempre rimasto presente nelle menti dei ricercatori del gruppo. Dalla collaborazione al prodotto, dalla teoria alla pratica, escludendo la realizzazione, che, come nel design, è stato delegato a chi, come alcuni già, vorrà mettere in pratica la nostra esperienza, in quel processo recorsivo che crea dalle informazioni qui offerte, conoscenza e poi saggezza. Il concetto di prodotto è qui espresso attraverso lo scritto, ma prelude in modo quasi didascalico, alla creazione di un software implementabile via web, usabile ed efficiente, per la collaborazione in ambito lavorativo e redazionale, nella creazione di un contesto informativo e letterario comprendente la gestione di documenti online, agenda e tasks, comunicazioni internet e che vede come attori privilegiati le amministrazioni di enti legati alla ricerca, all informazione interna. 17 Ecco che si configura anche come un progetto di fattibilità, per condividere lo sviluppo collettivo di progetti, idee, file. Altro obiettivo della tesi è quello di produrre una strategia unitaria di costruzione informatica (information design) per un applicativo, il Groupware, funzionante con determinati linguaggi di programmazione e che conterrà moduli di servizio e componenti strutturali progettati ad hoc. Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

18 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_ Modalità di redazione Il prodotto tesi essendo un filtro, un mezzo per comunicare può essere considerato certamente un metaprodotto di ricerca. In esso sono raccolte informazioni e considerazioni interpretabili come cultura generale e applicata ad un determinato contesto, quello lavorativo. Il prodotto qui presentato ha caratteristiche diverse tra cui *la capacità di contenere o di essere contenuto dal web (facendo rete), 1.5 *di avere contenuto modificabile in ogni momento, e direttamente dagli amministratori, *di essere una pubblicazione continuamente in opera, *di essere comunicativo indifferentemente dal contenuto (estetica) *di non essere chiusa da licenze di tipo copyright, DRM proprietari (digital rights management).

19 Il prodotto tesi è anche *una piattaforma di lavoro collaborativo testuale, *un contenitore per la pubblicazione web, *possiede un interfaccia personalizzabile a seconda dell utente 19 o del contenuto proposto, *contenitore per altri tipi di media come video, audio, presentazioni e pdf, *un ipertesto con funzionalità di ricerca tramite search e a cartelle, *un luogo di incontro per le discussioni, con redattori interni o esterni, *modificabile nella sua struttura di navigazione e di lettura per nuovi usi del contenuto futuro. In più è stato implementato con funzioni di *stampabilità del contenuto direttamente via web Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

20 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 *possibilità di inviare il contenuto via mail direttamente da web *archiviazione del contenuto, conservazione e consultazione online del contenuto archiviato. Cola&Labora vuole definire il rapporto (in cui i ricercatori credono fortemente) che, sussistendo tra la ricerca, la pratica d uso delle nuove tecnologie e la cultura del progetto, non è plausibile che non si concretizzi in un prodotto. Cola&Labora è un prodotto culturale, che serve per produrre un prodotto virtuale, che a sua volta produce ricchezza. Questo processo prodotto-prodotto nell era dell informazione sta diventando labilmente visibile nella rete e ancora di più nella ricerca, la produzione intellettuale se non crea un prodotto non comunica più. Oggi le pubblicazioni scientifiche sottostanno a regole istituzionali forti eppure la rete ha permesso maggiore comunicazione ed efficienza a tutti i livelli. Il designer in questo senso deve poter stimolare la produzione di prodotti apprezzabili da tutti i punti di vista, reinventandosi ogni volta per servire una cultura della comunicazione, oggi ricchezza non solo economica ma anche intellettuale. Cola, o meglio definita con il trademark Coca Cola, sublima l idea del prodotto da consumare e diventa il simbolo perfetto per trasferire il contetto di cultura dentro concetto di prodotto.

21 Labora si riferisce al detto o regola dei monaci bendettini che vedono nella dualità delle azioni della vita l equilibrio necessario a sviluppare serenità interiore e sostentamento, il perfetto contrario di quello che, nonostante la retorica dei linguaggi pubblicitari, un prodotto industriale di largo consumo può creare in una persona. L assonanza tra le due parole richiama la parola collabora, collaborare, o coelaborare, primo nomignolo assunto per la tesi. 21 In effetti, possiamo dire che la CocaCola abbia costruito attorno ad un solo prodotto una tale quantità di comunicazione di massa che abbia, in modo quasi automatico, creato una cultura, divenendo in fretta non solo quel simbolo di cui prima, ma anche elemento attivo di quel processo di distribuzione del sapere che oggi investe moltissimi luoghi del sud del mondo. Lasciando al lettore il beneficio dell interpretazione etica e morale (comunque sempre presenti) che ci ha spinto nella creazione di questo contenuto e di questo prodotto concludiamo citando un mantra indiano che recita: Condividi le tue conoscenze è uno dei modi per ottenere l immortalità. Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

22 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006

23 2.Knowledge management La sezione dedicata al knowledge management introduce in modo preciso all argomento della gestione del sapere, inteso in senso generale, oggetto del vero scambio economico e sociale che oggi è al centro della rivoluzione creata dal digitale, da internet, dai nuovi sistemi di lavoro. I problemi della condivisione, della distribuzione, dell archiviazione del sapere sono ormai diventati focus di interesse e motore di uno sviluppo economico alla base delle economie occidentali e che in un prossimo futuro, costituiranno un capitale e un oceano di informazioni utili alle nuove potenze nascenti. Definendone il significato e tracciandone i limiti, abbiamo pensato di argomentare in questa sede la tesi per cui il lavoro di ricerca si posiziona come satellite di quel discorso allargato, e che tocca persino la pratica della filosofia, che gira attorno alla parola conoscenza e di tutti i suoi significati. Definizioni, storia e argomenti correlati sono le aree di interesse per puntare l attenzione su di una zona della nostra cultura ancora una volta spesso poco esplorata. 23 Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

