Per il Fondo Mario Negri, dopo

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1 FONDO MARIO NEGRI/1 Cambia il sistem delfondo M Alessandro Baldi 6 Per il Fondo Mario Negri, dopo un lungo e ponderato studio avviato dal proprio Consiglio di gestione con il concorso di esperti qualificati, sono state predisposte rilevanti modifiche allo statuto e al regolamento con l obiettivo di ottimizzare le tutele previdenziali gestite per la categoria. In particolare sta per essere introdotta, ottenute le dovute autorizzazioni dell autorità di vigilanza - cui la riforma è stata sottoposta con il corredo di tutta la documentazione relativa - una diversa politica gestionale del Fondo. L attuale forma a prestazioni definite, gestita in regime di capitalizzazione collettiva, lascerà il posto a un sistema che prevede che il calcolo delle prestazioni sia effettuato secondo il metodo della contribuzione definita. Inoltre, il regime di finanziamento assume una forma mista la cui parte prevalente è ispirata ai criteri propri della capitalizzazione individuale, mentre il residuo continua a mantenere le caratteristiche proprie della capitalizzazione collettiva. Per comprendere meglio le motivazioni e le scelte che caratterizzano la ristrutturazione impostata è utile ripercorrere brevemente almeno alcuni dei passaggi fondamentali della storia previdenziale del Fondo. Alessandro Baldi, presidente del Fondo Mario Negri L evoluzione del Fondo fino al 1993 Il sistema previdenziale del Fondo dalla sua costituzione, avvenuta nel 1956, ha subìto una continua evoluzione. Fino al 1966 le prestazioni consistevano nella semplice liquidazione degli accantonamenti individuali, pari ai contributi capitalizzati a un tasso predeterminato. In quell anno vennero introdotte le prestazioni pensionistiche per vecchiaia, invalidità e superstiti. La loro misura era inizialmente determinata in funzione delle retribuzioni convenzionali, cui sono commisurati i versamenti, relative all intero periodo di contribuzione al Fondo. A partire dal 1984 le Organizzazioni partecipanti ritennero di dover elevare il livello delle prestazioni pensionistiche integrative del Fondo per compensare, in parte, la forte penalizzazione subita dalla categoria a causa dell introduzione del tetto pensionistico previsto per le retribuzioni pensionabili dell assicurazione generale obbligatoria. Venne così attuata e poi accentuata una forma di solida- Gli obiettivi della trasformazione Attuazione di un sistema prevalentemente a capitalizzazione individuale - unità di gestione Mantenimento delle tipologie di prestazione previste nel precedente sistema Possibilità di riscattare o trasferire la propria posizione ad altro Fondo senza penalizzazioni Previsione di norme transitorie per garantire i diritti quesiti Semplificazione e trasparenza rietà intergenerazionale: le prestazioni pensionistiche vennero determinate utilizzando le retribuzioni convenzionali degli ultimi 36 mesi, in seguito ulteriormente ridotte agli ultimi 12 mesi. Di fatto tutte le retribuzioni pensionabili pregresse venivano rivalutate al livello dell ultima annualità. È facile intuire gli effetti conseguenti all applicazione di tale criterio sull entità delle liquidazioni delle prestazioni pensionistiche. Peraltro, dal 1988, nella logica di un fondo assimilato ai criteri della ripartizione che contraddistinguono il sistema obbligatorio, venne stabilito che il conto individuale fosse costituito soltanto dalla quota di contributo a carico del dirigente iscritto, il cui ammontare, in caso di riscatto prima della maturazione dei requisiti per il pensionamento, non comprende le quote di contributo aziendale. Nel 1993, quando per legge venne introdotta la disciplina organica della previdenza complementare, il Fondo operava quindi in regime di prestazioni definite finanziato, per l appunto, in prevalenza

