Centro Militare di Studi Strategici. Rapporto di Ricerca RELINT AF-SA-03

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1 Centro Militare di Studi Strategici Rapporto di Ricerca RELINT AF-SA-03 Le strategie delle principali Organizzazioni Regionali, con particolare riferimento al nuovo approccio unitario dell Unione Europea ed il ruolo delle grandi potenze nei confronti del continente africano: orientamenti e obiettivi strategici per i prossimi decenni. di Dott. Marco MASSONI data di chiusura della ricerca: Giugno 2013

2 INDICE INTRODUZIONE p. 5 CAPITOLO 1 Le Organizzazioni Continentali e Regionali Africane Unione Africana (UA) p. 6 New Partnerhsip for Africa s Development (NePAD) p. 18 African Standby Force (ASF) p. 21 Comunità Economiche Regionali (RECs) p. 26 Mercato Comune per l Africa Orientale e Meridionale (COMESA) p. 29 Comunità degli Stati del Sahara e del Sahel (CEN-SAD) p. 33 Comunità Economica Stati dell Africa Occidentale (CEDEAO-ECOWAS) p. 35 Unione del Maghreb Arabo (UMA-AMU) p. 41 Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) p. 44 Comunità dell Africa Orientale (EAC) p. 49 Comunità Economica Stati dell Africa Centr. (CEEAC-ECCAS) p. 53 Comunità per lo Sviluppo dell Africa Australe (SADC) p. 57 Organismi Sub-Regionali non-recs p. 61 Comunità Economica e Monetaria dell Africa Centrale (CEMAC) p. 62 Unione Doganale dell Africa Australe (SACU) p. 63 Conferenza Intern. della Regione dei Grandi Laghi (ICGLR) p. 64 Comunità Economica dei Paesi dei Grandi Laghi (CEPGL) p. 65 Commissione dell Oceano Indiano (IOC) p. 66 Associazione Rivierasca dell Oceano Indiano per la Cooperazione Regionale (IOR- ARC) p. 68 Unione del Fiume Mano (MRU) p. 71 Unione Economica e Monetaria dell Africa Occidentale (UEMOA) p. 72 CAPITOLO 2 Le Potenze mondiali e l Africa p. 74 Le Partnership dell Unione Africana p. 74 America del Sud p. 75 ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 2

3 America del Nord p. 77 Canada p. 77 USA p. 77 Mediterraneo e Medio Oriente p. 78 Paesi Arabi p. 78 Turchia p. 79 Asia p. 80 Cina p. 80 Corea del Sud p. 81 Giappone p. 81 India p. 81 Russia p. 82 CAPITOLO 3 Il Dialogo UE-Africa p. 83 La Strategia Congiunta Africa-UE (JAES) p. 83 Le operazioni civili e militari dell UE in Africa p. 87 I Rappresentanti Speciali dell Unione Europea (RSUE) p. 90 Il Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE) p. 91 Il Dialogo UA-UE-ONU p. 92 CAPITOLO 4 Il G8 e il G20 e il Dialogo Politico con l Africa p. 93 Il G8-Africa p. 93 I Rappresentanti Personali dei Capi di Stato e di Governo per l Africa (APR) e l Africa Partnership Forum (APF) p. 93 I Vertici G8 di Heiligendamm (2007) e di Hokkaido-Toyako (2008) p. 94 La Presidenza italiana del G p. 99 La Dichiarazione del Vertice G8 dell Aquila (2009) e l Africa p. 101 La Dichiarazione del Vertice G8 di Camp David (2012) e l Africa p. 102 L Africa Clearing House (ACH) p. 108 CONCLUSIONI p. 109 ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 3

4 BIBLIOGRAFIA p. 112 SITOGRAFIA p. 113 INDICE DEGLI ALLEGATI Stati Non-Africani, Organizzazioni per l Integrazione Regionale e Organizzazioni Internazionali Accreditati presso l UA. Delegazioni dell Unione Europea in Africa. U.S Strategy Toward Sub-Saharan Africa, The White House, Washington, giugno Strategia Congiunta Africa-UE (JAES): o Lisbon Declaration, 2 nd Africa-EU Summit (Lisbona, 8-9 Dicembre, 2007) o The Africa-EU Strategic Partnership, JAES Action Plan o Tripoli Declaration, 3 rd Africa-EU Summit (Tripoli, Novembre 2010) o JAES Action Plan ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 4

5 INTRODUZIONE Stiamo assistendo ad un vero e proprio Rinascimento Africano e ad uno Scramble for Africa sempre meno occidentale, nel quale le potenze emergenti si stanno posizionando per la prima volta, mentre gli ex colonialisti vi si stanno ricollocando, al fine di far sviluppare le proprie economie nel lungo periodo, approfittando delle enormi ricchezze e delle nuove opportunità d investimento, che l Africa riserva. Tra pochi anni in Africa fiorirà un mercato dalle dimensioni asiatiche: nel corso dell ultimo decennio la produzione petrolifera è cresciuta del cinquanta percento, specialmente in Paesi come la Nigeria (da 2,1 a 2,4 milioni di barili al giorno) oppure l Angola, che ha triplicato la produzione di greggio. L appetito delle economie emergenti dell Asia e dell America Latina per le risorse naturali ha innescato un boom dei prezzi internazionali delle materie prime di provenienza africana, i cui proventi restano tuttavia condizionati dalle continue fluttuazioni dei prezzi. Ciò aggrava la suscettibilità del continente agli shock esterni e rafforza la necessità di diversificazione delle esportazioni. In effetti i dati macroeconomici africani sono rimarchevoli: una popolazione già di oltre un miliardo di persone, che raddoppierà per il 2050 (la crescita media annua della popolazione è del 2,7 percento); il ceto medio odierno è di quasi 400 milioni di consumatori, ma sarà di oltre un miliardo di persone nel 2060; l inflazione generale si è abbassata dal 22 percento degli Anni Novanta all 8 percento nell ultimo decennio; il PIL nel 2012 è stato di circa il 6 percento con punte particolarmente elevate in Africa Occidentale (Ghana e Nigeria), Orientale (Etiopia e Tanzania) ed Australe (Mozambico e Zambia); dal 2000 gli scambi commerciali sono aumentati del duecento percento. Tra il 2001 ed il 2010 sei delle Nazioni che sono cresciute più rapidamente al mondo erano africane: Angola, Nigeria, Etiopia, Ciad, Mozambico e Rwanda. Entro il 2015 saranno africani sette dei dieci Stati a maggiore crescita. Si prevede che il PIL africano passerà dagli attuali duemila miliardi di dollari ai trentamila nel 2050, sarà dunque per allora maggiore di quello dell eurozona e degli Stati Uniti insieme. Se sul fronte dei rapporti bilaterali i singoli Paesi africani scontano invero ancora una debolezza marginale, invece un Africa unita si presenta con un innegabile valore aggiunto in termini ponderali rispetto a qualsiasi altro interlocutore sulla scena internazionale. Pertanto, sul canale multilaterale, l integrazione regionale africana, da realizzarsi per il tramite delle Comunità Economiche Regionali (RECs), rappresenta l obiettivo prioritario per l Unione Europea, per l Unione Africana per il G8, per il G20 e per le Nazioni Unite dal punto di vista istituzionale, politico e della sicurezza. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 5

6 CAPITOLO 1 Le Organizzazioni Continentali e Regionali Africane AU-UA African Union Unione Africana L Unione Africana, con sede ad Addis Abeba (Etiopia), nasce il 9 luglio 2002 in occasione del Vertice di Durban dei Capi di Stato e di Governo in sostituzione dell OUA- Organizzazione dell Unità Africana (OAU Organization of African Unity), che era sorta il 25 maggio 1963, per rafforzare l unità politica e la cooperazione tra i Paesi membri e per affrancare il Continente dalla dominazione coloniale 1. Con chilometri quadrati 1 Cronologia delle tappe fondamentali del passaggio dall OUA all UA: ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 6

7 di estensione territoriale e con una popolazione di oltre un miliardo di abitanti, l UA si attesta fra le prime dieci economie mondiali nel ranking internazionale con un PIL pro capite di circa duemila dollari. Sono membri dell UA tutti i Paesi africani (54), eccezion fatta per il Marocco, il quale si è autosospeso dal 1984, a causa del riconoscimento della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD) da parte dell allora OUA. Lingue ufficiali dell UA sono l inglese, il francese, il portoghese, l arabo, lo spagnolo e lo swahili. Creata sul modello dell Unione Europea, ma con poteri più ridotti, l UA si pone come obiettivi 2 lo sviluppo del Continente attraverso il rafforzamento della stabilità, la promozione della Good Governance e dei diritti umani, la partecipazione della società civile ai grandi processi decisionali e lo sviluppo armonioso e sostenibile, al fine di far riacquistare all Africa, costituendosi come blocco compatto rispetto al resto del mondo, il peso che le spetta nel consesso internazionale. Uno dei principi richiamati dall UA nel suo Atto Costitutivo è quello dell intangibilità delle frontiere ereditate dalla divisione coloniale. Tale principio è stato però stemperato con quello della possibilità d intervento nelle questioni interne di un singolo Stato, qualora ciò sia richiesto da superiori interessi di pace, sicurezza, grave e continuata violazione dei fondamentali diritti umani e in caso di genocidio (cosiddetto principio di non indifferenza che si sovrapporrebbe in taluni casi a quello di non interferenza ). Difatti l Atto Costitutivo dell UA prevede il diritto d intervento in uno Stato membro in caso di genocidio, crimini di guerra o crimini contro l umanità, conformemente al concetto della Responsabilità di Proteggere (R2P) Vertice Straordinario di Sirte (Libia): è decisa l istituzione dell Unione Africana Vertice di Lomé (Togo): è adottato l Atto Costitutivo dell UA Vertice di Lusaka (Zambia): roadmap per l implementazione dell UA. Istituzione del NePAD Vertice di Durban (Sudafrica): inaugurazione ufficiale e contestuale Prima Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell UA. 2 Scopi istituzionali dell UA: Realizzare una maggiore unità fra gli Stati e i popoli dell Africa; Difendere la sovranità, l integrità territoriale e l indipendenza dei suoi Stati membri; Favorire la cooperazione internazionale fra i Paesi africani e le altre nazioni del mondo, sulla base della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo; Promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità del Continente africano; Promuovere i principi e le istituzioni democratiche attraverso la partecipazione popolare e il buon governo degli Stati membri; Promuovere lo sviluppo economico, culturale e sociale dei Paesi e delle popolazioni africane così come l integrazione delle economie dei diversi Paesi del Continente; Operare in concertazione con i partner internazionali competenti, al fine di sradicare le malattie e promuovere lo sviluppo delle strutture sanitarie nel Continente. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 7

8 Struttura dell UA: Struttura dell'unione Africana (UA) Assemblea dei Capi di Stato e di Governo Consiglio Esecutivo Commissione (AUC) COREPER Parlamento Pan-Africano (PAP) ECOSOCC Comitati Tecnici Specializzati Corte di Giustizia Istituzioni Finanziarie Consiglio Pace e Sicurezza Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell Unione Africana Organo supremo che si riunisce a livello di Vertice due volte l anno: la prima ad Addis Abeba in gennaio-febbraio, mentre la seconda in un altro Stato membro a metà anno, sovente nel Paese che esercita la Presidenza annuale. Il Presidente del Benin, Thomas ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 8

9 Boni Yayi, è stato eletto Presidente per il 2012; l elezione avviene secondo un criterio di rotazione entro le cinque regioni 3 in cui è suddiviso il Continente. La turnazione della Presidenza annuale dell UA dal 2002 ad oggi è andata rispettivamente al Sudafrica (Africa Australe), nel 2003 al Mozambico (Africa Orientale), dal 2004 al 2005 alla Nigeria (Africa Occidentale), nel 2006 al Congo (Africa Centrale), nel 2007 al Ghana (Africa Occidentale), nel 2008 alla Tanzania (Africa Orientale), nel 2009 alla Libia (Africa Settentrionale), nel 2010 al Malawi (Africa Australe), nel 2011 alla Guinea Equatoriale (Africa Centrale) e nel 2012 al Benin (Africa Occidentale). Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER) È costituito dai Capi Delegazione degli Stati membri dell UA. Consiglio Esecutivo È il Consiglio dei Ministri degli Esteri, che assicura il coordinamento e decide le politiche. È subordinato all Assemblea, pur mantenendo di sua diretta competenza alcune materie quali l energia, le risorse idriche e la tecnologia. La riunione precede normalmente il Vertice e provvede a predisporre le decisioni più importanti che saranno successivamente sottoposte all adozione da parte dell Assemblea. Commissione dell Unione Africana (African Union Commission AUC) Nominata per cinque anni, è composta da un Presidente, Kosazana Clarise Dlamini Zuma 4 (Sudafrica) eletta durante Il XIX Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell Unione Africana (UA), svoltosi ad Addis Abeba tra il 15 ed il 16 luglio del 2012 dal 3 Le 5 regioni in cui è suddivisa la UA con i relativi Stati membri sono: 1. Africa Settentrionale (6 Stati): Algeria - Egitto - Libia - Mauritania - Tunisia - RASD. 2. Africa Occidentale (15 Stati): Benin - Burkina Faso - Capo Verde - Costa D Avorio - Gambia - Ghana - Guinea - Guinea Bissao - Liberia - Mali - Niger - Nigeria - Senegal - Sierra Leone - Togo. 3. Africa Centrale (9 Stati): Burundi - Camerun - Repubblica Centrafricana - Ciad - Congo - Repubblica Democratica del Congo - Guinea Equatoriale - Gabon - São Tomé e Príncipe. 4. Africa Orientale (14 Stati): Comore - Gibuti - Eritrea - Etiopia - Kenya - Madagascar - Maurizio - Randa - Seychelles - Somalia - Sudan - Sud Sudan - Tanzania - Uganda. 5. Africa Australe (10 Stati): Angola - Botswana - Lesotho - Malawi - Mozambico - Namibia - Sud Africa - Swaziland - Zambia - Zimbabwe. 4 Nel suo discorso d insediamento, intriso di Panafricanismo, Dhlamini Zuma ha sottolineato come l Africa debba fare la sua parte, per la pace e per la sicurezza mondiali, ponendo l accento anche sulla sostenibilità dello sviluppo e sui cambiamenti climatici. L insufficienza delle infrastrutture è una delle maggiori sfide attuali per una tangibile integrazione dell Africa, poiché i mercati inter-africani sono ancora logisticamente mal collegati fra loro. L Africa rivendica un nuovo ruolo con la gestione Dhlamini-Zuma, la cui agenda politica è di irrobustire e ripulire l immagine parecchio offuscata dell UA mediante un approccio riformista ed efficiente, volto all implementazione concreta delle proprie politiche d indirizzo. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 9

