UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione Corso di Laurea Magistrale in Psicologia di Comunità Tesi di Laurea Magistrale I SENZA FISSA DIMORA: UNO STUDIO SU UN PROGETTO DI REINSERIMENTO SOCIALE HOMELESS: A STUDY ON A SOCIAL REINSERTION PLAN Relatore Prof. Santinello Massimo Laureando: Sommi Lorenzo Matricola: Anno Accademico 2012/2013

2

3 INDICE Abstract... pag3 Introduzione... pag5 PARTE PRIMA I SENZA FISSA DIMORA: ANALISI DEL FENOMENO E POSSIBILITA D INTERVENTO Capitolo 1: I SENZA FISSA DIMORA: UN FENOMENO IN CAMBIAMENTO... pag9 1.1 In cerca di una definizione... pag Il senza fissa dimora... pag Una tassonomia possibile?... pag Sulla strada... pag Problematiche psicologiche correlate... pag Rischi fisici e sanitari... pag Possibili cause del fenomeno... pag Teorie psicologiche... pag Una prospettiva storica... pag Il pathways model... pag Povertà assoluta e povertà relativa... pag In conclusione: cause o fattori di rischio?... pag 28 Capitolo 2: STUDI E INTERVENTI SUI SENZA FISSA DIMORA... pag Una ricerca difficoltosa... pag Interventi e modelli d intervento... pag Difficoltà comuni... pag Conclusioni... pag 52 1

4 PARTE SECONDA LA RONDA DELLA CARITA E IL PROGETTO UNO A UNO Capitolo 3 VERONA E LA RONDA DELLA CARITA... pag La situazione delle persone sfd a Verona... pag La Ronda della Carità... pag Il progetto Talenti... pag Il Progetto Uno a uno... pag Il contatto... pag il volontario di riferimento... pag Il programma... pag L appartamento... pag 64 Capitolo 4 IL PROGETTO UNO A UNO: ANALISI QUALITATIVA DI INTERVISTE A VOLONTARI E UTENTI... pag Introduzione al lavoro... pag ObiettivI... pag Perché l intervista?... pag La costruzione dell intervista... pag La conduzione del lavoro... pag Il lavoro coi volontari... pag Discussione generale... pag Il lavoro con gli utenti... pag Discussione generale... pag Considerazioni conclusive... pag Le interviste a confronto... pag Prospettive e limiti... pag 97 Appendice... pag 99 Riferimenti bibliografici... pag 111 2

5 ABSTRACT Il presente lavoro vuole effettuare un indagine su il Progetto Uno a uno, un progetto di reinserimento sociale per persone senza fissa dimora messo a punto dall associazione Ronda della carità della città di Verona. L obiettivo dell indagine è di verificare se, e con quali modalità, si ripresentino le questioni più frequenti individuate nella letteratura scientifica sull argomento. 3

6 4

7 INTRODUZIONE Lo scopo principale del presente elaborato è compiere un indagine sul Progetto Uno a Uno messo a punto dall associazione veronese Ronda della Carità Amici di Bernardo osservando come si presentino le questioni più salienti individuate in letteratura. Il progetto consiste in un percorso di reinserimento sociale rivolto a persone senza fissa dimora. Nel percorso, a ognuno degli assistiti è affiancato un volontario di riferimento che lo accompagni nel compimento di un programma che prevede il superamento della condizione di difficoltà iniziale, l inserimento in un attività lavorativa e la sistemazione in appartamenti. Per svolgere questo lavoro, è stata effettuata una serie d interviste ai volontari coinvolti nel Progetto, basandosi su un accurata analisi bibliografica che ha permesso di individuare le tematiche più importanti sulle quali costruire le domande da porre agli intervistati. L analisi qualitativa svolta sulle interviste, ha permesso inoltre di mettere a fuoco eventuali problematiche o punti di forza sottostanti allo svolgimento del percorso, di individuare possibilità future, di fare il punto della situazione su alcuni casi passati o attuali, approfondendo le dinamiche del rapporto che s instaura tra il volontario e l assistito ma anche dei volontari tra loro, sul luogo di lavoro e con le famiglie. L elaborato si suddivide in due parti. La prima, composta da due capitoli, effettua un analisi bibliografica del fenomeno dei senza fissa dimora partendo da una rassegna delle principali definizioni date alle persone senza fissa dimora, analizzando inoltre l evoluzione del fenomeno dalla fine dell 800 a oggi nelle realtà statunitensi ed europee. Si procede poi con un analisi della condizione della persona senza fissa dimora con i rischi psicologici e fisici dovuti alla sua condizione e un analisi delle varie teorie (non solo psicologiche ma anche sociologiche) che hanno cercato di individuare le cause del fenomeno. Nel secondo capitolo, saranno invece discusse alcune tipologie d intervento riscontrate in letteratura con eventuali difficoltà e punti di forza incontrati. La seconda parte riguarda invece la realtà veronese e il Progetto Uno a Uno. Dopo un capitolo introduttivo, in cui verranno riportati alcuni dati demografici sulla situazione dei senza fissa dimora nel veronese, si passerà alla presentazione del lavoro svolto dalla Ronda della Carità nei suoi diversi progetti. Nell ultimo capitolo verrà presentata l analisi delle interviste, rapportando i risultati alla letteratura e traendone conclusioni e prospettive future. 5

8 6

9 PARTE PRIMA: I SENZA FISSA DIMORA: ANALISI DEL FENOMENO E POSSIBILITA D INTERVENTO 7

10 8

11 CAPITOLO 1 I SENZA FISSA DIMORA: UN FENOMENO IN CAMBIAMENTO 1.1 IN CERCA DI UNA DEFINIZIONE Le persone che si ritrovano per strada, prive di un tetto e di mezzi di sussistenza, costrette a ricorrere all elemosina vengono di volta in volta denominate in modi diversi. Clochard", Barbone, Senza tetto, Homeless tutte parole utilizzate per identificare la figura del vagabondo ramingo. In realtà i termini sono meno interscambiabili di quello che sembra. Usando queste parole a sproposito, non c è solo il problema di inquadrare ogni individuo in un ottica ben definita. Si rischia anche di attribuire caratteristiche non proprie di quella specifica condizione facendo riferimento a contesti culturali ed epocali molto diversi. Prendiamo in esame per esempio la figura del cosiddetto hobo. Il termine è tra i più ambigui. L etimologia della parola non è chiara (il saluto ho-boy oppure la parola heo-boy, bracciante secondo DePastino). Si può configurare una persona effettivamente senza fissa dimora ma il termine è caratterizzato da un sottotesto culturale molto consistente che ne ha fatto gradualmente il vessillo di un vero e proprio movimento. Gli hobo rappresentano una realtà statunitense. Erano vagabondi che si muovevano spesso in solitario e girovagavano per gli States spostandosi con la ferrovia, ovviamente non pagando il biglietto ma facendo l impossibile per non essere scoperti dai sorveglianti. In genere non lavoravano o comunque le loro occupazioni consistevano in lavoretti occasionali. Tentativi di mantenere un lavoro stabile in genere si rivelavano fallimentari. Gli hobo erano soprattutto orfani o disoccupati, improntati ad uno stile di vita avventuroso e ribelle. Diverse sono le cause che possono aver contribuito allo sviluppo del fenomeno hobo. Secondo Snow& Anderson (1993) e Rauty (1997), il fenomeno ha le sue origini nel periodo immediatamente seguente alla Guerra di Secessione ( ). Dopo il conflitto, la disoccupazione e la povertà raggiungono livelli elevatissimi in tutto il paese, incrementati anche dall ondata di immigrazione che investì gli Stati Uniti in quegli anni. Lo sviluppo dell industria e del settore ferroviario permisero poi lo sviluppo di nuovi posti di lavoro rivolti però a lavoratori itineranti. La figura dell hobo si sviluppa quindi in questo contesto: quello di una rete ferroviaria sempre più fervida con possibilità di trasporti a basso costo e di una grande richiesta di forza lavoro migrante. Non si deve trascurare, in questo periodo la presenza di vagabondi per scelta, figure che sceglievano volontariamente la vita in strada per semplici motivi di ribellione o disagio soggettivo. Possiamo citare a questo proposito lo scrittore Jack London che gettò le basi per una vera e propria 9

