1. DEFINIZIONE CAMPAGNE ELETTORALI. penultimo giorno prima di quello in cui si vota, affinché ci sia un

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1 1 LE CAMPAGNE ELETTORALI 1. DEFINIZIONE CAMPAGNE ELETTORALI La campagna elettorale è l'insieme delle attività di propaganda svolte a favore dei candidati, per conquistare la fiducia degli elettori e convincerli a dare il proprio voto. Con questo termine si indica anche il periodo precedente le elezioni: la campagna elettorale inizia ufficialmente trenta giorni prima e si conclude alla mezzanotte del penultimo giorno prima di quello in cui si vota, affinché ci sia un giorno di riflessione 1. In altri termini la campagna elettorale presenta un partito e un candidato, ne magnifica il programma e cerca di indurre i cittadini a votarlo. L attività di propaganda è esercitata attraverso i comizi, la partecipazione a trasmissioni televisive o su altri media come la radio o l utilizzo di internet, l'affissione di manifesti, la consegna di gadget, volantini e quant'altro. 1 Entrata in vigore del silenzio elettorale con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n 87 del 11 aprile 1956 (norme per la disciplina della propaganda elettorale)

2 2 La campagna elettorale è un momento cruciale, in cui il candidato si presenta pubblicamente, espone le sue idee e i suoi programmi, e dichiara in che modo intende rappresentare, se eletto, la volontà popolare EVOLUZIONE DELLE CAMPAGNE ELETTORALI Le campagne elettorali esistono dall'antica Roma, periodo in cui i magistrati, passeggiando per la città, incontrano personalmente gli elettori, promettendo prossimi favori o ricordando quelli del passato. Data l ovvia mancanza di mezzi di comunicazione di massa, acquista grande importanza la visibilità pubblica, ma conta anche il passaparola. Nella Roma Repubblicana possiamo vedere un miglioramento delle tecniche pubblicitarie, si realizzano infatti i primi manifesti elettorali, dipinti sui muri o affissi per la città. Successivamente ai Romani a capire l importanza delle campagne elettorali sono i regimi totalitari. 2 Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p.134

3 3 Il fascismo e il nazismo danno un'impronta unitaria e nazionale alla propria organizzazione, che continua a lasciare ampio spazio alle voci locali. Non solo le strategie vengono ormai decise a livello nazionale, ma tutta la simbologia e la comunicazione assume una fisionomia unitaria costruita a partire dalla figura del leader: Mussolini e Hitler. Queste due dittature apportano uno sviluppo alla storia della comunicazione politica. Pur in assenza di vere e proprie competizioni elettorali, i due regimi sperimentano molte delle metodologie di comunicazione che poi troveranno applicazione più ampia negli anni successivi 3. I regimi totalitari sono i primi a capire l'utilità della campagna elettorale, con l ausilio dei due nuovi mezzi di comunicazione: la radio e il cinema. Mussolini capisce subito le enormi possibilità che i due nuovi media possono apportare alla comunicazione, e ne fa il pilastro della propria strategia. In Italia finita la dittatura si apre la campagna elettorale per le elezioni del Mancini, P. Manuale di comunicazione pubblica, editore Laterza, p. 147

4 4 Una giornata significativa di questo periodo è il 31 maggio del 46, giornata festiva, comizi a tutte le ore e in tutti i punti della città, cortei, grida e sbandieramenti nelle vie del centro, strade ingombre di carta stampa, multicolore [ ] Così si chiude l'ultima grande giornata della propaganda a Roma ed il primo, più importante, appuntamento elettorale della storia d'italia: le elezioni del 2 giugno 4. Le campagne elettorali, sono un fenomeno strettamente legato alla comunicazione, per questo motivo si sono evolute parallelamente alla diffusione dei mass media. Pippa Norris [2000], analizzando i processi di modernizzazione delle campagne in molti paesi occidentali, ha proposto la seguente periodizzazione storica dell'evoluzione delle contese elettorali 5, dunque ha evidenziato 3 periodi fondamentali. Le campagne elettorali premoderne: le possiamo vedere in Usa nel periodo che va dal 1850 al 1950, mentre in Italia è la fase tra il 1945 e il Tali campagne sono dominate dalla 4 Rizzo, M. Virginia. Cronache delle elezioni politiche dal 1946 al 2006, editrice CEL 5 Pippa Norris [2000] Citato in Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p.132