2 previdenziale ARIO NEGRI Caratteristiche della nuova gestione Le modifiche al sistema previdenziale dal 1 gennaio 2003 La nuova gestione prevede un regime di finanziamento misto la cui parte prevalente è ispirata alla capitalizzazione individuale e impostata su conti personali di accumulo e la parte residua ancora basata sulla capitalizzazione collettiva. Il nuovo sistema, inoltre, attua una trasformazione radicale nella modalità di calcolo della pensione che passa dal preesistente sistema a prestazione definita a quello a contribuzione definita. Il rinnovato sistema di gestione del Fondo sarà in grado di garantire a tutti i dirigenti, presenti e futuri, la medesima forma di previdenza complementare. È evidente che questa soluzione ha il pregio di evitare una diversità di trattamento tra vecchie e nuove generazioni di dirigenti, rende gli sviluppi gestionali protetti dai rischi connessi all aleatorietà delle condizioni di equilibrio tecnico-finanziario del sistema in vigore e, inoltre, risponcon il sistema a ripartizione: le prestazioni sono determinate dalle norme regolamentari in misura non correlata direttamente all entità dei contributi affluiti per ciascun iscritto. Il contributo ordinario Il contributo integrativo aziendale Semplificazione del calcolo delle prestazioni Il riscatto e/o il trasferimento ad altro Fondo Il piano di adeguamento del 1994 Con l entrata in vigore del decreto legislativo 124/93, per i fondi pensione venne configurata una disciplina delle prestazioni basata sul sistema della capitalizzazione individuale e introdotto un regime fiscale delle contribuzioni penalizzante per i nuovi iscritti ai quali, d altra parte, sarebbe stata preclusa la partecipazione al Fondo, a meno di radicali modifiche dell assetto normativo, con conseguente compromissione della possibilità di sopravvivenza del Fondo stesso. Ci si avvalse, quindi, sia della possibilità consentita nel decreto di rideterminare la disciplina delle prestazioni pensionistiche, che vennero di fatto ridimensionate, sia dell utilizzo del periodo transitorio per l iscrizione di nuovi soggetti in deroga, con le relative agevolazioni fiscali sui contributi previste dal decreto. Così come previsto dalla legge, venne quindi presentato e approvato dal ministero del Lavoro un piano di riequilibrio che prevedeva una gestione aperta, con nuovi ingressi al Fondo per tutto il periodo di deroga, e poi chiusa, con proiezioni estese fino alla completa estinzione di ogni obbligazione nei confronti degli iscritti presenti al termine del periodo transitorio. Il Fondo, a meno di modifiche all assetto normativo sulla previdenza complementare, dopo il periodo transitorio (che scadrà il 13 gennaio 2005) sarebbe destinato a limitare la sua funzione di tutela previdenziale nei confronti dei soli dirigenti iscritti a quella scadenza (gruppo chiuso). de all esigenza di offrire ad aziende e dirigenti maggiori certezze rispettivamente in ordine ai costi e ai livelli di tutela. Va aggiunto che nell attuale sistema, per i nuovi iscritti, il livello delle prestazioni nel medio-lungo termine crescerebbe progressivamente in modo meno elevato rispetto al montante dei versamenti contributivi previsti. Questo avrebbe potuto rappresentare nel futuro un fattore di iniquità che si è ritenuto opportuno immunizzare. Infine, per la contribuzione che affluirà per i periodi successivi alla data di entrata in vigore del nuovo sistema, appariva improrogabile l eliminazione della norma per cui gli iscritti, in base a un criterio puramente solidaristico, in caso di riscatto del conto di previdenza personale o di trasferimento ad altro fondo beneficiano delle sole quote di contribuzione personale. Principali tratti del nuovo sistema Vengono previsti i conti individuali degli iscritti sui quali affluiscono le quote di contributo ordinario (personale e aziendale) versate dopo la trasformazione, che, unitamente alla consistenza iniziale e alle quote del risultato d esercizio annualmente attribuite, formano il montante da cui deriva la prestazione previdenziale. Al momento della trasformazione viene 7

3 8 contabilizzata, a favore di ciascun intestatario del conto individuale, una dotazione iniziale. Viene cioè attribuito un importo diverso da quello sino ad allora accantonato nei conti di previdenza. Si è ritenuto equo, quale criterio di determinazione delle dotazioni iniziali, il riferimento ad elementi tipici dei sistemi previdenziali quali l anzianità contributiva maturata, l età, le conseguenti potenziali attese e i virtuali diritti previsti in base alle norme della regolamentazione vigente. Di conseguenza, il conto di previdenza accantonato al momento della trasformazione viene maggiorato di una quota, diversificata in funzione dell anzianità contributiva, conteggiata sulla differenza tra la pensione virtualmente maturata, convertita in capitale, e la consistenza del