12 controcultura costruita attorno alla figura dell hobo che, grazie alle interpretazioni successive diventerà sempre più mitica e romantica. Verso la metà degli anni 20, l economia statunitense aveva reso possibile la creazione di posti di lavoro sempre più stabili favorendo la permanenza della manodopera nelle zone di occupazione. A questo fenomeno si aggiunse la riduzione delle reti ferroviarie rimpiazzate dalle automobili. L hobo ormai era sulla via di sparizione. Il crollo economico del 29 rimescolò le carte in tavola provocando una nuova ondata di povertà e disoccupazione. Le persone finite sulla strada ormai non erano più ribelli o artisti ma sempre di più gente rovinata e caduta in disgrazia per la crisi, una tipologia molto più simile al fenomeno odierno. Scomparvero di conseguenza i mainstem (quartieri dove gli hobo potevano alloggiare) lasciando spazio alle skidrow, edifici che offrivano stanze in modo completamente dipendente dalla carità. Intorno agli anni 50, l hobo riesplode con una connotazione epistemologica tutta sua grazie all esaltazione di quello stile di vita attuata dagli intellettuali della Beat Generation, (tra i suoi esponenti, Jack Kerouac ne fu uno dei maggiori sostenitori). Questo stile di vita diventa ora più consapevole, molto idealista e improntato all avventura, ma non può più in nessun caso connotare persone comunemente definibili senza tetto o senza fissa dimora. Interessante notare come il fenomeno si sia evoluto oggi. Cianfanelli (2001) in un articolo pubblicato sul Corriere della sera, menziona la figura del wannabeehobo, il vagabondo per scelta occasionale e periodica e la Convention nazionale degli hobo tenutasi a Britt in Iowa nel 2001 con tanto di programma spedito per fax che comprende, fra le altre attrazioni, una cerimonia di incoronazione del re e della regina dei barboni, un museo dei barboni viaggiante, una Messa con accompagnamento musicale di polka, una corsa podistica con premi (una saponetta, un barattolo di pomodori e tre giornate di lavoro pagate). Il termine, mantiene quindi una valenza ambigua. Alcuni vi vedono in maniera positiva uno stile di vita ribelle e romantico, altri più banalmente solo dei perdigiorno. E opportuno tener ben presente questa realtà, specie quando si vogliono individuare possibili cause dei fenomeni del vagabondaggio. Termine più comunemente usati e con connotazioni meno ambigue sono invece clochard e barbone. Qui non ci sono dubbi sulle origini etimologiche né tanto mento sulla valenza della definizione. Negativa in ogni caso. Il termine clochard indica una persona che vive per strada, povera e senza lavoro priva di mezzi di sussistenza. L etimologia del termine, da clocher zoppicare sembra rimandare a qualcuno che azzoppato, in qualche modo menomato si trascina, zoppica, arranca, da "a cloche-pied, en avançantsur un pied et en gardant l'autrelevé" (Encarta/art 70 codice penale Fr).Ci si rende conto come l etimologia della parola, etichetti la persona come in qualche modo inferiore o difettosa (la 10

13 connotazione è molto fisica) rispetto al resto degli esseri umani.non molto diversa la situazione se si prende in esame il termine barbone. Da un punto di vista etimologico, la parola richiama l aggettivo birbone dando una visione di qualcuno di pigro o truffaldino. Il termine fa però anche riferimento ad una barba molto lunga, generalmente riconosciuta come segno di trascuratezza o ancor più marcatamente di sporcizia e mancanza d igiene con tutte le caratteristiche logicamente derivanti come cattivo odore, malattie, aspetto sgradevole etc.arriviamo ora a termini più attuali come senza tetto e senza fissa dimora. Sempre più facilmente utilizzati come sinonimi, le due espressioni fanno invece riferimento a situazioni ben diverse. Con la prima, s intende la situazione di una persona senza una casa nel senso puramente materiale del termine (Badaracco, 2007, Lavanco e Santinello, 2009). Si può qui riferirsi ad una situazione occasionale che può essere diretta conseguenza di un emergenza (come ad esempio le persone rimaste senza casa al seguito del sisma in Abruzzo nel 2009 o dell alluvione in Liguria nel 2011). Molto più ampia la definizione sottostante al termine senza fissa dimora. Non si è, in questo caso semplicemente privi di un tetto, ma privi di tutto quello che si potrebbe comunemente avere sotto un tetto (Badaracco, 2007) cioè tutte quelle relazioni formali e informali, affettive e non, quell ambiente di vita necessario allo sviluppo della propria identità in senso sia personale che sociale(badaracco, 2007, Lavanco e Santinello, 2009).Analizziamo tre definizioni di questo termine.la prima risale al 1993 al rapporto Feantsa (Tosi e Ranci) sulla povertà in Italia. E una definizione già piuttosto complessa in quanto suddivide le persone senza fissa dimora in tre categorie: - le persone prive di qualsiasi sistemazione (no accomodation); - quelle che alloggiano in sistemazioni provvisorie nel settore pubblico o del volontariato (temporaryaccomodation); - coloro che si trovano in sistemazioni abitative marginali fortemente standardizzate (marginalaccomodation). Più esaustiva è la definizione fornita dal Department of Housing and Urban Development (HUD) il quale per arrivarci individua quattro categorie di persone in difficoltà: 1) litterally homeless:persone che non hanno una residenza regolare e adeguata o, nel caso abbiano una residenza notturna: - pernottano in strutture pubbliche o private che offrono sistemazioni temporanee - vivono in strutture temporanee pubbliche o private in attesa di venir poi trasferiti in rifugi o comunità più istituzionali - vivono in strutture predisposte a offrire una sistemazione regolare. 2) Rischio imminente di Homelessness: individui o intere famiglie che stanno per perdere la casa senza avere risorse per ottenerne una nell immediato 11

14 3) Homeless sotto altri statuti federali: giovani sotto i 25 anni o famiglie con bambini e giovani che non rientrano nelle definizioni precedenti ma si trovano in periodi di scadenza d affitto, minaccia di sfratto, disoccupazione o periodi instabilità 4) In fuga da violenze domestiche: persone che subiscono violenze tra le mura domestiche e si ritrovano senza posti dove poter andare nel tentativo di fuggire dalla famiglia. La HUD in questo modo ha dato una vera e propria definizione del senza fissa dimora soltanto nel primo punto della classificazione mentre va invece ad evidenziarne il rischio potenziale nelle altre categorie, puntando l indice, soprattutto negli ultimi due punti, su alcune possibili cause del fenomeno (questione che riprenderemo successivamente). La classificazione più interessante è quella messa a punto da Chamberlain e MacKenzie nel 92, la quale suddivide in tre livelli la mancanza di un abitazione: 1) mancanza primaria: relativa alle persone che vivono in strada dormendo nelle stazioni, sulle panchine 2) mancanza secondaria: persone che si spostano da un alloggio improvvisato ad un altro. Pensiamo alle persone che si spostano continuamente tra dormitori pubblici e abitazioni con altre famiglie in modo occasionale 3) mancanza terziaria: persone che vivono presso familiari o conoscenti a medio o a lungo termine. Trovare una definizione esaustiva del fenomeno diventa difficile, ognuna delle definizioni sembra aggiungere o togliere qualche cosa rispetto alle altre. Inoltre, inquadrare la questione in una definizione unica, comporta il rischio di trascurare elementi che potrebbero essere in alcuni casi molto importanti. La FIOPSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora) riesce a fornire una descrizione del fenomeno molto più ampia e generica, vedendo nel senza fissa dimora un soggetto in stato di povertà materiale e immateriale, portatore di un disagio complesso, dinamico e multiforme (Lavanco e Santinello, 2009). In questo modo, s inquadra il fenomeno sia nell ambito delle problematiche inerenti più strettamente all individuo, sia quelle che invece rimandano a situazioni sociali più ampie salvaguardando possibilità eziologiche più variegate. Nel corso del presente lavoro, verranno utilizzate soprattutto i termini senza fissa dimora e homeless facendo riferimento a queste ultima definizione in particolare nello studio finale. 1.2IL SENZA FISSA DIMORA 12