10 Vice-Presidente, Erastus Mwencha (Kenya) e da Otto Commissari con relativo portafoglio 5. La Commissione svolge un ruolo centrale nella gestione delle molteplici attività dell UA nel suo insieme, rappresentandola e difendendone gli interessi oltre a promuoverne i programmi e le politiche. Struttura della Commissione dell'unione Africana (AUC) Presidente Vice-Presidente 8 Commissari Pace e Sicurezza Affari Politici Infrastrutture e Energia Economia Rurale e Agricoltura Affari Sociali Commercio e Industria Risorse Umane, Scienza e Tecnologia Affari Economici 5 Composizione della Commissione: Commissario per la Pace e la Sicurezza, Ramtane Lamamra (Algeria); Commissario per l Economia Rurale e l Agricoltura, Tumusiime Rhoda Peace (Uganda); Commissario per le Infrastrutture e l Energia, Elham Mahmoud Ibrahim (Egitto); Commissario per gli Affari Politici, Aïcha L. Abdullahi (Nigeria); Commissario per gli Affari Sociali, Mustapha Sidiki Kaloko (Sierra Leone); Commissario per il Commercio e l Industria, Fatima Haram Acyl (Ciad). Le elezioni del Commissario per le Risorse Umane, Scienza e Tecnologia e di quello per l Economia e l Energia sono state rimandate al ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 10

11 Parlamento Pan-Africano (PAP) Il Parlamento Pan-Africano (PAP), inaugurato nel 2004 per volontà dell Unione Africana con sede a Midrand (Sudafrica), è guidato da un Presidente, il quale viene assistito da quattro Vice Presidenti, ciascuno in rappresentanza di quattro diverse Regioni del Continente (occidentale; settentrionale; centrale; australe). Il PAP è composto da 225 membri (numero elevabile a 240, allorché tutti gli Stati africani membri dell UA vi avranno aderito, per quanto per ora vi partecipino 45 Paesi africani), i quali restano in carica per cinque anni. I membri del Parlamento sono eletti dai rispettivi Parlamenti, ma se ne prevede in futuro la nomina a suffragio universale e diretto. Il PAP si riunisce due volte l anno: la Prima Sessione Ordinaria ebbe luogo nel marzo del La struttura del PAP dispone anche di una serie di Comitati, di un Segretariato e di un Fondo fiduciario. Per quanto il PAP operi in regime consultivo e con poteri ancora limitati, ossia di verifica del bilancio dell UA, di promozione, di discussione e di approvazione di raccomandazioni, di stimolo nell approfondimento della cooperazione regionale e sub-regionale, tuttavia dai prossimi mandati potrà dotarsi di poteri legislativi. In tal senso il PAP si è dotato di proprie norme di procedure interne e di un Programma d Azione. Il PAP intenderebbe pervenire ad un governo sopranazionale entro il Consiglio Economico, Sociale e Culturale (ECOSOCC) È un organo consultivo che intende consentire alla società civile africana organizzata (ONG, gruppi sociali e professionali, organizzazioni di natura culturale, ecc ) l accesso ai processi decisionali e di policy dell UA. Gli obiettivi dell ECOSOCC sono: Promuovere il dialogo fra tutti i membri della società civile sulle questioni maggiormente rilevanti per l intero Continente. Creare solide relazioni tra governi e società civile, in particolare giovani, donne, bambini, settore privato e gruppi professionali. Favorire la partecipazione della società civile africana nell attuazione delle politiche e dei programmi dell Unione. Supportare le politiche che promuovono pace, sicurezza e stabilità, incoraggiando lo sviluppo e l integrazione continentali. Promuovere e difendere la cultura del buon governo, dei principi democratici, della partecipazione popolare, dei diritti umani e della giustizia sociale. Sostenere e difendere l uguaglianza di genere. Rafforzare le capacità della società civile africana di accesso ai circuiti internazionali. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 11

12 Corte di Giustizia, dei Diritti Umani e dei Popoli I suoi ambiti d intervento sono definiti dal Protocollo della Carta Africana dei Diritti dell Uomo e dei Popoli per la creazione di una Corte Africana dei Diritti dell Uomo e dei Popoli, adottato a Ouagadougou nel Comitati Tecnici Specializzati (STCs) 1. Agricoltura ed economia rurale 2. Affari finanziari e monetari 3. Commercio, Dogane e Immigrazione 4. Ambiente, Energia, Industria, Scienza e Tecnologia 5. Trasporti, Comunicazioni e Turismo 6. Salute, Lavoro, e Affari sociali 7. Istruzione, Cultura e Risorse umane Istituzioni Finanziarie 6 : Banca Centrale Africana Fondo Monetario Africano Banca d Investimento Africana Borsa Valori. Consiglio per la Pace e la Sicurezza (CPS) 7 Il Consiglio Pace e Sicurezza, istituito nel 2002 ad Addis Abeba, è entrato ufficialmente in funzione nel Esso è volto a sviluppare una comune politica africana di sicurezza e difesa e ad accrescere le capacità dell UA di prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, costituisce il primo pilastro dell Architettura di Pace e di Sicurezza Africana (African Peace and Security Architecture APSA). Il CPS si compone di quindici Stati 6 L obiettivo è l istituzione di una moneta unica: l Afro. 7 I principali obiettivi del Peace and Security Council (PSC) sono: promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità in Africa, al fine di garantire la protezione e il mantenimento della vita e della proprietà, il benessere delle popolazioni africane e dell ambiente, così come lo stabilimento delle condizioni che rendano fattibile lo sviluppo sostenibile; anticipare e prevenire i conflitti. In circostanze dove invece essi si sono già verificati, il Consiglio ha l obbligo di assumere le funzioni di pacificatore al fine di risolvere tali conflitti; favorire le attività di ricostruzione post-conflict e prevenire l insorgenza di nuovi conflitti; coordinare e armonizzare tutti gli sforzi per prevenire e combattere il terrorismo internazionale in tutti i suoi aspetti; sviluppare una politica di difesa comune per l Unione, nel rispetto di quanto stabilito dall art. 4 dell Atto Costitutivo dell UA. Esso incoraggia inoltre il diffondersi della democrazia, del buon governo, della difesa dei diritti umani e della libertà nel rispetto delle normative internazionali. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 12

13 membri, di cui cinque con mandato triennale e dieci con mandato biennale. Esso si avvale del supporto del Comitato dei Saggi (Panel of the Wise) e di un Sistema Continentale di Pre-allarme (Continental Early Warning System), che consiste in un osservatorio per la prevenzione delle crisi (localizzato presso le singole Standby Force regionali) e in un centro di monitoraggio, conosciuto come Situation Room, ubicato presso il Conflict Management Directorate, ubicato sempre ad Addis Abeba. Quest ultimo è responsabile della raccolta e dell analisi dei dati forniti, sulla base di appositi indicatori di pre-allarme, dalle Unità di Osservazione e Monitoraggio dei Meccanismi Regionali, finalizzati all elaborazione in tempo reale di risposte efficaci. I poteri del CPS includono quello di organizzare missioni di peacekeeping africane, avvalendosi delle forze africane permanenti d intervento rapido (African Standby Forces ASF), da attivare su chiamata. Si tratta di cinque contingenti, composti da personale civile e militare, dispiegati in altrettante regioni del Continente: FOMAC per la regione centrale; SADCBRIG per quella meridionale; EASF per quella orientale; NASBRIG per quella settentrionale; ESF per quella occidentale 8. Oltre che nelle Operazioni di Supporto alla Pace (Peace Support Operations PSOs) le ASF possono essere impiegate anche nell assistenza umanitaria alle popolazioni vittime di conflitti o disastri naturali. Il CPS si riunisce almeno due volte al mese a livello di Rappresentanti Permanenti, e almeno una volta l anno, a livello di Ministri e Capi di Stato e di Governo. All interno del Consiglio le decisioni sono prese seguendo il metodo del consenso, ma ove ciò non sia possibile le decisioni in materia procedurale vengono adottate con la maggioranza semplice, mentre le altre con la maggioranza dei due terzi dei votanti. Il CPS, in collaborazione con il Presidente dell AUC, può anche intraprendere le seguenti azioni: autorizzare l inizio e la fine delle missioni di supporto alla pace; consigliare all Assemblea l intervento in uno Stato membro, nel caso di crimini di guerra, genocidio e crimini contro l umanità; infliggere sanzioni in caso si verifichi un cambio incostituzionale di Governo; approntare una politica comune di difesa dell Unione; assicurare l applicazione della convenzione Antiterrorismo dell UA e coordinare e realizzare a livello sia regionale sia continentale le azioni per combattere il terrorismo internazionale; assicurare che qualsiasi azione esterna nel campo della pace e della sicurezza nel Continente sia intrapresa nel rispetto degli obiettivi e dei principi dell Unione; 8 Vedi infra. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 13

14 sostenere il processo di democratizzazione dei singoli Paesi, promuovere il buongoverno, il rispetto dei diritti umani e della libertà e delle leggi internazionali; consentire e agevolare azioni umanitarie in caso di conflitto o di disastri naturali. L art. 10 del Protocollo Istitutivo amplia il ruolo del Presidente dell AUC, che sostenuto dai componenti in carica al Consiglio, deve: sotto l autorità del CPS e in consultazione con tutte le parti coinvolte, compiere tutti gli sforzi e prendere tutte le appropriate iniziative per prevenire, monitorare e risolvere i conflitti; sottoporre all attenzione del CPS qualsiasi questione che, a proprio avviso, potrebbe minacciare pace, sicurezza e stabilità nel Continente; sottoporre al Comitato dei Saggi ogni questione degna della loro attenzione; dietro propria iniziativa o qualora richiesto dal Consiglio, occuparsi, personalmente o attraverso inviati speciali, della prevenzione di potenziali conflitti e di risolvere quelli in atto; assicurare l attuazione e i seguiti delle decisioni del Consiglio Pace e Sicurezza, incluse le missioni di pace autorizzate dal Consiglio stesso. Struttura del Consiglio Pace e Sicurezza (CPS) dell'ua CPS Continental Early Warning System African Standby Force (ASF) Situation Room Rappresentante Speciale Military Staff Committee Regional Mechanisms Force Commander Panel of the Wise Peace Fund Trust Fund Presidente dell'auc Commissario per la Pace e la Sicurezza ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 14

15 La Direzione Pace e Sicurezza (PSD) 9 del CPS è strutturata in un Segretariato e in due Divisioni: La Conflict Management Division (CMD), che ha il compito di elaborare opzioni di policy nella prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, a sua volta è articolata in due unità: 1. Early Warning Unit 2. Conflict Management and Resolution and Post Conflict Unit. La Peace Support Operations Division (PSOD) intraprende e sostiene operazioni di supporto alla pace, stabilisce uffici di collegamento, invia osservatori e rappresentanti speciali. Anche questa Divisione si articola in due unità: 1. Operations and Support Unit. 2. African Standby Force and Military Staff Committee Unit. Il Segretariato, posto anch esso al servizio del Consiglio Pace e Sicurezza. Il CPS si avvale del supporto dell AUC e delle seguenti strutture: 1. Comitato dei Saggi (Panel of The Wise): il Comitato dei Saggi funge da sostegno sia al Consiglio per la Pace e la Sicurezza sia pure al Presidente della Commissione, in particolar modo per quanto attiene alla prevenzione dei conflitti e può intraprendere ogni iniziativa pertinente in materia. È composto da cinque personalità africane di rilievo, selezionate dal Presidente della Commissione dopo le consultazioni con gli Stati Membri e nominate dall Assemblea. Esse restano in carica tre anni. 2. Sistema Continentale di Allertamento Precoce delle Crisi (Continental Early Warning System CEWS): si compone di un centro di osservazione e di monitoraggio (Situation Room), costituito in seno al CMD nonché di unità locali di analisi, aventi per fine la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti sulla base di indicatori politici, economici, sociali e militari definiti e condivisi. 3. African Standby Force (ASF) 10 : prevede la creazione di cinque Contingenti multioperazionali civili e militari, messi a disposizione dai singoli Stati membri. L ASF è lo 9 Il Peace and Security Directorate (PSD), ufficio posto sotto le dipendenze del Commissario per la Pace e la Sicurezza, ha il compito di: Assicurare la messa in opera del Protocollo istitutivo del CPS. Coordinare i programmi per la pace e la sicurezza disposti dalle singole REC. Sviluppare una comune politica africana di sicurezza e difesa. Impegnarsi nella mediazione e nella risoluzione dei conflitti. Accrescere le capacità di prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti dell UA. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 15