24 2.1 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 Knowledge management 2.1 Definizioni Knowledge Management. Fondamenti Come possiamo pretendere di gestire e quindi di controllare la conoscenza, se grandi filosofi come Platone, Cartesio, Kant e Marx non sono stati d accordo nemmeno nella sua definizione [1] Knowledge management ovvero gestione dell informazione, una pratica tanto antica quanto controversa. La conoscenza e l apprendimento sono temi che hanno sempre interessato l uomo fin dai primi bagliori di civiltà. Nel mondo occidentale le prime testimonianze le possiamo trovare nelle opere dei più importanti filosofi greci per poi continuare con l affermazione del del libero pensiero illuminista, fino ai giorni nostri ed alla condivisione delle conoscenze su scala globale. Oggi, la gestione della conoscenza, trova un valido alleato nella tecnologia dell informazione, o Information Tecnology (IT), diventando così non solo un capitale umano ma trasformandosi nel principale bene di commercio della nostra epoca. Quindi il termine Knowledge Management non definisce solamente la gestione dell informazione e della conoscenza, ma rivolge particolare attenzione anche alla valorizzazione del capitale umano, punto focale attorno a cui vengono a muoversi tutte le attività. I sistemi di KM rispecchiano queste molteplici esigenze che vedono nel membro dell organizzazione, a qualsiasi livello, contemporaneamente il fornitore, lo strumento e il cliente di un sistema di KM. E fornitore in quanto l azienda vuole ottenere il sapere delle persone al fine di evitare la sua fuoriuscita con la fuoriuscita del suo detentore.

25 E strumento poiché è attraverso le persone che l azienda produce nuovo sapere. E cliente perché vuole creare occasioni di apprendimento capaci di attrarre i talenti. In questo senso i sistemi di KM tentano di rispondere a tre necessità fondamentali: * rendere il sapere una risorsa controllabile al fine di evitare l emorragia di sapere legata al turn over; 25 * rendere il sapere una risorsa replicabile al fine di massimizzare l opportunità della sua valorizzazione attraverso il riuso; * rendere il sapere una risorsa diffondibile alle persone al fine di massimizzare le loro opportunità di apprendimento. Il punto di incontro tra queste esigenze è emerso nel concetto di standardizzazione: una risorsa è controllabile, replicabile e diffondibile se è standardizzabile. Per standardizzazione si fa riferimento a quel processo mediante il quale una risorsa viene depurata dai suoi elementi contestuali e resa generale, quindi utilizzabile in qualsiasi contesto secondo criteri formali. Come sottolineato da Rullani [2], ad esempio, la trasformazione del lavoro artigianale in forza lavoro esprime questa esigenza di rendere una materia specifica e concreta (il lavoro dell artigiano) generale e astratta (il tempo lavoro dell operaio) e quindi applicabile indipendentemente dalla particolare configurazione del processo produttivo. Questa tendenza alla standardizzazione è storicamente evidente rispetto ai diversi tipi di risorse utilizzate nei processi produttivi; oltre al lavoro, la cui standardizza- Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

26 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 zione viene misurata in termini di salario, il capitale viene espresso nella misura standard del capitale finanziario e dei saggi di interesse, la tecnica viene standardizzata in tecnologia. Nel momento in cui la risorsa da gestire è la conoscenza, è naturale ricorrere alla stessa logica di standardizzazione al fine di renderla una materia controllabile del processo produttivo alla stregua della tecnologia, del capitale e del lavoro. Questo tentativo è del resto facilitato e legittimato da una tradizione epistemologica che, come accennato in precedenza ha storicamente enfatizzato i caratteri formali e oggettivi del sapere. Infatti il sapere è primariamente visto come una rappresentazione oggettiva della realtà, il più possibile indipendente dallo specifico del soggetto che osserva la realtà producendone una descrizione. E, in altri termini, un sapere standardizzato in quanto valido a prescindere dal suo contesto di produzione (il pensatore) e di utilizzo (l apprendista). In questa visione ricadono le descrizioni del sapere come scienza e dell apprendimento come acquisizione di nozioni formali. E quindi il KM che, col supporto dell information technology, ha il compito di raccogliere gestire e capitalizzare in maniera razionale e condivisibile le conoscenze interne, e in alcuni casi anche esterne, di tutte le persone che formano un organizzazione consentendone la modifica e la creazione.

27 2.1.2 Condivisione della conoscenza Fondamento del Knowledge Management è quello di condividere la conoscenza all interno di una struttura lavorativa o, meno frequentemente, di un attività culturale, per questo assume un ruolo fondamentale la sharing philosophy ovvero l approccio umano alla condivisione libera della conoscenza (per certi versi un valore illuministico calato nell IT). Tradotto nella realtà dei fatti quello che il KM si pone come obiettivo è rendere esplicita, e quindi fruibile ai più, la conoscenza tacita ed implicita che ogni figura professionale all interno dell azienda ha maturato con il suo lavoro, affinché l impresa ne tragga un vantaggio economico. 27 Il concetto di conoscenza, nonostante la sua intangibilità, è stato al centro di molte ricerche che hanno portato a diverse formalizzazioni dei suoi concetti. Se infatti consideriamo la conoscenza dal punto di vista dell accessibilità possiamo arrivare a queste tre definizioni: * tacita: accessibile indirettamente e con difficoltà solo attraverso la formalizzazione della conoscenza e l analisi delle abitudini. * implicita: accessibile attraverso quesiti e colloqui, ma deve prima venire individuata e poi comunicata. * esplicita: prontamente accessibile, ad esempio documentata e organizzata con strumenti adatti. Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

28 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 A questo primo punto di vista è però necessario affiancarne un altro per riuscire a focalizzare al meglio il problema. In particolare è bene osservare la conoscenza dal punto di vista della sua organizzazione gerarchica. Tobin [3] ne fornisce uno schema: dati (data) ( + importanza + scopo = ) informazioni (information) ( + applicazione = ) conoscenza (knowledge) ( + intuizione + esperienza = ) saggezza (wisdom) Alla base ci sono i dati, materiale grezzo e abbondante dell informazione. Su un gradino più alto c è l informazione, cioè dati selezionati e organizzati per essere comunicati. Poi la conoscenza, cioè informazione rielaborata e applicata alla pratica. Al vertice troviamo la saggezza, conoscenza distillata dall intuizione e dall esperienza. Ma nell era dell informazione siamo già abituati alla ricerca del valore aggiunto concretizzata nel generalizzato accumulo di informazioni. Ciò che si propone il KM è invece una razionalizzazione di questo processo, una maggiore attenzione ai meccanismi cognitivi e alla centralità della risorsa umana. Uno dei principali obiettivi diventa esplicitare i meccanismi che permettono il passaggio da informazione a conoscenza e saggezza, ma contemporaneamente far emergere l importanza dell apprendimento come risorsa indispensabile