15 Non è facile individuare regole o leggi generali alle quali ricondurre la situazione delle persone senza fissa dimora. Come verrà approfondito nel paragrafo dedicato alle cause del fenomeno, tante e tali sono le sfaccettature di queste figure, che ogni affermazione va ponderata in base al caso trattato. Secondo la FIO.psdla condizione della personasenza fissa dimora può essere riassunta nei seguenti punti: 1. è una condizione acuta di sofferenza 2. riguarda soggetti che provengono, in modo trasversale, da ogni livello della nostra stratificazione sociale 3. si rappresenta sotto la forma di una radicale rottura rispetto all'appartenenza territoriale e alle reti sociali 4. si presenta come un disagio complesso, che aggrega una molteplicità di fattori problematici, non in rapporto di causalità tra loro 5. è tale che, se lasciata progredire nel tempo, subisce un evoluzione a carattere degenerativo 6. è tale che, agli occhi di chi si propone di portare un aiuto, il senza dimora si manifesta come una persona incapace da sola di emanciparsi in una condizione di maggior benessere, anche se messa in contatto con valide opportunità 7. nelle forme più acute compromette, per stadi progressivi, la capacità della persona di soddisfare livelli sempre più profondi nella scala dei bisogni: la condizione di sofferenza estrema può condurre alla morte. Il senza dimora potrebbe rappresentare in una metafora il sottobosco umido e oscuro di una foresta. La società visibile con le sue regole, la gente integrata e il suo sistema economico è la foresta mentre i senza fissa dimora si collocano nell umidità e nell oscurità del sottobosco confinati nella marginalità sociale (Marchesini, 1999) Una tassonomia possibile? Osservando la vita in strada, diventa inevitabile cercare di operare una distinzione e magari anche una classificazione tra le tipologie di persone con le quali si viene in contatto. L operazione è molto difficoltosa, troppo soggettiva e frequentemente trova resistenza nelle stesse persone senza fissa dimora che collaborando ad attività di ricerca apposite, non si riconoscono nelle tipologie di persone che sono state individuate. Generalmente si ritiene opportuno considerare la popolazione dei senza fissa dimora come non omogenea, troppo variegata al suo interno. Ribadiamo inoltre che la ricerca sui senza fissa dimora 13

16 viene in genere svolta su piccole realtà. Il campione è sempre molto localizzato. Di conseguenza le conclusioni che se ne traggono vanno rapportare al contesto di provenienza. Barnao (2004) in seguito ad una rigorosa ricerca, azzarda però una serie di categorie riscontrate tra le persone della popolazione dei senza fissa dimora a Trento. L autore è riuscito a individuare sette possibili tipologie di senza fissa dimora nella realtà trentina. E interessante notare come queste suddivisioni rispecchino in realtà al loro interno, alcuni fattori di rischio o alcune conseguenze della condizione della persona. Le tipologie individuate da Barnao per i senza fissa dimora a Trento sono quindi: -Tossicodipendenti: in genere italiani tra i 25 e i 40 anni. Possono anche essere organizzati in piccoli gruppi. La vita in strada, sommata alla condizione di tossicodipendenza, può portarli a vivere di elemosine, piccoli furti o prostituzione. Si muovono in zone strategiche dove riuscire a procurarsi facilmente denaro, oppure della roba o dove si possa trovare posto per la notte. -Spacciatori: nella realtà trentina vengono individuati soprattutto giovani magrebini tra i 20 e 24 anni, in genere arrivati in strada con l intenzione di spacciare per sopravvivere. Vi sono anche spacciatori che ricorrono a questo espediente dopo un tentativo di integrazione sociale e lavorativa andato male (in questo caso sono di età adulta) e infine italiani, a loro volta tossicodipendenti, che spacciano per procurarsi la roba. Un importante differenza tra spacciatori italiani e magrebini è che i secondi in genere non sono anche tossicodipendenti (alcuni fanno uso di eroina inalata per via nasale ma questa modalità non viene da loro percepita come tossicodipendenza associata invece con il bucarsi ). Per queste persone, i rifugi migliori per passare la notte sono gli edifici abbandonati in quanto meno esposti a potenziali controlli da parte delle forze dell ordine rispetto alle tradizionali panchine o alle comuni zone di città. Ma è anche una questione di sicurezza molto più personale. La categoria dello spacciatore è a forte rischio di aggressione da parte di tossicodipendenti, magari in crisi di astinenza in cerca disperata della roba e uno spacciatore senza fissa dimora si ritrova quindi particolarmente a rischio. -Alcolisti:il gruppo degli italiani sembra più numeroso di quello degli stranieri. Parlando della loro situazione, sembrano non voler esprimere un qualche collegamento tra la condizione della mancanza di un tetto e le problematiche legate all alcol. 14

17 - Barboni : con questo termine, non molto appropriato come abbiamo detto nel primo paragrafo, s intendono quei senza fissa dimora la cui condizione è ormai cronicizzata, che vivono per strada da lunghissimo tempo. In genere italiani che provengono da vissuti di fallimenti personali su diversi fronti o presentano forme di disagio molto gravi associate alla malattia mentale o a qualche dipendenza. Possono vivere in solitario, in piccoli gruppi o in coppie. Non manca nemmeno qui il confronto tra italiani e stranieri. Sembra infatti che questi ultimi, presentino delle difficoltà molto più marcate a livello relazionale. -Senza fissa dimora occasionali: in questa categoria si trovano persone temporaneamente costrette alla vita in strada. Le cause sono molteplici: si passa da uno sfratto improvviso che poi si risolve con la scoperta di un alloggio presso conoscenti o strutture ad una fuga da casa per violenze o litigi (è il caso di molti adolescenti) o la fuga da una comunità. Un interessante gruppo è quello dei lavoratori stagionali immigrati che si vedono a volte costretti a passare dei periodi per strada. Possono rientrare in questa categoria anche italiani, di solito provenienti dal Sud. Barnao riporta in questa descrizione anche il caso di alcuni malati psichici che cercano continuamente qualcuno con cui parlare e si mettono a girovagare per le strade anche nelle ore notturne imbattendosi così in persone senza fissa dimora vere e proprie e finendo col passare saltuariamente delle notti per strada con loro semplicemente per avere compagnia. -Vagabondi: ricompare qui la figura del vagabondo per scelta. Si tratta, in questo caso di persone fisicamente e mentalmente sane che si muovono girando il mondo per pura passione di farlo, in genere in compagnia di un cane oppure anche da sole. Spesso si ritrovano a conoscere persone che nella condizione di senza tetto presentano problematiche estreme ma la cosa non influisce sullo stile di vita che hanno indeciso di intraprendere, vissuto in modo romantico e spensierato. -Punkabbestia: sai fa riferimento con questo termine a quei gruppi di giovani che vivono girando per le città coi loro cani. La loro è una controcultura di protesta che trae origine dalla cultura punk degli anni 70. Si muovono sempre in gruppi più o meno organizzati al loro interno. E opportuno fare un discorso a parte per gli immigrati stranieri. Abbiamo visto come possano rientrare più o meno in tutte le tipologie sopra elencate. Possiamo infatti suddividere la condizione del senza fissa dimora in tre categorie (Barnao, 2004): immigrati regolari, immigrati irregolari e richiedenti asilo politico. 15

