Dialogo nel medicale. un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza QUADERNI. Galileo MED

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1 QUADERNI di innovazione MED DIPARTIMENTO INGEGNERIA INDUSTRIALE Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Ass.I.O.S. Ve n e z i e Associazione Imprese Ortopediche e Sanitarie delle Venezie Galileo PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO A cura di: Sandro Storelli, Nicola Petrone, Renzo Andrich

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3 QUADERNI di innovazione MED DIPARTIMENTO INGEGNERIA INDUSTRIALE Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Ass.I.O.S. Ve n e z i e Associazione Imprese Ortopediche e Sanitarie delle Venezie A cura di: Sandro Storelli, Nicola Petrone, Renzo Andrich Galileo PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO

4 La pubblicazione Dialogo nel medicale, un percorso sperimentale per la valutazione dell'appropriatezza è stata realizzata nell'ambito del progetto Med, valutazione dell'appropriatezza nel medicale, della CNA di Padova con il contributo della Camera di Commercio di Padova. A cura di Sandro Storelli, CNA di Padova, innovazione & ricerca Nicola Petrone, Dip. Ingegneria Industriale Università di Padova Renzo Andrich, Polo tecnologico Fondazione Don Gnocchi CTS del progetto: Renzo Andrich, Coordinatore Area Tecnologie Assistive - Polo Tecnol. Fond. Don Gnocchi, Vassilli Berto, Direttore Vassilli srl, Lorenzo Cavinato, Direttore Mondial srl, Marco Franchin, Coordinatore Matech - PST Galileo, Antonio Gaiani, Tecnico Ortopedico Tonus srl, Filippo Ghiraldo, Professore di Project Management - Università di Padova, Loretta Gomiero, Maestro ortopedico Officina Ortopedica Gomiero srl, Luca Malimpensa, Esperto professionale di prodotto, Dino Paladin, Direttore AB Analitica srl, Nicola Petrone, Ricercatore DII Dip. Ingegneria Industriale - Università di Padova, Pivato Gianfranco, Direttore Rehateam srl, Federico Polo, Consulente Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto, Antonino Russo, Presidente F.I.S.H. Veneto, Salvatore Russo, Ricercatore Dip. Management - Università Cà Foscari di Venezia, Piergiorgio Silvestrin, Direttore Lydda Wear Taglieria San Giorgio, Francesco Simionato, Presidente Accademia Italiana Materiali Dentali, Sandro Storelli, Coordinatore Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto, Domenico Tosello, Consulente Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto, Andrea Trevisan, Direttore Prometeo srl, Danilo Volpato, Direttore Tecnico Off Car srl, Angela Zuppa, Direttore Tecnico Clini-Lab srl Coordinamento del progetto: CNA di Padova Area innovazione & ricerca Via Croce Rossa, Padova Tel Grafica di Gianni Plebani Stampato a cura di Il Prato Tutti i diritti sono riservati. L'utilizzo anche parziale del testo della presente pubblicazione dovrà essere autorizzato dalla CNA provinciale di Padova dicembre 2012