29 e fondamentale anche quando (o soprattutto quando) si ha già un posto di lavoro. Capitali intangibili li chiama Bogliolo, e quindi per definizione sfuggenti e non schematizzabili. Un impresa quella del KM che risulta davvero difficile e che per risultare vincente si deve affidare a mezzi tecnologici tra i più diversi. Tra le difficoltà che incontrò il knowledge management, ai suoi albori, nell affermarsi come disciplina a se stante fu la facile confusione con l information technology. Gli ultimi vent anni sono stati caratterizzati dalla costante informatizzazione di tutte le attività. I mezzi informatici hanno permesso la razionalizzazione del lavoro e la riduzione dei costi di gestione. Ma soprattutto hanno permesso l accumulo, la gestione, l indicizzazione e la distribuzione delle informazioni con una velocità e diffusione assolutamente inimmaginabili. 29 In un primo momento questo è sembrato sufficiente, i risultati erano buoni, il lavoro si svolgeva più velocemente e le informazioni necessarie si reperivano con rapidità. Ad una analisi più approfondita però ci si rese conto che ad essere organizzati erano soltanto i dati e le informazioni (ovvero i due gradini più bassi della scala precedentemente riportata). L esperienza maturata sul campo, la capacità di improvvisare e tutte quelle attitudini particolari che permettono al soggetto di trasformare le informazioni in conoscenza e saggezza rimanevano a beneficio del singolo lavoratore, che le portava con sé nelle proprie esperienze lavorative. Un patrimonio di abilità e competenze (e quindi valore aggiunto) che non entra a fare parte del- Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

30 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 l azienda in maniera definitiva ma temporanea, soltanto nel periodo in cui il rapporto lavorativo con i soggetti permane. L attenzione si è quindi spostata dagli strumenti (information technology) verso le risorse umane che a diversi livelli costituiscono il patrimonio informativo di un azienda. A questo punto la distinzione è evidente, l IT è uno degli strumenti (forse il principale) che il KM utilizza per raggiungere i suoi obiettivi. Una volta affermatane l indipendenza non è comunque facile esplicitarne le peculiarità, anche perchè l uso della definizione knowledge management in realtà copre un ventaglio di attività che non sempre trovano applicazione contemporaneamente: * knowledge creation * knowledge valuation and metrics * knowledge mapping and indexing * knowledge transport, storage, and distribution * knowledge sharing Se l analisi, l indicizzazione e la diffusione sono ormai affermate e facilmente realizzabili anche grazie agli strumenti offerti dall IT, sono la creazione e la condivisione della conoscenza a risultare la chiave di svolta per un KM efficace. Sfogliando infatti le analisi fatte in ambito economico di alcune implementazioni pratiche di KM [4], risulta

31 evidente che buone infrastrutture e strumenti all avanguardia non sono sufficienti alla riuscita del progetto. Se manca la cultura ad essere collaborativi e a condividere le conoscenze, qualsiasi strumento venga utilizzato sarà inefficace. Da questo punto di vista il KM si configura certamente come uno strumento per accrescere le capacità di un azienda, ma più spesso diventa anche una filosofia lavorativa. Lo svolgere le attività da esso previste permette la diffusione di un senso di collaborazione e condivisione delle informazioni senza il quale anche gli strumenti utilizzati risulterebbero inutili. Se mettiamo in relazione quest ultimo aspetto con l iniziale definizione di Karl Wiig [5], quello che emerge è quanto sia utile affrontare il lavoro con lo spirito giusto. Lavorare convinti che il proprio valore e la propria indispensabilità siano calcolati in base alle competenze uniche che si possiedono non permette un facile scambio di conoscenza, inibendo così qualsiasi processo di KM attivato. Questo modo di lavorare e di organizzare l ambiente di lavoro si sta molto diffondendo delineandosi apparentemente in contrasto con i principi di individualità e forte rivalità che hanno reso il sistema capitalistico il più importante modello economico a livello mondiale. 31 Quanto detto fino ad ora ci serve per avere un idea di massima di cosa possa significare knowledge management, più avanti, quando parleremo dell impatto sociale che questi strumenti possono avere su di una struttura organizzativa, analizzaremo in maniera più approfondita cosa sono i Shared Mental Models (SMMs), i Socio-Cognitive Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

32 Co.Elabora Tesi di Laurea - Isia a.a. 2005_2006 and Motivational Model e tutte le implicazioni socio-culturali che possono interccorrere nella vita di uno strumento per il lavoro collaborativo.

33 2.1.3 Knowledge Management. Definizioni Definizione I processi di gestione del sapere, o Knowledge Management Processes, possono ritenersi definiti in due macroaree di interesse: * Organizzazione del sapere esistente * Facilitazzazione nella creazione di nuovo sapere In realtà la gestione del sapere e quello che ne consegue sottintende ad una serie di pratiche ancora poco consolidate che tendono anche all acquisizione di esperienza nella capitalizzazione del sapere, nel calcolo del valore economico che il sapere può significare e nel mantenimento di un know-how specifico che un sistema di relazioni umane e di dati può rimettere in gioco per dar vita a nuove sfide di mercato o di organizzazione. 33 La parola Knowledge Management, che definiremo da ora in poi con l acronimo di K.M., sublima concetti in una quelche forma sempre esistiti in natura, nella loro forma base. Oggi alcune pratiche usate per il lavoro o per lo svago come il brainstorming, la chat, gli archivi digitali, la didattica informatica e non, la carriera con la relativa propria posizione di responsabilità, rimandano al concetto stesso di pratiche K.M.. A livello informatico possiamo vedere le intranet, gli wiki, i cms e i database genericamente intesi, come un altro aspetto delle teconologie legate alla gestione del sapere, non solo informatico. Florentin Hortopan, Alessandro Pascolini, Francesco Terzini

Gestione della conoscenza

Gestione della conoscenza Gestione della conoscenza Prof.ssa Enrica Gentile a.a. 2011-2012 Automazione del lavoro d ufficio Chiunque può avvalersi di un computer allo scopo di snellire ed ottimizzare il proprio lavoro Voler fare