18 1) Immigrati regolari: si tratta di persone che sono in regola con le autorità, hanno permesso di soggiorno e spesso anche un lavoro. Si ritrovano in questa condizione dopo tentativi di integrazione falliti o difficoltà personali. Per quelli di loro che lavorano, diventa sempre più difficile conciliare le difficoltà della vita in strada con un attività lavorativa stabile. 2) Immigrati irregolari: parliamo di persone prive del permesso di soggiorno per le quali la vita in strada rappresenta l unica scappatoia contro il ritorno nel paese d origine. Spesso in questa condizione, vanno a ritrovarsi molti immigrati regolari che, finiti per strada, non hanno più soldi nemmeno per rinnovare il permesso. 3) Immigrati richiedenti asilo politico: sembra assurdo trovare traccia in letteratura di persone che arrivano in Italia cercando asilo politico e si ritrovano nella condizione di senza fissa dimora. Sono perseguitati politicamente nel paese d origine e purtroppo diventa impossibile poter auspicare a una casa per loro che preluda ad un inserimento lavorativo e sociale in generale a causa di difficoltà normative e burocratiche. A questa classificazione, è doveroso aggiungere altre tipologie ricavate dalla letteratura internazionale. Si è deciso di citarne altre quattro: -Veterani dell esercito: negli Stati Uniti, si riscontra che circa un settimo della popolazione homeless sia formata da veterani dell esercito il cui 20% si stima avere circa 50 anni. Questa fetta di popolazione homeless presenta alti indici di disordini psichiatrici, abuso di alcol e droghe. (Schinka, Schinka, Casey, Kasprow, Bossarte, 2012) -Adolescenti: della presenza degli adolescenti tra la popolazione senza fissa dimora si parlerà nei paragrafi successivi. Qui è opportuno aggiungere che oltre alle problematiche relative a maltrattamenti familiari che verranno citate successivamente, gli adolescenti senza fissa dimora possono essere anche minori stranieri non accompagnati magari non in regola. E auspicabile che questi ragazzi siano subito individuati e tolti dalla strada, in genere vengono accolti nelle comunità apposite. -Homeless family: compaiono nella popolazione senza fissa dimora anche interi nuclei familiari (Arrigo, 1998) finiti per strada per motivi diversi. Ma la famiglia homeless più tipica è generalmente quella composta da una madre single con uno o più bambini (Bassuk, 1990, Shinn, Knickman e Weitzman, 1991). Le ragioni che possono condurre una madre a questa condizione sono anche in questo caso diverse e complesse. Il fenomeno può essere attribuito alla mancanza di 16

19 reti sociali e all esposizione a violenze domestiche (Clinton-Sherrod, Toro, McCaskill, BeShears, Cohen, Boyd, 2007). -Street family: questa è una tipologia di famiglia senza fissa dimora particolare. Giovani homeless in genere, a causa della mancanza di connessione con la società, tendono ad aggregarsi con altri coetanei o giovani adulti nella loro condizione costituendo dei nuclei familiari che potremmo definire alternativi (Unger, 1998) fondamentali nel condurre poi le giovani reclute all uso di sostanze, spaccio o a comportamenti sessuali a rischio (Solorio e all. 2008). Al di là di queste osservazioni, le statistiche permettono comunque di fornire quello che è comunque il quadro più diffuso della persona senza fissa dimora. Secondo i dati forniti dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Zancan nel 2000, l homeless tipo è generalmente un maschio (80%), di età media sotto i 40 anni, circa il 70 % ha meno di 48 anni, è single (78%), in misura minore coniugato o convivente (21%), non ha completato la scuola dell obbligo (40%), ha un diploma di scuola media inferiore (34%), di scuola media superiore (18%) e compare una percentuale di laureati (4%). I dati trovano conferma nella letteratura internazionale. Dunne, Duggan e O Mahony riportano in uno studio condotto a Cork City, la figura di homeless prevalentemente maschio (89%), disoccupato (96%), single (98%) e di età inferiore ai 65 anni (94%) Sulla strada La vita in strada comporta uno stravolgimento totale delle regole cui siamo abituati nella vita quotidiana pur ricreandone i meccanismi e rispecchiandone per certi versi le caratteristiche. In strada le persone vengono spesso a contatto con altri nella loro stessa situazione. Capita che a volte rimangano tra di loro indipendenti. Ognuno individua una propria zona in cui accamparsi per la notte o dove procurarsi sostentamenti, magari tramite elemosina e in genere, alcuni riescono anche a preservare lo spazio scelto, da altri colleghi. Può anche capitare che si costituiscano piccoli gruppi di senza dimora con una loro struttura interna. Come riporta Barnao (2004), queste persone si aggregano secondo una stratificazione interna dandosi delle regole e formando un gruppo che può ingrandirsi, perdere dei componenti o sciogliersi. Ogni gruppo può individuare delle zone da far proprie per rifugio notturno o elemosine diurne. Compare ovviamente in questi aggregati, la figura di un leader di colui che promuove il consolidamento del gruppo, e ne crea i presupposti per la sopravvivenza" (Barnao, 2004). La figura del leader diventa una figura chiave nella creazione e nel consolidamento delle così dette norme di gruppo. Possono verificarsi tra i gruppi presenti in strada 17

20 anche curiosi episodi di socialità. Da una serie di interviste condotte tra i senza tetto di Trento, Barnao riferisce un interessante episodio con protagonista una coppia convivente appena sfrattati dall appartamento e costretta alla vita in strada. Al loro arrivo nella piazza dove si trovavano gli altri senza fissa dimora, si presentarono con borse piene di cibo e bevande che offrirono ai loro compagni di sventura come una sorta di debutto in società. Si può andare anche molto oltre. Secondo Pizzorno (2001), in situazioni di deficit di socialità come può essere la vita in strada, spesso si verifica la nascita di iniziative volte a ricostruire in una qualche forma il capitale sociale in modo da poter perseguire dei fini ben precisi per la soddisfazione dei bisogni primari. Riprendendo Barnao, si può affermare che i gruppi di strada costituiscano una forma vera e propria di capitale sociale. Sono tre le condizioni che secondo diversi autori (Coleman, 1990, Portes e Sensebrenner 1993, Bagnasco 2001) contribuiscono alla creazione del capitale sociale vale a dire la stabilità, la chiusura e l ideologia. Stabilità nel senso che nella strada, il gruppo diventa un riferimento in qualche modo fisso coi suoi luoghi, i suoi componenti. Chiusura perché il gruppo si può chiudere ad elementi esterni, non solo alle persone che passano loro davanti ogni giorno, ma anche altri senza tetto che per motivi diversi possono esserne esclusi. Ideologia perché come abbiamo detto prima, il gruppo va a costituire delle norme proprie. La creazione delle regole è lo step immediatamente precedente a quella che si può definire la formazione di una cultura o meglio controcultura del gruppo formata da un insieme di valori derivanti dalla vita in strada (Barnao, 2004). Si può ricordare a questo proposito il fenomeno degli hobo dove la forte cultura interna prevedeva anche la creazione di soprannomi o di nominativi di riconoscimento tra i compagni. Già London infatti, riportava diversi soprannomi (come Rover Jack o Sailor Jack) e segnalava che tra di loro gli hobo non disdegnavano di chiamarsi col nominativo bo (1907). Non sempre queste persone possono rimanere a lungo negli stessi luoghi. Vari motivi, a volte l intervento delle forze dell ordine,a volte una disputa con gruppi rivali, le costringono a cambiare i luoghi prescelti. I luoghi che spesso si ritrovano ad occupare per la notte, possono essere angoli di vicoli, edifici abbandonati, istituti,stazioni oppure sotto i ponti. Sono gli abitanti per eccellenza di tanti non-luoghi (Auge, 1993) dove diventa difficile conservare la propria integrità di persona. Eppure non è raro vedere alcuni di loro conservare oggetti che portano sempre con sé, ricordi di momenti particolari della loro vita, non necessariamente precedente all esperienza in strada. Questi oggetti (ninnoli o fotografie) possono essere importantissimi segnali di una personalità ancora resistente. A prescindere dalle motivazioni che hanno portato la persona alla vita su strada, non dimentichiamo che la sopravvivenza per i senza fissa dimora richiede grandi capacità di adattamento e di inventiva capacità che potrebbero andare a costituire un buon punto di partenza per il recupero. Frankl (1946) 18