5 La Camera di Commercio di Padova e le Associazioni specializzate delle imprese hanno negli ultimi anni investito in modo significativo per promuovere le attività economiche nel biomedicale, un settore particolarmente propenso all'innovazione, che comprende l'insieme delle tecnologie e dei prodotti che afferiscono alla sanità e, in una accezione più ambia, alla salute ed al benessere. Proseguendo nella promozione dell'innovazione, anche nel corso del 2012 sono stati realizzati progetti d'interesse del settore, con azioni coordinate e tra loro integrate. Nell'ambito del progetto MED, valutazione dell'appropriatezza nel medicale, sono state sviluppate azioni in collaborazione tra imprese, ricercatori, utilizzatori, con percorsi sperimentali di dialogo finalizzato al miglioramento di prodotto e servizio. Sono state anche definite linee di proposta per attivare quelle sinergie tra pubblica amministrazione ed imprese private, sempre più indispensabili per l'ottimizzazione delle risorse, la semplificazione e il miglior accesso degli utenti ai servizi per la salute. Ciò in particolare con riferimento agli ausili tecnici per disabili e all'ortoprotesica, alle attrezzature medicali, realizzando e utilizzando sperimentalmente strumenti utili alla valutazione dell'appropriatezza dei dispositivi, per misurare non solo la loro efficacia, ma anche la loro usabilità e utilità percepita dall'utilizzatore. Obiettivo principale è quello di supportare la competitività, realizzando una collaborazione virtuosa tra impresa, ricerca, sanità, puntando alla condivisione di strumenti e metodi operativi. Le attività sviluppate, in integrazione con il progetto camerale Osservatorio Biomedicale Veneto 2012, hanno consentito anche l'attivazione sperimentale di Dialogo nel medicale su sito web. La pubblicazione Dialogo nel medicale, un percorso sperimentale per la valutazione dell'appropriatezza propone diversi contenuti di approfondimento e di sintesi delle attività, che auguriamo possano ulteriormente svilupparsi ed essere apprezzate da chi opera nel settore, agisce sul mercato, programma e gestisce il governo dell'economia e della sanità. Il Presidente C.C.I.A.A di Padova Roberto Furlan Il Presidente CNA di Padova Guerrino Gastaldi

6 Indice 4 Presentazione 3 Indice 4 1. Linee di sperimentazione per la valutazione degli ausili 7 Note introduttive 8 Le nuove linee della programmazione regionale veneta sull'assistenza protesica Disabilità e popolazione empowerment 9 L'appropriatezza Appropriatezza degli ausili ed L'abbandono dell'ausilio Ottimizzazione e integrazione del servizio Misura del risultato Dialogo per il miglioramento di servizio e prodotto Il progetto sperimentale Dialogo nel medicale Dialogo nel medicale 14 Esempio di Questionario di valutazione Assistenza protesica e ausili Le persone con disabilità La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità Ausili, protesi e tecnologie assistive Classificazione di Ausili e Tecnologie Assistive Tecnologie assistive, mercato e società inclusiva L'approccio dei costi sociali agli ausili La domanda di assistenza protesica e di ausili L'evoluzione del bisogno della persona con disabilità: dall'ausilio al progetto personale Allungamento della vita, disabilità e non autosufficienza in Italia Elementi di possibile discontinuità nell'evoluzione della domanda L'assistenza protesica pubblica tra appropriatezza e contenimento della spesa L'assistenza protesica e la revisione del quadro normativo nazionale L'attuale Nomenclatore Tariffario Le modalità di erogazione dell'assistenza protesica L'evoluzione normativa Contributi per il miglioramento della normativa sull'assistenza protesica Modalità di acquisto e di gestione dell'assistenza protesica Evoluzione dell'offerta nel settore degli ausili e protesi I cambiamenti della struttura produttiva nel settore degli ausili Analisi dell efficienza degli ausili: esperienze e metodi 53 Obiettivi dello Studio 54 Valutazione dell'efficacia percepita 55 Valutazione del Costo Sociale 60 Analisi dell'efficienza produttiva

7 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Conclusioni APPENDICE 65 Sistemi di assistenza protesica in Europa: indicazioni e proposte 66 Sintesi 66 Indice 68 Introduzione 69 La necessità di sistemi pubblici di assistenza protesica efficienti e basati su evidenza 69 Il Workshop di Copenhagen 70 Il precedente report HEART sull'assistenza Protesica 71 Ambito di intervento dei sistemi di assistenza protesica 72 Le Tecnologie Assistive: base per la realizzazione di Soluzioni Assistive individuali 72 Altri termini correlati 73 Le Tecnologie Assistive quali facilitatori ambientali Accessibilità: l'altra faccia della medaglia Caratteristiche basilari di un sistema di assistenza protesica 77 Perché c'è l'esigenza di sistemi pubblici di assistenza protesica 77 Modelli di assistenza protesica 79 Processi e indicatori di qualità nei sistemi di assistenza protesica 80 Raccomandazioni 84 Proposte per introdurre dei miglioramenti a livello nazionale o locale 84 Suggerimenti per azioni a livello europeo che incoraggino il miglioramento 89 Ringraziamenti 93 5