16 strumento operativo del CPS ed è chiamato a compiti quali missioni di monitoraggio, interventi armati, dispiegamenti preventivi, per compiti di peacebuilding e per l assistenza umanitaria alle popolazioni vittime di conflitti man-made o di disastri naturali (art.13). Esiste un Military Staff Committe, incaricato di consigliare ed assistere il CPS in tutte le relative questioni militari e di sicurezza (art.13). Tale Comitato Militare, composto dai Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi membri del CPS (art. 13 del Protocollo Istitutivo), si riunisce almeno una volta l anno. 4. Special Fund: conosciuto come Peace Fund, esso ha il compito di finanziare le operazioni di supporto alla pace e ogni altra attività connessa alla pace e alla sicurezza nel Continente. Esso conta sulle dotazioni del budget regolare dell UA, sui contributi volontari degli Stati membri oltre che da soggetti non africani. Stato dell arte dell Unione Africana Il valore aggiunto dell UA rispetto ad altri Organismi africani risiede non solo nell applicazione di standard specifici e nel monitoraggio della loro effettiva attuazione, ma anche nel fatto che è da un parte la piattaforma principale e più omnicomprensiva per il dialogo politico interafricano e dall altra parte l interlocutore privilegiato verso istituzioni analoghe e Paesi terzi. Dal momento che il Trattato istitutivo dell UA attribuisce alla Commissione solo un ruolo di segretariato, finora l UA è di fatto una struttura ancora priva di elementi di sovranazionalità, ed è quindi assimilabile più al Consiglio d Europa che all UE. Tuttavia il dibattito sul futuro istituzionale dell Unione Africana ha profondamente diviso i recenti Vertici sul duplice piano della rapidità del processo di integrazione e della cessione di poteri dagli Stati membri alla Commissione. Infatti ogni Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell UA è caratterizzato dal dibattito sul futuro Governo dell Unione, che vede il consueto confronto tra unionisti e gradualisti: i primi auspicano un integrazione politica continentale più rapida, sono cioè sostenitori di una risoluta integrazione tra i Paesi dell UA e di un suo rafforzamento in termini di competenze e strutture, mentre i secondi sono contrari ad un accelerazione forzata del processo d integrazione continentale. È possibile che nei prossimi decenni, attraverso la proposta espansione delle funzioni della Commissione l Unione Africana intenda dotarsi di poteri esecutivo, legislativo e giudiziario a livello continentale con l obiettivo di pervenire a convocare una Conferenza Costituzionale degli Stati Uniti d Africa. Attualmente l UA sconta un assetto istituzionale ancora debole, giacché, pur avendo introdotto riforme in termini di miglioramento dell efficienza e dell efficacia dell istituzione, continuano a permanere problemi di gestione 10 Vedi infra. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 16

17 finanziaria e di risorse umane insufficienti. In prospettiva restano invece ancora da istituire una Banca Centrale, un Fondo Monetario, una Banca d Investimento ed una Borsa Valori propri dell UA. Rapporti bilaterali Italia-Unione Africana Il nostro Paese è un convinto sostenitore della necessità che l UA acquisti sempre maggior responsabilità e le relative competenze necessarie in tema di gestione delle crisi e mantenimento della pace e di sicurezza. Un apposito Memorandum of Understanding (MoU), firmato con la UA nell ottobre 2006, introduce formule istituzionalizzate di dialogo politico e di consultazione. Il rafforzamento dell Unione Africana ed il dialogo politico con questa resta per l Italia un obiettivo fondamentale, in quanto è chiamata a svolgere un ruolo attivo nella prospettiva dello sviluppo e dell integrazione politica ed economica del Continente, favorendo fortemente le iniziative dell UA sul piano del mantenimento della pace e della sicurezza. Per questo in occasione del Vertice Africa-Unione Europea di Lisbona del 2007 è stato siglato tra Italia e Commissione UA l accordo istitutivo di uno specifico strumento, l Italian Africa Peace Facility (IAPF), inizialmente dotato di 40 milioni di euro, volto al rafforzamento delle capacità operative, istituzionali e logistiche africane, a livello sia continentale sia sub-regionale, per quanto concerne la prevenzione e la gestione delle situazioni di crisi e post-conflittuali. L accordo assegna priorità geografica alla Somalia, al Sudan ed al Corno d Africa e stabilisce che il Governo Italiano finanzi l AUC per ciascun programma congiuntamente concordato. In particolare nel 2006 è stato istituito l African Union Partner Group, il quale ha identificato come prioritari i seguenti pilastri: Pace & Sicurezza; Integrazione regionale, Sviluppo e Cooperazione; Valori condivisi; Cooperazione istituzionale (Institution e Capacity Building); Governance. Peraltro nel quadro del rafforzamento degli aspetti di buongoverno e di sviluppo sostenibile, il nostro Paese fornisce sostegno politico e finanziario al NEPAD, all APRM, al PAP nonché agli Organismi sub-regionali. Sono state inoltre finanziate alcune specifiche iniziative come il contrasto alle manifestazioni terroristiche attraverso il Centro Africano di Studio e Ricerca sul Terrorismo (CAERT) 11 di Algeri. 11 Il CAERT è stato istituito ad Algeri nel 2004 dal Piano d Azione dell Unione Africana per la prevenzione e la lotta del terrorismo. Il CAERT si occupa di analisi e gestione delle informazioni sul terrorismo e di formazione. In questo quadro, organizza, con l appoggio dei partner internazionali, programmi di formazione, lavorando in collaborazione con i Focal Point designati dagli Stati membri. È finanziato attraverso il bilancio regolare dell UA e attraverso contributi volontari. Più dettagliatamente i suoi compiti sono di: - aiutare gli Stati membri ad elaborare strategie di prevenzione e contrasto del terrorismo; - definire metodologie per la raccolta, il trattamento e la diffusione delle informazioni; ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 17

18 Punti di forza: L UA è l unica piattaforma istituzionale africana intergovernativa a livello continentale, capace di dialogare con le potenze emerse ed emergenti globali. Debolezze e Criticità: L UA resta per massima parte ancora un istituzione debole, a causa delle difficoltà a mettere in atto una politica continentale omogenea, a causa dello scontro d interessi fra singoli Stati membri. Ultimo Vertice Il XIX Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell Unione Africana, svoltosi ad Addis Abeba tra il 15 ed il 16 luglio 2012, ha decretato una ragguardevole svolta per quanto riguarda il futuro dell Unione, perlomeno per il breve ed il medio periodo, avendo scelto di mettere a capo del braccio esecutivo dell Organismo il suo peso massimo, il Sudafrica, nella persona del suo Ministro dell Interno: Nkosazana Clarise Dhlamini Zuma. Così facendo, si è inteso dare forza all unico membro del Continente fra i Paesi BRICS che è anche il solo componente africano del G20, peraltro in maniera tecnicamente non ortodossa, dal momento che non sarebbe stata più osservata quella consuetudine non scritta, secondo la quale la Presidenza dell Unione non deve essere occupata dalle Nazioni maggiori. In un contesto nel quale lo scontro fra blocco francofono ed anglofono nasconde il rapido assestamento di quello lusofono, capeggiato dall Angola, mentre resta in una fase attendista quello arabofono, la nuova Presidenza dell AUC, eletta dopo un difficile quanto faticoso negoziato, dovrà dimostrare di essere capace di realizzare le linee d indirizzo, in maniera tale da non risultare di parte, pena un pernicioso frazionamento dell univocità e della linearità dell UA rispetto all arena internazionale. New Partnership for Africa s Development (NePAD) Un altra importante iniziativa dell UA è il NePAD, che ne è il programma di sviluppo. Si tratta di un progetto strategico, volto al conseguimento degli obiettivi della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, istituito nel 2001 su iniziativa dei suoi 5 Paesi fondatori (Initiating Countries): Algeria, Egitto, Nigeria, Senegal, Sudafrica. Scopo principale del - creare una banca dati sulle diverse questioni attinenti al terrorismo, in particolare ai gruppi terroristici e alle loro attività in Africa, e sull assistenza tecnica disponibile; - sviluppare capacità di allerta precoce in modo da favorire la rapidità di reazione, integrando il concetto di gestione preventiva delle crisi; - intraprendere studi e analisi per individuare le strategie migliori per combattere il finanziamento del terrorismo. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 18

19 NePAD è quello di dimezzare la povertà assoluta in Africa entro il 2015 attraverso una crescita del PIL continentale del 7 percento annuo per 15 anni mediante il rispetto dei principi di Ownership (spetta ai singoli Stati africani individuare le priorità d intervento e le modalità secondo cui agire) e di Partnership (necessità che i Paesi industrializzati forniscano all Africa le risorse necessarie a promuoverne lo sviluppo), che non deve svolgersi esclusivamente a livello di singoli Stati (canale bilaterale), ma soprattutto a livello continentale e regionale (canale multilaterale). Le aree d intervento prioritarie del programma NePAD sono: democrazia, stato di diritto, buon governo e iniziative anticorruzione; pace e sicurezza; sviluppo umano, con investimenti nei settori della sanità (con particolare riguardo alla lotta contro l AIDS, la malaria e altre malattie endemiche), dell istruzione e della formazione professionale; tecnologie informatiche e telecomunicazioni; promozione degli investimenti privati; incremento degli scambi commerciali intra-africani; miglioramento nella gestione delle risorse idriche, lotta alla fame e maggior sicurezza alimentare. Sebbene l Organo supremo del NePAD sia la Conferenza dei Capi di Stato di Governo dell Unione Africana e da un punto di vista formale l organo direttivo del NePAD sia il Comitato di Attuazione, tuttavia il vero centro di comando è il Comitato Direttivo, composto permanentemente dai rappresentanti personali dei Capi di Stato dei 5 Paesi fondatori. Strutture del NePAD: Il Presidente (Chairman); il Comitato di Attuazione dei Capi di Stato e di Governo (HISGC - Heads of State and Government Implementation Committee) è un Organo direttivo composto da 20 Capi di Stato africani ovvero 4 per ciascuna delle 5 regioni africane in cui è suddiviso il NePAD 12 ; il Comitato Direttivo (Steering Committee) è un Organo composto dai rappresentanti dei 20 Capi di Stato e di Governo dello HISGC, tra i quali figurano permanentemente i cinque Stati promotori. Il NePAD è divenuto la controparte africana dei Paesi del G8; infatti lo Steering Committee ha instaurato un proficuo dialogo con il Gruppo dei Rappresentanti Personali per l Africa dei Capi di Stato e di Governo (APR) del G8, volto a finalizzare il Piano d Azione G8 per l Africa. I Rappresentanti Personali per il NePAD dei Capi di Stato e di Governo dello Steering Committee sono riuniti in un 12 Africa Centrale (Camerun, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Gabon) - Africa Orientale (Etiopia, Madagascar, Sudan, Rwanda) - Africa Settentrionale (Egitto, Algeria, Libia, Tunisia) - Africa Australe (Sudafrica, Namibia, Malawi, Lesotho) - Africa Occidentale (Nigeria, Senegal, Mali, Benin). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 19

20 Comité del NePAD, ai cui lavori partecipano i Segretari Esecutivi delle RECs, il Presidente della Commissione dell UA e i partner come la Banca Africana di Sviluppo (BAD) nonché la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l Africa (UNECA). Il Segretariato Esecutivo (Secretariat) del NePAD ha sede a Midrand (Sudafrica). African Peer-Review Mechanism (APRM) Nel 2003 è stato varato, in seno al NePAD, il Meccanismo Africano di Revisione tra Pari, cui aderiscono su base volontaria numerosi Paesi africani. L APRM è un meccanismo di controllo e di autorevisione, che sottopone gli Stati membri ad un monitoraggio dei risultati delle politiche nazionali in tema di stabilizzazione, buon governo, tutela dei diritti umani e sviluppo sostenibile. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 20

21 AFRICAN STANDBY FORCE 13 (ASF) I principali elementi costitutivi delle Forze Africane di Attesa (ASF) sono: Cinque brigate operative, poste sotto il comando della competente Comunità Economica Regionale, istituite in cinque sub-regioni: UMA per il Nord Africa, ECCAS per l Africa Centrale, ECOWAS per quella occidentale, IGAD per quella centro 13 Cfr: (Ultimo accesso: ). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 21

22 meridionale e SADC per quella australe. Le forze dovranno essere multidimensionali (componente militare, di polizia, ed elementi civili). È prevista una forza di circa effettivi, suddivisi tra: o unità in servizio attivo (dei quali a disposizione della Forza di Reazione Rapida); o unità in riserva; o unità impiegate nelle Strutture di Supporto (Polizia, osservatori, esperti civili ecc. ) Sono stati ipotizzati 6 differenti scenari d impiego per le ASF: 1. Assistenza militare UA/Organizzazione Regionale a missioni politiche; 2. Assistenza politica a Missioni di osservazione UA/Organizzazione Regionale congiunte a missioni ONU; 3. Missioni di osservazione UA/Organizzazione Regionale, autonome; 4. Missioni UA/Organizzazione Regionale di peacekeeping e missioni di dispiegamento preventivo; 5. Forza di peacekeeping UA per missioni complesse multidimensionali; 6. Intervento UA in situazione di estrema gravità nelle quali la reazione della Comunità Internazionale non è previsto essere immediata. Componenti delle ASF: Organo decisionale (Capi di Stato/Governo, Ministri della Difesa); Struttura di pianificazione (a livello continentale e regionale) Cellula di allerta per le crisi (a livello continentale e regionale) Centri di addestramento e formazione regionali; Basi logistiche militari regionali. Restano ancora da definire alcuni aspetti importanti delle ASF quali la componente civile, quella relativa alla polizia/gendarmeria e quella sanitaria. L ASF agiranno su mandato del Consiglio Pace e Sicurezza dell UA, che potrà attribuire anche compiti diversi da quelli del mantenimento della pace, come, ad esempio, interventi di protezione civile in caso di catastrofi naturali, il pattugliamento delle acque territoriali di un Paese membro, al fine di proteggere le sue risorse naturali da sfruttamenti illeciti o proteggere i suoi interessi commerciali da atti di pirateria. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 22