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA. Facoltà di Sociologia. Corso di Laurea in Sociologia. Flessibilità e Precarietà.

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA. Facoltà di Sociologia. Corso di Laurea in Sociologia. Flessibilità e Precarietà. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA Facoltà di Sociologia Corso di Laurea in Sociologia Flessibilità e Precarietà. Le conseguenze sulla vita dei giovani lavoratori temporanei. Relatrice: Prof.ssa

Dettagli

INDICE PRIMA PARTE. 1.1. Le migrazioni internazionali pag. 1. 1.2. La nostra memoria pag. 9

INDICE PRIMA PARTE. 1.1. Le migrazioni internazionali pag. 1. 1.2. La nostra memoria pag. 9 INDICE Introduzione pag. I PRIMA PARTE Capitolo 1 Uno sguardo al passato: coordinate di lettura dei processi migratori 1.1. Le migrazioni internazionali pag. 1 1.2. La nostra memoria pag. 9 1.2.1. Ancor

Dettagli

22 settembre 2015 Imola

22 settembre 2015 Imola 22 settembre 2015 Imola ASSOLUTAMENTE POVERI Dati riferiti al Nord Italia RELATIVAMENTE POVERI Dati riferiti al Nord Italia LINEA STANDARD DI POVERTA Valore di spesa per consumi al di sotto della quale

Dettagli

Il comportamento economico delle famiglie straniere

Il comportamento economico delle famiglie straniere STUDI E RICERCHE SULL ECONOMIA DELL IMMIGRAZIONE Il comportamento economico delle straniere Redditi, consumi, risparmi e povertà delle straniere in Italia nel 2010 Elaborazioni su dati Banca d Italia Perché

Dettagli

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour.

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Centro di Solidarietà di Reggio Emilia/Italy Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Relazione 1: Il sistema della protezione di minori con problemi

Dettagli

Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi

Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi A cura del Centro Regionale di Documentazione per l Infanzia e l Adolescenza Istituto degli Innocenti Per quanto le adozioni, coerentemente con quanto avviene

Dettagli

Report finale sportello Ricomincio da qui

Report finale sportello Ricomincio da qui Report finale sportello Ricomincio da qui Contesto generale del progetto Ricomincio da qui Lo sportello Ricomincio da qui offre supporto e sostegno a tutti coloro che sono residenti a Spinea e cercano

Dettagli

Indicazioni per la conduzione delle interviste

Indicazioni per la conduzione delle interviste Indicazioni per la conduzione delle interviste Condurre almeno due interviste sul tema della Relazione di coppia utilizzando lo schema di massima riportato di seguito. Dopo aver condotto le interviste

Dettagli

Sala Operativa Sociale

Sala Operativa Sociale Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute 800440022 Sala Operativa Sociale Dott.ssa Angelina Di Prinzio Roma, 09 Novembre 2010 EVOLUZIONE DELLA DOMANDA SOCIALE Dai dati quantitativi e

Dettagli

Depressione e comportamento suicidario. Opuscolo informativo

Depressione e comportamento suicidario. Opuscolo informativo Depressione e comportamento suicidario Opuscolo informativo Depressione La vita a volte è difficile e sappiamo che fattori come problemi di reddito, la perdita del lavoro, problemi familiari, problemi

Dettagli

Alcol e disturbi psichiatrici

Alcol e disturbi psichiatrici Alcol e disturbi psichiatrici In tutti i sistemi che si occupano del trattamento dei problemi alcolcorrelati e complessi prima o poi iniziano le difficoltà dovute all inserimento delle famiglie con problemi

Dettagli

La percezione dello stato di salute e la depressione nella ASL di Terni

La percezione dello stato di salute e la depressione nella ASL di Terni La percezione dello stato di salute e la depressione nella ASL di Terni Come si misura la qualità della vita in relazione alla salute La definizione di salute dell Oms indica uno stato ideale, con un concetto

Dettagli

Le persone senza dimora

Le persone senza dimora Le persone senza dimora Linda Laura Sabbadini Direttore Dipartimento statistiche sociali e ambientali 9 Ottobre 2012 In maggioranza vivono al Nord Sono 47.648 le persone senza dimora che tra novembre e

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

INTERVENTO DI LAURA AROSIO

INTERVENTO DI LAURA AROSIO INTERVENTO DI LAURA AROSIO Ricercatrice in Sociologia presso l Università di Milano Bicocca L aumento delle separazioni legali e dei divorzi in Italia BIOGRAFIA Laura Arosio è ricercatrice in Sociologia

Dettagli

PRESENTAZIONE Mostra VIOLENZA ASSISTITA

PRESENTAZIONE Mostra VIOLENZA ASSISTITA PRESENTAZIONE Mostra VIOLENZA ASSISTITA La nostra Associazione Mariposa si pone come obiettivo quello di approfondire la percezione ed il grado di conoscenza del tema della violenza assistita dai minori

Dettagli

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Il processo didattico è un processo di natura relazionale, nel senso che mira a sostenere lo studente nella

Dettagli

ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI

ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI LIBERA UNIVERSITA MARIA SS. ASSUNTA Dipartimento di Giurisprudenza Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI Gli autori e le vittime docente Maurizio

Dettagli

Violenza assistita quando i bambini guardano

Violenza assistita quando i bambini guardano Violenza assistita quando i bambini guardano Violenza Assistita Intrafamiliare Per violenza assistita intrafamiliare si intende qualsiasi atto di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica

Dettagli

CENTRO LA TENDA - Napoli

CENTRO LA TENDA - Napoli OSSERVATORIO NAZIONALE SUL DISAGIO E LA SOLIDARIETÀ NELLE STAZIONI ITALIANE CENTRO LA TENDA - Napoli STAZIONE DI NAPOLI CENTRALE SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEL CENTRO E DEL PROGETTO HELP CENTER Referente

Dettagli

Azioni di sistema. FNPS 72.659,77 Totale 72.659,77

Azioni di sistema. FNPS 72.659,77 Totale 72.659,77 Comuni del Baianese: Avella Baiano Mugnano del C.le Quadrelle Sirignano Sperone Comuni del Vallo Lauro: Domicella Lauro Marzano di Nola Moschiano Pago del V.L. Quindici Taurano Ufficio di Piano Sede Via