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9 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza 1 Linee di sperimentazione per la valutazione degli ausili 7

10 parte prima Linee di sperimentazione per la valutazione degli ausili 1 Note introduttive Le nuove linee della programmazione regionale veneta sull'assistenza protesica 8 Il Piano socio sanitario regionale per il triennio così espone l'indirizzo della Regione veneto in materia di assistenza protesica: L'area dell'assistenza protesica, sia per l'impatto in termini di supporto al percorso assistenziale del paziente che in termini di impatto economico, costituisce un ambito di rilevante importanza. Si rende pertanto necessario individuare alcuni indirizzi che migliorino l'appropriatezza prescrittiva ed uniformino le prestazioni su tutto il territorio nel rispetto dei bisogni degli assistiti. L'assistenza protesica è un processo complesso che inizia con la prescrizione specialistica, viene validata a livello distrettuale e deve essere monitorata costantemente. Persegue l'obiettivo di prevenire, correggere o compensare una menomazione o una disabilità, potenziando le abilità residue, nonché promuovendo l'autonomia dell'assistito. Rappresentano, dunque, indirizzi della programmazione regionale: - la predisposizione di protocolli regionali, in ottemperanza al DM n.332/1999, che disciplinino i principi per l'erogazione degli ausili e presidi nelle diverse menomazioni o disabilità, che individuino gli strumenti di verifica dell'appropriatezza prescrittiva e che consentano di valutare gli ausili assegnati nel progetto riabilitativo; - l'attribuzione della competenza di verifica e di controllo dell'assistenza protesica alle Aziende ULSS; - l'individuazione di modalità uniformi su tutto il territorio regionale relativamente alla manutenzione ed al ripristino del materiale protesico; - l'implementazione di un sistema informativo adeguatamente alimentato a livello aziendale, che consenta un monitoraggio sia a livello di Azienda ULSS che a livello regionale. Come recita il Piano socio sanitario regionale, quindi, occorrono protocolli «. che individuino gli strumenti di verifica dell'appropriatezza prescrittiva e che consentano di valutare gli ausili assegnati nel progetto riabilitativo». Nelle more di concrete attività di pianificazione e di ottimizzazione del processo, ma prima ancora di una revisione dei modelli per centrarli sull'utente, è in crescita anche nella realtà regionale il fenomeno di abbandono e disuso di ausili, con conseguente sperpero di risorse economiche e insoddisfazione degli utenti. Disabilità e popolazione Secondo l'oms, circa il 10 per cento della popolazione mondiale vive con una disabilità. Il dato è in aumento con la crescita della popolazione, i progressi della medicina e il processo di invecchiamento. Nei paesi con un'aspettativa di vita superiore a 70 anni, gli individui trascorrono in media 8 anni, o l'11,5% della vita, con disabilità. In Italia secondo i dati Istat le persone disabili sono oltre 2 milioni e 600 mila e costituiscono il 4,8% della popolazione. La disabilità è un problema che coinvolge soprattutto gli anziani. Infatti, quasi la metà delle persone con disabilità, un milione e 200 mila, ha più di ottanta anni. Le differenze di genere evidenziano uno svantaggio tutto al femminile. Il 66,2 per cento delle persone con disabilità sono donne, 1 milione 700 mila, che corrisponde al 6,1 per cento delle donne italiane. Tra gli uomini la percentuale è pari al 3,3 per cento, valore quasi dimezzato rispetto alle donne. 1 A cura di Sandro Storelli, coordinatore del Centro Studi Osservatorio Biomedicale Veneto