23 APPARTENENZA ALLE AFRICAN STANDBY FORCES REGIONALI REGIONE REGIONE REGIONE REGIONE REGIONE CENTRALE MERIDIONALE ORIENTALE SETTENTRIONALE OCCIDENTALE FOMAC SADCBRIG EASF NASBRIG ESF FORCE SADC EASTERN NORTHERN AFRICA ECOWAS MULTINATIONALE DE STANDBY AFRICA STANDBY BRIGADE STANDBY L AFRIQUE CENTRALE BRIGADE STANDBY FORCE FORCE Angola Sahara Mali Occidentale RDC Etiopia Mauritania Capo Verde Camerun Malawi Eritrea Algeria Senegal Ciad Zambia Gibuti Tunisia Gambia Congo Zimbabwe Somalia Libia Guinea Bissau Gabon Namibia Kenya Egitto Guinea Guinea Equatoriale Swaziland Uganda Sierra Leone RCA Lesotho Rwanda Liberia São Tomé e Príncipe Botswana Burundi Costa D Avorio Sud Africa Comore Ghana Mozambico Sudan Togo Tanzania Benin Madagascar Nigeria Mauritius Niger Burkina Faso ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 23

24 CEDEAO-ECOWAS La ESF l ASF della Comunità Economica dell Africa Occidentale (CEDEAO) è quella che fra tutte ha segnato un concreto progresso nella sua realizzazione. L ESF in collaborazione con la Francia ha già eseguito esercitazioni volte all integrazione ed all addestramento congiunto fra unità dei Paesi membri e oggi è forte delle seguenti strutture: PLANELM (Planning Element) in Nigeria. Task-Force di uomini pronta ad intervenire in 30 giorni. Brigata Principale di uomini in grado di attivarsi in 90 giorni. Deposito Logistico Regionale a Hastings (Nigeria). Cellula di Early Warning: MPMC con sede sempre in Nigeria. Tre Centri di Eccellenza per la formazione: 1. National Defence College con sede a Abuja, per il livello strategico. 2. KAIPTC (Kofi Annan International Peacekeeping Centre) con sede ad Accra, per il livello operativo, con cui l Italia collabora attivamente già da anni. 3. École de Maintien de la Paix Alioune Blondin Beye con sede a Bamako, per il livello tattico. SADC Ufficializzata nel 2007, la SADCBRIG l ASF di cui fa parte la Comunità per lo Sviluppo dell Africa Australe (SADC) ha realizzato progressi significativi e dispone delle seguenti strutture: PLANELM a Gaborone. Cellula di Early Warning. Il Regional Peacekeeping Training Centre di Harare. IGAD La EASF, l ASF per la quale l Autorità Intergovernativa per Sviluppo (IGAD) esercita una temporanea funzione di coordinamento, è denominata EASBRICOM (Easbrig Coordination Mechanism). La brigata è caratterizzata da una limitata capacità operativa e dispone al momento delle seguenti strutture/articolazioni: EASBRIG - Eastern African Standby Brigade: è la Brigata operativa. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 24

25 Unità di Pianificazione (PLANELM) responsabile degli aspetti strategici, e Unità di Coordinamento cui è devoluta la gestione operativa delle operazioni; entrambe le Unità sono ubicate a Nairobi. Deposito Logistico Regionale in Etiopia. Tre Centri di Addestramento: 1. Il Keren in Kenya. 2. Uno in Rwanda. 3. Uno in Uganda. CEEAC-ECCAS La FOMAC l ASF di cui fa parte la Comunità Economica degli Stati dell Africa Centrale (CEEAC) ha anch essa una limitata capacità operativa e dispone, al momento, delle seguenti strutture: PLANELM a Libreville. Deposito Logistico Regionale a Douala. Tre Centri di Eccellenza per la formazione: 1. CSID (Corso Superiore Interforze di Difesa) creato nel 2005 e finanziato dalla Francia con sede a Yaoundé per il livello strategico. 2. EEML (Scuola di Stato Maggiore di Libreville) creato nel 2003 e finanziato dalla Francia per il livello operativo. 3. EFOFAA a Luanda per il livello tattico. Ad essi dovrebbe aggiungersi la componente civile e di polizia EISFORCES di Yaoundé. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 25

26 Comunità Economiche Regionali (RECs) Le RECs (Regional Economic Communities) raccolgono singoli Stati membri in sottoregioni, con l obiettivo primario di favorire una maggiore e migliore integrazione economica a livello regionale. Le RECs stanno con crescente autorevolezza attestandosi nel panorama economico continentale, espressione di una maggiore e nel contempo migliore Ownership africana, regionale e nazionale. Le RECs rappresentano i cosiddetti buildingblock dell Unione Africana e sono alla base della strategia del NePAD. Infatti il processo di integrazione africana sta realizzandosi mediante un livello politico, evidenziato dall UA e dai suoi Organi, ed un livello operativo, rappresentato dalle RECs, che costituiscono il vero motore dell integrazione africana. Infatti l UA, in vista di un graduale raggiungimento dei propri obiettivi, promuove, coordina ed armonizza i propri programmi e linee d azione con quelli delle RECs, quali unità imprescindibili del processo d integrazione africana a livello regionale. L Italia riconosce loro un ruolo di grande importanza, fornendo assistenza tecnica per il rafforzamento istituzionale in termini di finanziamenti per la promozione di attività di capacity building e di post-conflict, il monitoraggio dei processi elettorali e la democratizzazione, il contrasto ai traffici illeciti (stupefacenti, esseri umani), al terrorismo, all immigrazione clandestina ed alla proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro, ecc Sebbene esistano numerosi ed eterogenei organismi sub-regionali africani, le REC s con cui l UA intrattiene rapporti integrati e strutturati sono otto: 1. COMESA: Mercato Comune dei Paesi dell Africa Orientale e Australe. 2. CEN-SAD: Comunità degli Stati del Sahel e del Sahara. 3. CEDEAO-ECOWAS: Comunità Economica degli Stati dell Africa Occidentale. 4. UMA-AMU: Unione del Maghreb Arabo. 5. IGAD: Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo. 6. EAC: Comunità dell Africa Orientale. 7. CEEAC-ECCAS: Comunità Economica degli Stati dell Africa Centrale. 8. SADC: Comunità per lo Sviluppo dell Africa Australe. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 26

27 RECs Ubicazione Segretariati UMA-AMU: MAROCCO. RABAT, CEN-SAD: TRIPOLI, LIBIA. IGAD: GIBUTI. CEDEAO-ECOWAS: ABUJA, NIGERIA. CEEAC-ECCAS: LIBREVILLE, GABON. COMESA: LUSAKA, ZAMBIA. EAC: ARUSHA, TANZANIA. SADC: GABORONE, BOTSWANA. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 27

28 RECs Appartenenze plurime: Nota: L appartenenza di un paese a più REC è evidenziata da una livrea a strisce con i colori delle diverse comunità regionali di apparteneza ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 28

29 COMESA Common Market for Eastern and Southern Africa Mercato Comune dell Africa Orientale e Meridionale Anno di fondazione e revisione: 1981: Preferential Trade Area for Eastern and Southern Africa (PTA) 1993 (firmato) 1994 (ratificato): COMESA Sede del Segretariato: Lusaka (Zambia) Lingue ufficiali: Inglese, Francese, Portoghese. Stati membri: 1. Angola 4. Repubblica Democratica del 2. Burundi Congo (RDC) 3. Comore 5. Gibuti 6. Egitto (1999) ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 29

30 7. Eritrea (1994) 14. Rwanda 8. Etiopia 15. Seychelles (2001) 9. Kenya 16. Sudan 10. Libia (2005) 17. Swaziland 11. Madagascar 18. Uganda 12. Malawi 19. Zambia 13. Maurizio 20. Zimbabwe Ex Membri: Angola Lesotho (lascia nel 1997) Mozambico (lascia nel 1997 ) Tanzania (lascia nel 2000) Namibia (lascia nel 2004) Il Trattato che istituisce il COMESA è stato firmato nel novembre 1993 a Kampala (Uganda) ed è stato ratificato l anno successivo (1994) a Lilongwe (Malawi). Il COMESA ha sostituito la PTA, zona commerciale preferenziale, che prevedeva di promuovere nei Paesi nell Africa orientale e meridionale la cooperazione e lo sviluppo nei settori commerciale, doganale, monetario, dell agricoltura e delle comunicazioni. I venti Paesi membri del COMESA riuniscono un mercato di circa quattrocento milioni di abitanti, che si estende per oltre dodici milioni di chilometri quadrati. Su queste basi, il COMESA sviluppa la propria attività, che prevede le priorità per settori quali infrastrutture, telecomunicazioni, servizi finanziari, settore alimentare, ma anche un forte interesse per il turismo e per i trasporti fluviali. Finalità: La realizzazione di una crescita sostenibile attraverso un economia di mercato e un area di investimento comune, nonché la promozione degli investimenti stranieri, in particolare in alcuni settori strategici (infrastrutture e trasporti, telecomunicazioni, servizi finanziari e agrobusiness), anche attraverso la creazione di un apposita agenzia. Il raggiungimento della pace e della sicurezza nell intera regione (cooperazione tra Stati, armonizzazione delle forze di polizia ed integrazione dei programmi di sviluppo; principio di non aggressione; rispetto della legge; promozione e sostegno della democrazia nei singoli Stati; risoluzione pacifica dei conflitti tra Stati e costruzione della pace quale presupposto individuale dello sviluppo economico). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 30

31 Il rafforzamento delle relazioni tra i Paesi membri nella regione (eguaglianza ed interdipendenza dei paesi membri; fiducia reciproca; mantenimento della pace e della stabilità attraverso il rafforzamento dei rapporti di buon vicinato; responsabilità, giustizia economica e cooperazione allo sviluppo). La promozione del rispetto dei diritti umani (riconoscimento e promozione dei diritti umani e dei popoli in accordo con i principi espressi nella Carta africana dei diritti dell uomo e dei popoli). Il miglioramento delle infrastrutture, l eliminazione delle barriere non tariffarie e la realizzazione della libera circolazione delle persone. Il passaggio da un area di libero scambio a un unione doganale, attraverso l istituzione di una Common External Tariff (CET) e la creazione di un Istituto Monetario comune entro il aumento della produttività industriale, manifatturiera e dei processi agro-industriali, per una maggiore sicurezza alimentare e per un incremento della forza lavoro; creazione di strutture tecniche adeguate per uno sfruttamento più razionale delle acque dei laghi e dei fiumi; miglioramento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti, soprattutto nelle aree rurali; creazione di un sistema igienico-sanitario moderno, che risolva, almeno in parte, il problema dell inquinamento delle acque del mare e della relativa contaminazione alimentare e nuovi programmi che facilitino i rapporti commerciali con l estero, attraverso, soprattutto, la privatizzazione del settore produttivo; modernizzazione dell agricoltura che, nella maggior parte dei Paesi membri rappresenta il novanta percento della produzione economica generale. Struttura: Autorità dei Capi di Stato e di Governo: supremo organo politico del Mercato Comune, responsabile degli indirizzi di politica generale, della direzione e del controllo delle prestazioni e delle funzioni esecutive del Mercato nonché della realizzazione dei relativi obiettivi. Consiglio dei Ministri: organo che ha il compito di assumere le decisioni relative ai programmi e alle attività del COMESA, compreso il controllo della gestione amministrativa e finanziaria. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 31

32 Comitato dei Governatori della Banca Centrale: organo di controllo del punto di raccolta centrale dei documenti del COMESA, che accerta l esecuzione dei programmi monetari e finanziari di cooperazione. Comitato Intergovernativo: organo pluridisciplinare composto dai Segretari permanenti appartenenti a tutti gli Stati membri e responsabili per lo sviluppo e l amministrazione dei programmi e dei piani d azione in tutti i settori della cooperazione. Comitati Tecnici: organi responsabili del settore economico e delle questioni amministrative e finanziarie segnalate dal Comitato Intergovernativo. Segretariato: fornisce il sostegno tecnico e consultivo agli Stati membri nell esecuzione del Trattato. Comitato Consultivo della Comunità Affari e Altri Gruppi d Interesse: organo che agevola il dialogo tra la Comunità d Affari, gli altri Gruppi di interesse Comune e gli Organi del Mercato Comune. Istituzioni Settoriali: COMESA Trade and Development Bank, con sede a Nairobi; COMESA Clearing House; COMESA Association of Commercial Banks di Harare; COMESA Leather Institute di Addis Abeba; COMESA Re-Insurance Company (ZEP- RE) di Nairobi. L Unione Europea riveste un ruolo rilevante quale partner commerciale del COMESA, a cui contribuisce attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo (FES). In tal modo vuole favorire l integrazione economica regionale, da conseguirsi attraverso la liberalizzazione degli scambi commerciali e lo sviluppo infrastrutturale, così da agevolare la circolazione delle merci, dei servizi e delle persone nell area. I seguenti Paesi COMESA appartengono anche alla SADC: Angola, Malawi, Mauritius, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Zambia e Zimbabwe. La questione connessa alla loro appartenenza ad entrambe le Organizzazioni è stata risolta in seno al Consiglio Ministeriale COMESA del dicembre 2005, per cui, pur sussistendo il divieto per gli Stati membri di appartenere a più di un unione doganale, non è tuttavia escluso che questi ultimi possano partecipare ad accordi preferenziali di natura commerciale con altri partner o con Organizzazioni Internazionali, riconoscendo in questo modo la duplice natura del COMESA. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 32

33 CEN-SAD Comunità degli Stati Sahelo-Sahariani La CEN-SAD si propone come obiettivo di operare, in piena collaborazione con le altre RECs e con l UA, per rafforzare la pace, la stabilità e la sicurezza dell area e promuovere lo sviluppo economico e sociale dei Paesi membri. La CEN-SAD è stata istituita a Tripoli nel febbraio del Stati membri: 1. Libia 6. Repubblica Centrafricana (RCA) 2. Burkina Faso 7. Eritrea 3. Niger 8. Senegal 4. Ciad 9. Gibuti 5. Sudan 10. Benin ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 33