5 5 comunicazione interpersonale attivata dai partiti e dai media. L appartenenza politica è scelta per via identitaria e trasmessa di padre in figlio, come una vera e propria eredità sociale e ideologica. Perciò le campagne elettorali sono condotte in modo da mobilitare i propri sostenitori rispolverando legami, relazioni e appartenenze preesistenti. In questo periodo è richiesto alle grandi schiere di militanti un coinvolgimento diretto: volantinaggio, articoli sui giornali di partito, propaganda porta a porta. I contenuti di questa politica sono prevalentemente ideologici e affronta temi che toccano il cuore alla gente. Il periodo per effettuare queste campagne elettorali è ridotto, infatti si hanno 45 giorni prima del voto. Il coordinamento centrale viene gestito dal leader di partito in collaborazione con i leader locali. Per quanto riguarda i media, non sono ancora molto sviluppati, e la campagna si realizza attraverso la stampa (spesso di parte), volantini, manifesti di partito, e la radio. I costi sono ridotti rispetto alle campagne moderne e postmoderne.

6 6 Le campagne moderne: in Usa si realizzano nel periodo che va dal 1960 al 1990, mentre in Italia va dal 1990 al 2001 circa. Ci sono dei cambiamenti rispetto alla fase precedente, caratterizzati dalla diffusione della comunicazione di massa, in cui la televisione rappresenta il perno centrale. Infatti ha ruolo fondamentale: trasmette spot, i politici possono parlare ai telegiornali e alle trasmissioni, consente alla politica di raggiungere gran parte della popolazione con un unico e semplice messaggio. La televisione si configura come un media neutrale ed imparziale, rispetto alla stampa, spesso manipolata della fase premoderna. I partiti si trasformano in organizzazioni ad alto tasso di capitale, poiché la disponibilità di risorse finanziarie è la chiave per acquisire spazi pubblicitari, produrre spot e realizzare sondaggi, si hanno costi moderati ma in costante aumento. L'organizzazione della campagna viene coordinata a livello nazionale, con una maggiore professionalizzazione. La tempistica si allunga, si passa dai 45 giorni ai sei-dodici mesi. Per quanto riguarda il

7 7 coordinamento centrale, si ha un quartier generale e alcuni consulenti strategici. Le campagne postmoderne: in Usa si realizzano nel periodo che va dal 1990 ad oggi, in Italia riguarda gli ultimi anni. Anche qui possiamo vedere dei cambiamenti, tra cui un evoluzione della televisione classica, alle televisioni digitali, satellitari, sul web e via cavo. La radio, invece, viene riscoperta come mezzo per raggiungere il pubblico meno giovane. In Usa fanno ingresso nel marketing elettorale le nuove tecnologie e i nuovi media, perché permettono di contattare ogni singolo elettore. Mentre in Italia questa evoluzione si vedrà solamente negli anni a venire. L'elettorato viene segmentato e studiato, nel caso dell'elettore indeciso viene colpito da messaggi, calibrati sulle caratteristiche socio-demografiche e di orientamento politico, ricavato dalle ricerche di mercato. Si attua una comunicazione dominata dal marketing relazionale ed esperienziale. L'organizzazione della campagna è gestita a livello nazionale con una distribuzione centralizzata. L era

8 8 postmoderna ha reso la competizione elettorale un sistema ancora più complesso, nel quale i partiti si lanciano in meccanismi comunicativi non solo pre-elettorali ma anche nel corso delle attività di governo, dando vita ad una vera e propria campagna elettorale permanente. Il coordinamento centrale è caratterizzato da campagne elettorali con divisioni specializzate e consulenti con competenze tecniche. Nelle campagne postmoderne i costi sono sempre più alti, a causa dell'esplosione delle consulenze, della moltiplicazione dei mezzi su cui è necessario essere presenti. L'elettore è molto riflessivo, i legami di lungo periodo permangono ma devono essere continuamene rinforzati MARKETING POLITICO-ELETTORALE Quando si parla di tecniche moderne della comunicazione politica, o del marketing politico, si parla di un insieme di mezzi relativamente 6 Classificazione fatta da Pippa Norris in: A Virtuous Circle: Political comunications in postindustrial societes, Editore Cambridge University Press.