11 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza I dati sulla disabilità, però, possono essere censiti e considerati con approcci differenti, per essere maggiormente rispondenti alla realtà oggettiva. Ad esempio, secondo i dati US Census, negli USA il 18,7% della popolazione ha qualche disabilità, e il 12% ha almeno una grave disabilità. Il 16,5% degli individui dai 21 ai 64 anni ha almeno una disabilità. L 11,0% degli individui dai 21 ai 64 anni ha una disabilità grave. Il 51,8% degli individui dai 65 anni in su ha almeno una disabilità. Il 36,9% degli individui anziani di 65 anni e più ha una disabilità grave. Secondo i soli dati riportati dalla Banca dati disabili dell'istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) nel 2011 la popolazione di soggetti disabili in Veneto è stata pari a soggetti, di cui maschi e femmine. La popolazione di soggetti con disabilità motorie nella regione è stata pari a soggetti, di cui maschi e femmine. L'appropriatezza VENETO DISABILI TITOLARI DI RENDITA INAIL AL 31/12/2011 (TOTALE COMPLESSIVO) TIPO DISABILITÀ TOTALE DISABILITÀ MOTORIA DISABILITÀ PSICO-SENSORIALE DISABILITÀ CARDIO-RESPIRATORIA ALTRE DISABILITÀ TOTALE VENETO Secondo la medicina dell'evidenza ( evidence-based medicine - EBM) un intervento sanitario viene definito appropriato secondo le prospettive complementari di: - appropriatezza clinica, che in senso stretto fa riferimento ai criteri di efficacia e sicurezza che implicano che la scelta fatta comporti benefici al paziente, con il minor numero di effetti negativi. Le prove di efficacia e sicurezza sono alla base di linee guida cliniche e protocolli diagnostico-terapeutici condivisi dai professionisti della sanità responsabili della scelta. La validità delle prove di efficacia e sicurezza non è assoluta, bensì statistica. Vi è in ogni caso una grande variabilità da paziente a paziente sulla risposta alla terapia applicata. - appropriatezza prescrittiva, che si verifica quando la prescrizione è coerente alle indicazioni terapeutiche contenute in scheda tecnica. Le indicazioni terapeutiche indicate in scheda tecnica derivano da studi anche in sperimentazione clinica controllata per verificare specificamente l'efficacia e la tollerabilità. Per quella particolare indicazione terapeutica, pertanto, è stato ottenuto il riconoscimento della comunità scientifica e l'immissione in commercio autorizzata. Il sistema sanitario nazionale autorizza e rimborsa solo le prescrizioni appropriate. - appropriatezza amministrativa, che misura l'erogazione delle prestazioni sanitarie secondo il criterio di efficienza, utilizzando al meglio le risorse disponibili, rispetto al caso clinico in trattamento. L'appropriatezza amministrativa è un concetto dinamico, essendo strettamente correlato al contesto organizzativo e socioeconomico e, in definitiva, alla compatibilità con le risorse disponibili. 9 Appropriatezza degli ausili ed empowerment Il processo di razionalizzazione della spesa in sanità spinge ad un'attenta valutazione dell'appropriatezza prescrittiva. Infatti, via via che matura la coscienza del ruolo delle tecnologie assistive per la qualità della vita, l'autonomia e l'indipendenza delle persone disabili, si evidenziano i vincoli e i limiti imposti dalla compatibilità economica. Le evidenze di costo-efficacia e di efficienza organizzativa dell'assistenza sanitaria sono piuttosto scarse e difficilmente trasferibili tra i diversi contesti. Quindi la valutazione dell'appropriatezza dei diversi interventi, prestazioni e servizi sanitari non può corrispondere a una strategia di riduzione dei costi ma, correttamente, all'ottimizzazione delle risorse. Queste criticità si evidenziamo nel processo di assegnazione e nel mercato degli ausili.