34 11. Egitto 20. Costa D Avorio 12. Gambia 21. Guinea 13. Mali 22. Guinea Bissau 14. Marocco 23. Gabon 15. Nigeria 24. Liberia 16. Somalia 25. Kenya 17. Togo 26. Namibia 18. Tunisia 27. Sierra Leone 19. Comore 28. São Tomé e Príncipe. Finalità: Creare un unione economica molto stretta, attiva nei settori agricolo, industriale, culturale, sociale e dell energia; Eliminare tutti gli ostacoli che impediscono la libera circolazione di beni, capitali e persone, il commercio estero e gli investimenti, favorendo al contempo le comunicazioni, i trasporti e la creazione di infrastrutture. Struttura: La Conferenza dei Capi di Stato dei Paesi membri, che si riunisce regolarmente una volta l anno o in via straordinaria su richiesta di un Paese membro. Il Consiglio Esecutivo, che ha il compito di attuare i progetti di integrazione e dare seguito alle decisioni dei Capi di Stato. Esso è formato dai Ministri degli Interni, Esteri ed Economia degli Stati membri. Si riunisce due volte l anno. Il Segretariato Generale è l organo amministrativo ed esecutivo della Comunità ed è responsabile del monitoraggio sul regolare funzionamento delle varie istituzioni. La Banca sahelo-sahariana per l Investimento e il Commercio istituita nel 1999 e che si propone (soprattutto con capitali forniti dalla Libia) di finanziare i progetti di sviluppo, favorendo le esportazioni commerciali. Il Consiglio Economico, Sociale e Culturale, composto di 10 membri, che ha funzioni di supporto alle attività dei principali Organi della Comunità, soprattutto per quanto riguarda la preparazione delle politiche di sviluppo e programmazione economica e sociale dei Paesi membri. Debolezze e criticità: A seguito della caduta del regime di Gheddafi, ideatore e principale ispiratore della CEN- SAD, le attività dell Organismo sono di fatto in stallo, ma potrebbero trovare nuova linfa in coincidenza della fase post-conflittuale nel Sahel. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 34

35 CEDEAO-ECOWAS Economic Community of West African States Communauté Économique des États de l Afrique de l Ouest Comunità Economica degli Stati dell Africa Occidentale L ECOWAS è di gran lunga la più efficiente e la meglio strutturata delle organizzazioni sub-regionali africane, probabilmente perché la più antica. Ne furono ispiratori il Generale nigeriano Yakubu Gowan ed il Presidente togolese Gnassingbé Eyadema. Nasce il 28 maggio del 1975 a Lagos (Nigeria), per sottrarre all isolamento la regione dopo la fine del colonialismo e del nazionalismo post-indipendenza, con l intento di promuovere l integrazione economica ad ampio spettro. In particolare, l ECOWAS intende realizzare un mercato comune unico in Africa Occidentale. Con la revisione del 1992 sono stati costituiti il Parlamento dell Africa Occidentale, il Consiglio Economico e Sociale e la Corte di ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 35

36 Giustizia; inoltre è stato introdotto il principio della sovranazionalità nell applicazione delle decisioni. Sede del Segretariato: Abuja (Nigeria) Stati membri: Benin 2. Burkina Faso 3. Capo Verde (entrato nel 1976) 4. Costa D Avorio 5. Gambia 6. Ghana 7. Guinea 8. Guinea-Bissau 9. Liberia 10. Mali 11. Niger 12. Nigeria 13. Senegal 14. Sierra Leone 15. Togo Finalità: Promozione dell integrazione economica regionale. Uguaglianza e interdipendenza degli Stati membri. Cooperazione e solidarietà fra gli Stati membri. Armonizzazione della politica degli Stati membri. Non-Aggressione. Peacekeeping; Stabilità e Sicurezza regionali. Soluzione pacifica dei conflitti. Rispetto, Promozione e Protezione dei Diritti Umani. Consolidamento della Democrazia. Trasparenza e giustizia economico-sociale. Struttura: Autorità dei Capi di Stato e di Governo 14 La Mauritania abbandonò l Organizzazione nel ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 36

37 Istituzione suprema, l Autorità è responsabile della direzione e del controllo della Comunità e ha il compito di adottare tutte le misure necessarie a garantire la realizzazione degli obiettivi statutari. Consiglio dei Ministri È composto dai Ministri incaricati nei rispettivi Paesi di curare il rapporto con l ECOWAS e dagli altri Ministri di volta in volta competenti per la materia trattata. Organo responsabile del funzionamento e dello sviluppo della Comunità, esso può presentare raccomandazioni all Autorità, richiedere pareri legali, quindi di carattere consultivo, alla Corte di Giustizia, approvare e disporre i programmi di lavoro ed il budget della Comunità. Parlamento Comunitario Analizza questioni relative ai diritti umani, alle libertà fondamentali dei cittadini, all interconnessione delle reti energetiche e dei sistemi di telecomunicazione nazionali. Si compone di 120 membri. Ciascuno dei 15 Stati aderenti ha una presenza minima garantita di cinque seggi, e i restanti 40 sono ripartiti in base alla popolazione di ciascuno Stato membro. Consiglio Economico e Sociale Ha un ruolo consultivo ed include i rappresentanti di varie categorie di operatori economici e sociali. Corte di Giustizia Ha il fondamentale compito di garantire la corretta interpretazione ed applicazione delle norme del Trattato. Nel caso in cui sorga una eventuale controversia tra gli Stati membri o tra questi ultimi ed Istituzioni dell Organizzazione e non sia possibile giungere ad una soluzione negoziata tra le parti, ciascuna di esse può adire la Corte. Le sue decisioni hanno carattere vincolante e sono inappellabili. Commissione Esecutiva Similmente all Unione Africana, l ECOWAS dal 2007 è dotato di una Commissione Esecutiva, il cui Presidente ha il compito di dare esecuzione alle decisioni assunte dagli organi deliberativi. La Commissione dell ECOWAS è costituita con i seguenti portafogli: o Presidente o Vice-Presidente o Amministrazione e Finanza o Agricoltura, Ambiente e Risorse idriche ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 37

38 o Sviluppo Umano e Gender o Infrastrutture o Politiche macroeconomiche o Affari Politici, Pace e Sicurezza (PAPS) o Commercio, Dogane e Libera Circolazione Banca Regionale (ECOWAS Bank for Investment and Development EBID) e relativo Fondo di Sviluppo Regionale (ECOWAS Regional Development Fund ERDF). Agenzie specializzate operanti nel campo della sanità, monetario, delle politiche di genere e della protezione delle risorse idriche. Pace e Sicurezza: L ECOWAS ha adottato due protocolli in materia di difesa, che prevedono rispettivamente la non interferenza negli affari interni dei singoli Stati membri e l istituzione di un meccanismo di mutua assistenza in caso di attacco. Strumenti specifici sono: ECOWAS Peace Fund 15 : è un fondo onnicomprensivo creato per finanziare le operazioni di peacekeeping, nel caso dello scoppio di una crisi regionale, si articola in tre capitoli di bilancio: spese per le operazioni di early warning, interventi post-conflitto (aiuti medici, umanitari, ricostruzione, capacity building istituzionale, cooperazione tra le forze di Polizia), e l attività militare propriamente detta, che saranno in futuro svolte dalla ECOWAS Standby Force. Economic Community of West African States Cease-fire Monitoring Group (ECOMOG): è una forza d intervento per il mantenimento della pace. Ha operato efficacemente in passato in Sierra Leone, Liberia e Guinea Bissau ed in Costa D Avorio. Ecowas Standby Force (ESF) Ecowas Small Arms Control Programme (ECOSAP) 16. Visione strategica della CEDEAO 2020: Secondo la ECOWAS Strategic Vision (approvata durante il XXXII Vertice dei Capi di Stato e di Governo il 15 giugno 2007) si realizzerà una comunità economica regionale 15 Il Peace Fund è preposto a realizzare iniziative per il rafforzamento della pace, della sicurezza e della democrazia nella regione. L esperienza maturata nel peacekeeping fa tuttavia dell ECOWAS la Regione più preparata a svolgere le funzioni di mantenimento della pace nel quadro dell APSA. 16 Nella regione circolano circa dieci milioni di armi leggere. Il 14 giugno 2006 ad Abuja è stata firmata la ECOWAS Convention on Small Arms and Light Weapons, their Ammunition and other related materials. La Convenzione in oggetto è l evoluzione della precedente Moratoria sull Importazione, l Esportazione e la Costruzione di Armi di Piccolo Calibro e Leggere (Small Arms and Light Weapons- SALW). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 38

39 entro il 2020 mediante l abolizione delle frontiere interne e la piena libertà di circolazione per le merci e le persone 17. Altre iniziative in cantiere in parte già operative sono: La Politica Agricola Comune (ECOWAS Common Agricultural Policy ECOWAP). L Autorità Regionale Regolatrice dell Elettricità (ECOWAS Regional Electricity Regulatory Authority ERERA) con sede ad Accra (Ghana). Il Centro per l Energia Rinnovabile e l Efficienza Energetica (Ecowas Center for Renewable Energy and Energy Efficiency) con sede a Praia (Capo Verde). L Istituto per l Integrazione Regionale (West Africa Institute WAI) con sede a Praia (Capo Verde) 18. Realizzazione della Zona Monetaria dell Africa Occidentale: L Italia guarda con attenzione anche agli sviluppi del processo d integrazione regionale per quanto riguarda la realizzazione della Zona Monetaria dell Africa Occidentale (West Africa Monetary Zone), per la quale nei prossimi anni cinque Stati (Gambia, Ghana, Guinea, Nigeria e Sierra Leone) introdurranno una Moneta Unica, l Eco. Punti di forza: Comprende la seconda maggiore realtà economica del Continente. Riconosciuto internazionalmente come key actor della regione. Frontiere coloniali artificiali e facile integrazione culturale. L Africa Occidentale è una regione caratterizzata da numerose migrazioni interne, perlopiù di carattere non coatto né definitivo: si tratta cioè di spostamenti non subìti, bensì scelti dai migranti, creando così un terreno già favorevole ad ogni ulteriore iniziativa dell Organizzazione volta all integrazione regionale. Messa a punto del progetto West African Gas Pipeline 19. Debolezze e criticità: Scarsità di risorse finanziarie a fronte della complessità dei fini perseguiti. Traffici illeciti gestiti dalla Criminalità organizzata. 17 La libera circolazione delle persone si è finora concretizzata con l esenzione dal visto d ingresso per soggiorni fino a 90 giorni. Inoltre è stato istituito il Passaporto ECOWAS, operativo tra Benin, Mali e Senegal. 18 Cfr. (Ultimo accesso: ). 19 Si tratta dello sviluppo del progetto, finanziato in parte dalla World Bank, di una conduttura lunga 678 chilometri con l intento di rifornire di gas naturale proveniente dalla Nigeria alcuni Paesi rivieraschi del Golfo di Guinea tra loro confinanti: Benin, Togo, e Ghana. Il gas dal Delta del Niger dovrebbe raggiungere i Paesi vicini ed essere utilizzato inizialmente per la generazione di energia elettrica, attualmente carente, e in seguito per gli altri usi industriali e commerciali. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 39

40 Disomogeneità linguistica (che la rende un area geopolitica sottratta all influenza esclusiva dell una o dell altra ex potenza coloniale). Crescente interesse degli USA nei confronti dei Paesi del Golfo di Guinea per ragioni sia strategiche (vedi AFRICOM 20 ) sia di approvvigionamento petrolifero in virtù dei nuovi giacimenti off-shore. Evoluzione dei rapporti con la Cina. Riciclaggio di denaro sporco. Forte influenza della Francia e del Regno Unito (crescente ripresa d interessi inglesi nei confronti di Liberia e Sierra Leone) nelle rispettive ex colonie, ma anche degli USA nei confronti della Liberia per ragioni storiche. Contenimento dell Immigrazione. Colpo di Stato in Mali e crisi nel Sahel Preoccupazione per i legami con i narcotrafficanti e l instabilità della Guinea Bissau. 20 AFRICOM Africa Command: è lo Unified Combatant Command della Difesa statunitense con base a Stoccarda, operativo dal primo ottobre 2008, responsabile tanto delle operazioni quanto delle relazioni militari americane con 54 Paesi africani, ovvero tutti tranne l Egitto. Cfr. (Ultimo accesso: ). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 40

41 UMA-AMU Unione du Maghreb Arabe Arab Maghreb Union Unione del Maghreb Arabo L UMA è un accordo commerciale pan-arabo per l unità economica e politica in stallo oltre quindici anni per le posizioni distanti di Algeria e Marocco circa l assetto geopolitico dell area. È caratterizzato dall omogeneità linguistica (arabo) dei Paesi membri. L UMA è stata fondata il 17 febbraio 1989 a Marrakech dal Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei cinque Paesi fondatori (Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia). Tale Summit era stato preceduto il 10 giugno 1988 dalla riunione dei cinque Capi di Stato maghrebini a Zeralda (Algeria), nel corso della quale fu deciso di istituire una Commissione ad hoc, con il compito di definire i modi e i mezzi atti a dare vita all Unione nonché al programma dei lavori di breve e medio termine. I Vertici dei Paesi membri si sono incontrati in sei occasioni: Tunisi (21-23 gennaio 1990); Algeri (21-23 luglio 1990); Ras Lanouf (10-11 marzo 1991); Casablanca (15-16 settembre 1991); Nouakchott (10-11 novembre 1992) e infine Tunisi (2-3 aprile 1994). L UMA ha sede a Rabat (Marocco). Stati membri: 1. Algeria 2. Libia 3. Marocco 4. Mauritania ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 41