9 9 nuovi di derivazione commerciale 7, come la televisione e gli spot elettorali, i sondaggi e la pubblicità. Il marketing politico è la ricerca di voti con l'ausilio della tecnologia e delle tecniche aziendali. In una realtà come la politica sembra inadeguato utilizzare la parola marketing, perché presuppone concetti come mercato, prodotto e vendita. Fondamentalmente la politica e il marketing sono collegati tra loro, è sufficiente pensare ai partiti politici come aziende e ai politici come prodotti. L'azienda presenta un prodotto, ne magnifica le qualità e cerca di indurre i clienti ad acquistarlo, e lo stesso vale per la campagna elettorale, presenta un partito o un candidato ne magnifica il programma e le doti e cerca di indurre i cittadini a votarlo. Il marketing politico è quella branca del marketing che si occupa di studiare il campo del mercato politico. Le organizzazioni politiche hanno l obbiettivo di acquisire il consenso dei propri elettori, proprio come avviene per le aziende con i propri clienti. Una buona azione di marketing politico è quindi essenziale per il raggiungimento dei propri obiettivi durante la campagna elettorale. La strategia politica deve necessariamente partire da un progetto di 7 Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p.138

10 10 comunicazione politica, nel quale rientrano gli obiettivi da raggiungere, le tecniche e gli strumenti. 3.1 LE STRATEGIE E I CONSULENTI POLITICI Una campagna che non segue le logiche del marketing non è una campagna professionalizzata osserva opportunamente Jesper Strömbäck 8. La strategia di marketing politico-elettorale secondo Mazzoleni si divide in quattro fasi 9 : la prima consiste nella definizione di una strategia che può essere di conquista o di mantenimento. Il candidato e il suo staff di consulenti mettono a punto gli obiettivi specifici di tutta l'operazione. Un candidato poco conosciuto deve puntare soprattutto su come ottenere notorietà e visibilità, mentre un candidato già conosciuto, ha come obiettivo primario quello di ricordare agli elettori le sue doti politiche; 8 Jesper Strömbäck [2007,55] Citato in Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p

11 11 la seconda fase è caratterizzata dall analisi dell'arena, in cui il candidato gioca la partita elettorale. Deve conoscere l'elettorato del proprio collegio, monitorare le mosse dei concorrenti e infine fare una ricognizione delle risorse mediatiche disponibili sul territorio; la terza fase viene definita tattica, racchiude tutte le attività e modalità di comunicazione del prodotto. Si deve decidere la costruzione dell messaggio, ovvero la scelta della narrazione, l'insieme delle argomentazioni da usare nella comunicazione agli elettori nell'arena mediale, ma soprattutto si definiscono i canali per la comunicazione della campagna, infine si definisce l'immagine del candidato; l'ultima fase è operativa, in quanto si ha la discesa in campo del candidato, ed è necessaria una conduzione centralizzata delle varie attività sul campo e secondo Cacciotto 10 nessuna campagna elettorale può essere vinta senza organizzazione, per vincere non bastano i volontari, servono persone che li sappiano organizzare. 10 Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p.145

12 12 Un ruolo determinate è ricoperto dai consulenti, esperti di campagne elettorali, ingaggiati per offrire servizi ai candidati, come quello di effettuare sondaggi, creare e produrre materiale per i media ecc... Si possono distinguere due tipi di consulenti politici, consulente generalista che è presente in tutte le fasi della campagna, e uno specialista che si concentra su alcuni aspetti della campagna. Le figure principali di consulente sono: Campaign manager, coordina le azioni della campagna e definisce le linee strategiche e tattiche; Pollster, è l'esperto dei sondaggi; Media Adviser, è il responsabile dei mezzi di comunicazione di massa, ha il compito di dirigere e coordinare il momento della produzione e della diffusione delle notizie; Direct Mail Consultant, esperto di marketing diretto. 3.2GLI STRUMENTI DEL MARKETING POLITICO- ELETTORALE