12 Partiamo comunque dall'assunto che l'ausilio è parte integrante del programma riabilitativo individuale e che, per un buon risultato, la scelta dell'ausilio deve discendere dal dialogo tra specialista, terapista, tecnico ortopedico, che valutano in modo integrato come l'ausilio possa compensare il deficit o la disabilità e migliorare la qualità e la durata della vita della persona interessata. Allo stesso tempo, è indispensabile puntare al coinvolgimento delle persone disabili nelle scelte e nelle azioni che le riguardano. Anche se in Italia si stima una percentuale di abbandono degli ausili minore che a livello internazionale (media del 33%), la tendenza all'abbandono è comunque un indice significativo. Le evidenze dimostrano che il fenomeno di abbandono si riduce quando l'ausilio viene assegnato nell'ambito di un progetto riabilitativo. Viceversa, il dato aumenta quando consideriamo ausili per cui si prevede l'addestramento all'uso, ma non un percorso riabilitativo (come ad esempio i montascale o le protesi acustiche). Una bassa soddisfazione rispetto ai servizi post erogazione è fortemente correlata alla pratica dell'abbandono dall'ausilio da parte dell'utente. Sul territorio non esiste un servizio di valutazione post erogazione ( follow-up) in grado di gestire le problematiche d'uso e incanalare le frustrazioni degli utenti. Solamente in caso di progetto riabilitativo, l'utente è supportato dal servizio di riabilitazione in caso di problemi legati all'uso dell'ausilio. In ogni caso vi sono alcuni punti fermi: responsabile della prescrizione è lo specialista. La guida e l'assistenza per un uso efficace derivano da un'attività integrata di specialista, terapista e tecnico. Ma la scelta, alla fine, spetta alla persona disabile. Da qui si sviluppa un processo, chiamato empowerment, verso l'autonomia del soggetto disabile. L'abbandono dell'ausilio 10 L'abbandono di un ausilio è di norma l'esito di un processo di assegnazione che non ha portato a una reale soluzione assistiva in grado di incontrare i bisogni dell'utente considerando non solo il match fra l'utente e la tecnologia ma anche la relazione con il contesto d'uso. Nell'ambito della progettazione per riorganizzare e ottimizzare i servizi territoriali, ha un particolare significato indagare sull'abbandono o disuso degli ausili e sui processi di scelta e assegnazione degli ausili puntando a rilevare il coinvolgimento, la soddisfazione oimotivi di insoddisfazione dell'utente. I principali fattori che potenzialmente portano all'abbandono degli ausili sono: - differenti bisogni dell'utente e abilità per l'utilizzo dell'ausilio, - prestazioni funzionali dell'ausilio percepite dall'utente, nonché vantaggi oggettivi nell'uso dell'ausilio (utilità percepita), - misura del coinvolgimento dell'utente nella scelta dell'ausilio e dei servizi post-assegnazione. Solo se coinvolto nel processo di valutazione e scelta/assegnazione dell'ausilio l'utente potrà percepire e apprezzare dall'inizio l'utilità dell'ausilio per una maggiore autonomia e qualità di vita. Ottimizzazione e integrazione del servizio In un percorso di riorganizzazione dell'assistenza territoriale, diviene di particolare interesse rilevare la percentuale di abbandono degli ausili nel Veneto. Il dato in ogni caso diminuisce sensibilmente quando l'ausilio viene assegnato all'interno di un progetto riabilitativo. I dati della rilevazione costituirebbero indicatori da un lato della qualità delle prestazioni di assistenza del servizio sanitario e dall'altro della dispersione economica. Un'analisi dei fattori di soddisfazione e/o insoddisfazione dell'utente, inoltre, potrebbe consentire una comparazione delle esperienze e delle pratiche differenziate dei servizi sul territorio, per trovare una integrazione e condivisione di schemi e azioni operative utili all'ottimizzazione. Un'analisi comparativa delle esperienze e pratiche di valutazione e assegnazione nel territorio può consentire la definizione di strategie e azioni in grado di produrre maggiori efficacia ed efficienza nel rapporto utente-servizio, con vantaggi significativi anche nel rapporto costi/benefici. Nella riorganizzazione dei servizi potrebbe essere determinante una nuova sinergia a rete tra servizio pubblico e imprese erogatrici.

