IL MERCATO AFRICANO DEI SOFT-DRINKS NELL AFRICA

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1 Območna zbornica za severno Primorsko Ricerca di mercato E.I.N.E. IL MERCATO AFRICANO DEI SOFT-DRINKS NELL AFRICA SUB-SAHARIANA: TENDENZE RECENTI E PROSPETTIVE GIUGNO, 2014

2 Sommario 1 INTRODUZIONE INTERSCAMBIO ED INVESTIMENTI DIRETTI IL CONTESTO DEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE NELL AFRICA SUB-SAHARIANA ELEMENTI DI PREMIO E DI RISCHIO NEI MERCATI DELL AFRICA SUB-SAHARIANA LA DISTRIBUZIONE DELL AFRICA SUB-SAHARIANA OPPORTUNITÀ E VINCOLI ALLA PRODUZIONE NEL SETTORE DELLE BEVANDE NON ALCOLICHE QUALI BEVANDE PER IL MERCATO SUB-SAHARIANO? STRUTTURA E PROSPETTIVE DI ALCUNI MERCATI NAZIONALI DELL AFRICA SUB-SAHARIANA KENIA NIGERIA ZIMBAWE LE PROSPETTIVE NEL LUNGO E MEDIO TERMINE I CONSUMATORI DELL AFRICA SUB-SAHARIANA LA CRESCITA DELLA CLASSE MEDIA AFRICANA IL POTENZIALE AGRO-ALIMENTARE DELL AFRICA E LE CATENE DEL VALORE: IL POSIZIONAMENTO DEL SETTORE DELLE BEVANDE NON ALCOLICHE HIGHLIGHTS CONCLUSIVE BIBLIOGRAFIA Informest, giugno

3 1 Introduzione Il mercato delle bevande non alcoliche dell Africa sub-sahariana, tra cui succhi e bevande gassate, è certamente uno dei mercati con prospettive più interessanti per il continente Africano dopo quello dell Africa Settentrionale. L Africa - insieme con il Medio Oriente, Sud America e Asia - sta attualmente crescendo ad un ritmo molto più veloce in confronto con il paesi occidentali ed offre un potenziale per una crescita significativa nel mercato del packaging di prodotti liquidi 1. C'è anche un incremento della crescita di consumatori della classe media, con maggiore reddito spendibile che portano la domanda verso prodotti più sofisticati ( premiumisation ). Come risultato, molti noti marchi di bevande sono sempre più facilmente disponibili in tutto il continente africano. Se dal lato della domanda le prospettive sono interessanti, l offerta quindi lo spazio per investimenti re source-seeking and/or o market-seeking, sono notevoli e più sostenibili nel medio-lungo periodo. Infatti la produzione dell'africa sahariana di prodotti frutticoli trasformati era nel 2010, secondo la FAO, pari a 1,1 milioni di tonnellate metriche, equivalenti al 5% del volume globale di 24,3 milioni di tonnellate metriche. Tale quota è nettamente inferiore alla quota della regione sul volume della produzione totale di frutta fresca. Alla base di questo gap una serie di vincoli allo sviluppo del settore che si possono sintetizzare in produzione informale, skills e tecnologia, mancato sfruttamento delle risorse idriche e dei terreni, in quanto l Africa sub-sahariana concentra il 50% del terreno ad uso agricolo non sfruttato del pianeta. Vi è dunque spazio per gli esportatori ma ancora di più per produttori che vogliano entrare in mercati in formazione o in forte sviluppo, facendo diventare vincoli allo sviluppo opportunità di business. In questa analisi ci si concentra su trend e condizioni di contesto oltre che sui mercati nazionali che vedono un focus su Kenia e Nigeria. Il grande mercato sud-africano costituisce un benchmark regionale, tuttavia essendo un mercato se non maturo certamente semi-saturo, anche a causa della presenza di tutti i grandi marchi internazionali produttori per le bevande alcoliche ed analcoliche, nonché dei grandi marchi della distribuzione organizzata, è un mercato piuttosto ostico e quindi è stato utilizzato come benchmark nelle considerazioni analitiche di tipo comparativo. 1 L'Africa sta diventando il secondo mercato per crescita al mondo, con una domanda in aumento ogni anno del 3,5 per cento a circa 17,3 miliardi di litri nel periodo Informest, giugno

4 2 Interscambio ed investimenti diretti Quello africano è un mercato di interesse per molti players, in uno scenario generale che per la categoria alimentari e bevande registra segnali sono eloquenti sia in termini di interscambio che di Investimenti diretti esteri. Mentre la produzione locale di alimenti trasformati è destinata aumentare gradualmente, i rivenditori e gli esportatori in paesi come il Brasile hanno previsto di sfruttare nel breve termine il crescente consumo africano. D altra parte i paesi africani spendono più di 60 miliardi di dollari all'anno per l importazione di cibo per le loro popolazioni in crescita, anche se il continente ha il potenziale per diventare un esportatore globale di prodotti alimentari. Nel breve-medio periodo la dipendenza dalle importazioni è quindi destinata ad aumentare. Tab. 1 Struttura delle Importazioni di Bevande ed Alimentari per regioni partner Fonte: UNCTAD Word Investment Report Nel 2012 l Africa sub-sahariana ha importato 33 miliardi di euro di commodities agricole e ne ha importate per poco più di 26 miliardi di euro. Nello specifico per le bevande non alcoliche ed in particolare i succhi di frutta, la situazione è esemplificativa: vengono importati poco più di 307 milioni di euro di succhi di frutta e frutta e verdure inscatolate mentre spesso i raccolti vanno al macero per mancanza di sistemi di conservazione, trasporto e trasformazione locale. Tra i paesi dell'africa sub-sahariana, il Sudafrica si distingue per la dimensione, lo sviluppo e la portata globale del suo settore agro-alimentare. Il paese è sede di importanti produttori di generi alimentari e, quasi unico nella sua regione, esporta prodotti alimentari ad alto valore aggiunto, in particolare il vino. Informest, giugno

5 L interscambio dell intero settore alimentari e bevande vede per gli esportatori europei un trend non positivo, con l UE che è passata in quota sulle importazioni settoriali africane dal 28,6% al 24,5%. Va d altra parte osservato che le importazioni dall UE di materie prime agricole rappresentavano nel 2012 la metà dell import totale (50,1%) con un netto guadagno di quota rispetto al 2005 (44,5%). Se si considera la categoria merceologica delle bevande non gassate (111, SITC Rev.3), dalla Tabella 2 si riscontra come le importazioni totali della regione sub-sahariana siano aumentate rispetto al 2007, anno precedente la crisi, dell 86%, raggiungendo nel 2012, ultimo anno per cui il sito di statistiche dell UNCTAD e COMTRADE danno disponibilità di dati, i 718 milioni di dollari. Se si esclude l aumento cumulato registrato dallo Zimbabwe, le cui esportazioni sono più che settuplicate (741%) ma partendo da una base minima, risulta più interessante l aumento delle importazioni del Ghana, pari al 393%. L Angola ed il Sud- Africa, mercati strutturati, hanno registrato coerentemente gli incrementi minori sul periodo , pari rispettivamente al 42% ed al 39%, mentre i nostri mercati di interesse, il Kenia e la Nigeria hanno registrato incrementi medi, pari a, 114% ed al 57%. Tab.2 - Importazioni Totali paesi Africa Sub-Sahariana (ASS) di bevande non alcoliche milioni di dollari Angola 172,6 51,6 30,1 39,0 94,9 121,0 146,6 88,3 144,9 134,8 Botswana 5,0 5,1 5,4 4,4 5,3 6,8 8,3 8,9 10,4 9,6 Cameroon 0,7 1,0 1,3 0,8 1,5 1,5 2,2 2,2 3,5 3,5 Costa d'avorio 3,5 6,0 8,9 12,7 9,6 10,6 11,2 13,0 12,3 27,8 Gabon 2,4 2,3 2,0 2,7 3,5 4,0 4,2 4,4 7,8 6,9 Ghana 9,9 9,6 10,3 16,0 19,7 31,5 24,4 34,1 51,4 97,4 Kenya 2,5 2,2 2,2 3,4 4,8 9,1 5,8 5,4 10,3 10,4 Namibia 3,2 5,1 7,9 5,5 8,2 12,9 10,3 10,6 30,2 26,9 Nigeria 9,4 1,5 10,4 21,4 37,7 63,8 30,2 78,2 52,8 59,2 Sudafrica 19,1 18,0 27,7 41,1 55,3 55,1 44,5 45,6 49,9 76,6 Uganda 0,3 1,0 1,7 2,4 4,4 8,8 7,8 6,8 6,6 9,1 Tanzania 1,7 3,6 4,4 7,4 8,7 12,2 10,1 13,4 17,6 19,2 Zimbabwe 0,6 1,2 1,1 0,3 2,5 4,4 12,2 17,7 16,1 20,9 Africa Sub-Sahariana 290,4 188,8 200,1 243,3 386,8 492,2 460,9 497,1 613,9 718,3 Nota: La maggioranza dei dati dell interscambio sono derivati da dati COMTRADE e calcolati in base ad una media mobile con periodo di tre anni. Fonte: Unctad Stats, 2014 Riguardo alla distribuzione cross-country ed alla variazione temporale delle quote per paese per quanto concerne le importazioni totali, possiamo notare che se Angola, Ghana, Sudafrica e Nigeria cumulano oltre il 50% delle importazioni nel 2012, l andamento temporale per paese vede solo il Ghana registrare un chiaro aumento di quota, passano tra il 2007 ed il 2012 dal 5,1% al 13,6%. Gli altri tre principali mercati Informest, giugno

6 importatori, registrano un andamento variabile, complici anche le consistenze dei flussi. In crescita e vicini al 4% di quota nel 2012 risultano essere Namibia e Costa d Avorio. Tab.3 -Importazioni Totali paesi Africa Sub-Sahariana (ASS) di bevande non alcoliche Quota % su ASS Angola 59,4% 27,4% 15,0% 16,0% 24,5% 24,6% 31,8% 17,8% 23,6% 18,8% Botswana 1,7% 2,7% 2,7% 1,8% 1,4% 1,4% 1,8% 1,8% 1,7% 1,3% Cameroon 0,2% 0,5% 0,7% 0,3% 0,4% 0,3% 0,5% 0,4% 0,6% 0,5% Costa d'avorio 1,2% 3,2% 4,4% 5,2% 2,5% 2,2% 2,4% 2,6% 2,0% 3,9% Gabon 0,8% 1,2% 1,0% 1,1% 0,9% 0,8% 0,9% 0,9% 1,3% 1,0% Ghana 3,4% 5,1% 5,1% 6,6% 5,1% 6,4% 5,3% 6,9% 8,4% 13,6% Kenya 0,8% 1,2% 1,1% 1,4% 1,3% 1,8% 1,3% 1,1% 1,7% 1,4% Namibia 1,1% 2,7% 3,9% 2,2% 2,1% 2,6% 2,2% 2,1% 4,9% 3,8% Nigeria 3,2% 0,8% 5,2% 8,8% 9,8% 13,0% 6,5% 15,7% 8,6% 8,2% Sudafrica 6,6% 9,5% 13,8% 16,9% 14,3% 11,2% 9,7% 9,2% 8,1% 10,7% Uganda 0,1% 0,5% 0,8% 1,0% 1,1% 1,8% 1,7% 1,4% 1,1% 1,3% Tanzania 0,6% 1,9% 2,2% 3,0% 2,2% 2,5% 2,2% 2,7% 2,9% 2,7% Zimbabwe 0,2% 0,6% 0,5% 0,1% 0,6% 0,9% 2,6% 3,6% 2,6% 2,9% Africa Sub-Sahariana 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 Prendendo in considerazione le importazioni di bevande non alcoliche dall UE-27, si osserva come nel periodo di riferimento le importazioni siano aumentate del 67%, quindi ad un tasso cumulato inferiore a quelle delle importazioni dal resto del mondo, a significare una perdita di quota che tuttavia come si osserva dalla Tabella 5, è tutto sommato contenuta. Infatti, l UE-27, pur perdendo 5 punti percentuali, resta la principale fornitrice di bevande non alcoliche, con una quota media nel periodo di riferimento pari al 48,0%. Come osservato precedentemente per le importazioni totali, alcuni paesi come Il Botswana e lo Zimbabwe registrano incrementi cumulati molto grandi, a causa del valore esiguo dei flussi nell anno-base. Significativo e importante in termini di valori dei flussi, come già rilevato per le importazioni totali, l aumento rilevato dal Ghana (236%), seguito dalla Tanzania (94%). La Nigeria al contrario, pur rimanendo un altro mercato di sbocco importante nella regione, assieme a Sudafrica ed Angola tra i non citati, ha fatto registrare una contrazione del 10% delle importazioni in valore. Tab.4 -Importazioni dall UE-27 dei paesi Africa Sub-Sahariana di bevande non alcoliche Milioni di dollari Angola 25,0 13,5 12,8 22,4 54,1 66,4 70,2 53,9 99,4 99,3 Botswana ,0 0,0 0,0 0,1 0,6 1,5 1,9 Informest, giugno