Dettagli

L IT a supporto della condivisione della conoscenza

L IT a supporto della condivisione della conoscenza Evento Assintel Integrare i processi: come migliorare il ritorno dell investimento IT Milano, 28 ottobre 2008 L IT a supporto della condivisione della conoscenza Dott. Roberto Butinar AGENDA Introduzione

Dettagli

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE KNOWLEDGE MANAGEMENT Seminario Tematico Università di Milano-Bicocca RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE Stefania Bandini Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione Università

Dettagli

di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management

di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management CREAZIONE E GESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLE AZIENDE di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management CONOSCENZA ESPLICITA ED IMPLICITA La conoscenza rappresenta quello che in management

Dettagli

Organizzarsi. Esiste una vasta letteratura sull organizzazione

Organizzarsi. Esiste una vasta letteratura sull organizzazione Organizzazione aziendale e cultura dell informazione: opportunità di crescita Una moderna organizzazione e gestione aziendale si basa su metodologie d approccio orientate verso l auto-conoscenza dell impresa

Dettagli

il modello Nokana e Takeuchi

il modello Nokana e Takeuchi www.librishop.it il modello Nokana e Takeuchi Considerazioni sul processo di creazione e condivisione della conoscenza indice il processo di creazione e condivisione il modello di creazione e condivisione

Dettagli

CONTENT MANAGMENT SYSTEMS

CONTENT MANAGMENT SYSTEMS CONTENT MANAGMENT SYSTEMS ESTRATTO DA: Ileana D'Incecco, Progettare la comunicazione web per organizzazioni non-profit con strumenti open source: ideazione e realizzazione del sito web della Casa delle

Dettagli

km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede

km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede km brochure pdf indice documento aggiornato il 31.10.2004 km

Dettagli

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Anno Accademico: 2008/2009 4 parte DOCENTI: Prof.ssa Cecilia Rossignoli Dott. Gianluca Geremia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale

Dettagli

STANDARD A AFFRONTA GLI STRUMENTI INFORMATICI E DI COMUNICAZIONE NEL LORO USO

STANDARD A AFFRONTA GLI STRUMENTI INFORMATICI E DI COMUNICAZIONE NEL LORO USO 3.5 Area Tecnologica STANDARD A AFFRONTA GLI STRUMENTI INFORMATICI E DI COMUNICAZIONE NEL LORO USO E NELLA LORO FUNZIONE. Livello 1 1.1 Esplicita i propri bisogni di comunicazione e di organizzazione di

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 DOCENTE PROF. LUCCHI ENEA MATERIA DI INSEGNAMENTO TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE CLASSE 1 A - 1 B - 1 C Competenze di base

Dettagli

Progetto Organi dello Stato Organi dello Stato: Modus da Progetto a Sistema

Progetto Organi dello Stato Organi dello Stato: Modus da Progetto a Sistema Progetto Organi dello Stato Organi dello Stato: Modus da Progetto a Sistema Organi dello Stato: dalla stampa di una Pubblicazione annuale alla nascita del Portale Multimediale Integrato Maurizio Quattrociocchi

Dettagli

La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale

La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale di Alberto Boletti INTRODUZIONE Lo studio dell organizzazione aziendale ha sempre suscitato in me una forte curiosità,

Dettagli

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment Ambiente di apprendimento generativo - Generative Learning Environment di Paolo Giordani 1 Nel loro articolo del 1995, intitolato Rich environments for active learning: A definition, Grabinger e Dunlap

Dettagli

Lezione 4 Formazione delle strategie e strategie basate sulla conoscenza: la Knowledge Based View

Lezione 4 Formazione delle strategie e strategie basate sulla conoscenza: la Knowledge Based View Università degli Studi di Padova Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea Triennale in Discipline della Mediazione Linguistica e Culturale a.a. 2007/08 Economia e Gestione delle Imprese Lezione 4

Dettagli

Ingegneria del Software Interattivo. - I siti web - Un breve glossario. Un breve glossario (cont.) Parte sesta: I siti web. 1.

Ingegneria del Software Interattivo. - I siti web - Un breve glossario. Un breve glossario (cont.) Parte sesta: I siti web. 1. Parte sesta: I siti web Ingegneria del Software Interattivo - I siti web - Docente: Daniela Fogli 1. I siti web Nel Contesto Riferimenti: Brajnik, Umano G., Toppano, E. Creare siti web multimediali, Pearson,

Dettagli

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO Report globale e suggerimenti Gennaio 2013 Autore: Filigree Consulting Promosso da: SMART Technologies Executive

Dettagli

Indirizzo Grafica e Comunicazione

Indirizzo Grafica e Comunicazione Istituti tecnici Settore tecnologico Indirizzo Grafica e Comunicazione L indirizzo Grafica e Comunicazione ha lo scopo di far acquisire allo studente, a conclusione del percorso quinquennale, le competenze

Dettagli

Groupware e workflow

Groupware e workflow Groupware e workflow Cesare Iacobelli Introduzione Groupware e workflow sono due parole molto usate ultimamente, che, a torto o a ragione, vengono quasi sempre associate. Si moltiplicano i convegni e le

Dettagli

Relazione finale. Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle

Relazione finale. Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle Relazione finale Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle 1. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti Il progetto consiste nella creazione e somministrazione

Dettagli

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI VERSIONE PROVVISORIA GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI ABSTRACT La gestione della conoscenza nelle organizzazioni diviene il fattore sempre più qualificante attraverso

Dettagli

Valutare gli ambienti digitali e valutare negli ambienti digitali. E-learning, valutazione e università.