42 5. Tunisia Finalità: Il consolidamento dei rapporti di fratellanza e solidarietà tra gli Stati membri ed i loro popoli; la progressiva realizzazione della libertà di circolazione di persone, beni, servizi e capitali tra gli Stati membri; l elaborazione di politiche comuni in campo economico, industriale, commerciale, agricolo e sociale. Struttura: Il Consiglio di Presidenza è il massimo organo politico, cioè l unica istanza atta a prendere le decisioni che vengono adottate all unanimità. Il Consiglio è composto dai Capi di Stato membri. La Presidenza ruota annualmente. Il Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri, incaricato di preparare le sessioni del Consiglio di Presidenza e d esaminare le proposte degli altri organi dell Unione; formula proposte e raccomandazioni al Consiglio di Presidenza. Il Segretariato Generale Permanente che assicura il segretariato del Consiglio di Presidenza, del Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri, del Comitato di Controllo e delle Commissioni Ministeriali particolari. Il Segretario Generale è nominato dal Consiglio di Presidenza. Il Comitato di Controllo, ogni paese membro nomina un rappresentante con il compito di vigilare sulle attività dell Unione. Le Commissioni Ministeriali particolari, nominate dal Consiglio di Presidenza, incaricate rispettivamente di: Economia e Finanze; Sicurezza alimentare; Infrastrutture; Risorse Umane. Ciascuna delle Commissioni può, a sua volta, creare Consigli Ministeriali settoriali e Comitati d esperti, questi ultimi col compito di approntare le proposte da sottoporre ai Consigli e poi alla Commissione Ministeriale relativa. L Assemblea Consultiva (o Consiglio Consultivo), composta da venti rappresentanti per ogni paese scelti all interno degli organi legislativi di ogni stato membro. Un istanza giudiziaria composta da due giudici per ogni Stato membro designati dai rispettivi governi per sei anni e rinnovati per metà ogni tre anni. Essa elegge il suo Presidente fra i suoi membri per un periodo di dodici mesi. La sua sede è a Nouakchott. I suoi compiti sono di decidere sulle diverse interpretazioni dei Trattati e delle Convenzioni concluse, e di fornire pareri consultivi sulle questioni sottopostele dal Consiglio di Presidenza. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 42

43 Le ragioni che hanno portato allo stallo dell Organizzazione sono molteplici, ma certamente hanno avuto un ruolo fondamentale le acredini tra Rabat e Algeri, specialmente per quanto concerne l impasse del Sahara Occidentale, il perpetrarsi nel corso degli anni Novanta della guerra civile algerina e, più in generale, il malessere sociale alla base del cosiddetto fenomeno delle primavera arabe. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 43

44 IGAD Intergovernmental Authority for Development Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo L IGAD è un organismo sub-regionale fondato nel 1992 con sede a Gibuti in sostituzione dell Autorità Intergovernativa per la Siccità e la Desertificazione (Intergovernmental Authority for Drought and Desertification IGADD) 21, istituita nel Subisce una revisione nel 1996 in occasione del Vertice di Nairobi del 21 marzo. Ne fanno parte sette Paesi: Etiopia, Gibuti, Kenya, Somalia, Sudan, Sud-Sudan e Uganda. La leadership de facto è detenuta dall Etiopia, con Addis Abeba sede dell UA. L IGAD si occupa di prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e di affari umanitari; sviluppo 21 L IGADD fu istituita, per fronteggiare la siccità e l insicurezza alimentare, croniche nel Grande Corno D Africa. Altri problemi ricorrenti nella regione sono l insicurezza dei confini; il fondamentalismo religioso; la povertà; migranti, sfollati e rifugiati; la competizione per le risorse idriche; la pastorizia. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 44

45 infrastrutturale (trasporti e comunicazioni); sicurezza alimentare; protezione ambientale e gestione delle risorse naturali (competizione per le risorse idriche e pastoralismo); insicurezza dei confini, fondamentalismo religioso, povertà, migrazioni (sfollati e rifugiati). Vi è l ipotesi di fondere l IGAD con il COMESA e la SADC e creare così due soli organismi sub-regionali con una componente centro-settentrionale (COMESA più IGAD) ed una meridionale (SADC). Sede del Segretariato: Gibuti Stati membri: Etiopia 2. Gibuti 3. Kenya 4. Somalia 5. Sudan 6. Sud-Sudan 7. Uganda Struttura: Assemblea dei Capi di Stato e di Governo: si riunisce una volta l anno indifferentemente presso una delle capitali degli Stati membri. La Presidenza è esercitata a rotazione. Segretariato Esecutivo: Organo esecutivo (il Segretario rimane in carica per quattro anni, rinnovabili una sola volta). È composto da quattro divisioni: cooperazione economica e sviluppo sociale; agricoltura e ambiente; amministrazione e finanza; pace e sicurezza. Consiglio dei Ministri: si riunisce due volte l anno. Comitato degli Ambasciatori: è l organo consultivo dei Rappresentanti Permanenti. IGAD Inter-Parliamentary Union (IPU-IGAD): è l Unione Interparlamentare sorta nel IGAD Civil Society Forum (IGAD CSOs/NGOs), nata nel IGAD Partners Forum (IPF): nasce nel 1996 e riunisce, sotto la Co-presidenza dell Italia sin dal 1996 e della Presidenza di turno dell IGAD, i Paesi donatori: Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, 22 L Eritrea si era autosospesa nel 2007 e dal 2012 è in trattative, per reintegrarvisi. 23 Vi aderiscono al momento solo Etiopia, Gibuti, Kenya, Sudan ed Uganda. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 45

46 Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Banca Mondiale, Commissione Europea, il Segretariato ONU, UNHCR, FAO, UNDP, WFP, IOM, Lega Araba, Cina, India, Russia, Turchia e Giappone. Joint IGAD Partners Forum (JIPF): si tratta del foro congiunto tra Paesi IGAD e Paesi partner, al cui interno sono stati istituiti i seguenti comitati: o Comitato per il Sudan, creato nel o Comitato per la Somalia (creato nel 1998). IGAD Capacity Building Programme Against Terrorism (ICPAT): è un centro antiterrorismo con sede ad Addis Abeba con mandato quinquennale. I donatori sono: Italia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Canada, Regno Unito, Olanda, Spagna. L ICPAT è articolato sulle seguenti cinque componenti: o Rafforzamento delle misure giudiziarie. o Sviluppo della cooperazione interdipartimentale. o Rafforzamento dei controlli frontalieri. o Formazione degli operatori giudiziari e scambio delle informazioni, anche di quelle sensibili. o Promozione della collaborazione strategica. Pace e Sicurezza: IGAD Peace and Security Strategy 24. Conflict Early Warning and Response Mechanism (CEWARN): è il meccanismo d individuazione e di risposta precoce dei conflitti pastorali, brigantaggio e proliferazione di armi leggere. Nasce nel 2002, con sede ad Addis Abeba, ed ha durata quinquennale. Si è dotato di un Rapid Resource Fund e di un Counter-Terrorism Centre in Kenya. Rapporti con l Italia: L Italia potrebbe finanziare l Organismo per le seguenti finalità: un amministrazione efficiente in Somalia; un proficuo Institution Building in Sud Sudan, senza far venir meno il dialogo sia inter-sudanese e sia tra Eritrea ed Etiopia; favorire l avvicinamento politico 24 Lanciata a Khartoum con il sostegno della Danimarca e della Cooperazione tedesca, interviene nei seguenti settori: 1. Demarcazione dei confini tra gli stati membri. 2. Cooperazione economica cross-border nella regione. 3. Accesso al mare per i Paesi che non hanno sbocchi. 4. Gestione interfrontaliera delle risorse idriche. 5. Cooperazione interfrontaliera per contrastare il terrorismo. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 46

47 degli Stati membri mediante una più vibrante integrazione economica. In questo senso un unione economica e doganale agirebbe da volano per uno stemperamento delle crisi politiche. Punti di forza: Ruolo di primo piano nel: Dialogo di pace inter-sudanese (Stipula degli Accordi di Machakos del 2002) 25. Avvio dei contatti con i vari attori bellici in Somalia (Conferenza di Pace e Riconciliazione Nazionale di Eldoret, Kenya 2002). Impegno nel contrasto al terrorismo. Debolezze e criticità: Eccessiva burocrazia. Mandato non sufficientemente chiaro. Impegno del Segretario inadeguato rispetto agli scopi: inefficace coordinamento interno tra Stati membri e Segretariato ed insufficienza dei focal point presso le amministrazioni nazionali dei Paesi membri. Visioni contrastanti circa gli obiettivi dell IGAD da parte degli stessi Stati membri 26. Kenya e Uganda si stanno concentrando sul progetto della Comunità dell Africa Orientale (EAC). Tensione Etiopia-Eritrea, formalmente incentrata sulla vexata quaestio della definizione dei confini Il ventennale conflitto tra il Governo di Khartoum e il Sud del Paese divenuto indipendente nel 2011 si è concluso con la firma a Nairobi il 9 gennaio 2005 dell Accordo globale di Pace (Comprehensive Peace Agreement - CPA), articolato in sette protocolli, tra cui figura quello di Machakos. 26 Alcuni si domandano se l IGAD faccia sicurezza per lo sviluppo oppure sviluppo per la sicurezza e se l Organismo non debba tornare ad occuparsi maggiormente degli scopi per cui era stato istituito, vale a dire per la gestione delle risorse naturali (Natural Resources Management), concentrandosi su: 1. Siccità (Drought Management) 2. Desertificazione 3. Ambiente (Regional Environment) In questo caso le priorità sarebbero: 1. Sviluppo economico (Coinvolgimento del settore privato, per mobilitare risorse e ipotesi di istituire una Banca di Sviluppo Regionale). 2. Integrazione regionale (in tal senso il Segretariato in collaborazione con UNECA sta realizzando uno studio riguardante le good practices delle restanti RECs). 27 La definizione di un confine prevede due fasi: in primo luogo la delimitazione che costituisce un procedimento effettuato sulle mappe; in secondo luogo la demarcazione che traduce la delimitazione sul terreno mediante l apposizione dei pilastri confinari. Questa seconda fase può dar luogo a discussioni in ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 47

48 Minaccia terroristica e della pirateria marittima. merito ad eventuali aggiustamenti rispetto a quanto stabilito nella delimitazione. Il dissenso sulla portata di questi aggiustamenti è stato la causa dello stallo tra Etiopia ed Eritrea. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 48

49 EAC East African Community Comunità dell Africa Orientale L EAC è un organizzazione che ha unito in un primo momento il Kenya, l Uganda e la Tanzania storicamente legati da comunanza di lingua (swahili), cultura ed infrastrutture e che oggi si sta gradualmente allargando ad altri Stati confinanti. L EAC difatti è il risultato finale di una lunga storia di cooperazione fra le tre Nazioni in questione, iniziata con il trattato doganale tra Kenya e Uganda del 1917 e proseguita poi con l East African High Commission ( ), con l East African Common Services Organisation ( ), con la prima East African Community ( ) ed infine con l East African Cooperation ( ). La prima EAC fu sciolta a causa di divergenze di natura politica (dittatura di Idi Amin Dada in Uganda, socialismo di Julius Nyerere in Tanzania e ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 49

50 capitalismo in Kenya). L EAC copre una superficie di quasi due milioni di metri quadri e riunisce una popolazione di novanta milioni di persone. Il Trattato istitutivo dell EAC è stato firmato il 30 novembre del 1999 ad Arusha, ed è entrato in vigore nel luglio Lo scopo comune è l approfondimento e l ampliamento della cooperazione in molteplici campi (politica, economia, cultura, sanità, educazione, difesa, tecnologia), al fine di creare un unione doganale, un unione monetaria e infine di una federazione politica dell Africa Orientale. In particolare, nel trattato istitutivo i partner si sono impegnati in primo luogo alla promozione della crescita sostenibile e dello sviluppo equo nell intera regione, da perseguire attraverso l utilizzazione razionale delle risorse naturali e nel pieno rispetto dell ambiente; in secondo luogo, al consolidamento delle relazioni politiche, socioeconomiche e culturali tra i Paesi membri nella promozione di uno sviluppo che rispetti le esigenze dei popoli; in terzo luogo, alla promozione della pace della sicurezza e della stabilità dell area attraverso il consolidamento del buon governo, dei principi di democrazia e di diritto. Sede del Segretariato: Arusha (Tanzania). Stati membri: Burundi (dal 2007) 2. Kenya 3. Rwanda (dal 2007) 4. Tanzania 5. Uganda Finalità: Istituzione di un unione monetaria con l introduzione di una valuta comune, lo scellino orientale africano. Mercato comune e unione politica con un Presidente comune (a rotazione) ed un Parlamento comune. Incremento della cooperazione nei settori dei trasporti, delle comunicazioni, del commercio e dell industria. Emissione di un passaporto comune per i cittadini dell Africa orientale; un documento di viaggio, che dovrebbe facilitare i passaggi alle frontiere dei cittadini della Regione. Creazione di una bandiera comune. 28 La richiesta del Sudan è stata cassata, mentre quelle di Sud Sudan e Somalia sono in corso di valutazione. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 50

51 Stipula di accordi per evitare la doppia tassazione. Regolamentazione dell immigrazione. Promozione della good governance, inclusa l adesione ai principi di democrazia, trasparenza nella legislazione e in materia contabile, giustizia sociale, pari opportunità, uguaglianza di generi, con particolare riguardo al ruolo della donna nella società. Promozione della pace, sicurezza e stabilità all interno della Regione e mantenimento di rapporti di buon vicinato con gli altri Stati membri della Comunità stessa. Strutture: Summit dei Capi di Stato e di Governo: si riunisce una volta l anno. Consiglio dei Ministri: composto dal Ministro responsabile per la cooperazione regionale in ogni Paese, si riunisce due volte l anno per verificare i progressi dell Organizzazione. Comitato di Coordinamento: trasmette al Consiglio dei Ministri i suoi rapporti. Comitati Settoriali: incaricati di approfondire la trattazione di specifiche materie. Corte di Giustizia dell Africa Orientale (EACJ): è l organo giudiziario della Comunità, istituita dall art. 9 del Trattato ed è operativa dal novembre Assicura che gli atti normativi comunitari siano interpretati ed attuati in conformità al Trattato istitutivo della Comunità. È attualmente composta da 7 membri, la sede temporanea è ad Arusha. Assemblea Legislativa dell Africa Orientale (EALA): è l organo legislativo della Comunità e costituisce un forum per i dibattiti tra i rappresentati degli Stati Membri. È composta da 32 rappresentanti, di cui 27 eletti (9 per ciascuno Stato membro) e 5 membri ex-ufficio (i tre Ministri responsabili per la Cooperazione regionale, il Segretario Generale dell Organizzazione e il Consigliere giuridico per la Comunità). La rappresentanza femminile varia da Paese a Paese con due donne membri per il Kenya, tre per la Tanzania e quattro per l Uganda. Segretariato: è l organo esecutivo della Comunità, diretto da un Segretario Generale e coadiuvato da due Vice-Segretari con un mandato della durata di cinque anni. Si segnalano anche le seguenti istituzioni autonome: l East African Development Bank, la Lake Victoria Fisheries Organisation, l Inter-University Council for Eastern Africa, l East Africa Civil Aviation Academy. Pace e Sicurezza: L EAC ha dato vita ad un Comitato Settoriale sulla Cooperazione in materia di Difesa e ad un Comitato in materia di Sicurezza Interstatale. Si segnala una particolare attenzione rivolta al contro-terrorismo e disaster prepradness and disaster reduction. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 51