Dettagli

PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE

PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE SOGGETTI PROPONENTI IL PROGETTO 1) Denominazione Cooperativa Servizi & Formazione Indirizzo Viale

Dettagli

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Adozioni nazionali e internazionali in Toscana: il quadro complessivo e i percorsi in atto per favorire l'inserimento scolastico dei bambini

Dettagli

IL CENTRO PARLA CON NOI

IL CENTRO PARLA CON NOI Pesaro, in via Diaz n. 10 Tel 0721 639014 1522 parlaconnoi@provincia.ps.it CARTA DEI SERVIZI del Centro Antiviolenza provinciale Parla Con Noi La Carta è lo strumento che permette ai cittadini il controllo

Dettagli

dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Ginestra, Valmontone

dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Ginestra, Valmontone Corso di formazione: VIOLENZA ALLE DONNE E PROFESSIONI DI AIUTO Associazione Ponte Donna dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Panoramica generale sui Centri Antiviolenza e per donne

Dettagli

CITTA-DIAMOCI. Descrizione progetti 1. La Casa dell accoglienza per senza dimora Archè a Merano

CITTA-DIAMOCI. Descrizione progetti 1. La Casa dell accoglienza per senza dimora Archè a Merano CITTA-DIAMOCI La Caritas di Bolzano-Bressanone offre ai giovani interessati al Servizio Civile Nazionale tre posti all interno di strutture che lavorano con persone senza dimora. Descrizione progetti 1.

Dettagli

IMMIGRATI E ASSISTENZA SANITARIA UN CASO DI STUDIO:IL COMUNE DI LUZZARA

IMMIGRATI E ASSISTENZA SANITARIA UN CASO DI STUDIO:IL COMUNE DI LUZZARA Abstract dell elaborato di tesi in Storia e Filosofia dei Diritti Umani di Beatrice Gabrielli: IMMIGRATI E ASSISTENZA SANITARIA UN CASO DI STUDIO:IL COMUNE DI LUZZARA Corso di laurea in Culture e Diritti

Dettagli

Linee Guida. La concretezza dell oggetto di lavoro

Linee Guida. La concretezza dell oggetto di lavoro Linee Guida A partire dalle esperienze sviluppate dai singoli partner in relazione al coinvolgimento attivo dei giovani all interno delle specifiche realtà locali, il team di lavoro ha elaborato le seguenti

Dettagli

Mappa. Gli studi sull adolescenza. Adolescenza. Preadolescenza. Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio.

Mappa. Gli studi sull adolescenza. Adolescenza. Preadolescenza. Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio. Mappa Gli studi sull adolescenza Preadolescenza Adolescenza Pubertà Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio Ma ecco che all improvviso diventi grande, maturo, responsabile; di

Dettagli

Vittime minori. LA VIOLENZA ASSISTITA vittime «minori» Dr.ssa Iria Barbiè, psicologa psicoterapeuta

Vittime minori. LA VIOLENZA ASSISTITA vittime «minori» Dr.ssa Iria Barbiè, psicologa psicoterapeuta Vittime minori LA VIOLENZA ASSISTITA vittime «minori» Dr.ssa Iria Barbiè, psicologa psicoterapeuta Migliaia di bambini assistono in casa a scene di violenza domestica: questa è una delle esperienze più

Dettagli

S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141

S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141 S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141 La crisi economica europea ha avuto importanti conseguenze sulla tutela dei diritti fondamentali a causa della riduzione

Dettagli

COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini

COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini Sistema di valutazione della performance individuale del personale dipendente Allegato 2 1 di 9 Oggetto della valutazione Il sistema di valutazione della performance

Dettagli

Minori stranieri non accompagnati Secondo Rapporto Anci 2007 Monia Giovannetti

Minori stranieri non accompagnati Secondo Rapporto Anci 2007 Monia Giovannetti stranieri non accompagnati Secondo Rapporto Anci 2007 Monia Giovannetti Dipartimento Immigrazione 7 aprile 2008 L'arrivo di minori stranieri soli sui nostri territori non è un fenomeno nuovo - risale significativamente

Dettagli

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO Benedetta Baquè Psicologa - Psicoterapeuta I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI Ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia, la propria o se questa non

Dettagli

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana L impegno per le famiglie adottive in Toscana. Lavorare insieme per favorire l inserimento e l accoglienza a scuola Firenze 23 gennaio 2014 Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo

Dettagli

CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO

CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO Il progetto relativo alla creazione di un Centro antiviolenza nasce dalla sensibilità verso la violenza sulle donne da parte della Commissione Pari Opportunità di Montevarchi

Dettagli

INDICATORI SOCIO-ECONOMICI SU FIRENZE

INDICATORI SOCIO-ECONOMICI SU FIRENZE L istruzione a Firenze La diffusione dell istruzione tra le varie classi della popolazione non soltanto misura l efficacia del sistema scolastico di un dato sistema sociale, ma fornisce anche una misura

Dettagli

I Servizi della Provincia di Rimini. a favore delle donne in difficoltà. e per il contrasto. della violenza di genere

I Servizi della Provincia di Rimini. a favore delle donne in difficoltà. e per il contrasto. della violenza di genere I Servizi della Provincia di Rimini a favore delle donne in difficoltà e per il contrasto della violenza di genere Servizio Per Lei accompagnamento ed inclusione sociale per donne in difficoltà Come noto,

Dettagli

ELABORAZIONE DI UN PROGETTO

ELABORAZIONE DI UN PROGETTO giuseppe dal ferro ELABORAZIONE DI UN PROGETTO Gli anni dal 2002 al 2015 della Federazione tra le Università della terza età (Federuni) hanno elaborato, con il contributo di studio di docenti universitari,

Dettagli

R e g i o n e L a z i o

R e g i o n e L a z i o (La scheda non deve superare le 7 cartelle, compreso la tabella indicatori) Titolo del Progetto o del programma: R e g i o n e L a z i o Ridurre la vulnerabilità alle malattie sessualmente trasmesse, con

Dettagli

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA di Andrea Canevaro L Approccio positivo 1 si fonda su 3 valori fondamentali: 1. Fiducia: credere nella persona che presenta un deficit e nelle sue possibilità. Per aiutare

Dettagli

«DALLA COPPIA ALLA FAMIGLIA: TRANSAZIONE ALLA GENITORIALITÀ»

«DALLA COPPIA ALLA FAMIGLIA: TRANSAZIONE ALLA GENITORIALITÀ» UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE L-24 «DALLA COPPIA ALLA FAMIGLIA: TRANSAZIONE ALLA GENITORIALITÀ» Relatore:

Dettagli

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Anno scolastico 2008/2009 INTRODUZIONE Il piano educativo fa parte del Piano dell offerta formativa dell Istituto ed è stato elaborato seguendo

Dettagli

PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI

PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI 1 NOSOTRAS si configura come Associazione di Promozione Sociale ONLUS. Costituita nel 1998, con sede a Firenze, è attiva nell ascolto, sostegno

Dettagli

7.2. La costruzione degli indicatori demografici: la struttura dei flussi

7.2. La costruzione degli indicatori demografici: la struttura dei flussi 544 7.2. La costruzione degli indicatori demografici: la struttura dei flussi La seconda sottocomponente analizzata per l analisi demografica concerne le dinamiche dei flussi, considerando come tali i

Dettagli

Percorso raccomandato:

Percorso raccomandato: Percorso raccomandato: 1) Ottenere una diagnosi accurata. 2) Crescere il paziente come un bambino o una bambina (il consiglio dei medici è di grande aiuto in questa fase). 3) Ottenere informazioni dettagliate