13 13 Philippe Maarek, nel suo manuale di marketing politico, divide gli strumenti del marketing in tre categorie: le tecniche tradizionali, le tecniche audiovisive, le tecniche di marketing diretto 11. Le tecniche tradizionali, si riferiscono alle campagne elettorali degli anni pre-marketing. Tali tecniche sono a loro volta classificabili in due gruppi: interattive e unidirezionali. Le prime implicano contatti diretti tra il candidato e i suoi potenziali sostenitori, come il porta a porta, visite ai mercati, i banchetti e comitati di sostegno, gli incontri con gruppi e movimenti, i comizi di piazza, le strette di mano. Tali tecniche permettono di costruire un immagine del candidato prossimo vicino alle persone comuni e ai loro problemi. Le tecniche unidirezionali sono per lo più di natura scritta: la stampa dedicata ai militanti, la stampa per la propaganda esterna, dai giornali di partito ai volantini, il manifesto, i gadgets, autoadesivi, bandiere, berretti, t- shirt, portachiavi, ecc... Le tecniche audiovisive sono legate alla televisione, con due usi: diretti e indiretti. Tra gli usi diretti troviamo spot a pagamento o gratuiti, mentre quelli indiretti, si manifestano attraverso lo 11 Citato da De Rosa, R. F. nel sito internet:

14 14 sfruttamento da parte del candidato delle occasioni offerte dai mezzi informativi, come il dibattito e la partecipazione a programmi culturali o di intrattenimento. La televisione è un mezzo di diffusione che gerarchizza gli aspetti visivi e personali di chi la utilizza per i suoi messaggi. Questa circostanza determina che i fattori di presentazione hanno un'importanza molto grande nella percezione degli spettatori. [ ] Gli spot televisivi si pongono in un contesto determinato, che è interpretato dallo spettatore in qualche accezione 12. Proprio per il motivo sopra descritto i candidati durante le riprese in studio si appoggiano ad oggetti come la scrivania, la bandiera ecc. per trasmettere un significato ben preciso, ad es. il video della discesa in campo di Berlusconi nel Di spot ne esistono vari tipi. Secondo la classificazione di Patrick Devlin 13, ci sono spot mezzobusto, spot negativi, spot cinema-verità, spot documentario, spot intervista alla gente e gli spot testimonial Luis Costa Bonino, libera traduzione a cura di Galizia, A. Manuale di Marketing Politico 13 Citato in Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p Descrizione spot in ordine di lettura sopra riportati: si vede solo il candidato che parla; spot contro i candidati concorrenti; raffigurano momenti della vita reale del candidato; illustrano che cosa il candidato ha fatto nella vita politica o professionale; dichiarazioni a sostegno di persone comuni; personaggi celebri

15 15 Le tecniche di marketing diretto includono i nuovi media, come internet, i social network. Queste nuove tecnologie non sostituiscono i media tradizionali, ma si integrano fra loro. Permettono una precisa personalizzazione del target, con l'utilizzo di facebook e twitter le campagne si trasformano in un dialogo interattivo tra candidati ed elettori. Le nuove tecnologie permettono di diffondere molte più informazioni e con linguaggi multimediali, anche la velocità di diffusione e di aggiornamento delle informazione è un elemento cruciale per la comunicazione politica, soprattutto in campagna elettorale. Queste nuove modalità di comunicazione offrono enormi possibilità di raggiungere un ampia parte dell elettorato, anche se queste tecnologie non sono ancora del tutto utilizzate e sfruttate. Uno strumento precedentemente nominato è l'utilizzo dei sondaggi cioè cercare di scoprire quale candidato, partito o coalizione si trova in vantaggio nella competizione elettorale. Una prima funzione dei sondaggi è l indagine sull intenzione del voto, consente di formulare una prima analisi strategica dell elettorato. Una seconda funzione dei sondaggi è quella di aiutare a comprendere quali siano i messaggi più decantano le qualità del candidato.

16 16 efficaci, si può domandare all elettorato quali siano le sue priorità, oppure si può chiedere agli intervistati di indicare loro stessi gli argomenti che i politici dovrebbero trattare. Un'altra strategia di marketing è associata all'immagine. Esiste però una duplice fenomenologia 15 : l'immagine proiettata e l'immagine percepita. La prima è una cornice costruita e confezionata del candidato, pronta per essere divulgata dai media, per arrivare più o meno intatta ai vari target. L'immagine percepita è invece un costrutto mentale soggettivo, è una rappresentazione mentale, la fotografia del candidato o del leader politico che uno ha nella propria testa. Secondo Barisione c'è un collegamento tra l'immagine proiettata e quella percepita, l'immagine che uno ha di un leader o di un candidato, viene creata dagli stimoli dell'immagine proiettata 16. Ai giorni nostri l'immagine è divenuta una risorsa strategica importantissima, essenziale nel marketing politico- elettorale, perché grazie all'uso delle tecniche di image management l'attore politico presenta se stesso e la sua offerta, distinguendosi dagli altri concorrenti. 15 Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p Barisione, M. [2006] citato in Mazzoleni, G. La Comunicazione Politica, Il Mulino, Terza Edizione, p.149