7 Cameroon 0,5 0,7 0,6 0,5 1,0 1,0 1,2 1,3 2,1 2,0 Costa d Avorio 1,6 2,2 2,4 3,2 4,2 4,9 4,9 5,7 6,7 8,2 Gabon 2,0 1,6 1,7 2,2 2,8 3,2 3,4 3,5 5,7 4,8 Ghana 2,4 4,5 5,3 8,4 11,5 17,0 11,2 16,5 27,7 38,1 Kenya 0,9 0,9 1,0 1,8 2,5 2,5 2,0 2,1 3,6 4,0 Namibia 0,2 0,4 0,8 1,5 1,6 1,6 0,3 1,2 1,6 2,3 Nigeria 4,5 0,4 5,1 9,2 26,9 44,7 14,2 20,7 28,6 24,1 Sud Africa 13,5 14,4 24,0 31,4 47,4 48,4 39,4 35,8 36,3 52,6 Uganda 0,1 0,2 0,3 0,8 1,8 3,3 2,6 3,0 2,7 3,5 Tanzania 0,7 1,3 2,3 4,5 6,1 8,3 7,0 7,6 10,6 11,8 Zimbabwe 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 Africa Sub-Sahariana 75,0 67,2 86,4 117,3 204,1 254,8 202,5 210,2 303,8 341,2 Nota: La maggioranza dei dati dell interscambio sono derivati da dati COMTRADE e calcolati in base ad una media mobile con periodo di tre anni. Fonte: Unctad Stats, 2014 Tab. 5 Importazioni bevande non alcoliche dall UE-27, Totali e rapporto UE ,2 86,4 117,3 204,1 254,8 202,5 210,2 303,8 341,2 Totali (Mondo) 290,4 188,8 200,1 243,3 386,8 492,2 460,9 497,1 613,9 718,3 UE-27/Totali 25,8% 35,6% 43,2% 48,2% 52,8% 51,8% 43,9% 42,3% 49,5% 47,5% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 Riguardo alla distribuzione cross-country ed alla variazione temporale delle quote per paese rispetto alle importazioni dall UE-27, nell ordine Angola, Sudafrica, Ghana e Nigeria che concentrano il 62,8% delle importazioni. In evidenza, come già osservato, la quota della Tanzania, dal 2009 oltre la soglia del 3,5%. Tab.6 -Importazioni dall UE-27 dei paesi Africa Sub-Sahariana (ASS) di bevande non alcoliche Quota % su ASS Angola 33,3% 20,1% 14,8% 19,1% 26,5% 26,1% 34,7% 25,6% 32,7% 29,1% Botswana ,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,3% 0,5% 0,5% Cameroon 0,7% 1,0% 0,7% 0,4% 0,5% 0,4% 0,6% 0,6% 0,7% 0,6% Costa d Avorio 2,1% 3,2% 2,8% 2,7% 2,1% 1,9% 2,4% 2,7% 2,2% 2,4% Informest, giugno

8 Gabon 2,7% 2,4% 2,0% 1,8% 1,4% 1,3% 1,7% 1,7% 1,9% 1,4% Ghana 3,2% 6,7% 6,2% 7,1% 5,7% 6,7% 5,5% 7,9% 9,1% 11,2% Kenya 1,2% 1,3% 1,1% 1,5% 1,2% 1,0% 1,0% 1,0% 1,2% 1,2% Namibia 0,3% 0,6% 0,9% 1,2% 0,8% 0,6% 0,1% 0,6% 0,5% 0,7% Nigeria 6,0% 0,6% 5,9% 7,8% 13,2% 17,5% 7,0% 9,8% 9,4% 7,1% Sud Africa 18,0% 21,4% 27,8% 26,8% 23,2% 19,0% 19,5% 17,0% 11,9% 15,4% Uganda 0,2% 0,3% 0,3% 0,6% 0,9% 1,3% 1,3% 1,4% 0,9% 1,0% Tanzania 0,9% 2,0% 2,7% 3,9% 3,0% 3,2% 3,5% 3,6% 3,5% 3,5% Zimbabwe 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% Africa Sub-Sahariana 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 Se si considerano le esportazioni, quindi il lato dell offerta e non quello consumer dei mercati de paesi dell Africa Sub-Sahariana, si possono fare una serie di osservazioni, oltre a quella scontata che il rapporto tra importazioni ed esportazioni è di circa 5:1. In primis che l aumento medio sul periodo di riferimento è stato del 32%, a dire significativamente inferiore a quello dell export a indicare una dinamica esistente ma condizionata rispetto alle importazioni anche se ci si riferisce a valori e volumi davvero contenuti. Uno dei principali ostacoli alla crescita del settore agro-alimentare è la difficoltà di interscambio al di là dei confini nazionali; Infatti le esportazioni in valore nel 2012 hanno totalizzato poco meno di 160 milioni di dollari. Tab.7 -Esportazioni Totali paesi Africa Sub-Sahariana di bevande non alcoliche, milioni di dollari Milioni di dollari Angola 0,03 0,01 0,08 0,01 0,03 0,04 0,03 0,07 0,12 0,19 Botswana 0,02 0,12 0,90 1,83 4,17 3,87 8,14 11,48 7,53 3,86 Cameroon 1,95 0,99 1,06 1,28 1,90 2,46 3,26 2,72 2,31 3,19 Costa d'avorio 0,23 0,48 1,87 0,27 0,76 3,28 3,58 3,71 4,59 4,70 Gabon 0,04 0,07 0,01 0,01 0,11 0,02 0,12 0,26 0,34 0,35 Ghana 0,43 0,23 0,29 0,28 0,36 0,43 0,73 4,36 2,77 1,57 Kenya 1,20 0,89 1,48 2,27 3,96 4,45 4,82 5,84 6,33 7,54 Namibia 68,73 7,44 7,53 5,48 8,08 11,46 10,28 6,19 3,40 1,36 Nigeria 0,21 0,76 0,54 1,21 2,36 2,47 1,66 17,39 5,81 32,51 Sudafrica 83,94 69,43 39,7 38,9 55,94 69,71 84,95 55,97 57,80 47,06 Uganda 0,06 0,28 0,56 0,98 4,17 6,51 3,07 3,96 3,68 13,92 Informest, giugno

9 Tanzania 0,09 0,22 0,72 0,72 0,64 2,39 1,24 0,61 0,84 4,30 Zambia 0,17 0,30 0,50 0,79 3,24 8,03 3,26 7,66 6,35 9,26 Zimbabwe 0,10 0,07 0,06 0,04 0,03 0,10 0,10 0,06 0,08 0,09 Africa Sub-Sahariana ,1 77,7 82,1 120,0 135,5 164,1 162,3 152,9 158,3 Nota: La maggioranza dei dati dell interscambio sono derivati da dati COMTRADE e calcolati in base ad una media mobile con periodo di tre anni. Fonte: Unctad Stats, 2014 Si tratta tuttavia di dinamiche da interpretare con attenzione e non trascurare, soprattutto in un ottica di investimento che privilegi il mercato delle bevande non alcoliche del paese di destinazione dell IDE e/o il mercato del paese limitrofo in un ottica di near-sourcing. Certamente di interesse l espansione delle esportazioni della Nigeria, più che decuplicate (1.277%), della Costa d Avorio (520%), dello Zambia (186%) e del Kenia (90%). Proprio il Kenya, se si guarda alla distribuzione cross-country ed alla variazione temporale delle quote per paese, costituisce uno dei paesi non presenti tra i mercati di destinazione delle importazioni provenienti sia dall UE-27 che dalle altre aree geografiche. Gli altri paesi che non rientrano nella rosa dei principali mercati di destinazione dell Africa Sub-sahariana sono l Uganda e lo Zambia. Va anche sottolineato come Sudafrica e Nigeria concentrino il 50,2% delle esportazioni verso il resto del mondo. Kenya, Zambia ed Uganda aggiungono altri 19,5 punti percentuali, per cui cinque paesi rappresentano il 70% circa delle esportazioni verso il resto del mondo. Tab.8 -Esportazioni Totali paesi Africa Sub-Sahariana (ASS) di bevande non alcoliche Quota % su ASS Angola 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,1% 0,1% Botswana 0,0% 0,1% 1,2% 2,2% 3,5% 2,9% 5,0% 7,1% 4,9% 2,4% Cameroon 1,1% 1,0% 1,4% 1,6% 1,6% 1,8% 2,0% 1,7% 1,5% 2,0% Costa d'avorio 0,1% 0,5% 2,4% 0,3% 0,6% 2,4% 2,2% 2,3% 3,0% 3,0% Gabon 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,1% 0,2% 0,2% 0,2% Ghana 0,2% 0,2% 0,4% 0,3% 0,3% 0,3% 0,4% 2,7% 1,8% 1,0% Kenya 0,7% 0,9% 1,9% 2,8% 3,3% 3,3% 2,9% 3,6% 4,1% 4,8% Namibia 38,4% 7,3% 9,7% 6,7% 6,7% 8,5% 6,3% 3,8% 2,2% 0,9% Nigeria 0,1% 0,7% 0,7% 1,5% 2,0% 1,8% 1,0% 10,7% 3,8% 20,5% Sudafrica 46,9% 68,0% 51,2% 47,5% 46,6% 51,4% 51,8% 34,5% 37,8% 29,7% Uganda 0,0% 0,3% 0,7% 1,2% 3,5% 4,8% 1,9% 2,4% 2,4% 8,8% Tanzania 0,1% 0,2% 0,9% 0,9% 0,5% 1,8% 0,8% 0,4% 0,5% 2,7% Zambia 0,1% 0,3% 0,6% 1,0% 2,7% 5,9% 2,0% 4,7% 4,2% 5,9% Informest, giugno