52 Debolezze e criticità: Anche l EAC mira a svolgere un ruolo politico spiccato, ancorché si scontri con la presenza quasi nel medesimo scacchiere dell IGAD. Inoltre le sue istituzioni si trovano ancora allo stato embrionale e non sviluppano al momento una significativa attività di cooperazione politica fra i Paesi Membri. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 52

53 CEEAC-ECCAS Communauté Économique des États de l Afrique Centrale Economic Community of Central African States Comunità Economica degli Stati dell Africa Centrale La CEEAC nasce il 18 ottobre 1983 con il Trattato di LIbreveille ed inizia la propria attività nel 1985, ma rimane inattiva, soprattutto tra il 1992 ed il 1997, sia per il mancato pagamento delle quote sia per il conflitto nella RDC, che vedeva l Angola ed il Rwanda su posizioni contrapposte. L Organismo fu creato su iniziativa dei Paesi UDEAC (Unione Doganale ed Economica degli Stati dell Africa Centrale, fondata nel 1964 da Camerun, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Ciad) e i Paesi CEPGL. Sede del Segretariato: Libreville (Gabon). Lingue ufficiali: Francese, Inglese, Portoghese, Spagnolo. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 53

54 Stati membri: 1. Angola (subentrata nel 1999) 7. Guinea Equatoriale 2. Burundi 8. Repubblica Centrafricana (RCA) 3. Camerun 9. Repubblica Democratica del 4. Ciad Congo (RDC) 5. Congo 10. São Tomé e Príncipe 6. Gabon Finalità: Cooperazione ed integrazione economica con la prospettiva di creare un mercato comune dell Africa Centrale ed un unione doganale. Tutela dell ambiente nell ambito del perseguimento di uno sviluppo economico sostenibile. Abolizione progressiva di tutti gli ostacoli alla libertà di movimento delle persone fisiche, delle merci, dei servizi e del capitale. Istituzione di una politica commerciale comune. Creazione dei fondi monetari per la cooperazione allo sviluppo Rapida crescita dei Paesi membri privi di sbocco sul mare (landlocked countries). Armonizzazione delle politiche nazionali per la promozione delle attività della Comunità, in particolare nel campo dell industria, trasporto e comunicazioni, energia, agricoltura, risorse naturali, commercio, finanze, risorse umane, turismo, insegnamento, scienza e tecnologia. Cooperazione nel campo dell agricoltura, dei trasporti, dell energia e dello sviluppo delle nuove tecnologie. Mantenimento della pace e della sicurezza, quali prerequisiti imprescindibili per lo sviluppo socio-economico. Leadership regionale: Angola e RDC. Struttura: Conferenza dei Capi di Stato e di Governo: detta le linee politiche e gli orientamenti generali. Consiglio dei Ministri: formula raccomandazioni alla Conferenza. Segretariato Generale: il Segretario Generale, eletto con un mandato di quattro anni, nello svolgimento delle sue funzioni è assistito da un Gabinetto e da tre Segretari Generali Aggiunti, affiancati dalle Direzioni tecniche. Egli ha inoltre il compito di ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 54

55 rendere esecutive le decisioni e le direttive della Conferenza e i regolamenti del Consiglio dei Ministri. I tre Segretari Generali Aggiunti sono competenti per i seguenti ambiti: o Human Integration, Peace, Security and Stability (IHPSS). o Physical, Economic and Monetary Integration (IPEM). o Programma Budget, Amministrazione e Risorse Umane. Commissione Consultiva: supervisiona i progetti sottoposti alla sua attenzione da parte delle altre istituzioni. Corte di Giustizia (al momento non operativa). Comitati Tecnici Specializzati. Pool Energetico dell Africa Centrale (PEAC). Protocolli 29 Rete dei Parlamentari dell Africa Centrale (REPAC) in occasione del Summit dei Capi di Stato e di Governo nel giugno 2000 ne fu firmato il Protocollo istitutivo con sede a Malabo (Guinea Equatoriale). Il REPAC organizza seminari con i parlamentari della sub-regione e si riunisce per le sessioni ordinarie due volte l anno. Un ulteriore sede è stata aperta a Luanda nel Lo scopo è di supervisionare la Governance di ogni Stato membro e di fornire raccomandazioni per una maggiore partecipazione del settore privato e della società civile nei grandi processi decisionali nazionali. Pace e Sicurezza: Gli Stati ECCAS hanno adottato un patto di non-aggressione 30 in occasione del V Vertice del Comitato Consultivo della Nazioni Unite sulla Sicurezza in Africa Centrale, il 9 settembre 1994 a Yaoundé (Camerun). Nel febbraio del 1999 gli Stati membri decisero di dare vita ad una organizzazione per la promozione, il mantenimento e il consolidamento 29 Strumenti ed iniziative: Adozione nel 2002 del Programma Regionale di Sicurezza Alimentare (PRSA/CEEAC). Nel gennaio 2004 sono state adottate decisioni relative alla politica ed al Piano d Azione Regionale per l integrazione di genere nei programmi e nelle politiche dell Organizzazione. Nel settore del commercio è stata istituita nel 2004 la Zona di Libero Scambio, inaugurata nel luglio dello stesso anno. È stato adottato nel 2004 in ambito Infrastrutture dei trasporti e comunicazione, il Piano comune dei Trasporti per l Africa Centrale. Per quanto concerne la salute, nel 2004 sono stati adottati la struttura d azione e il Piano Strategico per la Lotta all AIDS in Africa Centrale. 30 Patto di Assistenza Reciproca: adottato nel febbraio 2000, è entrato in vigore dal luglio ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 55

56 della pace e della sicurezza nell Africa Centrale, denominata Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell Africa Centrale (COPAX). Il relativo protocollo ha dato origine ai seguenti organi tecnici: 1. Forza multinazionale dell Africa Centrale (FOMAC): è l ASF regionale. 2. Meccanismo di Allerta Rapida dell Africa Centrale (MARAC): è la cellula di Early Warning che raccoglie e analizza i dati per una tempestiva prevenzione delle crisi. 3. Commission de Défense et Sécurité (CDS): composta dai Capi di Stato Maggiore dell Esercito e dai Comandanti in Capo delle forze di polizia e gendarmeria dei singoli Stati membri. Il suo compito è quello di fornire suggerimenti agli Organi decisionali della Comunità sull opportunità o meno di intraprendere eventuali operazioni militari. Punti di forza: Si tratta di un Organizzazione relativamente omogenea con centoventi milioni di abitanti nel complesso, prevalentemente francofona, con base di diritto romano. Debolezze e criticità: Incapacità di gestire i conflitti specialmente nell Est congolese. Così come il Rwanda anche il Burundi potrebbe lasciare l Organizzazione, essendo già nel 2007 divenuto membro dell EAC. L integrazione regionale in Africa Centrale procede a ritmi molto più lenti rispetto alle altre sub-regioni del Continente. Tale rallentamento è dovuto ai seguenti fattori: o Plurima appartenenza a più RECs di alcuni Stati membri. o Scarso impegno di alcuni Stati membri. o Dualismo CEEAC/CEMAC. o Infrastrutture obsolete e inadeguate. Poiché ben 6 su 10 degli Stati membri della CEEAC lo sono anche della CEMAC, l Unione Europea ha auspicato una fusione delle due organizzazioni in una sola, siglando nel 2003 un accordo in tal senso, onde arginare il rischio di duplicazione di sforzi ed obiettivi e dell eventuale incompatibilità dei due sistemi. 31 Tutti i Paesi della regione spesso registrano una Human Security Situation critica. Necessità di mettere in sicurezza il Golfo di Guinea in collaborazione con l ECOWAS. 31 Entrambe le Organizzazioni, facenti capo all Unione Africana, sono caratterizzate da attribuzioni talvolta sovrapposte; infatti la ECCAS si propone obiettivi di integrazione regionale non dissimili da quelli della CEMAC, tanto da costituirne, sotto vari aspetti, un vero e proprio duplicato, anche se la prima sembra intraprendere in maniera più dinamica e articolata il proprio ruolo. In particolare l ECCAS sembra assumere una valenza più politica. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 56

57 SADC Southern Africa Development Community Comunità per lo Sviluppo dell Africa Australe La SADC è stata istituita il 17 agosto 1992 a Windhoek (Namibia), mutando la sua natura giuridica da conferenza a comunità, in sostituzione della Conferenza per il Coordinamento dello Sviluppo dell Africa Australe (SADCC), che era sorta nel Sede del Segretariato: Gaborone (Botswana). Lingue ufficiali: Inglese, Francese, Portoghese. Stati membri: 1. Angola (membro fondatore) 3. Lesotho (membro fondatore) 2. Botswana (membro fondatore) 4. Malawi (membro fondatore) ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 57

58 5. Mauritius 10. Seychelles 6. Madagascar 11. Sudafrica (subentrata nel 1994) 7. Mozambico (membro fondatore) 12. Swaziland (membro fondatore) 8. Namibia (membro fondatore) 13. Tanzania (membro fondatore) 9. Repubblica Democratica del 14. Zambia (membro fondatore) Congo (RDC) 15. Zimbabwe (membro fondatore) Leadership regionale: Sudafrica e Angola, tra cui potrebbe in futuro delinearsi una crescente opposizione geopolitica. Finalità: Lo scopo della SADC è l integrazione economica attraverso la creazione di un mercato unico regionale tramite la progressiva rimozione delle barriere relative alla circolazione di beni, servizi e persone e la promozione degli investimenti. Infatti è stata avviata nel 2008 un area di libero scambio ed è prevista la creazione di un unione doganale e di una tariffa comune esterna, come pure un mercato comune (a partire dal 2015) ed una banca centrale ed una moneta unica (dal 2016). Strutture: Assemblea dei Capi di Stato e di Governo: Organo supremo d indirizzo politico che si riunisce due volte l anno. La Presidenza della SADC è esercitata a rotazione annuale. Segretariato Esecutivo: Organo esecutivo responsabile del funzionamento, dell organizzazione e dell implementazione delle politiche Consiglio dei Ministri. Organo per la Politica, la Difesa e la Sicurezza. Tribunale: Assicura la corretta interpretazione del Trattato. Ha sede a Windhoek (Namibia). Comitati Nazionali SADC: ciascuno è composto dal settore privato, dal governo e dalla società civile degli Stati membri. Comitato Ministeriale Integrato (ICM): Armonizza temi intersettoriali, redigendo un Piano Indicativo di Sviluppo Strategico Regionale (RISDP) lungo tre fasi quinquennali dal 2005 sino al 2020 affiancato da un Piano Indicativo Strategico per l Organo (SIPO) Fornisce le linee guida per l implementazione degli obiettivi dell Organo ed è diviso in quattro settori principali: ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 58

59 Standing Committee of Senior Officials: istituto consultivo-tecnico. SADC Parliamentary Forum. SADC Electoral Commission Forum (1998). Strumenti ed iniziative: Windhoek Declaration on a New Partnership between the Southern African Development Community and the International Corporating Partners (7 Aprile 2006). Regional Food Reserve Facility. Protocollo sull Armonizzazione Economica in ambito fiscale e di politica economica. Pace e Sicurezza: Mantenimento di pace, sicurezza e stabilità nella Regione, tramite: o Il Regional Early Warning System (REWS). o L ASF regionale: la SADCBRIG. o ISPDC - Interstate Politics and Diplomacy Committee. o ISDSC - Interstate Defense and Security Committee. o RPTC - Regional Peacekeeping Training Centre (Zimbabwe). Difesa dei diritti umani con la prossima creazione di un apposita commissione e la possibile adozione del Protocollo sulle questioni di genere. Punti di forza: I maggiori successi si registrano nella collaborazione bilaterale e nelle problematiche cross-border. Vertice Tripartito SADC-COMESA-EAC: è prevista la fusione in un unica REC attraverso una Zona di Libero Scambio (Free Trade Agreement - FTA) ed un unica unione doganale fra tutti gli Stati membri. Il futuro mercato unificato fra i tre organismi regionali coinvolgerà 26 nazioni con un totale di 527 milioni di abitanti e un PIL complessivo di oltre 500 miliardi di Euro pari al 60 percento di quello dell intero Continente. Debolezze e criticità: Scarse dinamicità ed omogeneità degli Stati membri: la SADC è sottodimensionata in termini di risorse umane. 1. Politica 2. Difesa 3. Sicurezza dello Stato 4. Pubblica Sicurezza ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 59