conto di previdenza individuale al momento della trasformazione. A supporto delle riserve complessive disponibili, non sufficienti alla copertura delle suddette assegnazioni, si rende necessario il versamento di un contributo integrativo aziendale, che affluirà in un conto generale, in aggiunta al contributo ordinario sopra accennato. La disciplina transitoria Con l introduzione delle nuove disposizioni regolamentari sono state inserite Il contributo ordinario Pari a circa l 87% dell intera contribuzione versata dall entrata in vigore della riforma in avanti Confluisce nel conto individuale dell iscritto Concorre, unitamente ai rendimenti della gestione e alla dotazione iniziale, a determinare la prestazione spettante (riscatti, trasferimenti o prestazioni pensionistiche) Il contributo integrativo aziendale alcune importanti norme transitorie in grado di dare risposte positive alle aspettative degli iscritti. Pari al 13% circa del totale dei contributi versati per tutti gli iscritti Confluisce nel conto generale Viene destinato alla solidarietà generale Necessario a garantire l equilibrio finanziario/attuariale nella fase di trasformazione Conteggio pensione con norme del vigente regolamento Agli iscritti, che alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento abbiano maturato un anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, limitatamente alla quota corrispondente alla suddetta anzianità contributiva, il trattamento in forma di rendita sarà liquidato nella misura più favorevole tra quella derivante dall applicazione del vigente regolamento e quella prevista dalle nuove norme in vigore dall 1/1/2003. Lo stesso beneficio è previsto nei confronti degli iscritti che matureranno i re- quisiti di pensionamento per vecchiaia o invalidità entro il 13 gennaio Liquidazione della pensione in valor capitale Gli iscritti alla data del 27/4/93, che hanno già maturato all entrata in vigore delle nuove norme, o matureranno il diritto alla pensione di vecchiaia successivamente alla data dell 1/1/2003, avranno facoltà di richiederne la liquidazione al 0% sotto forma di capitale. Liquidazione in capitale della pensione già in godimento Gli iscritti alla data del 27/4/93, che abbiano conseguito la pensione di vecchiaia tra l 1/1/94 e la data di entrata in vigore del nuovo regolamento e abbiano un trattamento annuo inferiore a 2.582,28, potranno chiedere la liquidazione in capitale della pensione in pagamento. A conclusione di questa nota illustrativa, una riflessione emerge sulle altre: i numerosi articolati interventi attuati nel tempo a cura delle Organizzazioni partecipanti - Fendac, Confcommercio e Confetra - volti all adattamento del sistema alle situazioni e problematiche proprie dei diversi momenti storici attraversati dal Fondo, lo hanno sempre caratterizzato come un Organismo dotato di notevole flessibilità e vitalità. Le modifiche illustrate - pur attuate nell ambito del regime di deroga applicabile al Fondo fino al 13 gennaio realizzano un significativo avvicinamento ai principi ispiratori della legge istitutiva della previdenza complementare, con il mantenimento dei benefici che ne conseguono. L auspicio è che questi cambiamenti siano percepiti dagli associati come qualificanti elementi del naturale processo evolutivo del Fondo e della sua capacità di soddisfare le esigenze previdenziali delle diverse componenti della categoria. Le prestazioni: nessuna modifica ai requisiti necessari per Pensione di vecchiaia ordinaria o anticipata per anzianità (rendita o liquidazione in forma capitale) Pensione di invalidità Pensioni ai superstiti (indirette o di reversibilità) Prosecuzione volontaria

4 FONDO MARIO NEGRI/2 IL SISTEMA DELLE PRESTAZIONI CHE ENTRERÀ IN VIGORE DALL 1/1/2003 IL SISTEMA A PRESTAZIONI DEFINITE ATTUALMENTE IN VIGORE Tale sistema, configurato come risulta dalle norme dell attuale regolamento, comprende: a) pensione di vecchiaia, ordinaria e anticipata per anzianità, liquidabili sia sotto forma di rendita che, in parte, di capitale di copertura; b) pensione di invalidità e pensione ai superstiti (indirette e di reversibilità), liquidabili solo sotto forma di rendita; c) trattamento minimo di pensione; d) riscatto del conto individuale o trasferimento ad altro fondo del conto individuale stesso, nel caso di cessazione dell obbligo della contribuzione al Fondo. Come tipico per