10 Zimbabwe 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,0% 0,1% 0,1% 0,0% 0,1% 0,1% Africa Sub-Sahariana 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 L Africa sub-sahariana rappresenta un sub-continente ed un enorme spazio economico che si sta strutturando tra vincoli e nuove sfide, quindi è interessante capire per le categoria delle bevande non alcoliche, quali sono i paesi/mercati di sbocco delle esportazioni. Una risposta abbastanza netta la fornisce la tabella 10: nel decennio in media l 86,1% delle esportazioni di bevande non alcoliche si sono dirette all interno della regione sub-sahariana. Come per le esportazioni totali le esportazioni intra-regionali sono cresciute ad un tasso contenuto, pari al 36%, con alcuni paesi in evidenza sul periodo di riferimento In primis la Nigeria che ha visto le sue esportazioni aumentare più di 30 volte fino al 2011 e del 459% nel 2012 per raggiungere una quota significativa dell export verso l area, seguita da Costa d Avorio (694%), Tanzania (643%) e Uganda (236%). Il Sudafrica, paese leader per quanto riguarda l export non solo regionale, ha registrato una contrazione del 15% in linea con quella osservata nelle esportazioni totali. Tab.9 -Esportazioni verso ASS dei paesi ASS di bevande non alcoliche Milioni di dollari Angola 0,03 0,01 0,07 0,01 0,03 0,00 0,02 0,04 0,08 0,12 Botswana 0,02 0,12 0,90 1,83 4,17 3,87 8,13 11,48 7,53 3,85 Cameroon 1,84 0,85 0,82 1,12 1,68 2,27 2,82 2,28 1,61 2,75 Costa d'avorio 0,16 0,41 1,74 0,22 0,58 3,16 3,35 3,50 4,35 4,64 Gabon 0,03 0,07 0,00 0,01 0,11 0,02 0,12 0,26 0,34 0,34 Gana 0,38 0,07 0,03 0,10 0,17 0,06 0,27 3,66 1,22 1,01 Kenia 0,49 0,85 1,43 2,01 3,17 4,24 4,65 5,68 6,24 7,42 Namibia 68,65 7,43 7,50 5,46 8,06 11,35 10,19 6,13 3,38 1,31 Nigeria 0,02 0,13 0,06 0,06 0,14 0,12 0,65 1,04 4,45 24,88 Sudafrica 74,63 60,6 32,4 31,0 45,8 58,9 73,5 43,9 50,0 39,06 Uganda 0,05 0,27 0,52 0,98 4,14 6,41 2,94 3,92 3,68 13,90 Tanzania 0,04 0,20 0,71 0,68 0,57 2,16 1,21 0,52 0,74 4,24 Zambia 0,17 0,30 0,50 0,77 3,24 8,01 3,26 7,66 6,35 9,25 Zimbabwe 0,09 0,05 0,01 0,00 0,01 0,07 0,02 0,01 0,04 0,04 Africa sub-sahariana 166,2 90,3 66,3 68,3 100,5 114,2 145,5 128,6 135,5 137,0 Nota: La maggioranza dei dati dell interscambio sono derivati da dati COMTRADE e calcolati in base ad una media mobile con periodo di tre anni. Fonte: Unctad Stats, 2014 Informest, giugno

11 Quindi si può affermare che i mercati di riferimento restano quelli limitrofi o comunque regionali e questo dato, come sopra rilevato, è importante nell ottica dell esportatore/investitore. Infatti, i paesi esportatori della regione sono quelli evidenziati nelle due tabelle precedenti, a dire Sudafrica, Nigeria, Uganda, Zambia e Kenya che rappresentano praticamente la stessa quota (69%) delle esportazioni. Tab.10 -Esportazioni verso ASS paesi Africa Sub-Sahariana (ASS), bevande non alcoliche Quota % su ASS Angola 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,1% 0,1% Botswana 0,0% 0,1% 1,4% 2,7% 4,2% 3,4% 5,6% 8,9% 5,6% 2,8% Cameroon 1,1% 0,9% 1,2% 1,6% 1,7% 2,0% 1,9% 1,8% 1,2% 2,0% Costa d'avorio 0,1% 0,5% 2,6% 0,3% 0,6% 2,8% 2,3% 2,7% 3,2% 3,4% Gabon 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,1% 0,2% 0,3% 0,3% Gana 0,2% 0,1% 0,1% 0,2% 0,2% 0,1% 0,2% 2,8% 0,9% 0,7% Kenia 0,3% 0,9% 2,2% 2,9% 3,2% 3,7% 3,2% 4,4% 4,6% 5,4% Namibia 41,3% 8,2% 11,3% 8,0% 8,0% 9,9% 7,0% 4,8% 2,5% 1,0% Nigeria 0,0% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,4% 0,8% 3,3% 18,2% Sudafrica 44,9% 67,1% 48,9% 45,4% 45,6% 51,5% 50,5% 34,1% 36,9% 28,5% Uganda 0,0% 0,3% 0,8% 1,4% 4,1% 5,6% 2,0% 3,1% 2,7% 10,1% Tanzania 0,0% 0,2% 1,1% 1,0% 0,6% 1,9% 0,8% 0,4% 0,5% 3,1% Zambia 0,1% 0,3% 0,8% 1,1% 3,2% 7,0% 2,2% 6,0% 4,7% 6,8% Zimbabwe 0,1% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% Africa sub-sahariana 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 Tab.11 -Esportazioni verso ASS e Totali dei paesi Africa Sub-Sahariana e Rapporto ASS/ASS 166,2 90,3 66,3 68,3 100,5 114,2 145,5 128,6 135,5 137,0 ASS/Mondo 179,11 102,13 77,68 82,10 120,00 135,53 164,13 162,34 152,95 158,28 92,8% 88,4% 85,4% 83,2% 83,8% 84,3% 88,6% 79,2% 88,6% 86,6% Fonte: Elaborazione INFORMEST su dati Unctad Stats, 2014 Per quanto riguarda gli investimenti esteri va osservato che gli IDE orientati al consumatore africano si vanno diffondendo. Gli investitori sono sempre più consapevoli delle positive prospettive demografiche per il continente. In primo luogo, la popolazione di circa 1 miliardo di persone è prevista aumentare di un quarto nei prossimi 10 anni e più che raddoppiare entro il In secondo luogo, la popolazione urbana è Informest, giugno

12 anche prevista in aumento dal 40 per cento nel 2010 al 54 per cento nel 2050 e con questa espansione emergerà una classe media urbana. In terzo luogo, la quota di popolazione di 25 anni o più giovane si attesta attualmente a circa il 60 per cento e si prevede che rimanga allo stesso livello nel corso dei prossimi decenni (UNDESA, 2011). Queste caratteristiche, insieme con prospettive economiche positive, rafforzano lo scenario di un mercato consumer africano sempre più dinamico. I dati mostrano alcuni segni incipienti di un riorientamento degli investitori verso mercato consumer africano, poiché alcuni dei settori più interessanti negli ultimi dieci anni sono state le industrie manifatturiere e di servizi legati al consumo, ad esempio: servizi finanziari, prodotti alimentari e bevande, etc. Il passaggio verso FDI nei settori consumer-oriented è dimostrato anche dai dati riguardanti i progetti d'investimento greenfield (dati sugli IDE non forniscono una classificazione industriale dettagliata). I livelli attuali sono piccoli e geograficamente concentrati, tuttavia, la quota di IDE greenfield in questi settori come quota degli IDE greenfield totali e pari circa al 25% nel In termini di distribuzione geografica, i più grandi mercati consumer in Africa sono anche tra le principali destinazioni di IDE del continente per IDE consumer-oriented nel settore manifatturiero e dei servizi, ma gli investitori stranieri non si limitano ai consumatori dei mercati di destinazione degli investimenti. Ad esempio, le catene al dettaglio sud-africane Sud Shoprite e Massmart (di cui la statunitense Walmart ha acquisito una partecipazione di maggioranza nel 2011) hanno rispettivamente operazioni in 17 e 12 mercati africani. Quindi l'espansione dei flussi di IDE in alcuni settori consumer-oriented in Africa e la loro distribuzione geografica sono indicazioni che la prospettiva di una maggiore capacità di spesa dei consumatori africani sta attirando più investitori stranieri. Tuttavia è altresì chiaro che tale dinamica attrazione è nella fase iniziale. Una ragione importante è che, per qualche tempo a venire, gli investitori si rivolgeranno principalmente ai consumatori di fascia alta, che costituiscono un piccolo strato della popolazione. Le proiezioni di crescita dei consumi in Africa indicano che fino al 2017 il 40 per cento della crescita originerà da famiglie che guadagnano più di dollari l'anno - un gruppo che rappresenta solo l 1-2 per cento di tutte le famiglie africane2. Nei prossimi anni la maggior parte di questi investimenti mirati ai beni di largo consumo si concentrerà su settori tradizionalmente avvantaggiati come le bevande alcoliche (birra) e bevande analcoliche. Queste industrie hanno già attirato molte iniziative greenfield (ad esempio, nuovi impianti) e investimenti brownfield di tipo acquisitivo (rilevazione di birrifici locali) negli ultimi due decenni. Alcuni paesi, tra cui la Nigeria e il Kenya, sono stati in anche grado di attirare un maggiore interesse nei segmenti "più recenti, come la distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione (fast-food e ristoranti) e la produzione alimentare. 2 Nel medio e lungo termine il rischio è poi quello di uno sviluppo squilibrato e condizionato da vincoli strutturali irrisolti che causerà, tra l altro un urbanizzazione caratterizzata da povertà e dall espandersi di slums improduttivi. Informest, giugno

13 3 Il contesto del settore agro-alimentare nell Africa sub-sahariana 3.1 Elementi di premio e di rischio nei mercati dell Africa sub-sahariana La comparazione dei mercati africani relativamente ad una serie di indicatori indiretti dei punti di forza e debolezza relativa dei singoli paesi della regione, costituisce un utile esercizio di benchmark per contestualizzare gli approfondimenti analitici successivi. In questa prospettiva si possono tentare puntuali comparazioni sub-regionali, confrontando mercati di frontiera come l'angola e il Mozambico contro una potenza regionale come il Sudafrica. Infatti in questo periodo, le imprese sudafricane operanti nei mercati consumer che rappresentano la maggior parte dei più grandi operatori del settore alimentare e delle bevande africano, stanno cercando di ampliare la loro esposizione regionale. Un retailer Sud Africano potrebbe in quest ottica considerare più opportuno un investimento in Angola che potrebbe dare alti rendimenti nel lungo termine, ma in un contesto a rischio, oppure in Zambia, che non è mercato così dinamico quanto a crescita ma presenta un contesto migliore per l attività di impresa. Un set classico di indicatori che viene proposto da molte realtà pubbliche e private per valutare i singoli paesi-mercato, vede la parte di premio degli indicatori tenere conto delle dimensioni del mercato, dei livelli di consumo attuali, delle prospettive di crescita del settore, della frammentazione del mercato (una maggiore frammentazione che indica opportunità superiori) e della dimensione della popolazione giovane (0-25). L insieme degli indicatori che valuta il rischio tiene conto del contesto normativo, del livello di sviluppo del settore organizzato al dettaglio (un maggiore sviluppo porta a ridurre i rischi), nonché degli aspetti rilevanti del contesto economico e politico. Una veloce lettura di questi indici di rating evidenzia che i due leader dell Africa Sub-sahariana sono certamente la Nigeria ed il Sudafrica. Il Sudafrica è la più grande economia della regione e dispone del settore consumer di gran lunga più sviluppato della regione, mentre la Nigeria fornisce un impareggiabile potenziale grezzo. Infatti la Nigeria vanta una popolazione di circa 170 milioni di abitanti e i prossimi anni i redditi dovrebbero registrare una crescita significativa. Le società nigeriane controllate dai grandi players internazionali come Heineken, Diageo, Nestlé e Unilever sono cresciuti molto negli ultimi anni, ottenendo buone performance anche dal punto di vista finanziario. La tabella seguente descrive i fattori che compongono le classi di rating (A= Punteggio Alto per il fattore; B= Punteggio Medio-Alto per il fattore; C = Punteggio Medio per il fattore; D = Punteggio Medio-Basso per il fattore; A= Punteggio Alto per il fattore; E= Punteggio Basso per il fattore) per l'africa sub-sahariana. I sei fattori che compongono il rating relativamente alla componente di premio sono: il consumo alimentare pro capite; la frammentazione del mercato; il consumo alimentare pro capite (cinque anni di crescita annuale composta); la dimensione della popolazione; il PIL pro capite e la popolazione giovanile (0-25). Il primo indicatore è il consumo di cibo pro capite, che fa emergere la attuale capacità di spesa esistente dei consumatori sudafricani rispetto all'intera regione. Con l'eccezione di alcuni dei più ricchi paesi della regione, come il Botswana e la Namibia, la maggior parte dei paesi si posiziona in classi di punteggio basso in questa dimensione, a sottolineare sia il basso livello di spesa, sia il potenziale margine di crescita al crescere dei redditi. Il secondo indicatore concerne la frammentazione del mercato, un indicatore qualitativo dello sviluppo relativo (minore frammentazione) o dello scarso sviluppo (maggiore frammentazione) di un mercato. Eccettuato il Sudafrica (il Botswana e la Namibia sono aiutati dalla dimensione ridotta della popolazione e dalla ricchezza relativa), quasi tutti i paesi della regione si inseriscono nelle classi di punteggio più alto, risultato non sorprendente in quanto vi è ampio spazio di crescita e consolidamento del mercato in tutta la regione. Informest, giugno