13 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Si potrebbe così costruire un modello regionale pubblico/privato per meglio promuovere e integrare le persone disabili, sostenerle nelle pratiche burocratiche e nei servizi post erogazione e fornitura ausili, monitorare i flussi di abbandono e i livelli di soddisfazione degli utenti, promuovendo l'integrazione dei servizi. Un nuovo approccio, che consideri le strette connessioni servizio-prodotto-mercato, dovrebbe attribuire al cittadino il ruolo di utente, non più di paziente. Così, in uno scenario positivo e mantenendo centrale la persona, un sistema pubblico - privato avrà l'obiettivo di passare da sistema della sanità a sistema della salute, da sistema della salute a quello del benessere. Nella prospettiva della riorganizzazione dei servizi territoriali e nella logica di sinergia e di sussidiarietà, quindi, il sistema dovrebbe trovare efficacia in una rete integrata, dove l'impresa privata possa acquisire nuove funzioni di agenzia, provider di servizi. Ciò potrebbe meglio rispondere agli obiettivi di ottimizzazione, semplificazione e miglior accesso per il cittadino utente. Misura del risultato sanità persona benessere Flusso: dalla sanità al benessere elab. OBV salute In un sistema ove sempre più le risorse disponibili diminuiscono e l'equità sociale resta al contempo presupposto e obiettivo, diviene indispensabile introdurre strumenti di misura adeguati, per una verifica obiettiva dell'appropriatezza. La letteratura della medicina dell'evidenza offre diverse informazioni sull'efficacia dell'ausilio, attraverso lo studio dei percorsi riabilitativi e la misura della riduzione della disabilita. Non vi è però molta letteratura su quanto l'ausilio abbia inciso sulla qualità di vita del paziente: cioè sulla sua usabilità. In effetti, sono stati proposti vari strumenti di misura del risultato orientati all'utilità dell'ausilio, basati sulla verifica della soddisfazione percepita, dell'adattabilita e altro. Tra questi vanno citati il QUEST ( Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistite echnology), il PIADS ( Psycosocial Impact of assistite Devices Scale) e l'ippa ( Individually Prioritsed Problem Assessment). requisiti accreditamento impresa pubblico - privato nel territorio rete integrata provider impresa sociale Flusso: innovazione di servizio nel territorio elab. OBV La motivazione di questi strumenti sta nel dato di abbandono da parte di persone insoddisfatte degli ausili prescritti. 2 QUEST è un questionario, compilato direttamente dall'utente, che pone quesiti sul grado di soddisfazione rispetto all'ausilio, rispetto ai servizi associati alla fornitura e rispetto alla soddisfazione complessiva Demers L, Weiss Lambrou R, Ska B. The Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology (Quest 2.0): an overview and recent progress. Technology and Disability 2002