i sistemi a capitalizzazione collettiva e a prestazioni definite per tutte le suddette tipologie di prestazione non vi è diretta rispondenza con l ammontare della contribuzione versata ma - quanto all ammontare da erogare - occorre fare riferimento a una serie di elementi quali l anzianità contributiva, le retribuzioni pensionabili convenzionali prese a riferimento dalle norme applicabili al momento della liquidazione, i coefficienti attuariali, le formule e le percentuali di riduzione o di incremento stabilite dal regolamento in funzione dei requisiti posseduti. In generale, nel sistema del Fondo l ammontare dei versamenti riferiti a ciascun iscritto non costituisce la provvista finanziaria individuale del trattamento da liquidare, ma questo concorre al complessivo finanziamento di tutte le prestazioni erogate. Il sistema previdenziale del Fondo realizza quindi una costante solidarietà tra dirigenti in servizio e dirigenti in pensione che consente: di erogare pensioni calcolate senza tener conto delle contribuzioni effettivamente versate, ma soltanto delle ultime retribuzioni pensionabili convenzionali; di garantire agli iscritti con soli 5 anni di anzianità contributiva, in presenza di determinate condizioni, un trattamento minimo di pensione prescindendo dalla contribuzione effettivamente versata; di poter conseguire una pensione di invalidità e una pensione ai superstiti con un anzianità contributiva di soli 5 anni e in un ammontare determinato con criteri più favorevoli di quelli che presiedono la determinazione della pensione di vecchiaia: la pensione viene commisurata ad un anzianità convenzionale minima di 15 anni. Pensione di vecchiaia ordinaria e anticipata per anzianità La pensione di vecchiaia spetta all iscritto che, alla data della domanda di pensionamento, possa far valere nel Fondo almeno 15 anni di anzianità contributiva, abbia età non inferiore a 55 anni se uomo e 50 se donna e percepisca la pensione di vecchiaia o di anzianità da parte della previdenza obbligatoria. L importo annuo della pensione di vecchiaia si ottiene moltiplicando l ammontare del conto individuale, maturato alla data di liquidazione, per il coefficiente di trasformazione, relativo all età dell iscritto alla data di decorrenza della pensione. Anzianità contributiva pregressa Agli iscritti, che alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento abbiano maturato un anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, il trattamento pensionistico in forma di rendita è liquidato, limitatamente alla quota corrispondente alla predetta anzianità contributiva, nella misura più favorevole al beneficiario tra quella derivante dall applicazione del previgente regolamento e quella prevista dal nuovo regolamento. La procedura di cui sopra trova applicazione anche nei confronti degli iscritti che maturino i requisiti di pensionamento per vecchiaia o invalidità entro e non oltre il 13 gennaio Pensione di invalidità Il dirigente in attività di servizio, che possa far valere almeno 5 anni di contribuzione, acquisisce il diritto alla pensione di invalidità nel caso in cui contragga un invalidità permanente tale da comportare l effettivo e definitivo abbandono del lavoro in qualità di dirigente e una riduzione permanente delle sue capacità lavorative generiche in misura non inferiore del 60%. L importo annuo della pensione di invalidità si determina moltiplicando il conto individuale, maturato alla data di liquidazione, per lo specifico coefficiente di trasformazione, relativo all età dell iscritto alla data di decorrenza della pensione. Per le anzianità contributive inferiori a 15 anni, è previsto che il conto individuale venga maggiorato, con il criterio di proporzionalità, delle annualità contributive occorrenti per il raggiungimento dei 15 anni. Pensione indiretta Spetta - in caso di morte dell iscritto in attività di servizio e non pensio-