14 Il terzo indicatore all'interno della parte premio del sistema di rating consiste nella la crescita pro capite annua composta dei consumi alimentari negli ultimi cinque anni. Questo indicatore solitamente ha un peso forte all interno di un indicatore composto. Infatti questo indicatore è uno permette di valutare la crescita di medio periodo e, in combinazione con altri indicatori ad alto peso, informa le preferenze su alcuni mercati. La Nigeria, il Ghana e le tre maggiori economie della Comunità dell'africa orientale - Kenya, Tanzania e Uganda mostrano tutte una classe alta di punteggio. La dimensione della popolazione è in altro indicatore frequentemente utilizzato relativamente alla componente di premio. La Nigeria, come già osservato, stacca il resto dei paesi con una popolazione di 170 milioni di abitanti che è anche molto giovane. Nonostante i punteggi complessivi siano molto simili, la ripartizione tra premio e rendimento per la Nigeria e il Sudafrica sono completamente diverse. Questo ci porta al quinto indicatore, la quota di popolazione giovane. Un ampia quota di popolazione giovane è premiata in termini di mercati consumer e di conseguenza, Botswana e Namibia hanno un punteggio relativamente basso nel rating finale per il settore alimentari e bevande, nonostante i loro profili di rischio siano inferiori alla media. Un set di indicatori per componente di rischio proposta per il settore alimentari e bevande vede sette fattori: penetrazione delle grandi catene di vendita al dettaglio di generi alimentari; contesto normativo; rischio economico a breve termine; distribuzione del reddito; mancanza di burocrazia; orientamento al mercato; infrastrutture fisiche. Il livello di penetrazione delle grandi catene di vendita al dettaglio di generi alimentari è un modo di valutare quanto relativamente sviluppato sia tutto il settore consumer. Una classe di punteggio alta rischio riflette canali sviluppati per i consumatori. Classi di punteggio basso riflettono la predominanza attuale di chioschi e mercati con deboli sistemi di distribuzione centralizzata. Escludendo il Sudafrica e, in misura minore, del Botswana e della Namibia, la distribuzione organizzata ha una presenza leggera. Con i redditi in aumento in tutta la regione, un certo numero di operatori della GDO sudafricani e, in misura minore kenioti, stanno investendo nell espansione regionale. Il secondo fattore di rischio, il contesto normativo, valuta la complessità della regolamentazione relativa all'etichettatura ed a requisiti nutrizionali. Può anche essere utilizzato per valutare lo stato dell'ambiente degli affari. Un certo numero di economie regionali in evidenza, tra cui Tanzania e Uganda, non si collocano bene in questo senso. In gran parte dell'africa sub-sahariana, paesi spesso sono condizionati da un ambiente di business sottosviluppato. Il terzo fattore, valutazione del rischio economico a breve termine, valuta il grado in cui il paese si avvicina all'assetto ideale di crescita non inflazionistica on calo della disoccupazione, disavanzi di bilancio ed esterni contenuti e dei rapporti di debito gestibili. I paesi più performanti dell area hanno punteggi nelle classi media da cui il legame tra sufficiente stabilità economica e l'attrattività complessiva del mercato consumer. Il quarto fattore, la distribuzione del reddito, è misurato dalla quota dei consumi privati cumulata dal 60% dei percettori di reddito. I punteggi sono distribuiti in modo abbastanza uniforme su tutta l Africa subsahariana con Sudafrica e Nigeria che registrano una maggiore concentrazione dei redditi. Il quinto fattore, la mancanza di burocrazia, è una misura degli ostacoli burocratici che ogni produttore è probabile che affronti in settori quali l'avvio e la chiusura di imprese, il pagamento delle le tasse, o la gestione di licenze e la registrazione della proprietà. Analogamente all'indicatore del quadro normativo, 9 paesi su 13 si collocano nelle classi di punteggio medio-basso e basso. Il sesto fattore, orientamento al mercato, è una misura di quanto un'economia sia orientata al business e misura il livello di protezionismo investimenti diretti esteri, le aliquote fiscali e il livello d intervento del governo. Informest, giugno

15 L ultimo fattore di rischio, l infrastrutturazione fisica, misura la facilità e il costo di operare in un mercato dal punto di vista delle infrastrutture. Alcune delle economie regionali hanno ampi margini di miglioramento. Lo sviluppo dell'infrastruttura fisica in tutta la regione abbasserà il costo di far arrivare i beni ai consumatori, rendendo più facile raggiungere una quota più ampia della popolazione, spingendo le società insediate a puntare ad una maggiore crescita nelle regioni meno sviluppate per i loro mercati. Infatti, poiché la domanda di alimentari sta aumentando in tutta la regione, buoni collegamenti di trasporto con i paesi vicini sono suscettibili di contribuire ad incrementarne le esportazioni. Uno dei principali ostacoli alla crescita del settore agro-alimentare è la difficoltà d interscambio al di là dei confini nazionali; i piccoli mercati nazionali impediscono lo sviluppo di economie di scala mantengono i costi di produzione elevati. Informest, giugno

16 Tab.12 Elementi di Premio e Rischio nel Rating per il settore agro-alimentare dell Africa Sub-sahariana Fattori di Premio Sud Africa Nigeria Ghana Angola Uganda Tanzania Kenya Zambia Botswana Namibia Costa d Avorio Cameroon Gabon Consumo alimentare pro-capite (C.A.P) B E E C E E E E B C D D C Frammentazione del mkt C A A A A A B B C C A A B Crescita composta a 5-anni del C.A.P C B B C B C C C C C D D D Popolazione C B D D D C C D E E D D E Pil procapite, $ D E E D E E E E D D E E D Popolazione 0-25, % C A A A A A A A B B A A B Fattori di Rischio Penetrazione MGR B E E E E E E E D D E E E Assetto Normativo/Regol. B D D E D D D C C C E E D Rischio economico a breve C C C C C C D C B D C C C Informest, giugno

17 Distribuzione del reddito B B C C C C C C C C C B B Burocrazia C D C E D D D D C C E E D Orientamento al mkt C D D E D D D C C D D D D Infrastrutturazione C C D D C D D C E E D D D Fonte: elaborazione Informest su dati BMI. Legenda: A= Punteggio Alto per il fattore; B= Punteggio Medio-Alto per il fattore; C = Punteggio Medio per il fattore; D = Punteggio Medio-Basso per il fattore; A= Punteggio Alto per il fattore; E= Punteggio Basso per il fattore. Informest, giugno

18 Rischio Premio Posizione Food &; Drink Rating Rischio Paese Rischio Settore Premio Paese Premio Settore Sudafrica 78,9 76,7 100,0 100,0 100,0 I Nigeria 92,1 100,0 28,6 94,9 95,6 II Angola 100,0 87,0 21,4 67,6 87,2 III Gana 86,8 79,5 35,7 89,1 86,9 IV Uganda 86,8 80,9 28,6 79,8 84,0 V Zambia 73,7 74,3 42,9 88,2 81,5 VI Tanzania 78,9 80,9 28,6 77,3 80,5 VII Kenya 68,4 84,6 35,7 80,5 80,1 VIII Botswana 68,4 56,1 71,4 84,4 79,0 IX Camerun 78,9 79,5 21,4 74,4 77,8 X Namibia 63,2 57,5 71,4 74,9 75,6 XI Costa d Avorio 78,9 79,5 21,4 62,4 75,6 XII Gabon 73,7 61,3 28,6 83,5 72,6 XIII Fonte: elaborazione INFORMEST su dati BMI. I punteggi originali sono stati riponderati, attribuendo valore 100 al punteggio massimo per colonna. Il rank relativo al Food & Drink è quello principale ed è un indice composito in quanto pondera due rank, 'premio' e 'rischio', a loro volta composti, in quanto il rank 'premio' pondera l indice 'premio settore' e 'premio paese' che si basano sulla crescita / dimensione dell industria alimentare / alcol e bevande analcoliche (settore) e sul più ampio contesto economico / socio-demografico (paese). Il 'rischio' comprende il rischio settore' e il ' rischio paese' che sono basati su una valutazione qualitativa degli assetti normativi e competitivi (settore) e una esposizione al rischio paese del settore (paese). Informest, giugno

19 3.2 La distribuzione dell Africa sub-sahariana Una classe media africana in espansione sta trainando la domanda di prodotti alimentari in tutto il continente, e alcuni paesi dell Africa sub-sahariana sono in grado di entrare in questo mercato. I produttori ed gli operatori del retail in Sudafrica e Kenya hanno un forte potenziale da questo punto di vista. Il secondo più grande operatore retail del Kenya, Uchumi, ha annunciato l'intenzione di espandersi ulteriormente nei suoi mercati strategici dell Uganda e della Tanzania. Questa strategia di crescita del retailer è indicativa delle possibilità che l'africa orientale continua a offrire mentre il settore al dettaglio di generi alimentari di massa della regione guadagna in slancio. Con il suo mercato nazionale come fulcro economico della Comunità dell'africa orientale, le operazioni di settore del Kenya costituiscono un ottima piattaforma per l'espansione nella regione. Uchumi e altri retailer sono ben posizionati per guadagnare da queste opportunità in quanto, essendo il mercato al dettaglio più sviluppato dell'africa orientale, il Kenya continua ad offrire notevoli opportunità di vendita. Un enorme potenziale rimane in Uganda, dove il retailer Keniano già opera e dove prevedeva di espandersi con tre nuovi punti nel In un paese in cui il PIL pro capite dovrebbe salire da 530 a più di 980 nel 2017, le prospettive dei mercato consumer sono interessanti. Mentre l'uganda rappresenta una grande opportunità dato che il suo settore alimentare al dettaglio è notevolmente sottosviluppato, qualsiasi opportunità in Uganda si deve ancora confrontare con ostacoli significativi. Raggiungere i consumatori al di oltre Kampala è ancora logisticamente difficile, con molte zone rurali semplicemente al di là della portata della distribuzione moderna, e al di là dei propositi di espansione di Uchumi, ci sono difficoltà a far arrivare prodotti confezionati sugli scaffali. L espansione in Uganda sarà anche contesa da Nakumatt, poiché sia Uchumi che gli altri retailer combattono per attrarre i consumatori in un mercato che ha grande potenziale. Il mercato della Tanzania continua ad offrire enorme spazio per la crescita del settore consumer, anche se rimane dietro i suoi vicini Kenya e Tanzania in termini di maturità del dettaglio. Si tratta di un assetto destinato a continuare sul nostro periodo di previsione, infatti con un reddito che continuerà a restare comparativamente basso, il potenziale di crescita delle merci scontate è particolarmente promettente e, come l'uganda, il paese usufruisce di forti legami commerciali con il Kenya. I deficit infrastrutturali della Tanzania potrebbero ostacolare una ulteriore espansione nel paese e, come in Uganda, condizioni meteorologiche avverse possono influire pesantemente sulla la produzione di alimenti (entrambi i paesi sono fortemente dipendente dalla agricoltura pluviale). Le reti di distribuzione in Tanzania sono certamente le meno sviluppate e resta difficile ottenere beni alimentari confezionati sugli scaffali. In sintesi si può osservare che la capacità delle imprese di distribuire in modo efficace in tutta l'africa sub-sahariana è estremamente importante per il loro successo. Va osservato che le operazioni descritte sopra spesso si riferiscono alle aree urbane ed a un numero di punti limitato. La vendita organizzata al dettaglio è diffusa in modo rarefatto e la maggior parte dei consumatori fanno la spesa presso i chioschi. Pertanto, i modi di far arrivare i prodotti sul mercato sono significativamente diversi che in altre regioni (si pensi al Medio-Oriente). Questo è particolarmente vero al di fuori delle grandi città e gli operatori transnazionali come Coca-Cola hanno una padronanza della distribuzione in tutta l'africa sub-sahariana, fornendo chioschi con frigoriferi e singoli punti vendita con dispositivi di raffreddamento e biciclette, al fine di portare i loro prodotti nelle mani dei consumatori. Informest, giugno