60 Obiettivi d integrazione troppo ambiziosi rispetto alla tempistica ed alle risorse finanziarie profuse. La SADC ancora non riesce ad agire come un motore d integrazione; principali ragioni sono le riserve di alcuni degli Stati membri circa la posizione dominante, de facto autonomamente egemone, del Sudafrica, che si è espressa finora sottoforma di Quiet Diplomacy, e la duplice adesione ad altre organizzazioni regionali. Si delinea pertanto uno scenario bifronte e a più velocità: da una parte il Sudafrica il principale esportatore di beni e servizi nell area con i suoi satelliti (Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e Mozambico), in quanto maggiormente impegnati nell integrazione regionale e dall altra parte l Angola. C è il rischio che nel lungo periodo Luanda e Pretoria tendano ad elaborare strategie sempre meno condivise dunque conflittuali. Vasta diffusione dell HIV-AIDS, che riduce drasticamente la presenza della forza lavoro nella regione. Organismi Sub-Regionali Non-RECs Nel corso degli anni in Africa sono apparse sulla scena una pletora di Organismi regionali diversi dalle RECs, che con alterne fortune, hanno tuttavia contribuito a tracciare la storia istituzionale del Continente. In ragione dei loro portafogli e competenze, ancorché non necessariamente legati all azione dell UA, se ne segnalano di seguito alcune di particolare interesse: Comunità Economica e Monetaria dell Africa Centrale (CEMAC). Unione Doganale dell Africa Australe (SACU). Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi (ICGLR). Comunità economica dei Paesi dei Grandi Laghi (CEPGL). Commissione dell Oceano Indiano (IOC). Associazione Rivierasca dell Oceano Indiano per la Cooperazione Regionale (IOR- ARC). Unione del Fiume Mano (MRU). Unione Economica e Monetaria dell Africa Occidentale (UEMOA). ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 60

61 Organismi Sub-Regionali Non-RECs Ubicazione Segretariati UEMOA: OUAGADOUGOU, BURKINA FASO. ICGLR: BUJUMBURA, BURUNDI. MRU: FREETOWN, SIERRA LEONE. CEMAC: BANGUI, REPUB. CENTRAFRICANA. IOR-ARC: MAURITIUS. CEPGL: GISENYI, RWANDA. IOC: MAURITIUS. SACU: WINDHOEK, NAMIBIA. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 61

62 CEMAC Commission de la Communaute Economique et Monetaire de l Afrique Centrale Comunità Economica e Monetaria dell Africa Centrale - La CEMAC è stata istituita con il Trattato di N djamena (Ciad) del 1994, entrato in vigore nel giugno Il Segretariato esecutivo ha sede a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Costituisce un prolungamento dell Unione Doganale ed Economica dell Africa Centrale (UDEAC), creata nel Suoi scopi principali sono: il miglioramento delle relazioni tra i popoli dei Paesi membri, l abbattimento degli ostacoli al commercio intra-comunitario, l armonizzazione delle politiche industriali e dei programmi di sviluppo, la creazione di un mercato comune africano. La CEMAC è composta da due Unioni: l Unione Economica dell Africa Centrale (UEAC) e l Unione Monetaria dell Africa Centrale (UMAC). Stati membri: 1. Camerun 2. Repubblica Centrafricana 3. Congo 4. Gabon 5. Guinea Equatoriale 6. Ciad. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 62

63 Strutture: Conferenza dei Capi di Stato: detta le linee politiche generali seguite dalla Comunità. Consiglio dei Ministri: assicura il funzionamento di entrambe le Unioni. Segretariato Esecutivo: coordina l attività degli altri organi e dà esecuzione alle decisioni della Conferenza e del Consiglio. Istituti specializzati. SACU Southern African Customs Union Unione Doganale dell Africa Australe La SACU, il cui Segretariato ha sede a Windhoek (Namibia), è un unione doganale tra cinque Paesi dell Africa Australe: Sudafrica, Botswana, Lesotho, Swaziland e Namibia. Fu fondata nel 1910 dal Sudafrica allora segregazionista, con l obiettivo di fare di tali territori altrettanti protettorati (Pretoria amministrava le entrate dell unione doganale che riscuoteva dazi sulla produzione locale e dazi doganali sulle importazioni esterne). Nel 1994, a seguito della fine del regime di apartheid, gli Stati membri hanno convenuto sulla necessità di rinegoziare l Accordo in modo da avviare un processo di democratizzazione ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 63

64 dell Unione. Il nuovo Accordo del 2002 ha fatto della SACU una classica unione doganale, sicché la politica commerciale dei Paesi aderenti verso quelli non aderenti è comune. Il Sudafrica continua a mantenere un peso determinante nell Organizzazione, anche perché, se si eccettua il Botswana, gli altri Stati membri della SACU sono legati a Pretoria da un unione monetaria la CMA che àncora le rispettive valute al Rand sudafricano. ICGLR International Conference on the Great Lakes Region Conférence International sur la Région des Grands Lacs Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi Le Nazioni Unite e l Unione Africana decisero nel 1996 di dare vita all ICGLR. Il Primo Summit dei Capi di Stato e di Governo si tenne dal 19 al 21 novembre 2004 in Tanzania, ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 64

65 allorché fu adottata la Dar Es Salaam Declaration sulla Pace, la Sicurezza, la Democrazia e lo Sviluppo. Il Secondo Summit dei Capi di Stato e di Governo ebbe luogo nel dicembre del 2006 sempre a Dar Es Salaam, quando fu adottato il Great Lakes Pact sulla Sicurezza, la Stabilità e lo Sviluppo, entrato in vigore il 21 giugno Il Segretariato della Conferenza ha sede a Bujumbura (Burundi). Stati membri: 1. Angola 7. Repubblica Democratica del 2. Burundi Congo (RDC) 3. Congo 8. Sudan 4. Kenya 9. Tanzania 5. Rwanda 10. Uganda 6. Repubblica Centrafricana (RCA) 11. Zambia Finalità: 1. Pace (risoluzione delle crisi in atto e pacificazione della regione). 2. Sicurezza (prevenzione di potenziali conflitti futuri). 3. Democrazia (elezioni per la democratizzazione della regione e garanzia del rispetto dei diritti umani). 4. Sviluppo (integrazione economica regionale). Pace e Sicurezza: Il Programma d Azione Regionale per la Pace e la Sicurezza, adottato nel 2012, prevede oltre alla lotta al terrorismo transnazionale il disarmo ed il rimpatrio di tutte le milizie attive nell Est congolese, lo sviluppo integrato dell area, la promozione di una cintura di sicurezza lungo i suoi confini con il Rwanda e lo sminamento della regione. CEPGL Communauté Économique des Pays des Grands Lacs Comunità Economica dei Paesi dei Grandi Laghi La CEPGL è stata creata nel 1976 mediante l accordo di Gisenyi (Rwanda), dove ha sede. Finalità: Favorire la cooperazione tra gli Stati membri in campo economico, sociale e politico. L Organizzazione è di fatto rimasta paralizzata dalla guerra civile scoppiata in Rwanda nel 1994, senza essersi mai pienamente ripresa. Stati membri: ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 65

66 1. Burundi 2. Repubblica Democratica del Congo (RDC) 3. Rwanda Strutture: Banca di Sviluppo degli Stati dei Grandi Laghi (BDEGL) Comitato Permanente (COPIC) Istituto per la Ricerca Agronomica e Zootecnica (IRAZ) Comunità Economica dell Organizzazione dei Paesi dei Grandi Laghi per l Energia (EGL) Società Internazionale per l elettricità nella Regione dei Grandi Laghi (SINELAC) Centro di Ricerca per lo Sviluppo delle Risorse Minerarie nell Africa Centrale (CRDRMAC). IOC Indian Ocean Commission Commissione dell Oceano Indiano ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 66

67 La IOC è stata istituita nel 1984, allo scopo di incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri nei seguenti settori: diplomatico; economico; commerciale; giustizia; pesca ed agricoltura; tutela dell ambiente; scientifico e culturale. Ha sede a Mauritius. Stati membri: 1. Comore. 2. Madagascar. 3. Mauritius. 4. Seychelles. 5. La Francia in rappresentanza dell isola della Réunion. Strutture: Consiglio: composto dai Ministri degli Esteri degli Stati membri, ha il compito di dettare le linee politiche generali dell azione della Commissione. Comitato degli Ufficiali Permanenti di collegamento: ha il compito di rappresentare le istanze e gli interessi dei Paesi membri presso le istanze dell Organizzazione. Segretariato Generale: elabora programmi da sottoporre al Consiglio e ne cura l esecuzione. Incaricati di Missione: sono responsabili dell attuazione dei singoli progetti che vengono loro affidati. Unità Tecnica di Gestione: cura la gestione amministrativa e finanziaria dei progetti sovvenzionati dall UE. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 67

68 IOR-ARC Indian Ocean Rim - Association for Regional Cooperation Associazione Rivierasca dell Oceano Indiano per la Cooperazione Regionale La IOR-ARC, precedentemente già conosciuta come Iniziativa Rivierasca dell Oceano Indiano, è un organizzazione internazionale regionale, istituita nel 1997, con sede a Mauritius, della quale otto Stati africani ne sono membri a pieno titolo. Stati membri: Australia 2. Bangladesh 3. Comore 4. India 5. Indonesia 33 Sono invece solo partner dell Organizzazione i seguenti Paesi: Cina Egitto Francia Giappone Regno Unito Stati Uniti ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 68

69 6. Seychelles 7. Iran 8. Kenya 9. Madagascar 10. Malaysia 11. Mauritius 12. Mozambico 13. Oman 14. Singapore 15. Sudafrica 16. Sri Lanka 17. Tanzania 18. Tailandia 19. Emirati Arabi Uniti 20. Yemen Finalità: L obiettivo principale dell organizzazione è la cooperazione economica, in particolare sul commercio e sugli investimenti. Il suo regionalismo aperto è caratterizzato dalle seguenti quattro componenti principali: 1. Liberalizzazione commerciale entro il Facilitazioni commerciali e d investimento: condivisione delle informazioni su trade & finance, sui regimi d investimento, sulla proprietà intellettuale, sulle regolamentazioni doganali ed armonizzazione degli standard. 3. Cooperazione economica e tecnica. 4. Dialogo sul commercio e sull investimento: regolari incontri di funzionari governativi, uomini d affari e accademici di ogni Stato membro. Più in dettaglio la IOR-ARC intende: promuovere una crescita sostenibile e uno sviluppo bilanciato della regione e degli Stati membri, così eterogenei fra loro; puntare su quelle aree della cooperazione economica che forniscono il massimo delle opportunità per lo sviluppo, dividendo l interesse e i benefici comuni; promuovere la cooperazione nello sviluppo delle risorse umane, in particolare attraverso un forte legame tra istituzioni di formazione, università e altri istituti specializzati dei Paesi facenti parte dell Organizzazione; ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 69

70 dare impulso alla liberalizzazione commerciale per una maggiore e migliore diversificazione dell interscambio commerciale tra i Paesi membri, in direzione di una libera circolazione di beni, servizi, investimenti e tecnologie. Strutture: Consiglio dei Ministri (COM): è la più alta autorità dell Associazione, si riunisce ogni due anni. Essa formula le politiche, riesamina il progresso sulla cooperazione, prende decisioni sulle nuove aree di cooperazione e sulla struttura dei meccanismi aggiuntivi o su questioni di interesse generale. Comitato dei Funzionari Superiori (CSO): è composto da funzionari governativi degli Stati membri, si riunisce dopo una decisione comune e perlomeno una volta l anno. Riesamina l attuazione delle decisioni prese dal Consiglio, stabilisce le priorità della cooperazione economica, sviluppa, osserva e coordina i programmi di lavoro, mobilita le risorse per finanziare i progetti. Il Comitato presenta periodicamente i resoconti al Consiglio, e rinvia le questioni al Consiglio per le sue decisioni. Forum degli Affari Rivieraschi dell Oceano Indiano (IORBF): interagisce con il Comitato e il Segretariato sulla considerazione, formulazione e attuazione di politiche e programmi di lavoro dell Associazione. Il Forum, se necessario, può avvicinarsi ad altre realtà economiche regionali non governative. Gruppo Accademico Rivierasco dell Oceano Indiano (IORAG). Gruppo di Lavoro sul Commercio e gli Investimenti (WGTI): ha lo scopo di realizzare gli obiettivi commerciali e gli investimenti prefissati dall Associazione. Task Force di Alto Livello dell IOR-ARC: è l organo che studia la direzione futura dell Associazione oltre alle questioni che potrebbero ostacolare l attuazione dei propri obiettivi. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 70

71 MRU Mano River Union Unione del Fiume Mano La MRU, che ha sede a Freetown (Sierra Leone), è un Organismo regionale istituito nel 1973 da Liberia e Sierra Leone, alle quali si aggiunsero nel 1980 la Guinea e nel 2008 la Costa D Avorio. Suo obiettivo prioritario è la costituzione di un unione doganale tra i Paesi membri. Nel 1977 è stata istituita una tariffa esterna unica e, nel 1981, si è liberalizzata la circolazione dei beni. Durante il XXI Vertice, tenutosi nel 2012 nella capitale guineana, Conakry, è stata costituita un Unità Pace & Sicurezza, allo scopo di affrontare la crescente insicurezza regionale. La struttura sarà dotata di tre dipartimenti, di cui il primo propriamente dedicato alla strutturazione dell architettura di pace e sicurezza, il secondo rivolto alla formazione dei corpi di polizia e il terzo dedito all annosa questione del proliferare indiscriminato delle armi leggere e di piccolo calibro. ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 71

72 UEMOA Union Économique et Monétaire Ouest-Africaine Unione Economica e Monetaria dell Africa Occidentale L UEMOA, istituita nel 1994, ha sede a Ouagadougou (Burkina Faso). Suoi obiettivi principali sono: assicurare la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri attraverso un sistema di sorveglianza regionale; creare un mercato comune basato sulla libera circolazione di beni, capitali, persone e servizi e sul diritto d insediamento nonché, sulla creazione di una politica commerciale e di un sistema tariffario comune per i Paesi membri; favorire la cooperazione tra i Paesi membri nel campo dell agricoltura, dell energia, delle risorse naturali, dei trasporti e delle comunicazioni. Stati membri: 1. Benin 2. Burkina Faso 3. Costa D Avorio 4. Guinea Bissau 5. Mali 6. Niger 7. Senegal ric_afr_mm_2_3_giu2013_.pdf Pag. 72

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