17 17 L immagine di un personaggio politico si crea dall unione tra l immagine pubblica e quella personale del personaggio stesso, dal modo e dai mezzi con cui le comunica e da come vengono percepite dagli elettori. È fondamentale, perciò, trovare delle strategie per migliore o rinforzare la propria immagine. 4. LE CAMPAGNE ELETTORALI PIU' RILEVANTI DAL 1994 AL 2013 In Italia verso la fine degli anni 70 fanno il loro ingresso alcune forme di marketing politico. Anche se un vero e proprio marketing si avrà solo con le elezioni del Il parlamento approva il 25 marzo 1993 la legge 81 sulla elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale 17. Con Ciampi, presidente del Consiglio viene approvata la legge 515/1993 sulla disciplina delle campagne elettorali per le elezioni alla Camera dei deputati e al 17 Gazzetta Ufficiale n 72 del 27 marzo 1993

18 18 Senato della Repubblica 18. Tale legge amplia la portata delle competizioni elettorali, mantenendo le restrizioni della legge 81/ : L'innovativa strategia televisiva di Berlusconi. Silvio Berlusconi entra nella competizione politica sul finire del 1993, sfruttando il suo decollo televisivo iniziato nella metà degli anni Ottanta 19. In questi anni, con i cambiamenti sociali, entrano in crisi i tradizionali canali di comunicazione basati sulla militanza e il voto di appartenenza, per questo motivo che la politica ha sempre più bisogno della televisione. Il leader di centrodestra ha immediatamente compreso che serve un nuovo modo di comunicare, che si realizza mediante la fusione tra la comunicazione politica e i principi di marketing aziendale. Berlusconi e il suo entuorage di amici e colleghi iniziano a lavorare sul progetto di un partito-azienda. 18 Gazzetta Ufficiale n 292 del 14 dicembre Berlusconi nel 1980 fonda la sua prima rete televisiva nazionale, ovvero CANALE 5. negli anni successivi, acquisisce e sviluppa le reti nazionali ITALIA 1 e RETEQUATTRO. Operazioni di supporto allo sviluppo televisivo furono l'acquisizione del settimanale SORRISI E CANZONI TV e in seguito l'acquisto della MONDADORI.

19 19 Nel gennaio del 1994 decide di lasciare l'attività imprenditoriale per impegnarsi in politica e fondare un nuovo partito: Forza Italia. Berlusconi entra dunque in politica forte della sua grande esperienza nel campo della comunicazione, adottando per la campagna elettorale gli stessi approcci, metodi e strumenti che il marketing propone per la conquista e il mantenimento dei consumatori. Le novità introdotte sono: l'utilizzo di un linguaggio specifico del mezzo televisivo, chiaro, diretto, semplice, una semplificazione degli slogan e delle promesse come ad esempio Meno Tasse Per Tutti, in modo che siano comprensibili ai cittadini di ogni livello culturale. Berlusconi è un imprenditore e affronta la discesa in campo come un'operazione commerciale, applicando al mondo politico le regole del mondo aziendale, confeziona un prodotto politico seguendo le regole della vendita e del marketing. La discesa in campo del leader di Forza Italia avviene a due mesi dalla data delle elezioni, inviando alle emittenti televisive una cassetta di circa nove minuti registrata nello studio di Arcore.

20 20 L'inquadratura lo ritrae seduto alla scrivania con alle spalle una libreria su cui è posta la foto della famiglia, indossa un doppiotto grigio un po' rigido, a sottolineare la rilevanza del discorso di cui si assume con consapevolezza tutte le responsabilità 20. Con queste parole Berlusconi si presenta come un non politico che, avendo a cuore i destini dei suoi figli, dell impresa e del paese, è costretto a scendere in campo ed occuparsi della cosa pubblica per offrire al paese un alternativa credibile al governo della sinistra. Il leader realizza un'operazione di grande intuito politico, il partito diviene la cerniera di uno schieramento che si articola in entità tra loro eterogenee e contrapposte, quindi si va a creare una coalizione tra Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale 21. Siamo negli anni in cui si ha la Destra e la Sinistra, un clima infuocato, la crisi economica, la gente esasperata e gli scandali, e sopra a tutto la televisione, ed è li che si gioca il vero scontro elettorale Video-discorso della discesa in campo il 26 gennaio 1994, Fonte: 21 I leader di Lega Nord e Alleanza Nazionale sono rispettivamente, Ugo Bossi e Gianfranco Fini. 22 Rizzo, M. Virginia. Cronache delle elezioni politiche dal 1946 al 2006, editrice CEL

21 21 In pratica con Berlusconi in Italia cambia la comunicazione politica, mentre il suo movimento viene definito partito televisivo, perché utilizza la televisione per farsi conoscere e poi votare dai cittadini nel ristretto tempo a disposizione tra la nascita e il giorno delle elezioni. La vittoria di Berlusconi appare come un miracolo se si considera il breve periodo di campagna elettorale. In autunno, al momento di mettere mano alla finanziaria, la situazione precipita, Bossi decide di ribaltare il tavolo della coalizione e di passare all'opposizione, costringendo Berlusconi a dare le dimissioni. 23 Il governo Dini emana un decreto in cui definisce i confini di propaganda, deve essere offerta gratuitamente a condizioni di parità di trattamento 24. In particolare, gli spot possono essere mandati in onda solo fino a un mese prima della data delle elezioni, si ha un ridimensionano del ruolo della televisione con un ritorno a una campagna premoderna, aumenta 23 Il governo cade il 22 dicembre, in gennaio Lamberto Dini da ministro del tesoro del governo Berlusconi diventa primo ministro di un governo tecnico. 24 Il consiglio dei Ministri ha varato il disegno di legge sulla par condicio che prevede il divieto della pubblicità politica in televisione e sanzioni severe per quelle emittenti televisive che non si atterrano al divieto. Sulla par condicio in tv, infatti, in Italia non c'è ancora una legge. Il primo a varare un decreto è il governo Dini, nel Decreto reiterato per ben sette volte ma che non riuscì mai ad approdare in Parlamento per diventare legge. La Repubblica.it (Forum & Rete) del 4 agosto Fonte:http://www.repubblica.it/online/forum_rete/spot/eletto/eletto.html

22 22 l importanza della comunicazione interpersonale, delle pubblicazioni a stampa, della propaganda porta a porta, e dei manifesti : Il rinnovamento dell'offerta politica dell'ulivo. Dato che per sua natura di Governo tecnico l esperienza di Dini ha una fine determinata, le successive elezioni politiche vengono fissate per l aprile Occhetto dopo due sconfitte lascia il posto a Romano Prodi, come premier del Partito democratico della sinistra (PDS), dunque la coalizione delle sinistre offre un rinnovamento dell'offerta politica. Prodi è il candidato di una coalizione che alla sua nomina gode di scarsa notorietà a livello dell elettorato nel suo complesso. Per questa ragione intraprende un viaggio in pullman 25, attraversando l Italia, al fine di raggiungere, prima della campagna vera e propria, alcuni obiettivi. Tra i quali essere conosciuto, creare e definire un'immagine, ampliare l ambito ristretto e specifico di competenza che gli veniva 25 Corriere della Sera del 25 aprile 1995 Fonte:http://archiviostorico.corriere.it/1995/febbraio/25/seconda_mano_pullman_Prodi_co_0_ shtml

23 23 riconosciuta in materia economica 26. Per raggiungere notorietà i media sono stati decisivi, proprio perché l attività politica riceve attenzione dai media, così riuscendo a far ottenere al candidato visibilità da parte dell elettorato. Per Berlusconi la fase di pre-campagna è di mantenimento e rafforzamento dell immagine, facendo attenzione a non farsi trascinare nei dibattiti politici. Il decreto attuativo del decreto Dini prevede il nuovo regolamento applicativo della legge sulla par condicio. Le nuove regole si distinguono tra ciò che si può fare prima e dopo il 18 marzo, termine per la presentazione delle liste. Fino a quella data sono consentiti spot non superiori ai 45 secondi e solamente in determinate fasce orarie. La pubblicazione dei dati dei sondaggi rimane vietata negli ultimi 15 giorni di campagna Romano Prodi, docente universitario di economia e politica industriale all'università di Bologna. Già Ministro dell'industria nel 1978, e dal ; Presidente Istituzione Ricostruzione Industriale. 27 Il Garante spiega che il provvedimento distingue la campagna elettorale in due periodi: uno "preliminare" fino al 18 marzo (giorno in cui saranno presentate le liste dei candidati) e l' altro, "finale", per gli ultimi trenta giorni. La necessità di dividere in due il periodo di applicazione della par condicio dipende dall'impossibilità materiale di conoscere fin da ora i candidati e le forze politiche che comporranno le diverse alleanze. A livello nazionale verranno presi in considerazione solo gli schieramenti presenti con simboli identici in almeno 14 circoscrizioni.