20 3.3 Opportunità e vincoli alla produzione nel settore delle bevande non alcoliche Il mercato nazionale della frutta trasformata nell Africa sub-sahariana include la domanda di succhi di frutta, la frutta secca e la frutta sciroppata. La domanda totale per il settore è difficile da quantificare, ma è certamente in rapida crescita, con un consumo di succhi di frutta stimato crescere ad un tasso doppio rispetto al consumo di frutta fresca. Tab Le opportunità nel settore della frutta trasformata Mercato Interno il mercato ha un valore di più di 800 milioni di euro. il mercato è caratterizzato da due maggiori tipologie di prodotto: succhi e frutta secca, con una netta dominanza dei succhi mercato "formale" nascente del, anche se il settore informale può essere materiale. E prevedibile una crescita molto rapida con in settore che si espande e si formalizza Opportunità Sviluppare la produzione di succhi di frutta per il mercato locale / regionale Sviluppare l approvvigionamento sicuro di frutta locale / concentrato e/o pasta anche fuori stagione Esportazioni Il mercato ha un valore di più di 12 miliardi di euro Il mercato è più piccolo di quello della frutta fresca, pari a circa 42 miliardi di euro, ma è in rapida espansione Dominano i gusti arancia e per Norda America ed UE, ma i paesi asiatici ed il Medio Oriente stanno emergendo come mercati strategici per la frutta tropicale trasformata Opportunità Sviluppare la produzione di succhi di frutta e concentrati per il mercato internazionale Sviluppare l approvvigionamento sicuro di frutta locale / concentrato e/o pasta anche fuori stagione Aumentare la produzione di prodotti facilmente trasformati come frutta secca La dimensione della opportunità di business può essere superiore alla stima della dimensione del mercato a poco più di 800 milioni di in tutta la regione, a causa di due fattori principali: Alcune tecnologie di lavorazione a basso costo, come ad esempio l'essiccazione solare, possono essere adottate facilmente ed a costi contenuti dai piccoli agricoltori e delle cooperative per aggiungere valore e conservare in modo efficiente la frutta raccolta. Essiccazione solare consente agli agricoltori di estendere il ciclo commerciale al di là del ciclo della raccolta naturale e quindi soddisfare una domanda al momento completamente ignorata fuori stagione. Un ampio settore informale, in particolare nella lavorazione dei succhi di frutta, esiste nella maggior parte dei paesi sub-sahariani. U.S.A.I.D. (Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale) ha stimato che la lavorazione informale del succo potrebbe rappresentare il 70% dei volumi totali. Il settore formale è in crescita, in quanto la vendita al dettaglio aumenta la sua quota ed i marchi affermati vanno estendendo la loro copertura della distribuzione formali ed informale. Informest, giugno

21 Tuttavia sussistono una serie di vincoli nella trasformazione di frutta che possono essere classificati tra i costi di trasformazione o addebitati al quadro regolamentativo: Costi di Trasformazione Quadro Regolamentativo Difficoltà nell assicurarsi una fornitura continuativa di frutta di buona qualità Standard di sicurezza e sanitari impegnativi I cicli della raccolta rendono difficoltoso mantenere tassi di utilizzo adeguati degli impianti Obbligo di garantire la conformità su tutta la catena dell offerta, spesso in presenza di offerta segmentata. Costi alti di refrigerazione ed impacchettamento Costo alto dell energia, costi alti dei trasporti e della logistica Costi alti delle attrezzature e dei ricambi, nonché della manutenzione I vincoli appena richiamati interessano sia l industria della trasformazione della frutta che di produzione dei succhi. I due tipi di attività soni entrambi presenti nell Africa Sub-Sahariana e non devono essere integrate necessariamente integrate verticalmente. L'industria manifatturiera dei succhi sia in Africa orientale (Kenya e Uganda) che in Africa Occidentale (Nigeria) comprende soggetti che trasformano frutta locale, oppure importano concentrato e lo mescolano e confezionano localmente, o fanno sia trasformazione della frutta che produzione di succhi a seconda della stagione. 3.4 Quali Bevande per il mercato sub-sahariano? Le vendite di bevande non alcoliche in Africa dovrebbe aumentare di quasi il 30% entro il Mercato delle bevande del continente deve affrontare alcune sfide, ma queste sono facilmente compensate dal volume della domanda e dalle rilevanti nuove opportunità che ne derivano. Certamente per assicurarsi una presenza stabile nei mercati africani, superati quelli che sono barriere all entrata non settoriali ma generali (trasporti e logistica in primis), tuttavia meno presenti in mercati nazionali più evoluti come il Kenia e la Nigeria, è necessario presentare concetti di bevande di tendenza per il malto, mix di birra e succhi, bevande gassate, nonché idee per bevande non gassate su misura per il mercato africano. Che si tratti di bevande al malto, mix birra-succhi, bevande gassate o non gassate - è obbligatorio comprendere le preferenze dei consumatori attuali e le esigenze del mercato in modo da rivitalizzare il mercato africano di queste categorie in crescita e di richiamo per nuovi gruppi target. Alcuni esempi sono combinazioni creative di malto e mix a base di birra con diversi contenuti di malto assieme a prodotti puri o aromatizzati, creando combinazioni innovative di malto con sapori di frutta. Le combinazioni di birra e frutta in bevande mix sono un volano per la crescita del settore. Per questa gamma, le aziende stanno creando profili di gusto innovativi basati su una miscela armoniosa di sapori fruttati e succhi di frutta. Informest, giugno

22 La domanda di bibite gassate è elevata in Africa e per creare un'ulteriore crescita di questo mercato, è necessario presentare profili di gusto basati sulla tecnologia di fermentazione e concentrarsi su idee di prodotto che includano opzioni basate sulle emulsioni, nonché varianti di latte e succhi. Queste soluzioni soddisfano le esigenze dei consumatori in Africa che vogliono bevande di qualità di fascia premium che abbiano un gusto corposo (i gusti più diffusi sono ai frutti tropicali come mango e guava). Prodotti promettenti sono anche bevande analcoliche crossover come bevande a base di succhi con sapori come la Pina Colada e la sangria. Quindi un portafoglio di prodotti di successo dovrebbe includere le soluzioni complete di giusti aromi e ingredienti, noti come sistemi di sapore. Va Detto che la attenzione ai gusti e alle tradizioni locali nel proporre nuovi mix, deve anche combinarsi con la ricerca e l'utilizzo di ingredienti naturali, a cominciare da aromi naturali ed estratti, oli di menta e sapori, colori da fonti naturali, dolcificanti, condimenti e ingredienti speciali come modificatori del gusto e le opportune tecnologie per la Fermentazione.. Informest, giugno

23 4 Struttura e Prospettive di alcuni Mercati Nazionali dell Africa subsahariana 4.1 Kenia Per quanto ancora basato sul tè, il Kenya ha ora un fiorente settore esportazione di ortaggi, e la ben sviluppata industria lattiero-casearia del paese sta cercando di espandersi. La capacità delle imprese del Kenya per gestire complesse catene dell offerta e l esperienza con i requisiti europei sanitari e di certificazione li aiuterà a espandersi attraverso i confini africani, spesso distorsivi degli scambi. La posizione del Kenya come il fulcro economico della Comunità dell'africa Orientale incoraggia le imprese locali ad espandersi in un mercato in crescita di oltre 130 milioni di persone, La catena di supermercati con sede a Nairobi Nakumatt Holdings è l operatore leader della vendita al dettaglio in Uganda e Ruanda, mentre il concorrente Uchumi ha annunciato la sua vision di diventare il 'supermercato di scelta' in tutta la Comunità dell'africa Orientale. Mentre una burocrazia complicata continua a costituire un ostacolo ad un vero mercato comune, nessun livello comparabile di espansione transfrontaliera esiste in altri blocchi regionali, dando alle aziende keniane (così come a quelle ugandesi) un vantaggio rispetto a molti concorrenti. Una serie di settori all'interno del più vasto macrosettore alimenti e bevande del Kenya saranno in forte crescita nei prossimi anni. L industria alimentare e delle bevande del Kenia è la più sviluppata dell'africa orientale e nei prossimi anni sono probabili investimenti in segmenti di fascia superiore come le catene di caffetterie, mentre l'industria della birra del Kenya non è competitiva come in Tanzania o Uganda, a causa della lunga dominanza delle Breweries Limited (Tusker lager) il settore della Grande Distribuzione Organizzata è ben strutturato e, significativamente, le catene sudafricane Shoprite e pick n Pay devono ancora entrare in Kenya, dove aziende del calibro di Nakumatt e Uchumi sono ben posizionate. Il maggiore retailer del Kenya, Uchumi, ha annunciato l'intenzione di espandersi ulteriormente nei mercati di riferimento dell Uganda e della Tanzania. Il Kenya è il fulcro di uno delle regioni sub-sahariane più interessanti dell'africa, la Comunità dell'africa orientale (EAC), che comprende anche la Tanzania e Uganda. Kenya si distingue dalla Tanzania in un modo fondamentale: la distribuzione complessiva del dettaglio in Kenya è molto più segmentata. In Tanzania, i più organizzati outlet alimentari comunque dipendono da una grande popolazione in espansione per una fetta considerevole delle vendite. Il sistema di vendita al dettaglio keniano è molto più competitivo, con molti più negozi diffusi intorno a Nairobi che nella più grande Città della Tanzania, Dar es Salaam. Inoltre, l industria keniota di trasformazione dei prodotti alimentari è molto più sviluppato e le merci prodotte localmente sono solitamente molto più economiche. Quindi gli operatori leader del retail possono molto più realisticamente agganciare il consumo di reddito medio-basso in Kenya che in Tanzania o in Uganda. Relativamente alla produzione di bevande analcoliche gassate dovrebbe crescere ad un tasso annuo composto vicino al 9% nei prossimi quattro anni. La produzione di bevande analcoliche gassate in milioni di litri dovrebbe passare dai circa 500 milioni del 2013 ai 700 milioni nel Il mercato è dominato dai marchi della Coca-Cola Company che fa arrivare i prodotti direttamente al mercato, fornendo frigoriferi e refrigeratori e biciclette a singoli venditori. Questa primazia distingue il Kenya in qualche modo da due dei suoi vicini della Comunità dell'africa orientale (EAC), Tanzania e Uganda, dove gli affiliati della PepsiCo rappresentano una sfida più rilevante. Informest, giugno