Valutare gli ambienti digitali e valutare negli ambienti digitali. E-learning, valutazione e università. Valutare gli ambienti digitali e valutare negli ambienti digitali. E-learning, valutazione e università. Luciano Cecconi Professore associato di Pedagogia sperimentale Facoltà di Scienze della Formazione

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Facoltà di Ingegneria Corso di Marketing Industriale Prof Ferruccio Piazzoni ferruccio.piazzoni@unibg.it Marketing e Comunicazione: Promo-Pub-DM

Dettagli

Crea un Corso P R O G E T T O F L E M I N G W W W. B E S T C O M M U N I T Y. B I Z. Carica i file tramite il form

Crea un Corso P R O G E T T O F L E M I N G W W W. B E S T C O M M U N I T Y. B I Z. Carica i file tramite il form Crea un Corso P R O G E T T O F L E M I N G W W W. B E S T C O M M U N I T Y. B I Z Carica i file tramite il form Allestimento del corso Leggi le indicazioni Progetta il corso, produci i contenuti Ricevi

Dettagli

Tecnologie. Tecnica. Tecnologie Informatiche per la Comunicazione Digitale. Prof.ssa E. Gentile. a.a. 2011-2012

Tecnologie. Tecnica. Tecnologie Informatiche per la Comunicazione Digitale. Prof.ssa E. Gentile. a.a. 2011-2012 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Informazione Editoriale, Pubblica e Sociale Tecnologie Informatiche per la Comunicazione Digitale Tecnologie Etimologia Comp. di tecno- e -logia, sul modello

Dettagli

Team Coaching Organizzativo

Team Coaching Organizzativo Team Coaching Organizzativo A chi si rivolge Negli ultimi vent anni si sono sviluppate in modo sempre più pervasive le organizzazioni a rete, insieme ad una grande varietà di team work, permanenti e ad

Dettagli

***** Il software IBM e semplice *****

***** Il software IBM e semplice ***** Il IBM e semplice ***** ***** Tutto quello che hai sempre voluto sapere sui prodotti IBM per qualificare i potenziali clienti, sensibilizzarli sulle nostre offerte e riuscire a convincerli. WebSphere IL

Dettagli

Piattaforma ilearn di Hiteco. Presentazione Piattaforma ilearn

Piattaforma ilearn di Hiteco. Presentazione Piattaforma ilearn Presentazione Piattaforma ilearn 1 Sommario 1. Introduzione alla Piattaforma Hiteco ilearn...3 1.1. Che cos è...3 1.2. A chi è rivolta...4 1.3. Vantaggi nell utilizzo...4 2. Caratteristiche della Piattaforma

Dettagli

ABEL (AccessiBle E-Learning)

ABEL (AccessiBle E-Learning) ABEL (AccessiBle E-Learning) Target: non vedenti e ipovedenti Metodologia: Apprendimento tramite materiali online Keywords: Vantaggi e svantaggi dell online learning per non vedenti e ipovedenti Accessibilità

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA

SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE DIPARTIMENTO DI TECNOLOGIE DELL ARCHITETTURA E DESIGN PIER LUIGI SPADOLINI SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA Il ruolo del Knowledge Management BENEDETTA BIONDI La conoscenza

Dettagli

Vito Di Gioia Il sito web come strumento di promo commercializzazione del prodotto turistico

Vito Di Gioia Il sito web come strumento di promo commercializzazione del prodotto turistico DIRITTO DI STAMPA 61 DIRITTO DI STAMPA Il diritto di stampa era quello che, nell università di un tempo, veniva a meritare l elaborato scritto di uno studente, anzitutto la tesi di laurea, di cui fosse

Dettagli

Piattaforma e-learning Moodle. Manuale ad uso dello studente. Vers. 1 Luglio 09

Piattaforma e-learning Moodle. Manuale ad uso dello studente. Vers. 1 Luglio 09 Piattaforma e-learning Moodle Manuale ad uso dello studente Vers. 1 Luglio 09 Sommario 1. Introduzione...2 1.1 L ambiente...2 1.2 Requisiti di sistema...4 2. Come accedere alla piattaforma...4 2.1 Cosa

Dettagli

La formazione come strumento per facilitare la comunicazione interna e il cambiamento in azienda - Caso DHL Express Italy -

La formazione come strumento per facilitare la comunicazione interna e il cambiamento in azienda - Caso DHL Express Italy - La formazione come strumento per facilitare la comunicazione interna e il cambiamento in azienda - Caso DHL Express Italy - Pasquale Cicchella, HR Training and Development Manager, DHL Express Italy Simonetta

Dettagli

Knowledge Management

Knowledge Management [ ] IL K-BLOG Cosa è il KM Il Knowledge Management (Gestione della Conoscenza) indica la creazione, la raccolta e la classificazione delle informazioni, provenienti da varie fonti, che vengono distribuite

Dettagli

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa KNOWLEDGE MANAGEMENT Pasquale Lops Giovanni Semeraro Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa 1/23 Knowledge Management La complessità crescente della società, l esubero di informazioni

Dettagli

In meno di dieci anni i social. Social Learning, la formazione 2.0

In meno di dieci anni i social. Social Learning, la formazione 2.0 Social Learning, la formazione 2.0 È IL MODO PIÙ NUOVO DI EROGARE CONTENUTI E INFORMAZIONI A DIPENDENTI, CLIENTI E FORNITORI, MA È ANCHE LA FORMA PIÙ ANTICA DI APPRENDIMENTO, CHE PASSA DALLE RELAZIONI,

Dettagli

METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE 1. LEARNING BY DOING DEFINIZIONE: apprendimento attraverso il fare, attraverso l operare, attraverso le azioni. OBIETTIVI: Gli obiettivi di apprendimento si configurano

Dettagli

Internet e Storia. Internet. INTERNET, uno strumento per la didattica della storia

Internet e Storia. Internet. INTERNET, uno strumento per la didattica della storia INTERNET, uno strumento per la didattica della storia Internet e Storia Internet Internet è come la più grande rete mondiale ed anche detta rete delle reti che collega centinaia di milioni di computer.

Dettagli

Altri strumenti di comunicazione degli Enti locali

Altri strumenti di comunicazione degli Enti locali Altri strumenti di comunicazione degli Enti locali 18-19 lezione - 3 novembre 2011 La Guida ai Servizi realizzata da molte Pubbliche Amministrazioni rappresenta uno degli strumenti cartacei più tradizionali

Dettagli

I.T.I. E.Medi - San Giorgio a Cremano (Napoli)

I.T.I. E.Medi - San Giorgio a Cremano (Napoli) I.T.I. E.Medi - San Giorgio a Cremano (Napoli) Indirizzo Informatica e Telecomunicazioni Articolazione: Informatica INFORMATICA: Analisi Disciplinare FINALITÀ GENERALI DELL INDIRIZZO E DELL ARTICOLAZIONE

Dettagli

Laurea Specialistica in Informatica Struttura e Configurazione di Sistemi Liberi. [Presentazione del Corso]

Laurea Specialistica in Informatica Struttura e Configurazione di Sistemi Liberi. [Presentazione del Corso] Presentazione del Corso 1 Premessa Il software libero/open source si è diffuso oltre le comunità di sviluppo, coinvolgendo altri attori che hanno individuato modelli di sviluppo sostenibili che lo rendono

Dettagli

Ingegneria del Software Interattivo. - I siti web - Un breve glossario. Un breve glossario (cont.) Parte sesta: I siti web. 1.