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

SI PUO' FARE! Sondrio, 21 novembre 2011

SI PUO' FARE! Sondrio, 21 novembre 2011 SI PUO' FARE! Sondrio, 21 novembre 2011 LA RICERCA È la prima indagine finalizzata alla raccolta di esperienze e percezioni sul rapporto complesso fra società, lavoro e malattia mentale, condotta in provincia

Dettagli

PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO

PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE PROVINCIA DI PISTOIA PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO Premessa La progettazione di un centro socio educativo sul territorio di Serravalle P.se nasce dall

Dettagli

DIFFERENZE DI GENERE E CURA DEL DISAGIO PSICHICO:

DIFFERENZE DI GENERE E CURA DEL DISAGIO PSICHICO: «Salute di genere fra medicina e società» Ferrara 8 marzo 2014 DIFFERENZE DI GENERE E CURA DEL DISAGIO I SERVIZI DI SALUTE MENTALE FRA CRISI E NUOVI BISOGNI Luciana O. Vianello Maria Grazia Palmonari Nel

Dettagli

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato,

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

GIOCO RESPONSABILE DISPENSA INFORMATIVA

GIOCO RESPONSABILE DISPENSA INFORMATIVA GIOCO RESPONSABILE DISPENSA INFORMATIVA via di Torre Rossa, 66-00165 Roma - tel. +39 06 66666 1 - fax +39 06 66410152 - www.betplus.it - info@betplus.it GIOCO RESPONSABILE 2/5 Lo scopo di questo breve

Dettagli

Prove Esame di Stato

Prove Esame di Stato Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere

Dettagli

BESCLO The Basic European Social Care Learning Outcomes

BESCLO The Basic European Social Care Learning Outcomes Il European Care Certificate è un certificato che attesta l acquisizione delle conoscenze di base necessarie per lavorare nell ambito socio assistenziale e socio sanitario. Viene rilasciato previo superamento

Dettagli

Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA

Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA MAROCCO E ITALIA: UN ANALISI DELLE PROBLEMATICHE INCONTRATE DAI GENITORI NEL CONTESTO DI MIGRAZIONE ITALIANO, Università degli studi di

Dettagli

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO Intendiamo parlare della valutazione come di un processo interazionale tra un soggetto valutante ed un soggetto valutato. Trattandosi di un processo dinamico

Dettagli

Progetto Manufacto Piacenza, maggio 2015

Progetto Manufacto Piacenza, maggio 2015 Progetto Manufacto Piacenza, maggio 2015 INDICE CHI SIAMO E COSA FACCIAMO 3 CONTESTO E SITUAZIONE PROBLEMATICA 5 IL NOSTRO PROGETTO 5 2 CHI SIAMO E COSA FACCIAMO Siamo una rete di organizzazioni per l

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

LA MEDIAZIONE SOCIOCULTURALE NEI PERCORSI DI AFFIDAMENTO OMOCULTURALE A PARMA. Bologna, 24 maggio 2012 Comune di Parma

LA MEDIAZIONE SOCIOCULTURALE NEI PERCORSI DI AFFIDAMENTO OMOCULTURALE A PARMA. Bologna, 24 maggio 2012 Comune di Parma LA MEDIAZIONE SOCIOCULTURALE NEI PERCORSI DI AFFIDAMENTO OMOCULTURALE A PARMA Bologna, 24 maggio 2012 Comune di Parma Il progetto di Affido Famigliare Omoculturale nasce nel 2000, col rientro al comune

Dettagli

LA COMUNITA CINESE IN ITALIA. A cura di Federica Aurizi

LA COMUNITA CINESE IN ITALIA. A cura di Federica Aurizi LA COMUNITA CINESE IN ITALIA A cura di Federica Aurizi Acquisizione ed elaborazione dei dati riassunti nelle schede sono ricavati dalle seguenti fonti: Barbagli (a cura di), 1 Rapporto sugli immigrati

Dettagli

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI LAVORO NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 6 N.1/2014 In questo notiziario torniamo ad occuparci di mercato del nella

Dettagli

PRESENTAZIONE DEL PRIMO REPORT DEI DATI OSPOWEB

PRESENTAZIONE DEL PRIMO REPORT DEI DATI OSPOWEB PRESENTAZIONE DEL PRIMO REPORT DEI DATI OSPOWEB Povertà rilevate dai centri di ascolto parrocchiali aderenti al progetto "Centri di ascolto in rete" nell anno 2013 In ascolto per costruire comunità La

Dettagli

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Lavorare in gruppo Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Premessa La conoscenza del gruppo e delle sue dinamiche, così come la competenza nella gestione dei gruppi, deve prevedere

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

La Ricerca Infermieristica: Stato dell arte e prospettive

La Ricerca Infermieristica: Stato dell arte e prospettive UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche Coordinatore Didattico: Prof. Giancarlo Di Vella aa 2011/2012 Tesi Sperimentale

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

Comunicare con una mostra. Pratiche culturali di integrazione

Comunicare con una mostra. Pratiche culturali di integrazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea in Scienze della Comunicazione pubblica, sociale e politica Comunicare con una mostra Pratiche culturali di integrazione

Dettagli

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo.

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo. Keeping Care Complete Psychiatrist Survey Focus sull Italia Background Obiettivo dell indagine Keeping Care Complete è comprendere - in relazione alle malattie mentali gravi - quale ruolo e quale influenza

Dettagli

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi*

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il segretariato sociale ha una storia e una tradizione che hanno accompagnato la professione dalla sua nascita, e pertanto

Dettagli

Nuove droghe, nuovi problemi. Sostanze ricreazionali e ricerca di territorio. Sintesi dello studio

Nuove droghe, nuovi problemi. Sostanze ricreazionali e ricerca di territorio. Sintesi dello studio Nuove droghe, nuovi problemi. Sostanze ricreazionali e ricerca di territorio. Sintesi dello studio I luoghi di consumo La discoteca non è l unico luogo in cui si assumono droghe ricreazionali. Le percentuali

Dettagli

Da compilare SUBITO per tutti i soggetti a cui viene proposto lo studio. 1.1 Data di primo accesso al SerT: giorno mese anno 1.

Da compilare SUBITO per tutti i soggetti a cui viene proposto lo studio. 1.1 Data di primo accesso al SerT: giorno mese anno 1. SEZIONE 1: DATI ANAGRAFICI E INFORMAZIONI PRELIMINARI Da compilare SUBITO per tutti i soggetti a cui viene proposto lo studio 1.1 Data di primo accesso al SerT: giorno mese anno 1.2 Tipologia utente Utente

Dettagli

Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: prese di posizione

Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: prese di posizione Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: l Associazione Alzheimer Svizzera chiede un accompagnamento e un assistenza completi per i malati di demenza. Pensieri suicidi nelle persone affette da

Dettagli

A cura di Maria Alessandra

A cura di Maria Alessandra PROGETTO GENITORI: - CORSO DI FORMAZIONE ED. AFFETTIVO-RELAZIONALE - CINEFORUM A cura di Maria Alessandra PREMESSA L'ipotesi di questo progetto nasce da una visione più ampia e integrativa dell'educazione

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell informazione, della comunicazione e dell editoria TESI DI LAUREA IN Sociologia della

Dettagli

La medicina della riproduzione: alcuni spunti etici e politici Alberto Bondolfi Université de Genève Un ricordo del 1987 Mi ricordo il primo intervento su queste tematiche, tenuto quando il centro locarnese

Dettagli

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 Sintesi per le partecipanti Laboratorio LAVORO 1 e 2 Progetto Leadership femminile aprile-giugno 2013 Elena Martini Francesca Maria Casini Vanessa Moi 1 LE ATTESE E LE MOTIVAZIONI

Dettagli

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5.1 DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ 82 Sono più spesso le donne ad intraprendere gli studi universitari A partire

Dettagli

Stress sul posto di lavoro: segnali e cause. Check list personale (Versione 02.2006)

Stress sul posto di lavoro: segnali e cause. Check list personale (Versione 02.2006) Stress sul posto di lavoro: segnali e cause Check list personale (Versione 02.2006) Questa check list la aiuterà a identificare lo stress vissuto personalmente e a deteminarne le cause. Poi, sulla base

Dettagli

Comunità Familiare per Minori La Goccia. Progetto Generale di Comunità

Comunità Familiare per Minori La Goccia. Progetto Generale di Comunità Comunità Familiare per Minori La Goccia Progetto Generale di Comunità Premessa: il valore della famiglia La Comunità familiare per Minori La Goccia nasce nella consapevolezza che la famiglia rappresenta

Dettagli

Il comportamento degli. italiani nei confronti degli. immigrati. (seconda parte) Dalla Torre Laura Lisa

Il comportamento degli. italiani nei confronti degli. immigrati. (seconda parte) Dalla Torre Laura Lisa Il comportamento degli italiani nei confronti degli immigrati. (seconda parte) Dalla Torre Laura Lisa 1 Dati Caritas. Nella parte di tesina che segue mi occuperò prima di una serie di dati raccolti dalla

Dettagli

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche INTRODUZIONE La presente trattazione ha come oggetto l analisi di un caso, che ho seguito durante il tirocinio, svolto durante la mia formazione in psicoterapia sistemica, in qualità di osservatrice. L

Dettagli

raccontami SECONDA INDAGINE SUI SENZA TETTO A MILANO 17 Aprile 2013

raccontami SECONDA INDAGINE SUI SENZA TETTO A MILANO 17 Aprile 2013 raccontami SECONDA INDAGINE SUI SENZA TETTO A MILANO 17 Aprile 2013 AGENDA Metodologia della raccolta dati attori e volontari coinvolti Il censimento: numero localizzazione spaziale I questionari: primi

Dettagli

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana 1. LA MOTIVAZIONE Imparare è una necessità umana La parola studiare spesso ha un retrogusto amaro e richiama alla memoria lunghe ore passate a ripassare i vocaboli di latino o a fare dei calcoli dei quali

Dettagli

NON CHIUDERE UN OCCHIO. La violenza domestica si deve prevenire si può prevenire

NON CHIUDERE UN OCCHIO. La violenza domestica si deve prevenire si può prevenire La violenza domestica si deve prevenire si può prevenire Perché questo progetto? La violenza domestica o intrafamiliare è una violenza di genere (il più delle volte le vittime sono le donne, i responsabili

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI. luogo di accoglienza, nel quale, passata l emergenza, poter riflettere sul proprio PROGETTO GENERALE

CARTA DEI SERVIZI. luogo di accoglienza, nel quale, passata l emergenza, poter riflettere sul proprio PROGETTO GENERALE CARTA DEI SERVIZI PROGETTO GENERALE L associazione, attraverso la comunità educativa mamma-bambino denominata Casa Cinzia e gli alloggi per l autonomia denominati Cinzia 1 e Cinzia 2, collegati a Casa

Dettagli

Il nostro Progetto La scelta? Essere indipendente!

Il nostro Progetto La scelta? Essere indipendente! Il nostro Progetto La scelta? Essere indipendente!, in un ottica di prevenzione della salute, si è proposto di offrire ai ragazzi del secondo anno un occasione di discussione e di riflessione all interno

Dettagli

I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO

I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO SERVIZI RESIDENZIALI I SERVIZI DI PRONTA ACCOGLIENZA: IL CENTRO PER L INFANZIA IL CENTRO DI PRONTA ACCOGLIENZA Il Centro per l Infanzia accoglie bambini

Dettagli

TUTOR DI QUARTIERE: RISPETTO, SICUREZZA E TUTELA

TUTOR DI QUARTIERE: RISPETTO, SICUREZZA E TUTELA TUTOR DI QUARTIERE: RISPETTO, SICUREZZA E TUTELA L abusivismo Il problema dell abusivismo edilizio deve essere affrontato con fermezza sia in tutti i quartieri popolari colpiti dal fenomeno sia in quelli

Dettagli

Un mestiere difficile

Un mestiere difficile Un mestiere difficile.forse troppo? a cura di Beatrice Chirivì INTRODUZIONE Sono in media 1.300 all anno le persone che inviano il proprio curriculum al COSV. In gran parte si tratta di candidature di

Dettagli

PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari

PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari PREMESSA/RIFLESSIONI Da diversi anni, all interno della Fondazione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato NACCARATO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato NACCARATO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1552 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato NACCARATO Disciplina per l affido dell anziano e dell adulto per la salvaguardia del diritto

Dettagli

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO Il questionario deve essere compilato dal responsabile del presidio residenziale,

Dettagli

Saldo naturale negativo, matrimoni e divorzi in aumento Movimento naturale della popolazione 2010

Saldo naturale negativo, matrimoni e divorzi in aumento Movimento naturale della popolazione 2010 Saldo naturale negativo, matrimoni e divorzi in aumento Nel si registra un aumento delle nascite (+21, per un totale di 2.953) e dei decessi (+110, per un totale di 2.971). Il saldo naturale, ossia la

Dettagli

SCHEDA PROGETTO CASA/ALLOGGIO PROVINCIA DI SASSARI (14/05/2015)

SCHEDA PROGETTO CASA/ALLOGGIO PROVINCIA DI SASSARI (14/05/2015) SCHEDA PROGETTO CASA/ALLOGGIO PROVINCIA DI SASSARI (14/05/2015) Settore di intervento Area territoriale Attori da coinvolgere Nome del progetto Target di riferimento 1. Sistema dei servizi 2. Occupazione

Dettagli

I determinanti dell assenteismo legati a salute e condizioni di lavoro in Italia

I determinanti dell assenteismo legati a salute e condizioni di lavoro in Italia I determinanti dell legati a salute e condizioni di lavoro in Italia Giuseppe Costa, Angelo d Errico, Francesca Vannoni, Tania Landriscina, Roberto Leombruni Università Torino e ASL TO3 del Piemonte Centri

Dettagli

Dott.ssa Graziana Campanato

Dott.ssa Graziana Campanato ,UHTXLVLWLGHOODIDPLJOLDDGRWWLYDQHOO DGR]LRQHLQWHUQD]LRQDOH Dott.ssa Graziana Campanato / LGRQHLWjGHOODIDPLJOLDVRVWLWXWLYDQHOO $, I requisiti richiesti dalla legge per l adozione internazionale sono gli

Dettagli

IL COUNSELING Il counseling

IL COUNSELING Il counseling IL COUNSELING Il counseling è stato definito come un processo di interazione fra due persone il cui scopo è quello di favorire nel cliente una presa di coscienza della sua situazione esistenziale per supportarlo

Dettagli

PROGETTO GIOVANI CITTA. Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile SCHEDA DI DETTAGLIO DEL

PROGETTO GIOVANI CITTA. Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile SCHEDA DI DETTAGLIO DEL PROGETTO GIOVANI CITTA Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile REALIZZAZIONE DELL AZIONE 2 Promuovere stili di vita sani e modelli positivi di comportamento. Educare alla legalità.

Dettagli

1 Coordinatore del Dipartimento Welfare Acli Nazionali

1 Coordinatore del Dipartimento Welfare Acli Nazionali Indagine Link-Marche : ricerca e azione sociale per favorire l inclusione delle persone in condizioni di marginalità e di disagio a cura di David Recchia 1 Link è un progetto nazionale che le Acli hanno

Dettagli