24 Dopo una lunga assenza, Pepsi ha fatto rientrare in Kenya nel Recentemente, tre imbottigliatori in franchising della Coca-Cola si sono fusi per creare Almasi Beverages con lo scopo di creare un assetto operativo più efficiente In definitiva si spera che una maggiore scala consentirà di rispondere più efficacemente ai maggiori costi operativi dei prossimi anni. Guardando al settore più ampio delle bevande analcoliche, gli analisti si aspettano a breve l emergere di significative opportunità in segmenti come l'acqua in bottiglia ed i succhi di frutta, dove vi è senza dubbio più spazio per la cosiddetta premiumisation, quindi la promozione di fasce di prodotto di qualità/prezzo superiori, di quanto vi sia con le bibite gasate le cui logiche di mercato si si basano un po di più sulle economie di scala. Per quanto riguarda l acqua, c'è possibilità di differenziazione (dimensioni del prodotto), e anche settori in crescita quali quelli delle acque arricchite di vitamine meriterebbero più investimenti. 4.2 Nigeria L'impossibilità di accedere all'acqua potabile e la scarsa fornitura di energia elettrica in Nigeria, soprattutto in considerazione delle condizioni atmosferiche del paese ha continuato a contribuire al buon andamento dell acqua in bottiglia che rappresenta la maggior parte delle vendite di bevande non alcoliche in termini di volume. Almeno il 50% della popolazione acquista acqua confezionata - in particolare in buste e sacchetti - su base giornaliera. In parte a causa di politiche governative favorevoli per i produttori nazionali, altre categorie di bevande analcoliche hanno registrato performance positive in termini di volume e di valore nel Ad esempio, è aumentata la sensibilità per la salute tra nigeriani, sempre più consci delle problematiche legate all assunzione di zucchero, assieme ad un crescente interesse per bevande con sapori nuovi. Questi due fattori hanno portato ad una crescente preferenza dei consumatori per i succhi. Inoltre, le vendite di bevande gassate hanno ripreso dopo una flessione nel scarso rendimento l'anno precedente, soprattutto a causa dello sviluppo di bevande gassate aromatizzate alla frutta, trainate dal marchio La Casera Apple della Il La Casera Co Ltd. Guidate dall acqua imbottigliata, tutte le categorie di bevande analcoliche sono tornate ai precedenti livelli di crescita dopo la debole performance nel 2012 che è stato causata dall aumento dei prezzi dei carburante e dalla forte diminuzione della sicurezza in alcune parti del paese. Questo miglioramento delle performance di vendita è dovuto principalmente alla crescita demografica, con in particolare i consumatori più giovani che richiedono nuovi prodotti, così come l'aumento dei redditi disponibili, un aumento dell'occupazione formale (la quale sostiene la domanda di bevande analcoliche adatte ad un consumo immediato ("on-the-go )) e l'urbanizzazione. La forte crescita è anche supportata dal marketing creativo dei produttori la cui introduzione di nuovi confezionamenti, quali le bottiglie in PET, ha contribuito a stimolare la domanda. L'innovazione nel settore nigeriano delle bevande analcoliche è stata guidata da aziende locali che sembrano al momento fare da esempio a player affermati come la Coca-Cola, sul modo di adattarsi alle condizioni locali nigeriane. Chi Nigeria Ltd che domina la categoria dei succhi, superando artisti del calibro di Coca-Cola Nigeria Ltd, è uno di questi il leader in termini di innovazione. Tuttavia, altre aziende come La Casera Co Ltd La (ex La Casera) e Cway Cibo e bevande Co Nig Ltd rappresentano una sfida rilevante. Il marchio La Casera della La Casera Co Ltd si è rapidamente fatto da solo un nome nel mercato delle bibite gassate; il marchio è il solo disponibile in confezioni in bottiglie PET, mentre il sapore appena lanciato alla mela è diventato popolare. Tuttavia, Coca-Cola Nigeria Ltd mantiene una posizione di leadership in due categorie - carbonati e acqua in bottiglia - grazie al nome consolidato in Nigeria, la forte rete di distribuzione e ingenti spese di marketing. Informest, giugno

25 I punti vendita off-trade, i piccoli negozi alimentari indipendenti e in particolare altri rivenditori di generi alimentari, (mercati tradizionali aperti e dei venditori di strada/nel traffico), dominano i volumi di vendita in Nigeria. Molti consumatori acquistano bevande analcoliche per il consumo a casa o in viaggio. Sono anche comunemente consumati dagli ospiti alle feste e in altri eventi. I canali supermercati e ipermercati, in particolare, stanno registrando presenze crescenti, con una forte concorrenza tra Shoprite e Spar, che hanno aperto entrambi nuovi punti. L aumento dei punti vendita della GDO contribuisce alla crescita del mercato delle bevande analcoliche in quanto vengono stabiliti con i produttori accordi di acquisto alla rinfusa ( bulk buying arrangements ) e quindi le bevande vendono abbattuti a prezzi scontati. Inoltre, il boom dell'industria del fast food ha portato alla crescita dinamica del volume di vendite on-trade; tuttavia, queste rimangono solo una parte delle vendite offtrade. Si prevede che fino al 2017 nel periodo di previsione, le vendite totali in volume cresceranno ma ad un ritmo più lento di quello del periodo Mentre il sistema economico si rafforza ed aumenta la crescita della popolazione e del reddito disponibile, così anche tutte le categorie di bevande analcoliche registreranno una crescita positiva delle vendite nel periodo di previsione. Tuttavia, a causa della saturazione del mercato e della crescente consapevolezza tra i consumatori dei potenziali pericoli di un eccessivo consumo di zuccheri, la crescita rallenterà per la maggior parte delle categorie, con la concorrenza in aumento da parte delle bibite di derivazione lattiero-casearia. Si aprono anche opportunità per i succhi di frutta soprattutto per i mix e prodotti premium, poiché la dimensione salutista sta acquistando peso tra i consumatori. Le migliori opportunità di crescita nel settore delle bevande analcoliche saranno presentate dai prodotti più innovativi in grado di coniugare nuovi tipi di sapori alla frutta con la percezione di un posizionamento più sano del prodotto. Una notevole eccezione a questa tendenza è rappresentata dalla categoria delle bibite gassate che dovrebbe registrare un tasso di crescita dei volumi totali più forte nel periodo di previsione che nel periodo Una ragione fondamentale di questo comportamento in contro-tendenza sarà la forte espansione della categoria delle bibite gassate non cola che riflette la apparente percezione di questo tipo di prodotto come più rinfrescante rispetto alle bibite gassate a base di cola. Dato l'impegno a lungo termine per la regione dimostrato da leader del settore, la crescita può essere prevista in tutta l'industria alimentare in termini assoluti e dal punto di vista delle aziende in termini di vendite. Con una popolazione giovane e in crescita, un emergente classe media e la stabilità economica in aumento, rimane un enorme potenziale in Nigeria. Se il settore della birra è considerato come il più promettente in Africa ed anche in Nigeria3, l'industria delle bevande analcoliche è un'altra area di grande interesse. Gli stessi fattori che beneficiano del mercato della birra nigeriano si applicano alle bevande analcoliche, con una grande popolazione di circa 160mn e l'aumento dei redditi principali driver della crescita. Il fatto che una larga fetta della popolazione sia musulmana e non consuma alcolici è un elemento che gioca a favore del settore del soft drink. Nel quadriennio il valore del settore delle bevande gassate dovrebbe registrare un tasso di crescita annua composta vicino ai 17 punti percentuali ed arrivare a valere 2 miliardi di euro. In Nigeria, l enorme mercato interno rende la difficoltà delle relazioni commerciali transfrontaliere una preoccupazione minore, ma anche così è improbabile che l enorme potenziale agroalimentare del paese possa essere realizzato in pochi anni e nel breve-medio periodo i vincoli infrastrutturali e logistici, del mercato del lavoro e dell'ambiente di business che hanno scoraggiato lo sviluppo di altri rami del manifatturiero leggero renderanno ostici i tentativi di aumentare la produzione locale della 3 Con un fatturato annuo di circa US $ 1.55bn, Nigerian Breweries (NB), il gioiello nel business africano del produttore di birra olandese Heineken, è la più grande azienda di birra del continente per fatturato. La regione del Medio Oriente e Africa rappresenta attualmente circa un quarto del business di Heineken, con la Nigeria nettamente sopra gli altri paesi. Informest, giugno

26 Nigeria di alimenti elaborati ad alto valore aggiunto. Questo contesto darà modo agli esportatori alimentari stranieri di beneficiare del potere d'acquisto crescente di 160 milioni di persone, tuttavia un approccio al mercato nigeriano di questo tipo potrebbe avere una sostenibilità limitata. Infatti nel mese di febbraio, un grande player come la Nestlé ha annunciato l obbiettivo di triplicare le sue vendite annuali in Nigeria ad oltre 1,5 miliardi di entro il prossimo decennio, un forte indicatore di crescente fiducia degli investitori nella seconda economia dell'africa. Un fiorente classe media ha accompagnato la crescita economica e il potere di acquisto di questo gruppo è nel mirino delle multinazionali come Nestlé e dei loro prodotti di marca di cibo e bevande. Identificare questi cambiamenti nei trend di consumo rappresenta una grande opportunità per le aziende che intendono accedere ad un mercato nigeriano sempre più redditizio. Mentre, come nel resto dell'africa occidentale, la Nigeria continua a registrare una rapida urbanizzazione, l'aumento della penetrazione della distribuzione nelle zone rurali non farà che aumentare le attività di produzione ed i volumi di vendita nella regione. 4.3 Zimbawe L'era precedente la dollarizzazione ha provocato il caos nella vendita al dettaglio ed i cittadini dovevano guardare ad altri canali per fare scorta di generi alimentari. Le cose sono migliorate negli ultimi anni e i consumatori dello Zimbabwe sono stati in grado di tornare ai dettaglianti alimentari. Infatti a seguito del passaggio al dollaro del 2009, vi è stato un impetuoso ritorno della distribuzione organizzata in Zimbabwe. I punti vendita si sono nuovamente riforniti e il livello di consumo è si è in parte normalizzato, dopo che gli acquirenti per la spesa contavano sul mercato nero negli anni dell iperinflazione. The era preceding dollarisation wreaked havoc on retail, as citizens had to look to other means to stock up on groceries. Things have improved over the past few years, as Zimbabweans have been able to return to re-stocked food retailers. La olandese Spar è l operatore leader del retail in Zimbabwe e compete con gli operatori nazionali TM e OK Zimbabwe. I punti vendita del dettaglio formale in Zimbabwe rappresentano circa il 25% delle vendite. Per contestualizzare e poter apprezzare il peso di questa quota, basti considerare che in Kenya, considerato uno dei paesi della regione con il settore al dettaglio meglio organizzato, dopo Sudafrica, Botswana e Namibia, questa quota si situa attorno al 5%. Operatori della grande distribuzione organizzata alimentare come la sud-africana Pick 'n' Pay sono sicuramente interessati ad aumentare la loro presenza in Zimbabwe. Pick 'n' Pay, a differenza di un altro dei principali retailer sud-africani come Shoprite che ha manifestato un atteggiamento più cauto nei confronti dello Zimbabwe, è un operatore meno assai meno diversificato sul continente africano. Possedendo già il 49% di TM è certamente meglio posizionato ad espandersi nel mercato dello Zimbabwe rispetto a Shoprite che gestisce un solo punto vendita in questo paese ed è impegnata in mercati come la Nigeria. La Delta Corporation dello Zimbabwe, che domina il mercato della birra e bevande analcoliche del paese, è stato uno dei principali beneficiari della svolta economica che cominciò seriamente nel 2009, quando il paese ha adottato il dollaro e si è successivamente liberato della spirale iperinflazionistica che aveva decimato l'economia. L industria della birra dello Zimbabwe era tra più sviluppate in Africa nel periodo pre-crisi, con livelli di consumo pro capite tra i più elevati con l eccezione di alcuni mercati. Con circa litri pro capite, vi c'è ancora più birra commerciale consumata in Zimbabwe rispetto al Kenya o alla Tanzania, anche se il divario si è ridotto notevolmente nel corso degli ultimi anni. Informest, giugno

27 Tuttavia, dal 2009, Delta è ritornata con una ottima performance poiché i consumatori hanno iniziato a spendere di nuovo nell'ambito dell'economia formale. Nel 2013, Delta ha riportato un su aumento del 5% dei volumi di birra base annua mentre i volumi di bevande analcoliche ha fatto ancora meglio, aumentando dell'8% su base annua. Delta ha investito ingenti somme in Zimbabwe (circa 100 milioni di euro) dal 2009 con la transnazionale SABMiller, la quale più di un terzo del suo capitale azionario, tra i suoi principali sostenitori. Gli analisti continuano ad avere un giudizio positivo sulla crescita economica dello Zimbabwe, con una previsione di aumento del Pil del 4,3% sul periodo che, se la situazione politica continua a rimanere sostanzialmente stabile, dovrebbe fornire un impulso alla Delta per una crescita continua. Mentre la crescita dovrebbe essere guidata dalla birra, che generalmente ha margini più elevati, gli analisti mantengono un atteggiamento molto positivo per le bevande analcoliche. I consumatori a basso reddito guidano il mercato delle bevande analcoliche in Sudafrica e la crescita è di solito strettamente legata alla rivalutazione del reddito; Delta domina il settore delle bevande analcoliche in Zimbabwe, con una quota di volume che si dovrebbe essere superiore al 95%. Informest, giugno

28 5 Le prospettive nel lungo e medio termine 5.1 I consumatori dell Africa Sub-Sahariana La maggior parte della crescita della popolazione, in futuro, qualunque sia la velocità, verrà dai PVS e dai paesi emergenti, in particolare l Africa Sub-Sahariana che potrebbe essere l'unica grande regione con una significativa crescita della popolazione entro il Come suggerito dalla Figura successiva, nel 2030 l Asia rimarrà la regione più popolosa, ma non la più giovane; la sua età mediana sarà ben al di sopra del livello dell Africa, ma anche a quella dell'america Latina. L Europa avrà sicuramente la popolazione più vecchia del mondo. Che l'ue, i paesi del Mediterraneo Orientale e Meridionale e l Africa Sub-Sahariana siano a in fasi molto diverse della transizione demografica ha conseguenze importanti anche per l evoluzione dei mercati, in particolare per mercati come quello delle bevande. Questa situazione è rappresentata nella figura successiva, utilizzando le proiezioni delle Nazioni Unite dell evoluzione della quota nella popolazione nella fascia di età di anni rispetto alla popolazione totale per l'europa, i paesi del Nord Africa, l Asia occidentale e l Africa sub-sahariana. Tab. 14 Evoluzione della quota di popolazione nella fascia di età anni Fonte: Gross; Alcidi (2013) L ondata giovanile è vista nell aumento e nel successivo calo dei rapporti di dipendenza giovanili in Nord Africa ed in Asia occidentale. Il picco del bulge nel Nord Africa (intorno al 30%) si è manifestato alcuni anni fa. Dato il forte calo dei tassi di natalità nella regione, è certo che entro il 2030 la quota delle coorti giovani scenderà rapidamente a meno del 25%. Questo è ancora un livello elevato, simile a quello dell'europa alla fine del 1970, ma molto più basso di oggi. Questo sviluppo demografico può così offrire alla regione una doppia opportunità nel periodo fino al 2030: coorti più istruite rappresentano un potenziale economico per queste regioni, mentre l'indice di dipendenza si sta abbassando, riducendo il potenziale di lotte politiche e sconvolgimenti. Informest, giugno

29 Fig. 1 - Popolazione per Continente ed Età Mediana, proiezioni al 2030 (milioni) Fonte: Gross; Alcidi (2013) 5.2 La crescita della classe media africana La media ponderata del PIL mondiale a PPA (parità di potere d'acquisto) dovrebbe rimanere invariato al 3,8% fino al Tenendo conto dell apprezzamento reale dei mercati emergenti, il tasso di crescita misurata può attualmente essere leggermente superiore al 4,1%, ma questo non dovrebbe inoltre aumentare in modo significativo. Tale tasso di crescita implica un raddoppio del PIL mondiale entro il 2030 e che altre economie come la Cina e l'india peseranno tre volte di più di quanto non facciano oggi. Tab.15 Tassi di crescita (%) Tasso di crescita del PIL in PPA (dollaro US 2005) Tasso di crescita del PIL (valore corrente in dollari US) Fonte: Stime e proiezioni Mage in Gross; Alcidi (2013) I tassi di crescita relativamente costanti portano ad un notevole aumento della produzione globale, se cumulato fino al Il PIL mondiale dovrebbe aumentare poco meno del 100% se misurato in PPA, ma un più del 100% se si include l'apprezzamento reale nelle economie emergenti. Misurata a prezzi Informest, giugno

30 costanti, la produzione mondiale dovrebbe aumentare così da circa 49 miliardi di a poco più di 100 miliardi di. Si prevede che I tassi medi di crescita del PIL al 2030 (in PPA) saranno DEL 6,7% in Cina e del 6,2% in India, ma anche l Africa sub-sahariana raggiungerà un tasso di crescita del 5,4%. Di conseguenza, tra il 2010 e il 2030 l'india vedrà quasi triplicare il suo PIL pro capite. Il Nord Africa e l Africa sub-sahariana raddoppieranno il loro PIL pro capite nel corso dei prossimi 20 anni, pur rimanendo ad un livello relativamente basso, mentre Giappone, USA e l'ue crescerà al massimo del 2%. L Africa sub-sahariana nel 2030 costituirà l'unica grande regione del mondo con elevata crescita della popolazione. Entro il 2030 la popolazione in età lavorativa sarà superiore a 500 milioni e continuerà a crescere ad un ritmo sostenuto, considerato che anche la popolazione dell'india si sarà stabilizzata a quella data (e le popolazioni dell UE e della Cina saranno in declino). Il base alla forte crescita della popolazione e con un miglioramento della formazione del capitale umano, l Africa sub-sahariana potrebbe essere una delle regioni più dinamiche nel 2030 (insieme all India), ma essere la regione con il tasso di crescita più rapida nel 2030 non sarà sufficiente a dare all Africa sub-sahariana influenza a livello mondiale. Infatti entro il 2030, il PIL dell Africa subsahariana, pur con una popolazione vicina al miliardo, sarà ancora troppo piccolo per avere un'influenza globale; infatti, ceteris paribus, rimarrà inferiore a quello del Brasile. Il PIL pro capite dell Africa sub-sahariana aumenterà in termini reali, ma resterà inferiore a quello della Cina o anche dell India. Allo stato attuale, il PIL indiano pro capite (a PPA) è di circa il 50% superiore a quello dell Africa sub-sahariana ed entro il 2030 potrebbe essere superiore di oltre il 100% (e quello della Cina sarà più di cinque volte superiore). Inoltre, l Africa sub-sahariana rimane la più grande regione mondiale in cui l'istruzione continua ad essere in ritardo; anche nel 2030, l'istruzione secondaria non avrà ancora raggiunto la metà della popolazione, ostacolando le prospettive di crescita. E' quindi probabile che, a meno di un massiccio impegno in termini di policy degli stati della regione, l Africa sub-sahariana SSA rimarrà una fonte di immigrazione non qualificata nell'ue (mentre le differenze salariali reali tra l'ue e il Nord Africa dovrebbero diminuire, riducendo l'incentivo a migrare). Fig. 2 - Quote nella crescita del Pil mondiale (medie decennali a Parità di Potere di Acquisto) Nota: ASS (Africa Sub-Sahariana) - Fonte: Gross; Alcidi (2013) Se consideriamo l'impatto della crescita sulla ricchezza e la povertà, un elemento che emerge dalle simulazioni è che entro il 2030, le differenze di performance economica dovrebbero essere molto Informest, giugno

31 ridotte. Questo vale sia per i livelli di PIL pro capite e che per i tassi di crescita. Tuttavia i vincoli allo sviluppo della regione sub-sahariana potrebbero limitare queste dinamiche di convergenza. Infatti a tutt oggi, nonostante la forte crescita economica negli ultimi dieci anni, il tasso di povertà è superiore al 40% nell Africa sub-sahariana: la quota di popolazione che vive con meno di 1,25 dollari al giorno si è modificata poco negli ultimi dieci anni rispetto ad altre regioni come l'asia orientale e l Asia meridionale. Alcuni paesi come il Mozambico, Tanzania e Burkina Faso sono a malapena riusciti a ridurre i loro tassi di povertà nonostante una crescita robusta. La relazione tra crescita economica e riduzione della povertà è quindi particolarmente debole nell Africa sub-sahariana. In termini assoluti, il numero di persone che vivono in estrema povertà sta diminuendo a livello globale e in tutte le altre regioni, ma è in aumento nell Africa sub-sahariana: attualmente è superiore ai 400 milioni. La crescita del settore agricolo è nota per essere un riduttore di povertà, data l'estensione della povertà rurale e la dipendenza dei piccoli agricoltori dai redditi agricoli. Alcune analisi (Diao et al. (2012)) stimano che il calo del tasso di povertà nazionale risultante da una crescita trainata dall agricoltura sia fino a 4 volte superiore al declino conseguente ad una crescita trainata non dal settore primario. Il rapporto sarebbe 1,3 per l'etiopia, 1,6 per la Nigeria, 3,1 per il Ruanda e 4,3 per il Kenya4. Fig. 3 Riduzione del tasso di povertà in alcune regioni mondiali La ricchezza sarà più diffusa nel Questo non è sorprendente alla luce della robusta crescita delle economie emergenti. Una misura particolare della diffusione del benessere è la dimensione della 'classe media'. Questa dinamica è di particolare interesse anche per produttori di beni di consumo durevoli e non durevoli a causa della domanda di beni di consumo che essa dovrebbe generare. Le classi medie si dovrebbero espandere notevolmente quasi ovunque nel mondo in via di sviluppo, sia in termini di numeri assoluti che di quota della popolazione che potrà vantare lo status di classe media. Anche i modelli più conservativi vedono un aumento del totale mondiale delle persone della classe 4 Il settore manifatturiero quindi dovrebbe crescere ad un tasso 3 o 4 volte più veloce rispetto al settore agricolo per generare la stessa riduzione di povertà a livello nazionale. Informest, giugno

32 media dall attuale 1 miliardo o giù di lì ad oltre 2 miliardi di persone. Altri modelli prevedono aumenti ancora più consistenti con, ad esempio, la classe media globale che potrebbe raggiungere i tre miliardi di persone entro il Se accettiamo la definizione della classe media come costituita dalle persone che spendono tra i 10 ed i 100 dollari al giorno in termini di Parità di Poter di Acquisto - la classe media dovrebbe aumentare a 3,2 miliardi entro il 2020 ed a 4,9 miliardi entro il 2030, quasi la metà della popolazione mondiale totale di 8,3 miliardi di euro. Fig. 4 - La popolazione di classe media per regione, 2012 e 2030 ASS (Africa Sub-Sahariana) - Fonte: Gross; Alcidi (2013) La maggior parte degli studi esaminati concordano sul fatto che la crescita più rapida delle classi medie si verificherà in Asia, con l'india in testa alla Cina nel lungo termine. Il rapidissimo aumento della classe media è una conseguenza naturale di un effetto soglia: se si considera un paese in cui il PIL pro capite è abbastanza alto in modo che il 90% della popolazione ha un reddito appena sufficiente per pagare il cibo di base e un tetto, si trova verosimilmente una classe media esigua, probabilmente meno del 5% della popolazione (il resto è rappresentato dall'élite). Se il reddito medio pro capite di questo paese raddoppia (senza alcun aumento della disuguaglianza), una percentuale molto elevata della popolazione (forse la metà) potrebbe ottenere lo status di classe media perché avrebbero ora hanno una quota sostanziale del loro reddito a disposizione, al netto del cibo di base e il riparo). Ciò implica che un raddoppio del reddito pro capite può risultare in una classe media è dieci volte più grande. L'impatto economico sulle economie dei paesi avanzati di una classe media in crescita nelle Economie Emergenti è altamente sopravvalutato, soprattutto in termini di export e di ricaduta sulla produzione di USA, Europa e Giappone. Anche se più della metà della popolazione mondiale diventasse classe media, il suo reddito sarebbe di gran lunga troppo basso nella maggior parte delle economie emergenti per trasformarsi in una fonte di domanda estera per i costosi prodotti europei o statunitensi. L'impatto economico della 'ascesa della classe media' rimarrà confinato alle economia nazionali e questo ha un significato positivo per i beni di consumo non durevoli prodotti nel e/o per il mercato nazionale. Dei nostri primi 10 mercati di consumo la Nigeria è il paese in cui si prevede la spesa a crescere al tasso più rapido nel corso dei prossimi cinque anni. Sebbene la Nigeria sia ancora molto povera su base pro capite e suddivisa molto diseguale in base al reddito, ci sono varie ragioni per essere più ottimisti che mai circa il suo potenziale di domanda interna che mai. L'economia sembra destinata a crescere in Informest, giugno