Ingegneria del Software Interattivo. - I siti web - Un breve glossario. Un breve glossario (cont.) Parte sesta: I siti web. 1. Parte sesta: I siti web Ingegneria del Software Interattivo - I siti web - Docente: Daniela Fogli 1. I siti web Nel Contesto Riferimenti: Brajnik, Umano G., Toppano, E. Creare siti web multimediali, Pearson,

Dettagli

Soluzioni efficaci di Knowledge Management

Soluzioni efficaci di Knowledge Management S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO 11 MEETING NAZIONALE EVOLUZIONE DEI SERVIZI PROFESSIONALI DELLA CONSULENZA (R)INNOVARE LO STUDIO Soluzioni efficaci di Knowledge Management Dott. STEFANO

Dettagli

Un esperienza di e-learning con le piattaforme in uso alla Scuola IaD

Un esperienza di e-learning con le piattaforme in uso alla Scuola IaD Un esperienza di e-learning con le piattaforme in uso alla Scuola IaD di Marco Orazi e Mauro Ranchicchio La Scuola IaD inizia nel 1997 la sua attività di erogazione di corsi in modalità teledidattica mettendo

Dettagli

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374 ABSTRACT del documento e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte 1 Gruppo di lavoro Supervisione scientifica: Maria Pia Cavalieri Coordinamento Marco Guspini

Dettagli

Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento

Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento Principale ricercatore: Anna Maria Tammaro Componenti Gruppo di ricerca: Fabrizia Bevilacqua, Monica Vezzosi,

Dettagli

Tecnologie digitali e siti web per i beni culturali

Tecnologie digitali e siti web per i beni culturali 55 Stefano Cesarini Il mondo dei beni culturali italiani ed europei sta vivendo una fervida fase di promozione e valorizzazione del proprio patrimonio, anche per l innovativo utilizzo di strumenti di conoscenza

Dettagli

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio )

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Fino ad ora, l istituzione scolastica ha basato la sua azione,

Dettagli

Gestione della conoscenza

Gestione della conoscenza Università di Bergamo Facoltà di Ingegneria GESTIONE DEI SISTEMI ICT Paolo Salvaneschi A10_1 V1.1 Gestione della conoscenza Il contenuto del documento è liberamente utilizzabile dagli studenti, per studio

Dettagli

LA GESTIONE INFORMATIZZATA DELL ORGANIZZAZIONE

LA GESTIONE INFORMATIZZATA DELL ORGANIZZAZIONE LA GESTIONE INFORMATIZZATA DELL ORGANIZZAZIONE Ioanis Tsiouras 1 (Rivista Gli speciali di Qualità - Qualità Informatica suppl. n.1 al n.3 di QUALITÀ, Maggio/Giugno 1998) 1. L organizzazione: dalle funzioni

Dettagli

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INDICE Premessa 3 Obiettivi e strumenti metodologici dell intervento di formazione 4 Moduli e contenuti dell intervento di

Dettagli

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI Project management Pag. 1 di 5 PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI I motivi per cui la metodologia di project management è attualmente ritenuta uno strumento vincente nella

Dettagli

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Buone pratiche nell uso di ambienti di apprendimento collaborativo quali strumenti per favorire la creatività ed identificazione di modelli di successo nel settore metalmeccanico

Dettagli

Calvani Antonio, Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Erickson; Trento, 2000 pp. 378

Calvani Antonio, Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Erickson; Trento, 2000 pp. 378 Calvani Antonio, Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Erickson; Trento, 2000 pp. 378 -Recensione di Cristiana Cardinali - 29 marzo 2007- Abstract In questo lavoro

Dettagli

POR Regione Campania 2000-2006 Misura 3.14. Promozione della partecipazione Femminile al Mercato del Lavoro. Dispensa

POR Regione Campania 2000-2006 Misura 3.14. Promozione della partecipazione Femminile al Mercato del Lavoro. Dispensa DISPENSA I.C.T. POR Regione Campania 2000-2006 Misura 3.14 Promozione della partecipazione Femminile al Mercato del Lavoro Dispensa SISTEMI PER L INTEGRAZIONE E PER L ORGANIZZAZIONE DEL GROUPWARE INDICE

Dettagli

Riprogettazione del sito web del Consiglio regionale dell Umbria.

Riprogettazione del sito web del Consiglio regionale dell Umbria. Riprogettazione del sito web del Consiglio regionale dell Umbria. La necessità di riprogettare il sito web del Consiglio regionale dell Umbria nasce dall ormai sempre più evidente inadeguatezza dell attuale

Dettagli

Il Project Work Serena Donati

Il Project Work Serena Donati Il Project Work Serena Donati Gli elementi principali dei modelli teorici affrontati nel primo capitolo, ovvero quello pedagogico, psicologico e sociologico, nonché il ruolo fondamentale della valutazione

Dettagli

Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD

Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD Indice: 1 Social Learning 2 Social Learning per E.T.I.CA. 3 RiusaLO 4 Percorsi integrati 5 Community 6 Best, la Banca dati delle Esperienze Trasferibili 7 Social

Dettagli

INTERVISTA A DIANE FRYMAN Amministratore Delegato Performance Technology Solutions s.r.l. su Radio24 24 gennaio 2003

INTERVISTA A DIANE FRYMAN Amministratore Delegato Performance Technology Solutions s.r.l. su Radio24 24 gennaio 2003 INTERVISTA A DIANE FRYMAN Amministratore Delegato su Radio24 24 gennaio 2003 Viaggio nelle professioni legate alla net-economy --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza

Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza Il KM nell economia della conoscenza Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza Giovanni Marrè Amministratore Delegato it Consult Facoltà di Economia Università di Urbino Carlo Bo Urbino, 5

Dettagli

Catalogo FORMAZIONE BLENDED. Aula + Pillole Formative. Finanziabile con Fondi Interprofessionali

Catalogo FORMAZIONE BLENDED. Aula + Pillole Formative. Finanziabile con Fondi Interprofessionali Catalogo FORMAZIONE BLENDED Aula + Pillole Formative Finanziabile con Fondi Interprofessionali 2 Indice CORSO DI SVILUPPO MANAGERIALE Pag. 3 REVERSE MENTORING Pag. 5 STRUMENTI E METODI PER LA GESTIONE

Dettagli

Presentazione della collana... vii. INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1. Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11

Presentazione della collana... vii. INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1. Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11 INDICE Presentazione della collana... vii INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1 Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11 Elena Cozzari 2. L e-learning COME AMBIENTE DI FORMAZIONE... 37 Gioconda

Dettagli

Talent Management 2020. Scenari e prospettive futuri

Talent Management 2020. Scenari e prospettive futuri Talent Management 2020 Scenari e prospettive futuri INTRODUZIONE Le funzioni delle Risorse Umane (Human Resources-HR) non solo forniscono molti servizi interni, come la selezione del personale, il sostegno

Dettagli

Che cosa sono gli ebook

Che cosa sono gli ebook Che cosa sono gli ebook Per capire meglio che cosa sono gli ebook proviamo ad attivare una discussione preliminare sulle caratteristiche e i significati di questa nuova tecnologia del libro. Questo stesso

Dettagli

Relazione finale del progetto Sito Alunni Segrè

Relazione finale del progetto Sito Alunni Segrè Relazione finale del progetto Sito Alunni Segrè 1. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti Il progetto ha previsto la realizzazione da parte degli alunni dell

Dettagli

Enterprise Social Network. Creare community aziendali

Enterprise Social Network. Creare community aziendali Enterprise Social Network Creare community aziendali COLLABORATION 2.0 CHE COSA È NU+ è la soluzione Yooplus di collaboration finalizzata a creare le condizioni per sviluppare una elevata capacità di team

Dettagli

Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage

Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage Antonella Zane Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB) Università degli studi

Dettagli

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI COACHING LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI I N D I C E 1 [CHE COSA E IL COACHING] 2 [UN OPPORTUNITA DI CRESCITA PER L AZIENDA] 3 [ COME SI SVOLGE UN INTERVENTO DI COACHING ]

Dettagli

LA PROFESSIONE DEL WEB DESIGNER

LA PROFESSIONE DEL WEB DESIGNER LA PROFESSIONE DEL WEB DESIGNER Lezione 1 1 Web Design Lafiguracentralenelprogettodiunsitowebèilwebdesigner:eglisioccupadell'aspetto visivo e del coinvolgimento emotivo di siti Web business to business

Dettagli

L uso del web 2.0 nello sviluppo

L uso del web 2.0 nello sviluppo Rosa Cantoro L uso del web 2.0 nello sviluppo della cultura aziendale Gli strumenti della comunicazione interna e interpersonale Collana Risorse digitali per l e-learning e il knowledge management 02 Rosa

Dettagli

ACCOUNT MANAGEMENT nell ICT

ACCOUNT MANAGEMENT nell ICT ACCOUNT MANAGEMENT nell ICT Maturità di molte applicazioni su cliente, interlocutori sempre più tecnicamente preparati e esigenti, banalizzazione di know how e di processo nelle diverse offerte spingono

Dettagli

CAPITOLO 10 - Creare un organizzazione capace di attuare la strategia. A cura di: Cimino Michele Di Majo Marco Monaldi Daniele

CAPITOLO 10 - Creare un organizzazione capace di attuare la strategia. A cura di: Cimino Michele Di Majo Marco Monaldi Daniele CORSO DI STRATEGIA D IMPRESA A.A. 2011/2012 Prof. Tonino Pencarelli Dott. Fabio Bartolazzi CAPITOLO 10 - Creare un organizzazione capace di attuare la strategia A cura di: Cimino Michele Di Majo Marco

Dettagli

SINERGO Società Cooperativa Sociale onlus Viale Alfieri n. 10, 46100 Mantova C.F. P.iva 02114040203 Tel/Fax 0376/367555 Cell.

SINERGO Società Cooperativa Sociale onlus Viale Alfieri n. 10, 46100 Mantova C.F. P.iva 02114040203 Tel/Fax 0376/367555 Cell. Spett.le Dott. Beccari Direttore di IAL Lombardia Alla cortese attenzione Del Direttore dott. Beccari Oggetto: Quanto si propone è diretta emanazione del progetto Alla faccia del disagio!, esso ha generato

Dettagli

azioni di rigenerazione sociale

azioni di rigenerazione sociale azioni di rigenerazione sociale I contenuti di questo libro possono essere condivisi rispettando la licenza Chi siamo Indice 3 Chi siamo 5 Cos è concretamente Change Community Model? 6 Quali sono gli ingredienti

Dettagli

Soluzione Immobiliare

Soluzione Immobiliare SOLUZIONE IMMOBILIARE SOLUZIONE IMMOBILIARE è un software studiato appositamente per la gestione di una Agenzia. Creato in collaborazione con operatori del settore, Soluzione si pone sul mercato con l

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE Pag. 1 di 8 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE Disciplina Tecnologie informatiche a.s. 2015/2016 Classe: 1 a Sez. Q,R,S Docente : Prof. Emanuele Ghironi / Prof.Davide Colella Pag. 2 di 8 PERCORSI MULTIDISCIPLINARI/INTERDISCIPLINARI

Dettagli

ECDL Online Collaboration: il Web 2.0 consapevole

ECDL Online Collaboration: il Web 2.0 consapevole ECDL Online Collaboration: il Web 2.0 consapevole Marina Cabrini Membro del gruppo di lavoro ECDL presso la ECDL Foundation Dublin mcabrini@sicef.ch l mondo dell informatica è in perenne movimento ed evoluzione,

Dettagli

Andrea Grippa Reti Intranet

Andrea Grippa Reti Intranet Andrea Grippa Reti Intranet Piccola guida per la comprensione dell evoluzione di alcuni modelli e delle loro applicazioni Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it

Dettagli

Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C.

Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C. Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti http://moodlevarrone.netsons.org/moodle/

Dettagli

Ipertesti e Internet. Ipertesto. Ipertesto. Prof.ssa E. Gentile. a.a. 2011-2012

Ipertesti e Internet. Ipertesto. Ipertesto. Prof.ssa E. Gentile. a.a. 2011-2012 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Informazione Editoriale, Pubblica e Sociale Ipertesti e Internet Prof.ssa E. Gentile a.a. 2011-2012 Ipertesto Qualsiasi forma di testualità parole, immagini,

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

porte aperte sull e-learning di Gianluca Affinito gianluca.affinito@gmail.com

porte aperte sull e-learning di Gianluca Affinito gianluca.affinito@gmail.com porte aperte sull e-learning di Gianluca Affinito gianluca.affinito@gmail.com Cos è Moodle Moodle è un software per la gestione di corsi a distanza utilizzato a livello mondiale nelle Università, nelle

Dettagli

Sviluppo Strategico dell'internet Marketing. d.ssa Barbara Bonaventura barbara.bonaventura@mentis.it

Sviluppo Strategico dell'internet Marketing. d.ssa Barbara Bonaventura barbara.bonaventura@mentis.it Sviluppo Strategico dell'internet Marketing Obiettivo del marketing è il conseguimento di un vantaggio competitivo attraverso il perseguimento della soddisfazione del cliente. FASE OPERATIVA - Prodotto/Contenuto

Dettagli

Basic Standard Suite WEB. Contatto. fidelizzare

Basic Standard Suite WEB. Contatto. fidelizzare Basic Standard Suite WEB organizzare collaborazione Memorizzare Comunicare CONDIVISIONE QuALSIASI Contatto fidelizzare Dovunque Gestione ricerca Attività File è la soluzione software di nuova concezione

Dettagli

Cosa è e come si usa la Organization Intelligence. Fulvio De Caprio Area Manager Nord Ovest, it Consult

Cosa è e come si usa la Organization Intelligence. Fulvio De Caprio Area Manager Nord Ovest, it Consult Cosa è e come si usa la Organization Intelligence Fulvio De Caprio Area Manager Nord Ovest, it Consult Overload Informativo Siamo costretti a navigare in un mare di informazioni nel quale è facile «perdere

Dettagli

La piattaforma Moodle dell' ISFOL

La piattaforma Moodle dell' ISFOL La piattaforma Moodle dell' ISFOL Un CMS per la condivisione della conoscenza nei Gruppi di Lavoro e di Ricerca dell'istituto Franco Cesari - ISFOL Gruppi di Lavoro e di Ricerca come Comunità di Pratica

Dettagli

COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA: declinazione negli ASSI CULTURALI

COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA: declinazione negli ASSI CULTURALI COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA: declinazione negli ASSI CULTURALI Mantenendo il curricolo sulle sole competenze disciplinari si rischia di rimanere alle discipline senza perseguire realmente competenze,

Dettagli

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE 5 Direttore Roberto Chionne Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Facoltà di Lingua e Cultura Italiana Università per Stranieri di Perugia Comitato

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

COLLABORATIVE E-LEARNING: UN APPLICAZIONE PRATICA NELLE POLITICHE DI PREVENZIONE SOCIO-SANITARIA Elisabetta Simeoni, Giovanni Serpelloni, Diana Candio

COLLABORATIVE E-LEARNING: UN APPLICAZIONE PRATICA NELLE POLITICHE DI PREVENZIONE SOCIO-SANITARIA Elisabetta Simeoni, Giovanni Serpelloni, Diana Candio COLLABORATIVE E-LEARNING: UN APPLICAZIONE PRATICA NELLE POLITICHE DI PREVENZIONE SOCIO-SANITARIA Elisabetta Simeoni, Giovanni Serpelloni, Diana Candio INTRODUZIONE Nell ambito delle politiche socio-sanitarie,

Dettagli

Il sistema documentario nella Intranet della Regione Marche

Il sistema documentario nella Intranet della Regione Marche Seminario di studio: Dai sistemi documentali al knowledge management Un opportunità per la Pubblica Amministrazione Gestione documentale e knowledge management Roma, 15 aprile 2003 MAURO ERCOLI BEATRICE

Dettagli

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015 LE NOVITA INDICE 1.Perché fare Qualità 2. Qualità e non-qualità 3. Le potenzialità del Sistema di gestione 4. La ISO 9001:2015 1. PERCHE FARE QUALITA Obiettivo di ogni azienda è aumentare la produttività,

Dettagli

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione Prof. Armando Urbano - A.A. 2011-2012 PASSAGGIO DA FORMA SEMPLICE A FORMA GERARCHICO-FUNZIONALE La forma semplice è caratterizzata

Dettagli

UN MESSAGGIO MOLTI MESSAGGERI

UN MESSAGGIO MOLTI MESSAGGERI UN MESSAGGIO MOLTI MESSAGGERI La prima piattaforma professionale che ti consente di interagire con il mercato attraverso tutti i canali di comunicazione online e mobile. LIBERA LA TUA COMUNICAZIONE Socialmailer

Dettagli

Agenda degli incontri

Agenda degli incontri PROGETTO DI FORMAZIONE LEARNING BY DOING Descrizione Percorso Un percorso di formazione per supportare i docenti a formare in modo esplicito le competenze trasversali dei loro allievi. E ormai noto che

Dettagli

Riflessioni sulla e-leadership

Riflessioni sulla e-leadership PIANO NAZIONALE PER LA CULTURA, LA FORMAZIONE E LE COMPETENZE DIGITALI Riflessioni sulla e-leadership (a cura di Franco Patini e Clementina Marinoni) Nella sua più completa espressione l e-leader è una

Dettagli

LABORATORIO INFORMATICO/ PROGETTO GIORNALINO

LABORATORIO INFORMATICO/ PROGETTO GIORNALINO PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A. S. 2013/14 ATTIVITA EXTRACURRICULARE LABORATORIO INFORMATICO/ PROGETTO GIORNALINO Denominazione del progetto/laboratorio A PORTATA DI MOUSE Responsabile di progetto Analisi

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli