OMAGGIO A NIVOLA SEGNO E UTOPIA

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4 3 OMAGGIO A NIVOLA SEGNO E UTOPIA 2 giugno - 7 luglio 2007 ex mattatoio Orani

5 Casa Falconieri Fondazione Costantino Nivola Comune di Orani - Assessorato alla Cultura 4 Regione Autonoma della Sardegna Assessorato Pubblica Istruzione Beni Culturali, Informazione Spettacolo e Sport Fondazione Banco di Sardegna ringraziamenti Diputación de Toledo, Toledo Jesus Carrobles direttore del Centro de Estudios Juan de Mariana, Toledo Centro Sardo Studi e Ricerche, Cagliari Loretta Ziranu segretaria della Fondazione Costantino Nivola, Orani CAMP stampa digitale, Cagliari

6 5 OMAGGIO A NIVOLA SEGNO E UTOPIA

7 SEGNO E UTOPIA 6 Costantino Nivola aveva ventuno anni quando nel 1932 in Sardegna (si trovava già da un anno a Monza) mostrò alcune sue xilografie in occasione di esposizioni sindacali. A distanza di settantacinque anni, Casa Falconieri costruisce con la Fondazione Nivola un particolare omaggio all artista di Orani, che vede coinvolti cinque artisti maturi e cinque giovani emergenti, di cui due della penisola iberica. Gli artisti coinvolti nel progetto hanno operato nel solco di quella che è stata una qualità essenziale di Costantino Nivola: la curiosità unita a una ricerca senza fine. La ricerca prende la strada della sperimentazione tecnica e della ridefinizione continuamente aggiornabile e perfettibile del significato del fare arte, puntualizzandone il rapporto con i materiali, la relazione con lo spazio e con i fruitori dell opera. Se leggiamo con attenzione la storia dell incisione e della stampa originale, troviamo conferma come tutte le tecniche mantengano, ancora oggi, intatta la loro forza e, al tempo stesso, si prestino ad essere ulteriormente esplorate, contaminate e arricchite da nuove e azzardate sperimentazioni; importante è penetrarle a fondo, tanto da modificarle e reinventarne le regole. Nel realizzare il progetto espositivo gli artisti hanno compiuto una profonda riflessione sui temi e i segni, le problematiche e la poesia che connotano, coniugate con la spinta verso il nuovo e l azzardo sperimentale, l operato di Nivola; la riflessione compiuta si è concretizzata in immagini incise di dimensioni inusitate animate da un respiro ampio e rigoroso e, nel contempo, aperto a soluzioni e ibridazioni possibili. Segni arcaici, segni che feriscono la nostra terra o che permangono nella memoria, sono diventati - come per Nivola - ciò che concretizza un urgenza espressiva coniugata con linguaggi attuali e sperimentali. In questa occasione l atelier Casa Falconieri (buona parte delle opere in mostra è stata realizzata nell atelier) è il luogo dove confluiscono energie, segni, riflessioni e scoperte; è lo spazio privilegiato della ricerca e della sperimentazione. L atelier, luogo di cultura e di scambio ha visto succedersi differenti modalità di approccio ai fatti dell arte, diventando contenitore di energie creative e generando una importante circolazione di idee; succede che, nelle situazioni di confronto continuo, la nostra cultura e la nostra identità di sardi crescono senza perdere forza ma acquistando chiarezza e consapevolezza. Segno e utopia è il titolo del progetto, ma potrebbe essere il Segno dell Utopia se vogliamo pensare che un non luogo (nell accezione comune un idea o un progetto animato da nobili intenti ma irrealizzabile) possa comunque lasciare un segno, un impronta visibile che è quella dell Arte. Gabriella Locci presidente di Casa Falconieri

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9 UN DIALOGO APERTO 8 La Fondazione intitolata a Costantino Nivola, fin dalla prima edizione del Premio-borsa di studio regionale, ha instaurato una virtuosa collaborazione con Casa Falconieri che, sia per i vincitori del Premio, ma ancor più per alcuni giovani artisti partecipanti segnalati dalla Giuria, ha svolto un lavoro di guida e di formazione con corsi e scambi di esperienze nazionali e internazionali. Alcuni di questi giovani, negli anni, hanno riscosso lusinghieri successi e raggiunto importanti traguardi di lavoro anche all estero. Casa Falconieri esercita gli allievi soprattutto nel solco della sperimentazione. Particolare cura ha dedicato all incisione, rivitalizzando un arte che nell isola è andata quasi spegnendosi dopo gli ultimi grandi, tra cui l oranese Mario Delitala. Non ha trascurato tuttavia di indirizzare alla sperimentazione anche in altri settori delle arti visive nell intento di promuovere tutte le vocazioni dei giovani con cui entrava in contatto. Essa può a pieno titolo rivendicare una costante: l attenzione allo studio dei segni e la ispirazione ai segni peculiari della nostra isola. Già per il fatto di essere isola - e isola antica, terra tra le prime emerse nel Mediterraneo -, la Sardegna è tuttora lo scrigno di una memoria preziosa, una tavola di trame simboliche distinte, di segni luminosi che solo di recente, grazie ad alcuni artisti di intuito eccezionale come Nivola, Maria Lai e pochi altri stanno diventando patrimonio di comune consapevolezza. Quei segni che vengono da lontano vanno letti, vanno saputi leggere e assimilare, se si vuole acquisire dignitosa consapevolezza dell essere se stessi, con gli altri in dialogo costruttivo, dentro un mondo globalizzato. Molto facile scorgere in tale intento quello che Costantino Nivola ha perseguito in modo progressivamente consapevole durante l intera esistenza e, non senza grande sofferenza, da quando l esilio lo ha allontanato dalla sua incomparabile Terra. Tale consonanza ha condotto la nostra Istituzione quasi naturalmente a dialogare e a collaborare con Casa Falconieri, auspicando legami ancor più stretti e proficui quando sarà possibile all interno del Museo operare come laboratorio sistematico al servizio dei ragazzi che scoprono in se stessi il fuoco della Bellezza che può veramente incantare e riscaldare la vita. Ugo Collu presidente della Fondazione Costantino Nivola

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11 TALENTI IN MOSTRA 10 La Mostra documentata dal presente catalogo si ispira a Nivola. Come dire che si ispira alla Sardegna. Poiché Nivola non ha fatto altro che celebrare la Sardegna riscoprendone i simboli atavici e i valori che ne hanno sostenuto la particolare storia e civiltà, fatta di pochi momenti di gloria e costellata di molta fatica e sofferenza. Il Comune di Orani nutre l orgoglio di essere culla di artisti insigni che hanno dato e danno tuttora lustro all Isola. Non va dimenticato Mario Delitala che resta tuttora uno dei più prestigiosi riferimenti per la intensità con cui ha dipinto la sua Terra, immortalandone i costumi, le feste, i paesaggi e interpretando i sentimenti più genuini e profondi della stesse popolazioni. La sua maestria nella tecnica incisoria gli ha conferito una collocazione di primo piano anche a livello nazionale. Propria di quest ultima attività Casa Falconieri ha fatto il suo centro di interesse per vari anni, mietendo consensi non solo in Sardegna, ma anche in alcuni paesi del Mediterraneo (soprattutto la Spagna) e dell America Latina (soprattutto il Paraguay) coi quali ha instaurato scambi di esperienze e attività comuni. Orani, insieme alla Fondazione Nivola, partecipa con convinzione affinché i lavori dei suoi allievi e maestri siano mostrati nella nostra cittadina. Non solo perché tutte le opere hanno preso ispirazione dalla multiforme opera del nostro Nivola, ma soprattutto perché forse solo qui, non distanti dal Museo, quelle opere trovano il contesto più naturale e consono per essere letti e compresi in profondità. Il nostro intento ed è a questo scopo che con la Fondazione lavoreremo nei prossimi anni è quello di attivare in loco laboratori didattici al servizio dei giovani di Orani e delle comunità circostanti. In modo che i talenti di cui è feconda la Sardegna e in particolare la nostra Barbagia siano sostenuti e valorizzati come meritano. Franco Pinna sindaco del comune di Orani Pasqualina Borrotzu assessore alla cultura del comune di Orani

12 11 OMAGGIO A NIVOLA SEGNO E UTOPIA cura Casa Falconieri testo critico Maria Dolores Picciau

13 OMAGGIO A NIVOLA 12 Casa Falconieri e il Museo Nivola di Orani si incontrano. Un connubio quasi inevitabile, dal momento che entrambi da anni professano l apertura, il confronto tra radici e innovazione. Così Gabriella Locci (responsabile e ideatrice dell atelier sperimentale Casa Falconieri) e Ugo Collu (direttore e artefice del Museo Nivola), partendo da un rigoroso principio di qualità, hanno deciso di promuovere un idea importante e dal titolo significativo: Omaggio a Nivola. Segno e Utopia. Un museo dentro un piccolo paese come Orani per sentirsi vivo deve connettersi con le vicende concrete, mettere la propria realtà nelle trame del confronto aperto, azzardare accostamenti inediti. Solo così si apre la strada a una pluralità di visioni, al dispiegarsi di mappe identitarie tracciate su flussi contrapposti. E in gioco la stessa pensabilità di un orizzonte capace di interconnettere identità e modernità, tradizione e innovazione, memoria e progetto. Le comunità locali omologate ad un passato folklorico e asfittico, e quelle invece conformi ad una forma globalizzante che impone la distruzione dei codici identitari, sono accomunate da un identico destino: il dramma dello straniamento, dello sradicamento, dell incomunicabilità. Riferirsi a Nivola rappresenta dunque non solo e non tanto l occasione di una ricognizione profonda di un artista contemporaneamente localizzante e globale, quanto una provocazione che assuma la lezione di questo artista come punto di partenza, ispirazione metodologica, riferimento ideale adatto per misurarsi nel tempo, attraverso la storia, dentro la modernità. Senza inutili nostalgie, ma anche senza inseguire improbabili gradi zero dei codici espressivi. E non a caso la mostra accorpa la produzione di dieci incisori diversi, senza rischiare però gravosi accumuli. Ad unirli non è l ubiquità linguistica, quanto la possibilità di assumere identità multiple, di determinare un linguaggio che non impone descrizioni, ma che favorisce interdipendenze. Anche l interpretazione dell opera nivoliana passa attraverso il codice identitario tradizionale straniato e scompaginato attraverso nuove forme espressive. L ibridazione che i dieci artisti tentano risulta così priva di steccati, barriere, confini, perché guardano alla tradizione proprio mentre si inerpicano nei meandri irrequieti della sperimentazione più audace. E innovano proprio mentre hanno presente sullo sfondo i codici identitari nivoliani, o meglio il modello che l artista di Orani ha utilizzato per abitare gli orizzonti moderni senza rinnegare l identità, ma anzi sublimandola. Nella lezione nivoliana l identità non va rinnegata ma tradita produttivamente. La mimesi riduce infatti il codice identitario a operazione folklorica. E la memoria senza l immaginario è sterile musealizzazione di codici ormai esangui. Suddivisi in due compagini, quella dei giovani e degli artisti più maturi, il gruppo di incisori si è formato o ha operato all interno di Casa Falconieri, il centro di sperimentazione che da anni promuove la transmutazione tra le tecniche incisorie tradizionali e quelle più innovative. Così alla xilografia e calcografia si alternano l uso del carborundum, dell intaglio e della vernice poliuretanica. Tra i giovani troviamo Michel Chevalier autore di una imponente figura torva, caliginosa e sinistra realizzata a puntasecca e carborundum mentre si avvale dell uso dell acquatinta su alluminio per ottenere

14 intensi effetti chiaroscurali; l opera Crying in your face del giovanissimo Alberto Marci è un pullulare di segni, cuori, foglie che fanno capolino nel giallo-livido di una grande figura amebica, un embrione realizzato con puntasecca e carborundum, cloroformio e acquatinta diretta; la formazione in ambito scultoreo è evidente nell incisione fortemente materica di Giorgio Sedda che in Megalite forma incide massicci blocchi neri dalle forme imponenti, sbozzate e nitide ottenute con il sapiente uso della tecnica addittiva. Costruisce cerchi concentrici lo spagnolo Javier Albar a imitazione di pregiate stoffe damascate in grigio e nero in cui ricerca moto e profondità. Rafael Angulo si attesta su esiti più pittorici con l uso di tecniche tradizionali come la puntasecca e l acquatinta. Il risultato è un lessico pittorico a tratti vaporoso e impalpabile in cui le macchie scure si contrappongono a lunghi filamenti senza meta. Introduce la cinquina di incisori più maturi il sassarese Angelino Fiori che ispirato dai Letti di Nivola sperimenta serigrafia, collage e foglia d oro. Grandi macchie di inchiostro nero si contrappongono alle vorticose pennellate rosse e bianche sino a definirsi in una conclamata forma geometrica. Punta sulla forte gestualità la puntasecca di Antonio Mallus che su pvc intaglia due grandi spirali terrose e violacee, definite pur nel vorticoso movimento di linee pluridirezionali. L opera di Gabriella Locci si colloca nel sottilissimo crinale tra ordine e caos, logica e irrazionale, rosso e nero. La sua è una sorta di poetica del limite che indaga la materia, il segno a tratti controllato o fortemente espressivo, di risonanze ed echi multipli che sprofondano negli anfratti di luoghi insondabili. E un mondo fiabesco quello intagliato da Giovanna Secchi che usa collages con carta e stoffa, per riprodurre i disegni di antiche cattedrali gotiche e ripetere in sequenza la sagoma di un topolino. Sono opere pensate per essere trasportate agevolmente, ma hanno anche l aspetto di giochi che devono incuriosire, dilettare, ammaliare. Roberto Puzzu indaga infine lo spazio, lo sonda e misura con segni misurati disposti con rigore e calcolo. Tutto sembra cronometrato: la disposizione delle linee nello spazio, il tratto divisorio del quadro a mò di sipario, la consistenza materica dei materiali impiegati. 13 La mostra nasce da un flusso di esperienze e idee diverse ma con l intento comune di reinterpretare l opera di Nivola. Ed è interessante osservare la sfida: quanto il codice dell artista è in grado di sopportare letture evolutive? Ad una analisi superficiale sembrano esserci due vie radicalmente contrapposte. La prima, ben rappresentata da Su Nuraxi di Barumini nell interpretazione resistenziale di Giovanni Lilliu, e ancora dall archetipo della Mater di Antine, si imposta su un idea identitaria fissa nel tempo mitico, e presuppone che l unica variazione del futuro sia contenuta nella memoria. Il modo migliore per interpretare il futuro è quello di ritornare al passato che contiene, nelle sue forme più archetipali, ogni altra dimensione progettuale purché espressiva del genius loci. Questo codice identitario capace di contenere qualsiasi sviluppo abita nella lunga durata, e in nuce contiene ciò che serve per adattarsi plasticamente a tutte le innovazioni. Il codice moderno non può certo essere sostitutivo di quello del passato ma ne è un completamento. Ma il progetto artistico non è

15 14 mimesi, e perciò tenta di ampliare ciò che il modello primordiale ha presupposto. La seconda può ricondursi alla visione progressista, in cui invece il codice identitario non è capace di allacciare l intera complessità, quindi esistono una serie di sviluppi che sono sostitutivi. L identità ha cioè un orizzonte passatista, limitato e localizzante, per cui l espressione artistica può liberarsi da quelle pastoie e arrivare a un ipotetico grado zero. Il futuro non si potrebbe più costruire solo a partire dal passato. E lo stesso rispetto dell archetipo identitario, per quanto reinterpretato, cessa di essere un valore etico e politico prima ancora che estetico e funzionale. L identità sarebbe perciò riducibile a mera testimonianza che non contiene il Progetto e perciò si pone come dimensione difensiva oltre che ripetizione coattiva di eventi certi e conclusi. La sfida progressista è perciò restituire all azione artistica progettuale iniziativa e generatività. Il problema, così impostato, è tuttavia disperante. Tutto si gioca nell intendere esattamente i termini della questione. Se l identità è interpretata come dato statico, il progressismo implica cesura e discontinuità radicale. Se invece l identità è depurata dalle incrostazioni più superficiali, frutto della storicità, e la si riconduce ad archetipi e codici invarianti che ogni generazione deve reinterpretare evolutivamente, allora non c è più frattura tra identità e progetto. Ad una condizione: che si riconosca il valore etico-politico ed estetico del collegamento ad una dimensione identitaria aperta al confronto, alle contaminazioni, alle sperimentazioni, e non si pretenda, in nome di un falso progressismo, di trasformare il formidabile armamentario identitario, fatto di segni stioricizzabili e di metodi confrontabili, in un relitto della storia da rottamare per far posto a visione estranianti scollegate dal loro referente locale. Il dibattito non è ozioso, ed è ripreso a più livelli dell interpretazione artistica isolana e internazionale. Emblematico in tal senso può essere il film Intelligenza artificiale di Steven Spielberg in cui il regista interpreta in chiave post moderna il Pinocchio di Collodi in una operazione ermeneutica in cui, pur rispettando il modello, il regista innova completamente la forma. Così Bruno Zevi in Controstoria dell architettura dimostra come il codice ripreso da Su Nuraxi di Barumini, archetipo della logica passatista, possa essere riprodotto per avviare nuove forme post-moderne dove la dimensione dell imperfetto urbano nuragico, e della sua forma incompiuta, può addirittura ispirare la mostra decostruttivista di New York e anticiparne gli esiti a distanza di alcuni millenni. E proseguendo, può essere utilissimo rileggere le illuminanti pagine del Narciso in vacanza di Bachisio Bandinu, che chiarisce i pericoli insiti nell utilizzare codici identitari di lunga durata come meri segni decontestualizzati nella costruzione di architetture simil-sarde smeraldine. Insomma, la sfida è chiara: può cambiare la forma espressiva formale ma di fatto rimane il codice della forma mitica soggiacente. Anche Nivola aveva imparato la lezione, e il sand casting, che tanto lo rese famoso negli Stati Uniti, altro non era che un antica tecnica muratoria tradizionale ri-utilizzata per realizzare esperimenti innovativi. Anche gli artisti presenti in mostra dimostrano come per essere fedeli al codice identitario bisogna stravolgerlo, o meglio tradirlo per rivitalizzarne la dimensione della storicità. Del resto è lo steso sottotitolo della mostra a tradire una provocazione produttiva. L endiadi Segno e Utopia rimanda ad uno dei tranelli che ogni artista sardo deve affrontare. Il Segno deve infatti collocarsi o nell illusoria e rassicurante dimensione dell ou-topos (dove il

16 tempo mitico conosce la commistione improduttiva del luogo che non esiste, futuro o futuribile, ma ancora sprovvisto di carica progettuale), o in quella più responsabilizzante dell eu-topos (dove il tempo mitico in cui abitano gli archetipi nivoliani ispira la costruzione attiva e progettuale del nuovo tempo). Dove forme del tempo e forme dello spazio non coincidono ecco che l artista ha il compito storico di innovare progettualmente, di indicare in anticipo nuovi percorsi, di suggerire speciali risonanze. Ma si tratta, appunto, di percorsi innovativi che lavorano nella trama elastica del codice identitario e sanano così la frattura, la scissione disperante di una modernità incapace di connettere i fili sparsi dell esperienza della storicità. La Sardegna, soprattutto grazie all esempio dell artista di Orani, è un laboratorio straordinario per sperimentare la difficoltà ma anche la impagabile ricchezza della riconnessione di tempo del mito e tempo del progetto. Il vero omaggio a Nivola è consentire di discutere apertamente di uno dei temi più qualificanti per essere nel mondo senza prendere in prestito improbabili codici che non saprebbero interpretare il senso della nostra durata. Maria Dolores Picciau 15

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18 Angelino Fiori Gabriella Locci Antonio Mallus Roberto Puzzu Giovanna Secchi Javier Albar Mansoa Rafael Angulo Nieto Michel Chevalier Alberto Marci Giorgio Sedda 17

19 18 Angelino Fiori

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21 20 Buona notte amore serigrafia, collage e foglia d oro su tela tinta per imbibizione cm. 75x140

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23 22 Buona notte amore serigrafia, collage e foglia d oro su tela tinta per imbibizione cm. 80x140 Buona notte amore serigrafia, collage e foglia d oro su tela tinta per imbibizione cm. 92x140

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25 24 Gabriella Locci

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27 26 e se il rosso volasse più alto di un grido anno 2007 puntasecca, carborundum acquatinta diretta, berceaux cm. 123x160

28 e se il rosso volasse più alto di un grido - 2 anno 2007 puntasecca, carborundum acquatinta diretta, berceaux cm. 123x160 27

29 28 prima del rosso e del grido 2007 puntasecca, carborundum, acquatinta diretta cm. 60x65

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31 30 Antonio Mallus

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33 32 Geometrie simboliche 2007 puntasecca cm. 99x160

34 Geometrie simboliche 2007 puntasecca cm. 99x160 33

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37 36 Roberto Puzzu

38 Senzatitolo acrilico e digitale cm. 85x160 37

39 38 Senzatitolo calcografia cm. 81x200

40 Senzatitolo calcografia cm. 81x100 39

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43 42 Giovanna Secchi

44 Sorighes pintados 2007 intaglio e collage - carta e tela su legno cm 90x160 43

45 44 Sorighes cantadores 2007 intaglio e collage - carta e tela su legno cm 90x160

46 Al mare particolare intaglio e collage - carta e tela su forex cm 50x65 45

47 46 In campagna particolare intaglio e collage - carta e tela su forex cm. 50x65

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49 48 Javier Albar Mansoa

50 Reflexión primera 2006 puntasecca, carborundum, cloroformio cm. 49x99 49

51 50 Reflexión segunda 2006 puntasecca, carborundum, cloroformio cm. 49x99

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53 52 Rafael Angulo Nieto

54 Omenaje a Nivola puntasecca, acquatinta diretta carborundum cm. 49x99

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57 56 Michel Chevalier

58 Nella mente 2007 acquatinta diretta, carborundum, puntasecca cm 49x99 57

59 58 Nella mente - elaborazione acquatinta diretta, carborundum, puntasecca cm 49x99

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61 60 Alberto Marci

62 Good friday 2007 acquatinta diretta, carborundum puntasecca, cloroformio cm 49x99 61

63 62 Crying in your face 2007 acquatinta diretta, carborundum puntasecca, cloroformio cm 49x99

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65 64 Giorgio Sedda

66 Megalite tecniche di ncisione materica cm 49x99 65

67 66 Sviluppo megalite 2007 tecniche di ncisione materica cm 49x99

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69 ANGELINO FIORI Nato a Osilo, vive e lavora a Sassari. Dal 62 al 64 soggiorna in Germania, dove si avvicina alla sperimentazione nell ambito della stampa dei tessuti. Dal 64 all 85 insegna Discipline Pittoriche presso l Istituto Statale d Arte di Sassari. Intensa la partecipazione a manifestazioni d arte e di arte applicata. Attualmente si occupa di progettazione nel settore della grafica e dell artigianato. Dal 2000 è presente a Madrid in Estampa - Salone Internazionale di Incisione, nei progetti sperimentali di Casa Falconieri. 68 esposizioni 1963 Dachau, Sommeraustellung, Castello di Dachau 1967 Nuoro, Chironi 88, Biennale d Arti figurative 1970 Cagliari, Basilica di Bonaria, rassegna d Arti figurative 1971 Nuoro Museo del Costume, Rassegna Regionale d Arti Figurative 1976 Sassari, il Cancello, galleria d arte, Il gruppo della Rosa mostra collettiva Alghero, Il Cancello, Il gruppo della Rosa, mostra collettiva 1977 Sassari, Padiglione dell Artigianato, mostra collettiva per la festa dell Unità Nuoro, Museo del Costume / Cagliari, Cittadella dei Musei: Nuove tendenze a confronto: XXV anni di ricerca artistica in Sardegna ( ) Cagliari, Arte Duchamp, mostra collettiva Sassari, 2 PiGreco Arte, mostra collettiva Osmate, Cascina Stal Vitale, Dalla memoria i gesti, mostra collettiva Nuoro, Chironi 88, una cartella di stampe Fiori-Frogheri-Puzzu Modica, Palazzo de Mercedari, Ibla Mediterranea 1985 Cagliari, La Bacheca galleria d Arte, Cortine-Cromogrammes Alghero, Centro Forme, Piccole Invasioni Fiori-Puzzu Brescia, Sincron centro per la documentazione delle arti visive, Omaggio agli Etruschi 1987 Cagliari, Galleria Comunale, Ad columnas Antas, mostra collettiva Osilo, chiesa del Rosario, Nuove Tradizioni * 1988 Cagliari, Galleria Comunale, Segni d Autore in Sardegna 1989 Strasbourg, Hotel de Ville, La memoire et les images - Art et artisanat de Sardaigne 1990 Gavoi, Identità e Traiettorie, Artisti d Europa a Gavoi Tempio Pausania - Arzachena, La memoria e le immagini, Arte e artigianato di Sardegna Tempio Pausania, Liceo Artistico Statale Cagliari, spazio Intergrafica Sassari, Novissima, centro culturale, Parabole una cartella di serigrafie 1991 Sassari Firmato design per l artigianato, Padiglione dell Artigianato Trento Sardegna allo specchio Trame-Colori-Filigrane - Palazzo Trentini Cagliari grazie Acqua, Palazzo dei Congressi, Fiera Campionaria Cagliari, La posta in gioco mostra internazionale di Mail-Art Galleria Comunale Sassari, Provaci Ancora Sam!, sei autori per sei serigrafie Sassari BabelE quattro Litografie per la Tipografia Moderna 1992 Selargius Omaggio a Piero della Francesca Casa Falconieri Cagliari Interaction 5 Centro Culturale 2 palme Sassari Tarli d Artista Novissima. Una cartella di lino-xilografie Fiori-Ippolito-Puzzu 1993 Arzachena, Manifestazione d Arte contemporanea, mostra collettiva Cagliari, Cittadella dei Musei-Nuoro, Biblioteca Satta 12 artisti d oggi per Antonio Pigliaru, una cartella di serigrafie 1994 Olbia Istanze galleria del Cervo, mostra collettiva 1995 Arzachena, Dentro la materia: il gesto e la memoria, manifestazione di arte contemporanea 1996 Puntaldia, Punic Art Agenzy Essere dentro il quadro, Due artisti Fiori-Puzzu 1997 Alghero, Torre Sulis Alea, il quadro e la sua logica Collettiva 1998 Sassari : Arte a Palazzo Ducale: mostra personale 1999 Sassari, Denti & Denti galleria d arte, Trame di colore, Due artisti

70 Sassari - Sala Duce Per Mauro Manca, collettiva Sassari - Denti & Denti, galleria d arte, Arte, oggetti e non, artigianato artistico, collettiva 2000 Madrid, ESTAMPA, Sardegna; tracce del tempo, intrusioni e disturbi (progetto Casa Falconieri) 2001 Cagliari, Pinacoteca Nazionale, Tracce del Tempo (progetto Casa Falconieri) Madrid, ESTAMPA, Sardegna, Isola Laboratorio (progetto Casa Falconieri) 2002 Madrid, ESTAMPA, Sardegna, Isola di segni (progetto Casa Falconieri) 2003 Madrid, ESTAMPA, Sardegna terra di incisori (progetto Casa Falconieri) Oristano (Italia), Pinacoteca Comunale C. Contini, Territori del corpo e della mente (progetto Casa Falconieri) Villanovaforru (Italia), Museo Genna Maria, sala delle esposizioni temporanee I segni e lo spazio (progetto Casa Falconieri) 2004 Sardara, S. Anastasia, L Isola del Segno Madrid, Estampa - Salón Internacional de Grabado, Sardegna, incisori contemporanei (progetto Casa Falconieri) 2005 Toledo (ES), Centro Estudios J. de Mariana Diputación de Toledo, Los Lugares del Signo / Sassari, Palazzo Ducale, Sala Duce, Opera incisa Tradizione e sperimentazione, progetto associazione Stanis Dessy / Madrid, Estampa 2005 Salon Internacional del Grabado 2006 Sassari, Frumentaria, Il segno nel libro, edizioni Ilisso / Madrid, Estampa 2006 Salon Internacional del Grabado 69