33 modo abbastanza sostenuto nei prossimi anni, come la ricchezza da petrolio continua a crescere e gli investimenti nell'economia non-oil si accumulano. 5.3 Il potenziale agro-alimentare dell Africa e le catene del valore: il posizionamento del settore delle bevande non alcoliche I paesi africani spendono più di 60 miliardi di dollari all'anno per importare cibo per le loro popolazioni in crescita, ma il continente ha il potenziale per diventare un esportatore di prodotti alimentari. Enormi distese di terreni coltivabili inutilizzati, basso uso di fertilizzanti e la scarsa irrigazione offrono immense possibilità di miglioramento dei rendimenti, che sono tra i più bassi del mondo. Anche piccoli miglioramenti potrebbero significativamente aumentare la produzione, con la creazione di industrie di esportazione e, potenzialmente, milioni di nuovi posti di lavoro in un settore ad alta intensità di manodopera. L'interesse per questo potenziale non sfruttato sta crescendo in quanto una classe media emergente sta facendo aumentare la domanda per i prodotti alimentari africani (in particolare per i prodotti alimentari trasformati e confezionati), da cui la creazione di un mercato alimentare continentale che le stime della Banca Mondiale pongono in valore a miliardi di dollari nel 2030 (350 miliardi nel 2012). A causa di una combinazione di crescita della popolazione, aumento dei redditi ed urbanizzazione, la domanda alimentare globale sta guidando all insù i prezzi agricoli. Problemi di approvvigionamento, il rallentamento della crescita dei rendimenti delle principali colture alimentari, il rallentamento della spesa per la ricerca, il degrado del suolo e la scarsità d'acqua significano nel loro insieme che i prezzi rimarranno elevati. In questo nuovo scenario, l'africa ha un grande potenziale per espandere le sue esportazioni agro-alimentari. L Africa detiene quasi il 50 per cento di terre incolte del mondo adatte ala coltivazione di colture alimentari, compresi ben 450 milioni di ettari che non sono ricoperti da foreste, protetti o densamente popolati. L Africa utilizza meno del 2 per cento delle sue risorse idriche rinnovabili, a fronte di una media mondiale del cinque per cento. I suoi raccolti hanno rese di gran lunga inferiori al loro potenziale e, per colture alimentari cardine come il mais il gap di rendimento oscilla tra il 60 e l 80 per cento. Le perdite post-raccolto variano dal 15 al 20 per cento per i cereali e sono più elevate per i prodotti deperibili a causa della cattiva conservazione e di altre infrastrutture agricole. I paesi africani possono inserirsi nei mercati in piena espansione del riso, mais, soia, zucchero, olio di palma e dei biocarburanti ed emergere come i principali esportatori di questi prodotti sui mercati mondiali, replicando i successi ottenuti da America Latina e dal Sud-Est asiatico. Per l'africa subsahariana, i mercati più dinamici sono probabilmente (oltre a riso, cereali da foraggio, pollame, latticini, oli vegetali, orticoltura) anche quelli dei prodotti alimentari trasformati per la fornitura dei mercati nazionali. Il mercato della frutta rappresenta un'opportunità per attrarre valore per la maggior parte dei paesi, ma l'approccio per ciascun paese dipenderà dal suo livello di produzione, trasformazione e integrazione nei mercati internazionali di esportazione. I paesi dell Africa sub-sahariana possono essere classificati nei seguenti gruppi che necessitano di diverse strategie nell eventualità di un investimento diretto, di un accordo di cooperazione economica e tecnologica od altre forme di presenza. Alcuni paesi sono infatti un interessante mercato potenziale, altri rappresentano dei fornitori potenziali di materie prime, altri sono, per la dotazione infrastrutturale, delle piattaforme produttivo-distributive ed altri ancora combinano alcune di questi caratteristiche. Informest, giugno

34 Produttori di frutta. Sono i produttori di frutta che non aggiungono valore a una quota significativa della produzione sia attraverso l'elaborazione o l'esportazione e quindi sembrano avere le opportunità per aggiungere valore. Questi paesi hanno di solito un grado limitato di elaborazione (per esempio, Jakana Foods produce succhi di frutta in Uganda con prodotti locali) e affrontano sfide considerevoli per il dimensionamento, compreso l'accesso limitato ai finanziamenti e difficoltà di approvvigionamento sufficiente di frutta della giusta qualità ad un costo abbastanza basso. Priorità fondamentali in questi paesi sono il focus sullo sviluppo della produzione e sulle opportunità immediate di esportazione nei mercati per la frutta fresca locali, regionali ed internazionali. Esportatori di frutta, come il Camerun e Mozambico, sono entrambi grandi produttori di frutta di scala e di esportare una quota rilevante della produzione. Le esportazioni dei due paesi si concentrano sulle banane, e nessuno dei due ha stato in grado di sfruttare le opportunità di trasformazione della frutta. In questi paesi, sono necessari investimenti che indirettamente aiutino l'espansione e lo sviluppo del settore della lavorazione della frutta, facendo anche da riferimento alle start-up. Trasformatori di frutta integrati, come il Kenya, in grado di estrarre valore dalla frutta esportando "export di qualità" frutti verso altri paesi africani ed oltre e di trasformare la frutta a livello locale, in particolare per la produzione di succo. Questi paesi ed i loro mercati sono in grado di assorbire ed apprezzare l introduzione di tecnologie avanzate e investimenti in nuovi prodotti. Nonplayers, cioè i paesi che oggi non dispongono di un volume significativo di produzione di frutta, come il Botswana, Burkina Faso, Mauritius, Ruanda e Zambia. Possono esserci in questi paesi opportunità per l'elaborazione, cioè l elaborazione in loco di frutta importata, come testimoniano gli impianti di lavorazione della frutta sviluppati con il sostegno del governo in Ruanda. Mentre gli esportatori di Asia e Brasile pensano al breve termine, i produttori di alimenti, trasformatori e spedizionieri di Kenya e Sudafrica, e la grande distribuzione organizzata in Nigeria, sono tutti ben posizionati per servire il crescente mercato africano. Tra i paesi dell'africa sub-sahariana il Sudafrica si distingue per le dimensioni, lo sviluppo e la proiezione globale del proprio settore agro-alimentare. Il paese è sede d importanti produttori di generi alimentari e, quasi unico nella sua regione, esporta prodotti alimentari ad alto valore aggiunto, in particolare il vino. Poiché la domanda di cibo in Africa è in aumento, i buoni collegamenti del Sudafricacon i paesi vicini possono contribuire ad incrementare le esportazioni. La capacità delle imprese del Kenya nel gestire complesse supplì chains e l esperienza con li standard europei merceologici e sanitari che li aiuterà a espandersi in tutta l'africa aggirando le frontiere che distorcono il commercio. Le sfide che devono affrontare i produttori nazionali sono ancor più pesanti in altri paesi africani più piccoli, con collegamenti commerciali e barriere burocratiche che impediscono il commercio regionale. Spesso è più conveniente procurarsi prodotti alimentari provenienti dall America Latina o dall Asia, piuttosto che produrli internamente o acquistarli dai paesi vicini. La carenza di infrastrutture significa che i tassi di spreco/deterioramento sono alti; è più facile spedire alimenti surgelati dalla Cina alla Nigeria che dal Benin al vicino Mali. Il ruolo crescente e distorsivo dei fornitori esteri nel settore agroalimentare africano è indicato dallo stato del settore del pollame del continente: nel 2010 l Africa importava l equivalente di un quarto della produzione continentale. Comunque nel medio termine, gli operatori del trasporto africano, lo shipping e le imprese di vendita al dettaglio sono suscettibili di trarre profitto dal fatto che i consumatori della classe media da Luanda a Kampala acquisteranno più prodotti stranieri. Nel lungo periodo, la produzione nazionale di bevande non alcoliche è destinata a crescere in modo significativo già nel prossimo decennio, attraverso joint ventures tra imprese africane e straniere lungo le linee degli investimenti effettuati dalle grandi player Informest, giugno

35 nel fiorente mercato della birra dell'africa occidentale. Investimenti nel settore delle bevande, soprattutto se orientati nell ottica della joint-ventures e dell accordo tecnologico che abbia come obiettivo anche la valorizzazione della produzione di frutta locale e la ricerca di mix di sapori innovativi, sembrano una strada percorribile. Inoltre, come si sta verificando nelle altre regioni, il mercato delle bevande gassate si deve confrontare con una nuova sensibilità salutista che sta emergendo anche nella classe media africana. Questo renderà certamente più difficile, già nel medio periodo, la difesa di queste quote di mercato che dovrebbero risultare in aumento per le bevande non gassate, mentre anche i mix a base di birra sembrano avere un grande potenziale di crescita. Informest, giugno

36 6 Highlights conclusive L identificazione di sistemi di sapori innovativi ma al contempo rispettosi della tradizione e dei gusti locali è una condizione necessaria. I consumatori sub-sahariani sono sottoposti a forti pressioni da parte dei big player nella direzione di bibite gassate e/o mix birra/frutta ed altri prodotti a cui va contrapposta una serie di proposte innovative nel blend dei sapori. Una serie di vincoli relativi a trasporti ed alla logistica, nonché una distribuzione organizzata spesso limitata ai grandi centri urbani, portano a ritenere strategico l insediamento di piccole unità di trasformazione locali. Le compagnie di agri-business iniziano a creare partenariati con gli agricoltori locali per assicurarsi le materie prime da trasformare. L effetto di leva di investimenti mirati in irrigazione e tecnologia è enorme visto il potenziale in termini di risorse non sfruttate. Anche soluzioni miste che prevedono accordi con i piccoli produttori ed acquisto di terreni sembrano percorribili. Una serie di dinamiche stanno rafforzando alcuni assetti duali che richiederanno in tempi brevi un adeguamento delle strategie di entrata. Le aree rurali resteranno strategiche per la produzione e quindi come fonti di materie prime mentre l urbanizzazione interesserà L aumento della capacità di spesa utile e traducibile in termini di consumo formale anche di fascia premium riguarderà, per la categorie delle bevande non alcoliche, una quota della popolazione che varierà in modo sensibile nei diversi contesti economici nazionali. Parte dell aumento della classe media consisterà in una fascia della popolazione poco al di sopra del soddisfacimento dei bisogni primari, tuttavia nel medio termini è indubbio che il consumo dei prodotti nazionali ne trarrà beneficio. Informest, giugno

37 7 Bibliografia ACET African Center for Economic Transformation Kickstarting agroprocessing value Chains in African Transformation Report 2014, Chapter six, Alcidi C.; Gros D. The Global Economy In Trends And Strategies For Europe, Centre for European Policy Studies (CEPS), Brussels, Business Monitor International - Food and Drinks Insight, numeri vari, BMI, 201 Food and Agriculture Organization of the United Nations - Regional Office for Africa - FAO Statistical Yearbook Africa Food and Agriculture, Accra, 2014 Oecd-Fao Oecd Fao Agricultural Outlook Highlights, 2013 Shafnitt-Chatteerije Agricoltural value chains in Sub-Saharian Africa From a Development Challenge to a Business Opportunity, Emerging Markets-Current Issues, Deutsche Bank Research, April UNCTAD World Investment Report Global Value Chains: Investment And Trade For Development, United Nations Informest, giugno

38 Appendice Tab. 1 - Paesi produttori di frutta e produttività media Fonte: FAO Statistical Yearbook 2014, Africa Food and Agricolture Informest, giugno

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