5 nato o in prosecuzione volontaria che, al momento del decesso, abbia maturato almeno 5 anni di anzianità contributiva - al coniuge superstite, ai figli legittimi, naturali riconosciuti, legittimati o adottivi di età inferiore ai 18 anni. Il limite di età per gli orfani è elevato a 21 anni nel caso di frequenza di scuola media o professionale e a 26 anni nel caso di frequenza universitaria, nei limiti, tuttavia, della durata del corso legale di laurea. In mancanza di coniuge e figli con diritto a pensione, questa spetta ai genitori, se a carico. Pensione di reversibilità La pensione di vecchiaia, ordinaria e anticipata per anzianità, e quella di invalidità sono reversibili alle persone indicate per la pensione indiretta. Erogazione delle pensioni Le pensioni, sia dirette che indirette o di reversibilità, sono corrisposte in 13 mensilità; la tredicesima rata è corrisposta nel mese di dicembre, insieme alla dodicesima. Liquidazione in capitale di copertura Gli aventi diritto alla pensione di vecchiaia hanno facoltà di richiedere la liquidazione in forma di capitale di una frazione del conto individuale; tale frazione non può superare il 50% del conto stesso. Detto limite non si applica per gli iscritti al 27/4/93 che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia dopo l 1/1/2003. La facoltà di richiedere la liquidazione del trattamento pensionistico in forma di capitale non è prevista per gli aventi diritto alla pensione di invalidità, alla pensione indiretta e alla pensione di reversibilità. Liquidazione del conto individuale L iscritto può richiedere nei seguenti casi la liquidazione del proprio conto individuale, sempreché non si determinino entro un anno le condizioni per l esercizio della facoltà di trasferimento ad altro fondo di previdenza complementare negoziale o non sia stato nuovamente assunto con qualifica di dirigente presso azienda tenuta al versamento dei contributi al Fondo. In caso di cessazione dal servizio: prima di aver maturato l anzianità contributiva minima che dà titolo alla pensione di vecchiaia, sempreché non si avvalga della facoltà di effettuare la prosecuzione volontaria; avendo maturato 15 o più anni di anzianità contributiva, ma si trovi in età inferiore di o più anni a quella richiesta per il pensionamento di vecchiaia; avendo maturato i requisiti di anzianità contributiva e di età richiesti per la pensione di vecchiaia del Fondo, ma si trovi nell impossibilità di ottenere la corrispondente prestazione da parte dell istituto di previdenza obbligatoria. La liquidazione del conto individuale spetta altresì ai superstiti già indicati quali possibili beneficiari della pensione indiretta, ovvero in mancanza, ai soggetti eventualmente designati dall iscritto, qualora il dirigente in attività di servizio deceda prima di aver maturato 5 anni di anzianità contributiva; oppure, qualora questi deceda avendo già cessato di contribuire prima di aver maturato i 15 anni di anzianità contributiva e non si sia avvalso della facoltà di richiedere la liquidazione del conto stesso. Attribuzione del risultato d esercizio Annualmente, in sede di approvazione del bilancio annuale si procede all attribuzione di una quota del risultato d esercizio sui conti individuali. Per i casi di liquidazione delle prestazioni prima dell approvazione del bilancio annuale, si procede, invece, al ricalcolo del conto individuale nella misura stabilita anno per anno dal consiglio di amministrazione. Prosecuzione volontaria della previdenza integrativa Il dirigente cessato dal servizio con almeno 5 anni di anzianità contributiva ha facoltà di continuare i versamenti per la previdenza integrativa purché tale facoltà venga esercitata entro un anno dalla data di risoluzione del rapporto di impiego o dal termine del periodo dell indennità sostitutiva del preavviso riconosciuta. La prosecuzione volontaria dei versamenti, da effettuarsi nella misura corrispondente alle aliquote contributive tempo per tempo in vigore per i dirigenti in servizio, ai fini delle prestazioni pensionistiche è valida, a tutti gli effetti, come la contribuzione obbligatoria e, pertanto, il dirigente continua ad essere coperto dal rischio di invalidità e di morte come se fosse in attività di servizio. I versamenti debbono essere eseguiti sia per la contribuzione ordinaria che confluisce nel conto individuale, che per quella integrativa che confluisce, invece, in un conto generale. Trasferimenti da o ad altri fondi Il dirigente che, per l attività in precedenza esercitata con qualifica o in settori diversi, sia stato iscritto ad altro fondo di previdenza complementare, ha facoltà di chiedere il trasferimento al Fondo dell ammontare dell accantonamento esistente presso il fondo di provenienza. Tale accantonamento viene accreditato al conto individuale dell interessato, con riconoscimento dell anzianità contributiva maturata presso il fondo di provenienza. Nel caso in cui vengano meno i requisiti di partecipazione al Fondo, l iscritto ha facoltà di chiedere il trasferimento del proprio conto individuale: ad altro fondo di previdenza complementare; a un fondo pensione aperto; a una forma pensionistica individuale attuata mediante fondi pensione aperti o contratti di assicurazione sulla vita. 11

6 I CRITERI PREVISTI PER DETERMINARE LA DOTAZIONE INIZIALE Per la determinazione della consistenza iniziale dei conti individuali da intestare ai singoli iscritti - quale che sia la loro posizione previdenziale nel Fondo (contribuenti obbligatori, contribuenti volontari, iscritti non versanti) - sono previste le seguenti regole: per gli iscritti con anzianità contributiva inferiore a 5 anni: il conto di previdenza personale, maturato a norma del previgente regolamento, viene incrementato in misura pari al % della differenza tra l importo risultante dalla conversione in capitale della pensione virtualmente maturata - in conformità alle disposizioni del previgente regolamento - e lo stesso conto di previdenza personale; per gli iscritti con anzianità contributiva pari a 5 anni: si incrementa il conto di previdenza personale del 20% della differenza di cui sopra; per gli iscritti con anzianità contributiva pari a 6 anni: si incrementa il conto di previdenza personale del 40% della differenza di cui sopra; per gli iscritti con anzianità contributiva pari a 7 anni: si incrementa il conto di previdenza personale del 70% della differenza di cui sopra; per gli iscritti con anzianità contributiva pari o superiore a 8 anni ma inferiore a 15 anni: si incrementa il conto di previdenza personale del 90% della differenza di cui sopra; per gli iscritti con anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni: viene convertita in capitale la pensione virtualmente maturata in conformità alle disposizioni del previgente regolamento. È previsto altresì che: per gli iscritti di età inferiore a 55 anni se uomini o 50 anni se donne il valor capitale della pensione venga determinato con l applicazione della riduzione prevista dal previgente regolamento in corrispondenza alle età di 55 anni (uomini) e 50 anni (donne) ed è scontato finanziariamente al tasso annuo del 4% per gli anni mancanti al compimento delle medesime età; per gli iscritti con anzianità contributiva inferiore a 15 anni la pensione virtualmente maturata è determinata facendo riferimento alla retribuzione media pensionabile risultante dalle ultime 15 retribuzioni annue rivalutate. 12 GLI INVESTIMENTI MOBILIARI E IMMOBILIARI Gestione investimenti mobiliari In funzione dell obiettivo di massimizzare i rendimenti degli investimenti mobiliari, il Fondo ha affidato la gestione del patrimonio mobiliare di oltre 500 milioni di euro a cinque gestori, selezionati tra un certo numero di qualificati istituti, prescelti privilegiando le capacità professionali. Per l assett allocation sono al momento fissati i seguenti limiti globali, che possono essere ritoccati dal Fondo in funzione dell andamento dei mercati finanziari: minimo 50 per cento in obbligazioni investment rated e comunque con un minimo del 40 per cento in obbligazioni euro con rating minimo AA ; massimo 30 per cento in valuta non euro; massimo 45 per cento in azioni quotate. Ad ognuno dei gestori che operano in base ad uno specifico asset, indicato in funzione della specializzazione nei diversi comparti del mercato finanziario (obbligazionario, azionario, nazionale, internazionale), è stato fornito un proprio benchmark di riferimento. Per i criteri e i limiti generali è stato fatto riferimento alle norme del decreto del ministero del Tesoro n. 703/96. I gestori non hanno la funzione di depositari dei titoli amministrati, che sono invece tutti accentrati presso una distinta banca custode. Il monitoraggio e il coordinamento dei gestori è effettuato con l ausilio di una società di consulenza. Patrimonio immobiliare Il Fondo è proprietario, direttamente e tramite la propria controllata Immobiliare Negri srl, di un patrimonio immobiliare per un valore iscritto nel bilancio del 2001 di complessive L. 122 miliardi. La consistenza di tale patrimonio era pari a L. 226 miliardi nel 1994, in occasione della presentazione del piano di riequilibrio ex art. 18 del decreto legislativo 124/93, che prevedeva il progetto di dismissione delle proprietà immobiliari, le cui operazioni hanno avuto luogo nel Le novità legislative, intervenute in materia di locazioni abitative con la legge 431/98, nonché il rivitalizzarsi della domanda nel mercato delle locazioni di unità commerciali e ad uso ufficio, hanno offerto nuove opportunità contrattuali. Questo contesto, dunque, ha consigliato di adottare una linea di cautela nelle dismissioni e condurre una riflessione approfondita sulle prospettive. Si è quindi proseguito con le operazioni di vendita già aperte, che in taluni casi sono state ultima-

7 FONDO MARIO NEGRI/3 LATRASFORMAZIONE del Fondo di previdenza Adriano Perone Oggi il Fondo di previdenza Mario Negri attua una forma di previdenza complementare a prestazioni definite - tecnicamente organizzata in regime di capitalizzazione collettiva - in linea con le disposizioni di cui all art. 18 del decreto legislativo 124/1993 (articolo riservato alle forme pensionistiche complemen- Adriano Perone, attuario, libero professionista, già presidente del consiglio nazionale degli attuari te o stanno volgendo al termine, e si è sospesa ogni altra iniziativa di vendita sugli immobili non ancora immessi sul mercato, preferendo invece una fase di osservazione e un riesame della situazione generale delle locazioni, avviando un processo di ottimizzazione delle redditività. Sulla base di tale prospettiva, il Fondo intende raggiungere un livello di reddito lordo per gli immobili ad uso abitativo in una misura non inferiore al 4 per cento e per quelli a destinazione commerciale o ufficio, in una misura non inferiore al 6,5 per cento rapportate al valore commerciale del bene. Parallelamente, si sta procedendo a un approfondito e specifico monitoraggio dei costi di gestione dei fabbricati, finalizzato a una razionalizzazione degli interventi di manutenzione che garantisca una migliore conservazione dei beni, e quindi al mantenimento e accrescimento del valore. tari istituite, come il Fondo, in data antecedente quella di entrata in vigore della legge 421/1992). Avendo peraltro a suo tempo richiesto e ottenuto l autorizzazione della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione, istituita dallo stesso decreto legislativo 124/1993) a operare temporaneamente - per otto anni a far tempo dall emanazione del decreto del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale 14 gennaio 1997, n nel regime di deroga previsto dal comma 8 bis del citato art. 18, il Fondo può rimanere aperto a nuove iscrizioni sino al 13 gennaio 2005, dopo di che, a meno di radicali modifiche dell attuale assetto tecnico-normativo, sarà destinato a limitare la sua funzione di tutela previdenziale nei confronti dei soli dirigenti e pensionati che a detta scadenza risulteranno iscritti (gestione a gruppo chiuso ). Questo è uno dei motivi fondamentali che hanno indotto le organizzazioni imprenditoriali e sindacali dei partecipanti a porre mano ad un progetto di trasformazione del Fondo in una forma a contribuzione definita, impostata sulla capitalizzazione individuale: una forma, cioè, che non solo risponde allo scopo di affrancare gli sviluppi gestionali dai rischi connessi all aleatorietà delle condizioni di equilibrio tecnico-finanziario del vigente sistema, ma si propone altresì e soprattutto di rendere possibile, appunto, l iscrizione al Fondo - innovato in conformità alla disciplina prevista dal legislatore per la generalità dei lavoratori dipendenti - delle future generazioni di dirigenti. È vero che queste ultime, una volta giunto a scadenza il suddetto periodo di deroga, potrebbero trovare ugualmente accoglimento nel Fondo, in una sezione separata appositamente regolamentata dello stesso, ma tale soluzione implicherebbe: a) la sopravvivenza dell attuale forma gestoria per i vecchi iscritti, con tutte le incertezze che essa presenta sul piano normativo, fiscale, economico, ecc. (è ormai del tutto manifesto il disegno politico di generalizzare il cosiddetto sistema contributivo anche nell ambito della previdenza complementare); b) un inevitabile diversità di trattamento per le vecchie e le nuove generazioni di dirigenti, che sembra opportuno evitare. Il progetto, ormai compiutamente definito negli aspetti giuridico-normativo e tecnico-attuariale, prevede i seguenti passi operativi: a) determinazione del valore attuale medio delle pensioni in pagamento alla data della trasformazione (riserva dei pensionati); b) ripartizione delle disponibilità del Fondo, al netto della riserva dei pensionati di cui sopra, tra i partecipanti in attività o comunque non ancora pensionati (contribuenti obbligatori o volontari e non versanti ): con questa operazione vengono definiti i conti individuali iniziali (cosiddetti zainetti ) che poi, incrementati dei successivi versamenti contributivi e delle quote di partecipazione ai risultati d esercizio, costituiranno le basi per il calcolo delle rendite personali, secondo il noto modello di sistema contributivo introdotto dalla legge 335/1995. Come si può ben comprendere, la scelta del criterio di ripartizione delle disponibilità e quindi di determinazione dei conti individuali iniziali ha rappresentato la fase più delicata e impegnativa dell elaborazione progettuale. Si trattava infatti di tenere nella dovuta considerazione, da un lato, i cosiddetti diritti quesiti dei singoli partecipanti (in particolare l età e l anzia- 13

8 nità contributiva maturate, connotazioni da cui dipende anche oggi, com è noto, il trattamento spettante) e, dall altro, le risorse del Fondo spendibili allo scopo. Dopo numerose elaborazioni, effettuate nel quadro di diverse ipotesi di lavoro, si è giunti infine a individuare il criterio di definizione dei conti individuali iniziali precisato nell accordo sottoscritto dalle parti sociali costituenti, che si ritiene costituisca un ragionevole ed equo compromesso tra le diverse (e in buona misura contrastanti) esigenze sopra accennate. Detto criterio, infatti, non modifica le aspettative degli iscritti con 15 o più anni di anzianità contributiva e assegna a tutti gli altri uno zainetto generalmente superiore al rispettivo conto di previdenza, in quanto pari a quest ultimo, maggiorato di un aliquota - variabile da un minimo del % in caso di anzianità inferiore a 5 anni a un massimo del 90% per chi possa far valere 8 o più anni di contribuzione - dell eventuale differenza positiva tra l importo determinato convertendo in capitale la pensione virtualmente maturata a norma dell attuale regolamento e il conto di previdenza stesso. Bisogna dire subito, però, che attualmente il Fondo non dispone di riserve tali da garantire la copertura finanziaria degli impegni rivenienti da una siffatta formazione dei conti individuali iniziali. Si è previsto pertanto di destinare una parte della contribuzione futura, che farà carico alle aziende, al finanziamento dello scoperto, tenuto conto che l esigenza di interventi integrativi tendenti a colmare la differenza tra le prestazioni promesse e le riserve disponibili si manifesterà nel corso del tempo; in altri termini, si è previsto che il sistema di prestazioni venga finanziato da un contributo ordinario destinato ad alimentare il conto individuale e da un contributo aziendale integrativo destinato a confluire in un conto generale dal quale sarà prelevato quanto necessario per garantire con continuità la totale copertura delle prestazioni via via erogate agli iscritti. Come si evince dai nuovi documenti normativi (statuto e regolamento) recentemente approvati dal consiglio di amministrazione, sotto il profilo contabile-amministrativo il Fondo risulterà articolato nei seguenti conti: un conto di accumulazione, costituito dall insieme dei conti individuali intestati ai singoli iscritti (inizialmente, dall insieme degli zainetti determinati come detto); un conto generale, destinato ad accogliere la futura contribuzione integrativa; un conto pensioni, inizialmente costituito dalla riserva dei pensionati alla data di trasformazione del Fondo e nel quale confluiranno, in seguito, i conti individuali effettivamente maturati dagli iscritti all atto del pensionamento (è a seguito delle periodiche verifiche attuariali della congruità di tale conto che si manifesterà l esigenza di integrare lo stesso attingendo al conto generale). Come si legge nel nuovo regolamento, spetta al consiglio di amministrazione del Fondo ogni decisione in merito alla ripartizione tra i diversi conti del risultato d esercizio, da cui dipenderà quindi il processo di capitalizzazione dei conti individuali e di adeguamento delle rendite in vigore, legato non più all andamento del costo della vita, ma a quello della complessiva gestione del Fondo. 14

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