71 GABRIELLA LOCCI Nata a Cagliari, ha compiuto gli studi artistici nella città. Nel lavoro approfondisce e sperimenta le tecniche di incisione e i processi di stampa, affiancando alla produzione incisoria, espressa su grande formato e caratterizzata da trame segniche ottenute con la somma di tecniche calcografiche tradizionali e sperimentali, l elaborazione di macchine oggetto e la realizzazione di installazioni. Su commissione di Enti pubblici ha realizzato progetti di intervento nello spazio urbano. Ha fatto parte del Gruppo Interdisciplinare di Ricerca e Sperimentazione del Dipartimento di Scienze Matematiche dell Università di Cagliari e di gruppi sperimentali nel campo delle arti e dello spettacolo, curando nel territorio internazionale allestimenti e installazioni. Ha operato nella cerchia della rivista d arte Thélema e alle iniziative a essa legate; ha fatto parte di Plexus, partecipando alle performances di Gavoi nel 1987 e di Carloforte nel Dal 1992 al 1997 è stata docente e responsabile del laboratorio di Tecniche d Incisione e Stampa dell Istituto Europeo di Design di Cagliari. All inizio degli anni novanta crea nel suo atelier Casa Falconieri, struttura di sperimentazione e ricerca, unico modello di gestione aperta e sperimentale delle arti incisorie. Questo modello fortemente innovativo ha delineato nuove linee guida che ottengono riconoscimenti internazionali. E presente nelle importanti rassegne internazionali. 70 selezione mostre personali 1984 Oristano, Galleria Comunale d Arte Carlo Contini 1989 Cagliari, Università degli Studi - Dipartimento di Matematica, Immagine e suono 1990 Dijon (Francia), Palais du Vogue, Simmetrie e differenze; Cagliari, Galleria La Bacheca, O della Persia Milano, Palazzo Sormani, Bisus 1993 Cagliari, Prima Goccia, Lontano all orizzonte il giallo ha il rumore del tuono Cagliari, Galleria Comunale d Arte, Sarajevo, Firenze, Solingen 1994 Cagliari, ExMà, Salone delle Volte, Epreuve d artiste; Isili, Convento degli Scolopi, Incisioni 1997 Cagliari, Laboratorio Raku, L origine della notte: maniere nere Roma, Acquario Romano, Progetto Musica 2000, multivisione 1998 Cagliari, Palazzo Soprintendenza ai Beni A.A.A.S, multivisione 1999 Cagliari, Centro Man Ray, Stanze: Prova d amore 2001 Bacau (Romania), Ministero della Cultura International Center of Culture and Arts George Apostu, Incisioni 2002 Abele Watou (Belgio), Podium De Queeste Heuvelland, Ontmoetingen ; Abele Watou (Belgio), De Queeste Kunstkamers Huelva (ES), Museo de Huelva, La Crisalida magica Asunción (Paraguay), Centro de Arte Visuale Museo del Barro, La cerimonia degli addii 2003 Gijon (ES), Espacio Liquido, Il corpo, labirinto e memoria 2005 Toledo (ES), Centro Estudios J. de Mariana Diputación de Toledo, Los Lugares del Signo installazioni, interventi nello spazio 1992 Cagliari, Istituto Europeo di Design, Festival Spaziomusica, Installazione per Luigi Nono / Cagliari, Centro Culturale Due Palme, Interazioni 1993 Cagliari, Chiostro di S. Domenico, Mystica (installazione) 1994 Cagliari, Cittadella dei Musei, Arte e Scienza oggi, Mormora 1995 Torino, Promotrice delle Belle Arti, Ars-Lab, macchina sonora Mormora-macchina meravigliosa per acchiappare i sogni / Alghero (I), Torre di S. Giovanni / Nuoro, Biblioteca Satta, Canne a vento ; Cagliari (I), Arte di Passaggio 1996 Cagliari, Teatro D Inverno, scenografia/installazione per I persiani ; Sant Anna Arresi (I), Percorsi ; Cagliari 1997 Cagliari, Interazioni, E.A.M.S. Installazione Multimediale 1998 Madrid (ES), Circulo di Bellas Artes, Contos / Venezia (I), Gran Teatro la Fenice, multivisione Tutto è memoria profondamente incisa 1999 Aielo (ES), Nits d Aielo i Art, Installazione / Quartu S. Elena (I), progetto e realizzazione intervento nello spazio per Piazza d Arte / Madrid (ES), Auditorium Nacional, Multivisione 2000 Cagliari, Comune di Cagliari, Progetto di intervento artistico per la riqualificazione di uno spazio urbano (quartiere Favero di S.Elia) / Aielo, Auditorium, Cañas sin barro, installazione-scenografia per il 3 festival Nits d Aielo i Art / Alghero, campanile della Cattedrale, Grande Stendardo / Alghero, Chiostro di S. Francesco, Festival C.S.S.R Campanas de Gloria, Vascadacqua

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