24 24 Per quanto riguarda la campagna vera e propria, Berlusconi adotta una strategia comunicativa opposta a quella vincente del 1994, niente più spot e abbandona la gestione televisiva della propria immagine, però questo mutamento rende il leader omologato ai suoi avversari. La strategia ripresa dalla campagna del 1994 è la timing 28 nella quale il partito privilegia, ogni 3 o 4 giorni, un segmento di popolazione diverso a cui indirizzare promesse riferite ai suoi interessi specifici, ad esempio per i disoccupati, lavoratori autonomi, pensionati, cattolici ecc... La coalizione delle sinistre riesce a cogliere il bisogno di cambiamento caratterizzato da credibilità, personalizzazione e rassicurazione. Nasce L'Ulivo, si presenta come un soggetto politico inedito, i cui obiettivi principali sono due, ovvero costruire una propria identità originale diversa dalla coalizione sconfitta nel 1994, personificare la proposta della coalizione in alcuni leader con un alto tasso di credibilità e rassicurazione. L Ulivo presta molta più attenzione, rispetto alle elezioni precedenti, alle potenzialità della 28 Termine inglese traducibile in tempismo, utilizzato per indicare il momento giusto.

25 25 televisione, adottando un atteggiamento teso a trasformare ogni evento in notizia. Nel 1996 le strategie adottate nella campagna elettorale, le prestazioni dei Leader, la scelta dei candidati hanno portato l'ulivo a vincere le elezioni : Elezioni regionali, nazionalizzazione di una campagna locale. La campagna per le elezioni regionali del 2000 viene preceduta da un importante cambiamento normativo, la legge 28/ che promuove e disciplina l accesso ai mezzi di informazione per la comunicazione politica, al fine di garantire la parità di trattamento e l'imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici. 30 In questa campagna per le regionali i leader delle coalizioni sono D Alema per il centrosinistra e sempre Berlusconi per il centrodestra, 29 Gazzetta Ufficiale n 43 del 22 febbraio Il centrodestra ritiene questa normativa un bavaglio alla libertà di espressione, mentre il centrosinistra la difende affermando che la regolamentazione degli spot è la norma e non l eccezione in tutte le democrazie europee.

26 26 che partecipano direttamente e attivamente a sostegno dei rispettivi candidati locali. Il leader del centrodestra attira l'attenzione dei media e degli elettori, mediante una sfida lanciata a D'Alema, su chi avrebbe conquistato più regioni 31. La strategia di Berlusconi è caratterizzata da tre mosse: la prima è la realizzazione di una campagna di comunicazione intitolata una scelta di campo 32, in cui appare il volto del leader del centrodestra, trasmessa in uno spot prima dell entrata in vigore delle nuove norme. Successivamente realizza dei manifesti, offuscando spesso l immagine dei candidati locali, obbligandoli a realizzare da se i loro cartelloni, secondo un formato predefinito. La loro immagine appare di fianco a quella del leader e il loro nome si trova sotto lo slogan. Con questa impostazione della campagna, il leader del centrodestra vorrebbe che gli elettori intraprendessero il voto regionale a favore dei 31 Corriere della sera del 15 aprile 2000, Fonte:http://archiviostorico.corriere.it/2000/aprile/15/Regionali_ultima_sfida_tra_Berlusconi_co _0_ shtml 32 È lo slogan politico del centrodestra. La parola campo fa parte della "tradizione politica di Berlusconi, basti pensare al partito fondato da lui: Forza Italia, La prima cosa che nasce spontanea, se si pensa al partito, è il grido tipico dei tifosi di calcio nei campi sportivi, il colore-simbolo scelto del suo partito è l'azzurro, lo stesso della nazionale di calcio italiana.

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