14 12 L'utente risponde alle domande con punteggio da 1a5epuòinserire commenti. Il punteggio viene assegnato per tre dimensioni: soddisfazione verso il prodotto, soddisfazione verso il servizio, soddisfazione complessiva. 3 PIADS è un questionario che viene compilato dall'utente dopo aver acquisito un certo grado di familiarità con l'ausilio. Comprende 26 domande, cui è data risposta su una scala da -3 a +3. Questo test rileva il vissuto dell'utente in relazione all'ausilio e, comparato con QUEST, risulta più raffinato. Pone però domande sensibili su cui si può suscitare resistenza da parte dell'utente. In ogni caso, l'interpretazione dei risultati richiede anche una specifica competenza in psicologia. 4 IPPA prevede due interviste: la prima effettuata alla scelta dell'ausilio, ma prima dell'acquisto, la seconda dopo l'acquisto e la familiarizzazione con l'ausilio. Questo strumento chiede all'utente di valutare 7 problemi che, con l'ausilio, ritiene di poter migliorare o risolvere. La valutazione avviene su una scala da 1a5, inordinediimportanza in relazione alla vita quotidiana. Un miglioramento rilevato rispetto alla prima intervista è indice di efficacia dell'ausilio ed è definito indice IPPA. Gli ausili sono anche tecnologie, non solo dispositivi. L'ausilio viene utilizzato per facilitare la vita indipendente e comprende tecnologie diverse che, organizzate opportunamente, possono diventare un ausilio. Le tecnologie spesso consentono di migliorare la pratica clinica fornendo informazioni oggettive agli operatori su condizioni e comportamenti dei pazienti. Esistono però notevoli riserve verso questo approccio, anche perché gli strumenti non sono ancora così completi e validati da portare a conclusioni univoche. In ogni caso, un adeguato utilizzo di linee guida cliniche dell'audit clinico e della medicina delle evidenze proporrebbe un governo clinico con un diverso orientamento della struttura organizzativa delle aziende sanitarie anche nella prescrizione degli ausili. Dialogo per il miglioramento di servizio e prodotto Il progetto sperimentale Dialogo nel medicale L'integrazione tra le attività di due progetti di innovazione, dall'ottobre 2012 ha reso possibile l'attivazione sperimentale di un dialogo on line tra produttori e utilizzatori. Concorrono infatti allo sviluppo di Dialogo nel medicale: - Osservatorio Biomedicale Veneto 2012, progetto della Camera di Commercio di Padova: - MED, Valutazione dell'appropriatezza nel medicale, progetto della CNA di Padova con il contributo della Camera di Commercio di Padova. Il dialogo interessa sperimentalmente diversi prodotti e dispositivi delle imprese che partecipano al progetto. Dialogo nel medicale offre la possibilità - in particolare agli utilizzatori finali e professionali dei dispositivi e prodotti proposti - di partecipare a un dialogo con i progettisti e fabbricanti, guidato da una terza parte (OBV), con la supervisione di un Comitato Tecnico Scientifico. Il progetto prevede la raccolta e lo studio delle valutazioni dei partecipanti su funzionalità e criticità dei prodotti, che avverranno previa registrazione e su griglie predefinite, in particolare su: aspetti tecnici, di usabilità e funzionalità dei prodotti, nei diversi contesti di utilizzo soddisfazione complessiva aspetti di possibile miglioramento esigenze ancora non soddisfatte. Inoltre, per una miglior valutazione sui prodotti d'interesse, Dialogo nel medicale rende disponibile sul sito una opportuna documentazione tecnica di riferimento. 3 Jutai J, Day H. Psychosocial impact of assistive devices (PIADS). Technology and Disability Wessels R, de Witte L, Andrich R, et al. IPPA a usercentred approach to assess effectiveness of assistive technology prevision. Technology and Disability 2000

15 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza I partecipanti potranno attribuire punteggi su diversi temi e, se del caso, specificare criticità e proposte. Saranno rilevate le idee migliorative e verranno attivati Gruppi di lavoro per ogni prodotto considerato. I risultati e la loro analisi verranno quindi presentati e discussi in incontri di merito aperti a tutti gli interessati. Infine, attraverso i dati di web analytics monitorati, sarà possibile avere anche indicazioni sull'utilizzo e sul gradimento del sito da parte degli utenti. Nel caso ad esempio di acquisizione di dispositivi attraverso gara, Dialogo nel medicale potrebbe essere efficacemente utilizzato, pur a titolo sperimentale, in un circolo virtuoso azienda sanitaria - professionisti - utilizzatori - produttori, per misurare il livello di soddisfazione dell'utente e l'utilità reale, oltre all'appropriatezza dell'ausilio fornito. 13

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17 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Benvenuti in Dialogo nel medicale Osservatorio Biomedicale Veneto 2012 e MED, valutazione dell appropriatezza nel medicale, propongono un laboratorio di dialogo nella filiera tra produttori e utilizzatori di dispositivi medici. SCOPO Il dialogo, ovvero la possibilità di confrontarsi per esprimere valutazioni e idee, è uno strumento importante per il miglioramento. Lo scopo di Dialogo nel medicale è creare un confronto che sia presupposto per il miglioramento delle caratteristiche tecniche e di usabilità dei prodotti e di qualità dei servizi. 15 CHI PUO' PARTECIPARE Al percorso sperimentale possono partecipare tutti gli interessati a dare un contributo per il miglioramento dei prodotti per il benessere e la salute, in un filo logico tra produttori e utilizzatori. COME PUOI PARTECIPARE Per aderire ad un Gruppo di lavoro di valutazione prodotto devi registrarti, compilando l apposito modulo nella sezione "Registrati". In questo modo avrai accesso alle schede di valutazione dei prodotti. Cliccando sull icona del prodotto, hai a disposizione una specifica documentazione tecnica. Le valutazioni e le proposte verranno raccolte ed analizzate, per ricavarne indicazioni. I risultati del lavoro verranno quindi discussi in incontri di merito, cui sarai invitato.

18 Percorso sperimentale Osservatorio Biomedicale Veneto 2012, e MED valutazione dell appropriatezza nel medicale - presentano un laboratorio di dialogo in un filo logico tra produttori e utilizzatori di prodotti per la salute e il benessere, finalizzato al miglioramento. Tale iniziativa, cui in prospettiva si vorrebbe dare continuità, interessa sperimentalmente alcuni prodotti-dispositivi delle imprese del Distretto Biomedicale Veneto. Su questo sito web verrà sviluppato un dialogo guidato con la supervisione del Comitato Tecnico Scientifico del progetto. Si intendono così rilevare valutazioni funzionali e prestazionali, criticità e idee per il miglioramento. Previa registrazione dei partecipanti, le rilevazioni avverranno su griglie predefinite che consentiranno di attribuire punteggio e, in caso di criticità, di specificarle. Saranno rilevate inoltre le idee propositive e verranno attivati Gruppi di lavoro per ogni prodotto considerato. Nella prima fase, che si concluderà a dicembre 2012, è ammesso alla partecipazione un numero massimo di 10 imprese, attive nel Distretto Biomedicale Veneto. L impresa partecipante dovrà garantire disponibilità di adeguate competenze aziendali a supporto del dialogo, relativamente ad ogni prodotto proposto. Ogni impresa partecipante potrà proporre un massimo di quattro tipologie di prodotto. Salvo la verifica dei prerequisiti, l ammissione delle imprese partecipanti avverrà in base alla data di presentazione a OBV della richiesta di partecipazione al percorso sperimentale. La partecipazione al dialogo è aperta a tutti i soggetti interessati ad esprimere un contributo valutativo per il miglioramento dei prodotti-dispositivi. I risultati del progetto saranno presentati in occasione di incontri pubblici a partecipazione libera. 16

19 Dialogo nel medicale un percorso sperimentale per la valutazione dell appropriatezza Comitato Tecnico Scientifico Il Comitato Tecnico Scientifico - CTS di Dialogo online nel medicale è composto da esperti di prodotto e della sua valutazione di usabilità in ambito medicale. Potrà essere integrato nel corso del percorso sperimentale. Al CTS compete la supervisione dell'attività di progetto, che si svilupperà nei Gruppi di lavoro per specifico prodotto. Il CTS è composto da: Renzo Andrich, Coordinatore Area Tecnologie Assistive - Polo Tecnol. Fond. Don Gnocchi Vassilli Berto, Direttore Vassilli srl Lorenzo Cavinato, Direttore Mondial srl Marco Franchin, Coordinatore Matech - PST Galileo Filippo Ghiraldo, Professore di Project Management - Università di Padova Loretta Gomiero, Maestro ortopedico Officina Ortopedica Gomiero srl Luca Malimpensa, Esperto professionale di prodotto Dino Paladin, Direttore AB Analitica srl Nicola Petrone, Ricercatore DII Dip. Ingegneria Industriale - Università di Padova Pivato Gianfranco, Direttore Rehateam srl Federico Polo, Consulente Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto Antonino Russo, Presidente F.I.S.H. Veneto Salvatore Russo, Ricercatore Dip. Management - Università Cà Foscari di Venezia Piergiorgio Silvestrin, Direttore Lydda Wear Taglieria San Giorgio Francesco Simionato, Presidente Accademia Italiana Materiali Dentali Sandro Storelli, Coordinatore Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto Domenico Tosello, Consulente Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto Andrea Trevisan, Direttore Prometeo srl Danilo Volpato, Direttore Tecnico Off Car srl Angela Zuppa, Direttore Tecnico Clini-Lab srl 17

20 Coordinamento organizzativo Il Coordinamento organizzativo di Dialogo nel medicale è svolto da TECNA soc. cons. a r.l., che gestisce il Centro Studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto. Indirizzo: TECNA Soc. Cons a r.l., Via Croce Rossa, Padova Tel Fax Coordinatore OBV: Sandro Storelli 18

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